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La Missione di Karlsruhe è stata intitolata a San Giuseppe


© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. La Missione Cattolica Italiana di Karlsruhe, sabato 19 marzo, ha festeggiato nella ricorrenza della festa del papà anche la consacrazione della Missione intitolata a San Giuseppe, padre putativo di Gesù. La celebrazione eucaristica tenuta nella chiesa “Unsere Liebe Frau” e che ha visto la presenza di un generoso pubblico che esterna la devozione al Santo, è stata presieduta su espresso desiderio di Don Waldemar, dal Delegato delle MCI in Germania e Scandinavia Padre Tobia Bassanelli, assieme ai confratelli padre Soja della Missione polacca, padre Kanic della Missione croata e padre Arcangelo Biondo della MCI a Pforzheim. Accolti calorosamente, Don Waldemar ci ha presentato alla collettività,

ai membri pastorali della Missione e mostrato sia gli addobbi floreali guidati dalle mani esperte di Anna Maria Canfailla e il pane di San Giuseppe fatto amorevolmente con cura da Francesca Bonfante. Ha posto alla nostra attenzione anche i molteplici manifesti avvolgibili, quale raccontano in bilingue, la storia e la realtà della Missione e dove, gli italiani appartenenti alla Missione, potranno anche apporre la propria firma. Coinvolti nel conviviale, abbiamo avuto modo infine di seguire e documentare sia il rito religioso sia

quello festivo, dall’intitolazione della Missione alla distribuzione del “Pane di San Giuseppe” alle loro emozioni ed espressioni e approfondito il variegato oberato della Missione, impegnata nel quotidiano su più fronti e dove indiscussa è la grande generosità e solidarietà verso il prossimo. Sono entrato in piena pandemia nel febbraio 2020 e non incontrare la mia comunità chiusa in casa, causa covid, come sospendere le messe, non è stato per niente bello e facile per me, racconta don Waldemar. Fortunatamente, se pur debole, a metà maggio è ricominciato il nostro cammino. Sono stato accolto molto

bene dalla comunità e “mi sento a casa” anche con i miei fratelli e sorelle che mi stanno molto vicino. Ci stiamo conoscendo a vicenda, ciascuno con il suo passato e la sua storia, la sua cultura e educazione. Sono polacco di origine ma mi sento italiano poiché, ho vissuto in Italia per ventisette anni e studiato a Roma, collaborato nelle Dolomiti nella diocesi di Belluno e per dodici anni nella diocesi di Civita Castellana dove sono incardinato, ho preso lo stile, il vivere italiano e la cittadinanza. Ho imparato a conoscere la gente del nord, altrettanto farò ora con l’italiano del sud e delle isole, poiché ho trovato molti siciliani e anche qualche calabrese e pugliese. Conoscerò il loro temperamento e viceversa. In tema

“Ucraina e Russia” la comunità è molto sensibile e generosa. Ho già sperimentato, da un anno, una raccolta di aiuti materiali ed economici a favore dei nostri connazionali meno fortunati e disagiati. Abbiamo pensato a un banco alimentare con prodotti a lunga scadenza e una raccolta in denaro, per aiutare a pagare bollette e quant’altro. Sono sei comunque i decanati impegnati a tale proposito Karlsruhe, Rastatt, Baden-Baden, Achern, Offenburg e Lahr. La gente non si chiude, perché non chiediamo l’impossibile, anche piccoli gesti come un chilo di zucchero è un aiuto prezioso. Non c’interessa la guerra e la politica, noi andiamo incontro ai profughi, a chi soffre e ai loro bisogni, senza distinzione di colore, nazionalità o partito. Con don Soja della Missione polacca, abbiamo individuato la

Caritas della Diocesi di Breslavia e dato i dati al parroco di Rastatt, con cui collaboro. La settimana scorsa, ho visitato il suo centro di raccolta, dato una mano e ho visto montagne di roba pronta da spedire. Mi ha commosso vedere tutta questa gente di qualsiasi età, giovani e anziani e non solo cattolici ma anche mussulmani e non solo, portare quello che potevano. Non è bastato far partire un solo camion ma due. Sembra che sono grande e grosso ma mi vengono ancora adesso le lacrime agli occhi. Parte del denaro raccolto, anche oggi, è destinata a una casa salesiana a Cervinsk, in Polonia, addebita a esercizi spirituali e che per emergenza ospita circa cinquanta rifugiati tra ragazzi, donne e bambini, tra cui uno di cinque mesi. C’è una scuola, un oratorio per far si che possano dimenticare il trauma della paura e della fuga, un’assistenza medica e tanto altro che motiva l’impegno

elogistico ed economico di raccolta e che continua perché, questa guerra, ha l’aria di continuità. Ritornando alla consacrazione e intitolazione della Missione a San Giuseppe, mi stava a cuore avere oggi Padre Tobia a presiedere la Messa e non solo perché a breve scade il suo mandato di Delegato delle MCI in Germania e Scandinavia. Guardi, è un uomo squisito. Ho trovato in lui un padre. Io devo ringraziare Dio per una grazia che ho ricevuto, quella che sulla mia strada di formazione e del sacerdozio ho trovato questi sacerdoti di grande umanità, cristianità e amore innato. Senza niente togliere a San Giovanni Bosco, grande educatore e maestro dei giovani, deve sapere che lo avevo proposto per l’Intitolazione della Missione assieme alla Sacra Famiglia e appunto San Giuseppe. Sono

