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Gatto Panceri vent’anni di carriera.


© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. É uno dei cantautori napoletani contemporanei più apprezzati, nel panorama musicale italiano. Le sue canzoni sono autentiche poesie. Il nuovo lavoro dal titolo “Più che posso live” é un cofanetto cd più dvd che contiene una selezione dei momenti e dei brani più belli e significativi del concerto che il cantautore ha tenuto alle Acciaierie Sonore di Bagnoli. Un album live, registrato davanti a diecimila spettatori. Un concerto evento di grande successo per Gigi Finizio che ha superato, come numero di spettatori, quelli fatti da George Michael la settimana prima nella stessa arena. All’interno del cofanetto, anche il nuovo singolo “Basterebbe”. Lo abbiamo incontrato e Gigi Finizio, fin da subito, si é mostrato a noi molto disponibile e accogliente.


A distanza di tempo, quanto devi a quel “Gatto” in funzione artistica? Il mio vero nome è Luigi Giovanni Maria Panceri. In quel periodo i cantanti avevano dei nomi strani e cognomi normali: Vasco Rossi, piuttosto che Zucchero Fornaciari ecc., quindi ho detto perché no un Gatto Panceri?.

Sei in grado di scegliere tra la tua “prole artistica” il “figlio” che meglio “ti veste”? Le canzoni le vesto io, perché i miei dischi sono firmati, testi, musica e anche arrangiamenti. Quindi, in qualche modo, mi rispecchiano. Non sono uno che s’affida tantissimo agli altri. Sono abbastanza egocentrico.


Vanti plurime e prestigiose collaborazioni con Giorgia, Morandi, Bocelli, Leali, Mina, Fogli, Baglioni, Meneguzzi ecc. Il tuo prossimo obbiettivo? Sai, a me piacerebbe molto lavorare con Elisa, ma lei scrive giá le sue canzoni. Mi piacerebbe lavorare anche con Tiziano Ferro e Giusy Ferreri.


Ai trovato intesa con Patrick Djinas, Mogol, Gianni Bini e tanti altri, c’è a chi devi un grazie particolare e a chi invece avresti gradito maggiore sintonia? Nooo Angela! Assolutamente! Queste persone le ho scelte tutte nel periodo esatto. Patrick é davantia tutti, perché mi ha scoperto. Iervolino m’ha fatto vincere due dischi d’oro. Boursier con “Passaporto” anche. Bini m’ha aiutato a fare un disco coraggioso, tra il “Rock” e l’elettronica, Danilo Ballo mi sta dando la soddisfazione diavere “S.O.S.” in classifica. Quando i lavori vanno bene, sono tutti vincenti.


A distanza di qualche anno, come stiamo a viabilità sonora o c’è dell’altro? Siamo messi sempre più male. In televisione c’è la tendenza a dare spazio, soprattutto agli interpreti e non ad andare a scovare le persone che si scrivono le canzoni. Per cui stiamo avendo tutta una serie di nomi, anche interessanti dal punto di vista vocale ma che non sappiamo cosa fargli cantare. Se noi continuiamo a fare X-Factor ed Amici, in cui si dà esclusivamente importanza alle voci e dove sentiamo dei ragazzi cantare quasi esclusivamente delle canzoni famose, io credo che continueremo a buttare ed a dare popolarità a gente che poi però, non sa che cosa cantare. Compositore, autore, interprete, insegnante di musica al C.E.T. e di seguito presso l’“Hope Music School”. Cosa ti soddisfa e ti sorprende o meno, di queste esperienze? Mi sorprende come a volte, razionalizzando, si riesce a dare, ad insegnare, come si scrive una canzone. Perché è vero che c’è una parte istintiva Angela, ma cen’è pure un’altra di ragionamento che va assolutamente fatta, perché alcuni sono allo stato brado. Pensano che basta mettersi lì, in una specie di trance, a scrivere una canzone. In realtà invece è una questione di cultura, di coerenza, di stile da trovare. Di personalità, nonché un problema di saper ascoltare tutto quello che c’è intorno. Essendo anche tu e tuo marito Dino del mestiere, non trovi anche voi due che sia cosí?


Ti sei cimentato pure a livello letterario, con un libro. Di quale proposta si tratta e quali finalità si propone? Il libro uscirà a novembre, si intitola “Vita da Gatto” ed è firmato col mio vero nome: Panceri Filippo Luigi Giovanni Maria. Racconta di questi diciott’anni di carriera ed oltre. É un po’ tutta la mia esistenza, una vita straordinariamente strana, dalla parte pubblica, quella privata ed anche la parte intima.


La kermesse sanremese, la ritieni ancora passaggio fondamentale per un artista? No, non fa più testo. E’ una cosa che guardano in pochi, distrattamente. Il Festival bisogna che sia la fucina ed il palcoscenico dei talenti, mentre troppo spesso vedi gente improvvisata, non si capisce bene. Anche voi due siete spesso in giuria e sapete quindi di cosa parlo. Credo che la kermesse abbia perso veramente tanto.


L’amore è una cosa meravigliosa é un’utopia, oppure l’amore va oltre? L’amore è una cosa che muove la vita. Se tu non fai un lavoro con amore, un arredamento di casa tua con amore, se non hai qualcuno da pensare, un progetto, qualcuno che ti telefona, un messaggio che arriva, sei finito. Io credo che l’amore sia la necessità di stare bene con se stessi e con gli altri. L’amore è una roba molto complessa, una molla ed è una parola molto vasta.


Nel 2000 ti sei esibito davanti al Santo Padre e due milioni di giovani, l'anno dopo hai cantato in Piazza San Pietro per la “Giornata mondiale della Famiglia”. Quali vibrazioni? Sono stati due giorni importanti. Però direi molto più intensa è stata la Giornata Mondiale della Famiglia perché, mentre alla grande kermesse di Tor Vergata c’erano vari artisti, alla Giornata Mondiale della Famiglia in Piazza San Pietro, ero da solo.


Vari riconoscimenti, Premio Lunezia città di Aulla, Premio Torretta,“Sanremo”, “Festivalbar”, “Festival Show”, dischi d’oro, collaborazioni illustri, colonne sonore, componi ed interpreti con stile pezzi memorabili. A cosa punti ancora? Mah, anzitutto, a non cambiar lavoro, a scrivere una nuova “Vivo per lei”, un pezzo che giri il mondo indi, a fare un disco ancora più bello, interessante, non smettendo mai di aver la voglia di fare. Io non sono uno che vuole fare centomila cose. Grazie per essere venuti a trovarmi, é stato un piacere incontrare te Angela, l'intera tua famiglia e la tua emittente TeleVideoItalia. Faccio a tale motivo un saluto e un abbraccio a tutti gli italiani emigrati in Germania e comunque in Europa e nel Mondo. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de


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