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- Pforzheim celebra la Santa Cresima nel giorno di Pentecoste con Mons. Michael Gerber
Si è tenuta Sabato 14 Maggio presso la Barfüßerkirche di Pforzheim la celebrazione eucaristica della Santa Cresima. Il grande evento è stato presieduto dal Vescovo ausiliare di Friburgo Sua Ecc. Mons. Dr. Michael Gerber. Indescrivibile è stato l'emozione tra i fedeli del posto, i cresimandi e lo stesso p. Maria Arokiadoss Antonyraj, comunemente conosciuto p. Rocky della Missione Cattolica Italiana di Pforzheim. Efficaci le parole di Mons. Dr. Michael Gerber quando nella sua omelia ha ricordato a tutti i cresimandi che lo Spirito Santo viene sempre in aiuto nella nostra vita, tuttavia, non basta riceverlo. Ogni giorno dobbiamo richiederlo, desiderarlo ardentemente nel nostro cuore e avere sete di questo dono immenso che nostro Signore fa a tutti. Dobbiamo riconoscere che senza lo Spirito Santo non possiamo far nulla e in questo momento prezioso, dove lo Spirito ha effuso i suoi doni in abbondanza, ricordatevi che anche “oggi” è la vostra Pentecoste. Mons. Michael Gerber ha posto l’accento e li ha esortati a vivere lo spirito della Pentecoste lasciandosi guidare dallo stesso che è paracleto, è difensore, è l’avvocato che non perde mai. Ha preso spunto infine dalla seconda lettura per dire che ci sono due frutti: quelli che vengono dalla carne e che conducono all’infelicità, quello che viene dallo Spirito che li conduce, se si lasciano guidare, alla realizzazione della felicità vera. A ricevere il sacramento della confermazione direttamente dalle mani del Vescovo Mons. Dr. Michael Gerber affiancato da p. Rocky sono stati diciotto creimandi: Azzellini Massimiliano, Capanna Luca, Carrara Antonio, Carrara Gabriel, Catania Adriana, Curto Maria Giovanna, Curto Vincenzo, Domicoli Luigi, Domicoli Simone, Esposito Carmine, Mastromatteo Angela, Mastromatteo Incoronata, Mongitore Marco Vincenzo, Nigriello Diego, Perrone Leonardo, Pitarrese Agata, Pitarrese Francesco, Ruccia Tiziana Maddalena. Il momento più importante ed emozionante è stato naturalmente l’unzione con il Santo crisma in cui i cresimandi sono diventati i futuri testimoni della fede in cui credono. In una chiesa particolarmente piena e raccolta, la partecipazione straordinariamente composta dei fedeli, i canti eseguiti minuziosamente dal gruppo della Missione Cattolica Italiana di Pforzheim e i movimenti ecclesiali tra questi il Rinnovamento nello Spirito, ha reso l’evento unico in tutte le sue forme. É stato un incontro tra il popolo di Dio e nostro Signore Gesù Cristo. L’omaggio floreale offerto in segno di gratitudine dai cresimandi a Mons. Dr. Michael Gerber e a p. Rocky accompagnato da un affettuoso applauso ha chiuso la liturgica manifestazione. Dopo la Santa messa Sua Ecc. Mons. Dr. Michael Gerber ha ringraziato la nostra presenza, la discrezione con cui le nostre telecamere si sono mosse durante l’omelia e l’interesse che abbiamo in generale verso le comunità italiana emigrata nel divulgare tali eventi spirituali. Un grazie particolare lo faccio a p. Rocky, ha aggiunto Mons. Dr. Michael Gerber. Avere dei sacerdoti anche guanelliani nella comunità è molto importante e sono felice di avere fratelli e confratelli con cui viverci spiritualmente. A distanza di duemila anni il giorno della Pentecoste oggi è sempre un grande evento e una realtà per questi giovani. Mi auguro che nel loro cuore questa benedizione gli dia la forza di essere testimoni del vangelo e di stabilire relazioni profonde. Siamo in comunione con Cristo, anche se noi non vediamo lui. A tutti fedeli, a quelli che sono stati presenti all’omelia e a chi seguirà e leggerà questa mia intervista, va il mio più grande augurio di potere fare un’esperienza con Dio. Perché Dio è con noi. É con voi. É con tutti, anche nei momenti particolari e più difficili. Particolarmente emozionato p. Rocky ha ringraziato Mons. Dr. Michael Gerber per avere accolto il loro invito. La sua presenza nella nostra comunità e l’avere conferito il sacramento ai nostri giovani ci ha onorato davvero tanto. Riceverlo inoltre proprio dalle mani di un vescovo così giovane non può altro che fare nascere in loro l’ispirazione di continuare a testimoniare con coraggio e fermezza la parola di nostro Signore, Gesú Cristo, così come anno fatto anche i suoi discepoli. Sono stati mesi intensi di preparazione ma il risultato raggiunto lo dobbiamo soprattutto alla complicità avuta dai membri della Missione Cattolica Italiana di Pforzheim, ha detto p. Rocky. Ad incominciare dalla segretaria della nostra missione Tina Marsella attenta nelle pratiche burocratiche e non solo. Le coriste Tiziana ed Enza Di Naro, Messina Enza, Amella Francesca. L’organista Vincenzo Amella che ha guidato i canti. Il chitarrista Nino Carrara che ha curato anche la parte organizzativa e la designazione dei posti dei fedeli in chiesa. Antonio Trovato che cura minuziosamente da 26 anni la preparazione del nostro altare e non solo. La catechista Michela Carrara che con la preparazione fatta ai cresimandi, ha permesso non solo di conoscersi ma anche di pregare insieme per crescere in un’amicizia e in una fede, pregustando così i frutti dello Spirito nella gioia, nella pace e nell’amicizia rafforzando l’unione di questo piccolo gruppo di discepoli. Un saluto caloroso va al nostro predecessore padre emerito Don Santi Mangiarratti, che ogni tanto ci viene pure a trovate, perché noi stiamo solo continuando a edificare e a migliorare le basi che lui ha creato e che ci ha lasciato con grande umiltà come solo un fratello sa fare. Grazie di vero cuore a tutti a nome anche di p. Wieslaw Baniak che, anche se in questo giorno particolarmente importante si è dovuto assentare per dare un sostegno a un’altra comunità bisognosa, spiritualmente lo abbiamo avuto ugualmente accanto. Del resto, ha terminato p. Rocky, siamo qui per questa e unica ragione: andare ovunque ci sia bisogno della nostra presenza, della nostra parola, del nostro conforto e del nostro amore spirituale. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con gli studi della SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Gli 85 anni di un uomo straordinario, Carlo Pedersoli, per tutti Bud Spencer
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Sono passati due anni da quando il popolarissimo attore Carlo Pedersoli, in arte Bud Spencer, in occasione della sua visita a Pforzheim per promuovere un suo libro, mi diede l’onore di poterlo intervistare in esclusiva per la nostra emittente TeleVideoItalia e per il Corriere d’Italia per cui scrivo. L’emozione di rincontrarlo, in occasione del suo ottantacinquesimo compleanno, resta incontenibile. Vi ripropongo la sua storia e il fatidico incontro con i due miti divisi a metà tra lo sport e il grande set, Carlo Pedersoli e Bud Spencer. Carlo Pedersoli é nato a Napoli il 31 Ottobre del 1929. Ama suonare la chitarra, é tifoso laziale, ama Napoli, è molto superstizioso tanto quanto tenace. Si trasferisce a Roma e contemporaneamente iscritto all'Università di Roma, alla facoltà di Giurisprudenza, intraprende la disciplina olimpionica nelle categorie giovanili di pallanuoto e di nuoto. Partecipa anche a diversi Giochi del Mediterraneo ed Europei, dove si distingue come ranista diventandone nel 1945 campione italiano. Nel 1952 ad Helsinki, gareggia alle Olimpiadi per i colori italiani. Nel 1953, nel ruolo di centroboa nella Nazionale Italiana di Pallanuoto contribuisce alla vittoria dell'Italia contro la Spagna. Nel 1956 vince il Campionato di pallanuoto con la S.S. Lazio, segnando due reti nell'incontro decisivo contro il Camogli. 1958 a Melbourne per i nostri colori italiani é il primo italiano a scendere sotto il minuto nei 100 metri stile libero e ad infrangere la barriera del minuto netto. In proposito Carlo Pedersoli dice: “È stupendo quello che si prova nel partecipare alle Olimpiadi, Angela. Esse rappresentano per me quello che milioni di persone non potranno mai fare e questo è un dispiacere enorme.." mi dice. "Io per andarci ho rinunciato a tre lauree, la Chimica, la Giurisprudenza e la Sociologia. E' un privilegio per pochissime persone, ed io ne sono davvero fiero. Ai miei tempi, essere pallanuotista, era un piacere. L’ho iniziato coltivato e portato con me nella vita. Il mio ricordo più bello risale a quando a Shanghai, la Nazionale divenne campione del Mondo ed il Presidente della FIN, pur non essendo stato io campione ma solo un azzurro della Nazionale, mi regalò ad honorem un quadro con le “medagline” d'oro di quella vittoria. Proprio come se avessi partecipato. Questo gesto mi ha commosso veramente molto”. Nello stesso anno 1958 Carlo Pedersoli lascia però l'Italia e si trasferisce in Venezuela. Lavora a un progetto della Panamericana, la strada che attualmente collega Panama a Buenos Aires. “Non nascondo quanto ho davvero pianto per mia Madre Patria” mi sottolinea. Bud Spencer é divenuto invece celebre attore italiano grazie ai suoi film girati in coppia con Mario Girotti, in arte Terence Hill. "Dio perdona, io no" è il primo film girato dalla coppia quale li proclama in seguito le due Star a livello internazionale più amate dal pubblico e che li ha resi infinitamente celebri in questo genere di produzioni. “Sai, il soprannome Bud Spencer…" mi rivela Carlo Pedersoli "…l’ho scelto in onore di “Spencer Tracy” un mio idolo e per una birra preferita”Budweiser”. Distinguo inoltre due tipi di successo: il primo quello che ho avuto nel cinema che è mio e non me lo leva nessuno, piú quello che ho avuto nello sport e che mi ha insegnato i valori della vita. Il secondo è quello che il pubblico ha deciso di darmi e che mi ha permesso di fare 120 film". Pur essendo cinematograficamente impegnato, Carlo Pedersoli porta avanti ugualmente alcune passioni, ad esempio la musica. Scrive non solo per Nico Fidenco e per Ornella Vanoni ma scrive diverse colonne sonore e alcune canzoni per "Lo chiamavano Bulldozer" dove una viene da lui stesso interpretata durante il film. Nel 1975 abbraccia un’altra sua grande passione, il volo. Consegue la licenza di pilota di elicottero per l'Italia, la Svizzera e gli Stati Uniti e prende inoltre il brevetto per i jet. Anteprima il brevetto però, il primo volo effettuato da Carlo Pedersoli fu sul set di “Più forte ragazzi!” e lo racconta così: “Dopo aver visto in diverse scene lo stuntman-pilota effettuare le manovre, su mia iniziativa, lasciai tutti di stucco spiccando il volo con l'aereo manovrando i comandi da solo e senza aiuti. Ricordo il terrore del produttore in quei momenti. L'atterraggio "a quaglia" quello insomma effettuato a "balzi" sulla pista fino a fermarsi. Fortunosamente riuscì.” Nel 1979 Carlo Pedersoli riceve il premio Jupiter come star più popolare in Germania. Nel 1981 è tra i soci fondatori della compagnia aerea Mistral Air. Da attore drammatico, nel 2003, si impegna con il film "Cantando dietro i paraventi" di Ermanno Olmi. Nel 2005 il Comune di Civitavecchia gli attribuisce il Caimano d'Oro "per la sua carriera di nuotatore e per essere rimasto sempre vicino a questo sport, anche quando è diventato un attore affermato e conosciuto in tutto il mondo. Nel gennaio del 2007 la Federazione Italiana Nuoto, concede a Carlo Pedersoli i brevetti di Allenatore di nuoto e pallanuoto e viene iscritto all'Associazione Nazionale Tecnici di nuoto. Nel 2010 riceve il David di Donatello alla carriera. Da poco ha terminato di girare un film dal titolo "Uccidere è il mio mestiere", una produzione tedesca, dove interpreta il maestro di un assassino completamente cieco. Dunque ricapitolando maestro, attore Bud Spencer e sportivo Carlo Pedersoli. Quali meriti vanno attribuiti? “C'è grande differenza tra la parola sport e cinema, cara Angela. Io ho creato solo per caso il personaggio che tutti amano. L'attore prima di farlo ha studiato, ha fatto delle accademie, si é sacrificato per imparare il dialogo e le note dell'attore. Io non l'ho fatto. Bud Spencer è un prodotto del pubblico. Tutti, nella vita, vorrebbero essere lui. Dare un pugno in faccia a chi ti costringe sottometterti. Allora ecco Bud Spencer che arriva e risolve senza volgarità i problemi creati dai cattivi..." non ti sto annoiando vero Angela, dubbioso mi chiede il maestro Pedersoli, ed io prontamente gli rispondo: no maestro, assolutamente, starei ad ascoltarla all'infinito e non solo per il novero che mi sta regalando con la sua attenzione. "...io e Terence Hill, l’uomo nonché il personaggio che ha condiviso con me il successo, rappresentiamo una copia del cinema muto e gestuale di Buster Keaton e Charlot, Stan Laurel e Oliver Hardy. Loro attraverso la comicità tuttora fanno ridere e riflettere il mondo intero, senza parlare. Lo sport è un'altra cosa, perché anche l'uomo più antipatico e odioso ma che è un campione, è e sarà sempre lì e bisogna rispettarlo per quello! Carlo Pedersoli legge quello che ha fatto di puro da sportivo e sa che è proprietà sua”. Ferma restando sull’argomento sport, Carlo Pedersoli in proposito la pensa cosí: “Il denaro purtroppo è dovunque. I giocatori stranieri, in pallanuoto come anche nel calcio e comunque, la fanno padrone. Quando io divenni campione italiano del nuoto a rana, parlo del 1943, avevo appena 16 anni. I soci della società “Galleggiante sul Tevere” pur essendo "junior" mi regalarono l'accappatoio facendo una colletta. Quello era sport! Noi andammo alle Olimpiadi del '52, fino in Finlandia, in treno, viaggiando nelle carrozze di legno, di notte, perché non c'erano i soldi per pagare gli alberghi. Quello è sport! Non quello di oggi. Se potessi, cancellerei tutto ciò che ha determinato la nuova essenza dello sport che oramai… è diventato solo spettacolo. Per ultimo ma non perché ultimo, concludo dicendo che: forse non tutti sanno che Carlo Pedersoli firma i suoi autografi tradizionalmente solo con “Bud” e che il “Bud Spencer “ per intero è solo per un numero ristretto di libri da collezione. Nel salutarci, mi aveva promesso che avrebbe autografato a mio figlio un suo libro, visto che a me aveva regalato e la definisco piú "una perla rara della sua saggezza" oltre a un'indelebile intervista. Ho potuto costatare, tra gli innumerevoli pregi che ha, che oltre ad essere straordinariamente umile, é anche un uomo di parola. Grazie Carlo Pedersoli da parte mia per la sua umile attenzione e per il novero autografo “Bud Spencer“ che oggi ci hai regalato e ancora tanti auguri di Buon Compleanno sia da parte mia e della mia Redazione TeleVideoItalia Angela Saieva, sia dal Corriere d’Italia. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- al Festival di Castrocaro vince Ethan Lara. La diretta su Rai Uno e Raio Rai due
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. La giornata di lutto nazionale non ferma la prima serata del concorso di canzoni e la Finalissima del 59esimo Festival di Castrocaro Voci nuove volti nuovi Sabato 27 Agosto è andata in diretta in prima serata su Rai Uno e su Rai Radio due, dove ha visto in azione la rosa dei dodici finalisti: Vittoria Tampucci, Anastasia Pacilio, Tomas Tai, Christian Riccetti, Luce Gamboni, Anna Guerra, Francesca Notarfrancesco, Lucia Golemi, Andrea Tortolano, Nicole Stella, Rosa Chiodo e il vincitore Ethan Lara di diciotto anni, originario di Firenze. L’esibizione dal vivo con cover e brani inediti è stata accompagnata dall’orchestra diretta dal Maestro Stefano Palatresi mentre la conduzione quest’anno è stata affidata all’inedita coppia formata dall’attore e presentatore televisivo Flavio Montrucchio e da Samanta Togni, insegnante di danza e volto storico del grande successo televisivo Ballando con le stelle. Le dodici promesse della musica italiana sono state valutate da una Giuria formata da Mara Maionchi, discografa di grande esperienza e che non ha perso occasioni nel dire la sua in diverse occasioni, Claudio Lippi e Valerio Scanu. Nella serata inevitabile è stato incontrato anche il dipartimento europa managing SDA Sanremo Eventi, la rinomata casa artistica italiana con sede a Pforzheim, in Germania. Un’organizzazione nota soprattutto nell’essere riuscita nel corso di questi ultimi trent’anni a fare aprire le porte ai nostri connazionali residenti all’estero ambiziosi di riuscita, coordinando in esclusiva selezioni di numerosi concorsi canori, cinematografici e di bellezza di chiara fama, come nel 2014 anche quella del Festival di Castrocaro. Sono dure battaglie d’intesa con le organizzazioni madri del concorso ma che alla fine ti portano a ottenere meritevoli risultati, commenta lo stesso direttore artistico della SDA Sanremo Eventi. Questo mondo artistico in generale mi appassiona o per meglio dire fa parte sicuramente del mio DNA. Forse è questa la vera ragione perché ho scelto di costruire le mie basi in Germania. Organizzare e coordinare determinate selezioni che porta a un reale scambio di cultura e origini sono gratificanti. Non potevo non essere pertanto presente anche a questa kermesse. Oltre ad un emozionante scenario ho visto grande partecipazione e complicità tra i finalisti e zero competizione. Tutti, più o meno, elementi meritevoli. Quello che mi ha colpito di più in questa serata comunque non sono state tanto le canzoni in gara ma la grande umanità, sensibilità e solidarietà rivolta ai terremotati. A mio avviso sono loro i veri vincitori, se pur solo morali, in questa edizione. Durante la serata è stata presentata l'ultima registrazione di Nilla Pizzi, scomparsa pochi anni fa, "Non sono sogni" realizzata in duetto virtuale con Kelly Joice e che è giá nelle radio dal 29 Agosto. Il premio per il brano più radiofonico è andato a Rosa Chiodo mentre per il vincitore Ethan Lara la kermesse si è trasformata in un trampolino di grandi opportunità messe a disposizione dagli organizzatori, dall’entrata di diritto nei primi sessanta concorrenti che parteciperanno alle selezioni per l'area “Nuove Proposte” del festival di Sanremo 2017 fino ad aprire già dai prossimi mesi i concerti degli Stadio ospiti d'onore al Festival di Castrocaro e vincitori dell’ultimo Festival di Sanremo con il successo "Un giorno mi dirai". Una Band che vanta una lunga carriera di successi e di collaborazioni tra i tanti con Lucio Dalla, Irene Grandi, Noemi, Laura Pausini, Patti Pravo e che rinsalda il forte e storico legame fra i due Festival canori più importanti e longevi d’Italia. La nostra Redazione TeleVideoItalia Angela Saieva e anche quella della del Corriere d’Italia è vicino al dolore di tutti i terremotati e a tutti quelli che soffrono in generale e si associa naturalmente al messaggio lanciato dalla protezione civile: il 45500. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Un giorno mi dirai… vincono gli Stadio! A sorpresa la 66esima edizione del festival di Sanremo
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Che era un Festival ben diverso dagli scorsi anni si era giá capito, da quando Carlo Conti ha preso in mano le redini del Festival, sia da conduttore come anche da direttore artistico per il secondo anno consecutivo della kermesse musicale sanremese. È dunque grazie a lui se da un paio di anni la cittá dei fiori, per eccellenza, rientra nella tradizione musicale e meno in quella politica anche perché, quest’ultima, è stata una satira dosata per tutti anche su Renzi e fatta da Giorgio Panariello e Leonardo Pieraccioni, gli amici di sempre di Carlo Conti e che a sorpresa sono arrivati all’Ariston. Del panorama comico nazionale sono venuti anche i comici Enrico Brignano, Nino Frassica, Aldo, Giovanni e Giacomo quest’ultimi hanno accettato l’invito al Festival (dopo anni di rifiutarlo) perché gli è sembrato un bel modo per celebrare i 25 anni di carriera e con l’occasione hanno devoluto l’intero cachet a tre associazioni: La grande casa onlus (cooperativa sociale) l’associazione Porto Franco (centro di aiuto allo studio) e l’Ammf (Associazione Modenese per le Malattie del Fegato). Immutata é rimasta a regnare la malattia cronica su tutto e per tutti di “madre critica” mass media e non solo ma almeno in questi due ultimi anni a questa parte la critica è ritornata alle sue vere origini e quindi ci si è concentrati nuovamente “o meglio di piú” sulla musica, sul bello o il brutto di un’interpretazione e sul modo magari piú o meno ecocentrico di fare, di dire o di vestire un cantante in gara. Ferma restando sulla gara, i venti cantanti scesi in gara con le loro rispettive canzoni sono stati: Deborah Iurato e Giovanni Caccamo con la canzone Via da qui, Noemi con La borsa di una donna, Alessio Bernabei con Noi siamo infinito, Enrico Ruggeri con Il primo amore non si scorda mai, Arisa con Guardando il cielo, Rocco Hunt con Wake Up, Dear Jack con Mezzo respiro, Stadio con Un giorno mi dirai, Lorenzo Fragola con Infinite volte, Annalisa con Il Diluvio Universale, Irene Fornaciari con Blu, Neffa con Sogni e nostalgia, Zero Assoluto con Di me e di te, Dolcenera con Ora o mai più, Clementino con Quando sono lontano, Patty Pravo con Cieli immensi, Valerio Scanu con Finalmente piove, Morgan insieme ai Bluvertigo con Semplicemente, Francesca Michielin con Nessun grado di separazione, Elio e Le Storie Tese con Vincere l’odio. In barba alla fatidica frase “squadra che vince non si cambia” Carlo Conti cambia sí squadra presentandosi in questa nuova edizione con Madalina Ghenea, Virginia Raffaele (nella parte di se stessa, dopo essere stata Sabrina Ferilli, Carla Fracci, Donatella Versace e Belen) e Gabriel Garko ( scampato miracolosamente ad un incendio ma non dalle gaffe, dalla tanta emozioni e dai fan in delirio ) ma la formula è rimasta vincente anzi, a sbancato di gran lunga gli ascolti. Si sono alternati in queste serate ospiti come Giuseppe Fiorello, Cristina D'Avena che ha cantato le sigle cult, ai Super ospiti protagonisti di medley di grande successo come Laura Pausini reduce dalla pubblicazione del nuovo album “Simili”, Eros Ramazzotti che ha festeggiato i 30 anni dalla sua vittoria all'Ariston con “Adesso tu” e Elisa. Non sono mancati i Pooh al completo con Riccardo Fogli, Hozier cantante irlandese che ha conquistato il pubblico italiano con la hit Take me to Church, Ellie Goulding, l'artista francese Maître Gims che sta spopolando con il brano “Est-ce que tu m'aimes” a Renato Zero che nel Festival dell'Arcobaleno dei nastrini pro unioni civili rappresenta l'antesignano, colui che ha avuto il coraggio di sfidare il pregiudizio in un'Italia ben diversa da oggi, e in questo clima rovente del dibattito sulle unioni civili la grande attesa per l’arrivo di sir Elton John sul palco dell’Ariston è stata esaudita (anche se con mezzora di ritardo) e che ha cantato il suo nuovo singolo dal titolo Blue Wonderful, e ancora il ballerino Roberto Bolle e la star internazionale del cinema Nicole Kidman. Il dopofestival è stato condotto da Nicola Savino e la Gialappa’s Band e mentre il Cardinal Ravasi Twitta Rocco Hunt, nella sessantaseiesima edizione del Festival di Sanremo gli Stadio a sorpresa tagliano il traguardo e celebrano il loro successo ( influenzato magari un tantino dalla serata delle cover con l’omaggiare fatto al grande amico di sempre Lucio Dalla) ribaltando cosí tutte le previsioni, anche quella che ha visto in queste ultime edizioni vincere piú protagonisti dei talent show che altri. E mentre ai complimenti per Carlo Conti si uniscono: a) gli 11 milioni 223 mila i telespettatori pari al 52.52% di share che hanno seguito la finale del Festival di Sanremo; b) Il premier Matteo Renzi che scrive sulla sua Enews - non gli faccio un favore ma posso dire che Carlo Conti è stato come sempre impeccabile nel gestire Sanremo, é stato bello veder vincere gli Stadio, il talento impressionante di Virginia Raffaele e quel gigante di Ezio Bosso che ha commosso tanti italiani, dire grazie alla Rai e al servizio pubblico; c) il direttore di Rai1 Giancarlo Leone che ha sottolineato - ho creduto e voluto fortemente Conti come conduttore e direttore artistico mi sono assunto totalmente la responsabilità e oggi sono felice che questa scelta sia stata premiata da pubblico e critica, a dimostrazione del valore artistico e professionale e della necessità di costruire un progetto a lungo termine sul festival, a Carlo Conti non resta altro che pronunciarsi: visto che è andata bene… non c'è due senza tre. Grazie a Tutti. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- “Ritratti” e il nuovo album di Toto Cutugno
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. In occasione del concerto tenutosi a Stoccarda, abbiamo incontrato Toto Cutugno, il perno del nostro tricolore. A differenza del vociferare della non disponibilitá dell'artista, lo stesso non si é fato negare al nostro arrivo anzi, se pur concentratissimo, prima del suo debutto ci ha dedicato umanamente ampio spazio Lei è la nostra bandiera italiana all’estero, uno dei cantautori italiani più famosi tra la Russia, il Canada e il Belgio. Che differenza c’è tra i suoi fan di questi paesi e quelli italiani? Devo dire che ho un pubblico che mi ama moltissimo anche in Italia, ma quando vado a trovare gli italiani all’estero mi fanno venire la pelle d’oca per tutte le emozioni che mi fanno provare. Molte emozioni si provano anche con altri popoli ma sono sensazioni leggermente diverse, sempre belle però. Quindici volte al Festival di Sanremo. Che emozione si prova a calcare il palco dell’Ariston? Un’emozione inspiegabile, unica. É talmente forte che sembra sempre la prima volta. Che emozione si prova a essere un protagonista della storia della musica italiana? No, la storia deve aspettare ancora un po’. Vedi, ti dico che ho inciso più di trecento brani ma fortunatamente non mi sento ancora nella storia. Ho ancora molte cose da dire e da fare. Qual è lo stato di salute della musica italiana? Vedo in giro tantissimi talenti e pochissimi autori. L’altra sera guardavo “Amici” ed ero strabiliato dalle capacità di molti di questi ragazzi, da Emma alla Amoroso. Tra i nuovi mi piaceva molto Gerardo, originale, particolare. L’avrei cercato per produrlo personalmente, se non l’avesse già per le mani l’ottima Mara Maionchi, credo. I ragazzi comunque oggi fanno molta più fatica di noi. Per noi era più facile: oggi se sbagli il primo singolo, poi vai nel dimenticatoio. Magari ti ripesca qualcun altro più in là, ma non è detto». C’é un ricordo indelebile nella sua vita artistica? Io sono sempre stato un po’ spericolato e la mia casa discografica, mi ha sempre vietato tutto, per evitare rischi. A Zagabria in quei giorni c’era il Festival delle mongolfiere e io di nascosto ne presi una. Il pilota, un po’ pazzo, iniziò a scendere e salire, tra monti, vallate e quant’altro. Alla fine atterrammo malauguratamente in un fiume. Ci salvammo, ma avevo l’acqua che arrivava al petto. Dovetti chiamare, sempre di nascosto, il mio agente con i soccorsi che arrivarono a ripescarmi. Le hanno mai proposto di fare il giurato in un talent-show? No, ma mi piacerebbe molto essere nella rosa di “X-Factor” qui in Italia. In compenso me l’hanno proposto per l’edizione ucraina e non è detto che non accetti. Il discorso è ancora aperto. Lei ha scritto per Celentano,Vanoni, Califano, Ricchi e Poveri, Peppino Di Capri, Drupi e molti altri. Per chi scriverebbe ancora? Sarei felicissimo di poter scrivere un brano per Mina, la più grande interprete italiana di tutti i tempi Essendo stato anche un presentatore tv. Le piacerebbe tornare a condurre un suo programma? Moltissimo. Spero che ciò avvenga. Ma dovrebbe trattarsi di un programma che mi piaccia, perché la tv tanto per fare non mi interessa Ha qualche nuovo progetto in atto? Sì, sto lavorando a un nuovo Cd che uscirà tra marzo e aprile. Cara Angela, ringrazio te e tuo marito Dino per essere stati presenti e colgo l'occasione attraverso la tua emittente TeleVideoItalia Angela, di salutare e abbracciare tutti gli italiani in Germania e nel mondo. Il tuo lavoro Angela, ti rende merito. É stato davvero un piacere conoscervi. Conto di rivedervi presto. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Pforzheim celebra la Santa Cresima. L’arcivescovo Monsignor Stephan Buger di Freiburg omaggia la sua
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Quest'anno, in occasione della Santa Cresima, la missione cattolica italiana di Pforzheim ha beneficiato della presenza di Padre Ottmar Thomas Kuhn della comunitá tedesca di Ersingen, delegato personalmente dall’arcivescovo Monsignor Stephan Buger di Freiburg a coprire la sua illustre presenza. Alla liturgia hanno partecipato numerosi e tra la gioia e riflessione spirituale unanime é stata anche la risposta della comunitá presente. La santa messa é stata celebrata presso la Barfüßerkirche della cittá da Padre Ottmar Thomas Kuhn, in compagnia dei parroci p. Wieslaw Baniak e p. Rocky (Maria Arokiadoss Antonyraj) della Missione Cattolica Italiana di Pforzheim. Tanta é stata l'emozione tra i fedeli del posto, tra gli stessi cresimanti che in molti non hanno retto l’emozione scoppiando a piangere ma in particolare modo quella dei nuovi parroci che da un anno fanno parte integrante della comunitá italiana del posto. Con grande spirito di gioia I due parroci ci rivelano che la presenza di Padre Ottmar Thomas Kuhn é un grande dono. Averlo avuto nostro ospite nella liturgica manifestazione in questo importante giorno é stato gratificante. Ringraziamo di vero cuore l’arcivescovo Monsignor Stephan Buger di Freiburg per averci ascoltato. É la nostra prima Cresima che celebriamo in questa comunitá e avere visto cosí tanta partecipazione di fedeli ci ha commosso. Sono stati mesi di intense preparazioni tra i giovani e la riuscita di tutto questo lo dobbiamo anche alla forte collaborazione ricevuta dalla catechista della nostra missione Massimina Cireddu e la segretaria della missione Tina Marsella che hanno saputo portare a termine con amore e fermezza il loro dovere. Oberato di impegni delego fortemente Padre Ottmar Thomas Kuhn che saprá rappresentare senza ombra di dubbio la mia figura, in questa liturgica manifestazione, ci dice l’arcivescovo Monsignor Stephan Buger di Freiburg. Porgo un caloroso augurio a tutti i cresimandi che in questo giorno particolare aprono il loro cuore a nostro Signore Gesú Cristo, come anche saluto tutti i fedeli presenti. Nell'omelia, Padre Ottmar Thomas Kuhn ha sottolineato l'importanza della Cresima soffermandosi molto con i giovani e in lingua italiana. Durante la celebrazione 29 giovani hanno ricevuto il sacramento, Cassaro Sara, Di Rosa Chiara, Di Rosa Gioacchino, Gallo Luca, Salerno Alessia Paola, Salerno Rosaria Evelyn, Tarantino Giorgia, Troisi Giulia, Vainella Miriam, Dattoli Paola, Berlen Antonio, Chianta Kimberly Linda, Chianta Calogera, Iodice Rosaria, Schipani Angela, Schipani Giusy, Vasco Chiara Maria, La Gaetana Roberta, Narcisi Valeria, Narcisi Laura, Arena Andrea, Montesano Salvatore, Lamberta Eleonora, Alfano Cristian, Giorgi Domenico, Ziccardi Antonio, e Maria Schipani che ha fatto la prima comunione. I cresimanti, cinque dei quali giunti anche da Karlsruhe, hanno seguito il percorso di catechesi con molta dedizione e unanime é stato anche la loro opinione: é indimenticabili questo giorno e rafforza senza alcun dubbio le nostre origini e tradizioni del nostro credo. La santa messa si é conclusa a sorpresa con un omaggio floreale offerto in segno di graditudine dai cresimandi ai parroci p. Wieslaw Baniak, p. Rocky e p. Ottmar Thomas Kuhn. Il servizio televisivo, sará redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- "L'uomo che venne dal sud" di Luigi Moscato
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Dopo l'Italia Luigi Moscato sceglie la Germania come seconda tappa per parlare del suo libro e lo fa attraverso la comunità italiana di Pforzheim. L'autore siciliano, trapiantato da sempre in Toscana, specifica che il fine di tutte le sue opere è la non violenza, il prevalere del rispetto per la vita, per le cose, per persone e, infine, la salvaguardia della moralità. Le sue storie riferiscono dei mille mestieri e delle mille abitudini dell'autore stesso. Non sono, però, i libri di Moscato, libri di un moralista, o uno che fa la paternale. “Un buon libro -egli spiega- deve divertire, commuovere e far riflettere nello stesso tempo. Un buon libro non deve lasciare l'amaro in bocca ma la delizia nel cuore, affinché si possa ricordare che le cose positive della vita sono davvero tante”. Luigi Moscato ha le idee chiare anche nella scelta dei personaggi, tra i quali figurano grandi dello schermo come Lino Banfi, Carlo Verdone, Gigi Proietti, Massimo Dapporto, Luigi Pieraccioni, mentre tra le donne affiorano Sabrina Ferilli, Susanna Musetto, Giuliana De Sio e Stefania Sandrelli. Una vita quella del poeta (nato nella terra di grandi nomi come Sciascia, Pirandello, Tomasi Di Lampedusa) segnata da tanti sacrifici e talvolta anche da umiliazioni, ma premiata da meritati successi letterari e commerciali, come "Uno strano caso per la dottoressa Giò", (da cui il noto sceneggiato televisivo giallorosa, giunto alla 3° serie girato negli USA), o "Vacanze in camping", "Quella valle del Paradiso" che ottiene il Premio speciale al concorso letterario di Viareggio per lettura scolastica, e ancora "Babbo Natale mi regali un papà?", "Il signore del castello", "Un attento Angelo cu-stode" e tanti altri racchiusi nella Collana "Sinfony". Il motivo che spinge l'autore a presentare le sue opere, anche agli italiani all'estero, fa sapere, è l'ammirazione per chi lotta giornalmente per far rispettare la propria italianità e per far conoscere le proprie origini e tradizioni nel mondo. "…Inoltre, sapete che sono un fanatico divoratore della carta stampata -aggiunge- e il “Corriere d'Italia” mi attrae in particolar modo, perché è un giusto mezzo di comunicazione, schietto, umano, chiaro e talvolta sottile come una lama tagliente. Sa dirti tanto con discrezione, senza offendere nessuno. Per questo mi compiaccio ogni qual volta lo trovo, o quando lo ricevo. Ti fa sentire vicino al tuo connazionale, una sensazione unica che in pochi ormai riescono a trasmettere". Ringrazio non per ultimo l'attenzione avuta dalla sua emittente TeleVideoItalia Angela e quella del Corriere d'Italia per cui scrive, per avermi dato l'opportunitá di fare arrivare a tutti i connazionali italiani in Germania il mio saluto poetico. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Per la prima volta 7 nostri connazionali dalla Germania in gara per il Festival di Castrocaro
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Manca poco e giá fervono i preparativi per l’appuntamento conclusivo della 57esima edizione del Festival di Castrocaro “Voci nuove volti nuovi”. Manifestazione che ogni anno si svolge nell’omonima cittadina dell’Emilia Romagna, per dare spazio alle nuove voci italiane. Kermesse che ha lanciato nel corso degli anni artisti di livello internazionale come Eros Ramazzotti, Zucchero, Luca Barbarossa, Silvia Salemi e di recente anche Andrea Manchiero del Team Noemi, detto Kiero. La finale andrá in onda Sabato 30 Agosto in prima serata su Rai UNO, con i nuovi volti della musica italiana che si alterneranno sul palco. Giovani talenti che sono stati scelti attraverso una rosa di circa 700 partecipanti tramite un tour itinerante di selezioni che, grazie alla collaborazione stretta tra la società Nove Eventi Srl e la rinomata casa artistica accademica del dipartimento europa managing SDA Sanremo Eventi di Pforzheim diretta dal cantautore Dino Saieva, quest’anno è riuscita a sbarcare in Germania e a prelevare dai quarti di finale: Neliah (Di Ganci Antonietta) da Stoccarda, Antonio Casesa da Stoccarda, Anna Maria Patti da Colonia, Gino Fragapane da Heilbronn, Angela Caci da Ulm, Nanci (Angela Fretto) da Francoforte, il gruppo Ondalunga da Karlsruhe formato da Francesca aloni, Pippo Aloni, Giuseppe Averna e Gianluca Berti. "Questo è stato ancora un’altro grandissimo traguardo per noi e per i nostri connazionali residenti in Germania" afferma il direttore Dino Saieva della SDA Sanremo Eventi. Uno storico evento che é stato reso possibile grazie alla fiducia posta dalla Societá Nove Eventi affidataria del Festival di Castrocaro, dall’Accademia della Canzone Italiana in Germania quale ha patrocinato l’evento in Germania, dal Corriere d’Italia sempre presente per i nostri connazionali, tutti i nostri Agenti Zona che hanno raccolto con grande impegno e spirito d’iniziativa un’impressionante numero di giovani aspiranti artisti in cosí poco tempo, a dimostrazione che l’italiano ovunque si trova tramanda le sue origini. Il merito della nostra riuscita è dunque di tutti loro che ci hanno creduto e stanno continuando a sostenerci con gli altri due concorsi in atto: Una voce per Sanremo e Un volto per il cinema italiano Ragazze Cinema OK, selezioni canore da una parte e cinematografiche dall’altra che completeranno in Germania il 20 Settembre 2014". La SDA Sanremo Eventi di Pforzheim, nota dirigente artistica di importanti rassegne come L‘Accademia della Canzone di Sanremo, L’Oscar della Musica, Miss Italia nel Mondo, il Festival di Mimí, l’Oscar della bellezza italiana nel mondo, etc. offre dal 1990 la sua competenza nell’ambito artistico culturale su tutto il territorio nazionale ed europeo. Questo organismo, tanto amato quanto invidiato e discusso, ha la peculiarità di portare a diretto contato con società e artisti centinaia di nostri connazionali desiderosi di emergere nel mondo artistico e cinematografico. L’edizione del Festival di Castrocaro, per la seconda volta consecutiva affidata all’artista Pupo, porterá novità. Riguarderá la possibilità per il vincitore di accedere al palco del Teatro Ariston in occasione della 65esima edizione del Festival di Sanremo 2015 condotta da Carlo Conti. Se la cosa fosse confermata, si tratterebbe di una grande possibilità per gli artisti emergenti che parteciperanno al Festival di Castrocaro quale avranno la possibilità di raggiungere una vetrina importante come quella “sanremese”. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Una Voce per Sanremo in Tour. Seguono in Europa le selezioni canori alla ricerca di giovani talenti.
