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COVID-19 è una brutta bestia. Parole, appelli e impressioni dei nostri connazionali


© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Avere un ospite non accetto come il Covid-19, vivere con il pensiero di morire o non rivedere più i propri cari, è davvero atroce. Tante sono le storie e gli appelli, lo scetticismo sui vaccini e il ritorno alla normalità, l’ansia e la disperazione di chi non ce la fa. Dal lockdown anche i nostri connazionali, piccole e medie attività, imprenditori, operatori di spettacolo si sono fermati per gravi difficoltà economiche. La speranza di vedere la luce in fondo al tunnel, sembra lontana. Diamo parola alla collettività, all'istituzione consolare e pastorale del Baden-Württemberg e dall'Italia.


In una vita sostanzialmente in corsa, è una battuta di arresto dolorosa, uno tsunami. La mia attività esecutiva è ferma e mi sono adeguata a quella che è la didattica a distanza. Il nostro mondo viaggia sulla comunicazione e visto che è rimasta affidata totalmente al virtuale, mi auguro che si basi almeno sulla veridicità, ci dice il Mo. Rossella Spinosa compositrice e docente al Conservatorio di Como ma spesso in Germania per eventi concertistici. Il pensiero va a tutti i bambini, il trovare i propri giochi chiusi, l’impossibilità di abbracciare amici nella dinamica più naturale e sociale; va alla collettività “mondo” perché nessuno è rimasto in erte, di fronte a questo; va ai settori in sofferenza e a noi artisti in qualche modo dimenticati. Siamo la parte della società così essenziale così superflua ma che condiziona il mondo e la maniera di sentirlo, vederlo e comprenderlo. É inimmaginabile

vivere senza la presenza della cultura. Il nostro modo di relazionare ora, è orientato al distanziamento e alla lontananza. Forse ci sta insegnando a comprendere e valorizzare meglio la vicinanza. Ci sono state tante fallacità a oggi e mi auspico, oltre alla carriera e alla ripresa di un circuito economico, il ritorno alla serenità, ai valori, al rispetto della collettività e al bene comune spesso dimenticato e che se riscoperto, diventa un valore aggiunto della nostra società. C’è tanta voglia di ripartire e di riassaporare il senso del bello e della creatività. Ho diversi progetti futuri, alcuni al femminile cui tengo molto, legati strettamente al mondo del teatro. Credo fortemente inoltre a due progetti in particolare e anche se diversi tra loro, guardano al mondo esterno in una maniera davvero profonda. Ringrazio sia il Corriere d’Italia, sia la tua emittente TeleVideoItalia Angela. Io vi ho conosciuto in diverse occasioni a Stoccarda, alla prima esecuzione della mia Opera da Camera dedicata sostanzialmente alla cultura italiana e basata su una novella di Pirandello, come con la Bellagio Festival Orchestra alla prima del Gran Galà di Rossini e avere avuto la vostra presenza è stata un’esperienza gratificante, sia per vedere un riconoscimento della cultura italiana in un Paese che “per noi musicisti” rappresenta un pilastro di riferimento, quale la Germania, che conosco e apprezzo enormemente; sia per il fatto che i nostri contatti sono rimasti vividi.

La pandemia ha fermato il mondo e colpito purtroppo anche la nostra di famiglia, ci dice Luigi e Stefania Giarrizzo in arte Luis & Stefy. Ci manca molto il calore del nostro pubblico. Siamo un duo musicale e il nostro lato artistico spazia dagli intrattenimenti agli eventi privati, alle balere e sacre paesane. In quest’ultimo periodo ci siamo catapultati anche nelle vesti di presentatori di spettacoli, un mondo che mi affascina a priori, pone l’accento Luigi. Amiamo la musica, per noi è vita. Questa pandemia è stata un duro colpo per tutti e ci dispiace vedere tanta sofferenza, aggiunge Stefy. Non abbiamo ricevuto aiuti dall’Istituzione tedesca, quindi, l’augurio è di uscircene tutti da questa difficile situazione, di ritornare presto e più forti di prima alla normalità, come di ripartire con le nostre serate e i nostri progetti. Sicuramente, dopo questa brutta esperienza che ha segnato tutti, apprezzeremo ancora di più lo stare con il nostro pubblico. Ringraziamo la tua emittente TeleVideoItalia Angela e attraverso te anche il Corriere d’Italia, per l’opportunità che ci avete dato in questo incontro per dire la nostra su questa brutta storia e di come ha inciso sl nostro lato artistico.

