Risultati di ricerca
677 risultati trovati
- Regina Rieger e la Pforzheim handelt
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. La sua Multi Fiera Campionaria è la manifestazione fieristica più visitata dal pubblico in tutta la Germania. Dalla sua nascita, la formula della proposta intersettoriale della Campionaria, capace di fare comunicare tutte le realtà, si conferma più che mai attuale. É un grande appuntamento. Un’ espressione di un sistema sociale ed economico che sa comunicare ed essere protagonista diretto sul mercato. Caratteristica dell’ultima edizione è stata la costanza dell’afflusso di ca. trentamila visitatori a partire da Giovedí 3 Ottobre per finire poi la Domenica 6 Ottobre. L'apertura ufficiale della Multi Fiera detta "Pforzheimer handelt" si é tenuta nel padiglione centrale col Sindaco della Cittá di Pforzheim, Roger Heidt, il direttore del PZ Thomas Satinsnky e la stessa frizzante Regina Rieger, perfetta moderatrice nonché organizzatrice dei quattro spettacolari giorni che ha permesso un’attività continua negli stand, aderiti al suo annuncio in piú di duecento, e che ha eletto la Campionaria a grande momento di eventi ed affari. " La mia intenzione, ha detto l'organizzatrice Regina Rieger, é di tornare in questa Cittá ogni due anni. Essendo questa la prima volta a Pforzheim, contavo di arrivare ad avere ca. duecento espositori, invece hanno aderito piú di duecentocinquanta. Questo mi lusinga molto". " É la prima volta che mi ritrovo ad aprire una Multi Fiera Campionaria, ci rivela Roger Heidt Sindaco di Pforzheim, e devo ammettere che la Sign. Regina Rieger ha saputa ottenere quello che voleva e ha dimostrato di saperci professionalmente fare. Pertanto, ben venga che ogni due anni ritorni nella nostra Cittá. L'aspettiamo volentieri". " C'é stata un'ottima risonanza di pubblico ed espositori a a Pforzheim, commenta Thomas Satinsnky direttore del PZ, ma a quanto ho potuto costatare c'é stata in tutta la Regione. Questo non solo sono dati positivi ma anche eccellenti anche dal lato mediatico, che non é stato affatto poco. I suoi punti di forza sono stati l’ingresso agevolato per tutti i quattro giorni, fino a tarda sera. La vendita diretta al dettaglio nelle aree Schopping. Il costo contatto tra i più convenienti del mercato. Erano piú di duecento espositori provenienti dalla Germania, Austria, Svizzera, Italia, Olanda tra artigiani, commercianti, operatori specializzati nella vendita al dettaglio. Novità introvabili, prodotti internazionali, curiosità e artigianato da piú Regioni. Una visita facile e personalizzata per il visitatore, grazie alla chiara suddivisione merceologica diretta scrupolosamente da Regina Rieger su www.pforzheimhandelt.de Presente in fiera grandi firme come ADAC Espenhain GmbH, ACURA Wagner Gesundheitszentrum, Edelstahlmanufaktur, Althoff Hotel Schlossgarten, Schlossgarten Gourmet-Restaurant, Ambiente Wintergärten GmbH, AOK - Die Gesundheitskasse Nordschwarzwald, Autozentrum Dobler GmbH, Bossert Sanitär GmbH, Feuer-Werk Keramik ecc.. In via d'eccezzione abbiamo incontrato anche il dipartimento artistico europa managing SDA Sanremo Eventi www.sdasanremo.de e in qualitá di ospiti il duo italiano popolare Dino & Angela www.dinoeangela.de. É un'ottima organizzazione, studiata perfettamente nei minimi particolari, ha rilasciato il direttore del dipartimento SDA Sanremo Eventi. Era ora che qualcuno facesse qualcosa di concreto in fatti e non solo a parole. Complimenti all'organizzatrice Regina Rieger. Molti anche gli espositori italiani che hanno presentato diverse peculiaritá gastronomiche tra i quali salumi, formaggi e dolci. Prodotti tipici della Sardegna, Toscana, Piemonte e Sicilia, come Cascina SanLorenzo SRL, Angelo Russo. Nel ramo cerimoniale si sono evidenziate le acconciature fatte direttamente sul posto da mani esperte del titolare Enzo Scarpello e il suo Team del salone Medusa di Pforzheim la parucchieria italiana Uomo&Donna www.salon-medusa.de. Fermo restando nel tema eventi sposa, inevitabile é stata la presenza dell’esposizione del centro cerimonie SDA BOMBONIERE & FOTOVIDEO PRODUCTION di Pforzheim presente in Germania da ben ventisette anni sul settore bomboniere, foto e video, partecipazioni, decorazioni e fioristica, musica, torte nuziali, nonche organizzazioni eventi (Weddingplanung). Non sono mancati momenti di live cooking presso il padiglione SWP-Koch-Arena con diversi chef presenti sempre affianco di Regina Rieger, alla scoperta dei segreti per cucinare ed impiattare come veri cuochi e tutti gli altri gnammers presenti, per esercitarsi nelle corrette tecniche. Il pubblico non solo ha potuto seguire ed istruirsi ma é stato pure servito loro dagli stessi cuochi, chef e da Regina Rieger i piatti-prova. La Multi Fiera Campionaria di Pforzheim "Pforzheim handelt "é stata presentata dalla RR di Regina Rieger SARL www.regina-rieger.de in collaborazione con: SWP GmbH di Pforzheim e il Pforzheimer Zeitungen e in cooperazione per tutti i quattro giorni con la SDA FotoVideo Production di Pforzheim. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.de - Tutti diritti riservati.
- Mons. Francesco Montenegro, eletto Presidente della “Commissione Episcopale per le Migrazioni” della
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Mons. Francesco Montenegro, eletto Presidente della “Commissione Episcopale per le Migrazioni” della CEI, visita Papa Francesco e invitandolo a Lampedusa, ha presentanto lo stato attuale dell'Arcidiocesi di Agrigento. L'arcivescovo di Agrigento ha ricevuto la nomina durante l'Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana. Don Franco ha incontrato Papa Francesco e nel corso dell'incontro, ha avuto modo di presentare al Santo Padre lo stato attuale dell'Arcidiocesi di Agrigento. Nell’ultima Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) che si è tenuta a Roma, e dedicata all’attenzione per la cura e la formazione degli educatori all’interno della comunità cristiana, Monsignor Francesco Montenegro arcivescovo di Agrigento, è stato nominato Presidente della Commissione Episcopale, per le Migrazioni (CEMI) e della Fondazione Migrantes. “Questa prestigiosa nomina, dice mons. Melchiorre Vutera, vicario generale dell’Arcidiocesi di Agrigento, è il meritato riconoscimento della CEI a Mons. Montenegro per il suo appassionato e continuo interessamento del fenomeno migratorio. Vede arrivare giornalmente, nella nostra isola di Lampedusa (porta dell’Europa) tanti poveri disperati in cerca di libertà e di un futuro di speranza. Al nostro Arcivescovo don Franco, conclude, vanno gli auguri di tutta la Chiesa Agrigentina per questo nuovo incarico. Con l’auspicio di un proficuo lavoro per il riconoscimento della dignità e dei diritti di tanti fratelli migranti”. “A mons. Montenegro arrivino i miei personali auguri e quelli di tutti i componenti della Pastorale della salute della diocesi di Ragusa. A dirlo é don Giorgio Occhipinti, vice direttore regionale per la Pastorale della salute che rappresenta il meritato riconoscimento della Cei a mons. Montenegro, per il suo appassionato e continuo interessamento del fenomeno migratorio. Con l’auspicio, ha aggiunto don Giorgio Occhipinti, di un proficuo lavoro per il riconoscimento della dignità e dei diritti di tanti fratelli migranti. Mons. Montenegro è sempre stato al servizio dei poveri e degli ultimi, e continuerà ad esserlo anche per il futuro. Adesso ancora di più, nel contesto di questo prestigioso ruolo”. É giusto ricordare che, Mons. Francesco Montenegro, ha partecipato, a Palermo, alla beatificazione di don Pino Puglisi. L’indomani é ripartito come da programma per Lampedusa, dove ha incontrato la comunità ecclesiale. A seguito, ha amministrato la cresima, con 75 giovani della parrocchia. Il vescovo di Agrigento a Lampedusa, dopo la sua nomina, ha detto di aver invitato Papa Francesco a visitare l’isola delle Pelagie. Una crocevia di migliaia di anime, a sottolineato, che nel corso degli anni hanno attraversato il mare sperando in una esistenza migliore”. Mons. Francesco Montenegro, durante la sua visita in Vaticano, ha portato in dono al Santo Padre una croce pettorale. É stata costruita artigianalmente da un falegname di Lampedusa, utilizzando il legno delle barche dei migranti approdate a Lampedusa. “Questo semplice ma significativo gesto, ha detto mons. Montenegro, è servito per ricordare al Papa tutti i nostri fratelli che giungono sulle coste di Lampedusa.Ma soprattutto quelli che hanno perso la vita durante il viaggio. Ho consegnato la croce costruita con il legno delle barche dei migranti al Santo Padre, ha detto, e l’ho invitato a venire in visita a Lampedusa. Credo e sono certo del fatto che abbia condiviso il mio messaggio. A guardarla è un po’ bruttina, commenta Marilisa Della Monica, quella scatola azzurra che don Giuseppe Calandra, segretario del nostro arcivescovo, custodisce gelosamente. Non se ne stacca un momento neanche nell’attimo in cui i fotografi ufficiali dell’incontro scattano la fotografia che per sempre ricorderà, a chi vi è ritratto, questo momento della loro vita. Prima che si sieda a discutere con gli altri vescovi il Santo Padre riceve dalle mani del nostro arcivescovo quella scatola di legno, squadrata e semplice, che al suo interno accoglie una croce e la scritta: “fede, speranza e carità per ricominciare dalle macerie di cui questa croce è simbolo e segno. A Papa Francesco dal cuore del Mediterrano con affetto” È il dono che la comunità ecclesiale di Lampedusa insieme a tutta la chiesa agrigentina ha voluto che, il nostro arcivescovo, portasse al santo Padre. Una croce realizzata con il legno dei barconi dei migranti che giungono sulle nostre coste nella speranza di un futuro migliore dopo avere attraversato quel mare Mediterraneo che per alcuni è diventato la loro tomba. “Spero la conservi, ci ha detto mons. Montenegro, se non altro ha capito il significato di questo gesto”. “È stata una chiacchierata tra vecchi amici!” Si può riassumere con queste parole pronunciate da mons. Francesco Montenegro, alla trasmissione Carta Vetrata di Radio diocesana Concordia, il clima dell’incontro tra i vescovi della Sicilia con Papa Francesco. Suddivisi in due gruppi, Sicilia orientale e Sicilia occidentale, i presuli siciliani si sono recati in Vaticano per la visita ad limina in programma lunedì 20 maggio. Ma cos’è la visita ad limina? Con l’espressione visita ad limina (ad limina apostolorum) si indica l’incontro che ogni cinque anni, i vescovi di tutto il mondo, hanno in Vaticano con il Papa per illustrare quali siano le particolarità che contraddistinguono la loro Regione ecclesiastica dal punto di vista religioso, sociale e culturale. Quali siano i nodi maggiormente problematici dal punto di vista pastorale e culturale e come interviene la Chiesa “particolare” su questi problemi. Se il gruppo dei vescovi della Sicilia orientale è stato accolto nel palazzo apostolico diversamente è accaduto per il gruppo dei vescovi della Sicilia occidentale, i quali, come ha raccontato lo stesso mons. Montenegro, sono stati accolti nello studio del Papa nella sua attuale residenza, la Domus Sanctae Marthae. Un emozionato mons. Montenegro. Chi non lo sarebbe stato al suo posto? Ha raccontato di come Papa Francesco abbia “voluto sapere delle nostre diocesi, ci ha fatto qualche domanda, gli abbiamo presentato le nostre singole realtà religiose, sociali e lui si è dimostrato molto interessato. Assieme a mons. Mogavero (vescovo della diocesi di Mazara del Vallo, ndr), ha proseguito mons. Montenegro, abbiamo parlato della situazione dell’immigrazione e il santo Padre è rimasto molto colpito dalle notizie che gli abbiamo comunicato”. In breve: Mons. Francesco Montenegro, terminati gli studi ginnasiali, liceali, filosofici e teologici presso il Seminario arcivescovile "San Pio X" in Messina. Ha ricevuto l'ordinazione presbiterale l' 8 Agosto 1969. Dopo l'ordinazione, ha continuato gli studi presso l'Ignatianum di Messina. Dal 1969 al 1971 ha esercitato il ministero in una zona periferica della città di Messina. Dal 1971 al 1978 è stato segretario particolare degli arcivescovi metropoliti di Messina Fasola e Cannavó. Dal 1978 al 1988 è stato parroco della parrocchia di San Clemente in Messina: Dal 1988 direttore della Caritas diocesana, delegato regionale della Caritas e rappresentante regionale della Caritas nazionale. Altresì è stato docente di religione, assistente diocesano di Centro Sportivo Italiano (C.S.I). Direttore diocesano dell'Apostolato della Preghiera, mansionario del capitolo dell'archimandritato, rettore della chiesa-santuario di Santa Rita. Padre spirituale del Seminario minore, membro del Consiglio presbiterale. Per tre anni, dal 1997 al 2000 è stato pro-vicario generale dell'arcidiocesi di Messina e dal 1998 canonico del capitolo protometropolitano della cattedrale di Messina. Il 18 Marzo 2000 Papa Giovanni Paolo II lo ha eletto alla chiesa titolare di Aurusuliana e nominato vescovo ausiliare dell'arcidiocesi di Messina Lipari Santa Lucia della Mela. Ha riceveuto la consacrazione episcopale il 29 Aprile 2000 dalle mani dell'arcivescovo Giovanni Maria(co-consacranti l'arcivescovo Ignazio Cannavó e il vescovoFrancesco Sgalambro. Il 23 Febbraio 2008 Papa Benedetto XVI lo ha nominato arcivescovo metropolita diAgrigento. Presidente della Caritas italiana fino al giugno del 2008, gli succede Giuseppe Merisi vescovo di Lodi. Dal Maggio 2013 è presidente della Commissione episcopale della Conferenza episcopale italiana per le migrazioni. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.de - Tutti diritti riservati.
- Tatiana Murdaca sul podio della 33° edizione del Festival Vela D’Oro
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Si è conclusa sabato 11 agosto la trentatreesima edizione del Festival nazionale della canzone Vela d’Oro. Con la complicità di un’emozionante notte d’estate, ricoperta da un manto di stelle e l’odore del mare, ha visto coronare il suo sogno Tatiana Murdaca. Di fatto è lei ad avere vinto una produzione discografica del Maestro Umberto Jervolino con la distribuzione attraverso una delle imponenti etichette digital store sul mercato, la Believe; inoltre sarà presentata a Sanremo nella sezione nuove proposte e avrà il privilegio di esibirsi sull’importante palco di Incanto Summer Festival, insieme a cantanti affermati della scena musicale italiana. Secondo posto è andato a Samuel Coniglio, il terzo a Carmelo Ferlito. A pari merito il Premio della Critica è stato assegnato a Samuele Camarano e a Malara da Guglielmo Troina, capo redattore RAI di Catania, mentre il premio delle radio è andato ad Andrea Romano. La kermesse è stata aperta da L'Acrobatica Aereal, ospite di Vela D’Oro. Un’arte che permette all'uomo di sognare dandogli la sensazione di volare attraverso due giovani siciliani, i Malú Fitness nel Cuore, gli unici ad oggi Presenter Nazionali Formatori e che é riconosciuta anche dal CONI, l’ente nazionale che riconosce tutte le discipline sportive. L’origine della Vela d’oro risalente al 1971 e promossa dal comitato festeggiamenti in onore al Patrono San Giovanni, è nata con l’obiettivo di valorizzare il talento e la passione degli artisti emergenti. Negli anni il Festival ha assunto un valore di livello nazionale, tanto da costituire una fonte di richiamo non solo artistico culturale ma anche turistico. L’evento musicale è stato organizzato dall’associazione culturale Vela D’Oro nata appunto per l’occasione nel 2002 e presieduta da Nunzio Torrisi, con la direzione artistica di Delfo Raciti, Angelo Spinella coordinatore nazionale casting e Melo Spinella responsabile social media. Il Festival ha la peculiarità di essere un effettivo trampolino di lancio. Prova è che, in questi ultimi anni, diversi partecipanti sono stati visti di seguito protagonisti a finali di concorsi non indifferenti, tra questi The Voice of Italy, Castrocaro, Ti Lascio una Canzone e, nella sezione Junior, Sanremo Young. Con il supporto tecnico del vocal coach M° Alex Parravano, accompagnati da un’orchestra composta da venticinque elementi diretta dal M° Angelo Spina e col coordinamento del Maestro Giuseppe Musumeci, i venti candidati finalisti Sara Moncada, Irene Tropea, Chiara Giovanelli, Serena Romeo, Federica Scherma, Samuel Coniglio, Esmeralda Pennisi, Andrea Romano, Helena Sortino, Carmelo Ferlito, Serena Quattrocchi, Lucia De Luca, Malhara, Dalila Robbi, Salvatore Panariello, Giulia Sama, Luana Merlino, Tatiana Murdaca, Marika Scollo e Samuele Camarana si sono esibiti davanti ad una giuria suddivisa in tre sezioni. La prima, presieduta dal produttore discografico e direttore d'orchestra del festival di Sanremo Umberto Jervolino, era composta da Lorenzo Vizzini (cantautore e autore di brani per Laura Pausini, Alexia, Ornella Vanoni etc.), Massimo Giunta artista fondatore del progetto Babylonia e collaboratore del gruppo Finelco Mediaset, Alex La Gamba (di Music consulting & Comunication), Luca Stante (amministratore delegato di Believe Digital Italia); mentre la seconda e la terza da giornalisti e radio. Il tutto si è svolto sotto l’occhio vigile del notaio, Avvocato Cristina Grasso. La conduzione del Festival canoro nazionale per eccellenza è stata riaffidata per il secondo anno a un notevole volto della televisione italiana come il giornalista Salvo La Rosa. La serata ha visto la presenza del mago Francesco Scimemi, lo straordinario personaggio divenuto famoso per avere avuto l’idea all’età di solo quindici anni, di unire al suo spettacolo di magia la comicità. Protagonista in trasmissioni RAI, Mediaset e Sky oltre che all’estero, ha realizzato i suoi spettacoli in tutti e cinque continenti e in quattro lingue diverse. Stupisce gli spettatori con la sua abilità di prestigiatore facendoli ridere con le sue trovate, i suoi scherzi e i suoi giochi di parole. In duemila hanno assistito la kermesse canora in Piazza Mantova di Stazzo, la splendida frazione balneare del Comune di Acireale (CT). Mentre la diretta televisiva streaming della serata, osservazione fatta direttamente dallo stesso conduttore televisivo Salvo La Rosa, ha sfiorato ca le centomila visualizzazioni sui social grazie anche ai mass media Partner del 33° Festival Vela d’Oro intervenuti da gran parte dell’Italia, dall’estero e oltre confine, tra queste anche l'emittente Televideoitalia.de che coglie l’occasione quest’ultima di ringraziare ancora una volta sia i nostri seguaci telespettatori connazionali italiani residenti in Germania che in tantissimi hanno seguito, commentato e condiviso la diretta televisiva; sia la calorosa accoglienza e cordialità avuta dalla popolazione di Stazzo, durante la nostra permanenza al Festival nel meraviglioso borgo marinaro. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.de - Tutti diritti riservati.
- La Vela D'oro, l’11 agosto alle ore 22.00 entra nel vivo della canzone ad Acireale. Tutti sinton
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Fervono i preparativi per la finale del Festival Nazionale della Canzone La Vela D'oro predisposta l’11 agosto alle 22.00, nella borgata marinara di Stazzo ad Acireale (Catania). Ventiquattro i giovani cantanti che si esibiranno con un'orchestra di venticinque elementi dal vivo, davanti a un attento pubblico e una giuria d'eccezione composta da Umberto Iervolino, Presidente di Giuria del Festival Nazionale della Canzone La Vela D'oro; Max Giunta, artista fondatore del progetto Babylonia che collabora con il gruppo Finelco Mediaset che include i principali network radiofonici italiani; Alex La Gamba, di Music consulting & Comunication, l’azienda di comunicazione che offre servizi a major, etichette e artisti; Luca Stante, amministratore delegato di Believe Digital Italia e azienda leader nella distribuzione e nel marketing digitale; Lorenzo Vizzini, uno dei cantautori autori più interessanti del panorama italiano e internazionale, la sua firma è stata scelta non a caso anche da artisti che hanno segnato la storia della musica italiana nel mondo come Laura Pausini, Ornella Vanoni, Alexia, Raphael Gualazzi e tanti altri. La conduzione dell’imponente kermesse canora è stata riconfermata dal Presidente Nunziato Torrisi, dal direttore artistico Delfo Raciti e dal coordinatore nazionale casting Angelo Spinella del Festival Nazionale della Canzone La Vela D'oro al conduttore televisivo per eccellenza, il giornalista Salvo La Rosa. I giovani saranno valutati da una giuria suddivisa in tre sezioni, tecnica, giornalisti e radio, il tutto alla presenza di un notaio di gara. L’Evento indetto dall'associazione culturale La Vela D'Oro, giunto alla sua trentatreesima edizione, è inoltre un'occasione d’incontro, di scambio e di crescita artistica per i nuovi talenti che hanno la possibilità di incontrare musicisti professionisti, autori, giornalisti, critici musicali e produttori a livello nazionale, ci conferma il responsabile Melo Spinella. Il festival in questi ultimi anni ha assunto carattere nazionale grazie al lavoro di Delfo Raciti e Angelo Spinella e ci presentiamo come un valido festival per cantanti emergenti. Non promettiamo cose irrealizzabili ne diamo false attese, cerchiamo di essere una vetrina per i concorrenti che hanno l’opportunità di confrontarsi con persone esperte nel campo musicale. I finalisti che arriveranno in tempo per il soundcheck con l'orchestra, saranno seguiti inoltre dal Vocal Coach di Roma Alex Parravano. Al vincitore andrà la produzione di un brano inedito incluso di arrangiamento e testo, con la presentazione tramite etichetta discografica al Festival di Sanremo, Nuove Proposte, una realizzazione professionale di un videoclip del brano e la diffusione sui principali digital store. La produzione del brano inedito e l'arrangiamento saranno curati dal produttore discografico M° Umberto Iervolino, direttore d'orchestra del Festival di Sanremo, compositore di colonne sonore televisive e cinematografiche. Il testo dell'inedito sarà scritto da Lorenzo Vizzini. Il premio della critica sarà assegnato da una giuria di giornalisti. Al secondo e al terzo classificato andranno altri premi predisposti dagli addetti ai lavori e tra questi l’accesso diretto alle semifinali o finali di altri Festival canori. Un premio sarà assegnato anche dalla giuria delle radio composta da speaker di radio partner della Manifestazione. Il video live della serata realizzato dallo studio di produzione televisiva sarà trasmesso sulla pagina FB ufficiale, sul sito, su You Tube, e dalla stazione tv stampa di TeleVideoItalia.de Parten ufficiale del Festival Nazionale della Canzone “La Vela D'oro”. La manifestazione è supportata da riviste, siti specializzati e radio partner in tutta Italia. Tutti sintonizzati con la diretta per un appuntamento imperdibile! Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.de - Tutti diritti riservati.
