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Rancore porta Eden al Festival


© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Ebbene sì, c’è anche il trentenne rapper romano Rancore, Tarek Iurcich, alla settantesima edizione del Festival di Sanremo. La scorsa edizione il rap ermetico e poetico aveva conquistato ben tre premi della critica, il Premio “Sergio Bardotti” come miglior testo, quello della Critica “Mia Martini” e il Premio della Stampa “Lucio Dalla”. Dopo la partecipazione affianco a Daniele Silvestri, come co-autore del brano “Argentovivo”, quest’anno si ripresenta in gara ma da solo con il suo nuovo singolo appunto Eden. Ieri, nella serata delle cover, abbiamo avuto modo di apprezzare la fusione fra la tradizione e l’innovazione con Rancore e Dardust, alias Dario Faini nonché autore di grandi successi musicali tra tanti citiamo “Soldi” di Mahmood e che vinse al Festival 2019. Dato quindi tra i favoriti alla vittoria, a priori potrebbe segnare un evento importante e di conseguenza vincere il Festival. L’indomani delle cover, lo incontriamo dopo la rituale conferenza e con umiltà si racconta.


Ci parli di questo brano, della sua complessità, di come e da dov’è nata?

“Eden” è un pezzo nato da un’esigenza comunque di dire, mandare un messaggio e comunque forte. Di aprire delle domande e delle discussioni. “Luce” è, diciamo, un mio tentativo di mostrare comunque come avvolte con i nuovi linguaggi e con il rap si può reinventare la musica, che ormai è la base di quello che è il rapper e la cultura hip hop e che nasce proprio per reinventare la musica. Non s’inventa niente quindi ma si reinventa tutto e non c’era un’occasione migliore della serata delle cover per dare, diciamo… un assaggio anche un po’ di quest’attitudine e di quest’aspetto della cultura, che fa parte della musica che faccio. Sono molto contento di averla portata sul palco insieme a Dardust, con il quale ho prodotto e comunque abbiamo fatto anche Eden e insieme a La Rappresentante di Lista, perché è un progetto veramente speciale e unico nel suo immaginario, nel suo linguaggio e nella sua musica.

La cosa che volevo comunicare anche con questo pezzo, è che sono andato a rendere una nota che facesse parte della mia generazione. Non sono andato a ispirarmi a un “cantautorato” più classico, cosa che all’inizio avevo pensato di fare ma essendo una cosa che ho visto fare molto ultimamente, quello di mischiare il rap con cantautorato e magari di qualche anno prima, l’ho fatto per creare contrasti, insomma è anche un po’ una bella cosa vedere come due linguaggi si possono mettere vicino. È una cosa che ho visto fare parecchio e che ho fatto anch’io. Invece ho deciso poi di spostarmi su un qualcosa che io invece conoscevo. Mi ricordo ad esempio quando nel 2001 Elisa vinse il premio con quel pezzo e ricordo bene lo spessore di quel pezzo che a tratti e onirico e a tratti ermetico. Sono due aspetti della scrittura che mi piacciono di più e che ho scelto di reinterpretare.


Cos’è esattamente Eden e perché presentarla in questa edizione del Festival di Sanremo?

Eden è un po’ un codice. Ha una sua complessità ed è un rap particolare, per il più importante Festival musicale in Italia come Sanremo. L’ho sognato e di seguito ho visto rotolare una mela che si è staccata dal suo albero e ripercorre la storia dell’uomo fino ai nostri giorni. Per comprendere a pieno il significato di questo brano, non dev’essere però ascoltato una volta ma più volte.


Non per ultimo ti chiedo, parlando della Germania, visto che sei giovanissimo e ovviamente stai portando avanti la buona musica dal lato giovani, se hai intenzione di arrivare anche tu all’estero e comunque toccare i nostri palchi tedeschi.

Sarebbe bello Angela se fosse più esportato e comunque più divulgato anche fuori. Mi piacerebbe sicuramente. È un grande sogno in un certo senso che il mio rap oltre alle mie parole, nonostante ho dato importanza a tutte le parole, trovasse spazio anche fuori dall’Italia. Però chissà, magari un giorno. Sono sicuramente contento tutte le volte che succede un piccolo concerto o una piccola partecipazione all’estero. Ogni volta mi rende molto felice, anche perché è sempre un passo in più verso quello che dico. È stato un piacere conoscerti Angela e attraverso la tua emittente TeleVideoItalia saluto tutti i connazionali in Germania, con l’augurio di vederci presto anche sui vostri palchi. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con gli studi della SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de


Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.de - Tutti diritti riservati.

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