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  • Il modo migliore per festeggiare 23 anni di storia dell’Accademia della Canzone Italiana in Germania

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Verifiche di Idoneitá alla ricerca di nuovi talenti. Il modo migliore per festeggiare ventitré anni di storia dell’Accademia della Canzone Italiana in Germania, un organo creato dal dipartimento europa managing SDA Sanremo Eventi di Pforzheim. La formula non cambia: partecipare per conquistare un posto da protagonista nel mondo della canzone italiana. Quest’anno l’organismo de l’Accademia della Canzone Italiana in Germania compie ventitré anni e per l’occasione la nuova edizione del Festival Nazionale Disco Estate Compilation, torna ad organizzare la Finalissima in Germania, sede nativa dell’evento che assegna ai finalisti uno CD Compilation con produzione e distribuzione discografica in Europa, Usa e Canada, li coinvolge in un Tour Live di preparazione artistico professionale, inserisce il vicitore alla semifinale per la selezione discografica diretta alla selezione del Festival di Sanremo. Questa nuova edizione accademica parte con “due” marce in piú, la prima: quella del Festival di Castrocaro, vetrina che vede la Finalissima trasmessa in diretta su Rai Uno e che ha visto passare dal palco della cittadina termale big della canzone italiana, come Barbarossa, Nek, Ramazzotti, Zucchero. La seconda: il Festival Una Voce per Sanremo, vetrina indiscussa nel panorama artistico musicale nazionale che disputa la Finale Nazionale direttamente presso lo storico Teatro Ariston - Cinema Roof di Sanremo, in Italia. Quest’ultimo premia i classificati con registrazione di un master di brani Cover con ricerca di una canzone inedita per poterla presentare alle selezioni discografiche per la selezione al Festival della Canzone di Sanremo. Alla maxi kermesse, patrocinata dall'organismo l’Accademia della Canzone Italiana in Germania di Pforzheim, sará possibile finalmente aderrci grazie alla collaborazione firmata in esclusiva tra la rinomata organizzazione artistica italiana SDA Sanremo Eventi di Pforzheim e le societá italiane madri dei concorsi che (dopo lunghe trattative) aprono finalmente le porte agli italiani all’estero, come la Nove Eventi srl. per il Festival di Castrocaro che gli affida la Germania e l’Organizzazioni Spettacoli & Eventi per quanto riguarda il Festival Una Voce per Sanremo che gli affida gli Stati Europei (esclusa Italia). Da sempre attiva all’estero in queste fasi promozionali della cultura del Bel Paese, la SDA Sanremo Eventi di Pforzheim é noto per le coordinazioni all'estero di selezioni regionali di concorsi mediatici di primordine che coinvolgono le comunitá italiane oltre frontiera. L’organismo ha come obiettivo il promuovere la lingua italiana, contribuendo a rafforzare il legame tra le comunità e restituire alla canzone italiana quel valore sociale che gli compete e che ha caratterizzato la vita di molti italiani a cavallo dagli anni settanta ad oggi. Lo scopo principale comunque, resta quello di dare l'opportunità ai molti talentuosi sconosciuti di emergere per le proprie doti artistiche. Ogni anno numerosi si sottopongono al giudizio dei nostri esperti, ci dice lo stesso direttore artistico della SDA Sanremo Eventi. Si stima che gli italiani residenti in Germania siano oltre 712.000, commenta, e che oltre ad essere presenti all'estero con la nostra cultura, tecnologia, gastronomia e l'arte del saper fare, gli italiani possiedono anche un notevole patrimonio artistico-musicale molto apprezzato oltre i confini del Bel Paese. Quest’anno attendiamo ancora più iscritti, ci dice lusingato, per effetto sia della maxi proposta che si disputerá tra Verifiche di Idoneitá, Accademia e Quarti di Finale direttamente nel nostro territorio tedesco giá a partire dal 25 Giugno, sia per il calendario di spettacoli finali in Italia di ciascun evento che auspica, tra l’estate e l’autunno, di vedere numerosi nostri connazionali protagonisti a Finali di questi grandi eventi. La novitá di questa edizione, conclude il direttore, sará proprio la Verifica di Idoneità iniziale gratuita e facoltativa e che già fornisce un primo orientamento sulla preparazione dei ragazzi, sia per chi avrà avuto semaforo verde dalla nostra commissione giudicante, che per i “rimandati” alle verifiche al quale si apriranno l’indomani stesso le porte dell’Accademia curata come ogni anno da professionisti di chiara fama, il tutto per ritentare il ripescaggio. Le kermesse daranno vita alle audizione che si svolgeranno nell’arco dei giorni 25. e 26. per concludersi Sabato 27 Giugno 2014 con i Quarti di Finale ma solo per quanto riguarda le Verifiche di Idoneitá per il Castrocaro. Mentre tireranno un sospiro di sollievo i giovani iscritti agli altri due eventi indetti, in quanto la Semifinale e la Finale, si disputerá 4/6 settimane dopo. Indipendentemente dal fatto che l’iscritto cheide di partecipare ad uno o piú concorsi, la convocazione per tutti gli iscritti è prevista comunque per il giorno prima ( Martedí 24 Giugno) per le pratiche burocratiche, la realizzazione di interviste, conferenza, smistamento degli iscritti ai concorsi prescelti, ed altro di tale riguardo. Tra i mass media il Corriere d’Italia, la SINE e l'emittente TeleVideoItalia di Angela Saieva Partner Ufficiale del maxi evento, seguirá le kermesse fino in Italia. Ulteriori dettagli sull’edizione 2014, dei relativi concorsi in atto sono disponibili al sito ufficiale della SDA Sanremo Eventi, dove è possibile visionare il tutto, scaricare il regolamento e i documenti necessari per iscriversi ai concorsi indetti. Non resta altro dunque che augurare a tutti, un in bocca al lupo. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Eleonora Vallone dopo la pittura, attrice in televisione e al cinema, approda con successo

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. L'abbiamo incontrata a Fiuggi in occasione di una kermesse di bellezza per eccellenza. Sono stati tre giorni intensi per tutto il cast ma, tra una pausa e l'altra, abbiamo trovato ugualmente il modo e il tempo per fare una piacevole conversazione con Eleonora Vallone che ha attraversato il campo della pittura, per poi fare l'attrice in televisione e al cinema. Adesso è approdata con grande successo pure in campo sportivo. Passione per il mare? E' la domanda più bella che potessi farmi, perché credo che il mare sia la sintesi di tutto quello che amo di più in questa vita. Il mare per me non è una cosa da vedere, il mare è una cosa in cui mi devo subito immergere, devo quasi esserne posseduta: infatti in italiano il mare è un sostantivo maschile. È talmente avvolgente che da anche una sensazione dimaternità, diciamo che il mare non mi ha mai tradito, quindi lo rispetto forse più degli uomini. Com'é la vita da single? Essere single, oltre ad essere un concetto numerico è un concetto mentale. Personalmente trovo affascinante l'essere single anche in coppia. Per quanto mi riguarda più si è capaci di essere single, più si può essere felici in coppia. Ci sono molte persone che vivono in coppia esclusivamente per comodità e questolo trovo orribile. Vvivere insieme è una vera scelta, un confronto continuo chesi deve avere. Sei stata promotrice e ideatrice della ginnastica in acqua, con un metodo speciale da te brevettato. Vuoi dirci qualcosa in riguardo? Volentieri, anche perché è stata davvero un'avventura! Il metodo si chiama Gym Nuoto ed ho pubblicato già tre libri sull'argomento. L'idea di questa ginnastica in acqua non è stata una vera e propria idea. Enata da un'esigenza mia particolare. Nel 1984 ho avuto un incidente stradale veramente drammatico mentre stavo andando a Milano per firmare un contratto televisivo con Canale 5. Sono rimasta in coma per 15 giorni e purtroppo l'uomo che viveva con me in quel periodo è deceduto. Quando sono riuscita a togliere i gessi e sono ritornata alla vita, sono rimasta ingessata per un anno. Mi resi conto che in acqua non sentivo ildolore che invece avvertivo fuori dall'acqua! Sono sempre stata una donna molto sportiva, avendo sempre avuto questo attaccamento quasi morboso alla natura ed ho cercato quindi di riunire tutte lemie esperienze precedenti, la danza ritmica, la ginnastica, il pugilato, losci, il tennis, il jogging. Ho pertanto deciso di frequentare l'ISEF, ho frequentato dei corsi, mi sono iscritta a subacquea. Ho additittura conseguito il brevetto da bagnina - ride. In quel periodo ho vissuto una bellissima storia d'amore, durata 12 anni con un famoso campione del mondo di apnea. Questa persona mi ha convinto affinché andassi a proporre questo metodo direttamente alla Federazione, oppure al Coni. Sono riuscita afar patentare questo sport e così ho iniziato a proporre, per prima in Italia, questi corsi da istruttore, anche perché nel frattempo arrivavano moltissime richieste dall'estero. Negli anni '80 stava riscuotendo grande successo anche l'aerobica di JaneFonda che, come tutti sapete, era stata pensata per fare in modo che lepersone che normalmente non sono molto sportive facciano un po' di movimento. Purtroppo proprio questo modo di proporre di fare sport a persone che non sono adeguatamente preparate ha creato diversi problemi (schiacciamenti vertebrali,lombalgie eccetera. Negli anni '90 gli americani così decisero di trasportare tutti gli esercizi di aerobica in acqua. La grande differenza tra il mio metodo e quello degli americani è proprio questa: il mio metodo è nato ed è stato concepito per essere svolto in acqua, mentre invece gli americani hanno trasportato in acqua gli esercizi che normalmente vengono svolti fuori dall'acqua. La mia disciplina è molto vasta, ci sono addirittura sei livelli di difficoltàcon oltre 2000 esercizi disponibili. Inoltre, mentre l'aerobica in acqua è generalmente praticata solo dalle donne, la mia disciplina è praticata sia da uomini che da donne. Vi consiglierei proprio un esercizio che si chiama "ti tocco, non ti tocco" un esercizio che sembra quasi pensato per i single, senza malizia, in quanto è un esercizio che stimola moltissimo gli addominali. E poi c'è un secondo esercizio molto simpatico che si chiama "il principe azzurro e la bella addormentata"... ma questo ve lo descriverò quando verrete a trovarmi in acqua! Saluto tutti gli italiani che vivono in Germania e grazie anche a te Angela e alla tua emittente TeleVideoItalia, vi ritengo un'ottimo e sano mezzo di divulgazione. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.de - Tutti diritti riservati.

