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  • Riccardo Fogli in concerto a Monaco

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Riccardo Fogli in concerto, Lo incontriamo con un repertorio che in gran parte é quello della vita di tutti noi. Quando hai deciso di fare il cantante? E’ cominciato come un hobby che sognavo. Sai, io sono figlio di un metalmeccanico. Papà era nato e vissuto in un momento storico in cui era difficile avere un mestiere. Lui voleva la sicurezza di poter dare a noi da mangiare tutti i giorni e infatti, a 14 anni, anch’io lavoravo giá come metalmeccanico in una grande azienda. Il resto è venuto da sè. Mi iscrissi a scuola di musica, poi ad un concorso di voci nuove. Lo vinsi e da lì cominciai a sentirmi un pò “cantante”. Il mio maestro mi trovò nel frattempo alcuni ingaggi. Trasferito a Piombino, trovai un gran fermento musicale. Scelsi il gruppo che più mi somigliava e ci iscrivemmo al festival di Ariccia. Dopo varie frequenze, incominciò la mia avventura con i “Pooh”. La favola cominciò nel ‘66 e finì nel ‘73, con un po’ di lacrime e un po’ di dolore e cominciai la mia vita daccapo, fra alti e bassi. Ad ogni modo ho poi vinto il Festivalbar, Sanremo, la vela d’oro ed ho pubblicato molti album di cui l’ultimo, un cd singolo dal titolo “ ci saranno giorni migliori” che anticipa l’album che uscirà a breve e conterrà 11 brani inediti ai quali sto lavorando da tempo. Cosa ti piace o meno di questo lavoro” Sai, questo è un mestiere che rasenta l’effimero. Ad esempio, a 18 anni ho detto ai miei che non sarei tornato a casa perché avrei suonato con i “Pooh” di fatto mollando tutto. Ci vuole del coraggio e un po’ d’incoscienza nel fare una scelta simile. Non solo, per suonare ho dovuto trascurare per anni molte cose che fanno parte della vita degli adolescenti. Anche cose quotidiane, come giocare a calcio o altri hobby normali per i ragazzi. Vivevo di sogni. Cosa abbastanza strana per quel periodo e all’inizio non è il massimo. Inoltre, ogni tanto rischi di fare la figura del “fissato” perché passi tutto il tuo tempo a suonare mentre gli altri fanno “i ragazzi”. Questa professione è un vero salto nel buio. Non c’è nessuna certezza. Si sta chiusi in una stanza a cercare di dare il meglio di sè ma non si sa fino all’ultimo se quel pezzo di vita che stai raccontando piacerà oppure no. Infatti molte idee non sono mai arrivate al pubblico. Che consigli puoi dare ai giovani che si avvicinano a questo mestiere? Che questa è una professione a tutti gli effetti fatta di rinunce, di notti passate al volante, di panini, di Maalox. Perché durante il concerto sei il cantante, il protagonista. Ma prima di arrivarci hai chilometri di code da fare. Devi ogni sera trovare la voce, la concentrazione, lo spirito giusto e la camicia stirata, lasciando giù dal palco qualsiasi problema personale. Quanto durerà il tuo tour quest’anno? è un lungo tour che in realtà dura da tutta la vita. Con i “Pooh” diventammo bravi perché suonavamo tutto l’anno, senza fermarci. Tra le canzoni che scrivevamo facevamo le “cover” dei grandi gruppi. Questo, ha fatto crescere la nostra capacità di spaziare nella musica. Come nascono le tue canzoni e attraverso quale processo creativo le tue idee arrivano ad essere dei prodotti finiti? a volte nascono degli embrioni di canzone da un pensiero, buttato giù al computer (oggi) o su un pezzo di carta appoggiata ad un ginocchio, poi si ascolta l’idea e la si elabora vestendola con il testo e con l’arrangiamento. Le idee vengono fuori da libri, film, o da sensazioni che mi provengono dall’esterno. L’artista è come un amplificatore di emozioni. Filtra attraverso il proprio personalissimo senso emotivo, le sensazioni che la vita offre e le rielabora cristallizzandole in suoni e poesia Hai fatto sposare o fidanzare qualcuno con le tue canzoni? Si mi è capitato e non solo con le canzoni che hanno avuto successo ma anche con quelle minori. La gente legge tra le righe e si appropria delle canzoni. Questo è straordinario. Talvolta, riesco quasi ad individuare negli occhi delle persone le canzoni alle quali sono più legate. Sei sempre riuscito a distinguere la persona dal personaggio? A volte. Sopratutto tra i giovani, si tende a fare confusione tra le due figure. In particolare per quanto riguarda il soggetto al quale è rivolto l’affetto del pubblico, indirizzato più spesso al secondo che non alla prima. Tieni a lasciare la tua vita fuori dal palcoscenico? C’è chi tiene a lasciare la propria vita personale fuori dal palcoscenico e chi invece non si crea problemi. La verità forse sta nel mezzo. Io nelle mie canzoni parlo delle mie cose personali. Ho parlato di mio figlio nel brano Sigfrido, perché stavo leggendo Sigfrido e la mia compagna rimase incinta e per me mio figlio era Sigfrido, l’invincibile per un certo numero di mesi nella pancia della mamma. Poi, a metà gravidanza, ho desiderato che il mio bambino fosse solamente un bambino come tutti gli altri. E per fortuna lo è. Io non mi nascondo alla gente anzi, vado a fare la spesa al supermercato con la mia donna e il mio bambino che spinge il carrello. Questo solo per dire che sono me stesso, sempre. Del resto non ho difficoltà in questo senso, anche perché il rapporto che ho con il mondo è molto buono. Dino, Angela sapete, siete una bella coppia anche musicalmente, avete una bella grinta e regalate emozioni, vi ho ascoltato prima e mi siete davvero piaciuti e del resto, affrontare cinquemila persone sotto un palco come questo di questa serata é tosta per tutti! Mi ha fatto davvero piacere incontrarvi e faccio anche un grande saluto attraverso la tua emittente TeleVideoItalia Angela, agli italiani nel mondo e a quelli che mi seguono musicalmente. Ciao da Riccardo Fogli. Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Enzo Ghinazzi o meglio conosciuto Pupo. Dalla musica alla televisione

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Enzo Ghinazzi, meglio conosciuto in arte "Pupo". Dalla musica alla televisione, facendo un'incursione inaspettata in teatro, ecco chi ama le sfide. Sul palco del teatro dei Filodrammatici di Milano è di scena fino al 22 febbraio "Il grande Croupier" che vede come protagonista Enzo Ghinazzi, conosciuto al grande pubblico come Pupo. Una scelta inaspettata. Lo incontriamo e giá da subito, con grande generositá, ci da spazio e nasce cosí anche una grande simpatia e stima reciproca. Dagli studi di "Affari Tuoi" sul palco di un teatro milanese. Perché questa scelta? In realtà è una scelta venuta molto prima del successo televisivo degli ultimi mesi. Sono due anni che stiamo capendo con il regista Navone e la persona che mi supporta nei testi come avvicinarsi al teatro. E alcuni fattiveri o verosimili della mia vita sono lo spunto ideale. Così è nato Il Grande Croupier". Le piace essere spericolato? Spericolato no ma rimettersi sempre in gioco sì. E il teatro fa parted ella sperimentazione del mio lavoro e della ricerca di forme artistiche sempre nuove e diverse senza farsì che uno si adagi nella stessa solita veste. L'obiettivo non è il pericolo ma dovrebbe essere quello di stupire". Lei ha un rapporto d'amore e di odio con "il gioco". Delle suevicende biografiche quanto vedremo dietro al sipario? Il grande croupier è un recital sulla mia vita e in teatro ci sono alcuni dei momenti più importanti, tragici, toccanti ed anche divertenti della mia vita. Porto in scena per esempio alcuni degli episodi che mi hanno toccato particolarmente, da quando rischiai la vita in una roulette russa, a quando in un colpo solo nel 1983 persi 130 milioni al tavolo delle chemin". Quanto pensa la abbia aiutato "Affari tuoi" per ritornare sullacresta dell'onda? Diciamo che Affari Tuoi mi ha aiutato relativamente, questo programma è arrivato dopo un percorso artistico preciso durato cinque-sei anni che ha consentito di riposizionarmi e di darmi nuova luce e visibilità, programmi come il Funambolo, la mia vita in 5 puntate su Rai tre, La fattoria come inviato dal Brasile e il Maloppo sono state tappe importanti che mi hanno portato ad Affari Tuoi". Poco più di trenta anni fa usciva il suo primo singolo. Ne è passata diacqua sotto i ponti? Era Ti scriverò di Pupo, il primo brano firmato con il mio nome d'arte. Mia madre pensava fosse una lettera a un bambino. Oggi a teatro presento La mia nuova sfida ed è come la prima volta". E' già fatta la nuova squadra del prossimo festival di Sanremo. Cosa nepensa Lei che ha diverse partecipazioni sul palco dell'Ariston? Non ho seguito molto le vicende sanremesi. Comunque mi sembra un cast dignitoso. In bocca al lupo a Panariello e Mazzi". Se tornasse agli esordi, che cosa non farebbe mai? Artisticamente rifarei esattamente tutto quello che ho fatto, come ti ho detto nella vita ho sempre rischiato ed ogni cosa che ho combinato nella mia vita mi è servita per capire e per crescere. Forse non rifarei le pazzie che ho fatto per il gioco rovinandomi la vita". Enzo Ghinazzi domani? Non ci penso. Se poi passa una corriera e vengo investito?". Ci tolga una curiosità: perché Pupo? Se dovesse cambiarlo, come si chiamerebbe? Questo nome mi è stato dato da Freddy Naggiar, il discografico della Baby Records che mi ha scoperto e mi ha lanciato nel mondo della musica. All'epoca avevo una vocina dolce e vellutata, un po' da effemminato, non ero molto alto e con il tempo almeno l'altezza non è cambiata. Era il pegno da pagare per il mio primo contratto discografico". Grazie Angela, é stato un piacere conoscere te, tuo marito Dino e la tua emittente TeleVideoItalia Angela. Sono piú che sicuro che anche artisticamente, attraverso la SDA Sanremo Eventi di tuo marito, faremo grandi tourné insieme, specie in Germania. Saluto tutti miei fan e gli italiani nel mondo. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Zucchero, un dolce incontro, Stoccarda lo accoglie

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Stoccarda accoglie con tutto esaurito l’ambasciatore del Rock-blues: il Fly tour partito da Milano con l’Album della figlia Irene Fornaciari che ha aperto le date in Svizzera, é approdato finalmente in Germania. É straordinaria l’accoglienza che ha riservato Adelmo Fornaciari, per il mondo Zucchero, al pubblico tedesco. Sfavillanti lampadari, lunghi festosi tappeti sotto i suoi piedi e su tutto il palco, enormi dipinti attaccati a pareti inesistenti ad effetto tridimensionale, riflettori variopinti quasi come un suggestivo carosello, pronti ad inquadrare il suo salotto settecentesco en nel centro... lui... “Sugar” seduto in una suggestiva poltrona trono in velluto rosso, con bordi dorati e in mano il suo inseparabile “scettro” la sua chitarra. É cosí che il Re del Rock Blues accoglie le migliaia di persone accorse per ascoltare la sua reale musica. Protagonista indiscusso nel panorama internazionale e anche se é stato il palcoscenico del Festival di Sanremo nell’82 che lo ha fatto conoscere al grande pubblico, a consacrare la sua carriera artistica é stato il suo stile, unico e intramontabile. Il grande evento partito da Milano con la presentazione del primo Album della figlia Irene Fornaciari “Vertigini in fiore” e che sta facendo da supporter al Fly Tour, non ha tradito le aspettative. Trasgressivo e geniale, il cantautore Zucchero non ha bisogno certo di molte presentazioni.Indimenticabile sono i duetti con Joe Cocker, Paul Young, Eric Clapton, Brian May, Luciano Pavarotti e tanti altri miti che hanno fatto grande la musica italiana nel mondo. Sono pagine storiche pure per milioni di fan che ormai hanno inciso la colonna sonora della propria vita attraverso i suoi brani, ricordando il passato ad esempio con molto “Rispetto” e proiettandosi nel futuro prendendo il “Volo”. Molti suoi capolavori rappresentano un misto di ricordi del passato ed emozioni del presente. Brani racchiusi ad esempio nel “Blue Sugar” ricordando percorsi che partiti dai paesaggipadani hanno navigato sul delta del Mississipi, portando la sua musica alle porte del rock inglese di fine millennio. La sua musica é un misto di tradizioni e futuro in un viaggio tra i profumi dell’infanzia e le immagini della sua terra natale, l’Emilia. Straordinaria la presenza di una buona percentuale di italiani residenti a Pforzheim al grande evento di Stoccarda il 17 Maggio. Prima di incontrare il Re del Rock Blues, Zucchero, seguiamo l’interminabile coda silenziosa e rispettosa che si lascia controllare dalle forzhe dell’ordine. In sala poi, il pubblico é in delirio mentre i nostri connazionali invocando l’inno del “popoporopopó” gli fá capire che é giunta l’ora di mostrarsi a loro. Puntuale come sempre si é alzato nel frattempo il sipario sorretto dallo stemma imperiale “Sugar Fornaciari”. La sala si riempie subito di un magico boato. Indesrivibile la scena. Partono subito i primi soccorsi causati da forte emozioni, dalle pressioni calcate tra il pubblico e dalla lunga attesa. Poi di colpo tutto tace, la sua magica voce li abbraccia teneramente e li tranquillizza e il pubblico rispettoso lo ascolta soddisfatto. Zucchero ha lasciato il segno ed é per questo che ad ogni appuntamento in compagnia della sua melodia é sempre da non mancare. É tarda notte quando incontriamo “Sugar Fornaciari”. Impensabile che ci avesse dato retta invece... via con le domande!!!! Ha chiamato suo figlio, la sua nuova canzone e il suo nuovo album Blue Sugar. Non c’é niente di nuovo? Come sarebbe a dire niente di nuovo? E’ tutto nuovo. Nei contenuti ho smesso di piangere mia moglie Angela. Nella musica è il disco più internazionale che ho fatto. E’ il più rock, il meno rithm & blues. C’è sempre la matrice soul, c’è molto delta del Mississippi ma c’è anche molta contaminazione moderna, ci sono i Verve, i Radiohead”. Mi armo di finto sguardo intelligente e annuisco. Parliamo dei contenuti? Sopita la grande passione, sono venute fuori le mie radici, l’Emilia, la mia vita quando avevo 11 anni, la solarità della mia infanzia. Un album di ricordi. Una metafora sbiadita. Ricordi di sapori, di colori. Simbolismi. Una ballata di amore e di speranza. Se leggi tra le virgole, i testi hanno continui doppi sensi. Come era lei da ragazzino? Ero un bambino positivo, un capobranco allegro, forte. Gli altri avevano le crisi mistiche, le depressioni, le grandi domande, chi sono, da dove vengo, dove vado. Io no. Forse ero un poco ritardato. Pensavo a divertirmi e a suonare. Volevo solo trovare la mia strada. Organizzavo feste. Formavo gruppi musicali, i Duca, i Monatti. Erano i tempi dell’Equipe 84, dei Nomadi, di Mal dei Primitives, di Patty Pravo. Lei si sente un cantante emiliano? Come temperamento si. Come scuola no. Io sono lunisiano. Mezzo Lunigiana, mezzo Lousiana. Ma in Emilia c’è amore per il rithm & blues. E’ sempre stata una terra amante della musica di colore e del rock. Vasco. Ligabue. I veri talenti della musica italiana vengono dall’Emilia e da Napoli. Milano e Roma hanno dato meno. Panella, l’autore di molti suoi testi, dice: “Zucchero canta di epiglottide. La sua non è una interpretazione, è una pronuncia immediata”. Lei capisce? Ogni volta che canto una canzone è una cosa nuova. Dipende dall’umore. Chi ama la musica che amo io, tipo Eric Clapton, non sta tanto a studiare. Va sul palco e si butta. Cosa pensa di quelli che della propria voce ne fanno uno strumento? Non mi sono mai piaciuti quelli che usano la voce come uno strumento. Tom Waits, Ray Charles, Joe Cocker non hanno una bella voce ma quando aprono la bocca ti danno delle sensazioni incredibili. Ricordi dell’Emilia rossa. E’ un disco politico il suo? Mio nonno, Roberto detto “Cannella”, era un mezzadro che prendeva le botte dai padroni. Mio zio, Enzo detto “Guerra”, era un maoista. Mio padre, Giuseppe detto “Pino”, mi raccontava delle corriere che partivano il sabato per Mosca e tornavano il lunedi mattina. Io sono nato nell’Emilia dei comunisti e sono cresciuto nella Carrara degli anarchici. Ma la politica non mi ha mai interessato più di tanto. Lei ha ottimi rapporti con i preti? Mio zio maoista; quando andava a lavorare nei campi e vedeva don Giovanni che leggeva la Bibbia sul sagrato gli diceva, “Non ho mai visto un prete magro”. Io non ce l’ho con i preti, ce l’ho con le istituzioni. Si è mai rifiutato di cantare per il papa? A Bologna. E Bob Dilan cantò. Dissi scherzando, Vengo se mi fanno cantare “Solo una sana e consapevole libidine libera l’uomo dallo stress e dall’Azione Cattolica”. Successe un putiferio. Mi dissero: anche Bob Dylan si è redento sulla via di Damasco. Io risposi: si è redento sulla via dei 400 mila dollari per tre canzoni. Lei è un provocatore? Ma no. Si trattava di sbruffonate goliardiche. Ma avevano un fondo di verità. Le e mai capitato di avere uno stadio vuoto? Agli inizi. Una balera. C’era un solo spettatore. Che adorava una mia canzone “Una notte che vola via”. Glie l’ho cantata per un’ora e mezza. Sempre la stessa. Ha paura della folla? La folla mi dà energia positiva. Mi fido della folla. Mi lascio cadere a braccia aperte giù dal palco sulla massa dei miei fans. Si chiama “Stage diving”. Peter Gabriel lo fa all’indietro. Io in avanti. Loro mi accolgono, mi sorreggono e mi ritirano su. Tranne quella volta a New York, al Beacon Theatre. Accecato dalle luci non mi sono accorto che la folla non era sotto il palco ma a due metri di distanza. Io ho allargato le braccia e lentamente mi sono lasciato cadere. I miei fans urlavano come pazzi. Ma come potevo capire? Un tonfo terribile. Mi sono rotto tutto. Sembravo il Gatto Silvestro dopo la bomba. É stato un piacere incontrarti, saluto naturalmente tutti gli amici che seguono la tua emittente TeleVideoItalia Angela e un grande abbraccio dal vostro Zucchero! Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • A Pforzheim la Missione Cattolica Italiana celebra la settimana santa tra riti e tradizioni

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Una Pasqua nel rispetto delle tradizioni. Con il rito della lavanda dei piedi, anche la comunitá italiana di Pforzheim ha ripercorso i tre giorni. Una forte valenza drammatica, ritenuta una tra le piú intense e suggestive rievocazioni italiane nel mondo. Un percorso di fede, tradizioni e religiosità che ha luogo da decenni. Ha inizio con il Giovedì Santo con la celebrazione della Coena Domini, memoriale dell’Ultima Cena, durante la quale si svolge il rito della lavanda dei piedi. Segno di umiltà e di servizio agli uomini. A rendere possibile la manifestazione é stata la numerosa presenza della comunitá italiana di Pforzheim, guidata dal padre salesiano Don Santi Mangiaratti, della MCI della Cittá. I fedeli si sono riversati in silenzio e rispettosi presso la Barfüßerkirche, chiesa che si é spogliata degli arredi e delle luci, coprendo il crocifisso con un enorme manto viola, in segno di cordoglio. Attraverso un crescendo di episodi e di situazioni drammatiche il buon salesiano ha riproposto ai suoi fedeli, scene degli ultimi giorni della vita terrena del Cristo. Sintesi dell’itinerario esistenziale di Gesù verso il Calvario, dall’ultima cena alla deposizione. Durante la funzione, aiutato da Padre Victor Cecilio Abrantes, missionario della comunità portoghese, Don Santi Mangiaratti prese un asciugatoio e se lo legó attorno alla vita ripetendo i gesti di nostro Signore, Gesú Cristo. Versata dell'acqua nel catino, scelse tra i presenti “simbolicamente” i dodici apostoli e incominciò umilmente a lavare i loro piedi, ad asciugarli e a baciarli uno ad uno. Tramite Tina Massella, segretaria della MCI, il ruolo dei dodici apostoli è stato rappresentato da: Zimbone Daniele, Russo Giuseppe, Artico Giovanni, Rotondo Vincenzo, Rinallo Diego, Morabito Rosario, Rizzo Angelo, Caruso Salvatore, Tavares Adelino, Tavares Hugo, Calado Gonçalo, Rodrigues Fausto. Per l’incontenibile folla di fedeli, la Santa Messa di Pasqua é stata poi celebrata nella chiesa Jesu Christi. La Passione di Cristo è ormai una grande tradizione. La sua forte valenza drammatica é ritienuta una delle più intense rievocazioni italiane. Per cui il nostro connazionale, ovunque si trovi nel mondo, non vuole mancare. Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • L'arte di Giucas Casella. I suoi numeri inducono stupore e incredulità.

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Incontriamo a Fiuggi, in Italia, uno dei piú popolari ipnotizzatore dei tempi. L'arte di Giucas Casella. I suoi numeri inducono stupore e incredulità. La sua figura ha sempre diviso il pubblico tra chi ci crede e gli scettici. Rende protagonista la forza del pensiero. Lo incontriamo e scambiamo quattro chiacchiere con lui. Giucas Casella non ha certo bisogno di presentazione vista la sua lunga militanza nei programmi Rai e la sua attività di mago e ipnotizzatore. Ma la sua figura ha sempre diviso il pubblico tra chi ci crede e gli scettici. L'appellativo che le viene attribuito è quello di mago. Le sue capacità nascono da particolari studi o si tratta di sue capacità innate? Sicuramente per la maggior parte si tatta di capacità innate affinate con gli studi. E' molto difficile per un mentalista riuscire a ottenere certi risultati solo con lo studio se non c' è un talento innato di base, è come per un musicista o per un pittore, devi avere una vocazione o un talento iniziale che coltivi e affini con lo studio Le richiedono dei numeri magici anche le persone che vi incontrano per caso per strada? Quando sono in giro per lavoro e mi ritrovo in aeroporti o autogrill e incontro dei fan o anche delle semplici persone che mi hanno riconosciuto c' è sempre tanta simpatia.Non mi chiedono dei numeri di magia ma bensì mi chiedono dei veri e propri i numeri come quelli del lotto o del superenalotto, in ogni caso sono sempre incontri molti simpatici e divertenti. Se non foste diventato un mago ha mai pensato a una carriera alternativa? Non ci ho mai pensato anche perché già da ragazzino quando avevo 9 anni avevo già iniziato a coltivare questo talento e quindi mi è sembrato naturale proseguire in questa direzione. Quando si stà per esibire trova che le persone siano più scettiche di fronte ai vostri numeri o più piacevolmente incuriosite? Inizialmente c' è un fortissimo scetticismo generale, l' 80/90% delle persone presenti sono veramente scettiche ed è quella la prima cosa che noto, che mi dà al tempo stesso una grande carica e gratificazione quando tutti cambiano idea man mano che il numero và avanti. Come é entrato nel piccolo schermo? Ho iniziato la mia carriara a 18 anni nelle navi da crociera, a 27 anni dopo 9 anni di lavoro mi sono trovato a Roma e volevo cambiare vita e lavoro, insomma volevo ritirarmi dalle scene. Era il 1979 e Il destino volle che proprio nella capitale incontrai una signora conosciuta nelle navi da crociera che saputo appunto della mia volontà di ritirarmi,organizzò uno spettacolo al Magazzino di Roma.Tra gli ospiti era presente la segretaria di Pippo Baudo che rimase molto colpita e mi volle organizzare un incontro con il presentatore. Dopo 7 giorni conobbi Pippo Baudo che mi volle a Domenica In e da li iniziò la mia avventura televisiva. Tra i suoi numeri qual è il suo cavallo di Battaglia? Sicuramente l'incrocio delle mani è un numero immancabile nei miei Spettacoli! Grazie a te Angela e alla tua emittente TeleVideoItalia Angela, mi ha fatto davvero piacere incontrarti e poter salutare anche gli italiani che sono emigrati in Germania e all'estero. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su televideoitalia.net/intervistelive e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Marco Masini a Sanremo

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Dopo anni di assenza, l'artista decide di ritornare a calcare il mitico palco dell'Ariston. Lo incontriamo, Sesto Sanremo. Come mai questo ritorno all’Ariston? I motivi sono cinque. Innanzitutto perchè Sanremo è la più importante vetrina della musica italiana, la dove gli spazi per i cantautori sono praticamente spariti a favore della discografia straniera. Poi perchè stimo Bonolis e la stima è reciproca, perchè condividiamo lo stesso pensiero. Ho avuto il suo sostegno per la canzone che è un inno d'amore al nostro paese. Terzo, perchè ho avuto un feed back positivo anche dalla commissione che ha apprezzato e scelto il pezzo. Quarto perchè dopo "L'uomo volante" il mio pubblico mi ha visto poco, nel senso che ho partecipato a molti live ma sono stato poco presente, anche perchè fa parte della mia natura. E credo sia giusto riproporsi a loro e lo faccio esponendomi a 360 gradi. In ultimo perchè ho un album da presentare, e più la manifestazione è importante e più lo diventa il progetto. E questo per me lo è perchè è il mio primo album da solo. Ha collaborato con me solo Beppe Dati, per il resto sono produttore, arrangiatore, realizzatore e scopritore di me stesso. Lo vivo come lo vivono tutti, non mi difendo. Poi se c'è qualcuno che vive bene la situazione ben venga. Il mio è un racconto che prende forma dalle denunce della gente. Ho fatto una panoramica partendo dagli anni 20 fino ad oggi, dall'epoca di mio nonno, quella dei miei genitori e la mia. A partire dalle lotte comuniste contro uno stato fascista guerrafondaio, fino ad arrivare a mio padre. Per mio padre religione e politica erano diavolo e acqua santa. Nel senso che lui credeva nei comunisti ed in Gesù, ma non nel Dio michelangiolesco dei preti, anche se sposava la campagna elettorale della chiesa. Mia mamma appoggiava la democrazia cristiana e convinse papà a spostarsi al centro. E' una lamentela generale verso un paese che deve sempre cambiare affinchè non cambi mai la coalizione politica, intanto si espande il potere mediatico, il potere dei profeti della finanza facile che ha diviso ricchi e poveri, ha penalizzato le categorie di basso reddito ed i precari. Insomma la crisi c'è, ed il testo è un riassunto sociale, politico e storico. Una sorta di fotografia storica? Si una fotografia, scatti che riguardano l'immigrazione incontrollata, l'indecisione dei partiti, la confusione generale, la credibilità della scuola, il disagio giovanile, un ordine ed una morale che non ci sono più. La musica ne addolcisce la realtà, non è una canzone politica ma è semplicemente storia. E' un mio semplice pensiero, di disillusione e di disincanto. Cerco la speranza attraverso gli occhi di un giovane. Sei triste, porti sfiga, non funzioni e quant’altre cattiverie insignificanti é stato detto di te. Ma dove trovi ancora la forza e l’ispirazione? Bè se è per questo mi hanno anche definito ad esempio "il profeta della malinconoia" ed il "filosofo del disagio"! Trovo forza ed ispirazione nella vita, mi guardo intorno. Forza ed ispirazione si congiungono, là dove c'è la forza nasce l'ispirazione e dove c'è ispirazione si crea la forza. Penso che si debbano superare i brutti momenti reagendo senza polemizzare. Io ho espresso il mio malcontento quando sono rimasto senza contratto discografico. Ma in quell'occasione ho creduto che si stesse facendo un doppio errore, umano e professionale. Con "L'uomo volante" invece ho vinto un premio importante ed ho venduto un numero considerevole di copie, nonostante la crisi del mercato discografico. Quindi io faccio quello che devo fare, propongo il mio progetto, la mia musica. Se ciò non dovesse piacere, vuol dire che il prossimo dovrà essere più bello di quello precedente. Se avessi un figlio, cosa vorresti che faccia: il cantante o il produttore? Nessuno dei due, altrimenti non avrebbe voglia di andare a lavorare la mattina! Vorrei che facesse quello che più gli piace. L’ultimo tuo capolavoro e quando esce? L'album è "L'Italia e altre storie" ed esce il 20 Febbraio. É stato un piacere conoscerti, ti ringrazio e colgo l'occasione, attravreso la tua presenza e la tua mittente, di salutare tutti gli italiani che mi seguono anche fuori dall'Italia. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su televideoitalia.net/intervistelive e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Gigi Finizio con un album live, registrato davanti a diecimila spettatori

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Gigi Finizio con un album live, registrato davanti a diecimila spettatori. Uno dei cantautori napoletani contemporanei più apprezzati nel panorama musicale italiano. Le sue canzoni sono autentiche poesie. Il nuovo lavoro dal titolo “Più che posso live” é un cofanetto CD più DVD che contiene una selezione dei momenti e dei brani più belli e significativi del concerto che il cantautore ha tenuto alle Acciaierie Sonore di Bagnoli. Un album live registrato davanti a diecimila spettatori. Un concerto evento di grande successo per Gigi Finizio che ha superato, come numero di spettatori, quelli fatti da George Michael la settimana prima nella stessa arena. All’interno del cofanetto, anche il nuovo singolo “Basterebbe”. Lo abbiamo incontrato e Gigi Finizio, fin da subito, si é mostrato a noi molto disponibile e accogliente. Come è nato questo nuovo brano? Tramite la collaborazione del produttore musicista Niccolò Fragile. Mi sono innamorato dei suoi arrangiamenti ascoltando Ramazzotti, Pausini e Stadio. L’ho voluto conoscere ed è nato così un rapporto artistico e di amicizia. Dove trovi ispirazione per le tue canzoni, vere poesie? Dall’anima. Mi ritengo fortunato, non sono improvvisato. Sin da bambino ho voluto studiare musica. Credo che tutto mi arrivi dal cielo, dal mio pubblico, dalle vicende di tutti i giorni. Poi il pianoforte è il mio fratello maggiore che mi aiuta a dar sfogo a quello che in quel momento penso. Una carriera ricca di collaborazioni. A quali sei maggiormente affezionato? Ora sto vivendo un momento artistico felice con Niccolò Fragile però la mia vita artistica è caratterizzata da diversi momenti. Ho incontrato diversi amici come Giorgia, grazie a Pippo Baudo. Ricordo che avevo voglia di partecipare a Sanremo, nonostante al sud fossi già conosciuto negli anni 80 e fu lo stesso Baudo a volermi dopo essermi proposto e aver ascoltato un mio brano, senza intermediari. Altri incontri che mi hanno arricchito tanto, sono stati quelli con Lucio Dalla e Claudio Baglioni. Al Festival di Sanremo 2006 hai portato la voce dei ragazzi di Scampia, perché? Era un progetto culturale che mi fu proposto con un gruppo di ragazzi Scampia e devo dire che mi ha dato tanto e l’ho fatto per amore della mia Napoli e di un quartiere importante come Scampia. La canzone napoletana come si è evoluta in questi ultimi anni? Io sono un amante della musica della canzone napoletana classica e nell’evolversi ha subito dei danni. Diciamo che ora la musica napoletana è ben rappresentata, per esempio, da Edoardo Bennato, Pino Daniele, ma di giovani emergenti non mi viene in mente nessuno. Come mai quest'incontro prima di un tuo concerto? Ne sentivo l'esigenza. Da tempo meditavo una cosa del genere. Dopo il Festival ho lavorato tanto in Campania, soprattutto a Napoli, Salerno e nei paesi limitrofi, per aver il contatto diretto con varie realtà. Dopo l'ultimo brano "Musica e speranza" che in fin dei conti mi vede impegnato nel sociale, il mio interesse è rivolto soprattutto ai giovani. L'emarginazione di Scampia è un po' l'emarginazione che c'è in tutto il mondo! Il progetto Scampia andrà avanti? Sicuramente andrà avanti, soprattutto per i ragazzi che ho portato sul palco dell'Ariston e che si sono impegnati tantissimo. Con il mio staff, abbiamo tentato di calmare la loro naturale adrenalina. Sono comunque dei ragazzi! Dopo il successo di fans alla Festa della Pizza é vero che hai annunciato un possibile tuo ritorno? Per me è una certezza fare il concerto lì. Potrebbero esserci degli inghippi burocratici ma siamo certi di superarli perchè Salerno, Pontecagnano e le zone vicine mi hanno sempre accolto con affetto. Questa domanda mi dà l'occasione di annunciare che l'Arena Flegrea sarà solo un punto di partenza per il mio tour invernale. Ci saranno tappe a Milano, Torino, Catania, Palermo, per poi tornare nella nostra terra con Caserta e quindi, se risolviamo alcuni problemini, riusciremo a portare il tour anche a Pontecagnano. Novità per il prossimo disco? In effetti non ho ancora pensato a nulla. Di solito mi metto al pianoforte, raccolgo delle emozioni ed incomincio a spaziare tra le diverse armonie. Mi chiudo in me stesso e cerco di trovare delle immagini, dei fotogrammi. Non nego di voler fare un grande pezzo; sto pensando di comporre una grande canzone. Sarà una canzone semplice, non complicata ma che avrà dentro di sè un grande messaggio universale. Sicuramente sarà figlia delle tante emozioni che stai provando in questo periodo! Si, ora sono tanto emozionato. La mia emozione è fondamentale sempre; voglio tremare sempre quando salgo sui palchi. Tutta la mia musica gira intorno alla mia emozione. Salire sul palco ed avere il cuore che va a tremila è una sensazione che arriva immediata alla gente. Soprattutto quando ti esibisci con pianoforte e voce! É stato un piacere incontrarvi, sei simpaticissima Angela. Attraverso la tua emittente TeleVideoItalia Angela, colgo l'occasione di salutare tutti i connazionali italiani in Germania. Verró di sicuro presto a trovarvi. Un grande saluto a tutti voi da Gigi Finizio e grazie che seguite la mia musica. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con SDA FotoVideo Production é visibile su televideoitalia.net/intervistelive e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Angelo Branduardi a Reutlingen. Musica e italianità sono senz’altro elementi principali che vengono

