P. Maria Arokiadoss Antonyraj, un Servo della Carità entra nell’Unità Pastorale tedesca di Pforzheim

© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. É dunque P. Maria Arokiadoss Antonyraj, noto alla comunità italiana di Pforzheim come don Rocky, che dal primo di settembre è operativo nell’Unità Pastorale tedesca di Pforzheim e quindi alle dipendenze del decano Bernhard Ihle. Ad annunciare con una nota la notizia del cambiamento, è stato lo stimato coordinatore delle Missioni Cattoliche Italiane in Germania e Scandinavia, p. Tobia Bassanelli. La comunità italiana del posto effettivamente ne era informata da ca. sei mesi ma, se da una parte gioiva del grande passo, dall’altra si è rattristata nel non averlo più nella loro Missione e perplessa si è posta molte domande in merito. Il Corriere d’Italia ha incontrato il presule guanelliano uscente P. Maria Arokiadoss Antonyraj assieme all’attuale timoniero confratello della Missione Cattolica Italiana di Pforzheim, padre Arcangelo Biondo. Con loro abbiamo fatto il punto della situazione, raccogliendo dei saggi, le emozioni e i compiti che prevalgono e allargano gli orizzonti del nuovo cammino pastorale di P. Maria Arokiadoss Antonyraj, con la chiesa tedesca.

 

Sono contento di avere servito i nostri italiani di Pforzheim e dintorni e a maggior ragione li tranquillizzo. Io non sto andando via. Mi hanno accolto e amato ed io, li ho serviti con altrettanto amore cura e dedizione, ci dice P. Maria Arokiadoss Antonyraj. Reciproco è l’affetto per tutti loro e resto qui dunque, come comunità religiosa, assieme a P. Arcangelo Biondo e al nuovo confratello, p. Desmomd Uce che sta per arrivare. Il mio nuovo incarico adesso è quello di servire la Chiesa tedesca, perché ha bisogno del nostro aiuto. Ciò non toglie che sarò comunque presente, in questa comunità italiana di Pforzheim. Non li lascerò soli anzi, ci sarò sempre per loro e qualora ci sarà bisogno tra le comunità italiane e quelle tedesche io, farò da ponte. Si parla d’integrazione. L’identità dell’italiano sarà rispettata. Nota è ad esempio il disagio che la comunità italiana di Pforzheim vive da anni, quando si unisce in preghiera, aggiunge con consapevolezza il presule. Ecco, questo è un tema che, grazie anche al tuo diretto appello fatto in un’intervista a S.E. Monsignor Peter Birkhofer di Freiburg, in occasione della sua recente venuta a Pforzheim, mi spinge come porta voce a chiedere aiuto nel ricevere una Chiesa più grande e pronta ad accoglierli. Tutto ciò si sta concretando e gli italiani saranno contenti. Vivere nella felicità e nella gioia è quello che del resto il Signore vuole.

Nel mio nuovo cammino porterò dietro prima di tutto la loro gioia, l’amicizia e la collaborazione condivisa in questi cinque anni di mio mandato pastorale a Pforzheim. Attraverso i nostri appelli, il loro aiuto ai più bisognosi, l’ospitalità e la generosità hanno saputo alleviare le sofferenze e creare una nuova grande famiglia. Non ci hanno lasciato soli. Mi sono sentito accolto e coinvolto in questa grande famiglia, con lo stesso amore ricevuto e portato dalla nostra famiglia guanelliana nella Missione di Pforzheim. Consapevole del fatto che l’italiano, pur essendo disponibile e ha una grande voglia di collaborare ai nostri appelli e programmi, è vincolato spesso dal lavoro e dalla vita frenetica che fa in Germania, ma mi preme giusto ricordare che: se diamo la possibilità di mettere al primo posto nostro Signore, piano piano tutto il resto diventa più facile affrontarlo. Se non abbiamo il tempo di venire a una messa, fate almeno una preghiera la mattina e sera e già ti unisci a noi. Sappiate che senza Dio, non possiamo fare nulla. Prendendo me come esempio dico: gratuitamente avete ricevuto e gratuitamente date. Dio mi ha dato questo dono di sacerdozio, per cui è un suo merito se io servo i più bisognosi senza distinzione.

