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in sessanta mila al Maradona per Nino D'Angelo


© by TeleVideoItalia.de Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. L'ex "ragazzo della Curva B" grazie al suo talento, l’immensa umiltà, sensibilità e umanità avuta negli anni, ha realizzato l’ennesimo spettacolo leader della buona musica partenopea dal vivo, fatta all’insegna della nostalgia, di tanti ricordi e dell’emozione. Il 29 giugno è una dada memorabile per la Star Nino D'Angelo, in quanto ha celebrato con l’occasione i suoi oltre cinquant’anni di carriera musicale amata e seguita in tutto il mondo e si è emoziona ancora una volta durante il suo concerto, tenuto ieri 29 giugno allo Stadio Diego Armando Maradona di Napoli, davanti a sessanta mila spettatori, registrando l'inevitabile sold out.

Con più di cinquanta canzoni tra gli infiniti frutti dei suoi successi, li ha racchiusi per il suo mega programma e tra le tante non sono mancate “Jamaica”, “Nu jeans e 'na maglietta “, “A’ discoteca”, “Popcorn e patatine”, "Un ragazzo e una ragazza", "Vai", "Il cammino dell’amore", “Maledetto Treno” "Batticuore", "Fotoromanzo", "Chiara" e l’immancabile “Napoli” per antonomasia, inseriti nel suo concerto intitolato "I miei meravigliosi anni ’80… e non solo” il Re di Napoli Nino D'Angelo“ regala emozioni e brividi a una generazione cresciuta con le sue canzoni e i suoi film che parlano di amore e che continua a far innamorare e a far tramandare le sue canzoni di generazione in generazione anche tra i più giovani tutt'ora.

Al memorabile concerto ospite a sorpresa il cantante Marco Mengoni dove, insieme a Nino D’Angelo duettano il celeberrimo brano “Marì” e in una versione napoletana anche il brano “Due Vite”. Alla fine, è lo stesso Marco Mengoni a rivelare sul palco la sorpresa fatto al Re di Napoli Nino D’Angelo e i sentimenti di stima che ha per la Star partenopea: "la verità è che io stasera non sono un ospite, io sono uno di loro, io sono un fan!". Sul palco anche, l'attrice che ha interpretato la fidanzata del cantante in sette film dal 1982 al 1988, Roberta Olivieri.

La conferenza stampa di presentazione del suo concerto nello Stadio Diego Armando Maradona, con il Maestro Nino D'Angelo, parte armoniosa e a ruota libera la chiacchierata con tutti noi mass media presenti all’invito. Racconta, si racconta, scherza e risponde alle domande senza indugio; si toglie qualche sassolino dalla scarpa, mette in chiaro alcune determinate cose, ci fa sorridere, riflettere e rivivere momenti del significativo percorso che ha fatto “quel ragazzo della curva B” che a fatica si è fatto largo, per poi essere apprezzato

dal pubblico e dai media, diventando uno di loro. Rivela con commozione e orgoglio diversi aneddoti che riguardano principalmente l’iconico Pino Daniele, la sua Napoli, rispolvera temi fondamentali che stanno a cuore al Re di Napoli per antonomasia Nino D'Angelo, come la musica napoletana e il sogno di far tornare il Festival di Napoli, ribadisce con fermezza le sue idee, peraltro sempre state ben chiare, nel difendere la categoria per eccellenza dei cantanti napoletani e Napoli. Sia la conferenza, sia il concerto ci ammaglia e in sintesi raccogliamo le sue parole dette in conferenza, perché l’adrenalina e le emozioni mozzafiato che ha regalato nel concerto "a chi c’è stato per davvero" sono indescrivibili.

Sono figlio del popolo, non sarò mai un re e non sarò mai un giudice …” ci dice nel ribadire il concetto di non essere un supremo, di non avere in mente in qualità di giudice di partecipare a programmi televisivi e a collaborazioni con altri artisti “…sono figlio di sudditi che hanno sofferto, voglio essere uno che racconta i sentimenti delle persone semplici, voglio essere un cantante napoletano…; anche Pino Daniele mi chiamò quando avevo il caschetto. Pino Daniele è il più grande artista napoletano, tra i più grandi del novecento e sicuramente é il più grande del dopo guerra. Essere chiamato da "lui" è stato un onore.