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Musica e italianità sono senz’altro elementi principali che vengono apprezzati. La sua musica ha avuto successo in un era esplosiva del punk e mentre negli Stati Uniti nascevano i Ramones e in Inghilterra Malcom McLaren. Lo incontriamo a Stoccarda, anteprima il suo debutto. Lei é uno dei cantanti italiani piú apprezzati dal pubblico tedesco. Si é chiesto erché? Il pubblico in Germania è meraviglioso e non lo dico solo perché in questo momento mi trovo qui, con loro.Trovo sempre un calore, una partecipazione, un affetto incredibili. Gli spettatori ci fanno la standing ovation addirittura durante l’esecuzione dei brani. Tengo a dire che come tutti gli artisti ho avuto anche io momenti di alti e bassi ma il pubblico tedesco non mi ha mai abbandonato. Ha capito, ha aspettato e nel momento in cui sono tornato, i miei fan erano come prima e più di prima. Cos’è che non le piaceva della musica moderna? Penso in tutta franchezza che la musica abbia dimenticato le proprie radici, le proprie tradizioni. Il nostro mondo ha sostituito la musica come fatto storico. Che accompagnava ogni momento della vita dell’uomo, con l’arte per l’arte. Cheè una cosa bella. Niente da dire ma in un certo senso fine a se stessa. La musica extraeuropea e la nostra antica non scinde mai la musica da quello a cuila musica serve: c’è la musica per nascere, per sposarsi, per festeggiare il raccolto e quella per morire. Questo vale anche per qualsiasi altra forma della cultura umana. Rispetto al pubblico dioggi, pensa che negli anni settanta era più sensibile? In realtà, quando portai il nastro finito di Alla fiera dell’Est alle case discografiche ci fu addirittura chi si mise a ridere, perché era il momento“dell’impegno” e di parole d’ordine molto precise, mentre quella canzone era asfondo religioso, spirituale, cosa a cui la musica per me è legatissima. Il mio maestro diceva che il talento senza il carattere non serve a niente, ed io,ammesso che avessi talento, di sicuro avevo originalità e carattere. Quindi riuscii ad impormi anche se ero diverso dagli altri. Come si è trovato a dover esprimere in musica un componimento interno a una religione definita come il cattolicesimo? Molto bene! Io mica sono contrario alle religioni. Non ho mai detto se sono o no praticante, semplicemente perché la ritengo una cosa molto privata. Ma ho ben presenti le radici giudaico-cristiane del nostro vivere. Vede, ci ho messo mesi prima di dire di sì ai francescani, perché ritenevo la cosa un po’ al dilà delle mie possibilità, non perché fosse lontana dalla mia sensibilità o dalle mie convinzioni. É stato un piacere incontrarla nel mio concerto. Ringrazio la sua presenza e l'occasione avuta, attraverso la sua emittente TeleVideoItalia Angela e il giornale Corriere d'Italia per cui scrive, di salutare il mio fedele pubblico. Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • 50° Anniversario della Missione Cattolica Italiana di Pforzheim e Circondario

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Due giorni intensi per le comunitá italiane di Porzheim, Wilferdingen, Kämpfelbach, Remchingen ed Ersingen. Evento organizzato dal missionario Don Santi Mangiaratti della MCI di Pforzheim con la comunitá pastorale di Wilferdingen. Sono stati due giorni quelli del 4 e 5 di Dicembre 2010 per le comunitá italiane di Porzheim, Wilferdingen, Kämpfelbach, Remchingen ed Ersingen. Due giorni festosi e molto partecipati, che sono stati l’occasione d’incontro per gli italiani del posto, l’amministrazione locale e la comunità religiosa, rappresentata anche da alcune prestigiose alte cariche, quali il sindaco di San Biagio Platani Dr. Carmelo Alba, il sindaco di Remchingen Dr. Luca Wilhelm Prayon, il direttore del dipartimento europa managing SDA Sanremo Eventi di Pforzheim, il vice Decano Padre Ottmar Thomas Kuhn della comunitá tedesca di Ersingen, Padre Calogero Nocera, Don Santi Mangiarratti della Missione Cattolica Italiana di Pforzheim. L'evento è stato onorato dalla presenza di Sua Eccellenza il Vescovo, Mons. Vincenzo Bertolone, venuto appositamente dalla sede Vaticana, che nel corso della manifestazione ha dichiarato di trovarsi lì proprio “grazie al volere di Sua Santità, Papa Benedetto XVI”. Una presenza, quella del Monsignore in Germania, che si è estesa anche ad altri due importanti eventi: la celebrazione delle nozze di due giovani italiani e il venticinquesimo anno del gemellaggio tra il piccolo comune tedesco di Remchingen e il suo paesino siciliano natale, san Biagio Platani. “Tra le due comunità ho trovato un grande spirito di collaborazione – ha ricordato a proposito il Monsignore – che ha poi definito la collaborazione “un'espressione di vera integrazione che manifesta come si può vivere uniti anche fuori dalla propria terra”. Un importante momento di raccoglimento è stato quello della Messa pontificale, in cui il vescovo Bertolone ha ricordato ai fedeli l’importanza della vita comunitaria e religiosa. L’incontro è stato quindi un esempio di unione tra comunità diverse, quella italiana e quella tedesca appunto. E non è un caso che padre Ottmar Thomas abbia voluto rivolgersi ai fedeli proprio in lingua italiana. “Ho studiato a Roma la vostra lingua”, - ha detto - “e sono felice di potermi esprimere in questo modo, perché anche parlare italiano è fondamentale” La manifestazione è durata in tutto due giorni, in cui c’è stato spazio anche per la cucina, la musica e il ballo, tutti caratterizzati da quel principio comune che è l’unione nella diversità. Ai partecipanti sono stati quindi offerti piatti tipici mediterranei così come tedeschi, mentre le musiche della banda Musik Verein di Remchingen, diretta dal maestro Roland Eberle, e la voce melodica della cantante solista Tatjana Roser, hanno dilettato i partecipanti all’evento. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su televideoitalia.net/intervistelive e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • L’Arcivescovo Mons. Vincenzo Bertolone accolto dalla comunitá Squillacese A riceverlo é il Sindaco

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. L’Arcivescovo Mons. Vincenzo Bertolone accolto dalla comunitá Squillacese. A riceverlo il Sindaco con il Prefetto e gli amministratori locali del comprensorio. “Non posso darvi soluzioni per tutti i problemi, non ho risposte per tutti i vostri dubbi o timor ma posso, però, ascoltarli e dividerli con voi” dichiara il presule. Non posso cambiare né il vostro passato né il vostro futuro; però, quando serve, vi sarò vicino. Non sono gran cosa, ma sarò per voi tutto quello che posso essere”. Con questi sentimenti ha fatto ingresso il 4 giugno a Squillace il nuovo arcivescovo mons. Vincenzo Bertolone, insediatosi ufficialmente la domenica precedente a Catanzaro. Il presule, rendendo nota anche la volontà di dare impulso al processo di beatificazione di Cassiodoro, si è presentato alla comunità squillacese e del comprensorio, che lo ha accolto numerosa al suo ingresso in città, fino al 1986 sede di autonoma diocesi. Atteso dal clero e dalle autorità civili e militari dinanzi alla chiesa parrocchiale di Squillace Lido, dopo il saluto rivoltogli dal parroco, don Piero Puglisi, l’arcivescovo ha proseguito fino al centro storico. Qui ha ricevuto l’abbraccio del sindaco, Guido Rhodio, che nell’esprimere la gioia della popolazione e dei suoi colleghi sindaci del comprensorio, ha ricordato la nobile storia di Squillace, segnata dalle civiltà greca e romana e dal connubio con il cristianesimo, con qualche riflessione. A mons. Bertolone il sindaco ha consegnato una opera d’arte realizzata dal maestro orafo calabrese Michele Affidato. “E’ per me una grande emozione e un grande onore porgerle a nome di Squillace, di tutti gli squillacesi residenti o sparsi nel mondo..." ha detto Rhodio "...a nome dei colleghi sindaci del comprensorio e di tutte le autorità civili le porgo il più caloroso saluto di benvenuto. Lei giunge in un momento non ordinario della vita di Squillace. Molti segni ci dicono che siamo immersi dentro un vero e proprio passaggio d’epoca, forse il più profondo processo di cambiamento dalla fondazione della città medioevale e moderna. Non parlo della situazione sociale, che da meridionale Ella conosce benissimo: i giovani, il lavoro, la stessa criminalità organizzata in alcune realtà contermini, mettono tutti a dura prova, col rischio di vedere crollare tutta l’impalcatura su cui reggeva la civiltà di questo comprensorio. Noi stessi da alcuni decenni siamo una città più complessa, non più contenuta nelle sue mura medioevali, in cui al ceppo coeso dalla comune storia ed identità, si aggiungono i nuovi quartieri di Squillace Lido e di Fiasco-Baldaia, destinati a svilupparsi velocemente, inframmezzati dalla nuova superstrada 106, vera cerniera di snodo rapido del territorio con i punti nevralgici della Calabria.Viviamo quindi una fase che, senz’altro, ha le caratteristiche, la forza e la dirompenza per imprimere i tratti fondanti di un nuovo sviluppo per un lungo periodo: a questa fase servono, perciò, tutte le energie, tutte le forze, tutte le volontà di cui la nostra comunità può disporre, ed in questo resta cruciale la Chiesa, il suo patrimonio di valori e di stimoli, ideali e pratici, l’ancora sicura per l’inveramento di nuovi cieli e di una terra nuova. Poi ha richiamato la figura di monsignor Antonio Melomo, rettore e professore del Seminario di Cassano, decano del Capitolo di Cassano e canonista di Curia, ordinato vescovo di Squillace il 22 maggio 1922 e rimasto alla guida della Chiesa particolare locale fino al 1927. Il presule ha ricevuto poi l’abbraccio e un omaggio floreale dei giovani della parrocchia di San Pietro, guidati da padre Enzo Lazzaro: i giovani gli hanno donato anche la croce pettorale in argento bagnata nell’oro con pietre preziose, opera dell’orafo squillacese Luigi Mungo; quelli della pastorale giovanile un piatto in ceramica; i ragazzi dello Csi, guidati da frate Franco Lio, un pallone. Mons. Bertolone si è recato successivamente in visita alla necropoli cristiana del V-VI secolo, all’interno del castello. In corteo si è recato prima al monumento della Pace, poi, in piazza del Vescovado, ha deposto una corona di fiori alla statua dell’Immacolata ed è entrato nella concattedrale, dopo aver baciato il crocifisso portogli dal parroco don Giuseppe Megna. Si è, quindi, soffermato in preghiera davanti alle reliquie del patrono S. Agazio, insediandosi sulla cattedra episcopale salutato dal decano del capitolo concattedrale, monsignor Raffaele Facciolo. “E’ il cuore di Squillace cattolica che – ha affermato mons. Facciolo - le dice oggi: benvenuto. Il qui del tempo: che bello questo krònos che attende di diventare sempre più kàiros di Dio. La sua venuta è il kàiros per il luogo della sua missione pastorale e per il tempo già iniziato il 29 maggio nella cattedrale di Catanzaro e che questo 4 giugno più unisce e più riannoda”. Nella sua omelia, parafrasando Cassiodoro, l’arcivescovo si è soffermato sul fascino e sulle bellezze di Squillace, “città che pende come un grappolo sui colli, non perché si inorgoglisce della difficile ascensione, ma per ammirare i campi verdeggianti e il ceruleo dorso del mare”, rivolgendo un pensiero “ai vescovi e i sacerdoti che hanno servito con dignità questa Chiesa particolare, tra i quali monsignor Morisciano, che portò i Salesiani a Borgia e a Soverato; e Monsignor Elli, che si prodigò per i lavoratori istituendo le cooperative sociali”. Entrando nel vivo della Sua riflessione, incentrata sul senso e sul significato della festa dell’Ascensione, richiamo Messia che invita i cristiani, “per essere credibili, a sapere suscitare stupore attorno a sé per dare sulla terra segno visibile del mistero di Cristo”, mons. Bertolone ha aperto il suo cuore alle centinaia di fedeli accorsi a festeggiarlo. “Vengo in mezzo a voi con la trepidazione di chi ha coscienza dei propri limiti. Nella mia opera pastorale tra voi trovo la strada spianata dall’eccellente lavoro pastorale sia del compianto e veneratissimo monsignor Armando Fares, sia delle loro Eccellenze, i monsignori Cantisani e Ciliberti, pastori veramente esemplari e, perciò, tanto amati”. Ha aggiunto mons. Bertolone: “Il mondo che cambia con ritmi incalzanti e accelerazioni impetuose parla ormai linguaggi diversi da quelli del Vangelo e della cultura cristiana. Nell’era della globalizzazione viviamo nell’eclissi del sacro e nella rinuncia al senso delle cose. Si è smarrito ogni fondamento di verità: non avendo più certezze metafisiche, ci accostiamo con sospetto anche alla fede. Nondimeno, c’è ancora, per nostra fortuna e consolazione, chi cerca Dio. Per costoro occorre allora chiedersi quali tratti del Cristo sia necessario che l’uomo credente riscopra e testimoni per poterne parlare credibilmente”. Poi, a sorpresa, tra gli applausi, l’annuncio: “La parola non basta più: servono l’immagine, la rappresentazione, il frutto maturo di un’esperienza visiva, di un contatto concreto con la Persona viva del Signore. Per tale motivo, cercherò di dare un forte impulso alla causa di beatificazione ed al culto di Cassiodoro”. Al termine, richiamati i problemi quotidiani che assillano sul piano spirituale, materiale e sociale, persone e famiglie ed invitate la società e le istituzioni a scommettere sui giovani, sui quali oggi pesano non soltanto le condizioni e le contraddizioni materiali e l’insicurezza di valori ideali, ma anche l’incertezza economica e le tensioni derivanti dai problemi sociali, il presule ha concluso con l’esortazione “ad aprire cuore e menti alla speranza: spesso, si cerca di rimandare ogni nuovo inizio, lasciando scorrere quel tempo che è prezioso perché ci è stato assegnato dal Creatore. Nel mio piccolo, amo credere di poter essere la scintilla della fiducia in un cammino di cambiamento. Come un fratello maggiore, sarò un compagno di viaggio che condivide le stesse domande, che partecipa alle stesse esperienze di dolore e di gioia, che dubita, teme, spera e talvolta anche piange, ma mai si sottrae ai sogni ed ai progetti di una fede più salda ed autentica, per una vita ed un mondo migliori”. Centinaia i fedeli giunti a Squillace per festeggiare il nuovo pastore con il prefetto di Catanzaro, parlamentari, rappresentanti della Regione, il presidente della Provincia, i sindaci di tutti i Comuni del comprensorio, autorità civili, militari, forze dell’ordine, rappresentanti sindacali, della scuola, delle associazioni, dei movimenti. Un’accoglienza indescrivibile che ha colto di sorpresa e ha “lasciato di stucco”, come ha detto lo stesso arcivescovo, Mons. Vincenzo Bertolone. Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Bud Spencer a Pforzheim Mein Leben Meine Filme

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Presentato il suo libro, Mein Leben Meine Filme. Con l’occasione, a Schwäbisch Gmünd l’attore inaugura la piscina comunale a lui intitolata. Lo incontriamo. Carlo Pedersoli, per tutti Bud Spencer, noto per i suoi film in coppia con Terence Hill (Mario Girotti) e premiato nel 2010 col David di Donatello alla carriera, è stato accolto con entusiasmo dai pforzheimesi in coda per un autografo sul suo libro autobiografico, Mein Leben Meine Filme ( La mia vita, i miei Film). Un bestseller che ha giá 150mila copie vendute in Germania e che sta per essere tradotta in altre lingue. Subito dopo, l’attore napoletano, ha preso parte all’inaugurazione della piscina comunale di Schwäbisch Gmünd a lui dedicata, Bud Spancer Bad. Un omaggio, è stata la motivazione, ai meriti del campione che detiene diversi record tra questi, l’essere stato il primo italiano nel 1951 a scendere sotto il minuto nei 100 mt. stile libero di nuoto. Tenuto fede agli impegni presi nelle due città tedesche, ha poi dedicato con grande umanità, ampio spazio alla nostra intervista Chi è Bud Spencer sul set e Carlo Pedersoli nella vita reale? Pedersoli è uno che vive, è nato e morirà quando Dio lo chiamerà. Bad Spancer invece è un prodotto del pubblico, un attore famoso che rappresenta migliaia di persone ma non mi sento un mito. Tanto per farle un esempio Angela, un mito è qualcosa di virtuale. La vita reale mi piace di più, e diversa, più bella, più vera. Schwäbisch Gmünd le ha intitolato una piscina. Che impressione le ha fatto? Premetto che l’organizzazione e l’ospitalità avuta é stata impeccabile. Questa piscina mi onora per un grande passato. É per certo noto anche a te Angela, che qui ho fatto un incontro di pallanuoto e uno di nuoto con l’Italia. Ho raggiunto diversi Record importanti all’epoca, tra questi anche i 100 mt. Ho apprezzato molto questa idea. Qual’é la cosa che le da più fastidio? É quello di non avere capito cosa avevo in mano, intendo dal punto di vista sportivo. Non mi interessava fare l’attore, pertanto questa riuscita fa parte solo dell’efficacia della vita. Non bisogna mai programmare la vita ma desiderare. Pensi che, a diciassette anni, andavo già al primo anno di chimica. Mi piaceva come il nuoto. Invece mi trovai di punto in bianco in Brasile con i miei. Ritornato, ho voluto continuare gli studi ma ho lasciato per le Olimpiadi. Finiti i campionati scelsi Giurisprudenza ma gli esami si incrociarono con le seconde Olimpiadi in Australia. Lascio dire a lei Angela, cosa ho scelto. All’età di quarantacinque anni optai per sociologia tanto che scommisi con mia figlia che mi sarei laureato prima di lei. Ho perso la scommessa ma ho fatto quello che mi piaceva, un viaggio attraverso l’università. Una forma di amore e una cosa non esiste nel suo modo di vivere? Le forme di amore per me sono infinite. Si può amare una cosa, un posto, una pianta, un amico. Difficilmente una donna. Di una donna ci si innamora ma anche lí, non puoi pretendere che il tuo amore venga corrisposto. Quindi ama e basta. Mi creda, nel mio modo di vivere non esiste la rabbia, né la gelosia e né il rancore. Credo che questo sia un lato positivo per un individuo. Quando si è giovani, non ci si arriva subito a capirlo. Ci vuole del tempo, anni e per qualcuno forse anche una vita. Un commento sul suo libro autobiografico? Ritengo che non si capiscano subito i valori della vita, nel bene e nel male. Da giovane non avendo esperienza vai avanti alla giornata, così per come ti viene. Quando arrivi invece ad una tenera età di 82 anni, ti rendi conto di avere fatto degli errori, capito tante cose. Così le ho scritte. La decisione piú importante che ha dovuto prendere nella sua vita? A ventotto anni, quando in quello che io credevo che fossi non mi conoscevo. Quando si hanno delle piacevoli priorità, come essere mantenuti dalla famiglia, avere la macchina, soldi, feste, girare le cose e sentirsi dire che sei un campione, glie lo dico in termine napoletano “ ma fatto asci de capa”. Succede ai giovani che spesso, quando si sentono importanti, fanno un uso cattivo del loro comportamento. Così partii per il Venezuela, da solo, altrimenti avrei ripetuto gli stessi errori. Mi impiegai nella giungla amazzonica, in posti dove si costruivano strade. Me ne sono fatto di pianti, pensando pure a quello che avevo lasciato. Ma ringrazio questa situazione perché, nel bene e nel male, incominciai a conoscermi e con tutti i miei difetti. Atleta, pilota, attore, ha scritto anche canzoni per Ornella Vanoni, Nico Fidenco. Dove trova il tempo per realizzare tutto questo? Ho fatto pure film importanti, come Cleopatra. Ma la mia vita é una ricerca continua. Una curiosità. La definirei meglio la vita di un dilettante. Pensi che non mi sono mai allenato e in più fumavo, un’altra cosa orribile. Ma non è tutto. Invitato dall’università di Hell, quando mi trovai a dividere la camera con il campione del mondo Iamanaka e accesi la sigaretta, questo corse come un pazzo a denunciarlo a tutti. Ma i miei errori proseguirono oltre. Quando gli chiesi perché qui non cerano donne e lui mi rispose che non servivano e mai ne aveva avute, gli risposi: ma allora che campi a fa’. Mi rendo conto che tutto questo è sbagliato ma vede, la cosa che mi interessa è dare il massimo su quello che faccio e quando l’ho raggiunto, non mi interesso più. Le è mai capitato di dovere rinunciare ad un ruolo o ad un personaggio? Moltissime volte. Questa è una domanda meravigliosa Angela. Su centodiciotto film sessanta li ho fatti in inglese, senza conoscerne la lingua. Un Cow Boy americano per vivere gli bastano ca. 30 parole. La mia decenza mi ha fatto rinunciare a moltissimi ruoli, come a Enrico VIII e Gulliver. Come fisico ci stavo ma dovevo essere muto. Lei mi ci vedeva con il mio accento napoletano, interpretare una delle maschere più importanti per il popolo inglese? Con tutti i pugni volati nel set cinematografico, le è mai capitato di darle nella vita reale? No, raramente, anche perché quando cera un inizio, capivano subito che aria tirava e se la davano a gambe elevate. Poi io sono nato Boxer. Da giovane avevo una posizione. Pensi che feci dieci incontri, tutti vinti per Know Out. Essendo stato un emigrato, vuole dare un messaggio di vita ai nostri connazionali nel mondo? La vita fortunatamente è cambiata. Non si parte più con la valigia legata con lo spago e i nostri si stanno integrando bene. Io partii con la nave. Appena tre anni dopo presi il mio primo aereo, per Buones Aires. Quello che posso augurare a tutti i connazionali, di realizzare quello per cui sono partiti. Non arrendersi mai. Portare alta l’italianità nel mondo, perché questo è quello che ci distingue e che ci riesce meglio. Del resto, ribadisco, non bisogna programmare la vita ma solo desiderare. La riuscita di un qualcosa, indipendentemente dal fatto che ti interessa o no farla, fa parte solo dell’efficacia della vita. Pertanto non rimproverarsi di nulla o al massimo, se proprio devi, solo di non essere stato te stesso. Spero di non averla annoiata Angela, la ringrazio della sua squisita compagnia e per avermi fatto rispolverare attimi importanti della mia vita. Faccio un caro saluto a tutti i connazionali sparsi per il mondo e un grazie alla sua emittente TeleVideoItalia Angela per il tempo dedicato e al Corriere d'Italia per cui scrive. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo, é visibile su televideoitalia.net/intervistelive e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Inedito di Laura Pausini, la romagnola fa tappa a Stoccarda

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. La cantautrice italiana, amata in tutto il mondo ha fatto tappa in Germania. Ad attenderla, un esercito di fans in delirio. Incontriamo la Regina dei giovani e i suoi fans. Se volessimo indicare una cantante che dal novanta ad oggi è riuscita a scaldare i cuori con la sua musica e le sue canzoni, la troveremmo nella romagnola Laura Pausini. I suoi concerti hanno fatto la storia. Il suo ultimo Album che ha giá vendute un milione di copie in tutto il mondo e preso quattro dischi di platino, racchiude 14 nuovi brani e vanta la collaborazione di Gianna Nannini e Ivano Fossati. Una carriera iniziata da giovanissima, ti senti cambiata oggi? Non penso. Sono sempre la persona semplice di allora, legata alla mia famiglia e ai valori che mi hanno trasmesso. Forse meno ingenua ma conservo lo stesso entusiasmo e la passione per quello che faccio e per la musica. Mai avrei pensato di avere il privilegio di cantare ogni sera nel mondo in cittá diverse. Sono stata molto fortunata nella mia vita. Ho ottenuto tantissimo. Io volevo solo cantare, non mi interessava il successo. All’interno dell’Album ci sono due perle, Gianna Nannini e Ivano Fossati, cosa ne dici? Gianna Nannini per me é un porta fortuna. Avevo bisogno della sua voce all’interno del mio Album, nel singol “Inedito”. Parla di due persone diverse che si attraggono per creare qualcosa di speciale e unico. Nella musica italiana ci definiscono appunto due opposti. Lei é la rappresentante del Rock mentre io magari piú quella del Pop. Con Ivano Fosati mi sento onorata per avere scritto per me. Quando mi capitó questa grande ocasione lo contattai, ma non sapevo come chiamarlo, maestro, dargli del tu, del lei. Lui invece mi ha messo subito a mio agio. Come é nata queste grande amicizia anche con Gianna Nannini? Ci siamo conosciute sul palco ad Abruzzo. Avevamo duettato, lei con la mia canzone, io con la sua. Da lí abbiamo coltivato una grande amicizia, tanto da organizzare l’anno dopo, sullo stesso palco, un concerto “Amiche per l’Abruzzo”. Insieme abbiamo cercato le associazioni sicure a cui donare il ricavato di questo concerto. In quale canzone ti riconosci di più tra, La solitudine e Bastava? La solitudine è una canzone a cui sono e sarò per sempre legata. Sono passati tanti anni, ma la canto sempre con emozione e ricordandomi che tutto è partito da lì. Bastava è un racconto di emozioni forse più adulte, ma sincere e profonde allo stesso modo. Una canzone che canto oggi perché oggi l’ho vissuta, non riesco ad avere preferenze. Quanto é importante la famiglia? La famiglia è una forza alla quale attingere. Io questo l’ho toccato con mano tante volte. Non mi vergogno a dirlo, senza i miei genitori non avrei neppure il coraggio di uscire dall’Italia. Grazie Angela e attraversa la tua emittente TeleVideoItalia ringrazio tutti i miei fan e... GRAZIE STOCCARDA!!! A due anni di assenza dalla scena musicale, Laura Pausini é ripartita con un tour mondiale intitolato come il suo ultimo album, "Inedito". Centinaia di migliaia di biglietti sono già venduti per la straordinaria cantautrice italiana che sta girando il mondo con uno spettacolo completamente nuovo, ballerini sul palco e una scenografia firmata. Un esercito di fans in delirio l’ha attesa anche Domenica 13 Maggio a Stoccarda. Tra le tante una coppia in particolare ci ha sorpreso: Monia e Orazio Gozza. Scorgiamo in lei una pazzesca somiglianza alla Pausini. Da appena venti ore dal fatidico “SI” , ci dicono, hanno volutamente incominciare il loro primo giorno da sposati con la voce della cantante romagnola. É il mio portafortuna, ha proseguito Monia. Sono cresciuta con le sue canzoni. Musicalmente mi é stata vicino, nei momenti importanti, piú belli e quelli piú deboli. Ora che Lei é quí, devo poterla ascoltare dal vivo e gridarle: grazie LAURAAA! Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su televideoitalia.net/intervistelive e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Jo Squillo sui palchi tedeschi. Pforzheim accoglie la “Kandeggina Gang”

