Sacra Rappresentazione vivente della Passione di Cristo a Pforzheim interpretata dal gruppo teatrale di Esslingen guidato da Don Gregorio Milone e fortemente voluta dal missionario Don Santi Mangiarratti

 

© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Anche a Pforzheim é stato rinnovato l'appuntamento storico con la sacra drammatizzazione della Passione di Cristo. In piú di trecento hanno assistito alla straordinaria interpretazione del gruppo teatrale di Esslingen guidato da Don Gregorio Milone. La manifestazione é stata fortemente voluta ed organizzata interamente dal missionario Don Santi Mangiaratti, della Missione Cattolica Italiana di Pforzheim www.mcipforzheim.de.

 

"La drammatizzazione della Via Crucis, ha commentato il Presule, è uno dei tradizionali appuntamenti della nostra Settimana Santa. É un importante momento di raccoglimento a cui non si puó mancare".

 

Per particolare valore spirituale e grande interesse culturale, la Sacra Rappresentazione si é articolata all’interno della Chiesa St. Bernhard di Pforzheim – Arlinger che regala ampio spazio, per una rappresentazione teatrale come questa. Minuti prima dello spettacolo, Don Santi Mangiaratti é stato invitato al centro del palco per un commento ma a sorpresa invece é stato calorosamente salutato dai fedeli con una standinovation, per i 23 anni di oberato servizio fatto con amore e grande passione per la comunitá italiana di Pforzheim. La mattina in Chiesa, nel celebrare la Santa Messa, il presule aveva appunto annunciato pubblicamente il suo ritiro dalla comunitá, sotto i volti increduli e rammaricati dei fedeli.

 

Fortemente commosso dagli applausi, per stemperare ha scherzato con il pubblico sulla sua uscita di scena: é dovuta grazie alla mia tenerá etá, ha detto, quindi da Gennaio 2014 saró anche io... diciamo un emerito, ecco... vuol dire che mi rinchiuderó in un monastero. Poi ritornando cupo si riporta al centro dicendo, questa é l’ultima Pasqua che passeró con voi quí in Germania. Vi saluto con grande gioia ma anche con grande sofferenza, perché ventitreanni insieme in questa comunitá di Pforzheim sono davvero tanti. Mi compiaccio avervi visto oggi cosí numerosi sia in chiesa che quí stasera e ricordate che, quello che ci viene offerto oggi con grande sacrificio dal missionario, mio collega Don Gregorio e il suo gruppo che hanno saltato pure il pranzo per non mancare a questo grande appuntamento, non é uno spettacolo ma una meditazione.

 

La tragedia religiosa é stata interpretata in costume d’epoca da 40 attori protagonisti della comunitá italiana di Esslingen e non solo, é stata rappresenta e scandita in diversi atti con le tradizionali fasi della passione di Cristo, intervallati da pause di raccoglimento individuale. il gruppo che ha girato alcune scene proprio in mezzo al pubblico, é stato guidato dal loro parroco Don Gregorio Milone, missionario della comunitá italiana di Esslingen che per il quarto anno interpreta la parte del Gesú di Nazareth.

 

Napoletano verace, Don Gregorio Milone é da sei anni nella comunitá  italiana di Esslingen, ci dice, per sua scelta di vita ed esperienza da missionario all’estero. Da quello che ho maturato in questi anni, racconta, noto che l’italiano gli viene ancora difficile accettare la parola integrazione, soprattutto in un contesto religioso. Ho notato ad esempio difficoltá nel partecipare alla Santa Messa tedesca, anche perché hanno un loro modo di pregare e pensare, differente dai fedeli e sacerdoti tedeschi. Questo bagaglio culturale e spirituale italiano non va assolutamente abbandonato. Per comprendere veramente il nostro connazionale, a mio avviso, vedo la necessitá di avere missionari italiani che vengono dall’Italia e non di coloro che parlano anche italiano. Solo in questo modo la nostra comunitá puó rimanere integra anche fuori dalla sua terra. Oggi ci troviamo quí con il mio gruppo grazie a Don Santi  quale voleva concludere, non a caso, con un qualcosa di speciale la sua lunga missione comunitaria in Germania, visto che a fine anno fará rientro in Italia. Auspico pertanto che il suo nuovo sostituto sia un italiano e che venga dall’Italia. La comunitá di Esslingen mi ha accolto come uno di loro, perché sono uno di loro e perché come loro sono emigrato. Sono un’italiano. C’é intesa.

