Benigni... tutto Dante - canto quinto dell’Inferno - in tour mondiale.

- canto quinto dell’Inferno -  in tour mondiale. Spettacolo in cui l’attore e regista Roberto Beningni interpreta la Divina Commedia, accompagnato da uno sguardo satirico sull’attualità. Una performance nei più prestigiosi teatri internazionali prima di dedicarsi di nuovo al cinema. Sguardo vivace e un saluto caloroso. L’acclamato regista-attore premio Oscar Roberto Benigni, ci tiene a conoscere chi gli sta davanti, fissarne il nome e scoprirne qualche dettaglio. È così che ci accoglie quando andiamo ad incontrarlo. Un solo accenno al suo spettacolo ed è subito un fiume in piena di parole tanto semplici che riescono ad incantarci.

 

“Il tour è nato per portare gli spettacoli agli italiani all’estero, dice,vengo per loro. C’è dell’allegria in fondo ai loro occhi. Un desiderio vispo, affatto languido che gli fa dire - io tornerò - proprio come nelle canzonette”. La sinergia con il pubblico durante gli spettacoli è  un abbraccio amorosissimo, in lingua “benignana”. Un senso di bellezza che pervade i teatri quasi l’alchimia sprigionasse una sensualità erotica, come é accaduto a Parigi, Bruxelles, Grecia, Svizzera e non solo con i nostri connazionali. Lo spettacolo poi si espande, perché quel che Dante dice è talmente universale che nella mente di ognuno risuona qualcosa di immenso e per di più mostra la grandezza del nostro Paese. Poi il pensiero torna di nuovo all’Italia di oggi. “Ora è proprio tutta coperta ma queste ceneri nascondono un fuoco possente”.
 

Chiediamo allora se Tutto Dante é un’operazione di divulgazione letteraria?
No, assolutamente, risponde. Gli studenti hanno i professori. “Tutto Dante” è uno show nel vero senso della parola. Perché Dante è spettacolare e perché spero di fare spettacolo io.  Non è nemmeno un fatto politico, seguita, il messaggio è racchiuso nell’abbraccio che rivolgo principalmente agli italiani che vivono all’estero.

 

Come vede la situazione italiana attuale, specie con riferimento alle nuove generazioni?
Conosco bene la situazione dei giovani in Italia, perché io vengo da là.” Poi la serietà dell’argomento cede subito il passo all’irrefrenabile ironia. “Io non fuggo perché non sono un cervello, giusto per quelllo”. Buffo, per un candidato al premio Nobel. Se non fosse per quella risata tanto aperta e sincera che quasi vien voglia di crederci. Pensa se ci fosse stata questa fuga dei cervelli nel Rinascimento e avessero lasciato andare all’estero persone come Michelangelo, Leonardo, Galileo, Dante. Il solo pensiero fa impressione. Cosa sarebbe accaduto? Tutte le arti e tutti i poteri moderni sono imitazioni delle arti e dei poteri italiani, del nostro Rinascimento. Qualsiasi impero è un’imitazione del nostro, almeno in Occidente. Che lo si voglia dire o meno, è così.” Poi Benigni si ricorda che tutto sommato siamo nella terra di Shakespeare. “Non per essere nazionalista, dice, voglio troppo bene all’Italia per esserlo ma quella voglia, quel desiderio di dire beh, son contento di esser nato lì ce l’ho tanto forte”. Roberto Benigni non riuscirebbe mai a risultare melenso o scontato. Quando parla dell’Italia arde di passione e si commuove come un bambino. Il tutto mentre pronuncia un’unica frase. Non gli servono telecamere né riflettori per essere ciò che è. Indossa il solito pullover a V con cui lo si vede sempre in foto e una sciarpa come unico vezzo d’artista.
 

Tutto Dante è uno show dove i versi di Dante si mescolano all’attualità in maniera del tutto inedita. In un viaggio sorprendente fra satira e poesia. Alta letteratura e politica sbeffeggiata alla maniera di Benigni. Il tutto proposto con la leggerezza di chi è capace di far ammutolire e ridere intere platee, quasi a creare un sortilegio. Benigni promette agli spettatori, divertimento e riflessione insieme. Perché è come Dante e la Divina Commedia. C’ è l’Inferno e il Paradiso. Un momento per divertirsi e uno per commuoversi. Se non ci si diverte, non ci si può commuovere. In fondo questa è la sua lezione.

 

Sbarcato nell’affascinante teatro di Londra, il Royal Drury Lane di proprietà del celebre compositore Andrew Lloyd Webber, lo show fa rotta verso l’America. Il tour si è rivelato un successo senza precedenti che ha superato ogni aspettativa per uno show di poesia unita a satira che ha riempito gli stadi della penisola e fatto il tutto esaurito nelle principali tappe europee. Benigni porta in scena il -V Canto dell’Inferno-, il canto più amato della Commedia, quello della lussuria che celebra l’amore di Paolo e Francesca.

 

Tags: le interviste di Angela Saieva

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