“Ritratti” e il nuovo album di Toto Cutugno

 

© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. In occasione del concerto tenutosi a Stoccarda, abbiamo incontrato Toto Cutugno, il perno del nostro tricolore. A differenza del vociferare della non disponibilitá dell'artista, lo stesso non si é fato negare al nostro arrivo anzi, se pur concentratissimo, prima del suo debutto ci ha dedicato umanamente ampio spazio

 

Lei è la nostra bandiera italiana all’estero, uno dei cantautori italiani più famosi tra la Russia, il Canada e il Belgio. Che differenza c’è tra i suoi fan di questi paesi e quelli italiani?

Devo dire che ho un pubblico che mi ama moltissimo anche in Italia, ma quando vado a trovare gli italiani all’estero mi fanno venire la pelle d’oca per tutte le emozioni che mi fanno provare. Molte emozioni si provano anche con altri popoli ma sono sensazioni leggermente diverse, sempre belle però.

 

Quindici volte al Festival di Sanremo. Che emozione si prova a calcare il palco dell’Ariston?

Un’emozione inspiegabile, unica. É talmente forte che sembra sempre la prima volta.

Che emozione si prova a essere un protagonista della storia della musica italiana?

No, la storia deve aspettare ancora un po’. Vedi, ti dico che ho inciso più di trecento brani ma fortunatamente non mi sento ancora nella storia. Ho ancora molte cose da dire e da fare.

 

Qual è lo stato di salute della musica italiana?

Vedo in giro tantissimi talenti e pochissimi autori. L’altra sera guardavo “Amici” ed ero strabiliato dalle capacità di molti di questi ragazzi, da Emma alla Amoroso. Tra i nuovi mi piaceva molto Gerardo, originale, particolare. L’avrei cercato per produrlo personalmente, se non l’avesse già per le mani l’ottima Mara Maionchi, credo. I ragazzi comunque oggi fanno molta più fatica di noi. Per noi era più facile: oggi se sbagli il primo singolo, poi vai nel dimenticatoio. Magari ti ripesca qualcun altro più in là, ma non è detto».

 

C’é un ricordo indelebile nella sua vita artistica?

Io sono sempre stato un po’ spericolato e la mia casa discografica, mi ha sempre vietato tutto, per evitare rischi. A Zagabria in quei giorni c’era il Festival delle mongolfiere e io di nascosto ne presi una. Il pilota, un po’ pazzo, iniziò a scendere e salire, tra monti, vallate e quant’altro. Alla fine atterrammo malauguratamente in un fiume. Ci salvammo, ma avevo l’acqua che arrivava al petto. Dovetti chiamare, sempre di nascosto, il mio agente con i soccorsi che arrivarono a ripescarmi.

 

Le hanno mai proposto di fare il giurato in un talent-show?

No, ma mi piacerebbe molto essere nella rosa di “X-Factor” qui in Italia. In compenso me l’hanno proposto per l’edizione ucraina e non è detto che non accetti. Il discorso è ancora aperto.

 

Lei ha scritto per Celentano,Vanoni, Califano, Ricchi e Poveri, Peppino Di Capri, Drupi e molti altri. Per chi scriverebbe ancora?

Sarei felicissimo di poter scrivere un brano per Mina, la più grande interprete italiana di tutti i tempi

Essendo stato anche un presentatore tv. Le piacerebbe tornare a condurre un suo programma?
Moltissimo. Spero che ciò avvenga. Ma dovrebbe trattarsi di un programma che mi piaccia, perché la tv tanto per fare non mi interessa

 

Ha qualche nuovo progetto in atto?
Sì, sto lavorando a un nuovo Cd che uscirà tra marzo e aprile.

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