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. continuano le selezioni di Una Voce per Sanremo in Tour, il concorso canoro nazionale che permette di accedere alle selezioni del Festival della Canzone Italiana, guidato in esclusiva in Europa (esclusa Italia) dal dipartimento europa managing SDA Sanremo Eventi di Pforzheim. Un’altra estate all’insegna della musica e delle competenze canore che sta influenzando molte Regioni estere. Kermesse dedicata agli appassionati di canto ed amanti della canzone che potranno, in questa occasione, mostrare ancora una volta le proprie capacità e magari ricevere il giusto riconoscimento per le qualità manifestate. Questi casting sono un’occasione unica e reale per chi sogna di crescere e vedersi affermato nel mondo della musica e di avere l’opportunità di salire su un palco come quello dell’Ariston, fanno sapere gli addetti ai lavori. Vale davvero la pena provarci. Il tour estero partito a Gennaio di questo anno, ha in atto ancora diverse date tra i mesi di Giugno e Luglio ma gía tre dei nostro connazionali in Germania sono finiti nella rosa dei 120 semifinalisti che si sfideranno il 5 Ottobre 2015 presso il Centro Teatro Ariston - Cinema Roof a Sanremo, in presenza del direttore artistico Giancarlo Golzi nonché componente storico dei Matia Bazar. Il concorso è aperto a tutti coloro che hanno l’età compresa tra i 12 ed i 40 anni. I concorrenti dovranno esibire con la propria voce un brano edito di chiara fama nazionale, in lingua italiana o dialetto italiano e accompagnati solo da una base musicale incisa su CD audio. L’iscrizione per quanto rigurda l’Europa, esclusa Italia, avviene solo ed esclusivamente tramite il sito ufficiale della SDA Sanremo Eventi. Telefonicamente, si puó ricevere chiarimenti in merito alla partecipazione ai casting in atto. Sono escluse ulteriori altre forme di iscrizioni. Ai primi 10 classificati saranno attribuiti i seguenti premi: 1° classificato ricerca di una canzone inedita da presentare alle selezioni discografiche del 65’esimo Festival della Canzone di Sanremo, piú il bonus di 3 step gratuiti per partecipare alla manifestazione “Incontro con l’autore” finalizzata alla ricerca della canzone inedita e inoltre é previsto anche la registrazione gratuita di un master di 10 brani cover e stampa di un CD con l’etichetta discografica e con la formula del conto vendita. Con la stessa modalitá estesa va ai primi 5 classificati l’iscrizione alle selezioni discografiche del 65° Festival di Sanremo. Dal 2° al 5° classificato andrá la registrazione gratuita di un master di 5 brani cover e il bonus di 2 step gratuiti. Dal 1° al 5° classificato realizzazione di un videoclip e targhe ricordo. Dal 6° al 10° classificato bonus di 1 step gratuito. Inoltre, per i primi 10 classificati ci sarà la produzione della compilation “Una voce per Sanremo edizione 2015”. Il tour in Europa é diretto dal dipartimento europa managing SDA Sanremo Eventi e patrocinato dal suo organismo l’Accademia della canzone italiana in Germania. Tra i mass media il Corriere d’Italia seguirá le kermesse fino a San Remo. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Gianni Morandi festeggia cinquanta anni di carriera
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Il 7 e 8 ottobre celebrerà a Verona il mezzo secolo di musica. Insomma, un bel traguardo. Abbiamo fatto una lunga chiacchierata con l'eterno ragazzo, che sembra avere preso la decisione di ritornare a incidere due concerti che sono esplicitamente ispirati da quelli di Adriano Celentano. I costi dei biglietti sono previsti da 20 a 90 euro per le prime file. Leonardo De Amicis dirigerà un’orchestra di 100 giovani musicisti. Di piú non rivelano. Aver fatto a lungo il personaggio televisivo, pensa che abbia tolto qualcosa al peso che le viene attribuito nella canzone italiana? Non so, io credo che fare televisione, come fare tutto quanto, mi abbia arricchito professionalmente e personalmente. Ho sempre vissuto ogni cosa come un’occasione per imparare. Joan Baez all’epoca cantava il tuo pezzo. Ti sei mai sentito snobbato? No Angela, io cerco di essere onesto con la mia carriera. E so che dal ’62 al ’71 quello che ha funzionato è stato il personaggio, più che il cantante Morandi. Anche se le canzoni avevano un grande successo. In compenso se finivo sui giornali era per cose che non riguardavano la musica: la famiglia, la moglie, i bambini. Ero un ragazzo guidato per mano da Morricone, Migliacci, Zambrini, Bacalov: mi dicevano ‘Canta questa canzone’ ed io cantavo. Gli anni ’70 per me sono stati complicati. Certe scelte oggi sembrano un po’ goffe, come “Lo prendi papà” che però infine vendette parecchio. Nel ’71 il Cantagiro era una roba già fuori tempo massimo, sapeva di boom economico, no? Decisamente. In alcune zone d’Italia funzionava ancora bene, portava i cantanti al pubblico. Nella fase della rimonta, é stato “quell’uno su mille che ce la fa”? Credo che dal 1981 sia cambiato anche il giornalismo, iniziarono a valutarmi come un cantante pop magari un po’ vintage, ma ancora in grado di raggiungere il pubblico. Avevo fatto anche sette anni di conservatorio e un po’ mi è servito, ho imparato a usare meglio la voce, a porgere meglio il testo. Poi, io stesso ero passato da testi scritti molto rapidamente, subordinati alla musica, alla consapevolezza che le parole di una canzone sono importantissime. Se il testo è sbagliato, il pubblico non fa sua la canzone. Mi viene da dire che da quel momento in poi sono stato addirittura sopravvalutato. Sono stato fortunato. Che impressione ha avuto della musica italiana che c’è in giro? Sai, siamo stati criticatissimi. È molto difficile fare scelte, accontentare tutti. Non mi sembra affatto che la musica italiana sia spenta. Insieme a quella inglese e brasiliana abbiamo sempre avuto una nostra originalità. Noi siamo la patria del melodramma, abbiamo sempre avuto in mente la canzone. Sta prendendo molte influenze esterne, a partire dall’hip hop. Oggi tutto si mischia. Ma la musica italiana ha una sua forza. Ci sono belle cose in giro, Negramaro, Bersani, Cremonini, Tiziano Ferro, Jovanotti. Mentre annunciava i concerti all’Arena ha detto una cosa: torno a fare il mio mestiere... Sì, sono sette anni che non incido un album di inediti. Ho presentato due edizioni di Sanremo, girato un film, fatto teatro, parecchia tv. Cantautori e autori, come li trova? Ma i cantautori sono autori anche loro. E per me hanno scritto Cocciante, De Gregori, Dalla, Battiato che ha composto "Che cosa resterá di me". Io sono nato in Emilia figlio di un pensiero rosso e partigiano…’. Quelle parole le ha messe specificamente per me. Io non sono un autore. Ma giovani autori credo cche ce ne siano: magari se ne parla poco perché oggi tutti cercano di cantare i propri pezzi. Ho cantato l’80% degli autori italiani. Migliacci, Zambrini, Mogol, Morricone, Bacalov, gente che ha vinto premi Oscar. In tutto, più o meno sono seicento canzoni. Gianni Morandi dal 1963 al 1975? Ah, il primo: Andavo a cento all’ora, Fatti mandare dalla mamma, Go kart twist, scritta da Ennio Morricone. C’è da dire che io non l’ho mai concepito come album. Anche se è vero che era la raccolta di quello che io ero in quel periodo: all’epoca si facevano i 45 giri, poi quando ce n’erano abbastanza, li si metteva tutti assieme. Un giorno Ettore Zeppegno mi portóalla RCA e mi disse a sorpresa, questo è il 33 giri!’. In copertina c’era una foto che io avevo fatto su un caterpillar che stava realizzando il Raccordo Anulare a Roma e quella fu la copertina. Quella foto, a ripensarci, è il segno di un’epoca anche lei”. É stato bello conoscerti, sei gentile e non invadente, doti importanti per chi fa il tuo stesso mestiere. Saluto attraverso la tua emittente TeleVideoItalia Angela tutti i miei fan. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Tour Evento. Dino & Angela festeggiano trent’anni sui palchi di mezza Europa
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Intervista di Alfeo Quaranta - Il duo italiano per eccellenza Dino & Angela festeggiano trent’anni sui palchi di mezza Europa. Un tour evento, partito da una delle importanti cittá tedesche, Monaco. Così il duo italiano ha festeggiato trent’anni di carriera artistica. Due connazionali partiti solo con la speranza di migliore fortuna. Il Corriere d’Italia li ha incontrati. Sicuramente per gesto di graditudine, hanno volutamente ricalcare e ringraziare quel famigerato palco di Monaco che li vide protagonisti dal vivo nel 1983 in occasione di Una Notte Italiana, davanti a cinquemila persone, con grandi della musica italiana quali: Toto Cutugno, Ricchi e Poveri, Edoardo Bennato, Riccardo Fogli, Vittorio Casagrande. Presentati da Teddy Lakis (noto promotore manager di tournée fatte con celebritá internazionali e curatore e accompagnatore della Star Michael Jackson nei tour) affiancato da due cooconduttrici quale Rosalinda Celentano (figlia del mitico molleggiato Adriano Celentano) e Maria Sole Tognazzi (figlia all'incomparabile regista attore scrittore scomparso, Ugo Tognazzi) per Dino & Angela, fu un continuo crescendo. Teddy Lakis fu il primo promoter che ha creduto in loro. É grazie a lui difatti, nel 1992 furono scritturati da Mama Concert Production, per il tour Europeo denominato Una Notte Italiana, partito dal Circo Krone di Monaco e fino al 2001 portano a termine nove tournée disputate tra l'Europa e gli USA. Il “duo” ha presentato al pubblico uno speciale cofanetto. La prima raccolta di tutti gli inediti che uniscono canzoni indimenticabili come “Ti odio ma ti amo” il primo brano presentato alla finale per il Festival di Castrocaro 1989 e che dominó a sorpresa undici mesi di Hit Parade radiofonica italiana. Poi ancora, Mamma,Vino e spaghetti, Africa, Liebe Angela, Aria d´estate, Live, Musica, Cuore selvaggio, Zingari, Una storia inutile, Sogno, Ali d’Angelo e altri. Non é mancato lo spazio nel ricordare maestri che hanno fatto la storia della musica italiana nel mondo. Intramontabili canzoni come Volare, l’Italiano, Mamma maria, Balla Balla, Il gatto e la volpe, Caruso. Per poi concludere la loro maestrale esibizione con Notti magiche, chiave dei loro eventi. Lo spettacolo é stata aggrazziante, sonoro, emozionante, divertente. Tra un brano e l’altro, hanno fatto riflettere, affiancando canzoni al passaggio della loro vita da emigrato. Una forma al quanto originale di presentare certe canzoni. Il pubblico applaude, si diverte e canta con loro quello che in qualche modo gli appartiene e che, come dice una celebre canzone “Emigrante”: sulu cu nun’ciá statu mai, unnu pó capiri. Con ca. due ore di spettacolo, hanno raccontando la loro storia: quella di due connazionali, partiti senza avere in mano niente, solo una chitarra acustica e la speranza di migliore fortuna. Uniti da un lato dalla forza di un matrimonio e dall’altra dalla passione per la musica, si sono fatti strada in compagnia della buona e anche della cattiva sorte. Si, perché molti raccontano solo della buona e mai della cattiva, ci dicono. Quando intrapprendi questa strada, sei solo un’ipocrita se non lo ammetti. Un cammino artistico duro e talvolta insidioso il loro. Amato, invidiato e talvolta odiato, ci confermano, ma altrettanto straordinario e che il tempo non solo gli ha dato ragione ma li ha pure consacrati, da interpreti, quale il duo italiana più seguito all’estero. La loro tenacia e i loro duettare in forma tutta originale, hanno di fatti conquistato la simpatia e l’attenzione soprattutto del pubblico tedesco. Il duo italiano Dino & Angela portano con se una serie di riconoscimenti, date da alte cariche italiane ed straniere. Si sono distinti in numerose eventi, associazioni culturali, ambientali e sociali. Ed ancora li ha visti protagonisti su reti nazionali italiane e tedesche, sia nell’ambito artistico che quello organizzativo. Sono i fondatori di diversi organismi, tra questi la SDA Sanremo Eventi e l'organismo l’Accademia della Canzone Italiana in Germania, noto per essere dotato di un pool di professionisti nel mondo della musica, spettacolo, del cinema e della critica. Orientati sui giovani talenti, il popolare duo coordina in esclusiva in Europa diverse selezioni di prestigiosi Festival mediatici. Ora che siete realizzati mel mondo artistico, chi vi sentite di ringraziare? Inizialmente ci eravamo promessi che: se un giorno fossimo riusciti nel nostro intento, avremmo ringraziato solo la nostra testardagine per quando: per tutte le volte che tentavano di farci cadere, noi ci saremmo sempre rialzati. In veritá, oggi, lo dobbiamo davvero a tanti un grazie. Principalmente a nostro figlio Charlie Matteo che ci ha permesso di fare tre ruoli: i genitori, i cantanti, gli organizatori e coordinatori di eventi. Poi il nostro produttore, di una primaria casa disografica in Svizzera. Il pubblico, con la quale facciamo sempre i conti. Il Corriere d’Italia perché, con le sue informazioni e con il dare voce all’italiano, tiene uniti i nostri connazionali emigrati. Infine ma non per ultimo chi ci ha creduto e dato avvero duna mano a farci conoscere quando non eravamo davvero nessuno, Damiano Azzellini, Giovanni e Lina Magno, il Cavaliere Isodoro Ambrosino (ormai scomparso) e Maurizio Indorato. Vi hanno mai fischiato sui palchi o avuto contrasti nelle vostre kermesse? Musicalmente sui palchi mai. Contraddetti nel campo accademico, il piú delle volte. Il parere contrario del pubblico è perfettamente normale. Disappunti tra genitori per i propri figli che nelle selezioni non passano. Vedi i talent show. I loro programmi sono creati apposta con le divergenze, per fare odience. Sono spettacoli divertenti ma che spesso ti spiazzano dalla realtá di affrontare uno studio. Qualcuno ne trae riscontri positivi per uno due anni, poi non li senti piú. É una falsa illusione di riuscita. Grandi artisti sono nati da una gavetta. É importante, se non fondamentale, per cercare di capire cosa sei veramente. Oggi piú che i genitori sono i figli che sono convinti, solo stringendo un po il naso, che sanno cantare meglio di Ramazzotti. Poi fuori da quella canzone, buio totale. Non c’é creativitá nemmeno nei propri testi. Alcuni sono allo stato brado. Pensano che basta mettersi lì, in una specie di trance, a scrivere una canzone sulle note di una tastiera o computer di ultima generazione. In realtà è una questione di cultura, di coerenza, di stile, di personalità. Sapere ascoltare tutto quello che c’è intorno. Le canzoni di una volta sono intramontabili, mentre in quella di ultima generazione: oggi c’é quella, domani l’altra. Le Accademie artistiche in generale ti spingono a studiare e a cercare un percorso che é sensaltro piú duro ma é piú sicuro nel farti scoprire quanto vali. In questi trent’anni, siete cambiati o é cambiato qualcosa? E i vostri progetti sono sempre vincenti? L’etá senza dubbio. Il temperamento, la paura prima di salire su un palco e l’adrenalina invece no. Quella c’é e speriamo che ci sia sempre. Anche perché, quella volta che non sentirai piú una o piú di queste cose, allora sei davvero finito. Non esistono progetti vincenti ma infiniti. La difficoltá sta nel selezionarli, se vuoi renderli vincenti al momento giusto. Quanto conta nella vostra vita il fatto di essere anche docenti nei vostri organismi accademici? Non c'è conflitto di interessi? No, affatto. Per noi è una grande esperienza salire in cattedra all'Accademia, perché lavorare con gli artisti e con i giovani, ci arricchisce moltissimo. Non c'è proprio conflitto di interessi. É un dato di fatto che molti nostri giovani connazionali hanno conosciuto, tramite le nostre selezioni, diversi Festival primari. Come anche la Cittá dei fiori e la sua vetrina sanremese. Tutto questo, non puó fare altro che arricchirci di orgoglio verso chi, desidera intrapprendere seriamente questa grande avventura. Nella crescita artistica ci sono stati dei personaggi importanti? Qualche emozione? tutti i personaggi che abbiamo e continuiamo ad incontrare sono l’imput della nostra carriera. Abbiamo creato apposta una vetrina fotografica sul nostro sito web. Molti sono andati persi. Con alcuni abbiamo anche duettato. Un connubio emozionante all’inizio della nostra carriera, é stato quello di duettare con Francesca Alotta “Non Amarmi”. Canzone che in quell’anno vinse al Festival di San Remo con Aleandro Baldi. Subito dopo, Francesca Alotta, prese parte ad un tour che toccó anche la Germania e visto che Aleandro Baldi era impegnato altrove, scelse di duettarla con me. La provammo solo alcune volte in camerino, prima del debutto. Conoscevo la canzone in forma originale ma cantarla con mia moglie e cantarla con una grande artista e differente. Mi guidó con gli occhi. Fu un grande onore duettare con lei e sensaltro una istruttiva esperienza. Compositore, autore, cantante tu, cantante e giornalista tua moglie. Suona bene essere chiamati “maestri”?. E’ semplicemente un modo di dire romano, molto diffuso nel panorama artistico. Noi non abbiamo questo titolo e pertanto non ci appartiene. Abbiamo diversi titoli veri e con alto grado di onore che invece potremmo utilizzare ma ce li teniamo per noi. Devi valere per quello che fai e non per quello che hai. Secondo voi, qual’é lo strumento piú bello che possa esistere? La voce. Anche se ho studiato chitarra classica, ho sempre pensato peró ad essa come ad un mezzo per accompagnarmi, per scrivere le mie canzoni. Non ho mai avuto la velleità di fare il chitarrista a tutti i costi e il fatto di stare piú dietro ad una tastiera lo dimostra. Peró chiaramente la chitarra é la mia compagna di viaggio. Ammetto di avere un profondo desiderio di suonare la batteria. Mia moglie usa la sua voce come uno strumento, con una stupefacente estensione, in grado di volare su tonalità impensate. Interpretate sempre brani degli anni sessanta/settanta. Non vi piace la musica moderna? Non é vero, anzi, la seguiamo. Rispettiamo ogni forma di musica. Pensiamo solo in tutta franchezza che la musica abbia dimenticato le proprie radici, le proprie tradizioni. Il nostro mondo ha sostituito la musica come fatto storico. Accompagnava ogni momento della vita di una persona. La musica di oggi, con quella dei nostri tempi, é in qualche modo diversa. Noi avevamo la musica per nascere, per innamorarsi, per sposarsi, per morire. In quella di oggi, con tutto il rispetto, ha solo un rumore senza differenza. Nei concerti notiamo un riscontro positivo dalla parte del pubblico. Quando tocchi ad esempio dei brani di Modugno, di Morandi, dei Nomadi, di Celentano e tanti altri. Sono loro a darci ragione. Quali sono i vostri prossimi impegni? Stiamo completando questo bel po' di promozione. Poi, ci concentreremo nuovamente alle kermesse per la prossima edizione del concorso canoro nazionale televesivo, Disco Estate Compilation. Lí daremo spazio nuovamente ai nuovi talenti. Quindi cari connazionali, seguiteci numerosi. Grazie di cuore Alfeo Quaranta e grazie al Corriere d'Italia, vi stimiamo. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- La festa della Mamma. A Pforzheim festeggiata la Mamma più giovane, la più anziana e quella con la “
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Quando si dice che l’italiano sulla fantasia non lo batte nessuno!. E non solo su questo l’italiano è grande, come disse anche il mitico artista Toto Cutugno in un’intervista rilasciata tempo fa al nostro Corriere d’Italia, -… l’italiano è una fonte di idee inesauribile. Trasmette calore e allegria. È la macchina di invenzioni. È caotico, non è perfetto e preciso come il tedesco è vero ma è ricco di fantasia, genuinità e spensieratezza. L’Italiano vive!. Per questo non deve mai perdere l’italianità che ha dentro di se -. Diventare Madre è uno dei doni più importanti che la donna può ricevere da Dio. Crescere, accudire i propri figli e talvolta anche quelli degli altri, così come dare il giusto equilibrio della vita è un compito che solo grazie all’amore e l’unione di una famiglia può riuscire bene. Fare la Mamma è impegnativo, divertente, fantastico, travolgente, talvolta anche duro, faticoso, amaro. In questa occasione la comunità italiana di Pforzheim ha voluto ricordare il valore, i principi e l’importanza di una “madre” ed essere madre dedicando a lei appunto un’intera serata. I festeggiamenti sono incominciati verso le 19,30 tra balli e canti guidati dall’organista della missione. Ad allietare la serata ci ha pensato il gruppo giovani con i loro balli caratteristici e con ricchi premi e grande divertimento esausti ma soddisfatti si è arrivati alle 2,00 del mattino. Tutte le Mamme sono state omaggiate all’entrata da un piccolo pensiero, mentre durante la serata è stata premiata anche la Mamma più giovane, Amella Lidia di Pforzheim e Marsella Elena di Straubenhardt a parimerito, la Mamma più anziana Falci Croce, e la Mamma con la nidiata più numerosa presente in sala è stata Renzino Maria, ben 7 figli. Ma la premiazione “morale” è andata senz’altro a tutti quelli che anno collaborato alla realizzazione della Festa della Mamma, guidata dal Padre Salesiano Don Santi Mangiaratti della Missione Cattolica Italiana di Pforzheim insieme al prezioso aiuto di Tina Massella, la segreteria della Missione che si definisce un po’ tutto fare, Artico Giovanni, Gallo Katia, Curto Gioacchino e Melina impegnate in cucina e Gallo Angelo e Marsella Giuseppe al servizio bancone e alla cassa. Straordinaria anche la partecipazione del pubblico presente. Qualcuno nell’occasione si lascia scappare: - … era da tanto che non mi divertivo così –, altri puntualizzano - …menomale che c’è Don Santi… -, mentre un marito divertito, scherzoso esclama, - … questa sera è stata dedicata alla Mamma… gli ho perfino regalato un bel mazzo di rose. Vediamo quando arriva quella del Papà che ci fanno loro! -. Tutto tace, alla fine della serata. Stiamo per andarcene anche noi quando, tra un rumorio di piatti e bicchieri, un’arzilla scopa che scorrazza per lungo e l’argo ci sorpassa intonando a squarciagola i resti di una canzone… no, scusate... ho visto male, era guidata da una delle “Mamme” rimaste a rigovernare le ultime cose. Mamma…mia però che grinta! Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- La Cresima, un passo importante: Pforzheim ha beneficia della presenza di S.E. mons. Mario Toso
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Liturgia e sacramento. In occasione della Cresima la missione cattolica italiana di Pforzheim beneficia della presenza del Vescovo, Monsignor Toso Mario venuto da Roma. Grande partecipazione ed emozione tra la comunitá italiana e quella pastorale. Quest'anno, in occasione della Santa Cresima, la missione cattolica italiana di Pforzheim ha beneficiato della presenza del Vescovo mons. Mario Toso, attuale segretario della giustizia e pace del Vaticano. La santa messa é stata celebrata presso la Barfüßerkirche della cittá da Sua Eccellenza mons. Mario Toso, in compagnia di Don Santi Mangiaratti della MCI di Pforzheim e da Padre Franco Paracchini, quest’ultimo pittore nonché autore dei dipinti raffigurati nei calendari distribuiti nei centri delle missioni in Europa e paesi scandinavi. Tanta é stata l'emozione tra i fedeli del posto e gli stessi cresimanti ma in particolare modo quella del padre selesiano Don Santi Mangiaratti. Commosso e orgoglioso ci rivela che lo stesso monsignor Mario Toso é stato suo confratello selesiano, in Italia. Averlo avuto ora suo ospite nei tre giorni presso la sua missione a Pforzheim é stato come una ricompensa mandata da nostro Signore Gesú, a nome di tutti i confratelli sparsi per il mondo. Nell'omelia, mons. Mario Toso, ha sottolineato l'importanza della Cresima soffermandosi molto con i giovani e con i fedeli accorsi per la sua presenza. Durante la celebrazione, 20 giovani hanno ricevuto il sacramento. I cresimanti che provenivano anche da Karlsruhe, hanno seguito il percorso di catechesi con molta dedizione. Alla liturgia hanno partecipato un numero non indifferente di persone. Tra la gioia e riflessione spirituale unanime é stata anche la risposta della comunitá presente. Lodevole la presenza di un Vescovo in questa circostanza ma al di lá di tutto, questi sono momenti indimenticabili che rafforzano senza alcun dubbio le nostre origini e tradizioni soprattutto per noi che siamo lontani dalla nostra terra. Forse non tutti sanno che, il rito della Confermazione o Cresima è un Sacramento della Chiesa cattolica che in occidente si separa dal Battesimo solo dal V secolo come una "seconda fase" del cammino dell'iniziazione cristiana che lo inserisce pienamente nella Chiesa, tramite l'incontro sacramentale col vescovo. Per molti oggi questo termine connota il fatto che gli stessi confermano i loro voti e promesse battesimali fatti anteprima dai genitori, padrini e madrine al momento del loro battesimo. Storicamente peró il suo significato é più complesso. Infatti, le parole confirmation o confirmare, cominciarono ad essere usate nell'unzione post-battesimale o imposizione delle mani, quando il vescovo, appunto, ratificava o confermava ciò che era iniziato con il battesimo. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- incontro con Padre Wieslawe Baniak della Missione Cattolica Italiana di Pforzheim
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Ad un anno dall’insediamento avvenuto nella Missione Cattolica Italiana di Pforzheim dei sacerdoti guanelliani padre Wieslaw Baniak e padre Maria Arokiadoss Antonyraj detto Padre Rocky, li rincontriamo e insieme scambiamo quattro chiacchiere. Padre Wieslawe, ringrazio la sua disponibilità. Ad un anno dal benvenuto che le abbiamo dato, oggi le chiedo un riscontro e gli aspetti di questa sua comunitá. Intanto grazie anche a te e alla tua emittente TeleVideoItalia Angela e al Corriere d'Italia per cui scrivi, per l'opportunitá di questo incontro. Avendo lavorato nella Casa Famiglia e con bambini di famiglie disgregate o nelle periferie, come dice Papa Francesco, penso che io sia cascato in una realtà completamente ben diversa. Oggi ad esempio mi trovo al centro della Germania e in mezzo alla popolazione italiana. Posso dire che è stato un anno ricco di esperienza e testimonianze e di esserci inseriti bene assieme a loro. Abbiamo proseguito con i percorsi ordinari di queste missioni italiane aperte (almeno ufficialmente) cinquantacinque anni fa dalle autorità della diocesi di Freiburg e portate avanti bene dal nostro predecessore. Ci sono stati dei problemi che avete incontrato e affrontato in questo arco di tempo? Dove c’è l’uomo ci sono sempre dei problemi. Nella comunità, incontro difficoltà nei vecchi come anche nei nuovi arrivati. Ci chiedono aiuti di ogni tipo, per questioni ad esempio di lingua, di lavoro, un sostegno temporaneo e quant’altro. Cerchiamo di aiutarli come si puó, di indirizzarli o coinvolgere direttamente la nostra comunità per dare solidarietà o un contributo anche minimo, soprattutto a chi arriva a bussare alla nostra porta cercando una speranza e una vita migliore. Qual’è l’ostacolo che voi avete incontrato nell’integrarvi in questa comunità? L’ostacolo che ho incontrato io personalmente è stato forse quello iniziale. Dopo ventitre anni di guida pastorale di un italiano quale Don Santi Mangiarratti che era di stesse tradizioni e mentalità, ora entrano due che non sono né italiani né siciliani ma arrivano uno dalla Polonia l’altro dall’India. Perlopiù con un’altra cultura e che non parlano perfettamente l’italiano, beh…! Più che un ostacolo è stata la paura di come saremmo stati accolti dalla comunità sud italiana. Invece, l’avere fatto forse questo primo grande passo ci ha portato a sentirci di essere stati accolti bene. Siamo alle porte delle comunioni e cresime. Nella catechesi, ha notato la presenza di nuovi bambini, cresimandi o comunque maggiori famiglie? Io non vorrei fare una specie di campanilismo o auto incensazione, come si dice in certi casi nei nostri ambienti ecclesiali. Ma l’anno scorso non avevamo nessuno per la catechesi e per la preparazione alla cresima. Mentre quest’anno sono già circa venti giovani cresimandi che si preparano per Maggio e altrettanti per la comunione. Ho notato partecipazione e non perché noi siamo piú bravi. Gli incontri che facciamo con la comunità sono frequenti e forse li stimola. C’è sempre un pretesto per incontrarci alla missione, ad esempio per la festa della mamma, la castagnata, il primo Maggio, la festa di Don Guanella, Festa della Divina Provvidenza, come anche i ritiri spirituali. Delle domeniche facciamo un’agape fraterna, ognuno porta del suo, si mangia, si canta, si prega tutti insieme. Radunarci è certamente un fatto positivo. Un arricchimento che coinvolge le famiglie a stare più unite. Ritengo che anche questo é importante. Ti fa stare bene e ti fa sentire a casa. Proprio come negli oratori in Italia. Per quanto riguarda la collaborazione interna nella vostra parrocchia, riuscite ad essere in comunione? È una comunità dinamica e ci sta dando una mano. Sono aperti alle nostre iniziative e noi siamo molto disponibili cercando di coltivare tutte le belle tradizioni. Dalla celebrazione dei Santi come il San Calogero molto sentita dai naresi, ai pellegrinaggi a Lourdes, a Medjugorje e a Fatima. Rispetto all’anno precedente ho notato una presenza maggiore anche nella settimana santa. Nelle celebrazioni come il giovedì santo, la lavanda dei piedi, il venerdì santo, l’adorazione della croce, la veglia pasquale per poi arrivare fino alla Domenica. C’è molta comunicazione e grande partecipazione. Quali potenzialità pensate che ci possano essere per formare i cristiani, di fronte alle sfide di un mondo contemporaneo? La cosa importante secondo me è di investire sulla catechesi ma non solo dei bambini, dei giovani adolescenti ma anche degli adulti, come ad esempio le conferenze, la Lectio Divina. Bisogna approfondire la catechesi e che sia soprattutto rivolta a tutte le fasce di etá. Perché io sono convinto che, se non si conosce bene la propria fede é difficile difenderla. Bisogna scoprire i valori, i tesori del vangelo. Scoprire quello che la nostra fede ha da offrire ad una società che è spesso ferita e che si fa tante domande ma non trova delle risposte. Gesú nel suo Vangelo ha dato tantissime risposte. Il problema di noi uomini è di cercarle. Ma per trovarle bisogna metterci a leggere, a studiare. Solo così troveremo le nostre risposte. Ci sono varie espressioni di vitalità e manifestazione che lasciano ben sperare ad un futuro prospero per le comunità? Proprio il 15 di Maggio abbiamo fatto un’elezione del nuovo consiglio pastorale per l’arrivo di giovani, come anche in tutte le altre chiese appartenenti alla diocesi di Freiburg. Puntiamo sui giovani perché sono loro il nostro futuro e la nostra società. Cerchiamo di dare più vivacità a certe iniziative, soprattutto in occasione della giornata mondiale della Gioventù che si terrá il prossimo anno in Polonia a Cracovia. Con l’aiuto delle altre missioni stiamo tentando di creare anche un gruppo di giovani per una forte rappresentazione degli italiani dalla Germania e in quella giornata fare l’incontro con il Santo Padre. Un ricordo particolare che il vostro predecessore Don Santi Mangiarratti ha lasciato vivo in voi e nella comunità italiana di Pforzheim? È difficile dirlo in due o tre parole. Ventitre anni del suo servizio pastorale in questa comunità non ha eguali ad un anno del nostro. Ha passato una vita con questi italiani. È una figura scolpita in bene nei cuori di questa gente. Le richieste frequenti sono come sta e quando torna. Don Santi ha lasciato qui un patrimonio di storia vissuta, fede e di generazione. Ha avuto modo di arrivare a sposare giovani che ha battezzato. Si trova attualmente a Medjugorje come da lui stesso fortemente desiderato ma ogni tanto ci viene a trovare. Viene a trovare i suoi confraterni e anche la sua gente. Loro sono più in grado di risponderle sicuramente meglio di chiunque altro. Vuole dare un messaggio alla sua comunità italiana di Pforzheim? Con la grande forza che abbiamo non dobbiamo mai scoraggiarci. Insieme possiamo fare ancora tante cose. Possiamo migliorale. Possiamo metterci a testimoniare la nostra fede, la nostra gioia, la nostra familiarità. Tutti i valori che abbiamo da trasmettere in bene bisogna condividerli con gli altri. Non dobbiamo vergognarci ma vantarci della storia della nostra fede affinché sempre, il Vangelo di Cristo, sia la nostra divisa. Perché noi siamo cristiani. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- La MCI di Pforzheim augura alla comunitá buon 2016
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Apriamo il nuovo anno incontrando i sacerdoti guanelliani della comunità italiana di Pforzheim p.Wieslaw Baniak e p. Rocky (p. Maria Arokiadoss Antonyraj) guidati dall’esortazione di Papa Bergoglio che, nell’indire l’anno Santo della Misericordia, ci invita ad accogliere, festeggiare e diventare oasi di Misericordia. La nostra opera guanelliana é quella di raggiungere il maggior numero possibile di italiani per salvaguardarne la fede e per amministrare i sacramenti ma senza tralasciare ogni altra attività religiosa, culturale e ricreativa, ci spiega p.Wieslaw Baniak. La famiglia resta un caposaldo della identità italiana nel mondo e questo include la generosità, la capacità di adattamento alle più svariate situazioni e l’accettazione di una nuova situazione non sempre facile da gestire. Sentiamo cuotidianamente la necessità di rispondere in maniera adeguata alle esigenze della nostra comunitá emigrata, attraverso incontri, giornate di studio, visita alle famiglie, agli anziani, ai malati in ospedale e a casa. Poter accompagnare una persona nella sua ultima fase della vita ci ha reso inoltre ancora molto più sensibile e specialmente più grati verso gli stessi e i piú bisognosi. Nel corso dell’anno passato nella nostra comunitá si é celebrato un gran numero di battesimi, preparato coppie di fidanzati al matrimonio cristiano in parte celebrati in zona. Assieme alle catechiste della nostra missione e che ringraziamo particolarmente abbiamo preparato una ventina di giovani al sacramento della cresima. Si é celebrata la giornata dell’ammalato con unzioni degli infermi, celebrati funerali e diverse benedizione di salme tumulate in Italia. Si é cercato di essere presenti nel dare aiuto e sostegno per chi ha difficoltà sociale ed economiche. Proprio stamani abbiamo salutato il nostro consigliere generale, p. Luigi Di Giambattista, rimasto con noi in questi giorni di festa e consegnato una cospicua offerta raccolta tra la nostra comunitá italiana del posto in donazione ad un centro ospedaliero in Tanzania, Africa, che ospita disabili e ca. 800 bambini meno fortunati di noi. Un progetto che noi tutti ci auguriamo possa ottenere pieni risultati. Non sono mancate comunque le feste ricreative presso la nostra missione, come anche quelle religiose, il raduno di giovani e gli innumerevoli viaggi di pellegrinaggio. Ammettiamo che il nostro non é stato certo un cambiamento facile nel modo di inserirci, di pensare, di agire e interagire in questa comunitá italiana di Pforzheim da quando l’emerito p. Don Santi Mangiarratti ci ha lasciato generosamente il suo posto. Abbiamo avuto il piacere di ospitarlo appena quattro/cinque settimane fa. Lo abbiamo visto sereno e molto piú carico di quando si é ritirato a Međugorje. Ci sentiamo spesso ed é bello. Sicuramente a noi occorre molto tempo ancora per essere amati e capiti come il nostro precedessore ma se si cammina insieme e ci si avvicina nel dialogo, tutto diventa più facile. P. Rocky ed io ci riteniamo soddisfatti per quanto assieme alla comunitá italiana di Pforzheim é stato fatto lo scorso anno. Pensiamo pertanto che abbiamo chiuso il 2015 positivamente e uspico che la nostra comunitá continui a seguirci numerosa e ad essere sempre piú presente e attiva sia nel cammino spirituale che in quello solidale. Ringrazio la vostra emittente TeleVideoItalia Angela e atraverso voi anche il Corriere d'Italia che prestate la vostra attenzione, al fabbisogno della comunitá italiana in generale sparsa nel modo. Buon anno a tutti. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Michele Zarrillo fa sold out a Waiblingen