- Prosegue in Europa il tour Voce Estate, il concorso canoro nazionale dalla parte dei nuovi talenti
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Non c’è edizione del Festival Disco Estate Compilation che tenga senza il concorso Voce Estate che dopo un percorso di selezioni consente a giovani talenti connazionali di arrivare in contatto diretto con docenti di chiara fama. L’iniziativa, effettivamente unica nel panorama della musica italiana all’estero è coordinata in esclusiva in Europa dalla rinomata casa artistica SDA Sanremo Eventi di Pforzheim con il patrocinio de L’Accademia della Canzone Italiana in Germania e il Festival della Canzone Italiana in Germania, un organismo che dal 1990 è schierato dalla parte delle nuove proposte con l’obiettivo di promuovere la lingua italiana contribuendo a rafforzare, di anno in anno, il legame tra le comunità. La SDA Sanremo Eventi di Pforzheim, nota dirigente artistica d’importanti rassegne come L‘Accademia della Canzone di Sanremo, L’Oscar della Musica, Miss Italia nel Mondo, il Festival di Mimí, l’Oscar della bellezza italiana nel mondo, Festival di Castrocaro, Una voce per Sanremo, etc. offre da trent’anni la sua competenza in ambito artistico culturale su tutto il territorio nazionale ed europeo. Quest’organismo, tanto amato quanto invidiato, ha la peculiarità di portare a diretto contatto con società e artisti, centinaia di nostri connazionali desiderosi di emergere nel mondo artistico e cinematografico, senza tante sviolinate. L’organismo che festeggia quest’anno trent’anni di storia, ha introdotto in occasione di questo speciale anniversario molte novità a partire da Voce Estate Tour. Dal 10 di Febbraio di quest’anno, infatti, i membri della commissione artistica SDA Sanremo Eventi sono impegnati a scovare in lungo e in largo giovani talenti ambiziosi di riuscita. Il tutto, per arrivare a portare i selezionati alla semifinale con due giorni d’intensa formazione, senz’altro produttivi per tutti quelli che riusciranno ad accedervi. Lo stage, finalizzato alla ricerca, valorizzazione e promozione di nuovi talenti che hanno attitudini e predisposizione per una carriera nel mondo artistico musicale, anche se al di fuori del mondo discografico, sarà frequentato da docenti indiscussi del mondo artistico, musicale, tecnico, mediatico ed altro di tale importanza. Un altro buon motivo per coinvolgere sempre di più i giovani, nel promuovere l'italianità nel mondo. Il Corriere d’Italia ha incontrato l’organizzazione. Riteniamo di avere fatto un ottimo lavoro di squadra sin dai primi anni, spiega il direttore artistico del dipartimento europa managing SDA Sanremo Eventi, altrimenti non saremo oggi qua a proporre ancora altri grandi progetti. Attraverso determinati concorsi coordinati e proposti ai nostri connazionali in tutti questi anni, abbiamo visto nascere di fatto grandi artisti, ma permettetemi di dire che per noi non sono mai abbastanza. Quest’anno presentiamo un progetto che avrà validità fino al 2018 e che si sposterà sul territorio tedesco grazie ad un tour che svilupperà performance Live attraverso tappe designate e collaboratori strettamente fidati. I loro nomi saranno pubblichi nel sito ufficiale www.sdasanremocom per il rispetto sia degli iscritti sia dei collaboratori autorizzati dalla sede manager SDA Sanremo Eventi a divulgare tale evento e impedire a “sedicenti organizzatori” di appropriarsi e o confondere la manifestazione sotto altri aspetti indesiderati. Eventuali anomalie possono essere denunciate alla sede manager sdasanremo@t-online.de Il nostro obiettivo difatti resta lo sviluppo e il coinvolgimento dei giovani aspiranti in cerca di attenzione e con grande talento ma sprovvisti di casa discografica e quant’altro, necessario alla loro riuscita. Dare dunque ancora una volta un’opportunità a chi non l’ha mai avuta o a chi, per un motivo o l’altro, non riesce ancora a farsi notare. La ricerca di nuovi talenti è vasta, termina il direttore artistico della SDA Sanremo Eventi, ed è il perno centrale, dove si basa l’intero concorso. Lo start d’iscrizione è partito dal 10 di Febbraio 2017 ma sempre con lo stesso obiettivo, portare in finale un minimo di dodici giovani nell’inserimento a una CD Compilation per promuovere le loro doti e capacità artistiche e, perché no, assegnare ai più meritevoli altri eventuali premi mirati alla loro formazione artistica professionale. Per partecipare alle selezioni Voce Estate gli aspiranti cantanti interpreti, duo e band, dovranno avere i seguenti requisiti: avere compiuto i quattordici anni di età. Essere di qualsiasi nazionalità. Esibirsi in qualsiasi lingua: italiana, dialettale, straniera purché non offenda il senso del pudore o il credo religioso. Il brano in concorso può essere sia edito sia inedito e di qualsiasi genere musicale che si voglia proporre. Non dovrà superare i quattro minuti. Può contenere i cori preregistrati ma non la voce principale. L’iscrizione avviene solo ed esclusivamente attraverso il sito ufficiale www.sdasanremo.de alla pagina del concorso indetto VOCE ESTATE dove si può visionare talaltro il regolamento, premi e le fasi del concorso. Altre forme d’iscrizioni non sono accettate. All’invio della domanda di partecipazione si dovrà seguire il procedimento che lo porterà all’ammissione al Casting della Semifinale nazionale del concorso. Si può allegare alla richiesta d’iscrizione anche un collegamento (link) YouTube o Facebook della propria performance. Non necessariamente deve essere di ottima qualitá o livello professionale ma anche amatoriale, l’importante che sia ben visibile la performance. Lo staff addetto terrà conto di inserirlo gratuitamente nel blog della pagina ufficiale. La finale nazionale del Festival Voce Estate si terrá in Germania a giugno 2018 e i primi dodici entreranno nel novero della CD Compilation edizione 2018 per le Nuove Proposte. Al primo classificato andranno inoltre EURO 1.000 (contanti) e un Trofeo; Al secondo classificato un Trofeo; Al terzo classificato una Targa ricordo. Tutti i restanti candidati saranno classificati ad insindacabile giudizio al quarto posto. La Kermesse sarà seguita dai mass media, dal Corriere d’Italia e dalle telecamere di TeleVideoItalia.de in cooperazione con gli studi di SDA FotoVideo Production che realizzerà per l'occasione uno speciale televisivo. Tutti i diritti sono riservati. #cultura #spettacoli #comunitá #eventi
- Tanti auguri a una persona speciale Arrivano da parte dei connazionali di Pforzheim e circondario a
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Sono passati alcuni anni da quando il padre salesiano Don Santi Mangiarratti (dopo ventidue anni di meritato servizio apostolico presso la Missione Cattolica Italiana di Pforzheim) da emerito ha lasciato il suo posto ai sacerdoti guanelliani p. Wieslaw Baniak e p. Maria Arokiadoss Antonyraj per tutti p. Rocky che hanno saputo a loro volta conquistare la fiducia dell’intera comunità. Ora, in occasione dei suoi settantotto anni compiuti il 14 Novembre, i suoi parrocchiani, i confraterni, i fedeli, orgogliosi gli fanno gli auguri e lo ringraziano ancora una volta per averlo avuto a loro fianco nei momenti di gioia e serenità passati in comunità nella missione in occasione di festività e ricorrenze, come anche nei momenti del bisogno, di crisi, di tristezza, di sconforto, di un ultimo saluto. Sempre pronto per gli altri e molto meno per se stesso, metteva da parte anche i suoi seri problemi di salute per riuscire a entrare in punta di piedi nei giorni cupi del loro cammino. Scrivere per dire quanto ho imparato, quali cose ammiri di lui, quali buoni esempi mi ha dato, quanto affetto e pazienza mi ha mostrato non basterebbe un solo libro, racconta il sacrestano Antonio Trovato della Missione Cattolica Italiana di Pforzheim. Quando persi la persona più cara della mia vita, entrai in un vortice totale dell’incredulità. Ero sicuro di non uscirne più. Credevo di diventare ateo. Lui invece con grande pazienza mi spinse e mi riportò ad apprezzare quella luce che si era spenta in me. Tanti altri fedeli raccontano che Don Santi Mangiarratti non si è mai risparmiato per il prossimo. Anche quando sembrava crollarti il mondo addosso, lui riusciva sempre a trovare le parole giuste per ritrovare il tuo credo e l’amore verso Dio, nostro padre. Quando sembrava che avevi perso tutto completamente, anche la fede, Don Santi ti stava accanto come solo un buon padre sa fare. Ti afferrava per mano ripercorrendo quella strada buia insieme, fino a quando non ritrovavi quel raggio di luce che avevi perso. Tanti sono gli aggettivi attribuiti a questo padre salesiano emerito apprezzato e stimato per il suo modo di fare e di essere, dai parrocchiani e da chiunque abbia avuto modo di incontrarlo e di sperimentare le sue doti di ascolto, preghiera e accoglienza. Sono davvero in tanti a ringraziarlo soprattutto perché ancora oggi, da emerito, continua instancabile a effondere verso il prossimo. Don Santi Mangiarratti ci è venuto a trovare e davanti a un caffè abbiamo scambiato quattro chiacchiere. Padre, quando l’abbiamo salutata, era stanco, affaticato, provato. I suoi anni erano scalfiti nel suo volto, eppure a distanza di anni lei sembra ringiovanire più che invecchiare, o mi sbaglio? Medjugorje! È stata la Madonna. Mi sento anch’io un po’ miracolato. Sono in salute, mi sento bene e ho anche perdonato. Del resto, continuare il mio cammino pastorale era il mio sogno e Medjugorje mi sta dando l’opportunità di viverlo fino in fondo. Ogni giorno per me è un nuovo grande giorno. Non ci si stanca mai. La parola “emerito” da me non troverà mai loco. Sono lieto di continuare a poter dare in qualche modo un mio contributo fraterno in questa comunità. Il mio posto è e resterà sempre in mezzo alla gente. Don Santi, la parte più bella e interessante della sua vita sembra esserle incominciata adesso. Che effetto le fa ritornare in questi luoghi? Questa Città per ben ventidue anni è stata la mia seconda casa. Per questo quando posso torno volentieri a Pforzheim e per quei pochi giorni che posso trattenermi, tra una visita di controllo e l’altra di salute, colgo l’occasione di visitare i miei con fraterni p. Wieslaw Baniak e p. Rocky che mi accolgono e ospitano sempre calorosamente e con grande generosità, come anche i miei fedeli. Vedi cara Angela, sono andato via da emerito con consapevolezza di lasciare tutto in ottime mani e sono fiero di non essermi a oggi sbagliato. Adesso possiamo dire che la sua nuova casa è Medjugorje. Cosa le segna questa nuova strada? Međugorje si sa è meta di numerosi pellegrinaggi, luogo baciato dalla grazia divina. C’è tanto da fare. Tanto da dare. Venite anche voi e non ve ne pentirete. È straordinario vedere un numero impressionante di fedeli, gente comune, ammalati che arrivano da più parti del mondo, ma lo è ancora di più vedere medici, primari, ingegneri, parte del mondo dello spettacolo, del cinema, della politica e quanto altro ancora spogliati dei loro abiti comuni, privi delle loro maschere quotidiane, uniti nelle diversità recarsi ai piedi della Madonna per chiedere grazia o per grazia ricevuta. A dimostrazione che davanti a lei e ai suoi occhi tutti siamo uguali, tutti siamo bisognosi. Pertanto non può altro che segnare in me un nuovo grande capitolo di vita e cammino pastorale e spirituale, da vivere con gioia e serenità insieme a tutti. Il Corriere d’Italia si associo agli auguri di buon compleanno e personalmente termino dicendole che: “È proprio vero che un prete saggio non è chi raccoglie molto ma chi, come lei, non si stanca mai di seminare abbastanza". Tanti auguri Don Santi Mangiarratti. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia.de in collaborazione con la SDA FotoVideo Production Channel-TV TeleVideoItalia.de Corriere d'Italia AISE SINE - © by TeleVideoItalia.de - Tutti diritti riservati. #comunitá #incontri #HOME
- La Missione Cattolica Italiana di Pforzheim è in festa, tra comunioni e tradizioni popolari
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Si è tenuta presso la Barfüßerkirche di Pforzheim la prima Comunione per: Campofelice Fabiano, D’Alessandria Tony, Fanara Fabiana Karol, Giambra Francesco, Manfredi Nora Celenia, Martello Leonardo, Roberto Matteo, Squeo Serena, Troisi Anita. La santa messa è stata celebrata dai parroci don Arcangelo Biondo e don Rocky Maria Arokiadoss Antonyraj della Missione Cattolica Italiana di Pforzheim. Il cammino è stato curato con grande affetto e tanto amore dalle catechiste Cireddu Massimina, Di Rosa Angela e Giacobbi Paola. I genitori e la comunità presene hanno ringraziato particolarmente don Arcangelo e don Rocky, per aver amministrato il Sacramento della Prima Comunione ai loro bambini e alle catechiste che li hanno preparati e accompagnati a questo incontro. Nel corso dell’omelia i presuli si sono soffermati nel ricordare l’importanza di questo rito cristiano e di farne un seguito spirituale per la vita e non solo per un giorno. La catechesi accompagna i bambini nelle prime tappe più importanti del cristianesimo, dal fare conoscenza con Gesù a sentirlo amico attraverso l’apprendimento delle prime preghiere, dal scoprire il valore dei Dieci Comandamenti e dei Sette Sacramenti, al raggiungimento del momento che vivono il loro confronto con il Sacramento della Riconciliazione. È un crescendo di attività ed esperienze che li conduce infine al loro primo incontro con Gesù nell’Eucarestia. Spetta adesso anche a voi genitori fare seguire l’impegno di questo percorso iniziato nella nostra missione, incontrandoci almeno la domenica in chiesa. Oggi è un giorno di festa per molti e gioiamo ma non nego che il nostro pensiero va alle tante famiglie povere, disabili, anziani, ammalati e soli. Siamo impegnati quotidianamente in un cammino di fede, nel servizio liturgico, catechistico e caritativo, ci dice lo stesso padre Arcangelo Biondo, ma notiamo che i bisogni sono superiori alle risorse che abbiamo. Per questo, faccio appello alla sensibilità della comunità. Con grande cuore e generosità potete affiancarci, affinché ogni vostro aiuto raccolto sia un bene prezioso da dare ai bisognosi. Faccio appello inoltre alla comunitá italiana ricordando che abbiamo spazio nella nostra missione per inclementare anche progetti ricreativi, musicali, sportivi e culturali per i nostri giovani e anche per le famiglie. Benvenga dunque qualsiasi iniziativa che possa unire e moltiplicare a dismisura giovani e famiglie. Non lasciatela vuota la nostra missione bensi fatene una seconda casa, dove potete comunicare ed esprimervi con noi e con tutti sia in forma religiosa sia in forma ricreativa. A nome della Missione Cattolica Italiana di Pforzheim, la Comunità Religiosa Guanelliana e il Consiglio Pastorale parrocchiale colgo l'occasione della vostra presenza televisiva e stampa per ringraziare, con profonda gratitudine e riconoscenza, anche la sig.ra Tina Marsella per gli oltre “venticinque anni” di onorato, fedele e umano servizio svolto nella missione come segretaria. Tina ha iniziato questo prezioso e delicato lavoro nella comunità conoscendo, servendo e seguendo rispettosa il passaggio di tanti sacerdoti. Dal 1993 ha seguito per ventitré anni anche don Santi Mangiarratti, fino ad arrivare ai nostri giorni con padre p. Wieslaw Baniak ritornato in Polonia lo scorso anno, e adesso segue padre Rocky e me, contribuendo in tutti questi anni allo sviluppo e al consolidamento della missione. Basti pensare ai tanti pellegrinaggi e non solo, organizzati per gli italiani. Solo il Signore può ricompensarla per il bene prezioso, silenzioso e concreto che ha fatto e che sta continuando a svolgere minuziosamente e con dedizione nonostante, nel privato, si sta confrontando con un serio ostacolo di vita. Con grande stima e riconoscenza la comunità italiana le è vicina e la ringrazia augurandole di raggiungere nuovi obiettivi nella sua vita e di conservare acceso l’archivio della sua memoria. I Santi Patroni della Missione Santa Teresina di Gesú Bambino, San Francesco Saverio con San Giovanni Bosco e San Luigi Guanella ti benedicano dal celo. Ricordo ai nostri fedeli delle importanti date che la nostra missione sta gestendo: il Cammino di Santiago, seguito da padre Fabio Pallotta il 7 -15 luglio e il 18 - 26 agosto 2018. Il pellegrinaggio al santuario di Lourdes mercoledì 9 e domenica 13 maggio. Lo stesso 13 maggio presso la nostra missione si festeggerà anche la Festa della Mamma e quindi siete tutti ben venuti. Lunedì 21 maggio c’è il pellegrinaggio al santuario di Zwiefalten, mentre Sabato 23 giugno presso la Barfüßerkirche di Pforzheim si celebrerà la Festa di San Calogero di Naro. Sappiate che offriamo inoltre un servizio pastorale per ammalati, anziani e consolazione per le famiglie colpite da lutto, attraverso la visita, la preghiera, la confessione sacramentale, la comunione eucaristica, l’unzione dei malati e l’intercessione con il rosario mariano. Gli appuntamenti si possono avere prendendo accordi presso la nostra missione aperta il lunedì, il mercoledì e il venerdì dalle ore 17:00. Alleluia! Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi mobili televisivi di TeleVideoItalia.de in collaborazione con la SDA FotoVideo Production , Channel-TV , Corriere d'Italia AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.de - Tutti diritti riservati. #cultura #comunitá #HOME
- Sold out per Enzo Salvi e Mariano D’Angelo a Stoccarda
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Si è tenuto sabato 24 novembre a Fellbach, lo spettacolo esilarante con due comici cabarettisti e attori: Mariano D’Angelo in coppia con Enzo Salvi, protagonista del tormentone “Mammamia comme sto” e Franco Neri, un altrettanto tormentone "Franco, oh Franco!". A unire gli indiscussi personaggi della comicità del mondo del cinema, tv e teatro italiano, è stato Danilo Amato di Heiningen. Incontriamo il cast. Chiediamo a Enzo Salvi e a Mariano D'Angelo impressioni ed emozioni, pregi e difetti della consolidata coppia comica. “Mammamia comme sto a Stoccarda!” Stiamo benissimo! Tutto preciso, caruccio e pettinato e con una grande accoglienza di pubblico e dove ho incontrato un caro amico come Franco Neri. Un saluto a tutti i nostri amici che ci stanno guardando e seguendo dalla Germania e da tutto il mondo attraverso voi e la vostra emittente TeleVideoItalia Angela..." ci dice Enzo Salvi. "...Siamo felicissimi di essere qui assieme al mio fraterno amico e compagno di viaggio da trent’anni, Mariano D'angelo, i precursori del cabaret “Mamma mia che impressione”. Oggi é più una rimpatriata. Rivedere i propri connazionali è un'emozione..." termina Enzo Salvi. "...Oltre l'emozione c'è anche la concentrazione per fare bene il nostro lavoro e divertire la gente..." aggiunge Mariano D'angelo "...nonostante la Germania è un Paese ospitale, sappiamo quanto sia delicato e difficile emigrare e stare con il cuore in Italia, quindi abbiamo un compito particolare, farli sorridere. Pregi e difetti tra Salvi e me, penso che sia la stessa cosa, la generosità è un pregio quando viene rispettata e accolta bene dalle persone verso il quale sei generoso ma diventa un difetto se le stesse non sono pronte ad accettarla". Enzo Salvi, quando e com’è nata la passione di regalare risate al prossimo? É una missione riuscire a far ridere e regalare un momento di evasione in questo periodo di grande difficoltà e di crisi che stiamo vivendo. Io vendo “risate” e il pubblico è il mio migliore “cliente”. Sul palco, il nostro impegno è regalare sempre delle novità, ispirandoci chiaramente a personaggi che rappresentano il quotidiano, tipo “Er cipolla” e tanti altri che abbiamo fatto. Questo ci regala grandi emozioni e ci gratifica, sapendo che la gente torna a casa felice, complice gli organizzatori che ci invitano e in questo caso qui a Stoccarda, da Danilo Amato. Se dico Massimo Boldi e Christian De Sica, cosa le viene in mente Enzo? Mi ritorna in mente… quindici film di Natale! I primi cinque girati con la coppia Boldi De Sica sono stati una ventata di novità, in una coppia collaudata da tempi remoti, pone l'accento Enzo Salvi. Poi con Massimo Boldi abbiamo proseguito e tra questi quindici che ho fatto, c’è il film “Natale sul Nilo” che ha incassato quasi ventotto milioni di euro. Enzo Salvi, da dove o com’è nato questo progetto “Mammamia comme sto”? No, non è un progetto. È un personaggio che chiaramente noi comici siamo abituati a osservare nel quotidiano. Era un tossico che girava per la stazione di Ostia, dove abito. Aspettavo mia moglie e questo ragazzo un po’ tra le nuvole si avvicina e mi chiede degli spiccioli per il treno. Io con il mio spirito filantropico gli do cento lire al che, la cosa ripetutasi per cinque volte, gli chiesi: ma scusa quanto costa sto biglietto del treno? Questo mi guarda e mi fa: ma quale biglietto, io è il treno che mi voglio compra! È da lì che creai questo personaggio molto demenziale come un fumetto, anche perché io non parlo mai di droga ma gioco molto sul personaggio che è un perdente nato. Attore comico, cabarettista, cinema, tv e scritto anche libri. Ha altri sogni nel cassetto? Guarda, quest'anno uscirà in prima serata su Italia1 il mio primo film di Natale "Din Don" e che ho girato questa estate con un cast strepitoso. É un motivo di grande soddisfazione, perché inizio a fare un grande percorso e un cammino da solo. Poi uscirà uno spettacolo scritto assieme a Mariano D'Angelo per andare in tournée e ancora, grandi sorprese. Abbiamo anche un film insieme e una trasmissione per Italia1. Vi ringrazio per la vostra attenzione mediatica Dino e Angela e per la calorosa accoglienza avuta a Fellbach. Vi saluto dicendovi...Mamma mia comme stai! Vi voglio bene. Per me che ho organizzato da anni spettacoli musicali ben riusciti, essere riuscito anche in questo spettacolo teatrale e con personaggi non indifferenti della comicità italiana, è a dir poco gratificante. Il merito lo devo grazie al pubblico che mia creduto e alla consolidata collaborazione con il mio staff, i miei sponsor, ci dice l’organizzatore Danilo Amato, il primo ad avere portato in Germania i famosi attori comici. Ringrazio la fiducia data dagli artisti Enzo Salvi, Mariano D’Angelo, Franco Neri per aver volato fino da noi in Germania, contribuendo a regalare sorrisi ai nostri connazionali emigrati. Ti ringrazio per la presenza a questo esilarante spettacolo con la tua emittente TeleVideoItalia Angela e attraverso te anche quella del Corriere d’Italia per cui scrivi, per l'attenzione e la voce che date a noi italiani emigrati, come ringrazio il vostro servizio televisivo girato in collaborazione con il vostro Partner SDA FotoVideo Production. Naturalmente ho grandi progetti di spettacoli ed eventi in programma e per questo motivo saluto tutti voi con un arrivederci e alla prossima serata! Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Sold out a Fellbach per Franco Neri
