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intervista a Fegiz a Sanremo 2023 tra impressioni e progetti letterari


© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Il Festival di Sanremo, specie in questi ultimi decenni è un evento che coinvolge a 360° il mondo intero. Non a caso abbiamo scelto di parlarne con un personaggio, colonna del giornalismo italiano, che segue da decenni come inviato, il Festival di Sanremo. Ogni anno che c’incontriamo al Festival, ci regala perle di saggezza sulla kermesse più importante d’Italia, tanto amata quanta chiacchierata tra pregi e difetti. Incontriamo, lo stimatissimo opinionista, critico musicale, saggista Mario Luzzatto Fegiz. Conoscendo le sue peculiarità, non potevamo pertanto esimerci dal chiedere il parere e la sua impressione sulla settantatreesima edizione del Festival di Sanremo, sui cantanti in gara, sulle canzoni e non per ultimo, sulla conduzione targato per il quarto anno consecutivo, Amadeus.

Buon pomeriggio Fesgiz, partiamo subito dalle tue impressioni e saggi su questo Festival

Buon pomeriggio Angela. Beh, Amadeus ha continuato la linea di Baglioni, su quasi tutto. Per esempio, ha fatto venire un complesso straniero e secondo me, la musica straniera non centra con Sanremo, ed è andato crescendo sempre di più. Sanremo musica, è ed è stato rappresentato per decenni da due organizzazioni: il Festival di Sanremo e il Festival Premio Tenco. Beh, quelli che erano un po a sinistra, progressisti, sperimentatori si ritrovavano nel Tengo, compreso i cantautori dove Puccini, De Gregori ecc., un’organizzazione, e il Premio Tengo nacque proprio nei complessi di colpa di quello che aveva inventato il Sanremo vero, che si chiamava Valli. Dopo il suicidio di Tenco o omicidio, non si sa bene, lui formò questo club. La cosa incredibile è, che nel corso di questi decenni, queste due entità che a poco a poco si sono trovate sempre più, per cui ormai non c’è più differenza tra: il cast di Sanremo che sarebbe la musica reazionaria e il Festival Tenco che si assomigliavano sempre di più. Ovviamente le risorse maggiori, le ha il Sanremo tradizionale e che è andato crescendo negli anni, ed è diventato un punto di ritrovo di tendenza del passato, perché si sfrutta, giustamente, una era storica e questa è una bellissima cosa. L’anno scorso vedere Giovanotti, Morandi e Amadeus, insomma, è stato una commozione generale. Come sempre ci sono le polemiche, come ad esempio è stato il problema dell’ospite ucraino, ospite un po’ scomodo, però devo dire, insomma: Sanremo è nato e risorto e va bene così!

Amadeus ha fatto tanto per i giovani in questi ultimi anni, portandoli al Festival. Secondo te, c’è una buona scelta e probabilità di vincita?

Mah, da una parte c’è molta sonorità espressiva. I giovani è facile che vincano quasi sempre, perché, sono quelli che hanno affrontato più difficoltà e più esami, rispetto a quelli, diciamo, storici e che non puoi rifiutare. Diciamo che si è sempre cercato, almeno si è “a parole”, di accontentare tutti e se accontenti tutti, è chiaro che fai scontenti tutti, quindi, una quota si cercava di mescolare ma li rigiri solo. Quest’operazione la francheggiò anche Pippo Baudo ma era troppo legato lui, a un certo tipo e modo di fare spettacolo, che è indubbiamente dignitoso ma non prendeva minimamente i giovani. Si pensava che la produzione della gara o l’abbondare dei giovani, avrebbe portato via l’ascolto perché la gente, secondo gli organizzatori, cerca il sangue e trova sempre dei talent show ed io, anche tu lo sai questo, odio i talent show perché dico: “mi hanno derubato, derubato del mio mestiere di critico, spalmandolo su tutti i tipi popolari, i televoti, ecc.,” adesso sono tutti cantanti, tutti ballerini e dico sempre nei mie spettacoli: “voi, voi con i vostri Like, avete messo fine al tutela della critica…, il mio!”.

Cosa ne pensi sui giovani, chi ti è piaciuto e chi potrebbe andare avanti in futuro, il connubio con i grandi che hanno fatto la storia della musica italiana?

