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  • Incontro con Giuseppe Faraldi assessore al turismo di Sanremo tra Festival e cittá

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Sanremo non è solo la culla del panorama musicale e dell’intrattenimento nota in tutto il mondo, per via del ”Festival della Canzone Italiana” e altrettanti eventi celebri di livello internazionale, ma è anche un raffinato e apprezzatissimo luogo turistico estivo e balneare, in un mare che dalla “Fee” ha ottenuto il prestigioso riconoscimento della bandiera Blu. É inoltre una perfetta meta per gli amanti dei paesaggi tipici, sport e benessere, luoghi storici da visitare, da torri, monumenti, palazzi, ville, chiese ed edifici di diverso culto, all’immensa varietà florovivaistica di rara bellezza, ai suoi migliori negozi e boutique, veri e proprii salotti del Made in Italy, ai suoi abitanti molto cordiali e ospitali; per non parlare poi della tradizione culinaria di Sanremo che abbraccia, per antonomasia, tutti i sapori mediterranei e non solo. Incontriamo a tale proposito Giuseppe Faraldi, assessore al Turismo della Città di Sanremo. Con lui, facciamo una riflessione rivolta sia al Festival di Sanremo, sia alla splendida Città dei Fiori e dei suoi numerosi eventi in corso che portano, annualmente, milioni di persone da tutta Europa e oltre oceano a visitare i suoi posti incantevoli. Assessore Faraldi, benvenuto nella nostra trasmissione. A lei chiedo una sua prima impressione sul Festival e sulla vostra splendida città di Sanremo. Buongiorno, grazie a lei Angela e grazie a tutti i miei compatrioti che vivono in Germania. È un piacere essere ospite da voi e poter portare il messaggio di Sanremo anche oltre i confini nazionali, soprattutto in una terra dove il “Festival di Sanremo” è molto apprezzato, è molto conosciuto e facciamo tornare un pochettino a casa anche coloro che, per tanti motivi, lavorano e vivono in Germania. Il Festival è stato un evento eccezionale nel vero senso della parola, perché è stato il Festival più visto da venticinque anni a questa parte. È stata una festa nella città, eccezionale. Pensi che la nostra cittadina conta, normalmente, cinquantaseimila abitanti. È una piccola cittadina e nel e negli ultimi giorni del Festival, si sono contate centottanta mila persone. È stato veramente un evento che ci ha un po’ travolto, ci ha un po’ spiazzato, perché i numeri sono stati superiori alle aspettative. È stato un Festival che è uscito dall’Ariston. Solitamente uno associa il Festival al Teatro Ariston e che giustamente è la casa, il cuore, il pulsante della manifestazione. Invece il Festival, si è trasferito anche nelle piazze, si è trasferito nei locali, si è trasferito per le vie della città, ed è stato una cosa sinceramente molto, molto bella ed emozionante. La città è cambiata, è diventata una città glamour, una città, dove tutti volevano venire, tutti volevano partecipare a un evento e questo ci ha sorpreso. Avevamo studiato, per fare un qualcosa di questo tipo con la Rai, che ringrazio anche attraverso i vostri canali TeleVideoItalia.net, però è stato un evento veramente al di là di tutte le rosee aspettative. Restiamo sul tema Città dei Fiori che in questi ultimi due anni, causa pandemia, ha avuto una crisi di astinenza festivaliera. Abbiamo visitato posti allestiti per l’occasione, come il Forte di Santa Tecla, con i trentacinque splendidi abiti della mitica Raffaella Carrà e non solo. Che cosa ritiene di avere fatto a meglio, in questa settimana di Festival? Allora, nel 2021 è stato davvero un miracolo riuscire a portare a casa un Festival, perché, le sensazioni che si provavano nel 2021 erano veramente drammatiche. Io ho avuto la fortuna e la sfortuna di salire sul palco dell’Ariston, nelle sere in cui veniva trasmesso senza pubblico e vedere tutte quelle sedie vuote davanti e una sala nera, è stata veramente un’esperienza che mi porterò dietro e ancora peggio è stato, uscire da quella sala per tornare a casa la sera e ceravamo: io e i carabinieri… basta, cioè una sensazione veramente…, lì toccavi con mano quello che stava succedendo. Ed è stato una sensazione veramente, pesante, proprio pesante. L’anno scorso, è andato decisamente meglio. Siam riusciti a portare a casa un Festival con il pubblico nella sala e con qualche manifestazione all’esterno, diciamo, che c’è stato un assaggio di quello che sarebbe capitato quest’anno e quest’anno, abbiamo preparato un Festival per far vivere appunto la cittá e fare in modo che il Festival potesse essere un evento. Abbiam lavorato anche duramente perché, gli uffici comunali, sono stati impegnati a gestire situazioni che cambiavano tutti i giorni. Le location erano tante, lei Angela ha nominato il Forte di Santa Tecla che è il forte sul mare di Sanremo, ed è molto bello, ed è già da apprezzare così per com’è, è struttura storica. Dentro cera una manifestazione che riguardava gli abiti iconici di Raffaella Carrà e la manifestazione è stata visitata, se non erro, da circa undicimila persone, per dare un’idea dei flussi turistici di questa manifestazione. A Piazza Colombo c’era il palco, dove si sono esibiti alcuni artisti molto famosi e gli artisti che arrivano da Area Sanremo che è la manifestazione che porta i concorrenti, i partecipanti alla manifestazione che è gestita dal Comune di Sanremo e dalla sua Orchestra Sinfonica, a poter calcare il palco dell’Ariston attraverso le finali di Sanremo Giovani. Si sono esibiti anche questi ragazzi e hanno avuto la possibilità di cantare sul palco importante. Tenga presente che il palco di Sanremo, se qualcuno di voi lo conosce, era analogo al palco del Primo Maggio a Roma, quindi, un palco di dimensioni veramente importante, metteva veramente sensazione rimanere su quel palco, davanti alla gente. Poi cerano le Ville storiche, dove si sono svolte tantissime manifestazioni riservate o meno riservate; Casa Sanremo, dove c'erano tutte le attività del Gruppo Eventi; il Casinò di Sanremo, dove c’erano le registrazioni o anche puntate in diretta delle trasmissioni televisive della Rai e quindi, direi, che c’era solo l’imbarazzo della scelta. Il lavoro è stato duro, soprattutto per quanto concerne l’organizzazione, poi una volta che è partito il meccanismo, è stato un pochettino più festa anche per noi. Io però, mi son reso conto di quello che è successo il lunedì successivo, perché fino a domenica, eravamo tutti un po’ in trans agonistica da capire cosa stava succedendo. Il lunedì, quando abbiamo tirato le somme e la città si è svuotata, abbiam capito quello che avevamo combinato e sinceramente, è stata probabilmente la soddisfazione maggiore. Confermo la bellezza del Teatro, anche perché ho il privilegio di seguire annualmente le prove generali dei big all’Ariston, in veste di tv stampa ma anche grazie alla SDA Sanremo Eventi, che talaltro è un’etichetta indipendente italiana in Germania dal ’92 a fianco dei giovani talenti. Tornando in tema festivaliero però, cosa rifarebbe in futuro e non, in questa settimana del Festival? Rifarei tutto quello che abbiamo fatto quest’anno, probabilmente tenterei di apportare alcune migliorativi. Per esempio, a me piacerebbe riuscire col sindaco (perché è un discorso che portiamo ovviamente e soprattutto con il sindaco Alberto Biancheri e con tutta l’amministrazione) piacerebbe riuscire a creare tutto il centro di Sanremo, il sabato in un’isola pedonale, perché la gente potrebbe muoversi in maniera più libera. È molto difficile perché da noi le strade…, Sanremo è una piccola città con due strade, quindi diventa difficile, però possiamo sempre provarci. A me piacerebbe, riuscire ad anticipare un pochettino, la manifestazione. Creare qualcosa anche nel weekend antecedente al Festival. Riuscire a trovare qualche evento, qualche cosa che possa far vivere in questa maniera la città, anche il sabato e la domenica, prima del Festival. Fare una settimana intera, di eventi festivalieri. Già quest’anno abbiamo creato, il lunedì sera, un evento importante che erano i fuochi d’artificio sulle note delle canzoni del Festival e sono stati veramente molto, molto belli. Vedere quella nave da crociera a costa, dietro illuminata a festa, il molo del porto vecchio di Sanremo illuminato e dei fuochi che si sviluppavano seguendo da Domenico Modugno e siamo arrivati ai Måneskin e quindi è stato un crescendo molto, molto bello e da ripetere sicuramente. Son queste un pochettino il desiderato e quello che vorremmo fare, poi, vediamo cosa riusciamo a mettere in pista. Da levare, sinceramente non saprei, perché…, avessi la bacchetta magica, leverei il traffico, però quello non posso farlo, quindi. Per il resto, direi, quest’anno è andato tutto bene. Non ci sono state criticità e devo fare un ringraziamento a tutte le forze dell’ordine, che si sono occupati di tutta la sicurezza e a tutti coloro che hanno collaborato alla riuscita del Festival. Quello sì, è doveroso perché poi, io e il sindaco ci mettiamo la faccia, però il lavoro lo fanno anche tanti altri. É giusto quindi, ringraziare tutti gli uffici del comune, perché il lavoro è stato fatto da tantissima gente. È vero. Mi associo nel ringraziare, specie la Mara, per com’è riuscita a pianificare anche il nostro incontro e rendere possibile la nostra intervista, senza causare disagi. Eh, alla Mara bisogna fargli un monumento perché, seguire l’agenda del sindaco e l’agenda mia durante il Festival, sinceramente è una cosa impegnativa, perché poi si accavallano gli impegni di tutti e lei riesce incredibilmente a gestirli, senza mandarci da una parte entrambi insieme, oppure farci saltare un appuntamento. È veramente brava, ed è anche giusto riconoscere il lavoro della Mara che, in quella settimana lì, è veramente ma veramente difficile. Fiorello è l’emblema del Festival, specie per noi giornalisti che lo aspettavamo comunque. Andiamo quindi su Amadeus, i due conduttori e mattatori del Festival? Amadeus è…un automa. È una persona che riesce, incredibilmente, a gestire tutto con una sicurezza e una capacità al di fuori del comune. Ha anche gestito un Festival, ha cambiato le regole del Festival perché: ha fatto in modo che, da qualche anno, il Festival fosse più appannaggio dei ragazzi, delle nuove generazioni. È riuscito a svecchiare quest’immagine del Festival e ha portato dei risultati che… sinceramente, meglio di cosí nessuno poteva pensare. È una persona di e con molta capacità e i risultati, lo certificano, quindi nulla da aggiungere. Morandi, è il volto umano del Festival. Morandi è quella persona di una disponibilità, di una gentilezza e di una spontaneità che lasciano un pochettino, così…, con il sorriso perché, vedi una persona che si ferma a parlare con tutti, che è gentile con tutti e che ha delle uscite estemporanee che nessuno si aspetta e vedi davvero una persona che potrebbe essere il tuo vicino di casa. Rimani quindi contento di averlo conosciuto e rimani soddisfatto di aver lavorato, seppur in ruoli diversi, con una persona di questo tipo. La votazione è stata già fatta, abbiamo votato e Mengoni ha vinto, quindi il voto è sciolto e gli articoli li abbiamo giá stilati. Ora, ci rivela la sua canzone preferita, quale era veramente? Eh…devo dire una cosa, sinceramente dare una votazione, avendo ascoltato due volte una canzone, non è facile. Perché poi, adesso che le stiamo ascoltando di più nelle radio, cambia. Cambia il gusto, cioè, ci sono canzoni che subito non ti sono sembrate gran cosa, per esempio la canzone di Lazza è molto bella, ci sono anche altre canzoni che diventano orecchiabili. A me, ha emozionato quella di Mr. Rain, con tutti i bambini e cioè son quelle cose che…, Mengoni va beh, è di un’altra categoria lui, oltre a tutto. Diciamo che la classifica finale poi, rispecchia anche i miei i gusti, non ci sono grosse sorprese. Sentendole però, magari apprezzi di più una canzone che è arrivata seconda o terza, rispetto a quella che è arrivata prima. Di solito poi, il giudizio migliore, lo danno le vendite, quindi…, però vedo che voi giornalisti ci avete azzeccato perché, questi tre sono arrivati nelle prime tre posizioni. Poi, uno può essere primo, secondo, quello per l’amor di Dio, però, vedo che siete stati bravi e avete centrato. Il Festival è democrazia, perché vengono votati quindi solitamente, la maggioranza, è quella che indica il vincente e di solito, la maggioranza, prende delle decisioni corrette. Spenti i riflettori del Festival, Sanremo città non si è fermata. Assessore Faraldi, ci illustra i nuovi progetti che offre questa splendida città ligure? Nuovi progetti, adesso il 18 marzo siamo su tutte le televisioni nazionali, perché c’è la Milano Sanremo, è una corsa “monumento” e quindi siamo in onda su centosessanta Paesi, in tutto il mondo. Dopo, fine marzo, ci sarà due giornate dedicate ai fiori, che sono un evento importante per noi. Sanremo è la Città dei Fiori comunque, è un assist importante. Fiori e musica sono i nostri cavalli vincenti e poi andremo verso pasqua, lì saranno poi le estive e andremo a manifestazioni anche importanti, ad esempio il Luigi Tenco che è per ottobre. Diciamo che a Sanremo c’è sempre qualcosa, nell’arco dell’anno. C’è ilgriffes, ci sono tutte le manifestazioni sportive, c’è il Rallye di Sanremo, le gare di trial, le maratone ecc., di solito il nostro calendario sportivo conta circa quaranta manifestazioni tutto l’anno e con atleti che arrivano da tutta Europa. Poi ci sono i nostri eventi, come l’Orchestra Sinfonica che è un nostro cavallo di battaglia non indifferente, perché, utilizza il Teatro Alfano, che abbiamo aperto due anni fa. É un Teatro all’aperto con vista sul mare e che sinceramente è uno spettacolo e fa dei concerti o di musica classica, o Cross Over, con artisti contemporanei che sono veramente molto belli. Ci sono tante altre cose per cui uno viene a Sanremo, oltre al sole e al mare, può utilizzare tutti i sentieri che abbiamo ripristinato per andare in bicicletta, per andare a fare escursioni, concorsi ippici, di golf e tanto altro ancora, diciamo che a Sanremo, volendo, uno sa cosa fare per tutto l’anno. Grazie a voi, per l’opportunità che mi avete dato e che avete dato al nostro Comune di Sanremo. Il vostro è un lavoro comunque che, noi, vi utilizziamo perché, come tutti coloro che vengono a Sanremo durante il Festival per lavoro, sono il nostro megafono, sono la nostra voce, la nostra promozione o per radio, o per televisione. Noi ci facciamo conoscere grazie voi e quindi vi devo ringraziare, perché siete un pochettino la nostra cartolina. Voi portate all’estero o in Italia ovviamente, per le trasmissioni che viaggiano a carattere nazionale, il nostro biglietto da visita e quindi devo ringraziare voi per l’opportunità e per la gentilezza. Un saluto cordiale a tutti i telespettatori e lettori della vostra emittente TeleVideoItalia.net e del Corriere d’Italia per cui scrive, come a tutti i miei connazionali che vivono in Germania. La Redazione TeleVideoItalia Angela Saieva ringrazia la disponibilità, l’accoglienza e la grande attenzione che il Comune di Sanremo e i suoi abitanti ci dedicano ogni anno, con cura e grande dedizione. Ideale da visitare tutto l’anno, in coppia o in gruppo, Sanremo, denominata per eccellenza la “Città dei fiori”, è una tra le più belle città italiane per cui la nostra Italia puó vantare al mondo. Merita di essere visitata ma soprattutto… di essere “rispettata” senza eccezioni! Il servizio televisivo redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo e visibile sui siti ufficiali di televideoitalia.net/intervistelive e corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • La Principessa lavandaia e un mix di emozioni di Luigi Moscato

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. "La Principessa lavandaia e un mix di emozioni" è la nuova opera letteraria di Luigi Moscato. Uscito in questi giorni il suo nuovo libro, va ad aggiungersi alla preziosa e inestimabile Collana Sinfony che ha portato negli anni, il celeberrimo autore di libri Giallo Rosa, a meritati successi letterari, commerciali e premi come il Premio Internazionale con "Targa d'argento" al Club terzo millennio di Roma", la “Medaglia doro” all'Accademia del Fiorino di Prato, un "Anfora d'oro" all'Accademia del Marzocco di Firenze, una Fiaccola d'argento" a Valdarno di sotto per racconti sportivi per lettura scolastica e tanti altri ancora. Scrittore romantico e soggettista cinematografico per il grande e piccolo schermo, le sue opere presenti con testi poetici in molte antologie, sono solo un susseguirsi di originalità, emozioni, positività, travolgente passione, amore e tanta riconoscenza. Ogni scritto che nasce dalle sapienti mani di questo scrittore naif, Luigi Moscato, è un travolgente e coinvolgente fascino del quale non ne puoi fare a meno. Gentile e buono, principalmente nell’animo, si annovera in molte categorie e regala emozioni continue mozza fiato. É un filo conduttore solido, di tutti i suoi scritti e di tutto quello che lo circonda, ne fa un'arte poetica. Luigi Moscato nato in Sicilia, nella terra di grandi nomi come Sciascia, Pirandello, Tomasi Di Lampedusa, tiene sempre a ricordare una cosa fondamentale agli amanti della lettura: “un buon libro deve divertire, commuovere e far riflettere nello stesso tempo. Non deve lasciare l'amaro in bocca ma la delizia nel cuore, affinché si possa ricordare che le cose positive della vita, sono davvero tante". “La Principessa lavandaia e un mix di emozioni scorrevole” di Luigi Moscato, racchiude tenerissime fiabe, poesie d’amore, racconti affascinanti e non per ultimo, esperienze di vita vissuta. Il suo prezioso tempo, dedicato umilmente alla scrittura, lo trasporta oltre i confini nazionali. I suoi libri, sono amati e apprezzati anche dagli italiani emigrati all’estero, a maggior ragione si auspica che questi suoi libri siano presto tradotti anche in lingua tedesca. "La Principessa lavandaia e un mix di emozioni" e giá disponibile dal 23 marzo e regalarsi o regalare anche sotto il periodo di Pasqua un buon libro, è una grande sorpresa e per certo, un tocca sana per la mente e per chi é in costante ricerca di forte emozioni. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Maria Russo Gli ostacoli del mio corpo e il coraggio del mio spirito