© by TeleVideoItalia.de Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Si è tenuto sabato 24 novembre a Fellbach, lo spettacolo esilarante con tre comici cabarettisti e attori: Mariano D’Angelo in coppia con Enzo Salvi, protagonista del tormentone “Mammamia comme sto” e Franco Neri, un altrettanto tormentone "Franco, oh Franco!". A unire gli indiscussi personaggi della comicità del mondo del cinema, tv e teatro italiano, è stato Danilo Amato di Heiningen. Incontriamo il cast. Sono in compagnia di un grande amico, Franco Neri. A lei chiedo da dove è nata la risata? Anzitutto saluto tutti quelli che ci stanno guardando in questo momento attraverso la tua emittente TeleVideoItalia Angela. La risata nasce nell'osservare quello che ti capita tutti i giorni. La risata l’abbiamo dentro. É difficile tirarla fuori ma con un po’ di genio guardi le cose in un modo semplice e nel mezzo c'è la risata. La vera risata nasce dal dramma ad esempio: se scivola una persona che ha cento anni ti viene da ridere; mentre se capita a un bambino di cinque anni esclami "poverino si è fatto male. Ci sono tanti modi di ridere e tanti tipi di risata, quella ad esempio di pancia, quella intellettuale, la satirica etc. Cerco di far ridere le persone raccontando cose che sanno già, senza farle scervellare, guardando le cose che ti girano attorno e cogliendo delle sensazioni bellissime. Consideri quindi il suo spettacolo, una realtà di vita? Sì, il mio spettacolo lo considero uno spaccato di vita. Certo molte cose sono amplificate, altrimenti non scatterebbe la risata. Però in tutto quello che racconto c’è un passato, il vissuto delle persone, fai rivedere dei momenti familiari dove genitori, fratelli, amici e parenti magari dopo trent’anni che non ti vedi anziché dirti “che piacere rivederti” ti dicono “mizzica, sei vivo!”. Ecco, questo è il mio modo di far ridere e raccontare. In questo mondo artistico, quali sono stati i suoi idoli? Intanto il lavoro di un comico lo considero fortunato. È come vincere una lotteria. I miei idoli sono due grandi maestri, Lino Banfi perché il giorno che feci diciotto anni lavorai con lui, è un grande amico e lo saluto. Un altro che mi fa proprio ridere, perché geniale nelle sue cose, è Gigi Proietti. Parlando degli attori contemporanei, senza andare tanto indietro ti dico: Stan Laurel e Oliver Hardy, Buster Keaton e tanti altri che hanno segnato la comicità nel mondo come Totò. Lui era avanti di cento anni, tanto è vero che oggi ridi ancora rivedendo i suoi film proprio perché, cosa che ha fatto anche Alberto Sordi, ha raccontato quello che noi abbiamo nell’animo ed è molto facile arrivare al cuore delle persone. “Franco… oh Franco” com’è nato? Hai sogni nel cassetto e progetti in vista? É nato da mia madre. Io da piccolo ero discolo e la facevo disperare. Si affacciava al balcone chiamandomi per fare i compiti, perché era tardi, etc. . Poi in una puntata di Maurizio Costanzo i miei genitori nel raccontare il “Franco” che ero, il pubblico istintivamente rispose “…oh Franco” e da lì è nato senza volerlo il tormentone e il mio personaggio. Molti restano ingabbiato del proprio personaggio, io però ne sono contento altrimenti oggi, non sarei qui a fare questa intervista. I sogni nel cassetto sono tanti, dovrei prima togliere tutti i miei abiti. Non è facile, perché questo è un mondo spietato, talvolta lavori tanto in un progetto e poi si perdono nel nulla. Ho partecipato da poco a un progetto cinematografico e sto scrivendo inoltre uno spettacolo nuovo. Aderisco anche a kemence tipo oggi, dove ho incontrato un caro amico come Enzo Salvi. A tutti i calabresi che sono all’estero e non, come a quelli che si trasferiranno perché “tra poco se ne andranno tutti dall’Italia” termino dicendo: “Franco… oh Franco, vieni che ti aspettiamo oltre la frontiera” che poi neanche quelle esistono più. Continuate a seguirmi cari connazionali e a seguire anche questa trasmissione televisiva e stampa di TeleVideoItalia e Corriere d’Italia che si occupano anche di artisti dando la possibilità, a noi che regaliamo sorrisi dall’Italia, di arrivare ed essere visti anche da voi che siete all’estero e che diversamente sarebbe stato difficile arrivare. Giacché ci siamo, vi saluto augurandovi un Buon Natale. Per me che ho organizzato da anni spettacoli musicali ben riusciti, essere riuscito anche in questo spettacolo teatrale e con personaggi non indifferenti della comicità italiana, è a dir poco gratificante. Il merito lo devo grazie al pubblico che mia creduto e alla consolidata collaborazione con il mio staff, i miei sponsor, ci dice l’organizzatore Danilo Amato, il primo ad avere portato in Germania i famosi attori comici. Ringrazio la fiducia data dagli artisti Enzo Salvi, Mariano D’Angelo, Franco Neri per aver volato fino da noi in Germania, contribuendo a regalare sorrisi ai nostri connazionali emigrati. Ti ringrazio per la presenza a questo esilarante spettacolo con la tua emittente TeleVideoItalia Angela e attraverso te anche quella del Corriere d’Italia per cui scrivi, per l'attenzione e la voce che date a noi italiani emigrati, come ringrazio il vostro servizio televisivo girato in collaborazione con il vostro Partner SDA FotoVideo Production. Naturalmente ho grandi progetti di spettacoli ed eventi in programma e per questo motivo saluto tutti voi con un arrivederci e alla prossima serata! Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Bulldozer Il gigante buono ci lascia a ottantasei anni. L’attore napoletano verace da tutti conosciu
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Si è spento a ottantasei anni Carlo Pedersoli, l’attore hollywoodiano da tutti conosciuto come Bud Spencer, icona degli spaghetti western, il gigante buono che ha conquistato il mondo con le sue scazzottate. È stato tra quelli che ha portato, di fatto, Napoli nel mondo attraverso i suoi film come Piedone lo sbirro, una fortunata serie poliziesca ambientata a Napoli. Da pallanuotista nella nazionale italiana degli anni cinquanta incominciò ad allenarsi proprio nel golfo campano. Innumerevoli sono giá le proposte di fare un qualcosa dedicato al mito scomparso, tra queste anche quella di una piazza in suo onore nella città che gli ha dato i natali e che proprio lo scorso anno gli ha consegnato una medaglia ufficiale, Napoli. I suoi concittadini non lo hanno dimenticato e vogliono intitolagli una piazza, a un vero napoletano, all’Ambasciatore di Napoli nel mondo, a un mito per quattro generazioni. Nella sua vita ha saputo scegliere e dire in certe occasioni anche “NO” come quello detto a un non indifferente Federico Fellini quando, secondo lui, gli aveva trovato un ruolo perfetto nel Satyricon ma Pedersoli rispose: Ah Federì, abbi pazienza, ma io non lo faccio. Io nudo in piscina con i putti che mi mordono il sedere non ci sto. Io sono un personaggio che il pubblico ha gradito. Conosco i miei limiti. Ha detto “NO” anche al teatro, ad esempio quando gli proposero di recitare nell’Uomo, la bestia e la virtù di Pirandello. Ha sempre rifiutato le offerte teatrali perché riteneva che il vero attore di teatro apra il palcoscenico e se sbaglia una sillaba, diceva, è buttato fuori dal pubblico. Mentre nel cinema al quarantesimo ciak anche una scimmia riesce a far bene la scena. Ha detto anche molti “SI” e tra questi mi sento onorata di esserci anch’io. Anche se devo dirla proprio tutta, più che un’intervista la nostra fu una lunga, scorrevole e piacevole chiacchierata durata più di 50 minuti a scorrazzare per lungo e per largo nella storia. È stato davvero un incontro straordinario il nostro. La camera ardente rimasta aperta dalle dieci del mattino fino alle diciannove è stata allestita nella Protomoteca del Campidoglio, dove centinaia di persone, colleghi, stuntman, fan, amici e la famiglia hanno voluto dare l’ultimo saluto e rendergli omaggio. Mentre Giovedì 30 giugno alle ore dodici si sono tenuti i funerali nella Chiesa degli Artisti in piazza del Popolo a Roma. All’arrivo della bara, tra emozioni, applausi e pianti, s’intonavano le note della colonna sonora di “Altrimenti ci arrabbiamo”, uno dei suoi film più celebri. Accanto alla bara è stato deposto oltre ai fiori bianchi e celesti un barattolo di fagioli pasto simbolo degli spaghetti western e in ricordo di uno dei film più amati dai suoi fan “Anche gli angeli mangiano i fagioli”, come anche una bandiera della S.S. Lazio, squadra di cui era sostenitore. Insieme all’ex sindaco della capitale Gianni Alemanno, Massimo Ghini, il produttore Fulvio Lucisano, i fratelli Carlo ed Enrico Vanzina, Dario Argento, Nicola Pietrangeli, Giovanna Ralli, Domenico Procacci, Nino Benvenuti e molti altri con gli occhiali da sole e il cappellino da baseball in testa c’era anche lui Mario Girotti, il compagno di viaggio delle tante “scazzottate” cinematografiche che hanno reso celebre la coppia: “Bud Spencer e Terence Hill”. Per l’eroe dei due mondi anche al match Germania Italia, con una petizione partita da Milano e diretta al Presidente dell’Uefa Ángel María Villar, al Presidente della Figc Franco Tavecchio e ai due presidenti della Lega calcistica tedesca, è stato chiesto di giocare Sabato 2 luglio 2016 con la fascia nera, in segno di lutto. “Scompare un grande del nostro cinema, ha detto il ministro Franceschini. “Ha saputo divertire intere generazioni e conquistare il pubblico con la sua grandissima professionalità”. “Lui ha trasmesso la sua libertà con una gioia di vivere immensa. Desiderava fare tante cose ma era curioso anche di vedere quello che accadeva dall’altra parte e ora starà sicuramente ballando con le stelle” ha detto la figlia Cristiana Pedersoli, non ha mai avuto paura di nulla, dei dolori, dei giudizi della solitudine, neanche di questa morte che lo ha accolto mentre era fra le nostre braccia.” “Sono fiera di averlo avuto come padre, sono fiera di lui, che fortuna averlo incontrato trattenendo a fatica le lacrime dice la sorella Diamante“. “Era un uomo libero come nessuno al mondo…” racconta il figlio Giuseppe Pedersoli. Ha lasciato tanto amore. É scomparso circondato dall’affetto dei suoi cari e senza dolore, Mio padre si definiva un dilettante di alto livello ma per me era un campione. Lui si arrabbiava solo quando vedeva l'ingiustizia, la violenza, il sopruso, per i più deboli, i piccoli, le donne, non lo sopportava. Non ha sofferto, aveva tutti accanto e la sua ultima parola è stata “grazie”. “Ha fatto sognare, sorridere e appassionare intere generazioni, ha detto la prima Cittadina di Roma Virginia Raggi ma è a lui che il cinema e questa città dice GRAZIE”. Chiusa con un invito spetta a un nipote di Carlo Pedersoli leggere in breve quanto nonna Maria ha scritto a nome del marito: “Godetevi le buone cose che vi possono capitare, io l'ho fatto, ora io vi abbraccio... e ancora una volta, "futtetenne". La nostra Redazione TeleVideoItalia Angela Saieva si unisce al cordoglio della famiglia, mentre a te, caro "Gigante buono" é stato un onore conoscerti e avere avuto la tua immensa attenzione. Sei un esempio di grande e inestimabile fonte di umiltá, dove continueró ad attingere attraverso i miei pensieri. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Straordinario incontro a Stoccarda con l'icone della musica, Battisti D’Amario e Giovanni Trovalusci
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Sono in compagnia di due Icona apprezzati musicalmente nel mondo. L'appuntamento é predisposto per le ore 11:00 di mattina a Stoccarda e i maestri appena arrivati non si fanno attendere e con tranquillitá, prima dell'inizio del loro concerto serale, li incontriamo. Il primo é Bruno Battisti D’Amario chitarrista compositore storico, dove le sue mani e la sua chitarra hanno segnato la storia musicale del cinema nei film western di Sergio Leone e collaborato alla realizzazione delle colonne sonore di Ennio Morricone da Un pugno di dollari, Per qualche dollaro in piú e tanti altri. L’altra Icona è lo straordinario flautista Gianni Trovalusci, grande collaboratore di Battistelli e Maestro di primo livello. Attivo nel panorama della musica classica contemporanea, antica, nel teatro musicale e performance d'avanguardia. Maestro Battisti D'Amario, la sua carriera vanta prestigiose collaborazioni con nomi come Nino Rota, Armando Trovaioli, Riz Ortolani, Fiorenzo Carpi. Com’é stato lavorare peró con un kolossal come Ennio Morricone e soprattutto ricorda un aneddoto? É stata un’esperienza straordinaria. La musica di Ennio Morricone e le sue immagini dove peraltro ho condiviso tanti anni, sono state per me un fatto che ancora oggi rimangono nella cultura cinematografica di tutto il mondo. Un fatto curioso è successo nel film Per qualche dollaro in piú. C’è stata una famosa scena del triello in un campo santo in cui Sergio Leone prima ha registrato le musiche e poi ha girato le scene sulla musica. Mai fatto prima. Ecco, questo credo che è stata un innovazione importante. Essendo nato in una famiglia di musicisti, come spiega la sua passione per la chitarra? È il mistero della musica. Mia madre studiava il violino. Mio padre era primo violinista dell’orchestra della B Rai di Roma ed io, ascoltando loro, mi ero immerso in questo strumento. Andando da mio nonno peró, quasi per caso, lui tiró fuori questa chitarra e suonando un pezzo rimasi folgorato da questo suo affascinante suono tant’è che ancora oggi rivivo quella straordinaria sensazione che non mi ha piú abbandonato. Piu avanti, il film Giochi proibiti dove tutto il commento musicale era fatto da una chitarra meravigliosa e da un brano stupendo, contribuí nella decisione che la chitarra era il mio vero strumento. Da studente prima, é ritornato poi da docente a insegnare nei piú storici conservatori italiani tra questi quello di Napoli, Firenze e Roma. Quale sono state le sue emozioni, gli approcci alla didattica, i suoi metodi d’insegnamento della chitarra ai suoi allievi? È stata un’esperienza importante. Insegnare dove prima ho studiato fa senza dubbio una certa impressione e soprattutto determina una certa responsabilitá. Sono convinto che non c’è un buon maestro, se non c’è un buon allievo e viceversa. Credo che le cose coincidano. Del resto ho sempre avuto una grande considerazione per i giovani e ho cercato di trasmettere il messaggio della musica piú che la tecnica, insegnando naturalmente anche questa. Ma quello che la musica puó determinare nell’animo di un giovane è qualcosa di molto piú importante. Lei attraverso la sua chitarra ha fatto e continua a fare sognare il mondo. C’é mai stato qualcuno che è riuscito ha fare sognare lei? Guardi sarebbe troppo facile poter dire mia moglie, le mie figlie ma io a queste cose che sono naturali e vere aggiungo la musica. La musica mi ha fatto sempre sognare e mi aiuta ancora oggi a farlo e spero di riuscirci per tanto tempo ancora. Con grande maestria lei passa dalle colonne sonore, alla musica classica, alla canzone d'autore di Fabrizio De Andrè, al pubblicare una splendida opera sui Tarocchi. Chi tra tutti ha segnato di piú la sua vita? Sicuramente il lavoro che ho fatto sui tarocchi che è un lavoro molto particolare. È un viaggio iniziatico. Un viaggio che l’uomo fa dentro se stesso per ritrovare se stesso, trovare gli altri e ritrovare una fratellanza comune con tutti gli uomini, di tutte le parti, di tutto il mondo, di tutte le religioni. Oggi, dove la musica metallica sembra fare da padrona alla nuova generazione, cosa rimpiange degli anni sessanta? Soprattutto in Italia gli anni sessanta settanta sono stati dei periodi particolarmente fecondi è bellissimi. Non rimpiango niente nel senso che la musica fa un suo corso misterioso e continuo. Aiuta i giovani. Io ho imparato soprattutto che non esistono i vari generi ma solo la musica bella e quella brutta ma forse anche in quest’ultima c’é una sua funzione. Io comunque sono sempre fautore di fare tanta musica nelle scuole, cosa che invece non succede cosí frequentemente o perlomeno in Italia. Ecco quello che forse rimpiango di piú. Maestro Gianni Trovalusci, a noi due! È diplomato in flauto presso il Conservatorio Santa Cecilia a Roma. Ha lavorato con artisti come Parker, Krause, Hogdkinson, Ovadia, Bartolomei, Ludi, Battistelli, Lupone, etc. . Ha approfondito il repertorio contemporaneo con Pierre-Yves Artaud a Parigi e la prassi esecutiva della musica antica con Jesper Christensen e Oskar Peter presso la Schola Cantorum di Basilea. Che effetto fá essere chiamato “Maestro”? Per quello che mi riguarda é una parolona. Poter mettere in circolazione un pubblico, stabilire con loro un circolo comunicativo dove ci si ritrovi in quel momento particolare (che poi questa è l’essenza della musica dal vivo e non come ascoltare quella registrata) e che lí avvenga quel miracolo di comunicazione dove tutti riescono a portare la loro energia, la loro sensibilitá, la loro attenzione, è una cosa grande. Ecco, forse in questo contesto che è inteso l’essere chiamato maestro. Ma é chiaro che la responsabilitá di chi suona è molto grande e che un concerto comunque non si fá mai da soli e il sapersi e sapere dirigere un pubblico in un viaggio e condividere con lui questa esperienza, ti porta a distinguerti in qualche modo. A chi è ispirato il titolo del vostro programma “I colori del canto”? Questo programma che è dedicato anche alla collaborazione storica del maestro Bruno Battisti D’Amario con Ennio Morricone è un viaggio bello, dove ci sono tanti colori e non solo musicali. Sono colori del sentire dell’uomo, dell’anima e il flauto in tutto questo ha molto a che vedere. L’incontro poi con la chitarra del M. D’Amario riesce a fare una particolare miscela di colori unici e inimitabili. La musica l’ha trascinata nel teatro, nella poesia, nella danza e si è evidenziato inoltre con la vasta gamma dei flauti moderni, storici, etnici. Cos’é dunque per lei un flauto? Il flauto è uno strumento che lavora innanzitutto col soffio e sappiamo bene che il soffio è l’alito vitale quindi, da questo punto di vista, è molto profondo. Un bel suono ha sempre ha un adualitá sia a livello fisico come concettuale. Mi ha sempre affascinato. Musica e italianità sono senz'altro elementi principali che sono apprezzati nel tempo. Ferma restando nella musica, nota una differenza tra il passato e il presente? Si! Noto che è cambiato proprio il modo di suonare il flauto. C’è una forte variazione proprio nell’interpretazione e nella pratica. Nel senso che una serie di circostanze, da un lato la grande esperienza della nuova musica ricordando il grande Severino Gazzellone che è uno dei fondatori della nuova musica (si trova a Darmstadt negli anni cinquanta con Bruno Maderna, Luciano Berio, Franco Evangelisti e tanti altri maestri musicisti all’avanguardia) e il flauto venne usato anche per quella sua caratteristica, diciamo… sporca, di essere e al tempo stesso c’è stato un fortissimo recupero della prassi esecutiva della musica barocca attraverso la pratica sugli strumenti originali. Avendo studiato traversiere alla Schola Cantorum di Basilea trovo le due cose, l’attenzione sulla nuova musica e su quella barocca, che hanno fatto sí che si approfondisse molto l’interpretazione sul flauto facendo in modo particolare piú attenzione ai suoni e ai suoi colori. Per concludere, maestri, Stoccarda ha potuto beneficiare della vostra importante e storica presenza. Volete aggiungere una nota particolare ai nostri connazionali? Unanime è il pensiero di lanciare un forte messaggio ai giovani, voler bene la musica. La musica aiuta molto. Distrae da tante altre cose negative che vediamo nella nostra societá. La musica è un valore aggiunto, perché quello che dobbiamo far curare ai giovani è l’anima e la propria interioritá che non si deve disperdere. Ringrazio te Angela per essere stata presente con la tua emittente TeleVideoItalia e attraverso te, anche il Corriere d'Italia per cui scrivi. Il concerto ha ottenuto il tutto esaurito. Acclamati dagli applausi i maestri D’Amario e Trovalusci sono rientrati ben tre volte, omaggiando infine il pubblico con la famosa canzone “Roma nun fa la stupida stasera”. Un grazie particolare lo hanno rivolto a CIDIM che è un organismo in Italia presente per la promozione della musica classica e che ha promosso e in parte sostenuto il concerto. Lo stesso ringraziamento è andato alla Dott.ssa Adriana Cuffaro dell’Istituto Italiano di Cultura a Stoccarda e al Maestro Francesco Maggio (il nuovo Presidente della sezione culturale della storica associazione italiana a Stuttgart ARCES, fondata da Domenico De Palma e che quest’anno compie cinquant’anni) per la realizzazione non solo del loro concerto ma per l’intera iniziativa. Il Maestro Francesco Maggio ai nostri microfoni ha commentato: A seguito della nuova ondata di immigrazione che sta vedendo il sud della Germania in generale e Stoccarda in particolare, meta ambita dai giovani italiani neo laureati o semplicemente in cerca di un sogno, l´Associazione ARCES con i suoi 300 soci ha deciso di allargarsi ulteriormente dando spazio e aprendo le orecchie ai giovani. Tra le tante mancanze che i “nuovi” riportano non appena tastato il territorio svevo è la mancanza di uno spazio per gli italiani, ricreativo in primis, culturale in secundis. Uno spazio, tengo a specificare, che non contrasti l´attività della IIC Stuttgart già impegnato nel rispondere a parte di queste funzioni e con il quale dagli ultimi mesi abbiamo avviato una fortissima collaborazione. Ma che la incrementi rispondendo a tutte le richieste di cui il nuovo immigrato oggi si aspetta: la vera cultura italiana. Quella delle nostre radici e quella contemporanea, dal Barocco a oggi. “Italien musiziert” nasce per dare un’opportunità alla nuova ondata d’immigrazione italiana e di sentirsi culturalmente a casa proponendo: concerti di musica classica italiana e artisti tra i più rilevanti nel panorama musicale italiano. Prova è le prossime date in coda e che troverete nel nostro programma. Ringrazio l’appoggio di coloro che mi hanno sostenuto, il Corriere d’Italia per l’attenzione dedicata attraverso te che scrivi per loro, ma non per ultimo te che con la tua emittente TeleVideoItalia Angela e il tuo professionale intervento, hai reso indelebile questo duplice evento. