Un Delitto Ideale esce nelle Sale UCI Cinemas con le musiche del Mo Rossella Spinosa
- © Angela Saieva

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© by TeleVideoItalia.de Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Vi aspettiamo numerose nelle Sale UCI Cinemas delle piú belle cittá italiane con “Un Delitto Ideale” con le musiche originali del Mo Rossella Spinosa. Ho il privilegio di essere ancora una volta in compagnia di una rinomata pianista e compositrice italiana internazionale, il Maestro Rossella Spinosa, nota per la sua prolifica attività nel panorama musicale contemporaneo, specialmente nella composizione di colonne sonore per il cinema muto. In questo nostro nuovo incontro ci catapulta al cinema, nelle Sale UCI Cinemas, con “Un Delitto Ideale” vincitore come Miglior Lungometraggio Italiano alla 79ª edizione del Festival del Cinema di Salerno. Un film che racconta il regicidio di Umberto I ma soprattutto racconta il vissuto e l'ideale dell'anarchico Gaetano Bresci, con le musiche originali del Mo Rossella Spinosa, la Regia di Nicolö Tonani (Italia, 2025), sceneggiatura Marco Pozzato e Nicolö Tonani, fotografia Giovanni Baracchi. Maestro le do il benvenuto e subito la parola.
Grazie, innanzitutto. Grazie per questo incontro e grazie per la possibilità di fare due chiacchiere con tutti voi perché davvero, con te in particolare Angela, è sempre un piacere grande farlo e quindi è una bella occasione per parlare di musica, per parlare di cinema e quindi di parlare del mio quotidiano in realtà.
Maestro Rossella, iniziamo nel parlare subito un po’ di lei, spulciando un pochettino nel passato… ma Rossella Spinosa chi è?
Eh, allora, se dovessi sinteticamente rappresentarmi, direi che sono una persona sempre innamorata della musica. Nel senso che la musica mi ha accompagnata da quando ero veramente piccolina e ha rappresentato in un certo qual senso la mia stella di riferimento, perché a sei anni ho detto a mia mamma in maniera decisa e perentoria sarò una pianista e compositrice, pur non appartenendo ad una famiglia di musicisti e quindi, in realtà, totalmente per decisione e sensazione personale. Ci sono naturalmente dei percorsi, ma era questa l'indicazione. Io sono una persona sicuramente appassionata di quest'arte incredibile che è la musica, ma sicuramente anche appassionata di quest'arte che interseca la musica ormai da tanto tempo nella mia vita che è il cinema. E quindi, diciamo che realmente è un lavorare quotidianamente sulla maniera, per rendere sinestetico il dialogo tra queste due grandi realtà del che rappresentano forse al meglio il senso della bellezza in maniera poliedrica, che sono da una parte appunto il cinema e dall'altra parte la musica. Il mio lavoro si concentra, come giustamente hai detto all'inizio, prevalentemente
proprio sul cinema non sonoro. Io lo chiamo il cinema silente, per una serie di ragioni. Una perché ricordo qui le parole del mio grande maestro, nonché poi compagno di avventure, no? che è stato il grande Premio Oscar Luis Bacalov che diceva "Alla fine hai scelto i registi migliori di sempre" nel senso che hai deciso di lavorare con quelli che la storia ha dimostrato essere sicuramente i migliori e questo è vero, nel senso che il cinema muto rappresenta ancora oggi, nonostante sia cessato come tipologia nel 1927, quando appunto siamo passati al suo rappresenta ancora oggi dei capolavori veramente senza tempo. Banalmente dico uno dei film tipici di Murnau "Nosferatu", che è un grande film e che in realtà poi ha visto diversi remake. L'ultimo con Glière che però, per quanto naturalmente siano veramente produzioni pregiatissime, l'originale di Murnau ancora oggi riesce a dialogare con un pubblico estremamente variegato e sonorizzato dal vivo con la giusta attenzione a quello che il livello di tensione, così come ho fatto nello scrivere la partitura per Nosferatu, è veramente una maniera di dialogare oggi pensando al passato, ma rivivendolo come se fosse presente. Quindi è qualcosa di incredibilmente forte. Naturalmente il cinema sonoro ha potenzialità gigantesche il cinema d'oggi, laddove ovviamente ha una particolare
