Classic Dreams e More, la perla dell’Opera Isabella Mangiarratti debutta a Pforzheim

© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Dopo Milano la perla dell’Opera debutta in Germania. Un'artista siciliana che sta portando in Europa un'immagine bella della nostra Italia. Incontriamo la Soprana Isabella Mangiarratti. Dopo una serie di suggestive rappresentazioni in Italia, inclusa quella fatta al Duomo di Milano su testi di Alda Merini, le musiche di Giovanni Nuti e accompagnate dal direttore d'orchestra Daniele Ferretti, Pforzheim ha ospitato la Soprana sicula Isabella Mangiarratti. Una perla dell’Opera. La incontriamo durante il pranzo offerto in grande stile da un prestigioso ristorante della Cittá, Spaghettisssimo, meta di molti volti noti. Una grande donna.

 

Si presenta informale, quasi una ragazza come tante che però ha in sé il sacro fuoco dell’Opera. L’intervista fá sempre un certo effetto ma si mette subito a su agio, non declinando nessuna nostra curiositá.

 

Come ha scoperto questa passione?
Per puro caso. Da piccola studiavo danza classica, poi le circostanze mi portarono a lasciarla. Incoraggiata da mamma mi impegnai nel corale a Mineo, un piccolo paesino. Trasferita a Milano trovai un maestro in grado di affinare le mie doti naturali, a livello professionale. Da allora la mia carriera ha subito una significativa svolta. Ho studiato soprano. Faccio opera, ma amo la musica in generale. Di fronte alla musica napoletana o standard jazz non mi tiro certo indietro.

 

Tre definizioni sul suo pubblico pforzheimese
Fantastico, caloroso, attento. Positivamente impressionato dal repertorio che ho presentato. Dalle Aree da camera scritte da D’Annunzio, Puccini e Verdi, al duetto fatto assieme al tenore René Reiling e accompagnati dal pianista Tobias Leppert. Vorrei avere sempre di fronte a me un pubblico uditorio come questo, che mi dia la carica per continuare e migliorarmi.

 

A chi direbbe grazie?
principalmente a chi ha creduto nelle mie doti, quindi alla mia famiglia. Oggi invece a Franco Puccio e ai miei cugini Don Santi Mangiarratti e Maurizio Indorato che mi anno tra laltro ospitato calorosamente a Pforzheim.

 

Nell’ambito artistico, la cosa piú bella e la piú brutta
Indubbiamente l’emozione riflessa negli occhi delle persone, quando canto. Tu lo sai bene, per noi il pubblico é tutto. La brutta, non che mi sia capitata ma é piú una constatazione e riguarda l’Itlia. Oggi non cé piú questo senso della cultura che cera una volta. L’Italia é la culla della cultura. Pensa che é a Napoli che é nato il primo conservatorio. Si sono persi molti valori e questo mi fa male.

 

In Italia si parla di crisi e tagli. Quanto é compromesso il vostro lavoro?
La crisi c’è. In Italia è così per qualsiasi livello. Per mantenere un tessuto culturale dobbiamo andare incontro alle gravi problematiche che ci sono. L’Opera presenta delle peculiarità che la rendono unica. Non penso che teme la crisi, tanto meno confronti.

 

Quali valori pensa di trasmettere?
Io penso che oggi l’opera abbia più valore che mai. Anche la nuova generazione si stá riaffacciando e questo é un buon segno. La gente ha bisogno di sognare, vedere e ascoltare cose belle e ascoltandoci riesce ad esternarsi. L’opera è un mondo magico dove tutto può accadere.

 

Lo spettacolo, presentato al Teatro Kulturhaus Osterfeld, è stato definito una emozionante miscela esplosiva. Isabella Mangiarratti, é un'artista che sta portando in Europa un'immagine bella della nostra Italia, in un momento delicato. Le sue interpretazioni sono al limite della perfezione. Frutto di una tecnica scolpita nel DNA, da un lavoro costante e meticoloso. Una donna insomma che ha saputo coniugare il tutto con la sua freschezza, spontaneità e un’esplosiva carica di simpatia, paragonabile all’Etna.

 

Con questa chiacchierata a ruota libera la salutiamo, inchinandoci alla sua bravura.

 

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