Solo un problema scolastico? Ai nostri microfoni Anna Picardi, coordinatrice del progetto istituito dal Consolato

 

© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Presentare quello che lo Stato italiano fa attraverso le istituzioni quale finanzia gestori- operatori del settore scolastico e sociale. L’invito é cooperare unendo risorse e competenze. Incontriamo Pforzheim con Anna Picardi, coordinatrice del progetto istituito dal Consolato.creare la rete, il Network, spiega Anna Picardi, salita in cattedra anche in rappresentanza del Dr. Bartoletto del reparto scuole del Consolato Generale d’Italia di Stoccarda. Un sistema moderno che non permette più di operare ognuno per i fatti propri.  Unire appunto risorse e competenze per affrontare e risolvere le difficoltà che incontrano i nostri giovani e non solo nelle scuole, spiega, quindi bisogna partire da noi. Spesso non si conosce quale è il ruolo o il compito di ognuno perché quello che caratterizza noi italiani è questo modo di agire da soli. La dottoressa stessa ad esempio ammette che non era a conoscenza dell’esistenza di alcuni rappresentanti a Pforzheim perché tenuta allo scuro, quindi non aveva mai avuto l’opportunità di incontrarli prima.

 

Questa non è una critica dice, ma un’osservazione e se mai una  “riflessione” sui comportamenti di noi italiani. Il “suo” é un invito a cooperare insieme senza ingolfare o schiacciare chi ha la facoltà di essere, di fare, avere un’ idea o un grado di cultura in più.  Da soli si sa non si può fare niente, tanto meno risolvere problemi comuni. L’obbiettivo di questa riunione che solo per questa volta non ha visto la presenza dei genitori è stata appunto di carattere tecnico. Vedere prima tra le istituzioni che operano nel settore scuole e sociale se si conoscono e se riescono ad intraprendere un rapporto di collaborazione. Per i genitori è previsto un’altro intervento, assicura, dove si potrà discutere e riflettere cosa la scuola tedesca si aspetta da loro e qual’è il ruolo dei genitori nel successo scolastico.

 

La conferenza si è tenuta presso la Landratsamt di Pforzheim e la Dottoressa ha ritenuto soddisfacente la presenza di responsabili di strutture importanti che non hanno declinato il suo invito, come da Pforzheim la Deutsche Italienische Gesellschaft, la Caritasverband, la Jungendamt, la Gesundeitsamt, il Dipartimento Manager SDA dell’Accademia della Canzone Italiana, il Comites, diversi docenti italiani e tedeschi di istituti scolastici, tra i quali Claudia Stefanelli e Herr Klotzt della Nordstadtschule, Maria Capozzi della Osterfeldschule, e tanti altri venuti dalla provincia. Presente pure Luisa Grussone rappresentante dei genitori italiani degli alunni della 4° elementare e  tra la Stampa la Presse On-Line e il Corriere d’Italia quale da fedele lettrice, ringrazia l’importante presenza e per averle dato l’opportunità di lanciare questo suo messaggio.

 

Da circa un anno è mezzo è stato messo presso quasi tutte le scuole, un’insegnante italiano o in loro assenza degli esperti esterni, sostiene la Dottoressa, così come degli assistenti sociali. A secondo della presenza degli alunni italiani sono stati offerti pure dei “mediatori” incaricati a raccogliere le problematiche e non solo delle scuole ma anche delle famiglie. Questo ruolo andava istituito già anni fa, ribadisce, e che si dovrebbe estendere anche nelle scuole. Questo è anche un’altro modo per segnalare che bisogna conoscersi e cooperare.

 

Tanti i temi confrontati che di certo non c’è stato il tempo di annoiarsi. Peccato che alcuni pur avendo voce in capitolo, non hanno invece speso una parola. Vincenzo Marrone per esperienza vissuta si dibatte almeno per i nostri bambini che non sono ritenuti scolari modello solo perché sono molto vivaci e non -stile robot- come molti insegnanti gradirebbero. Anche il direttore della SDA Sanremo Eventi commenta, sono a favore della disciplina scolastica, ammette, ma senza esagerare. Abbiamo frequentato tutti la scuola e sappiamo bene che la colpa più delle volte è degli insegnanti. Si pensa spesso che la causa sia il disinteressamento dei genitori o l’incomprensione della lingua tedesca. Guardatevi intorno, dice, i nostri ragazzi parlano il tedesco meglio di noi. Se i figli non hanno dei buoni risultati scolastici è perché a scuola non si sentono a loro agio, non sono motivati ne invogliati dagli insegnanti. A volte vengono incolpati o puniti per banalità da spazientiti che confondono quasi sempre il temperamento con la disciplina. Il risultato? Dopo un anno di studi aspettano a dirti che tuo figlio va male due o tre mesi prima della chiusura delle scuole, con in mano il classico modulo da fare firmare. Rimandato! Grussone Luisa interessata anche alle tematiche del progetto, lamenta disinteressamento e poca informazione. Spesso si sente dire di innovazioni, leggi, aiuti, diritti e quant’altro che dovrebbe arrivare in mano alle famiglie italiane, dice, ma non è riuscita francamente ancora a capire se questa cadenza di divulgazione di circolari, dipende dai membri competenti consolari o tedeschi.

 

Di certo c’è che lo Stato italiano finanzia operatori per dare maggiore assistenza e informazione diretta ai nostri connazionali. Una lettera non è mai arrivata, eccetto quella su chi dover votare. Quando hai bisogno di qualcosa fai la fila per ore nei centri di assistenza senza essere neanche sicuri di entrare. Più grave diventa quando un figlio ha problemi seri di salute e con tutti i certificati medici  nessuno lo capisce, nessuno lo sostiene. Conta solo una diagnosi “svogliato”. Un caso quest’ultimo reale dove una famiglia di Pforzheim che abbiamo incontrato e ansiosa di essere presente alla prossima riunione per sfogarsi, rivela che da anni lotta per dei diritti mai ottenuti sulle condizioni del proprio figlio. Se ci sono, perché farci sbattere la testa al muro?

 

Intanto lascia a desiderare la statistica della presenza di italiani nelle scuole. Sono stati contati appena 589 scolari, 82 nella Real, 27 nella Gynnasium, contro ca. 4.800 abitanti italiani tra Pforzheim e provincia. Per non parlare della sfilza di rappresentanti di diversi settori presenti a Pforzheim e che se davvero collaborassero tutti insieme terrebbero uniti questo numero di italiani visti sfilare insieme in piazza solo in un'unica occasione e grazie ai nostri “azzurri”. La dottoressa Anna Picardi ce l’ ha messa veramente tutta. È arrivata da Stoccarda decisamente con un bastimento carico di innovazioni, consigli e quant’altro. Ora non resta che vedere se il concetto sia stato chiaro a tutti e in tutti i sensi.

 

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Tags: le interviste di Angela Saieva

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