É tornato il ragazzo della via Gluk. Adriano Celentano in diretta dall’arena di Verona

 

© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Adriano Celentano. É tornato il ragazzo della via Gluk. Con la forza della semplicità, ha fatto uno spettacolo su spettacolo. Dopo diciotto anni è ritornato a cantare dal vivo all’arena di Verona, alzando a Canale 5 uno share che non si riscontrava da anni.

 

RockEconomy, uno spettacolo su spettacolo dove trova anche lo spazio per indicare a quella gente comune, che i politici non sanno più riconoscere, la strada per uscire dalla crisi economica e riscoprire il valore italiano in tutto il suo splendore.

 

Adriano Celentano ritornato a cantare dal vivo, dentro il suggestivo scenario dell’Arena di Verona. Dopo diciotto anni il molleggiato, che da piú di cinquant’anni regala oceaniche emozioni con le sue canzoni, calca il palco con la stupenda scenografia e spiccata professionalità del corpo di ballo, arricchito da impeccabili tempi ritmici di luci e technica.

 

Ancora una volta l’esibizione di Adriano Celentano non ha deluso ne l’attesa, ne tutte le aspettative. Grande successo di pubblico e di spettatori di Canale 5 che, per le due serate, ha ottenuto uno share che non vedeva da anni. Quello di Celentano è stato uno spettacolo unico, un’esplosione che ha saputo riunire ancora una volta le generazioni.

 

Per il legame all’attualità e al tema dello spettacolo RockEconomy, Adiano Celentano apre il concerto con Svalutation. Poi giú, una dietro l’altra, Pregherò, Si è spento il sole, L’emozione non ha voce, Cumbia di chi cambia, Sono un uomo libero, L’artigiano, pezzi Rip It Up, ma soprattutto l’incantevole brano il ragazzo della via Gluk che il pubblico ha cantato con il mito.

 

La prima serata regala anche qualche intoppo. Sembra stanco, affaticato, pensieroso. Spazi che fanno scendere il ritmo dello spettacolo, magari contrastato anche per la presenza dell’economista Jean-Paul Fitoussi, per certi ritenuto molto retorico. Anche perché, diciamola tutta, il pubblico é venuto per sentire cantare il loro idolo salvato, per l’appunto da questa situazione, dal l’intervento di Gianni Morandi. Ma anche questo fa parte del bello della diretta, del Live, quello vero s’intende e allora, tutti i nodi come di incanto si sciolgono e il ritmo, anche se improvvisato, riparte alla grande.

 

Un successo mirato e come sempre meritato. Fans in delirio, un trionfo. Non ci sono più vuoti, nella seconda ed ultima serata, niente intoppi ma solo un grande spettacolo e adrenalina pura, come solo un grande artista come lui sa fare. Con Yuppi Du il suo monologo trova un’aggrazziante posizione e non piú stonato. Un pensiero diretto, ben riuscito e apprezzato questa volta, quello della necessità di riscoprire una straordinaria realtà, la nostra Italia e la sua invidiata bellezza.

 

Il programma scivola vellutato ed ecco L'arcobaleno, un omaggio al grande Lucio Battsti, poi Storia d'amore con il finale prolungato dalla maestria della fisarmonica del maestro Fio Zanotti. Ancora giú con un medley, S'è spento il sole, Esco di rado, Ringo, fino al rifare Il ragazzo della via Gluk. É lo stesso Adriano Celentano, divertito e commosso, che intona la nota con la sua chitarra lasciando cantare i suoi Fans all’Arena. Che maestro, un grande maestro.

 

Attesa anche il bussare di quella gigantesca porta che ancora una volta non combacia col “chi é” di Adriano. Ma poco importa. Il pubblico si diverte. Ed ecco rientrare sul palco Gianni Morandi. Insieme, omaggiano Lucio Dalla con “Caruso” poi si improvvisa fotografo e riprende il mito, Adriano, impegnato in “Una carezza in un pugno” e con l’arena in delirio. Lui si diverte, azzarda le fatidiche mosse da molleggiato, gli riescono ma poi si siede e dice sorridendo “ adesso peró, dopo questi passi, avró bisogno minimo quindici giorni di ferie per riprendermi”. Il pubblico risponde. É in grande sintonia con lui. C’é anche dell’ironia nel suo programma, soprattutto quando sottoline “siamo tutti qui assieme”. Sopra quelli che hanno avuto lo sconto del 99 per cento e in platea quelli che hanno venduto la casa per essere qui da me. Bisogna combattere per la stessa idea, aggiunge, per la bellezza delle cose. Il suo messaggio cammina in perfetta sintonia con le note di “Cammino” e il suo spettacolare corpo di ballo. “Se si è in tanti a sognare i sogni si realizzano, conclude il monologo, e per questo sogno anche i ricchi ci daranno una mano”.

 

L’emozione gli fa dimenticare passaggi di alcune canzoni, o magari é solo un modo per vedere se veramente i suoi Fans conoscono tutte le parole delle sue canzoni. Questo non lo sapremo mai ma sappiamo per certo che il pubblico ha continuato in coro. Fra una canzone e l'altra scherza confessando "è stata dura preparami per questi concerti. Non ricordavo più i testi delle canzoni. Diciotto anni sono tanti” il pubblico attento e divertito risponde. Una fans russa, per pochi secondi, riesce a farla in barba al servizio d’ordine e a salire sul palco. Viene bloccata ma Adriano Celentano li richiama e lascia risalire la gagliarda giovane, lasciandosi abbracciare. La ragazza si contiene ed emozzionatissima riesce ad alzare le braccia strillando, l’ho toccato! C’é l’ho fatta. Anche Gianni Morandi ricambia l’abbraccio e le chiede il nome e da dove viene., lei a stento risponde. L’emozione di avercela fatta é tanta e ubriaca di felicitá continua a saltare di gioia.

 

Sulle note di Prisencolinensinainciusol il grande Celentano saluta i Fans, i suoi ospiti, la mare di artisti seduti ad ascoltare il grande maestro. Sono davvero in tanti. Saluta Verona inquadrata in tutto il suo splendore e per tutte e due le serate, da suggestive immagini. Poi volta le spalle, come solo lui sa fare, e lentamente scompare dietro quella porta che sembra costruita apposta su misura per lui, grande... per un grande e che si é aperta come per magia al suo “ruggito”... la pantera nera, ha colpito ancora nel segno e questa volta ceravamo anche noi!

 

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Tags: le interviste di Angela Saieva

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