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Rita Pavone a Sanremo con Niente


© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. L’icona della musica ritorna più grintosa che mai al teatro Ariston con “Niente Resilienza 74” dopo quarant’otto anni di assenza dal Festival di Sanremo. Vera star della musica pop, attrice e showgirl italiana, è una cantante tutto tondo. Il brano, scritto dal figlio, musicalmente è notevolmente pieno di energia anche se non proprio rock.

Grazie al talento artistico della cantante piemontese, star riconosciuta e affermata in Italia e nel mondo per la sua inarrestabile catena solida di successi musicali e cinematografici, i suoi album sono stati incisi in sette lingue diverse. A lei riservata sia al Teatro Ariston, sia da noi in sala stampa un’ovazione. Con grande emozione e infinito rispetto la incontriamo e lei, con grande umiltà, non si nega ai nostri microfoni.


Rita Pavone, lei un colosso della musica internazionale e soprattutto nulla togliere all’Italia ovviamente, il grande successo l’ha fatto a partire su da noi in Germania e propagato a seguito nel mondo. Inoltre, i nostri italiani la amano, mi preme pertanto chiederle se si sentirebbe di mettere ancora la sua potente “mano” sulla spalla di un giovane?

“Oh, Dankischen! Ich kannte Ihr Deutschland, als ich noch sehr jung war“. Si è vero, io sono stata nei primi posti delle classifiche, per diciassette settimane. Nel ’63 ho inciso il mio primo disco e anni dopo, nel ’70 Nina Hagen ha fatto una Cover e ogni volta che la presenta, dice: questa è una canzone di Rita Pavone, ed io la porto sempre nel cuore.

Per quanto riguarda i giovani, ma sì, volentieri. Io nasco dalla Festa degli Sconosciuti, che è stata credo la madre di tutti i Talent. Si facevano a Piazza di Ariccia, nei Castelli Romani. Era una cosa molto familiare ma sono venuti fuori dei nomi come Claudio Baglioni, Enrico Montesano, Marcella Bella, Malv Primitiv e modestamente non tralasciando il primo anno la sottoscritta, Rita Pavone.

Devo dire a maggior ragione che mi fa davvero molto piacere potere ascoltare delle nuove voci e anche… perché no, far da madrina. Io non ho nessun problema. Se la voce mi piace e chi canta, mi diverte, non ho mai avuto problemi.

Trovarla in gara oggi, dopo avere segnato un capitolo di storia della canzone italiana nel mondo, fa davvero un certo effetto. Le sue canzoni hanno accompagnato intere generazioni e con altruismo ha lanciato grandi stelle. Perché rimettersi in gioco?

Mettersi in gioco è una bella cosa del resto, appunto, lei sa in Germania del mio successo. Mi fa piacere pertanto che lei, cara Angela, sappia queste cose, perché sono cose che non sono note in Italia. Adesso è un mondo globale e forse arriva qualcosa di più, ma prima non arrivava nulla.

Mi sono messa in gioco perché, a mio avviso, ci sono cose che devo e posso anche vocalmente ancora dire. Trovo ingiustificato relegarmi soltanto a un passato glorioso. Sono felice che questo brano sia stato apprezzato e amato. Aldilà dei mie fierissimi settantaquattro anni che porto, volevo lasciare solo una mia impronta su questo Festival e ci sono riuscita, tutto qua.

Mi ritengo moderna, seguo la musica contemporanea e volevo dimostrare che non vivo di ricordi. Il Ballo del Mattone, La Pappa al Pomodoro e tanti altri brani mi hanno dato e fatto guadagnare tanto, ma mi fa piacere essere ricordata per chi sono oggi, una donna che è alta sì un 1.52 cm ma che sui palchi si sente un gigante. Dieci anni fa avevo lasciato la canzone, ho vissuto cinque anni senza di essa, ma poi ho ricominciato a fare quello che mi da tanta gioia. L’energia credo che sia un dono divino e non voglio privarmene, ho ancora tante cose da dire e quindi, vi romperò ancora le scatole!

Ha ancora sogni nel suo cassetto?

Resilienza è un abito che mi è stato fatto su misura, con un testo che mi rappresenta come sono oggi. É qualcosa nella vita di tutti noi, ed è il titolo più opportuno, pensando che nel terzo Festival di Sanremo mi avevano dato per spacciata. Ho collaborato con numerosi artisti, dai Pink Floyd a Beach Boys. Ho girato tutto il mondo. A marzo ho festeggiato cinquantadue anni di matrimonio. Tre anni fa ho ritirato anche il Premio alla Carriera, ma ammetto che la standing ovation che mi avete riservato voi in sala stampa, come anche al Festival, mi ha emozionato davvero tanto.

No, non ho altri sogni, è già un sogno stare qui con voi. Mi auspico solo che questa canzone possa inciderla anche in tedesco. Mi piacerebbe molto. Grazie per le sue domande, mi ha fatto piacere incontrala e mi auguro di abbracciare presto anche i nostri connazionali, attraverso i vostri palchi in Germania. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de


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