Dobbiamo ricominciare da Pino e non da altri, è stato lui il primo a cantare in napoletano. Il primo disco "Terra mia" è il più napoletano che abbia mai ascoltato…; Con questo spettacolo "I miei meravigliosi anni ’80… e non solo” sono arrivato a un traguardo. Il sogno della mia vita era cantare in quello che allora si chiamava San Paolo e non c’era ancora Maradona, ora mi voglio solo riposare…” la conferenza stampa ha l’aria più di una rimpatriata fra amici e non tra giornalisti, ed è straordinario ascoltarlo, mentre, senza peli nella lingua, anche i ricordi amari riaffiorano, o forse non sono mai svaniti “…all’epoca ero

giudicato per il caschetto e sotto nessuno ci andava mai a guardare. Mi sono sentito sempre sotto esame. Negli anni ’70 la Napoli dove sono nato io, era razzista, io ero il -terrone- degli italiani. Sono stato un fenomeno di razzismo tra i più eclatanti, volevano distruggermi, mi hanno insultato, ero emblema del terrone, vittima di pregiudizi vissuti nel corso della carriera, a causa della scelta di cantare in napoletano, poi ho conosciuto la parola -diritto- che mi era stato negato. Si è preso il peggio il -ragazzo col caschetto-, ora lo ringrazio. Sono contento di aver pagato per tutti e che oggi mi è stata riconosciuta la mia professionalità…” la Star riserva pensieri e parole di stima, fiducia e auspicio verso la sua

Napoli, invitandola a riscattarsi anche dal lato artistico musicale “…Napoli è stata abbandonata a se stessa da quando è finito il festival di Napoli ma la canzone napoletana sta diventando di nuovo fortissima e Napoli deve approfittare di questo. Geolier non è mio figlio, è mio nipote, ha riempito lo stadio, è andato a Sanremo. Posso essere il nonno, sono molto felice di questa nuova canzone napoletana…” poi, tornando a se stesso, ci porta ad osserva una cosa fondamentale di quel giovane napoletano ”…quel ragazzo col caschetto biondo, è alla base di tutto quello che ho fatto fino ad ora. Lui è stato chi negli anni si è preso gli schiaffi ed io, ora, mi godo le carezze. Il vero eroe del mio successo è LUI!”.

Napoli ha vissuto un evento straordinario con un Icona come Nino D’Angelo che ha saputo unire la melodia napoletana nel mondo. Ha mantenuto inoltre la sua promessa, quella di regalare una serata indimenticabile "Ci sarà tutto Nino D'Angelo...” aveva detto con grazia e fermezza la Star “…ci sarà l'uomo, il Nino D'Angelo degli anni '80 e sarà amato da tutta Napoli" e così è stato per davvero. La Star, visibilmente emozionata, saluta il suo pubblico:

Grazie popolo delle mie canzoni, voi conoscete tutto di me, sapete bene che queste montagne scalate le ho fatte senza fare scorciatoie ma con l’unica forza che avevo…VOI! Che bello sentirvi felici. Nello Stadio Maradona, sotto questo cielo di Napoli, cinquant’anni d’amore infinito rimarranno negli occhi per sempre di chi, senza pregiudizi, ha saputo leggere il cuore delle mie parole. Voi avete reso questa data per me e per la mia storia, un giorno memorabile. Vi amoooo!".

Grazie a “quel giovane con il caschetto biondo” che ha saputo segnare con determinazione la sua ascesa nell'immaginario collettivo e a coniugare musica, cultura, arte e spettacolo in tutto il mondo, ha realizzato finalmente il sogno di una vita: quello di cantare nella sua Napoli, al “San Paolo” oggi per tutti con orgoglio lo Stadio “Diego Armando Maradona”. Che dire ancora? A, sì... chapeau Maestro! Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive


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