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Si è tenuto sabato 4 giugno il primo entusiasmante concerto in Germania della Star Michele Zarrillo. Dopo due anni di restrizioni e rinvii di date a causa della pandemia da Covid-19, la Bürgerzentrum di Waiblingen ha registrato sold out, ricreando quell’atmosfera magica di cui tanto si sentiva la mancanza. Gli artefici del colossale concerto tenuto dal cantautore romano è da attribuirsi alla giovane organizzazione di Danilo Amato, Amato & Tasselli Eventi. Dopo un gradevole ristoro, il cast si appresta a fare il soundcheck e noi a completare il nostro servizio. Il celebre maestro, nonostante concentratissimo, si dedica a noi con grande simpatia e invidiabile umiltà. Un pianoforte attira la nostra attenzione e subito ci appartiamo con Michele Zarrillo. Pur avendolo già incontrato al Festival di Sanremo tra la calca dei nostri colleghi, resta comunque un’emozione incontenibile averlo finalmente tutto per noi e lui ci mette subito a nostro agio. Si complimenta con noi, scherza, racconta piccoli aneddoti, poi con Una rosa blu parte a ruota libera la nostra chiacchierata. Questo è un anno importante Angela, Una rosa blu compie quarant’anni e questa è la prova che, nonostante tutto vivano di luce propria, siamo qui a festeggiare i suoi quarant’anni di questa canzone. I tour inizialmente si chiamava “Vivere e nascere Tour” perché era legato al disco “Vivere e Rinascere” adesso ha cambiato nome strada facendo, chiamandosi “Blu Tour” proprio in riferimento alla Rosa blu. Particolarmente maestro Zarrillo, la prima cosa che ha fatto quando ha messo piede in suolo tedesco per la comunità italiana, quale è stata? Mah, insomma, è un po’ di anni che non venivo. Sono venuto qui a Stoccarda nel lieto fine anni ottanta e i primi anni novanta e mi auguro di ritornare presto, ecco. È una nazione che mi segue molto, a prescindere degli italiani in Germania, sono seguito molto anche dai tedeschi e quindi mi piacerebbe venire ad assaggiare proprio questo rapporto che c’è tra me e la Germania, tra la mia musica e la Germania. Quindi a maggior ragione mi auguro di ritornare presto e fare un tour, o dei mini tour, dove potere vedere appunto tanta gente e poter restaurare un rapporto ancora più profondo con tutti loro. Nella sua lunga carriera Michele Zarrillo a chi vorrebbe dire “grazie” e a chi invece scaglierebbe una “pietra”? Il maestro ci sorride, poi obbiettivamente con grande modestia, risponde: no vabbè, “grazie” lo dico a me stesso e le “pietre” le tiro a me stesso, per lo stesso senso, per carità! No, ringrazio tutti quelli che mi hanno aiutato e mi aiutano in questo bellissimo percorso e che ormai dura da tanti anni. Dico grazie ai miei collaboratori, ai musicisti, agli amici, a tutti quelli che mi danno forza, mi danno energia per poter comunicare quello che io sento e chiaramente, mi tiro le pietre, perché c’era quella canzone… ti ricordi anche te Angela… che fa “ se sei bello ti tirano le pietre, se sei brutto ti tirano le pietre, ecc., fino a completare … qualunque cosa fai, tu sempre pietre in faccia prenderai” ecco, nel senso che poi la vita le pietre le prendiamo un po’ tutti, no! Io però, me le auto tiro da solo. Me le tiro da solo insomma perché, perché sono un pigrone e diciamo che tutto quello che sono riuscito ad ottenere, è perché il pubblico ha voluto che io continuassi. Ha voluto come dire, non abbandonassi mai il campo come si suol dire, quindi devo a loro tutto questo. Devo al pubblico e poco a me stesso perché, con la pigrizia, ogni tanto mi sono assentato e per colpa mia, non per colpa di altre persone. Maestro, prima di lasciarla al suo pubblico le chiedo se a Sanremo ci sarà, l’altra, di fare un grande saluto alla nostra comunità italiana in Germania che la segue. Ma certo, un saluto a tutti da Michele Zarrillo. Io non so se sarò a Sanremo, perché ancora non ho il brano, quindi tu sai che senza canzone non ti puoi presentare. Sanremo ha questa prerogativa, però faccio un saluto a tutti voi. Spero di rivedervi presto e…chissà… Sanremo si, Sanremo no…, chi può dirlo! Vediamo come vanno le cose, vediamo soprattutto se mi esce qualcosa di buono in questo periodo, oppure per l’anno prossimo. Vediamo, come viene, senza farsi un programma preciso. Il suo “chissà” intona per noi più come uno spiraglio promettente, quindi azzardo “…comunque noi a Sanremo ci saremo e la porteremo con noi maestro…” Michele Zarrillo sorride e prontamente ci risponde”…ma… mi porterete nel cuore! Se non dovessi essere lì, mi porterete nel cuore! Tanto io a Sanremo anche se non ci sto, ci sto comunque, perché ne ho fatto già tredici di Festival di Sanremo, per cui! Ciao a tutti, grazie per essere venuti anche qui, é stato un piacere rincontrare te Angela e tuo marito, un bacio e buone cose. Il cantautore romano non si è fatto attendere molto nemmeno dal suo pubblico e il boato accoglie lui e le sue canzoni. Più di due ore di spettacolo puro, ricco di emozioni ed effetti di luce mozzafiato. Le sue canzoni sono poesie che si posano leggere e lasciano impronti indelebili. Michele Zarrillo ha regalato ai presenti un viaggio sonoro attraverso la sua grande carriera. Tra assoli di chitarra acustica ed elettronica, passaggi di batteria a mani nude, le sue dita che accarezzano i tasti di un pianoforte e canzoni tuffate nel passato che viaggiano indissolubili nel presente, hanno portato in delirio i suoi fan. Il pubblico lo acclama, canta le sue canzoni e lui, s’inchina a loro con grande eleganza, affetto e immensa gratitudine. Giusto il tempo di ringraziare gli organizzatori e il suo pubblico per avergli dato fiducia, per avere avuto così tanta pazienza durante il periodo della pandemia, per aver creduto in lui di incontrarlo mentre altri davano per scontato che non sarebbe arrivato, per poi continuare il suo colossale spettacolo senza fare più interruzioni e chiudendo il suo programma replicando la canzone che festeggia i suoi quarant’anni, Una rosa blu. L’organizzazione Danilo Amato, Amato & Tasselli Eventi ai nostri microfoni interviene dicendoci: innanzitutto ringraziamo voi di TeleVideoItalia Angela e attraverso te anche il Corriere d’Italia per cui scrivi, che siete qui con noi questa sera a darci attenzione e stare con il grande Maestro in questo concerto. Siamo partiti così, con i fratelli Tasselli. Ci siamo cercati e forse anche trovati. Michele Zarrillo è stato comunque un artista dove, con le sue canzoni siamo cresciuti. Una rosa blu, ad esempio, è la mitica per tutti noi. Sanremo lo seguono tutti e da quando l’ha fatta, uniti una sera a cena abbiamo sposato l’idea di unire e far’ partita alla grande quest’organizzazione. È stato davvero difficile e molto impegnativo, lo ammettiamo, però ci ha portato alle soddisfazioni, ci dice fiero Danilo Amato. La reazione del pubblico quando ha sentito che arrivava Michele Zarrillo è stata positiva. In tanti erano contenti di vedere per la prima volta il maestro in Germania e siamo contenti anche noi che, dopo due anni dovuta al Covid-19, ce l’abbiamo fatta. Questa sera è una grande festa per tutti noi che siamo qui in sala, ci dice visibilmente emozionato Matteo Tasselli. Avere questo grande pubblico in sala è una bellissima emozione, perché non siamo abituati a tutto questo. Lavoriamo più dietro le quinte in organizzazione e vederli arrivare in così grande numero per il maestro Michele Zarrillo, è davvero fantastico, aggiunge Nicola Tasselli. Ringraziamo tutti gli sponsor che hanno creduto in noi e contribuito alla realizzazione di questo concerto e non per ultimo il pubblico che ha creduto in noi e ci ha permesso, con la loro presenza, di fare sold out, termina Roberto Tasselli. Entusiasta della loro compatta organizzazione, non mi esimo nel chiedere cosa bolle in pentola, sgamati gli organizzatori sorridono poi Danilo Amato orgoglioso risponde: sì Angela, sì! Siamo già in movimento per mantenere anche lo stesso livello e forse mettiamo anche qualcosa in più. Il concerto è stato aperto dagli artisti Trio L’Incanto, un trio di tenori per eccellenza, formato dal cantante Massimo Leone pop tenore leggero, Emanuele Bezzi Baritono lirico, da Fabio Pezzetta Baritenore e cantante Musical. La loro performance, degna di seguire le orme di artisti che hanno segnato la storia della musica italiana nel mondo, inevitabilmente ha sorpreso e portato il pubblico in un nuovo mondo musicale. Un connubio perfetto, dove il canto lirico si mescola con eleganza con il pop e con audacia al rock. Per novero, l’intervista integrale redatta e dedicata interamente al Trio L’Incanto, é riportata a seguito in questo articolo. Considerando comunque che è la loro prima data in suolo tedesco e già hanno raggiunto un così grande consenso dal pubblico, è inevitabile che queste meravigliose e “incantevoli” voci, siano destinate ad avere un seguito sui palchi di tutta Europa. I loro management e produzione Alex Voltolini & Silvia De Ieso fanno sapere che stanno già pianificando il programma. Questo concerto è stato un successo incredibile e resterà impressa nella memoria dei partecipanti fan di Michele Zarrillo, peccato per chi non ha creduto a questa “data del 4 giugno” a questo "concerto con Michele Zarrillo" a questa "organizzazione Danilo Amato, Amato & Tasselli Eventi"" che ha messo anima e cuore per portare ai nostri connazionali ancora un Colossal che ha fatto per davvero la storia della musica italiana nel mondo. Questi sí, che non sanno per davvero cosa si sono persi! Meditate gente...meditate! Il servizio televisivo redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production e visibile sui siti ufficiali di televideoitalia.net e corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Giornata Internazionale di Commemorazione delle vittime di violenza per religione e credo
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. In occasione della Giornata Internazionale di Commemorazione delle vittime degli atti di violenza su base religiosa o di credo, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale comunica che: l’Italia ribadisce con forza il proprio instancabile e costante impegno sul piano internazionale per promuovere la libertà in tale campo e condanna severamente ogni forma di violenza e discriminazione motivata dall’appartenenza o dalla non appartenenza religiosa. Assistiamo con crescente preoccupazione all’aumento in diverse aree del mondo dei casi di intolleranza, discriminazione, estremismo e violenza contro individui e comunità motivate dall’appartenenza o dalla non appartenenza a una religione o a un credo. Di fronte a questa violenza cieca, che nasce dall’ignoranza, dal fanatismo e dalla negazione della diversità, è fondamentale ribadire che solo attraverso il pieno rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali di ogni individuo – inclusa la libertà di professare la propria religione, cambiare la propria religione e anche di non professare alcun credo – possono essere costruite società veramente pacifiche, resilienti e inclusive, che sappiano promuovere l’integrazione, la tolleranza e il mutuo rispetto. A testimonianza dell’impegno dell’Italia sul tema, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha recentemente istituito la figura dell’Inviato Speciale per la tutela della libertà religiosa e per il dialogo interreligioso, al fine di rafforzare ulteriormente e valorizzare sul piano internazionale le tante iniziative del nostro Paese a favore della libertà di religione o credo, anche attraverso la promozione del dialogo e della collaborazione tra persone e comunità di fede o credo diversi. Da sempre sensibile al tema della protezione dei diritti delle minoranze etniche e religiose, l’Italia, attraverso la sua azione di Cooperazione allo Sviluppo, è impegnata in numerose aree del mondo per contribuire al miglioramento delle condizioni socioeconomiche delle persone appartenenti a comunità che vivono in contesti segnati da insicurezza e instabilità, al fine di favorirne i processi di integrazione, in particolare con iniziative in favore di popolazioni appartenenti a minoranze cristiane oggetto di persecuzioni nelle aree di crisi. Nell’anno in cui si celebra il 30mo anniversario della Dichiarazione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone appartenenti a minoranze nazionali, etniche, religiose o linguistiche, è importante sottolineare la rilevanza di questo tema, reso ancora più urgente dai conflitti armati e dalle crisi umanitarie, che hanno finito per esacerbare la già precaria condizione delle persone appartenenti a minoranze di religione o credo. Oggi più che mai, è fondamentale rafforzare l’impegno della Comunità internazionale e richiamare la responsabilità degli Stati nella tutela e nella promozione dei diritti umani e delle libertà fondamentali, compresi quelli delle persone appartenenti alle minoranze religiose, affinché le religioni possano essere veicoli di pace, dialogo e incontro tra gli individui e i popoli e non un pretesto per l’intolleranza, la discriminazione e la violenza. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- è morto Bruno Arena dei Fichi d’India
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Lo storico volto del duo comico dei Fichi d’India “Bruno Arena” si è spento oggi. A causa di un ictus che gli ha causato un’emorragia cerebrale e compromesso le sue capacità motorie, nonostante la riabilitazione, la malattia l’ha costretto a stare in sedie a rotelle e dal 2013 lontano dai riflettori. Max Cavallari, amico nella vita e partner che componeva i Fichi d’India fondato nel 1988 (e dove il duo comico si é reso popolare anche per gli sketch comici andati in onda sul piccolo schermo a Zelig), anche dopo l’incidente non ha mai smesso di essere al fianco di Bruno Arena. Il duo comico "Fichi d’India" nel corso degli anni è approdato anche sul grande schermo. Protagonisti di innumerevoli spettacoli teatrali, lo sono stati anche nel loro primo film da protagonisti nella divertentissima commedia diretta da Franco Amurri “Amici ahrarara”, ricordiamo inoltre altrettani successi di botteghino tra i tanti anche "Natale in India" e "Matrimonio alle Bahamas", "Natale sul Nilo", "Pinocchio di Roberto Benigni". Docente di educazione fisica, eseguite in diverse scuole della provincia di Varese, Bruno Arena a soli ventisei anni, intraprese la passione per la comicità. Colma é stata la sua carriera con il cinema, la radio, la tv e il teatro. La sua vista, parzialmente compromessa per un incidente automobilistico avuto nel 1984, riprende grazie a un incontro con l’amico Max Cavallari e nell’ottantotto decolla il loro successo in Fichi d’India. A sole poche ore dalla notizia data sui social dal figlio Gianluca Arena, in rete è partito già un sentimento di cordoglio generale, sia da parte dei fan sia da volti noti del mondo dello spettacolo. A ricordarlo anche i componenti dell'intramontabile storica band dei Pooh, postando una foto e un prezioso ricodo. Altrettanto fa il cantautore e conduttore televisivo Paolo Belli che lo ricorda, postando una foto che lo ritrae abbracciato sorridente insieme al cabarettista e attore Bruno Arena. Appena poche settimane fa, uno scatto lo ritraeva anche insieme al suo amico fedele e compagnio di viaggio Max Cavallari. Bruno Arena aveva sessantacinque anni e il lutto che ancora una volta colpisce oggi il mondo della comicità italiana, lascia un vuoto incolmabile. Gianluca, che ha intrapreso la carriera comica del padre, scrive sui social: "Non ero pronto, ma tanto non lo sarei mai statoi, buon viaggio papà… lasci un vuoto immenso”. La Redazione si unisce al cordoglio della famiglia Arena. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Cinque anni con VOI di Marco Pagano, con centinaia di fan e miti della musica italiana!
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Ha festeggiato così Marco Pagano i suoi cinque anni di carriera in Germania. Ad attenderlo un bagno di folla e artisti che hanno aderito al suo invito da: Andrea Zeta, Tony Colombo, Frankie Capone, Gabriele Sugar, Mario Forte, Marika Cecere, a Paola Pezone, Ludo Brusco Mrhyde Bis, Rudy Brasiello e Mr. Hyde, Tony Gerardi, dj Deerock. È con loro che il giovane promoter, martedì 2 ottobre nella discoteca Imperial di Mainz, ha condiviso le sue emozioni e spento le cinque candeline. L’evento è stato condotto da Rosaria Esposito e dallo stesso Marco Pagano. Fin da subito è stato una degli organizzatori più amati, stimati e seguiti in Germania, raggiungendo così un importantissimo traguardo e facendo del suo stesso nome MP (Marco Pagano) Concerti Italiani, un marchio d’eccellenza. Un giovane che fin dall’inizio si è messo in gioco con la sua faccia e il suo stesso nome, trasformando tutti i suoi eventi in un palese successo. Con la sua umiltà e caparbietà, ha creato una rete familiare, dove sia gli artisti, sia i fans lo considerano uno di loro. Il Corriere d’Italia ha incontrato lui e i suoi ospiti e, tra emozioni, colpi di scena e grandi risate, sono riaffiorate le fasi indimenticabili del suo percorso organizzativo, intrapreso con miti come: Nino D’Angelo, Anna Tatangelo, Gigi Finizio, Rosario Miraggio, Gianni Celeste, Emiliana Cantone, Daniele Cardaci, Chiara Settembre etc., non tralasciando i presenti al suo evento del 2 ottobre. Marco Pagano, la prima domanda sorge spontanea, quando e com’è nata questa passione? Premesso che la musica è nel mio DNA, il mio primo evento è nato attraverso una grande amicizia coltivata con Rosario Miraggio. Amo entrare nel bene e nella felicità dei fan che si fanno più di trecento chilometri per il suo artista. Questo è bellissimo ed è stato l’input per continuare ad organizzare tali eventi. Ciò mi ha portato a fare grandi passi e a legare anche con Gigi Finizio, realizzando un unico evento con entrambi, da li è stato un crescendo. Lavorare con imponenti artisti non è una cosa ordinaria, specie per un giovane come te. Come sei riuscito a conquistare la loro attenzione e fiducia, esempio con Nino D’Angelo? Angela, hai detto una bella frase “giovane” e aggiungo “coraggioso”. Amando la musica, ho tanti cantanti in testa. Mi sveglio sempre con l’idea di organizzare un concerto con loro. Ho impiegato due anni per organizzare un duplice concerto con il “Re di Napoli” Nino D’Angelo, a Mainz e a Stoccarda. Era il mio sogno. Fin da bambino portavo il “caschetto”, seguivo i suoi film e cantavo tutte le sue canzoni. Questo è stato possibile realizzarlo grazie anche al suo manager che tutt’oggi ci scriviamo e ci stimiamo. Da quale Regione provieni e a chi devi questo tuo grande passione di organizzatore? Sono origine di Torre Annunziata da parte di Papà e Catania per conto di Mamma. Amo la Sicilia ma in particolar modo Napoli ma, senza nulla togliere alla Sicilia, mi sento più napoletano. È indescrivibile e unnico l’amore che provo per Napoli e per la sua musica. In quanto alla passione e a chi lo devo tocchi anche qui un tasto per me fondamentale, campassi cent’anni, ma lo devo al mio inseparabile staff che si presta sempre ad aiutarmi senza ma e senza se, come: Antonio Pagano, Angelo Marseglia, Davide Deiana, Dj Skizzo, Raffaele e Mick Fl (Michele Floridia), Rosa Nocciolino, dj Deerock. Se io riesco in tutto questo, è grazie a loro. Lo devo anche ai grandi miti che mi hanno dato fiducia in questi cinque anni e soprattutto lo devo al pubblico che mi segue. Sono gratificato perché fedelmente continua a regalarmi grandi emozioni e soddisfazioni venendo ai miei eventi. Lo dirò sempre… noi organizzatori senza di loro non saremmo mai nessuno! Sono riconoscente anche a tutti quelli che mi hanno sostenuto e continuano a farlo finanziariamente come sponsor. Ringrazio anche Pippoo Cuore per la tecnica e il suo impegno come fonico e Deerock Daniele che, professionalmente, ha guidato l’intrattenimento musicale. Non voglio sembrare retorico, ha terminato Marco Pagano, ma mi onora la presenza nei miei spettacoli con la tua emittente TelevideoItalia Angela, come attraverso te, anche quella del Corriere d’Italia. Grazie di cuore per l’attenzione che mi dedicate e per l'imminente lavoro di montaggio che realizzi in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, come l'impegno che mettete nel divulgare a livello mediatico questi eventi collettivi. È stato bello spegnere le mie "cinque candeline" con tutti voi. Ringrazio sempre di vero cuore. Nel backstage abbiamo incontrato anche i suoi artisti che, con generosità, hanno espresso un pensiero: “Noi portiamo la napoletanità, un patrimonio dell’umanità…, ci dice Mario Forte, “…cantare fuori dall’Italia è un’emozione unica sentire il calore del pubblico in Germania. Stiamo lavorando su un disco nuovo in uscita a febbraio con undici inediti. Marco Pagano è un grande professionista, gli voglio bene, sono lusingato di fare parte ai suoi cinque anni di attività e glie ne auguro altri mille. “Ritrovarmi per la seconda volta in Germania e con un pubblico accogliente è un onore e una grande emozione…, ci dice l’emblema della bellezza italiana Marika Cecere, “…in suo onore presento due miei inediti, uno è italiano e amorevole, l’altro napolegno doc dal titolo Femmina. É un inno al rispetto non solo della donna o di chi interiormente si sente di esserlo ma di tutte le persone e della loro integrità. Fiera di lavorare per Marco Pagano, faccio tanti in bocca al lupo per la sua carriera”. “Grazie a Marika o avuto l’opportunità di conoscere per la prima volta i miei connazionali residenti in Germania e festeggiare questo straordinario anniversario, è un onore…” ci confida l’altrettanta straordinaria voce canora Paola Pezone, “…a dicembre esce il mio primo album che raccogli i miei inediti, è bello condividerli in questo evento grazie a Marco Pagano e a lui faccio i miei in bocca al lupo alla sua carriera. “Nel nostro piccolo stiamo portando la musica partenopea che ci rappresenta e avendo avuto il privilegio di duettare con grandi miti nella nostra Città, stiamo sperimentando adesso la nostra musica in giro per l’Italia e nel mondo…, pongono l’accento, i Mr. Hyde, “…il tour in precedenza fatto in Germania ci ha lasciato dei bellissimi ricordi. Il pubblico è caloroso e affettuoso. È proprio vero che la musica viaggia e unisce le popolazioni a migliaia di chilometri di distanza. Marco è un grande e un meticoloso organizzatore, è il numero uno! Non tutti sanno che grazie a lui, in uno dei suoi furgoni vip, è nata una collaborazione e un pezzo fortissimo con Emiliana Cantone, precedentemente fatta con Maria Nazionale, pertanto oltre agli auguri ti diciamo grazie per il successo da mille e una notte che è arrivato". L’evento si è prolungato fino alle luci dell’alba e il resto del cast, in Hotel, non si è sottratto dai nostri microfoni: “è stata una bellissima serata piena di emozioni e sono contento di fare parte della famiglia MP di Marco Pagano, è un grande fratello…,” ci dice Andrea Zeta, “…è riuscito a riunirci con altrettanti nostri colleghi cantanti per i suoi cinque anni d’attività. Fa tanto per i nostri connazionali italiani in Germania e questo gli fa onore. Marco merita tanto, c’è una reciproca fiducia, ed è anche per questo che ho deciso di lavorare in esclusiva con lui in Germania. Sto preparando un nuovo lavoro discografico previsto in uscita a gennaio 2019, non vedo l’ora di presentarvelo. “È emozionante abbracciare i nostri connazionali, specie fuori dall’Italia…, ci dice il cantautore rapper Gabriele Zuccaro, in arte Sugar, “…la mia carriera musicale è iniziata con il singolo Paradiso Inferno utilizzato come soundtrack nella serie Amore Criminale prodotta dalla Rai, per poi continuare con il brano Fenice. Sto lavorando, tra una tournée e l'altra, a un nuovo progetto musicale che sarà presentato entro l'anno e sono grato a Marco Pagano sia per l’invito, sia per avermi dato l’opportunità di farmi conoscere in Germania. “Marco è un grande personaggio e ho potuto costatare che gli vogliono tanto bene in questo Paese e non solo per avere creato molteplici eventi ma anche tanti artisti...” aggiunge Frankie Capone, autore musicale, sempre in giro per il mondo e noto per avere lavorato con artisti come: Mario Biondi, Gigi Finizio, Andrea Zeta, etc., “…l’impatto con il pubblico è stato fantastico. Ascoltano la musica in modo passionale. Faccio i migliori auguri a Marco Pagano e al suo grandioso pubblico che mi ha accettato. ”Ho un legame affettivo con la Germania da ventisette anni ed essendo ospite in questo evento mi riempie d’orgoglio…” dichiara Tony Colombo, “…come amico voglio un gran bene a Marco Pagano e lo ringrazio per l’invito. Sto vivendo un periodo molto bello, fortunato e famoso della mia vita e mi rendo conto che tutto questo successo è grazie a tutti voi. Salutiamo il resto del cast non presente nella foto che, per esigenze artistiche, hanno preso il volo alle prime luci dell'alba per ritornare in Italia. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- "U scugnizzo" a Mannheim. Il Grande della musica napoletana, Nino D’Angelo con Gioia Nova
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Il Grande della musica napoletana, Nino D’Angelo, non delude le aspettative. Con Gioia Nova Tour è il suo nuovo album, festeggia i suoi 50 anni e i 36 di carriera. Incontriamo il mito. L'eterno scugnizzo ha stupito ancora con oltre due ore di concerto e un vasto repertorio di successi di cui alcuni classici napoletani. Un ritorno attesissimo quello del mitico Nino D'Angelo, in concerto con un repertorio che affronta temi come la religione, l’emigrazione, la povertà, con sonorità partenopee e ritmi world music. Il mito ha festeggiato i suoi 50 anni e 36 di carriera con un nuovo tour teatrale Gioia Nova Tour partito in primavera dall'Italia. Il suo nuovo album é un disco cantato interamente in napoletano; il primo realizzato “da nonno” ispirato dalla nascita della sua prima nipote. Una riflessione, una forte presa di coscienza sui nostri tempi. Avere 50 anni ai giorni d’oggi in una città che affonda, dove spari, guai e speranza sono all’ordine del giorno. Lo spettacolo ha due facce, il presente e il passato. Dove l'Artista ripercorre la sua lunga carriera dai classici come:Nu jeans e ‘na maglietta, Maledetto treno, Chiara, alle più recenti come Marì, Senza giacca e cravatta, A storia 'nisciuno e altre che hanno segnato il cambiamento artistico del cantante e la riproposizioni di alcuni classici della canzone napoletana. Lo incontriamo e lui, nonostante concentratissimo, ci accoglie calorosamente e ci dedica uno spazio del suo prezioso tempo. Di tutte le cose che incidono alla realizzazione di un disco qual'é la più importante? la cosa importante per me oggi é diventata il suono, fondamentale per essere moderni. Una cosa che ad esempio mi lascia sempre un po' allibito é il fatto che quando consegni un disco alle radio ti chiedono se rispecchia o meno il target. Questa cosa mi fa morire. Credo che sia impossibile giudicare una musica per il target, c'é la musica buona e quella cattiva, quella che piace e quella no. La musica é musica. C'é a una forte contaminazione etnica della musica napoletana, da cosa é dovuta secondo lei? Evidentemente la world music piace. E' stato Peter Gabriel l'artista che più di tutti ha sperimentato queste contaminazioni così belle e forti. Poi questo modo di fare musica ci ha affascinato un po' tutti e così abbiamo cercato nel nostro genere di arrivare a fare quello che fa Lui. La sua vita artistica é piena di impegni. É pure attore, é una professione serio? Quando faccio le cose io cerco sempre di farle con serietà, per imparare. Non sono un grande attore ma mi piace arricchire quello che sono. Però resto soprattutto un cantautore. Legato alla tradizione, come vive il rapporto con Internet? Mi piace, navigo, mi diverto e poi ho un fans club che gestisco proprio dal sito. Sono tantissimi, però rispondo alla maggior parte. All’attualità che cosa chiederebbe per Napoli? La speranza per Napoli è una ricchezza enorme ma mi piacerebbe che i napoletani non si svegliassero solo con la speranza, perché specialmente negli ultimi tempi ne è uscita un’immagine che non corrisponde alla realtà. Perché si deve esagerare su ogni aspetto? Quando si fa un’intervista a un napoletano sbagliato, se ne deve un’altra a un napoletano giusto, invece fa più successo il male del bene. Dovremmo farci un esame di coscienza. Dai media c’è una forte responsabilità? Sì, hanno una grande responsabilità. Non bisogna mostrare solo il male ma anche il bene di Napoli che vince sempre. Lasciamo perdere il problema "immondizia" che è mal gestita, questo non è colpa dei napoletani, anzi sono grandissime vittime. Saluto tutti gli italiani in Germania e grazie anche a te e alla tua emittente TeleVideoItalia Angela che sei venuta a trovarmi. Ci rivedremo presto. Ciao, un abbraccio con tutto il cuore a tutti dal vostro Nino. Sul palco Nino D’Angelo si presenta in abito bianco, quasi a mostrare tutta la sua purezza e semplicitá. Canta, comunica con i presenti. Toccante il messaggio che lancia soprattutto ai tedeschi, quello di venire in Campania. Nino ha grinta da vendere e sembra ancora il giovanotto dal mitico caschetto biondo. Il coinvolgimento del pubblico è stato più intenso quando ha cantato un suo grande successo, Un jeans e una maglietta, mentre sullo sfondo in megaschermo venivano proiettate alcune immagini del film. Altro momento coinvolgente è stato il canto dell'Inno del Napoli calcio. Tra una melodia e l'altra poi ad uno ad uno presenta tutti i componenti del gruppo. Ma a Mannheim se il grande della musica napoletana non ha deluso le aspettative del caloroso pubblico, ha deludere ci hanno pensato gli organizzatori locali. Le non poche polemiche suscitate a incominciare dalla biglietteria per poi finire agli organizzatori stessi della serata, hanno ritardando di un'ora l'inizio del spettacolo e sono susseguite fin dopo lo spettacolo. Anteprima l'intervista fatta al'Artista, avevamo strappato due parole anche a Immacolata Leo, 20 anni, parrucchiera. Determinata simpaticamente afferma che con "Nino D'Angelo, ci andrá pure a cena. Seguo tutta la sua musica e i suoi film. Popcorn é patatine é quello che mi ha emozionato di piú. Ho seguito il mutamento musicale ma quello di prima mi piace di piú. É straordinario trovare sempre piú siciliani in questi concerti, come mai chiediamo ad Angelo Bellavia. Sicuramente é la musica che ci accomuna, risponde. Le sue canzoni e i suoi film hanno fatto parte della mia infanzia, dei miei amori, del mio matrimonio. Giuseppina Ferrari di Pforzheim, casalinga, non si perde neppure un'intervista del mitico Nino D'Angelo, racconta, ma l''emozione é troppo forte e viene difficile esprimere quanto musicalmente mi trasmette. Nino D’Angelo non ci ha mai deluso. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- per Gigi Proietti Roma é con il lutto al braccio ma anche il mondo lo piange
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Si sono svolti oggi i funerali del grande mattatore romano Gigi Proietti, scomparso nel giorno del suo ottantesimo compleanno. Le esequie sono arrivate nella Chiesa degli Artisti e solo rose rosse sulla bara. É stato accolto da un interminabile lungo applauso nel Teatro Elisabettiano e che d’ora in poi porterà il suo nome, per averlo creato e guidato con onore per diciassette anni nel cuore di Villa Borghese. La solenne cerimonia, in presenza della moglie Sagitta e le figlie Carlotta e Susanna, è stata trasmessa in diretta Rai e si è aperta alla presenza di un picchetto dei Carabinieri e agenti della Polizia in alta uniforme, dove hanno deposto una corona di fiori, in segno di simpatia dell'Arma dei Carabinieri, per il personaggio da lui magistralmente interpretato del “Maresciallo Rocca”. All'esterno del teatro Brancaccio di cui è stato direttore artistico dal 2001 al 2007, è stato possibile seguire i funerali da un maxi schermo. Chiusi gli ingressi e spazi interdetti ai cittadini e alla circolazione, la piazza del Valadier, la via del Corso, il piazzale Flaminio e parte di Villa Borghese, per evitare assembramenti. Un commosso saluto è arrivato da parte di tante maestranze, cittadini, amici e attori nati e cresciuti nel suo Laboratorio, colleghi ma anche da tutto il popolo romano e dal mondo che l’ha amato nelle sue mille sfaccettature di personaggi che hanno saputo farci riconoscere in ognuno di noi. Lacrime e commozione da parte di tutti i presenti e familiari. Sui social altrettante le migliaia di parole di cordoglio scritte da alte cariche dello stato e personaggi della musica e non solo, da Sergio Mattarella, Giuseppe Conte, Matteo Salvini a Laura Pausini, Tiromancino, Iva Zanicchi, Cesare Cremonini, Veronica Pivetti, Alberto Angela che lo definisce quest’ultimo "Un intellettuale del popolo". Tra gli interventi affiorano commossi quelli di Flavio Insinna, Enrico Brignano, Edoardo Leo, Paola Cortellesi. Tra i banchi altrettanti amici, Paolo Bonolis, Fiorello, Ugo Pagliai e Paola Gassman, Marco Travaglio, l'ad della Rai Fabrizio Salini, Rodolfo Laganà. In diretta streaming arriva anche il saluto da Virginia Raggi, sindaca della Città, costretta in autoisolamento perché positiva al Covid 19. Nel suo discorso sottolinea: è fondamentale avere ricordi tangibili di chi è stata una grande persona. Gigi ha dato tanto ai romani e oggi Roma inizia a restituire tutto l'amore che ha avuto. Non appena la pandemia finirà, organizzeremo quello che ora abbiamo dovuto rimandare. Per noi è una persona speciale che non vogliamo dimenticare. Lui sarà sempre nel nostro cuore. Tra i presenti anche Massimo Wertmuller, Paola Tiziana Cruciani, Marisa Laurito, Walter Veltroni. L'omaggio è partito dal Campidoglio, ai piedi della statua di Marco Aurelio. Il feretro di Gigi Proietti ha lasciato poi Piazza del Popolo per l’ultimo percorso, il Cimitero di Prima Porta, dove il corpo dell'attore sarà cremato. Gigi Proietti, prima di andarsene però ci lascia la sua ultima traccia d’attore nel film “Io sono Babbo Natale” di Edoardo Falcone, dove interpreta i panni di un’incredibile romanissimo e dimesso Babbo Natale. Il film sarebbe dovuto uscire questo dicembre ma ancora nulla si sa ufficialmente dai distributori del film se intendono slittare il suo ennesimo capolavoro al 2021. Roma ha proclamato il lutto cittadino per tributargli tutto il suo affetto, ma anche l'italiano oltre frontiera lo piange. Ebbene sì, il “Gastone o Edmund Kean” l'eterno “Cavaliere nero” uno dei più grandi interpreti del cinema, della tv e del teatro italiano se ne va proprio il giorno del suo ottantesimo compleanno, quasi come a farci l’ultima sua “mandrakata“ ma raccoglie ancora adesso applausi perché come disse “LUI” stesso, in occasione dell'ultimo saluto fatto ad Alberto Sordi, “tutta la città sbrilluccica de lacrime e ricordi”. Ecco maestro Gigi, é stato anche per noi di TeleVideoItalia Angela Saieva un grande onore e un privilegio conoscerti di persona, in occasione della scorsa edizione di "La sai l’ultima?" lasciandoci l'ennesimo costruttivo sorriso. Tu non sei solo un grande uomo e un grande attore, dove hai saputo interpretare i tuoi mille ruoli con umanità, passione e la giusta dose d’ironia. No Maestro, tu sei molto di più per tutti noi, sei e rimarrai per sempre… GIGI PROIETTI Chapeau! Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Fiorello lo showman è il vero mattatore del 70esimo Festival di Sanremo