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Oggi mi trovo a Wiesloch, in un comune nel nord del Baden-Württemberg che conta più di ventiseimila abitanti, di cui una generosa percentuale è costituita da italiani e non a caso, sono con una donna davvero speciale. Segue i nostri programmi televisivi e spesso è venuta lei a visitarci nei concerti con Al Bano e Romina, Carmelo Zappulla, Nino D’Angelo, Gigi D’Alessio e altre Stars. Questa volta invece, stiamo esaudendo noi il suo desiderio, quello di averci un giorno tutta per se. Maria Russo ha qualità inestimabili, fonte di ricchezza invidiabile, perle di saggezza, forza e vitalità senza eguali. Amata e stimata dalla cittadella, è una guerriera a trecentosessanta gradi. Mette a nudo la sua vita, anche quando gli volta le spalle. Fa a botte con se stessa e se è necessario, anche con Dio, per incitare la sua parte più debole a rialzarsi sempre e comunque. Si sottovaluta, quando si associa a una minuscolissima stella luminosa nel cielo, penso che è molto più di quanto lei cerca di farci credere. In occasione dell’uscita del suo libro, abbiamo tenuto fede alla promessa di incontrarla e ammirato, silenziosi, il brillare di questa straordinaria stella. Maria Russo, intanto grazie del tuo invito "Gli ostacoli del mio corpo e il coraggio del mio spirito"... bello, da dove é nata e come è arrivata a buon fine questa idea? Io scrivo già, dal mio sedicesimo compleanno. È partita così, sono momenti nella mia vita che mi hanno colpito. Un giorno ho avuto un episodio della mia vita, per me molto importante. Mi sono svegliata in piena notte e mi sono messa a scrivere questa prima storia, che si chiama Non volare via. Ho fatto dei semplici appunti, poi, mi sono rimessa a dormire. Il giorno dopo, ho visto tutti questi appunti e perplessa mi sono chiesta: ma li ho scritti io? Qua gli appunti non sono utili, qui ci deve nascere una storia! Ho passato praticamente quell’episodio nella mia vita, l’ho vissuto. Mi sono seduta a scrivere. È nata così, dopo quindici minuti, questa piccola storia “Non volare via”. Un episodio che anche oggi, quando ci ripenso, veramente mi palpita il cuore, perché è stata veramente un episodio molto ma molto importante per me. Sì, è così, piano piano, ho iniziato a scrivere le altre storie. Alcune più lunghe e altre più corte, dipende appunto degli episodi che io ho avuto nella mia vita e soprattutto, anche gli ostacoli che… porta la vita con un handicap. Anche questo ho detto, devo scrivere. Non ho avuto mai però…, come dire…la motivazione di pubblicarle. Ho detto: no, queste sono emozioni mie e le voglio tenere per me. Un giorno, un mio cugino che purtroppo non c’è più, mi ha detto: Maria, sono un peccato lasciarle nel cassetto, perché non provi a pubblicarli? Inizialmente ridissi no ma poi ripensandoci, dopo quello che era successo a mio cugino, ho avuto in sogno. Era proprio lui che mi diceva: pubblica! È così, ho provato a scrivere a case editrici qui in Germania, però… nessuno mi ha accettato e quindi ho iniziato a pensare di pubblicare un semplice audiolibro. È nato così, nel 2017, il mio primo audiolibro dal titolo “Non volare via” ed é andato molto ma molto bene. Nel 2020 ho pubblicato il secondo che si chiama “Un amore segreto”. Poi, ho avuto un episodio proprio qui a Wiesloch, con due ragazzi sordo muti, desiderosi di avere il piacere di ascoltare queste storie e che purtroppo non funziona. Ho stampato così questi due audiolibri e glie li ho regalati ma il mio pensiero era fermo lì: ma perché non pubblicare un libro? È così che ho iniziato a scrivere ma nessuno comunque mi ha accettato, tant'è che ridissi: eh va beh, allora lasciamo perdere!. L’anno scorso infine, sono andata al concerto di Carmelo Zappulla, dove ceravate anche voi con la vostra emittente TeleVideoItalia.net, lí ho conosciuto Maurizio Del Greco, che ha presentato un suo libro e quindi mi sono detta: ma questa è veramente una fortuna, un segno del destino. Rientrai e lo cercai, l’ho contattato e gli ho mandato una piccola storia e lui mi ha consigliato di rivolgermi in Italia, alla Grause Edizioni. Gli mandai un mio manoscritto e loro..., mi hanno accettato. Così è nato il mio libro. Sei una donna guerriera e prima, nel fuori onda, mi hai detto che hai dato gatta da pelare alla grafica della casa editrice. Raccontami com’è nata questa copertina e quali "complicazioni" hai dato alla grafica, nel crearla? Oh si, é vero e me ne scuso. No, sai Angela, io già dalla copertina, volevo raccontare una piccola storia, come puoi vedere: qui ci sono gli ostacoli, c’è il vento, poi c’è la cascata che è un altro ostacolo e c’è anche il palloncino rosso che vuol dire… la liberazione? Sì, ce l'ho fatta! Fino ad arrivare al compimento di questa copertina, c’è ne è voluto di tempo, veramente, però ce l’abbiamo fatta. Per me era importante già raccontare una piccola storia sulla copertina, perché io sono del parere che le copertine sono la cosa più importante, perché è quello che in primis attira le persone. Almeno nel guardarle. Maria, il bello di questo tuo libro è anche di averlo in bilingue, oltre ad avermelo autografato, ma perché bisognerebbe leggere questo tuo libro, la tua storia e soprattutto, qual è il messaggio reale che vuoi lanciare, attraverso questo bellissimo esemplare? È semplicissimo, il messaggio che voglio dare a tutte le persone che magari, con o senza handicap, si trovano nella mia stessa situazione o simile è che: non bisogna mai arrendersi, perché si arriva sempre ad un sogno. Bisogna credere a quello che vuoi raggiungere e soprattutto…, credere in te stesso. Questa, è la cosa più importante. Questo è il mio messaggio. Non bisogna mai arrendersi, perché c’è sempre la salita. Quanta realtà è raccolta in questo tuo libro? È tutta realtà. In pratica, è tutta la mia vita, iniziando dalla mia biografia per finire a oggi. Non c’è una storia inventata, è tutto un vissuto, sin dalla nascita. Leggendo attentamente questo libro, mi chiedo se c’è una parte di te qui dentro che, è più forte e più importante di tutto quello che hai scritto? Oh, si! In realtà, ce ne sono due. Due storie che per me, sono ancora oggi, molto ma molto importanti: il mio Angelo custode, che è un sogno praticamente del mio primo amore e che oggi purtroppo non c’è più e questa, è la storia più importante che contiene questo libro; la seconda: è “Non volare via” che è stata una storia un po’ movimentata e che non è andata a buon fine… Capisco, non sveliamo l’intenso contenuto, è giusto lasciare del suspense ai lettori. Oltre ad essere una grande guerriera comunque, vedo che hai anche grandi ambizioni come quello, ad esempio, di fare arrivare il tuo libro a una Icona del piccolo schermo, Silvia Toffanin? Eh si, perché io trovo che Silvia Toffanin è una persona che..., già la sua persona…, il suo viso…, c’ha talmente tanta dolcezza che proprio è…, è reale. Nelle interviste che fa, è proprio lei, non c’è niente di non vero. Oh sì, sarebbe un sogno! Sarebbe un sogno, fare arrivare il mio libro alla Silvia! Mi auguro che questo messaggio, arrivi nel profondo del cuore di tutti, oltre al tuo idolo Silvia Toffanin. È stato bello stare insieme a te oggi e nel salutarci ti chiedo, dove si può trovare il tuo libro? Attualmente sulla Grause Edizioni e su Amazon.it. Inoltre, essendo un libro scritto in bilingue e quindi, come puoi vedere qui in italiano e capovolgendolo è in lingua tedesca, stiamo lavorando a farlo inserire anche nel motore tedesco, perché logicamente il pubblico è vasto e non vogliamo creare disagi di intesa nell’ordinarli. Naturalmente, possono comunque mettersi in contatto anche con me, al mio sito: www.mariarusso.de, con il mio nome Maria Russo sono sui social, su YouTube e anche su Facebook e in questo modo, possono acquistare e ricevere il mio libro con una mia dedica autografata. Grazie a tuo marito Dino e a te Angela per la bellissima giornata che mi avete dedicato, per il selfie e per l’attenzione avuta anche con la vostra emittente TeleVideoItalia.net e il Corriere d’Italia per cui scrivi. Permettimi di ringraziare anche Maurizio Del Greco, per avermi aperto la porta di questa casa editrice italiana, senza di lui, probabilmente il mio libro sarebbe ancora un sogno non realizzato. Non per ultimo, ringrazio tutti i lettori che dedicheranno il loro tempo sul mio libro. É stato un vero piacere anche per noi stare con te, Maria Russo, ci hai regalato momenti bellissimi e di grande riflessione. Con il tuo carattere forte, ci hai insegnato come realmente possiamo essere tutti piú felici e quanto bene prezioso c'é in questo mondo, ancora tutto da esplorare, chapeau! Il servizio televisivo redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production e visibile sui siti ufficiali di televideoitalia.net/intervistelive e corriereditalia.de Maria Russo è nata il 16.11.1971 in Germania da genitori entrambi siciliani ed é autoironica, un'amante della natura e della positivitá. Sin da bambina è sempre stata appassionata della musica, che è una bellissima alternativa di comunicazione, come della scrittura, che in certi momenti, può facilitare la comunicazione. Tra scuola, fisioterapia e ospedali, si è sempre dedicata alla scrittura. Dall’età di sedici anni, ha sentito forte l’impulso di mettere nero su bianco momenti importanti della sua vita e fare in modo che più persone possibili potessero ascoltarli. Pertanto, ha deciso di pubblicare due audiolibri. Più che un’autrice, si reputa per adesso solo una semplice persona piena di emozioni, che vuole lanciare con le sue parole un messaggio: tutto è possibile nella vita, anche con un Handicap. Nelle storie che scrive metto tutta la sua anima e il suo intento, è quello di fare illuminare nuovamente lo spirito di colui che sfoglia le pagine, alle quali ha affidato le sue emozioni. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Nudda nontichiamerò

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Nudda “nontichiamerò” è il nuovo singolo della cantautrice toscana nudda, una canzone dalle sonorità pop-punk misto urban-pop, prodotta da rebtheprod e takabisha. “Il brano mi è piaciuto da subito, appena sentita la fine della produzione sono stata catturata immediatamente dal sound, tanto che ho pensato che potesse perfettamente completare le sonorità delle canzoni uscite fin adesso. Mi è piaciuto molto mescolare il mondo di Nedarosse con il mio” La canzone sarà disponibile dal 31 marzo nei principali store digitali per l’etichetta discografica talentoliquido. Mix e master sono a cura di Roberto Proietti Cignitti, presso Container Audio Room. Nudda nasce a Siena il 2 giugno del 2000. Si avvicina alla musica all’età di tredici anni trovando in lei forza e comprensione. Seconda al Festival Estivo (2018) e semifinalista di Area Sanremo, partecipa a X Factor 2021 dove raccoglie da subito consensi e apprezzamenti, fino al suo primo singolo “nonusciraidaqui” che la colloca da subito nel mondo del pop elettronico contemporaneo e che segna anche l’inizio del suo percorso discografico con la talentoliquido e The Bluestone Records. È con “acquagelida”, brano entrato in numerose playlist editoriali delle maggiori piattaforme di digital streaming, che nudda mostra la sua versatilità e il suo lato più urban, seguita da “sottosopra” e “seiore”, che ulteriormente mostrano la versatilità del suo elettropop. E’ la vincitrice della targa Quirici al Premio Bindi 2022. Il 7 ottobre esce il suo primo album “vedo il mondo un po’ sfocato”, anticipato dal singolo “scusanonlofacciopiù” feat. Schiuma, uscito il 9 settembre. Nontichiamerò è il secondo singolo di questo 2023. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Triduo della Festa di San Giuseppe a Karlsruhe

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. La comunità italiana di Karlsruhe ha festeggiato San Giuseppe, presso la chiesa Unserer Lieben Frau di Karlsruhe. Il Triduo di preparazione alla Solennità di San Giuseppe, è incominciato il 16 marzo, ed è proseguito il 17 e il 18 marzo con momenti di preghiera di consacrazione e riflessione sulla figura del Santo Patrono, invocandone la sua protezione. I preparativi in chiesa, sono iniziati sin dalle prime luci dell’alba. Prima dell’inizio della Santa Messa solenne, celebrata dal Vicario missionario don Waldemar Massel della MCI San Giuseppe di Karlsruhe, un generoso gruppo di fedeli si è riunito davanti alla statua, posta affianco alla chiesa e ha atteso in preghiera il loro presule, che ha benedetto il “Fuoco di San Giuseppe”. Dopodiché, il corteo, cantando “Ave Giuseppe” ha portato in chiesa il loro Santo Patrono e assistito alla celebrazione Eucaristia. Dopo la comunione, don Waldemar, ha benedetto il “Pane Buono” di San Giuseppe e i bambini, preparati dalla presidentessa della Missione Francesca Bonfante, hanno fatto gli auguri a tutti i papà. Infine, è stato distribuito il Pane di San Giuseppe ai presenti e dato inizio al rinfresco, con degustazioni di dolci, salati e caffè, preparato con cura dalle sapiente mani delle signore della Missione. Anche se quest’anno liturgicamente la festa di San Giuseppe è stata celebrata lunedì 20 marzo, a causa della coincidenza con la IV Domenica di Quaresima, la nostra Missione della quale San Giuseppe dal 19 marzo 2022 è Patrono, ha deciso di onorare il Santo ipse diem...” ci dice il Reverendo padre don Waldemar “…questa, è relazione di un qualsiasi testimone esterno ma cosa ha significato questa festa per i partecipanti, emigranti italiani, in maggioranza provenienti dalla Sicilia? Da quello che ho percepito, è stato un forte momento di fraternità attorno a loro Santo, un Santo molto venerato nella “Bell’Isola”. Ho visto volti di persone sereni e felici che nella Comunità della Missione di Karlsruhe, ritrovano sempre di più una famiglia, la famiglia radunata attorno al suo Padre putativo, San Giuseppe. Ho visto la collaborazione e il coinvolgimento di tante persone, senza sventolarle e farsi vanto di quello che hanno fatto, nel preparare e svolgere la festa….” termina il presule Waldemar Massel “…questo porta la gioia e da la forza, come la speranza di camminare in questo mondo lacerato da discordie, mondo di gente disorientata di fronte a tante proposte di vita. Spero che veramente, come recitiamo nella preghiera di consacrazione a San Giuseppe, la Missione continui a essere centro vivo di civiltà cristiana, faro di luce evangelica a tutti gli emigrati italiani. Un grazie sincero a tutti quelli che hanno dato una mano nei preparativi e nello svolgimento della Festa. Viva San Giuseppe, Uomo Giusto”. Questo culto di San Giuseppe è molto sentito dai fedeli e si triplica il tramandare di questa fede, specie in chi vive lontano dalla propria terra d’origine. Custodire la fede per San Giuseppe significa: aver cura del suo Cuore, custodendolo puro, libero, centrato su Dio, concentrato sul fare il volere di Dio e non i suoi progetti. Da lui, impariamo la necessità della custodia del nostro cuore, dove nascono tutte le decisioni e le scelte vitali. Di questo Santo stupisce la cura, la tenerezza unita al coraggio, la fedeltà, la responsabilità, l’umiltà e totale assenza di protagonismo col quale vive e porta avanti la sua speciale, incomparabile vocazione e missione di custodire i tesori più belli e più grandi che Dio potesse regalare all’umanità. Un bene immenso e prezioso della quale, si dovrebbe attingere e custodire intatto nei secoli. L'evento religioso é stato organizzato dalla Missione Cattolica Italiana San Giuseppe di Karlsruhe, la nostra Redazione TeleVideoItalia.net ringrazia la loro calorosa attenzione e la collaborazione avuta dalla veterana del consiglio pastorale della Missione, Anna Maria Canfailla, nel poter illustrare a meglio questo loro sentito incontro religioso. Il servizio televisivo redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo e visibile sui siti ufficiali di televideoitalia.net/intervistelive e corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • MAGGIO Il tempo è solo Una formalità

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Esce oggi, 24 marzo 2023 su tutte le piattaforme digitali, M A G G I O, il nuovo attesissimo disco di Antonio Maggio, etichetta Incipit Records, distribuito da Egea Music, edizioni Maggio Publishing - Neuma Edizioni - Dischi dei Sognatori. Produttori artistici Roberto Cardelli, Antonio Maggio, Fabrizio Ludovici; produttore esecutivo Antonio Maggio, arrangiamenti Roberto Cardelli, Antonio Maggio, Fabrizio Ludovici. Registrato da Francesco Delogu e Fabrizio Ludovici presso i Bloom Recording Studios di Guidonia Montecelio (RM). M A G G I O è un No-Concept album composto da sei quadri differenti tra loro, ma intrisi dello stesso profumo: quello del miglior cantautorato italiano che gli è rimasto addosso perché è proprio lì che affondano le sue radici. Un EP interamente suonato, dalla prima all’ultima nota, con un’intera orchestra d’archi di 26 elementi, che di questi tempi sembrano essere un vero paradosso, un andare contromano, che per un cantautore che scrive parole, storie, in perfetto equilibrio con la musica, dedicando tempo e cura, sono l’unica via percorribile. M A G G I O è stato anticipato dal singolo Stati d’Animo e d’Accordo che aveva il compito di aprirne la strada, mentre Una formalità, intimo e introspettivo, con il suo video, ne sono il biglietto da visita: “Questo brano parla di ritorni, di attese sapute da sempre…” dice Antonio “…il tempo è un concetto troppo personale per essere oggettivo, si presta all’interpretazione dei sentimenti di ognuno di noi, che semplicemente prendono forma al momento opportuno. Tornare dove si è stati bene…” aggiunge Antonio “…è un istinto dell’uomo, una ricerca continua delle proprie sicurezze. Aspettarsi, credo sia questo uno dei segreti dell’amore, senza andare via. Nel videoclip della canzone, insieme al regista Francesco Luperto, abbiamo creato un doppio binario visivo da una parte il gioco di ombre di due amanti, che in maniera giocosa e romantica, con scene girate in controluce, raccontano la loro quotidianità; dall’altra parte, invece, il mio playback girato in un enorme stanza piena di oggetti impolverati, dove il tempo sembra essersi fermato e si sente il sapore di un malinconico passato, che resta presente, con l’ambizione di ritornare vestito da futuro. - Fatemi la barba questa sera che non ho mai visto nascere una stella così bella. Con gli ammortizzatori di emozioni spaccati dalla diffidenza di chi spera. Non si può credere al vento, che quando meno te lo aspetti cambia direzione. Non si può credere al vento, eh...- Questo disco nasce da consapevolezze, artistiche e personali, che l’artista ha messo a fuoco e fatto sue e non a caso, l’album porta il suo nome: “Sei tracce, sei diversi quadri: Stati d’Animo e d’Accordo, Una formalità, Sono simpatico, Malamore, Serenata d’Oltreoceano, Quanto sei bella Lecce, sono sei storie differenti, in cui ho provato a dare forma e sostanza ai miei stati d’animo, cercando di metterli d’accordo col loro tumulto, cercando una spiegazione, un equilibrio, perché la scoperta di sé stessi passa necessariamente dal mettere in discussione sia le proprie convinzioni, che quelle degli altri. Ho cominciato a lavorarci due anni fa scrivendo molti pezzi, ma ho volutamente scelto di pubblicarne solo sei, per il momento, per non togliere il giusto respiro a ognuno. Anche per queste canzoni, nessuna regola, ma solo piena libertà espressiva: a volte arrivano prima l’idea, le parole, oppure una melodia o tutto insieme. La conferma, però, la trovo sempre e comunque, al pianoforte”. Antonio Maggio ha scritto nel nome, il destino di questo importante album M A G G I O, che decide di pubblicare, non a caso, in marzo. Questo è il tempo in cui ha inizio la primavera e quel risveglio che arriva dopo un lungo ed operoso inverno, il momento in cui condividere i nuovi germogli, la nuova musica… Fatemi la barba questa sera che non ho mai visto nascere una stella così bella! "M A G G I O" di Antonio Maggio, è un progetto cantautorale che "profuma" della migliore tradizione, interamente suonato, nota dopo nota. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Bailemos il nuovo singolo di Raffy