  • Pforzheim saluta Don Santi Mangiarratti

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Dopo ventidue anni di cura pastorale, da emerito lascia la comunitá italiana di Pforzheim. Commozione tra i fedeli. Parole d’augurio sono arrivati da piú parti. Ma il presule fa sapere che a chiudersi dentro quattro mura non ci penza affatto. Secondo un detto orientale c’è chi viaggia solo con i piedi, ed è il mercante. Chi con gli occhi, ed è il turista. Chi col cuore e questo, è il pellegrino che viaggia con la profondità del suo spirito, del suo amore e della sua fede. Come ha fatto Don Santi Mangiarratti che ha svolto ruoli parrocchiali e caritatevoli con grande spirito di solidarietá, rendendo la Missione Cattolica Italiana di Pforzheim una grande famiglia. Ora, all’età di 75 anni, entra in pensione. Ma tra parole di rammarico, un sorriso e l’entusiasmo che l’hanno sempre contraddistinto, gli chiediamo: Ventidue anni di sacerdozio nella comunitá di Pforzheim, come ce li descrive? Impegnativi ma belli. Ho fatto tutto solo per amore della mia comunità e per la cittadinanza. Ora sembra che sono diventato... emerito. Vado via con consapevolezza di lasciare tutto in ottime mani. Quali sono i suoi progetti futuri? La mia destinazione sarebbe di ritornare nella mia terra. Ma francamente non me la sento affatto, di rinchiudermi dentro quattro mura. Preferisco continuare, lá dove c’é ne é tanto bisogno. Ho deciso che per un anno mi trasferiró a Medjugorje. Poi andró in Ucraina. Non vedo l’ora di rendermi utile anche lí. Sai, abbiamo terminato da poco di costruire il primo piano di una casa per gli orfanelli. Ad Agosto in ca.60 sono stati ospiti quí da noi, a Pforzheim. Parte li abbiamo accomodati nella nostra missione, parte da Padre Ottmar Thomas Kuhn, nella sua missione di Ersingen. É stato bellissimo vederli sorridere. Cosa risponde a chi l’ha giudicato troppo severo in questi anni? Vedi cara Angela, troppo spesso ci si dimentica che la chiesa é un luogo di culto, di meditazione, di ascolto. Non una balera. A nostro Signore importa vedere piú l’anima che un certo tipo di abigliamento esteriore. Oppure il rumore di una gomma da masticare, o il chiacchierare di cose futili durante un’omelia. Io non ho fatto niente di diverso da qualsiasi altro genitore che ama e protegge i suoi figli e che cerca di dare una buona cultura ed educazione, richiamandoli. Pertanto, per quei pochi che non mi hanno compreso, me ne faró una ragione. C’é qualcosa che non é riuscito a fare, in questo arco di tempo a Pforzheim? In questi anni, con l’aiuto di ristretti volontari della missione, abbiamo messo in piedi centri di raccoglimento e ricreativi. Organizzato diversi viaggi in luoghi sacri. Formato gruppi folkloristici, cosí come teatrali. Ma tutto quello per cui é stato fatto per i giovani, non sono mai durati abbastanza. Mi rammarico vedere ancora oggi che questa comunitá, per un motivo o l’altro, non riesce a stare unita. Ho fatto fatica a comprendere il perché di tanta diffidenza, gelosia e nemicizia che scorre nelle loro vene. Ha qualche sassolino che vuole togliersi dalla scarpa? In un certo senso. La comunitá Don Guanella, ha un ruolo importante in Europa e nel mondo. Proprio perché tengo molto a questa gente locale, mi era stato chiesto di impegnarmi a cercare un sostituto. Un’accurata ricerca, mi ha portato ad un confraterno siculo, Padre Calogero Proietto. Si accomunano gli usi e costumi di questa gente, pertanto ero certo che la loro sensibilitá, non era allo sbaraglio. Mi é dispiaciuto sapere che ha aspettato una chiamata che non é mai arrivata. Tutto qua. A mio avviso, il buon senso non si fa raggirare da un “individuo” specie se costui, in qualche modo risulta diffidato. Ha qualche desiderio non ancora realizzato? Si. Anche se mi troveró giá a Medjugorje a servire la comunitá che giá mi attende, andró nuovamente a Lourdes. Questo l’ho promesso alla Madonna. Poi in Ucraina, con l’aiuto di un grande benefattore che mi ha contattato, faró finire di costruire il resto della casa per tutti gli orfanelli. Sai, in Russia ne abbiamo costruiti giá due, belli grandi. Il 19 Gennaio Don Santi Mangiarratti in compagnia dei sostituiti: Don Wieslaw Baniak e Don Maria Arokiadoss Antonyraj, i superiori guanelliani Don Luigi Di Giambattista e Don Nino Minetti giunti da Roma in occasione del loro insediamento in Missione, e Padre A. Soosai Rathinam giunto dalla provincia religiosa dell'India "Divine Providence" hanno celebrato la Santa Messa, definita dallo stesso presule “di ringraziamento”. Questo non è né un addio, ha detto in una Chiesa gremita di fedeli, né un arrivederci. Ringrazio chi mi è stato accanto in questi ventidue anni. Ringrazio la tua emittente Angela TeleVideoItalia e attraverso te il Corriere d'Italia, la SINE e la AISE per cui scrivi e che contribuite a tenere viva la voce dell'italiano emigrato. Ma soprattutto ringrazio il Signore per avermi donato una comunità, una famiglia meravigliosa e, nonostante l’intervento al cuore e i miei due Bypass, mi ha dato la forza e la salute per continuare a servire il prossimo. Grazie alla complicitá di Tina Marsella, fedele segretaria della Missione Cattolica Italiana di Pforzheim, i fedeli hanno salutato in maniera festosa il loro parroco che li ha seguiti e sostenuti per tutti questi anni. Parole d’augurio sono arrivati anche da parte di Sua Eccellenza, Mons. Roberto Zollitsch, dove tra le altre cose elenca le innumerevoli azioni benefiche fatte da Don Santi. Mons. Luigi Bommarito, arcivescovo emerito di Catania, aveva detto in proposito che: “I salesiani hanno un loro particolare modo nell’apostolato. Con la carica di esperienza, solidarietá umana e amicizia, continuerá a irriadiare da autentico Salesiano con il vangelo, speranza, gioia e pace tra le famiglie”. Memtre Mons. Francesco Montenegro, Arcivescovo di Agrigento, aveva detto: “Ho avuto il piacere di incontrare il vostro caro missionario. Nella mia recente venuta a Pforzheim, ho appreso che le attivitá e la profonda religiositá che questa comunitá ha, si é fortificata grazie alla sua presenza. Gli auguro di cuore ogni bene”. Don Santi Mangiarratti lascia una profonda impronta, per la sua grande e umana pastorale svolta in Europa. Ha dato e fatto tanto anche per questa comunitá. É arrivato lá dove altri del posto, nominati per stare attenti a questi fenomeni di disagio, non sono stati capaci ad arrivare. Attento apostolo, con cospicue offerte fatte dai fedeli ma molto anche di suo, ha dato vita, forza e sicurezza all’integrazione del nostro connazionale a Pforzheim. Ha ospitato, sfamato e aiutato i bisognosi. Ha visitato gli ammalati, i carcerati e con il cuore infranto ha accompagnato nell’ultimo saluto terreno, tanti di loro. Incurante dei suoi problemi di salute e perdonato chi gli ha messo spesso il bastone tra le ruote, ha dato vita a grandi progetti, eventi locali, religiosi e festosi. Come il 50° anniversario della Missione Cattolica Italiana a Pforzheim. Le sue opere missionarie sono arrivate fino in Madagascar, dove ha fatto costruire anche una grande scuola per 100 bambini e sulla porta fatto incidere “donazione dei cattolici di Pforzheim”. Eppure, ha sempre preferito rimanere fuori dai riflettori. Questo é il presule o meglio “l’uomo” che la Missione Cattolica Italiana di Pforzheim, oggi, ha salutato calorosamente. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Monsignore Luigi Bommarito a Pforzheim, per le Cresime e alle Reliquie di San Francesco di Sales

