Umberto Tozzi Live a Calw con un doppio cd, prodotto assieme a Greg Mathieson

© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. L’artista é in tournée europea. Con un doppio cd, prodotto assieme a Greg Mathieson, arriva in Germania. Il Corriere d’Italia lo intervista a Calw e lui regala un saggio ai giovani talenti a sette anni da “Le parole” ultimo lavoro di inediti per Cgd e a tre da “Superstar” Umberto Tozzi si presenta ai suoi fance con un doppio album. Assorbito completamente dalla lavorazione di quest’ultimo capolavoro, pubblicato in tutta Europa, il cd contiene infine 12 inediti più 20 singoli della sua fortunata carriera. Con l’arrangiamenti riscritti nel rispetto del Tozzi style e prodotti assieme a Greg Mathieson (l’arrangiatore di "Gloria") giá da Maggio fa registrare il terzo posto nelle classifiche di ascolti, con “Yesterday, Today”. Nonostante concentrattissimo, il mito a pochi minuti dal debutto ci concede uno spazio per l’intervista.

 

É cambiato il tuo modo di pensare e fare musica?
No, non è cambiato. Nella mia carriera si sono alternati grandi successi. Ci sono stati anni in cui non sentivo di avere cose forti da dire e sono stato zitto. Per la prima volta, dopo tanto tempo, ho sentito una forte ispirazione. Cosí ho preso Greg Mathieson e l’ho fatto impazzire, per cercare di amalgamare il più possibile le sonorità dei due cd. Gli arrangiamenti sono volutamenti asciutti e il più possibile vicini a quelli di quegli anni. Soprattutto i classici: Ti amo, Tu, Gloria.

 

Se potessi fare un bilancio tra l’Italia e l’estero, chi ti è stato piú generoso?
Onestamente parlando ho avuto una carriera molto piú importante fuori dall’Italia, indipendentemete dal fatto che le mie sono grandi canzoni e che rimarranno nella storia della musica italiana comunque. Forse un po’ più di attenzione l’avrei meritata. Ma mi sono consolato con i successi e brani così forti, all’estero, dove ho ricevuto molti premi e riconoscimenti in tutto il mondo e che da italiano, hanno compensato e gratificato tutto il resto.

 

Come vedi i talent show?

É bello per i giovani di oggi ma non mi sembra un grande trampolino di lancio. L’artista non si crea in questo modo, cantando canzoni di altri. Alcuni sono bravi a farlo, come pure il caraoche. Ma trovarsi dal nulla ad essere famosi per gli altri, come stare sotto il giudizio di tanta gente che non sa chi sei, non porta lontano. Ma non é colpa loro. É un sistema televisivo, creato apposta per un grande bisnes. La cosa negativa è che in quei contesti sono solo interpreti, di fatto. Prima o poi se vuoi emergere, dovrai scriverla una canzone. Gli autori, sono stati la fonte delle più grandi libidini emozionali della nostra vita. La gavetta é importante. Artisti si diventa confrontandosi negli anni con altri artisti, altri musicisti e se il talento c’é, esce fuori. Noi facevamo musica nei club, nelle cantine. Uscire da una scuola come quella della mia generazione, é sicuramente piú profiqua e piú interessante di quello che loro trovano nei talent show.

 

A proposito di scuola, cosa ti ha lasciato Bigazzi?
Bigazzi è stato il mio grande maestro, in questo. La sua scuola mi è servita. Anzitutto mi ha insegnato a mettere le note insieme, cosa che ignoravo. Mi ha insegnato a semplificare le melodie, senza mettere diminuite e cose strane che amavo molto. È stata una collaborazione felice, al di là di tutto.

 

Com’é Umberto Tozzi da cantante e fuori dai riflettori?

Ho fatto il musicista per otto anni, prima di incominciare a cantare e scrivere canzoni. Ho scelto questa strada da ragazzino. Mi é piaciuto entrare in questo “casino” e mi sono trovato bene. Il repertorio che faccio sul palco é apprezzato e mi piace cantarlo insieme al mio pubblico. Nella vita reale sono un pigro. Mi piace lavorare poco. Vado a fare la spesa. Ma la cosa piú bella che la vita poteva regalarmi in quest’ultimo periodo é che da appena un’anno sono felicissimamente nonno.

 

Cos’hai in servo per il 2013?

Umberto Tozzi sorride e schiacciando l’occhiolino ci invita a seguirlo sul retro del palco, montato all’aperto sotto un suggestivo scenario. Poi, prima di uscire risponde: spero di diventare nonno per la seconda volta! É stato un piacere incontrarvi!

 

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Tags: le interviste di Angela Saieva

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