Mons. Francesco Montenegro, eletto Presidente della “Commissione Episcopale per le Migrazioni” della CEI, visita Papa Francesco invitandolo a Lampedusa

© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Mons. Francesco Montenegro, eletto Presidente della “Commissione Episcopale per le Migrazioni” della CEI, visita Papa Francesco e invitandolo a Lampedusa, ha presentanto lo stato attuale dell'Arcidiocesi di Agrigento. L'arcivescovo di Agrigento ha ricevuto la nomina durante l'Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana. Don Franco ha incontrato Papa Francesco e nel corso dell'incontro, ha avuto modo di presentare al Santo Padre lo stato attuale dell'Arcidiocesi di Agrigento.

Nell’ultima Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) che si è tenuta a Roma, e dedicata all’attenzione per la cura e la formazione degli educatori all’interno della comunità cristiana, Monsignor  Francesco Montenegro arcivescovo di Agrigento, è stato nominato Presidente della Commissione Episcopale, per le Migrazioni (CEMI) e della Fondazione Migrantes.

“Questa prestigiosa nomina, dice mons. Melchiorre Vutera, vicario generale dell’Arcidiocesi di Agrigento, è il meritato riconoscimento della CEI a Mons. Montenegro per il suo appassionato e continuo interessamento del fenomeno migratorio. Vede arrivare giornalmente, nella nostra isola di Lampedusa (porta dell’Europa) tanti poveri disperati in cerca di libertà e di un futuro di speranza.  Al nostro Arcivescovo don Franco, conclude, vanno gli auguri di tutta la Chiesa Agrigentina per questo nuovo incarico.

Con l’auspicio di un proficuo lavoro per il riconoscimento della dignità e dei diritti di tanti fratelli migranti”. “A mons. Montenegro arrivino i miei personali auguri e quelli di tutti i componenti della Pastorale della salute della diocesi di Ragusa.

A dirlo é don Giorgio Occhipinti, vice direttore regionale per la Pastorale della salute che rappresenta il meritato riconoscimento della Cei a mons. Montenegro, per il suo appassionato e continuo interessamento del fenomeno migratorio. Con l’auspicio, ha aggiunto don Giorgio Occhipinti, di un proficuo lavoro per il riconoscimento della dignità e dei diritti di tanti fratelli migranti. Mons. Montenegro è sempre stato al servizio dei poveri e degli ultimi, e continuerà ad esserlo anche per il futuro. Adesso ancora di più, nel contesto di questo prestigioso ruolo”. É giusto ricordare che, Mons. Francesco Montenegro, ha partecipato, a Palermo, alla beatificazione di don Pino Puglisi.
 
L’indomani é ripartito come da programma per Lampedusa, dove ha incontrato la comunità ecclesiale. A seguito, ha amministrato la cresima, con 75 giovani della parrocchia. Il vescovo di Agrigento a Lampedusa, dopo la sua nomina, ha detto di aver invitato Papa Francesco a visitare l’isola delle Pelagie. Una crocevia di migliaia di anime, a sottolineato, che nel corso degli anni hanno attraversato il mare sperando in una esistenza migliore”.

Mons. Francesco Montenegro, durante la sua visita in Vaticano, ha portato in dono al Santo Padre una croce pettorale. É stata costruita artigianalmente da un falegname di Lampedusa, utilizzando il legno delle barche dei migranti approdate a Lampedusa. “Questo semplice ma significativo gesto, ha detto mons. Montenegro, è servito per ricordare al Papa tutti i nostri fratelli che giungono sulle coste di Lampedusa.Ma soprattutto quelli che hanno perso la vita durante il viaggio.

Ho consegnato la croce costruita con il legno delle barche dei migranti al Santo Padre, ha detto,  e l’ho invitato a venire in visita a Lampedusa. Credo e sono certo del fatto che abbia condiviso il mio messaggio. A guardarla è un po’ bruttina, commenta Marilisa Della Monica, quella scatola azzurra che don Giuseppe Calandra, segretario del nostro arcivescovo, custodisce gelosamente.

Non se ne stacca un momento neanche nell’attimo in cui i fotografi ufficiali dell’incontro scattano la fotografia che per sempre ricorderà, a chi vi è ritratto, questo momento della loro vita. Prima che si sieda a discutere con gli altri vescovi il Santo Padre riceve dalle mani del nostro arcivescovo quella scatola di legno, squadrata e semplice, che al suo interno accoglie una croce e la scritta: “fede, speranza e carità per ricominciare dalle macerie di cui questa croce è simbolo e segno. A Papa Francesco dal cuore del Mediterrano con affetto” È il dono che la comunità ecclesiale di Lampedusa insieme a tutta la chiesa agrigentina ha voluto che, il nostro arcivescovo, portasse al santo Padre.