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Un duplice evento organizzato da Don Santi Mangiarratti della Missione Cattolica Italiana di Pforzheim, in occasione della venuta di sua Eccelenza, arcivescovo emerito di Catania. Per la comunitá italiana di Pforzheim sono stati intensi mesi quelli organizzati dalla Missione Cattolica Italiana di Pforzheim e guidati interamente dal padre Salesiano Don Santi Mangiarrati. A partire dal Pellegrinaggio a Lourdes, a quello per Medjugorie, Fatima e Zwiefalten tenutesi a Maggio. Poi la comunitá si é concentrata con le prime comunioni, fino ad arrivare alle Cresime e alle Reliquie di San Francesco di Sales, Vescovo e Dottore. Gli eventi si sono alternati tra momenti di riflessioni e di intensa preghiera. Le cerimonie commemorative svolte presso la Barfüßerkirche, sono state presieduta dall’arcivescovo emerito di Catania, Mons. Luigi Bommarito, in compagnia di Don Santi Mangiarratti. Tanta é stata l'emozione in chiesa tra i fedeli e i cresimandi. Commosso in particolare don Don Santi Mangiarratti che nell’occasione gli chiede umilmente anche lui la sua benedizione. Mons. Luigi Bommarito, durante l’omelia, ha sottolineato l'importanza della Cresima. Bellissimi i momenti incui si é soffermato e scherzato con i giovani e con i fedeli, deliziandoli di aneddoti vere, divertenti ma significative. Infine, i venti cresimandi, tra la gioia e la riflessione spirituale, hanno ricevuto il sacramento. Unanime é stata la risposta della numerosa comunitá presente. Tra le tante cose buone che ha fatto sua Eccellenza Monsignore, durante il suo episcopato, é noto anche per avere lottato contro la criminalitá. Una delle tante piaghe della nostra Italia. Ricevuti a solo poche ore dal suo arrivo a Pforzheim, Mons. Luigi Bommarito ci ha concesso un’intervista a tutto spiano e, confesso, ascoltarlo é stato come sfogliare un’enciclopedia di storia. Monsignore sua Eccellenza, Lei mise l’accento sulla drammatica situazione della città etnea, Catania, lacerata dalla disoccupazione, disamministrazione e dalla criminalità. Pensa che questo é stato un caso isolato? Evidentemente la chiesa cé per accogliere e cercare di rispondere alle istanze della gente e farsi voce di chi non ha voce. A difendere il nostro gregge, a sticmatizzare una criminalitá che fa certamente a pugni con la vangelo dell’amore, della solidarietá, della libertá e dell’amore. Quante volte abbiamo dovuto alzare la voce per carenze delle nostre autoritá, impigliate in una burocrazia che non finisce mai. In una situazione politica incomprensibile. Per non parlare poi della criminalitá. Abbiamo avuto peró proprio in questi giorni, la grande soddisfazione di vedere uno dei nostri sacerdoti a Palermo, Don Pino Puglisi, proclamato beato. Ucciso dalla Mafia, perché alla mafia toglieva la possibilitá di mobilitare i giovani verso la criminalitá e li indirizzava verso il vangelo. Uno dei suoi esecutori ammise che quando andarono per ucciderlo, Don Pino Puglisi sorridendo disse: me l’aspettavo. Fu un esempio estramamente significativo il suo, di quello che tutti noi dobbiamo fare contro la criminalitá organizzata che nidifica a dismisura per soldi e potere. Al termine del suo mandato episcopale, c’é stato rammarico su qualcosa che non é riuscito a completare? I problemi sono sempre tanti e noi vorremmo fare sempre di piú. Con la grazia di Dio, sono riuscito a realizzare una casa studenti per sacerdoti a Roma. Dalla diocesi, partono giovani sacerdoti a qualificarsi nel Pontificio dell’universitá romana e ritornano in Sicilia carichi di dottrina, bontá e impegni. Altri non li ho potuti fare ma mi sono detto che non é giusto fare tutto. Ricordo che una volta al parroco Marroleno Vescovo ad Agrigento, quale voleva rimanere oltre i settantacinque anni per completare un grande opera di costruzione, dissi scherzando: ma se fa tutto lei, il successore moriré di noia. In realtá il nostro é un continuo costruire. La societá, il dinamismo, i problemi sono sempre nuovi e bisogna affrontarli con nuove strategie. É importante ispirare da Dio, quello che si deve fare per le nuove esigenze che la societá offre. Ricordo che con spirito di obbedienza, con un certo zelo e caricato a non finire, nella diocesi di Monreale (che per me é stato un onore e un vanto) facevo tante cose. Le affrontavo tutte e come potevo anche se alcune non le facevo bene ma le facevo e con spiritó di volontá. Allo stesso modo lo fatto quando sono stato Vescovo ad Agrigento e di seguito a Catania. Trova differenza di valori tra i giovani di ieri e quelli di oggi? Ci troviamo in una situazione di crisi antropologica, crisi di valori. Le famiglie reggono o si sfasciano? Abbiamo fidanzamentei lunghi ma matrimoni corti. Abbiamo poi il problema dei giovani con l’nternet che é una grande tecnologia ma anche una grande problema. Vivono in una vita surreale. Dimenticano spesso quella vera che é quella che viviamo giorno per giorno, con i suoi problemi da affrontare, con la bontá che dobbiamo esercitare o amare. Guai farsi vincere dalla tecnologia perché, quando poi passano in quella reale, restano disorientati e lcuni purtroppo diventano anche violenti. Cosa pensa del nuovo Santo Padre, Papa Francesco? É davvero una grande benedizione. Un giornalista, a mio parere poco credente disse: in Italia in un mese non siamo riusciti a fare un governo, la chiesa con due fumate a fatto un Papa. E che Papa, ho risposto io. Vede, io per primo pregavo che non fosse ne italiano ne europeo ma solo perché da due mila anni si é sempre detto che la chiesa é universale ma siamo sempre noi a guidare tutto. Lo Spirito Santo all’improvviso ha giocato una carta e cosí, come ha detto anche Papa Francesco, l’ha chiamato dai confini del mondo. Stá portando una novitá di vita, di impostazione di problemi, tatto umano che dá una svolta alla vita della chiesa. Pensi che prima avere un’udienza con ventimila persone era chissá che. In questa nuova udienza, habbiamo avuto ottantamila persone. Lascio a lei il commento. É un fatto che questo Papa tocca i cuori. C’é un risveglio, un ritorno al vangelo anche nelle periferie. Bisogna accogliere questi suoi multeplici messaggi che ci richiama ai valori della vita che prima erano appannati. La sua voce é una svolta vera alla nostra sociétá. Per questo chiunque lo ama e piange per vederlo. C’é un episodio che l’ha particolarmente scosso e uno commosso durante il suo episcopato? Sono stati veramente tanti. Belli, toccanti, come anche brutti, pieni di difficoltá e problemi. Dove non ce ne sono? Ma con la pazienza e la grazia di Dio, molte cose si superano o si risolvono. Alcune anche inaspettatamente. Una cosa estremamente toccante fú: un giorno, mentre tenevo un’idienza pubblica nel vescovato arriva un povero disperato emigrato e con quattro figli da mantenere. Le aveva provate di tutte, al comune, in prefettura ma era sempre stato bloccato. Infine arrivó a me. Mi ha tenuto ben due ore sotto la lama del suo coltello, piazzato in gola. Credetti che la mia vita fosse finita lí. L’allarme fú, generale. Il Palazzo vescovile circondato, l’ospedale Civico di Catania pronto per l’evenienza. Vennero pure due giudici a colloquiare con lui, ma niente. La Polizia pensó cosí di giocarsi l’ultima carta. Arrivó con la madre e il padre prelevato dall’ospedale, dove era ricoverato. É stata come una scena da film che non dimenticheró mai piú. La madre si mise tra me e suo figlio e lo convinse ad abbassare il coltello. Una bella fú il periodo della venuta del Santo Padre, Papa Wojtyla. Certo anche li con non poche difficoltá, visto che per ben due volte per motivi di salute rimandó la sua venuta in Sicilia. Cosí, con il Vescovo di Siracusa che si portó dietro anche il reliquiario della Madonna delle lacrime, andammo noi a visitarlo al Gemelli di Roma. Coricato ma con quel volto bello e rosea, ci assicuró che sarebbe venuto non appena si rimetteva. Ma era ovvio che la nostra visita era portata piú per fargli capire che noi tutti gli eravamo vicini e pregavamo per lui per una pronta guarigione. Don Santi Mangiarratti lascerá da emerito questa comunitá, cosa auspica a questo Salesiano che ha fatto e dato tanto al nostro connazionale emigrato? Premetto che ho avuto molte richieste per amministrare la cresima in altre Cittá tedesche ma ho accettato particolarmente l’invito di Don Santi Mangiarratti perché, quí si respira principalmente aria Salesiana e Don Bosco é sempre un grande educatore della gioventú. I salesiani hanno un loro particolare modo nell’apostolato. Io non so cosa la provvidenza gli riserva ma a mio avviso un sacerdote non vá mai in penzione. Con la carica di esperienza, solidarietá umana, amicizia continuerá a irriadiare vangelo, speranza, gioia, pace, armonia, tra le famiglie. Ho la certezza che sará sempre e ovunque il vero e autentico Salesiano, pastore della gioventú, padre dei ragazzi, apostolo della gioia. La chiesa stá passando un delicato momento, pensa che rivedremo quella fede e unione di una volta o andremo solo a peggiorare? Credo di si. La palla buttata a terra con violenza rimbalza. I problemi che la Chiesa avuto nei secoli passati a confronto di ora, sono solo un colpo di tosse. Con un minimo di fede sappiamo e crediamo che lo Spirito Santo fa nuove tutte le cose e allora, quello che appareva moribondo, ora rinasce. Ad esempio, in certi momenti tristi apparve San Francesco d’Assisi. Quando i tempi andavano male aparve Giovanni Bigesimo III, il quale lanció il concilio che pareva un’avventura. Ora che eravamo stanchi e mediocri, arriva questo Papa che solo il nome dice tutto un programma. Un programma di povertá, di distacco, di sinceritá, di umanitá e fratellanza. Le dice senza parole diplomatiche o sottointesi. Te li schiaffa in faccia e nel cuore e te li fá apprezzare. E questo é un segno primaverile. Abbiamo tante Chiese mentre mancano molti sacerdoti italiani. A chi toccherá avvicinarsi ai giovani, ai bisognosi, alle scuole? Hai ragione. É un problema serio. Dovremmo ascoltare il Concilio. Ho avuto seminari pieni ad Agrigento e a Catania. Oggi i sacerdoti si assottigliano. Il Concilio ha cercato di immmobilitare il laicato affinché si moltiplichi l’apostolato. Anche attraverso il battesimo, la cresima si diventa apostoli. Ogniuno deve fare il missionario la dove si trova, senza arroganza, senza bigottismi idioti, tatticismi stupidi ma solo con semplicitá. Deve essere bello appartenere a Gesú e al fascino del Vangelo. Ma chi altrimenti potrá salvarci? I politici? Gli strateghi? I filosofi? Gli scienziati? É ben accetto un buon contributo, per caritá, ma ad una condizione che sappiano guardare Gesú. Incoraggiamo i vescovi, i pastori, i sacerdoti con la collaborazione del laicato in maniera che cappillarmente, con il bagaglio di speranza, arrivi nel cuore di tutti. La chiesa é fonte di dialogo e deve esserci vicina, crede che é stato giá fatto abbastanza o dev’essere fatto ancora tanto? Non c’é di peggio che vivere la vita cristiana con mediocritá. Siamo tutti chiamati alla santitá. Se andate nei documenti del concilio, al capitolo quinto, trovate “La universale chiamata alla santitá” . Ma guarda un pó, tutti chiamati alla santitá. Cioé, c’é quel “piú” che rende la vita cristiana che imprime un dinamismo: sei generoso e devi esserlo di piú, sei vile e devi esserlo di piú, sei paziente devi esserlo di piú, e via dicendo. C’é quel “piú” che rende la vita cristiana molto bella, che imprime un dinamismo, che ci fa uscire dal pantano, dalla mediocritá. Con una fede tiepida, anemica, anorressica. Dobbiamo toglierci peró dalla testa tre tabú mentali, primo: la santitá é tristezza. Ma chi l’ha detto?. La santitá é gioia, é festa perché é lealtá, sinceritá, solidarietá, pazienza. Secondo: per essere Santi bisogna fare cose straordinarie. Certo ci sono Santi che fanno cose straordinarie ma basta parlare solo del passato. Anche oggi esistono Santi e molti viventi. Quanti papá buoni ci sono, quante mamme buone, quanti giovani che vanno riscoprendo i valori del vangelo, della vita. Ogniuno di noi deve fare bene quello che fare. Anche il Papa ha detto: c’é una santitá normale, comune, senza fare cose straordinarie. Ogniuno deve fare al meglio, il giornalista, il parroco, il vescovo, l’operatore ecologico, la mamma, il papá, il politico. Vuole concludere con un messaggio ai cresimandi nonché alla comunitá italiana emigrata? Abbiamo ragione di credere che amministriamo bene la cresima. Ché e giusto pensare all’importnza straordinaria che conferma gli impegni assunti nel battesimo. Al battesimo ti portano e a nome tuo si sono impegnati i tuoi genitori e i padrini. Alla cresima ci vai con piena coscienza e consapevolezza e ti lasci consacrare da Cristo con il Sacro Crisma. Di questo alto momento religioso é contento anche il parroco perché vede sbocciare venti nuovi apostoli, capillarizzazione del vangelo e nella societá. Auguro a questi giovani e alla comunitá che li riceve, di cercare di capire profondamente sia l’urgenza di avere nuovi apostoli laici che capillarizzano il vangelo, sia la bellezza di questa consacrazione e missione che li fa collaboratori non solo del parroco ma soprattutto del grande evangelatizzatore che ha un nome solo, Cristo Gesú. Ringrazio infine la tua presenza Angela con la tua emittente TeleVideoItalia e attraverso te anche quella del Corriere d'Italia e AISE per cui scrivi, per l’attenzione che mi hai dedicato, con l’augurio di non avervi annoiato ma portato solo la parola del nostro Redentore. Lodevole é stata la presenza di Mons. Luigi Bommarito a Pforzheim in questa circostanza. Questi sono momenti indimenticabili che rafforzano senza alcun dubbio le nostre origini e tradizioni, soprattutto per quelli che sono lontani dalla propria terra. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.de - Tutti diritti riservati.