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Jo Squillo, l'indiscutibile bellezza affermata nel mondo della musica e non solo, calca i palchi tedeschi. Nella Notte Italiana tenutasi a Pforzheim con altrettanti artisti di fama, lei é stata la piú quotata e noi, l'abbiamo incontrata! Da dove nasce questo nome d’arte, Jo Squillo? Mi chiamo Jo Squillo perché una notte ho avuto un incubo. Sceglievo un nome e volevo un nome ‘forte’, sonoro ed anche poetico, romantico. Volevo un nome che ‘suonasse’, che scuotesse la massa delle persone, spesso un po’ addormentate, rispetto ad una generazione che cercava di fare delle cose nuove. Proporre un modo di fare musica, arte, un po’ forte, un po’ alternativo, ma anche provocatorio. Devi sapere Angela che, gli anni ottanta, sono stati anni brutti, si è vissuto un periodo molto grigio, molto nero e quindi la musica permetteva ai giovani di restare fuori da tante situazioni pericolose. La musica ha salvato molte vite. Che emozioni provi quando sali sul palcoscenico? E’ importante che ci sia sempre emozione. Quello è fondamentale. Per me è come se fosse sempre la prima volta, emozionante e appassionante come un primo amore, come nell’innamoramento e questo è molto bello. E’ anche vero che ho imparato a stare bene più sul palcoscenico che nella televisione, perché con la musica stai sul palcoscenico tre minuti e via, non riesci a comunicare quello che sei. Invece, attraverso il palcoscenico, la musica e i concerti, la comunicazione che faccio con altre manifestazioni, i talk show, riesco di più ad esprimere me stessa, quella che sono. Perché hai scelto questa strada? Per poter esprimere un’altra me, ho fatto il liceo artistico e quindi volevo essere un’artista, per calcare il palcoscenico. E’ un modo per ‘tirarti fuori’. Mi ha aiutato molto, moltissimo, ma perché mi sono aiutata, non perché il palcoscenico ti aiuta, anzi, ti terrorizza. Il palcoscenico deve diventare la palestra della tua anima, della tua comunicazione delle cose migliori di te. Il palcoscenico non dà sicurezza: se non sei sicuro, il palcoscenico amplifica quello che sei… Allora, se hai qualche cosa da dire stai sul palcoscenico, se non hai nulla da dire stai giù…. (Anche se è vero che spesso le persone che hanno qualcosa da dire sono sotto il palcoscenico e sopra ci sono persone che non hanno assolutamente nulla da dire!) Sei stata la reginetta del punk italiano, credevi in quella musica o era solo per motivi commerciali? Guarda, io per motivi commerciali mai ho fatto qualcosa:. io ho scritto le mie canzoni; erano canzoni provocatorie, canzoni che servivano a rompere, contro un muro di indifferenza, che esisteva negli anni ottanta. Sicuramente è stato un movimento che è partito un po’ in tutto il mondo, in modo contemporaneo, dall’Italia all’Inghilterra. Era il modo, di una nuova generazione, di dire che esisteva una voglia di fare delle cose in modo diverso, creativo, al di là del business, soprattutto al di là degli interessi, soprattutto per la passione. Quindi, io per passione ho fatto moltissime cose, cose che oggi la maggior parte degli artisti si sognano. Nel senso che oggi ci si muove solo per logica economica, in realtà negli anni ottanta si è fatto moltissimo. Ho fatto concetti a scopo umanitario, con manifestazioni sociali, quindi per me la musica è stata sempre importante da legare all’impegno sociale. Sicuramente il punk ha rappresentato un nuovo modo di provocare, per poter riscrivere una parte della musica italiana. Perché una donna, per dimostrare che ‘c’è di più’ deve comunque mostrare le gambe? Noi abbiamo qualcosa di più degli uomini, abbiamo la femminilità, la sensibilità, la voglia di non nascondere tutto questo dietro divise, dietro armamenti. Le gonne sono la cornice di gambe che, soprattutto in questi decenni, hanno fatto tanti cambiamenti: prima celate sotto gonnone castigatissime, mentre oggi abbiamo la possibilità di poter scegliere: gonne o pantaloni. Gli uomini eh… di scelte ne hanno sicuramente meno. Oggi una donna che arriva a coprire cariche importanti nel mondo del lavoro, non deve per forza nascondere le gambe e ciò significa non dover nascondere uno stile di vita differente, o anche un pensiero differente, che a volte, in alcuni lavori, è anche una ricchezza. La bellezza nel mondo del lavoro è un elemento in più: quindi, a pari contenuti, a pari obiettivi, non vedo perché le donne debbano rinunciare a tutto quello che è la loro cultura. E’ chiaro che poi spesso vengono usate le gambe delle donne per altre cose, ma credo che non bisogna guardare soltanto all’esteriorità, all’estetica; questo è quello che vuole dire la mia canzone: guardare a un’etica e quindi essere libere di mettere una mini shirt, una gonna o un paio di pantaloni ed essere giudicate per quello che vali, per quello che fai e per quello che pensi. Ti sentivi quindi parte di questo movimento? Ma, credo di aver creato in parte questo movimento. Iin Italia sicuramente. E’ stato un movimento in cui appunto ho inventato un certo tipo di musica: mi tingevo i capelli di verde, facevo delle performances nelle gallerie d’arte, dipingevo quadri, tagliavo vestiti su di me mentre cantavo. Siamo stati una generazione molto eclettica, innovativa ed evolutiva. La moda aiuta le persone ad esprimere meglio la loro personalità, oppure è un qualcosa che opprime fisicamente, psicologicamente ed economicamente, perché devono comunque confrontarsi con dei modelli difficili da raggiungere? No, io credo che oggi la moda sia come negli anni 80, che hanno significato molto per quanto riguarda l’immagine (non a caso si chiamava la look generation, la generazione dell’immagine). Attraverso l’immagine si voleva creare un concetto di personalità e quindi io mi tingevo i capelli di verde perché ero vicina all’ecologia, per difendere la natura, dando dei messaggi. Ancora oggi la moda e gli abiti danno un messaggio di te, è un biglietto da visita. L’originalità delle persone, quello che è l’aspetto più unico di te stessa. E’ chiaro che è una voglia di farsi vedere agli occhi degli altri più bella e più rinnovata. Purtroppo i modelli imposti sono esteriormente molto falsi. Credo molto nella disciplina, in una corretta alimentazione, in un concetto di benessere e salute, attraverso lo sport, i sacrifici e anche il sudore. Non credo nella trasformazione chirurgica e quindi non credo in questo tipo di stereotipo femminile (ma anche maschile, perché anche per gli uomini pare che sia molto di moda che si rifacciano). Infatti, io sono forse una delle poche donne della televisione a non avere niente di ritoccato, ricostruito. Sono autentica, anche nei miei difetti. E’ importante quindi il concetto di accettare i propri difetti come originalità e unicità. Perché secondo te, nel mondo dello spettacolo, gli amori hanno vita breve? Cosa succede che fa scoppiare le coppie? Mah, per non dire delle banalità, è difficile oggi sopportarci, starci vicino e ci sono tantissime esigenze e c’è molta libertà. C’è libertà nel costume, in alcuni ambienti, c’è una grande liberta. Ma comunque credo che tutte le donne abbiano tutte più libertà, più liberta di costume, di movimento, di socializzazione. Quindi c’è più possibilità di scelta e una minore attenzione a certi valori, fondamentali invece per continuare a superare i propri problemi. Oggi credo invece che ci sia un grande problema di incomprensione fra uomo e donna. Bisogna sopportarsi a vicenda. Nel mondo dello spettacolo non c’è niente di diverso. Forse ci sono più persone portate al cambiamento e… pronti e via ! Ci si rinnova. Ci sono uomini che trovano più facilmente ragazzine più giovani e dunque ‘mollano’. Io però non faccio parte di quel tipo di mondo che segue i rotocalchi e che, per dimostrare di esistere, per business, per avere delle copertine, deve rinnovare gli amori. Oggi le donne sono molto più libere, informate e consapevoli, ma anche più esigenti nei confronti dei loro partners. Pensi che le donne di oggi siano più felici delle donne di ieri? Prima ci si accontentava di più, c’era meno consapevolezza e alla fine la felicità era anche mangiare una spaghettata insieme. Oggi invece, avendo di più e volendo di più…. Diciamo che ‘chi si accontenta gode’ in fondo è assolutamente vero, sono le cose più semplici quelle che danno la felciità. Il tuo è il ‘mondo dell’effimero’ ? Mah, è stato sempre considerato effimero lo spettacolo ed anche la moda. Credo che sia assolutamente uno dei mondi in cui puoi avere la possibilità di essere più creativo, di essere artista, di essere te stesso fino in fondo. Soprattutto la musica ti fa essere sempre più te stessa, vicino all’anima e credo che anche la moda, la ricerca del bello, ti porti ad una ricerca del bello anche dentro di te. Quali sono i tuoi valori? E’ molto difficile. Sai, anzitutto la ricerca di un benessere che non è soltanto legato al business di oggi della ‘salute’, ma è legato ad una ricerca culturale, interiore, psicologica e morale che porta sempre di più ad una correttezza di vita. Essere delle belle donne significa essere belle fuori e dentro. Spesso si pensa ai massaggi, ai trattamenti, ma poi dentro si è assolutamente vuote. Credo nel lottare, come donna, per raggiungere delle cose, costruirsi il proprio pane. Ho fatto la scuola dello sport, del sudore, della fatica, non credo alle strade facili. Credo soprattutto nel bene, nel fare del bene agli altri, il che porta a farlo anche a sé stessi. Faccio sempre beneficenza, senza dirlo troppo sui giornali, non la faccio solo quando ci sono da fare delle fotografie come spesso fanno molti… Cliccando sul tuo sito esce ‘ Milano da bere’, questi anni ottanta ti sono davvero rimasti dentro? Sinceramente non lo so. In ogni caso la ‘Milano da bere’ che ho conosciuto era molto più viva, energica, di oggi. Allora Milano era una capitale europea: la moda, la musica, l’arte, il design. Oggi non è così valutata, ecco. Attualmente di che cosa ti occupi? L’essere punk si è ripercosso ovviamente in forme diverse, in modo diverso, con il creare nuove cose e quindi pensare a una logica sempre creativa ed artistica del percorso della musica, ma anche dell’immagine e quindi creando una mia produzione televisiva, dove ho aperto un canale satellitare che parla di stile di vita, di moda, che va in giro per il mondo e capta tutte quelle che sono le nuove tendenze. E’ un canale satellitare, che si vede in quaranta paesi del mondo: si chiama TV Moda. E’ un canale che parla appunto di stile, 24 ore su 24, in tutte le lingue. É un canale italiano, però ha un occhio di riguardo a quello che è la musica, la moda, il teatro, l’approfondimento, la poesia. La frequenza è Sky 812, in chiaro, non è a pagamento. Saluto attraverso la tua emittente TeleVideoItalia Angela, tutti gli italiani che mi seguono, é stato un piacere conoscervi. Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Silvio Berlusconi ci saluta, si spegne un pezzo della storia internazionale

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Silvio Berlusconi é morto, è deceduto poche ore fa all'ospedale San Raffaele di Milano e con lui si chiude un'epoca. L'ex premier da venerdì scorso era ricoverato ma solo per accertamenti programmati per la sua patologia ematologica, una lunga battaglia contro la leucemia mielomonocitica cronica, una patologia da cui era affetto in questi ultimi due anni. Era conosciuto anche come il “Cavaliere” per aver ricevuto nel '77 “L’ordine al merito del lavoro” ma per il quale dovette rinunciare. I familiari sono arrivati stamane, intorno alle 9:30, l’ora del decesso dell’ex premier Silvio Berlusconi. L'attuale compagna, i figli, il fratello e i piú stretti ogni giorno, comunque e durante tutte le sue degenze al San Raffaele, non gli hanno mai fatto mancare la loro vicinanza, persino il Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana Giorgia Meloni, il Vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. Uomo politico, imprenditore italiano, protagonista della storia del nostro Paese, è stato quattro volte Presidente del Consiglio, nel 1975 ha costituito la società finanziaria Fininvest e nel 1993 la società di produzione multimediale Mediaset. Nel 1993 entra in politica e nel ‘94 fonda Forza Italia che nel 2008 è confluito ne Il Popolo della Libertà, rifondato poi nel 2013. Nel febbraio del 1986 diventa proprietario del Milan, il club calcistico di cui è stato presidente da marzo dell’1986 all’aprile del 2017. La politica non gli piaceva diceva eppure, per quasi trenta anni, ha occupato la scena da protagonista. Da zero ha lanciato un movimento politico che ancora oggi è in campo. Il coraggio e la determinazione di questo grande “UOMO” ha fatto sì di non avere mai paura di difendere le sue convinzioni, il popolo italiano, i più deboli e i più fragili, facendone di lui uno degli uomini più influenti della storia d'Italia. Ha contribuito a scrivere pagine significative della storia italiana nel mondo e determinante alla crescita della nostra Italia. A poche ore dalla scomparsa del Presidente Silvio Berlusconi, paiono scontati i funerali di Stato, ma naturalmente, rispettosi, si attente la volontà della famiglia Berlusconi. Il leader italiano Silvio Berlusconi, l'ex premier che ha cambiato l’Italia, è destinato a entrare nei libri di storia e a essere d’esempio per come trasformare il piccolo schermo, il calcio, la politica e l'economia come ha saputo fare “LUI”. Da tutto il mondo politico, mediatico e semplici persone da ogni parte del mondo, arrivano piogge di vicinanza e cordoglio alla famiglia per la perdita principalmente di un “Uomo” che ha saputa “FARE” dove altri ad oggi, hanno saputo soltanto “DIRE”. Dalla nostra Redazione TeleVideoItalia.net di Angela Saieva va sentite condoglianze alla famiglia Berlusconi. Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • in diretta tv i funerali di Stato di Silvio Berlusconi

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Si terranno domani, mercoledì 14 giugno alle ore 15:00 nel Duomo di Milano, i funerali di Stato di Silvio Berlusconi. La richiesta, fatta da parte della famiglia Berlusconi, per stessa volontà dell’ex capo di governo Silvio Berlusconi e anche dal Palazzo Chigi, è stata confermata dalla Diocesi meneghina. Presiede il rito funebre, l’arcivescovo metropolita di Milano, S.E.R. Mons. Mario Enrico Delpini. Per questa data, in memoria, è stato proclamato il lutto nazionale per esplicita iniziativa del governo Meloni e disposto dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. In segno di rispetto, il 13 e 14 giugno, le attività della Camera resteranno interrotte e la bandiera nazionale ed europea posta sugli edifici pubblici, rimarrà a mezz’asta fino al 14 giugno. Oltre ai familiari e gli amici più stretti saranno presenti trentadue esponenti del governo, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la premier Giorgia Meloni, il ministro degli Esteri e coordinatore nazionale di Forza Italia Antonio Tajani, nonché diversi leader stranieri. Il portavoce della Commissione europea Eric Mamer fa sapere che Paolo Gentiloni, commissario per l'Economia, ai funerali rappresenterà l'esecutivo Ue su richiesta di Ursula Gertrud von der Leyen, presidente della Commissione europea. Presenti i massimi vertici Rai, il direttore generale Giampaolo Rossi, la presidente Marinella Soldi, l’amministratore delegato Roberto Sergio. In circa 1.800 personalità siederanno all’interno del Duomo di Milano mentre fuori in piazza davanti al Duomo, transennata dalle ore 10:00 di domani 14 giugno, sono stati istallati anche dei maxischermi per la visibilità collettiva, presenza contingentato per ragioni di sicurezza fino a un massimo di venti mila persone, come ha proposto l'assessore alla sicurezza del Comune di Milano Marco Granelli. Attesi anche personaggi pubblici, dello spettacolo e dello sport. I controlli per accedere alla piazza saranno particolarmente accurati. Per dare l'ultimo saluto al presidente di Forza Italia e patron di Mediaset Silvio Berlusconi, dall'interno del Duomo Mediaset trasmetterà non solo in diretta su Canale5 (rendendolo poi disponibile in streaming su Mediaset Infinity), su La7 con il commento coadiuvato dal direttore Enrico Mentana in uno Speciale TgLa7, ma fornirà inoltre il segnale alle emittenti italiane e internazionali presenti con disponibilità di commento e stand up, dando così la possibilità anche al pubblico da casa di tutti i Paesi di seguire in diretta televisiva, nella propria lingua, le esequie di Silvio Berlusconi. All’esterno del Duomo, le postazioni per le emittenti presenti, saranno indicate dalla Prefettura. Non è escluso che il solenne evento sia ripreso anche dallereti di Stato, da Rai News 24, Sky, All-news al Tg24. La Redazione TeleVideoItalia.net rinnova il cordoglio alla famiglia Berlusconi e attraverso un aneddoto che ci lega in prima persona negli anni, riconoscente dico ancora oggi GRAZIE a questo “UOMO” che ha saputa “FARE” dove altri ad oggi, hanno saputo soltanto “DIRE”. Chapeau Cavaliere! Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Bresh, Silent Bob e Sick Budd Arena della Versilia

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Sabato 29 luglio ore 21.00 all’Arena della Versilia si accendono i riflettori sul Viper Summer Festival all’Arena della Versilia: una partenza col botto con BRESH + SILENT BOB & Sick BUDD. Silent Bob una delle migliori penne della nuova scena urban contemporanea e Sick Budd, geniale producer, con un repertorio che supera gli oltre 800 mila ascoltatori mensili solo su Spotify, promettono di illuminare questa estate 2023: “Sono molto contento di poter inaugurare la stagione 2023 del festival all’Arena della Versilia. È la mia prima estate in tour con Sick Budd con il quale sto promuovendo il nostro ultimo album Habitat Cielo. Calcare palchi di così grande rilievo entusiasma entrambi moltissimo. Devo ammettere che il pubblico si è sempre dimostrato estremamente caldo; sono sicuro che il pubblico della Versilia non sarà da meno. Dal canto nostro, io e Sick Budd non vediamo l’ora di divertirci ed emozionarci”. Bresh, cantautore e rapper italiano con i suoi testi, che hanno volutamente un peso sociale, arriva sul grande palco dell’Arena con tutta l’energia ed il successo che l’hanno portato dal suonare davanti a venti persone nei centri sociali della sua Genova a concerti da diecimila presenze e continui sold out. Il calendario dei concerti prosegue con il 4 agosto Mara Sattei + Tananai, il 5 agosto con Luchè + Shiva, il 7 agosto con Rocco Hunt, l’8 agosto con Mr Rain, il12 agosto con Sfera Ebbasta, il 18 agosto con Lazza. Le prevendite dei biglietti sono disponibili su Ticketone Ticketmaster, Boxer Ticket, Ticketsms e in loco al Botteghino dell’Arena (all’ingresso dell’area). Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Da Enzo a Fellbach si festeggia il decimo anniversario

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Continua il nostro viaggio alla scoperta dei valori dei nostri connazionali, impegnati a tenere alto all’estero il buon nome della nostra cucina italiana. Questa volta ci troviamo a Fellbach, un comune di 44.054 abitanti che conta una ricca percentuale di emigrati italiani e per la maggiore parte calabresi, arrivati tra gli anni ‘50 e ‘60. Nel corso dei decenni, la collettività italiana, ha raggiunto un elevato livello d’integrazione e si è restaurato un grande legame con i tedeschi che, oltre ad avere interesse alle innumerevoli bellezze, arti e luoghi del nostro Bel Paese, loro frequentano di buon grado i ristoranti e le pizzerie. Accettato il loro invito, incontriamo la coppia di coniugi Vincenzo e Liliana che della loro passione ne hanno fatta un’arte, con il compito di fare apprezzare e tramandare in terra Svevia le peculiarità che compensano i nostri palati. Il 14 e 15 luglio hanno festeggiato il loro primo epocale decennio del Ristorante Pizzeria Da Enzo. Vincenzo Antonnuci per tutti “Enzo” viene da Caulonia, un borgo sulla costa ionica bagnato dal mare e che domina una parte di grande bellezza e storia, fascino struggente dei piccoli paesini che sorgono sulle colline, nonché terzo comune per estensione più grande della Provincia di Reggio Calabria. Liliana è nata e cresciuta in Calabria, poi si è trasferita a Como, dove ha incontrato e sposato il suo grande amore, Vincenzo. Sin dalla giovane età, ha sviluppato un interesse per la buona cucina. Sapori netti e decisi, abbinamenti di terra e mare e che viaggiano alla riscoperta di piatti spesso dimenticati ma che caratterizza sempre più la loro buona cucina. Ispirandosi alla sua sapienza culinaria Chef Liliana, con arte e grande passione, unisce sapori, tradizione e innovazione. Si fa conoscere e apprezzare per una cucina prevalentemente di terra e mare, dove privilegiano le carni e i sapori. Con l’aiuto della fedelissima squadra, la sua impeccabile cucina si trasforma in un laboratorio, dove elabora e crea minuziosamente con cura tutti i suoi preziosi piatti, mentre Enzo e l’altra parte della squadra da attenzione e coccola tutti i suoi ospiti, senza eccezioni alcuna. “Il piatto principale è le tagliatelle alle punte di filetto, cammina molto ed è molto apprezzato dal nostro cliente italo tedesco e non solo…” ci dice Liliana “…poi segue molto la grigliata di pesce, gamberoni e pesce spada, il fritto misto e tutto il resto. Non manca certo la pizza da quella con il pistacchio a quella per eccellenza, la “Pizza Italia” composta con rucola, pomodorini, scaglie di parmigiano e prosciutto crudo. É una bella pizza che ha un impasto cromatico, ed è molta buona. La nostra giornata tipo, come mi chiedi tu Angela è: mi alzo già alle prime luci dell’alba e sono nel ristorante. Faccio la preparazione affinché sia tutto perfetto alle17:00, quando apriamo, accogliamo e soddisfiamo i palati e le esigenze dei nostri clienti uno ad uno fino alla chiusura. Questo avviene tutti i giorni. Lavoro di originalità e perfetta sintonia. Non ho dimestichezza con la tecnologia, queste cose le lascio fare ai mie figli. Noi diamo il massimo nella nostra cucina, stiamo attenti ai prodotti che usiamo rigorosamente Made in Italy e ci auguriamo che tutti i nostri connazionali che vengono a trovarci, siano soddisfatti. Vedi Angela, la nostra cucina “intesa in generale quella italiana” senza togliere niente ad altri Paesi, è meravigliosa. È piena di sapori e colori ma che purtroppo, grazie ai Fast Food che diventano sempre più, noi ristoranti siamo spesso costretti a chiudere, dando spazio a loro. È un vero peccato, perché così facendo, si perde per davvero un tesoro della vera cucina italiana fatta in casa. Pur avendomelo proposto, non ci tengo ad avere le “cinque stelle” perché non voglio essere in concorrenza con altri miei colleghi. L’unica cosa che desidero è che il mio cliente quando viene, si siede, si rilassi mangia, assapora il gusto intenso della nostra cucina e si alzi contento di aver mangiato un buon piatto e che ritorni soddisfatto. Devi anche sapere Angela che, tra noi e i nostri clienti, si è creato un rapporto di vera amicizia e non soltanto un distacco ristorante/cliente. Siamo proprio come una grande famiglia, scherziamo e ridiamo insieme e penso che questa sia la cosa più bella, sapere che quando viene nel nostro Ristorante Pizzeria si sente come a casa. Sono molto soddisfatta di avercela fatta, di essere gastronomicamente sopravvissuta nonostante la pandemia, di avere raggiunto con questi dieci anni un bel traguardo. Stiamo andando alla grande quest’anno, i miei clienti sono tornati e siamo felici così. Dino, Angela grazie per essere stati al nostro decimo Anniversario del Ristorante Pizzeria Da Enzo.” “Nel lontano ’95 ho preso purtroppo anch’io la via dell’emigrazione e dopo qualche anno, sono riuscito a portare anche mia moglie Liliana…” ci dice Enzo “…ho creato una bella famiglia, i ragazzi sono andati a scuola e si sono integrati molto bene. Hanno abbracciato anche loro la passione della gastronomia e anche se è dura e sacrificato questo nostro lavoro, ad oggi, siamo riusciti a stare abbastanza uniti. Alla tua domanda se abbiamo realizzato tutti nostri sogni, Angela, ti dico che di sogni ce ne sono sempre tanti, ed è difficile realizzarli tutti ma diciamo che…, obbiettivamente parlando, l’importante avere tutta la famiglia unita. Siamo tutti insieme, abbiamo i nostri figli con le loro mogli e i bambini, nonché nostri nipotini che sono la gioia di tutti noi e questo non è poco. Il resto viene da solo, l’importante è avere la felicità in famiglia. La vostra visita ci onora e attraverso le vostre telecamere TeleVideoItalia.net Angela e il Corriere d’Italia per cui scrivi, vi ringraziamo per avere accettato il nostro invito e salutiamo tutti i nostri connazionali in Germania, in particolare quelli in Stoccarda. Vi auguro di venirci a trovare molto presto, di gustare i nostri piatti e perché no, conoscere anche il vostro parere sul nostro operato culinario”. Alla fine della nostra lunga chiacchierata mamma Liliana, fiera, ci porta in cucina per preparare dal vivo ai nostri telespettatori di TeleVideoItalia.net e ai lettori del Corriere d’Italia una saporitissima ricetta, un piatto di tagliatelle alle punte di filetto, regalando i suoi ingredienti: cipolla di tropea, pomodorini freschi, basilico, pepe e sale quanto basta, l’olio d’oliva “perché penso che fa la differenza in un piatto…” ci dice Liliana intenta ai fornelli “…e non per ultimo il Re principale per questa ricetta, il filetto di manzo. Mi piace che ogni mio piatto quando esce deve essere bello, buono, saporito. Questo piatto è molto richiesto anche dai tedeschi ma ti dirò di più, c’è un cliente italiano che saluto, si chiama Alfredo, che viene esclusivamente per mangiare questo piatto.” Il locale, con i suoi ampi spazi interni ed esterni, verande, terrazze e giardini in piú angoli del locale, mette a suo agio anche i più scettici. Con posti e vista rilassante che si affaccia alla natura, è ideale per gli sposi con i loro creativi fotografi, come per qualsiasi piccola o grande festa da fare da soli o in buona compagnia. Un piccolo parco giochi per bambini, permette infine alle famiglie di consumare i menù in perfetto relax e sicurezza. Inoltre ha un’ampia sala ricevimenti, dove le moltitudini decorazioni individuali, i set floreali e il tocco suggestivo alle pareti di gigantesche copie di affreschi de “La Creazione” di Michelangelo, “La Primavera” e “La nascita di Venere” di Botticelli, fortemente voluta da Liliana perché amante della storia, regala serate incantevoli a chiunque la visita e ci soggiorna. Il parere anche dei clienti tedeschi abitudinari e non solo, conferma che “Da Enzo” rimane saldamente uno dei Ristoranti italiani più preferiti e apprezzati della zona. Offre una qualità di cibo altissima di cucina, principalmente italiana. È un filo conduttore che lega prelibatezze e calorosa accoglienza, un connubio perfetto che fa la differenza, a chi si siede a tavola. Per festeggiare il decimo anniversario Da Enzo, complice anche il bel tempo, hanno regalato due splendide giornate tra buffet, spumante e… dulcis in fundo, musica dal vivo impeccabilmente eseguita dai veterani Michele Tancredi e Federico Risuleo All’aperto, la spettacolare grigliata, ha avuto un ruolo fondamentale per gli ospiti. Le portate prelibate alla carta e il cocktail bar completamente posto all’aperto, nel curato verde e l’inconfondibile profumo di fiori e diversità di piante, ha regalato un tocco magico al decennale evento, riportandoci a quelle fatidiche notti d’estate ricche di spensieratezza fatte in Italia. Inevitabile è stato il tutto esaurito e tra gli ospiti, presente anche il direttore del dipartimento europa managing della SDA Sanremo Eventi. Liliana e Vincenzo, con la loro simpatia e generosità, nel loro angolo di paradiso hanno stregato per l’ennesima volta la clientela e ​ricambiato l’affetto a tutti coloro che gli hanno permesso di riprendere vita alla cucina e al locale, specie dopo le norme vigenti che li ha costretti a un lungo periodo di fermo. Un altro fiore all’occhiello del Ristorante Pizzeria Da Enzo è la selezione fatta dai due coniugi, alquanto originale e ricercata. Non a caso si distingue per la scelta dei cibi, a volte poco conosciuti nel panorama culinario e che diventano vera e propria scoperta per il tedesco e una riscoperta per lo stesso connazionale italiano nostalgico, sempre in cerca di novità e originalità dei piatti tradizionali. È una vita sacrificata e nel parlare con loro, scorgiamo il luccichio che bagna i loro occhi. La voce spesso si smozza dall’emozione e il lasciarsi andare a un forte bacio e abbraccio ci commuove. Oggi peró, Vincenzo e Liliana, assieme ai loro figli e il personale che lo definiscono più “una grande famiglia”, brindano e raccolgono i frutti di questo loro primo e intenso decennio. Caparbi, generosi e altruisti, sono riusciti a superare a testa alta anche il difficile periodo di restrizioni, causato dalla pandemia. Ricordano con rammarico quei momenti bui ma pur di non mettere in difficoltà almeno il loro lodevole personale, hanno attinto nei propri risparmi ma con orgoglio e senza pentimenti. Segno che il nostro connazionale italiano non molla mai e si rimbocca le maniche sempre e comunque. Questo, è uno dei tantissimi pregi per cui "forse" si contraddistingue per eccellenza nel mondo, ovunque egli si trovi. Chapeau! Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Pinguini Tattici Nucleari in sessanta mila a San Siro

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. La band bergamasca Pinguini Tattici Nucleari formata da Elio Biffi, Nicola Buttafuoco, Matteo Locati, Simone Pagani, Riccardo Zanotti e Lorenzo Pasini, dove ognuno di loro mantiene la sua unicità e trova il suo spazio, per la prima volta tocca San Siro e conta subito sessantamila persone che li accoglie con un boato. È sold out da mesi anche per questi giovani. La semplicità di questo gruppo Pinguini Tattici Nucleari è rimasta immutata sin dalla prima volta che li abbiamo incontrati e sono intervenuti ai microfoni della nostra emittente TeleVideoItalia.net, pur essendo grandi musicisti, sono rimasti umilissimi. Due ore di puro concerto live scatena tutte le generazioni accorse per loro da ogni dove. “Benvenuti nel tempio della musica che profaneremo…”, avevano detto in conferenza stampa, tenuta prima del soundcheck “…noi vogliamo un live umano che dia un senso di normalità, dove la normalità è portata a vessillo, cosa che la gente percepisce, la gente vuole qualcuno che dica: sono come te; noi abbiamo in più la grandissima fortuna di essere nati bruttini, non fighi, in un background normale…” dicono “…non siamo statue da venerare ma visitatori, San Siro è San Siro e vogliono capire cosa significhi cantare in uno stadio; noi siamo nani sulle spalle dei giganti, dove per giganti s’intende Bruce Springsteen, Bennato, Vasco, ColdPlay e Bob Marley e tutti quelli che li hanno preceduti nel grande tempio del calcio; il mantello della vittoria non ci appartiene, piuttosto indossiamo una catena per rappresentarci uniti, granitici e preparati; la ricerca di equilibrio nel mondo è, il sunto di quel che rappresenta l'ultimo disco per noi..; la setlist è ben bilanciata, la scaletta del concerto è rodata, il nostro pubblico è sfaccettato e lo rispecchia…, non si vuole essere esclusivi, l’idea è di avere tanti tipi di pubblico diverso ma inclusivi". Il frontman del gruppo Riccardo Zanotti non si risparmia e per tutto il concerto traspare visibilmente sui loro volti la felicità e l’emozione sia di essere a San Siro, sia l’ebrezza di tastare a pieno il loro grande successo, totalizzando centoventimila spettatori in queste due date. Dialogano con i fan, spiegando anche il significato e l’importanza delle loro canzoni, dall’inaspettato e travolgente successo che abbiamo assistito anche noi lí, al Festival di Sanremo 2020 “Ringo Starr” e dove adesso si è posta sul palco in aggiunta alla band anche l'ensemble di archi, a “Dentista Croazia”, “Scrivile Scemo”, “Irene”, “Cena di classe”, “Pastello Bianco”, “Antartide”, "Coca zero", "Ricordi",“ Freddie” e tante altre che completano il fantastico show. È un susseguirsi di brani, nati da vita vissuta, pieno di ricordi che attraversano anche gli anni ’80, fino ad arrivare a "Rubami la notte", reduce disco di platino e “Ridere” interpretata da Georgina nella lingua dei segni, che incanta il pubblico. I mega schermi proiettano fasi e percorsi, fuochi e laser fanno da sfondo sul palco, mentre il pubblico è in delirio. Non sono mancati colpi di scena, dove sulle note di “Ringo Starr” arriva anche una proposta di matrimonio e su “Scrivile scemo” una coppia in prima fila, che convolerà presto a nozze, riceve degli auguri speciali con dedica dell'artista; l’attenzione si sposta a un accenno ai pride, precarietà del lavoro e diritti, messaggi importanti e momenti toccanti, poi ancora alla loro Bergamo, la città da cui sono partiti e che oggi, grazie a questa gavetta, conta invece oltre mezzo milione di biglietti venduti per gli stadi. Tra fake new e realtà (un chiaro riferimento al loro ultimo album "Fake News" scritta che campeggia anche sui vestiti di tutti e sei i mitici musicisti) spaziano con aggraziante disinvoltura tra letteratura, sogni e attualità. Un modo di concepire la musica che arriva da cantine e metal. Sulle note di "Fuori dall'Hype" arrivano i ringraziamenti e ce n’è per tutti. Per la band non c’era posto migliore per il ritorno dal vivo, dopo la data Zero a Venezia. É stato un grande show cui é valsa la pena esserci. Le prossime tappe il 23 e il 24 luglio all'Olimpico di Roma. Undici le date tra stadi e arene fino al 9 settembre alla RCF Arena di Campovolo, sei già sold out! Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Amici per sempre i Pooh a San Siro fanno sold out