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Biagio Izzo in "Che peccato é peccato" L’attore comico partenopeo in Tour con il suo nuovo
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. A Stoccarda la sua grande attesa non delude il pubblico. Umile e semplice, giá da appena pochi minuti dopo essere arrivato in Albergo, l’attore napoletano Biagio Izzo racconta e si racconta ai nostri microfoni. Artista comico televisivo e cinematografico. Ma tornando indietro con il tempo chi è Biagio Izzo? È una persona che è nato in una famiglia di nove fratelli. Nato secondo me con la passione per l’esibizione, per il teatro, per l’amore della televisione e di quello che è l’arte in genere. È stato il mio desiderio fin da piccolissimo tanto è vero che talmente forte è stato questo tipo di arte, che giá all’etá di cinque sei anni facevo rappresentazioni. Ho coltivato questa mia passione e pensare a quanti per esigenze non possono intraprendere questa strada, io mi sento davvero fortunato di averlo fatto da professionista, e cioè a vivere solo di questo pane giá all’etá di sedici anni. Quanto è importante questa sua arte per i giovani che desiderano intraprendere questa strada in questa era? La tua domanda è giá una risposta. Nel senso che è quasi una richiesta di comicitá. In questo momento storico, difficile e preoccupante che stiamo vivendo, la gente vuole distrarsi, staccare la spina, rilassarsi un pó, farsi due risate e magari ridere di loro stessi. Va bene. Fa molto bene. L’importante è ridere perché ridere fa buon sangue. È possibile o meglio, è vero che le storie che lei monta sono piú realtá? Sono solo realtá. Nonostante non mi definisco ancora un attore comico, mi sento di dire che io sono forse uno dei pochi comici che si rifá nella quotidianitá e alla vita che mi circonda. Io attingo a tutto quello che mi circonda. La mia tesi sono sprazi di vita quotidiana. Un po´ esasperati peró, come detto, mi piace la gente che si ride addosso per quello che racconto, perché si intravede, si riconosce a se stesso, al padre, al nonno o alla propria moglie. È questo mi fa ridere. Avendo intrapreso cosí giovane la sua carriera, c’è mai stato un momento in cui ha detto basta, fermate il mondo voglio scendere? Io mó sto incominciando! Dammi il tempo di dire basta, sono appena all’inizio. Lasciamelo godere un pó. Quanto è importante il suo pubblico ma soprattutto riesce a fare una differenza tra quello che vive in Italia e quello emigrato in Germania? Il pubblico è pubblico e va sempre rispettato ovunque tu vai, qualunque sia la categoria, la classe sociale. Ci sono differenze sostanziali minime magari sul fatto che in Italia, ci sono piú opportunitá e possibilitá di vederti in qualche modo. Io con la mia compagnia teatrale ad esempio giro l’Italia e ora sono in scena con L’amico del cuore di Vincenzo Salemme e con la regia dello stesso Salemme (un nostro primo film che abbiamo fatto) ma comunque senza difficoltá l’italiano riesce a raggiungerti in quella data Cittá. Diversamente all’italiano emigrato manca questo e quindi per cercare qualcosa di te devono accontentarsi di vedere un film o andare su youtube. Quello che io ho notato quando arrivo all’estero é… la sete, la fame di quello che diciamo, dei personaggi che facciamo. Ti fanno sentire in famiglia, un amico. Ti stringono, ti abbracciano. Ad esempio ieri sera eravamo a Leverkusen, neanche al mio matrimonio ho fatto tante fotografie. Una cosa pazzesca ma l’ho fatto con il cuore! Anche perché io sono cosí. Mi piace stare in mezzo alla gente, amo stare e socializzare con loro perché ti arricchisce. Io noto molti artisti che non lo fanno anzi, li allontana, quindi mi chiedo: noi facciamo questo mestiere che è anche difficile e cerchiamo in tutti i modi e con tutte le nostre forze, anche condizionando la nostra stessa vita, per cercare di ottenere un pó di popolaritá e nel momento in cui tu l’hai ottenuta… tu che cosa fai? Allontani la gente?!? Ma allora tu non hai capito niente! Biagio Izzo ieri, oggi o domani? No, io dico Biagio Izzo. Spero di vivere a lungo. Ieri oggi e domani fa comunque parte di un’unica parabola che é vivere. E speriamo di vivere quanto piú a lungo possibile continuando a fare anche questo mestiere. Concludendo, il pubblico seguirá la nostra intervista, vuole dirgli qualcosa in proposito? Io voglio ringraziarvi. È stato un onore per me venire in questi posti perché è chiaro che sono stato chiamato da voi, pertanto siete voi la parte fondamentale. Vi voglio bene davvero con il cuore e spero nel mio piccolo di riuscire a portarvi un pó di sorriso, un pó di laritá che vi faccia per un momento staccare la spina e cosí arrivando a casa: “attenzione per caritá i guai rimangono tali e quali, non è che cambia qualcosa pa’ mor’ d’iddio, ma almeno potete dire… be, stasera abbiamo passato una bella serata con Biagio Izzo!” Un bacio a tutti quanti, vi voglio bene. Ringrazio di cuore naturalmente anche te Angela e la tua emittente TeleVideoItalia, come attraverso te il Corriere d'Italia per cui scrivi, per l'opportunitá che mi avete dato di entrare nelle case degli italiani emigrati, di donargli momementi di sorrisi e spensieratezza, abbracciarli e salutarli. Grazie, é stato un piacere incontrarvi. In sala le luci si spengono, di colpo cala il silenzio, un mega schermo proietta spezzoni di alcuni dei suoi film, fioccano risate. Il pubblico lo acclama e lui non si fa attendere. Decide cosí, inaspettatamente, di scendere le scale attraversando il bagno di folla tra urla, applausi, stretta di mano e interminabili flash che immortalano l’attimo. Un gesto il suo inteso come a volerli abbracciare e ringraziarli uno ad uno per essere venuti al suo spettacolo perché “voi siete uno spettacolo“ grida Biagio Izzo. Entrati nel vivo, Biagio Izzo ha regalato due ore di sane risate, anche se sempre troppo poche per chi vive la crisi, l’indifferenza, l’ineguaglianza, la nostalgia, il dramma della quotidianitá. L’artista comico napoletano, con il suo modo sagace, irriverente e divertente nel dire le cose ha parlato di cose che riguardano la vita di tutti, almeno dal suo punto di vista. Ha trascinato il pubblico a rispecchiarsi e a confrontarsi con la veritá. Ha cercato di creare disordine dove c’è un ordine precostituito. Ha parlato di peccati che prima si fanno poi ci si pente e di quelli invece che è un peccato pentirsi. Ha parlato di quegli strani e indecifrabili atteggiamenti essenzialmente riconducibili ai vizi capitali, perché ci sono certi vizi che è davvero peccato considerarli “peccati” come il gusto del mangiare o il piacere dell’amore. E che dire dello sfizio di non osservare le regole scritte per una convivenza civile e ordinate, come anche quello di non fare niente. Questo spettacolo é stato insomma un invito a sorridere ma per lo piú a riflettere su certi comportamenti e atteggiamenti adottati dell’essere umano. Nel suo monologo non c’é stato niente di tutto quello che una mente perversa immaginava bensí, solo di quello che ognuno vorrebbe parlare, avrebbe da dire ma che non dice perché è banale, sconveniente o forse ritenuto solo poco intelligente. Senza freni inibitori. Parlando parlando a fatto passare la verità per bugie, ha mentito spudoratamente su verità assolute: le bugie sono l’espressione più alta della creatività umana, dice Biagio Izzo, quando sgorgano poi dalla mente sublime di una donna…sono geniali capolavori! Peccato sarebbe non usarle. E allora é li che esplode Izzo: “Che peccato è peccato, eh ccà nun se po’ fa…se ogni sfizio è nu vizio manca l’aria per respirà!” Giunto al termine, l'incomparabile artista comico Biagio Izzo, rivuole sul palco tutti i componenti che hanno realizzato, accompagnato e diviso queste sua tappa a Stoccarda, poi, si inchina con grande umiltá al suo caloroso pubblico. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Pforzheim Handelt, piacevole, pratico, moderno. Con questa formula Regina Rieger SARL l'ha raggiunto
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. All’insegna del piacere, pratico e moderno Pforzheim ha avuto il pregio di ospitare per la seconda volta dal 2013 ad oggi Regina Rieger SARL e la sua Multi Fiera " Pforzheim Handelt " con ben 250 espositori triplicando cosí, dal 1 al 4 di Ottobre 2015, la presenza nell'area espositiva di imprese provenienti da piú paesi incluso gran parte dello stivale e la Sicilia. La Fiera é stata inaugurata con la conferenza stampa tenutasi nel padiglione centrale fieristico SWP-Koch-Arena, in presenza del Sindaco della Cittá di Pforzheim Herrn Roger Heidt che ci ha detto ”ringrazio Regina Rieger per avere scelto nuovamente Pforzheim. Tutto questo rende orgoglio alla nostra Cittá sia a livello di immagine che anche economico”. “Un evento cosí importante non poteva mancare nella nostra Cittá e pertanto pollice in alto per questa grande donna Regina Rieger” ha aggiunto Thomas Satinsky direttore editoriale del PZ. “Finora in tutti i settori abbiamo ricevuto elogi per il nuovo concetto fieristico. Le prenotazioni delle superfici fatte da parte degli espositori hanno confermato pienamente le nostre aspettative, come anche quelle del consumatore. Ció evidenzia che l'ulteriore sviluppo dell'idea progettuale risponde alle esigenze del mercato…" ha spiegato ai nostri microfoni Regina Rieger SARL e ha concluso “a distanza di due anni ritornare per la seconda volta a Pforzheim é stata una grande emozione e decisamente uno successo in tutti i settori. Presente in tutto e per tutti con grande maestria Regina Rieger SARL ha coordinato gli interi lavori della manifestazione fieristica e moderato con successo l’evento nella SWP-Koch-Arena dove grandi Chef come Joao Battista, Markus Schattman, Michael Grünbacher, Thomas Erck, Julien Frisch etc. hanno preparato, presentato e fatto gustare i prori piatti. Posto d’onore anche qui per i nostri italiani come l’azienda di Mario Angelucci che ha spiegato il corretto uso e come riconoscere i nostri oli extravergine d’oliva e i nostri vini di qualitá. “Dobbiamo lottare ancora oggi per far capire al consumatore tedesco e non solo, la parte migliore della nostra Italia…” ci ha detto Angelucci “spesso e volentieri siamo rappresentati male dalla massa che propone prodotti che non ci appartengono e che non ci rappresentano minimamente. Portare e spiegare di persona i nostri prodotti sulla tavola dei consumatori é il modo migliore di mantenere alto il nome del nostro tricolore”. Nelle quattro giornate abbiamo riscontrato numerosi programmi informativi su temi specifici avente come target piccolo e grandi gestori e imprese, nuove tendenze, norme, programmi come ad esempio qelli di reclutamento per giovani ambiziosi ad una carrierea militare, come anche per la sicurezza e l’intrusione di ladri e quant’altro rappresentata quest’ultima dalla Polizeidirektion di Pforzheim. Ed ancora garanzia di qualità e risparmio in merito alle ultime tecnologie per il trattamento naturale ad esempio dell’ambientale, dell'acqua, dell’energia e tanto altro ancora. Innovazione riguardo i servizi fotografici e video digitale di produzione propria per matrimoni ed eventi italiani e non solo, sono stati rappresentati dalla casa italiana SDA FotoVideo Production di Pforzheim da trent’anni leader sul mercato europeo. Fra gli espositori abbiamo trovato noti nomi del settore automobilistico, energetico, cosmetico, prevenzione dei motori come anche della salute e benessere del nostro corpo. In proposito Eleonora Zarbo, direttrice d’Istituto di bellezza e salute a Pforzheim sostiene la fatidica frase “prevenire é meglio che curare. Visitare questi istituti in generale, significa avere piú rispetto del proprio corpo e del proprio aspetto fisico sia esteriore che anche interiore”. Moderni padiglioni hanno offerto grandi spazi ai numerosissimi espositori, dall’impiantistica ricreativa, attrezzature per pischine, parchi giochi, sport, fitness, moda italiana, fioristica e giardinaggio, musica, spettacolo di diverso genere e anche quí abbiamo incontrato il team della rinomata casa artistica italiana SDA Saremo Eventi dell’Accademia della Canzone Italiana in Germania che ha presentato l’elenco dei giovani connazionali entrati alla semifinale di Una Voce per Sanremo proprio il 5 Ottobre presso lo storico teatro Centro Ariston - Cinema Roof di San Remo. Nel settore enogastronomico ricchi di prelibatezze, gusti e sapori della nostra terra presentati brillantemente dai nostri connazionali Don Melo Gourmet con il motto il Meglio dell’Italia, Peccati di Gola, La mia piccolo Italia UG, etc hanno preso per la “gola” anche il primo Cittadino di Pforzheim Herrn Roger Heidt, Regina Rieger. Grazie a lei dunque possiamo dire che anche in questa edizione il Made in Italy é stato il fiore all’occhiello della sua multi fiera. Segno che l’integrazione del nostro italiano migliora sempre piú e non conosce limiti. Il servizio televisivo, sará redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Festa di San Giuliano Martire a Steinenbronn
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Festeggiato a Steinenbronn, Stoccarda, San Giuliano Martire fortemente voluto dai fratelli Trivigno, fondatori del comitato San Giuliano Martire di Stoccarda. La comunità italiana di Steinenbronn ha presentato l’evento all’insegna della cultura e della tradizione. Rivivere insieme la vita di San Giuliano Martire, tra storia e leggende, degustando piatti tradizionali Accetturesi-Lucane e ballando sulle note della musica folkloristica del posto. Questo è stato il motto che ha spinto per il terzo anno i fratelli Vincenzo e Domenico Trivigno, fondatori del comitato S.G.M. di Stoccarda, ad organizzare la liturgica manifestazione. L’Evento si è tenuto Sabato 31 Gennaio ed é iniziato con la solenne messa celebrata nella Chiesa Heilig Geist Kirche di Steinenbronn da Don Emeka, parroco di Steinenbronn, insieme a Don Giuseppe Filardi parroco di Accettura e venuto apposta dall’Italia per inaugurare e benedire la statua di San Giuliano Martire. Grande è stata la partecipazione e commozione tra i fedeli, allietata da canti liturgici diretti dall’organista Giuliano Trivigno in onore del Santo Patrono. E' stato uno spettacolo suggestivo, costellato da una folla di ca. 300 fedeli giunti anche dalla Svizzera e dall’Italia. Nemmeno la bufera di neve ha fermato la tradizionale processione fatta in via di eccezione in chiesa seguita da una fiaccolata e conclusasi con la votiva offerta. La comunità italiana ha proseguito i festeggiamenti presso la Sandächerhalle, dove prima è stata accolta calorosamente dalla Banda Musicale storica dei accetturesi caratterizzate da strumenti tipici della regione, poi dal resto del Comitato rappresentato da Volpe Anna, Martello Giovanni, Martello Pietro, Marchisella Isabella, Volpe Domenico, Volpe Maria, Cassiera Dimilta Giuseppe, Antonio Marzano, Canora Giuliano, Varvarito Carmine e Marchisella Giuseppe. Grazie a loro é stato possibile non solo degustare il prodotto ittico vanto della zona, sapientemente cucinato secondo la tradizione locale e curata perfettamente in ogni minimo dettaglio, ma anche a soddisfare pienamente le nostre curiosità legate alla loro cultura. Ricreativo é stato lo spettacolo musicale presentato da Vincenzo e Domenico Trivigno assieme ai loro figli. A riempire la serata è stata anche la rievocazione e le rappresentazioni di costumi storici, indossati in occasione della ricorrenza religiosa. Mi compiaccio. Ho trovato un grande spirito di accoglienza, ci dice Don Giuseppe Filardi. Questo è un grande giorno per tutta la comunità accetturese e non solo quella del posto. Sono più di duemila emigrati all’estero. La festa esteriore in onore a San Giuliano Martire è sempre un momento importante per la vita religiosa e sociale dell’intero paese. La religiosità di questo popolo è intimamente unito ad una cultura che risponde con sapienza cristiana ai valori e ai grandi interrogativi dell’esistenza umana, ovunque si trova. L'intervento mediatico con la vostra emittente TeleVideoItalia Angela è inoltre un grande gesto di altruismo, segno che la comunità italiana in generale che vive in Germania non è sola e che anche attraverso te, il Corriere d’Italia, viene vivamente rappresentata in ogni suo aspetto. Sono legato a questa comunità italiana del posto che mi ha accolto con grande umanità e fratellanza. È importante anche per me conoscere le loro origini e le loro tradizioni. Tutto ciò mi accomuna e mi avvicina sempre di più, sostiene padre Emeka. A me non basta che vengono nella mia casa in chiesa, é importante che anche io vada da loro. La mia vocazione non mi lega soltanto ad una fede tramandata e coltivata negli anni ma mi abbraccia anche in prima persona per grazie ricevute, afferma Vincenzo Trivigno. Miracoli che hanno fortificato la devozione verso il nostro Patrono e il mio credo religioso verso la chiesa. Come vedi questa manifestazione non è a scopo di lucro. Chiunque è il ben venuto e partecipa secondo la propria volontà. Offrono liberamente il proprio contributo. Portano specialità del posto. Partecipano con la musica o semplicemente aiutano lo svolgimento della serata. È un’occasione per rimanere più uniti, essendo fuori dalla nostra terra, come anche è un modo più semplice per raccontare e tramandare l’aspetto storico e religioso del nostro San Giuliano Martire ai nostri figli. La statua che abbiamo comprato è frutto delle offerte. Incontenibile è la voglia tra i partecipanti di esprimersi con noi e accoglierci come uno di loro. Non è stato difficile scoprire che unanime è il loro credo a San Giuliano Martire. "Poco importa i chilometri fatti e che rifaremo fra un paio d’ore, gridano fieri, l’importante esserci". Il profumo dell’espresso ci trascina al bancone. Ma quello che ci stupisce non è tanto il buon gusto ma la particolarità del Sig. Palermo. "É da una vita che vendo caffè espresso, racconta immerso nelle sue macchinette, ma in queste serate lo offro sempre a tutti senza limiti e a costi zero. Anche questo è per me un modo per rendermi utile alla comunità." Tra le autorità locali abbiamo incontrato anche Anna Picardi. "Sono stata la Presidente per nove anni, racconta. Ora per statuto dopo la terza legislatura, sono l’attuale vice Presidente della Federazione Lucani in Germania. Sappi che esistono ben otto Associazioni Lucani in territorio tedesco e tutte con lo scopo di divulgare la cultura Lucana. Essendo una accetturese non nego la mia emozione di stare insieme attraverso questi eventi." A tale proposito, con la complicità di Biagio Labbate venuto da Accettura, è stato possibile effettuare anche un collegamento in diretta Web con la manifestazione tenutasi nello stesso momento sia a Monsummano Terme, in Italia, sia a New York, in America. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- San Calogero di Naro a Pforzheim il monaco eremita. Cultura e tradizioni dell’emigrato narese