  • Sacra Rappresentazione vivente della Passione di Cristo a Pforzheim interpretata dal gruppo teatrale

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Anche a Pforzheim é stato rinnovato l'appuntamento storico con la sacra drammatizzazione della Passione di Cristo. In piú di trecento hanno assistito alla straordinaria interpretazione del gruppo teatrale di Esslingen guidato da Don Gregorio Milone. La manifestazione é stata fortemente voluta ed organizzata interamente dal missionario Don Santi Mangiaratti, della Missione Cattolica Italiana di Pforzheim. "La drammatizzazione della Via Crucis, ha commentato il Presule, è uno dei tradizionali appuntamenti della nostra Settimana Santa. É un importante momento di raccoglimento a cui non si puó mancare". Per particolare valore spirituale e grande interesse culturale, la Sacra Rappresentazione si é articolata all’interno della Chiesa St. Bernhard di Pforzheim – Arlinger che regala ampio spazio, per una rappresentazione teatrale come questa. Minuti prima dello spettacolo, Don Santi Mangiaratti é stato invitato al centro del palco per un commento ma a sorpresa invece é stato calorosamente salutato dai fedeli con una standinovation, per i 23 anni di oberato servizio fatto con amore e grande passione per la comunitá italiana di Pforzheim. La mattina in Chiesa, nel celebrare la Santa Messa, il presule aveva appunto annunciato pubblicamente il suo ritiro dalla comunitá, sotto i volti increduli e rammaricati dei fedeli. Fortemente commosso dagli applausi, per stemperare ha scherzato con il pubblico sulla sua uscita di scena: é dovuta grazie alla mia tenerá etá, ha detto, quindi da Gennaio 2014 saró anche io... diciamo un emerito, ecco... vuol dire che mi rinchiuderó in un monastero. Poi ritornando cupo si riporta al centro dicendo, questa é l’ultima Pasqua che passeró con voi quí in Germania. Vi saluto con grande gioia ma anche con grande sofferenza, perché ventitreanni insieme in questa comunitá di Pforzheim sono davvero tanti. Mi compiaccio avervi visto oggi cosí numerosi sia in chiesa che quí stasera e ricordate che, quello che ci viene offerto oggi con grande sacrificio dal missionario, mio collega Don Gregorio e il suo gruppo che hanno saltato pure il pranzo per non mancare a questo grande appuntamento, non é uno spettacolo ma una meditazione. La tragedia religiosa é stata interpretata in costume d’epoca da 40 attori protagonisti della comunitá italiana di Esslingen e non solo, é stata rappresenta e scandita in diversi atti con le tradizionali fasi della passione di Cristo, intervallati da pause di raccoglimento individuale. il gruppo che ha girato alcune scene proprio in mezzo al pubblico, é stato guidato dal loro parroco Don Gregorio Milone, missionario della comunitá italiana di Esslingen che per il quarto anno interpreta la parte del Gesú di Nazareth. Napoletano verace, Don Gregorio Milone é da sei anni nella comunitá italiana di Esslingen, ci dice, per sua scelta di vita ed esperienza da missionario all’estero. Da quello che ho maturato in questi anni, racconta, noto che l’italiano gli viene ancora difficile accettare la parola integrazione, soprattutto in un contesto religioso. Ho notato ad esempio difficoltá nel partecipare alla Santa Messa tedesca, anche perché hanno un loro modo di pregare e pensare, differente dai fedeli e sacerdoti tedeschi. Questo bagaglio culturale e spirituale italiano non va assolutamente abbandonato. Per comprendere veramente il nostro connazionale, a mio avviso, vedo la necessitá di avere missionari italiani che vengono dall’Italia e non di coloro che parlano anche italiano. Solo in questo modo la nostra comunitá puó rimanere integra anche fuori dalla sua terra. Oggi ci troviamo quí con il mio gruppo grazie a Don Santi quale voleva concludere, non a caso, con un qualcosa di speciale la sua lunga missione comunitaria in Germania, visto che a fine anno fará rientro in Italia. Auspico pertanto che il suo nuovo sostituto sia un italiano e che venga dall’Italia. La comunitá di Esslingen mi ha accolto come uno di loro, perché sono uno di loro e perché come loro sono emigrato. Sono un’italiano. C’é intesa. Grazie Angela per avere fatto in modo, con la tua emittente TeleVideoItalia e attraverso te il Corriere d'Italia e la AISE per cui scrivi, che il nostro messaggio pastorale arrivasse forte alla collettivitá. I momenti più significativi della Passione di Cristo, sono stati rappresentati con delle sequenze sceniche suggestive e dall'ingresso dei personaggi, il cui ruolo veniva intuito semplicemente attraverso i gesti del pubblico. Commosso fino alle lacrime, nel vedere passare Gesú con addosso la croce, gli spettatori pietrificati hanno provato quello stesso strano senso di sofferenza. Tutto é stato impeccabile e curato sotto ogni minimo dettaglio. Dalla lavanda dei piedi, all’ultima cena, all’incontro con Ponzio Pilato. Dalla condanna e frustate a dorso nudo al Gesú Nazzareno (fatte udire in una gelida atmosfera scenograficamente apposta creata) alla crocifissione dei due ladroni, al tradimento nell’orto degli ulivi e l’impiccaggione mozzafiato del Giuda, lasciato penzolare alcuni minuti sotto una tenera luce, quasi a fare riflettere. La drammaticitá della crocifissione di Gesú (fatto udire anche lí, le grida di dolore confuse con i colpi secchi di un martello che ha lasciato intuire il penetrare del chiodo nella sua mano) mischiato con il pianto straziato della Madonna e poi la gioia della Resurrezione, hanno chiuso l’edizione della Passione Vivente di Pforzheim. Una versione che è stata apprezzata anche per lo spirito e l’originalitá di questo gruppo che con sacrificio, amore e tanta passione, ha affrontato chilometri, un pubblico e una Cittá nuova. La manifestazione, ha sottolineato Don Santi Mangiaratti, ha il grande merito di avvicinare i cittadini alla Chiesa, coinvolgendo sopratutto i giovani con una messa in scena ricca di enfasi. Non solo spettacolo, quindi, ma un profondo momento di riflessione e meditazione. Colgo l’occasione della tua presenza Angela con la tua emittente TeleVideoItalia di ringraziare te e, attraverso te, il Corriere d'Italia e la AISE per cui scrivi, il pubblico, i miei confraterni per il nobile gesto di ospitalitá, il gruppo teatrale e il loro missionario Don Gregorio Milone che ha accettato la mia richiesta. Lo scopo della rappresentazione è infatti, quello di coinvolgere gli spettatori in una realtà lontana da quella reale e quotidiana, attraverso un paradosso temporale che fonde presente e passato. E credo che ci siamo riusciti. In un mondo che ha così sete di speranza e verità, proprio le croci quotidiane ci permettono di avvinarci di più a Cristo e di attingere da lui senso e significato per le nostre vite. L’evento, ripreso dalle telecamere della SDA FotoVideo Pforzheim in collaborazione con TeleVideoItalia vedrá in sintesi la messa in onda su reti mediatiche, mentre per intero su emittenti televisive italiane. La Madre di Gesù é stata interpretata da Viviana Mastrogiorgio, Ponzio Pilato da Nazario D’Agruma. Sinedrio: Luciano Castagnola (CAIFA) Raffaele Bianchimani (NADAP) Paolo Bonvissuto, Michele Cristino, Luisa Napolitano. Le Guardie del Tempio: da Rosa Aloe, Silvano Pomarico, Valentina Salerno, Sofia Gurreri. I discepoli di Gesú: Francesco Napolitano (PIETRO) Franco Volpicelli (GIUDA) Salvatore Corsano (GIOVANNI) e ancora Antonio Fantastico, Salvatore Napolitano, Vincenzo Leonetti, Elio Iannuzzi, Placido Cristino, Marcello Marino, Agostino Carrino, Vincenzo Aloe, Marco Gurreri. ADULTERA: Giusi Spadaro. BUON LADRONE: Marcello Marino, CATTIVO LADRONE: Gero La Mendola. BARABBA: Vincenzo Aloe. I soldati romani da: Mario Danzé, Elio Cicatello, Giuseppe Scerra, Gianfranco Spataro, Luigi Calà, Antonio Trovato. La Folla da: Christina Cristino, Serafina Carrino, Maria Catalano, Adele Tedesco, Sibilla Corsano, Natina Cristino, Miriam Leonetti, Filomena Marino, Anna Fantastico, Giovanna Iannuzzi, Rita Onorio. La SERVA DI PILATO: Serena Spataro. La VERONICA: Francesca Salerno. Le scenografie sono state curate da: Silvano Pomarico, Luigi di Benedetto e Placido Cristino. Tecnico delle luci e suono: Rocco di Benedetto e Alessandro Cottone. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.de - Tutti diritti riservati.

  • Silvia Mezzanotte in Tour: la regina dei Matia Bazar.