attenzione a quello che è il senso della produzione, nel senso che così come sai meglio di me, ci sono oggi migliaia di libri che vengono pubblicati, ci sono anche migliaia di film che vengono prodotti. La differenza è proprio da porre all'interno di quello che è la qualità della produzione filmica, o della produzione letteraria che andiamo a guardare. E in questo caso, quando mi è stato proposto questo film, io ho accettato immediatamente con entusiasmo. Un po' perché si colloca all'interno di quella che è l'atmosfera in cui io vivo normalmente, perché la scena si realizza nel 1900, no? Sapete che il regicidio di Re Umberto è venuto nel 1900, quindi sono proprio gli anni in cui in realtà il genere Silente e quindi è un film che per quanto oggi sia all'interno delle Sale dell'UCI Cinemas (e di questo siamo tutti molto lieti perché era una grande distribuzione), però in realtà è un film che ci si aspetta di collocare anche in un'atmosfera estremamente desé vogliamo, no? Nel senso che, è un film che racconta proprio una parte storica e in questo devo dire che il taglio dato da questo regista che è Nicolö Tonani, con cui io ho avuto modo di collaborare e con cui davvero ho avuto un dialogo estremamente costruttivo e positivo (cosa tutt'altro che semplice e immediata sempre nell'ambito del cinema d'oggi), in realtà con lui c'è stata un'immediata intesa. La
decisione di guardare a questo film come se fosse un film d'epoca, ma in realtà trattato con una visione musicale d'oggi e quindi lontana da quello che diciamo è la tradizione della musica italiana da accompagnamento al cinema che si è stabilizzata intorno agli anni 70’- 80’ - 90’ anche, scegliendo invece di avere un tratto che dialoga con una contemporaneità attraverso lo stilema compositivo, ma contemporaneamente dialoga col passato. Quindi, è proprio quello che mi viene assolutamente più naturale e cioè, dialogare con un passato filmico e in questo caso, non era un passato filmico ma un passato storico dal punto di vista della texture del film però insieme, trovando una dimensione che potesse eliminare la ridondanza, che potesse parlare come se fosse un cinema realmente che racconta il fatto di oggi.
Maestro Rossella, in questo caso praticamente tu sei riuscita a prendere "in un certo senso" il treno al momento giusto, al punto giusto. Cosa ti lasci dietro e cosa pensi di voler prendere un domani di questo treno, di questo tuo viaggio meraviglioso?
Allora, guarda Angela, ti dico gli aspetti positivi e gli aspetti… non negativi, perché non ce ne sono stati, ma gli aspetti su cui ho ragionato, direi. All'esito di questa esperienza. Teniamo presente che l'aspetto bellissimo del cinema d'oggi, è poter “se c'è un buon feeling con il regista” proprio dialogare con il regista. Quindi, effettivamente, confrontarsi anche con la produzione che però, diciamo, dal punto di vista artistico è forse la produzione la parte con cui si dialoga meno. Quello con cui dialoghi maggiormente proprio la parte registica che rappresenta l'alter ego della tua attività artistica musicale. Sicuramente nell'ambito di quella che è il mio quotidiano, cioè il cinema Silente. Io ho la libertà di poter scegliere la modalità con cui poter portare al pubblico che viene a seguirmi e che ormai conosce naturalmente la mia strategia di azione, poter portare la mia lettura. Quindi, in un certo qual senso, nel cinema muto ho una doppia funzione, ho una funzione registica insieme a però della regia musicale, ovviamente.
