Gli 85 anni di un uomo straordinario, Carlo Pedersoli, per tutti Bud Spencer

 

© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Sono passati due anni da quando il popolarissimo attore Carlo Pedersoli, in arte Bud Spencer, in occasione della sua visita a Pforzheim per promuovere un suo libro, mi diede l’onore di poterlo intervistare in esclusiva per il nostro Corriere d’Italia. L’emozione di rincontrarlo in occasione del suo ottantacinquesimo compleanno resta incontenibile. Vi ripropongo la sua storia e il fatidico incontro con i due miti divisi a metà tra lo sport e il grande set, Carlo Pedersoli e Bud Spencer.

 

Carlo Pedersoli é nato a Napoli il 31 Ottobre del 1929. Ama suonare la chitarra, é tifoso laziale, ama Napoli, è molto superstizioso tanto quanto tenace. Si trasferisce a Roma e contemporaneamente iscritto all'Università di Roma, alla facoltà di Giurisprudenza, intraprende la disciplina olimpionica nelle categorie giovanili di pallanuoto e di nuoto. Partecipa anche a diversi Giochi del Mediterraneo ed Europei, dove si distingue come ranista diventandone nel 1945 campione italiano. Nel 1952 ad Helsinki, gareggia alle Olimpiadi per i colori italiani. Nel 1953, nel ruolo di centroboa nella Nazionale Italiana di Pallanuoto contribuisce alla vittoria dell'Italia contro la Spagna. Nel 1956 vince il Campionato di pallanuoto con la S.S. Lazio, segnando due reti nell'incontro decisivo contro il Camogli. 1958 a Melbourne per i nostri colori italiani é il primo italiano a scendere sotto il minuto nei 100 metri stile libero e ad infrangere la barriera del minuto netto. In proposito Carlo Pedersoli dice:

“È stupendo quello che si prova nel partecipare alle Olimpiadi. Esse rappresentano per me quello che milioni di persone non potranno mai fare e questo è un dispiacere enorme. Io per andarci ho rinunciato a tre lauree, la Chimica,la  Giurisprudenza e la Sociologia. E' un privilegio per pochissime persone, ed io ne sono davvero fiero. Ai miei tempi essere pallanuotista era un piacere. L’ho iniziato coltivato e portato con me nella vita. Il mio ricordo più bello risale a quando a Shanghai, la Nazionale divenne campione del Mondo ed il Presidente della FIN, pur non essendo stato io campione ma solo un azzurro della Nazionale, mi regalò ad honorem un quadro con le “medagline” d'oro di quella vittoria. Proprio come se avessi partecipato. Questo gesto mi ha commosso veramente molto”.

Nello stesso 1958 Carlo Pedersoli lascia però l'Italia e si trasferisce in Venezuela. Lavora a un progetto della Panamericana, la strada che attualmente collega Panama a Buenos Aires. “Non nascondo quanto ho davvero pianto per mia Madre Patria” ci sottolinea. Bud Spencer é divenuto invece celebre attore italiano grazie ai suoi film girati in coppia con Mario Girotti, in arte Terence Hill. "Dio perdona, io no" è il primo film girato dalla coppia quale li proclama in seguito le due Star a livello internazionale più amate dal pubblico e che li ha resi infinitamente celebri in questo genere di produzioni.

“Il soprannome Bud Spencer…  racconta Carlo Pedersoli …l’ho scelto in onore di “Spencer Tracy” un mio idolo e per una birra preferita”Budweiser”. Distinguo inoltre due tipi di successo: il primo quello che ho avuto nel cinema che è mio e non me lo leva nessuno, piú quello che ho avuto nello sport e che mi ha insegnato i valori della vita. Il secondo è quello che il pubblico ha deciso di darmi e che mi ha permesso di fare 120 film".

Pur essendo cinematograficamente impegnato, Carlo Pedersoli porta avanti ugualmente alcune passioni, ad esempio la musica. Scrive non solo per Nico Fidenco e per Ornella Vanoni ma scrive diverse colonne sonore e alcune canzoni per "Lo chiamavano Bulldozer" dove una viene da lui stesso interpretata durante il film. Nel 1975 abbraccia un’altra sua grande passione, il volo. Consegue la licenza di pilota di elicottero per l'Italia, la Svizzera e gli Stati Uniti e prende inoltre il brevetto per i jet. Anteprima il brevetto però, il primo volo effettuato da Carlo Pedersoli fu sul set di “Più forte ragazzi!” e lo racconta così:

“dopo aver visto in diverse scene lo stuntman-pilota effettuare le manovre, su mia iniziativa, lasciai tutti di stucco spiccando il volo con l'aereo manovrando i comandi da solo e senza aiuti. Ricordo il terrore del produttore in quei momenti. L'atterraggio "a quaglia" quello insomma effettuato a "balzi" sulla pista fino a fermarsi. Fortunosamente riuscì.”