 

I momenti più significativi della Passione di Cristo, sono stati rappresentati con delle sequenze sceniche suggestive e dall'ingresso dei personaggi, il cui ruolo veniva intuito semplicemente attraverso i gesti del pubblico. Commosso fino alle lacrime, nel vedere passare Gesú con addosso la croce, gli spettatori pietrificati hanno provato quello stesso strano senso di sofferenza. Tutto é stato impeccabile e curato sotto ogni minimo dettaglio. Dalla lavanda dei piedi, all’ultima cena, all’incontro con Ponzio Pilato. Dalla condanna e frustate a dorso nudo al Gesú Nazzareno (fatte udire in una gelida atmosfera scenograficamente apposta creata) alla crocifissione dei due ladroni, al tradimento nell’orto degli ulivi e l’impiccaggione mozzafiato del Giuda, lasciato penzolare alcuni minuti sotto una tenera luce, quasi a fare riflettere. La drammaticitá della crocifissione di Gesú (fatto udire anche lí, le grida di dolore confuse con i colpi secchi di un martello che ha lasciato intuire il penetrare del chiodo nella sua mano) mischiato con il pianto straziato della Madonna e poi la gioia della Resurrezione, hanno chiuso l’edizione della Passione Vivente di Pforzheim. Una versione che è stata apprezzata anche per lo spirito e l’originalitá di questo gruppo che con sacrificio, amore e tanta passione, ha affrontato chilometri, un pubblico e una Cittá nuova.

 

La manifestazione, ha sottolineato Don Santi Mangiaratti, ha il grande merito di avvicinare i cittadini alla Chiesa, coinvolgendo sopratutto i giovani con una messa in scena ricca di enfasi. Non solo uno spettacolo, dunque, ma un profondo momento di riflessione e meditazione. Colgo l’occasione della vostra presenza per ringraziare nuovamente voi, il Corriere d'Italia www.corritalia.de  la AISE http://www.aise.it/italiani-nel-mondo/comunita/140435-a-pforzheim-la-rappresentazione-vivente-della-passione-promossa-dalla-mci.html il pubblico, i miei confraterni per il nobile gesto di ospitalitá, il gruppo teatrale e il loro missionario Don Gregorio Milone che ha accettato la mia richiesta. Lo scopo della rappresentazione è infatti, quello di coinvolgere gli spettatori in una realtà lontana da quella reale e quotidiana, attraverso un paradosso temporale che fonde presente e passato. E credo che ci siamo riusciti. In un mondo che ha così sete di speranza e verità, proprio le croci quotidiane ci permettono di avvinarci di più a Cristo e di attingere da lui senso e significato per le nostre vite.

 

L’evento, ripreso dalle telecamere della SDA FotoVideo Pforzheim www.sdainfo.de  in collaborazione con TeleVideoItalia.de www.televideoitalia.de vedrá in sintesi la messa in onda su reti mediatiche, mentre per intero su emittenti televisive italiane. La Madre di Gesù é stata interpretata da Viviana Mastrogiorgio, Ponzio Pilato da Nazario D’Agruma. Sinedrio: Luciano Castagnola (CAIFA) Raffaele Bianchimani (NADAP) Paolo Bonvissuto, Michele Cristino, Luisa Napolitano. Le Guardie del Tempio: da Rosa Aloe, Silvano Pomarico, Valentina Salerno, Sofia Gurreri. I discepoli di Gesú: Francesco Napolitano (PIETRO) Franco Volpicelli (GIUDA) Salvatore Corsano (GIOVANNI) e ancora Antonio Fantastico, Salvatore Napolitano, Vincenzo Leonetti, Elio Iannuzzi, Placido Cristino, Marcello Marino, Agostino Carrino, Vincenzo Aloe, Marco Gurreri. ADULTERA: Giusi Spadaro. BUON LADRONE: Marcello Marino, CATTIVO LADRONE: Gero La Mendola. BARABBA: Vincenzo Aloe. I soldati romani da: Mario Danzé, Elio Cicatello, Giuseppe Scerra, Gianfranco Spataro, Luigi Calà, Antonio Trovato. La Folla da: Christina Cristino, Serafina Carrino, Maria Catalano, Adele Tedesco, Sibilla Corsano, Natina Cristino, Miriam Leonetti, Filomena Marino, Anna Fantastico, Giovanna Iannuzzi, Rita Onorio. La SERVA DI PILATO: Serena Spataro. La VERONICA: Francesca Salerno. Le scenografie sono state curate da: Silvano Pomarico, Luigi di Benedetto e Placido Cristino. Tecnico delle luci  e suono: Rocco di Benedetto e Alessandro Cottone.

 

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Tags: le interviste di Angela Saieva

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