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. San Calogero di Naro a Pforzheim il monaco eremita. Cultura e tradizioni che l’emigrato narese porta con se, oltre i confini della propria terra. Incontra i cardini, la MCI e il CCI di Pforzheim. Questa é una delle processioni più suggestive inerenti al culto di San Calogero Eremita. Il Santo nero, molto sentito non solo a Naro quale è il patrono ma in tutta la terra sicula. Il culto é molto forte e radicato anche nella comunità narese a Pforzheim, quale ne ospita ca. 6.800 nel il circondariato. La Cittá tedesca é divenuta un punto fondamentale di incontri e festeggiamenti. Sono organizzati annualmente dalla Missione Cattolica Italiana, a capo del padre salesiano Don Santi Mangiarratti, in collaborazione con il Centro Culturale Italiano di Pforzheim, guidato dal loro Presidente Vincenzo Urso, il quale chiude l’evento offrendo peculiaritá della casa presso il loro centro. Abbiamo seguito rispettosi tutte le fasi liturgiche e festose. Dalla tradizione del pane benedetto, portato di buonmattino presso la Chiesa Barfüßerkirche che, ospita San Calogero, alla processione in strada scandita dalle urla dei fedeli che hanno portato a spalla, per le vie della Cittá, la straula col Santo al grido di "Viva Diu e San Calò". Abbiamo trovato con estrema facilità anche persone che hanno fatto tutta la processione a piedi scalzi, come segno votivo nei confronti del Santo Eremita. Cosí anche il rivestirlo di denaro sia in chiesa che al suo passaggio, in segno di ringraziamento per grazie ricevute. Il presule in Chiesa, piú che celebrare la Santa Messa, si é soffermato molto e spiegato ai fedeli non solo i significati di una cosí grande vocazione ai Santi in generale ma anche la storia che affonda piú nella tradizione e leggenda del loro San Calogero di Naro. Ha scherzato con i naresi con lo scopo di farli riflettere. Certo devozionismo popolare, ha spiegato, vuole che molti santi di un determinato territorio siano stati fratelli e San Calogero (che nella etimologia greca vuol dire semplicemente "bel vecchio") di fratelli ne avrebbe avuti cinque o sei. É un santo agrigentino, si racconta ma i molte città della provincia è il patrono e in altre gode di devozione. Santi che a loro insaputa, venivano coinvolti nelle dispute campanilistiche, molto accese fra i comuni come “San Caloriu di Giurgenti, fa mmiraculi ppi nenti, San Caloriu di Naru fa mmiraculi a migliaru, San Caloriu di Caniattì, ni fici una e sinní pintí e via dicendo. Voi sapete perché i vari artisti che lo hanno rappresentato in immagini e sculture, lo hanno raffigurato di colore nero? Chiede infine Don Santi. San Calogero era pur buono ma dispettoso nei confronti del fratello, Sant’Angelo. Uno di questi dispetti si concluse con un suo gesto di generosità che ebbe però nefaste conseguenze, su una disputa tra grano e paglia. All’inizio della stagione agricola, racconta, San Calogero tra una scusa e l’altra fece fare tutto al fratello. Dall’aratura, alla semina, alla raccolta del grano e paglia. Giunto alle spartizioni, San Calogero ricominció l’ennesima filastrocca: “ Angelino ora dobbiamo dividere. Visto che tu hai fatto tanto lavoro, ti do il vantaggio della scelta. O ti pigli la paglia ed io il grano o se non ti sta bene, il grano me lo piglio io e tu la paglia. A te la scelta”. Sant’Angelo scoperto l’inganno, preso da rabbia, diede fuoco alla paglia dicendo: né tu né io, muoia Sansone con tutti i Filistei. San Calogero, per quanto birbantello, capí di avere esagerato e si gettò in mezzo al fumo e fiamme. Domó l’incendio ma rimase nero a vita. Confessiamo di avere assistito anche noi ad una Santa Messa piú umana che tattica, ascoltata da tutti con grande interesse e partecipazione. A seguito i connazionali, usciti dalla chiesa, si sono riuniti presso il Centro Culturale Italiano dove, la benedizione di Don Santi Mangiarratti, ha dato il via alla scorpacciata con le mani dei “maccaruna di San Caló”. Antica tradizione narese che ha chiuso l’evento. In proposito, abbiamo raccolto alcuni commenti: La comunitá cristiana per devozione a San Calogero si riunisce ogni anno in preghiera, commenta Don Santi Mangiarratti, per invocare la protezione e l’intercezzione soprattutto per gli ammalati. Per coloro che sono e che si sentono emarginati. Per coloro che sono nel bisogno. Come preannunciato, sará la mia ultima processione con loro, per lasciare da emerito questa mia gente. Mi auguro peró che chi mi sostituirá, continui a tenere viva e unita questa comunitá. Ebbene che sappiano che, qualsiasi comunitá, culturalmente é molto difficile da gestire e da tenere unita. Con tutto il rispetto per i miei successori ma se non si proviene dalla stessa Regione della popolazione che si dovrá seguire, il solo imparere la nostra lingua madre e per obbligo anche la lingua tedesca, non basterá ne aiuterá di certo a tenere unitá questa comunitá, i loro principi, i loro ideali e le loro tradizioni, per come io ho cercato di fare in questi ventisette anni. É da dieci anni che faccio parte del Centro Culturale Italiano di Pforzheim, ci spiega l’attuale presidente Vincenzo Urso. Mi sono identificato nella nostra comunitá narese, in quanto é una delle piú attive e numerose che esiste a Pforzheim. La nostra, é una storia che ci accompagna per piú di cinquant’anni. Dal primo dopo guerra, per intenderci, fino all’arrivo della nuova generazione. Insieme alla Missione Cattolica Italiana, guidata da Don Santi Mangiarratti, abbiamo cercato di tenere uniti i valori delle nostre origini e tradizioni, attraverso piccole manifestazioni. A Naro, da piccolo, vedevo ma non capivo il significato di quando i nostri anziani offrivano pane e pasta al nostro patrono San Calogero. Oggi, a 2.200 chilometri sono orgoglioso di essere riusito non solo a capire ma a mettere in moto anche un’altra antichissima nostra tradizione “i maccarruna di San Caló”. L’obbiettivo é di procedere su ció che i nostri precedessori anno incominciato e cioé, riunire la comunitá narese dando loro l’opportunitá di uno scambio di idee ed esperienze nel nostro centro, impegnato nel socio-culturale. Credo soprattutto nei giovani e a maggior ragione ci stiamo impegnado anche nel progetto di inserirli nel nostro ambiente, organizzando dei gruppi musicali, corsi di chitarra e con l’aiuto del nostro v.p. del centro Ignazio Minotta, inserito nel comitato di integrazione nella Cittá di Pforzheim, daremo vita anche a delle associazioni che avvantaggeranno la nostra comunitá nel mondo lavorativo. Sono venuto quí l’undici Gennaio del sessantadue, sensa una lira, racconta a fatica Gaetano Valletta, per tutti ormai nel centro italiano lo “ Zio Tanino”. Mi sposai con una tedesca e ho avuto una figlia. Incominciai facendo l’imbianchino e, vedi questo centro, porta le mie impronte sui muri. Da quando la moglie é deceduta, interviene generosamente Vincenzo Urso, lo abbiamo strappato dalla sua solitudine, portato nel nostro centro e accolto come il nonnino della casa. É da cinquantuno anni che non vede piú Naro, il suo paese. L’unico ritrovo, e lui lo sa perfettamente, é qua da noi. Qui si sente a casa sua, nonostante ci siamo impegnati a sistemarlo in una casa di ricovero a centocinquanta metri da noi. Proprio per non fargli mancare nulla e averlo sempre con noi. Anzi ti diró quello che lui puó confermare, se manca un giorno, lo andiamo a prendere subito noi perché ci manca. Sona lontana dalla mia terra dal sessantasei, ci racconta Iona Rotondo. Ho tre figli e sono pure nonna. Ho lavorato tanto ed é stata davveo dura e difficile integrarmi. Ora da pensionata seguo, finché posso, i programmi che organizza la Missione Cattolica di Pforzheim. É sempre un piacere, anche se in piccolo, rivivere queste nostre tradizioni. Ammetto che questa é una cosa nuova anche per me, confessa Eleonora Zarbo compagna del presidente del centro. Anche se sono di Palma di Montechiaro, ho sempre vissuto quí a Pforzheim e questa tradizione é sconosciuta anche a me. Sposo pertanto questa tradizione che tramite il nostro centro italiano cerca di far conoscere e tramandare ai nostri giovani. Ovviamente “i maccarruna di San Caló” non li mangio con le mani per un semplice mio motivo personale ma mi piace comunque appoggiare la loro mentalitá e cerco di apprezzare quello che in qualche modo rappresenta la loro cultura votiva come pure le loro usanze. “Nandri circammu sempre a nostra tradizione e di falla accanusciri anche ai nostri giovani, ca nasciuti e crisciuti in Girmania, nun sannu nenti du nostru passatu” racconta la settantadueanne Pluchino. Si scusa se non parla l’italiano ma solo il suo dialetto narese e anche noi, a rispetto della sua origine, cerchiamo di trascriverlo per come lei simpaticamente ci ha parlato. “Chisti cosi li vussemmo a Naru e li cucemmu cu parmiggianu. Ma sennó, addipenni a prummissa, ni li facivanu ca ricotta e tutti nautri carusi, currivamu e ni li mangiavamu cui mani”. Abbiamo in effetti trovato giovani volontari ricchi di espressione anche dietro il bancone che servivano la mezza etá. Come anche giocare con il loro presidente al calcio balilla. Dunque in conclusione, il giovane Vincenzo Urso, sembra davvero intenzionata a rivoluzionare e portare innovazione in questo Centro Culturale Italiano di Pforzheim, sotterrato da anni ormai da lati oscuri e dal mal funzionamento che ha tralasciato nel passato gli ideali principali, quella di tramandare la vera cultura e tradizione di un popolo che, come tanti altri sparsi per il mondo, porta giá una grande spina nel fianco, quella di essere emigrato: e non certo per villeggiatura! Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Il modo migliore per festeggiare 23 anni di storia dell’Accademia della Canzone Italiana in Germania
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Verifiche di Idoneitá alla ricerca di nuovi talenti. Il modo migliore per festeggiare ventitré anni di storia dell’Accademia della Canzone Italiana in Germania, un organo creato dal dipartimento europa managing SDA Sanremo Eventi di Pforzheim. La formula non cambia: partecipare per conquistare un posto da protagonista nel mondo della canzone italiana. Quest’anno l’organismo de l’Accademia della Canzone Italiana in Germania compie ventitré anni e per l’occasione la nuova edizione del Festival Nazionale Disco Estate Compilation, torna ad organizzare la Finalissima in Germania, sede nativa dell’evento che assegna ai finalisti uno CD Compilation con produzione e distribuzione discografica in Europa, Usa e Canada, li coinvolge in un Tour Live di preparazione artistico professionale, inserisce il vicitore alla semifinale per la selezione discografica diretta alla selezione del Festival di Sanremo. Questa nuova edizione accademica parte con “due” marce in piú, la prima: quella del Festival di Castrocaro, vetrina che vede la Finalissima trasmessa in diretta su Rai Uno e che ha visto passare dal palco della cittadina termale big della canzone italiana, come Barbarossa, Nek, Ramazzotti, Zucchero. La seconda: il Festival Una Voce per Sanremo, vetrina indiscussa nel panorama artistico musicale nazionale che disputa la Finale Nazionale direttamente presso lo storico Teatro Ariston - Cinema Roof di Sanremo, in Italia. Quest’ultimo premia i classificati con registrazione di un master di brani Cover con ricerca di una canzone inedita per poterla presentare alle selezioni discografiche per la selezione al Festival della Canzone di Sanremo. Alla maxi kermesse, patrocinata dall'organismo l’Accademia della Canzone Italiana in Germania di Pforzheim, sará possibile finalmente aderrci grazie alla collaborazione firmata in esclusiva tra la rinomata organizzazione artistica italiana SDA Sanremo Eventi di Pforzheim e le societá italiane madri dei concorsi che (dopo lunghe trattative) aprono finalmente le porte agli italiani all’estero, come la Nove Eventi srl. per il Festival di Castrocaro che gli affida la Germania e l’Organizzazioni Spettacoli & Eventi per quanto riguarda il Festival Una Voce per Sanremo che gli affida gli Stati Europei (esclusa Italia). Da sempre attiva all’estero in queste fasi promozionali della cultura del Bel Paese, la SDA Sanremo Eventi di Pforzheim é noto per le coordinazioni all'estero di selezioni regionali di concorsi mediatici di primordine che coinvolgono le comunitá italiane oltre frontiera. L’organismo ha come obiettivo il promuovere la lingua italiana, contribuendo a rafforzare il legame tra le comunità e restituire alla canzone italiana quel valore sociale che gli compete e che ha caratterizzato la vita di molti italiani a cavallo dagli anni settanta ad oggi. Lo scopo principale comunque, resta quello di dare l'opportunità ai molti talentuosi sconosciuti di emergere per le proprie doti artistiche. Ogni anno numerosi si sottopongono al giudizio dei nostri esperti, ci dice lo stesso direttore artistico della SDA Sanremo Eventi. Si stima che gli italiani residenti in Germania siano oltre 712.000, commenta, e che oltre ad essere presenti all'estero con la nostra cultura, tecnologia, gastronomia e l'arte del saper fare, gli italiani possiedono anche un notevole patrimonio artistico-musicale molto apprezzato oltre i confini del Bel Paese. Quest’anno attendiamo ancora più iscritti, ci dice lusingato, per effetto sia della maxi proposta che si disputerá tra Verifiche di Idoneitá, Accademia e Quarti di Finale direttamente nel nostro territorio tedesco giá a partire dal 25 Giugno, sia per il calendario di spettacoli finali in Italia di ciascun evento che auspica, tra l’estate e l’autunno, di vedere numerosi nostri connazionali protagonisti a Finali di questi grandi eventi. La novitá di questa edizione, conclude il direttore, sará proprio la Verifica di Idoneità iniziale gratuita e facoltativa e che già fornisce un primo orientamento sulla preparazione dei ragazzi, sia per chi avrà avuto semaforo verde dalla nostra commissione giudicante, che per i “rimandati” alle verifiche al quale si apriranno l’indomani stesso le porte dell’Accademia curata come ogni anno da professionisti di chiara fama, il tutto per ritentare il ripescaggio. Le kermesse daranno vita alle audizione che si svolgeranno nell’arco dei giorni 25. e 26. per concludersi Sabato 27 Giugno 2014 con i Quarti di Finale ma solo per quanto riguarda le Verifiche di Idoneitá per il Castrocaro. Mentre tireranno un sospiro di sollievo i giovani iscritti agli altri due eventi indetti, in quanto la Semifinale e la Finale, si disputerá 4/6 settimane dopo. Indipendentemente dal fatto che l’iscritto cheide di partecipare ad uno o piú concorsi, la convocazione per tutti gli iscritti è prevista comunque per il giorno prima ( Martedí 24 Giugno) per le pratiche burocratiche, la realizzazione di interviste, conferenza, smistamento degli iscritti ai concorsi prescelti, ed altro di tale riguardo. Tra i mass media il Corriere d’Italia, la SINE e l'emittente TeleVideoItalia di Angela Saieva Partner Ufficiale del maxi evento, seguirá le kermesse fino in Italia. Ulteriori dettagli sull’edizione 2014, dei relativi concorsi in atto sono disponibili al sito ufficiale della SDA Sanremo Eventi, dove è possibile visionare il tutto, scaricare il regolamento e i documenti necessari per iscriversi ai concorsi indetti. Non resta altro dunque che augurare a tutti, un in bocca al lupo. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Eleonora Vallone dopo la pittura, attrice in televisione e al cinema, approda con successo
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. L'abbiamo incontrata a Fiuggi in occasione di una kermesse di bellezza per eccellenza. Sono stati tre giorni intensi per tutto il cast ma, tra una pausa e l'altra, abbiamo trovato ugualmente il modo e il tempo per fare una piacevole conversazione con Eleonora Vallone che ha attraversato il campo della pittura, per poi fare l'attrice in televisione e al cinema. Adesso è approdata con grande successo pure in campo sportivo. Passione per il mare? E' la domanda più bella che potessi farmi, perché credo che il mare sia la sintesi di tutto quello che amo di più in questa vita. Il mare per me non è una cosa da vedere, il mare è una cosa in cui mi devo subito immergere, devo quasi esserne posseduta: infatti in italiano il mare è un sostantivo maschile. È talmente avvolgente che da anche una sensazione dimaternità, diciamo che il mare non mi ha mai tradito, quindi lo rispetto forse più degli uomini. Com'é la vita da single? Essere single, oltre ad essere un concetto numerico è un concetto mentale. Personalmente trovo affascinante l'essere single anche in coppia. Per quanto mi riguarda più si è capaci di essere single, più si può essere felici in coppia. Ci sono molte persone che vivono in coppia esclusivamente per comodità e questolo trovo orribile. Vvivere insieme è una vera scelta, un confronto continuo chesi deve avere. Sei stata promotrice e ideatrice della ginnastica in acqua, con un metodo speciale da te brevettato. Vuoi dirci qualcosa in riguardo? Volentieri, anche perché è stata davvero un'avventura! Il metodo si chiama Gym Nuoto ed ho pubblicato già tre libri sull'argomento. L'idea di questa ginnastica in acqua non è stata una vera e propria idea. Enata da un'esigenza mia particolare. Nel 1984 ho avuto un incidente stradale veramente drammatico mentre stavo andando a Milano per firmare un contratto televisivo con Canale 5. Sono rimasta in coma per 15 giorni e purtroppo l'uomo che viveva con me in quel periodo è deceduto. Quando sono riuscita a togliere i gessi e sono ritornata alla vita, sono rimasta ingessata per un anno. Mi resi conto che in acqua non sentivo ildolore che invece avvertivo fuori dall'acqua! Sono sempre stata una donna molto sportiva, avendo sempre avuto questo attaccamento quasi morboso alla natura ed ho cercato quindi di riunire tutte lemie esperienze precedenti, la danza ritmica, la ginnastica, il pugilato, losci, il tennis, il jogging. Ho pertanto deciso di frequentare l'ISEF, ho frequentato dei corsi, mi sono iscritta a subacquea. Ho additittura conseguito il brevetto da bagnina - ride. In quel periodo ho vissuto una bellissima storia d'amore, durata 12 anni con un famoso campione del mondo di apnea. Questa persona mi ha convinto affinché andassi a proporre questo metodo direttamente alla Federazione, oppure al Coni. Sono riuscita afar patentare questo sport e così ho iniziato a proporre, per prima in Italia, questi corsi da istruttore, anche perché nel frattempo arrivavano moltissime richieste dall'estero. Negli anni '80 stava riscuotendo grande successo anche l'aerobica di JaneFonda che, come tutti sapete, era stata pensata per fare in modo che lepersone che normalmente non sono molto sportive facciano un po' di movimento. Purtroppo proprio questo modo di proporre di fare sport a persone che non sono adeguatamente preparate ha creato diversi problemi (schiacciamenti vertebrali,lombalgie eccetera. Negli anni '90 gli americani così decisero di trasportare tutti gli esercizi di aerobica in acqua. La grande differenza tra il mio metodo e quello degli americani è proprio questa: il mio metodo è nato ed è stato concepito per essere svolto in acqua, mentre invece gli americani hanno trasportato in acqua gli esercizi che normalmente vengono svolti fuori dall'acqua. La mia disciplina è molto vasta, ci sono addirittura sei livelli di difficoltàcon oltre 2000 esercizi disponibili. Inoltre, mentre l'aerobica in acqua è generalmente praticata solo dalle donne, la mia disciplina è praticata sia da uomini che da donne. Vi consiglierei proprio un esercizio che si chiama "ti tocco, non ti tocco" un esercizio che sembra quasi pensato per i single, senza malizia, in quanto è un esercizio che stimola moltissimo gli addominali. E poi c'è un secondo esercizio molto simpatico che si chiama "il principe azzurro e la bella addormentata"... ma questo ve lo descriverò quando verrete a trovarmi in acqua! Saluto tutti gli italiani che vivono in Germania e grazie anche a te Angela e alla tua emittente TeleVideoItalia, vi ritengo un'ottimo e sano mezzo di divulgazione. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.de - Tutti diritti riservati.