Sono in Germania da ca quarant’anni e la mia vita è in questa Boutique sartoria, ci dice Lina Catalano. La mia, é un'attivitá tramandata da generazioni. Vivo la situazione con ansia e perplessità. Stiamo rispettando tutte le norme ma solo le farmacie e i generi di prima necessità sono aperti. Perché non possiamo esserlo anche noi? Stare chiusi non è solo sinonimo di perdere guadagni ma anche clienti, la loro fiducia e la loro amicizia, conquistata negli anni con cura e grande passione. Come vedi Angela, io non vendo solo abiti per tutte le generazioni ma ho una sartoria dove rammendo a mano libera e do assistenza a chi ha bisogno di accorciare o aggiustare anche un proprio abbigliamento non necessariamente comprato nella mia Boutique. Non riaprendo finisce il commercio, ed è una mancanza anche verso noi piccoli imprenditori. Grazie Angela per avermi dato l’opportunità di dire anche la mia nella tua emittente TeleVideoItalia e attraverso te, ringrazio anche il Corriere d’Italia per cui scrivi.

Vivo solo di musica e ho subíto notevoli danni ci dice il cantante Marco Serra. Essendo un professionista, gli aiuti mi sono stati riconosciuti dall’Istituzione tedesca ma ovvio che non è paragonabbile a quanto perdo. Penso alle persone in decenza, agli anziani, agli ospedali ma anche a noi artisti e musicisti costretti a cancellare tante date, per la restrizione sociale. Il mio modo di rimanere in contatto ora è attraverso i social. Ho molti progetti in cantiere e ci sto lavorando nel mio studio. Nonostante la pandemia ha fermato tutti e tutti, io continuo ad allenarmi musicalmente e professionalmente, anche perché nel nostro mestiere si ha bisogno di allenare di continuo la propria voce che si differenzia da quelli che, dalla seconda o terza canzone, perdono fiato. Mi si sono aperte strade nel mondo televisivo e collaborazioni. Ringrazio te Angela, la tua emittente TeleVideoItalia e tuo marito Dino. Sapete bene che ho molta stima di voi e per quello che professionalmente fate, sia nel mondo mediatico sia artistico. Ho avuto modo di incontrarvi di persona e questo mi lusinga. Mi auspico al ritorno alla normalità, perché manca il contatto con il pubblico e con i live ma per adesso continuate a seguirmi sui social.


È dall’ottantanove che nel nostro mondo d’impresari, artistico, televisivo e manageriale, ci si conosce più o meno tutti, ci dice la SDA Sanremo Eventi casa leader nel mercato artistico in Europa. Quando qualcuno dunque si presenta, percepisci nell’immediatezza se vale la pena aprire un sano e durativo rapporto di collaborazione. Gli aiuti sono arrivati e li abbiamo avuti ma i danni sono irreversibili. Se da un lato la rete è diventata una fonte fondamentale di supporto, comunicazione e continuità agli affari, dall’altra sono aumentati i rischi di cadere a fake. Premesso che non ne faccio di tutta un’erba un fascio ma rimango basito nello scoprire paradossi da parte di certuni che, fuori dalla loro competenza e da ogni logica, propongono tutto e tutti senza una reale qualifica. C’è chi promette facili carriere, in barba agli studi e chi sforna in poche settimane canzoncine, attraverso demo trovate sulla sua tastiera. Chi fa passare per buona l’inesistente dote canora, o quella dei propri figli per avere un Like e chi si autodefinisce cantante, col vanto di essere conosciuto ogni dove. Chi arricchisce a dismisura la pagina con qualunquisti definendoli “cantanti” e sotto la loro organizzazione e… dulcis in fundo, c’è chi da un giorno all’altro s’improvvisa istruttore di canto, a discapito di adolescenti in cerca di visibilità. È vero, la pandemia ha portato anche crisi, ben venga allora la creatività e la tecnologia ma prima di dare affidabilità a chicchessia, specie sui social, è bene almeno controllare la veridicità di chi si propone dietro uno schermo, perché magari nella vita reale fa tutt’altro mestiere. Le vittime che il Covid miete non mi ha lasciato indifferente, anzi, mi ha fatto riflettere quanto in realtà siamo fragili difronte a questo nemico. Fiducioso mi auguro pertanto che torni presto la normalità, affinché ognuno ritorni a ricoprire il proprio reale ruolo. In questi ultimi tempi ho avuto modo di conoscere e praticare giovani organizzazioni che, anche se sbagliano un qualcosa, hanno talento nel fare e gestire con serietà i loro spettacoli e concerti, come altrettanto gli artisti che avete appena interpellato. Indiscutibilmente sono l’esempio positivo e più naturale di chi, con dignità, porta a casa il pane. Questi sono il nostro futuro e meritano rispetto e sostegno, perché non offendono l’arte della musica e nemmeno i nostri lavori e valori trentennali basati su fatti, no parole.