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. La storica band dei Pooh, a sette anni dall’ultima volta in concerto insieme, con ben cinquanta elementi, coristi tutto al femminile la “Alter Echo String Quartet” e un ottetto di archi e flauto traverso lo “GnuQuartet”, davanti a cinquantamila spettatori registra a San Siro l’ennesimo successo. Tre ore di pura adrenalina con grandi emozioni, colpi di scena, inimitabile spettacolare show e ospiti d’eccezione come Il Volo, che con foto ringraziano sui loro social per avere mantenuto la promessa. I Pooh, con Amici x sempre, hanno sbancato ancora una volta e a loro volta non hanno deluso le aspettative dei loro fan, accorsi a Milano da ogni parte del mondo. Il mega concerto dedicato a Stefano D'Orazio (membro dei Pooh scomparso nel 2020) e a Valerio Negrini, noto poeta, paroliere, nonché fondatore e autore della maggior parte dei testi delle canzoni dei Pooh, è stato di pochissime chiacchiere e tantissima buona musica che ha spolverato gli oltre sessant’anni di lodata carriera. La storica band, attraverso una vecchia registrazione proiettata sui mega schermi, ha ricorda inoltre una serie di eventi e idealmente ancora una volta riportato al suo posto l’Icona per eccellenza, Stefano D'Orazio. Una persona di un animo buono, gentile e che nonostante il loro successo, ci ha dato il novero della sua attenzione e di conservare gelosamente questo indelebile scatto, come altrettanto ci onora l'intera band dei Pooh che ancora oggi, in diverse occasioni, si fermano ai microfoni della nostra emittente TeleVideoItalia.net senza indugio. Abbiamo ascoltato numerosi brani celebri dell’encomiabile band, tra questi "L'altra donna del mio amico" scritta appunto dall’ex batterista Stefano D'Orazio, "Amici x sempre", “Noi due nel mondo e nell'anima", "Dammi solo un minuto", "Ultima notte di caccia", "Stare senza di te", "Uomini soli" eseguita insieme a Il Volo e ancora "Dimmi di sì","Tanta voglia di lei". Anche qui non è mancato uno spazio solidale e pertanto, durante lo spettacolo, i Pooh hanno invitato il pubblico a lasciare un'offerta durante il concerto, per una raccolta fondi a sostegno dell'Emilia Romagna. Insieme a Rock No War Onlus, l'obiettivo è di aiutare a ricostruire una scuola materna distrutta dall'alluvione e che il 4 settembre hanno dichiarato pubblicamente dal palco di volere andare a inaugurarla. Questo concerto chiuso a San Siro con "Chi fermerà la musica" è solo l’inizio di un tour che porterà gli storici componenti del gruppo Dodi Battaglia, Roby Facchinetti, Red Canzian e Riccardo Fogli, il batterista Phil Mer e lo storico Danilo Ballo alle tastiere, il 15 luglio all'Olimpico di Roma e a seguire in altre quattordici splendide province italiane e il tutto, come dice la stessa storica band: “per dare un segnale che nel lavorare insieme, si può veramente essere amici per sempre”. AMICIXSEMPRE 2023 è: sia il tour che prende il nome dallo storico brano del 1996, ripubblicato in una nuova versione, per celebrare questo ritorno; sia l’ordine delle canzoni dei quattro CD della nuova raccolta, uscita il 7 luglio e che contiene cinquantasei brani dei mitici Pooh. Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Sempre Paolo Vallesi feat Danti

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Dal 4 luglio, è in rotazione radiofonica il nuovo estratto dal progetto discografico IO NOI di Paolo Vallesi feat. Danti Sempre. Correva l'anno 1992 quando venne pubblicata per la prima volta Sempre; canzone scritta da Paolo Vallesi, con Beppe Dati e Alessandro Baldinotti e cantata dallo stesso Paolo. Inserita nel fortunato album La forza della vita. Fu un successo di pubblico e di critica. Ora in un confronto generazionale la canzone viene riproposta con un nuovo arrangiamento e nuova veste interpretativa feat. Danti. “Sempre” fa parte del recente progetto discografico “IoNoi”, pubblicato in occasione dei trenta anni di carriera di Paolo Vallesi. Il disco contiene dieci inediti e i successi di Paolo riarrangiati e reinterpretati insieme ad alcuni dei più grandi artisti italiani: Gianni Morandi, Enrico Ruggeri, Marco Masini, Gigi D’Alessio, Danti, Dolcenera, Amara, I Legno e Leonardo Pieraccioni. La carriera di Paolo Vallesi inizia al Festival di Sanremo nel 1991, quando vince tra le Nuove Proposte con il brano “Le persone inutili”. Un debutto che gli dà grande notorietà, confermata dal successo del suo primo album (per l’etichetta Sugar), che è stato anche il suo primo Disco d’Oro. Il successo viene bissato nel 1992, quando torna a Sanremo nella categoria Big e con il brano “La forza della vita”, si aggiudica il terzo posto. L’album omonimo ottiene il Disco di Platino, risultando il secondo album più venduto dell’anno e rimanendo al primo posto in classifica per molte settimane. Nel Festival di Sanremo appena trascorso, Paolo è stato fra gli ospiti della serata dedicata ai duetti; in gara con I Cugini di Campagna hanno interpretato “La forza della vita” e “Anima mia”. Il cantautore toscano è stato protagonista e vincitore della trasmissione di Rai 1 “Ora o mai più”, condotta da Amadeus. Attualmente Paolo Vallesi è impegnato con il tour estivo ma non ci nasconde il desiderio di voler prolungare alcune date anche in Germania e non solo. Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Paolo Vallesi si racconta tra Sanremo e nuovi tour in Europa

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Il Festival di Sanremo è stato per davvero il festival della rinascita e del ritorno di grandi che hanno fatto e segnato la storia della musica italiana nel mondo. Si è esibito ospite de I Cugini di Campagna, nella serata delle cover, portando sul palco due canzoni molto speciali “La forza della vita” e “Anima mia”. Con undici Album pubblicati, le sue canzoni sono state tradotte in olandese e portoghese, ha cantato anche in spagnolo, le sue canzoni viaggiano all’estero, la sua notorietà è arrivata nel ’91 con La Forza della Vita è qui con noi, un altro fiore all’occhiello dei nostri connazionali emigrati, Paolo Vallesi. Ciao Angela, grazie per la bella presentazione. Un saluto a voi e a tutte le persone che ci stanno vedendo e un caro saluto a tutti gli amici tedeschi ma uno speciale agli italiani che ci vivono. Grazie Paolo, sono pochissimi…, più di ottocentomila emigrati, solo in Germania. Ah, beh, un qualcosa da niente! Allora…, mi sistemo un po’ meglio eh Angela, che dici? No, stai perfettamente bene così. Ti ringrazio per avere accettato il nostro invito, se pur già in viaggio per mantenere fede ai tuoi impegni artistici, in altre splendide città italiane. Partiamo subito dal Festival e delle tue impressioni. Allora Angela, per me questo Festival di Sanremo, ridendo e scherzando, era già la sesta volta che calcavo quel palco, perché io c’ero stato e ho vinto la sezione giovani, poi avevo gareggiato nei big, poi sono stato ospite due volte e quindi, l’unico tassello che mi mancava per chiudere il cerchio, era quello di partecipare nei duetti. Quello che è stato fatto adesso, su quel palco, ha qualcosa di sorprendente, perché non era un duetto pianificato da qualche tempo ma semplicemente, io, da poco ho pubblicato una versione del “La forza della vita” cantata assieme a Gianni Morandi. Gianni Morandi l’ha fatta ascoltare ad Amadeus, ad Amadeus gli è piaciuta e gli sarebbe piaciuto avere questa canzone in duetto. Poiché I Cugini di Campagna festeggiavano il loro cinquantesimo anno dell’uscita del brano “Anima Mia” e il brano la “Forza della Vita” compiva trent’anni, perché è stata pubblicata trent’anni fa a Sanremo, mi ha chiamato il loro manager e mi ha chiesto: "ti andrebbe di festeggiare questi due compleanni insieme, sul palco dell’Ariston? Io gli ho detto subito di sí perché, è stata una bellissima esecuzione e poi, I Cugini di Campagna sono stati veramente bravi. Avevano una bellissima canzone in gara e insomma, sono stato contento e li ringrazio per avere avuto questa bella idea, di essere il loro ospite al Festival. Paolo, sei un apprezzatissimo cantautore, ti va di spolverare alcune delle tante collaborazioni che hai avuto negli anni? Come ti sei trovato con loro, elencandomene alcuni? Allora, guarda, proprio da poco io, proprio per celebrare i trent’anni di affinità, ho pubblicato un Album dove appaiono solamente due, tre collaborazioni e ho cantato “La Forza della vita” assieme a Gianni Morandi, ho cantato “Il cielo di Firenze” assieme a Marco Masini, poi ho cantato “Le persone inutili” assieme a Enrico Ruggeri, poi ho cantato "Non andare via" assieme a Gigi D’Alessio, poi con Dolcenera, a Danti, ad Amara, ai Legno e a Leonardo Pieraccioni. Quindi, è stato un Album molto vario, fatto attivamente di featuring e duetti. È molto bello, perché ci sono tutte le mie canzoni più conosciute e fatte in questi trent’anni. Sono state reinterpretate da artisti che sono, prima di tutto amici ma soprattutto dei grandissimi artisti che hanno dato a questo Album, una visibilità immensa. Facciamo un salto indietro, nel ’91, con “Le persone inutili”. Bellissimo brano, ti sei classificato al primo posto nella sezione Giovani, ma “nella realtà”…le hai mai incontrate? Mah no, io…più che incontrarle, mi sento in questa fascia di persone perché, la canzone e il titolo e “Le persone inutili” la specifica, nel senso della canzone che sono le persone migliori, perché cercano di portare avanti, cercano di fare del bene ma senza per forza doversi mettere in prima fila. Io, all’epoca, quando era la prima canzone che facevo, anch’io appartenevo a quelli che cercavano di fare qualchecosa e in realtà, non apparivo mai in prima fila sui giornali. Era proprio dedicato a loro. È un paradosso, il fatto che io poi sia diventato un cantante affermato e conosciuto con questa canzone. É una canzone però che parla di solidarietà e che bisogna vedere le cose, avvolte, anche con gli occhi degli altri. Viviamo nel mondo dove, specialmente ogni social, siamo sempre abituati a dire: ”io, io, io, a farsi vedere sempre più belli, sempre più fighi, sempre più importanti” mentre in realtà, è importante più quello che si fa, rispetto a quello che si appare. Non è una novità che anche qui c’è l’ambizione, tra i connazionali italiani emigrati, di interpretare la musica dei loro miti in cerca di facile riuscita, notorietà e corsa al Festival. Ti senti di dare loro un consiglio, come entrare a far parte di quest’affascinante mondo promettente, prorompente e come e da chi e da che cosa soprattutto difendersi, per non rischiare di vedere spezzare i propri sogni? Eh sì, anche perché è una domanda che mi pongono spesso. La risposta è sempre la stessa, nel senso, non si puó fare musica con l’obbiettivo di avere successo. Perché il successo poi dipende da tante cose, dipende da quello che fai ma dipende da tante altre situazioni che poi si verificano, o non si verificano. Io consiglio quindi, di fare musica se fare musica mi rende una persona migliore. Cioè, io ho cantato, la mia carriera è stata fatta di alti e di bassi. Ho cantato per migliaia di persone e per decine di persone, però per me, la mia passione è la stessa. Quando fare musica ti fa capire che sei comunque una persona migliore, il resto, viene da se. Io ti faccio un esempio Angela e che è un esempio molto importante per me: io…, tu hai parlato del mio primo Sanremo “Le persone inutili”, tu pensa... io, fino a due mesi prima lavoravo come produttore, in uno studio di registrazione e facevamo musica Dance e facevamo tutt’altre cose. Avevo già scritto “Le persone inutili” però nessuno l’aveva sentita, o chi l’aveva sentita, non l’aveva reputata all’altezza. Poi, un giorno, conobbi per caso in un ristorante Caterina Caselli e lì sentì questa canzone, s’innamorò di questa canzone, mi iscrisse a Sanremo e poi da lì è nato tutto. È stato magari un colpo di fortuna, perché, se non ci fosse stato quest’incontro magari, oggi, parleremmo di altro. Però, mi ero fatto trovare pronto per cui, per chi fa musica, farla, perché farla fa bene e stare sempre pronti perché l’opportunità può arrivare. Come hai gestito “La Forza della vita” e qual’è la tua vera forza della vita? Mah sai, il successo quando arriva all’improvviso è un bene e un po’ male perché, ci devi fare un po’ i conti , con persone che ti portano all’esaltazione sempre, in qualsiasi cosa che dici ti dicano tutti di si, pensi di non avere mai torto, poi ti rendi conto che in realtà, i valori importanti della vita sono altri. Per cui, devi un po’ cercare di ancorare la tua vita a qualcosa di più solido, perché il successo è una cosa che va e che viene e può far perdere la testa. Quindi, devo dire l’ho gestito bene nei momenti in cui c’è stato ma con quel minimo di distacco che mi permetteva anche di affrontare meglio i periodi diciamo quelli più difficili Parliamo di Amadeus, il quarto mandato e il quinto sarà il prossimo 2024, come hai vito questa gestione del Festival e questa miscela, tra giovani e big? Il Festival era già da qualche anno che aveva una tendenza di allargare molto i suoi orizzonti. Quest’anno, secondo me, potrebbe avere raggiunto l’apice. Perché, su quel palco si sono succeduti stili di musica completamenti diversi, cosa che non sempre è successo. Io penso che, prima del Festival, chi conosceva Rosa Chemical non conosceva I Cugini di Campagna e viceversa, perché vengono da due mondi diversi. Allora, questa offerta così larga, crea una magia tipicamente italiana e totalmente bella per la musica perché, questi stili di musica completamente diversi, per una settimana, si ritrovano sul palco, magico, quello dell’Ariston, si fanno vedere da tutta Italia e poi ognuno torna nella sua componzon. Perché ci saranno canzoni che saranno nelle più messe sui social, ci saranno quelle più scaricate da spotify, ci saranno quelle più trasmesse sulle radio. Tutte avranno la loro nobiltà, perché le canzoni sono state scelte bene e c’è un motivo per cui sono lì, però non è che alla fine rigireranno tra loro, ognuno farà la sua strada. È una bellissima scelta, ed è un bene per la musica. Faccio i complimenti ad Amadeus che ha avuto coraggio, perché, in questo modo, sono più importanti le canzoni di chi le segue. Siccome è il Festival delle canzoni italiane, trovo nella fine, un ottimo risultato. Poi, gli artisti erano enormi e pazzeschi, però, anche chi lo guarda e magari poco importa se non conosce il cantante e ascolta la canzone, lo conoscerà dopo averlo ascoltato. É bello. Paolo, pensi che di queste ventotto canzoni che abbiamo ascoltato, rimarrà qualcuna nei secoli come quelle di voi mostri sacri della musica italiana? Sai Angela, è difficile dirlo perché la musica è cambiata molto in questi trent’anni e poi, le canzoni che rimangono per venti trent’anni, appartengono forse a un’altra generazione. Le canzoni di oggi sono fatte, un pochino, per essere consumate in fretta. Per essere i sette secondi su TikTok, quindi è un po’ tutto subito e quindi, non è impossibile ma è più difficile che una canzone scritta oggi possa durare trent’anni, ecco. É più difficile, non è impossibile. No so dirle di queste, perché insomma, bisognerebbe avere la bacchetta magica. Parliamo dei tuoi progetti musicali e tournée che toccherai, la Germania é in programma? Il tour nuovo che si chiama “La forza della vita” perché, dopo aver celebrato i trent’anni “La forza della vita” prima è diventato un duetto con Gianni Morandi e poi diventato un duetto con I Cugini di Campagna adesso a Sanremo, adesso diventa un vero e proprio tour che parte l’11 marzo da Roma. Da marzo fino a fine ottobre, saremo in giro con la mia band e non sarà solamente in Italia questa tournée, perché abbiamo già alcune cose fissate sia in Spagna, sia in Belgio, ecc. Mi piacerebbe tantissimo tornare in Germania a cantare, perché io ci sono già stato e ti dico una cosa…, ti do uno scoop pazzesco Angela, io ho aperto il concerto di Gianna Nannini e di Francesco De Gregori a Norimberga, ed ho un ricordo bellissimo di questo concerto. Loro erano già delle Star, sto parlando di venticinque anni fa e pensa, io ancora me lo ricordo e ho un bellissimo rapporto. Ho fatta tanta promozione in Germania perché, il mio singolo, del primo Album “Le amiche” fu un bel successo in Italia e quindi, spero che il mio management mi comunicherà anche un concerto vicino a voi. Paolo Vallesi Sanremo 2024? Eeh! Questo dovresti chiedere ad Amadeus! Una cosa è certa, dopo la partecipazione di quest’anno, mi piacerebbe che fosse quasi… uno scalino, per poi partecipare in gara il prossimo anno. Lo vedrei, una giusta chiusura del cerchio di questo progetto. Però, come ti dicevo prima, la gara la fanno le canzoni. Io, in questo periodo, oltre a preparare il tour e a partecipare a molte apparizioni televisive e dove comunque promuovo l’Album che ho fatto, in realtà, sto scrivendo in rari momenti liberi ma che mi sto ritagliando sempre di più. Perché, se ci vado, deve essere una canzone veramente bella e talaltro con Amadeus, se non è veramente bella non ci vai e quindi, insomma, vediamo un po’ se sarò bravo abbastanza, da conquistarmi sta cosa. Un abbraccio e un saluto da Paolo Vallesi ai telespettatori e lettori della tua emittente TeleVideoItalia.net e del Corriere d’Italia per cui scrivi. Grazie Angela, é stato un immenso piacere conoscerti e visto che sei toscana come me, pratese, forza anche Prato e spero di rivederci presto. Il servizio televisivo redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production e visibile sui siti ufficiali di televideoitalia.net/intervistelive e corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Jalisse Perdono il nuovo singolo

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Esce oggi il brano Jalisse Perdono e il tour dal 1 luglio. Alessandra Drusian e Fabio Ricci sono partiti per l’Isola dei Famosi con una promessa reciproca: lasciare a casa i Jalisse, intesi come coppia artistica, per essere semplicemente Alessandra e Fabio, genitori di Angelica e Aurora, vivendo appieno un’esperienza unica che li avrebbe portati allo scoperto, lontano dalla loro comfort zone costituita dalla famiglia. Con la semplicità che li contraddistingue, hanno saputo spogliarsi di qualunque artifizio, deludendo probabilmente chi avrebbe voluto vederli coinvolti in qualche “rissa” mediatica. Nel bene e nel male, senza trucchi o strategie, hanno portato avanti il loro percorso, sia introspettivo che di relazione e la scrittura di Perdono è un prezioso ricordo, un “seme” da tradurre in parole e note. Un’urgenza che è diventata canzone. Perdono è anche in tour che parte dal 1 luglio. “Abbiamo cominciato a coltivarne l’idea a casa. Quando ci hanno chiamati per l’Isola dei Famosi…“ dice Fabio “…l’abbiamo portata con noi e lì, abbiamo terminato di scrivere, trovando probabilmente l’anima vera che il brano stava cercando dentro di noi. Perdono è un sentimento che va di pari passo con l’Amore, un’altra sfumatura dello stesso sentimento, perché per amare è necessario esercitare il perdono, di continuo. Sull’Isola…” aggiunge Alessandra “…ha assunto una valenza ancora diversa, costringendoci a fare i conti con la convivenza che ha messo a dura prova tutti noi. Un allenamento costante e necessario, per affrontare la quotidianità, senza la possibilità di andare altrove”. Quante volte crediamo o fingiamo di perdonare, ma semplicemente passiamo oltre, senza affrontare davvero il problema? La prevaricazione e il rimanere fermi sulle proprie posizioni pregiudicano del tutto la possibilità vera di trovare il modo di dialogare davvero con l’altro, qualunque esso sia. Il Perdono è nel suo significato più profondo, un atto di umanità e generosità che non chiede nulla in cambio ma al contrario annulla con sincera convinzione, qualsiasi rivalsa. Questo è forse il regalo più bello che ci portiamo a casa, insieme al silenzio, alle cose semplici. Il saper perdonare rende liberi e con questa consapevolezza il testo di Perdono ha preso forma. Scritto con i carboncini del fuoco, su pezzi di carta recuperati, sono venute le parole a tradurre le tante emozioni che ci sono colate dentro. Abbiamo vinto, non L’Isola, ma la nostra Isola e facciamo ritorno a casa, con un bagaglio pesante, pieno di immagini, spunti che vogliamo regalare alle nostre figlie, affidando alla musica il nostro messaggio”. Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Maestro John il nuovo singolo di Carboidrati

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Pasquale Sculco, in arte Carboidrati, in radio e nei principali store digitali con il nuovo singolo "Maestro John", un quadro autobiografico che affronta due aspetti diversi del quotidiano: la parte legata ai pensieri e quella legata alle cose comuni. Il brano nelle strofe si caratterizza di rimandi a concetti più sognanti, incorniciati in un'atmosfera musicale sospesa; nei ritornelli invece diventano protagonisti i problemi pratici: bollette, debiti, camicie stropicciate. In tutto ciò il "Maestro John" rappresenta la guida, "il centro di gravità permanente" che aiuta a tenere insieme tutti i pezzi del puzzle. Il videoclip sarà disponibile da fine maggio sul canale YouTube ufficiale dell'artista. Il brano verrà presentato anche nel programma “Calcio totale” su Rai2, dove l’artista calabrese canterà le sue canzoni più alcune cover. Confermata la sua presenza in Tv anche nel periodo estivo. Carboidrati è il nome d’arte del cantautore, musicista calabrese Pasquale Sculco. Nato nel 1994 a Firenze (vive da sempre a Cirò-KR) è stato per tredici anni il leader della omonima band “I Carboidrati”, concorrenti di “Amici di Maria de Filippi” e con la quale condivise buona parte della sua esperienza musicale. Dopo scelte di vita importanti la band ha deciso di non continuare più con il progetto lasciando tutto in mano al front-man che esordisce come solista e mantiene lo stesso nome “CARBOIDRATI”. Con il brano pubblicato nel maggio 2020 dal titolo “Pane e nostalgia” inizia questa attività da solista e fonda la sua etichetta musicale indipendente “Sculcomusica”. Dopo diversi progetti svolti sul web durante il lock-down (interviste radio, dirette) alla fine di luglio esce un altro brano dal titolo “Quando t’innamori” prodotto sempre da lui e con il quale partecipa a diversi eventi estivi. Lo stesso anno, con il brano “Sogno da bambino” è finalista del contest “Calabria Fest” andato in onda su “Rai radio tutta italiana”, con la conduzione di Foderaro Gianmaurizio e con la presenza de “Le vibrazioni”. Nel giugno del 2021 viene pubblicato un nuovo singolo dal titolo “Senza meta” dal quale segue anche la pubblicazione del videoclip, mandato in onda poi su Rai3 in una puntata di “Blob” intitolata “Overdose”. Nell’agosto del 2022 esce un nuovo singolo dal titolo “tornare” dedicato a tutte le persone che vivono lontane dalla loro terra d’origine e che hanno sempre il desiderio di tornare a casa. Grazie a questa pubblicazione parte un tour estivo che impegna diverse città italiane e lo coinvolge in importanti iniziative come lo “Omnia è tour” condiviso con il cantautore calabrese Peppe Voltarelli. Nel dicembre dello stesso anno cura ed esegue le musiche dello spettacolo teatrale “Io...Rino” che vede coinvolto anche il noto attore (David di Donatello) Giorgio Colangeli con la lettura di monologhi originali in cui racconta il periodo di difficoltà del cantautore calabrese. Lo spettacolo è andato in scena al “Teatro Pertini” di Crotone, in occasione della stagione musicale dell’associazione “Beethoven”, in cui hanno partecipato anche le più importanti emittenti televisive regionali. Nel Gennaio del 2023 su Rai2 partecipa al programma “E viva il videobox”, spin- off del programma “Viva Rai2”, condotto da Rosario Fiorello, in cui ha presentato per la prima volta il brano inedito “Maestro John”. A Febbraio dello stesso anno, durante il periodo del “Festival di Sanremo”, viene ripreso dalle telecamere di “Blob” e nuovamente esegue il brano “Maestro John” che viene mandato in onda su Rai3. Il video viene apprezzato molto e viene mandato in onda anche il giorno successivo nella medesima trasmissione e, un estratto, viene inserito anche nello “TG1 speciale Sanremo” andato in onda la domenica successiva alla finale del Festival. Nello stesso mese prende parte come musicista/cantautore alla trasmissione televisiva “Calcio totale”, in diretta a cadenza settimanale su Raisport e in replica su Rai2, in cui cura ed esegue brani con la chitarra a sfondo ironico. Per lo stesso programma inventa anche la sigla che viene ripetuta per tutte le puntate. In tutto il suo percorso ha svolto circa 300 concerti tra esibizioni soliste e con la band. Fino al 2020 la biografia di Pasquale fa fede alla biografia della band riportata brevemente qui giù: I Carboidrati sono stati un gruppo calabrese di Cirò (KR) nato nel 2006 dall’idea dei cugini Pasquale e Pietro Sculco. Dal 2010 sono già vincitori di molti concorsi nazionali come il Festival show e condividono i palchi con artisti di fama nazionale: Ron, Stadio, Nomadi, Vecchioni etc. Dopo una serie di esperienze e concerti in giro per l’Italia, nel 2014 entrano come allievi nell'accademia televisiva “Amici di Maria De Filippi” in onda su canale 5. La band nella scuola ottenne sin da subito un grande successo passando per primi al serale. Grazie a questa importante esperienza televisiva, durata circa 3 mesi, la band riscuote un notevole eco nazionale. Subito dopo “Amici”, nel 2014, esce il primo singolo "Questi uomini" prodotto da Adriano Pennino ed Enzo Longobardi. Tale brano anticiperà la pubblicazione dell'EP "Anche se qui" pubblicato nello stesso anno. Segue da qui un lungo tour in tutta Italia fra in-stores nei centri commerciali, tour nelle radio e molti concerti nelle piazze. Nel 2016 il leader Pasquale Sculco è ospite di Blob su Rai3 nel programma "Incanta tu "svoltosi sul Red Carpet dell'Ariston di Sanremo durante i giorni del festival cantando un omaggio alla “Divina Commedia” in chiave folk. Nello stesso programma tornerà anche l'anno successivo, nel 2017, per la presentazione del nuovo singolo "Anita”, scritto con Claudio Bastianelli e pubblicato nel luglio del 2017. Nel Giugno del 2019 i “Carboidrati” pubblicano una rivisitazione dello storico brano “Una storia disonesta” del cantautore romano Stefano Rosso, prodotto da Marco Petriaggi. Il brano venne utilizzato come sigla nella puntata di “Blob” “Di tutta l’erba un fascio”, andata in onda su Rai3 e venne presentato anche nel programma televisivo “Modamania” andato in onda su Rete4 e su La5. Nell’autunno del 2019 la band abbandona il progetto e Pasquale, mantenendo lo stesso nome “Carboidrati”, continua da solo il viaggio nella musica. Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Viola Valentino e Serena de Bari Comprami 2023

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Dopo aver presentato il singolo al Festival del Cinema Italiano a Milazzo (Me), ecco in radio "COMPRAMI 2023" la storica hit in una nuova versione proiettata ai giorni nostri. “ Sono felice di questa collaborazione con Serena e TempoXso…” dice Viola Valentino “…anche per il mio nuovo album che è in lavorazione e sarà ricco di sorprese. Questa è una nuova versione proiettata ai giorni nostri”. “Ognuno di noi ha una canzone che ci fa cantare, ballare e divertire…” afferma Serena De Bari “…Comprami 2023 è una fusione fresca di energia tra il passato e il presente”. Viola Valentino, ha riproposto di recente con grande successo la hit “Comprami” ai Migliori Anni su Rai 1, canzone diventata ormai virale su TikTok. L’artista icona degli anni ’80 ha scelto la giovane cantautrice pugliese Serena de Bari per la nuova versione di COMPRAMI 2023, in radio e nei principali store digitali dal 23 giugno per l’etichetta On The Set (distr. Artist First), un progetto targato Luca Venturi. Produzione, arrangiamento, mix e mastering sono a cura di TempoXso, producer che nel corso della sua carriera ha collaborato con diversi artisti della scena urban e neomelodica tra cui Niko Pandetta, CaneSecco, Skioffi, Shade, Gemitaiz, Madman, Fedez, ecc. Un classico intramontabile della musica italiana riadattato ai giorni nostri. Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Io e la luna di Anna Capasso

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Esce Io e la luna, il nuovo singolo della cantautrice e attrice Anna Capasso, distribuito da Artist First, che farà ballare per tutta l'estate e che sarà disponibile dalla mezzanotte del 19 giugno in tutti i digital store (il videoclip sarà su YouTube dal 20 giugno alle 14:00). Un pop fresco e frizzante su cui l'artista fa esprimere la sua vocalità melodicamente dolce e al tempo stesso molto accattivante, per un ritmo più che mai danzante. Il brano è scritto dalla stessa Anna insieme a Massimo D'Ambra e conferma un'attenzione al gusto musicale ma anche al testo, ancora una volta per nulla banale, come già accaduto in passato con L'estate su di noi. La canzone, infatti, racconta le sfumature più belle dell'amore, descrivendolo come la possibilità di concedersi una meritata serenità da conservare e proteggere da chiunque. In fondo, in ogni relazione, gli unici interessati a tutte le dinamiche devono essere i due innamorati. Il carattere sognante della protagonista di questo brano si incontra dunque con la voglia di superare ogni ostacolo, allontanando ogni possibile problema o agente esterno in grado di cambiare gli equilibri nella coppia. Io e la luna è quindi un pezzo che si fa apprezzare nella sua parte più leggera e piena di passione, ma anche in quella più implicita e profonda che si può accarezzare tra le righe del testo. “Con questo brano voglio raccontare l'unicità dell'amore che, come tale, merita rispetto. Le relazioni, spesso, sono troppo esposte ai giudizi e alle interferenze esterne…” dichiara Anna Capasso “…così viene a mancare la loro privatezza e, talvolta, alcune storie finiscono anche per quello. In questo caso, la protagonista chiede all'uomo di cui è innamorata di poter allontanarsi da tutto, stando soli con la luna. Quando ho scritto la canzone, ho pensato subito alla luna, mia unica vera compagna nei momenti più difficili della vita: dopo delusioni cocenti, guardare il cielo notturno mette in pace con sé stessi e il mondo esterno, con tutte le sue pressioni, non esiste più”. E quando s’immagina una bella luna, non è difficile sognare il golfo di Napoli in cui alla sera si rispecchia creando una magia ineguagliabile. Non a caso il videoclip, diretto da Ferdinando Esposito su idea e sceneggiatura della stessa Capasso e prodotto da Massimo D'Ambra è girato proprio nel capoluogo campano e in varie zone della regione. Riconoscibili sono soprattutto la scalinata di Palazzo Reale, i gradini di Palazzo Fondi con la scritta “amore” e il celebre murale, situato nei quartieri spagnoli, dedicato a Diego Maradona, che sembra suggerire qualcosa in più sulla professione dell'ipotetico latin lover della canzone. “Pensando a un amore da proteggere, mi viene spontaneo immaginare le difficoltà di un’artista fidanzata con un calciatore…” commenta Anna “…la cui relazione è sempre al centro dei rotocalchi contro la loro volontà. È una regola che è sempre valsa per tutti i personaggi famosi…” prosegue quindi Anna precisando, a proposito della citazione del più grande numero dieci di sempre nel video “…la verità è che tenevo molto, in un anno così importante con la conquista del terzo scudetto, a omaggiare la mia città, più ancora di tutte le altre volte; amo l'eleganza di Napoli, la sua modernità unita alla sua storia. Per questo, oltre a luoghi artistici famosissimi, ho scelto anche un hotel riprodotto esattamente come uno di Manhattan, che spiega l'avanguardia di questa città”. Con questo brano Anna racconta la forza dell'amore, che fa riconoscere le anime gemelle anche in un incontro casuale. Un sentimento talmente forte da poter essere definito quasi eterno, come racconta la cantante, che spiega così il motivo per cui ha voluto dedicare un brano a questo tema: “nonostante i mille problemi quotidiani, ci sono storie che non finiscono mai completamente. Basta uno sguardo tempo dopo e ci si rende conto che il bene profondo è rimasto intatto. Questo vuol dire che l'amore non solo quello di coppia ma anche inteso come sentimento a tutto tondo, è più che mai vivo. Non si può odiare chi si è amato”. Io e la luna accompagnerà Anna per l'intera l'estate, da Nord a Sud in tutta Italia, dove sarà ospite di diverse rassegne. Ma non è finita qui: è già pronto un balletto che verrà diffuso su Tik Tok in contemporanea all'uscita del video il 20 giugno. Anna Capasso, pochi mesi prima dell'album che arriverà in autunno, ha quindi intenzione di farci ballare tutta l'estate con questo pop ricco di ritmo e di entusiasmo, sfiorando anche temi particolarmente importanti. Finalmente, immaginare una ragazza di talento che sappia far divertire e riflettere nello stesso tempo non è più un'utopia. Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Viper Summer Festival con un tripudio di big