però felice che i consiglieri hanno votato San Giuseppe poiché, da salesiani, mentre al nome religioso tutti sceglievano Maria io ho scelto San Giuseppe, perché dentro di me mi è stato sempre un po’ vicino. Poi vedendo anche questa situazione che viviamo, San Giuseppe è stata la scelta giusta. Lui è il patrono anche dei migranti, essendo stato un emigrato. É dovuto fuggire per paura di essere ucciso e che venisse ucciso il figlio Gesù. Proprio come oggi, dove vediamo queste immagini strazianti di padri e figli che si salutano in lacrime, per partire al fronte. Nel ringraziare la presenza con le vostre telecamere, l’augurio che faccio alla mia comunità è di fare questo cammino di santità insieme, di amarci e stimarci, ponendo la nostra fiducia in Dio e a San Giuseppe che ci protegge e ci guida, affinché tutte le famiglie che vivono in questo spazio del mondo, possano sentirsi

una famiglia e a casa. Ringrazio immensamente per questo invito padre Waldemar. Non è la prima volta che vengo in questa Missione e l’incontro sempre ben volentieri. È ricca di famiglie che vengono dalla Sicilia, dove forte è la tradizione, vocazione a questo Santo e del pane distribuito. Vale a dire della vicinanza alle famiglie più povere e per socializzare, ci dice compiaciuto Padre Tobia Bassanelli. Hanno scelto un ottimo Patrono. Penso che questa festa a San Giuseppe siano dei momenti importanti di questo cammino giubilare. Concordo pertanto sulla loro scelta, di intitolare la loro Missione a San Giuseppe, anche perché è uno che non solo ascoltava Dio ma metteva in pratica i suoi insegnamenti, come cita pure il Vangelo. È stato un capo famiglia che ha conosciuto l’emigrazione, lo scappare

da casa, lo andare lontano e quindi egli può davvero capire i nostri problemi e affidarci a lui con sicurezza. Poi ci sono altrettanti ricchi appuntamenti previsti. Noi facciamo parte della chiesa cattolica in Germania e le nostre comunità sono momenti di vita ecclesiale. Cerchiamo di fare in modo che gli italiani si trovino bene e possano pregare secondo le loro tradizioni. La nostra è una chiesa universale. Pur se la pandemia blocca ancora un po’ e tutte le Missioni soffrono parecchio, auguro alla collettività che quest’anno Giubilare del

sessantesimo della vostra comunità, sia un’occasione per riattivarsi, essere viva, praticante e basate sul vangelo, come già detto il Santo Padre Papa Francesco nel Convegno tenuto a Roma, perché solo così le comunità hanno un futuro. Grazie a te dell’intervista e del tempo che mi hai dato. Vi faccio gli auguri per il vostro lavoro giornalistico e d’informazione che è sempre molto, molto importante. Penso che lo facciate con grande soddisfazione e con

gioia, come ho sempre fatto anch’io.

Causa pandemia è nata in Missione l’atto di carità, che consiste nell’aiutare famiglie in difficoltà attraverso la raccolta che facciamo di cibo e offerte. Nel nostro piccolo ci impegnamo con tutto il cuore per il prossimo e tante sono le idee, ci dice Francesca Bonfante eletta lo scorso anno presidente della Missione ma da anni membro nel consiglio pastorale e quotidianamente praticante della parola del Signore. Sono parrucchiera di professione e una parte del mio guadagno lo devolvo alla Missione.

Ero molto tesa per questo evento, perché molto importante per tutti noi e per la chiesa. Esprimo la mia emozione sempre, come se fosse la prima volta. Come importante è stato che siete venuti anche voi. Mi ha fatto molto piacere incontravi finalmente, Angela e Dino, dopo il lungo lockdown causa Covid-19, ci dice visivamente commossa AnnaMaria Canfailla che da ca trentacinque anni è incardinata nel consiglio pastorale della Missione. Serve con dedizione la chiesa e i presuli, da venti anni don Antonio Federico, poi don Mimmo e adesso da ca due anni don Waldemar. È addetta alla sicurezza e responsabile in

preparazioni primarie, dai riti religiosi pastorali e catechesi, alle festività che coinvolgono la collettività e si svolgono per la chiesa. Il mio augurio è fare sempre di più per la nostra Missione, per la comunità e per il nostro parroco don Waldemar. Felice di continuare questo percorso insieme a tutti loro, saluto l 'Italia, tutte le Missioni Italiane e do un abbraccio a tutta la mia cara famiglia. Grazie di cuore a tutti e, W San Giuseppe.

È stata una giornata entusiasmante. Piacevolmente travolti dalla loro incondizionata e conviviale accoglienza avuta, capaci non solo di un dialogo sincero, rientriamo con un bastimento ricco da divulgare ma anche con la consapevolezza di esserci ancora una volta portato dietro un “bagaglio” culturale e spirituale arricchito. Il 10 luglio 2022, la MCI San Giuseppe di Karlsruhe, chiude l’Anno Giubilare con la celebrazione eucaristica presieduta da S.E. Mons. Peter Birkhofer, Vescovo ausiliare di Freiburg, assieme a vari relatori ospiti e

alla collettività del posto e circondario, invitata da Don Waldemar a partecipare numerosa. L’evento proseguirà con un momento conviviale e di festa e noi saremo nuovamente lì, con le nostre telecamere, a raccontarvi quest’altra nuova emozione. Il servizio televisivo redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production e visibile sui siti ufficiali di televideoitalia.net e corriereditalia.de


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