Allora Angela, a me piace molto Madame delle nuove leve, mi piace i Måneskin anche se lì, avrei un’osservazione da fare: non esistono idee nuove, esiste quello che non ci ricorda più e questo, diciamo, i Måneskin sono bravissimi e io gli auguro ogni bene però, noi “vecchietti” io ad esempio, ho settantasei anni e avevo decadenti su David Bowie ecc., quindi io credo che sia stato fatto un bel lavoro sui giovani. C’è una nuova classe che sta salendo e che mi fa un po’ impressione: per anni io ho combattuto il chirignago sanremese, la canzone classica che non dice niente ma insomma… amore, cuore, pizza e besughi ecc.. Adesso è cambiato tutto, nel senso che arrivano proposte e incredibili, soluzioni sceniche incredibili, però c’è sempre una minoranza di chirignago, se hai sentito, nei provini che arrivano e tra i quali sono di chirignago. Io li chiamo i melodici 6.0 perché, riescono attaccandosi a melodie antiche a poterli e riescono a modernizzarli grazie a suoni di “tum tu tum, tutum” e… “la chitarra suona” fa il Giovanotti “tanto, tanto tanto…”.

Io nel complesso mi sono divertito. Non credevo che la gente avrebbe retto una formula così mastodontica, vent’otto cantanti sono una quantitá enorme di gente. Io mi ricordo un impresario che ci ha lasciati da poco, Ballandi, che quando vedeva facili melodici diceva: ma tu sai che per lavargli i calzini, va via un chilo di cifra al giorno! Perché la Rai, ha messo in moto sta macchina formidabile e ha incassato cinquanta milioni di euro di pubblicità e ne ha spesi circa venticinque. A me piace Amadeus, anche se devo dire che qualche volta in conferenza stampa, provocato dai giornalisti, beh, gli è venuto un viso cattivo, perché la televisione fa malissimo, secondo me. Rischia di baudizzarsi. Io spero certamente di no, perché a me piace, è bravo, però, deve stare attento a non farsi prendere troppo la mano.

Come hai visto questa introduzione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, avvenuta peraltro per la prima volta in assoluta nella storia del Festival, grazie ad Amadeus?

Mah, secondo me, abbiamo un Presidente della Repubblica che fa onore all’Italia e riconfermato talaltro nel suo ruolo. Io l’ho trovato bellissima la partecipazione del Presidente Sergio Mattarella, anche perché per la prima volta l’ho visto sorridere, non riusciva a trattenersi. Tutti hanno dalla loro parte, una pagina bellissima dell’Italia e devo dire abbiamo il trionfo dello sport e abbiamo una gran voglia di ricominciare di riprenderci, c’è davvero tanta voglia. Naturalmente, il contesto mondiale non aiuta, però il contesto materiale e

anche negli anni passati, sono stati ricordati. Io sono di Trieste (mia madre era di Lussinpiccolo) e io sono molto sensibile a questa accorazione storica che sono vittime economiche, fisiche ecc. di una guerra e una storia che non è stata raccontata fino in fondo e quindi…, anche della commemorazione delle toime, che erano queste cavità a casi che venivano buttati l’addentro ancora vivi, la gente non aveva fatto niente di male a niente e a nessuno…, e va be…, comunque.. . Ritornando al Festival, io dico la verità, se lo facessero un po’ più corto…, io Angela, vorrei fare un programma “Sanremo in sintesi” ma infondo, la sintesi, la gente se la fa, perché io vado su Rai Play e non ho bisogno di andare a sgomitare in conferenza stampa ma comodamente sul mio televisore, faccio tutto, insomma, ecco. Su certe cose, è proprio un bel momento, in questo Paese. Non lo so, io dico sempre: gli italiani si salveranno, l’Italia no!

Ascolta Fegiz, un tuo giudizio sui monologhi, cosa ne pensi?

I monologhi vanno bene, se uno li sa fare. Anche la Luciana Littizzetto, ormai, legge le letterine. Nessuno impara a memoria e quindi si fa quel che si può, o c’è il gobbo che scorre, perché parlare improvvisando come anch’io adesso che ogni tanto, dopo anni di radio, m’impappino perché abbiamo avuto una vita spericolata, ho passato la mia vita nei camerini e di sicuro, nei camerini, in genere, non si pregava il rosario.

Come vedi questa era di conduzione, di conduttori e co-conduttori?

Mah, io penso che la stessa persona che scrive lo show scelga le canzoni, sia giusto accentrare. Di fatti, a un certo punto si parlava di Amadeus con Carlo Conti come direttore artistico. Giustamente il mite Amadeus ha voluto accentrare, ha una squadra fortissima e poi devo dire del lavoro ai fianchi, il lavoro di Fiorello è stato magnifico, è stato meraviglioso e lo dico non perché lui mi ha ringraziato, per il Dopofestival del passato con Toto Cutugno, per chi se lo ricorda. Veramente, quest’aiuto da Roma con "Viva Rai2 Viva Sanremo" è stato una cosa stupenda e la Radio sta per elasticità, devo dire che si è comportata come una Azienda moderna e le polemiche che si sono quasi tutte pretestuose, per finire sul giornale, perché tutti vogliono apparire in questi argomenti, siamo tutti eroi. Ripeto, io non sono mai riuscito ad arrivare alla fine della trasmissione, perché mi addormentavo prima.