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Nella meravigliosa cornice dell’Arena della Versilia, l’estate 2023 si accende con il meglio della musica internazionale. Grandi artisti come Lazza, Mara Sattei, Tananai, Mr Rain, Sfera Ebbasta, Luchè, Shiva, Bresh Silent Bob & Sick Budd e Rocco Hunt al Viper Summer Festival, Vibe Production daranno vita al ricco calendario di appuntamenti che riserverà ancora tante sorprese last minute, per un’estate all’insegna del divertimento e dello stare insieme. Christian Bianchi, direttore artistico del Viper Summer Festival, dice: “Ho sempre sognato di organizzare grandi eventi. Ho iniziato a Firenze e non appena si è palesata la possibilità, siamo approdati in Versilia che offre una cornice unica nel suo genere. Questa estate 2023 sarà il punto di partenza per “riaccendere” la Dolce Vita di questa incantevole terra”. Nata nel 2019, l’Arena della Versilia si è imposta come uno dei punti di riferimento per i concerti estivi più importanti della Toscana e di tutto il centro Italia. Tra i tanti artisti ha ospitato: Il Volo, Fiorella Mannoia, Enrico Brignano, Giorgio Panariello, Pinguini Tattici Nucleari, Loredana Bertè, Le Vibrazioni, Roby Facchinetti, Arisa, Nomadi. Radio 105 è Media Partner del Viper Summer Festival. La Versilia, terra magica racchiusa tra monti e mare, è una delle destinazioni turistiche più richieste e conosciute della Toscana e l’Arena che si trova nel cuore di questa terra, grazie alla posizione strategica, dieci minuti da Forte dei Marmi e a una programmazione di livello nazionale, è in grado di attingere pubblico da tutto il bacino geografico del centronord Italia (11.8 milioni di persone) con 16000 posti in piedi, 7000 posti a sedere e più di 110000 presenze ogni anno. L’Arena della Versilia con il Viper Summer Festival 2023 sarà protagonista indiscussa di imperdibili notti, tra concerti e divertimento per gli eventi più caldi dell’estate facilmente raggiungibili grazie alla partnership di Busforfun che dalle principali località organizzerà navette per viaggiare in modo sostenibile, sicuro e divertente. Vi aspettiamo! Ecco gli appuntamenti da non perdere: il 29 luglio con Bresh + Silent Bob & Sick Budd, il 4 agosto con Mara Sattei + Tananai, il 5 agosto con Luchè + Shiva, il 7 agosto con Rocco Hunt, l’8 agosto con Mr Rain, il 12 agosto con Sfera Ebbasta, il 18 agosto con Lazza. La prevendita dei biglietti è disponibile direttamente su Ticketone e Ticketmaster. Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Collage Rinasco Ri-parto da Me

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. All’inizio di giugno 2023 esce su tutte le piattaforme, Rinasco, il nuovo singolo e il video dei Collage con Tore Fazzi, leader voce solista e chitarra basso, Francesco Astara batteria, Fabio Nicosia tastiere pianoforte e cori, Uccio Soro chitarre e cori. Il testo è di Saverio Grandi, la musica di Gabriele Oggiano, etichetta Scarlet, edizioni Curci, registrato al Rogue Recording Studio di Londra, con la produzione artistica e gli arrangiamenti di Gianluca Cucchiara con la collaborazione di Michael Mykey Kew (Sound Engeneer) e della violinista Kotono Sato. Rinasco è il secondo singolo del nuovo lavoro dei Collage, un gruppo che ha scritto pagine importanti della storia della musica italiana e che oggi ci racconta il nuovo progetto: un brano con un titolo assolutamente non casuale a sancire una vera ri-partenza, un cambio di direzione, che non prescinde dai successi che tutti conosciamo, ma ci mostra una nuova direzione artistica, internazionale che guarda al di là di ogni confine, anche oltre quel mare meraviglioso che avvolge la Sardegna, dove affondano le loro radici. Rinasco racconta l’amicizia, l’amore per la vita, la speranza che ci dà nuova linfa e la spinta a credere in noi stessi anche dopo una cocente delusione, una sconfitta, un dolore profondo: “Il brano è nato da una mia esigenza che Gabriele e Saverio hanno tradotto in parole e musica, grazie ad un rapporto consolidato non solo lavorativo ma di fiducia. Rinasco è una ri-partenza, è la voglia di ricominciare dopo un momento davvero complicato: un legame profondo che si spezza, una caduta, un momento di scoraggiamento, di stop forzato. Ognuno di noi nel profondo, sa come può essere difficile rimettersi in pista, ritrovare lucidità e la voglia di guardare avanti, ridisegnando il proprio percorso. Ma è anche vero che, talvolta, la vita ci sorprende offrendoci opportunità che mai avremmo immaginato. Rinasco…” aggiunge Tore Fazzi “…volevamo che avesse, senza tradire il nostro back ground artistico, una rinnovata veste che ha trovato con il sapiente arrangiamento di Gianluca Cucchiara, figlio del grande Tony e il lavoro fatto a Londra al Rouge Recording Studio. Siamo sardi, viviamo qui, ma siamo nomadi delle registrazioni e abbiamo sempre scelto di incidere la nostra musica ovunque in quel momento, trovasse casa”. “la musica è arrivata così, semplicemente, da una bozza alla quale io e Saverio avevamo cominciato a lavorare. Un messaggio che è quasi un tormentone e assolutamente attuale di questi tempi…” sottolinea Gabriele Oggiano che ne ha composto la musica “…un bel percorso per questa canzone, che è un pop rock, con sonorità di chitarre elettriche che oggi non sono più così predominanti, per un brano incalzante, che dal vivo avrà delle grandissime potenzialità. Ha una veste internazionale che Tore ha voluto fortemente. Lui è un artista pignolo, attento ai dettagli che non lascia mai al caso: arriva in studio alle otto del mattino e lavora tutto il giorno con la stessa lucidità, fino alla sera. Sono molto contento di aver realizzato questo brano in tandem con Saverio che è una penna fantastica, per un gruppo come i Collage ed un amico come Tore”. Il videoclip girato nella meravigliosa location delle Saline Conti Vecchi a Cagliari (valorizzate dal FAI), un’immensa area naturalistica e un sito di archeologia industriale all’interno di un impianto tuttora produttivo, ha come straordinaria scenografia allestimenti d’epoca, le vasche naturali e le montagne di sale. Un racconto che è vita reale, ricordo, ma anche sogno con immagini dai colori caldi, avvolgenti, per le scene girate all’interno, a sottolineare l’introspezione, il viaggio che facciamo dentro di noi, per ritrovar-ci. Poi, in un crescendo, la luce quasi abbagliante delle saline ci catapulta verso la ri-nascita in un ri-torno alla vita, forte, prepotente e meraviglioso. Accanto alla band, due giovanissimi attori a sottolineare la universalità di un messaggio che è per tutti, a prescindere: perché se lo voglio davvero… Rinasco! Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • ciak si gira Din Don 6 e 7 con Salvi, Mattioli, Siffredi

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Mediaset rinnova l’impegno della messa in onda di “Din Don” tra un esplosivo Enzo Salvi nei panni dell’amatissimo Don Donato, lo scatenato zio Vescovo Maurizio Mattioli vittima di equivoci e la straordinaria partecipazione dell’attore di fama internazionale Rocco Siffredi. Gli episodi daranno vita a esilaranti gag e filo da torcere a tutta la comunità di fedeli e a Don Donato. La fortunata serie, prevista in onda su Italia 1 a metà dicembre e prodotto dalla Sunshine Production di Bruno Frustaci e Alessandro Carpigo, riserverà grandi sorprese, tante novità e nuovi personaggi che si mescoleranno ai protagonisti storici. Il cast infatti è composto da una serie di indiscutibili e straordinarie perle di attori della tv e del cinema, preziosi nel panorama della comicità come: Enzo Salvi, alla new entry bella attrice comica ed imitatrice Angelica Massera, a Maurizio Mattioli, Rocco Siffredi, Nicole Murgia, Gabriele Carbotti, Crisula Stafida, Andrea Dianetti, Marco Stabile, il veterano showmen Marco Milano, Ivana Mrazova. La regia è di Raffaele Mertes, la sceneggiatura di Bruno Frustaci, Chiara Frustaci e Crisula Stafida, il trucco e comparse speciali di Monia Cappiello, la costumista e lo scenografo Massimiliano Mereu e con la supervisione di Antonella Balsamo. L’esilarante serie Din Don 6 e 7 è sempre girata sul territorio della splendida Val di Sole in Trentino Alto Adige, a Pellizzano. Nella saga comedy l’attrice Crisula Stafida torna a vestire i panni della deliziosa Gina. Nel periodo natalizio pertanto, non cambiate canale! Tutti su Italia 1, perché ne vedremo per certo delle belle e anche noi… onorati di averlo incontrato e della sua grande e umile attenzione avuta ai microfoni della nostra emittente TeleVideoItalia.net, saremo in prima fila a seguire i nuovi episodi. Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive . Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Le Vibrazioni con il Summer Tour 2023

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Segue inarrestabile le tappe de Le Vibrazioni al Summer Tour 2023 che li ha visti impegnati dal 9 aprile di quest’anno nelle principali città italiane da Grotte (AG), Torremaggiore (FG), Ladispoli (RM), Giulianova (TE), Vieste (FG),Pialla Armerina (EN), Cariati (CS), Pratola Peligna (AQ), Vitorchiano (VT), Monacilioni (CB), Augusta (SR), Porto Torres (SS). “Bella gente, ci vediamo in giro quest’estate? Non vediamo l'ora di "Ridere Ancora con voi!...” ha detto entusiasta il frontman del gruppo musicale pop rock de Le Vibrazioni Francesco Sarcina e i fan non hanno perso di certo l’occasione per incontrare il loro mito “…grazie a tutta la nostra meravigliosa family di staff e tecnici che continuano a supportarci e sopportarci e a tutti voi per ogni singolo momento che avete condiviso con noi…” aggiunge il cantautore milanese “…i ricordi sono indelebili… tutta l’energia e la passione che ci avete dato è impressa nella nostra mente e nelle immagini di quelle fantastiche serate passate dal nostro ClubTour“. Durante gli Anni 1980 e 1990 Francesco Sarcina, inizia la sua carriera musicale, accompagnandosi ad alcune cover-band. “Vieni da me” è il brano in assoluto più famoso, inciso nel 2003, che lega il nome de Le Vibrazioni alla loro riconoscibilità popolare. Nel 2012 intraprende la carriera da solista. Con oltre venti anni di carriera, cinque album all'attivo e più di un milione di dischi venduti, abbiamo visto risalire sul palco dell’Ariston, al Festival di Sanremo 2018 con il brano “Così sbagliato”. Nel 2020 con “Dov’è” arrivano al quarto posto nella classifica finale e ancora nel 2022 tornano con il brano “Tantissimo”. É stato un vero privilegio avere incontrato la band più longeva e amata in Italia, come avere avuto la loro grande attenzione anche ai microfoni della nostra emittente TeleVideoItalia.net. Ricordiamo il prosieguo della celeberrima band Le Vibrazioni in “Summer Tour 2023” dal 4 di giugno a Trinità D’Agultu (SS) e il 18 a San Damiano D’asti (AT), il 7 luglio a Gatteo A Mare (FC) e l’11 a Castel San Giovanni (PC), mentre il 2 di agosto a Villagrandestrisaili (NU) e il 6 a Andrano (LE). Una serie d’imperdibili appuntamenti, per gli amanti del pop rock italiano! Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Il Volo Tutti per uno sbanca lo share di Canale 5

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Si è tenuta la prima delle due colossali serate evento del famigerato Il Volo “Tutti per uno” inevitabile trionfo stratosferico per il concerto evento di Piero Barone, Gianluca Ginoble e Ignazio Boschetto in arte Il Volo che, con il tutto esaurito, hanno restituito al pubblico e a casa il piacere di un concerto dal vivo. Hanno spaziato perfettamente tra duetti emozionanti con i loro ospiti, come i vari armoniosi e sublimi repertori classici raccolti nell’album 10 Years, agli estratti dall’ultimo album “Il Volo Sings Morricone” dedicato al Maestro compositore Ennio Morricone. Tre ore di grande musica, unita ad aneddoti di vita e di carriera, emozioni, indelebili ricordi, tante risate e naturalmente anche questa volta, non sono mancati grandi e inequivocabili messaggi di sensibilizzazione, solidarietà e pace nel mondo. Lo show, all’insegna della grande musica, ha fatto schizzare in un batter d’occhio i dati auditel, incollando ben 3.128.000 spettatori con un 23.6% di share. Il trio più famoso al mondo è tornato all’Arena di Verona, con la partecipazione straordinaria della splendida conduttrice radiotelevisiva Federica Panicucci che ha mosso le fila, spulciando sulle loro vite artistiche fatti nei tour in più parti del mondo, ribadendo l’amore che hanno specie per la Germania e per i connazionali italiani. Ospiti Stars d’eccellenza della musica e spettacolo I mitici Pooh, Gianna Nannini, Gianfranco Montresor, Giorgio Panariello, Antonello Venditti, Annalisa, Irama, Fiorella Mannoia, Francesca Michielin, Aida Garifullina, Mario Biondi. "Siamo felicissimi di portare il nostro spettacolo “Tutti per uno” sul palco di una delle location più belle, l'Arena di Verona, per due date esclusive..." Trapela anche un ipotetico ritorno in gara al Festival di Sanremo dell’inimitabile Il Volo e a chi gli lo chiede, rispondono: “se avremo una canzone valida, non ci spaventa per niente, l’idea di andare in gara; Sanremo per noi, come fare anche eventi in tv, rappresenta un’ottima vetrina di promozione; stiamo comunque lavorando a un disco d’inediti". Dopo questi due eventi, il “trio Il Volo” tornerà a teatro il 2, 3 e il 4 settembre agli Arcimboldi di Milano con “Il meglio di” delle due serate. “Dando spazio alle nostre inclinazioni e gusti musicali distinti…” fanno sapere “…faremo in modo che le persone possano apprezzare tre cantanti diversi tra loro, ma ovviamente non saranno le sessanta canzoni scelte per Verona”. Scoperti dal programma "Ti lascio una canzone" un talent show musicale nato da un’idea del regista Roberto Cenci e condotto dalla splendida Antonella Clerici, Piero Barone, Gianluca Ginoble e Ignazio Boschetto de Il Volo, sono l’eccellenza del bel canto italiano e fiore all’occhiello della nostra Bella Italia nel mondo, dove registrano tour sold out in ogni Paese che vanno. Fieri di avere incontrato Il Volo in più occasioni, ricordiamo che i due concerti evento “Il Volo Tutti per uno” in onda su Canale 5 e su streaming al sito Mediaset Infinity, sono prodotti da FriendsTV con la regia di Luigi Antonini. La seconda serata del famigerato trio “Il Volo Tutti per uno” sarà trasmesso sempre in prima serata su Canale 5 sabato 3 giugno e altrettanto visibile sulla piattaforma Mediaset Infinity. Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Al Bano 4 volte 20 buon compleanno

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Standing ovation per il cantautore pugliese Al Bano Carrisi. Lo show celebrativo degli ottant’anni della Star, andato in onda ieri sera da Canale 5, ha vertiginosamente alzato i dati auditel facendo registrare il 20.8% di share, pari a 3.109.000 telespettatori. Il colossale evento che si è tenuto nell’importante cornice dell'Arena di Verona, ha visto il Maestro Al Bano sul palco ripercorrere gli oltre cinquanta anni di lodata carriera con Romina Power, i figli musicisti Yari, Cristél, Romina, Jasmine e Albano Jr. e i tanti amici che hanno condiviso importanti momenti fin dall’inizio della sua carriera, da Gianni Morandi, Renato Zero, a Umberto Tozzi, I Ricchi e Poveri, Arisa, Iva Zanicchi e Adriano Celentano che, quest’ultimo, lo ha raggiunto telefonicamente. Il popolare cantante di Cellino San Marco si racconta e racconta, senza tanti giri di parole, la sua vita intensa e straordinaria fatta di alti e bassi che la vita gli ha riservato e che comunque, un destino quello “di alti e bassi” che la vita riserva un po’ a tutti. “Si impara anche dai momenti difficili. Persi la voglia di combattere ma decisi di tornare ad essere quello che ero, che sono e che sarò”. "Al Bano 4 Volte 20" È stato un evento all'insegna della musica, di ricordi, di riflessioni, di periodi nostalgici, di aneddoti. Ha allacciato sapientemente le sue origini, il passaggio da contadino a umile emigrante a Milano, apprendista nel Clan di Celentano, stella della musica leggera, protagonista dei film “musicarelli”, messaggero della canzone italiana nel mondo. Non sono mancate grandi emozioni e più di una volta s’inginocchia con grande umiltà e generosità al suo fedele pubblico, che da tutto il mondo segue da oltre mezzo secolo la sua carriera. L’Icona della musica italiana nel mondo, ha fatto cantare il pubblico, sfoggiando grandi successi con tutti i suoi ospiti che condividono il palco, da “Nel sole”, “Mattino”, “Felicità”, “Sharazan”, “Nostalgia Canaglia” “Ci sarà”, “È la mia vita” con Romina Power, fino a duettare sempre e rigorosamente dal vivo con tutti gli altri suoi amici artisti ospiti. Sempre attraverso la musica e parole spazio anche a grandi messaggi di pace, solidarietà. Con il brano “Libertà” ricorda inoltre i tempi del muro di Berlino e con la banda dell’Esercito Italiano Al Bano esegue “Va, Pensiero” di Giuseppe Verdi, uno dei cori più noti della storia e cantato dagli Ebrei prigionieri in Babilonia. La festa è lunga, perde la voce il Maestro Al Bano ma non la voglia, l’entusiasmo e l’amore di cantare live assieme ai suoi amici ospiti e al suo strepitoso pubblico in delirio. Al termine, sul palco, arriva una torta con scritto “4 Volte 20” e il Maestro Al Bano simbolicamente la dona a tutto il suo pubblico che gli dedicano in coro “tanti auguri”. Lo spettacolo, che ha registrato sold out in poche settimane, è stato prodotto da ArcobalenoTre e AC Production, con la collaborazione di DM Produzioni e ha anticipato il tour teatrale “È la mia vita” che ha avuto inizio con il 22 maggio a Prato. Le prossime date si terranno il 5 agosto e Civitanova Marche e l’11 agosto a San Martino di Lupari. L’orchestra è stata diretta dal Maestro Paoletti Alterisio. Il programma è stato trasmesso anche in diretta streaming e on demand sulla piattaforma Mediaset Infinity. Molti sono stati musicalmente i “regali” che il mitico Al Bano Carrisi ha ricevuto per il suo ottantesimo compleanno su questo palco ma uno in particolare gli sta a cuore ricevere ed egli stesso dice: "il regalo me lo aspetto da Putin… la fine di questa guerra", mentre a chi gli chiede, in tema al brano dell’amico Renato Zero, quali sono stati “i migliori anni della sua vita” il Maestro Al Bano risponde: “quelli che devono ancora venire; non sono uno che guarda indietro!”. Al Bano Carrisi è tra i colossal di artisti italiani più amati al mondo, e noi abbiamo avuto il novero di incontrarlo e di avere avuto la sua grande attenzione. Buon compleanno Maestro Al Bano Carrisi. Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Loreen con Tattoo vince la Eurovision 2023

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. La Svezia, con Tattoo di Loreen, si aggiudica la vittoria targata Eurovision Song Contest 2023. Al secondo si piazza la Finlandia con Cha cha cha di Käärijä, al terzo l’Israele con Unicorn di Noa Kirel. Nulla di fatto per l’Italia con Due vite di Marco Mengoni che pur avendo inizialmente dominato con Israele la classifica di voto, oscillando tra il secondo e terzo posto, scivola alla fine al quarto posto. Con il brano Euphoria la cantante svedese Loreen, figlia d’immigrati marocchini di origine berbera, sempre rappresentando la Svezia ha vinto l’Eurovision Song Contest nel 2012. In quell'occasione (ricordiamo) ha condannato apertamente le violazioni dei diritti umani nel Paese e nello stesso anno, in Bielorussia allo Slavianski Bazaar, ha incontrato prigionieri e oppositori politici. La Kalush Orchestra ha aperto l'evento con un'inedita Kate Middleton al pianoforte, mentre i ventisei finalisti inclusi “i Big Five” e l'Ucraina, hanno sfilato con la bandiera del proprio Paese. Resta però alto l’orgoglio dell’Italia, nonostante la combattuta “testa a testa” seguita durante la votazione finale. A Marco Mengoni é andato comunque l’ambito Premio della Critica e il Marcel Bezençon Composer Award, per la miglior composizione, assegnato dai compositori dei brani in concorso nella finale dell'Eurovision Song Contest. La sua è stata un'esibizione a regola d'arte, apprezzatissima anche dall’icona discografica per eccellenza Mara Maionchi, ha emozionato la Liverpool Arena e commenta per l’occasione così il suo brano Due vite: “...la vittoria non è al primo posto per me. Essere nella città dei Beatles..., non potevo chiedere di meglio, è un regalo dopo tredici anni di carriera incredibile. Nella canzone ho raccontato questa doppia vita: quella della notte e dei sogni che diventa più reale dei sogni stessi, e quella che vivo tutti i giorni. Ci sono momenti di noia e di down che comunque servono come tutte le cose: per me Due vite è questo. Sono un peccatore, sono uno che sbaglia. Esistono gli schiaffi e devi andare avanti nella vita. È la mia storia infinita perché è la storia di un rapporto tra la ratio e l’inconscio. Sto dedicando un sacco di ore alla settimana ai miei pensieri con una professionista e sto capendo che il mio inconscio mi dà input più realistici della vita quotidiana. Qualunque sia la posizione è comunque bello. Sono già uscite le mie date in Europa, c'è molto fermento e queste sono le vere vittorie, andare a condividere con tutti il proprio lavoro". La Svezia ha eguagliato così il record dell'Irlanda stabilito nel ‘96, sette vittorie. Dei 37 Paesi iniziali, ventisei sono stati i Paesi infine che si sono aggiudicati il posto al Gran Finale del 13 maggio. Nonostante piccole sbavature tecniche, le esibizioni, lo spettacolo, gli ospiti e le variegate scenografie mozzafiato, hanno davvero emozionato e sbalordito chiunque, anche i più scettici. Un cielo stellato di luci nella Liverpool Arena infine, ha fatto da cornice epocale a uno dei più grandi eventi musicali dal vivo del mondo, coinvolgendo e commuovendo anche il pubblico. La platea accoglie calorosamente l'esibizione dei super ospiti compresi quella di Mahmood che canta il celeberrimo brano di John Lennon, Imagine Il Gran Finale ha visto anche l'esibizione dei vincitori dell'anno scorso, che hanno aperto lo spettacolo con il brano vincitrice "Stefania". La voce del Regno Unito 2022, Sam Ryder, con l'apparizione a sorpresa di Roger Taylor della mega-band Queen alla batteria, ha intrattenuto il pubblico prima dell'inizio delle emozionanti votazioni. Una pletora d’iconici vincitori e interpreti del passato del Concorso, tra cui Netta, vincitrice di Israele nel 2018, Daði Freyr, che ha rappresentato l'Islanda nel 2021, Cornelia Jakobs, la voce svedese del 2022, Sonia (finalista del Concorso canoro di Liverpool nel '93), hanno cantato successi resi celebri da artisti di Liverpool. Il finale è stato eseguito da Duncan Laurence, vincitore per i Paesi Bassi nel 2019. La sua emozionante interpretazione dell'inno di Liverpool, You'll Never Walk Alone, è stata un giusto tributo a un concorso che si è svolto in nome dell'Ucraina. Impeccabile è stata la conduzione della sessantasettesima edizione dell’Eurovision Song Contest 2023 di Julija Sanina e Graham Norton, Alesha Dixon e Hannah Waddingham, come il commento dall'Italia della discografica Mara Maionchi e all’attore comico Gabriele Corsi. L'Eurovision Song Contest 2023 ricordiamo che è stato ospitato quest'anno a Liverpool dall'Ucraina, a causa della guerra. Dopo le esibizioni dei ventisei grandi finalisti, sono stati resi noti i risultati delle giurie delle trentasette nazioni partecipanti che hanno votato durante la prova generale di venerdì, lasciando la Svezia in testa. A ciò ha fatto seguito una sequenza in cui i televoti dei telespettatori per ciascun Paese in gara, sono stati combinati e aggiunti al tabellone, creando un'emozionante finale che ha visto la Svezia aggiudicarsi il trofeo per la settima volta. Si stima che oltre centosessantamilioni di spettatori avranno visto il Concorso di quest'anno, trasmesso in diretta nei 37 Paesi partecipanti, in online, su TikTok e su YouTube. I 26 finalisti si sono esibiti dal vivo davanti a oltre 6.000 all'interno della Liverpool Arena. I finalisti di questa edizione ricordiamo sono stati: Albania (RTSH), Armenia (AMPTV), Australia (SBS), Austria (ORF), Belgio (VRT), Croazia (HRT), Cipro (CyBC), Repubblica Ceca (CT), Estonia (ERR), Francia (FTV); Finlandia (Yle), Germania (ARD, NDR), Israele (KAN), Italia (RAI), Lituania (LRT), Moldavia (TRM), Norvegia (NRK), Polonia (TVP), Portogallo (RTVE), Serbia (RTS), Slovenia (RTVSLO), Spagna (RTVE), Svezia (SVT), Svizzera (SRG/SSR), Ucraina (UA PBC), Regno Unito (BBC). Martin Österdahl, supervisore esecutivo dell'UER per il CES, ha dichiarato: "Eravamo determinati a far sì che il Concorso di quest'anno onorasse la vittoria dell'Ucraina nel 2022 e la stretta collaborazione tra la BBC e la UA:PBC ha garantito che la cultura ucraina fosse al centro dell'evento del 2023; siamo incredibilmente grati a queste emittenti, per il loro incredibile lavoro e per il loro impegno nel creare un evento davvero storico". "Ci congratuliamo con Loreen e la delegazione svedese per la loro vittoria e per la superba performance di "Tattoo" che entrerà nella storia dell'Eurovision! Ogni artista ha fatto in modo che l'Europa fosse davvero unita dalla musica. La città di Liverpool ci ha riservato l'accoglienza più calorosa che potessimo desiderare. Tutti coloro che sono venuti qui a lavorare o a godersi il Concorso di quest'anno si porteranno via i ricordi più incredibili". Le Prime due Semifinali del 9 maggio e 11 maggio dell’Eurovision Song Contest 2023 sono state trasmesse in diretta su Rai 2, mentre il Gran Finale del 13 maggio, condotto sempre dall’icona Mara Maionchi e Gabriele Corsi, è andato in diretta su Rai 1 totalizzando un Boom di ascolti del 34,1% di share pari a 4.906.000 spettatori. Il commento in simulcast delle tre serate sono state date su Rai Radio 2, trasmesse anche su RaiPlay e il servizio di audiodescrizione è stato attivato in streaming, mentre sul Canale 202 del Digitale terrestre, il commento in simulcast delle tre serate, è stato affidato a Saverio Raimondo, LaMario e Diletta Parlangeli. La nostra Redazione TeleVideoItalia Angela Saieva ringrazia ancora l’invito ufficiale, l’ospitalità e accoglienza all’Eurovision Song Contest Arena Liverpool avuto da European Broadcasting Union e BBC, la collaborazione e attenzione avuta da tutto l’entourage dell’Eurofestival, i colleghi dell’ufficio stampa, il supporto del dipartimento europa managing della SDA Sanremo Eventi etichetta indipendente, l’assistenza dello staff del Turquoise Carpet, al Party di benvenuto, in sala stampa e da remoto, alle prove generali dei trentasette big dei Paesi in gara tenuta all'Arena Liverpool, non per ultimo i telespettatori e lettori della nostra emittente TeleVideoItalia.net che ci hanno seguito e interagito, come contribuito attraverso la www.esc.vote a votare i Paesi in gara. GRAZIE di CUORE a tutti! La sessantasettesima edizione dell’Eurovision Song Contest 2023 è stato una coproduzione tra l'UER e la BBC. Il concorso è stato ospitato dalla BBC nel Regno Unito, per conto dell'Ucraina, dopo la vittoria della Kalush Orchestra avvenuta a Torino nel maggio 2022. Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Eurovision gli altri dieci paesi passati alla finale di sabato

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. dedicata in particolar modo all’Ucraina, la seconda serata ha avuto come tema "La musica unisce le generazioni". Alle nazioni “Big Five” che accedono di diritto alla finale, in altre parole l’Italia, la Spagna, la Germania, la Francia, il Regno Unito e l’Ucraina vincitrice dello scorso anno, attraverso la Seconda Semifinale dell’11 maggio si completa la rosa degli altri dieci Paesi che si sono qualificati: Croazia, Moldavia, Svizzera, Finlandia, Repubblica Ceca, Israele, Portogallo, Svezia, Serbia e Norvegia. Nei circa due ore e mezzo di pura adrenalina e spettacolo, abbiamo visto scendere tra gli ospiti grandi nomi, come quello della popstar ucraina Mariya Yaremchuk, spazio tra l’intermezzo anche a Peppa Pig ( il popolare cartoon britannico che ha conquistato i bambini di tutto il mondo) mentre la gara si è tinta anche un po’ di azzurro, con la band funk-rock pistoiese dei Piqued Jacks, che rappresentano lo stato di San Marino, con l'energia della loro “Like An Animal”. Sono stati eccellenti anche gli ascolti raggiunti da Mamma Rai nella Seconda Semifinale dell’Eurovision Song Contest, parliamo di un milione e settecento due mila spettatori pari a 8,3% di share. Non sono passate certo inosservate anche le simpaticissime ed esilaranti gaffe di Gabriele Corsi, come i brontolii e il lasciare andare del linguaggio colorito della mitica Mara Maionchi, una donna apprezzatissima, colta e senza peli sulla lingua e quindi ci sta. Tra le tante e importantissime osservazioni fatte dalla stessa divina discografica, dette in riferimento a molti cantanti che si sono esibiti, particolare è stata quella che “il canto, è principalmente una comunicazione e se vai troppo in alto, è difficile comunicare!” La colossale kermesse musicale più televisto al mondo, ricordiamo che si sta tenendo presso la M&S Bank Arena a Liverpool e conta il tutto esaurito. L'evento, gli spettacoli, le coreografie e le performance sono piú o meno mozzafiato. Riscontriamo come in ogni evento, qualche mezza cartuccia, steccate, difetti e imprecisioni qua e lá ma anche questo fa parte si sá, del completamento di un quadro d'autore. La serata è stata condotta da Hannah Waddingham, Graham Norton, Alesha Dixon e Julia Sanina, mentre in Italia il commento che sentiamo è sempre dell’Icona per eccellenza della discografia Mara Maionchi, affiancato dall’attore comico showman, conduttore televisivo e radiofonico Gabriele Corsi. L’attesa, per il Gran Finale Eurovision Song Contest 2023, si è fatta adesso incandescente e sabato 13 maggio di fatti, scenderanno in campo i ventisei Paesi in gara incluso l’Ucraina e i “Big Five”, quindi adesso sará la volta anche dell'Italia con il cantante Marco Mengoni... occhio alle votazioni! I Superospite nella Finale saranno l'israeliana Netta, Mahmood, l'islandese Daði Freyr, la nativa di Liverpool Sonia, la svedese Cornelia Jakobs, l'olandese Duncan Laurence. Ringraziando come sempre la EBU e BBC per quello che ci sta offrendo e il supporto del dipartimento artist europa managing SDA Sanremo Eventi, vi aspettiamo numerosi anche per il Gran Finale di sabato 13 maggio, sempre su Rai 1, si decreterà non solo il vincitore ma anche il Paese che ospiterà la manifestazione il prossimo anno 2024. Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Premio Ravera 2023 con Carlo Conti Una canzone è per sempre