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Raffy "Bailemos" per portare l'estate in anticipo nei nostri cuori. Bailemos, etichetta Planet R, è il nuovo singolo di Raffy, un brano dal ritmo reggaeton, prodotto in Romania da Foresta, scritto dallo stesso producer e dalla cantautrice modenese. Il videoclip è a cura di Alex Ceausu.Il singolo è disponibile nei principali digital store, dal 24 marzo! "Bailemos" è nata un anno fa, ho amato questa canzone sin dal primo istante, perché nata in un periodo in cui non ero molto in me e avevo bisogno di una boccata d'aria…” ci spiega Raffy “…il giorno in cui iniziammo a produrre questo brano sentivo già che non poteva essere solo in italiano, ma che avremmo dovuto aggiungere anche qualcosa di spagnolo. “Bailemos” mi ha dato quella ventata d'ossigeno di cui avevo tanto bisogno e così ho deciso di condividere quella sensazione, portando in anticipo l'estate nei nostri cuori. Lo faccio con un singolo che parla d'amore e passione, di coppie che s'innamorano, d'estate e cercano di godersi ogni momento insieme, prendendo la vita con leggerezza, senza pensare al fatto che, finita la stagione, molto probabilmente uno dei due sparirà, lasciando un vuoto enorme, ma allo stesso tempo bellissimi ricordi…” termina Raffy "…ammetto che anche io stessa cerco di autoconvincermi di tutto ciò, ma non è sempre facile prendere la vita con consapevole leggerezza, perché per la maggior parte delle volte ci affezioniamo, ci fidiamo delle persone e poi ci ritroviamo a soffrire e finiamo per chiuderci in noi stessi per paura di star male nuovamente". Raffaella Maria Senese in arte Raffy, nasce a Mirandola (Mo), da madre romena e padre italiano. All’età di sette anni inizia a cantare ma i suoi studi musicali iniziano nel 2013, presso l'Accademia musicale di Modena. Più tardi frequenta il Trinity College di Londra. Raffy, al fine di superare la sua timidezza, il bullismo e la sua grande sensibilità, si affida e trova rifugio nella musica e canto, emozionando e coinvolgendo il pubblico che la ascolta. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Ciao e il nuovo singolo di SindroMe

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Venerdì 10 marzo 2023 esce su tutte le piattaforme "Ciao" il nuovo singolo e il video di SindroMe scritto da Davide Napoleone, Michele Pecora, Viviana Colombo, Jacopo Federici, arrangiamenti e realizzazione blesss e Michele Pecora, registrato presso gli studi Diesis Chiaravalle da Matteo Pecora e studi blesss, etichetta Starpoint Corporation, edizioni Sony Music/Starpoint international. Ciao è un brano contemporaneo e radiofonico, scritto da un gruppo di autori, che SindroMe con la sua voce inconfondibile, graffiante e morbida al tempo stesso, interpreta magistralmente facendola sua. “Ho interpretato e indossato con piacere un brano nel quale mi sento a casa. Un brano che credo sia universale: un incontro casuale e l’ansia, le paranoie buone che ci siamo fatti tutti, nel sentirci attratti da qualcuno che ancora non conosciamo così bene. L’adrenalina che sentiamo quando si capisce che è scattato qualcosa, ma senza avere ancora cognizione di quello che sarà. Molto ballabile e con un ritmo che rende l’idea di quella tensione emotiva che ci scoppia dentro ad un nuovo incontro. Allegro e spensierato è un po' come “il sabato del villaggio”, di una nuova relazione. Istintuale. Il video è una girandola di immagini..." termina SindroMe "...che rappresentano il casino che si ha in testa in quei momenti quando si cerca di capire cosa fare: decido di rischiare e buttarmi e mando un messaggio, Ciao”. La giovane cantautrice, Sara Paniccià, ha scelto di essere SindroMe (confluenza di sintomi) dove tra musica e psicologia, trova il proprio equilibrio nell’ascolto degli altri e nel farsi ascoltare. Laureata in psicologia, non ha mai rinunciato alla musica, una passione che coltiva da sempre e che le ha permesso di raccontarsi. L’incontro, avvenuto alcuni anni fa al Premio Ravera, con il cantautore e musicista Michele Pecora a cui non era sfuggito il talento della giovane Sara, ha dato il via ad una amicizia e un sodalizio artistico importante che ha dato i suoi frutti e dopo In tempo da te e Meraviglioso disordine, con Ciao conferma il talento della cantautrice marchigiana. “Un brano attualissimo, che è nelle sue corde, con cui Sara dimostra, ancora una volta, una maturità artistica importante..." dichiara Michele Pecora "...un bel percorso, di studio, di ricerca che ha affrontato con molta umiltà, passione e desiderio di trovare la propria direzione, con determinazione e pazienza. Vederla crescere, conferma quello che ho visto in lei, da subito. Non è scontato per giovani artisti che scrivono le proprie canzoni, fidarsi ed affidarsi, lasciandosi guidare. Lei dimostra, ancora una volta, di essere capace di fare propria una canzone scritta da altri, come i grandi interpreti. Sperimenta, senza paure e anche la sua interpretazione, la sua vocalità cresce con lei, riuscendo a sorprendere”. Il video, nato dall’idea e con la direzione artistica di Melissa Di Matteo, la regia di Vito Montesano e il direttore di produzione Orazio Cerino, è intenso, coinvolgente. Dal silenzio, che avvolge Sara nella sua auto, i suoi pensieri e il buio, lasciano il posto ad un crescendo di ritmo e musica, che sono battiti del cuore e quell’adrenalina che un incontro, inaspettato ci regala. Basta un messaggio per buttarsi e capire cosa ci riserverà… Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • sold out delle Stars Marco Calone e Nando De Marco a Stoccarda

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. A un anno e mezzo dalla sua venuta, il cantautore partenopeo Marco Calone, torna a calcare i palchi della Germania ma questa volta lo fa assieme alla sua band e a un altrettanto fuoriclasse, Nando De Marco. Inevitabile è stato il sold out. Amante della musica fin da giovanissimo, lo scorso novembre al Palapartenope di Napoli abbiamo assistito a uno dei suoi più suggestivi spettacoli dove, sapientemente, ha mescolato la sua passione per il rap alla narrazione neomelodica e regalato immagini spettacolari da un megaschermo Sabato 18 marzo a Stoccarda, grazie all’organizzatore MTV Sound di Tony e Marcello Vocale, la folla è accorsa da più parti della Germania, Svizzera e Belgio per vedere il loro idolo. Acclamato, ha trascinato i fan in un puro spettacolo, ricco di emozioni, adrenalina e colpi di scena. Le Stars e l’organizzazione ci accolgono calorosamente già al loro arrivo e dopo lusinghieri apprezzamenti e aver consumato insieme un pranzo galante, con grande entusiasmo parte la nostra chiacchierata. Sold out, sold out e ancora sold out! Che dire Marco Calone… a te la parola! Sono felicissimo innanzitutto di rivedervi, perché siete delle persone speciali, poi mi trovo con Tony Vocale che è una persona altrettanto speciale, inoltre questa sera, è una cosa familiare, perché abbiamo fatto tra fratellanza con Nando De Marco e con altri amici come Pino, Awhon. É stata quindi… tipo una tournée, anche breve, però molto ma molto intensa e per questo, sono molto felice di ritornare qui a Stoccarda. Grazie di cuore Marco, anche per noi è un piacere rincontrarti. In questa occasione ritorni con tutto il tuo splendore, però al completo con la tua band, vuoi presentarceli? Ma certamente Angela, questa sera canterò con la mia band, c’è Alex Napoletano alla batteria, Nicola Bari al piano, Elmo Buccino alla chitarra e Davide De Grazia al basso, ma dopo… mi vieni a trovare all’evento, vero? Certamente Marco Calone, il tuo invito ci lusinga! Ieri Francoforte, oggi chiudi alla grande anche a Stoccarda, parliamo dell’emozioni che ti porti e dei tuoi progetti futuri? Eh…progetti futuri, per noi, sono sempre top secret, perché io sono…una bomba… hai capito com’è, no? Ha da esplode bella e buona all’improvviso e quindi, non posso dirlo. L’emozione invece è sempre la stessa. Forse un po’ di più perché, vi ripeto, c’è stata più familiarità in questi due giorni, li abbiamo vissuti, ci siamo divertiti e quindi per me, la musica e il divertimento, fanno l’amore. Il programma di questa sera è ricco di bellissime canzoni e poiché come tutti gli artisti non ti sbottoni, a riguardo di progetti futuri, ti chiedo qual è questa sera la canzone del cuore? L’anno scorso è stata “T'aggio purtato na rosa” perché era uscita da poco, mentre quest’anno a Stoccarda è Montana & Maradona. Ah, che bella, l’abbiamo ascoltata anche al mega spettacolo che hai tenuto al Teatro Palapartenope di Napoli. Lo scorso anno ti feci la stessa domanda: Marco Calone al Festival di Sanremo? Eh, è sempre quel sogno nel cassetto che… secondo me, non si aprirà mai, pero… mai dire mai! Un abbraccio a tutti i nostri connazionali, un abbraccio a voi Dino e Angela, ai telespettatori della vostra emittente TeleVideoItalia.net e al Corriere d’Italia per cui scrivi, ma non per ultimo a Tony Vocale. Ciao Nando De Marco, ho il piacere di incontrarti per la prima volta in Germania, assieme a un altrettanto mito come Marco Calone. Ti chiedo pertanto alla pari che effetto ti fa calcare questi palchi tedeschi, incontrare i nostri connazionali, cosa ti porterai da questa esperienza e progetti futuri? A parte che sto cantando con un mio fratello, è la prima volta per me qui in Germania e questa sera siamo carichi e pronti. Sicuramente mi porto una bella esperienza. Spero veramente di tornare al più presto e per quanto riguarda i progetti futuri, ci saranno delle belle novità a breve, quindi, restate connessi tutti quanti. Un saluto da Nando De Marco, un bacio a tutti voi, vi voglio bene ragazzi. Tony Vocale, rendo atto che hai portato artisti d’indiscussa fama ma stress e adrenalina vanno a braccetto. Ti chiedo pertanto: cosa ti porta realmente a fare questi grandi spettacoli per la comunità e non per ultimo, se hai in ballo altri progetti tipo? No, stressato no, sono pieno di gioia. Ieri è stata una bellissima serata a Francoforte Wiesbaden, dove ci siamo divertiti. Gli artisti sono uno più bravo dell’altro e il solo fatto che mi diano la possibilità di dire “andiamo con Tony Vocale, in Germania” questo mi fa tanto onore. Io sono una persona che per la mia patria, darei la vita. Purtroppo qui siamo in Germania e quello che possiamo fare è potersi solo rallegrare di amore e musica e quindi, decido di fare questa cosa per passione e amore. Organizzo volentieri, questi giovani talenti neomelodici. Progetti futuri non si possono svelare perché, comunque, la concorrenza è grandissima. Ne abbiamo però tantissimi e come hai visto Angela, poiché io punto sempre sui giovani, insieme a Marco Calone, ho portato per la prima volta anche Nando De Marco e quindi… insieme a questi due big, penso che ne vedremo delle belle. Vi ringrazio per avere accettato il nostro invito e per essere stati ancora una volta presenti con la vostra emittente TeleVideoItalia.net e attraverso te, il Corriere d'Italia per cui scrivi. Ringrazio tutti quelli che hanno reso possibile questo duplice evento, il pubblico fedele, la mia famiglia e mia moglie Laura, che mi é sempre accanto e condivide i miei sogni. L’intero spettacolo, ha superato notevolmente e brillantemente tutte le aspettative della MTV Sound di Tony e Marcello Vocale. È stato un evento organizzato in una rinomata discoteca ma abbiamo visto la presenza d’intere famiglie con minori, a dimostrazione che anche gli spettacoli di questa organizzazione, non sono solo creativi e coerenti ma anche idonei per l’intera collettività che desidera riunirsi e divertirsi senza pericoli. Le due icone della musica neomelodica e partenopea poi, non si sono risparmiate e hanno esaudito e condiviso la maggior parte delle richieste dei loro fan, fino a tarda notte. É una realtà che la musica neomelodica ha un fascino imprescindibile, ed è tra i più preferiti generi dei giovani. Marco Calone inoltre, nonostante la popolarità raggiunta, è rimasto un giovane molto umile, altruista, riservato e legato fortemente ai valori sia di musica, sia di vita. Formula essenziale, per i veri grandi artisti come loro. La sua inoltre, non è solo musica ma comunicazione e così facendo, contribuisce a lanciare sani messaggi alle vecchie e nuove generazioni e ad essere amato e apprezzato in tutte le sue forme. Avendo seguito attentamente le sue performance e l’approccio che ha con il suo pubblico, concordo pienamente che il suo nome “Marco Calone” è meritevolmente destinato a lasciare il segno indelebile, nella scena della musica neomelodica nel mondo. Chapeau. La Redazione TeleVideoItalia Angela Saieva ringrazia l'attenzione avuta dalle Icona Marco Calone e Nando De Marco, come l'eccellente ospitalitá e assistenza avuta da tutto lo staff della MTV Sound di Tony e Marcello Vocale. Il servizio televisivo redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo e visibile sui siti ufficiali di televideoitalia.net/intervistelive e corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Ucraina con la Kalush Orchestra vince l’Eurovision 2022

