Tour Evento. Dino & Angela festeggiano trent’anni sui palchi di mezza Europa

© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Intervista di Alfeo Quaranta del Corriere d'Italia - Dino & Angela festeggiano trent’anni sui palchi di mezza Europa. Un tour evento, partito da una delle importanti cittá tedesche, Monaco. Così il duo italiano ha festeggiato trent’anni di carriera artistica. Due connazionali partiti solo con la speranza di migliore fortuna. Il Corriere d’Italia li ha incontrati. Sicuramente per gesto di graditudine, hanno volutamente ricalcare quel famigerato palco di Monaco che li vide protagonisti dal vivo nel 1983 in occasione di Una Notte Italiana, davanti a cinquemila persone, con grandi della musica italiana quali Toto Cutugno, Ricchi e Poveri, Edoardo Bennato, Riccardo Fogli. Presentati da Teddy Lakis (noto promotore manager di tournée fatte con celebritá internazionali, tanto per citarne una: quella di Michael Jackson) affiancato da due cooconduttrici quale Rosalinda Celentano (figlia del mitico molleggiato Adriano Celentano) e Maria Sole Tognazzi (figlia all'incomparabile regista attore scrittore scomparso, Ugo Tognazzi) per Dino & Angela, fu un continuo crescendo.

 

Il “duo” ha presentato al pubblico uno speciale cofanetto. La prima raccolta di tutti gli inediti che uniscono canzoni indimenticabili come “Ti odio ma ti amo” il primo brano che dominó a sorpresa undici mesi di Hit Parade radiofonica italiana. Poi ancora, Mamma,Vino e spaghetti, Africa, Liebe Angela, Aria d´estate, Live, Musica, Cuore selvaggio, Zingari, Una storia inutile, Sogno, Ali d’Angelo e altri. Non é mancato lo spazio nel ricordare maestri che hanno fatto la storia della musica italiana nel mondo. Intramontabili canzoni come Volare, l’Italiano, Mamma maria, Balla Balla, Il gatto e la volpe, Caruso. Per poi concludere la loro maestrale esibizione con Notti magiche, chiave dei loro eventi.

 

Lo spettacolo é stata aggrazziante, sonoro, emozionante, divertente. Tra un brano e l’altro, hanno fatto riflettere, affiancando canzoni al passaggio della loro vita da emigrato. Una forma al quanto originale di presentare certe canzoni. Il pubblico applaude, si diverte e canta con loro quello che in qualche modo gli appartiene e che, come dice una celebre canzone “Emigrante”: sulu cu nun’ciá statu mai, unnu pó capiri. Con ca. due ore di spettacolo, hanno raccontando la loro storia: quella di due connazionali, partiti senza avere in mano niente, solo una chitarra acustica e la speranza di migliore fortuna. Uniti da un lato dalla forza di un matrimonio e dall’altra dalla passione per la musica, si sono fatti strada in compagnia della buona e anche della cattiva sorte. Si, perché molti raccontano solo della buona e mai della cattiva, ci dicono. Quando intrapprendi questa strada, sei solo un’ipocrita se non lo ammetti. Un cammino artistico duro e talvolta insidioso il loro. Amato, invidiato e talvolta odiato, ci confermano, ma altrettanto straordinario e che il tempo non solo gli ha dato ragione ma li ha pure consacrati, da interpreti, quale il duo italiana più seguito all’estero. La loro tenacia e i loro duettare in forma tutta originale, hanno di fatti conquistato la simpatia e l’attenzione soprattutto del pubblico tedesco. 

Dino & Angela portano con se una serie di riconoscimenti, date da alte cariche italiane ed straniere. Si sono distinti in numerose eventi, associazioni culturali, ambientali e sociali. Ed ancora li ha visti protagonisti su reti nazionali italiane e tedesche, sia nell’ambito artistico che quello organizzativo. Sono i fondatori di diversi organismi, come L’Accademia della Canzone Italiana in Germania, noto per essere dotato di un pool di professionisti nel mondo della musica, spettacolo, del cinema e della critica. Orientati sui giovani talenti, il popolare duo coordina in esclusiva in Europa diverse selezioni di prestigiosi Festival mediatici. 

Ora che siete realizzati mel mondo artistico, chi vi sentite di ringraziare?
Inizialmente ci eravamo promessi che: se un giorno fossimo riusciti nel nostro intento, avremmo ringraziato solo la nostra testardagine per quando: per tutte le volte che tentavano di farci cadere, noi ci saremmo sempre rialzati. In veritá, oggi, lo dobbiamo davvero a tanti un grazie. Principalmente a nostro figlio Charlie Matteo che ci ha permesso di fare tre ruoli: i genitori, i cantanti, gli organizatori e coordinatori di eventi. Poi il nostro produttore, di una primaria casa disografica in Svizzera. Il pubblico, con la quale facciamo sempre i conti. Il Corriere d’Italia www.corritalia.de http://corritalia.de/Dettaglio.42+M52531632952.0.html perché, con le sue informazioni e con il dare voce all’italiano, tiene uniti i nostri connazionali emigrati. Infine ma non per ultimo chi ci ha creduto e infilato nella gastronomia ci ha dato una mano, a farci conoscere quando non eravamo davvero nessuno, Damiano Azzellini, Giovanni Magno, il Cavaliere Isodoro Ambrosino (ormai scomparso) e Maurizio Indorato.