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Silvia Mezzanotte é in Tour. L’artista si sta preparando per una tournée che la vedrá impegnata per tutta l’estate. Incontriamo la regina dei Matia Bazar. Un nome, una garanzia. Come hai cominciato quest’avventura musicale ? A 16 anni, cantando nei piano-bar a Modena. Dopo un po' di esperienza, tentai con una piccola etichetta. Poi è arrivato Sanremo. Ma dopo quell’esperienza, un po' per la giovane età e un po' perché non ero supportata da una struttura discografica di grandi dimensioni, sono ritornata a fare serate e musica dal vivo. Com’è stata l’esperienza con i Matia Bazar e perché hai deciso poi di intraprendere la strada da solista? E’ stata di sicuro l’esperienza professionale più importante di tutta la mia vita. Non è stato facile prendere questa decisione ma ho sentito la necessità di esprimermi in modo differente, personale. Di esprimere in musica le mie emozioni, come individuo e come professionista. Mi piacerebbe anche scrivere dei brani. Quale sará la tua nuova avventura? Una tournèe che m'impegnerà per tutta l’estate e permettere in piedi un buon progetto è necessario avere uno staff di professionisti che ti seguano e ti supportino. Stiamo lavorando per preparare un nuovo album che ruoterà totalmente intorno al mio mondo emotivo. Vorrei cantare cose che abbiano anche un certo spessore poetico ma senza dimenticare il mondo pop, dal quale provengo. Nel tuo mondo, quanto è riuscito a rimanere nell’emozione pura e quanto invece ha ceduto alla routine? Una percentuale di routine non si può negare c’é, ma io credo che nel mio caso serva soltanto a mettermi a mio agio. Nonostante i concerti fatti, ancora faccio impazzire i tecnici delle luci. Io cerco sempre di avvicinarmi, fisicamente alle persone che sono sotto il palco. Cerco il più possibile il contatto con la gente che ancora mi da una grande energia e a cui spero di dare ancora tutta l’emozione che mi porto dentro.” Gi autori che ascolti di piú e con chi ti piacerebbe duettare, se potessi scegliere? Decisamente con Claudio Baglioni e Lucio Dalla. Ho un debole per la loro discografia deglianni ’80 e ’90. Mi piacerebbe duettare inoltre con Noah ad esempio. Con la cantante spagnola Rosario e con la cantante portoghese Dulce Pontes. Tra la persona e il personaggio, ti é difficile tenere separati i due aspetti? Credo che quando una persona è sempre se stessa, non si ponga proprio il problema di cui parli. Io resto io comunque, che sia in casa o in una trasmissione televisiva. Io vado a fare la spesa, lavo, stiro, vivo in un piccolissimo appartamento per il quale ho appena finito di pagare le rate del mutuo. Insomma, non credo debba esistere una maschera, un personaggio. Segui i reality show?” Si, e non mi vergogno di dirlo. Li guardo perché, secondo me, hanno perlomeno il merito di mostrare i personaggi dello spettacolo come persone normali, conle loro paure, le loro ansie, le loro insicurezza. Grazie Angela che attraverso la tua emittente TeleVideoItalia mi hai dato l'occasione di salutare tutti i connazionali italiani emigrati in Germania e nel mondo. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Umberto Tozzi Live a Calw con un doppio cd, prodotto assieme a Greg Mathieson

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. L’artista é in tournée europea. Con un doppio cd, prodotto assieme a Greg Mathieson, arriva in Germania. Lo intervistiamo a Calw e lui regala un saggio ai giovani talenti a sette anni da “Le parole” ultimo lavoro di inediti per Cgd e a tre da “Superstar” Umberto Tozzi si presenta ai suoi fance con un doppio album. Assorbito completamente dalla lavorazione di quest’ultimo capolavoro, pubblicato in tutta Europa, il cd contiene infine 12 inediti più 20 singoli della sua fortunata carriera. Con l’arrangiamenti riscritti nel rispetto del Tozzi style e prodotti assieme a Greg Mathieson (l’arrangiatore di "Gloria") giá da Maggio fa registrare il terzo posto nelle classifiche di ascolti, con “Yesterday, Today”. Nonostante concentrattissimo, il mito a pochi minuti dal debutto ci concede uno spazio per l’intervista. É cambiato il tuo modo di pensare e fare musica? No, non è cambiato. Nella mia carriera si sono alternati grandi successi. Ci sono stati anni in cui non sentivo di avere cose forti da dire e sono stato zitto. Per la prima volta, dopo tanto tempo, ho sentito una forte ispirazione. Cosí ho preso Greg Mathieson e l’ho fatto impazzire, per cercare di amalgamare il più possibile le sonorità dei due cd. Gli arrangiamenti sono volutamenti asciutti e il più possibile vicini a quelli di quegli anni. Soprattutto i classici: Ti amo, Tu, Gloria. Se potessi fare un bilancio tra l’Italia e l’estero, chi ti è stato piú generoso? Onestamente parlando, Angela, ho avuto una carriera molto piú importante fuori dall’Italia, indipendentemete dal fatto che le mie sono grandi canzoni e che rimarranno nella storia della musica italiana comunque. Forse un po’ più di attenzione l’avrei meritata. Ma mi sono consolato con i successi e brani così forti, all’estero, dove ho ricevuto molti premi e riconoscimenti in tutto il mondo e che da italiano, hanno compensato e gratificato tutto il resto. Come vedi i talent show? É bello per i giovani di oggi ma non mi sembra un grande trampolino di lancio. L’artista non si crea in questo modo, cantando canzoni di altri. Alcuni sono bravi a farlo, come pure il caraoche ma trovarsi dal nulla ad essere famosi per gli altri, come stare sotto il giudizio di tanta gente che non sa chi sei, non porta lontano. Ma non é colpa loro. É un sistema televisivo, creato apposta per un grande bisnes. La cosa negativa è che in quei contesti sono solo interpreti, di fatto. Prima o poi se vuoi emergere, dovrai scriverla una canzone. Gli autori, sono stati la fonte delle più grandi libidini emozionali della nostra vita. La gavetta é importante. Artisti si diventa confrontandosi negli anni con altri artisti, altri musicisti e se il talento c’é, esce fuori. Noi facevamo musica nei club, nelle cantine. Uscire da una scuola come quella della mia generazione, é sicuramente piú profiqua e piú interessante di quello che loro trovano nei talent show. A proposito di scuola, cosa ti ha lasciato Bigazzi? Bigazzi è stato il mio grande maestro, in questo. La sua scuola mi è servita. Anzitutto mi ha insegnato a mettere le note insieme, cosa che ignoravo. Mi ha insegnato a semplificare le melodie, senza mettere diminuite e cose strane che amavo molto. È stata una collaborazione felice, al di là di tutto. Com’é Umberto Tozzi da cantante e fuori dai riflettori? Ho fatto il musicista per otto anni, prima di incominciare a cantare e scrivere canzoni. Ho scelto questa strada da ragazzino. Mi é piaciuto entrare in questo “casino” e mi sono trovato bene. Il repertorio che faccio sul palco é apprezzato e mi piace cantarlo insieme al mio pubblico. Nella vita reale sono un pigro. Mi piace lavorare poco. Vado a fare la spesa. Ma la cosa piú bella che la vita poteva regalarmi in quest’ultimo periodo é che da appena un’anno sono felicissimamente nonno. Cos’hai in servo per il 2013? Umberto Tozzi sorride e schiacciando l’occhiolino ci invita a seguirlo sul retro del palco, montato all’aperto sotto un suggestivo scenario. Poi, prima di uscire risponde: spero di diventare nonno per la seconda volta! É stato un piacere incontrarvi e attraverso la tua emittente TeleVideoItalia Angela e il Corriere d'Italia per cui scrivi, abbraccio tutti gli italiani che vivono in Germania e tutti i miei fan! Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.de - Tutti diritti riservati.