Nel 1979 Carlo Pedersoli riceve il premio Jupiter come star più popolare in Germania. Nel 1981 è tra i soci fondatori della compagnia aerea Mistral Air. Da attore drammatico nel 2003 si impegna con il film "Cantando dietro i paraventi" di Ermanno Olmi. Nel 2005 il Comune di Civitavecchia gli attribuisce il Caimano d'Oro "per la sua carriera di nuotatore e per essere rimasto sempre vicino a questo sport, anche quando è diventato un attore affermato e conosciuto in tutto il mondo.

Nel gennaio del 2007 la Federazione Italiana Nuoto, concede a Carlo Pedersoli i brevetti di Allenatore di nuoto e pallanuoto e viene iscritto all'Associazione Nazionale Tecnici di nuoto. Nel 2010 riceve il David di Donatello alla carriera. Da poco ha terminato di girare un film dal titolo "Uccidere è il mio mestiere", una produzione tedesca, dove interpreta il maestro di un assassino completamente cieco.  

Dunque ricapitolando, attore Bud Spencer e sportivo Carlo Pedersoli. Quali meriti vanno attribuiti?

“C'è grande differenza tra la parola sport e cinema. Io ho creato solo per caso il personaggio che tutti amano. L'attore prima di farlo ha studiato, ha fatto delle accademie, si é sacrificato per imparare il dialogo e le note dell'attore. Io non l'ho fatto. Bud Spencer è un prodotto del pubblico. Tutti, nella vita, vorrebbero essere lui. Dare un pugno in faccia a chi ti costringe sottometterti. Allora ecco Bud Spencer che arriva e risolve senza volgarità i problemi creati dai cattivi. Io e Terence Hill, l’uomo nonché il personaggio che ha condiviso con me il successo, rappresentiamo una copia del cinema muto e gestuale di Buster Keaton e Charlot, Stan Laurel e Oliver Hardy. Loro attraverso la comicità tuttora fanno ridere e riflettere il mondo intero, senza parlare. Lo sport è un'altra cosa, perché anche l'uomo più antipatico e odioso ma che è un campione, è e sarà sempre lì e bisogna rispettarlo per quello! Carlo Pedersoli legge quello che ha fatto di puro da sportivo e sa che è proprietà sua”. 

Ferma restando sull’argomento sport, Carlo Pedersoli in proposito la pensa cosí:   “Il denaro purtroppo è dovunque. I giocatori stranieri, in pallanuoto come anche nel calcio e comunque, la fanno padrone. Quando io divenni campione italiano del nuoto a rana, parlo del 1943,  avevo appena 16 anni. I soci della società “Galleggiante sul Tevere” pur essendo "junior" mi regalarono l'accappatoio facendo una colletta. Quello era sport! Noi andammo alle Olimpiadi del '52, fino in Finlandia, in treno, viaggiando nelle carrozze di legno, di notte, perché non c'erano i soldi per pagare gli alberghi. Quello è sport! Non quello di oggi. Se potessi, cancellerei tutto ciò che ha determinato la nuova essenza dello sport che oramai… è diventato solo spettacolo.

Per ultimo ma non perché ultimo, concludo dicendo che forse non tutti sanno che Carlo Pedersoli firma i suoi autografi tradizionalmente solo con “Bud” e che il “Bud Spencer “ per intero è solo per un numero ristretto di libri da collezione. Mi aveva promesso che avrebbe autografato a mio figlio un suo libro. Ho potuto costatare tra gli innumerevoli pregi che ha, che è straordinariamente umile e un uomo di parola. Grazie Carlo Pedersoli da parte mia per il novero “Bud Spencer “ che oggi ci hai regalato e ancora tanti auguri di Buon Compleanno da parte della redazione di TeleVideoItalia.de e del Corriere d’Italia.

 

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Tags: le interviste di Angela Saieva

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