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. La sessantaseiesima edizione dell’Eurovision Song Contest 2022 è stata vinta dall’Ucraina rappresentata dalla Kalush Orchestra, formata da Oleh Psiuk, Igor Didenchuk, MC CarpetMan e dai polistrumentisti Tymofii Muzychuk e Vitaliy Duzhyk. La canzone Stefania è un brano composta da un mix di versi rap con un ritornello folk e beat hip hop ed é dedicata alla mamma del cantante Oleh Psiuk. Il brano è diventato simbolo di tutta le mamme dell’Ucraina in guerra, perché si basa su vere esperienze di vita. È stato il televoto del pubblico da casa che ha definito la vincita e a dare il maggior numero di punti sono stati la Polonia, la Moldavia e la Romania, i tre Paesi confinanti con l’Ucraina, portandola in finale. La stragrande maggioranza sostiene che ha vinto la “solidarietà”. Il messaggio del presidente ucraino Volodymyr Zelensky non tarda comunque ad arrivare “il nostro coraggio impressiona il mondo, la nostra musica conquista l’Europa”. Al secondo posto si piazza il Regno Unito e al terzo la Spagna. Nulla, di fatto, per l’Italia che scivola al sesto posto. Il colossale show musicale, che grazie alla vittoria dei Måneskin quest’anno si è tenuta in Italia al Pala Olimpico di Torino, è stato condotto dalla cantante romagnola Laura Pausini affiancata da altrettanti due bravissimi e simpaticissimi conduttori Mika e Alessandro Cattelan. Il Turquoise Carpet di apertura, è stato moderato dalla conduttrice radiotelevisiva e attrice Carolina Di Domenico in coppia con l’attore comico, showman e conduttore radiotelevisivo Gabriele Corsi e alternati con il conduttore televisivo Mario Acampa in coppia con la conduttrice televisiva e attrice Laura Carusino. Il commento italiano fatto in diretta su Rai Uno, è stato eseguito dallo stesso Gabriele Corsi assieme a un personaggi per eccellenza, la Star Cristiano Malgioglio cantautore, paroliere e autore di innumerevoli testi di successo internazionale. Quarantuno i Paesi che hanno dato vita all’epocale kermesse. Nella prima semifinale tenutasi martedì 10 maggio e dove genio e creatività italiana è stato il tema principale, hanno superato il turno la Svizzera, l’Armenia, l’Islanda, la Lituania, il Portogallo, la Norvegia, la Grecia, l’Ucraina, la Moldavia e i Paesi Bassi; mentre nella seconda semifinale tenutasi il 12 maggio, è stata la volta di passare il turno il Belgio, la Repubblica Ceca, l’Azerbaigian, la Polonia, la Finlandia, l’Estonia, l’Australia, la Svezia, la Romania e la Serbia. Sono stati loro che in aggiunta ai cinque Paesi entrati direttamente in finale quale la Francia, la Germania, l’Italia, la Spagna e il Regno Unito, hanno dato vita alla spettacolare Finalissima del 14 maggio e terminata con la vincita dell’Ucraina, il Paese che di diritto e maggior punteggio, ha conquistato il novero di organizzare l’edizione Eurovision Song Contest 2023. Eccellente è stato il clima tra l’organizzazione, i nostri colleghi, lo staff, le delegazioni e i cantanti. Sinergia, cordialità, collaborazione, assistenza e tanta voglia di divertimento con le canzoni, con la musica e scambio d’idee e opinioni a 360 gradi. Rigorosamente tutto in lingua inglese, anche in conferenza stampa, giunto il nostro turno di domande abbiamo chiesto a Emma Muscat: Il ritorno alla musica dopo la lunga pandemia è simbolo di rinascita, Emma Muscat ti chiedo il tuo desiderio più grande dopo quello ottenuto all’Eurovision Song Contest e non per ultimo di fare un saluto ai nostri connazionali in Germania che sono in tanti che aspettano un tuo Tour. Naturalmente mando un saluto ai connazionali italiani e un ciao a tutti i miei fan in Germania. Il mio secondo album uscirà adesso e naturalmente ne pubblicherò altri, mentre il mio più grande desiderio è quello di partecipare un giorno al Festival di Sanremo. Ad Achille Lauro abbiamo chiesto invece: Ciao Achille Lauro, le tue performance sono “quadri d’autore” di finezza rara. Considerando però le critiche che ogni volta ti piovono addosso, ti chiedo se potresti, a chi “tireresti una PIETRA” e a chi invece “diresti GRAZIE” Mah, in generale io credo che faccia parte di quello che facciamo, esporsi e quindi di conseguenza avere o comunque diciamo l’essere. Noi mettiamo in piazza le nostre cose, mostriamo le nostre cose e quindi è giusto che ci siano delle persone che ti seguono e persone a cui non piace quello che fai. Le serate sono state ricche di musica, colpi di scena e contornati da grandi messaggi di pace. Travolgenti e divertenti sono state le conduzioni dell’inedito trio Laura Pausini, Mika e Alessandro Cattelan sin dalle prove generali e dove trasparente è stata l’ottima sinergia tra loro, ognuno con i suoi spazi e le sue peculiarità. Emozionante è stato l’omaggio fatto a Pavarotti con “Nessun Dorma” contornata dai ballerini e da giochi di luci e fiamme. Il cantante Diodato che con Fai Rumore, si riprende quello che la pandemia gli aveva ingiustamente tolto nel 2020. Dardust con Benny Benassi e Sophie and The Giants che con l'omaggio alla dance italiana che ha fatto il giro del mondo, trasforma il Pala Isozaki in una discoteca. Gigliola Cinquetti che dopo quasi sessant’anni dalla sua vittoria, prima vincitrice italiana di questa competizione, è tornata ad incantare con Non ho l’età. Il Volo con “Grande Amore” stravolto da un testo in inglese e una base musicale più rockeggiante, hanno comunque mandato in delirio tutti nonostante causa covid Gianluca Ginoble, risultato positivo, è stato costretto a cantare in collegamento da casa sua. I Maneskin hanno presentato in anteprima mondiale il nuovo singolo Supermodel. Celebrata anche la carriera di Laura Pausini che ha eseguito un medley dei suoi più grandi successi e intonato anche il suo ultimo singolo. Toccante è stata il tributo all’inimitabile Star Raffaella Carrà con Fiesta, fatto da Laura Pausini. Del resto, la conduttrice stessa non ha deluso le nostre attese, in conferenza lo aveva già anticipato “...l’Eurovision è un momento di tranquillità, un momento per far respirare le persone e specialmente i giovani ed è a tutti loro che lo dedico…” ha detto Laura Pausini “…il pensiero di avere 200 milioni di telespettatori mi porta a scappare, io sono una chiacchierona e la cosa più difficile sono i tempi da rispettare ma il tributo anche alla nostra Raffaella non deve mancare. Sono orgogliosa di essere qui con questi due miei compagni di viaggio. Noi siamo qui per far continuare questo viaggio della musica. La musica è pace. “Ci divertiamo…” dice Alessandro Cattelan, “… mi trovo in un gruppo molto bilanciato…” mentre in tema della guerra scatenata dalla Russia in Ucraina, aggiunge “…eventi come questi possono educare e pur non essendo politica, essa è di grande impatto e valore; l’Eurovision ha deciso di lanciare un importante messaggio di pace, è un modo per educare il pubblico ad amarsi e rispettarsi l’un l’altro". “Tutti sullo stesso palco esprimono con differenti lingue e culture il concetto di universalità…” pone l’accento Mika “…siamo qui per dire qualcosa di semplice mano nella mano, PACE, un messaggio di unità, affinché non si fermi mai e la musica è il simbolo più grande e migliore per la pace“. Le prove ufficiali, degli artisti di tutti i Paesi in gara, hanno avuto largo modo di perfezionare la messa in scena delle proprie performance, su uno dei palcoscenici più innovativi che si siano mai apprezzati all’Eurovision Song Contest. Un “sole cinetico”, progettato dalla designer Francesca Montinaro, con i suoi sei archi concentrici e mobili hanno dato vita a dinamiche teatrali e spettacolari giochi di luce, intrecciati tra elementi che hanno richiamato i giardini all’italiana. Sospeso tra realtà e illusione, la vegetazione si è mescolata tra giochi di luci e ha accolto l’intero team e le Star di tutti i Paesi in gara in una dimensione ludica e architettonica.Tra le affascinanti sorprese mozzafiato, non sono mancate le tradizionali retoriche polemiche e critiche a mio avviso poche costruttive, qualche mal funzionamento tecnico, disaccordi, perfino minacce lanciate su social e rivolte all’organizzazione torinese e non solo (per fatti incresciosi che “sembrano” siano accaduti durante il Turquoise Carpet e comunque sotto il vaglio degli inquirenti), malintesi che hanno agitato alcune delegazioni in gara e insomma, chi ne ha più ne metta, per contorno all’imponente kermesse che ogni anno catalizza l’attenzione di mezzo mondo e una platea di 200 milioni di telespettatori, per poi alla fine dissolversi a “tarallucci e vino”. Con le prove generali della seconda semifinale c’è stato il tempo anche per una conferenza stampa congiunta della Rai e di EBU, dove hanno incontrato i mass media all’indomani del notevole esordio ottenuto nell’evento televisivo. Le tre serate, tenutesi al PalaOlimpico di Torino il 10, 12 e 14 maggio 2022, sono state trasmesse in prima serata su Rai Uno, Rai Radio 2 e in streaming su RaiPlay. La prima semifinale dell’Eurovision Song Contest su Rai Uno ha avuto ascolti record, il 27% di share, più di 5 milioni e mezzo di telespettatori, la seconda semifinale 5 milioni e 538 mila, con uno share del 27,7, la Finale ben 6 milioni 590mila telespettatori con uno share del 41,9%. Onorati di avere fatto parte ufficialmente della 66esima edizione di Eurovision Song Contest 2022, TeleVideoItalia Angela Saieva ringrazia il grande supporto avuto dall’intero staff, la squisita ospitalità e assistenza avuta sul posto al Turquoise Carpet, i mezzi a disposizione che ci hanno condotto al party di ben venuto nella splendida Città torinese e negli spazi riservati e permessi a noi mass media, per seguire le prove generali tenute nel PalaOlimpico, la SDA Sanremo Eventi etichetta indipendente, ma non per ultimo la EBU e RAI per la fiducia posta nei nostri riguardi, nell’averci dato il novero di raccontare e rendere partecipe i nostri connazionali italiani residenti in Germania a questo epocale evento musicale. Il servizio televisivo redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo e visibile sui siti ufficiali di televideoitalia.net/intervistelive e corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.de - Tutti diritti riservati.

  • Emma Muscat con I am what I am a Eurovision 2022

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Il colossale show musicale, che grazie alla vittoria dei Måneskin quest’anno si è tenuta in Italia al Pala Olimpico di Torino, è stato condotto dalla cantante romagnola Laura Pausini affiancata da altrettanti due bravissimi e simpaticissimi conduttori Mika e Alessandro Cattelan. Il Turquoise Carpet di apertura, è stato moderato dalla conduttrice radiotelevisiva e attrice Carolina Di Domenico in coppia con l’attore comico, showman e conduttore radiotelevisivo Gabriele Corsi e alternati con il conduttore televisivo Mario Acampa in coppia con la conduttrice televisiva e attrice Laura Carusino. Il commento italiano fatto in diretta su Rai Uno, è stato eseguito dallo stesso Gabriele Corsi assieme a un personaggi per eccellenza, la Star Cristiano Malgioglio cantautore, paroliere e autore di innumerevoli testi di successo internazionale. Quarantuno i Paesi che hanno dato vita all’epocale kermesse. La 66esima edizione dell’Eurovision Song Contest 2022 è stata vinta dall’Ucraina rappresentata dalla Kalush Orchestra, formata da Oleh Psiuk, Igor Didenchuk, MC CarpetMan e dai polistrumentisti Tymofii Muzychuk e Vitaliy Duzhyk. La canzone Stefania è un brano composta da un mix di versi rap con un ritornello folk e beat hip hop ed é dedicata alla mamma del cantante Oleh Psiuk. Il brano è diventato simbolo di tutta le mamme dell’Ucraina in guerra, perché si basa su vere esperienze di vita. La stragrande maggioranza sostiene che ha vinto la “solidarietà”. Il messaggio del presidente ucraino Volodymyr Zelensky non tarda comunque ad arrivare “il nostro coraggio impressiona il mondo, la nostra musica conquista l’Europa”. Al secondo posto si piazza il Regno Unito e al terzo la Spagna. Nulla, di fatto, per l’Italia che scivola al sesto posto. Eccellente è stato il clima tra l’organizzazione, i nostri colleghi, lo staff, le delegazioni e i cantanti. Sinergia, cordialità, collaborazione, assistenza e tanta voglia di divertimento con le canzoni, con la musica e scambio d’idee e opinioni a 360 gradi. Rigorosamente tutto in lingua inglese, anche in conferenza stampa è giunto il nostro turno di domande e in rappresentanza di Malta incontriamo la cantante Emma Muscat, diventata famosa grazie al talent show Amici il format italiano ideato e condotto dall'icona della tv Maria De Filippi. Il ritorno alla musica dopo la lunga pandemia è simbolo di rinascita, Emma Muscat ti chiedo il tuo desiderio più grande, dopo quello ottenuto all’Eurovision Song Contest e non per ultimo di fare un saluto ai nostri connazionali in Germania che sono in tanti che aspettano un tuo Tour. Naturalmente mando un saluto ai connazionali italiani e un ciao a tutti i miei fan in Germania. Il mio secondo album uscirà adesso e naturalmente ne pubblicherò altri, mentre il mio più grande desiderio è quello di partecipare un giorno al Festival di Sanremo. Con le prove generali della seconda semifinale c’è stato il tempo anche per una conferenza stampa congiunta della Rai e di EBU, dove hanno incontrato i mass media all’indomani del notevole esordio ottenuto nell’evento televisivo. Le tre serate, tenutesi al PalaOlimpico di Torino il 10, 12 e 14 maggio 2022, sono state trasmesse in prima serata su Rai Uno, Rai Radio 2 e in streaming su RaiPlay. La prima semifinale dell’Eurovision Song Contest su Rai Uno ha avuto ascolti record, il 27% di share, più di 5 milioni e mezzo di telespettatori, la seconda semifinale 5 milioni e 538 mila, con uno share del 27,7, la Finale ben 6 milioni 590mila telespettatori con uno share del 41,9%. Onorati di avere fatto parte ufficialmente della sessantaseiesima edizione di Eurovision Song Contest 2022, TeleVideoItalia Angela Saieva ringrazia il grande supporto avuto dall’intero staff, la squisita ospitalità e assistenza avuta sul posto al Turquoise Carpet, i mezzi a disposizione che ci hanno condotto al party di ben venuto nella splendida Città torinese e negli spazi riservati e permessi a noi mass media, per seguire le prove generali tenute nel PalaOlimpico, la SDA Sanremo Eventi etichetta indipendente, ma non per ultimo la EBU e RAI per la fiducia posta nei nostri riguardi, nell’averci dato il novero di raccontare e rendere partecipe i nostri connazionali italiani residenti in Germania a questo epocale evento musicale. Il servizio televisivo redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo e visibile sui siti ufficiali di televideoitalia.net/intervistelive e corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.de - Tutti diritti riservati.

  • Achille Lauro con Stripper a Eurovision 2022

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Il colossale show musicale, che grazie alla vittoria dei Måneskin quest’anno si è tenuta in Italia al Pala Olimpico di Torino, è stato condotto dalla cantante romagnola Laura Pausini, affiancata da altrettanti due bravissimi e simpaticissimi conduttori Mika e Alessandro Cattelan. Il Turquoise Carpet di apertura, è stato moderato dalla conduttrice radiotelevisiva e attrice Carolina Di Domenico in coppia con l’attore comico, showman e conduttore radiotelevisivo Gabriele Corsi e alternati con il conduttore televisivo Mario Acampa in coppia con la conduttrice televisiva e attrice Laura Carusino. Il commento italiano fatto in diretta su Rai Uno, è stato eseguito dallo stesso Gabriele Corsi assieme a un personaggi per eccellenza, la Star Cristiano Malgioglio cantautore, paroliere e autore di innumerevoli testi di successo internazionale. Quarantuno i Paesi che hanno dato vita all’epocale kermesse. La 66esima edizione dell’Eurovision Song Contest 2022 è stata vinta dall’Ucraina rappresentata dalla Kalush Orchestra, formata da Oleh Psiuk, Igor Didenchuk, MC CarpetMan e dai polistrumentisti Tymofii Muzychuk e Vitaliy Duzhyk. La canzone Stefania è un brano composta da un mix di versi rap con un ritornello folk e beat hip hop ed é dedicata alla mamma del cantante Oleh Psiuk. Il brano è diventato simbolo di tutta le mamme dell’Ucraina in guerra, perché si basa su vere esperienze di vita. La stragrande maggioranza sostiene che ha vinto la “solidarietà”. Il messaggio del presidente ucraino Volodymyr Zelensky non tarda comunque ad arrivare “il nostro coraggio impressiona il mondo, la nostra musica conquista l’Europa”. Al secondo posto si piazza il Regno Unito e al terzo la Spagna. Nulla, di fatto, per l’Italia che scivola al sesto posto. Nonostante l’eliminazione del cantante Achille Lauro che si é classificato al quattordicesimo posto, Federico Pedini Amati, segretario di Stato al Turismo della Repubblica di San Marino, ha annunciato ufficialmente che sarà ancora “Una voce per San Marino” la selezione nazionale per l’Eurovision 2023 di San Marino RTV. Eccellente è stato il clima tra l’organizzazione, i nostri colleghi, lo staff, le delegazioni e i cantanti. Sinergia, cordialità, collaborazione, assistenza e tanta voglia di divertimento con le canzoni, con la musica e scambio d’idee e opinioni a 360 gradi. Rigorosamente tutto in lingua inglese, anche in conferenza stampa è giunto il nostro turno di domande. Ciao Achille Lauro, é un piacere rincontrarti quí oggi, dopo il Festival di Sanremo 2019 con Rolls Royce. Le tue performance sono “quadri d’autore” di finezza rara. Considerando però le critiche che ogni volta ti piovono addosso, ti chiedo se potresti, a chi “tireresti una PIETRA” e a chi invece “diresti GRAZIE”? Ah, in generale io credo che faccia parte di quello che facciamo, esporsi e quindi di conseguenza avere o comunque diciamo l’essere. Noi mettiamo in piazza le nostre cose, mostriamo le nostre cose e quindi è giusto che ci siano delle persone che ti seguono e persone a cui non piace quello che fai. Con le prove generali della seconda semifinale, c’è stato il tempo anche per una conferenza stampa congiunta della Rai e di EBU, dove hanno incontrato i mass media all’ indomani del notevole esordio ottenuto nell’evento televisivo. Le tre serate, tenutesi al PalaOlimpico di Torino il 10, 12 e 14 maggio 2022, sono state trasmesse in prima serata su Rai Uno, Rai Radio 2 e in streaming su RaiPlay. La prima semifinale dell’Eurovision Song Contest su Rai Uno ha avuto ascolti record, il 27% di share, più di 5 milioni e mezzo di telespettatori, la seconda semifinale 5 milioni e 538 mila, con uno share del 27,7, la Finale ben 6 milioni 590mila telespettatori con uno share del 41,9%. Onorati di avere fatto parte ufficialmente della sessantaseiesima edizione di Eurovision Song Contest 2022, TeleVideoItalia Angela Saieva ringrazia il grande supporto avuto dall’intero staff, la squisita ospitalità e assistenza avuta sul posto al Turquoise Carpet, i mezzi a disposizione che ci hanno condotto al party di ben venuto nella splendida Città torinese e negli spazi riservati e permessi a noi mass media, per seguire le prove generali tenute nel PalaOlimpico, la SDA Sanremo Eventi etichetta indipendente, ma non per ultimo la EBU e RAI per la fiducia posta nei nostri riguardi, nell’averci dato il novero di raccontare e rendere partecipe i nostri connazionali italiani residenti in Germania a questo epocale evento musicale. Il servizio televisivo redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo e visibile sui siti ufficiali di televideoitalia.net/intervistelive e corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.de - Tutti diritti riservati.