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. “Una canzone è per sempre” è una serata evento in memoria di Gianni Ravera. Domenica 11 giugno alle ore 21:00 torna il prestigioso e attesissimo Premio Ravera - Una canzone è per sempre, giunto all’ottava edizione per celebrare e ricordare l’indimenticabile figura di Gianni Ravera che ha scritto numerose pagine della storia della musica e della televisione italiana. I biglietti di questa imperdibile serata con straordinari “compagni di viaggio” sono prenotabili online e nei punti vendita Ciaotickets. A guidarci in questo viaggio dell’edizione 2023, sarà il beniamino del pubblico, Carlo Conti, figura di spicco e riferimento del mondo dello spettacolo dove ha saputo, con eleganza e simpatia, coniugare tradizione e innovazione, dedicandosi a riconoscere alla Musica Italiana il suo valore. La vera protagonista sarà ancora la Musica, affidata come sempre all’Orchestra Mediterranea diretta dal M° Michele Pecora, ideatore del Premio, che proprio a Ravera deve il suo fortunato incontro con la grande discografia. Ad aprire la serata, l’esibizione di otto giovani promesse della canzone italiana presentati da Melissa Di Matteo (artista poliedrica, cofondatrice del Premio) e dal mitico critico e giornalista Dario Salvatori. Scaldati i motori, il Premio Ravera decollerà con alcuni tra i più grandi interpreti di tutti i tempi protagonisti indiscussi della storia della musica, molti dei quali abbiamo incontrato anche noi di TeleVideoItalia.net in diverse occasioni, tra cui I Cugini di Campagna, da Anima mia a Lettera 22, con cui hanno incantato all’ultima edizione del Festival di Sanremo, l’amatissima Marcella Bella, da Montagne Verdi a Nell’Aria, Rettore, appena insignita dallo Iulm di Milano honoris causa del diploma in Management delle risorse artistiche e culturali, da Splendido splendente, Kobra fino a Chimica (Sanremo 2022); Michele Zarrillo, una carriera costellata di successi, con la vittoria al Festival di Castrocaro del 1979, firmato proprio Gianni Ravera, tanti brani meravigliosi come Una rosa blu e Cinque giorni; Fausto Leali, dal suo primo successo del 1987 A chi, a Io Amo, Mi manchi, brani indimenticabili di uno degli interpreti più amati dalla voce inconfondibile; Iva Zanicchi, l’Aquila di Ligonchio scoperta da Ravera, voce unica e travolgente con una carriera lunga sessant’anni costellata di successi e di brani indimenticabili da Zingara a Voglio Amarti (Sanremo 2022), protagonista di tantissimi spettacoli televisivi. Tra gli ospiti sull’ambito Palco, ci saranno anche Paolo Vallesi, Silvia Salemi, Marco Carta, Gatto Panceri, Le Deva, Mannini, Noor, Antonio Maggio e SindroMe a sottolineare la forza della musica in un crossover generazionale allietato dai Gemelli di Guidonia che sapranno far sorridere con la loro incontenibile verve comico-musicale. Radio Subasio, che sa creare l’alchimia perfetta tra grandi classici e novità in virtù della sua filosofia vincente, è la Radio ufficiale dell’evento e trasmetterà in diretta la serata. Il Premio sarà realizzato grazie, come sempre, all’attenta e appassionata supervisione artistica del Manager Pasquale Mammaro (che nelle ultime edizioni del Festival di Sanremo ha accompagnato il successo de Il Volo, Diodato, Orietta Berti, Rettore, I Cugini di Campagna), che dichiara: “Oggi nel ricordare quanto Gianni Ravera ha fatto per il mondo dello spettacolo, in questi anni così particolari e delicati, sentiamo la responsabilità più che mai, di sostenere la musica e condividerla dal vivo; questa serata è per tutti noi, che crediamo nello spettacolo e nella forza della musica, un motivo per celebrarla”. “Sono felice di questa nuova edizione, che trova la sua casa nella magnifica Castelraimondo…” aggiunge Michele Pecora “...felice che oggi il Premio Ravera sia riconosciuto tra i migliori eventi italiani. Il Premio è nato da un’idea che ho coltivato a lungo per celebrare Ravera, al quale devo tutto perché è grazie a lui se ho potuto fare nella vita quello che desideravo, realizzando il mio sogno artistico. La partecipazione e l’entusiasmo dei grandi personaggi che negli anni lo hanno accolto, è la conferma che il marchigiano Ravera ha permesso a moltissimi artisti di brillare, ricordando che le canzoni sono un vero e proprio patrimonio nazionale da valorizzare”. “Siamo molto contenti perché eventi di questo genere sono linfa vitale per la nostra città e per l’intero territorio…“ spiega il sindaco, Patrizio Leonelli “…si tratta di una bella novità, un’occasione in più per mettersi in mostra e che sono sicuro, coinvolgerà anche persone da fuori regione che potranno in quei giorni godersi la nostra cittadina viva e colorata dai milioni di petali dell’Infiorata”. “La nostra città quest’anno godrà della presenza di Carlo Conti “…aggiunge l’assessore alla Cultura e al Turismo Elisabetta Torregiani “…per un evento che è come una ciliegina sulla torta tanto attesa, arricchita da una masterclass con ragazzi provenienti da tutta Italia che qui affineranno le loro qualità per presentarsi al pubblico nella serata del Premio”. La grande novità del premio Ravera è stata accolta con piacere ed entusiasmo anche dal consigliere regionale Renzo Marinelli: “siamo molto felici di essere riusciti a portare il premio Ravera a Castelraimondo, un evento importante che promuove il territorio e alimenta il turismo. La presenza di Carlo Conti, di artisti famosi e di tv e radio nazionali confermano la qualità di un’iniziativa a cui teniamo molto e che è seguita in tutta Italia”. Saranno tante le sorprese in una grande e imperdibile notte di musica e di emozioni, destinata ad attirare a Castelraimondo un notevole afflusso di pubblico portando la città e il territorio, alla ribalta dei media nazionali. Per l’occasione la cittadina si colorerà davvero di musica e profumi, perché ad arricchire il Premio Ravera ci sono gli appuntamenti previsti per la XXXI Infiorata Corpus Domini, che si terrà proprio in quei giorni. L’antica e suggestiva tradizione dell’Infiorata, si rinnova anno dopo anno, con ricche ed emozionanti scenografie, che corredano ventisei quadri fioriti realizzati in un unico tappeto lungo Corso Italia, aventi le dimensioni di metri 5x9 per una superficie complessiva superiore ai 1000 mq, che verranno realizzati dalle ore 21:00 del venerdì 9 e da sabato 10 fino a domenica 11 giugno sarà possibile ammirarne la bellezza. Gianni Ravera, nato nelle Marche, ha scritto numerose e straordinarie pagine della storia della musica e della televisione italiana. Noto organizzatore di manifestazioni musicali, in particolare del Festival di Sanremo, di cui aveva curato ben 24 edizioni dal lontano 1962. Il Festival era la sua creatura, la sua opera prediletta, così come Castrocaro (che inventò lui stesso) che pure aveva portato agli onori della cronaca musicale. Ravera curò anche il Disco per l’estate e collaborò a trasmissioni televisive come Fantastico e Serata d’Onore. Nel mondo della canzone Gianni Ravera era diventato una specie di istituzione. A lui devono il loro successo artisti come Iva Zanicchi, Bobby Solo, Gigliola Cinquetti, lo stesso Michele Pecora, Eros Ramazzotti e Zucchero. Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Eurovision 2023 i primi dieci paesi qualificati del 9 maggio

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. È partita ufficialmente l’attesa kermesse Eurovision Song Contest 2023, dove ha partorito i suoi primi dieci Paesi qualificati nella Prima Semifinale di ieri sera 9 maggio: Croazia, Moldavia, Svizzera, Finlandia, Repubblica Ceca, Israele, Portogallo, Svezia, Serbia e Norvegia. Ebbene sì, anche l'italo-norvegese Alessandra ha, di fatto, incantato la Liverpool Arena. La svedese Laureen cosí facendo si è qualificata per la Finale, ha conquistato tutti ma non quello dell’Icona discografica per eccellenza Mara Maionchi che sembra non le sia piaciuta, commentando così la sua performance: “che devo dire? Troppo disperata..., si buttava a terra…, devo edulcorare quello che ho detto mentre lei cantava? Lei canta di un amore che il suo amore le è entrato nel cuore… pensa se non le entrava nel cuore! Se mi farò un tatuaggio? No sono troppo grande ormai, nessun tattoo per me basta… A dire la verità, tutta questa disperazione, non fa per me!” Abbiamo assistito anche alla clip di Marco Mengoni, mandato in onda nel corso della Prima Semifinale, il cantante romano infatti, non gareggerà nelle due semifinali e a tale proposito ricordiamo che l’Italia scenderà in gara con Marco Mengoni solo al Grand Final di sabato 13 maggio, perché di diritto è già in Finale insieme alle altre Big Five: Francia, Germania, UK, Spagna e al Paese organizzatore, in altre parole l’Ucraina. Ferma restando quindi, nel votare il proprio “idolo” come detto, per la prima volta in assoluto, gli spettatori che guardano nei Paesi idonei che non partecipano alla competizione di quest'anno potranno anche votare "in ogni semifinale e finale". Tutti gli spettatori dei Paesi partecipanti e non, possono votare utilizzando l'App ufficiale di Eurovision o andare direttamente nel centro di votazione: www.esc.vote. Sia l'App che il sito Web forniranno automaticamente il metodo di voto corretto per tutti i Paesi idonei. Inoltre, chi guarda nei Paesi partecipanti, possono votare per telefono e o SMS. I numeri pertinenti saranno visualizzati sullo schermo da ciascun’emittente partecipante e su www.esc.vote. Di fatto il pubblico si comporterà come le Giurie Nazionali: ogni televoto nazionale più quello del Resto del Mondo, finirà per attribuire pacchetti di voti da 1 a 8, 10 e 12 punti. La Prima Semifinale si è aperta con Julia Sanina che ha cantato un estratto della sua Маяк e con la Superstar internazionale ospite, Rita Ora, con un medley dei suoi successi e presentato il suo ultimo singolo, Praising You (ft. FatboySlim) e detentrice del record per il maggior numero di singoli nella Top 10 delle classifiche ufficiali da parte di un'artista femminile britannica e con 10 miliardi di visualizzazioni in streaming all'attivo. Emozionante il duetto tra la cantante ucraina Alyosha, che ha partecipato per l’Ucraina all’ESC 2010, e Rebecca Ferguson su una versione anglo-ucraina di Ordinary World dei Duran Duran che ha dato voce alle tante donne ucraine che come Alyosha, hanno lasciato il proprio Paese e i propri cari, per cercare un posto sicuro altrove. La nostra emittente TeleVideoItalia.net quale una delle Official TV Press dell’Eurovision Song Contest 2023 scelte ufficialmente dalla EBU e BBC, ringrazia il supporto del dipartimento artist europa managing della SDA Sanremo Eventi e tutti quelli che ci stanno seguendo e che hanno contribuito (ieri 9 maggio) a totalizzare l’8.6% di share, attirando l'attenzione di 1.824.000 spettatori sulle reti Rai. Ricordiamo, soprattutto ai nostri connazionali italiani emigrati che: anche la Seconda Semifinali e il Gran Finale dell’Eurovision Song Contest 2023, sono trasmesse in Italia dalla Rai, con il commento di Gabriele Corsi e Mara Maionchi in diretta su Rai 2 dalle 21.00 e in live streaming su RaiPlay, su Rai Radio2 e anche in radiovisione sul canale 202 del DTT e Tivùsat con Diletta Parlangeli, Saverio Raimondo e LaMario che daranno spazio alla grande musica internazionale, a curiosità, retroscena e al racconto dei semifinalisti in gara. Rai Pubblica Utilità inoltre, provvederà a sottotitolare e ad audio-descrivere la diretta e il servizio di audio-descrizione sarà attivo in streaming anche sul canale RaiPlay2. Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Eurovision 2023 i Reali Carlo e Camilla visitano la struttura

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Fervono i preparativi per la sessantasettesima edizione dell’Eurovision Song Contest 2023, organizzato dalla EBU (European Broadcasting Union) e per conto della Ucraina, vincitori del 2022, dalla BBC (il più grande e autorevole editore radiotelevisivo del Regno Unito). Il colossale evento musicale, vedrà scendere in gara i rappresentanti di trentasette Paesi. Dopo il successo dell'Eurovision di Torino 2022 organizzata dalla Rai, grazie alla vittoria al Festival di Sanremo dei Måneskin e dove anche la nostra emittente TeleVideoItalia.net é stata ufficialmente ospite all’evento, la nuova edizione dell’Eurovision Song Contest 2023 ci trasporta adesso tutti a Liverpool. È record per il Regno Unito che per la “nona volta” ospiterà l'Eurovision Song Contest e in quest’occasione anche l'Ucraina nel Gran Finale. Sul palco a Liverpool Arena, per presentare le due semifinali live (martedì 9 e giovedì 11 maggio) ci sarà il trio di superstar musicali: Alesha, Hannah e Julia. Nel gran finale invece ci saranno: la leggenda dell'Eurovision Graham Norton, la cantautrice e conduttrice televisiva, Alesha Dixon, l'attrice vincitrice dell'Emmy Award, Hannah Waddingham e la cantautrice ucraina, la Frontwoman di L'HARDKISS, Julia Sanina. Il passaggio di consegne da Torino alla città inglese è stato fatto, adesso, la città luogo di nascita dei Beatles si prepara a coprire gli undicimila posti della Liverpool Arena, a ospitare nella settimana dello spettacolare show milioni di persone e mass media provenienti da trentasette Paesi e a catturare le emozioni e immaginazione di tutto il mondo. Inoltre, dulcis in fundo, lo scorso 26 aprile Re Carlo III e la futura Regina Consorte Camilla Rosemary Shand, hanno visitato la M&S Bank Arena. I Reali sono stati raggiunti dal direttore generale della BBC Tim Davie, per un tour e per incontrare lo staff, il team creativo e gli apprendisti che stavano preparando l'Arena per ospitare l'evento. Nei diversi incontri, i Reali hanno parlato anche con una selezione di conduttori dell'Eurovision, come i commentatori di BBC Radio 2 Rylan e Scott Mills, la cantante ucraina Julia Sanina e l'attrice Hannah Waddingham. Assodato che Marco Mengoni rappresenterà l'Italia, con il brano vincitore del Festival di Sanremo “Due Vite” anche se con una versione unica e riarrangiata, ricordiamo che le due semifinali andranno in onda su Rai 2 martedì 9 maggio, dove scenderanno in campo la: Serbia, la Lettonia, l'Irlanda, la Norvegia, il Portogallo, la Croazia, Malta, la Svezia, la Moldavia, la Svizzera, l'Israele, i Paesi Bassi, la Finlandia, l'Azerbaigian e la Repubblica Ceca. La Francia, la Germania e l'Italia, già qualificate in finale, avranno diritto di voto; invece giovedì 11 maggio scenderanno in campo: l'Armenia, il Cipro, la Romania, la Danimarca, il Belgio, l'Islanda, la Grecia, l'Estonia, l'Albania, l'Australia, l'Austria, la Lituania, San Marino, la Slovenia, la Georgia e la Polonia. Il Regno Unito, la Spagna e l'Ucraina, già qualificate in finale, avranno diritto di voto. Mentre sabato 13 maggio in diretta su Rai Uno, alle ore 20:40, sarà trasmesso il Gran Finale dell’Eurovision Song Contest 2023, condotta dall’icona Mara Maionchi e il mitico Gabriele Corsi. Il commento in simulcast delle tre serate saranno date su Rai Radio 2, trasmesse anche su RaiPlay e il servizio di audiodescrizione sarà attivo in streaming, mentre sul Canale 202 del Digitale terrestre, il commento in simulcast delle tre serate, sarà affidato a Saverio Raimondo, LaMario e Diletta Parlangeli. Le trentuno nazioni si sfideranno nelle due semifinali alla Liverpool Arena il: 9 e l’11 maggio con dieci atti di successo per ogni semifinale. Le venti canzoni dei Paesi qualificati dalle due semifinali infine, raggiungeranno in Finale i cosiddetti “cinque big” già qualificate di diritto e cioè: l’Italia, la Francia, la Germania, la Spagna, il Regno Unito e la sesta Ucraina, campione in carica. Entusiasti, annunciamo grandi novità anche in fatto di votazioni: per la prima volta dall’edizione 2016 difatti, il sistema di voto dell’Eurovision Song Contest ha subito una radicale trasformazione. Durante le semifinali, i Paesi in gara, potranno essere votati esclusivamente tramite “televoto del pubblico”. Non sarà quindi considerato il voto delle giurie nazionali, in vigore dal 2010. In finale, tuttavia, rientrerà in gioco la doppia votazione di pubblico e giuria. Oltre a questo, per la prima volta anche i “telespettatori” dei Paesi non partecipanti potranno esprimere la loro preferenza, attraverso la piattaforma online del concorso. I loro voti saranno aggregati e presentati come un unico set di “cinquantotto punti” denominato Resto del mondo. Abbiamo fatto un grande passo in tema di far "votare la canzone preferita tramite online" coinvolgendo difatto chiunque, anche il nostro connazionale, che si sintonizza in questi grandi contesti. Adesso non ci resta che attendere che si concretizzi, allo stesso modo, anche la nostra proposta fatta ufficialmente a Mamma Rai, per quanto riguarda il Festival di Sanremo! L'Eurovision Song Contest è organizzato dalla European Broadcasting Union, la principale alleanza mondiale di media di servizio pubblico che rappresenta 116 organizzazioni membri in 56 Paesi e altri 34 associati in Asia, Africa, Australasia e Americhe. Che dire dunque, seguiteci numerosi come sempre e soprattutto: non perdetevi questo nuovo appuntamento con la grande musica! La Redazione TeleVideoItalia Angela Saieva ringrazia umilmente l’invito ufficiale ricevuto dalla European Broadcasting Union e BBC. É sempre un onore fare ufficialmente parte anche di questa internazionale organizzazione. Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Rock per un bambino con Fiordaliso e altre Stars

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Sabato 20 maggio 2023 torna l’atteso evento benefico Rock per un bambino patrocinato dal Comune di Genzano di Roma e dall’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma, nato nel 2009 da un’idea di Luca Guadagnini & Band per la volontà di Luca e della moglie Genni, di trasformare il dolore per la perdita della loro bambina, Aurora, in una “festa” della musica per una raccolta fondi a favore dell’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma. Rock per un Bambino è una festa della musica all’insegna della solidarietà con la certezza che Tornerà L’Aurora. Una kermesse che grazie all’Associazione Aurora Music Rock, anno dopo anno, è cresciuta e ha visto sul palco, insieme a Luca Guadagnini artisti che abbiamo incontrato in diverse altre occasioni quali Gigi D’Alessio, Noemi, Tiromancino, Claudio Lippi, Matia Bazar, Gabriele Cirilli, Simone Cristicchi, Francesco Gabbani, Gianluca Grignani, Marco Masini, i Cugini di Campagna, Anna Tatangelo, solo per citarne qualcuno. Luca e Genni sopraffatti dal dolore per la perdita di Aurora, affetta da un tumore infantile che l’ha portata via a soli ventidue mesi, hanno cercato di trasformare la sofferenza in energia positiva, per dare speranza ai piccoli malati, alle loro famiglie con un impegno concreto per l’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù, con particolare attenzione al reparto di Neonatologia Medica Chirurgica, Padiglione Pio XII, dove Aurora fu ricoverata, che ha legittimato e patrocinato l’evento che in questi anni ha raccolto ben 235.000 euro. Luca Guadagnini ha scritto una canzone per ricordare la figlia, Tornerà l’Aurora che è diventata una sorta di inno di Rock per un Bambino. Un brano commovente che racconta con delicatezza il dramma della malattia di Aurora e che la Luca Guadagnini & Band, composta da Enzo Alberigi, Leandro Gaiardoni, Fabrizio Menichelli e Gabriele Conti, suonano nelle loro serate, rinnovandone il ricordo con l’amore infinito di mamma Genni e papà Luca che dichiara: “Aurora aveva già scritto nel nome quello che mi piace pensare sia stato il suo compito sulla terra. Il compito di portare la speranza, di seminare cose buone per tanti bambini che come lei soffrono. All’inizio non è stato facile, soprattutto per mia moglie, ma poco alla volta è diventata la nostra ragione di vita, il motivo per cercare di accettare l’inaccettabile. L’evento cresce anno dopo anno e sono grato a tutti coloro che lo rendono possibile. Anche quest’anno ci saranno grandi ospiti per una serata dalle forti emozioni che culminerà, come sempre, con Tornerà l’Aurora e uno sguardo al cielo e alla nostra bambina”. La tredicesima edizione di Rock per un Bambino sarà presentato da Tiziana Mammucari con Diego Brunetti, nelle vesti della Signora Gilda con Ilenia De Sena e la partecipazione di Eleonora Mascaro e vedrà protagonisti: Fiordaliso, Neja, L’Orchestraccia, Luca Guadagnini & Band, Fasma, I Sequestratori e Nun te Reggo Più. Come sempre aprirà la serata un’anteprima con tanti giovani e talentuosi artisti quali Dreamer, Valeria Vincenzi, Serena De Bari, Nic Ciaz and J Snake Dei Fenisia, Flyin’ Donkeys, Pellicanz, Marc e Antonello Cuomo. L’evento è realizzato grazie al supporto di tanti sponsor che partecipano come ogni anno, grazie all’impegno costante dell’Associazione Aurora Music Rock composta da un gruppo di amici “compagni di viaggio” di Luca e Genni e grazie al supporto tecnico di aziende leader nel settore quali AMG di Mirko Vinciguerra, Stonata Produzioni di Alice D’Autilla, Houge Group di Livia Masala e dal lighting design Dario Risolo. Acquisto biglietti su Etes.it Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Luca Guadagnini Band e Neja Questione di Fortuna

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Esce su tutte le piattaforme digitali il singolo e il video Questione di Fortuna di Luca Guadagnini Band e Neja, autori Saro Ingenieri, Giuseppe Santamaria, edizioni Keep Hold Srl, Starpoint Srl. Un nuovo progetto per Luca Guadagnini Band e Neja che, reduci dalle semifinali di Una Voce per San Marino 2023, lanciano un brano ballabile e radiofonico che invita a vivere le relazioni con un po' di coraggio anche quando non ci si sente all’altezza dell’oggetto del nostro desiderio, perché in ogni caso, che sia Questione di Fortuna o no, sono un bagaglio esperienziale importante per guardare avanti, anche con un po' di autoironia. “Arriviamo da due mondi differenti, ma abbiamo vissuto gli anni ’90 e 2000 insieme. C’eravamo conosciuti durante un tour nel 2004 e ci siamo ritrovati quasi vent’anni dopo. Lei è diventata famosa..." dichiara Luca Guadagnini "...soprattutto all’estero, mentre io oggi dedico il mio tempo e la mia musica, al sociale. Il mio obiettivo discografico è finalizzato, infatti, a sostenere il Bambin Gesù di Roma. Ringrazio Neja, che non aveva certo bisogno di me, ma ha accettato di buon grado il mio invito. Le semifinali di Una voce per San Marino sono già un traguardo importante ed essere arrivato fino a lì, mi rende felice. Questione di Fortuna è una sorta di rinascita, una voglia di spiensieratezza artistica, ma anche umana. Neja è una persona molto sensibile, sulla mia stessa lunghezza d’onda anche a riguardo al sociale e ci accomuna una grande passione per la musica”. “Sono molto contenta di aver avuto l’occasione di essere parte di questo progetto, potendo metterci anche del mio, scrivendone le parti in inglese..." aggiunge Neja "...un’unione particolare che ci ha permesso di mettere a confronto e fondere la mia attitudine per l’inglese e il suo cantato, con una fusione tra il rock e la dance, inusuale, ma sorprendente. Ho dovuto adattarmi ad un genere molto diverso, ma ho accettato volentieri una sfida che mi ha appassionata. Il risultato è un amalgama tra l’italiano e l’inglese, il pop e qualche sonorità anni ’80, in un bel crossover. Un brano dove abbiamo portato tutta l’energia insieme alla voglia di guardare alle cose e alla vita con un pizzico d’ironia”. Il video, con la sapiente regia di Federico Taticchi e Fabio Cascione, vede protagonisti Neja, Luca e la Guadagnini Band (composta da Enzo Alberigi Fabrizio Menichelli Leandro Gaiardoni Gabriele Conti & DJ Set di Gabriel), in un corto intrigante e divertente girato al Caput Mundi The Mall – Roma. La musica unisce e il rock anni ’90 di Luca, sposa la dance di Neja che ha fatto ballare generazioni intere con successi internazionali rendendola famosa in tutto il mondo. “Sono un sognatore che parla con il sole come recita il testo di Questione di Fortuna, brano nato come sempre in modo istintivo..." aggiunge l’autore Saro Ingenieri "...che parla d’amore e di come spesso, i ragazzi non si sentano all’altezza della ragazza che guardano con ammirazione, ma alla fine con “un colpo di fortuna”, osando un po', talvolta le cose vadano diversamente. Un incoraggiamento a buttarsi nelle relazioni con la consapevolezza che, anche se dovesse andare male, non è una tragedia, ma qualcosa da dedicare a sé stesso e da vivere come una ennesima esperienza di vita”. Dal 2009 Luca Guadagnini & Band ha ideato Rock per un bambino, per la volontà di Luca di trasformare il dolore per la perdita della sua bambina Aurora, in una “festa” della musica per una raccolta fondi che si svolgerà anche quest’anno il 20 maggio presso il Pala Cesaroni di Genzano (Roma) a favore dell’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma, evento a cui anche Neja parteciperà. I due artisti stanno lavorando con l’inseparabile Band di Luca, inoltre, ad un Tour estivo con cui faranno ballare le piazze italiane e che riserverà moltissime sorprese. Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Anni 60 il nuovo brano di Pamela Prati Feat Atmosfera Blu

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Esce oggi, 5 aprile 2023 “Anni 60” il nuovo spumeggiante brano di Pamela Prati Feat Atmosfera Blu che fa respirare un'aria nostalgica e spensierata rievocando il favoloso decennio. Il brano, prodotto da Vocal Sound Music e distribuito da Believe, è scritto a più mani da Giuseppe Santamaria, Pamela Prati, Rosario Ingegneri e nasce dall'idea musicale dello stesso Santamaria. I coristi, Tony Campo e Gabriella Bisignano in arte Giove e Antonella Marino in arte Agfa. Arrangiamenti a cura di G-laspada. I Beatles, il jukebox, il drive in, i piano bar: sono tanti i simboli di un'epoca che viene sempre ricordata per quel sapore di rinascita e novità che sapeva trasmettere. Ma sarà stato veramente così? Anni 60 è l'occasione, per un decennio ormai mitico, di mettersi allo specchio e, contemporaneamente, a confronto con il mondo di oggi. Mode e moniti di libertà cui guardiamo costantemente con passione, sono spesso riproposti anche nella musica del 2023. Questa volta, senza ricorrere ad alcuna cover di brani già esistenti, ecco arrivare una nuova canzone, dai suoni e dal ritmo anni ‘60. Gli Atmosfera Blu (Giuseppe Santamaria e Anna Lanza), con la loro consueta capacità di cogliere sensazioni e suggestioni, lanciano un pezzo frizzante, orecchiabile e ballabile, che sembra poter già fare respirare un'aria estiva, in anticipo su tutti. Insieme al duo, che conferma la passione per la musica leggera italiana e il suo periodo d'oro, c'è una cantante, ballerina e attrice di straordinario spessore come Pamela Prati. Una diva contemporanea, dallo charme e dalla personalità dove sensualità, simpatia e talento si uniscono proprio come accadeva con le più grandi artiste di quei favolosi anni. “Ci piace da sempre collaborare con artisti che oltre a cantare, sappiano raccontare qualcosa di importante alla nostra società…” dichiara Giuseppe Santamaria degli Atmosfera Blu “…Pamela è una primadonna, sempre contemporanea, che sa incarnare quell'atmosfera anni '60. L'idea di duettare con lei è nata non appena terminato il brano. Abbiamo subito contattato il suo editore e glielo abbiamo fatto ascoltare sperando si realizzasse il nostro sogno a cui Anna teneva in modo particolare”. Pamela Prati è una protagonista dello spettacolo che ha saputo proseguire la migliore tradizione cominciata proprio in quel periodo, come lei stessa ammette: “mi è sempre piaciuto riportare il divismo sul palcoscenico. Ho sentito da subito che questo progetto potesse appartenermi. Il brano mi riporta all'allegria dell'adolescenza. È la prima volta che canto con un gruppo, cosa che ho sempre sognato e lo faccio insieme a una bella band, con cui si è creata una meravigliosa sinergia”. “Volevo una canzone fresca, che rimanesse immediatamente in testa. Ho composto il brano senza sapere quali sarebbero state le parole…” racconta Giuseppe Santamaria “…ma dentro di me già strizzavo l'occhio a un momento storico che poteva essere proprio quello degli anni '60. Alla fine mi è stato restituito questo testo, che non avrebbe potuto avere parole più azzeccate”. “Mi avevano inviato questa musica. Non era facile immaginare un testo su una melodia che presenta note così ravvicinate…” aggiunge Rosario Ingegneri, paroliere del pezzo “…Dopo averlo ascoltato la sera, però, nella notte mi sono svegliato con questo motivetto già nella testa. È stato istintivo: mi sono subito venuti alla mente gli anni '60. Era una realtà completamente diversa da quella di oggi: ci bastava poco per godere del divertimento”. Nella canzone, tutto ha il sapore della poesia; persino le patatine e i popcorn davanti a un film appaiono più coinvolgenti del modo distaccato con cui ci si mette oggi davanti allo schermo. Si ricorda un decennio che, in qualche modo, appartiene a ogni italiano. “Riuscire a cantare gli anni '60, così importanti anche per la discografia italiana, nel 2023 è un regalo che abbiamo voluto fare a noi e al pubblico… continua Anna Lanza “…Certo, il mondo è cambiato. Gli anni '60, però, sono uno stato d'animo e come tali non moriranno mai”. “Questa canzone mi riporta ai drive in, alla moda degli anni '60 che ho attraversato, sebbene fossi piccola…” dice Pamela Prati “…Io sono più legata agli anni '80, ma i falò che facevamo sulla spiaggia con la chitarra erano già figli di quell'epoca che racconta la canzone. Chiunque di noi ha un'idea ben precisa degli anni '60, attraverso i film e i personaggi famosi di quel periodo”. Così, con gli arrangiamenti di G-laspada e l'accompagnamento di archi e delle chitarre di Sergio Arizzi, ecco ricrearsi quel romanticismo che siamo abituati a vedere raccontati nei film, dove attori e celebrità passeggiavano tra le vie della Capitale con una naturalezza e una sincerità che non nascondevano nulla ai fan. Nell'epoca in cui non esistevano selfie, si poteva usare quella spontaneità forse più di oggi. Il videoclip, girato nel locale romano L'asino che vola, si sviluppa come un'esibizione di tre artisti e altrettanti coristi in un piccolo teatro, dove la vita quotidiana ruota intorno a quella dello spettacolo con cui s’interseca. Si tratta di una canzone leggera, che però non rinuncia a un sottofondo di malinconia…” termina Pamela. Volevamo, riproporre quelle atmosfere che hanno saputo raccontare anche i Matia Bazar in Vacanze Romane o, in un tema ancor più internazionale, Liza Minnelli e Robert De Niro in New York New York, dove gli artisti viaggiano vivendo della loro passione. C'è una ricerca molto curata di ogni dettaglio in questo video. Io, per esempio, vesto un abito di Dior, indossato già da altre dive degli anni 60 e concesso da una sarta formidabile”. Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Moorea il nuovo singolo di Nusia