Da ventidue anni della musica ne ho fatto un lavoro professionale, ci dice Antonella Di Ganci in arte Neliah The Voice. Quello che è successo da un anno a questa parte, è un capitolo della nostra storia che ci lascerà un segno indelebile, sia per il numero elevato di vittime in continuo crescere, sia per il nuovo modo di approcciarci agli altri, per cui ringrazio la tua emittente TeleVideoItalia Angela e il Corriere d'Italia per l'opportunitá data di esprimere anche un mio concetto. Siamo diventati più scontrosi, freddi. Ci manca il contatto e il calore che la famiglia e le persone ci danno. Penso alle famiglie che sono in questo periodo da soli e a chi ha perso i propri cari, in questa dura battaglia col Covid. Francamente non ho ritenuto necessario richiedere aiuti istituzionali ma mi ha fatto piacere e so per certo che la Germania ha aiutato gestori e attività in difficoltà senza distinzioni, dimostrando di essere avanti rispetto agli altri. Diversamente, ho sentito purtroppo, con l’Italia che quei pochi che sono riusciti ad averlo hanno percepito una cifra così irrisoria, considerata nulla alla portata del problema. La musica accompagna qualsiasi momento della nostra vita, ci segna ci aiuta specie nei momenti difficili, per cui la speranza sicuramente comune a tutti quelli che “come me” navigano professionalmente nel nostro mondo artistico, è quella sia di ritornare presto ad abbracciarci e a sorridere, anche se a molti non gli riuscirà più così semplice fare; sia di fare e far rientrare la musica nelle case di tutti. Mi sono adattata nel mio studio e rimasta in contatto con il mio pubblico con le mie dirette ma è chiaro che sono i live in piazza, nelle strade, nei teatri e comunque tutto il casino “musicalmente parlando” quello che ci manca realmente. Nei mie progetti futuri c’è un cambiamento radicale sotto diversi punti di vista e la realizzazione di un Album con inediti, per associarlo al mio personaggio ed essere riconosciuta non solo per la mia voce. Continuate comunque a seguirmi sui social. Saluto tutte le persone che mi seguono e la mia aspirazione piú grande, mio marito e i mie figli. Ciao Dino e Angela e buona musica a tutti.