  • intervista a Fegiz a Sanremo 2023 tra impressioni e progetti letterari

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Il Festival di Sanremo, specie in questi ultimi decenni è un evento che coinvolge a 360° il mondo intero. Non a caso abbiamo scelto di parlarne con un personaggio, colonna del giornalismo italiano, che segue da decenni come inviato, il Festival di Sanremo. Ogni anno che c’incontriamo al Festival, ci regala perle di saggezza sulla kermesse più importante d’Italia, tanto amata quanta chiacchierata tra pregi e difetti. Incontriamo, lo stimatissimo opinionista, critico musicale, saggista Mario Luzzatto Fegiz. Conoscendo le sue peculiarità, non potevamo pertanto esimerci dal chiedere il parere e la sua impressione sulla settantatreesima edizione del Festival di Sanremo, sui cantanti in gara, sulle canzoni e non per ultimo, sulla conduzione targato per il quarto anno consecutivo, Amadeus. Buon pomeriggio Fesgiz, partiamo subito dalle tue impressioni e saggi su questo Festival Buon pomeriggio Angela. Beh, Amadeus ha continuato la linea di Baglioni, su quasi tutto. Per esempio, ha fatto venire un complesso straniero e secondo me, la musica straniera non centra con Sanremo, ed è andato crescendo sempre di più. Sanremo musica, è ed è stato rappresentato per decenni da due organizzazioni: il Festival di Sanremo e il Festival Premio Tenco. Beh, quelli che erano un po a sinistra, progressisti, sperimentatori si ritrovavano nel Tengo, compreso i cantautori dove Puccini, De Gregori ecc., un’organizzazione, e il Premio Tengo nacque proprio nei complessi di colpa di quello che aveva inventato il Sanremo vero, che si chiamava Valli. Dopo il suicidio di Tenco o omicidio, non si sa bene, lui formò questo club. La cosa incredibile è, che nel corso di questi decenni, queste due entità che a poco a poco si sono trovate sempre più, per cui ormai non c’è più differenza tra: il cast di Sanremo che sarebbe la musica reazionaria e il Festival Tenco che si assomigliavano sempre di più. Ovviamente le risorse maggiori, le ha il Sanremo tradizionale e che è andato crescendo negli anni, ed è diventato un punto di ritrovo di tendenza del passato, perché si sfrutta, giustamente, una era storica e questa è una bellissima cosa. L’anno scorso vedere Giovanotti, Morandi e Amadeus, insomma, è stato una commozione generale. Come sempre ci sono le polemiche, come ad esempio è stato il problema dell’ospite ucraino, ospite un po’ scomodo, però devo dire, insomma: Sanremo è nato e risorto e va bene così! Amadeus ha fatto tanto per i giovani in questi ultimi anni, portandoli al Festival. Secondo te, c’è una buona scelta e probabilità di vincita? Mah, da una parte c’è molta sonorità espressiva. I giovani è facile che vincano quasi sempre, perché, sono quelli che hanno affrontato più difficoltà e più esami, rispetto a quelli, diciamo, storici e che non puoi rifiutare. Diciamo che si è sempre cercato, almeno si è “a parole”, di accontentare tutti e se accontenti tutti, è chiaro che fai scontenti tutti, quindi, una quota si cercava di mescolare ma li rigiri solo. Quest’operazione la francheggiò anche Pippo Baudo ma era troppo legato lui, a un certo tipo e modo di fare spettacolo, che è indubbiamente dignitoso ma non prendeva minimamente i giovani. Si pensava che la produzione della gara o l’abbondare dei giovani, avrebbe portato via l’ascolto perché la gente, secondo gli organizzatori, cerca il sangue e trova sempre dei talent show ed io, anche tu lo sai questo, odio i talent show perché dico: “mi hanno derubato, derubato del mio mestiere di critico, spalmandolo su tutti i tipi popolari, i televoti, ecc.,” adesso sono tutti cantanti, tutti ballerini e dico sempre nei mie spettacoli: “voi, voi con i vostri Like, avete messo fine al tutela della critica…, il mio!”. Cosa ne pensi sui giovani, chi ti è piaciuto e chi potrebbe andare avanti in futuro, il connubio con i grandi che hanno fatto la storia della musica italiana? Allora Angela, a me piace molto Madame delle nuove leve, mi piace i Måneskin anche se lì, avrei un’osservazione da fare: non esistono idee nuove, esiste quello che non ci ricorda più e questo, diciamo, i Måneskin sono bravissimi e io gli auguro ogni bene però, noi “vecchietti” io ad esempio, ho settantasei anni e avevo decadenti su David Bowie ecc., quindi io credo che sia stato fatto un bel lavoro sui giovani. C’è una nuova classe che sta salendo e che mi fa un po’ impressione: per anni io ho combattuto il chirignago sanremese, la canzone classica che non dice niente ma insomma… amore, cuore, pizza e besughi ecc.. Adesso è cambiato tutto, nel senso che arrivano proposte e incredibili, soluzioni sceniche incredibili, però c’è sempre una minoranza di chirignago, se hai sentito, nei provini che arrivano e tra i quali sono di chirignago. Io li chiamo i melodici 6.0 perché, riescono attaccandosi a melodie antiche a poterli e riescono a modernizzarli grazie a suoni di “tum tu tum, tutum” e… “la chitarra suona” fa il Giovanotti “tanto, tanto tanto…”. Io nel complesso mi sono divertito. Non credevo che la gente avrebbe retto una formula così mastodontica, vent’otto cantanti sono una quantitá enorme di gente. Io mi ricordo un impresario che ci ha lasciati da poco, Ballandi, che quando vedeva facili melodici diceva: ma tu sai che per lavargli i calzini, va via un chilo di cifra al giorno! Perché la Rai, ha messo in moto sta macchina formidabile e ha incassato cinquanta milioni di euro di pubblicità e ne ha spesi circa venticinque. A me piace Amadeus, anche se devo dire che qualche volta in conferenza stampa, provocato dai giornalisti, beh, gli è venuto un viso cattivo, perché la televisione fa malissimo, secondo me. Rischia di baudizzarsi. Io spero certamente di no, perché a me piace, è bravo, però, deve stare attento a non farsi prendere troppo la mano. Come hai visto questa introduzione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, avvenuta peraltro per la prima volta in assoluta nella storia del Festival, grazie ad Amadeus? Mah, secondo me, abbiamo un Presidente della Repubblica che fa onore all’Italia e riconfermato talaltro nel suo ruolo. Io l’ho trovato bellissima la partecipazione del Presidente Sergio Mattarella, anche perché per la prima volta l’ho visto sorridere, non riusciva a trattenersi. Tutti hanno dalla loro parte, una pagina bellissima dell’Italia e devo dire abbiamo il trionfo dello sport e abbiamo una gran voglia di ricominciare di riprenderci, c’è davvero tanta voglia. Naturalmente, il contesto mondiale non aiuta, però il contesto materiale e anche negli anni passati, sono stati ricordati. Io sono di Trieste (mia madre era di Lussinpiccolo) e io sono molto sensibile a questa accorazione storica che sono vittime economiche, fisiche ecc. di una guerra e una storia che non è stata raccontata fino in fondo e quindi…, anche della commemorazione delle toime, che erano queste cavità a casi che venivano buttati l’addentro ancora vivi, la gente non aveva fatto niente di male a niente e a nessuno…, e va be…, comunque.. . Ritornando al Festival, io dico la verità, se lo facessero un po’ più corto…, io Angela, vorrei fare un programma “Sanremo in sintesi” ma infondo, la sintesi, la gente se la fa, perché io vado su Rai Play e non ho bisogno di andare a sgomitare in conferenza stampa ma comodamente sul mio televisore, faccio tutto, insomma, ecco. Su certe cose, è proprio un bel momento, in questo Paese. Non lo so, io dico sempre: gli italiani si salveranno, l’Italia no! Ascolta Fegiz, un tuo giudizio sui monologhi, cosa ne pensi? I monologhi vanno bene, se uno li sa fare. Anche la Luciana Littizzetto, ormai, legge le letterine. Nessuno impara a memoria e quindi si fa quel che si può, o c’è il gobbo che scorre, perché parlare improvvisando come anch’io adesso che ogni tanto, dopo anni di radio, m’impappino perché abbiamo avuto una vita spericolata, ho passato la mia vita nei camerini e di sicuro, nei camerini, in genere, non si pregava il rosario. Come vedi questa era di conduzione, di conduttori e co-conduttori? Mah, io penso che la stessa persona che scrive lo show scelga le canzoni, sia giusto accentrare. Di fatti, a un certo punto si parlava di Amadeus con Carlo Conti come direttore artistico. Giustamente il mite Amadeus ha voluto accentrare, ha una squadra fortissima e poi devo dire del lavoro ai fianchi, il lavoro di Fiorello è stato magnifico, è stato meraviglioso e lo dico non perché lui mi ha ringraziato, per il Dopofestival del passato con Toto Cutugno, per chi se lo ricorda. Veramente, quest’aiuto da Roma con "Viva Rai2 Viva Sanremo" è stato una cosa stupenda e la Radio sta per elasticità, devo dire che si è comportata come una Azienda moderna e le polemiche che si sono quasi tutte pretestuose, per finire sul giornale, perché tutti vogliono apparire in questi argomenti, siamo tutti eroi. Ripeto, io non sono mai riuscito ad arrivare alla fine della trasmissione, perché mi addormentavo prima. Ma del resto Fegiz, è solo cinque giorni l’anno e possiamo goderceli a pieno, questi giorni di Festival, o no? Ma si, ma si, naturalmente. Sai Angela, il problema è questa, la sorpresa. Sai cos’è stato, hanno demolito la gara del tutto e anche le declassificano e questo di solito, in passato, queste scelte portavano a diminuire l’audience, la platea. Invece sono riusciti a infilare un sacco di giovani sconosciuti, senza avere bisogno del telescopio, anzi, sono riusciti finalmente ad agganciare i giovani, quello che non si aveva da tempo. Non dimentichiamo poi il panorama della televisione che è molto cambiato negli ultimi quarant’anni. Io mi ricordo che, quando io sono andato a Sanremo, scrivevo un pezzo e poi non tanto lungo e poi con il mio collega Zampa e altri, andavamo al cinema, altro che radio, web, radio tv ecc. L’altro lavoro poi era, il tenerti occupato con il telefono ottenere i risultati, a quei tempi a gettoni peraltro. Io ho visto insomma al massimo un inviato, poi due, poi tre e poi con il tempo la televisione ha preso sempre piú potere, su questa manifestazione. Tant'è vero che, noi musicanti, siamo stati abbastanza emarginati, rispetto a chi si occupa di tv, perché, più che una gara canora, era uno spettacolo televisivo, sempre di più. Adesso, sono riusciti a infilarci dentro i web, i social, infilarci dentro i giovani e insomma…, vediamo come va. È vero Fegiz, noi ci incontriamo ogni anno in sala stampa con te, ed era impensabile oggi parlare serenamente insieme, senza essere disturbati. La tecnologia fa molto, se si sfrutta in un modo intelligente e in positivo. Ascolta, Pippo Baudo ha presentato tredici volte il Festival di Sanremo, tu lo vedi altrettante volte in Amadeus? Eh beh, se non si trova una soluzione migliore, no. Il problema è questo che, qualcuno ha detto: ma questa è una concessione del Comune e quindi, va fatto un bando. Certo, Angela come dici tu, parlo del Festival. Io spero che vada avanti così perché comunque, Amadeus, è una persona veramente civile e veramente a me piace. Così come questa alleanza, lui, Fiorello, anche Fedez. Vedere inoltre questa nave da crociera enorme, ancorata davanti al porto, con quelle luci meravigliose nella notte, ho detto: questa nave ispira nuove magiche e splendide parodie, destinate a rimanere incise nel mio libro, per omaggiare e ringraziare tutti miei lettori. La Rai si è dimostrata molto pronta a rischiare, certo che il monologo della notte mi ha lasciato perplesso, di questo “strano cabarettista” che sputa, bestemmia però…, c’è, ed esiste anche questo. Esiste un underground, esiste della gente che nasce inxxxxata…, non so se si può dire, nella vostra trasmissione, ma vabbè … ormai, l’ho detta. Beh, detto da te Fegiz, quest’espressione “colorita” la ritengo più un saggio e comunque do libertà di parola ed espressione, purché ognuno si assume le proprie responsabilità. Nel ringraziarti per essere stato anche in questa edizione con noi, termino nel chiederti di illustrarci i tuoi nuovi progetti Fegiz. Grazie. Si Angela, tra un mese esce il mio nuovo libro e s’intitola “Parole d’Artista”. Ci sono le migliori registrazioni della mia carriera, tramite centinaia di bobine, che ho trasferito su File, perché voi sapete che la lavagna magnetica, prima o poi si consuma nell’arco dei trent’anni e ho costruito un libro un po’ strano nel senso che: nelle parole di un artista e insomma, l’intervista con gli artisti, ma se prendi il telefonino e clicchi sull’icona che c’è vicino al racconto, senti la voce dell’artista dal libro e questo è solo una chicca ma c’è dentro Paolo Conte, Ligabue, Vasco, Lucio Dalla e tanti altri ancora. Insomma, queste sono le novità ed è una cosa bellissima. È un progetto che ci sto lavorando da quasi un anno e spero che sia capita. Grazie Angela per il tempo che mi hai dedicato. Permettimi di salutare tutti i tuoi telespettatori e lettori di TeleVideoItalia.net e del Corriere d’Italia per cui scrivi. É sempre un piacere incontrarvi e aderire ai tuoi inviti. Mi auguro di realizzare un mio spettacolo anche da voi in Germania e abbracciare di persona gli italiani del posto. Il servizio televisivo redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production e visibile sui siti ufficiali di televideoitalia.net e corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • intervista a I Cugini di Campagna al Sanremo 2023

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Standing ovation per i giganti della musica italiana che tornano in gara, portando in delirio il pubblico, I Cugini di Campagna, il gruppo composto da Nick Luciani, Tiziano Leonardi e i fratelli gemelli Silvano e Ivano Michetti, quest’ultimo fondatore storico dei I Cugini di Campagna nel 1970. Rivoluzionarono il proprio stile, eseguendo canzoni in falsetto. “Lettera 22” è il titolo del brano presentato al Festival di Sanremo 2023, scritto da Veronica Lucchesi e Dario Mangiaracina, il duo che forma il gruppo La Rappresentante di Lista. Incontriamo il gruppo storico per antonomasia, fiore all’occhiello dei nostri connazionali italiani nel mondo, I Cugini di Campagna, che con grande umiltà ci hanno omaggiato della loro presenza. Grazie Angela, intanto un saluto particolare a tutti gli italiani emigrati, siamo lì con voi, metaforicamente e so che avete apprezzato la nostra performance, soprattutto poi, per un gruppo anni settanta come il nostro. Ne abbiamo fatto di belle su questi palcoscenici però, un palco così importante come Sanremo ci mancava, per questa è un’esperienza molto ma molto importante, molto bella e che non dimenticheremo soprattutto…” ci dice Nick Luciani dei Cugini di Campagna “…ho visto anche il riscontro del pubblico, è stiamo anche molto apprezzando questa nostra esibizione, questo nostro momento particolare. Cinquant’anni di storia artistica e abbiamo dovuto aspettare così tanti anni per rivedervi al Festival, ci raccontate le impressioni e l’emozione che avete provato. Beh, l’emozione è stata tantissima. Noi abbiamo fatto molte cose in passato, però, quella del Sanremo ci mancava. I primi Sanremi ci avevano invitato però, all’epoca, andava in differita. C’era solo una puntata e trasmettevano su Rai2 e non avevamo accettato spesso di andare e poi, negli anni '70, i Cugini di Campagna andavano molto bene e non serviva fare Sanremo, come noi molti altri personaggi. Poi, negli anni '80, ci abbiamo riprovato a chiedere, magari di partecipare, però pare che si sono "rifatti" per questa cosa che, noi, avevamo rifiutato inizialmente e non ci presero. In seguito però, nel '97, noi facemmo la trasmissione con Fabio Fazio e Claudio Baglioni, che talaltro loro nel ’98 e ’99 presentarono il Festival di Sanremo. Noi ci presentammo allora, con una canzone scritta da Giovanni Paolo II, "il Papa" e musicammo una poesia presa da un libro di Karol Wojtyla. Era la nostra terra e volevamo partecipare con questa canzone, scritta dal Papa. Non fu accettata però al momento, perché il Papa "non era cittadino italiano". Ci inventarono questa scusa, che poi, non ci è andata giù e da lì saltò questo progetto che poi, talaltro, era azzeccato, perché noi avevamo fatto appena la trasmissione con Fabio Fazio e presentavano il Festival per due anni e successivamente, non ci si aspettava più di andare, ecco. Com’è arrivata la fatidica chiamata al Festival? Il grande Amadeus ha avuto questa straordinaria idea, soprattutto perché noi siamo stati, a settembre, all’Arena. C’è stato proprio un impatto, vedere questo pubblico di cinquanta mila persone e noi abbiamo fatto “Anima mia”. C’è stato davvero un bell’impatto e sicuramente lui, è rimasto un po’ stupito da questa cosa che, nonostante ciò, abbiamo preso un pubblico completo come ragazzi, nostalgici e tutti cantavano “Anima mia”. Noi, salutandolo, lui se ne é uscito dicendo “ci vediamo presto” e quel “noi ci vediamo presto” ne abbiamo parlato e sicuramente aveva già in mente qualcosa e successivamente, ecco, ci ha contattati e ci ha voluti a Sanremo, diciamo però, cantando un brano della Rappresentante di Lista, che è un gruppo emergente e che comunque sta andando molto bene, questo connubio “anni settanta” con questi ragazzi e devo dire che ha azzeccato molto la cosa. A noi, ha fatto molto piacere e siamo felicissimi di avere partecipato a questo grande evento. Ascolta Nick, se vi dico Paolo Vallesi? Eeeh, “Paolo Vallesi” Angela, è un grande amico e anche in quest’accoppiata delle cover che c’è stato, con questo ricordo del "La Forza della Vita", che talaltro fa trent’anni e noi con “Anima mia” che ne facciamo cinquanta. È abbinata bene anche ai colossi dei due brani abbastanza riportati e ci ha fatto molto piacere cantarla insieme a Paolo, anche perché, ci siamo trovati subito in sintonia anche come voce. Sono esperienze anche queste e sicuramente avrà apprezzato, questa nostra performance. Abbiamo assistito alla consegna del Premio alla Carriera, per i settant’anni, a un mostro sacro della musica italiana di livello internazionale, come Peppino di Capri, ma nemmeno i vostri cinquant’anni di carriera sono indifferenti. Vi aspettereste questo Premio anche voi? Mah, sicuramente sì, perché diciamo che "Anima Mia" è un brano che comunque, ancora oggi, sembra come se fosse scritto ieri e diciamo che, è un brano che non stanca mai. Io lo vedo anche nelle nostre esibizioni e ha preso tantissime generazioni, perciò meriterebbe un Premio alla Carriera sicuramente. Lo aspettiamo e... noi siamo qui. Sicuramente ci sarà qualche sorpresa…, Ferma restando nelle sorprese e visto che solo in Germania vivono un qualcosa come piú di ottocentomila italiani, che programmi futuri bollono in pentola? Di recente abbiamo chiuso dei concerti e sicuramente si andrà adesso in Australia, in America. Abbiamo tante date e anche diversi passaggi e ospitate televisive perché adesso, l’impatto con Sanremo, è stato molto positivo. Hanno apprezzato molto, è stanno cantando molto questo brano. Sto vedendo che questi ragazzi, molte persone e comunque, proprio la famiglia in generale, ha apprezzato molto questo brano e ci fa molto piacere questo. Siamo felicissimi. L’impatto con Amadeus, come persona umana, come conduttore e come famiglia, artisticamente inteso, com’è stato e come vi siete trovati con lui? Mah, devo dire che Amadeus, ha saputo sempre gestire per quanto riguarda anche i Festival precedenti. Ha sempre saputo vedere avanti, più di tanti altri, magari che l’hanno presentato. Ha cercato sempre di accoppiare questi personaggi, sia storici, sia anche moderni e devo dire che ci prende molto. Poi, è molto disponibile, è sempre una persona simpatica e…, ci ha sempre creduto, in parte. Ecco, diciamo che ha trovato il momento giusto e questa volta c’è toccato anche a noi. Nick, so che è una domanda bizzarra, ma sapresti farmi un’autobiografia dei componenti de I Cugini di Campagna e sapere ad esempio chi è il brontolo, il pignolo, il tenerone ecc.? Allora…, Silvano è il comico della situazione, diciamo, lui fa il contabile e che ci tiene tutte le contabilità, per quanto riguarda il gruppo però. Diciamo, è quello più comico, allegro, più ragazzone, ecco. Anche Tiziano è molto vivace, perché è più giovane è più ancora un ragazzone, diciamo nell’ambito generale. Anche se però, come pianista, sul pianoforte è in gamba. Ivano è il capo, quello che organizza, anche se poi è supportato anche da noi in certe cose perché, in molte cose non riesce a distaccarsi…, soprattutto adesso, con l’età…, no scherzo! Poi c’è il cantante, io, sono molto tranquillo, molto paziente. Io sono quello un po’ più…stabile, meno vivace, però tranquillo sicuramente. Ho avuto il novero, di avere nella mia emittente TeleVideoItalia.net, un numero non indifferente di colossal della musica italiana come voi e anche se può sembrare retorica, domando anche a voi: in cinquant’anni di canzoni, quale mettereste al primo posto, quale invece è quella del cuore e quella che pensavate che fosse stato, forse, meglio non farla? Sì, qualcuna magari c’è stata però, diciamo, la maggior parte sono tutte canzoni melodiche, d’amore. “Anima mia” ha strutturato e di fatti la lascio all’ottimo posto. Ce ne sono però tante altre come, a me ad esempio, piaceva molto anche “Innamorata”, “È lei” e l’avrei paragonata anche a “Anima mia”. “Anima mia” come è stato inciso, è rimasto impresso, come sta rimanendo impresso questa “Lettera 22” non lasciarmi solo, non lasciarmi qui. È un tormentone e sto vedendo che sta prendendo molto. Diciamo, potrebbe essere anche la… nuova “Anima mia” del 2023. Altre no, tutte un po’ sulla stessa linea, devo dire. La canzone del domani, secondo I Gugini di Campagna, qual’è? Mah…Angela, la canzone del domani…, non è detto, perché, molti che ci seguono hanno apprezzato, diciamo, questa novità e che talaltro sta comunque andando molto bene, per i giovani. Peró c’è pure il nostalgico che non bisogna trascurare e continueremo a fare sia brani in questo modo, come quello di Sanremo 2023 ma magari non dimenticandoci di quelli che sono i nostri classici e il melodico, che è la punta in eterno, certo. Accontenteremo però, tutte e due le fasce di età, ecco. Grazie Angela, per lo spazio che ci hai dedicato, noi ci rivedremo presto, ma intanto colgo l’occasione attraverso te, di fare “un saluto particolare da Nick Luciani de I Cugini di Campagna, a tutti i telespettatori e i lettori di TeleVideoItalia.net e del Corriere d’Italia per cui scrivi”. Il servizio televisivo redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production e visibile sui siti ufficiali di televideoitalia.net e corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Marco Serra dalla Germania a Casa Sanremo