Una croce realizzata con il legno dei barconi dei migranti che giungono sulle nostre coste nella speranza di un futuro migliore dopo avere attraversato quel mare Mediterraneo che per alcuni è diventato la loro tomba. “Spero la conservi, ci ha detto mons. Montenegro, se non altro ha capito il significato di questo gesto”. “È stata una chiacchierata tra vecchi amici!”

Si può riassumere con queste parole pronunciate da mons. Francesco Montenegro, alla trasmissione Carta Vetrata di Radio diocesana Concordia, il clima dell’incontro tra i vescovi della Sicilia con Papa Francesco. Suddivisi in due gruppi, Sicilia orientale e Sicilia occidentale, i presuli siciliani si sono recati in Vaticano per la visita ad limina in programma lunedì 20 maggio. Ma cos’è la visita ad limina?

Con l’espressione visita ad limina (ad limina apostolorum) si indica l’incontro che ogni cinque anni, i vescovi di tutto il mondo, hanno in Vaticano con il Papa per illustrare quali siano le particolarità che contraddistinguono la loro Regione ecclesiastica dal punto di vista religioso, sociale e culturale. Quali siano i nodi maggiormente problematici dal punto di vista pastorale e culturale e come interviene la Chiesa “particolare” su questi problemi.

Se il gruppo dei vescovi della Sicilia orientale è stato accolto nel palazzo apostolico diversamente è accaduto per il gruppo dei vescovi della Sicilia occidentale, i quali, come ha raccontato lo stesso mons. Montenegro, sono stati accolti nello studio del Papa nella sua attuale residenza, la Domus Sanctae Marthae. Un emozionato mons. Montenegro.

 

Chi non lo sarebbe stato al suo posto? Ha raccontato di come Papa Francesco abbia “voluto sapere delle nostre diocesi, ci ha fatto qualche domanda, gli abbiamo presentato le nostre singole realtà religiose, sociali e lui si è dimostrato molto interessato. Assieme a mons. Mogavero (vescovo della diocesi di Mazara del Vallo, ndr), ha proseguito mons. Montenegro, abbiamo parlato della situazione dell’immigrazione e il santo Padre è rimasto molto colpito dalle notizie che gli abbiamo comunicato”.

Mons. Francesco Montenegro, terminati gli studi ginnasiali, liceali, filosofici e teologici presso il Seminario arcivescovile "San Pio X" in Messina. Ha ricevuto l'ordinazione presbiterale l' 8 Agosto 1969. Dopo l'ordinazione, ha continuato gli studi presso l'Ignatianum di Messina. Dal 1969 al 1971 ha esercitato il ministero in una zona periferica della città di Messina. Dal 1971 al 1978 è stato segretario particolare degli arcivescovi metropoliti di MessinaFasola e Cannavó. Dal 1978 al 1988 è stato parroco della parrocchia di San Clemente in Messina: Dal 1988 direttore della Caritas diocesana, delegato regionale della Caritas e rappresentante regionale della Caritas nazionale. Altresì è stato docente di religione, assistente diocesano di Centro Sportivo Italiano (C.S.I). Direttore diocesano dell'Apostolato della Preghiera, mansionario del capitolo dell'archimandritato, rettore della chiesa-santuario di Santa Rita. Padre spirituale del Seminario minore, membro del Consiglio presbiterale.

 

Per tre anni, dal 1997 al 2000 è stato pro-vicario generale dell'arcidiocesi di Messina e dal 1998 canonico del capitolo protometropolitano della cattedrale di Messina. Il 18 Marzo 2000 Papa Giovanni Paolo II lo ha eletto alla chiesa titolare di Aurusuliana e nominato vescovo ausiliare dell'arcidiocesi di Messina Lipari Santa Lucia della Mela. Ha  riceveuto la consacrazione episcopale il 29 Aprile 2000 dalle mani dell'arcivescovo Giovanni Maria(co-consacranti l'arcivescovo Ignazio Cannavó  e il vescovoFrancesco Sgalambro. Il 23 Febbraio 2008 Papa Benedetto XVI lo ha nominato  arcivescovo metropolita diAgrigento. Presidente della Caritas italiana fino al giugno del 2008, gli succedeGiuseppe Merisi vescovo di Lodi. Dal  Maggio 2013 è presidente della Commissione episcopale della Conferenza episcopale italiana  per le migrazioni.

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