E scegliendo quello che è la metodologia con cui vado ad affrontare e ad offrire questo viaggio, io lo chiamo viaggio, no? Eh, ti racconto giusto un aneddoto per darti un'idea. Sono andata, l'anno passato, c'è stato un tour molto importante che è stato il tour dedicato a “La corazzata Potëmkin” perché c'era l'anniversario, il centenario, ed è stato un'annualità in cui veramente ho varcato e ho vissuto queste esperienze in luoghi differentissimi tra loro e quando sono arrivata in un in un piccolo cinema teatro che mi ospitava e c'era un pubblico molto raccolto. Alla fine, l'aspetto pazzesco è stato questo e cioè, è arrivata una persona, un giovane spettatore che è venuto a parlarmi dicendomi “io sono venuto con un certo livello di curiosità, però non sapevo cosa aspettarmi e ti dico con grande onestà…”, mi aveva dato spontaneamente del tu nel parlarci “…ti dico con grande spontaneità che mi aspettavo di annoiarmi, ma non ho mai vissuto un viaggio così intenso come quello di questa sera.” Per me, questo, è stato in realtà proprio la scommessa vincente. Cioè, è quello che cerco di fare sempre quando produco musica sulle immagini, cioè cercare di fare un viaggio. Ovviamente nel cinema Silente io lo compio da sola, quindi con la partitura che poi ovviamente vado a condividere con l'Orchestra sinfonica piuttosto che con
l'Ensemble o nella versione cameristica, o da sola addirittura, completamente in autonomia. Nel caso invece del cinema sonoro, ovviamente devo confrontarmi e diciamo che questo è un aspetto galvanizzante da un lato e naturalmente di crescita dall'altro, perché comunque lo è. Quindi io mi porto dietro da questa esperienza fondamentalmente proprio questo e cioè, che c'è una modalità per poter crescere ancora. Perché non ti nego che, dopo ormai più di 180 pellicole, capisci bene che il mio lavoro sul cinema muto è veramente il mio quotidiano assoluto. Insieme alla scrivere musica per concerti, perché per esempio adesso sto facendo la produzione sono alle prese con una produzione che debutterà il 28 maggio a Bologna dedicata al gran indimenticabile "Ferencz Liszt" e quindi con una rivisitazione di alcune sue cose e con tanta mia musica in mezzo. Ovviamente, in questo caso, parliamo di musica da concerto. Nel caso invece della musica applicata al cinema muto, sono sempre alla ricerca, perché sono una ricercatrice nata, alla ricerca di qualcosa che possa andare a far scoprire al pubblico qualcosa di dimenticato. L'anno passato ho scritto le musiche, per esempio, per tre pellicole (in realtà quattro) che sono state riprese dal Museo del Teatro La Scala insieme all’Archivio Storico Ricordi. Una grossissima produzione che è stata presente
nella mostra dedicata al Puccini, partita dall'ottobre del 2024 ed è andata sino a gennaio del 2025 e lì, è stato un riscoprire un Puccini in una maniera nuova naturalmente, attingendo al passato e dialogando con una grande istituzione come ovviamente il Teatro La Scala e Archivio Storico Ricordi. Però, è una modalità di approccio che comunque parte dalla profonda conoscenza delle tecniche di montaggio del cinema di quegli anni, dalla consapevolezza di quello che è l'ambientazione sonora che comunque devi garantire per poter mantenere filologia e coerenza con questo stile naturalmente. Nel cinema d'oggi, adesso sono al lavoro, per esempio su un altro film che è un thriller psicologico, quindi, completamente differente e mi porto dietro naturalmente la modalità per poter trasformare quello che è il mio linguaggio in maniera funzionale alla esigenza del contemporaneo. Devo dire che questo è forse la cosa migliore che porto dietro con me da questa da questa situazione, cioè la possibilità del dialogo come crescita ancora ulteriore e differente. Per conto mio, penso di aver dato veramente all'interno di questo film e mi auguro di riuscire a farlo anche con questo di cui è in produzione ora, di riuscire a dare quella sensibilità speciale. Nel senso che oggi, in un'epoca in cui parliamo anche tanto d’intelligenza
artificiale, in cui parliamo tanto di robotizzazione, di diminuzione della valenza artistica in senso proprio, se vogliamo. Oggi tutti si affidano a banche dati, si affidano a situazioni che sono già abbastanza precostituite o standardizzate, perché? Perché il rischio, l'ala di rischio è nettamente inferiore usando dei materiali ovviamente, ma la creatività ha questo di bellezza. Quando noi sentiamo l'emozione? Quando stiamo rischiando! Noi quando avvertiamo il brivido sulla pelle? Quando percepiamo qualcosa che non sappiamo come si può evolvere, no? E allora, l'arte è questo! Il motivo per cui l'ho scelta, al di sopra di tutto questo, cioè, vivere quel brivido sempre. Nell'ambito del cinema non si può, secondo me, non provare a veramente trovare una chiave di lettura che dia ancora di più di quello che le immagini suggeriscono. Io dico sempre ai miei studenti: lì si crea la magia! Cioè, in quel momento in cui voi riuscite a scrivere una musica che possa dialogare con l'immagine, ma addirittura reinterpretarla e darle una visione all'ascoltatore, o allo spettatore che non poteva avere “senza quella foto lì”, “senza quella musica lì”, allora avete fatto la magia, veramente! Ed è quello che vado a cercare ancora oggi e credo che lo cercherò fino alla fine della mia esistenza, fondamentalmente.
