Tanti auguri a una persona speciale Arrivano da parte dei connazionali di Pforzheim e circondario al padre salesiano emerito Don Santi Mangiarratti in occasione dei suoi settantotto anni.

 

© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Sono passati alcuni anni da quando il padre salesiano Don Santi Mangiarratti (dopo ventidue anni di meritato servizio apostolico presso la Missione Cattolica Italiana di Pforzheim) da emerito ha lasciato il suo posto ai sacerdoti guanelliani p. Wieslaw Baniak e p. Maria Arokiadoss Antonyraj per tutti p. Rocky che hanno saputo a loro volta conquistare la fiducia dell’intera comunità.

 

Ora, in occasione dei suoi settantotto anni compiuti il 14 Novembre, i suoi parrocchiani, i confraterni, i fedeli, orgogliosi gli fanno gli auguri e lo ringraziano ancora una volta per averlo avuto a loro fianco nei momenti di gioia e serenità passati in comunità nella missione in occasione di festività e ricorrenze, come anche nei momenti del bisogno, di crisi, di tristezza, di sconforto, di un ultimo saluto. Sempre pronto per gli altri e molto meno per se stesso, metteva da parte anche i suoi seri problemi di salute per riuscire a entrare in punta di piedi nei giorni cupi del loro cammino.

 

Scrivere per dire quanto ho imparato, quali cose ammiri di lui, quali buoni esempi mi ha dato, quanto affetto e pazienza mi ha mostrato non basterebbe un solo libro, racconta il sacrestano Antonio Trovato della Missione Cattolica Italiana di Pforzheim. Quando persi la persona più cara della mia vita, entrai in un vortice totale dell’incredulità. Ero sicuro di non uscirne più. Credevo di diventare ateo. Lui invece con grande pazienza mi spinse e mi riportò ad apprezzare quella luce che si era spenta in me. Tanti altri fedeli raccontano che Don Santi Mangiarratti non si è mai risparmiato per il prossimo. Anche quando sembrava crollarti il mondo addosso, lui riusciva sempre a trovare le parole giuste per ritrovare il tuo credo e l’amore verso Dio, nostro padre. Quando sembrava che avevi perso tutto completamente, anche la fede, Don Santi ti stava accanto come solo un buon padre sa fare. Ti afferrava per mano ripercorrendo quella strada buia insieme, fino a quando non ritrovavi quel raggio di luce che avevi perso.

 

Tanti sono gli aggettivi attribuiti a questo padre salesiano emerito apprezzato e stimato per il suo modo di fare e di essere, dai parrocchiani e da chiunque abbia avuto modo di incontrarlo e di sperimentare le sue doti di ascolto, preghiera e accoglienza. Sono davvero in tanti a ringraziarlo soprattutto perché ancora oggi, da emerito, continua instancabile a effondere verso il prossimo. Don Santi Mangiarratti ci è venuto a trovare e davanti a un caffè abbiamo scambiato quattro chiacchiere.

 

Padre, quando l’abbiamo salutata, era stanco, affaticato, provato. I suoi anni erano scalfiti nel suo volto, eppure a distanza di anni lei sembra ringiovanire più che invecchiare, o mi sbaglio?

Medjugorje! È stata la Madonna. Mi sento anch’io un po’ miracolato. Sono in salute, mi sento bene e ho anche perdonato. Del resto, continuare il mio cammino pastorale era il mio sogno e Medjugorje mi sta dando l’opportunità di viverlo fino in fondo. Ogni giorno per me è un nuovo grande giorno. Non ci si stanca mai. La parola “emerito” da me non troverà mai loco. Sono lieto di continuare a poter dare in qualche modo un mio contributo fraterno in questa comunità. Il mio posto è e resterà sempre in mezzo alla gente.

 

Don Santi, la parte più bella e interessante della sua vita sembra esserle incominciata adesso. Che effetto le fa ritornare in questi luoghi?

Questa Città per ben ventidue anni è stata la mia seconda casa. Per questo quando posso torno volentieri a Pforzheim e per quei pochi giorni che posso trattenermi, tra una visita di controllo e l’altra di salute, colgo l’occasione di visitare i miei con fraterni p. Wieslaw Baniak e p. Rocky che mi accolgono e ospitano sempre calorosamente e con grande generosità, come anche i miei fedeli. Vedi cara Angela, sono andato via da emerito con consapevolezza di lasciare tutto in ottime mani e sono fiero di non essermi a oggi sbagliato.

 

Adesso possiamo dire che la sua nuova casa è Medjugorje. Cosa le segna questa nuova strada?

Međugorje si sa è meta di numerosi pellegrinaggi, luogo baciato dalla grazia divina. C’è tanto da fare. Tanto da dare. Venite anche voi e non ve ne pentirete. È straordinario vedere un numero impressionante di fedeli, gente comune, ammalati che arrivano da più parti del mondo, ma lo è ancora di più vedere medici, primari, ingegneri, parte del mondo dello spettacolo, del cinema, della politica e quanto altro ancora spogliati dei loro abiti comuni, privi delle loro maschere quotidiane, uniti nelle diversità recarsi ai piedi della Madonna per chiedere grazia o per grazia ricevuta. A dimostrazione che davanti a lei e ai suoi occhi tutti siamo uguali, tutti siamo bisognosi. Pertanto non può altro che segnare in me un nuovo grande capitolo di vita e cammino pastorale e spirituale, da vivere con gioia e serenità insieme a tutti.

 

Il Corriere d’Italia si associo agli auguri di buon compleanno e personalmente termino dicendole che: “È proprio vero che un prete saggio non è chi raccoglie molto ma chi, come lei, non si stanca mai di seminare abbastanza". Tanti auguri Don Santi Mangiarratti.

 

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Tags: le interviste di Angela Saieva

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