standing ovation per Mogol per il Premio alla carriera
- © Angela Saieva

- 5 giorni fa
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© by TeleVideoItalia.de Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Premio alla carriera… meritatissimo. "Ecco la storia della musica italiana" è così che il direttore artistico e conduttore della settantaseiesima edizione del Festival di Sanremo introduce il leggendario paroliere Giulio Rapetti per tutti Mogol, il giamburrasca di periferia da giovanissimo all’Icona immortale della musica italiana nel mondo, per consegnargli il meritato Premio alla carriera. Standing ovation per Mogol all'Ariston, al momento storico della consegna.
"Un'accoglienza così mi ha commosso" dice umilmente e visibilmente emozionato Mogol, ricordando di aver "depositato millesettecentosettantasei canzoni alla Siae e venduto cinquecentoventitré milioni di dischi nel mondo, anche se non ci crede nessuno."
Mogol è una delle firme più importanti della musica italiana. Maestro nella traduzione di successi internazionali, porta in Italia brani come California Dreamin’ (The Mamas & the Papas) o A Whiter Shade of Pale (Procol Harum). Ad Anzano del Parco apre anche lo studio di registrazione Il Mulino. Ha fondato una scuola per autori, compositori e cantanti il Cet (Centro Europeo di Toscolano) che ancora oggi rappresenta un punto di riferimento nella musica italiana talenti e si dedica alla formazione dei giovani. Oltre a Lucio Battisti, negli anni continua a lasciare il segno nella musica italiana collaborando con Adriano Celentano, Riccardo Cocciante, Mango, Gianni Bella, tanto per dirne alcuni. Indimenticabili i successi creati come Oro, Come Monna Lisa, Mediterraneo e tanti altri brani che hanno segnato la
storia. Sono infiniti i riconoscimenti ufficiali alla carriera consegnati al Maestro Mogol, autore di testi che hanno fatto la storia per antonomasia, nonché mentore, consulente e custode di un patrimonio culturale che attraversa generazioni. Parliamo di un qualcosa come oltre le millesettecento canzoni scritte trecentoventi milioni di dischi venduti, ha scritto testi che hanno coinvolto intere generazioni, dando voce alle emozioni più profonde attraverso parole semplici ma potentissime. Alle spalle, ha quattro vittorie sanremesi: con "Al di là" nel 1961 di Betty Curtis, "Uno per tutte" di Tony Renis nel 1963, "Se piangi, se ridi" di Bobby Solo nel 1965, e 1991 "Se stiamo insieme" di Riccardo Cocciante". Ha cambiato per sempre la canzone italiana il sodalizio con Lucio Battisti. Un fiume inarrestabile di poesia popolare.
La prima cosa bella, L' emozione non ha voce, La spada nel cuore, Un'avventura, sono solo alcune delle oltre mille hit entrate nella memoria collettiva e che li vediamo scorrere nello sfondo, alle spalle del pluripremiato Maestro Mogol, al Teatro Ariston. Davanti a tanta commozione da parte del Maestro Mogol e la platea che lo acclama e lo applaude, Carlo Conti lo ringrazia sentitamente chiedendogli quale sia la sua canzone preferita e lui risponde commosso:
" Dormi amore, interpretata da Adriano Celentano e scritta con Gianni Bella nel 2007. L'ho dedicato a mia moglie, che ha molti anni meno di me, parlo di cosa sarà la sua vita e cosa sarà la mia quando non sarà più la mia vita, ma ci sopravvivrà il nostro amore." Il Maestro Mogol non ha scritto semplicemente canzoni, ma ha saputo raccontare al meglio e senza eguali l'Italia, le emozioni e le aspirazioni di un’intera vecchia e nuova generazione. Chapeau! Segui le nostre interviste video anche su: televideoitalia.net/intervistelive
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