 

Ho già tre compiti che il Signore attraverso la chiesa tedesca mi ha dato. Mi ha aperto la porta di tre ammalati, di cui uno in particolare è portatore di handicap. Ecco, io lì mi sento a casa e faccio entrare la mia missione guanelliana. Di certo questo nuovo cammino mi porterà via molto tempo ma come ho detto di recente, anche in una mia celebrazione a Bretten, prometto che almeno un giorno al mese celebrerò anche per gli italiani la Santa Messa, termina P. Maria Arokiadoss Antonyraj. Di comune accordo con i nostri superiori della congregazione clericale dell’Opera Don Guanella, ho accettato con gioia e serenità la nuova esperienza spirituale, pur avendo i miei limiti. Sono pronto a imparare. Del resto, sta di fatto che noi siamo i Servi della Carità e andiamo ovunque ci sia bisogno del nostro aiuto. Adesso i miei impegni sono triplicati, essendo il delegato delle parrocchie St. Franziscus, Herz Jesu, Liebfrauen, St. Antonius, St. Bernhard, St. Elisabeth di Pforzheim, come di altre ancora del circondario. Niente di strano che, qualora necessiti un aiuto per celebrare la Santa Messa in tedesco, P. Arcangelo Biondo interverrà e viceversa. Grazie al decano P. Bernhard Ihl che generosamente mi ha già stilato un programma delle mie funzioni pastorali, riguardo al primo anno di mandato nella chiesa tedesca, come anche il gruppo dei sacerdoti tedeschi disponibili a darmi una mano, sono pronto ad affrontare questa nuova grande avventura pastorale. Sia lodato Gesù Cristo.

Principalmente è una ricchezza per il nostro confratello P. Maria Arokiadoss Antonyraj e poi un prestigio per la nostra Famiglia San Luigi Guanella, per essere stato disponibile a creare questo ponte con noi e la Chiesa cattolica tedesca di Pforzheim e circondario. La Comunità Guanelliana si arricchisce comunque di un nuovo confratello, p. Desmomd Uce, che da luglio ha iniziato a studiare il tedesco a Freiburg, per un anno, per poi trasferirsi definitivamente nella nostra comunità italiana a Pforzheim, rassicura ai nostri microfoni P. Arcangelo Biondo. Non mettendo in discussione l’operato dei confratelli salesiani di Karlsruhe, il nostro obiettivo è vivere anzitutto una vita religiosa sul posto, essendo l’unica famiglia guanelliana a Pforzheim. È bello per noi quello che sta avvenendo perché, P. Maria Arokiadoss Antonyraj rappresenta l’Asia, io rappresento l’Europa e il nuovo confratello p. Desmomd Uce rappresenta l’Africa. Qui nasce un’unione. Il carisma San Luigi Guanella è dare attenzione agli ultimi, ai disabili, agli anziani, ai bisognosi di affetto e soprattutto qui in Germania la piaga della solitudine. Pensa, abbiamo appreso nel maggio di quest’anno che solo in Germania si sono contati diecimila suicidi. C’è tanto vuoto di Dio e dei valori. Ecco che entra il nostro compito, evangelizzare con i segni della carità.

 

Per noi P. Maria Arokiadoss Antonyraj, essendo entrato a fare parte del decanato di Pforzheim, sarà adesso come faceva San Lorenzo: una mappa dei poveri, per poi unirci e trovare il modo migliore di come aiutarli, fargli arrivare un po’ di calore, carità e umanità. Ecco, termina P. Arcangelo Biondo, questa è la fusione di tre sacerdoti che vivono insieme e annunciano il carisma guanelliano a Pforzheim e dintorni pur avendo dei compiti e lavori diversi. La nostra attenzione è di non perdere la stella polare, quindi fare arrivare la carità di Cristo affinché si sciolgano tutte le solitudini e quello che la circondano. La nostra chiesa, come l’immagine di Sua Santità Papa Francesco, è un ospedale da campo dove tutti possono venire e trovare accoglienza, attingere e dissetarsi dell’amore cristiano. Detto questo, vorrei augurare a voi di TeleVideoItalia.de e Corriere d’Italia un buon lavoro. Da anni ci accompagnate in queste evoluzioni con amore, fedeltà, tanta dedizione e rispettosi della verità. Fate davvero un giornalismo dove, costruite tanta cultura, informazione e aggregazione per il grande popolo italiano residente in Germania. Il Signore benedica il vostro lavoro e grazie a tutti per l’attenzione prestata. Il servizio televisivo realizzato in collaborazione con la SDA FotoVideo Production è visibile su televideoitalia.net e corriereditalia.de

 

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Tags: le interviste di Angela Saieva

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