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Si sono spenti i riflettori della settantatreesima edizione del Festival di Sanremo ma chi non si è potuto accaparrare il biglietto di entrata al Teatro Ariston, grazie al Presidente del CG Eventi Vincenzo Russolillo, Patron di Casa Sanremo, non ha certo sentito la mancanza. Nell’imponente struttura di fatti, si è tenuta anche una serie di progetti musicali collaterali al Festival. Abbiamo incontrato e conosciuto l’esperienza del connazionale Marco Serra, che di professione fa davvero il cantante e per l’occasione, ha presentare un inedito a Livebox. Partiamo subito da chi è Marco Serra, per quei pochi che non ti dovessero conoscere ancora! Sono un cantante e cantautore, poiché scrivo anche miei brani. Sono dalla Sardegna. Mi sono trasferito in Germania e vivo qui, da ventuno anni. Sono una persona semplice, ho una bellissima famiglia e una grande passione per la musica. Restando in ambito festivaliero, tu sei stato selezionato tra i tanti, per esibirti a Livebox di Casa Sanremo. Ci parli di questa esperienza? Sì, devo dire che io sono stato per la prima volta a Sanremo nel ’96 e sempre con un brano inedito. La situazione però che ho trovato questa volta, mi ha sorpreso tantissimo. Perché la macchina Sanremo, è diventata una cosa veramente enorme. Ho avuto modo di appurarlo con i miei occhi, di vivere la settimana del Festival personalmente e pertanto essere nella città di Sanremo. Vivere e respirare esclusivamente di musica, è stata un’esperienza bellissima. Mi ha sorpreso, a differenza di tanti anni fa’, che ogni angolo della città cera qualcuno che cantava, che esponeva la sua arte, aveva voglia di comunicare tramite la musica. Questo mi ha appassionato tantissimo e continuo a credere che, questa, sia la via giusta. Perché quello che faccio, è cercare di comunicare tramite la mia voce, emozioni ed emozionarmi allo stesso modo. Questa quindi, è stata un’esperienza veramente molto bella e che mi ha gratificato tantissimo. Chiaramente parliamo di una vetrina collaterale al Festival di Sanremo ma che è comunque esponenziale per professionisti come te, che tengono a perfezionare le proprie doti e far sì che, artisti, si accorgano per davvero delle tue qualità e non ti regalano solo un facile selfie. Sí, certamente. Ci tenevo a rilevare questo punto di vista e specificare che sono stato a Sanremo Livebox. È comunque un contesto che rientra nella macchina e nella settimana del Festival di Sanremo. Si cerca di avere contatti con personaggi nell’ambito musicale e questo, in parte, è avvenuto, anche se per certo non li trovi in strada. C’è tutto un circuito che ti consente di aumentare la tua conoscenza e farti provare emozioni che “di norma” non proveresti, giacché sei nella città della musica e del Festival più importante d’Italia. Dato l’età, il regolamento del Festival non ti consente di gareggiare ma essendo uno scrittore, tale vetrina collaterale, accentua almeno le probabilità di essere notato. Cosa ti porti quindi da questa esperienza sanremese? La mia esperienza era motivata soprattutto da tutto questo circuito di apprendimento e di conoscenza. Non si sa mai nella vita cosa può accadere. Come detto, essendo anche un cantautore, è chiaro che scrivo testi e suggerisco la composizione anche della mia musica. Lo faccio ormai da più di trentacinque anni e poiché non suono nessuno strumento, ho diverse collaborazioni in quest’ambito, con le quali mi piace costruire anche i miei progetti. Si aprono sempre nuove porte e collaborazioni, quindi, mai dire mai nella vita. La cosa più importante è, comunque, cercare sempre di credere che l’esperienza non finisce mai, come altrettanto, il modo di imparare. C’è sempre un qualcosa che ti deve aiutare a crescere, in quello in cui tu credi. Io credo nel mio lavoro, perché lo amo e perché lo curo con ogni parte del mio corpo. La parte più importante però, per me, è il cuore. Che riscontro hai avuto in quest’occasione e che tipo di musica generalmente fai? Tantissimo. Ho un vasto pubblico che mi segue dall’Italia, Svizzera, Francia e naturalmente qui in Germania dove vivo e tutti loro mi hanno inondato di messaggi e auguri sinceri, per la mia esibizione. Questo è molto gratificante. In pochi giorni, il brano inedito, ha superato le quattromila visualizzazioni. Per molti può sembrare un numero insignificante ma per me, quattromila persone che hanno seguito di proposito la mia esibizione, è un bel obbiettivo raggiunto. Faccio musica leggera italiana e internazionale. Semplicemente con il mio nome e cognome comunico con il mio pubblico, di persona e anche attraverso il mio sito e social, che ormai è quasi parte essenziale della mia professione. Dopo questo vissuto, è cambiato qualcosa in Marco Serra o si è fatto un’idea diversa? Assolutamente no. Rimango sempre la persona che sono, umile, sorridente in ogni punto della mia giornata, in video o foto. Io sorrido sempre alla mia giornata, che è la cosa più importante. Ho una famiglia che adoro e amo con tutto me stesso. Amo il mio lavoro, però rimango con i piedi per terra, perché non si finisce mai di imparare e sono sempre pronto a nuove collaborazioni e situazioni. Tornerai a Sanremo il prossimo anno e chi ti senti di ringraziare? Mai dire mai, come si dice, quella porticina socchiusa, magari si può aprire completamente, grazie anche a collaborazioni nuove che magari possono arrivare. Devo ringraziare la mia famiglia che…, scusate, mi emoziono ogni volta che la nomino, mi sostiene e m’incoraggia sempre, ad andare a vanti e a credere in quello che faccio e un po’ anche a me stesso. Resta un dato di fatto che la settimana del Festival di Sanremo attira un consistente e non indifferente numero di persone, turismo e imprenditori di qualsiasi genere. Sapere spiegare la propria professione e la vera ragione per cui si visita la città di Sanremo, senza alterarne i motivi, fa davvero la differenza! Marco Serra, è un noto professionista degli intrattenimenti musicali, gala ed eventi e di tale argomento, sapientemente, ci ha saputo parlare. Chapeau dunque, alla sua professione e alla sua grande modestia. Il servizio televisivo redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production e visibile sui siti ufficiali di televideoitalia.net/intervistelive e corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Maurizio Costanzo ci lascia un icona del giornalismo e del piccolo schermo

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Il mondo del giornalismo, della televisione ma soprattutto della gente comune, dice addio a Maurizio Costanzo, che ci ha lasciato poche ore fa. Aveva ottantaquattro anni ma è comunque un enorme lutto. L’icona della carta stampata, radio e tv, ha saputo entrare in punta di piedi e portare nelle case degli italiani cultura, simpatia e ineguagliabile gentilezza. Era sposato con un’altrettanta icona del piccolo schermo e grande donna, Maria De Filippi. La sua carriera da giornalista è incominciata molto giovane, appena diciotto anni, come cronista. Vittima nel ’93. con la sua consorte. di un attentato da parte della criminalità organizzata, per il suo impegno e la sua attività di denuncia, scampò miracolosamente all’esplosione di novanta chili di tritolo ma indelebile, andó avanti, senza lasciarsi intimidire. Inventore del talk sul piccolo schermo, il suo nome è legato a innumerevoli programmi di successo, tra i tanti il Maurizio Costanzo show, in onda dal 1982 su Mediaset, Buona Domenica, Bontà loro. Di un animo estremamente buono e gentile, é stato e resterà un esempio per tutti quelli che, come noi, credono per davvero nei valori di una buona, nitida, pulita e trasparente trasmissione, progetto, alla divulgazione mediatica e ai sani principi di fare notizia rivolta nel rispetto del pubblico. La nostra Redazione TeleVideoItalia.net si unisce al cordoglio della conduttrice Maria De Filippi e famiglia. R.I.P. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • siamo cuoriconnessi campagna sul tema cyberbullismo

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Siamo #cuoriconnessi per il Safer Internet Day. Si è svolto martedì 7 febbraio: SIAMO #CUORICONNESSI, l'evento live streaming #cuoriconnessi che ha unito più di 5.000 scuole di tutta Italia, per un totale di oltre 200.000 studenti. #cuoriconnessi è l’iniziativa di sensibilizzazione sul tema del cyberbullismo, realizzata da Unieuro in collaborazione con Polizia di Stato e la cui organizzazione è affidata a PubliOne fin dalla sua nascita, nel 2016. Oggi #cuoriconnessi è una piattaforma di riferimento nazionale in grado di veicolare contenuti informativi e educativi di grande valore, che può contare sul canale YouTube dedicato, sui docufilm e sulla collana di libri disponibili gratuitamente, sia in versione cartacea in tutti i punti vendita Unieuro, sia in versione digitale sul sito cuoriconnessi.it in occasione della giornata mondiale per l’utilizzo sicuro e consapevole delle tecnologie digitali da parte dei ragazzi. Ospitati nella bellissima location dell'Acquario Romano di Roma, abbiamo presentato il 4° volume della collana #cuoriconnessi, "La realtà delle parole", una nuova raccolta di storie unite da un comune denominatore: il rapporto dei giovani con la tecnologia e la rete. All’incontro hanno partecipato il Capo della Polizia - Direttore Generale della Pubblica Sicurezza Prefetto Lamberto Giannini, l’Amministratore Delegato di Unieuro Giancarlo Nicosanti Monterastelli e, come ospite di eccezione, Marcell Jacobs campione olimpico delle Fiamme Oro della Polizia di Stato. Per la massima diffusione del messaggio l’iniziativa #cuoriconnessi è stata promossa nei principali network online e offline quali TV, radio, quotidiani e social. La sostenibilità è entrata a far parte della programmazione delle aziende e Unieuro ne è stata precursore proprio con questo progetto: la sostenibilità rappresenta una vera leva per il cambiamento imprescindibile per il futuro delle aziende (e del pianeta). Sostenibilità ambientale, economica e sociale; in quest’ottica è sempre più importante che le aziende abbraccino progetti concreti, che non si fermino alla sola beneficenza ma che contribuiscano in maniera attiva e concreta ad attività mirate, progettate ad hoc con l’obbiettivo di creare del vero valore condiviso per i propri stakeholder più importanti, le persone. Attività che si trasformino nel tempo in un vero e proprio “marchio di fabbrica” generando ricadute positive anche grazie alla propria capacità di stimolare, in altre aziende, la voglia di competere su questo campo così importante. La Social Activism diventa un modo per “restituire” parte del bene ottenuto (grazie al mercato che ci sceglie, al territorio che ci ospita, alle persone che lavorano con noi e all’ambiente che ci fornisce le materie prime) tramite attività concrete e di lungo termine in grado davvero di cambiare, in meglio, la vita delle persone e del nostro ecosistema. Cuoriconnessi, insieme per sconfiggere il cyberbullismo. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Serena Schintu Tra le migliori leggende

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva.“Tra le migliori leggende” L’amore di una madre per un figlio. Esce il novo singolo per la cantautrice sarda Serena Schintu, in radio dal 6 Febbraio con “Tra le migliori leggende”, una ballad intensa che parla dell’amore per un figlio. Questo periodo si sta rivelando particolarmente difficile nello specifico per via di situazioni di disparità di genere, anche perché alle volte le donne si ritrovano a far fronte da sole alle varie vicissitudini, per via di nuove sfide che per l’appunto si trovano a dover affrontare quotidianamente. In quel momento la forza e l’amore per un figlio esplodono e danno una spinta consistente per superare queste difficoltà. Da qui scaturisce l’ispirazione di Serena per una nuova canzone dal titolo Tra Le Migliori Leggende. Il brano è scritto e pensato interamente dall’artista; all’ascolto la melodia è il primo aspetto che colpisce, poi questa si fa da parte per lasciare spazio alle parole: intense emozioni che trasmettono quelle che sono le sensazioni e lo stato d’animo di tutte le madri. All’interno della canzone si capisce che la cantautrice esprime tutti quei sentimenti positivi quali l’amore e la gioia per aver ricevuto un dono così speciale. C’è una frase in particolare che rispecchia questi sentimenti: “… non c’è posto più sicuro nell’emisfero terrestre se non dentro al cuore profondo di madre.” “La canzone era stata già scritta da diverso tempo, aspettavo il momento giusto per farla uscire e questa frase può assumere un doppio significato…” dice la cantautrice Serena Schintu “…farla uscire nel senso di farla conoscere a tutti e farla uscire anche nel senso di portarla fuori da dentro me stessa; occorre trovare il tempo giusto per poi cantarla col giusto trasporto, in modo tale da coinvolgere chiunque l’ascolti”. La cantautrice non solo presenta quel tratto allegro e spensierato dei singoli usciti in precedenza, allo stesso tempo mostra una profonda sensibilità scrivendo anche canzoni più intime, le quali richiedono maggiore consapevolezza. Il videoclip è stato diretto da Gianni Dettori con la collaborazione del suo team e girato interamente all’interno del teatro civico “Palazzo di Città” di Sassari, ridente città della sua Sardegna. La canzone, come le precedenti, è disponibile su tutte le piattaforme e canali sociali, inclusi i profili della cantante stessa e sul suo canale ufficiale Serena Schintu su YouTube. In breve: Serena Schintu è una cantautrice di origine sarda. Inizia a muovere i suoi primi passi nel mondo della musica fin da piccola; esibizioni e serate di musica live nei locali e nei teatri. Perfeziona la sua arte studiando canto. La sua produzione musicale inizia nel 2017 con il primo album "Ghiaccio". Prosegue nel 2021 con il suo secondo album intitolato "Miliardi di stelle"; quest’ultimo è stato scritto interamente da lei. I suoi videoclip su YouTube ricevono migliaia di visualizzazioni che si mantengono in constante crescita. I due singoli più recenti, scaturiti dalla collaborazione con vari autori, come tutti i suoi precedenti lavori, sono molto cliccati e ricercati sulle varie piattaforme; stesso discorso per i videoclip. Serena però non si limita soltanto a farsi ascoltare all'interno dei propri confini nazionali, la sua voce infatti attualmente è conosciuta anche in diversi Paesi dell’Unione Europea. Di recente anche le varie emittenti radio nazionali e sul web hanno iniziato a trasmettere la sua musica. Il suo lavoro più recente s’intitola “Musica è rivoluzione”, il brano è fra i primi posti nelle classifiche di ascolti fra gli artisti indipendenti e nelle classifiche generali, stesso discorso per i video più trasmessi nelle emittenti tv. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Premio Lunezia Sanremo 2023 ai Coma Cose

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Come tradizione, a pochi giorni dall'inizio del Festival di Sanremo, il Premio Lunezia esprime le indicazioni sui testi dei big in gara. Stefano De Martino, Patron della rassegna battezzata 28 anni fa da Fernanda Pivano e Fabrizio De André, rende nota la scelta. Il “Premio Lunezia per Sanremo 2023” va ai Coma_Cose per il brano “L’addio”. “L'addio” è un testo dai delicati intenti, con raffinati passi lirici e un messaggio semplice e commovente. Ma ‘L'addio’ è anche una canzone dall'attesa energia musical-letteraria. ‘L'addio’ nel suo concetto inverso, un impegno laico, per non farlo mai valere. ‘L'addio’ come gesto salvifico, per ritrovarsi nonostante tutto» afferma il Patron De Martino. A queste parole fa seguito la motivazione del critico musicale Dario Salvatori (membro Commissione del Premio Lunezia): “Il tema che abbiamo premiato è il coraggio e la protezione. Un tema che al Festival di Sanremo è sempre stato considerato al pari di una terapia di coppia, talora speziato da ripicche e dispetti. Meritato il Premio Lunezia per Sanremo”. La XXVIII edizione del Premio Lunezia (Festival della Luna) si svolgerà su più date nel periodo estate/autunno 2023 in varie tappe nazionali. Nelle recenti edizioni il Premio Lunezia è stato patrocinato dal Ministero della Cultura, Regione Toscana, Regione Liguria, Nazionale Italiana Cantanti e Siae. La manifestazione gode, inoltre, della collaborazione di Rai Isoradio e di servizi Rai Tv in tema di rubriche e notiziari per cura di Savino Zaba. Il 3 Ottobre scorso si sono riaperte le iscrizioni alla Sezione Nuove Proposte del Premio Lunezia 2023. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Edoardo Bennato ospite di Leo Gassmann sul palco del Festival