  • Lello Raffaele Guida detto Lello sensitivo, ospite ad Heidelberg

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Accolto calorosamente dalla comunitá italiana venuta da diverse parti della Germania e dalla Svizzera, lo studioso é stato ospite ad una manifestazione italiana ad Heidelberg. Lo abbiamo incontrato e approfittato per scambiare quattro chiacchiere a ruota libera, con il loro mito. É definito uno studioso di porte temporali, noduli gravitazionali, teleradiestesia, dominio della mente, sensitivo e quant’altro. Principalmente è uno studioso di se stesso, sostiene. Differentemente dagli altri, ha preferito rimanere ed essere conosciuto con il suo vero nome di battesimo, appunto Lello. Dotato di un forte carisma religioso, si evidenzia dalla sua forte personalità approdando negli schermi televisivi di Mediaset e di seguito in RAI. Per questo evento ad Heidelberg, si sono spostati da piú paesi dalla Germania e non solo, anche dalla Svizzera. Noi abbiamo voluto incontrarlo e lui volentieri ci ha accolto come in una grande famiglia. Come ha scoperto queste sue doti sensitive? Nel modo piú strano possibile. Premetto che vengo da una generazione tramandata da nonno, a padre, a figlio. Ammetto che ero il primo scettico, fino a quando testai in prima persona avvenimenti purtroppo spiacevoli, a partire dalla mia famiglia. All’etá di tredici quattordici anni decisi di non prendere piú in giro mio padre bensí di farmi aiutare da lui per studiare queste manifestazioni e svilupparle in bene. Dominio dellamente, operatore esoterico, sensitivo, veggente, noduli gravitazionali e quant’altro. Si rispecchia veramente in quello che fa? Si. Bisogna ritornare indietro di secoli peró, per capirci. Partendo da quando la parapsicologia e la psicologia era un’unica scienza. Poi con il tempo si sono divise, approfondendo ognuno il proprio studio. A questo va aggiunto un’altra cosa, lo studio delle religioni. Noi siamo dei cattolici. Ma non dimentichiamo che il cattolicesimo é una religione moderna. Molto moderna. Ma deriva da antiche religioni. Chi studia tutto questo, non puó nascondere di studiare anche il bene e il male. Questo va a catalizzare tutti gli avvenimenti che accadono nella nostra vita. Ognuno di noi poi, le spiega o le interpreta in modo diverso. Che rapporto ha lei con la fede? Io sono molto religioso. Sono praticante. Collaboro molto con la mia parrocchia, dove risiedo da anni. Eppure mi risulta che siamo il popolo meno praticante, meno osservante, meno conservatore. É un dato di fatto che c’é un forte calo del clero. Nelle mie dirette televisive invito o rimprovero chi non va regolarmente in chiesa. Tuttavia, anche io non sono daccordo su certe cose. Esiste un biblioteca ad esempio, custodita gelosamente in uno Stato che tutti conosciamo, ma purtroppo non é aperto al popolo. Io credo che in questo modo le persone hanno poca conoscenza della vera o meglio dire intera religione. Forse é per questo che si allontana? Perché non dargli modo di conoscerla in tutto? E perché su tanti libri, ne fanno uscire solo uno in piccolo? Perché ha scelto l’Italiano all’estero per trasmettere le sue facoltá extrasensoriali? Io non l’ho mai scelto. Viceversa, é stato l’emigrato a scegliere me. É stato per caso e comunque nel 1999, quando una emittente napoletana muoveva i primi passi nel trasmettere via satellite. In quell’occasione, mi é stato proposto di fare un programma e ci fu un marea di telefonate, arrivate dalla Germania, Svizzera e Belgio di nostri connazionali. Da lí fu un continuo crescente. Premetto che in Lombardia, ero giá molto conosciuto e il mio vero boom é nato da lí. Poi approdai in diverse emittenti di Mediaset e di seguito anche in quelle della RAI. Non nascondo che ho avuto anche delle negative esperienze, ma anche questo fa crescere. Infine ci fu l’evoluzione vera e propria che mi ha permesso di aprire una mia regolare emittente televisiva. Le é maicapitato di vedere o parlare con gli angeli? Qui bisogna fare una piccola distinzione. Abbiamo una concezzione diversa degli angeli. La chiesa insegna che ne sono solo settantadue. Io sostengo che sono molto di piú. Ma comunque, tornando agli angeli, il termine piú corretto secondo me é parlare con un’entitá. Esiste la possibilitá di parlare con loro. L’Entitá si manifesta in tanti modi ma non sei certo tu a decidere peró, quando lasciarsi manifestare. In proposito ho fatto delle dimostrazioni in televisione, davanti a notai, giurati e pubblico scelto dagli stessi. Ho dimostrato come parlare con delle entitá e come lasciano dei segni che solo quella data persona conosce realmente e nessun’altro, me compreso. Che effetto le fa quando qualcuno si mostra diffidente nei suoi confronti? Nessuno effetto anzi, ti diró che ancora oggi invito sempre le persone scettiche a mettermi alla prova. Nel 1999 ad esempio, nel programma televisivo “Previsioni”su Italia 1, mi misero alla prova con Enrico Papi davanti a notai e pubblico di giurati portati da loro. Abbiamo fatto la prova del nove, registrando delle testimonianze davanti ad un notaio. Due mesi dopo, hanno aperto le schede sigillate. Lascio a te il risultato di quelle schede. Tutto questo é comunque documentato. C’é stato un momento nella sua vita che ha pensato di dire basta a tutto questo? É stato tre anni fa, quando mio padre era al termine della sua vita. Ho avuto uno forte smarrimento. In qualsiasi cosa che fai, quando perdi un qualcuno che ami davvero, torni di punto in bianco con i piedi per terra. É difficile perderlo, lasciarlo andare. É stato un momento difficile. Questo peró, mi ha dato forza poi per continuare a credere a dei valori che mi avevano insegnato e cióe, aiutare gli altri oltre che a se stesso. Questo suo campo extrasensoriale, a contatto col pubblico di ieri e oggi, com’é? Sono uno studioso di me stesso e poi del karma altrui. Fino a vent’anni ammetto che non volevo il contatto con le persone, perché ero e sono tutt’oggi in continua ricerca su quello che c’é dentro di me. Nel novanta, novantadue ho attraversato davvero una crisi essistenziale. Vedevo nella gente che voleva solo approfittare di me, per sapere cose materiali. Quello che spiego tutt’oggi in televisione é, se ti rivolgi a qualcuno, deve essere solo un modo per ricercare se stessi, un modo per ricercare i propri errori e non per cercare di dare sempre la colpa a qualcuno, per ció che ci accade di negativo. In tutto quello che fa, qual’é il suo vero guadagno? Ci sono due tipi di guadagno. Il primo é quello morale. Preservare quello che hanno fatto i miei precedessori ma principalmente salvaguardare l’immagine di mio padre che mi emoziona ancora oggi. A quell’epoca, non esisteva la televisione, eppure arrivava gente da ogni parte del mondo e loro ricambiavano con qualsiasi tipo di alimenti, ció che ora non si puó fare piú. Oggi é tutto tassato e anche se non guadagneresti niente, dovresti dichiarare ugualmente un minimo di guadagno. Questo é il nostro Stato italiano. Il secondo é quello effettivamente economico. Perché noi viviamo di questo. Le persone che telefonano sono consapevoli che pagano la telefonata. Ma con una differenza, rispetto agli altri, io prima invito a parlare con me con una linea telefonica gratuita, aperta a tutti. Mi faccio mettere alla prova. É il pubblico che decide poi, se diventare miei utenti o no. Se uno dei suoi figli seguisse le sue orme, che direbbe? Li, tocchi un tasto a me giá conosciuto. Io so per certo che uno dei miei figli continuerá il mio percorso. Certo ora sono piccoli e da buon padre non voglio turbare la loro crescita naturale. Mi auguro che questo accada. Quandosi sentirá davvero pronto, io usciró dalla scena pubblica e saró solo il suo maestro spirituale. Vuole lasciare un messaggio ai nostri connazionali in Germania? Sono spesso ospite delle comunitá italiane in Germania. Mi rammarico vedere che non sono poi cosí tanto unite, come fanno credere. Ho notato diffidenza, indifferenza, gelosia e quant’altro. Non dovrebbe esserci. Vedi la comunitá dei turchi per esempio, si aiutano a vicenda e non sono mai da soli. La Santa Messa poi, celebrata con rispetto parlando da sacerdoti tedeschi. Dovreste pretenderla in italiano, come avere le missioni italiane in ogni dove. La comunitá é importante e fondamentale per la nostra stessa cultura. Se mancano missionari italiani, raccogliete non una firma ma in migliaia per averlo. Non bisogna perdere i propri valori anche se emigrati. Poi un’ultima cosa ma non per questo ultima, é il Corriere d’Italia. Ho avuto modo di leggerlo in Hotel. Date voce e capitolo ai nostri connazionali, senza fare distinzione. Scrivete cose reali. Informate i nostri connazionali. É di questo che oggi la gente ha bisogno. Non l’ho visto ancora in nessun’altro giornale. Invito pertanto anch’io tutti a richiederlo. Che idea ha sugli oroscopi? Non leggete ne seguite l’oroscopo. L’oroscopo per me non serve a niente. Ognuno di noi ha un proprio percorso. Io sono del parere che un lettore deve prima documentarsi e oggi, con tutti i mezzi che abbiamo, possiamo farlo. Prima di avvicinarsi all’astrologia o a qualsiasi altra tecnica divinatoria che si vuole usare, deve essere studiata attentamente per renderci conto che tutte queste materie devono essere sentite non come un mezzo da sfruttare ma come una cultura da cui arricchirci. Quali sono i suoi prossimi progetti? A breve saró ad una importante mostra a Cuba su questo mio settore, per una dimostrazione di una tesi che sto lavorando da tre anni. Sto uscendo con un mio libro, dove racconto tutto il percorso della mia storia. Di come nasce il mio casato, tornando indietro a mille e trecento anni fa. A Gennaio 2013 riparte la mia tournée e proprio da Rocco ad Heidelberg. E ti diró, bolle in pentola anche un’altro importante progetto per gli italiani all’estero ma per scaramanzia non lo dico. La manifestazione, organizzata dal Ristoratore Trattoria Vecchia Bari, Rocco Cafaro, gestore di tre rinomati ristoranti nella zona, é stata arricchita fino a tarda notte dal gruppo musicale Gli Arieti accompagnata dall’agraziante voce di Cristina Gagliano. Ringraziamo la calorosa ospitalitá avuta dal Ristorante e la disponibilitá concessa da Lello Raffaele Guida sia per l’intervista, sia per avere aperto in diretta nella emittente televisiva di Studio 5 Napoli Mia in Germania, un ampio spazio a favore della nostra redazione TeleVideoItalia di Angela Saieva e del Corriere d’Italia e dell’operato giornalistico svolto dal 1951 ad oggi, con serietá e professione per i nostri connazionali sparsi nel mondo. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Il Sindaco Gert Hager di Pforzheim visita Naro

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Naro riceve il Borgomastro tedesco, per l’intitolazione del largo adiacente San Calogero. Uno scambio interculturale e commerciale. Incontriamo Gert Hager, Sindaco di Pforzheim in occasione dell’intitolazione del largo adiacente, della rotonda di San Calogero alla città di Pforzheim, Naro si è svegliata in un clima di festa. L’evento è stato presieduta dal Sindaco della città di Pforzheim, Gert Hager. Con l’inno nazionale tedesco e quello italiano, diretto dal maestro Rosa Maria Giunta del Coro Polifonico dei Pueri Cantores, il Sindaco Pippo Morello ed i consiglieri comunali Lillo Burgio, Angelo Gallo, Lidia Mirabile, Agostino Scanio, Vincenzo Fontana e Salvatore Milazzo, hanno dato vita alla seduta consiliare. Tra i numerosi cittadini hanno preso parola Ignazio Bonanno, ex emigrato, Calogero Sferrazza tutt’ora residente a Pforzheim, Giovanni Tesè dirigente regionale del Centro Orientamento Emigrati Siciliani, il Maresciallo dei Carabinieri Gaetano Pallavanti e il Priore della Matrice don Stefano Casà. L’intervento di Horst Basert, presidente dell’Associazione Italo-Tedesca, Anita Gondek, responsabile dell’ufficio integrazione del Comune di Pforzheim, Rolf Constantin, consigliere comunale e il Sindaco di Pforzheim Gert Hager, è stato conclusivo. L’intestazione della “Piazza Pforzheim” fortemente voluta dai naresi emigrati, viene dal fatto che a Pforzheim ne risiedono in ca. seimila. A lubrificare il “motore” burocraticamente inceppato da anni, ci ha pensato il Sindaco Pippo Morello. "È stata un’ottima occasione, per consolidare questo contatto vivo ed illuminante tra Naro e Pforzheim..." ha dichiarato "...faró fede alle promesse fatte al Borgomastro di Pforzheim Gert Hager, ai fini di definire non solo un programma di scambi interculturali e commerciali ma di mostrare: sia che Naro ha un patrimonio storico, monumentale ed artistico, sia di fare constatare origini e radici di coloro che hanno contribuito a ricostruire Pforzheim e a supportarne lo sviluppo economico ed industriale". "Visitare Naro è stata una bella esperienza che sicuramente ripeterò..." ci dice il Sindaco Gert Hager "...conservo un’ottima impressione dell’ospitalitá avuta dal collega, Pippo Morello. Parlare con i naresi ritornati in patria, dopo cinquant’anni di emigrazione a Pforzheim, mi ha fatto un certo effetto. Nella nostra Cittá, rispetto al lato oscuro dell’integrazione di ieri, l’emigrato di oggi si confronta decisamente meglio. Pippo Morello gestisce bene il suo Paese e i suoi abitanti..." conclude "...pertanto la loro prossima visita a Pforzheim rafforzerà di certo i nostri rapporti". Suggestiva è stata la mostra fotografica, allestita nella villa comunale dall’Associazione Culturale Indara, seguita dalla degustazione di prodotti tipici casarecci, a cura dell’Associazione AUSER e della cooperativa sociale Network Word Social Project, concludendo con la rappresentazione della commedia “La Giara” di Pirandello a cura del Teatro Dialettale Calogero Gueli Alletti. Il consigliere comunale Lillo Burgio ci fa sapere che "...il legame di Pforzheim con l'Italia é fortemente legato al tema dell'emigrazione. Oggi sono consigliere, mentre ieri ero un emigrato a Pforzheim. La mia posizione e quella della mia generazione, testimonia in parte l’ineluttabilità del fatto che Italia e Germania sono insieme ed egualmente Europa. Naro si apre a Pforzheim, in una prospettiva che possa assumere valenza diversa rispetto al passato". Pforzheim, all’inizio degli anni sessanta, è stata scelta dai naresi per la possibilità di lavoro nei cantieri edili, essendo stata semi-distrutta dai bombardamenti anglo-americani, nella seconda guerra mondiale. I primi emigrati a Pforzheim, quale i fratelli Calogero e Pietro Sferrazza aiutarono gli altri a salire e a sistemarsi dignitosamente nella denominata “Goldstadt” Cittá dell’oro, sino a formare la comunità narese più numerosa tra quelle residenti all’estero. Oggi, grazie al Sindaco Pippo Morello con l’attiva Giunta e i suoi consiglieri, anche per i “naresi” simboleggia ufficialmente una meritata targa. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.de - Tutti diritti riservati.