- Pforzheim saluta Don Santi Mangiarratti
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Dopo ventidue anni di cura pastorale, da emerito lascia la comunitá italiana di Pforzheim. Commozione tra i fedeli. Parole d’augurio sono arrivati da piú parti. Ma il presule fa sapere che a chiudersi dentro quattro mura non ci penza affatto. Secondo un detto orientale c’è chi viaggia solo con i piedi, ed è il mercante. Chi con gli occhi, ed è il turista. Chi col cuore e questo, è il pellegrino che viaggia con la profondità del suo spirito, del suo amore e della sua fede. Come ha fatto Don Santi Mangiarratti che ha svolto ruoli parrocchiali e caritatevoli con grande spirito di solidarietá, rendendo la Missione Cattolica Italiana di Pforzheim una grande famiglia. Ora, all’età di 75 anni, entra in pensione. Ma tra parole di rammarico, un sorriso e l’entusiasmo che l’hanno sempre contraddistinto, gli chiediamo: Ventidue anni di sacerdozio nella comunitá di Pforzheim, come ce li descrive? Impegnativi ma belli. Ho fatto tutto solo per amore della mia comunità e per la cittadinanza. Ora sembra che sono diventato... emerito. Vado via con consapevolezza di lasciare tutto in ottime mani. Quali sono i suoi progetti futuri? La mia destinazione sarebbe di ritornare nella mia terra. Ma francamente non me la sento affatto, di rinchiudermi dentro quattro mura. Preferisco continuare, lá dove c’é ne é tanto bisogno. Ho deciso che per un anno mi trasferiró a Medjugorje. Poi andró in Ucraina. Non vedo l’ora di rendermi utile anche lí. Sai, abbiamo terminato da poco di costruire il primo piano di una casa per gli orfanelli. Ad Agosto in ca.60 sono stati ospiti quí da noi, a Pforzheim. Parte li abbiamo accomodati nella nostra missione, parte da Padre Ottmar Thomas Kuhn, nella sua missione di Ersingen. É stato bellissimo vederli sorridere. Cosa risponde a chi l’ha giudicato troppo severo in questi anni? Vedi cara Angela, troppo spesso ci si dimentica che la chiesa é un luogo di culto, di meditazione, di ascolto. Non una balera. A nostro Signore importa vedere piú l’anima che un certo tipo di abigliamento esteriore. Oppure il rumore di una gomma da masticare, o il chiacchierare di cose futili durante un’omelia. Io non ho fatto niente di diverso da qualsiasi altro genitore che ama e protegge i suoi figli e che cerca di dare una buona cultura ed educazione, richiamandoli. Pertanto, per quei pochi che non mi hanno compreso, me ne faró una ragione. C’é qualcosa che non é riuscito a fare, in questo arco di tempo a Pforzheim? In questi anni, con l’aiuto di ristretti volontari della missione, abbiamo messo in piedi centri di raccoglimento e ricreativi. Organizzato diversi viaggi in luoghi sacri. Formato gruppi folkloristici, cosí come teatrali. Ma tutto quello per cui é stato fatto per i giovani, non sono mai durati abbastanza. Mi rammarico vedere ancora oggi che questa comunitá, per un motivo o l’altro, non riesce a stare unita. Ho fatto fatica a comprendere il perché di tanta diffidenza, gelosia e nemicizia che scorre nelle loro vene. Ha qualche sassolino che vuole togliersi dalla scarpa? In un certo senso. La comunitá Don Guanella, ha un ruolo importante in Europa e nel mondo. Proprio perché tengo molto a questa gente locale, mi era stato chiesto di impegnarmi a cercare un sostituto. Un’accurata ricerca, mi ha portato ad un confraterno siculo, Padre Calogero Proietto. Si accomunano gli usi e costumi di questa gente, pertanto ero certo che la loro sensibilitá, non era allo sbaraglio. Mi é dispiaciuto sapere che ha aspettato una chiamata che non é mai arrivata. Tutto qua. A mio avviso, il buon senso non si fa raggirare da un “individuo” specie se costui, in qualche modo risulta diffidato. Ha qualche desiderio non ancora realizzato? Si. Anche se mi troveró giá a Medjugorje a servire la comunitá che giá mi attende, andró nuovamente a Lourdes. Questo l’ho promesso alla Madonna. Poi in Ucraina, con l’aiuto di un grande benefattore che mi ha contattato, faró finire di costruire il resto della casa per tutti gli orfanelli. Sai, in Russia ne abbiamo costruiti giá due, belli grandi. Il 19 Gennaio Don Santi Mangiarratti in compagnia dei sostituiti: Don Wieslaw Baniak e Don Maria Arokiadoss Antonyraj, i superiori guanelliani Don Luigi Di Giambattista e Don Nino Minetti giunti da Roma in occasione del loro insediamento in Missione, e Padre A. Soosai Rathinam giunto dalla provincia religiosa dell'India "Divine Providence" hanno celebrato la Santa Messa, definita dallo stesso presule “di ringraziamento”. Questo non è né un addio, ha detto in una Chiesa gremita di fedeli, né un arrivederci. Ringrazio chi mi è stato accanto in questi ventidue anni. Ringrazio la tua emittente Angela TeleVideoItalia e attraverso te il Corriere d'Italia, la SINE e la AISE per cui scrivi e che contribuite a tenere viva la voce dell'italiano emigrato. Ma soprattutto ringrazio il Signore per avermi donato una comunità, una famiglia meravigliosa e, nonostante l’intervento al cuore e i miei due Bypass, mi ha dato la forza e la salute per continuare a servire il prossimo. Grazie alla complicitá di Tina Marsella, fedele segretaria della Missione Cattolica Italiana di Pforzheim, i fedeli hanno salutato in maniera festosa il loro parroco che li ha seguiti e sostenuti per tutti questi anni. Parole d’augurio sono arrivati anche da parte di Sua Eccellenza, Mons. Roberto Zollitsch, dove tra le altre cose elenca le innumerevoli azioni benefiche fatte da Don Santi. Mons. Luigi Bommarito, arcivescovo emerito di Catania, aveva detto in proposito che: “I salesiani hanno un loro particolare modo nell’apostolato. Con la carica di esperienza, solidarietá umana e amicizia, continuerá a irriadiare da autentico Salesiano con il vangelo, speranza, gioia e pace tra le famiglie”. Memtre Mons. Francesco Montenegro, Arcivescovo di Agrigento, aveva detto: “Ho avuto il piacere di incontrare il vostro caro missionario. Nella mia recente venuta a Pforzheim, ho appreso che le attivitá e la profonda religiositá che questa comunitá ha, si é fortificata grazie alla sua presenza. Gli auguro di cuore ogni bene”. Don Santi Mangiarratti lascia una profonda impronta, per la sua grande e umana pastorale svolta in Europa. Ha dato e fatto tanto anche per questa comunitá. É arrivato lá dove altri del posto, nominati per stare attenti a questi fenomeni di disagio, non sono stati capaci ad arrivare. Attento apostolo, con cospicue offerte fatte dai fedeli ma molto anche di suo, ha dato vita, forza e sicurezza all’integrazione del nostro connazionale a Pforzheim. Ha ospitato, sfamato e aiutato i bisognosi. Ha visitato gli ammalati, i carcerati e con il cuore infranto ha accompagnato nell’ultimo saluto terreno, tanti di loro. Incurante dei suoi problemi di salute e perdonato chi gli ha messo spesso il bastone tra le ruote, ha dato vita a grandi progetti, eventi locali, religiosi e festosi. Come il 50° anniversario della Missione Cattolica Italiana a Pforzheim. Le sue opere missionarie sono arrivate fino in Madagascar, dove ha fatto costruire anche una grande scuola per 100 bambini e sulla porta fatto incidere “donazione dei cattolici di Pforzheim”. Eppure, ha sempre preferito rimanere fuori dai riflettori. Questo é il presule o meglio “l’uomo” che la Missione Cattolica Italiana di Pforzheim, oggi, ha salutato calorosamente. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Monsignore Luigi Bommarito a Pforzheim, per le Cresime e alle Reliquie di San Francesco di Sales
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Un duplice evento organizzato da Don Santi Mangiarratti della Missione Cattolica Italiana di Pforzheim, in occasione della venuta di sua Eccelenza, arcivescovo emerito di Catania. Per la comunitá italiana di Pforzheim sono stati intensi mesi quelli organizzati dalla Missione Cattolica Italiana di Pforzheim e guidati interamente dal padre Salesiano Don Santi Mangiarrati. A partire dal Pellegrinaggio a Lourdes, a quello per Medjugorie, Fatima e Zwiefalten tenutesi a Maggio. Poi la comunitá si é concentrata con le prime comunioni, fino ad arrivare alle Cresime e alle Reliquie di San Francesco di Sales, Vescovo e Dottore. Gli eventi si sono alternati tra momenti di riflessioni e di intensa preghiera. Le cerimonie commemorative svolte presso la Barfüßerkirche, sono state presieduta dall’arcivescovo emerito di Catania, Mons. Luigi Bommarito, in compagnia di Don Santi Mangiarratti. Tanta é stata l'emozione in chiesa tra i fedeli e i cresimandi. Commosso in particolare don Don Santi Mangiarratti che nell’occasione gli chiede umilmente anche lui la sua benedizione. Mons. Luigi Bommarito, durante l’omelia, ha sottolineato l'importanza della Cresima. Bellissimi i momenti incui si é soffermato e scherzato con i giovani e con i fedeli, deliziandoli di aneddoti vere, divertenti ma significative. Infine, i venti cresimandi, tra la gioia e la riflessione spirituale, hanno ricevuto il sacramento. Unanime é stata la risposta della numerosa comunitá presente. Tra le tante cose buone che ha fatto sua Eccellenza Monsignore, durante il suo episcopato, é noto anche per avere lottato contro la criminalitá. Una delle tante piaghe della nostra Italia. Ricevuti a solo poche ore dal suo arrivo a Pforzheim, Mons. Luigi Bommarito ci ha concesso un’intervista a tutto spiano e, confesso, ascoltarlo é stato come sfogliare un’enciclopedia di storia. Monsignore sua Eccellenza, Lei mise l’accento sulla drammatica situazione della città etnea, Catania, lacerata dalla disoccupazione, disamministrazione e dalla criminalità. Pensa che questo é stato un caso isolato? Evidentemente la chiesa cé per accogliere e cercare di rispondere alle istanze della gente e farsi voce di chi non ha voce. A difendere il nostro gregge, a sticmatizzare una criminalitá che fa certamente a pugni con la vangelo dell’amore, della solidarietá, della libertá e dell’amore. Quante volte abbiamo dovuto alzare la voce per carenze delle nostre autoritá, impigliate in una burocrazia che non finisce mai. In una situazione politica incomprensibile. Per non parlare poi della criminalitá. Abbiamo avuto peró proprio in questi giorni, la grande soddisfazione di vedere uno dei nostri sacerdoti a Palermo, Don Pino Puglisi, proclamato beato. Ucciso dalla Mafia, perché alla mafia toglieva la possibilitá di mobilitare i giovani verso la criminalitá e li indirizzava verso il vangelo. Uno dei suoi esecutori ammise che quando andarono per ucciderlo, Don Pino Puglisi sorridendo disse: me l’aspettavo. Fu un esempio estramamente significativo il suo, di quello che tutti noi dobbiamo fare contro la criminalitá organizzata che nidifica a dismisura per soldi e potere. Al termine del suo mandato episcopale, c’é stato rammarico su qualcosa che non é riuscito a completare? I problemi sono sempre tanti e noi vorremmo fare sempre di piú. Con la grazia di Dio, sono riuscito a realizzare una casa studenti per sacerdoti a Roma. Dalla diocesi, partono giovani sacerdoti a qualificarsi nel Pontificio dell’universitá romana e ritornano in Sicilia carichi di dottrina, bontá e impegni. Altri non li ho potuti fare ma mi sono detto che non é giusto fare tutto. Ricordo che una volta al parroco Marroleno Vescovo ad Agrigento, quale voleva rimanere oltre i settantacinque anni per completare un grande opera di costruzione, dissi scherzando: ma se fa tutto lei, il successore moriré di noia. In realtá il nostro é un continuo costruire. La societá, il dinamismo, i problemi sono sempre nuovi e bisogna affrontarli con nuove strategie. É importante ispirare da Dio, quello che si deve fare per le nuove esigenze che la societá offre. Ricordo che con spirito di obbedienza, con un certo zelo e caricato a non finire, nella diocesi di Monreale (che per me é stato un onore e un vanto) facevo tante cose. Le affrontavo tutte e come potevo anche se alcune non le facevo bene ma le facevo e con spiritó di volontá. Allo stesso modo lo fatto quando sono stato Vescovo ad Agrigento e di seguito a Catania. Trova differenza di valori tra i giovani di ieri e quelli di oggi? Ci troviamo in una situazione di crisi antropologica, crisi di valori. Le famiglie reggono o si sfasciano? Abbiamo fidanzamentei lunghi ma matrimoni corti. Abbiamo poi il problema dei giovani con l’nternet che é una grande tecnologia ma anche una grande problema. Vivono in una vita surreale. Dimenticano spesso quella vera che é quella che viviamo giorno per giorno, con i suoi problemi da affrontare, con la bontá che dobbiamo esercitare o amare. Guai farsi vincere dalla tecnologia perché, quando poi passano in quella reale, restano disorientati e lcuni purtroppo diventano anche violenti. Cosa pensa del nuovo Santo Padre, Papa Francesco? É davvero una grande benedizione. Un giornalista, a mio parere poco credente disse: in Italia in un mese non siamo riusciti a fare un governo, la chiesa con due fumate a fatto un Papa. E che Papa, ho risposto io. Vede, io per primo pregavo che non fosse ne italiano ne europeo ma solo perché da due mila anni si é sempre detto che la chiesa é universale ma siamo sempre noi a guidare tutto. Lo Spirito Santo all’improvviso ha giocato una carta e cosí, come ha detto anche Papa Francesco, l’ha chiamato dai confini del mondo. Stá portando una novitá di vita, di impostazione di problemi, tatto umano che dá una svolta alla vita della chiesa. Pensi che prima avere un’udienza con ventimila persone era chissá che. In questa nuova udienza, habbiamo avuto ottantamila persone. Lascio a lei il commento. É un fatto che questo Papa tocca i cuori. C’é un risveglio, un ritorno al vangelo anche nelle periferie. Bisogna accogliere questi suoi multeplici messaggi che ci richiama ai valori della vita che prima erano appannati. La sua voce é una svolta vera alla nostra sociétá. Per questo chiunque lo ama e piange per vederlo. C’é un episodio che l’ha particolarmente scosso e uno commosso durante il suo episcopato? Sono stati veramente tanti. Belli, toccanti, come anche brutti, pieni di difficoltá e problemi. Dove non ce ne sono? Ma con la pazienza e la grazia di Dio, molte cose si superano o si risolvono. Alcune anche inaspettatamente. Una cosa estremamente toccante fú: un giorno, mentre tenevo un’idienza pubblica nel vescovato arriva un povero disperato emigrato e con quattro figli da mantenere. Le aveva provate di tutte, al comune, in prefettura ma era sempre stato bloccato. Infine arrivó a me. Mi ha tenuto ben due ore sotto la lama del suo coltello, piazzato in gola. Credetti che la mia vita fosse finita lí. L’allarme fú, generale. Il Palazzo vescovile circondato, l’ospedale Civico di Catania pronto per l’evenienza. Vennero pure due giudici a colloquiare con lui, ma niente. La Polizia pensó cosí di giocarsi l’ultima carta. Arrivó con la madre e il padre prelevato dall’ospedale, dove era ricoverato. É stata come una scena da film che non dimenticheró mai piú. La madre si mise tra me e suo figlio e lo convinse ad abbassare il coltello. Una bella fú il periodo della venuta del Santo Padre, Papa Wojtyla. Certo anche li con non poche difficoltá, visto che per ben due volte per motivi di salute rimandó la sua venuta in Sicilia. Cosí, con il Vescovo di Siracusa che si portó dietro anche il reliquiario della Madonna delle lacrime, andammo noi a visitarlo al Gemelli di Roma. Coricato ma con quel volto bello e rosea, ci assicuró che sarebbe venuto non appena si rimetteva. Ma era ovvio che la nostra visita era portata piú per fargli capire che noi tutti gli eravamo vicini e pregavamo per lui per una pronta guarigione. Don Santi Mangiarratti lascerá da emerito questa comunitá, cosa auspica a questo Salesiano che ha fatto e dato tanto al nostro connazionale emigrato? Premetto che ho avuto molte richieste per amministrare la cresima in altre Cittá tedesche ma ho accettato particolarmente l’invito di Don Santi Mangiarratti perché, quí si respira principalmente aria Salesiana e Don Bosco é sempre un grande educatore della gioventú. I salesiani hanno un loro particolare modo nell’apostolato. Io non so cosa la provvidenza gli riserva ma a mio avviso un sacerdote non vá mai in penzione. Con la carica di esperienza, solidarietá umana, amicizia continuerá a irriadiare vangelo, speranza, gioia, pace, armonia, tra le famiglie. Ho la certezza che sará sempre e ovunque il vero e autentico Salesiano, pastore della gioventú, padre dei ragazzi, apostolo della gioia. La chiesa stá passando un delicato momento, pensa che rivedremo quella fede e unione di una volta o andremo solo a peggiorare? Credo di si. La palla buttata a terra con violenza rimbalza. I problemi che la Chiesa avuto nei secoli passati a confronto di ora, sono solo un colpo di tosse. Con un minimo di fede sappiamo e crediamo che lo Spirito Santo fa nuove tutte le cose e allora, quello che appareva moribondo, ora rinasce. Ad esempio, in certi momenti tristi apparve San Francesco d’Assisi. Quando i tempi andavano male aparve Giovanni Bigesimo III, il quale lanció il concilio che pareva un’avventura. Ora che eravamo stanchi e mediocri, arriva questo Papa che solo il nome dice tutto un programma. Un programma di povertá, di distacco, di sinceritá, di umanitá e fratellanza. Le dice senza parole diplomatiche o sottointesi. Te li schiaffa in faccia e nel cuore e te li fá apprezzare. E questo é un segno primaverile. Abbiamo tante Chiese mentre mancano molti sacerdoti italiani. A chi toccherá avvicinarsi ai giovani, ai bisognosi, alle scuole? Hai ragione. É un problema serio. Dovremmo ascoltare il Concilio. Ho avuto seminari pieni ad Agrigento e a Catania. Oggi i sacerdoti si assottigliano. Il Concilio ha cercato di immmobilitare il laicato affinché si moltiplichi l’apostolato. Anche attraverso il battesimo, la cresima si diventa apostoli. Ogniuno deve fare il missionario la dove si trova, senza arroganza, senza bigottismi idioti, tatticismi stupidi ma solo con semplicitá. Deve essere bello appartenere a Gesú e al fascino del Vangelo. Ma chi altrimenti potrá salvarci? I politici? Gli strateghi? I filosofi? Gli scienziati? É ben accetto un buon contributo, per caritá, ma ad una condizione che sappiano guardare Gesú. Incoraggiamo i vescovi, i pastori, i sacerdoti con la collaborazione del laicato in maniera che cappillarmente, con il bagaglio di speranza, arrivi nel cuore di tutti. La chiesa é fonte di dialogo e deve esserci vicina, crede che é stato giá fatto abbastanza o dev’essere fatto ancora tanto? Non c’é di peggio che vivere la vita cristiana con mediocritá. Siamo tutti chiamati alla santitá. Se andate nei documenti del concilio, al capitolo quinto, trovate “La universale chiamata alla santitá” . Ma guarda un pó, tutti chiamati alla santitá. Cioé, c’é quel “piú” che rende la vita cristiana che imprime un dinamismo: sei generoso e devi esserlo di piú, sei vile e devi esserlo di piú, sei paziente devi esserlo di piú, e via dicendo. C’é quel “piú” che rende la vita cristiana molto bella, che imprime un dinamismo, che ci fa uscire dal pantano, dalla mediocritá. Con una fede tiepida, anemica, anorressica. Dobbiamo toglierci peró dalla testa tre tabú mentali, primo: la santitá é tristezza. Ma chi l’ha detto?. La santitá é gioia, é festa perché é lealtá, sinceritá, solidarietá, pazienza. Secondo: per essere Santi bisogna fare cose straordinarie. Certo ci sono Santi che fanno cose straordinarie ma basta parlare solo del passato. Anche oggi esistono Santi e molti viventi. Quanti papá buoni ci sono, quante mamme buone, quanti giovani che vanno riscoprendo i valori del vangelo, della vita. Ogniuno di noi deve fare bene quello che fare. Anche il Papa ha detto: c’é una santitá normale, comune, senza fare cose straordinarie. Ogniuno deve fare al meglio, il giornalista, il parroco, il vescovo, l’operatore ecologico, la mamma, il papá, il politico. Vuole concludere con un messaggio ai cresimandi nonché alla comunitá italiana emigrata? Abbiamo ragione di credere che amministriamo bene la cresima. Ché e giusto pensare all’importnza straordinaria che conferma gli impegni assunti nel battesimo. Al battesimo ti portano e a nome tuo si sono impegnati i tuoi genitori e i padrini. Alla cresima ci vai con piena coscienza e consapevolezza e ti lasci consacrare da Cristo con il Sacro Crisma. Di questo alto momento religioso é contento anche il parroco perché vede sbocciare venti nuovi apostoli, capillarizzazione del vangelo e nella societá. Auguro a questi giovani e alla comunitá che li riceve, di cercare di capire profondamente sia l’urgenza di avere nuovi apostoli laici che capillarizzano il vangelo, sia la bellezza di questa consacrazione e missione che li fa collaboratori non solo del parroco ma soprattutto del grande evangelatizzatore che ha un nome solo, Cristo Gesú. Ringrazio infine la tua presenza Angela con la tua emittente TeleVideoItalia e attraverso te anche quella del Corriere d'Italia e AISE per cui scrivi, per l’attenzione che mi hai dedicato, con l’augurio di non avervi annoiato ma portato solo la parola del nostro Redentore. Lodevole é stata la presenza di Mons. Luigi Bommarito a Pforzheim in questa circostanza. Questi sono momenti indimenticabili che rafforzano senza alcun dubbio le nostre origini e tradizioni, soprattutto per quelli che sono lontani dalla propria terra. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.de - Tutti diritti riservati.
- Sacra Rappresentazione vivente della Passione di Cristo a Pforzheim interpretata dal gruppo teatrale
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Anche a Pforzheim é stato rinnovato l'appuntamento storico con la sacra drammatizzazione della Passione di Cristo. In piú di trecento hanno assistito alla straordinaria interpretazione del gruppo teatrale di Esslingen guidato da Don Gregorio Milone. La manifestazione é stata fortemente voluta ed organizzata interamente dal missionario Don Santi Mangiaratti, della Missione Cattolica Italiana di Pforzheim. "La drammatizzazione della Via Crucis, ha commentato il Presule, è uno dei tradizionali appuntamenti della nostra Settimana Santa. É un importante momento di raccoglimento a cui non si puó mancare". Per particolare valore spirituale e grande interesse culturale, la Sacra Rappresentazione si é articolata all’interno della Chiesa St. Bernhard di Pforzheim – Arlinger che regala ampio spazio, per una rappresentazione teatrale come questa. Minuti prima dello spettacolo, Don Santi Mangiaratti é stato invitato al centro del palco per un commento ma a sorpresa invece é stato calorosamente salutato dai fedeli con una standinovation, per i 23 anni di oberato servizio fatto con amore e grande passione per la comunitá italiana di Pforzheim. La mattina in Chiesa, nel celebrare la Santa Messa, il presule aveva appunto annunciato pubblicamente il suo ritiro dalla comunitá, sotto i volti increduli e rammaricati dei fedeli. Fortemente commosso dagli applausi, per stemperare ha scherzato con il pubblico sulla sua uscita di scena: é dovuta grazie alla mia tenerá etá, ha detto, quindi da Gennaio 2014 saró anche io... diciamo un emerito, ecco... vuol dire che mi rinchiuderó in un monastero. Poi ritornando cupo si riporta al centro dicendo, questa é l’ultima Pasqua che passeró con voi quí in Germania. Vi saluto con grande gioia ma anche con grande sofferenza, perché ventitreanni insieme in questa comunitá di Pforzheim sono davvero tanti. Mi compiaccio avervi visto oggi cosí numerosi sia in chiesa che quí stasera e ricordate che, quello che ci viene offerto oggi con grande sacrificio dal missionario, mio collega Don Gregorio e il suo gruppo che hanno saltato pure il pranzo per non mancare a questo grande appuntamento, non é uno spettacolo ma una meditazione. La tragedia religiosa é stata interpretata in costume d’epoca da 40 attori protagonisti della comunitá italiana di Esslingen e non solo, é stata rappresenta e scandita in diversi atti con le tradizionali fasi della passione di Cristo, intervallati da pause di raccoglimento individuale. il gruppo che ha girato alcune scene proprio in mezzo al pubblico, é stato guidato dal loro parroco Don Gregorio Milone, missionario della comunitá italiana di Esslingen che per il quarto anno interpreta la parte del Gesú di Nazareth. Napoletano verace, Don Gregorio Milone é da sei anni nella comunitá italiana di Esslingen, ci dice, per sua scelta di vita ed esperienza da missionario all’estero. Da quello che ho maturato in questi anni, racconta, noto che l’italiano gli viene ancora difficile accettare la parola integrazione, soprattutto in un contesto religioso. Ho notato ad esempio difficoltá nel partecipare alla Santa Messa tedesca, anche perché hanno un loro modo di pregare e pensare, differente dai fedeli e sacerdoti tedeschi. Questo bagaglio culturale e spirituale italiano non va assolutamente abbandonato. Per comprendere veramente il nostro connazionale, a mio avviso, vedo la necessitá di avere missionari italiani che vengono dall’Italia e non di coloro che parlano anche italiano. Solo in questo modo la nostra comunitá puó rimanere integra anche fuori dalla sua terra. Oggi ci troviamo quí con il mio gruppo grazie a Don Santi quale voleva concludere, non a caso, con un qualcosa di speciale la sua lunga missione comunitaria in Germania, visto che a fine anno fará rientro in Italia. Auspico pertanto che il suo nuovo sostituto sia un italiano e che venga dall’Italia. La comunitá di Esslingen mi ha accolto come uno di loro, perché sono uno di loro e perché come loro sono emigrato. Sono un’italiano. C’é intesa. Grazie Angela per avere fatto in modo, con la tua emittente TeleVideoItalia e attraverso te il Corriere d'Italia e la AISE per cui scrivi, che il nostro messaggio pastorale arrivasse forte alla collettivitá. I momenti più significativi della Passione di Cristo, sono stati rappresentati con delle sequenze sceniche suggestive e dall'ingresso dei personaggi, il cui ruolo veniva intuito semplicemente attraverso i gesti del pubblico. Commosso fino alle lacrime, nel vedere passare Gesú con addosso la croce, gli spettatori pietrificati hanno provato quello stesso strano senso di sofferenza. Tutto é stato impeccabile e curato sotto ogni minimo dettaglio. Dalla lavanda dei piedi, all’ultima cena, all’incontro con Ponzio Pilato. Dalla condanna e frustate a dorso nudo al Gesú Nazzareno (fatte udire in una gelida atmosfera scenograficamente apposta creata) alla crocifissione dei due ladroni, al tradimento nell’orto degli ulivi e l’impiccaggione mozzafiato del Giuda, lasciato penzolare alcuni minuti sotto una tenera luce, quasi a fare riflettere. La drammaticitá della crocifissione di Gesú (fatto udire anche lí, le grida di dolore confuse con i colpi secchi di un martello che ha lasciato intuire il penetrare del chiodo nella sua mano) mischiato con il pianto straziato della Madonna e poi la gioia della Resurrezione, hanno chiuso l’edizione della Passione Vivente di Pforzheim. Una versione che è stata apprezzata anche per lo spirito e l’originalitá di questo gruppo che con sacrificio, amore e tanta passione, ha affrontato chilometri, un pubblico e una Cittá nuova. La manifestazione, ha sottolineato Don Santi Mangiaratti, ha il grande merito di avvicinare i cittadini alla Chiesa, coinvolgendo sopratutto i giovani con una messa in scena ricca di enfasi. Non solo spettacolo, quindi, ma un profondo momento di riflessione e meditazione. Colgo l’occasione della tua presenza Angela con la tua emittente TeleVideoItalia di ringraziare te e, attraverso te, il Corriere d'Italia e la AISE per cui scrivi, il pubblico, i miei confraterni per il nobile gesto di ospitalitá, il gruppo teatrale e il loro missionario Don Gregorio Milone che ha accettato la mia richiesta. Lo scopo della rappresentazione è infatti, quello di coinvolgere gli spettatori in una realtà lontana da quella reale e quotidiana, attraverso un paradosso temporale che fonde presente e passato. E credo che ci siamo riusciti. In un mondo che ha così sete di speranza e verità, proprio le croci quotidiane ci permettono di avvinarci di più a Cristo e di attingere da lui senso e significato per le nostre vite. L’evento, ripreso dalle telecamere della SDA FotoVideo Pforzheim in collaborazione con TeleVideoItalia vedrá in sintesi la messa in onda su reti mediatiche, mentre per intero su emittenti televisive italiane. La Madre di Gesù é stata interpretata da Viviana Mastrogiorgio, Ponzio Pilato da Nazario D’Agruma. Sinedrio: Luciano Castagnola (CAIFA) Raffaele Bianchimani (NADAP) Paolo Bonvissuto, Michele Cristino, Luisa Napolitano. Le Guardie del Tempio: da Rosa Aloe, Silvano Pomarico, Valentina Salerno, Sofia Gurreri. I discepoli di Gesú: Francesco Napolitano (PIETRO) Franco Volpicelli (GIUDA) Salvatore Corsano (GIOVANNI) e ancora Antonio Fantastico, Salvatore Napolitano, Vincenzo Leonetti, Elio Iannuzzi, Placido Cristino, Marcello Marino, Agostino Carrino, Vincenzo Aloe, Marco Gurreri. ADULTERA: Giusi Spadaro. BUON LADRONE: Marcello Marino, CATTIVO LADRONE: Gero La Mendola. BARABBA: Vincenzo Aloe. I soldati romani da: Mario Danzé, Elio Cicatello, Giuseppe Scerra, Gianfranco Spataro, Luigi Calà, Antonio Trovato. La Folla da: Christina Cristino, Serafina Carrino, Maria Catalano, Adele Tedesco, Sibilla Corsano, Natina Cristino, Miriam Leonetti, Filomena Marino, Anna Fantastico, Giovanna Iannuzzi, Rita Onorio. La SERVA DI PILATO: Serena Spataro. La VERONICA: Francesca Salerno. Le scenografie sono state curate da: Silvano Pomarico, Luigi di Benedetto e Placido Cristino. Tecnico delle luci e suono: Rocco di Benedetto e Alessandro Cottone. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.de - Tutti diritti riservati.