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Fiorello incanta l'Ariston con la sua simpatia, scherzando con Amadeus e affiancandolo con grande rispetto. Con emozioni, battute e gag, lo showman si prende la scena ovunque si trova, che sia nelle serate del Festival, che sia in sala stampa. Qui appunto, irrompe senza una "scaletta". Siamo tutti immersi a fare domande ai vertici Rai, al conduttore e direttore artistico per eccellenza della 70esima edizione del Festival di Sanremo Amadeus, ai suoi ospiti, agli artisti in gara, ma la voglia di vedere sbucare all’improvviso Fiorello resta ogni giorno e sempre al primo posto per tutti noi giornalisti. Sempre più determinato ad aiutare il suo amico Amadeus, come lui stesso lo scandisce sul suo pass, fa di tutto per smorzare le tante e puntuali polemiche che incombono retoriche, ogni anno, sul festival. Fiorello ha messo in campo un vero e proprio one-man-show, facendo chiaro a tutti comunque che: altro non è che, il conduttore ombra del Festival. In giorni diversi soddisfa la nostra sete di averlo in conferenza, e non pecca nel regalare a tutti noi immersi nella scrittura e a stilare servizi, una buona dose di sorrisi e spensieratezza. La 70esima edizione del Festival di Sanremo, detto e scritto da un numero non indifferente che sguazzano nell'ipocrisia, sembrava destinato a fallire. Si presenta quindi alla prima serata della più temuta, tanto invidiata e discussa kermesse sanremese con una tonaca, indossata forse non a caso in versione Don Matteo. Entra in sala, mandando in delirio il pubblico che lo acclama. Parte cosí, il suo primo e divertente monologo: Scambiatevi un segno di pace. Basta, avete condizionato anche mia madre con tutte ste polemiche, a telefono mi ha detto in siciliano: oh, stai attento a quello che dici, sennó ti finisce come Amadeus!. Comunque, se questa veste mi fa arrivare al 40 di share, giuro che domani mi presento vestito da Maria De Filippi!. Fiorello é libero di dire, andare dove vuole e fare ciò che più desidera, afferma pubblicamente e senza tanti giri di parole lo stesso Amadeus. Fiore non demorde, sempre attento all’evolvere delle serate, sia in sala stampa sia al festival racconta, si racconta e snocciola, trattenendo le risate, aneddoti su se stesso, sull’amico Amadeus, sugli artisti in gara, sui fiori di Sanremo, sulla politica e su chi continua a remare contro il festival. Con signorilità, simpatia e grande umiltà tiene testa a tutti, anche a noi quando c’incontra sia al party di benvenuto dato dalla Rai, per noi giornalisti, dandoci attenzione e parola; sia in sala stampa, rinnovando i saluti ai nostri connazionali italiani in Germania. Nelle serate del festival si tramuta ad esempio nel quinto dello storico gruppo Ricchi e Poveri, cantando insieme a loro. Mostrando anteprima la racchetta del campione numero uno del tennis, finisce per fare qualche palleggio con lui, Novak Djokovicil, grande amico dello showman Fiore. Si traveste da Maria De Filippi per mantenere fede alla sua promessa fatta, nel caso avrebbero ottenuto il boom di ascolti nella prima serata. Improvvisa con grande stile e professionalità, sull’accaduto in diretta Bugo / Morgan, placando gli animi di tutti. Difende con destrezza, sotto un sorriso, gli attacchi mediatici e poco galanti fatti ad Amadeus e al suo Festival. Fiorello ha permesso ad Amadeus di fare bene sin dalla prima puntata, sbancando anche lo share. In barba ai più scettici la Rai ha registrato ascolti record di 11,4 milioni per la finale, lo share più alto dal 2002! Standing ovation quindi per Fiorello e naturalmente anche per il padrone di casa del Festival, amico vero, Amadeus. È proprio il caso di dirlo “sono i FATTI che contano e non le PAROLE”! Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Il cantante Marco Sentieri a Casa Sanremo parla del cyberbullismo
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Si è tenuta al Palafiori di Casa Sanremo la conferenza stampa riguardo la campagna contro il bullismo e il cyberbullismo. Incontriamo il cantante Marco Sentieri, che ha portato al Festival “Billy Blu” un brano che tratta appunto il delicato tema del cyberbullismo e dove svela come lo stesso sia stato vittima. “In questa fase di comunicazione, quasi esclusivamente tecnologica, la musica specie quella digitale resta uno dei pochi veicoli capaci di trasmettere messaggi, in modo immediato ed emozionale e in alcuni casi rappresenta uno strumento pedagogico e sociale insostituibile…” ha commentato il cantante Marco Sentieri ai nostri microfoni, “…come sta avvenendo ad esempio con il mio progetto Billy Blu contro il bullismo e il cyberbullismo. Pensa che anche nelle scuole è divenuto un vero mezzo d’insegnamento. Come più volte detto, io a mio figlio vorrei insegnare la condivisione e il rispetto per il prossimo. Possono sembrare due cose banali ma in realtà, il rispetto è anche non deridere, discriminare, offendere o denigrare il prossimo, proprio come non ci si riesce a farlo con il proprio compagno di classe, che divide con te la merendina e le giornate. Ringrazio la tua emittente TeleVideoItalia.net Angela e sempre attraverso te, la presenza anche del Corriere d’Italia per cui scrivi, per l’impegno preso nel trasportare anche oltre frontiera il nostro delicato messaggio. Angela, è stato un piacere conoscere te e tuo marito Dino. Noi naturalmente continueremo a vederci senza dubbio durante il Festival e quindi anche in sala stampa, ma ammetto che mi piacerebbe abbracciare da vicino anche i nostri connazionali italiani in Germania e trasportare anche lì da voi la mia musica. L’imponente iniziativa di prevenzione dei rischi e pericoli della rete, ha fatto tappa su tutto il territorio nazionale, toccando perfino la meravigliosa Città ligure Sanremo durante la settimana del 70esimo Festival della Canzone Italiana di Sanremo. Tra gli illustri ospiti, presente il musicologo e giornalista critico Dario Salvatori, il direttore del dipartimento europa managing SDA Sanremo Eventi Dino Saieva, il giornalista Filippo Lucci, le testate italiane tv e stampa estera TeleVideoItalia.de e il Corriere d’Italia, il direttore Marketing di Unieuro Marco Titi, il vicequestore della Polizia Postale Roberto Surlinelli, il comico influencer Roberto Lipari (a molti noto nel ruolo d’inviato di Striscia la Notizia), il consigliere comunale di Sanremo Giuseppe Faraldi. A pianificare la campagna omnicanale, a copertura di tutti i più importanti mezzi, radio, tv, stampa e digital nazionali, partire dal 5 febbraio ( settimana che coincide appunto con la Giornata Nazionale contro il Bullismo e Cyberbullismo) é sta Unieuro. In occasione, la Polizia di Stato ha parcheggiato un Pullman nella storica Piazza Colombo, realizzato in collaborazione con i ministeri dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca, con una visibilissima scritta “Una vita da social”. L’inarrestabile corsa d’informazione ha permesso, attraverso quest’imponente mezzo, di trovare un’aula didattica multimediale allestita all'interno con postazioni internet aperta a tutti. Ha regalato in questo modo l’opportunità d’incontri adatti a tutte le età, usando un linguaggio chiaro e diretto a tutti in materia di sensibilizzazione e prevenzione. L’incontro ha avuto per eccellenza la presenza dell’autore del libro Luca Pagliari, che ha presentato per l’appunto il libro“#Cuoriconnessi - Storie di Vite online e di Cyberbullismo” distribuito gratuitamente da Unieuro sul territorio nazionale. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Tributo a Vincenzo Mollica storico giornalista della Rai
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Uno delle figure più note del giornalismo televisivo italiano come Vincenzo Mollica, va in pensione. Con una pazienza altrui e il sorriso bonario oggi da tutti noi in sala stampa e a seguire, seduto in prima fila alla 70esima edizione del Festival di Sanremo, riceve il meritato tributo e una standing ovation con un interminabile applauso. Non sono mancati i saluti e gli auguri affettuosissimi fatti attraverso i videomessaggi da Roberto Benigni, Stefania Sandrelli, Vasco Rossi e mandati in onda durante il Festival. Emozionante anche quando i due grandi mattatori della popolare kermesse, il conduttore e direttore artistico Amadeus e l’incomparabile showman Fiorello, sono scesi dal palco e abbracciato il commosso Vincenzo Mollica, storico giornalista e autore della rubrica “Doreciakgulp”. Seguito e amato dagli italiani e anche da noi, da venticinque anni non è mai mancato al tradizionale appuntamento e dal suo storico balconcino in collegamento con il Tg1 dal Teatro Ariston di Sanremo, l’inviato a Sanremo, ha intervistato con simpatia e naturalezza tutti i protagonisti del Festival e ogni sua celebrità, fino ai suoi conduttori, nonostante la sua malattia lo facesse da padrone. Da lui si può ben dire sono passati tutti, ma proprio tutti, da Alberto Sordi, Adriano Celentano, Federico Fellini, Lucio Dalla, Raffaella Carrà, Luciano Pavarotti, Roberto Benigni e tante altre Star. Neppure la fuga dell’attore Jack Nicholson nel 1997, che gli negò l’intervista dileguandosi tra i corridoi di un Hotel, fermò il suo grande entusiasmo di fare puro giornalismo. Non ho mai voluto fare il critico. Sono sempre stato interessato agli artisti come persone, all’umanità che portano con sé, ha spiegato Vincenzo Mollica. Nella mia vita ho capito che i veri grandi artisti sono sempre semplici. Non hanno bisogno di sovrastrutture, d’impalcature su cui reggersi, perché quello che hanno dentro arriva in maniera diretta. Quello è fare arte. Vincenzo Mollica, malato di Parkinson ormai da qualche tempo, aveva ridotto le sue apparizioni in pubblico in questi ultimi tempi ma di recente, nel programma Viva RaiPlay condotto dal mitico Fiorello, ha prestato la voce a un divertente pupazzetto modello “Muppet”. Il giornalista e presidente dei Beatlesiani D'Italia Associati, Rolando Giambelli, ha consegnato in sala stampa una targa dei "Beatlesiani" con la tessera d'oro del Beatles Fun Club, un premio di ringraziamento, per avere contribuito a sostenere anche in Italia la cultura dei Beatles. Anche noi, oggi, ci riteniamo privilegiati nell’averlo conosciuto e apprezzato in tutti questi anni. Ogni volta incontrarlo, parlargli e stringergli la mano è stato per noi quasi una questione di principio, un maestro, una fonte dove attingere sapienza e conoscenza di un giusto e razionato giornalismo, dove è lecito dire tutto ma usando la giusta dose di ironia e senza offendere nessuno e soprattutto, usando il buon senso che contraddistingue un vero giornalista e le sue interviste. Storico rimarrà pertanto anche il suo genuino commento, fatto a tutti noi in sala stampa e dove tutti dovremmo forse in qualche modo, anche lì meditare: …con quel po’ di vista che mi è rimasta, cioè un c****, vi dico che mi tolgo dai c****ni. Ho due compagni di viaggio, mister glaucoma e mister Parkinson. Non ho proclami da fare. Fare il cronista è stato mio mestiere, il Tg1 la mia casa. Ringrazio voi che mi avete accolto. Una delle regole principali della mia vita me l'ha insegnata Fellini: "Vincenzo... non sbagliare mai il tempo di un addio o di un vaffan**lo, se lo sbagli di un secondo ti si può ritorcere contro... Aveva ragione!" Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de I servizi televisivi e stampa, redatti dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva sono in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE. SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Un saluto al Maestro Ennio Morricone, una carriera da Oscar. Il cordoglio dal mondo intero
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Per le conseguenze di una caduta, dove si era rotto il femore, ci lascia Ennio Morricone, il premio Oscar, autore delle colonne sonore più belle del cinema italiano e mondiale da C'era una volta in America, Per un pugno di dollari, a Nuovo cinema Paradiso, Mission, Malena. Grazie al sodalizio artistico con Sergio Leone, padre dei film Spaghetti Western, concretò la sua fama. L’annuncio della scomparsa del Maestro Ennio Morricone e dei funerali che si terranno in forma privata "nel rispetto del sentimento di umiltà che ha sempre ispirato gli atti della sua esistenza” arriva attraverso il legale e amico della famiglia, Giorgio Assumma. Morricone, si legge nella nota, si è spento all'alba del 6 luglio in Roma con il conforto della fede. Il Maestro ha conservato sino all'ultimo piena lucidità e grande dignità, ha aggiunto il legale. Ha dedicato un commosso ricordo al suo pubblico, per l’affettuoso sostegno, dove ha sempre tratto la forza della propria creatività. Ha ringraziato i figli e i nipoti, per l'amore e le cure che gli hanno donato. Ha salutato l'amata moglie Maria, che l’ha accompagnato con dedizione in ogni istante della sua vita e professione, e che gli è stata accanto fino all'estremo respiro. È stata una carriera straordinaria ricca di Oscar la sua, tanto da riceverne anche uno come “Onorario alla carriera" per i suoi contributi magnifici all'arte della musica da film. Ha vinto premi inestimabili tra i tanti ricordiamo il Leone d'Oro alla carriera, dieci David di Donatello, tre Grammy Awards, undici Nastri d'argento, quattro Golden Globes, due European Film Awards, sei BAFTA e un Polar Music Prize. Numerosi hanno ricordato il maestro Morricone sui social, dal più semplice cittadino popolo sovrano, a quelli del mondo dello spettacolo, della musica, dello sport e della politica, tra i tanti citiamo il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il Premier Giuseppe Conte, Il Premier spagnolo Sanchez, Virginia Raggi, il Ministro per le politiche giovanili e lo sport, Vincenzo Spadafora, Aurelio De Laurentiis, a Beppe Sala, Nicola Zingaretti, il leader della Lega Matteo Salvini, le icona della musica Rita Pavone, Laura Pausini, Vasco Rossi, e ancora Malagò, Cesare Cremonini; del cinema Riccardo Muti, Carlo verdoni e tanti altri ancora interminabili nomi che hanno fatto la storia della politica, della musica, del cinema e del calcio mondiale. Fiumi di parole di sentito cordoglio raccogliamo tra le interminabili righe di ognuno di essi, in sintesi: “con il Maestro se ne va un pezzo di cinema mondiale, un grande musicista e compositore del nostro tempo…”, “con i suoi capolavori ha reso l'Italia orgogliosa nel mondo…”, “ha ispirato e dato voce alla nostra cultura, al talento, alla creatività di intere generazioni…”, “un genio italiano che con la sua arte ha fatto la storia della musica e del cinema e reso grande il nostro Paese nel mondo…”, "la scomparsa di Ennio Morricone ci priva di un artista insigne e geniale…", “un genio assoluto, con la sua scomparsa se ne va una parte di noi…". La sua musica è storia d'Italia, termino quindi con una frase dello stesso e inimitabile Maestro Morricone per ricordare, sei mai ce ne fosse bisogno, la sua originalità, il suo talento e la sua passione: "'Essere originali diventa sempre più difficile”. Grazie Maestro Morricone" anche da parte della nostra Redazione di TeleVideoItalia Angela Saieva perché “LEI” caro Maestro, vivrà in eterno nei nostri cuori. Un sentito cordoglio va alla Famiglia Morricone. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Stefano D’Orazio ci lascia ma Si può essere amici per sempre
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Ancora un grande lutto nel mondo della musica ci scuote. Lo storico batterista gentiluomo, uno dei motori dei Pooh, Stefano D’Orazio, questa sera ci ha lasciato. E' morto a settantadue anni, l’ennesima vittima del coronavirus. Ricoverato da una settimana in una struttura sanitaria di Roma, sembrava dare cenni di miglioramento, poi l’inevitabile. Il dolore incontenibile fa parlare così anche Dodi Battaglia: è devastante immaginarlo morire in solitudine e m’indigna chi nega o minimizza il Covid. Il legame di questi cinquanta anni, le cose che abbiamo fatto insieme, ci ha uniti forse anche più di un vincolo fraterno di sangue. Sui social ufficiali dei Pooh e firmato dai suoi compagni di viaggio Red Canzian, Dodi Battaglia e Riccardo Fogli, si legge: abbiamo perso un fratello, un compagno di vita, il testimone di tanti momenti importanti, ma soprattutto una persona perbene, onesta prima di tutto con se stessa. Preghiamo per lui. Nel settembre del 2009, dopo trentotto anni, aveva deciso di mollare tutto e dedicarsi alla sua attività d’imprenditore musicale e autore di musical come: Mamma Mia, W Zorro, Pinocchio, Cercasi Cenerentola, Aladin. Nel corso della carriera il gruppo Pooh, ha venduto più di 100 milioni di dischi, record per un complesso italiano. Ancora in prima linea nella lotta al Coronavirus, l’ultimo singolo “Rinascerò Rinascerai” scritto durante il lockdown con Roby Facchinetti, ha destinato i proventi ricavati dalla vendita sulle piattaforme musicali all’Ospedale papa Giovanni XXIII di Bergamo. Stefano D’Orazio segna una carriera nel mondo della musica e non solo come batterista, ma anche come paroliere e cantante, pensare pertanto che l’ultimo successo, dell’autore di tanti brani, flautista e romano doc, sia stato proprio il brano sul “COVID e sulle migliaia di vittime della pandemia a Bergamo” sembra davvero una crudele coincidenza. Avendo avuto il novero di avere incontrato e conosciuto in questi anni sia il grande generoso e umile Stefano D’Orazio, sia tutto il gruppo Pooh, che non si sono mai fatti negare alle nostre telecamere TeleVideoItalia.net, la nostra Redazione si unisce al cordoglio della famiglia D'Orazio e dell’intramontabile storico gruppo per eccellenza nel mondo, I Pooh. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Il Cammino di Santiago De Compostela ti aspetta
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Anno Santo a Santiago, San Giacomo ti aspetta. Con zaino in spalla il Cammino di Santiago De Compostela è per certo, sia per i veterani sia per chi è alla loro prima avventura, un’esperienza unica nel suo genere. Esistono infiniti motivi che spingono una persona a raggiungere quest’obiettivo, da quello religioso e spirituale, a quello culturale o sportivo e così via. Il miscuglio di emozione e sentimenti, quando mettono piede per la prima volta nella Cattedrale di Santiago in Piazza dell’Obradoiro, è per tutti quelli che ci sono andati per la prima volta o per quelli che ci ritornano, un momento indescrivibile. L’edificio in stile romanico per quanto riguarda la cristianità, oltre a Gerusalemme e Roma, è uno dei luoghi più rappresentativi di tutta la penisola iberica. É invasa ogni anno da migliaia di pellegrini, che la raggiungono percorrendo i diversi Cammini. Non c’è ancora una risposta chiara alla motivazione del “perché fare il Cammino di Santiago e la decisione che giustifichi l’intraprendere un faticoso viaggio a piedi, di diverse centinaia di chilometri, assentarsi da casa per circa un mese e dormire in camerate con decine di sconosciuti e quant’altro”. Eppure se pur inspiegabile, restano molteplice le ragioni più accreditate, tra le tante quella della ricerca di se stessi e di tempo per riflettere, un’irrefrenabile voglia di avventura, la voglia o forse la necessità di cambiamento. A molti, ha prodotto risultati positivi e regalato un’esperienza di condivisione e altruismo che può aiutare a mettere le cose in prospettiva, a capire quanto poco tempo solitamente si dedica a conoscere e ascoltare se stessi e gli altri. L’epidemia di coronavirus in questi ultimi due anni, ha fatto registrare un forte calo verso la meta in questi luoghi religiosi, invasa da milioni di pellegrini e che partono da tutta Europa e non solo. Grazie alla richiesta unanime fatta dalla Galizia e sostenuta attraverso l’Arcivescovado di Santiago dall’arcivescovo S.E. Mons. Julián Barrio, dalla Xunta e dal Consiglio comunale, il Vaticano e il Santo Padre Papa Francesco ha accolto in pieno il loro appello, quello di facilitare la presenza a Santiago di pellegrini e visitatori una volta superata la pandemia e per consentire loro di vivere il giubileo compostellano. Il decreto firmato a Roma dal Cardinale S.E. Mauro Piacenzza lo scorso dicembre, ha consentito la proroga dell’anno giubilare 2021 e di far rimanere aperta la Porta Santa fino al 31 dicembre 2022. C’è da aggiungere che le autorità ecclesiastiche di Compostela e della Xunta de Galicia, attendono inoltre una conferma ufficiale da parte del Vaticano, affinché Papa Francesco visita Santiago de Compostela. Il Santo Padre effettivamente non ha escluso l’idea di fare questa visita e pertanto non ha respinto l’invito ufficiale fatto dall’arcivescovo S.E. Mons. Julián Barro, di visitare Compostela durante quest’Anno Santo. Tuttavia il Pontefice ha posto l’accento che, nel caso, sarà comunque una breve visita per commemorare l’anno giubilare poiché insiste sulla sua priorità di visitare i “piccoli paesi”. Se si decidesse, comunque “sarebbe il finale perfetto per il più grande festival della Galizia e della Spagna” fanno sapere le stesse autorità ecclesiastiche e civili di Santiago de Compostela e della Galizia. Attraverso la segretaria Tina Marsella della Missione Cattolica Italiana di Pforzheim, guidata dal presule guanelliano don Arcangelo Biondo, ci arriva l’invito di dilagare questo prezioso comunicato dando l'opportunitá a tutti fedeli desiderosi e volenterosi di percorrere e farsi trasportare della magia spirituale del Cammino di Santiago De Compostela, di mettersi in contatto presso www.guanellianisantiago.it L’invito è soprattutto rivolto ai giovani da 18 a 35 anni, con partenza dal 23/31 luglio 2022. È senza dubbio un’esperienza bellissima da percorrere con amici oppure da solo, con tante persone che s’incontrano lungo il percorso. Il cammino è guidato da padre Fabio, insieme con i padri e le suore guanelliane. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Durga McBroom dei Pink Floyd e Ricky Portera ospiti in Germania
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. In occasione della sua venuta in Germania, abbiamo incontrato la leggendaria Star corista dei Pink Floyd Durga McBroom, cantane attrice americana e protagonista in loro diversi tour. La mirabile voce ha cantato con tutti i mostri sacri della musica mondiale. Ha collaborato inoltre con famose tribute band argentine dei Pink Floyd a Buenos Aires e fondato a Londra anche i Blue Pearl. La Regina, ospiti d’eccezione, ha incantato e fatto rivibrare la sua straordinaria voce assieme ad un altrettanto kolossal del pop rock, Ricky Portera, storico chitarrista collaboratore di Lucio Dalla e di altrettanti straordinari autori italiani come Ron, Eugenio Finardi, Loredana Bertè, Marco Masini, Gianni Morandi, Nek, Samuele Bersani, Massimo Bozzi, Robert & Cara. Ha partecipato a sei Festival di Sanremo, tra questi citiamo quella a fianco di Paola Turci con Volo, Anna Tatangelo con Essere una donna. È fondatore con Gaetano Curreri degli Stadio. Da solista ha partecipato all'album Piano Car, del compositore minimalista Stefano Ianne, insieme a Trilok Gurtu e a Nick Beggs dei Kajagoogoo. Ad accompagnare il leone sacro Ricky Portera e la Star Durga McBroom è stato il cantante Antony Rice, noto più negli ambienti Rock e coperto da milioni di fan. Presente anche il tastierista Luca Zabbini Frontman dei Barock Project che ha contribuito a emozionare la platea. Il Corriere d’Italia ha incontrato lo staff artistico e i due miti della musicale internazionale, Durga McBroom e Ricky Portera, che senza indugio e con grande generosità hanno accettato il nostro incontro, mettendo non solo da parte la loro internazionale popolarità ma facendosi anche delle divertenti autoironie. Durga McBroom, a chi deve questa riuscita musicale? Quali progetti ha per il futuro? Che feeling c’è verso i nostri connazionali? Premetto che amo molto l’Italia e sto imparando anche l’Italiano. Mi piace molto la sua lingua e per questo ho deciso di vivere a Roma. I Pink Floyd sono un concetto universale, copre più generazioni e fare parte di un marchio di una band così grande per me è stato un onore e continuerà a esserlo, ci dice la Star Durga McBroom attraverso l'interprete e manager Claudio Cutrone. Ero in uno studio discografico a New York a registrare con mia sorella Lorelei e in quel momento era appena iniziato il tour di “A Momentary Lapse of Reason Tour” dei Pink Floyd ma avevano solo due cantanti. David Gilmour aveva in mente di metterci un po’ più di “colore” per la sezione del coro e grazie a dei veri amici, abbiamo preso un aereo per Atlanta e realizzato un videoclip. Il resto è storia. Dall’inizio ho studiato arte figurativa etc. perché volevo fare l’attrice ma la difficoltà di avere delle parti in America, per noi donne di colore, erano molto limitate. Ho scoperto però che, tutto quello che mi remava contro nella carriera d’attrice, giocava a mio favore nella carriera musicale e da cantante, come la tradizionale postura alta e robusta di un’artista di quel posto. Ho diversi grandi progetti e sto lavorando già in non meno di tre album in uscita il prossimo anno e certamente voi siete assolutamente in cima alla lista dei miei ospiti! Grazie per l'attenzione dedicata con la tua emittente TeleVideoItalia.net e al Corriere d'Italia. Maestro Ricky Portera, come e quanto è importante trasmettere le proprie emozioni musicali. Insegnare è nel suo DNA? Un consiglio a chi è ambizioso di riuscita. Penso che la dote migliore per un artista sia principalmente l’umiltà, non avere arroganza e attese che vanno di là delle proprie possibilità. Nella musica ci vogliono due tipi di educazione, quella del musicista e quella del pubblico. Il musicista, non deve suonare per se stesso ma dare e trasmettere in bene quello che sa fare, regalando la propria musica e le emozioni; mentre il pubblico va educato da parte dei media, ad ascoltare la musica, ci dice l’artista Ricky Portera. Poiché sei informatissima e sai che ho lavorato artisticamente anche in Germania, ritengo che tra il pubblico italiano e quello tedesco, ci sia una differenza. L’italiano, più per un fatto d’immaginario collettivo, ascolta con gli occhi e si lascia coinvolgere da quello che l’artista rappresenta ma non da quello che è, chiaramente non in eccesso; mentre il pubblico tedesco è molto più attento, preparato e chiude gli occhi, questo mi gratifica. Non mi piace insegnare. La musica è un linguaggio che non impari attraverso un libro, è una questione di quel momento, una lezione di vita. Io non suono mai uguale e tutto dipende dal mio stato d’animo, se sono arrabbiato, contento o incrocio dei begli occhi in platea. Sai, i musicisti hanno un grande difetto, sono un po’ come le donne, le loro serate non sono mai uguali, aspetta la fine dei primi pezzi per capire se sarà una bella serata. Consiglio agli ambiziosi: prima di suonare bisogna imparare a guardarsi dentro, a conoscersi e poi proporsi. C’è quello che strambella e ti dice perenne “guarda come sono bravo” e lo mandi a scambiare, l’altro indiscreto e con un linguaggio semplice t’incanta e ti affascina. La musica deve essere comunicazione, termina Ricky Portera. La differenza tra l’acrobata da circo e a chi va alle Olimpiadi tecnicamente sembra uguale ma uno ti vuole stupire con un qualcosa che non hai mai visto, l’altro farti osservare e dimostrare a se stesso quanto ci ha messo e fin dov’è arrivato per gli altri. Nella musica è lo stesso. Grazie per la vostra presenza, é stato un piacere stare con voi, ritengo che siete voi il vero veicolo di educazione e per far sì che le mie parole non me le dica davanti ad uno specchio. All'evento anche Mario Gaggiano, il giovane vincitore che ha conquistato milioni di fan e la giuria di “Tu si che Vales” vestendo in un modo strabiliante i panni vocali del mitico Renato Zero; Marco Bonifacio con la sua band, noti anche loro nell’ambiente musicale per il tributo a Eros Ramazzotti. Sono entrambi fantastici e desiderosi di farsi conoscere ma adesso con le loro vesti. Non da meno sono Salvo e Veronica, una coppia ricca d’entusiasmo, adrenalina pura e vocalmente perfetti nello spaziare su e giù con le note. Denis Saputo, timido e riservato ma ricco di talento. L’artista Enzo Ferrini che con i suoi inediti in tedesco, rappresenta il meglio del Made in Italy. Uno straordinario gruppo di artisti insomma, che si sono e che hanno saputo a loro volta fare emozionare il pubblico e in procinto di presentare un loro singolo. L'organizzazione locale ha ringraziato tutto lo staff artistico, gli sponsor, la presenza del Corriere d’Italia e i media Partner TeleVideoItalia.net e SDA FotoVideo Production che per l’occasione hanno realizzato un servizio televisivo visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi mobili televisivi di TeleVideoItalia.de in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia AISE, - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Terence Hill, il campione d’incassi, presenta il suo nuovo capolavoro "Il mio nome è Somebody”
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Il 27 agosto il cinema all'aperto del castello Gottesaue di Karlsruhe ha beneficiato della straordinaria presenza di Mario Girotti, più conosciuto come ”Terence Hill, dove ha presentato di persona la prima del suo nuovo film "Il mio nome è Somebody”. La sceneggiatura l’ha scritta in collaborazione con Luisa Tonon e l’ha diretto e interpretato con Andy Luotto, Giovanni Malafronte, Guia Jelo, Matt Patresi, Lorenzo Gasperini e Veronica Bitto. Le riprese sono state girate ad Almería, una comunità autonoma dell'Andalusia, ed è il primo lavoro cinematografico che recita con la propria voce senza essere doppiato. Il film, prodotto da suo figlio Jess Hill e da Vivi Film, segna il ritorno dell’attore Terence Hill dietro e davanti alla macchina da presa a distanza di anni. Amato dal pubblico di tutte le età e generazioni, l’icona del grande schermo Terence Hill nel suo tour in Germania si è presentato anche al pubblico di Karlsruhe. Il Corriere d’Italia l’ha incontrato e con un’indescrivibile umiltà e grande generosità ci ha accolto calorosamente e onorato della sua presenza alle nostre telecamere TeleVideoItalia.net Vuole parlarci del suo nuovo capolavoro e a chi l’ha dedicato veramente? Si, è dedicato a Bud Spencer e poi se lo vogliamo dire, ho scoperto tutto sommato che il film è un po’ la sua storia, quella da ragazzo. Ho avuto l’onore di intervistare il suo grande compagno del cinema Carlo Pedersoli, o meglio dire Bud Spencer. Quale feeling c’è stato tra di voi nei set? Con Bud Spencer è stato quello da fratelli, divertente e avventuroso. I nostri sono stati film ricchi di esperienza, rispetto reciproco e per la natura, girati con armonia e in luoghi straordinari come Columbia, Sud America, Brasile etc.. Ogni volta era un’avventura ma lui diceva: è come tornare a scuola! Siamo due compagni e fanno o ci provano a fare qualcosa di bello. Come ha conosciuto Carlo Pedersoli “Bud Spencer “ e com’è stato lavorare con lui? Guardi, le accenno questo: “in quei tempi nuotavo nella stessa piscina e squadra Lazio di Carlo Pedersoli. Essendo lui un campione italiano dei cento metri stile libero, era per tutti noi un idolo e non mi permettevo di avvicinarlo. Ci siamo conosciuti realmente più avanti, sul set, poiché l’attore si era rotto il piede ed io l’ho sostituito. C’è stata solo una stretta di mano perché si doveva girare in fretta le scene, ma da lì è stato un crescendo. La nostra è stata una comicità “gestuale” comprensibile a tutti. Questo ha contribuito al successo di tutti i nostri film. Ho ricordi bellissimi di lui e non ci ho mai litigato. Lui ha inventato il caratteristico pugno a martello e dove il pubblico aspettava quel fatidico momento, mentre io quella della velocità con la pistola”. Il resto lo racconterò adesso sul parco, perché è un racconto molto divertente e bello e che per lo meno servono cinque minuti. Ricorda com’è incominciata la sua carriera cinematografica? Ho iniziato nel fare ruoli romantici e d’avventura. Per spogliarmi poi da questo personaggio sono partito in Germania. Tre anni dopo, ritornai in Italia con la mia nuova veste messa in pratica nei film Western che erano la mia passione e partii proprio da: Dio perdona…io no, di Giuseppe Colizzi, e Trinità. Fu una sorpresa anche per me quando il mio regista Barboni mi comunicò con entusiasmo di avere scoperto che il pubblico si divertiva seguendo i miei atteggiamenti nei film, mentre io credevo di fare solo delle cose sottili e con un po’ d’ironia. Da “Dio perdona…io no” si è consolidata comunque la famosa coppia “Bud Spencer & Terence Hill” grazie proprio alla scelta del pubblico che ci amava e si divertiva quando ci vedeva insieme. Spesso nei suoi film lo abbiamo visto mangiare mele, fa parte del copione o che cosa? No, niente di tutto questo. Le mangio spesso perché ne vado matto. Sono state una mia idea inserirle sul set. Ne ho sempre una di scorta, anche perché sono molto salutari! Ringrazio di cuore la presenza con la sua emittente TeleVideoItalia Angela e attraverso lei, anche quella del Corriere d’Italia qui a Karlsruhe, l’ho davvero apprezzata come la grande accoglienza che mi è stata riservata in questo tour in Germania da tutti voi. Adesso ritorno in Italia a continuare il mio lavoro. Ciao Karlsruhe, ciao italiani, vi porto nel cuore! Il settantanovenne attore, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico italiano Terence Hill, nome d'arte dedicato alla madre Hildegard Thieme originaria di Dresda, esordisce nel mondo del cinema per caso grazie al regista Dino Risi che lo nota e lo scrittura per una parte nel film “Vacanze con il gangster”. Nel 1957 è Luciano in "Lazzarella" di Carlo Ludovico Bragaglia che lo fa conoscere al pubblico. La sua internazionale popolarità lo deve ai suoi ruoli nei film interpretati a fianco del suo inseparabile amico scomparso nel 2016 Carlo Pedersoli, in arte Bud Spencer. Insieme hanno rivoluzionato il genere western e lasciato un’impronta decisiva nel cinema italiano, anche per la grande passione per i fagioli e le divertenti scazzottate. Con Carlo Pedersoli hanno battuto record d'incassi con commedie come Spaghetti western, Lo chiamavano Trinità, consacrando la famigerata coppia a livello internazionale. Seguirono numerosi film di successo come: Io sto con gli ippopotami, Altrimenti ci arrabbiamo, Dio perdona...io no, etc., dove la comicità la mette in barba alla violenza spiazzando i cattivi e costringendoli sempre alla resa. Numerosi sono i riconoscimenti assegnati alla straordinaria coppia, tra questi il David di Donatello alla carriera. Interprete anche di fotoromanzi, Mario Girotti vede riaffermata la sua popolarità con la serie televisiva Don Matteo su RaiUno. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con gli studi della SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Anna Tatangelo e Rosario Miraggio due i concerti tenuti in Germania