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Moorea, come scivolare nel profondo blu oltre il tempo, è il nuovo singolo della cantante e attrice Nusia, già disponibile nei principali store digitali. "Il maestro Franco Micalizzi, producer del progetto, mi parlava di Moorea, quell'isola Polinesiana immersa nel blu profondo di un oceano lontano e io l’ho immaginata…” ci racconta Nusia “…e ascoltando la suggestiva atmosfera della melodia che mi proponeva, ho iniziato a pensare alla storia di un amore, di quelli che ti restano dentro a lungo. La "lei" di questa storia, proprio mentre l’aereo atterra in questa isola blu, sente che forse è giunto il momento di dimenticare per aprirsi di nuovo al futuro…” prosegue la cantante "…perché fuggire sempre da se stessi, non serve a ritrovare l'equilibrio necessario per tornare protagonisti della propria vita, sottraendosi alla tirannia dell’amore". Quest’anno, 2023, uscirà su Canale 5 la serie “Maria Corleone”, prodotta dalla Clemart e Taodue, con la presenza di Nusia nel ruolo di una cantante siciliana e “Die Diplomatin” una serie tedesca di film polizieschi prodotta dalla UFA Fiction, la location in cui si sviluppa la trama è Roma. Nusia Gorgone nasce a Colonia, in Germania, da una famiglia di ristoratori di origine siciliana residente nel piccolo paese di Sankt Augustin, vicino a Bonn. Frequentando la scuola dell'obbligo fino alla maturità, cresce fra le due culture, parlando l'italiano a casa, il tedesco e l’inglese a scuola, oltre a visitare regolarmente la Sicilia durante le vacanze. Appena arrivata in Italia, all'età di diciassette anni, viene selezionata per il concorso «Una ragazza per il cinema», classificandosi seconda. Ottiene subito un contratto a Milano nel campo della moda. Durante la sua permanenza a Milano, inizia a frequentare l'Accademia di teatro "Centro teatro attivo", dove apprende i rudimenti dell'arte recitativa. Nusia ha frequentato anche il M.A.A.S (Music, Art And Show), un centro di formazione per lo spettacolo. Nel 1999 è co-conduttrice del programma calcistico "Il processo dei tifosi" su Gold Tv. Nel 2000 partecipa al concorso "Miss Italia" entrando tra le 50 finaliste. Di seguito si è trasferita a Roma, lavorando come modella ed attrice e ha prestato il suo volto per varie pubblicità e videoclip, tra cui "Stop America" di Edoardo Bennato e spot per Pepsi, Olivetti, Vodafone, Nissan, Wind. Fu appunto in occasione di Miss Italia che uno degli autori, Claudio Fasulo, gli propose di affiancare Gianni Morandi nel programma della lotteria del sabato sera "Uno di noi" su Rai Uno con la regia di Duccio Forzano. Laureanda in lingue orientali presso l'Università la Sapienza di Roma; nuove opportunità si aprono per Nusia nel mondo della televisione. Nel 2003, Nusia viene ingaggiata dalla emittente dedicata al mondo del cinema "Coming soon television", dove resta fino al 2008 in qualità di conduttrice di vari programmi. Nel 2005, continuando il lavoro a "Coming soon television", ottiene la conduzione di una rubrica cinematografica nel programma giornalistico "Omnibus" su La7 lavorandovi sino al 2007. Terminata l'esperienza televisiva, inizia un percorso recitativo di tipo teatrale, entrando a far parte della compagnia "Metis" di Roma ed esibendosi al Teatro dei servi e al Teatro della cometa. In quegli anni, spinta da una grande curiosità verso il mondo e da un forte bisogno di ricerca personale, viaggia molto, visitando l'Asia, le Americhe e l'Europa. Ottiene delle parti in alcuni film e fiction tv, lavorando con Pupi Avati, Roberto Faenza, Woody Allen, Alexis Sweet, Cosimo Alema e Riccardo Grandi. Ereditata una passione viscerale per la musica dal padre, ex bassista amatoriale, inizia a frequentare la prestigiosa scuola di musica "Saint Louis" a Roma, dove studia canto, per poi proseguire come autodidatta. Ha all’attivo una collaborazione nell’album "Light signs" del compositore italiano Riccardo Ebersbacher, dove collabora ai testi e presta la sua voce a due tracce… "Tausend und eine Nacht" è il suo primo singolo con la Ultra Music. Il 19 maggio 2020 è uscito il singolo "Eastwood Eyes" (feat. Daniel Danielson) per l’etichetta New Team Music. A dicembre 2020 è stato pubblicato il suo primo album "Feeling High" prodotta dal maestro Franco Micalizzi, di cui Nusia scrive i testi. Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Tutto in un brivido di Michele Cristoforetti

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Dopo oltre 500 concerti e dopo aver aperto per tre volte i live di Vasco Rossi, il cantautore dall’anima rock Cristoforetti torna sulle scene con il nuovo brano “Tutto in un brivido”, dal 5 maggio in radio e disponibile in digitale. Dal 26 aprile è attivo il pre-save del brano. “Tutto in un brivido” è stilisticamente legato al più energico rock italiano, ed è caratterizzato da una voce graffiante, un ritornello esplosivo e un sound estremo, che da sempre contraddistingue il percorso artistico di Cristoforetti. Il brano è introdotto da un monologo scritto dallo stesso Cristoforetti insieme a Vanessa Grey (conduttrice e speaker radiofonica) e Diego Spagnoli (direttore di palco di Vasco Rossi) che lo interpreta. Il testo è un grido di libertà e di rottura contro un sistema che spinge a sognare ma non ammette errori e non concede passi falsi. ”Tutto in un brivido” è nato dopo aver scambiato un paio di chiacchiere con alcuni detenuti di un carcere nel quale mi sono esibito…” ci racconta Michele Cristoforetti “… quello che mi ha colpito di più delle loro parole è stato il racconto di una aspettativa di vita che non è stata esaudita. Il desiderio di raggiungere incondizionatamente un obiettivo talvolta li ha portati a percorrere delle direzioni sbagliate e dei sentieri che non erano i più appropriati. Il brano racconta la forza di vivere senza vergogna le frustrazioni, il sentirsi in colpa per aver sbagliato e le difficoltà che si incontrano, quando si lotta per raggiungere i propri sogni”. Nato il 14 gennaio del 1989 a Rovereto (Trento), Cristoforetti, al secolo Michele Cristoforetti, all’età di sedici anni inizia il suo percorso nella musica da autodidatta suonando la chitarra per poi consolidare la sua formazione musicale con la nascita nel 2008 della sua prima band. Il 2014 e il 2015 lo vedono protagonista della prima tournée teatrale in cui presenta dal vivo il suo primo album “Muoviti”. La scaletta dei concerti del tour “Rock d’autore” del 2016 è composta da una serie di brani dall’anima cantautorale unita a un’immancabile vena rock: “L’Album delle Pose” (2015), “Il mio tempo” (2016), “Sigaro Cubano” (2016), “Muoviti (Remastered)” (2016) e “Capita che (Remastered)” (2017). Nel 2018 è in giro per l’Italia con “Anime salve tour”, una tournée in cui reinterpreta i brani contenuti nell’omonimo album di Fabrizio De André edito nel 1996. Nel 2018 è uscito il suo ultimo EP, “Ancora qui”. Oltre a pubblicare i singoli “Blake” e “Notti”, nel 2021 dedica il brano “Come stai (Per te Chico)” a Chico Forti, ex produttore televisivo e velista italiano detenuto in un carcere della Florida. Il videoclip del brano è stato realizzato grazie al supporto degli elicotteri della provincia di Trento e ripercorre i luoghi dove viveva Chico, tra le Dolomiti ed il lago di Garda. La vittoria del contest Euregio Rock 2022 gli ha consentito di aprire le tappe del VASCO LIVE 2022 a Trento, Milano e Ancona. Nel corso della stessa estate ha aperto i concerti dei Nomadi al Castelfolk Festival e al Monte Bondone Green Festival e le date di Riki e dei The Kolors nello spazio spettacoli del centro commerciale Porte di Roma. Nel 2022 ha pubblicato 6 singoli, “Blake”, “Notti”, “Mania”, “Bella paura”, “Libera”, “Live”, “Come si fa” e “Esagerato” e nel febbraio dello stato anno è stato invitato ad esibirsi con il suo brano “Notti” presso il Live Box di Casa Sanremo. A febbraio 2023, presso il Palazzo Benvenuti di Trento, ha eseguito dal vivo “Come Stai” in occasione dell’inaugurazione della statua dedicata a Chico Forti, evento che è stato trasmesso in diretta televisiva su Rai 3 con la partecipazione video dello stesso Chico e di Andrea Bocelli. Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Orietta Berti Il coraggio di chiamarlo amore

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Dalla parte delle donne. Esce su tutte le piattaforme il videoclip di Il coraggio di chiamarlo amore, per la regia di Leandro Manuel Emede e Nicolò Cerioni. Il brano, scritto da Enzo Campagnoli, Tano Campagnoli e Mario Guida è contenuto nell’Album La mia vita è un film (55 anni di musica) 2021, distribuito da Believe digital Italia (digitale) e da Self Distribuzione (fisico). Il coraggio di chiamarlo amore, ha come focus il tema difficile e delicato della violenza sulle donne, quella fisica, psicologica e sociale subìta ancora oggi dai propri mariti, compagni, fidanzati che cercano di annientarne l’esistenza, considerandole una proprietà, un oggetto di cui avere esclusivo dominio. Orietta Berti che ha interpretato l’amore in tutte le sue forme, con la sua sensibilità di donna, madre, moglie e nonna, prima ancora che artista, ha scelto di dare voce a coloro che voce non hanno, perché sappiano di non essere sole e possano ritrovare la forza e la speranza di ricominciare: “Un argomento sempre attuale, perché, nonostante tutto, l’uomo violento, purtroppo, esisterà sempre. Ogni anno…” aggiunge Orietta “…aumentano le denunce e le morti violente per mano di fidanzati, compagni, mariti. Tante sono ancora le donne che non hanno il coraggio di parlare e nascondono i soprusi per paura e per difendere i propri figli, succubi di una società che tutela ancora troppo poco le madri, le donne. Per denunciare è necessario avere delle ferite visibili, ma è più difficile mostrare le ferite psicologiche, quelle che rimangono per sempre. È un messaggio che non è una novità ma credo sia una responsabilità per chi come me ha la possibilità di “alzare” la voce, farlo. Non è mai abbastanza. Il coraggio di chiamarlo amore racconta di quando non è più amore, ma una prigione che priva la donna del diritto fondamentale alla vita. Nessuno può girare la faccia dall’altra parte fingendo di non vedere, divenendo, così, complici della violenza”. Il videoclip, con i ballerini del Modulo Academy, Carolina Gorni, Francesca Goldoni, Claudia Alfinito, Laura Tassara, Matilde Corradi, Beatrice Carboni ed Ernesto Vladimir Villanueva Chavez, essenziale e delicato sottolinea la disperazione nelle sue tante forme, con una gestualità che ne descrive le ferite profonde. Il muro sullo sfondo, si confonde con gli abiti color carne mettendone idealmente a nudo i corpi in una danza che diventa racconto e denuncia. Questo brano, tra quelli scelti per la partecipazione a Sanremo 2021 di Orietta Berti, al quale venne poi preferito Quando ti sei innamorato dallo stesso Amadeus, è una delle tante canzoni contenute nel Cofanetto La mia vita è un film (55 anni di musica) 2021, dove l’artista canta l’Amore declinato in tutte le sue forme e sfumature, da quello passionale che dura tutta una vita, l’amore controverso fatto di alti e bassi e quello vissuto a distanza, l’amore per un figlio che fatica ad accettare e dichiarare la propria identità ma anche l’amore onesto, leale, disinteressato e incondizionato che un cane può provare per il proprio padrone/amico, l’amore per la propria famiglia o il ricordo del primo indimenticabile amore. Il coraggio di chiamarlo amore è quello violento che una donna, spesso fatica a lasciarsi alle spalle, proprio per la sua grande capacità di amare...! Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • a Donatella Rettore il Diploma honoris causa

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. L’Università IULM ha conferito, in partenariato con la Fondazione Roma, il primo Master universitario honoris causa in Management delle Risorse Artistiche e Culturali alla cantautrice Donatella Rettore.Il riconoscimento per le doti, i testi e l’ironia della cantautrice dalla poliedrica personalità. Il Direttore scientifico del Master, professor Giovanni Puglisi, ha letto la motivazione del conferimento del Diploma ad honorem “in considerazione della dimensione testuale della produzione dell’artista, dei contenuti che ha affrontato di volta in volta e che hanno caratterizzato aspetti e periodi della sua poliedrica personalità, del rapporto del testo verbale con il testo musicale, delle identità vocali dell’artista e le sue personalità colte nel rapporto con il testo. L’artista ha fatto dell’ironia una leva importante nell’arco della sua prestigiosa carriera e ciò riconduce alla parola dell’anno Ironia intorno alla quale l’Università IULM ha organizzato eventi e promosso iniziative nel corso del 2022”. Visibilmente emozionata, la cantautrice ha dedicato “questo Master a tutte quelle persone e in particolare a tutte quelle donne che, per un certo periodo, sono state messe in secondo piano. I genitori, un tempo, se dovevano scegliere se far studiare un figlio maschio o una figlia femmina, sceglievano senza dubbio il primo, senza tener conto che la figlia sarebbe magari potuta diventare una scienziata. Dedico questo titolo alle donne, come mia madre…” ha proseguito Rettore “…che avrebbe tanto voluto studiare e invece ha dovuto accontentarsi. Io che da giovane non avevo voglia di studiare mi sono buttata nella mischia e ce l’ho fatta. Non ho fatto tutto quello che avrei voluto, ma sono soddisfatta e oggi ricevo questo titolo con grande orgoglio”. Dopo la cerimonia, Donatella Rettore, dal palco dell’Auditorium dell’Ateneo, ha interagito con il pubblico e ha cantato a cappella alcune delle canzoni più famose del suo repertorio. “I riconoscimenti accademici honoris causa …” ha aggiunto a margine della cerimonia il professor Puglisi, Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo “…sono un’occasione importante sia per il destinatario del riconoscimento stesso, sia per quanti regolarmente frequentano quel percorso formativo. Nel caso di Donatella Rettore l’evento assume particolare rilevanza tanto per la personalità della ‘laureata’, quanto per il consolidato prestigio del Master MARAC, che potrà annoverare tra i suoi ‘alunni’ un personaggio di tale spessore culturale ed artistico. La ‘canonizzazione’ di Rettore…” ha concluso il Direttore scientifico del Master IULM “…lungi dal normalizzare la vivacità dissacrante dell’artista, dà la carica ai nostri allievi di oggi e di domani”. Nel talk che ha visto coinvolti i professori Paolo Proietti e Stefano Lombardi Vallauri con l’artista, il focus è stato la produzione di Donatella Rettore nei suoi molteplici aspetti: dalla ricerca dell’identità (Splendido splendente) alla sua spettacolarizzazione (Diva, Femme fatale), dalla guerra (Carmela, Zan Zan Zan) alla visitazione di sfere e scenari più intimi (Ricordami, Di notte specialmente), dalla sensualità provocatoria (Kobra, Faccio da me, Gattivissima e la recente Chimica) alla morte (Se morirò), passando per la tematica amorosa e più intimista, declinata in molte prospettive. “Rettore è un’artista straordinaria “…ha dichiarato il professor Paolo Proietti, Preside della Facoltà di Interpretariato e traduzione “… nel corso della sua carriera, lunga e prestigiosa, ha affrontato la vita sempre con un’ironia critica e distaccata attraverso la quale ha espresso appieno il suo lavoro di cesello sulle parole. I testi delle sue canzoni sono laboratori che, in modo beffardo, presentano temi sociali, culturali, politici, temi universali, veicolati dall’incontro del suono con il contenuto, in forme che traducono identità vocali molteplici e sempre nuove”. “Con i suoi testi, i suoi look, la sua musica e le sue interpretazioni vocali “…ha aggiunto il professor Stefano Lombardi Vallauri “…Rettore ha fatto, o meglio è stata, la psicologia della nazione tra anni Settanta e Ottanta. Ha rivelato agli italiani quello che erano e quello che sarebbero diventati, nel bene e nel male. La sua specialità è cavalcare gli stereotipi, per demolirli. La ripresa recente del suo successo conferma la sua capacità, attraverso le generazioni, di leggere la società, in particolare la condizione femminile”. L’Università IULM ha conferito diplomi di Laurea e di Master ad honorem ad alcuni cantautori anche negli anni passati: il 19 novembre 2001 Master ad honorem in Comunicazione a Lucio Dalla,11 maggio 2005 Laurea ad honorem in Scienze della Comunicazione a Vasco Rossi, 28 febbraio 2019 Master ad honorem in Arti del racconto al professor Roberto Vecchioni,16 novembre 2022 Master ad honorem in Editoria e produzione musicale a Manuel Agnelli. Donatella Rettore, nata a Castelfranco Veneto nel 1955, a dieci anni inizia a suonare con il suo primo complessino, I Cobra, con il quale si esibisce nelle parrocchie cantando le canzoni di Caterina Caselli. Si trasferisce a Roma dopo la maturità per diventare una cantante e nel 1973 è la spalla del tour estivo di Lucio Dalla, che la introduce al mondo della musica. Il primo singolo, Quando tu, è del 1974, seguito pochi mesi dopo dal secondo scritto da Gino Paoli, Ti ho preso con me. Nel 1974 debutta al Festival di Sanremo con Capelli sciolti. Torna sul palco dell’Ariston nel 1977 per presentare Carmela. Dal 1978 inizierà a farsi chiamare solo Rettore, abbandonando il proprio nome di battesimo: cambiano il suo look e la sua proposta musicale, entrambi improntati al rock e al pop, con qualche sonorità che richiama la disco tipica di quegli anni. Il singolo che apre questo nuovo corso è Eroe. Il 1979 è l’anno della hit Splendido splendente e dell’album Brivido divino. Nel 1980 pubblica il singolo Kobra che ottiene il primo posto nella categoria donne al Festivalbar. Nell’estate del 1981 Rettore lancia Donatella, uno dei rari esempi di ska italiano con cui si aggiudica la vittoria assoluta al Festivalbar. Nel 1986 torna al Festival di Sanremo con Amore stella, poi nel 1994 con Di notte specialmente e nel 2022, in coppia con Ditonellapiaga, col brano Chimica, che dopo poche settimane si aggiudicherà il disco di platino. Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Nek "Mi farò trovare pronto" nella rosa dei ventiquattro big in gara al Festival

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Nella rora dei ventiquattro big alla sessantanovesima edizione del Festival di Sanremo c’è anche lui, Filippo Neviani, in arte Nek. È la sua quarta partecipazione in gara del cantautore originario di Sassuolo. La sua voce è nota in gran parte del mondo e non a caso conta, nell’arco della sua carriera, oltre dieci milioni di dischi venduti in tutto il mondo. Seguito le prove generali dei big in gara al festival, lo incontriamo durante una breve pausa caffè. Nek, amato straordinariamente anche dal nostro pubblico italotedesco, avendo ascoltato già nelle prove il meraviglioso brano che, di là del festival, sapora già di ennesimo successo, tralasciando per ora le domande di routine sulla tua presenza al festival con la canzone che porti in gara, ti chiedo un pensiero per i nostri connazionali italiani in Germania e naturalmente nel resto del mondo. Si hai ragione, hai detto bene, è un pubblico che mi vuole molto bene. Io ti ringrazio tanto Angela per l’affetto che mi mostrate e mi inchino al vostro apprezzamento e amore che avete verso i miei confronti e alla mia musica. Certamente, attraverso la tua emittente TeleVideoItalia Angela, saluto tutti gli amici che vivono in Germania. Loro portano sempre grande italianità. Nelle persone che io incontro, che siano dalla Svizzera, dalla Germania ma anche dalla Francia ti dirò, percepisco in loro quelle straordinarie emozioni. Hanno sempre l’Italia nel cuore e vedo e sento un pizzico di malinconia, perché vorrebbe tornare al più presto possibile in Italia. Quindi auguro a loro che si realizzino, perché come ben tu sai, la maggior parte di loro hanno lasciato tanti cari e parenti per un posto di lavoro e una certezza di vita, economicamente migliore. L’Italia ha fatto tanto, pensiamo per esempio solo all’Argentina, gli italiani sono stati fondamentali per costruire questa nazione. Insomma, parlo per forza lavoro. C’è gente che ha lasciato le proprie radici, per ricostruire un’esistenza in un altro Paese, Germania inclusa, quindi “Chapeau” a tutti loro. A loro va anche tutta la mia vicinanza e tutto il mio rispetto. “Mi farò trovare pronto”! Grazie anche a te Angela, siete sempre i ben venuti… “ You are welcome” e... “Dankischen!”. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net/intervistelive e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Io odio i Talent show, di Fegiz Mario Luzzatto

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Ristampato il libro “Io odio i Talent show” del giornalista Mario Luzzatto Fegiz, autorevole firma del Corriere della Sera. Il lavoro letterario, realizzato per la prima volta nel 2011, in parte riprende lo show nella commedia musicale scritta con Giulio Nannini e Maurizio Colombi, che ne è anche la regia. Iincontriamo lo stimatissimo collega critico musicale, autore d’innumerevoli saggi e libri, dove ci spiega l’importanza di leggere questo suo nuovo capolavoro letterario, come il perché seguire lo spettacolo. “Io odio i Talent show” è figlio dell'omonimo spettacolo teatrale, che racconta ciò che sarebbe meglio tacere. Tutto è nato da una telefonata di Maria De Filippi, che stava realizzando il disco decennale di Amici e in proposito mi chiese di fargli le note di copertina, ci dice ai nostri microfoni Mario Luzzatto Fegiz. Io subito le dissi: dai Maria… non puoi chiedermi questo, tu sai che io odio i talent show! Beh, rispose lei, è un buon inizio. Da qui è nato il monologo di oggi Talent show. Questo libro è tratto dallo spettacolo e non viceversa, pone l’accento il giornalista. È una raccolta di picchi emotivi della mia carriera, quindi non è un saggio e nemmeno un libro leggero che si legge in un pomeriggio. Dentro c’è di tutto, dal processo agli autori, cantautori, le radio private, disordini ai concerti rock, ad un mio incontro piccante con una fan di Gianna Nannini. Parla del decalogo di Celentano, del fantasma di Luigi Tenco che si aggira sul festival di Sanremo, con i suoi retroscena e la tragedia con i tanti misteri che lo avvolgono, etc. . Sono stato ispirato nel fare ambe le cose, sia teatrale sia letterario, per il semplice fatto che: per fare il giornalista devi essere obiettivo e onesto, mentre in teatro, puoi mentire. Questo libro fa da programma di sala dello spettacolo, per questo presentare quest’opera letteraria e teatrale anche in Germania e comunque all’estero, è un’altra delle grandi ambizioni di Fegiz Mario Luzzatto. Generalmente gli italiani all’estero sanno di musica italiana più degli italiani in Italia, termina lo storico giornalista critico. Per questo qualora sarò da voi, v’invito a venire numerosi, così avrete anche il libro. Entrambi costruiscono tutta la storia di un critico musicale e che parla di tantissime cose. “Io odio i Talent show…perché mi hanno derubato nel mio mestiere di critico, spalmandolo su giurie popolari, su sms, mail, televoti e voi… voi con i vostri sms mi avete fatto le scarpe!” Ecco, ci spiega lo storico giornalista Fegiz Mario Luzzatto. Questo critico è furibondo, delira e ricorda. Chi legge questo mio libro e vede questo spettacolo, ne esce contento, pertanto ve lo consiglio. La trama teatrale è una commedia divisa in due atti, la prima di cinquanta minuti e la seconda di trentacinque. Naturalmente sono accompagnato in questa scena da vari musicisti e tre chitarristi. Il libro contiene delle cose che sui giornali non sono mai uscite, come altrettanto delle cose che non si possono fare teatro. Forse il titolo scoraggia, perché la parola adesso non è bella come titolo, ma ormai era venuta così. Grazie per l’attenzione che mi avete dedicato. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net/intervistelive e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Sandra Milo, la nostra Icona del cinema italiano è a Sanremo

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. L’attrice musa di Federico Fellini è l’inviata di Eleonora Daniele a Sanremo, per commentare il look, le canzoni in gara al Festival della Canzone Italiana di Sanremo e per dare dei pronostici. Sandra Milo al Festival ha sfilato sul red carpet e incontrato i suoi fan. Non ha peli sulla lingua ed è molto schietta nel dire le cose. La incontriamo e senza indugio si trattiene ben volentieri anche alle nostre telecamere. Sandra Milo, non le nascondo la mia emozione. Sono onorata d’incontrare una Star come lei, un’Icona del cinema italiano e di avere la sua umile attenzione. Raccontami tutto partendo dalla bellezza italiana quí al Festiival di Sanremo. “ eh beh, si! Le donne italiane sono molto belle e credo che siano rinomate nel mondo. Credo perché abbiamo un volto azzurro intorno a noi, sopra di noi. Abbiamo il sole e perché ci piace la vita, ci piace l’amore, o almeno a me piace moltissimo…,” ci dice ai nostri microfoni l’attrice Sandra Milo. Credo senza amore non potrei vivere, non avrebbe senso niente e… l’amore dura, non lo credi anche tu Angela? Assolutamente si! Ferma restando sul tema, un commento per il Festival e le sue canzoni? Beh, il Festival è meraviglioso! É meraviglioso soprattutto perché c’è, c’è ancora. Perché è una certezza, perché forse è l’ultima fabbrica dei sogni o anzi no… senza il “forse” e comunque perché la gente poi dimentica le guerre, i dispiaceri, le avversità della vita, le crisi e tanto altro ancora. È perché per un po’ sogna che il mondo sia bellissimo, che sia bellissimo come le canzoni di Sanremo, ed è molto bello questo. Abbiamo tutti bisogno di… come dire… di questa grazia, di avere un attimo di bellezza, di vivere così… senza angosce”. Mattatore “Baglioni” per il secondo anno… successo? Baglioni veramente è un unico e un inimitabile! Perché è un Principe, è un artista, è bravissimo e anche una Star secondo me. Con questa sua aria straordinaria, con questa sua classe infinita. Beh… poi quando canta… con questa sua voce meravigliosa che ha. Ha un qualcosa in più che naturalmente lo distingue dalla maggior parte degli uomini. L’emblema dell’eleganza di questo Festival, è sicuramente Claudio Baglioni! Mi ha fatto piacere incontrarti Angela. Colgo l'occasione di salutare tutti i connazionali in Germania e ancora… buon lavoro a te e buon festival a tutti. Chapeau all’attrice che è in lei ma soprattutto alla “donna umile” che si è fermata alle nostre telecamere senza indugio. Il mio bagaglio d’incontri stellari si arricchisce sempre di più e questo mi lusinga! Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con gli studi della SDA FotoVideo, é visibile su www.televideoitalia.net/intervistelive e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Spencerhill Film Festival Berlin 2022

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. La festa Bud Spencer e Terence Hill continua! Il festival del cinema, dal 2 al 3 settembre 2022, è di nuovo sotto il segno "a misura di bambino e famiglia come Bud e Terence" con un'area separata per bambini che include un cinema per famiglie al piano superiore dell'Urania. Finalmente un Festival cinematografico per il culto interamente dedicato alla leggendaria coppia del cinema Bud Spencer e Terence Hill. “Tribute To Legends”. Film cult, musica dal vivo e ospiti da Star.Il primo festival cinematografico nella storia dell'universo “Spencerhill” su iniziativa del Bud Spencer Museum di Berlino e del Terence Hill Museum Lommatzsch. “È la grande risposta dei tanti fan di Bud Spencer e Terence Hill da tutto il mondo ci ha incoraggiato a organizzare questo festival, all'insegna del motto Tribute To Legends…” sostiene l’organizzazione del mega evento. “Il lavoro della vita dei nostri idoli, viene finalmente onorato con il premio del film d'oro dei fan del cuore. In loco, consegniamo dal vivo a entrambe le famiglie, o forse a Terence Hill personalmente. Sarà una celebrazione per tutti i fan di “Spencerhill” Bud Spencer e Terence Hill. Per due giorni, nel cuore di Berlino, gli idoli festeggeranno i loro miti e finalmente incontreranno di nuovo persone normali. Visita il leggendario Bud Spencer - Museum e immergiti nell'universo di Spencerhill. Incontra VIP, star e le famiglie di Bud e Terence. Il "Golden Film Award" dei fan viene dal cuore e viene assegnato a entrambi per la prima volta. Film cult senza sosta nel primo centro scientifico del mondo, un intero piano della stravagante grande galleria di locandine dei film di Spencerhill attende i fan, con informazioni privilegiate di prima mano, un ricco programma per famiglie e bambini e una birreria all'aperto “Spencerhill” con attrazioni, musica dal vivo e interviste alle star e agli ospiti arricchiranno il programma. Saranno due giorni di lezione extra con film cult non stop, alla solita Spencerhill, in un ambiente storico in sette sale su tre piani nell'Urania Berlin. L'ammissione inizierà venerdì 2 settembre alle ore 15:00 fino alle 01:00 e sabato dalle 10:00 alle 1:00. Riguardo il cibo e le bevande “Spencerhill” quest'anno saranno i “pesos Spencerhill” a tenere banco, il cambio di 1 pesos Spencerhill è di 3 €, senza aggiustamento per inflazione. Puoi pagare velocemente e senza resto ovunque negli stand gastronomiciNumerosi punti fotografici come ad esempio con le statue di Bud e Terence, così come con la carrozza originale di "The Troublemaker" e popolari veicoli cinematografici, delizieranno il tuo cuore dei fan. Il programma del film è stato scelto dai fan stessi, sulla base dei voti per le serate cinematografiche al Bud Spencer Museum e l’organizzazione ha selezionato i film più seguiti e li presenteranno al festival! “Stiamo invitando entrambe le famiglie dei nostri idoli e ci saranno numerose star partecipanti, interpreti e sostenitori dei film…” entusiasta afferma l’organizzazione “…ricevi autografi e puoi fare acquisti a tuo piacimento nel fan shop originale, mangiare e bere in stile Spencerhill e scambiare idee con persone che la pensano allo stesso modo. I film e il programma sono in contemporanea nelle due sale principali per un totale di circa 1100 posti, qui vengono registrate anche le interviste e gli spettacoli dal vivo. Le altre stanze sono disposte tematicamente, ad esempio la " Salotto dei bambini " e il " Casaro Studio ". La birreria all'aperto, nel cortile di Spencerhill, avrà alcune deliziose attrazioni di Spencerhill da mangiare e da bere. La redazione TeleVideoItalia Angela Saieva onorata ringrazia l’invito avuto dalla Spencerhill Film Festival Berlino 2022, lieti di esserci. Il duplice ed epocale Tributo evento dedicato interamente alla Star Bud Spencer e Terence Hill, della quale anche noi di TeleVideoItalia.net abbiamo avuto piú volte il novero di incontrarli, é arrivato e vi aspetta il 2 e il 3 settembre 2022 a Berlino e detto tra noi... non fatevi attendere, altrimenti… Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • successo degli Arteteca a Filderstadt