É una tragedia e tempesta inaspettata che ci ha colpito a livello fisico, mentale, relazionale e spirituale, ci dice Padre Arcangelo Biondo della Missione Cattolica Italiana di Pforzheim. Siamo impotenti e smarriti. Grazie a Dio, alcuni obiettivi sono stati raggiunti come il vaccino. Siamo esortati quindi a non spegnere quella fiammella e riaccendere la speranza di un mondo migliore. Celebro la Santa Messa qui nella missione, nel rispetto delle norme, con solo sei fedeli alla volta su prenotazione e ho aggiunto una terza, la domenica alle 10:30 con la stessa regola. C'è l'adorazione eucaristica tutti i giovedì, l'apostolato della "telefonata" agli anziani, ammalati e ricordo di portare la spesa ai bisognosi. Il pensiero è alle famiglie che hanno avuto un lutto, come nel mio caso, agli anziani, ai malati terminali, ai depressi, ai dimenticati e a chi ha perso il lavoro, perché hanno bisogno di una voce umana. La fede cristiana porta a contributi come la solidarietà, la carità e il pregare, affinché questo flagello umanitario cessi. Purtroppo non abbiamo avuto nessun aiuto istituzionale ma è noto che nel primo lockdown in Italia c'è stata tanta promessa di contributi. Stanno arrivando, sappiamo che l'Italia marcia con lentezza. Mentre dal primo lockdown, la Germania subito si è attivata. Non vedo l'ora di risentire la vicinanza e gli abbracci. Vi benedico.

Ci siamo trovati impreparati a difenderci da questo mostruoso nemico invisibile, ad arrenderci difronte a tante situazioni e a sperare in Dio, ci dice dalla Toscana il pluripremiato Scrittore Poeta Naif Luigi Moscato. Leggendo i quotidiani e i notiziari apprendo, a loro avviso, che potevamo avere almeno diecimila morti in meno specie in Lombardia. Questo mi porta a pensare istintivamente che, forse, i nostri garantisti si trovassero da tutt’altra parte, anziché fare meglio il lavoro per cui sono tenuti a fare e a prevedere un piano cautelativo che, sempre secondo le fonti mediatiche, è rimasto al 2006. Mi preme il futuro incerto della ristorazione in generale, dell’economia che ci aspetta al varco, il vedere stringere sempre più la cinghia e l’essere strozzati dalle banche, lo strazio di chi inerme si è visto portare via il proprio defunto senza un degno saluto. L’auspicio è che questi vaccini, siano diffusi al più presto all’intera generazione umana e che siano davvero efficaci, affinché si possa preservare la vita preziosa di tutti, nessuno escluso. Il fatto di aiuti intona, per molti, più come una parola “magica”. Non per essere drastici, ma se di aiuti si può parlare, quei pochi che sono riusciti fino ad oggi ad averlo, non coprono nemmeno le spese minime del fa bisogno familiare. Sono convinto che chi di dovere si fosse impegnato a rispolverare il piano pandemico fermo al 2006, forse, non ci saremmo ritrovati oggi a combattere impotenti su questo fronte. Mi auguro che tutto questo rimanga presto solo un bruttissimo ricordo. Faccio un saluto fraterno e sincero a tutti i nostri connazionali italiani in Germania, al Corriere d’Italia e alla tua emittente TeleVideoItalia Angela, che la ritengo una porta bandiera italiana nel mondo.

É una catastrofe per tutti, specie per chi vive in strada, agli infermieri e ospedali che sprezzanti del pericolo lottano per farci stare bene, ci dice Tony Fazio. La pandemia ci ha tolto tutto quello che avevamo costruito. Il mio settore spazia dal fare musica e serate in prima persona, a produrre e dare spazio ai miei allievi. Ho percepito anch’io gli aiuti ma non copre tutto quello che perdo stando fermo. La pandemia mi ha reso più creativo sui social, facendo dei Broadcast e concerti virtuali per non allontanarci dai nostri fans. Dispiace vedere che non c'è ancora una soluzione ma sto lavorando su dei progetti da mettere in atto, non appena tutto questo finirà. Ringrazio te Angela e la tua emittente TeleVideoItalia che siete attivi in prima linea e ci date spazio anche a noi di dire la nostra, il Corriere d’Italia e comunque tutti quelli che seguono la mia musica.


Anche il Console Generale d’Italia a Stoccarda Dott. Massimiliano Lagi, ha espresso parole di sostegno, conforto e vicinanza alla sua collettività italiana del Baden-Württemberg. Oberato di lavoro, appunto per l'insediamento avvenuto a gennaio di quest'anno in sostituzione all'illustre ex Console Dott. Massimo Darchini, ascolteremo il suo gradito intervento nella Puntata "Fatti Sentire" servizio televisivo redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production e visibile sui siti ufficiali di www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de


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