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. L’affascinante artista di Sora Anna Tatangelo ha fatto il suo ritorno musicale con grande stile, attraverso due concerti speciali tenuti in anteprima in Germania il 28 aprile a Darmstadt e il 29 a Stoccarda assieme a Rosario Miraggio, il celebre cantante neomelodico che è entrato nella scena musicale a soli otto anni grazie a papà Franco Miraggio. Rosario Miraggio, ha debuttato con il suo primo album “Amore in 3 parole” nel 2004 aprendogli le porte della scena musicale napoletana. Nel 2006 con “Io canto te” realizza un tributo al padre scomparso con un album contenente nove dei brani originalmente interpretati dal padre, gesto che raggiunge grande successo e consenso del pubblico. Da lì è solo un crescendo di successi per il cantante partenopeo Rosario Miraggio, tanto da avvalersi nel suo 3° album “Mille pezzi di cuore” anche della collaborazione di Kekko D’Alessio, Sergio Donati ed Enzo Barrocci. Il duetto al Palamaggio e all’Arena Flegrea con Gigi D’Alessio lo consacra nel mondo musicale. Il ritorno live sui palchi della cantante Anna Tatangelo ha mandato inevitabilmente in delirio i fans, arrivati per lei anche da Londra. Negli ultimi tempi, in effetti, l’attesissima celebre artista era maggiormente impegnata con gli schermi televisivi e cinematografici. L'abbiamo vista brillantemente nei panni da conduttrice in programmi televisivi di spicco, tra questi "I migliori anni" dove affiancando Carlo Conti, nelle puntate ha omaggiato un'icona della musica internazionale interpretando un medley di canzoni; mentre da attrice, non solo il suo singolo "Natale Italiano" è stata la colonna sonora del film “Un Natale al Sud” (pellicola diretta da Federico Marsicano) ma l'ha vista anche protagonista con Massimo Boldi. Tornata in televisione, quest’anno “sforna” un inedito trionfo con Celebrity Masterchef Italia, lo show di cucina di Sky riservato alle celebrità. Adesso, finalmente, l’icona della musica italiana è atterrata in Germania mettendo a segno due concerti in anteprima al Tour estivo 2018, live che la vedrà in Italia da protagonista. Scontato, sembra anche un ritorno in radio con un nuovo singolo che andrà ad anticipare il prossimo disco d’inediti. Il Corriere d’Italia incontra a Stoccarda le due celebrità che pur essendo molto concentrate alle due tappe tedesche, trovano non solo lo spazio per scherzare e sorriderci ma con grande generosità e umiltà non ci trascurano, anzi, onorano la loro presenza alle nostre telecamere. Ringraziandola infinitamente della sua disponibilità ai nostri microfoni, le chiediamo l'impatto che ha avuto con il nostro connazionale in questi due giorni. Grazie mille! Grazie innanzitutto per l’invito e per l’affetto che ho ricevuto da questo straordinario pubblico. Sono felice di avere condiviso le mie canzoni con delle persone meravigliose. Un pubblico che ci segue, anche se siamo distanti. Che poi in realtà così lontani non siamo, perché la musica come vedi alla fine unisce. É bello quando una cosa che senti tua, alla fine diventa anche degli altri. La musica ci aiuta nella condivisione ed è bello quando una storia mia è portata, si fa per dire, come "colonna sonora" nella vita degli altri. É un onore per me quindi essere qui. Oltre il confine, ritengo questo una doppia soddisfazione. Quando succede in Italia, è già una soddisfazione ma quando questo accade all'estero, è sempre doppia! In tema di colonna sonora, lei è protagonista sia nella scena musicale sia in quella cinematografica, come “Un Natale al Sud”. Ci parla dell'esperienza e di com’è lavorare con Massimo Boldi? Una straordinaria follia! Con "cipollino" una piacevolissima follia! All'inizio, quando mi ha chiamato, gli ho detto: dai stai scherzando? Invece mi sono resa conto che non scherzava per niente. Devo dire che è stato uno dei miei fan e non solo per quanto riguarda la parte musicale, dove ha voluto che facessi anche la colonna sonora con il mio singolo "Natale Italiano" al film “Un Natale al Sud” ma mi ha voluto anche nelle vesti di attrice. Per me è stata una esperienza molto divertente con lui. Tra canzoni e cinema saprebbe scegliere? Ma... tra canzone e cinema... a mio avviso, entrambi vanno di pari passo. Anche perché, le più belle immagini che appartengono alla cinematografia, sono comunque accompagnate sotto sempre da grandi musiche. A proposito di grandi musiche, sta uscendo "Chiedere scusa" il suo ultimo lavoro discografico che già ha il sapore del successo. Vuole presentarcelo? "Chiedere scusa" esce il 4 maggio! Non vedo l'ora che esce, anche perché, nonusciamo da due anni e quindi, per me, è un progetto importante in un momento importante della mia vita e di grandi cambiamenti. Sono felice di avere riportato tutto quello che ho imparato nel corso degli anni, in questo nuovo progetto musicale. Per me è davvero un momento importante. Trent’anni posso quindi considerarli come un "disco di maturità". É lecito chiederle come si è trovata con l'organizzatore Marco Pagano e di salutare i nostri connazionali italiani in Germania? Ah, benissimo! Marco è davvero una persona squisita, carinissimo e pieno di risorse. É una persona che mi ha fatto sentire davvero a casa. Mando un bacio a tutti i connazionali e vi ringrazio per tutto l'affetto costante che mi date, anche quello che ricevo attraverso i social, perché... ogni tanto vado a sbirciare anche lì! Grazie anche a lei Angela e alla sua emittente TeleVideoItalia per l'attenzione dedicata, mi ha fatto piacere incontrarvi e attraverso lei anche il Corriere d'Italia per cui scrive. Rosario Miraggio, grazie a Marco Pagano la ritroviamo sui palchi tedeschi ma questa volta da protagonista e insieme a un’icona della musica italiana! Sicuramente è una bella sensazione ed esperienza cantare con artisti di fama nazionali, quale Anna Tatangelo. Affiancare questi personaggi è un onore che arricchisce senza dubbio il tuo bagaglio culturale e musicale. Riallacciando il tuo discorso su Marco Pagano devi sapere inoltre che, questo è il quinto anno che facciamo eventi musicali insieme. Esattamente il 29 maggio, festeggeremo l’anniversario di “matrimonio” artistico tra me e lui. Marco Pagano è una grande persona che ha sempre creduto in me. Aldilà degli importanti eventi che mi ha organizzato, resta principalmente la grande stima che ho nei suoi confronti e che mi porta con piacere a collaborare con lui. Facendo un passo in dietro, papà è stato il suo principale maestro di musica e di vita. Ci descrive quest’emozione e chi è davvero Rosario Miraggio? Nasco grazie a mio padre che involontariamente mi ha trasmesso questa passione. Lui che cantava da lunghissimi anni a Napoli è riuscito a spronarmi per caso, facendomi straordinariamente legare alla musica senza alcun intento e il tutto è stato molto bello. Fare così tanta esperienza con mio padre, attraverso la musica e la vita reale, è stata per me una cosa speciale e indescrivibile anche perché ero nato con la sua stessa idea di fare musica. Mi ritengo una persona affabile e umile. Sono del parere che, prima dell’artista viene l’uomo. Ho sempre cercato di rispettare questa regola e i valori che mio padre caratterialmente mi ha insegnato e di cui vado fiero. Ritengo che quello che faccio non è un lavoro ma principalmente una passione e come tale la rispetto. Il pubblico la acclama ovunque va, cosa ne pensa del nostro connazionale italiano in Germania? Pongo l’accento su loro. Io sono con il connazionale. Quando vengo in Germania, come anche in Svizzera o in Belgio, trovo un pubblico caloroso e affettuoso e mi auguro di cuore di avere altrettante occasioni di rivederlo e starci insieme. Colgo l'occasione di ringraziare anche la presenza televisiva con la sua emittente TeleVideoItalia Angela e attraverso lei quella del Corriere d'Italia e per il lavoro che fate nel divulgare la nostra venuta in Germania. Un bacio a tutti voi, da Rosario Miraggio. Sono onorato e orgoglioso di essere stato il primo organizzatore a presentare in Germania la meravigliosa e bellissima Anna Tatangelo con lo straordinario Rosario Miraggio. Grazie al Corriere d'Italia e alla presenza televisiva con la tua emittente TeleVideoItalia Angela e che in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, state realizzando e mandando in onda l’evento, ci dice emozionato l'organizzatore Marco Pagano affiancato dalla sua inseparabile squadra: il fratello Antonio Pagano, Angelo Marseglia, Davide Deiana e Dj Skizzo Raffaele. Sono stati due concerti indimenticabili grazie anche agli sponsor e al pubblico che mi ha creduto. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Anna Tatangelo in anteprima live in Germania
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. L’affascinante artista di Sora, Anna Tatangelo, ha fatto il suo ritorno musicale con grande stile attraverso due concerti speciali tenuti in anteprima in Germania, il 28 aprile a Darmstadt e il 29 a Stoccarda e organizzati in esclusiva da Marco Pagano. Il ritorno live sui palchi della cantante Anna Tatangelo, ha mandato inevitabilmente in delirio i fans. Negli ultimi tempi, infatti, l’attesissima celebre artista si era maggiormente impegnata con gli schermi televisivi e cinematografici. Nota nei panni anche da conduttrice televisiva, attrice e scrittrice della sua autobiografia, era tornata in televisione “sfornando” un inedito trionfo con Celebrity Masterchef Italia, lo show di cucina di Sky riservato alle celebrità, ma con l’intesa chiara che si sarebbe ripresa la sua musica. Detto fatto! L’icona della musica italiana è atterrata in Germania mettendo a segno due concerti che le hanno fatto da anteprima al Tour estivo 2018, live che la vedrà in Italia da protagonista. Scontato, sembra anche un ritorno in radio con un nuovo singolo che andrà ad anticipare il prossimo disco d’inediti. Incontrata a Stoccarda la celebrità, pur essendo veramente concentrata, dopo un piccolo break non solo trova lo spazio per scherzare e sorriderci ma con grande generosità e umiltà non ci trascura anzi, ci onora della sua presenza alle nostre telecamere. Ringraziandola infinitamente della sua disponibilità ai nostri microfoni, le chiediamo l'impatto che ha avuto con il nostro connazionale in questi due giorni. Grazie mille! Grazie innanzitutto per l’invito e per l’affetto che ho ricevuto da questo straordinario pubblico. Sono felice di avere condiviso le mie canzoni con delle persone meravigliose. Un pubblico che ci segue, anche se siamo distanti. Che poi in realtà così lontani non siamo, perché la musica come vedi alla fine unisce. É bello quando una cosa che senti tua, alla fine diventa anche degli altri. La musica ci aiuta nella condivisione ed è bello quando una storia mia è portata, si fa per dire, come "colonna sonora" nella vita degli altri. É un onore per me quindi essere qui. Oltre il confine, ritengo questo una doppia soddisfazione. Quando succede in Italia, è già una soddisfazione ma quando questo accade all'estero, è sempre doppia! In tema di colonna sonora, lei è protagonista sia nella scena musicale sia in quella cinematografica, come “Un Natale al Sud”. Ci parla dell'esperienza e di com’è lavorare con Massimo Boldi? Una straordinaria follia! Con "cipollino" una piacevolissima follia! All'inizio, quando mi ha chiamato, gli ho detto: dai stai scherzando? Invece mi sono resa conto che non scherzava per niente. Devo dire che è stato uno dei miei fan e non solo per quanto riguarda la parte musicale, dove ha voluto che facessi anche la colonna sonora con il mio singolo "Natale Italiano" al film “Un Natale al Sud” ma mi ha voluto anche nelle vesti di attrice. Per me è stata una esperienza molto divertente con lui. Tra canzoni e cinema saprebbe scegliere? Ma... tra canzone e cinema... a mio avviso, entrambi vanno di pari passo. Anche perché, le più belle immagini che appartengono alla cinematografia, sono comunque accompagnate sotto sempre da grandi musiche. A proposito di grandi musiche, sta uscendo "Chiedere scusa" il suo ultimo lavoro discografico che già ha il sapore del successo. Vuole presentarcelo? "Chiedere scusa" esce il 4 maggio! Non vedo l'ora che esce, anche perché, non usciamo da due anni e quindi, per me, è un progetto importante in un momento importante della mia vita e di grandi cambiamenti. Sono felice di avere riportato tutto quello che ho imparato nel corso degli anni, in questo nuovo progetto musicale. Per me è davvero un momento importante. Trent’anni posso quindi considerarli come un "disco di maturità". É lecito chiederle come si è trovata con l'organizzatore Marco Pagano e di salutare i nostri connazionali italiani in Germania? Ah, benissimo! Marco è davvero una persona squisita, carinissimo e pieno di risorse. É una persona che mi ha fatto sentire davvero a casa. Mando un bacio a tutti i connazionali e vi ringrazio per tutto l'affetto costante che mi date, anche quello che ricevo attraverso i social, perché... ogni tanto vado a sbirciare anche lì! Grazie anche a lei e alla sua emittente TeleVideoItalia Angela per l'attenzione dedicata. Aggiungo che la sua voce serena e quasi sussurata nelle domande che mi pone é rilassante, mi da l'impressione di essere la "Marzullo" in versione tedesca. Mi ha fatto davvero piacere incontrarvi e attraverso lei anche il Corriere d'Italia per cui scrive. Sono onorato e orgoglioso di essere stato il primo organizzatore a presentare in Germania la meravigliosa e bellissima Anna Tatangelo e il mitico Rosario Miraggio. Che dire, ringrazio la presenza della tua emittente TeleVideoItalia Angela e attraverso te anche quella del Corriere d'Italia per cui scrivi e che in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, state realizzando e mandano in onda l’evento, ci dice emozionato l'organizzatore Marco Pagano. Sono stati due concerti indimenticabili grazie anche al mio fedele staff, agli sponsor e al pubblico che mi ha creduto. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con gli studi della SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Andrea Zeta con Danzami nei sogni apre la tournée Germania. Tamm è la prima città tedesca che accogl
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Si incontrano sempre più spesso giovani artisti etnei che cantano in napoletano, emergendo dignitosamente da questo mondo difficile ma altrettanto magico della musica e della canzone. Il Corriere d’Italia ha incontrato lo straordinario e umilissimo artista italo siculo, Andrea Zeta, il cantante catanese che, con “Danzami nei sogni Germania tournée” ha aperto il suo spettacolo in territorio tedesco partendo da Tamm, poi Darmstadt e Solingen. Affianco a lui la straordinaria partecipazione di due bellissime speciali ospiti dalla tipica bellezza mediterranea: Teresa Langella, cantante partenopea che sta scalando con successo le scene nel mondo della musica, della bellezza e del cinema. Tanto per dare un assaggio "Io senza di te" un singolo e "Bravi a farci male" l’inedito in coppia con il cantante Mic, impreziosiscono lo scorso anno la sua carriera musicale. Sul set è protagonista inoltre in RAI con diverse scene in un cameo nella fiction "Sotto copertura". Non da meno è l’affascinante Marika Cecere che canta in diverse lingue ed è seguita da una produzione italiana Tunnel per Made in Sud, quindi Rai. In Germania, entrambe le artiste, ringraziano ai nostri microfoni la calorosa accoglienza dedicata da parte dell’organizzazione di Marco Pagano ponendo l’accento di gratitudine nei suoi confronti per avergli regalato una grandissima emozione nel toccare i palchi tedeschi e abbracciare così forte i loro connazionali. Una serie di concerti fortemente voluto da Marco Pagano, il giovane promoter protagonista indiscusso in questi ultimi anni nel panorama organizzativo musicale e che si sta facendo spazio in Germania presentando in prima persona numerosi artisti. Ma partiamo subito dall’intervista fatta a ruota libera, Andrea Zeta, da buon siciliano, come sei arrivato ad affacciarti alla musica partenopea e a scrivere brani affermati? Mi sono posto spesso la domanda di come, io catanese, possa essere arrivato a scrivere napoletano. Confesso che il percorso artistico da “Andrea Zeta” è nato a Napoli perché mi affascinava la musica partenopea. Il mio ottimo maestro è stato per l'appunto Checco D'Alessio, di cui gli sono infinitamente grato. Grazie a lui e al fatto che ho avuto la percezione di seguire attentamente questi noti maestri, quando lavoravano in studio, la fascia di conoscenza tra artisti e autori altrettanto importanti si è allargata a macchia d’olio. Ritornato nella mia città, a Catania, inizialmente mi trovai dubbioso nel scrivermi delle canzoni, ma avendo appreso molto da questi grandi e notato che la gente iniziava a vedermi con un occhio di riguardo, sfruttai il tutto e lo misi in pratica. Iniziai così a scrivere brani importanti e grazie anche al maestro Diego Finocchiaro che cura gli arrangiamenti, le canzoni hanno riscosso inaspettatamente più di quattro milioni di visualizzazioni. Numeri non indifferenti che mi hanno gratificato e permesso di riempire teatri, a incominciare dalla mia città Catania fino a girare l’Italia come Calabria, Milano, Torino etc., e di toccare la soglia di duemila persone in numerosi palasport, stadi come quello di Brindisi e tanti altri. A breve sarò anche Roma. Sapresti descrivere chi è Andrea Zeta, il rapporto che ha con i suoi fans e i suoi amici, com’è arrivato a tanto e a gestire la sua popolarità? Andrea Zeta è un artista oggi affermato grazie ai suoi fans. È un ragazzo così per come lo vedi. Artista su un palco ma quando scende resta una persona come tutti gli altri. Non mi so spiegare il successo, lo ritengo più un fenomeno che esploso dal nulla poiché, pur non avendo mai fatto radio o pubblicità, sono arrivato al cuore di tutti. Non posso dire che è stata la fortuna, perché non mi ha aiutato nessuno a diventare quello che sono, eccetto persone di fiducia come Marco Pagano e altrettanti organizzatori in Italia che hanno creduto alle mie capacità artistiche e ai fans che fedelmente mi seguono. Diversamente dal grande amore che ho verso il mio pubblico e che ogni giorno straordinariamente cresce a dismisura, nella mia vita privata ho invece amici contati sulle dita delle mie mani e uno di questi è riservato a Marco Pagano. Grazie anche a Marco Pagano ho scritto molte canzoni, come l’ultima che è uscita da poco “Io non potessi vivere”. Il tuo messaggio è chiaro, ti sei auto costruito ma quanto c’è di tuo e vero nelle canzoni, quali sogni hai nel cassetto e chi ringrazi oltre a tutto? Le canzoni hanno molto di vita vissuta e molte suggerite da Marco Pagano, tra le straordinarie notti insonni. Non ho sogni nel cassetto in particolare, magari quello ad esempio di arrivare al Festival di Sanremo, ma è difficile, pertanto non ci penso. Mi prendo la vita come viene e me la vivo per ora così. Ringrazio Marco Pagano per avermi fatto conoscere in Germania un meraviglioso connazionale che vive qui per lavoro e non per scelta di vita e perché, sempre attraverso lui e il suo spirito d’iniziativa, molti altri giovani esordienti come me stanno avendo la mia stessa opportunità con grande successo. Marco Pagano, cosa ti ha spinto a presentare un tour di Andrea Zeta? Premetto che i concerti che abbiamo organizzato in Germania vedeva sempre la presenza di Andrea Zeta in compagnia di altrettanti artisti come Gianni Celeste, Rosario Miraggio, Checco D’Alessio, Teresa Langella e tutti sono stati fantastici ma senza togliere merito a nessuno, coltivavo da qualche tempo ormai il desiderio particolare di presentarlo al nostro pubblico in Germania con un tour tutto suo. Sono soddisfatto di questa mia ennesima decisione che ha portato la piena riuscita del tour ma soprattutto grato ad Andrea Zeta per non essere venuto a meno alla mia proposta e alle attese dei suoi fans. Come hai conosciuto Andrea Zeta ma soprattutto cosa ti ha legato alla sua musica tanto da dedicargli questo tour in Germania? Ci siamo conosciuti a Napoli trattando dei concerti con Rosario Miraggio e Checco D’Alessio. Andrea Zeta era lì per preparare il brano Lacrime di Stelle ed è partito quasi istintivamente un feeling artistico tra noi due. Il suo modo gentile e umile mi ha conquistato e ha fatto sì, di ritenerlo in breve tempo più di un amico uno di famiglia, un fratello. A oggi non è cambiato questo rapporto, anzi si è solidato. Quello che ci distingue dagli altri è che, mentre con gli altri ci sono solo rapporti di lavoro, con lui ci si sente notte e giorno, non si va quasi mai a letto. Non a caso il mio slogan tatuato anche nel mio braccio “Crazy but real“ (pazzi ma reali) si riferisce proprio al nostro modo di essere e di fare senza mai montarci la testa. Ci scambiamo risate, pensieri più disparati e costruiamo canzoni che alla fine pubblica e mi dedica, annunciando al pubblico che le ha costruite assieme a me. Questo mi onora, anche se devo ammettere che è lui il perno che riesce a trasmettere e a entrare nel cuore della gente con questi testi. Questa prima tappa inoltre è per me una data importante, ci tenevo perché proprio una di queste nostre canzoni festeggia oggi live il suo primo compleanno. Cara Angela, non voglio sembrarti retorico ma permettetemi di ringraziare di vero cuore tutti gli artisti che non si tirano mai indietro a ogni mia chiamata; il supporto del mio inseparabile staff Michele Floridia che cura la parte grafica e pubblicitaria, il fratello Antonio Pagano, Angelo Marseglia che cura la parte tecnica dei palchi e tanto altro ancora, Davide Deiana e infine Dj Skizzo Raffaele che, a differenza di altri, non conosce la parola “gelosia” e mette il suo lavoro e la sua sapienza a mia disposizione senza intenti ogni volta che ho bisogno; la vostra presenza nei nostri spettacoli e l’attenzione che mi dedicate ogni volta sia con il Corriere d’Italia per cui scrvi, sia con la tua emittente TeleVideoItalia Angela e che in collaborazione con gli studi di SDA FotoVideo Production, ralizzate e trasmettete televisivamente questi spettacoli; gli sponsor che mi permettono di realizzare le mie tournée e di spostarmi e sostare senza difficoltà da una città all’altra con successo, ma soprattutto ringrazio il caloroso pubblico che ci segue numeroso e fedele a ogni concerto che gli presentiamo, perché: io non sono niente senza di loro! Grazie a tutti. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Al Bano e Romina a Stoccarda mandano in delirio i loro fan. Sei le tappe tedesche
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. La coppia più amata e acclamata in tutto il mondo s’inchina ancora una volta anche al loro amato pubblico in Germania. Stoccarda è rientrata nelle fortunatissime sei tappe toccate dalla celebre coppia Al Bano e Romina come Hamburg, Berlino, Rostock, Wetzlar e Saarbrücken. Il cantautore di Cellino San Marco Al Bano Carrisi, esce dalla scena musicale dettata dalle sue condizioni di salute e lo fa attraverso l’ultimo tour estero partito a febbraio di quest’anno dall’Australia, toccando Melbourne, Sydney e Perthtoccando. Lasciando adesso la Germania, seguiranno altri concerti fino ad arrivare al 31 dicembre 2018. Una carriera, quella di Al Bano Carrisi, fatta d’inestimabili successi raccolti sia in Italia, sia all’estero ma soprattutto in Russia. Un uomo come lui che, se non ci fosse stato avremmo dovuto inventarcelo, ha deciso con grande saggezza e immensa amarezza di appendere al chiodo la sua vita musicale. Dopo una vita ricca di successi, sfaccettature e innumerevoli canzoni che hanno scalfito il cuore di migliaia di fan da tutto il mondo, pare chiudersi dunque così, un capitolo straordinario di storia vissuta generosamente dedicata più agli altri che a se stesso. Vuole essere un addio con grande stile il suo, per chiudere una carriera iniziata nel 1965 e che vanta ben cinquantacinque album ma non prima di avere realizzato l’ultimo album intitolato “Magic Riunion Live” e che racchiude appunto i brani migliori dell’ultima tournée fatta dalla storica coppia, Al Bano & Romina Power. Il Corriere d’Italia li incontra Maestro Al Bano lei ha deciso di appendere la sua carriera musicale al chiodo. Ha una spiegazione a quest’amara notizia? Purtroppo è una notizia giusta da dare. Io non ho mai bleffato in vita mia ed è giusto non farlo perché i bluff, quando escono fuori, fanno un brutto effetto. Ho deciso di chiudere la mia carriera alla fine del 2018 semplicemente perché, avendo avuto una serie di attacchi che il mio corpo mi ha presentato, non ultimo l'ischemia, ho capito e ne ho preso conoscenza. Era onesto e doveroso da parte mia avvisare. Finirò dunque tutto quello che avevo in ballo, augurandomi di arrivarci, poi chiuderò… con tristezza. Ovviamente se mi arriverà una serie di situazioni interiori che mi faranno capire che potrò riiniziare, non so quando, allora non vedo l’ora perché il canto è la mia vita, è la mia energia, è il mio tappeto volante. Lei è l’esempio, sia culturale sia musicale, per i giovani. Dalla campagna è riuscito ad ottenere grande popolarità nel mondo. Che cosa può dirci in merito? Posso dire che da sempre l’essere umano è stato un emigrante, perché dove tu stai c’è sempre qualcosa che non funziona come dovrebbe e quindi cerchi delle postazioni, dei domani migliori e per costruire un mondo migliori emigri. Ecco, io faccio parte di quella massa di emigranti. Mi sono trasferito a Milano, anche con il successo che doveva ancora espatriare. Perché soprattutto negli anni settanta, in Italia, cerano delle cose che ancora non erano digeribili. Sono riusciti a rovinare e non so per quale magnifica idea, la bellezza di un miracolo economico che stava per arrivare. Distrutto. Vedevo quell’Italia di cui facevo parte, inginocchiata, avvilita, bombardata da ambo le parti. Era insopportabile vedere questo, quindi me ne andai ancora una volta in Paesi come la Spagna, l’Australia, America, Canada dove vedevo che lì c’era un mondo migliore, che si lavorava per raggiungere una società benestante e che vedevi i frutti del tuo lavoro. Diversamente, lavorare senza vedere i frutti del tuo lavoro, sono situazioni che ti portano a moti rivoluzionari. Poi dipende anche dalla strumentalizzazione politica che ne fanno della nuova generazione. Questo menomale è un periodo che è passato, anche se ogni tanto si riaffaccia e bisogna stare attenti. Mi piacerebbe un’Italia che la gente rispecchiasse esattamente la bellezza del luogo d’Italia che… è di una straordinaria bellezza! Ecco, basterebbe che uomini copiassero e s’ispirassero a quel posto per capire quanto è bello vivere con e a contatto della sua bellezza, perché l’Italia lo era, lo è stata e lo sarà. Maestro Al Bano, molti giovani che seguono le sue orme, non si rendono conto di quanti sacrifici ci sono dietro questa vita. Si sente di dargli un consiglio? Secondo me, dare consigli ai giovani e fiato sprecato, perché come si dice in puglia “ sono nati tutti imparati”. Sanno già tutto dai primi passi, vuoi perché la televisione insegna, vuoi perché il cinema insegna, vuoi… vuoi…. e vuoi che devo dire? L’unica frase che posso dire è che: senza sacrifici non si va da nessuna parte! Ogni cosa che vuoi raggiungere, che sia lo sport, la musica, lo studio etc., in tutti questi elementi se vuoi ottenere un risultato tu ti devi applicare sudando le famose “SETTE CAMICE”. Attraverso la vostra gradita presenza con le vostre telecamere TeleVideoItalia Angela e il Corriere d'Italia per cui scrivi, faccio tanti auguroni a tutti i connazionali dal profondo del mio cuore e che non si fermino solo al periodo di Pasqua o Natale, ma AUGURISSIMI quotidiani. Mettetecela tutta e che l’Italia, o meglio gli italiani che stanno fuori, diano l’esempio di storia e di bellezza. Non senza dire siamo i migliori ma facendo capire che non siamo i peggiori! Felicità a tutti. Romina Power, il ritiro dalla scena musicale di Al Bano Carrisi sembra decisiva, questo significa che rischiamo di non ascoltare più neanche la sua bellissima voce? Ma, io non ho intenzioni di smettere è Al Bano che vuole smettere di cantare. E poi non è detto che sia proprio l’ultimo tour. Lui ha detto che canta fino al 31 dicembre di quest’anno. Di tour quindi nell’arco di quest’anno ce ne saranno ancora. Lei è la storica voce femminile di gran parte di queste canzoni di successo mondiale, le è stato difficile cantare con una voce così imponente come quella di Al Bano Carrisi? No, non è stato per niente difficile cantarle. Canto con lui da più di quarant’anni. Mi viene naturale. Anche quando ho smesso per tanti anni, i testi di queste canzoni non li ho mai dimenticati. Pensa che da giovane avrei preferito studiare per diventare regista. Sa descrivermi l’emozione e l’orgoglio che prova quando incontra l’italiano all’estero e nel mondo? Ha un grandissimo calore, perché l’italiano anche se vive all’estero per tanti anni non dimentica mai la sua italianità, il suo modo di essere espansivo, gioioso e caloroso. Questo è bellissimo. Per quanto riguarda l’orgoglio, è sempre un orgoglio essere porta bandiere dell’Italia e nel mondo. Perché quando uno parla dell’Italia, gli s’illuminano gli occhi e non solo negli Stati Uniti. In tanti sognano di venire in Italia, almeno una volta nella vita. Io mi sento fortunata poterci andare quando voglio. Saluto calorosamente tutti i connazionali, anche perché anch’io sono un connazionale come voi essendo sia americana sia italiana, o meglio dire mi sento più italiana che americana. Vi voglio molto bene. Mi sento molto vicino a voi e vi mando un grande bacio virtuoso. Ciao. Chiamarlo solo "concerto" è un vero peccato rispetto al caloroso spettacolo fatto dalla celebre coppia Al Bano e Romina che, in diverse lingue hanno cantato, comunicato e scherzato direttamente con il pubblico. Tra l’esplosione di coriandoli e infiniti omaggi floreali donati dai fan, Stoccarda ha salutato infine la straordinaria coppia che, attraverso la loro musica e le loro canzoni, nessun altro avrebbe saputo raccontare meglio al mondo intero le passioni, l’amore, i sacrifici, la speranza, la felicità, le difficoltà e le angosce che la vita riserva a ognuno di noi. Il Corriere d’Italia e la Redazione TeleVideoItalia Angela Saieva ringraziano la calorosa accoglienza, l’attenzione e l’ospitalità avuta dall’organizzazione dell’evento di Stoccarda ma soprattutto la grande e umilissima disponibilità e piena fiducia avuta nei nostri confronti dagli artisti Al Bano & Romina Power nel rilasciarci questa indelebile intervista. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Elena Manuele vince SanremoYoung il nuovo teen talent RAI condotto da Antonella Clerici
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Il Festival di Sanremo non ha fatto in tempo a chiudere i riflettori sui vincitori Ermal Meta e Fabrizio Moro che l’ha riacceso con una strabiliante kermesse canora SanremoYoung, il nuovo talent show RAI creato e condotto dalla stessa Antonella Clerici. La finale, tenutasi il 16 marzo 2018 dopo quattro puntate trasmesse in prima serata su Raiuno, ha visto la partecipazione di dodici talenti d’età compresa tra i quattordici e i diciassette anni: Matteo Marcus Bok, Sharon Caroccia, Leonardo De Andreis, Zaira Angela Di Grazia, Ouiam El Mrieh, Luna Farina, Alessandro Franceschini, Elena Manuele, Bianca Moccia, Pieri, Raffaele Renda, Rocco Scarano, proclamando il “16 marzo” vincitrice della prima edizione di SanremoYoung Elena Manuele con il 60.95% del televoto. Di San Gregorio, Catania, Elena Manuele ha solo quindici anni e frequenta il secondo anno del liceo linguistico nella Città sicula. L'assegnazione della celebre Palma portata personalmente sul palco dell’Ariston dal Sindaco di Sanremo Alberto Biancheri, è stata consegnata alla vincitrice dallo storico pilastro della tv nazionale, Pippo Baudo. Sarà “lei” di fatto quella che potrà esibirsi all'Arena di Verona il prossimo 14 agosto 2018 in occasione dello spettacolo "Jesus Christ Superstar". Abbiamo seguito la prima serata della kermesse e, non solo siamo rimasti soddisfatti per come Antonella Clerici ha condotto il suo nuovo programma, ma anche per avere dato l’opportunità a due dei nostri connazionali residenti in Germania di partecipare a questa edizione: Matteo Markus Bok di quattordici anni, nato da mamma italiana e papà tedesco e Luna Farina di sedici anni di Moers, Düsseldorf. Avevamo riscontrato un’attenzione nei confronti dei nostri connazionali in Germania già dalle scorse edizioni, dal mattatore Carlo Conti ai conduttori del Festival di Sanremo 2018 Claudio Baglioni, Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino, la maggior parte dei big in gara e dei suoi ospiti, come anche al Dopofestival, a Domenica In, dove la nostra redazione TeleVideoItalia.de insieme alla SDA Sanremo Eventi e il Corriere d’Italia è stata presente e ottimamente assistita per tutto il tempo della nostra permanenza, lo stesso alla prima di Sanremo Young, dove la conduttrice Antonella Clerici è riuscita a farci altrettanto emozionare. Per il voto dall’estero, in tema canzoni, c’è ancora da lavorare. É più complesso ma è una bella idea da prendere in seria considerazione, ci ha risposto lo stesso direttore di Raiuno Angelo Teodoli, senza dubbio lavoreremo su questo progetto che lei ci ha presentato, affinché possa essere al più presto fattibile aprire un canale di voto anche per gli italiani all’estero già dai prossimi anni. Gesti per “qualcuno” forse ancora insignificanti o troppo moralisti ma che invece, per chi è costretto ancora oggi ad abbandonare studi, affetti, sapori e odori della propria terra con la ferma illusione di ritornare in patria… “da vivi”, anche quel tiepido saluto, telefonata, presenza o partecipazione a un programma diventa un’orgogliosa vincita morale che ti fa sperare, almeno in quel momento, di non essere caduto davvero nell'abisso del dimenticatoio per la sola colpa di essere emigrato per lavoro. Per i dodici giovani cantanti selezionati dalla commissione artistica composta dal direttore artistico Gianmarco Mazzi, dal maestro Diego Basso e da Antonella Clerici, e che si sono esibiti tutti nella prima serata in forma live, è scattato il meccanismo di voto a eliminazione, due per sera, attraverso la giuria di Sanremoyoung Orchestra composta da musicisti tra i diciotto e i venticinque anni selezionati e diretti dal maestro Diego Basso, la sala stampa, il pubblico da casa tramite il televoto, l’Accademy composta da: Mara Maionchi, Rocco Hunt, Iva Zanicchi, Marco Masini, Cristina D’Avena, Angelo Baiguini, Mietta, Elisabetta Canalis, Ricchi e Poveri e Baby K.. e infine lo “showdown” nella prima serata dato in mano a Paolo Bonolis, nella seconda a Simona Ventura, nella terza a Carlo Conti, nella quarta a Pippo Baudo. Non sono mancati nelle quattro serate grandi ospiti da Richard Gere, Europe, Ted Neeley, l’icona della storia della televisione italiana Pippo Baudo, Simon Le Bon, Gino Paoli, Toto Cutugno, Michele Bravi, Giusy Ferreri, The Kolors, Arisa, Massimo Ranieri, Roby Facchinetti e Riccardo Fogli. Molto emozionati tutti e dodici giovani in gara ma di grande talento e comunicazione, come la voce di Zaira Angela di Grazia, quattordici anni di Catania, che è stata una delle prime straordinarie voci che ci ha colpito particolarmente. È genuina e ha grinta da vendere. SanremoYoung come prima edizione ha ottenuto grande consenso di pubblico e un inevitabile successo. Ha tenuto testa registrato un ascolto medio di oltre 4.5 milioni di spettatori toccando l’onda del 20.4% di share la prima serata, conquistando così il prime time televisivo e ha chiuso la finale con 20.4% di share. Sui social #SanremoYoung inoltre si è piazzato al primo posto nella classifica dei trending topic italiani di Twitter per tutta la serata. Mentre per la finale di venerdí 16 marzo ha collezionato un ascolto netto di circa 4.3 milioni di spettatori sbancando la soglia del 19.80% di share. Beh, che dire? Niente male per la grande signora della tv italiana! Non ci resta, dunque, attendere la seconda stagione di Sanremo Young anche perché… nel cassetto dei sogni di Antonella Clerici, c’è il forte desiderio di arrivare a realizzare ben dieci puntate, dando l’opportunità ai giovani in gara di esibirsi anche sulle note di un brano inedito scritto apposta per loro. Comunque, indipendentemente dal numero delle nuove puntate che riuscirà a realizzare, noi saremo ugualmente presenti per raccontarvi le nuove e incredibili emozioni anche della seconda edizione del SanremoYoung! Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Mauro Nardi in concerto a Donzdorf. Il cantautore partenopeo abbraccia gli italiani in Germania