Saremo veramente curiosissimi di seguire questo film e anche le musiche, soprattutto conoscendo chi è che le ha fatte. Un'ultima domanda Maestro Rossella e poi ti lascio al tuo grande lavoro. Sogni nel cassetto?
Grazie, grazie davvero. Allora, un sogno nel cassetto che mi auguro possa concretizzarsi presto, è di scrivere una grande opera. Perché alla fine l'opera lirica, se noi ci pensiamo, non nasce come forma antecedente al cinema. E d'altro canto, se tu pensi il cinema muto agli inizi, era usato in questo senso. Era usato nell'ottica di trasferire, molto spesso erano trasferite proprio intere opere liriche in ambito cinematografico, no? E tanti dei pianisti che accompagnavano usavano aree operistiche, o recitativi che venivano riadattati per poter seguire le immagini. Quindi l'opera lirica ha in sé una natura cinematografica e allora mi piacerebbe veramente creare un'opera, un'opera lirica nuova, in cui possa dialogare anche l'immaginario cinematografico. Insieme naturalmente ripercorrere la solicità dell'opera lirica, ma creando un prodotto che sino ad oggi ancora non è mai stato concretizzato, ma che mi auguro davvero di poter di poter realizzare. Questo è il mio grande sogno nel cassetto!
Allora Maestro Rossella, lo lanciamo insieme questo spot? Ci vediamo al cinema con…
Oh si, certamente…“Un Delitto Ideale” con la Regia di Nicolö Tonani e le musiche di Rossella Spinosa! . Grazie cara Angela e grazie a tutti voi, davvero, che scegliete di seguirlo. Ci aspettiamo che ci siano dei riscontri veramente belli e positivi, davvero.
Maestro Rossella Spinosa, io la ringrazio di cuore per il suo intervento e grazie per l'operato che fa in tutto il mondo, per i nostri italiani, per i film e per il cinema di per se, nel raccontare e rispolverare a pieno con le sue musiche originali, la storia infinita di questo affascinante mondo cinematografico. Grazie di cuore e onorata della sua attenzione che mi presta ad ogni occasione, le faccio un in bocca al lupo.
Grazie infinite carissima Angela. Grazie anche a tutti voi. Lieta di condividere anche il tuo lavoro mediatico nei miei social.
Il Maestro Rossella Spinosa, conta pure esibizioni in molteplici rinomate sedi internazionali, Europa, America e Asia. Vincitrice di concorsi nazionali e internazionali, incide anche per note etichette. Docente presso il Conservatorio di musica Giuseppe Verdi di Como, insegna composizione e storia della musica applicata alle immagini. Ha all'attivo oltre 180 film musicati e concerti in prestigiose Sale internazionali. Presiede in giuria in molteplici eventi culturali, non per ultimo al Premio MUSA della Critica Cinemusicale edizione 2026, un rilevante riconoscimento italiano dedicato alle migliori colonne sonore per cinema, serie TV e documentari, ma nonostante la sua indiscussa notorietà musicale a livello internazionale, la sua umiltà è incomparabile e immutata nel tempo. Chapeau! Segui le nostre interviste video anche su: televideoitalia.net/intervistelive
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