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Venerdì 10 febbraio Edoardo Bennato sarà ospite di Leo Gassmann sul palco del Festival Sanremo, insieme al Quartetto Flegreo: “Con Leo Gassmann c’è stata una buona intesa fin dal primo momento, quando, qualche anno fa, ci incontrammo in un concerto (IMAGinACTION, Festival internazionale del videoclip, ndr) nell’area dell’aeroporto di Forlì. Spesso parliamo di problemi geopolitici e di ecologia. Recentemente abbiamo inciso insieme un brano che si chiama Io vorrei che per te che recita: “Finché nel cielo c’è il sole, finché nell’aria c’è il vento, non resteremo mai al buio e nessun motore sarà spento”. Siamo perfettamente consapevoli che non si può cambiare il mondo con le canzonette; però con Gassmann c’è stima reciproca, per cui quando mi ha invitato a partecipare con lui nella serata degli ospiti al festival ho accettato». Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Paolo Vallesi ospite de I Cugini di Campagna nella serata cover del Sanremo 2023

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Paolo Vallesi sarà ospite de I Cugini di Campagna nella serata cover di venerdì 10 febbraio del 73esimo Festival della Canzone Italiana di Sanremo. L’artista fiorentino e lo storico gruppo duetteranno sulle note di “La Forza della Vita” e “Anima mia”. Il medley sarà diretto dal Maestro Fabio Gargiulo. "La Forza della vita", hit di Paolo Vallesi, fu portata dall’artista proprio al Festival nel 1992, nella categoria Big, classificandosi terza, e diventando uno dei più grandi successi degli anni novanta: una versione del brano, cantata con Gianni Morandi, è contenuta in “IoNoi”, album pubblicato qualche mese fa per il trentennale di carriera di Vallesi. “Anima mia” è il più grande successo de I Cugini di Campagna, uscito nel 1973, esattamente 50 anni fa, e contenuta nell’album omonimo. La canzone è stata incisa in varie lingue e nel tempo, è divenuta anche oggetto di cover da parte di artisti internazionali, come Dalida, Perry Como e Frida degli ABBA. "Per me sare mo come Bruce Springsteen insieme ai Maneskin. Una cosa che non avrei immaginato fino a 2 mesi fa quando me lo hanno chiesto. Sono simpaticissimi. Sono bravissimi. Il loro pezzo una bomba..." ha dichiarato Paolo Vallesi "...sarà un grande piacere. Il modo migliore per celebrare l’album di duetti uscito per i miei 30 anni di carriera che in questo momento vede in promozione La Forza Della Vita insieme a Gianni Morandi. L’11 Marzo partirà il nuovo tour con la data di Roma. Non vedo l’ora" Paolo Vallesi ha appena festeggiato i trenta anni di percorso artistico, iniziato nel 1991 con un primo posto al Festival di Sanremo con il brano “Le persone inutili”, vincendo nella categoria Nuove Proposte e imponendosi immediatamente all’attenzione del pubblico. Un debutto che gli dà grande notorietà, confermata dal successo del suo primo album (per l’etichetta Sugar), che è stato anche il suo primo Disco d’Oro. Il successo viene bissato nel 1992, quando torna a Sanremo nella categoria Big con il brano “La forza della vita”, che si aggiudica il terzo posto. L’album omonimo ottiene il Disco di Platino, risultando il secondo album più venduto dell’anno e rimanendo al primo posto in classifica per molte settimane. Quattro anni fa, il cantautore è stato protagonista e vincitore della trasmissione di Rai 1 “Ora o mai più”, condotta da Amadeus. Nel 2022 è uscito il progetto “IoNoi” (etichetta Clodio Music/distribuzione Self), contenente due album: “Io”, con brani inediti e “Noi”, con i suoi successi interpretati insieme ad alcuni dei più grandi artisti e riarrangiati per l’occasione. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Il Festival di Sanremo entra nel vivo tra musica e notizie

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Riparte martedì 7 febbraio fino all’11 febbraio il Festival di Sanremo targato Amadeus, per il quarto anno consecutivo. In diretta su Rai Uno e in Eurovisione dal Teatro Ariston Roof di Sanremo, il direttore artistico e conduttore del Festival, presenterà al mondo intero la formazione dei big in gara che calcheranno l’imponente storico palco: Giorgia, Articolo 31, Elodie, Colapesce Dimartino, Ariete, Modà, Mara Sattei, Leo Gassmann, I Cugini di Campagna, Mr. Rain, Marco Mengoni, Anna Oxa, Lazza, Tananai, Paola & Chiara, LDA, Madame, Gianluca Grignani, Rosa Chemical, Coma_Cose, Levante, Ultimo, Shari, Gianmaria, Colla Zio, Sethu, Will, Olly. Per quanto riguarda il regolamento al voto (in parte modificato in queste settimane), si alternerà come ogni anno con il pubblico attraverso il televoto, il voto della giuria della sala stampa, tv, radio e web, dalla giuria demoscopica. Dopo ventisei presenze, il noto direttore d'orchestra Beppe Vessicchio, posa la sua bacchetta e quindi non lo vedremo accompagnare nessun artista in gara; mentre rivedremo il maestro Massimo Morini, leader della band dialettale genovese Buio Pesto, che con questa edizione conta la sua trentatreesima presenza al Festival, tra direttore tecnico e altri d’orchestra. Tra gli ospiti al Festival vedremo martedì il duo Mahmood e Blanco e il rapper Salmo che si esibirà, quest’ultimo, anche sabato nella nave crociera ormeggiata in rada di fronte a Sanremo, per assistere alla kermesse e proporre a bordo, esclusive performance dal vivo, dove ci sará anche Fedez, Guè e Takagi & Ketra; sabato, attraverso un video, sarà ospite anche il Presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky. Attesi i super ospiti: martedì i Pooh, mercoledì i Black Eyed Peas e l’inedito trio Al Bano Carrisi, Massimo Ranieri, Gianni Morandi (quest’ultimo anche co-conduttore per tutte e cinque le serate del Festival) mantenendo così la promessa fatta: “non avrò super ospiti italiani quest'anno…” aveva preannunciato Amadeus “…se non quelli che hanno compiuto i settant’anni di età”. Detto, fatto! I tre mostri sacri della storia della musica italiana nel mondo, si ritroveranno dunque per la prima volta insieme sul palco, a sfoggiare i loro intramontabili successi. Super ospiti giovedì, la band italiana numero 1 al mondo, i Måneskin. In servo di sicuro altre sorprese! La rosa delle co-conduttrici vede, nella prima e nell’ultima serata, l’imprenditrice digitale Chiara Ferragni (che ha devoluto il suo “cachet” all’associazione “Donne in Rete contro la violenza”; in una delle serate del festival vedremo anche la giornalista conduttrice televisiva Francesca Fagnani, mercoledì e giovedì l’attrice Chiara Francini e la pallavolista Paola Egonu. Andrea Delogu condurrà invece il “PrimaFestival” con gli inviati Gli Autogol e Jody Cecchetto. Per gli spettatori, la capienza del Teatro Ariston, per esigenze di scenografia, sarà poco più di 1000 sedute e il prezzo dell'abbonamento per le cinque serate è di 1.290 Euro in platea, mentre è di 672,00 Euro per le cinque serate in galleria. Il covid é rimasto solo un brutto ricordo, mentre ferree restano le misure di sicurezza con metal detector, per l'accesso al Teatro Ariston e al tradizionale Green Carpet, protagonista della sfilata dei big in gara e dei suoi ospiti al Festival. Le transenne pertanto delimitano, come ogni anno, anche le aree preannunciate come il fulcro delle iniziative collaterali al Festival, perché si sa… senza “Pass non si passa!” Grazie alla convenzione siglata tra il Comune di Sanremo e Rai Pubblicità, una serie di progetti collaterali al Festival di Sanremo, coinvolgerà tutta la città di Sanremo. Casa Sanremo, quest’ultimo capitanata da Vincenzo Russolillo, Presidente del Consorzio Gruppo Eventi e Patron di Casa Sanremo, si occuperà anche del progetto “Tra palco e Città”. Tra gli innumerevoli eventi ricordiamo anche quello del 10 febbraio a “Live Box di Casa Sanremo”, dove in concomitanza con la settimana del Festival, è in programma anche un Master Class per numerosi giovani ambiziosi di riuscita e l’esibizione, inclusa quella del nostro connazionale cantante italiano di Weinheim, Marco Serra, allievo del M° Giovanni Budroni, che farà ascoltare l’inedito “Solitudine”. Tra le eccellenti novità, con @sanremorai, il Festival di Sanremo sbarca per la prima volta anche su TikTok e lo stesso Amadeus annuncia, proprio da questa piattaforma, i super ospiti che nella settimana del Festival si esibiranno sul palco di Piazza Colombo a Sanremo e che sarà in collegamento tutte le sere con l’Ariston, si tratta di: Francesco Renga e Nek, Achille Lauro, Annalisa e La Rappresentante di Lista, Piero Pelù. Le repliche delle puntate del Festival, saranno disponibili gratis anche su RaiPlay. Presente al completo anche la squadra del dipartimento europa managing SDA Sanremo Eventi, nonché noto fondatore e direttore anche del l'Accademia della Canzone Italiana in Germania, un organismo artistico musicale accademico, dove la sua scuola dal 1990 ad oggi, è unicamente mirata alla progettazione, incanalamento e promozione di nuovi talenti emergenti residenti all'estero, contribuendo (attraverso la musica) alla formazione e promozione della cultura e lingua italiana in terra tedesca. Come ogni anno i mass media si ribaltano a Sanremo e grazie anche ai nostri "Sponsor Ufficiali", anche la nostra emittente TelevideoItalia.net in collaborazione con le telecamere della SDA FotoVideo Production, sarà impegnata nel realizzare la nuova edizione del "Reportage televisivo 7 Giorni a Sanremo” un format per raccontarne come sempre, l'immenso fascino della settimana del Festival e le sue interviste. L’avvenuto ascolto in anteprima dei ventotto brani in gara, riservato a noi giornalisti e agli addetti ai lavori il 16 gennaio a Milano e in collegamento con Roma, ha dato il via alle prime impressioni, sentori di vincita e pagelle, in attesa di entrare ufficialmente nel vivo della vera gara del Festival. Confrontata la lista dei punteggi stilata da 0 a 10, sul carro dei primi posti sembra salirci Marco Mengoni, Madame e Colapesce Dimartino, seguiti da Ariete, Giorgia e Lazza. Durante la conferenza stampa, sia il direttore di Rai Uno Stefano Coletta, sia il direttore artistico e conduttore della settantatreesima edizione del Festival Amadeus, hanno avuto modo di spiegare, chiarire e puntualizzare ai giornalisti molti dettagli, tra questi: quello delle cantanti Giorgia e Madame, che restano indiscutibilmente in gara; per Amadeus non ci sono eccessi di canzoni tra quelle selezionate, peraltro ogni direttore artistico ha dato la sua impronta negli anni; equivocato tra Bruno Vespa e Ama l’intervento in diretta con il Presidente Zelensky, sarà invece registrato, anche per permettere di collocarlo e non avere problemi tecnici; le canzoni sono tutte molto introspettive, più di quando c’era stato nel periodo covid; perché spiegare ancora l’arcano del presunto invito a Silvia Toffanin? Giusto parlare invece più di chi è a Sanremo! Ancora porte aperte, ai grandi nomi internazionali, come ospiti. Il dir. Stefano Coletta, vede legittima la decisione della contro programmazione di Mediaset (che il 6 e il 10 andrà in onda con il Grande Fratello Vip, il 7 e il 9 con Le Iene e l’11 con C'è Posta Per Te), ma nonostante tutto, non teme comunque di fare il Festival senza distrazioni. Per la parte comica, Amadeus ritiene che: non c’è per ora nessuna novità, difficile da sostituire nomi importantissimi come Zalone, Raffaele, Fiorello. Nei cambi di regolamento c’è anche quello sui finalisti, sarà più interessante la gara, poiché saliranno in cinque nella fase finale, per determinare il vincitore della settantesima edizione del Festival. Come da tradizione, la grande regina della domenica Mara Venier, attraverso il programma Domenica In, ripercorrerà con i ventotto big e i suoi ospiti opinionisti, giornalisti ed esperti di musica, sia le canzoni in gara, sia i momenti salienti del Festival. Superfluo è dire che puntualmente si scatenano anche le polemiche e non solo sui social e web. Si legge di tutto, incluso subdoli giudizi e inadeguati commenti fatti sui cantanti in gara e gli esclusi; su gli ospiti, sui conduttori e l'entourage; su alcuni cachet stellari e non per ultimo sulla kermesse stessa, così amata, tanto quanto invidiata e (a mio avviso) oggetto spesso d’inutili attacchi, a dir poco rétro, specie quelli detti da chi... non fa realmente tale mestiere. Anche questo, però, fa parte dell’inequivocabilmente affascinante mondo festivaliero. Al via dunque alle danze e al “toto vipscommesse” su chi vincerà quest’anno il Festival. Tutto concesso ma mi raccomando... senza eccesso! Vi aspettiamo, come ogni anno su Rai Uno, o perché no, per conoscere le vostre opinioni seguiteci numerosi anche sui nostri siti ufficiali e social, siamo su: Facebook, Twitter, Pinterest, Instagram e mi raccomando... Diffidate dagli Omonimi! Potete iscrivervi GRATIS anche al nostro canale YouTube: TeleVideoItalia.de, per restare aggiornati sui nostri servizi televisivi e "chi puó" venga direttamente a Sanremo, perché a Sanremo… Sanremo è Sanremo! Il servizio televisivo redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production é visibile sui siti ufficiali di televideoitalia.net/intervistelive e corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • a Casa Sanremo il cantante Marco Serra di Weinheim

    Siamo alla vigilia della settantatreesima edizione del Festival di Sanremo targata Amadeus, in programma da martedì 7 febbraio all’11 febbraio in diretta su Rai Uno e in Eurovisione dal Teatro Ariston Roof di Sanremo. Amadeus, direttore artistico e conduttore del Festival per il quarto anno consecutivo, ha scoperto già il 90% dei suoi assi e che spaziano tra i ventotto cantanti in gara al Festival di Sanremo, i co-conduttori e co-conduttrici, ai suoi ospiti e super ospiti, al tradizionale ascolto in anteprima avvenuto (per noi della stampa) dei ventotto brani in gara e che possiamo dirvi: seguitelo, perché ce ne sono per tutti i gusti! Il Festival ha un appeal straordinario e se al Teatro Ariston Roof ventotto big in gara si contendono il posto, nella Città di Sanremo si sfoggiano altrettanti eventi collaterali, in ripartenza anche per il turismo. Grazie alla convenzione siglata tra il Comune di Sanremo e Rai Pubblicità, una serie di progetti collaterali al Festival di Sanremo, coinvolgerà tutta la città di Sanremo. Forte Santa Tecla ad esempio, torna a essere luogo di appuntamenti e manifestazioni; Piazza Borea d’Olmo che è a pochi passi dal Teatro Ariston, tornerà con la presenza di radio e televisioni e ospiterà “Casa Siae”, un luogo dove: artisti, autori, editori, produttori, discografici e giornalisti ci incontriamo durante il Festival di Sanremo, per condividere spazi e idee e per confrontarsi sullo stato dell’arte dell’attuale scena musicale nazionale; in Piazza Colombo, si svolgeranno concerti ed eventi live ed entrerà in collegamento diretto anche con il Festival; il Red Carpet troverà spazio tra l’Ariston e il Palafiori di Casa Sanremo, quest’ultimo capitanata da Vincenzo Russolillo, Presidente del Consorzio Gruppo Eventi e Patron di Casa Sanremo e che si occuperà anche del progetto “Tra palco e Città”. A tale proposito, giovani amanti della musica seguiranno un Master Class e si esibiranno nello studio Live Box situato all’interno del Palafiori, sede di Casa Sanremo. Il 10 febbraio a "Live Box Casa Sanremo" è in programma l’esibizione anche del nostro connazionale cantante italiano di Weinheim, Marco Serra, che della musica ne ha fatto una professione. Il professionista, noto nel panorama degli intrattenimenti musicali, gala ed eventi, farà ascoltare un inedito “Solitudine”. Per Marco Serra, allievo del M° Giovanni Budroni, sarà per certo un gratificante ed emozionante passo cantare nella Città di Sanremo, durante la settimana del Festival, a dimostrazione che “chi rispetta la musica e non l’offende” è sempre premiato! A breve, conosceremo questa sua nuova avventura e ci faremo raccontare l’esperienza che arricchirà per certo, il suo già lodevole e indiscusso bagaglio musicale. “Live Box Casa Sanremo” altro non è che uno spazio parallelo al Festival di Sanremo e che per diritto di cronaca e a scanso di equivoci va detto che: “l’esibizione non ha niente a che vedere con il Festival di Sanremo, con i ventotto big in gara e con il voto” ma è comunque per tutti questi iscritti che la grande macchina di Casa Sanremo si muove, durante la settimana del Festival. È un Format dedicato e aperto interamente a tutti i singoli e band emergenti, senza alcuna distinzione tra generi musicali, inediti o editi ed età. Tale programma, ha come unico obiettivo: dare la possibilità di iscriversi personalmente via online a “Live Box Casa Sanremo” senza intermediari; dare una possibilità reale ai partecipanti di esibirsi in qualsiasi lingua, con l’auspicio anche che... “qualcuno” si accorga di loro. Incrociare big della musica italiana e addetti ai lavori, intenti a promuovere a noi mass media un loro nuovo singolo, album o tournée che sia, non è difficile, come strappare un selfie al loro passaggio è “gloria assicurata”. Se questo non accade, resta comunque la soddisfazione di vivere la settimana sanremese, unica nel suo genere e sicuramente costruttiva, specie per gli ambiziosi di riuscita. È bene sapere che: sia il Festival che è l'evento più atteso dell'anno, sia Sanremo inteso come Città, ha molteplici grandi peculiarità, tra queste: l’essere una splendida città sanremese, ricca di vita, innovazioni, benessere e ospitalità; l’avere l’encomiabile Festival della Canzone Italiana, quale uno dei tanti fiori all’occhiello per antonomasia; il saper gestire eventi collaterali al Festival e che creano turismo alla Città e ai suoi abitanti, ancor mesi prima dell’inizio della kermesse. Pertanto, seguite il nostro consiglio: accendete la voglia di seguirci attraverso la tv, i social, web, seduti comodamente nel vostro divano di casa, o meglio, venite a trovarci direttamente a Sanremo e godetevi tutti questi angoli festivalieri che la città di Sanremo offre. Vi aspettiamo, perché a Sanremo… Sanremo è Sanremo! Il servizio televisivo redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production e visibile sui siti ufficiali di televideoitalia.net e corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Mediterraneo Vento di Roberta Giallo e Malavoglia