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Sono in compagnia del cantautore partenopeo Mauro Nardi. L’atteso evento musicale, tenutosi a Donzdorf nei pressi di Göppingen, è stato organizzato dalla Pizzeria "Napule é" in collaborazione con la D'ambra Record in Stoccarda di Renzo D'Ambra. Anteprima del concerto si sono esibiti gli artisti: Michele Lino D'amico, Gino Ferrante, Gabriele Campailla e Anna Maria Ferrara, regalando al pubblico più di tre ore di buona musica e spettacolo. Dopodiché l’ingresso del cantante Mauro Nardi ha portato inevitabilmente in delirio i suoi fan venuti da più parti della Germania per incontrarlo, ascoltarlo e strappargli una foto ricordo. In chiusura Mauro Nardi ha sfoggiato un’inedita performance, regalando i suoi preziosi minuti duettando con i quattro neo artisti che gli hanno aperto il concerto. Un gesto apprezzato, a dimostrazione che ancora oggi esistono cantanti affermati con grande umiltà, generosità e spirito di altruismo verso giovani ambiziosi di successo e desiderosi di cantare su un palco con mostri sacri della musica come Mauro Nardi, senza sentirsi dire “no”. Pur concentrato e con ancora indosso il fuso orario di Miami, Mauro Nardi non ha esitato incontrarci. Maestro, lei è un mito per i connazionali partenopei, ma chi è, in effetti, Mauro Nardi? È uno che nasce tra il 1975 e ’76 da un’orchestra RAI diretta dal Maestro Gianni Desideri. Io prendevo centomila lire… “al mese” e sapevo quando partivo ma mai quando tornavo e dove mi svegliavo. Ho fatto però delle esperienze bellissime. Noi giovani neomelodici di allora come Nino D'Angelo, Gigi Finizio, Carmelo Zappulla, Franco Moreno, Mauro Caputo, Franco Moreno, abbiamo fatto la vera gavetta nell’epoca dei grandi Merola, Trevi, Abbate, Bruni. Ci dicevano allora che noi si aveva la “materia”, difatti oggi il pubblico ci adora e continuano a sostenerci. Per questo, facciamo di tutto per accontentarli e dargli il meglio della musica napoletana. La sua carriera artistica vanta collaborazioni non indifferenti, chi l’ha segnata di più? Un Album che ho fatto nel ’90 con Tullio De Piscopo e James Senese, ho avuto una grande collaborazione. Io ho sempre cercato di prendere e di avere il meglio anche perché avevo una discografia, una radio e quant’altro. Era un’epoca, un periodo e dei tempi dove si vendevano i cd e i dischi, quindi quello che loro investivano su di noi, li faceva guadagnare. La sua musica l’ha portata a compiere molteplici tournée, vuole parlarcene? Io ho fatto tournée e crociere. Ad esempio, nell’ottantasei ho realizzato spettacoli con Toto Cutugno, con i Pooh, con Gigi D’Alessio etc., e sempre dieci, dodici spettacoli alla volta. Senza contare poi quelli fatti anche da solo fino ad oggi. Adesso, dal 9 al 21 aprile, sono nuovamente in USA per un mio nuovo tour. Pensa di avere realizzato tutti i suoi sogni nel cassetto, o no? Guardi, io sono il decimo degli undici figli e già a tredici anni facevo il meccanico d’auto per contribuire in casa, anche perché campare undici figli per un genitore, è una tragedia, quindi se da un giorno all’altro mi ritrovo a cantare… lo ritengo una fortuna. Io sono contento di quello che ho, proprio perché non mi aspettavo tutto questo. Aprendo questo cassetto pertanto, l’unica cosa che mi viene da chiedere a nostro Signore Gesù Cristo, è il continuare a farmi stare bene e in salute sia a me sia tutti i mie fan sparsi per il mondo, che mi seguono e che invecchiano con me e le mie canzoni. Questo mondo comporta anche delle rinunce. Se potesse tornare indietro, cosa rifarebbe per certo e non più? Io rifarei tutto quello che ho fatto, anzi, mi batterei per una cosa sola che non mi è stato possibile fare all’ora per mano della crisi, inizierei subito ad andare… A SCUOLA! Perché quella che mi è mancata è davvero questa. Mi consolo con il fatto che almeno ho una laurea di vita, avendo girato il mondo, e che mi ha permesso di acquisire le competenze adatte a questa mia posizione ma è una misera consolazione, perché la scuola… È SCUOLA. La scuola è cultura e un insieme di tante altre cose che, ti danno l’opportunità di formarti come uomo e come persona. Essendo un autodidatta posso dire con totale soddisfazione che, almeno da questo lato, non devo ringraziare nessuno perché non ho avuto niente da nessuno. Mi sento di ringraziare solo mia madre che mi ha messo al mondo e tutte le persone che continuano ancora oggi a seguirmi. Pensi che la terza età ancora oggi balla con le mie canzoni. La contraddico, lei è l’emblema anche della nuova generazione, prova è l’opportunità che ha dato oggi a questi quattro giovani di confrontarsi con la sua imponente voce. È vero, le do ragione. Oggi anche la nuova generazione segue Mauro Nardi in quanto, i loro genitori lo facevano già. Questo è grazie anche alla tecnologia che li ha portati a documentarsi e indirizzarli verso le mie canzoni per scoprire cosa ha fatto emozionare i loro cari. Ammetto che molte mie prime canzoni, grazie ai giovani, sono nuovamente attuali più di ieri. Mi emoziono quando un giovane mi chiede ad esempio “Vocca è russetto a fragola“ una canzone che ha ben “trentadue anni”. Confido pertanto nella nuova generazione affinché porti avanti questo nostro genere neomelodico, anche perché “la canzoncina commerciale” si fa, ma passa in fretta, mentre serve quella che rimane nella storia come in quella di Mauro Nardi. Vuole dare un consiglio a giovani che, schierati dalla parte della canzone partenopea, intraprendono la sua stessa strada? Naturalmente. Cantare sempre neomelodico, al di là dal brano moderno o meno. Ben venga nomi internazionali come Gigi D’Alessio o Nino D’Angelo che hanno incominciato con il neomelodico e oggi, cantano in italiano. È giusto seguire l’evoluzione della musica e i suoi ritmi. Anch’io mi sono adattato e già dal 1990, tanto è vero che uno dei miei Album ne porta il titolo. Anche nei miei più recenti trovi generi “latino americano”. La foto del manifesto che hai in mano, ad esempio, è tratta dal mio ultimo Album uscito prima che partissi per gli Stati Uniti ed è stata scattata per un film copia fatto su Napoli in un famosissimo negozio che ha sessant’anni, per un’etichetta. L’Album raccoglie appunto la black music, una miscela di canzoni e musica afroamericana ma con la mia tipica voce partenopea. Mi considero un melodico moderno ma resto con l’idea di cantare sempre con il mio stile inconfondibile. É importante per chi desidera seguire le nostre orme, tramandare integro le origini della nostra melodia partenopea. Vuole salutare il suo pubblico? Certamente! Approfitto per salutare e abbracciare tutto il pubblico nel mondo che segue sia la canzone napoletana sia me "Mauro Nardi" inoltre, ringrazio di cuore anche la tua emittente TeleVideoItalia Angela e attraverso te, quella del Corriere d’Italia per la grande attenzione riservatami questa sera. É stato davvero un piacere incontrarti, sei gentile e professionalmente sai fare bene il tuo lavoro. Un bacio a tutti voi e…Buona vita! Inevitabile è stata scoprire l’incontenibile emozione sui volti dei quattro giovani neomelodici Michele Lino D'amico, Gino Ferrante, Gabriele Campailla e Anna Maria Ferrara nati artisticamente dalla D'ambra Record in Stoccarda di Renzo D'Ambra e che si stanno facendo strada nel mondo della musica partenopea. Unanime portano con sé ognuno grandi storie, entusiasmo, adrenalina, passione ma soprattutto tanta voglia di emergere in questo magico se pure difficile mondo della musica. Tra gli ospiti illustri abbiamo incontrato il dipartimento europa managing SDA Sanremo Eventi che, se pure estraneo all’evento, si è complimentato con l'organizzatore Renzo D’Ambra per la conduzione e direzione artistica e per come ha portato a termine l’evento; la Cavaliera Anna Mastrogiacomo responsabile della MAIE Europa che in proposito ha posto l’accento su l’importanza dell’italiano all’estero e quanto ci tiene. Da premettere che è da venticinque anni che, attraverso le associazioni e missioni cattoliche, mi occupa con dedizione ai nostri connazionali, alle loro problematiche e non solo. Dal 2014 inoltre sono la coordinatrice europea del Movimento Associativi Italiani All’estero, ci dice la Cavaliera Anna Mastrogiacomo. Il nostro impegno è di valorizzare l’italiano all’estero e sostenere tutto quello che riguarda il Made in Italy, questa è la motivazione della mia presenza anche oggi. Mi occupo e gestisco un Patronato. La difficoltà che incontra il nostro connazionale in cerca di lavoro principalmente è la lingua e poi tutto il resto, quindi cerchiamo di aiutarli e in tal caso indirizzarli nei vari enti appropriati ai loro temi o disagi. La voglia di aiutarli mi ha spinto inoltre a candidarmi quest’anno, e anche se non dovessi riuscirci, continuerò a farlo, con l’auspicio di riuscire ad avere maggiore voce in palamento a sostenimento dei miei connazionali. Sono nato nei pressi di Caserta, racconta ai nostri microfoni il cantautore, direttore artistico e presentatore dell’evento Renzo D’Ambra. Il mio nome vero è “Lorenzo” ma grazie a un maestro del posto che mi sentiva canticchiare per le vie della città mi attribuì “Renzo”, nome d’arte che sembra avermi portato fortuna nel campo musicale. Da giovane mi sono fatto le ossa tra le classiche serate e balere di provincia. Emigrato in Germania, con non poche difficoltà mi sono fatto strada e sono riuscito ad integrarmi e ad essere tutto ciò che sono oggi, anche discografo. Ringrazio i miei illustri ospiti, il cantante Mauro Nardi, lo staff artistico e quello tecnico, tutti gli sponsor. Lo stesso modo ringrazio attraverso te Angela sia la presenza del Corriere d’Italia, sia quella della tua emittente TeleVideoItalia Angela e che in collaborazione con la SDA FotoVideo Production avete realizzato per l’occasione anche un Reportage televisivo, ma soprattutto permettetemi di ringrazia il pubblico, per la fiducia e il sostegno che ci ha accordato. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Ermal Meta e Fabrizio Moro vincono il Festival di Sanremo 2018. Sbanca la squadra di Baglioni
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Il passo è sembrato eterno dalla rabbia alle polemiche per il rischio di squalifica per plagio, al netto trionfo alla 68esima edizione del Festival di Sanremo per Ermal Meta e Fabrizio Moro con "Non mi avete fatto niente". Al secondo posto si classifica Lo Stato Sociale con “Una vita in vacanza”, al terzo posto Annalisa con “Il mondo prima di te”. Il Premio della critica Mia Martini è andato a Ron; il Premio dalla sala stampa Lucio Dalla a Lo Stato Sociale; mentre la giuria degli esperti assegna a Mirkoeilcane il Premio Bardotti per miglior testo. Il Premio Bigazzi è stato assegnato a Max Gazzè per la migliore composizione musicale; a Ermal Meta e Fabrizio Moro è andato il Premio TIMmusic per brano più ascoltato; a Ornella Vanoni è stato assegnato il premio Sergio Endrigo per la migliore interpretazione al Festival di Sanremo con il brano “Imparare ad amarsi” scritta con Bungaro e Pacifico, istituito quest’anno dalla Rai e a votare siamo stati noi giornalisti accreditati nelle due sale stampa. Ornella Vanoni ha ringraziato tutti colleghi, il festival e Baglioni divertendosi a ironizzare anche sulla sua età: pensavate che non ce la facessi? E invece no, io sto benissimo in voce, in corpo, nella mente e nel cuore! La vecchietta sa cantare ancora! E' stata anche la serata del premio rilasciato alla grande Milva e ritirato dalla figlia che ha portato un messaggio in suo onore. Nelle Nuove Proposte si aggiudica il podio Ultimo con “Il ballo delle incertezze”. Al secondo posto torna protagonista Mirkoeilcane con “Stiamo tutti bene”, al terzo posto si classifica Mudimbi con “Il mago”, mentre a Alice Caioli è andato il Premio della Sala Stampa Lucio Dalla per “Specchi rotti”. Diversamente dagli scorsi anni, questa edizione è stata per noi davvero difficile votare dalla sala stampa le venti canzoni in gara, tutte belle, ricche di storia, arte vera e grandi significati, anche se dobbiamo ammettere che era scontata comunque la vincita già da quando avevamo seguito le prove generali all’Ariston. Lusinghiera è stata l’accoglienza di benvenuto riservata in anteprima a noi giornalisti da parte di Mamma Rai con un “Presse Party” deliziandoci di prelibatezze, ottima musica ma soprattutto della presenza dei tre campioni assoluti del Festival della Canzone Italiana di Sanremo: il conduttore e direttore artistico Claudio Baglioni che, in ogni serata, si è spogliato delle proprie vesti mettendosi in gioco in ruoli più disparati, comici, ironici, divertenti e mandando in delirio il pubblico dell’Ariston e tutti noi della sala stampa come l’interpretazione insieme a Nek, Max Pezzali e Francesco Renga con “Strada facendo”. Non da meno è stato l’attore Piefrancesco Favino con i suoi monologhi, in particolar modo quella quando, con le lacrime agli occhi, regala brivido con la recita di un brano da: La notte poco prima della foresta di Bernard Marie Koltès, storia di estraneità. A completare l’inestimabile collezione però è “LEI”, la simpaticissima, gasatissima, elegantissima, affascinante e grande padronanza del palco Michelle Hunziker. Molto umile anche ai nostri microfoni, non solo ci presta attenzione tra la calca dei nostri colleghi in sala stampa ma saluta in particolar modo in tedesco tutta la Germania. Ai nostri inviti di salutare i nostri connazionali italiani in Germania attraverso le nostre interviste hanno aderito in molti, da Mario Biondi, Antonella Clerici presente in sala stampa in occasione della presentazione del suo programma Sanremo Young, a Roby Facchinetti, Red Canzian e tanti altri. Lo stesso modo hanno salutato calorosamente la nostra presenza dalla Germania anche quando siamo stati al dopo festival e a Domenica In. Il Sindaco di Sanremo Dott. Alberto Biancheri ha espresso inoltre, sempre ai nostri microfoni, grande soddisfazione sulla conduzione del colossale trio, come anche la stretta sicurezza della Città sanremese presieduta dalle forze dell’ordine. Particolarmente siamo grati anche al team della Rai e all’impeccabile assistenza avuta nei nostri riguardi in sala stampa durante tutti gli otto giorni della nostra permanenza, molto professionali, simpatici e disponibili. Tra le domande che abbiamo posto in conferenza e dove abbiamo strappato una loro promessa, due vogliamo anticiparvele: la prima fatta ad Angelo Teodoli direttore di RaiUno nel suggerire di rendere partecipi dai prossimi anni anche i nostri connazionali in Germania attraverso il voto; la seconda fatta ad Antonella Clerici, quella di dare l’opportunità di partecipare anche dall’estero al suo programma musicale. Il resto delle nostre interviste potete seguirle sullo special televisivo “7giorni a Sanremo” redatto attraverso la nostra emittente TeleVideoItalia direttamente dal Festival di Sanremo, in collaborazione con la SDA FotoVideo Production e la presenza ufficiale anche della SDA Sanremo Eventi, Corriere d’Italia e la SINE. È stato un festival ricco di vere e grandi emozioni, colpi di scena, ospiti d’eccezione e di pieno equilibrio. Picco di ascolti in tutte le serate ma il vero boom si è registrato alla finale, oltre dodici milioni, 58,3% di share. Claudio Baglioni con grande umiltà da merito a Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino per come hanno condotto con una leggerezza e una capacità d’improvvisazione sorprendente. Aveva promesso che sarebbe stato il festival della canzone tutto all’italiana… detto fatto! Niente star hollywoodiane, pochi artisti internazionali come Sting, Shaggy e James Taylor, mentre trionfa il tricolore brillantemente coperto da Fiorello "vero mattatore" che di mattina fa irruzione nella nostra sala stampa, cogliendoci tutti di sorpresa, per poi rompere il ghiaccio alla prima serata del Festival come solo lui sa fare. Laura Pausini che, dopo una brutta laringite acuta ha placato gli animi di tutti, certi giornalisti inclusi, raccogliendo prima la standing ovation in sala per il duetto fatto con Claudio Baglioni con Avrai, poi, l’applauso fuori dall’Ariston dove ha cantato “Come se non fosse stato mai amore” coinvolgendo, di fatto, il pubblico. Poi ancora Pippo Baudo, icona del Festival di Sanremo e che quest'anno ha celebrato i cinquant'anni dalla sua prima conduzione al Festival, Gianni Morandi, Tommaso Paradiso dei The Giornalisti, Gianna Nannini, Piero Pelù, Federica Sciarelli, Negramaro, Biagio Antonacci, il Volo, Nek, Giorgia, Max Pezzali, Francesco Renga, Gino Paoli e Danilo Rea, Virginia Raffaele e tanti altri nomi del mondo del cinema come Nino Frassica, Rocco Papaleo etc., dello spettacolo e dello sport. Infondo non ci voleva poi tanto fare risedere gli italiani al Festival della Canzone Italiana di Sanremo! Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con a SDA FotoVideo, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- I Decibel tornano a Sanremo con Lettera dal Duca
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. È stato senza dubbio un gradito ritorno al festival di Sanremo, quello del gruppo Decibel. Dopo due vittorie al Festival, il leader della band Enrico Ruggeri si ripresenta al Festival di Sanremo con il suo primo gruppo storico, i Decibel. La storica band formata appunto da Silvio Capeccia, Fulvio Muzio ed Enrico Ruggeri inizialmente si è mossa negli ambienti punk e new wave ottenendo i primi successi, poi, Ruggeri scelse la strada da solista e ritorna ben nove volte in gara. Oggi, a distanza di trentotto anni, il gruppo Decibel guidato dallo stesso cantautore Ruggeri si riunisce e segnano la loro terza apparizione a Sanremo con “Lettera dal Duca” un tributo al grande artista scomparso, David Bowie. Incontriamo dopo le prove, l’artista poliedrico, cantautore, musicista, scrittore e conduttore televisivo Enrico Ruggeri, arrivato al Festival a fianco della leggenda James Midge Ure, la storica voce degli Ultravox. Tanto per intenderci, colui che ha scalato le classifiche britanniche con Do They Know It’s Christmas, è stato dal '78 all'80 chitarrista dei Visage, autore di “Breathe” hit del 1996 e tanto altro ancora. Intanto Angela saluto tutta la Germania. Sai, ci siamo stati in Germania esattamente a Berlino, per girare un video. Abbiamo incontrato tanti italiani e sappiamo che fanno una vita sacrificata. Sono delle persone stupende, per cui li abbracciamo tutti con il cuore. Per quanto riguarda il Festival, confesso che l’emozione nelle prove generali è stata superiore a quella di salire sul palco. É la prima volta che Midge Ure sale sul palco dell’Ariston e ammetto che, ho trovato più difficile spiegare a lui il funzionamento della kermesse e le votazioni. Avevamo bisogno di una leggenda che salisse con noi su questo palco e James Midge Ure si è sentito onorato di essere stato scelto. Questo brano è un tributo a David Bowie che se n'è andato, lasciandoci un'immensa eredità. La nostra è una canzone sulla vita oltre la vita, sulla spiritualità, sul distacco. Per la tenacia con cui portiamo avanti la battaglia per il recupero della musica vera, senza computer né strumenti virtuali, meriteremmo di vincere. Sanremo comunque vale tre mesi di promozione mediatica. Dal 16 febbraio è disponibile inoltre l’album L’anticristo e Lettera dal Duca fa parte di esso. Grazie a tutti, è stato un piacere incontrarvi e chiacchierare anche un po’ con te Angela. Attraverso la tua emittente TeleVideoItalia Angela, saluto tutti gli italiani che vivono in Germania, verró sicuramente presto anche da voi. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con gli studi della SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Francesco Facchinetti a Sanremo
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Anche se oggi siamo abituati a vederlo più nelle vesti di conduttore di programmi musicali, imprenditore di successo, talent scout, fondatore e socio di diverse imprese come Goonies, BitSugar e NewCo Management, Francesco Facchinetti è rimasto comunque per tutti il mitico Dj Francesco, il cantante di un volto diventato noto per il suo tormentone, La canzone del capitano. Lo incontriamo durante le prove generali che assistiamo al Teatro Ariston Roof di Sanremo e con lui, scambiamo quattro parole. Sono molto felice di essere qui. Quest’anno mi trovi qua per diversi motivi, Angela, perché ho prodotto un sacco di musicisti che saliranno su questo palco e di tanti altri sono il manager. Per questo motivo, oggi, sono in vesti differenti l’una dall’altra. È bello vedere questo spettacolo e soprattutto il backstage, come sicuramente lo è anche per voi ogni anno che venite. È bello vedere come stare sul palco. In questi anni ho imparato sia a stare sul palco a cantare, sia a stare dietro il palco e portare qualcuno che canta sul quel palco. Che dire, sono felice e contento. Il mondo intero guarda il Festival. Essendo stato uno dei giudici di Sarà Sanremo, per la sezione Nuove Proposte di Sanremo 2018, da imprenditore ti senti di dare un consiglio ai nostri giovani italiani in Germania, ambiziosi di riuscita? Il fatto è che bisogna avere tanta buona volontà e mettercela tutta. Non guardare come un ostacolo, il fatto di essere italiani ma all’estero, ma diversamente più un’opportunità, poiché il mercato tedesco è più grande di quello italiano. É bene pesare di cantare due, tre, o magari anche quattro versioni, come faceva ad esempio Eros Ramazzotti. Lui cantava in italiano, in francese, in spagnolo, in portoghese e così via. Laura Pausini ha provato a cantare, ad esempio, anche in inglese. Io conosco tanti italiani che abitano all’estero e che hanno fatto un grandissimo successo in Italia e nel Mondo. Tra questi mi viene da dire Pablo Meneguzzi, figlio d’italiani emigrati in Svizzera, a Lugano. Diventò famoso in Sud America. Vinse il Festival di Viña del Mar in Cile e, di fatto, poi diventò famoso in Italia. Non da meno dalla Germania ci sono tanti tedeschi che hanno fatto un vero e serio successo in tutto il mondo. Voi che state in Germania dunque, sicuramente avete un bacino di utenza che è più grande di quello italiano. Ciao a tutti da Francesco Facchinetti, saluto tutti gli italiani che stanno in Germania, all’estero e comunque in tutta Europa. Mi diverto, quando viaggio un po’ per il mondo. È bello incontrarvi e raccontarvi un po’ della nostra Italia, mentre voi mi raccontate dei vostri Paesi, che appunto vado a perlustrare. Continuate quindi a portate la nostra Bandiera italiana, la nostra cultura, i nostri modi di fare, la nostra cucina e la nostra lingua Madre in giro per il mondo. Grazie anche a te Angela e alla tua emittente TeleVideoItalia per avermi dato quest'occasione di salutare i nostri connazionali italiani, il tuo lavoro é encomiabile. Vengo a trovarvi presto. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con gli studi della SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- il Festival targato Claudio Baglioni
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Proclamato il vincitore della 68esima edizione del Festival di Sanremo “Ermal Meta e Fabrizio Moro” tra le non poche polemiche sul presunto caso di plagio, sollevate da alcuni colleghi durante le serate della kermesse, l’ora di tirare le somme è arrivata. È stata comunque ancora una volta un’altra nuova e bella kermesse, ricca di alti e bassi durante le serate. Tra le tante cose è accaduto anche il fatto che, il cantautore romano Claudio Baglioni, ha messo tutti d’accordo coinvolgendo tutti noi in sala stampa, la platea e sicuramente milioni di telespettatori sintonizzati da casa, a cantare a squarciagola i brani storici "Mille giorni di te e di me" e "Questo piccolo grande amore". Abbiamo incontrato i tre volti storici di questa edizione del Festival di Sanremo, il padrone di casa del Festival Claudio Baglioni, la bellissima conduttrice televisiva, attrice e cantante originaria della Svizzera italiana Michelle Hunziker, l’attore e doppiatore Pierfrancesco Favino. Se pur visibilmente stanchi, con grande generosità e simpatia, ci hanno dedicato umilmente grande attenzione per tutto il periodo del Festival. Germania!!! Che bello, anche voi qui al Festival, ci dice Michelle Hunziker. È bello sapere che c’è anche lei, in rappresentanza stampa italiana estera, a raccontare agli italiani in Germania le fasi di questa kermesse. Per la complessità di una macchina come il Festival, rendo merito a Claudio Baglioni, che è riuscito a creare questa grande sintonia e complicità nel fare le cose e una forte energia tra noi, voi giornalisti, il pubblico, gli ospiti, la commissione, i tecnici e gli autori. Ciao cari italiani in Germania “ein großer und liebevoller Gruß an alle Italiener in Deutschland aus Sanremo“. Senza dubbio è stata una bellissima esperienza, aggiunge l’attore Pierfrancesco Favino e dove ha emozionato tutti, soprattutto con il monologo sull'emarginazione. Devo dire che mi sono, trovato bene, mi sono anche divertito e sono felice di avere fatto parte di questa straordinaria squadra, termina l'attore. Saluto tutti gli italiani in Germania e a tutti quelli che ci seguono da lì, è stato un piacere conoscerti Angela. Buona musica a tutti. Il successo del Festival è stato rilevato dagli ascolti. Con sufficiente energia e con tutti i ritmi che anche voi giornalisti avete vissuto con noi, siamo arrivati all’atto finale di questo Festival. È stato insomma una bella cavalcata e ci riteniamo sicuramente entusiasti e soddisfatti di come sono andate le cose, conferma Claudio Baglioni, specie nell’avere conseguito serate complesse, dove c’erano vent’otto canzoni da ascoltare, come i molteplici cambi di palco avvenuti e dove la situazione logistica si è complicata notevolmente, per dare spazio a molti gruppi, specie nella serata delle performance. Ecco, essere riusciti a non aver fatto combaciare ad esempio la quarta e la quinta serata, senza soluzioni di continuità, è stato eccezionale. Ci fa davvero molto piacere sapere attraverso lei, che anche gli italiani in Germania seguono il Festival. É un onore e un privilegio sapere che Sanremo sia anche motivo di riunione, per i nostri connazionali italiani emigrati all’estero. Sanremo ha questa incredibile internazionalità e una sorta di marchio così forte da unire tutti e da ogni parte del mondo. Grazie davvero mille pertanto, agli italiani che ci seguono da lì. Grazie per i suoi interventi e la presenza costante al Festival con la sua emittente e le testate per cui scrive. È grazie anche attraverso la sua presenza qui al Festival Angela, che i nostri connazionali italiani all’estero li sentiamo più vicini e molto presenti, in un contesto festivaliero come questo, dove le canzoni uniscono e coinvolgono musicalmente e culturalmente tutti. Saluto e abbraccio molto tutti gli italiani in Germania e tutti quelli sparsi per il mondo. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- i Negramaro superospiti al Festival
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Attraverso un lungo e fortunato percorso, i Negramaro tornano al Festival ma da superospiti. L’incredula eliminazione del formidabile gruppo salentino Pop rock, avvenuta in gara tra le Nuove Proposte nel 2005 aveva destato abbastanza scalpore, pur avendo vinto il “Premio della sala stampa, radio e tv”. A tredici anni di distanza, i Negramaro si riprendono la meritata scena e sfoggiano davanti a milioni d’italiani la loro bravura. All’insegna del nuovo album “Amore che torni” (Sugar) già disco di platino, assieme al padrone di casa e direttore artistico Claudio Baglioni, hanno reinterpretato la celeberrima canzone “Poster”. Subito dopo, il celebre gruppo, ha presentato il nuovo singolo del loro album“ La prima volta”. Pur concentrati nelle prove generali, li abbiamo incontrati e loro con grande umiltà ci hanno dedicato minuti preziosi del loro tempo e commentato così la loro presenza da superospiti, alla sessantottesima edizione del Festival della Canzone Italiana. La musica, a prescindere dal vestito che ha, deve semplicemente far battere il cuore e a noi batte già abbastanza forte. Claudio Baglioni poi, è un grande. È straordinario, un mito, ci dice il leader della band Giuliano Sangiorgi. In un primo momento lo abbiamo visto fare il serio e in quei momenti ci siamo preoccupati un po’, ci siamo detti: oddio, sta facendo il serio. Poi fortunatamente, minuti dopo, lo abbiamo visto gattonare e sgattaiolare con Francesco Favino, giocare e scherzare con Michelle Hunziker e con la musica, cantare con gli ospiti, fare delle simpatiche e divertenti gag con Fiorello e tanto altro ancora. Devo dire che la musica in questa edizione, dove è arrivato Claudio Baglioni, è stata davvero al centro della nostra storia musicale. Duettare con lui, é stato inoltre un'emozione. Altrettanti straordinari e fantastici sono stati anche i due co-conduttori, Francesco Favino e la splendida Michelle Hunziker. È un Festival stupendo. Non ci sono parole per descrivere la nostra emozione, nel ritornare a distanza di tredici anni al Festival e peraltro non da ospiti ma da “superospiti”. Noi ci rendiamo conto che, le band in Italia, hanno un cammino più difficile. C’è chi a "sei messi" va nel dimenticatoio. Stiamo per questo cercando di stare al passo con i tempi e di scrivere grandi canzoni. Aldilà dei Pooh, Subsonica e qualcun altro ancora, termina Giuliano Sangiorgi, la band in Italia non ha avuto purtroppo una grande storia. Siamo veramente pochi, quelli che resistono alle intemperie contemporanee. Devo dire con grandissimo orgoglio che, stiamo facendo sei stadi e numerosi altri concerti. Questa sera desideriamo divertirci e far divertire il pubblico e comunque chi ci ascolta anche da casa. Riusciremo senza dubbio a trasmettere un qualcosa di positivo e coinvolgente, grazie anche a Claudio Baglioni che ci ha chiamati. Detto questo, cara Angela, sei simpaticissima. Ci ha fatto piacere incontrarvi. Vi abbracciamo e attraverso la tua emittente TeleVideoItalia Angela, abbracciamo anche tutti gli amici della Germania, gli italiani all’estero e comunque abbracciamo tutti gli italiani sparsi per il mondo. So che gli italiani in Germania sono ben accolti. Mi auguro pertanto che siate accolti sempre nei migliori dei modi, come speriamo di essere anche noi capaci di accogliervi quando ci venite a trovare. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con gli studi della SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Massimo Morini e il suo record di presenze al Festival di Sanremo