- Silvia Mezzanotte in Tour: la regina dei Matia Bazar.
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Silvia Mezzanotte é in Tour. L’artista si sta preparando per una tournée che la vedrá impegnata per tutta l’estate. Incontriamo la regina dei Matia Bazar. Un nome, una garanzia. Come hai cominciato quest’avventura musicale ? A 16 anni, cantando nei piano-bar a Modena. Dopo un po' di esperienza, tentai con una piccola etichetta. Poi è arrivato Sanremo. Ma dopo quell’esperienza, un po' per la giovane età e un po' perché non ero supportata da una struttura discografica di grandi dimensioni, sono ritornata a fare serate e musica dal vivo. Com’è stata l’esperienza con i Matia Bazar e perché hai deciso poi di intraprendere la strada da solista? E’ stata di sicuro l’esperienza professionale più importante di tutta la mia vita. Non è stato facile prendere questa decisione ma ho sentito la necessità di esprimermi in modo differente, personale. Di esprimere in musica le mie emozioni, come individuo e come professionista. Mi piacerebbe anche scrivere dei brani. Quale sará la tua nuova avventura? Una tournèe che m'impegnerà per tutta l’estate e permettere in piedi un buon progetto è necessario avere uno staff di professionisti che ti seguano e ti supportino. Stiamo lavorando per preparare un nuovo album che ruoterà totalmente intorno al mio mondo emotivo. Vorrei cantare cose che abbiano anche un certo spessore poetico ma senza dimenticare il mondo pop, dal quale provengo. Nel tuo mondo, quanto è riuscito a rimanere nell’emozione pura e quanto invece ha ceduto alla routine? Una percentuale di routine non si può negare c’é, ma io credo che nel mio caso serva soltanto a mettermi a mio agio. Nonostante i concerti fatti, ancora faccio impazzire i tecnici delle luci. Io cerco sempre di avvicinarmi, fisicamente alle persone che sono sotto il palco. Cerco il più possibile il contatto con la gente che ancora mi da una grande energia e a cui spero di dare ancora tutta l’emozione che mi porto dentro.” Gi autori che ascolti di piú e con chi ti piacerebbe duettare, se potessi scegliere? Decisamente con Claudio Baglioni e Lucio Dalla. Ho un debole per la loro discografia deglianni ’80 e ’90. Mi piacerebbe duettare inoltre con Noah ad esempio. Con la cantante spagnola Rosario e con la cantante portoghese Dulce Pontes. Tra la persona e il personaggio, ti é difficile tenere separati i due aspetti? Credo che quando una persona è sempre se stessa, non si ponga proprio il problema di cui parli. Io resto io comunque, che sia in casa o in una trasmissione televisiva. Io vado a fare la spesa, lavo, stiro, vivo in un piccolissimo appartamento per il quale ho appena finito di pagare le rate del mutuo. Insomma, non credo debba esistere una maschera, un personaggio. Segui i reality show?” Si, e non mi vergogno di dirlo. Li guardo perché, secondo me, hanno perlomeno il merito di mostrare i personaggi dello spettacolo come persone normali, conle loro paure, le loro ansie, le loro insicurezza. Grazie Angela che attraverso la tua emittente TeleVideoItalia mi hai dato l'occasione di salutare tutti i connazionali italiani emigrati in Germania e nel mondo. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Umberto Tozzi Live a Calw con un doppio cd, prodotto assieme a Greg Mathieson
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. L’artista é in tournée europea. Con un doppio cd, prodotto assieme a Greg Mathieson, arriva in Germania. Lo intervistiamo a Calw e lui regala un saggio ai giovani talenti a sette anni da “Le parole” ultimo lavoro di inediti per Cgd e a tre da “Superstar” Umberto Tozzi si presenta ai suoi fance con un doppio album. Assorbito completamente dalla lavorazione di quest’ultimo capolavoro, pubblicato in tutta Europa, il cd contiene infine 12 inediti più 20 singoli della sua fortunata carriera. Con l’arrangiamenti riscritti nel rispetto del Tozzi style e prodotti assieme a Greg Mathieson (l’arrangiatore di "Gloria") giá da Maggio fa registrare il terzo posto nelle classifiche di ascolti, con “Yesterday, Today”. Nonostante concentrattissimo, il mito a pochi minuti dal debutto ci concede uno spazio per l’intervista. É cambiato il tuo modo di pensare e fare musica? No, non è cambiato. Nella mia carriera si sono alternati grandi successi. Ci sono stati anni in cui non sentivo di avere cose forti da dire e sono stato zitto. Per la prima volta, dopo tanto tempo, ho sentito una forte ispirazione. Cosí ho preso Greg Mathieson e l’ho fatto impazzire, per cercare di amalgamare il più possibile le sonorità dei due cd. Gli arrangiamenti sono volutamenti asciutti e il più possibile vicini a quelli di quegli anni. Soprattutto i classici: Ti amo, Tu, Gloria. Se potessi fare un bilancio tra l’Italia e l’estero, chi ti è stato piú generoso? Onestamente parlando, Angela, ho avuto una carriera molto piú importante fuori dall’Italia, indipendentemete dal fatto che le mie sono grandi canzoni e che rimarranno nella storia della musica italiana comunque. Forse un po’ più di attenzione l’avrei meritata. Ma mi sono consolato con i successi e brani così forti, all’estero, dove ho ricevuto molti premi e riconoscimenti in tutto il mondo e che da italiano, hanno compensato e gratificato tutto il resto. Come vedi i talent show? É bello per i giovani di oggi ma non mi sembra un grande trampolino di lancio. L’artista non si crea in questo modo, cantando canzoni di altri. Alcuni sono bravi a farlo, come pure il caraoche ma trovarsi dal nulla ad essere famosi per gli altri, come stare sotto il giudizio di tanta gente che non sa chi sei, non porta lontano. Ma non é colpa loro. É un sistema televisivo, creato apposta per un grande bisnes. La cosa negativa è che in quei contesti sono solo interpreti, di fatto. Prima o poi se vuoi emergere, dovrai scriverla una canzone. Gli autori, sono stati la fonte delle più grandi libidini emozionali della nostra vita. La gavetta é importante. Artisti si diventa confrontandosi negli anni con altri artisti, altri musicisti e se il talento c’é, esce fuori. Noi facevamo musica nei club, nelle cantine. Uscire da una scuola come quella della mia generazione, é sicuramente piú profiqua e piú interessante di quello che loro trovano nei talent show. A proposito di scuola, cosa ti ha lasciato Bigazzi? Bigazzi è stato il mio grande maestro, in questo. La sua scuola mi è servita. Anzitutto mi ha insegnato a mettere le note insieme, cosa che ignoravo. Mi ha insegnato a semplificare le melodie, senza mettere diminuite e cose strane che amavo molto. È stata una collaborazione felice, al di là di tutto. Com’é Umberto Tozzi da cantante e fuori dai riflettori? Ho fatto il musicista per otto anni, prima di incominciare a cantare e scrivere canzoni. Ho scelto questa strada da ragazzino. Mi é piaciuto entrare in questo “casino” e mi sono trovato bene. Il repertorio che faccio sul palco é apprezzato e mi piace cantarlo insieme al mio pubblico. Nella vita reale sono un pigro. Mi piace lavorare poco. Vado a fare la spesa. Ma la cosa piú bella che la vita poteva regalarmi in quest’ultimo periodo é che da appena un’anno sono felicissimamente nonno. Cos’hai in servo per il 2013? Umberto Tozzi sorride e schiacciando l’occhiolino ci invita a seguirlo sul retro del palco, montato all’aperto sotto un suggestivo scenario. Poi, prima di uscire risponde: spero di diventare nonno per la seconda volta! É stato un piacere incontrarvi e attraverso la tua emittente TeleVideoItalia Angela e il Corriere d'Italia per cui scrivi, abbraccio tutti gli italiani che vivono in Germania e tutti i miei fan! Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.de - Tutti diritti riservati.
- Lello Raffaele Guida detto Lello sensitivo, ospite ad Heidelberg
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Accolto calorosamente dalla comunitá italiana venuta da diverse parti della Germania e dalla Svizzera, lo studioso é stato ospite ad una manifestazione italiana ad Heidelberg. Lo abbiamo incontrato e approfittato per scambiare quattro chiacchiere a ruota libera, con il loro mito. É definito uno studioso di porte temporali, noduli gravitazionali, teleradiestesia, dominio della mente, sensitivo e quant’altro. Principalmente è uno studioso di se stesso, sostiene. Differentemente dagli altri, ha preferito rimanere ed essere conosciuto con il suo vero nome di battesimo, appunto Lello. Dotato di un forte carisma religioso, si evidenzia dalla sua forte personalità approdando negli schermi televisivi di Mediaset e di seguito in RAI. Per questo evento ad Heidelberg, si sono spostati da piú paesi dalla Germania e non solo, anche dalla Svizzera. Noi abbiamo voluto incontrarlo e lui volentieri ci ha accolto come in una grande famiglia. Come ha scoperto queste sue doti sensitive? Nel modo piú strano possibile. Premetto che vengo da una generazione tramandata da nonno, a padre, a figlio. Ammetto che ero il primo scettico, fino a quando testai in prima persona avvenimenti purtroppo spiacevoli, a partire dalla mia famiglia. All’etá di tredici quattordici anni decisi di non prendere piú in giro mio padre bensí di farmi aiutare da lui per studiare queste manifestazioni e svilupparle in bene. Dominio dellamente, operatore esoterico, sensitivo, veggente, noduli gravitazionali e quant’altro. Si rispecchia veramente in quello che fa? Si. Bisogna ritornare indietro di secoli peró, per capirci. Partendo da quando la parapsicologia e la psicologia era un’unica scienza. Poi con il tempo si sono divise, approfondendo ognuno il proprio studio. A questo va aggiunto un’altra cosa, lo studio delle religioni. Noi siamo dei cattolici. Ma non dimentichiamo che il cattolicesimo é una religione moderna. Molto moderna. Ma deriva da antiche religioni. Chi studia tutto questo, non puó nascondere di studiare anche il bene e il male. Questo va a catalizzare tutti gli avvenimenti che accadono nella nostra vita. Ognuno di noi poi, le spiega o le interpreta in modo diverso. Che rapporto ha lei con la fede? Io sono molto religioso. Sono praticante. Collaboro molto con la mia parrocchia, dove risiedo da anni. Eppure mi risulta che siamo il popolo meno praticante, meno osservante, meno conservatore. É un dato di fatto che c’é un forte calo del clero. Nelle mie dirette televisive invito o rimprovero chi non va regolarmente in chiesa. Tuttavia, anche io non sono daccordo su certe cose. Esiste un biblioteca ad esempio, custodita gelosamente in uno Stato che tutti conosciamo, ma purtroppo non é aperto al popolo. Io credo che in questo modo le persone hanno poca conoscenza della vera o meglio dire intera religione. Forse é per questo che si allontana? Perché non dargli modo di conoscerla in tutto? E perché su tanti libri, ne fanno uscire solo uno in piccolo? Perché ha scelto l’Italiano all’estero per trasmettere le sue facoltá extrasensoriali? Io non l’ho mai scelto. Viceversa, é stato l’emigrato a scegliere me. É stato per caso e comunque nel 1999, quando una emittente napoletana muoveva i primi passi nel trasmettere via satellite. In quell’occasione, mi é stato proposto di fare un programma e ci fu un marea di telefonate, arrivate dalla Germania, Svizzera e Belgio di nostri connazionali. Da lí fu un continuo crescente. Premetto che in Lombardia, ero giá molto conosciuto e il mio vero boom é nato da lí. Poi approdai in diverse emittenti di Mediaset e di seguito anche in quelle della RAI. Non nascondo che ho avuto anche delle negative esperienze, ma anche questo fa crescere. Infine ci fu l’evoluzione vera e propria che mi ha permesso di aprire una mia regolare emittente televisiva. Le é maicapitato di vedere o parlare con gli angeli? Qui bisogna fare una piccola distinzione. Abbiamo una concezzione diversa degli angeli. La chiesa insegna che ne sono solo settantadue. Io sostengo che sono molto di piú. Ma comunque, tornando agli angeli, il termine piú corretto secondo me é parlare con un’entitá. Esiste la possibilitá di parlare con loro. L’Entitá si manifesta in tanti modi ma non sei certo tu a decidere peró, quando lasciarsi manifestare. In proposito ho fatto delle dimostrazioni in televisione, davanti a notai, giurati e pubblico scelto dagli stessi. Ho dimostrato come parlare con delle entitá e come lasciano dei segni che solo quella data persona conosce realmente e nessun’altro, me compreso. Che effetto le fa quando qualcuno si mostra diffidente nei suoi confronti? Nessuno effetto anzi, ti diró che ancora oggi invito sempre le persone scettiche a mettermi alla prova. Nel 1999 ad esempio, nel programma televisivo “Previsioni”su Italia 1, mi misero alla prova con Enrico Papi davanti a notai e pubblico di giurati portati da loro. Abbiamo fatto la prova del nove, registrando delle testimonianze davanti ad un notaio. Due mesi dopo, hanno aperto le schede sigillate. Lascio a te il risultato di quelle schede. Tutto questo é comunque documentato. C’é stato un momento nella sua vita che ha pensato di dire basta a tutto questo? É stato tre anni fa, quando mio padre era al termine della sua vita. Ho avuto uno forte smarrimento. In qualsiasi cosa che fai, quando perdi un qualcuno che ami davvero, torni di punto in bianco con i piedi per terra. É difficile perderlo, lasciarlo andare. É stato un momento difficile. Questo peró, mi ha dato forza poi per continuare a credere a dei valori che mi avevano insegnato e cióe, aiutare gli altri oltre che a se stesso. Questo suo campo extrasensoriale, a contatto col pubblico di ieri e oggi, com’é? Sono uno studioso di me stesso e poi del karma altrui. Fino a vent’anni ammetto che non volevo il contatto con le persone, perché ero e sono tutt’oggi in continua ricerca su quello che c’é dentro di me. Nel novanta, novantadue ho attraversato davvero una crisi essistenziale. Vedevo nella gente che voleva solo approfittare di me, per sapere cose materiali. Quello che spiego tutt’oggi in televisione é, se ti rivolgi a qualcuno, deve essere solo un modo per ricercare se stessi, un modo per ricercare i propri errori e non per cercare di dare sempre la colpa a qualcuno, per ció che ci accade di negativo. In tutto quello che fa, qual’é il suo vero guadagno? Ci sono due tipi di guadagno. Il primo é quello morale. Preservare quello che hanno fatto i miei precedessori ma principalmente salvaguardare l’immagine di mio padre che mi emoziona ancora oggi. A quell’epoca, non esisteva la televisione, eppure arrivava gente da ogni parte del mondo e loro ricambiavano con qualsiasi tipo di alimenti, ció che ora non si puó fare piú. Oggi é tutto tassato e anche se non guadagneresti niente, dovresti dichiarare ugualmente un minimo di guadagno. Questo é il nostro Stato italiano. Il secondo é quello effettivamente economico. Perché noi viviamo di questo. Le persone che telefonano sono consapevoli che pagano la telefonata. Ma con una differenza, rispetto agli altri, io prima invito a parlare con me con una linea telefonica gratuita, aperta a tutti. Mi faccio mettere alla prova. É il pubblico che decide poi, se diventare miei utenti o no. Se uno dei suoi figli seguisse le sue orme, che direbbe? Li, tocchi un tasto a me giá conosciuto. Io so per certo che uno dei miei figli continuerá il mio percorso. Certo ora sono piccoli e da buon padre non voglio turbare la loro crescita naturale. Mi auguro che questo accada. Quandosi sentirá davvero pronto, io usciró dalla scena pubblica e saró solo il suo maestro spirituale. Vuole lasciare un messaggio ai nostri connazionali in Germania? Sono spesso ospite delle comunitá italiane in Germania. Mi rammarico vedere che non sono poi cosí tanto unite, come fanno credere. Ho notato diffidenza, indifferenza, gelosia e quant’altro. Non dovrebbe esserci. Vedi la comunitá dei turchi per esempio, si aiutano a vicenda e non sono mai da soli. La Santa Messa poi, celebrata con rispetto parlando da sacerdoti tedeschi. Dovreste pretenderla in italiano, come avere le missioni italiane in ogni dove. La comunitá é importante e fondamentale per la nostra stessa cultura. Se mancano missionari italiani, raccogliete non una firma ma in migliaia per averlo. Non bisogna perdere i propri valori anche se emigrati. Poi un’ultima cosa ma non per questo ultima, é il Corriere d’Italia. Ho avuto modo di leggerlo in Hotel. Date voce e capitolo ai nostri connazionali, senza fare distinzione. Scrivete cose reali. Informate i nostri connazionali. É di questo che oggi la gente ha bisogno. Non l’ho visto ancora in nessun’altro giornale. Invito pertanto anch’io tutti a richiederlo. Che idea ha sugli oroscopi? Non leggete ne seguite l’oroscopo. L’oroscopo per me non serve a niente. Ognuno di noi ha un proprio percorso. Io sono del parere che un lettore deve prima documentarsi e oggi, con tutti i mezzi che abbiamo, possiamo farlo. Prima di avvicinarsi all’astrologia o a qualsiasi altra tecnica divinatoria che si vuole usare, deve essere studiata attentamente per renderci conto che tutte queste materie devono essere sentite non come un mezzo da sfruttare ma come una cultura da cui arricchirci. Quali sono i suoi prossimi progetti? A breve saró ad una importante mostra a Cuba su questo mio settore, per una dimostrazione di una tesi che sto lavorando da tre anni. Sto uscendo con un mio libro, dove racconto tutto il percorso della mia storia. Di come nasce il mio casato, tornando indietro a mille e trecento anni fa. A Gennaio 2013 riparte la mia tournée e proprio da Rocco ad Heidelberg. E ti diró, bolle in pentola anche un’altro importante progetto per gli italiani all’estero ma per scaramanzia non lo dico. La manifestazione, organizzata dal Ristoratore Trattoria Vecchia Bari, Rocco Cafaro, gestore di tre rinomati ristoranti nella zona, é stata arricchita fino a tarda notte dal gruppo musicale Gli Arieti accompagnata dall’agraziante voce di Cristina Gagliano. Ringraziamo la calorosa ospitalitá avuta dal Ristorante e la disponibilitá concessa da Lello Raffaele Guida sia per l’intervista, sia per avere aperto in diretta nella emittente televisiva di Studio 5 Napoli Mia in Germania, un ampio spazio a favore della nostra redazione TeleVideoItalia di Angela Saieva e del Corriere d’Italia e dell’operato giornalistico svolto dal 1951 ad oggi, con serietá e professione per i nostri connazionali sparsi nel mondo. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Il Sindaco Gert Hager di Pforzheim visita Naro
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Naro riceve il Borgomastro tedesco, per l’intitolazione del largo adiacente San Calogero. Uno scambio interculturale e commerciale. Incontriamo Gert Hager, Sindaco di Pforzheim in occasione dell’intitolazione del largo adiacente, della rotonda di San Calogero alla città di Pforzheim, Naro si è svegliata in un clima di festa. L’evento è stato presieduta dal Sindaco della città di Pforzheim, Gert Hager. Con l’inno nazionale tedesco e quello italiano, diretto dal maestro Rosa Maria Giunta del Coro Polifonico dei Pueri Cantores, il Sindaco Pippo Morello ed i consiglieri comunali Lillo Burgio, Angelo Gallo, Lidia Mirabile, Agostino Scanio, Vincenzo Fontana e Salvatore Milazzo, hanno dato vita alla seduta consiliare. Tra i numerosi cittadini hanno preso parola Ignazio Bonanno, ex emigrato, Calogero Sferrazza tutt’ora residente a Pforzheim, Giovanni Tesè dirigente regionale del Centro Orientamento Emigrati Siciliani, il Maresciallo dei Carabinieri Gaetano Pallavanti e il Priore della Matrice don Stefano Casà. L’intervento di Horst Basert, presidente dell’Associazione Italo-Tedesca, Anita Gondek, responsabile dell’ufficio integrazione del Comune di Pforzheim, Rolf Constantin, consigliere comunale e il Sindaco di Pforzheim Gert Hager, è stato conclusivo. L’intestazione della “Piazza Pforzheim” fortemente voluta dai naresi emigrati, viene dal fatto che a Pforzheim ne risiedono in ca. seimila. A lubrificare il “motore” burocraticamente inceppato da anni, ci ha pensato il Sindaco Pippo Morello. "È stata un’ottima occasione, per consolidare questo contatto vivo ed illuminante tra Naro e Pforzheim..." ha dichiarato "...faró fede alle promesse fatte al Borgomastro di Pforzheim Gert Hager, ai fini di definire non solo un programma di scambi interculturali e commerciali ma di mostrare: sia che Naro ha un patrimonio storico, monumentale ed artistico, sia di fare constatare origini e radici di coloro che hanno contribuito a ricostruire Pforzheim e a supportarne lo sviluppo economico ed industriale". "Visitare Naro è stata una bella esperienza che sicuramente ripeterò..." ci dice il Sindaco Gert Hager "...conservo un’ottima impressione dell’ospitalitá avuta dal collega, Pippo Morello. Parlare con i naresi ritornati in patria, dopo cinquant’anni di emigrazione a Pforzheim, mi ha fatto un certo effetto. Nella nostra Cittá, rispetto al lato oscuro dell’integrazione di ieri, l’emigrato di oggi si confronta decisamente meglio. Pippo Morello gestisce bene il suo Paese e i suoi abitanti..." conclude "...pertanto la loro prossima visita a Pforzheim rafforzerà di certo i nostri rapporti". Suggestiva è stata la mostra fotografica, allestita nella villa comunale dall’Associazione Culturale Indara, seguita dalla degustazione di prodotti tipici casarecci, a cura dell’Associazione AUSER e della cooperativa sociale Network Word Social Project, concludendo con la rappresentazione della commedia “La Giara” di Pirandello a cura del Teatro Dialettale Calogero Gueli Alletti. Il consigliere comunale Lillo Burgio ci fa sapere che "...il legame di Pforzheim con l'Italia é fortemente legato al tema dell'emigrazione. Oggi sono consigliere, mentre ieri ero un emigrato a Pforzheim. La mia posizione e quella della mia generazione, testimonia in parte l’ineluttabilità del fatto che Italia e Germania sono insieme ed egualmente Europa. Naro si apre a Pforzheim, in una prospettiva che possa assumere valenza diversa rispetto al passato". Pforzheim, all’inizio degli anni sessanta, è stata scelta dai naresi per la possibilità di lavoro nei cantieri edili, essendo stata semi-distrutta dai bombardamenti anglo-americani, nella seconda guerra mondiale. I primi emigrati a Pforzheim, quale i fratelli Calogero e Pietro Sferrazza aiutarono gli altri a salire e a sistemarsi dignitosamente nella denominata “Goldstadt” Cittá dell’oro, sino a formare la comunità narese più numerosa tra quelle residenti all’estero. Oggi, grazie al Sindaco Pippo Morello con l’attiva Giunta e i suoi consiglieri, anche per i “naresi” simboleggia ufficialmente una meritata targa. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.de - Tutti diritti riservati.
