Amedeo Minghi, Cantante e Cavaliere dell’ordine al merito della Repubblica Italiana

© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Lo incontriamo in occasione della “Festa Internazionale della Musica nonché la Giornata Mondiale per la lotta alla Sclerosi Laterale Amiotrofica. A’artista romano ha collaborato con artisti come, Califano, Morandi, Oxa, Pavone, Mietta, Nava, Mia Martini e tanti altri ancora. Ha pubblicato inoltre nel 2006 un libro confessione di grande impatto dal titolo “L’ascolteranno gli americani”.

Compositore, autore, cantante le piace essere chiamato “maestro”?.
A Roma si chiamano tutti “maestri”. E’ semplicemente un modo di dire romano, molto diffuso. Io non ho questo titolo e pertanto non mi faccio affatto chiamare “maestro”. Ho dei titoli veri che invece potrei utilizzare ma me li tengo perme.

 

Ha collaborato con numerosi artisti. Quale connubio é meglio riuscito per la sua crescita artistica echi le manca nel palmares per il duetto della vita?
Per la crescita artistica sono stati due i personaggi importanti: uno è Gaio Chiocchio, purtroppo scomparso e non è più con noi, l’altro è Pasquale Pannella, con il quale abbiamo scritto cose bellissime e che ricorderemo per sempre, perché sono tra le cose più importanti che abbia scritto nella mia carriera. 

Oltre al canto puro e semplice, si propone in recital musical teatrali, scrive un libro “L’ascolteranno gli americani”. Pura ricerca creativa, od intento d’allargaregli orizzonti artistici?
E’ connaturale al mio carattere. Io la musica la vivo in tutti i suoi aspetti, per cui, che sia una canzone, una colonna sonora, un commento, un balletto odaltro, io la uso, perché il mio mestiere è quello di fare musica.

Ha fatto molta gavetta. Il suo primo Album esce solo nel ’73 con “A.Minghi”), poi nel ’77 con  “L’immenso” nel’90 sale sul podio di Sanremo con Mietta. Bell’esempio di maestria ed umiltà?  
Questo corrisponde a verità, perché ho sempre continuato a perseguire il mio discorso musicale ed artistico, d’altra parte ribadito anche l’anno scorso al “Festivaldi Sanremo”, con il pezzo dal titolo “Cammina, cammina”; si va sempre avanti, ho cercato di portare innanzi questo concetto poi, le circostanze, per fortuna, mi hanno dato ragione.

Fosse agli esordi, ci andrebbe ai talent show come X-Factor ed Amici?
Ah no. Assolutamente no!

Otto volte a “Sanremo” tra gioie e delusioni ha dichiarato ...Purtroppo il Festival è figlio di se stesso, mutano le formule ma la sostanza rimane quella”. Che tipo di vetrina resta per lei?
Purtroppo é una vetrina che fa brutta mostra di sé. Anche se, come tutte le cose, c’è sempre l’altra faccia della medaglia e quindi, per tanti che subiscono questo destino, c’è poi qualcuno che invece da Sanremo trae riscontri positivi. Ma è un po’ come in tutte le cose, no? Anche tutta questa crisi economica, dove c’è chi sta perdendo tutto e chi invece sta arricchendosi anche troppo e pericolosamente.  

Oggi si evidenziano tatuaggi, piercing, lifting, look estremi, ancorché anoressia, bulimia, alcolismo, droga, xenofobia e quant’altro. Sono esempi di un’umanità bruciata, confusa ed infelice, che stenta a ritrovarsi?
Esempi di una generazione di genitori imbecilli!!! Sottolineo tre volte imbecilli perché il mestiere più difficile è quello di fare il padre e la madre ma, certo, se il padre si mette a competere con un ragazzino di tredici anni, il cretino è lui. Ed è molto probabile che poi, ne sortisca una di quei figli che lei ha descritto e che invece avrebbero ben altre potenzialità.