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Incontriamo il musicista leader dei Buio Pesto, il Mo Massimo Morini, impegnato in questa edizione in qualità di tecnico di sala per alcuni big e dirigente d’orchestra per due delle giovani artiste provenienti dal concorso Sanremo Giovani. Massimo Morini conta ventotto edizioni consecutive, più sette della categoria Sanremo Giovani, per un totale di 172 artisti diretti e 236 canzoni, battendo di fatto ogni record di presenze consecutive al Festival di Sanremo. Ha ottenuto sette vittorie, dieci secondi posti, sei terzi posti e non per ultimo otto premi della critica. Ha vinto otto dischi d'oro, ottenuto ventitré presenze nella classifica italiana di vendite e da artista, tra singoli e album, ha partecipato alla realizzazione di oltre 220 dischi da autore o arrangiatore, vendendo in totale oltre 2.400 000 copie in Italia e all'estero. Ha ricoperto molti ruoli nel mondo dello spettacolo, musicista e direttore d’orchestra al Festival di Sanremo, attore, sceneggiatore, cantante e regista anche nel mondo cinematografico. Parto subito col dirti “Chapeau” Massimo Morini sia per la tua poliedrica conduzione artistica, musicale e cinematografica sia per il tuo record di presenze al Festival di Sanremo. Ebbene si Angela quest’anno, come anche tu ben mi ricordi, è la mia ventottesima edizione al Festival. Mi vedi presente con la direzione d’orchestra per entrambe le due giovani proposte e nella direzione tecnica in sala Ariston faccio l’audio per cinque big belli tosti e che conosci anche tu bene da vicino come Elio e le Storie Tese, il duo Enzo Avitabile e Peppe Servillo, Mario Biondi, la ligure Annalisa e i Decibel, la storica formazione capitanata da Enrico Ruggeri. Come vedi al solito mi sono procurato, come sempre, un bel gran da fare! Belle canzoni sia dei big sia dei giovani e anche belle ragazze! Quest'anno é dificile dare un voto e un giudizio. Dimmi un po’, visto che te le scegli apposta belle, ce le presenti? Allora Angela, diciamo subito che il premio delle artiste più belle dell’anno a Sanremo l’ho vinto io, Alice Caioli e Giulia Casieri. No, mi hanno musicalmente scelto loro in verità. Nei giovani ho dato tanto e per le diverse scalate di primi e secondi posti vinti al Festival, predico che mi hanno chiamato più come un portafortuna. Alice è un’artista che arriva da Messina, con il brano scritto anche da lei “Specchi Rotti “, la Casieri anche lei coautrice del brano “Come stai” arriva da Monza. Ti è noto che ho diretto centinaia di big come Masini, Povia, Servillo ecc., ma ritengo che nei giovani sia specializzato perché, è forte riuscire a prendere il disco e fare und interessante orchestrale per il Festival di Sanremo. Per tale ragione, ringrazio entrambe le artiste, per avermi scelto e mi auspico di ottenere anche per loro un buon risultato. Con Elio e le Storie Tese tocco un tasto molto dolente e che imprimerà nella storia della musica italiana. Credi a quanto da loro stesso annunciato oggi in conferenza, del loro irremovibile divorzio artistico? L’Italia è tristamente nota per il gossip. Conta quasi più un matrimonio divorzio che l’Oscar per cui, adesso, si parla tanto di questa separazione che esiste. Purtroppo è vera e finirà alla fine dell’anno. Non continueranno a rimandarla, io li conosco bene, ci ho lavorato insieme da quasi trent’anni. Elio e le Storie Tese musicalmente sono degli amabili casinari e quando arrivano loro la musica, in graduatoria con loro, fa sempre un passo più alto. Io l’ho sempre detto che ogni volta che arrivano e dove ci sono loro, c’è sempre qualcosa da imparare. Anche questa volta mi hanno messo a dura prova, però credo e spero di avere fatto bene il mio dovere e andrò avanti. Ti senti di dare un consiglio e un saluto ai nostri connazionali in Germania e ai giovani in Europa, ambiziosi di riuscita? Ma certamente Angela. Faccio un caloroso saluto a tutti i connazionali italiani in Germania. Porto un buon ricordo, sono stato su da voi attraverso la SDA Sanremo Eventi e avuto il piacere di aderire nel vostro organismo de l'Accademia della Canzone Italiana in Germania creato appositamente per giovani talenti. Anche in questa occasione, ho avuto modo di seguire il vostro stage e di conoscere i vostri giovani talenti, ambiziosi di riuscita. Come sapete l’Italia è il Paese più portato a livello europeo di musica e canzoni. Il mercato della musica si è inclinato come anche le discografie, non si distinguono quasi più i valori perché la musica è gratuita. Non si vendono più dischi, non ci sono più quelle solide congetture che ci distinguevano, oggi fanno le pizze… lo stesso è accaduto nella musica. Per cui ragazzi preparatevi davvero, perché la manifestazione più importante della musica italiana e che esiste in Europa e dove poter fare un passo importante, che vi permetterà di lasciare negli anni un’impronta nella storia della musica italiana, è il Festival di Sanremo. Se voi avete il prodotto giusto, non dovete temere. Un grazie alla tua emittente TeleVideoItalia Angela che trasmette in maniera costante e mantiene viva anche su in Germania l’emozione di questa kermesse. È sempre un piacere incontrarvi in quest’ambiente sanremese e in questi grandi contesti, pertanto é superfluo ricordarvi la grande stima che ho per voi due, Dino e Angela, e su quello che professionalmente fate con e per la musica. Buon rientro in Germania. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con gli studi della SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Leonardo Monteiro è al Festival con Bianca
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Figlio di due ballerini brasiliani, Leonardo Monteiro è tra le Nuove Proposte della sessantottesima edizione del Festival di Sanremo. Noto già nella Danza, studiata alla Scala di Milano, nel 2005 partecipa al programma di Maria De Filippi “Amici” nella categoria Danza. Attraverso Area Sanremo lo ritroviamo quest’anno al Festival in veste di cantante. Il brano in gara porta il testo di Marco Ciappelli, mentre la musica è stata scritta da Vladi Tosetto, l’autore del brano Come saprei di Giorgia. Incontriamo durante le prove, il giovane artista poliedrico e lui, con grande gentilezza e simpatia, si presta subito alle nostre telecamere. Bianca racconta sì la fine di una storia d’amore, causata da un tradimento, ma che al suo interno lancia ugualmente un messaggio di speranza e cioè la rinnovata fiducia nell’amore, per chi ha voglia di credere ancora all’amore. Spesso una relazione conferma che se un amore è vero dovrebbe durare sempre, ci dice fiducioso Leonardo Monteiro, comunque io sono uno al quale piace prendere mille sfaccettature. Una relazione ti segna un qualcosa che prima tu non avevi, proprio come un bagaglio di esperienza e quindi accresce la tua coscienza. È una cosa che puoi raccontare, quindi, dopo sei più attento. Ammetto che questo Festival di Sanremo mi emoziona tanto. Ringrazio principalmente mia madre che è stata la mia grande musa ispiratrice. Mi ha trasmesso la passione per lo spettacolo e per la musica, i miei modelli sono stati anche miti come Ray Charles, tanto per citarne uno. Aldilà della danza, la passione per la musica è stato il mio vero amore, a cominciare da Mozart. Di lui amo l’ironia e ascoltandolo, entro in un’altra dimensione. Penso che quello che tocchi l'emotività delle persone, dipende principalmente da tutto quello che fai con il cuore. Adoro Alessandra Amoroso e mi auguro che anche lei possa provare presto questa bellissima esperienza. Non smetterò mai di ringraziare chi ha creduto subito in me e ha scritto questa canzone che porto al Festival, Vladi Tosetto. Dopo l’esperienza avuta a New York, per seguire corsi di perfezionamento in danza contemporanea, classica e neoclassica, ho deciso di ritornare in Italia perché mi mancava tanto. É così che ho ripreso a studiare canto moderno, il pianoforte che talaltro lo studiavo già dall’età di sette anni. Sono entrato anche in un coro gospel. Adesso, attraverso Area Sanremo, mi ritrovo al Festival. Sanremo per me è un grande sogno ma che non lo guardo come un traguardo, piú come un inizio, un trampolino di lancio. Ho voglia di imbarcarmi in questa nuova grande avventura e poiché sono un eterno sognatore, vorrei poter sognare ancora di più in grande. Grazie di cuore anche a te Angela per la tua attenzione. È stato un piacere incontrarti. Un abbraccio a tutti quelli che ci stanno seguendo anche attraverso la tua emittente TeleVideoItalia Angela. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con gli studi della SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Rivederti di Mario Biondi al Festival di Sanremo, incontriamo l'icona della musica
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Ebbene sì, c’è anche lui, l’icona della musica, compositore e arrangiatore Mario Biondi, tra la rosa dei venti Big in gara al Festival di Sanremo, quest’anno capitanata da Claudio Baglioni, Michelle Hunziker e Pierfrancesco. Il brano Rivederti, é stato diretto dall’idolo dei big per eccellenza, il mitico Maestro Beppe Vessichio. Incontriamo Mario Biondi durante le prove generali all’Ariston, cui assistiamo con immenso piacere ogni anno e lui, se pur concentratissimo, al termine ci incontra volentieri e senza indugio. Sereno, ci dedica attenzione e ci regala minuti preziosi del suo tempo. Maestro Mario Biondi, premesso che è un’emozione incontrarla di persona e seguire la sua bella musica, le va di fare un saluto ai nostri connazionali in Germania, di parlare della sua presenza in gara al Festival e di come sta vivendo questi giorni? Tschuss… a no, Ciao! Un abbraccio a tutti voi, ci dice il cantante siciliano Mario Biondi. Sono felice di essere qui. Io spero di condividere una buona dose di sentimento in tutto quello che metto nella mia musica e tutto quello che metto quando sono sul palco. Quindi è la cosa che mi piace condividere con tutti quelli che mi seguono e cha hanno voglia di seguirmi. Sto vivendo tutto questo ribollire di cultura, di arte, di musica, d’incontri interessanti. Sessantottesimo mi piace. C’è l’otto che è un numero che mi piace e che ricorre spesso nella mia vita. Specie inizialmente, nei primi anni della mia carriera, erano molto dedicati all’estero. Sono stati molto movimentati. Ringrazio tutti i direttori artistici che quasi ogni anno mi hanno invitato. Quest’anno c’è stato una specie di congiunzione astrale. La canzone era rappresentarmi in maniera giusta. Abbiamo grandi artisti e maestri in questo periodo che toccano i nostri palchi in Germania, da Ramazzotti, a Bocelli, Zucchero, Laura Pausini, Nek e tanti altri ancora. Lei in particolare, possiamo dire che la rivedremo da noi? Ma, grazie a Dio Angela, in Germania vengo molto spesso, ed è sempre un piacere frequentare la Germania. Ci ritornerò comunque e sicuramente. L’anno scorso abbiamo girato diversi paesi in Germania, quindi sicuramente mi rivedrà, in mezzo a tutti voi. É stato davvero un piacere rivederti. Grazie Angela per il serio contributo mediatico che svolgi con la tua emittente TeleVideoItalia oltre confini. La sua straordinaria voce, molto simile agli artisti jazz come Lou Rawls e Barry White, nella sua carriera gli ha permesso di affiancare in molte occasioni musicisti internazionali come Ray Charles, aprire collaborazioni con Disney per il remake del film “Gli Aristogatti” dando un grande contributo alla realizzazione delle colonne sonore “Tutti i gatti voglion fare jazz” e “Romeo er mejo del Colosseo”. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- la 68ª edizione del Festival di Sanremo si chiama Claudio Baglioni, Michel Hunziker e Pierfrancesco
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva - Dopo il triplice successo segnato dalle scorse edizioni dal celebre conduttore televisivo Carlo Conti di cui l’ultima edizione condotta con la regina degli ascolti di Canale 5 Maria De Filippi, ecco che arriva quest’anno, un altrettanto inedito trio: Claudio Baglioni affiancato da due co-conduttori d’eccezione, l’affascinante showgirl svizzera Michel Hunziker e il famosissimo attore italiano Pierfrancesco Favino. In questa edizione sembra scontato che non ci saranno vallette, niente star Hollywoodiane e pochi artisti internazionali tra questi Sting, Shaggy e James Tayler. Il cerchio di ospiti si stringe più al nostro tricolore da Laura Pausini, Fiorello, Negramaro, Gianni Morandi, Biagio Antonacci, Gino Paoli, Nek, Francesco Renga, Max Pezzali, Giorgia e tanti altri nomi del mondo del cinema, dello spettacolo e dello sport ancora da svelare. Gasatissima e molto emozionata, Michel Hunziker si rivela serena per la sua presenza al Festival a fianco del mitico Claudio Baglioni, dopo il Sanremo nel 2007 accanto a Pippo Baudo. Claudio Baglioni ha dato tanto alla musica italiana. È il numero uno! Non vedo l’ora di incominciare. Il direttore di RaiUno Angelo Teodoli punta in un 40% di share per com’è preparata questa nuova edizione e fa sapere che per par condicio elettorale non ci sarà posto sul palco dell'Ariston per politici e candidati ad eccezione il sindaco della cittadina rivierasca o quelle figure istituzionali legate alla convenzione Rai-Comune di Sanremo. È stato lo stesso popolare cantante romano Claudio Baglioni nonché direttore artistico della 68ª edizione del Festival di Sanremo ad annunciare in conferenza stampa tenutasi al Casinò di Sanremo la famigerata squadra. La kermesse canora che partirà da martedì 6 febbraio e terminerà sabato 10 con la proclamazione del vincitore, vedrà alternarsi sul palco del Teatro Ariston i venti big: Roby Facchinetti e Riccardo Fogli – Il segreto del tempo; Nina Zilli – Senza appartenere; The Kolors – Frida; Diodato e Roy Paci – Adesso; Mario Biondi – Rivederti; Luca Barbarossa – ‘Passame er sale’; Lo Stato Sociale con Una vita in vacanza; Annalisa con ‘Il mondo prima di te’; Giovanni Caccamo – Eterno; Enzo Avitabile con Beppe Servillo – Il coraggio di ogni giorno; Ornella Vanoni con Bungaro e Pacifico – Imparare ad amarsi; Renzo Rubino – Custodire; Noemi – Non smettere mai di cercarmi; Ermal Meta e Fabrizio Moro – Non mi avete fatto niente; Le vibrazioni – Così sbagliato; Ron – Almeno pensami; Max Gazzè – La leggenda di Cristalda e Pizzomunno; Decibel – Lettera dal Duca; Red Canzian – Ognuno ha il suo racconto; Elio e le storie tese – Arrivedorci; Mudimbi – Il mago. Mentre le otto nuove proposte: Eva con Cosa ti salverà, Mirkoeilcane con Stiamo tutti bene, Lorenzo Baglioni con Il congiuntivo, Giulia Casieri con Come stai e Ultimo con Il ballo delle incertezze. A loro si aggiungono i due vincitori di Area Sanremo Leonardo Monteiro e Alice Cairoli. Anche quest’anno TeleVideoItalia.net e SDA Sanremo Eventi vestiranno i panni di giuria nella Sala Stampa dell’Ariston Roof e inoltre, in cooperazione con gli studi di SDA FotoVideo Production e la partecipazione del Corriere d’Italia, seguiranno la kermesse di tutte e cinque le serate, dedicando uno speciale evento televisivo dal titolo “ 7 giorni a Sanremo”, condotte dal duo popolare italiano Dino & Angela. Un reportage televisivo girato in occasione della 68esima edizione della kermesse canora unica al mondo. Se non volete perdervi niente di questa nuova edizione mandata in onda direttamente dalla Sala Stampa dell’Ariston Roof di Sanremo… e non solo, allora seguiteci e conoscerete tutti i dettagli delle cinque serate. Dalle conferenze stampa, ai retroscena, al backstage e momenti esclusivi di là dello spettacolo sul palco, agli incontri con i big della musica, gli ospiti, le critiche, il dopo festival, fino ai VINCITORI della nuova edizione del Festival 2018, perché…“Sanremo è Sanremo!” Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Si è spento Gero Lombardo, procuratore ufficiale della Congregazione dei Servi della Caritá
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa - Angela Saieva. Si è spento d’improvviso, venerdì 12 gennaio a Tiefenbronn Gero Lombardo, procuratore del movimento laicale guanelliano ed ex allievo. Prontamente la comunità italiana di Pforzheim e circondario si è stretta al dolore dei familiari. Mentre, oltre al cordoglio, un accorato “GRAZIE” è arrivato anche da p. Luigi De Giambattista in nome della congregazione e dell’intera famiglia guanelliana, per tutto quello che il compianto Gero Lombardo è riuscito a fare nel suo mezzo secolo, o più, di vita vissuta in Germania. I padri guanelliani, don Arcangelo Biondo e don. Rocky Maria Arokiadoss Antonyraj della Missione Cattolica Italiana di Pforzheim, sono ancora sotto shock per l’inaspettata scomparsa. Profondamente provati per la perdita comunque di un caro fratello, si sono chiusi in preghiera. Una preghiera di suffragio che è stata detta per la sua anima che vuole offrire consolazione e serenità anche alla sua famiglia che come noi e gli innumerevoli amici lo piange e sente la sua mancanza, si legge in una nota di p. Luigi De Giambattista. Gero Lombardo ha sempre considerato il “Don Guanella” la sua famiglia allargata, sentendosi sempre figlio grato e devoto. Della sua missione ne ha fatta una passione. Si è speso in questi anni soprattutto a mettere in rete le nostre missioni di carità con la chiesa tedesca, sempre attenta e generosa nel rispondere agli appelli dei poveri. Come procuratore ufficiale della nostra congregazione in Germania, ha facilitato instancabilmente il flusso di aiuti e di solidarietà a beneficio di tante nostre comunità in Asia, Africa e America Latina. Un fiume di provvidenza che sta adesso arrivando grazie alla sua mediazione, perfino sulle sponde lontane delle Isole Solomon’s della Melanesia in Oceania. In questo momento i pensieri sono tanti e si accavallano. Nel mio viaggio di ritorno ho avuto modo di riflettere su ciò che realmente è stato mio padre in tutti questi anni, sia per me da figlio, sia per la comunità italiana emigrata in Germania. Una persona attiva, amante della vita, altruista, spesso di ottimo umore, ricco di buone intenzioni e propositi, ci dice il figlio maggiore Luca Lombardo che se pure molto provato con grande umiltà ci ha ricevuto. Pensi che, dopo la guerra, a soli quattordici anni e che oserei definirlo “il pastorello della provincia della Sicilia” senza una scuola e da solo si è trasferito a Roma nell’Istituto Don Guanella. Lì ha potuto studiare, farsi una sua posizione e raggiungere grandi risultati e traguardi a livello affettivo, lavorativo e linguistico, tanto da riuscire ad arrivare a parlare sette lingue per adattarsi alla Regione ospitante. Ha preso così una buona piega laddove molti connazionali, se pur emigrati per lavoro, non hanno riflettuto l’importanza primaria che aveva imparare la lingua per integrarsi in terra sveva. Da una parte, come padre, mi manca il fatto di non averlo avuto spesso accanto nella mia infanzia, proprio perché essendo diventato anche un manager di una nota industria tedesca girava il mondo, Sud America, Iran, Irak, stando tal volta lontano da casa anche tre mesi; dall’altra, come uomo, mi consola il pensiero che in Germania è stato un punto cardine per l’italiano emigrato. Senza mai risparmiarsi e tirarsi indietro per il prossimo si reinventava pur di aiutare e venire in contro come poteva alle esigenze, ai disagi, alle difficoltà e alle priorità del nostro connazionale di Pforzheim e circondario. Si è impegnato molto nel sociale e nelle traduzioni tant'è che due anni dopo si è diplomato su questa materia. Mi chiedevo lusingato come poteva essere riuscito da italiano e da analfabeta ad avere raggiunto così tanti buoni rapporti con tutti questi Paesi Arabi e Latinoamericani e lui mi rispondeva con semplicità: che era la sua italianità a facilitargli i rapporti. Vi ringrazio per il pensiero che state dedicando a mio padre e per avermi dato l’opportunità e il piacere di parlare ancora di lui. Gero Lombardo, trapiantato in Germania dalla giovane età ma sempre con il cuore rivolto alla sua terra sicula, alla passione dell’Etna e al suo San Calogero di Naro, si è contraddistinto in terra sveva per il suo lavoro caritatevole e umanitario. Promotore e sostenitore di diversi progetti, è attraverso lui che nel 1992 nasce a Tiefenbronn la Procura Missionaria. Si consolida il tutto nel marzo 2009 con delega del superiore della Provincia Divina Provvidenza opera Don Guanella, con l’approvazione del Vescovo ausiliare dell’arcidiocesi di Friburgo in Brisgovia mons. Rainer Klug, come con quella dell'Associazione Procure Missionarie dei 120 ordini religiosi operanti in Germania. Il suo scopo principale in tutti questi anni è stato quello di raccogliere fondi per sostenere i progetti presentati dalle varie province guanelliane, in relazione con le missioni in Africa e Asia. Una realtà che ha coinvolto, di fatto, circa duecento ex allievi delle case guanelliane italiane di Naro in Sicilia, come quelle di Ceglie in Puglia, assieme ad una ventina di cooperatori tedeschi. Inizialmente sono stati raccolti fondi per piccoli e grandi progetti in Messico, Cile e poi in Hounduras, dove sono stati rinnovati locali di una casa per ragazzi di strada. L’organizzazione sin dai primi anni si è dedicata principalmente alla logistica e all’attivazione di un sito internet operando con tutte le agenzie di solidarietà cattoliche e luterane. Risultati che hanno portato in breve tempo a ricevere dalla cassa Medici e dentisti una donazione di quarantamila euro, destinata alla casa per disabili di Quezon City di Manila. Di seguito fu inserito nel programma anche un seminario in Inghilterra per la presentazione del carisma guanelliano e per un graduale sviluppo in Germania. Grazie al forte legame con i vecchi compagni di seminario guanelliano, Gero Lombardo è stato una fonte decisiva e dove, attraverso la Provvidenza, è stato possibile avvicinare e introdurre la congregazione dei Servi della Carità in terra tedesca. Sin da giovane emigrato incisivo è stata anche la sua preziosa collaborazione data alla Missione Cattolica Italiana di Pforzheim, come la sua presenza negli uffici pubblici da semplice mediatore, traduttore o di assistente sociale per la collettività italiana e che in tanti ancora adesso lo ricordano e lo ringraziano. La Missione Cattolica Italiana di Pforzheim ha ringraziato la presenza di chi rispettosi ha voluto dare l’ultimo saluto ai funerali del compianto fratello Gero Lombardo, tenutisi il 25 gennaio alle ore 14:00 a Mühlhausen. Da parte di tutta la redazione stampa del Corriere d’Italia, come quella televisiva di TeleVideoItalia.de va, unanime, il cordoglio sia alla sua famiglia e ai suoi figli, sia alla congregazione guanelliana dei servi della Carità e desidera ricordarlo in una delle sue molteplici presenze che hanno segnato il suo lungo cammino caritatevole. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Buon 2018 da parte dei padri guanelliani don Arcangelo Biondo e padre Rocky della Missione Cattolica
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa - Angela Saieva. Siamo entrati nel nuovo anno e il nostro pensiero ci ha condotto nel vedere come la comunità italiana del posto è riuscita ad abituarsi alla figura paterna del padre guanelliano don Arcangelo Biondo, il nuovo parroco insediato da circa sette mesi nella Missione Cattolica Italiana di Pforzheim in sostituzione a p.Wieslaw Baniak e che sta continuando in loco la sua corsa pastorale assieme all’ormai si fa per dire “veterano” padre Rocky Maria Arokiadoss Antonyraj, presente quest’ultimo da ben cinque anni in questa comunità italiana. La folta folla di fedeli che si riversa sia in chiesa sia presso la missione in ogni occasione, conferma senza dubbio la grande accoglienza riservata da parte della comunità del posto ai due “Servi della Carità” che con grande umiltà, serenità e fratellanza si presentano a loro. Nell’omelia tenutasi nel periodo natalizio presso la Barfüßerkirche i padri guanelliani don Arcangelo Biondo e don Rocky hanno reso partecipe gli italiani con un raduno, adorazione e con spirito di fratellanza hanno omaggiato inoltre i presenti con un concerto offerto generosamente dal cantante italiano pop tenore Enzo D' Eugenio, proseguendo con una tombolata in famiglia. Tra scambi di auguri i due presuli hanno infine ringraziano calorosamente tutti quelli che li hanno e che continuano a sostenerli in questo cammino pastorale, contribuendo, di fatto, ad arricchire e aderire a ogni loro invito e iniziativa. Nemmeno il forte gelo e la neve di queste ultime settimane sono riusciti a fermare i due padri armati di fede, speranza e tanta carità nel venire incontro, aiutare e stare vicino al prossimo e ai meno fortunati. Cogliamo l’occasione di ringraziare ancora una volta da una parte: la venuta dalla Spagna di padre Fabio Pallotta per avere aderito al nostro invito del primo Avvento, avuto proprio settimane fa nella nostra missione di Pforzheim, e per averci dato nuovi input caritatevoli; dall’altra tutta la nostra comunità che generosamente è stata presente nei nostri programmi di fine anno. Lo stesso in quanti della Missione Cattolica Italiana di Pforzheim e dintorni sceglieranno di trascorrere e condividere ancora una volta con noi queste grandi esperienze e avvenimenti previsti durante tutto il periodo del nuovo anno. Dalla festa di Santa Claus protettore dei bambini che si terrà proprio il 6 di gennaio nella nostra missione a Pforzheim e dove tutti sono invitati. Seguirà in avanti la festa di carnevale, la Via Crucis, la domenica delle Palme, il Triduo Pasquale con l’Adorazione del Sepolcro, la Santa Pasqua, le comunioni, le cresime. E ancora la Festa di San Calogero, la Festa Internazionale delle Missioni, la Lichtprozession in onore della Madonna di Fatima, la Festa di San Luigi Guanella, come quella della Madre della Divina Provvidenza. Non mancheranno di certo i pellegrinaggi a Cracovia, a Fatima, a Lourdes, a Medjugorje, a Zwiefalten al Santuario Mariano. Senza però dimenticare le due importanti date del Cammino di Santiago, il 7 - 15 luglio e il 18 - 26 agosto 2018, rivolte ai nostri giovani da diciotto ai trentacinque anni e che saranno seguite in prima persona da padre Fabio Pallotta. Auspico che la ricca stesura di programmi, avvenimenti, progetti, feste, come anche le diverse meditazioni e preghiere che saranno recitate in diverse occasioni presso la nostra missione e non solo, continuino a essere occasioni d’incontri, di gioia e importanti riflessioni. In chiesa è stata distribuita anche una nostra lettera aperta che invita a incontrare Gesù nella confessione, a creare fraternità con una tombola in famiglia e lanciare il primo concorso di un presepe, proprio per tenere viva la tradizione italiana di San Francesco e dove la storia racconta che, quando tornava dalla terra santa, aveva la passione di fare un presepe vivente. La stessa cosa che desideriamo fortemente che si realizzi d’ora in avanti anche qui da noi nella nostra missione, attraverso la nostra comunità di Pforzheim. Mi rendo conto che i ritmi della quotidianità in Germania sono ben diversi e lontani dalla nostra Italia e aimè… ho notato anche dal nostro Dio, ma la vostra presenza mi fa ben sperare e a maggior ragione mi spinge a incoraggiarvi sempre più a ricompattarci almeno il sabato e la domenica. Abbiamo numerosi progetti e programmi in atto davvero imperdibili. Preghiamo pertanto tutti voi di prendere atto, farne tesoro di tutto questo e insieme renderli possibili. Per noi appartenenti alla congregazione dei Servi della Carità e prendendo sempre spunto di quanto il nostro Santo fondatore don Luigi Guanella ci ha insegnato, è il nostro principale obiettivo confidare in noi e nella comunità che ci circonda incoraggiando ad aprire sempre più le porte del nostro cuore nella solidarietà verso i più deboli, i poveri e i più bisognosi. Come invito tutti a fare un gesto caritativo anche per le Isole Salomone che è l’Avvento di fraternità e dove le quattro raccolte che faremo presso la Barfüßerkirche di Pforzheim sono destinati proprio alla comunità guanelliana delle Isole Salomone che sono ancora allo stato primitivo. Con gioia comunico anche che la Caritas di Pforzheim collabora a questo progetto e che i nostri italiani di Pforzheim stanno dando un forte esempio e per questo li ringraziamo fermamente. Altrettanto ringraziamo sia la vostra presenza stampa per l’attenzione che dedicate ogni volta ai nostri connazionali emigrati e per l’impegno che dedicate nel divulgare a tutti loro la nostra parola; sia quella di TeleVideoItalia.de che in collaborazione con gli studi di SDA FotoVideo Production realizzano ogni volta per l’occasione dei servizi televisivi. Con l’auspicio di trovare in questo nuovo anno maggiore presenza, solidarietà e spiritualità nella nostra comunità e di triplicare anche la presenza di giovani… TANTI e TANTI GIOVANI nella nostra missione poiché abbiamo grandi progetti anche per tutti loro pronti per essere messi in pratica, il mio confratello padre Rocky ed io padre Arcangelo Biondo auguriamo a tutti voi, nessuno escluso, un buon anno ricco di gioia, di serenità e di speranza. Alleluia! Il servizio televisivo é redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production e visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Per il Cammino di Santiago Padre Fabio Pallotta incontra la comunità Cattolica Italiana di Pforzheim
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa - Angela Saieva. In occasione degli incontri di ritorno per i pellegrini sul Cammino di Santiago, il padre superiore della missione dei Guanelliani e cappellano degli italiani nella Cattedrale di Santiago Fabio Pallotta ha giunto alle sue tappe anche quella di Pforzheim. La presenza fortemente voluta dai padri guanelliani della Missione Cattolica Italiana della Città tedesca, don Arcangelo Biondo e padre Rocky, ha portato esito positivo. È un piacere ospitare padre Fabio Pallotta nella nostra missione a Pforzheim. A lui va un grazie per la sua fraterna presenza, per avere accettato il nostro invito, per averci lasciato degli input e fatto aprire nuove forme di povertà. Noi abbiamo seguito il nostro cuore e le parole di don Luigi Gian Battista, ci dice padre Arcangelo Biondo, che ci raccomandava nella sua recente visita di aprire ponti. La venuta di padre Fabio Pallotta in Germania s’intreccia con il primo Avvento, il primo dell’anno inteso come capodanno dei cristiani, e il forte desiderio di propagandare il Cammino di Santiago anche nella nostra comunità a Pforzheim. L'accoglienza già da stamani in chiesa è stata calorosamente sentita, adesso quello che mi auspico è di avere e stimolare tanti giovani italiani della nostra comunità a fare questa bellissima esperienza spirituale sul Cammino di Santiago. Io ho bei ricordi di padre Fabio Pallotta quando ero a Roma studiavo teologia, aggiunge ai nostri microfoni padre Rocky Maria Arokiadoss Antonyraj. Ricordo che andavo nella sua parrocchia e lo vedevo accerchiato da quattro cinquecento giovani e ammiravo orgogliosamente il suo carisma, la sua spiritualità e il suo modo di farsi seguire e ascoltare. Sicuramente anche lei avrà notato che è un bravo comunicatore e che in breve tempo riesce a dire tante cose. Oggi in chiesa ad esempio gioivo nel vedere con quanta attenzione e ammirazione i nostri fedeli seguivano padre Fabio, quando ha presieduto la santa messa. Con il suo modo simpatico e genuino nel dire le cose è stato in grado di entrare nell’animo dei presenti e a scoprire tante cose e questo contatto è da considerarsi un’occasione di vita, d’informazione e di sapienza. Ha un animo buono, gentile e caritatevole con tutti. Chiunque lo incontra non ha difficoltà di fare amicizia e di beneficiare della sua caritatevole bontà. Ricordo ancora le sue parole quando lo incontrai per la prima volta: tieni, mi disse, queste sono le chiavi e quello che è mio è anche tuo. Padre Fabio Pallotta è un grande dono per tutti, anche per noi sparsi in ventitré o ventisei paesi di tutto il mondo. Certo, ognuno di noi svolge un compito ben preciso, chi nella liturgia chi nei pellegrinaggi e quant’altro ma ritengo che padre Fabio Pallotta sia competente nell’eseguire e approfondire lo studio del nostro fondatore Don Guanella. Lavoro nella Missione Italiana dei Guanelliani sul Cammino di Santiago e devo dire che tutto ciò si basa proprio su questo, ci spiega padre Fabio Pallotta. Sarebbe giusto comunque partire da sette anni fa quando, nelle due ultime tappe del cammino che arriva alla Santiago de Compostela sull’antica via dei pellegrini, è stata aperta dall’opera di Don Guanella una Missione Guanelliana. A noi sono stati affidati appunto le due ultime tappe finali, l’itinerario tradizionale francese che parte dall’abbazia di Cluny e l’ultima tappa del cammino Francese, l’ARCA, quella erroneamente chiamata Pedrouzo. Abbiamo in cura e accogliamo spiritualmente i pellegrini provenienti da tutto il mondo e parliamo di una popolazione dai quattro ai cinquecentomila l’anno che passa per questo sentiero francese. Padre Fabio, dove nostro Signore predicava il Vangelo, oggi ci sono luoghi di culto. Cosa l’ha spinta a percorrere questo primitivo cammino spirituale e cosa le manca per avere fatto questa scelta di vita? In realtà, l’opera di Don Guanella, si è aperta a questa forma nuova di annunciare il Vangelo nel 2010. Io ero allora parroco in Puglia e terminavo il mio decennale servizio pastorale ad Albero bello, la Città dei trulli. Tra le diverse proposte che mi fecero di dove essere trasferito, proposi io ai miei superiori di metterci a Santiago de Compostela, giacché il mondo oggi va proprio lì. Farci trovare dove i fedeli passano, è un modo semplice per annunciare il nostro Vangelo. La differenza a mio avviso sta nel non dipendere dai parrocchiani che vengono in Messa ma farsi trovare là dove passano numerosi. Il progetto è partito come un esperimento o per meglio dire una scommessa e mi trovo invece lì da ben sette anni, mi creda dunque se dico che nulla è più definitivo delle cose provvisorie da noi. Sono partito allora con un anziano padre italiano della zona di Monza, dalla Brianza. Oggi siamo in quattro, due dall’india, anche per coprire diverse e vaste aree linguistiche, poiché ognuno ha il piacere e l’opportunità di ascoltare e confessarsi nella propria lingua madre e fare le proprie meditazioni. Ammetto che in Spagna mi trovo benissimo se non fosse solo per mamma che è in Italia. Non nascondo che mi piacerebbe tanto, se fosse possibile, tornare in Italia e dedicarmi proprio allo studio del nostro fondatore, alla sua diffusione e conoscenza. Di questo ho parlato anche con i miei superiori. Vado spesso in Africa, in India e in America a parlare del nostro fondatore don Guanella, anche perché non abbiamo nessuno che lo fa o, forse perché nessuno può competere con me, scherzando ci dice. No, in realtà credo di fare bene la mia missione e a maggior ragione potrei dedicarmici in pieno. Padre Fabio, quale importante missione e ruolo veste ed ha la vostra grande famiglia guanelliana a Santiago de Compostela? Amministriamo i sacramenti, ascolti, dialogo, confessioni, conferenze, dando un senso e un itinerario specifico anche ai nostri italiani di quello che si sta facendo. Animiamo inoltre il vero e proprio cammino a Santiago, un’esperienza che molti oggi fanno in un modo snaturato, agonistico, magari paesaggistico o semplicemente esistenziali e non percepiscono realmente il vero significato di tale pellegrinaggio. La nostra missione consiste nel ridare la possibilità alle persone di fargli vivere l’esperienza che anticamente i pellegrini con le loro norme e le loro caratteristiche facevano. Abitualmente guidiamo due tre pellegrinaggi l’anno riservati ai giovani di una fascia che varia dai diciotto ai trentacinque anni. Sono un centocinquanta suddivisi in gruppi di circa cinquanta ognuno. Quale tipo di popolo s’incammina in questo luogo sacro ma soprattutto, cosa cerca? Un popolo vastissimo. Dal semplice fedele, al bigotto tradizionale al giovane ragazzo di parrocchia. Dalle famiglie che si sfasciano, che hanno perso un figlio, che ha avuto un incidente stradale o un matrimonio fallito, a quelle che hanno sofferto di malattie improvvise o abbandoni. Vengono terroristi, persone che hanno commesso dei reati gravi e non sono stati ne trovati ne puniti e quindi vengono con un senso di colpa e una voglia di rinascita. Circa tre anni fa è passato anche uno degli autori della strage nella stazione di Bologna. Sul Cammino di Santiago trovi un popolo che arriva da tutta Europa e con o non un piccolo o grande problema. Tutto questo si è generato credo per una specie di moda partita dagli anni novanta, soprattutto da Assisi, quando dei francescani del posto facevano e animavano le famose giornate per i giovani. Indipendentemente dal fatto che fossero irrequieti, depressi o coperti di un lutto, disoccupati o disavventurati, consigliavano loro comunque di andare a fare il Cammino di Santiago. Oggi arriva un popolo di gente che cerca chissà che ma a Santiago non c’è la soluzione dei loro problemi anzi, metaforicamente parlando, chi viene lì con cinque se ne ritorna a casa con otto e con le gambe che gli fanno male e con qualche soldo in meno. In