  • Solo un problema scolastico? Ai nostri microfoni Anna Picardi, coordinatrice del progetto istituito

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Presentare quello che lo Stato italiano fa attraverso le istituzioni quale finanzia gestori operatori del settore scolastico e sociale. L’invito é cooperare unendo risorse e competenze. Incontriamo Pforzheim Anna Picardi, coordinatrice del progetto istituito dal Consolato. Creare la rete, il Network, spiega Anna Picardi, salita in cattedra anche in rappresentanza del Dr. Bartoletto del reparto scuole del Consolato Generale d’Italia di Stoccarda. Un sistema moderno che non permette più di operare ognuno per i fatti propri.Unire appunto risorse e competenze per affrontare e risolvere le difficoltà che incontrano i nostri giovani e non solo nelle scuole, spiega, quindi bisogna partire da noi. Spesso non si conosce quale è il ruolo o il compito di ognuno perché quello che caratterizza noi italiani è questo modo di agire da soli. La dottoressa stessa ad esempio ammette che non era a conoscenza dell’esistenza di alcuni rappresentanti a Pforzheim perché tenuta allo scuro, quindi non aveva mai avuto l’opportunità di incontrarli prima. Questa non è una critica dice, ma un’osservazione e se mai una “riflessione” sui comportamenti di noi italiani. Il “suo” é un invito a cooperare insieme senza ingolfare o schiacciare chi ha la facoltà di essere, di fare, avere un’ idea o un grado di cultura in più. Da soli si sa non si può fare niente, tanto meno risolvere problemi comuni. L’obbiettivo di questa riunione che solo per questa volta non ha visto la presenza dei genitori è stata appunto di carattere tecnico. Vedere prima tra le istituzioni che operano nel settore scuole e sociale se si conoscono e se riescono ad intraprendere un rapporto di collaborazione. Per i genitori è previsto un’altro intervento, assicura, dove si potrà discutere e riflettere cosa la scuola tedesca si aspetta da loro e qual’è il ruolo dei genitori nel successo scolastico. La conferenza si è tenuta presso la Landratsamt di Pforzheim e la Dottoressa ha ritenuto soddisfacente la presenza di responsabili di strutture importanti che non hanno declinato il suo invito. Ringrazio a tale proposito la presenza della Deutsche Italienische Gesellschaft, la Caritasverband, la Jungendamt, la Gesundeitsamt, il dipartimento europa managing SDA Sanremo Eventi dell’Accademia della Canzone Italiana, il Comites, diversi docenti italiani e tedeschi di istituti scolastici, come Claudia Stefanelli e Herr Klotzt della Nordstadtschule, Maria Capozzi della Osterfeldschule, e tanti altri venuti dalla provincia. Presente pure Luisa Grussone rappresentante dei genitori italiani degli alunni della 4° elementare e non per ultimo la Stampa e la sua emittente TeleVideoItalia Angela e attraverso lei quella del Corriere d’Italia quale, da fedele lettrice, maggiore é il ringraziamento per l’importante presenza avuta e per avermi dato l’opportunità di lanciare questo importante messaggio. Da circa un anno è mezzo è stato messo presso quasi tutte le scuole, un’insegnante italiano o in loro assenza degli esperti esterni, sostiene la Dottoressa, così come degli assistenti sociali. A secondo della presenza degli alunni italiani sono stati offerti pure dei “mediatori” incaricati a raccogliere le problematiche e non solo delle scuole ma anche delle famiglie. Questo ruolo andava istituito già anni fa, ribadisce, e che si dovrebbe estendere anche nelle scuole. Questo è anche un’altro modo per segnalare che bisogna conoscersi e cooperare. Tanti i temi confrontati che di certo non c’è stato il tempo di annoiarsi. Peccato che alcuni pur avendo voce in capitolo, non hanno invece speso una parola. Vincenzo Marrone per esperienza vissuta si dibatte almeno per i nostri bambini che non sono ritenuti scolari modello solo perché sono molto vivaci e non -stile robot- come molti insegnanti gradirebbero. Anche il direttore della SDA Sanremo Eventi commenta, sono a favore della disciplina scolastica, ammette, ma senza esagerare. Abbiamo frequentato tutti la scuola e sappiamo bene che la colpa più delle volte è degli insegnanti. Si pensa spesso che la causa sia il disinteressamento dei genitori o l’incomprensione della lingua tedesca. Guardatevi intorno, dice, i nostri ragazzi parlano il tedesco meglio di noi. Se i figli non hanno dei buoni risultati scolastici è perché a scuola non si sentono a loro agio, non sono motivati ne invogliati dagli insegnanti. A volte vengono incolpati o puniti per banalità da spazientiti che confondono quasi sempre il temperamento con la disciplina. Il risultato? Dopo un anno di studi aspettano a dirti che tuo figlio va male due o tre mesi prima della chiusura delle scuole, con in mano il classico modulo da fare firmare. Rimandato! Grussone Luisa interessata anche alle tematiche del progetto, lamenta disinteressamento e poca informazione. Spesso si sente dire di innovazioni, leggi, aiuti, diritti e quant’altro che dovrebbe arrivare in mano alle famiglie italiane, dice, ma non è riuscita francamente ancora a capire se questa cadenza di divulgazione di circolari, dipende dai membri competenti consolari o tedeschi. Di certo c’è che lo Stato italiano finanzia operatori per dare maggiore assistenza e informazione diretta ai nostri connazionali. Una lettera non è mai arrivata, eccetto quella su chi dover votare. Quando hai bisogno di qualcosa fai la fila per ore nei centri di assistenza senza essere neanche sicuri di entrare. Più grave diventa quando un figlio ha problemi seri di salute e con tutti i certificati medici nessuno lo capisce, nessuno lo sostiene. Conta solo una diagnosi “svogliato”. Un caso quest’ultimo reale dove una famiglia di Pforzheim che abbiamo incontrato e ansiosa di essere presente alla prossima riunione per sfogarsi, rivela che da anni lotta per dei diritti mai ottenuti sulle condizioni del proprio figlio. Se ci sono, perché farci sbattere la testa al muro? Grazie per l'attenzione che mi Intanto lascia a desiderare la statistica della presenza di italiani nelle scuole. Sono stati contati appena 589 scolari, 82 nella Real, 27 nella Gynnasium, contro ca. 4.800 abitanti italiani tra Pforzheim e provincia. Per non parlare della sfilza di rappresentanti di diversi settori presenti a Pforzheim e che se davvero collaborassero tutti insieme terrebbero uniti questo numero di italiani visti sfilare insieme in piazza solo in un'unica occasione e grazie ai nostri “azzurri”. La dottoressa Anna Picardi ce l’ ha messa veramente tutta. È arrivata da Stoccarda decisamente con un bastimento carico di innovazioni, consigli e quant’altro. Ora non resta che vedere se il concetto sia stato chiaro a tutti e in tutti i sensi. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • MOGOL e il Festival. Presidente di giuria in soli 3 anni e’ riuscito a coinvolgerne piu’ di 6.000

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. In occasione dell’apertura delle iscrizioni del Tour Music Fest 2010, abbiamo intervistato Giulio Rapetti Mogol, dal 2007 Presidente di Giuria del festival che in soli 3 anni e’ riuscito a coinvolgere piu’ di 6.000 artisti da tutta la penisola. Da poco finita l’esperienza Sanremo, molto contestata dalla maggior parte degli addetti ai lavori. Cosa sta succedendo in Italia a livello di produzione musicale? Mi sembra che stiamo vivendo un periodo di canzoni di passaggio che non rimangono nel cuore della gente. In Italia quando si tratta di produzione, siamo ‘al lumicino’…se la produzione nuova continua a basarsi sugli show televisivi, le scuole televisive, X Factor e cosi’ via, i contratti discografici continueranno ad allinearsi non con la qualita’ ma con l’auditel e le manifestazioni tv non si basano sulla meritocrazia. Lei ha lavorato con le più belle e straordinarie voci e con le più importanti band della storia della musica ed è stato definito il massimo autore italiano. Quali erano le possibilità di affermazione nell’ambito musicale italiano degli anni Sessanta? Le possibilità di affermazione negli anni Sessanta erano sicuramente maggiori rispetto a quelle di oggi anche se il livello artistico era sicuramente minore. Intendo dire dal punto di vista degli arrangiamenti e delle sonorità, rispetto a oggi bastava un’aria felice e la canzone o il progetto discografico si lanciavano da sé, mentre oggi i grandi problemi riguardano la promozione e la visibilità…negli anni Sessanta era molto più semplice riuscire a farsi ascoltare e quindi incidere un disco e promozionarlo su larga scala Cosa pensa del panorama musicale attuale? Purtroppo i prodotti e le iniziative sono tante e di una qualità di arrangiamenti decisamente superiore a quando ho cominciato io. Il grande problema è l’omologazione e l’impossibilità di avere visibilità e promozione a prescindere da alcuni standard imposti. La musica si “adopera” e fruisce venti volte di più rispetto a quaranta anni fa e costa di meno, ma le necessità di mercato impongono l’adeguamento a prototipi e una promozione ristretta al genere di riferimento. Quali prospettive vede per chi si affaccia in questo periodo nel mondo e nel mercato della musica italiana? La maturità artistica si raggiunge solo attraverso la formazione, la sperimentazione sul palco, la voglia di mettersi in gioco e una promozione reale. Per questo ultimamente non si riscontrano nuovi grandi artisti, sono tutti nomi piccoli che stentano ad affermarsi e che spesso rimangono vincolati al loro mercato di riferimento senza un’ulteriore diffusione e possibilità di visibilità, sia per il rock che per la musica leggera. E’ d’accordo con chi ritiene che per produrre e diffondere musica di qualità sia necessario rivolgersi al mercato estero? La stessa situazione italiana si propone anche su scala europea perché è figlia del profitto e del marketing, ma l’artista o la band oggi si deve confrontare necessariamente con il mercato internazionale, per poter fare sperimentazione e crescere artisticamente. Anche per questo sono importanti le grandi vetrine nazionali, per poter essere conosciuti anche in Europa. A proposito di grandi vetrine, quanto spazio è riservato ai giovani emergenti? Lo spazio riservato ai giovani emergenti è poco…è difficile avere visibilità, farsi conoscere e anche farsi ascoltare oltre il proprio circuito locale. Alla musica, attraverso la radio, è riservato ampio spazio, ma il mercato è frazionato. Ciò che colpisce è il frazionamento dato dalla soggettività delle singole radio o delle singole manifestazioni, legate a un determinato ambiente artistico e musicale che impedisce una promozione e una visibilità totali e su larga scala che si tratti di pop, di rock, di progressive, di musica d’autore e così via. La formazione resta un fattore fondamentale. Quali sono le possibilità di affermazione e le caratteristiche fondamentali che dovrebbe avere un giovane o una band emergente? Deve mettersi alla prova, sperimentarsi, crearsi una cultura musicale e farsi conoscere. Formazione e promozione: le due parole d’ordine. Le caratterisriche... una grande passione e la voglia di sperimentarsi e crescere. Ma per affermarsi, secondo lei, conta più il talento o lo studio? A questa domanda ha risposto anche Albert Einstein: “l’1% è l’ispirazione, il 99% la traspirazione” ossia il sudore, l’impegno. Anche Leonardo Da Vinci e tutti i grandi hanno risposto così a questa domanda. Il talento, la scintilla senza impegno e sudore non valgono nulla. Solo lo studio ti permette di diventare artisticamente imprevedibile. Bisogna ragionare sull’impegno, il sudore, i tempi lunghi… In un momento in cui tanti speculano sui sogni dei giovani artisti, perché ha scelto di esserne il presidente di giuria? La possibilità di crescere e maturare artisticamente. L’unica garanzia di un artista è il suo impegno e la voglia di mettersi alla prova. Il talento lo devi far crescere e senza la cultura musicale non vale. Bisogna lavorare, coltivare la propria passione, avere una passione critica e autocritica, che si acquisisce solo mettendosi alla prova direttamente e ascoltando gli altri Qual è la prima cosa che nota quando deve giudicare una band, un giovane interprete o cantautore? Cosa cerca nella nuova musica? La sincerità, sicuramente la sincerità e la voglia di crescere. Nei giovani cerco la credibilità ciò che viene espresso e la possibilità che ciò che esprimono sia creduto e reale…sentito Cosa la spinge ancora dopo tanti anni e tante soddisfazioni ad appassionarsi ai giovani aspiranti interpreti e cantanti? La musica serve a riscattare le persone, la cultura popolare…e la cultura popolare non può fallire! E’ questo che mi spinge ancora ad interessarmi all’argomento e a cercare nuove scintille anche partecipando ai lavori. Tre cose che servono per entrare nel mondo della musica e tre cose che non si devono fare. Impegno, impegno e impegno. Ciò che non bisogna fare è considerare l’arte al livello di mestiere, lavorare con la musica per la voglia di realizzare qualcosa di bello. Preferisco un dilettante con la passione a un professionista che ha come obbiettivo il guadagno! Grazie a lei Angela e alla sua emittente TeleVideoItalia per lo spazio dedicato, é stato un piacere incontrarla. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.de - Tutti diritti riservati.