In occasioni come la Giornata Internazionale della musica ma soprattutto per il Global Day, giornata mondiale della lotta contro la SLA (sclerosi lateraleamiotrofica) con che spirito affronta il palcoscenico e come pensa di poter tornare utile alla causa?
Con la mia presenza. Penso che se la mia partecipazione, come quella di tanti altri miei colleghi, può servire a portare più gente in questa Piazza. Che poi la musica ha questo aspetto importante di saper fare aggregare, no?! Se il mio nome, assieme a quello degli altri, può essere utile alla causa portando invece che mille, quei millecinquecento, va benissimo! Per cui, più gente abbiamo e più media abbiamo; ecco quindi, io metto i miei 43 anni di carriera sul piatto.

In “Gerusalemme”, “dedicata alla città come se fosse una donna”, si cita: “Luce che accende le tenebre ai figli, Stellamaestra agli uomini, Madre di tutte le madri, voce di tutte le voci, nel silenzio lenisci il dolore, bella fra tutte le spose fra le belle desiderata”. Un’autentica dichiarazione d’amore?
Sì. Gerusalemme infatti, anche nella Bibbia è descritta come una donna. Infatti questi testi li ho scritti ispirandomi ai Testi Sacri, nel senso che non li ho copiati, per carità, ma sono andato a prendermi il senso di certe cose e Gerusalemme è stata immaginata come un donna, tant’è che come una “donna bellissima e meravigliosa”, è stata (ed è) contesa.

 

In “Pensiero di pace” tratto dall’album “L’altra faccia della Luna” disse: “La Pace è pensiero buono, patrimonio dell’Umanità”. A due passi da qui si vorrebbe porre contro ogni logica, impatto ambientale e non solo, una decisa opposizione popolare una nuova Base Usa che di certo non porterebbe un giardino di fiori! Altro che città dell’UNESCO! O no?
Sì, infatti ecco perché nel mio libro scrivo metterei, tra virgolette, come una sorta, non di Legge, ma un “Decreto Legge”, per portare la gente a Gerusalemme; perché se non vai lì, in quella città, non capisci e non ti rendi conto. Tutte queste cose che lei ha detto adesso, sono tutte figlie dello stesso problema. Problema che nel Pianeta è uno, ed è la Guerra che c’è nella Terra Santa. Questo è proprio il problema dei problemi, quello basilare. 

Unioni di fatto, adozioni per coppie di fatto, testamento biologico, eutanasia. Come la pensa al riguardo?
Sono contrario, in quanto Cristiano. Le unioni di fatto vanno benissimo ma sono contrario alle adozioni di bambini, da parte di gay o di lesbiche, ed in questo penso di avere un’immagine “classica”. Mio nipote cerca la mamma e vuole il papà. Un mondo dove la mamma ed il papà non ci sono, mi sembra che lo si vada a peggiorare, non a migliorare. Sulle coppie di fatto, è diverso. Gli uomini e le donne hanno il diritto di scegliersi l’amore come lo vogliono; pretendere invece, di essere d’esempio agli altri, è sbagliato.

Si è soliti dire che s’è tutti uguale di fronte alla morte, lei lo crede pure?
No, anche durante la vita, perché per Dio, siamo importanti tutti ed i ruoli diognuno di noi, nel gran disegno di Dio, sono comunque rilevanti. Non c’è nessuno, su questa faccia della terra, che sta qui per caso o sta qui perniente.

A chi darebbe un bacio e a chi uno schiaffo?
Ma la vita è sempre un bacio. Ad esempio questa serata lo dimostra. Ci sono delle persone qui presenti che vivono delle vite terribili, che non possono né muoversi, né decidere nulla autonomamente, intendo i malati di Sla presentiallo spettacolo e non solo quelli. Eppure sono qui a dimostrare quanta vita hanno in corpo. Sono loro che ci dimostrano come la vita sia un fatto meraviglioso. Perché non vogliono mica morire questi qui eh! Giustamente ci insegnano a ricordarci che ogni mattina al risveglio, noi abbiamo un gran culo!

Cosa le manca per sentirsi pienamente realizzato?
Molte cose. Sto programmando ecco, forse questa Messa, ma pure il musical finalmente, visto che in più di quarant’anni non ne ho mai fatti. Lo farò adesso che per questo genere di spettacolo, per come lo penso io, l’Italia è pronta. Per cui ci saranno ancora canzoni, ci saranno ancora musical, ci saranno ancora film e, se Dio vuole, per tutta la mia vita, MUSICA.

 

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Tags: le interviste di Angela Saieva

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