Ma del resto Fegiz, è solo cinque giorni l’anno e possiamo goderceli a pieno, questi giorni di Festival, o no?

Ma si, ma si, naturalmente. Sai Angela, il problema è questa, la sorpresa. Sai cos’è stato, hanno demolito la gara del tutto e anche le declassificano e questo di solito, in passato, queste scelte portavano a diminuire l’audience, la platea. Invece sono riusciti a infilare un sacco di giovani sconosciuti, senza avere bisogno del telescopio, anzi, sono riusciti finalmente ad agganciare i giovani, quello che non si aveva da tempo. Non dimentichiamo poi il panorama della televisione che è molto cambiato negli ultimi quarant’anni. Io mi ricordo che, quando io sono andato a Sanremo, scrivevo un pezzo e poi non tanto lungo e poi con il mio collega Zampa e altri, andavamo al cinema, altro che radio, web, radio tv ecc. L’altro lavoro poi era, il tenerti occupato con il telefono ottenere i risultati, a quei tempi a gettoni peraltro. Io ho visto insomma al massimo un inviato, poi due, poi tre e poi con il tempo la televisione ha preso sempre piú potere, su questa manifestazione. Tant'è vero che, noi musicanti, siamo stati abbastanza emarginati, rispetto a chi si occupa di tv, perché, più che una gara canora, era uno spettacolo televisivo, sempre di più. Adesso, sono riusciti a infilarci dentro i web, i social, infilarci dentro i giovani e insomma…, vediamo come va.

È vero Fegiz, noi ci incontriamo ogni anno in sala stampa con te, ed era impensabile oggi parlare serenamente insieme, senza essere disturbati. La tecnologia fa molto, se si sfrutta in un modo intelligente e in positivo. Ascolta, Pippo Baudo ha presentato tredici volte il Festival di Sanremo, tu lo vedi altrettante volte in Amadeus?

Eh beh, se non si trova una soluzione migliore, no. Il problema è questo che, qualcuno ha detto: ma questa è una concessione del Comune e quindi, va fatto un bando. Certo, Angela come dici tu, parlo del Festival. Io spero che vada avanti così perché comunque, Amadeus, è una persona veramente civile e veramente a me piace. Così come questa alleanza, lui, Fiorello, anche Fedez. Vedere inoltre questa nave da crociera enorme, ancorata davanti al porto, con quelle luci meravigliose nella notte, ho detto: questa nave ispira nuove magiche e splendide parodie, destinate a rimanere incise nel mio libro, per omaggiare e ringraziare tutti miei lettori. La Rai si è dimostrata molto pronta a rischiare, certo che il monologo della notte mi ha lasciato perplesso, di questo “strano cabarettista” che sputa, bestemmia però…, c’è, ed esiste anche questo. Esiste un underground, esiste della gente che nasce inxxxxata…, non so se si può dire, nella vostra trasmissione, ma vabbè … ormai, l’ho detta.

Beh, detto da te Fegiz, quest’espressione “colorita” la ritengo più un saggio e comunque do libertà di parola ed espressione, purché ognuno si assume le proprie responsabilità. Nel ringraziarti per essere stato anche in questa edizione con noi, termino nel chiederti di illustrarci i tuoi nuovi progetti Fegiz. Grazie.

Si Angela, tra un mese esce il mio nuovo libro e s’intitola “Parole d’Artista”. Ci sono le migliori registrazioni della mia carriera, tramite centinaia di bobine, che ho trasferito su File, perché voi sapete che la lavagna magnetica, prima o poi si consuma nell’arco dei trent’anni e ho costruito un libro un po’ strano nel senso che: nelle parole di un artista e insomma, l’intervista con gli artisti, ma se prendi il telefonino e clicchi sull’icona che c’è vicino al racconto, senti la voce dell’artista dal libro e questo è solo una chicca ma c’è dentro Paolo Conte, Ligabue, Vasco, Lucio Dalla e tanti altri ancora. Insomma, queste sono le novità ed è una cosa bellissima. È un progetto che ci sto lavorando da quasi un anno e spero che sia capita. Grazie Angela per il tempo che mi hai dedicato. Permettimi di salutare tutti i tuoi telespettatori e lettori di TeleVideoItalia.net e del Corriere d’Italia per cui scrivi. É sempre un piacere incontrarvi e aderire ai tuoi inviti. Mi auguro di realizzare un mio spettacolo anche da voi in Germania e abbracciare di persona gli italiani del posto. Il servizio televisivo redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production e visibile sui siti ufficiali di televideoitalia.net e corriereditalia.de


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