  • Amedeo Minghi, Cantante e Cavaliere dell’ordine al merito della Repubblica Italiana

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Lo incontriamo in occasione della “Festa Internazionale della Musica nonché la Giornata Mondiale per la lotta alla Sclerosi Laterale Amiotrofica. L’artista romano ha collaborato con artisti come, Califano, Morandi, Oxa, Pavone, Mietta, Nava, Mia Martini e tanti altri ancora. Ha pubblicato inoltre nel 2006 un libro confessione di grande impatto dal titolo “L’ascolteranno gli americani”. Compositore, autore, cantante le piace essere chiamato “maestro”?. A Roma si chiamano tutti “maestri”. E’ semplicemente un modo di dire romano, molto diffuso. Io non ho questo titolo e pertanto non mi faccio affatto chiamare “maestro”. Ho dei titoli veri che invece potrei utilizzare ma me li tengo perme. Ha collaborato con numerosi artisti. Quale connubio é meglio riuscito per la sua crescita artistica echi le manca nel palmares per il duetto della vita? Per la crescita artistica sono stati due i personaggi importanti: uno è Gaio Chiocchio, purtroppo scomparso e non è più con noi, l’altro è Pasquale Pannella, con il quale abbiamo scritto cose bellissime e che ricorderemo per sempre, perché sono tra le cose più importanti che abbia scritto nella mia carriera. Oltre al canto puro e semplice, si propone in recital musical teatrali, scrive un libro “L’ascolteranno gli americani”. Pura ricerca creativa, od intento d’allargaregli orizzonti artistici? E’ connaturale al mio carattere. Io la musica la vivo in tutti i suoi aspetti, per cui, che sia una canzone, una colonna sonora, un commento, un balletto odaltro, io la uso, perché il mio mestiere è quello di fare musica. Ha fatto molta gavetta. Il suo primo Album esce solo nel ’73 con “A.Minghi”), poi nel ’77 con “L’immenso” nel’90 sale sul podio di Sanremo con Mietta. Bell’esempio di maestria ed umiltà? Questo corrisponde a verità, perché ho sempre continuato a perseguire il mio discorso musicale ed artistico, d’altra parte ribadito anche l’anno scorso al “Festivaldi Sanremo”, con il pezzo dal titolo “Cammina, cammina”; si va sempre avanti, ho cercato di portare innanzi questo concetto poi, le circostanze, per fortuna, mi hanno dato ragione. Fosse agli esordi, ci andrebbe ai talent show come X-Factor ed Amici? Ah no Angela. Assolutamente no! Otto volte a “Sanremo” tra gioie e delusioni ha dichiarato ...Purtroppo il Festival è figlio di se stesso, mutano le formule ma la sostanza rimane quella”. Che tipo di vetrina resta per lei? Purtroppo é una vetrina che fa brutta mostra di sé. Anche se, come tutte le cose, c’è sempre l’altra faccia della medaglia e quindi, per tanti che subiscono questo destino, c’è poi qualcuno che invece da Sanremo trae riscontri positivi. Ma è un po’ come in tutte le cose, no? Anche tutta questa crisi economica, dove c’è chi sta perdendo tutto e chi invece sta arricchendosi anche troppo e pericolosamente. Oggi si evidenziano tatuaggi, piercing, lifting, look estremi, ancorché anoressia, bulimia, alcolismo, droga, xenofobia e quant’altro. Sono esempi di un’umanità bruciata, confusa ed infelice, che stenta a ritrovarsi? Esempi di una generazione di genitori imbecilli!!! Sottolineo tre volte imbecilli perché il mestiere più difficile è quello di fare il padre e la madre ma, certo, se il padre si mette a competere con un ragazzino di tredici anni, il cretino è lui. Ed è molto probabile che poi, ne sortisca una di quei figli che lei ha descritto e che invece avrebbero ben altre potenzialità. In occasioni come la Giornata Internazionale della musica ma soprattutto per il Global Day, giornata mondiale della lotta contro la SLA (sclerosi lateraleamiotrofica) con che spirito affronta il palcoscenico e come pensa di poter tornare utile alla causa? Con la mia presenza. Penso che se la mia partecipazione, come quella di tanti altri miei colleghi, può servire a portare più gente in questa Piazza. Che poi la musica ha questo aspetto importante di saper fare aggregare, no?! Se il mio nome, assieme a quello degli altri, può essere utile alla causa portando invece che mille, quei millecinquecento, va benissimo! Per cui, più gente abbiamo e più media abbiamo; ecco quindi, io metto i miei 43 anni di carriera sul piatto. In “Gerusalemme”, “dedicata alla città come se fosse una donna”, si cita: “Luce che accende le tenebre ai figli, Stellamaestra agli uomini, Madre di tutte le madri, voce di tutte le voci, nel silenzio lenisci il dolore, bella fra tutte le spose fra le belle desiderata”. Un’autentica dichiarazione d’amore? Sì. Gerusalemme infatti, anche nella Bibbia è descritta come una donna. Infatti questi testi li ho scritti ispirandomi ai Testi Sacri, nel senso che non li ho copiati, per carità, ma sono andato a prendermi il senso di certe cose e Gerusalemme è stata immaginata come un donna, tant’è che come una “donna bellissima e meravigliosa”, è stata (ed è) contesa. In “Pensiero di pace” tratto dall’album “L’altra faccia della Luna” disse: “La Pace è pensiero buono, patrimonio dell’Umanità”. A due passi da qui si vorrebbe porre contro ogni logica, impatto ambientale e non solo, una decisa opposizione popolare una nuova Base Usa che di certo non porterebbe un giardino di fiori! Altro che città dell’UNESCO! O no? Sì, infatti ecco perché nel mio libro scrivo metterei, tra virgolette, come una sorta, non di Legge, ma un “Decreto Legge”, per portare la gente a Gerusalemme; perché se non vai lì, in quella città, non capisci e non ti rendi conto. Tutte queste cose che lei ha detto adesso, sono tutte figlie dello stesso problema. Problema che nel Pianeta è uno, ed è la Guerra che c’è nella Terra Santa. Questo è proprio il problema dei problemi, quello basilare. Unioni di fatto, adozioni per coppie di fatto, testamento biologico, eutanasia. Come la pensa al riguardo? Sono contrario, in quanto Cristiano. Le unioni di fatto vanno benissimo ma sono contrario alle adozioni di bambini, da parte di gay o di lesbiche, ed in questo penso di avere un’immagine “classica”. Mio nipote cerca la mamma e vuole il papà. Un mondo dove la mamma ed il papà non ci sono, mi sembra che lo si vada a peggiorare, non a migliorare. Sulle coppie di fatto, è diverso. Gli uomini e le donne hanno il diritto di scegliersi l’amore come lo vogliono; pretendere invece, di essere d’esempio agli altri, è sbagliato. Si è soliti dire che s’è tutti uguale di fronte alla morte, lei lo crede pure? No, anche durante la vita, perché per Dio, siamo importanti tutti ed i ruoli diognuno di noi, nel gran disegno di Dio, sono comunque rilevanti. Non c’è nessuno, su questa faccia della terra, che sta qui per caso o sta qui perniente. A chi darebbe un bacio e a chi uno schiaffo? Ma Angela, la vita è sempre un bacio. Ad esempio questa serata lo dimostra. Ci sono delle persone qui presenti che vivono delle vite terribili, che non possono né muoversi, né decidere nulla autonomamente, intendo i malati di Sla presentiallo spettacolo e non solo quelli. Eppure sono qui a dimostrare quanta vita hanno in corpo. Sono loro che ci dimostrano come la vita sia un fatto meraviglioso. Perché non vogliono mica morire questi qui eh! Giustamente ci insegnano a ricordarci che ogni mattina al risveglio, noi abbiamo un gran culo! Cosa le manca per sentirsi pienamente realizzato? Molte cose. Sto programmando ecco, forse questa Messa, ma pure il musical finalmente, visto che in più di quarant’anni non ne ho mai fatti. Lo farò adesso che per questo genere di spettacolo, per come lo penso io, l’Italia è pronta. Per cui ci saranno ancora canzoni, ci saranno ancora musical, ci saranno ancora film e, se Dio vuole, per tutta la mia vita, MUSICA. Grazie per essere venuta a trovarmi e per il tuo intervento fatto con la tua emittente TeleVideoItalia Angela. Un saluto a tutti i connazionali in Germania e nel mondo. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

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