- Solo un problema scolastico? Ai nostri microfoni Anna Picardi, coordinatrice del progetto istituito
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Presentare quello che lo Stato italiano fa attraverso le istituzioni quale finanzia gestori operatori del settore scolastico e sociale. L’invito é cooperare unendo risorse e competenze. Incontriamo Pforzheim Anna Picardi, coordinatrice del progetto istituito dal Consolato. Creare la rete, il Network, spiega Anna Picardi, salita in cattedra anche in rappresentanza del Dr. Bartoletto del reparto scuole del Consolato Generale d’Italia di Stoccarda. Un sistema moderno che non permette più di operare ognuno per i fatti propri.Unire appunto risorse e competenze per affrontare e risolvere le difficoltà che incontrano i nostri giovani e non solo nelle scuole, spiega, quindi bisogna partire da noi. Spesso non si conosce quale è il ruolo o il compito di ognuno perché quello che caratterizza noi italiani è questo modo di agire da soli. La dottoressa stessa ad esempio ammette che non era a conoscenza dell’esistenza di alcuni rappresentanti a Pforzheim perché tenuta allo scuro, quindi non aveva mai avuto l’opportunità di incontrarli prima. Questa non è una critica dice, ma un’osservazione e se mai una “riflessione” sui comportamenti di noi italiani. Il “suo” é un invito a cooperare insieme senza ingolfare o schiacciare chi ha la facoltà di essere, di fare, avere un’ idea o un grado di cultura in più. Da soli si sa non si può fare niente, tanto meno risolvere problemi comuni. L’obbiettivo di questa riunione che solo per questa volta non ha visto la presenza dei genitori è stata appunto di carattere tecnico. Vedere prima tra le istituzioni che operano nel settore scuole e sociale se si conoscono e se riescono ad intraprendere un rapporto di collaborazione. Per i genitori è previsto un’altro intervento, assicura, dove si potrà discutere e riflettere cosa la scuola tedesca si aspetta da loro e qual’è il ruolo dei genitori nel successo scolastico. La conferenza si è tenuta presso la Landratsamt di Pforzheim e la Dottoressa ha ritenuto soddisfacente la presenza di responsabili di strutture importanti che non hanno declinato il suo invito. Ringrazio a tale proposito la presenza della Deutsche Italienische Gesellschaft, la Caritasverband, la Jungendamt, la Gesundeitsamt, il dipartimento europa managing SDA Sanremo Eventi dell’Accademia della Canzone Italiana, il Comites, diversi docenti italiani e tedeschi di istituti scolastici, come Claudia Stefanelli e Herr Klotzt della Nordstadtschule, Maria Capozzi della Osterfeldschule, e tanti altri venuti dalla provincia. Presente pure Luisa Grussone rappresentante dei genitori italiani degli alunni della 4° elementare e non per ultimo la Stampa e la sua emittente TeleVideoItalia Angela e attraverso lei quella del Corriere d’Italia quale, da fedele lettrice, maggiore é il ringraziamento per l’importante presenza avuta e per avermi dato l’opportunità di lanciare questo importante messaggio. Da circa un anno è mezzo è stato messo presso quasi tutte le scuole, un’insegnante italiano o in loro assenza degli esperti esterni, sostiene la Dottoressa, così come degli assistenti sociali. A secondo della presenza degli alunni italiani sono stati offerti pure dei “mediatori” incaricati a raccogliere le problematiche e non solo delle scuole ma anche delle famiglie. Questo ruolo andava istituito già anni fa, ribadisce, e che si dovrebbe estendere anche nelle scuole. Questo è anche un’altro modo per segnalare che bisogna conoscersi e cooperare. Tanti i temi confrontati che di certo non c’è stato il tempo di annoiarsi. Peccato che alcuni pur avendo voce in capitolo, non hanno invece speso una parola. Vincenzo Marrone per esperienza vissuta si dibatte almeno per i nostri bambini che non sono ritenuti scolari modello solo perché sono molto vivaci e non -stile robot- come molti insegnanti gradirebbero. Anche il direttore della SDA Sanremo Eventi commenta, sono a favore della disciplina scolastica, ammette, ma senza esagerare. Abbiamo frequentato tutti la scuola e sappiamo bene che la colpa più delle volte è degli insegnanti. Si pensa spesso che la causa sia il disinteressamento dei genitori o l’incomprensione della lingua tedesca. Guardatevi intorno, dice, i nostri ragazzi parlano il tedesco meglio di noi. Se i figli non hanno dei buoni risultati scolastici è perché a scuola non si sentono a loro agio, non sono motivati ne invogliati dagli insegnanti. A volte vengono incolpati o puniti per banalità da spazientiti che confondono quasi sempre il temperamento con la disciplina. Il risultato? Dopo un anno di studi aspettano a dirti che tuo figlio va male due o tre mesi prima della chiusura delle scuole, con in mano il classico modulo da fare firmare. Rimandato! Grussone Luisa interessata anche alle tematiche del progetto, lamenta disinteressamento e poca informazione. Spesso si sente dire di innovazioni, leggi, aiuti, diritti e quant’altro che dovrebbe arrivare in mano alle famiglie italiane, dice, ma non è riuscita francamente ancora a capire se questa cadenza di divulgazione di circolari, dipende dai membri competenti consolari o tedeschi. Di certo c’è che lo Stato italiano finanzia operatori per dare maggiore assistenza e informazione diretta ai nostri connazionali. Una lettera non è mai arrivata, eccetto quella su chi dover votare. Quando hai bisogno di qualcosa fai la fila per ore nei centri di assistenza senza essere neanche sicuri di entrare. Più grave diventa quando un figlio ha problemi seri di salute e con tutti i certificati medici nessuno lo capisce, nessuno lo sostiene. Conta solo una diagnosi “svogliato”. Un caso quest’ultimo reale dove una famiglia di Pforzheim che abbiamo incontrato e ansiosa di essere presente alla prossima riunione per sfogarsi, rivela che da anni lotta per dei diritti mai ottenuti sulle condizioni del proprio figlio. Se ci sono, perché farci sbattere la testa al muro? Grazie per l'attenzione che mi Intanto lascia a desiderare la statistica della presenza di italiani nelle scuole. Sono stati contati appena 589 scolari, 82 nella Real, 27 nella Gynnasium, contro ca. 4.800 abitanti italiani tra Pforzheim e provincia. Per non parlare della sfilza di rappresentanti di diversi settori presenti a Pforzheim e che se davvero collaborassero tutti insieme terrebbero uniti questo numero di italiani visti sfilare insieme in piazza solo in un'unica occasione e grazie ai nostri “azzurri”. La dottoressa Anna Picardi ce l’ ha messa veramente tutta. È arrivata da Stoccarda decisamente con un bastimento carico di innovazioni, consigli e quant’altro. Ora non resta che vedere se il concetto sia stato chiaro a tutti e in tutti i sensi. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- MOGOL e il Festival. Presidente di giuria in soli 3 anni e’ riuscito a coinvolgerne piu’ di 6.000
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. In occasione dell’apertura delle iscrizioni del Tour Music Fest 2010, abbiamo intervistato Giulio Rapetti Mogol, dal 2007 Presidente di Giuria del festival che in soli 3 anni e’ riuscito a coinvolgere piu’ di 6.000 artisti da tutta la penisola. Da poco finita l’esperienza Sanremo, molto contestata dalla maggior parte degli addetti ai lavori. Cosa sta succedendo in Italia a livello di produzione musicale? Mi sembra che stiamo vivendo un periodo di canzoni di passaggio che non rimangono nel cuore della gente. In Italia quando si tratta di produzione, siamo ‘al lumicino’…se la produzione nuova continua a basarsi sugli show televisivi, le scuole televisive, X Factor e cosi’ via, i contratti discografici continueranno ad allinearsi non con la qualita’ ma con l’auditel e le manifestazioni tv non si basano sulla meritocrazia. Lei ha lavorato con le più belle e straordinarie voci e con le più importanti band della storia della musica ed è stato definito il massimo autore italiano. Quali erano le possibilità di affermazione nell’ambito musicale italiano degli anni Sessanta? Le possibilità di affermazione negli anni Sessanta erano sicuramente maggiori rispetto a quelle di oggi anche se il livello artistico era sicuramente minore. Intendo dire dal punto di vista degli arrangiamenti e delle sonorità, rispetto a oggi bastava un’aria felice e la canzone o il progetto discografico si lanciavano da sé, mentre oggi i grandi problemi riguardano la promozione e la visibilità…negli anni Sessanta era molto più semplice riuscire a farsi ascoltare e quindi incidere un disco e promozionarlo su larga scala Cosa pensa del panorama musicale attuale? Purtroppo i prodotti e le iniziative sono tante e di una qualità di arrangiamenti decisamente superiore a quando ho cominciato io. Il grande problema è l’omologazione e l’impossibilità di avere visibilità e promozione a prescindere da alcuni standard imposti. La musica si “adopera” e fruisce venti volte di più rispetto a quaranta anni fa e costa di meno, ma le necessità di mercato impongono l’adeguamento a prototipi e una promozione ristretta al genere di riferimento. Quali prospettive vede per chi si affaccia in questo periodo nel mondo e nel mercato della musica italiana? La maturità artistica si raggiunge solo attraverso la formazione, la sperimentazione sul palco, la voglia di mettersi in gioco e una promozione reale. Per questo ultimamente non si riscontrano nuovi grandi artisti, sono tutti nomi piccoli che stentano ad affermarsi e che spesso rimangono vincolati al loro mercato di riferimento senza un’ulteriore diffusione e possibilità di visibilità, sia per il rock che per la musica leggera. E’ d’accordo con chi ritiene che per produrre e diffondere musica di qualità sia necessario rivolgersi al mercato estero? La stessa situazione italiana si propone anche su scala europea perché è figlia del profitto e del marketing, ma l’artista o la band oggi si deve confrontare necessariamente con il mercato internazionale, per poter fare sperimentazione e crescere artisticamente. Anche per questo sono importanti le grandi vetrine nazionali, per poter essere conosciuti anche in Europa. A proposito di grandi vetrine, quanto spazio è riservato ai giovani emergenti? Lo spazio riservato ai giovani emergenti è poco…è difficile avere visibilità, farsi conoscere e anche farsi ascoltare oltre il proprio circuito locale. Alla musica, attraverso la radio, è riservato ampio spazio, ma il mercato è frazionato. Ciò che colpisce è il frazionamento dato dalla soggettività delle singole radio o delle singole manifestazioni, legate a un determinato ambiente artistico e musicale che impedisce una promozione e una visibilità totali e su larga scala che si tratti di pop, di rock, di progressive, di musica d’autore e così via. La formazione resta un fattore fondamentale. Quali sono le possibilità di affermazione e le caratteristiche fondamentali che dovrebbe avere un giovane o una band emergente? Deve mettersi alla prova, sperimentarsi, crearsi una cultura musicale e farsi conoscere. Formazione e promozione: le due parole d’ordine. Le caratterisriche... una grande passione e la voglia di sperimentarsi e crescere. Ma per affermarsi, secondo lei, conta più il talento o lo studio? A questa domanda ha risposto anche Albert Einstein: “l’1% è l’ispirazione, il 99% la traspirazione” ossia il sudore, l’impegno. Anche Leonardo Da Vinci e tutti i grandi hanno risposto così a questa domanda. Il talento, la scintilla senza impegno e sudore non valgono nulla. Solo lo studio ti permette di diventare artisticamente imprevedibile. Bisogna ragionare sull’impegno, il sudore, i tempi lunghi… In un momento in cui tanti speculano sui sogni dei giovani artisti, perché ha scelto di esserne il presidente di giuria? La possibilità di crescere e maturare artisticamente. L’unica garanzia di un artista è il suo impegno e la voglia di mettersi alla prova. Il talento lo devi far crescere e senza la cultura musicale non vale. Bisogna lavorare, coltivare la propria passione, avere una passione critica e autocritica, che si acquisisce solo mettendosi alla prova direttamente e ascoltando gli altri Qual è la prima cosa che nota quando deve giudicare una band, un giovane interprete o cantautore? Cosa cerca nella nuova musica? La sincerità, sicuramente la sincerità e la voglia di crescere. Nei giovani cerco la credibilità ciò che viene espresso e la possibilità che ciò che esprimono sia creduto e reale…sentito Cosa la spinge ancora dopo tanti anni e tante soddisfazioni ad appassionarsi ai giovani aspiranti interpreti e cantanti? La musica serve a riscattare le persone, la cultura popolare…e la cultura popolare non può fallire! E’ questo che mi spinge ancora ad interessarmi all’argomento e a cercare nuove scintille anche partecipando ai lavori. Tre cose che servono per entrare nel mondo della musica e tre cose che non si devono fare. Impegno, impegno e impegno. Ciò che non bisogna fare è considerare l’arte al livello di mestiere, lavorare con la musica per la voglia di realizzare qualcosa di bello. Preferisco un dilettante con la passione a un professionista che ha come obbiettivo il guadagno! Grazie a lei Angela e alla sua emittente TeleVideoItalia per lo spazio dedicato, é stato un piacere incontrarla. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.de - Tutti diritti riservati.
- Amedeo Minghi, Cantante e Cavaliere dell’ordine al merito della Repubblica Italiana
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Lo incontriamo in occasione della “Festa Internazionale della Musica nonché la Giornata Mondiale per la lotta alla Sclerosi Laterale Amiotrofica. L’artista romano ha collaborato con artisti come, Califano, Morandi, Oxa, Pavone, Mietta, Nava, Mia Martini e tanti altri ancora. Ha pubblicato inoltre nel 2006 un libro confessione di grande impatto dal titolo “L’ascolteranno gli americani”. Compositore, autore, cantante le piace essere chiamato “maestro”?. A Roma si chiamano tutti “maestri”. E’ semplicemente un modo di dire romano, molto diffuso. Io non ho questo titolo e pertanto non mi faccio affatto chiamare “maestro”. Ho dei titoli veri che invece potrei utilizzare ma me li tengo perme. Ha collaborato con numerosi artisti. Quale connubio é meglio riuscito per la sua crescita artistica echi le manca nel palmares per il duetto della vita? Per la crescita artistica sono stati due i personaggi importanti: uno è Gaio Chiocchio, purtroppo scomparso e non è più con noi, l’altro è Pasquale Pannella, con il quale abbiamo scritto cose bellissime e che ricorderemo per sempre, perché sono tra le cose più importanti che abbia scritto nella mia carriera. Oltre al canto puro e semplice, si propone in recital musical teatrali, scrive un libro “L’ascolteranno gli americani”. Pura ricerca creativa, od intento d’allargaregli orizzonti artistici? E’ connaturale al mio carattere. Io la musica la vivo in tutti i suoi aspetti, per cui, che sia una canzone, una colonna sonora, un commento, un balletto odaltro, io la uso, perché il mio mestiere è quello di fare musica. Ha fatto molta gavetta. Il suo primo Album esce solo nel ’73 con “A.Minghi”), poi nel ’77 con “L’immenso” nel’90 sale sul podio di Sanremo con Mietta. Bell’esempio di maestria ed umiltà? Questo corrisponde a verità, perché ho sempre continuato a perseguire il mio discorso musicale ed artistico, d’altra parte ribadito anche l’anno scorso al “Festivaldi Sanremo”, con il pezzo dal titolo “Cammina, cammina”; si va sempre avanti, ho cercato di portare innanzi questo concetto poi, le circostanze, per fortuna, mi hanno dato ragione. Fosse agli esordi, ci andrebbe ai talent show come X-Factor ed Amici? Ah no Angela. Assolutamente no! Otto volte a “Sanremo” tra gioie e delusioni ha dichiarato ...Purtroppo il Festival è figlio di se stesso, mutano le formule ma la sostanza rimane quella”. Che tipo di vetrina resta per lei? Purtroppo é una vetrina che fa brutta mostra di sé. Anche se, come tutte le cose, c’è sempre l’altra faccia della medaglia e quindi, per tanti che subiscono questo destino, c’è poi qualcuno che invece da Sanremo trae riscontri positivi. Ma è un po’ come in tutte le cose, no? Anche tutta questa crisi economica, dove c’è chi sta perdendo tutto e chi invece sta arricchendosi anche troppo e pericolosamente. Oggi si evidenziano tatuaggi, piercing, lifting, look estremi, ancorché anoressia, bulimia, alcolismo, droga, xenofobia e quant’altro. Sono esempi di un’umanità bruciata, confusa ed infelice, che stenta a ritrovarsi? Esempi di una generazione di genitori imbecilli!!! Sottolineo tre volte imbecilli perché il mestiere più difficile è quello di fare il padre e la madre ma, certo, se il padre si mette a competere con un ragazzino di tredici anni, il cretino è lui. Ed è molto probabile che poi, ne sortisca una di quei figli che lei ha descritto e che invece avrebbero ben altre potenzialità. In occasioni come la Giornata Internazionale della musica ma soprattutto per il Global Day, giornata mondiale della lotta contro la SLA (sclerosi lateraleamiotrofica) con che spirito affronta il palcoscenico e come pensa di poter tornare utile alla causa? Con la mia presenza. Penso che se la mia partecipazione, come quella di tanti altri miei colleghi, può servire a portare più gente in questa Piazza. Che poi la musica ha questo aspetto importante di saper fare aggregare, no?! Se il mio nome, assieme a quello degli altri, può essere utile alla causa portando invece che mille, quei millecinquecento, va benissimo! Per cui, più gente abbiamo e più media abbiamo; ecco quindi, io metto i miei 43 anni di carriera sul piatto. In “Gerusalemme”, “dedicata alla città come se fosse una donna”, si cita: “Luce che accende le tenebre ai figli, Stellamaestra agli uomini, Madre di tutte le madri, voce di tutte le voci, nel silenzio lenisci il dolore, bella fra tutte le spose fra le belle desiderata”. Un’autentica dichiarazione d’amore? Sì. Gerusalemme infatti, anche nella Bibbia è descritta come una donna. Infatti questi testi li ho scritti ispirandomi ai Testi Sacri, nel senso che non li ho copiati, per carità, ma sono andato a prendermi il senso di certe cose e Gerusalemme è stata immaginata come un donna, tant’è che come una “donna bellissima e meravigliosa”, è stata (ed è) contesa. In “Pensiero di pace” tratto dall’album “L’altra faccia della Luna” disse: “La Pace è pensiero buono, patrimonio dell’Umanità”. A due passi da qui si vorrebbe porre contro ogni logica, impatto ambientale e non solo, una decisa opposizione popolare una nuova Base Usa che di certo non porterebbe un giardino di fiori! Altro che città dell’UNESCO! O no? Sì, infatti ecco perché nel mio libro scrivo metterei, tra virgolette, come una sorta, non di Legge, ma un “Decreto Legge”, per portare la gente a Gerusalemme; perché se non vai lì, in quella città, non capisci e non ti rendi conto. Tutte queste cose che lei ha detto adesso, sono tutte figlie dello stesso problema. Problema che nel Pianeta è uno, ed è la Guerra che c’è nella Terra Santa. Questo è proprio il problema dei problemi, quello basilare. Unioni di fatto, adozioni per coppie di fatto, testamento biologico, eutanasia. Come la pensa al riguardo? Sono contrario, in quanto Cristiano. Le unioni di fatto vanno benissimo ma sono contrario alle adozioni di bambini, da parte di gay o di lesbiche, ed in questo penso di avere un’immagine “classica”. Mio nipote cerca la mamma e vuole il papà. Un mondo dove la mamma ed il papà non ci sono, mi sembra che lo si vada a peggiorare, non a migliorare. Sulle coppie di fatto, è diverso. Gli uomini e le donne hanno il diritto di scegliersi l’amore come lo vogliono; pretendere invece, di essere d’esempio agli altri, è sbagliato. Si è soliti dire che s’è tutti uguale di fronte alla morte, lei lo crede pure? No, anche durante la vita, perché per Dio, siamo importanti tutti ed i ruoli diognuno di noi, nel gran disegno di Dio, sono comunque rilevanti. Non c’è nessuno, su questa faccia della terra, che sta qui per caso o sta qui perniente. A chi darebbe un bacio e a chi uno schiaffo? Ma Angela, la vita è sempre un bacio. Ad esempio questa serata lo dimostra. Ci sono delle persone qui presenti che vivono delle vite terribili, che non possono né muoversi, né decidere nulla autonomamente, intendo i malati di Sla presentiallo spettacolo e non solo quelli. Eppure sono qui a dimostrare quanta vita hanno in corpo. Sono loro che ci dimostrano come la vita sia un fatto meraviglioso. Perché non vogliono mica morire questi qui eh! Giustamente ci insegnano a ricordarci che ogni mattina al risveglio, noi abbiamo un gran culo! Cosa le manca per sentirsi pienamente realizzato? Molte cose. Sto programmando ecco, forse questa Messa, ma pure il musical finalmente, visto che in più di quarant’anni non ne ho mai fatti. Lo farò adesso che per questo genere di spettacolo, per come lo penso io, l’Italia è pronta. Per cui ci saranno ancora canzoni, ci saranno ancora musical, ci saranno ancora film e, se Dio vuole, per tutta la mia vita, MUSICA. Grazie per essere venuta a trovarmi e per il tuo intervento fatto con la tua emittente TeleVideoItalia Angela. Un saluto a tutti i connazionali in Germania e nel mondo. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.



