Vi hanno mai fischiato sui palchi o avuto contrasti nelle vostre kermesse?
Musicalmente sui palchi mai. Contraddetti nel campo accademico, il piú delle volte. Il parere contrario del pubblico è perfettamente normale. Disappunti tra genitori per i propri figli che nelle selezioni non passano. Vedi i talent show. I loro programmi sono creati apposta con le divergenze, per fare odience. Sono spettacoli divertenti ma che spesso ti spiazzano dalla realtá di affrontare uno studio. Qualcuno ne trae riscontri positivi per uno due anni, poi non li senti piú. É una falsa illusione di riuscita. Grandi artisti sono nati da una gavetta. É importante, se non fondamentale, per cercare di capire cosa sei veramente. Oggi piú che i genitori sono i figli che sono convinti, solo stringendo un po il naso, che sanno cantare meglio di Ramazzotti. Poi fuori da quella canzone, buio totale. Non c’é creativitá nemmeno nei propri testi. Alcuni sono allo stato brado. Pensano che basta mettersi lì, in una specie di trance, a scrivere una canzone sulle note di una tastiera o computer di ultima generazione. In realtà è una questione di cultura, di coerenza, di stile, di personalità. Sapere ascoltare tutto quello che c’è intorno. Le canzoni di una volta sono intramontabili, mentre in quella di ultima generazione: oggi c’é quella, domani l’altra. Le Accademie artistiche in generale ti spingono a studiare e a cercare un percorso che é sensaltro piú duro ma é piú sicuro nel farti scoprire quanto vali.

In questi trent’anni, siete cambiati o é cambiato qualcosa? E i vostri progetti sono sempre vincenti?
L’etá senza dubbio. Il temperamento, la paura prima di salire su un palco e l’adrenalina invece no. Quella c’é e speriamo che ci sia sempre. Anche perché, quella volta che non sentirai piú una o piú di queste cose, allora sei davvero finito. Non esistono progetti vincenti ma infiniti. La difficoltá sta nel selezionarli, se vuoi renderli vincenti al momento giusto.

Quanto conta nella vostra vita il fatto di essere anche docenti nei vostri organismi accademici? Non c'è conflitto di interessi?
No, affatto. Per noi è una grande esperienza salire in cattedra all'Accademia, perché lavorare con gli artisti e con i giovani, ci arricchisce moltissimo. Non c'è proprio conflitto di interessi. É un dato di fatto che molti nostri giovani connazionali hanno conosciuto, tramite le nostre selezioni, diversi Festival primari. Come anche la Cittá dei fiori e la sua vetrina sanremese. Tutto questo, non puó fare altro che arricchirci di orgoglio verso chi, desidera intrapprendere seriamente questa grande avventura.

Nella crescita artistica ci sono stati dei personaggi importanti? Qualche emozione?
tutti i personaggi che abbiamo e continuiamo ad incontrare sono l’imput della nostra carriera. Abbiamo creato apposta una vetrina fotografica sul nostro sito web. Molti sono andati persi. Con alcuni abbiamo anche duettato. Un connubio emozionante all’inizio della nostra carriera, é stato quello di duettare con Francesca Alotta “Non Amarmi”. Canzone che in quell’anno vinse al Festival di San Remo con Aleandro Baldi. Subito dopo, Francesca Alotta, prese parte ad un tour che toccó anche la Germania e visto che Aleandro Baldi era impegnato altrove, scelse di duettarla con me. La provammo solo alcune volte in camerino, prima del debutto. Conoscevo la canzone in forma originale ma cantarla con mia moglie e cantarla con una grande artista e differente. Mi guidó con gli occhi. Fu un grande onore duettare con lei e sensaltro una istruttiva esperienza.    

Compositore, autore, cantante tu, cantante e giornalista tua moglie. Suona bene essere chiamati “maestri”?.
E’ semplicemente un modo di dire romano, molto diffuso nel panorama artistico. Noi non abbiamo questo titolo e pertanto non ci appartiene. Abbiamo diversi titoli veri e con alto grado di onore che invece potremmo utilizzare ma ce li teniamo per noi. Devi valere per quello che fai e non per quello che hai.

Secondo voi, qual’é lo strumento piú bello che possa esistere?
La voce. Anche se ho studiato chitarra classica, ho sempre pensato peró ad essa come ad un mezzo per accompagnarmi, per scrivere le mie canzoni. Non ho mai avuto la velleità di fare il chitarrista a tutti i costi e il fatto di stare piú dietro ad una tastiera lo dimostra. Peró chiaramente la chitarra é la mia compagna di viaggio. Ammetto di avere un profondo desiderio di suonare la batteria. Mia moglie usa la sua voce come uno strumento, con una stupefacente estensione, in grado di volare su tonalità impensate.

Interpretate sempre brani degli anni sessanta/settanta. Non vi piace la musica moderna?
Non é vero, anzi, la seguiamo. Rispettiamo ogni forma di musica. Pensiamo solo in tutta franchezza che la musica abbia dimenticato le proprie radici, le proprie tradizioni. Il nostro mondo ha sostituito la musica come fatto storico. Accompagnava ogni momento della vita di una persona. La musica di oggi, con quella dei nostri tempi, é in qualche modo diversa. Noi avevamo la musica per nascere, per innamorarsi, per sposarsi, per morire. In quella di oggi, con tutto il rispetto, ha solo un rumore senza differenza. Nei concerti notiamo un riscontro positivo dalla parte del pubblico. Quando tocchi ad esempio dei brani di Modugno, di Morandi, dei Nomadi, di Celentano e tanti altri. Sono loro a darci ragione.

Quali sono i vostri prossimi impegni?
Stiamo completando questo bel po' di promozione. Poi, ci concentreremo nuovamente alle kermesse per la prossima edizione del concorso canoro nazionale televesivo, Disco Estate Compilation, bando che troverete su www.sdasanremo.de . Lí daremo spazio nuovamente ai nuovi talenti. Quindi cari connazionali, seguiteci numerosi.

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Tags: le interviste di Angela Saieva

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