realtà chi va a Santiago de Compostela e ha fatto il cammino nella verità, ha conosciuto solo e realmente un po’ se stesso, che non è poco. Per questo invito chiunque ad abbracciare questa esperienza. A Santiago de Compostela che tipo di pellegrino arriva e chi trova ad attenderli in questo cammino? A mio avviso, il popolo che arriva sul Cammino di Santiago è un certo tipo di popolo che in gran parte è abbastanza lontano dalla pratica religiosa. In realtà è un po’ come diceva lei inizialmente, il nostro è un annuncio di strada e il pellegrino quando arriva non trova nulla di strutturato ma solo una chiesa e un prete seduto pronto ad ascoltarlo e a fargli aprire il suo cuore, sempre se lo vogliono. La cosa più sorprendente è l’incontro con le situazioni umane di questa gente che si apre con noi per la prima volta e raccontano le loro fragilità senza tanti timori, anche perché nel loro abituale di vita di norma non si rivelano e non raccontano così facilmente di se nemmeno al loro parroco. Magari non lo vede dalla sua prima comunione. Questo avviene un po’ per l’imbarazzo e un po’ per lo scrupolo di essere conosciuto, criticato o malvisto dato che si trova nella sua stessa località. Per questo è importante che chi arrivi lì, trovi un’esperienza di chiesa, gente che prega, che l’aiuta a pregare e a ritrovare in qualche modo la vita sacramentale. É in grado di raccontarci delle emozioni e dove incontra maggiormente i nostri connazionali? Si, l’impatto più forte è trovare da una parte il grande regalo che ti fa la gente che si scopre e che ti raccontano storie che tu non immaginavi mai ti dicessero e quindi entri nel loro animo; dall’altra avere una grande responsabilità e non tradire la loro sensibilità, perché per un credente che si trova davanti ad un prete che non conosce e mette a nudo la propria identità vuol dire davvero tanto. Stando alle emozioni che lei mi chiede inoltre è lo scoprire come si spezzano, come piangono, come si emozionano in questo Cammino di Santiago. È un percorso che ti regala esperienze forti non solo di livello fisico ma anche umano e riflessivo poiché in questa quotidianità frenetica che ci circonda, non si trova nemmeno più il tempo per fermarsi un po’ a riflettere tanto meno a piangere. Eppure ne vedo tanti che in questo percorso piangono. È giusto porre comunque l’accento anche sul fatto che mentre sul cammino francese che è il più centrale intercettiamo una percentuale alta ma parziale di pellegrini italiani, nella cattedrale della Città di Santiago dove si uniscono tutti gli otto nove cammini e dove sono situate le varie cappelle, c’è anche quella per gli italiani. É lì che li incontriamo proprio tutti i nostri connazionali e li accogliamo con la catechesi, con la santa messa e con una guida ben precisa. Per terminare questo nostro straordinario incontro padre Fabio Pallotta, tra tutti suoi impegni com’è riuscito a scrivere anche dei libri? All’interno di Don Guanella uno dei problemi che si è posto dopo la sua morte, è stato un po’ l’aspetto dello studio del fondatore. Nascono così degli esperti della sua vita biografica, dei suoi scritti, della sua spiritualità. Nella nostra congregazione guanelliana, diversi sono stati i sacerdoti esperti che si sono cimentati in questo campo e due in particolare intenti a completare questo quadro essenziale rimasto incompleto, poiché prematuramente scomparsi. Di fatti oggi ci sono molti campi scoperti delle indagini fatte su Don Guanella. Ad esempio, non è mai stato studiato a fondo l’epistolario di Don Guanella che sono un quattromila lettere e ce ne sono ancora un migliaio in giro negli archivi, alcuni forse anche in Germania e che bisogna recuperare. L’epistolario per la conoscenza di una persona è una fonte viva, perché raccogli le sue battute, delle domande, delle esclamazioni, dei suoi rimproveri e quant’altro che nei libri di spiritualità non trovi. Insomma, l’epistolario è interessantissimo. É come avere Don Guanella a telefono, più naturale. Io ero ancora seminarista quando ho intrapreso questi studi storici e spirituali di Don Guanella, quindi parlo di trent’anni fa. Conoscere la sua idea di mondo, di uomo, di società, di progresso e di chiesa che aveva, spiritualmente mi affascina. Noi annunciamo il Vangelo sull’originale scia della sua epoca, dove lui ha dato una risposta interessandosi di mondi che in termini moderni oggi sono bene assistiti e in certe culture anche privilegiati. Parlo della disabilità, dell’anzianità, degli abbandonati, a quelli cui nessuno da una risposta, etc. e quindi mi sembra giusto adattarsi al mondo che cambia. A mio avviso dunque dobbiamo andare avanti, chiederci e aiutare chi oggi sono realmente scoperti e senza tutela solo in questo modo possiamo seguire le sue orme. Desidero ringraziare la vostra presenza e la grande attenzione che mi avete dedicato e, giacché siete in grado di arrivare a tutti i nostri connazionali italiani residenti in Germania e oltre, permettetemi di terminare questo nostro incontro nel chiedervi di divulgare un nostro invito rivolto a tutta la popolazione italiana. Ogni anno facciamo il Cammino di Santiago e nelle locandine che stiamo diffondendo attraverso le parrocchie, come nella Missione Cattolica Italiana di Pforzheim, ci sono due importanti date rivolte ai nostri giovani da diciotto ai trentacinque anni e che seguirò in prima persona il 7 -15 luglio e il 18 - 26 ad agosto 2018. Attendo una grande partecipazione perché ritengo che sia per tutti un’esperienza unica e da non mancare. Altre informazioni si possono trovare direttamente anche al sito www.guanellianidisantiago.it e www.donguanellaxte.com. Grazie infinitamente anche a te Angela e alla tua emittente TeleVideoItalia e al Corriere d'Italia per cui scrivi e che in cooperazione con gli studi di SDA FotoVideo Production state realizzando per l’occasione anche un servizio televisivo, rendendo sicuramente questo nostro breve incontro più interessante e con immagini suggestive. Il servizio televisivo, sará redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Intervista a Nino D'Angelo in Concerto 6.0 Visibilmente emozionato, il Re della musica partenope
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. L’inconfondibile voce partenopea che dagli anni ottanta ha saputo raccontare e portare la sua Napoli in giro per il mondo, ha completato le due importanti tappe in suolo tedesco. Il cantautore napoletano Nino D’Angelo ha presentato racchiuso nel suo show evento “Concerto 6.0” un triplo cd contenente anche il dvd dello spettacolo live aperto a giugno di quest’anno nella sua Napoli in occasione del suo sessantesimo compleanno. Con l’inimitabile voce ha continuato a emozionare i suoi fan anche domenica15 ottobre a Ludwigsburg. il Corriere d’Italia ha incontrato il loro mito. Partiamo subito dal Concerto 6.0. Un triplo cd contenente anche il dvd del suo live al San Paolo di Napoli dove ha festeggiato i suoi sessant’anni, di cui quaranta sui palchi di tutta Europa e oltre. É la fine di un percorso di esami, per modo dire. Esami che non finiscono mai. Cantare poi nello stadio così importante della mia amata Città per me, che ne sono anche un grande tifoso e ciò fatto pure un film, è stato davvero il mio più grande esame. È stato un cammino abbastanza lungo il mio e che mi auguro non finisca mai. Lei ha vinto diversi premi, il David di Donatello come miglior musicista e un Nastro d’argento per la migliore musica per il film “Tano da morire”. Ha vinto il Premio Settimana Internazionale della Critica. Il Premio Leone del Futuro. Il Premio Venezia Opera Prima "Luigi De Laurentiis”. Insomma sia nella musica sia nel cinema ha raccolto grandi successi. Com’è arrivato a una miscela così importante? Sono dei meccanismi che nella canzone napoletana sono sempre esistite. Una volta esistevano le sceneggiate. Quando una canzone importante faceva successo, si realizzava la sceneggiata in teatro. Mentre all’epoca mia si facevano dei film. Che poi questa storia parte da molto più lontano. Prima di me ci sono stati i “musicarelli” di Little Tony, Gianni Morandi. Io ho semplicemente seguito le loro orme. Il mondo la ama e la generazione la segue. Quale suggerimento può dare per riferimento alle nuove generazioni d’interpreti? Io penso che uno debba credere in ciò che fa e soprattutto non mollare mai davanti a niente. Se c’è la passione e talento si arriva in qualsiasi parte, viceversa diventa difficile rendere concreto quello che si fa. Senza dubbio lei è un credente. Se crede anche a una rinascita, in tale caso, cosa non farebbe o rifarebbe per certo? Rifarei tutto quello che ho fatto, anche gli errori. Perché dagli errori ho imparato tante cose. Io devo dire che ho fatto una vita bellissima, mi sento un privilegiato e mai potrei cambiare in una mia seconda vita con un qualcosa che non conosco. Maestro, com’è riuscito a portare e far capire al modo la musica partenopea ma soprattutto a farla apprezzare e amare così? La musica non si capisce, la musica “è”. È un po’ come l’amore. È corretto dire: l’amore si sente, e non “l’amore non si sa”. La musica che fa la parola è il suono mediterraneo che abbiamo in noi. É attraverso questo suono che puoi arrivare dappertutto e farti capire in tutto il mondo, anche in un dialetto che per certi è incomprendibile. Che cosa si porterà di questo tour in Germania, inteso del suo connazionale? Premetto che in Germania non è la prima volta che vengo. In Germania ci sta l’Italia. L’Italia del sud. L’Italia che mi ama, mi emoziona, che porta la sua fatica e che mi segue ed è presente anche nei concerti che faccio, ed io mi sento in qualche modo un loro rappresentante. Pertanto bacio e abbraccio tutti gli italiani che vivono in Germania e dico loro viva l’Italia! Grazie Angela per essere venuta a trovarmi nuovamente con la tua emittente TeleVideoItalia anzi, attraverso te e il Corriere d'Italia per cui scrivi, colgo l'occasione di ringraziare pure tutti quanti gli italiani in Germania. Ciao, vi amo! Seppure visibilmente stanco dal concerto tenuto la sera prima e con le ore di viaggio sulle spalle, l’artista Nino D’Angelo appena arrivato non ha esitato a incontrarci e a dedicarci il suo prezioso tempo. Con lo stesso amore ed entusiasmo non si è fatto attendere molto anche dal suo pubblico che lo acclamava, regalando ben due ore di puro spettacolo. Emozionante è stata la scenografia digitale proiettata durante tutto il concerto. Sono state immagini che hanno percorso la sua storica vita, la sua bella Napoli, i suoi stracolmi concerti, fino ad arrivare alla dedica e all’umile inchino fatto da Nino D’Angelo alla proiezione sul mega schermo del mitico Pino Daniele. La chiusura del Concerto è stata davvero inaspettata per tutti, anche per lo stesso Nino D’Angelo che alla fine del suo concerto si è visto arrivare sul palco una gigantesca torta per i suoi sessant’anni, accompagnata da “Tanti auguri” cantata dal suo pubblico. Spiazzato e commosso ha ringraziato e allargando le sue braccia ha abbracciato metaforicamente tutti i presenti, stringendo fortemente chi gli ha fatto trovare in entrambe le serate questo grande e meraviglioso pubblico, Marco Pagano. La nostra grande storia artistica con Nino D’Angelo è incominciata nel duemila e quindici qui in Germania, ci dice emozionato Marco Pagano, l’organizzatore del duplice evento. Il mio sogno è stato sempre di realizzare un concerto in un’Arena e grazie a Nino D’Angelo tutto questo è stato possibile farlo in occasione proprio dei suoi sessant’anni. Se da una parte ringrazio il Re di Napoli Nino D’Angelo che mi ha sempre regalato grandi soddisfazioni e pure vero che ringrazio dall’altra principalmente la mia famiglia e a seguito il mio staff che mi ha supportato ventiquattro ore su ventiquattro, come mio fratello Antonio Pagano, Mike Floridia, Davide Deana e Angelo Marsiglia che mi hanno dato la forza di realizzare e concretare queste mie idee. Giuseppe Fascina inoltre, mi ha sostenuto e appoggiato non solo con la prevendita sul suo ticket service italiano ma anche moralmente e come amico. Più che uno staff è una grande famiglia. Senza di loro non sarei mai arrivato a tanto. La mia emozione davanti al pubblico di ieri e davanti a duemila persone avute oggi è indescrivibile e per questo il mio più grande e caloroso ringraziamento va indiscutibilmente a tutti loro che hanno aderito ai miei concerti, anche perché credo fermamente che: se l’artista senza la sua band non è nessuno, è altrettanto vero che noi organizzatori senza il nostro pubblico non siamo nessuno. Ringrazio di cuore anche tuo marito Dino e te Angela che con la tua emittente TeleVideoItalia mi avete prestato attenzione. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- A Pforzheim la comunità italiana accoglie il nuovo parroco, padre Arcangelo Biondo
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Domenica 17 settembre, una gremita folla di fedeli ha accolto presso la Barfüßerkirche e subito dopo presso la Missione Cattolica Italiana di Pforzheim il nuovo pastore guanelliano don Arcangelo Biondo. Tra le autorità ecclesiastiche del posto presente anche il decano Ihle Bernhard e p. Mette Johannes, mentre un calorosissimo saluto è arrivato all’uscente p. Wieslaw Baniak e di ben venuto al nuovo guanelliano p. Arcangelo Biondo da parte del delegato delle Missioni Cattoliche Italiane in Germania p. Tobia Bassanelli. Presente all’insediamento il consigliere generale p. Luigi Di Giambattista giunto direttamente da Roma per l’occasione. La chiesa letteralmente presa d’assedio da una folla festosa, ha salutato con commozione il sacerdote uscente e dato con un caloroso applauso il benvenuto al nuovo parroco in carica che proseguirà il cammino insieme a p. Rocky Maria Arokiadoss Antonyraj. L’inaspettato insediamento che ha sorpreso in parte la comunità italiana del posto, è dovuto semplicemente al fatto che necessitano missionari in Polonia ed essendo p. Wieslaw Baniak uno dei principali esperti e conosciuto nel territorio, la sua presenza e il suo intervento lì nella sua terra d’origine a Scavina, alla periferia di Cracovia, è necessaria se non proprio indispensabile per la continuità pastorale in quest’altra comunità rimasta spiritualmente scoperta e indifesa, ha spiegato ai nostri microfoni p. Luigi Di Giambattista. Tendo a ricordare a tutti i fedeli che è parte della nostra vita e della nostra scelta di servire il Signore e la chiesa come religiosi e come missionari sia per scelta di vita sia per vocazione e di andare là dove la nostra comunità, intesa congregazione di don Guanella, ci manda. Essendo presenti in ventitré nazioni e anche qui a Pforzheim, è un avvicendamento ordinario per noi e che qualche volta accelera un ricambio. La parola stessa che richiama l’essere pellegrini e no una chiesa in uscita, è quello che ci qualifica specialmente in questo tempo di Papa Francesco. Una chiesa che deve sentire questa passione della missione ovunque c’è bisogno di vangelo, per testimoniare l’amore di Dio. Cambiano dunque sì i pastori ma la continuità di un buon servizio pastorale anche nella comunità italiana a Pforzheim è garantita. Lascio con grande serenità e nelle buone mani dei miei confratelli p. Rocky e p. Arcangelo Biondo questa comunità italiana di Pforzheim, per dare volentieri una mano là dove necessita il mio aiuto, conferma p. Wieslaw. Come ho avuto modo di dirti durante il mio percorso pastorale a Pforzheim, siamo pellegrini del mondo fin dalla nostra formazione al sacerdozio. Conosciuti più come “servi della carità” noi guanelliani siamo preparati ad avere lo sguardo e il cuore aperto verso le varie culture, generazioni e zone che ci assegnano. Non c’è distinzione nell’aiutare il prossimo che sia anziano, giovane, bisognoso. A tale proposito tengo a ricordare che proprio a febbraio di quest’anno sulla Rai Uno è stato mandato in onda “Ho amici in Paradiso” una Fiction televisiva che ha riportato un grande successo e che ha visto proprio coinvolti da protagonisti i nostri ragazzi diversamente abili, chiamati da Don Guanella “buoni figli” e che invito tutta la popolazione a seguirlo. Sono partito dalla Polonia con una valigia e con quella ritorno nella mia terra d’origine, con serenità e ricco di esperienza. Porto senza dubbio nel mio cuore tutto il calore di questa gente che mi ha voluto e accolto bene, sia quanto coltivato assieme a loro e a p. Rocky in questi anni di mio mandato a Pforzheim. Abbraccio tutti dunque dicendo loro che questo non è un addio ma semplicemente un arrivederci. Un indaffarato e previdente padre Rocky aiutato dalla segretaria della missione Tina Marsella, ha curato nei minimi particolari l’evento preparando una conviviale senza precedenti, per accogliere sia la delegazione arrivata per l’occasione sia la comunità italiana del posto che ormai vive con loro come in una grande famiglia, per festeggiare insieme l’arrivo del nuovo parroco p. Arcangelo Biondo e augurare un buon rientro in Polonia all’uscente p. Wieslaw Baniak. Vedere questo passaggio è stato anche per noi della stampa un po’ come rivivere quei delicati momenti vissuti ca. quattro anni fa, quando padre Don Santi Mangiarratti da emerito lasciò dopo ben ventisette anni di sacerdozio a Pforzheim il suo posto ai sacerdoti guanelliani p. Wieslaw e p. Rocky. Inevitabile è stato anche notare il grande affetto delle persone verso i due presuli. Un attaccamento che va di là del sentimento umano e che indica il riconoscimento profondo dell’importanza del sacerdozio. Segno che il loro contributo guanelliano nella missione è stato altrettanto fondamentale e indiscutibilmente fortificato. Dal lato umano non nascondo la mia tristezza nel salutare il mio confratello p. Wieslaw Baniak, partner spirituale e compagno di viaggio caritatevole verso tutti, come altrettanto gioisco nel proseguire questo cammino con p. Arcangelo Biondo, timidamente ha aggiunto p. Rocky. Siamo una grande famiglia. Ci sentiamo accolti e amati da tutti per l’attenzione che offriamo soprattutto ai più deboli. La nostra identità guanelliana va sempre ad allargarsi con gli anni e anche se ci sono dei cambiamenti, la nostra famiglia avrà sempre una sua continuità. Noi siamo solo degli strumenti e cerchiamo di creare in meglio un’unica famiglia ovunque siamo e ovunque andiamo. Padre Arcangelo, non ha nascosto la sua trepidazione per la nuova responsabilitá di parroco a Pforzheim ringraziando vivamente anche p. Tobias Bassanelli per l’augurio inviato. Sono nato sessantuno anni fa a Terrasini in provincia di Palermo. La mia ultima diaconia è stata nella bella Città di Messina, dove mi sono prodigato in due belle parrocchie e dove di recente è nato anche un bell’oratorio titolato al nostro fondatore San Luigi Guanella, rispondendo a un bisogno del territorio. Tanto premesso, oggi inizia la mia nuova missione nella comunità italiana di Pforzheim all’insegna della dottrina Don Guanella, ha detto ai nostri microfoni il nuovo presule. Ho trovato qui delle basi solide lasciate dall’emerito confratello padre don Santi Mangiarratti e rafforzate da p. Rocky e p. Wieslaw e quindi più che cambiare qualcosa sono propenso a incoraggiare ancora di più quanto è stato fatto dai miei predecessori. Sono appena arrivato e mi sono già rimboccato le maniche. Oltre a tenere vivo il cammino dei sacramenti e della fede anche noi guanelliani abbiamo comunque il nostro sogno, quello di essere più attenti verso i poveri e i bisognosi. Dopo avere socializzato con il mio tom tom per evitare multe, scherzando termina p. Arcangelo, non mi resta altro che continuare il cammino iniziato, contando sempre sulla preziosa collaborazione di tutti, anche la vostra. Desidero visitare e conoscere tutta la mia comunità del posto e creare una grande rete di comunicazione e collaborazione pastorale affinché nessuno, incominciando dai più deboli, si senta escluso, solo o abbandonato. Con l’aiuto di Dio cercherò inoltre di dare il meglio di me, per la missione, per la comunità italiana del posto e non solo, per tutta la nostra unità pastorale guanelliana. In particolare, mi apro alla comunità parrocchiale di Pforzheim e dintorni con grande umanità, disponibilità e volontà di vivere la fede. Di aiutare il prossimo, soprattutto i bisognosi, dagli ammalati, ai carcerati, ai disabili fino ad arrivare ai giovani che mi auspico, dora in avanti, di vederne tanti. Grazie per l'attenzione datami con la sua emittente Angela TeleVideoItalia e attraverso lei con il Corriere d'Italia ma adesso, come si dice nel mio linguaggio siculo “pigliammu a zappa e lu zappuni e accuminciammu a zappá”. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con a SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- la Missione Cattolica Italiana di Pforzheim ospita la sua collettività e i membri del COM.IT.ES.
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Domenica 25 Giugno 2017 presso la Missione Cattolica Italiana di Pforrzheim, si è tenuta un’importante riunione ospitata in grande stile dai presuli guanelliani p.Wieslaw Baniak e p. Rocky (p. Maria Arokiadoss Antonyraj) e presieduta dal dott. Tommaso Conte presidente del COM.IT.ES. di Stoccarda e da un suo membro per Pforzheim Michele Bottazzo, da Tony Mazzaro responsabile dello IAL-CISL Germania, dal Console Generale d’Italia in Stoccarda Dott. Massimo Darchini in carica da appena tre mesi e che in qualità di ospite ha colto l’occasione per presentarsi alla comunità italiana di Pforzheim. La riunione doveva essere un’opportunità da parte dei membri di presentare i propri progetti e innovazioni soprattutto attraverso il mercato tecnologico, mentre da parte dei presenti di avere definitive risposte alle innumerevoli difficoltà che ancora oggi è costretta anche attraverso la “santa” burocrazia, a farci i conti. In parte così è stato, anche se in tanti sono rimasti con l’amaro in bocca per non avere avuto tale opportunità di parlare che gli si era presentata. Diversi temi dell’incontro erano certo di primaria importanza come servizi consolari e intervento scolastico e altrettanti temi di ordinaria amministrazione ma, a giudizio di certi, pare essersi prolungati nel dare risposta a casi singoli non dando spazio alle concrete risposte che la collettività si aspettava invece di ricevere. Non sono mancati momenti di accesi dibattiti e diverbi tra le parti ma sempre e naturalmente tutto si è svolto in modo abbastanza contenuto e con toni pacati. Alla riunione hanno partecipato dalle semplici famiglie, a docenti di scuole, a esponenti di spicco delle collettività come la v.P. della Deutsch Italienische Gesellschaft di Pforzheim Vittoria Eisen Minucciani; il membro della dell’ufficio immigrazione della Città Ignazio Minotta; il presidente del Centro Culturale Italiano di Pforzheim; il direttore del dipartimento artistico europa managing SDA Sanremo Eventi; il titolare del Ristorante Bellini, uno dei rinomati gestori gastronomici italiani a Pforzheim Enzo D’Eugenio. Gradita per la comunità del posto è stata persino la presenza di una personalità illustre del mondo parlamentare politico come l’onorevole Mario Caruso in partenza nuovamente per Roma e che ai nostri microfoni ha commentato così la sua presenza da cittadino pforzheimese: Non è stato uno sforzo venire oggi a questa riunione anzi, per me che da anni vivo in Germania a Pforzheim, non esserci sarebbe stato più fare un torto alla mia gente e alla mia appartenenza di pensiero. La nostra gente ha bisogno sempre di un certo tipo d’informazione che sia più un messaggio di farli sentire davvero in primo piano e non parlo solo degli italiani che vivono all’estero ma in generale, perché è quello che manca. Devo dirle che mi farebbe piacere poter condividere anche nel futuro queste iniziative e perché no, magari essere coinvolto fin dal primo momento e non arrivare a tempi quasi scaduti. Vent’anni di politica mi ha dato un forte segnale e dove io mi sono nutrito. Non c’è più bisogno per essere parlamentari confrontarti con il territorio e gli elettori. Sarebbe opportuno ritornare alla centrale di una politica dove, là dove si fanno le cose importanti, avere un qualcuno che ti rappresenta nelle opportuni sedi. Tutto questo è possibile solo se io conosco il mal di pancia e le gioie delle persone del posto. Io svolgo il mio lavoro con molta passione quello che ho fatto per tanti anni in Germania adesso lo faccio in Italia ma senza minimamente trascurare sia la Germania, dove ho le mie radici, sia in Europa. Con fierezza le dico che mi muovo e continuerò a girare come una trottola per il mio connazionale. Ciò mi da stimolo e sinergia alla mia persona. È la mia linfa quotidiana, conclude l'onorevole parlamentare Mario Caruso, e venire qua oggi mi ha caricato senza dubbio per le altre quattro settimane e aperto alcuni aspetti che andrò sicuramente a difendere per questo gruppo e me ne farò carico mettendo a conoscenza anche il primo cittadino della circoscrizione quindi un rappresentante dello stato, il Console Dott. Massimo Darchini, che è la persona che in qualche modo nel bene e nel male deve salvaguardare la nostra comunità. Per fare ciò bisogna anche essere però costruttivo verso di lui, verso le istituzioni e verso quanti effettivamente rappresentano la comunità italiana. Per venticinque anni sono stato membro del consiglio generale degli italiani all’estero. È dal novantuno che sono nel COM.IT.ES. di Stoccarda e oggi ne sono il coordinatore e quindi mi sento di dire che un minimo di esperienza l’ho accumulata in tutti questi anni. In una riunione e assemblea ordinaria fatta specie fuori, dove non sai chi viene e cosa è chiesto, è chiaro che cerchi di dare dei tempi ordinati un po’ a tutti, altrimenti il concetto non va in porto, si è espresso ai nostri microfoni dott. Tommaso Conte. L’idea è di andare fuori, farci conoscere, di far sapere ai nostri connazionali che si può fare di più e che, se arriva l’informazione giusta, si può rendere la vita più facile nei rapporti con l’autorità consolare. Le dirò di più, noi stiamo facendo tutto uno studio sui servizi consolari in Germania e pensiamo addirittura ad ottobre, in occasione della riunione in ambasciata, di presentare un libro sui servizi consolari proprio per avere più o meno una uniformità per tutta la Germania e che mette in primo piano il nostro connazionale ma non tanto chi lo deve dare il servizio ma chi lo deve ricevere attraverso le esigenze. Tenendo a maggior ragione presente che la collettività italiana diventa sempre più anziana e che non tutti hanno dimestichezza con i servizi telematici. L’augurio, aggiunge il presidente Tommaso Conte è di riuscire o perlomeno dare degli input ben definiti riuscendo, com’è già successo in questi ultimi quattro anni con il servizio scolastico, a migliorare tali servizi consolari verso la nostra collettività italiana. Vesto due ruoli molto importanti per la nostra collettività italiana, da un lato quello di essere consigliere della CGE Consiglio Generale degli Italiani all’estero e come espressione del comitato di coordinamento di riassunzione dei genitori del Baden-Württemberg, dall’altro essere il responsabile dell’Istituto IAL-CISL che gestisce oltre trecento corsi nella circoscrizione culturale di Stoccarda, ci spiega Tony Mazzaro. Quello che ho ascoltato oggi, più che essere delle problematiche sono prospettive e visioni che devono essere messi in campo. Tutto, per cercare d i dare uno stimolo motivato ai bambini che crescono oggi sempre più con tante lingue e culture, diversamente dai bambini degli anni settanta ottanta e che oggi sono genitori che hanno contratto un matrimonio con altre persone di nazionalità diversa e che quindi in casa parlano già altre lingue. Il nostro intervento s’intensifica nell’aprire due direzioni, quella di cercare di rendere “l’italiano” una lingua d’incontro di cultura europea e quindi aperta a tutti, partendo dall’asilo alla scuola primaria; secondo di non dimenticare che i genitori italiani hanno il ruolo non solo di mantenere un radicamento verso la propria cultura e la lingua italiana ma, per non rischiare di renderli demotivati, devono in qualche modo sostenerli anche nella progressione dell’apprendimento. Siamo attivi nella Città di Stoccarda e nelle province di competenza degli uffici di scuola del Consolato Generale d’Italia di Stoccarda. Mentre in termini ristretti il mandato è stato dato allo IAL per cui, intervenendo fino al lago di Costanza, è chiaro che noi abbiamo una grande responsabilità soprattutto per i bambini delle periferie che, come ho sempre sostenuto, hanno gli stessi diritti di chi vive nelle grandi Città. Rappresentando il mio connazionale a Pforzheim mi sono sentito in dovere oggi di fare sentire attraverso la mia voce delle reali problematiche che la mia gente a Pforzheim ha. Mi scuso magari se forse la mia alzata involontaria di voce e uscita un po’ fuori tono, ci dice Ignazio Minotta, ma di certo se mi sono lasciato andare non è più tanto per l’emotività del mio carattere italo-siciliano ma maggiormente per le tante persone che ascolto ormai da tanti anni e che non trovano mai una giusta risposta. Pertanto questa mia voce forte è stata l’insieme di un urlo della mia collettività. Sarebbe l’ora di trovare una definitiva soluzione alle loro problematiche intese non solo nei servizi consolari, per i nostri bambini nelle scuole, per la terza età, per i passaporti e per l’informazione giovanile. Mi sto battendo fermamente in questi anni per i servizi riguardanti in generale alla comunità italiana del posto ma soprattutto alle persone di mezza e terza età, della quale gravitano sugli stessi molte burocrazie. Ben vengano dunque in fretta anche possibili accordi con le istituzioni di competenza di collaborare con i vari enti e missionari locali di Pforzheim pur di alleviare tali e imbarazzanti situazioni che si prolungano ormai da troppo tempo. Mi auguro e come spero di avere capito oggi, si aprono davvero degli spiragli per risolvere tutte queste situazioni diventate pesanti per tutti. Premesso che sono da appena tre mesi in carica al Consolato Generale d'Italia a Stoccarda, mi sento di dire che più che essere attaccato, oggi ho trovato invece una comunità semplicemente desiderosa di essere guidata, aiutata, sostenuta e capita, ci dice Console Generale d’Italia in Stoccarda Dott. Massimo Darchini. I connazionali hanno posto legittimamente una serie di quesiti talaltro alcuni molto concreti e nel limite possibile è stata data loro non solo una risposta ma anche un’opportunità, invitandoli a visionare i nostri siti istituzionali del Consolato Generale. C’è effettivamente un potenziale Handicap per determinate pratiche da sviluppare per la terza età ma in genere cerchiamo sempre di andare incontro anche a queste difficoltà. Invito pertanto chi può, come di solito faccio, a segnalarci tali casi specifici intesi come disabili e anziani. Se si tratta di un servizio consolare di cui hanno bisogno, cerchiamo senza dubbio di venirgli incontro e dare loro una mano. La mia presenza, se pur da ospite, è stata in realtà un’occasione per presentarmi di persona ai miei connazionali, farmi conoscere, ascoltare la mia gente, i loro progetti, le loro idee, le loro difficoltà, le loro problematiche. Insomma, fargli capire che ci sono e che possono contare su di me. Del resto, sempre nei limiti a me concessi, dare l’opportunità a chiunque, cercare di venire incontro alle esigenze e difficoltà dei nostri connazionali, migliorare se non proprio al massimo risolvere determinate situazioni etc., è la mia priorità. Il messaggio che desidero fare arrivare a tutti i nostri connazionali, termina il dott. Massimo Darchini, è di contattarci, per tutti i servizi che ritengono una necessità, attraverso le modalità tecnologiche messe a disposizione come internet o anche attraverso le Missioni Cattoliche Italiane del posto, le Associazioni, il Com.It.Es. e i parlamentari eletti all’estero. Cerchiamo, laddove è possibile, di migliorare e rendere più efficaci i nostri servizi e per la nostra collettività italiana in Germania. Ringrazio per questo anche la presenza con la sua emittente TeleVideoItalia Angela e attraverso lei anche quella del Corriere d'Italia perché la ritengo importante, con voi il nostro messaggio sicuramente arriverà più forte e concreto ai nostri connazionali in generale. Giunti al termine del nostro reportage, prima di gradire il rinfresco gentilmente offertoci dai sacerdoti guanelliani p. Wieslaw Baniak e p. Rocky della Missione Cattolica Italiana di Pforrzheim, gli stessi presuli terminano il nostro intervento dicendo: Questo incontro tenutosi nella nostra missione tra gli esponenti consolari e del COM.IT.ES. e la nostra collettività italiana del posto, pensiamo che sia stata molto importanti per chi ci vive e che spesso si confrontano con la quotidianità. La vista del Console Dott. Massimo Darchini inoltre è anche un altro grande aspetto familiare della nostra Italia che dimostra che anche lei si preoccupa davvero dei propri figli italiani emigrati. Questa è l’ennesima opportunità di creare e cercare di mantenere solida una famiglia così come noi missionari guanelliani lo facciamo dal lato umanitario, spirituale e cattolico essendo rappresentanti della chiesa, loro lo fanno dal lato comunitario, sociale, educativo e informativo essendo rappresentanti degli italiani all’estero, commenta p. Wieslaw Baniak. Siamo contenti non solo per essere riusciti a ospitare entrambi le classi sociali e partecipare a questo confronto diretto tra, chi deve dare un servizio e chi riceverlo. Noi siamo stati in qualche modo degli intermediari o per meglio dire un’ancora dove la comunità italiana si è potuta finalmente incontrare con gli esponenti di varie sedi ed esprimersi in meglio sulle loro esigenze e difficoltà, ci dice p. Rocky. Termino dicendo che noi tutti abbiamo dei diritti e dei doveri e dobbiamo capirci bene senza mettere a disagio il prossimo. Ben venga quindi anche il nostro aiuto nella missione nel limite concesso, se ciò può risolvere o al massimo venire in contro a delle esigenze e problemi dei nostri connazionali italiani emigrati. Abbiamo seguito con attenzione il confronto che c’è stato oggi, pone l'accento p. Rocky, e siamo pronti ad esempio anche noi a ospitare nella nostra missione dei corsi d’italiano, come anche accogliere se ci sono delle novità e progetti per i giovani come per gli anziani, se ci mettono all’attenzione. Noi siamo pronti a collaborare, sempre e comunque. Mi permetto di farvi osservare una cosa, il nostro compito primario come sacerdoti guanelliani è ospitalità, gentilezza, modo di esprimersi. È cosi che nel maggiore dei casi si ottieni molte più cose. Suggerisco pertanto a tutti gli italiani che aderiscono a tali incontri senza dubbio istruttivi di ambo leparti, di avere e fare un maggiore dialogo per capirci meglio. Auguriamo ogni bene e che il nostro messaggio arrivi e che nasca e magari si concretizzi un qualcosa anche da noi ministri guanelliani qui in Germania e nella nostra missione a Pforzheim. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.


















