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Grandissima è stata la partecipazione di pubblico, al multi spettacolo organizzato dalla A&R Italy Event di Renzo D’Ambra e Antonietta Canazio, tenutosi sabato 15 ottobre a Filderstat, nei pressi di Stoccarda. È approdato in suolo tedesco gli “Arteteca” una tra i personaggi più amati di Made in Sud formato dalla frizzante e simpaticissima coppia, nella vita come nel teatro “Monica Lima e Enzo Iuppariello”. Nonostante l’inestimabile popolarità che li circonda, con quasi vent’anni di carriera sui palchi teatrali e non per ultimo lo strepitoso successo ottenuto nello show comico di Raidue, il famigerato duo ci regala subito attenzione e già dai loro cognomi, parte un intreccio d’irrefrenabili battute autoironiche “allora, io mi chiamo Monica…” fa lei “…e io Enzo… ma perché dobbiamo parlare dei cognomi, rimaniamo sui nomi…” fa lui “…eeeh, hai visto, non gli conviene…” Non ho trovato una retorica biografica, vi chiedo quindi, ma davvero l’avete scritta voi e chi non la legge è…? Eeeh…si, l’abbiamo scritta noi, anzi no… l’abbiamo proprio imposta, cioè, io ho deciso di nascere nel ’78 e l’abbiamo scritto abbastanza chiaramente, mi chiamo “Iuppariello” di cognome, però voglio dire, è un cognome che… quantomeno… rispetto a qualche altro cognome e non faccio allusione a nessun’altre persone qui presenti…” e lì rimaniamo coinvolti in un incrocio straordinario di comicità mente Enzo segue il suo logico discorso “…comunque c’ha origini campane sicure perché, come si sa, il suffisso Ariello…non ci sono dubbi che siamo tutti di origine campane, mentre “qualcuno” che si chiama sì Monica di nome, però “Lima” di cognome, è chiaro che non ha proprio queste origini italiane, più Sud Americane, no? Cioè, vogliamo chiedere alla diretta interessata? Perché secondo me, lei dice di essere italiana ma…” la palla rimbalza a Monica che prontamente interviene “…chiedigli, al signore affianco a te…quando dobbiamo ordinare e deve arrivare qualcosa o pacco a casa, il cognome di chi da, perché il suo è difficile e… non “l’ingarranno”, in italiano non lo so Angela come si dice, aiutami…” di fatto glie lo suggerisco e Monica riparte”…ah ecco, grazie, azzeccano!”. Siete una coppia simpaticissima ma quanta realtà c’è di scritto? “…cioè, tu t’ha ricuordi che c’i sta scritto ne sta biografia?...” fa Enzo, fingendo perplessità e interpella Monica “…no, però c’è tanto di reale, mo’, al di là della biografia, c’è tanto di reale…” rispone Monica “… io a casa lo picchio veramente, sono io che comando, queste sono tutte cose vere…, è vero Enzo? Le forti risate prendono il sopravvento e mi rendo subito conto che, questa, è un'altra mitica intervista dove ancora una volta le parti s’invertono. Gli Arteteca, di fatto, creano gag e situazioni esilaranti ed io, mi rispecchio in una delle più storiche situazioni creatasi tra un nostro rispettabile giornalista, scrittore e conduttore televisivo Gianni Minà e l’Icona per eccellenza della comicità italiana, Massimo Troisi. Provo a riprendere in mano la situazione… ma m’illudo soltanto! Arteteca, come, da dove e perché è nato realmente questo duo? “Ce lo stiamo chiedendo ancora...” coinvolti dalle risate ci dice Monica “…e se lo sta chiedendo ancora anche la gente, perché ci incontra e ci dice: ma perché avete fatto questa cosa? Eeh, non si sa, i casi della vita…” Enzo interviene “…eh no, diamo una risposta seria ad Angela, allora: la coppia è nata che, prima ci siamo conosciuti, lei mi ha corteggiato per moltissimo tempo…” scoppiamo nuovamente a ridere “…no Angela, tu mi hai chiesto una cosa seria e noi diciamo com’è andata veramente la cosa. Allora, ricapitoliamo, lei mi ha corteggiato per un po’ di tempo, dopodiché, non ho trovato niente di meglio e ho detto “eh vabbè, allora iniziamo questa conoscenza”. Dopo che è nata la coppia, per moltissimo tempo lei mi ha detto “guarda senza di te non riesco a fare questo lavoro, non sono in grado, se non lo fai tu, non lo faccio neanche io” e quindi, mi ha costretto a fare questo duo anche nella versione attoriale comico lavorativa e lei te lo può confermare, non è vero?...” le risate hanno preso ormai il sopravvento e Monica aggiunge”…noi donne in realtà, dobbiamo ammettere che siamo masochiste, cioè, ci vogliamo fare del male e quindi, io, mi sono fatta del male così…” Enzo, cosa vi spinge a seguire le nostre comunità italiane all’estero, quanto è difficile far ridere soprattutto in questo periodo che, causa pandemia, ne abbiamo passato di cotte e di crude? Mah guarda, per noi è solo una gioia seguirvi, anzi, sono tra i momenti più belli del nostro lavoro, della nostra carriera perché, di serate in Patria ovviamente ne facciamo tante, però è un pubblico abituato a vederci live, in televisione, abituato a viverci. Diversamente, venendo molto di rado, sentiamo il desiderio del nostro essere italiano e quindi venire a fare qui uno spettacolo, è uno dei momenti più belli del nostro lavoro e ci veniamo sempre con piacere. È facile per noi seguire le comunità italiane in Germania, in Svizzera, siamo stati anche negli USA, proprio perché viviamo questi attimi con gioia. Sono i connazionali che desiderano vedere e vivere la nostra italianità. È semplicissimo anzi, è pure più facile farvi ridere, perché venite con quell’entusiasmo infantile e per noi, è davvero bello fare queste cose e venire da voi. Monica, inseguire i sogni è spesso difficile, siete inizialmente partiti in quattro, poi tornati un duo, perché non si è creduti? Nei vostri programmi, dove siete anche su Rai2, la realtà vi ha dato finalmente ragione, o forse avete capito che funzionava così? Non vorrei sembrarti retorica, ma com’è nato questo programma e quanto di vero c’è nei vostri sketch comici? “La verità non è proprio questa. Siamo partiti in quattro ma gli altri due, hanno deciso di fare un lavoro serio, uno l’ingegnere navale e l’altro si è aperto un negozio e ci hanno abbandonato …” il racconto di Monica è contornato di risate “….noi siamo stati gli unici due incoscienti, su quattro, a insistere su questa strada e su questo sì, abbiamo avuto ragione, loro lavorano e fanno delle vite regolari rispetto alla nostra…” poi Monica seria termina dicendo “…sì, siamo stati testardi e fortunatamente la vita ci ha dato ragione”. “ Come ha detto Monica, siamo stati fortunati, perché di sogni ne abbiamo realizzati tanti…” aggiunge Enzo. “Io penso comunque che la fortuna, in questi casi, quando si dice: il treno quando passa devi essere fortunato a prenderlo, si questo è vero. Però io penso anche che i treni passano, più o meno per tutti, l’importante che tu, tutte le mattine ti vesti, ti decidi, esci e vai in stazione e lo aspetti. Se ti metti in quelle condizioni, allora sì che la fortuna del treno che passa esiste, perché tu ti sei messo nelle condizioni di prenderlo e noi ne abbiamo fatto di sveglie fortunatamente, ci siamo presi qualche treno e tolti qualche soddisfazione. Parliamo di sogni nel cassetto? Tra questi c’è anche un’incursione a Sanremo e non per ultimo, volete fare un saluto alla comunità italiana in Germania? Si, nel cassetto ce ne sono ancora di desideri e questo è positivo, perché altrimenti faremmo questo lavoro con noia, mentre lo facciamo invece con grande entusiasmo…” ci dice Enzo “…abbiamo in cantiere una seconda edizione della sit-com, abbiamo anche un terzo film che negli ultimi due tre anni, il cinema ci ha un po’ bloccati, causa pandemia, come anche ampliare dei live in giro tra le comunità italiane in Europa e nel mondo.” “Sanremo… io non so cantare, no scherzo Angela…” risponde Monica “…Sanremo è il sogno di qualsiasi artista. È il top. Non lo so se sarebbe il momento giusto, è un po’ rischioso, quindi c’è un po’ di paura. Forse lo rinvierei un attimo, forse farei un attimino altre cose e poi… no, oddio se dovesse arrivare una proposta, perché no, accetteremmo subito e questo è sicuro!” “Noi abbiamo fatto il secondo film e il tema del film era che: questa coppia doveva emigrare in Germania…” ci dice Enzo “…quindi questo ti fa capire Angela, quanto siamo legati alle nostre comunità italiane in giro per il mondo. Siamo sempre felici in queste situazioni, quando li vediamo ridere per le nostre cose siamo contenti e l’auspicio è di farne sempre più. Grazie Angela alla tua emittente TeleVideoItalia.net e al Corriere d’Italia per cui scrivi e a tuo marito Dino. Volentieri condivideremo i vostri servizi, per conservare il calore e i sorrisi di questa comunità che ci è venuta a trovare, un saluto a tutti da Arteteca. Con una comicità pulita e non volgare il duo comico, ha regalato ai nostri connazionali italiani, due ore di spettacolo, ricco di esilaranti sfaccettature e sane risate. Negli sketch di vita quotidiana, il pubblico si è rispecchiato ed è stato coinvolto e interagito nell’originalità dei loro monologhi. Perfetti, ironici e originali, scene e cambi di costumi si sono intrecciati, tra la complicità di applausi del pubblico. Molto attenti a trasmettere grandi messaggi di valori sociali, gli Arteteca Monica & Enzo, nel loro spettacolo fanno sì che le famiglie vengono con i propri figli senza la preoccupazione di vedere cose inadatte, come farli ritornare a casa sorridenti e soddisfatti. La parte dell’esilarante spettacolo l’anno chiuso facendo il popolarissimo selfie dal palco dove inquadrano il pubblico che incora “Vita cuore battito” il successo del film con cui il duo comico furono primi al botteghino per settimane. L’evento è stato aperto dalla cantante Chiara D’Amico, ospite della serata, dove ha deliziato il pubblico con la sua pregiata voce e non potevamo esimerci dal chiedere il suo parere. Ero poco più di una bambina quando ti ho conosciuto, Angela, avevo circa sedici anni, mentre adesso ne ho ventidue. Rivedervi oggi è bello, specie con le tue telecamere, per me significa essere nuovamente a casa. È stato bello salire su quel palco e vedere tutta quella gente sorridere e cantare con me. Per noi artisti è gratificante tutto questo. Regalare un po’ di buon umore, specie in questi brutti periodi passati per colpa della pandemia, è il frutto di quello che desideriamo in fondo vedere. Il mio sogno nel cassetto è stato sempre il canto. Dopo la mia partecipazione al talent show Deutschland sucht den Superstar, non sapevo ancora se volevo continuare. Ammetto che avevo sfiorata la deciso anche di smettere e per un paio di anni l’ho fatto ma i miei genitori, sapendo i sacrifici fatti, mi hanno scrollato e ho riabbracciato la mia passione più grande. Un altro sogno nel cassetto, sarebbe raggiungere il mio prossimo eventualmente traguardo, forse quello del Festival di Sanremo 2024. Ringrazio la tua emittente TeleVideoItalia.net Angela e il Corriere d’Italia per cui scrivi, l’organizzazione R&A Italy Event che mi ha invitato e il mio produttore Davide Bonavita che mi ha permesso di essere qui stasera, con tutti voi. Ciao un bacio da Chiara D'Amico. Soddisfatti dei risultati ottenuti, incontriamo gli artefici dell’evento, la R&A Italy Event di Renzo D’Ambra e Antonietta Canazio, protagonisti d’innumerevoli spettacoli, eventi e concerti fatti nel rispetto della comunità italiana del posto, tanto per citarne uno quello con Mauro Nardi, oltretutto però da una mano ai giovani dando loro l’opportunità di registrare brani e di esibirsi nei loro molteplici eventi. A loro dunque, chiediamo un commento finale. Mi complimento principalmente, pubblicamente e con cuore con la mia socia Antonietta Canazio, una grande donna, una grande manager di elevato carattere teatrale, molto creativa e idealista…” ci dice il fondatore dell’organizzazione Renzo D’Ambra “…vedo inoltre che non ti sfugge niente Angela e questo mi lusinga. È vero, amo anch’io aiutare i giovani, perché mi rispecchio in loro e credo in loro, a maggior ragione ho anche una discografia, la D’Ambra Records, dove i giovani ambiziosi possono avvicinarsi al fascino della musica e canto. Permettimi Angela di precisare inoltre che: noi giochiamo su un punto molto delicato, riguardo il Made in Italy. Abbiamo un modo di creare e inventare gli eventi. Degli altri ben vengano, l’importante però che si fa in un modo pulito, se ad esempio faccio il giornalista oggi, non è che domani faccio il meccanico, questo non funziona! Quindi, bisogna portare avanti questo Made in Italy in un modo pulito e corretto, come ben chiaro resti per gli altri che un domani si svegliano e vogliono organizzare. Ti ringrazio Angela che con la tua emittente TeleVideoItalia.net e attraverso il Corriere d’Italia per cui scrivi, ci avete e continuate con tuo marito Dino ad onorarci con la vostra presenza nei nostri eventi.” “Con Renzo D’Ambra ci conosciamo da una vita e un giorno, fuori porta, mi propose di fare parte del suo clan artistico…” ci spiega Antonietta Canazio. “Oggi, con piccoli passi e tanti sacrifici siamo arrivati in quello che ci circonda e non é poco. Mi riallaccio al discorso di Renzo D’Ambra, ed è giusto come ha detto lui, noi italiani all’estero siamo quelli là, gli ambasciatori in giro per il mondo che portano la cultura e il Made in Italy e in questo caso noi lo portiamo attraverso la canzone, i concerti, gli spettacoli teatrali e tutto quello che gira attorno all’organizzazione. Quindi, come ha detto Renzo, noi facciamo in modo che il Made in Italy venga veramente rispettato e seguito in modo giusto. Siamo piccoli organizzatori, diciamo una piccola azienda familiare, però facciamo tutto noi, abbiamo il nostro staff e comunque di tutto e di più e quindi ci sentiamo, sí, dei piccoli organizzatori rispetto ad altri grandi, pur sempre però efficaci nell’organizzare in un modo pulito e rispettoso. La serata danzante è proseguita in ultimo con il duo locale Luis and Stefy. Ebbene sì, in quest’ultimo periodo, stiamo assistendo al ritorno di bellissimi spettacoli musicali e teatrali e tornare a “ridere” è un toccasana per tutti. Grati per l’attenzione e la piena disponibilità avuta dagli artisti Icona della comicità italiana Arteteca Monica & Enzo, dalla cantante Chiara D’Amico e il suo produttore Davide Bonavita, come l’accoglienza e l’ospitalità avuta dall’organizzazione R&A Italy Event di Renzo D’Ambra e Antonietta Canazio e non per ultimo l’ottima cucina della Pizzeria Trattoria Capristo, dove l’intero staff è stato ospitato con eccellenza, a tutti loro va il nostro doveroso plauso e immenso rispettato. Il servizio televisivo redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production e visibile sui siti ufficiali di televideoitalia.net/intervistelive e corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Insieme con Maria Grazia Cucinotta MARIS malattie reumatiche

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Esce oggi su tutte le piattaforme digitali il brano e il video di “Insieme” con la sentita partecipazione di Maria Grazia Cucinotta, testi e musica di Raffaele Viscuso, interpretata dal Maris’ Chorus diretto da Grazia Alonso formato dai giovanissimi Asia Bivona, Nicole Santonocito, Federico Ragusa, Alessio Coppola, Martina Isaia, Gloria Ciraulo. Insieme nasce dalla volontà dell’Associazione MARIS, Malattie Reumatiche Infantili Sicilia, di dare voce e risposte ai bambini e i ragazzi che soffrono di queste patologie. La MARIS, costituitasi nel 2012, è un’organizzazione di volontariato impegnata a far sì che ognuno dei piccoli pazienti abbia un trattamento sanitario ottimale, possa avere una vita normale e integrata nella società. L’Associazione supporta il Centro Regionale di Riferimento di Prevenzione, Diagnosi e Cura delle Malattie Rare Reumatologiche del Bambino, afferente l’UOSD di pediatria ad indirizzo reumatologico di cui è responsabile la dott.ssa Patrizia Barone - AOU Policlinico G. Rodolico San Marco di Catania che in qualità di vicepresidente, insieme alla presidente, avv. Patrizia Cavallaro sono cofondatrici della MARIS. Testimonial è l’attrice Maria Grazia Cucinotta, da sempre sensibile a tematiche sociali e sostenitrice della MARIS. “Io ci sono e tu?” è la sua adesione spontanea e generosa al progetto: “Sono stata felice di dare il mio piccolo contributo all’importante missione della MARIS a sostegno delle malattie reumatiche infantili. Nessuno di noi può sottrarsi a queste responsabilità e il non sentirsi soli, ma parte di un Insieme, può fare la differenza per i piccoli pazienti e per le loro famiglie. Ed io ci sono, voglio esserci”. Maria Grazia Cucinotta La dottoressa Patrizia Barone, ripercorrendo le fasi salienti della sua carriera lavorativa dichiara: “La volontà e la determinazione per il miglioramento del percorso assistenziale dei miei piccoli pazienti non mi sono mai mancate. La Maris mi ha supportata e sostenuta, insieme abbiamo affrontato ostacoli che sembravano insormontabili... e tanti ancora ne supereremo, ne sono certa. Non sono disposta a mollare: i miei bambini avranno un centro sempre più all'avanguardia e potranno curarsi senza doversi spostare, accanto ai propri affetti più cari”. La presidente Patrizia Cavallaro conclude: “Mi sono resa conto, nel 2012, anche su input della dr.ssa Barone, che i bambini affetti da patologie reumatiche nella nostra Regione erano poco o nulla rappresentati e che avevo il dovere, in primo luogo, come genitore e come cittadino di dar voce ai loro bisogni di salute. Così è nata la MARIS”. Una missione per la quale l’Associazione decide di affidarsi al potere della musica per rafforzare il proprio messaggio, coinvolgendo l’autore Raffaele Viscuso che dichiara: “Ho accolto con entusiasmo l’idea di scrivere una canzone e dare un contributo all’impegno dell’associazione. Insieme tocca ogni aspetto della malattia non solo le difficoltà motorie, le limitazioni che hanno i bambini nel correre come tutti gli altri, ma anche il tema importante dell’inclusione. Il ritornello dice “vieni con me insieme si può” condensando in poche parole l’importante missione della MARIS. Dal punto di vista musicale, la linea melodica è volutamente semplice per rappresentare al meglio il loro mondo e per la stessa ragione, è cantata da bambini e ragazzini per sottolineare che sono loro ad essere colpiti da queste patologie che normalmente si pensa riguardino solo gli adulti. I più grandi cantano vieni con noi, perché sono già passati attraverso le difficoltà che i più piccoli dovranno affrontare e l’invito è quello di non sentirsi soli, perché Insieme si possono superare gli ostacoli insidiosi che queste patologie seminano nella vita di tutti i giorni, regalando la speranza e la voglia di superarli”. Il video clip realizzato da Emily Gallé, è un vero girotondo di emozioni con bambini più grandi che prendono per mano i più piccoli e corrono ritrovando la spensieratezza e la gioia che spesso a chi viene diagnosticata una malattia infantile reumatologica cronica, a volte anche rara, viene negata. Immagini e note alle quali viene affidato il compito davvero importante di diffondere la speranza che l’Associazione costituita da volontari, tra medici, operatori sanitari e persone sensibili alle problematiche dei piccoli e giovani pazienti, costruisce giorno dopo giorno. Ad oggi le componenti del direttivo sono la presidente A.M. Patrizia Cavallaro, la vicepresidente Patrizia Barone, con Teresa Caruso, Daniela Cavallaro, Maria Klara Giuffrida e Rosalinda Marino che dichiara: “Mia figlia è affetta da una patologia reumatica cronica e da 8 anni vivo con lei questo incubo. Far parte della MARIS e contribuire attivamente dedicando tempo ed energie è, per me, un atto d'amore ed allo stesso tempo un dovere genitoriale e sociale. Un atto d'amore non solo per mia figlia, ma per tutti i bimbi che, come lei, devono affrontare quotidianamente sfide più grandi di loro. Un dovere per non lasciare che le cose vadano come devono andare, ma fare tutto il possibile perché vadano al meglio. Ricordo con precisione la risposta ad una mia domanda: "Dottoressa, devo preoccuparmi?". La risposta fu: "Non deve preoccuparsi, ma dovrà occuparsene." Ecco, per me far parte dell'Associazione è anche questo: occuparmi di mia figlia!” Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • la missione San Giuseppe di Karlsruhe vive i valori di una Pasqua ebraica

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. In un clima di serenità la comunità italiana San Giuseppe di Karlsruhe mercoledì 5 aprile si è radunata nel rinomato Ristorante Trattoria Da Giovanni, per una “Seder haggada Pesah”. É una cena speciale, un rito fatto da gesti antichissimi come fece Gesù, radunandosi nell’ultima cena. Il rito, ancora oggi, si divide in quattro parti determinate da quattro coppe di vino, che si bevono durante ogni singola parte. Nel celebrare il Seder, si legge anche l'Haggadah, una forma di narrazione che racconta la storia degli Ebrei, accompagna il rituale della Pasqua e racconta in particolare l'uscita del popolo ebraico dall'Egitto. Ospiti all’evento liturgico, organizzato dalla MCI San Giuseppe di Karlsruhe, parliamo con il loro reverendo Padre don Waldemar Massel, che dopo aver officiato una breve liturgia della riconciliazione, ha introdotto la collettività presente alla cena Ebraica accendendo le candele della Menorah, il rituale candelabro ebraico dalle sette fiamme (braccia che ricordano i sette giorni della creazione), poi si è seduto a capotavola, come Gesù ha fatto con gli apostoli nel cenacolo a Gerusalemme, radunandoli a sé. Durante la cena il presule, ha spiegato in modo semplice ed esaustivo, attraverso anche la proiezione d’immagini, le tradizioni ebraiche legate a questa cena e le seguenti portate che l’hanno compagnata. Dino e Angela, è un piacere rincontrarvi anche in quest’occasione di catechesi eucaristica fatta sull’ultima cena di Gesù, la cena pasqua ebraica, detta Haggada…” ci dice padre Waldemar “…le nostre origine cristiane provengono dalla religione e fede ebraica. Gesù era ebreo, si è sottomesso alla legge ed Egli, festeggiava anche tutte le feste giudee ebraiche e così anche la Pasqua. Noi parliamo dell’ultima cena di Gesù ma tante volte noi non conosciamo la Pasqua ebraica. Ovviamente, questa, non è una mia invenzione. Quando venni nella diocesi di Civita Castellana, con questa catechesi, m’incontrai in tantissime parrocchie il giovedì sera. Là, dopo la messa della cena Domini, facevano questa cena ebraica per spiegare ai parrocchiani da dove è nata la Santa Messa, in che contesto Gesù prese il pane e poi il vino, com’era questa cena, questa Pasqua. Ecco, durante la Messa si dice: e dopo la cena prese il calice…, è un rito, questo calice Gesù l’ha benedetto come il sangue suo. Qui, nella missione a Karlsruhe, è il secondo anno che lo facciamo. Il celebrare la Pasqua, rievocando la storia, è sempre un momento particolare. Come ha accolto la sua comunità questa proposta, di celebrare la cena ebraica? L’anno scorso eravamo in quattordici, era una novità e ho preferito proporlo al consiglio pastorale. Adesso, il numero di partecipanti è raddoppiato. Siamo in ventinove. Vedo che è stata apprezzata la mia proposta. È una cosa bella questa. Questa forma di catechesi, quest’anno, l’ho ampliata anche a coloro che si preparano alla cresima. Oggi siamo un bel gruppetto riunito Da Giovanni per questa cena ebraica e che gentilmente ha acconsentito ad aprirci, nel loro giorno di riposo. Peraltro, anche il loro figlio, si sta preparando alla cresima e quindi, è stato un modo particolare e originale per approfondire la catechesi. Perché alla stragrande maggioranza di persone che conosce nel rito cattolico il lavare dei piedi, lei padre, ci porta a conoscenza il lavare le mani? Devi sapere Angela che, nella cena ebraica, c’è anche questo rito. Gli ebrei facevano abluzioni, prima di mangiare un pasto e “Gesù”, essendo capotavola, per primo si lava le mani e passa con una bacinella e l’asciugamano per far lavare le mani agli altri che siedono a tavola. Gesù ha fatto inoltre il successivo gesto che dici, ha lavato i piedi. Un segno di grande umiltà, poiché soltanto i servi lavavano i piedi ai padroni, ed ecco che così facendo “Egli” ha voluto dare questo grande esempio, per dire: dovete lavare i piedi, così come servire gli uni agli altri. Così facendo, nella messa cena Domini del giovedì, le persone conoscono e comprendono anche meglio la nostra messa, il rito e i suoi segni che hanno un preciso significato e collegamento anche con la fede ebraica. Diversamente, il tutto sembrerebbe accampato in aria e rimarrebbe incompreso. Padre Waldemar, oggi porta a conoscenza alla comunità del posto anche particolari accessori e indumenti rituali ebraici: il Kippah, la Menorah e il Talled, o detta in chiave moderna Tallit, cosa sono e qual è la loro funzione? Sì, questo che le mostro è un Kippah, un copricapo circolare simbolo che contraddistingue un ebreo, usato per obbligo dagli Ebrei maschi. Lo usano e camminano sempre, con il capo coperto, anche per le liturgie. In alcuni, vediamo che hanno il cappello. Poi questo che vede è la Menorah, un candelabro. Ce ne sono di diversi comunque. Questo che vede ha sette braccia, mentre altri ne hanno in tutto nove. È per diverse feste, perché ogni giorno si accende una candela. Questa nel mezzo è la candela di “aiuto” della quale si depone accesa. Anche noi abbiamo sui nostri altari queste candele. Una volta cerano tre candele nel lato destro, tre nel lato sinistro e poi si metteva anche il cero pasquale etc. e la settima, che è Gesù Cristo. Tutt’oggi lo vediamo ancora in alcuni altari antichi, tre da ambo i lati e in mezzo il “tabernacolo” che come detto è la settima candela, Gesù Cristo. Questo numero non è a caso, è numerologia, è un segno tra gli ebrei, molto importante. Quest’altro che le mostro invece, è il Talled o Tallit. Questo peraltro è proprio originale, l’ho acquistato a Gerusalemme e non è una tovaglia, bensì è come uno scialle, che gli ebrei lo indossavano per fare la preghiera nel tempio. Noi cattolici invece abbiamo una cosa simile che indossiamo per la preghiera, si chiama stola, che è il segno indistinguibile del sacerdote. Padre, perché propone proprio oggi questo particolare incontro, ai suoi parrocchiani? Perché, é proprio oggi che gli ebrei festeggiano l’inizio della Pasqua. Certo, noi non siamo ebrei e non facciamo la Pasqua ebrea ma ritengo che sia istruttivo spiegare questo rito di catechesi, del perché e cosa consiste accendere ogni giorno una candela e posarla sulla Menorah. È accompagnata ogni volta da una preghiera di benedizione, che si pronuncia in ebraico e che io oggi ho fatto in italiano, per semplificare il linguaggio d’intesa ai presenti. Abbiamo mangiato questa cena simbolica, mi spiega il valore e cosa consiste questa portata ebraica? Sì, la prima parte è quella liturgica, così come noi facciamo la messa e poi si va a mangiare. Loro adesso non hanno il tempio, perché è stato distrutto. All’epoca, il mattino, si portava l’agnellino e si sacrificava nel tempio. Poi si preparava questa Pasqua a casa, dove si mangiava e si svolgevano tutte le preghiere. Come hai visto Angela, abbiamo preparato un libretto, dove ci sono scritte diverse fasi e che, come anche voi avete avuto modo di seguire e documentare con le vostre telecamere, noi abbiamo seguito questo rito trascritto sul libricino, consumando le diverse pietanze. Si è partiti preparando la tavola, con l’aiuto delle mani esperte del team del locale di Giovanni Verga. Dopodiché, ci hanno servito le diverse pietanze concordate, come ad esempio: il sedano e un uovo sodo, segno simbolo della vita. L’agnello, simbolo della Pasqua e che ricorda il sangue versato sugli stipiti e che è stato salvezza per i figli degli ebrei. Il charoset, una miscela di mele e carote, parte importante del pasto servito nella Pasqua ebraica, perché ricorda il mortaio e l'argilla usati dagli schiavi israeliti in Egitto, per costruire i mattoni e a sua volta le piramidi e non solo. Poi c’è l’acqua e sale, che ricorda le lacrime che loro hanno versato quando erano nella prigionia. Seguito da diverse preghiere c’è un “azzimo” un pane non lievitato, che ricorda quando sono fuggiti dall’Egitto in fretta, senza avere il tempo di far lievitare la pasta. Le verdure amare, che ricordano l’amarezza dell’essere schiavo. Le quattro coppe di vino, simbolo della gioia della libertà ritrovata. Come avete notato, ogni volta, si è bevuto con il braccio destro appoggiato in modo obliquo sul tavolo, perché segno di uomo libero. Proprio come facevano i romani, quando bevevano coricati, per la stessa ragione. Tutto ha un segno, ed è questo lo scopo specifico di questa “cena Pasqua ebraica” e la catechesi eucaristica della quale continuo a proporlo ogni anno, anche nella nostra Missione, affinché ogni anno che viene, aderiscono sempre piú numerosi, a questo costruttivo incontro storico Da questo incontro dimostrativo, di tradizione pasquale ebraica, cosa si auspica dai suoi parrocchiani? Mi auspico che possa crescere la consapevolezza della nostra fede e anche della partecipazione dell’eucarestia. Desidero che capisca, desidero proporre, desidero che la gente non rimanga ignorante, perché poi, un ignorante si può governare più facilmente. Desidero che le persone siano libere di scegliere e che i riti non siano scambiati per "riti magici di uno sciamano". Ecco, questo è il mio obiettivo, aiutare le persone veramente, di conoscere la nostra fede, conoscere Cristo e anche i riti che sono nella chiesa, per vivere più consapevolmente la propria fede e fare consapevolmente le scelte della propria vita. Affinché, uscendo dalla chiesa, abbia visto abbastanza, sia consapevole e gli sia data la possibilità di approfondire la fede, ed essere libero di dire: “no, io non ci credo e abbandono” oppure dire “Signore ti ringrazio, che io ancora riesco a vivere la mia fede più profondamente e non per tradizione, solo perché i miei genitori mi hanno portato in chiesa o per qualche motivo legato alla chiesa, etc." No, in questo modo, non fa e non ha nessuno effetto. Io non sono un governatore ma sono solo uno strumento, come ho scritto anche nell’immaginetta della mia prima messa, che conta oggi trent’anni: “il Signore fa di me uno strumento della tua pace e del tuo amore” come anche le parole di Papa Benedetto XVI, quando è stato eletto, che diceva: “io sono qui, povero operaio nella vigna del Signore”. Padre, ringraziandola dell’invito e salutandola, vuole fare un augurio alla sua comunità pastorale? Sì, l’augurio che faccio a tutti i miei parrocchiani della Missione Cattolica Italiana San Giuseppe di Karlsruhe, è lo stesso che ho fatto la domenica delle Palme, quando ho messo a confronto diversi personaggi della Passione di Gesù e cioè: di essere come Pilato che, prima di giudicare una persona, voleva conoscerla e capire se era con o contro Gesù. Infatti, la storia stessa narra che lui se n’è lavato le mani e lo ha lasciato giudicare al popolo, evidentemente perché, non vedeva chiaro crocefiggere una persona senza capirne il vero perché. Secondo, di avere questo coraggio di vivere la propria fede come “Veronica” che: vedendo un povero uomo che soffriva e portava la sua croce, incurante di cosa diceva la gente e di essere in qualche modo contaminata e criticata, gli è corsa incontro e gli ha asciugato il viso e quest’uomo… “Gesù”, ha ricambiato il suo gesto di amore, lasciandole impresso sul telo l’immagine del suo volto. Ecco, chiedo di essere coraggiosi quindi, di mettere in pratica il comandamento di amore verso il prossimo, senza scrupoli. Vi benedico Dino e Angela, ringrazio sempre la presenza con la vostra emittente TeleVideoItalia.net e attraverso te anche quella del Corriere d’Italia per cui scrivi, per avere impreziosito questo momento di aggregazione. Ogni gesto e momento di questa cena pasquale ebraica, ha un significato importante e tutti i presenti hanno celebrato questo rituale con attenzione, osservando ogni dettaglio con compostezza, entusiasmo, emozione e grande riflessione. Unanime è stato lo stare bene insieme e di avere condiviso in piena armonia con il loro presule, don Waldemar Massel, questo frammento di storia celebrativa pasquale ebraica. Buona Pasqua, da tutti noi della Missione Cattolica Italiana San Giuseppe di Karlsruhe. Giunti al termine, tra i saluti echeggiano le immagini, i canti ebraici e i tanti volti sorridenti con il quale abbiamo condiviso questa nuova e costruttiva esperienza. É così che gli ebrei festeggiano la Pasqua, come altresì oggi noi chiamiamo “Pasqua” quei giorni di festa, in cui ricordiamo che: nostro Signore ci ha amato fino alla fine e quindi "Egli", ha dato un significato nuovo alla Pasqua. La nostra Redazione TeleVideoItalia.net ringrazia la calorosa accoglienza, impeccabile ospitalitá, attenzione e collaborazione avuta come sempre dalla comunitá cattolica italiana San Giuseppe di Karlsruhe e dall'intero consiglio pastorale della Missione. Il servizio televisivo redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo e visibile sui siti ufficiali di televideoitalia.net/intervistelive e corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

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