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Mediterraneo è il nuovo progetto musicale esce il 27 gennaio su tutti gli store digitali. Autore di musica e testi, Paolo Bonazza. È un luogo di interazioni e relazioni artistiche che come il mar mediterraneo abbraccia Nord e Sud. I protagonisti dell’azione creativa sono la melodia, il ritmo e soprattutto il testo, la poesia in una canzone. “Sudare Sodo”, pubblicato a giugno scorso, è il brano che ne segna il punto di inizio, mentre “Vento” è il secondo brano. Per ogni canzone l’autore sceglie con cura gli interpreti che percepisce essere più adatti ad esprimere le giuste emozioni, in questo caso i cantautori Roberta Giallo e Malavoglia, che si sono prestati a questo esperimento nuovo, vestendo i panni di interpreti. “Vento” è stata prodotta da Gerolamo Sacco negli studi di registrazione di Miraloop, a Bologna, sull'onda delle produzioni radiofoniche di successo, ma con quel tocco personale che contraddistingue il catalogo della label bolognese, la produzione di Gerolamo va a utilizzare già dai primi istanti il rumore del vento come noise, per costruire un groove organico ricco di elementi. Nell'arrangiamento, parti puramente elettroniche come l'arpeggio di basso vanno a creare una tela sonora potente e leggera, su cui si appoggiano diversi colori, tra cui spiccano quelli delle registrazioni di Duduk armeno, cello e chitarre. L'impressione che si ha durante l'ascolto è quella di volare: Come il Vento. Copertina a cura di Niccolò Sacco per Miraloop. Mediterraneo: Vento, è il sentimento che un fan appassionato prova nei confronti di un'artista molto affascinante. Un giorno la incontra durante una performance e il susseguirsi degli eventi lo convince che lei lo abbia “scelto” tra i tanti del pubblico. Quel sentimento già forte diventa ancora più intenso, ma in quel momento, dilaniato dalla incapacità di potergli dare un nome, è come se ne venisse privato, come se gli sfuggisse via. Lui sa che non può trattarsi di amore, né riesce ad accettarlo come semplice venerazione, allora decide di chiamarlo “Vento” per l'impeto dal quale viene travolto. “Sono una cantautrice, tendenzialmente scrivo e interpreto brani miei…” dice Roberta Giallo “…ma quando ho ricevuto l’email di Mediterraneo con dentro VENTO, corredata dal messaggio “ciao Roberta, vuoi fare il Vento per noi?” mi sono incuriosita, così ho ascoltato il pezzo e sono stata invasa da un carezzevole benessere, da una gradevolissima sensazione. Mi sono detta: perché no? Questa canzone è autentica, la sento vicina, è genuina!”. Oltretutto, l’idea di essere il Vento mi ha molto affascinata… è qualcosa di mistico, il Vento è invisibile, ma potentissimo! Poi, trattandosi di un duetto Yin e Yang, quando Mediterraneo mi ha chiesto se conoscessi un bravo interprete, ho subito pensato alla voce del mio caro amico cantautore Malavoglia. Era lui quello giusto! Mi sono fidata di questa mia intuizione. Poi ho messo qualche piccola pennellata “gialla” nel testo… e boom, eccoVi il Vento! E che sia anche Vostro, che vi porti lontano, lontanissimo! "Quando ho sentito il provino di “Vento” per la prima volta, non sapevo ancora bene di chi fosse, “cosa” fosse. Sapevo solo che dovevo ascoltare questo brano..." dice MaLaVoglia. Il giorno prima mi aveva chiamato Roberta Giallo: voleva coinvolgermi in un progetto dove, a sua volta, era stata coinvolta. Mi ha detto solo, “ascolta”. Ho ascoltato, e l’ho trovato interessante, lontano dalla mia scrittura, etereo, quasi sognante. Poi Roberta mi ha raccontato del progetto “Mediterraneo”, dicendomi che avrebbe voluto duettare con me su questo pezzo, che ero “quello giusto”. Ho detto sì per due ragioni. La prima è che il nome “Mediterraneo” mi riporta subito al mio mare del Gargano, la mia Puglia e le mie Isole Tremiti... la seconda è che proprio questa lontananza dal mio mondo artistico, mi ha portato ad avvicinarmi al pezzo, come “una nuova sfida” per mettermi in gioco in una nuova veste, quella di interprete. Sono andato negli studi della Miraloop di Bologna, e abbiamo registrato con entusiasmo le mie parti in un pomeriggio, insieme al produttore artistico, Gerolamo Sacco. Ci ho messo del mio, la mia Ma La Voglia… il risultato mi è piaciuto molto. In “Vento”, io mi ci rivedo. Sono molto felice di aver preso parte a questo progetto, chissà che non sia solo l’inizio di qualcosa di nuovo In breve: Roberta Giallo è una cantautrice, pittrice, disegnatrice attrice. È una grande conoscitrice delle parole, perché in grado di darle la giusta importanza. È di Senigallia, classe 1982. Durante la sua carriera ha collaborato con numerosi artisti, tra cui Lucio Dalla, Pupi Avati, Samuele Bersani, inoltre ha duettato insieme nel brano inedito “Voce al Bene” di cui Roberta è autrice; Valentino Corvino; gli Arkè String Quartet; gli Gnu Quartet; l’orchestra Musicomio; l’orchestra del teatro Massimo di Palermo; i produttori Mauro Malavasi, Marcello Corvino, Francesco Migliacci; il giornalista e saggista Federico Rampini. Apre i concerti di Sting, Carmen Consoli, Edoardo Bennato, Alex Britti. Ha pubblicato nel 2014 il disco EP “Di luce propria”, il disco LP “L’oscurità di Guillaume” a seguire è ospite ai programmi di Luca Barbarossa, Serena Dandini, Carolina Di Domenico e Pierluigi Ferrantini in onda su radio Rai 2; al Roxy Bar ed al Barone Rosso di Red Ronnie; ad Edicola Fiore condotto da Rosario Fiorello, in onda su Sky. É in tour con diversi spettacoli di teatro, tra cui: “Trip of a dreaming soul”, di cui Roberta è autrice, regista e interprete al Youth Square Y-Theatre di Hong Kong; “All you need is love – l’Economia spiegata con i Beatles” di e con Federico Rampini al festival “Le idee di Repubblica”, al Teatro Massimo di Palermo. Tra gli idoli, il cantautore, musicista, Morgan, fondatore e frontman dei Bluvertigo. Nel 2016 idea e presenta la rassegna sui cantautori intitolata “Martedì in Giallo” svolta al prestigioso Bravo Caffè di Bologna. Nel corso della sua carriera vince il Premio dei Premi 2017, il Premio Bindi 2017, il premio “Un Certain Regard” per la migliore esibizione live di Musicultura 2013, per due volte consecutive la borsa di studio per autori al CET di Mogol, il Premio Inedito – Colline di Torino 2017, la targa Cora al Premio Lauzi 2017, il Festival del Mediterraneo, il Soleada Festival, il Cornetto Free Music Festival promosso dall‘Algida, etc. Negli anni 2014 e 2017 rende omaggio inoltre alla ricorrenza del 4 Marzo esibendosi dal vivo a casa di Lucio Dalla. Ospiti insieme a lei Ermal Meta, Brunori SAS, Dente, Antonio Maggio. Scrive testo e musica del brano “Mettici più Verve” interpretato da Simona Molinari. Partecipa al teatro Zelig di Milano alla manifestazione “Ci vuole orecchio” presentata da Gioele Dix, rappresentando la canzone d’autore di Bologna. Nel 2017 esce il film “La ragazza dei miei sogni”, contenente alcuni brani scritti da Roberta per la colonna sonora. La sua storia biografica segna anche “L’età del caos”, di e con Federico Rampini, al Festival dei due mondi di Spoleto; “La favola della canzone Italiana” di Ernesto Assante e di Gino Castaldo, in cui reinterpreta i grandi classici della musica italiana al Théâtre des variétés di Montecarlo. “Roberto Roversi – Una voce r/esistenziale” in cui interpreta la versione integrale, mai eseguita prima di allora, de “La canzone di Orlando” scritta dal poeta Roberto Roversi e Lucio Dalla. etc., i singoli “Animale” 2015, “Start” 2016, “Amore amor” 2016, “In amore muoio di Frontale” 2017. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Concerto di beneficenza della MCI San Giuseppe Karlsruhe e i tenori IDEA

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Rilevato da una standing ovation, il “concerto di beneficenza in favore dei profughi ucraini” tenutosi domenica 15 gennaio presso la chiesa Unserer Lieben Frau, ha avuto un grande successo. La maestrale chiesa ha fatto da suggestivo teatro a uno straordinario concerto, portato a termine dalle prorompenti voci IDEA, un trio di pop tenori composto da Enzo D’Eugenio, Claudio Versace e Jeremy Buck. Le loro voci e le note si sono fuse mirabilmente tutt’uno, risuonando armonioso tra le pareti della chiesa e riscosso grande approvazione da parte del pubblico. L’evento benefico è stato organizzato dalla Missione Cattolica Italiana San Giuseppe di Karlsruhe, guidata dal Reverendo padre, don Waldemar Massel, in collaborazione con la parrocchia tedesca ULF di Karlsruhe, rappresentata dal volontario Bernhard Kuhn. Quasi due ore di programma ma altrettanto apprezzato. A furore di applausi, inevitabile è stato il bis chiesto da don Waldemar e esaudito. Al termine, un ricco rinfresco di dolci, salati e caffè, preparato con cura e tanto amore dalle mani sapienti delle donne della Missione e della parrocchia tedesca ULF, è stato messo a disposizione della gremita folla presente in chiesa. Calorosamente accolti dai membri del gruppo pastorale della Missione, abbiamo incontrato gli artefici dell’iniziativa solidale, che ha avuto un riscontro positivo anche in termini della raccolta fondi. Anzitutto permettimi di farvi un buon anno a te Angela e a tuo marito Dino, poiché ci siamo visti circa sei mesi fa, a luglio, per il sessantesimo della nostra Missione Cattolica Italiana San Giuseppe di Karlsruhe e un altrettanto ben venuto vi faccio oggi, tra noi…” ci dice don Waldemar “…questo progetto è stato ideato due tre mesi fa. Il signor Giorgio ha proposto di realizzare questo concerto, in beneficenza dei profughi ucraini. Ho accolto con grande piacere la sua idea, giacché è da aprile maggio dello scorso anno che sosteniamo una casa salesiana di accoglienza in Polonia, dove ospita i profughi ucraini. Passato il periodo natalizio che si é concluso la domenica 8 gennaio con il Battesimo di Gesù, abbiamo realizzato questo bel concerto, in collaborazione con la parrocchia tedesca ULF di Karlsruhe. Il tutto per sostenere queste persone che purtroppo hanno dovuto lasciare le loro case, i loro cari e che si trovano in questa casa di accoglienza in Polonia. Reverendo Waldemar, possiamo dire che il 2023 per la MCI San Giuseppe di Karlsruhe, è entrato all’insegna della solidarietà. In questi primi sei mesi dell’anno, avete altri progetti a riguardo? Menomale che è finita la pandemia e possiamo un po’ riprendere anche diversi incontri e cammini. Così come, oltre ai corsi di preparazione ai matrimoni e alle cresime per gli adulti, che ho mantenuto nonostante la pandemia, a febbraio voglio incominciare due corsi: uno biblico e uno di vita cristiana, per aiutare un po’ i miei parrocchiani. Diversi mi chiedono “perché, oltre alla predica che è troppo breve, non facciamo qualche incontro e approfondisce qualche tema?”. Così, spinto anche dal loro desiderio, creo questi due corsi con scadenza mensile, per aiutarli a crescere nella fede, nella conoscenza delle sacre scritture e per far sì che conoscano ancora meglio Gesù Cristo e anche quello che abbiamo sentito, nel testamento spirituale di Benedetto XVI, che difronte a tutti i correnti filosofici, ideologici che si sono presentati davanti ai nostri occhi, sempre torniamo a Cristo e la via verità e la vita. Per questo, desidero che la gente incontri prima di tutto Gesù Cristo e lo conosca sempre di più, affinché poi possa anche trasmettere questa gioia di vivere con Lui. La recente perdita del Papa emerito Benedetto XVI ha portato un grande lutto nel mondo cattolico ma anche qualche dissapore, si sente di esprimere un pensiero in merito? Io personalmente non ho conosciuto Papa Benedetto XVI. Ho conosciuto molto Giovanni Paolo II, perché ho studiato a Roma e ho avuto tante occasioni di andare anche a servire le messe, o le celebrazioni con il Papa Giovanni Paolo II. Ho sentito però tanto raccontare di Lui dal mio confessore, S.E. Rev. Monsignor Enrico dal Covolo (che è stato anche Rettore dell’Università Pontificia Lateranense di Roma). Era stretto collaboratore di Papa Benedetto e sempre mi diceva: “è una persona squisita, una persona delicata e anche molto timida ma piena proprio di fede, amore verso Cristo e verso la Chiesa”. Penso che adesso, scopriremo veramente la grandezza di questo Papa, che da tanti è stato un po’ discriminato e messo degli aggettivi non tanto a lui piacevoli. Lui, è stato un grande testimone di Cristo, della fede e della Chiesa. Di recente il gruppo di pellegrini della sua MCI San Giuseppe di Karlsruhe, alla fine dell'Angelus, è stato salutato pubblicamente in Piazza San Pietro da Papa Francesco. Padre, ci racconta quest’aneddoto? Sì. In occasione dei festeggiamenti del sessantesimo della missione, ho pensato di organizzare due Pellegrinaggi di ringraziamento: quello fatto all’Arcidiocesi di Friburgo in Brisgovia, che ha accolto la Missione e che a oggi la sostiene anche finanziariamente, perché da soli non siamo in grado di mantenerci. Lì, abbiamo incontrato anche S.E. Rev. Metropolita Stephan Burger per il Corpus Domini, ed è stata una bellissima esperienza anche per i nostri parrocchiani. La seconda, fatta a Roma, per ringraziare la Santa Madre Chiesa per il dono di tutti i missionari che in questi sessant’anni hanno lavorato qua. È così che abbiamo comunicato la nostra presenza all’Angelus, al segretariato del Papa, con l’augurio di ricevere un suo saluto. È stato davvero una cosa bellissima, un’emozione per tutti quanti. Grazie a questo saluto, in Piazza San Pietro, ho incontrato anche una suora polacca che studiava con me e nel sentire nominare la nostra Missione Cattolica Italiana San Giuseppe di Karlsruhe, ci siamo rivisti e l’indomani abbiamo celebrato la Santa Messa nella tomba del Papa. É stata una grande gioia e bellissima emozione. Pensa, in quella settimana, questa suora ha guidato duemila chierichetti ministranti della Diocesi di Colonia. Tornando a noi, auguro alla comunità che questo nuovo anno, possa essere veramente l’anno felice per ciascuno di noi, di crescita veramente nella fede, nella sempre più conoscenza di Cristo, conoscenza vicendevole. Che possiamo veramente in questo tempo “che sembra tanto oscuro” portare sempre più luce, prima di tutto nei nostri cuori e nella gente che incontreremo per strada. Ringrazio di cuore tutti i miei parrocchiani, nessuno escluso, che si sono prodigati nell’organizzare con amore e accogliere con un banchetto festoso questo momento; il trio di tenori IDEA e il loro manager Giorgio Gamberale per questo bellissimo concerto, offerto alla collettività per una buona causa; la presenza con la tua emittente Televideoitalia.net Angela e attraverso te anche quella del Corriere d’Italia per cui scrivi; il signor Bernhard Kuhn della parrocchia tedesca ULF di Karlsruhe, per quest’apertura, accoglienza e collaborazione, perché penso che parliamo tanto dell’unità della Chiesa e unione ma tante volte “tra le Comunità” non ci comprendiamo. Invece io sento il dovere di ringraziare questa comunità, perché mi sento molto accolto dalla “Unserer Lieben Frau” e per la collaborazione che ricevo da loro. Grazie signor Bernhard Kuhn. “Io sono un volontario della comunità Unserer Lieben Frau in Karlsruhe e da una diecina di anni che la Missione Cattolica Italiana San Giuseppe è ospite e usa la chiesa...” ci dice Bernhard Kuhn della parrocchia tedesca ULF di Karlsruhe “…con padre don Waldemar siamo molto contenti; è lui che ci ha proposto di fare questo concerto insieme. È stata una bellissima idea. La collaborazione con lui è ottima e lo ringraziamo. Ci siamo uniti per fare questo concerto, anche se purtroppo non è un ottimo periodo, a causa della guerra in Ucraina. In questo modo…” termina il volontario Bernhard Kuhn “…vogliamo aiutare i rifugiati e per questo motivo abbiamo accettato la proposta. Siamo contenti che siamo stati interpellati e siamo insieme questa sera, con l’augurio di un bel concerto e che questo possa economicamente raccogliere buoni fondi in loro favore, da potere inviare in Polonia. “Sono originario dell’Abruzzo ma è già da trentacinque anni che vivo a Pforzheim…” ci dice Enzo D’Eugenio presentandoci i colleghi “…Jeremy Buck ha eseguito la formazione classica e tenore, si può dire che è un mio paesano, nel senso che siamo entrambi di Pforzheim, abbiamo già lavorato con suo padre in altri eventi, dove ho cantato, così ci siamo conosciuti e quindi avevamo già una certa amicizia. Anche Claudio Versace è da trentacinque anni in Germania e viene da Baden-Baden, lo conoscevo da dieci anni ma solo di vista, attraverso i social media, internet. Sono cinque, sei anni a questa parte che ci siamo conosciuti internamente. Gli ultimi due anni, appena è iniziato il corona in sostanza, al nostro manager Giorgio è venuto l’idea di comporre un trio, abbiamo incominciato a parlare, chiederci, provare, peraltro avevamo tanto di quel tempo e adesso ci troviamo qui”. “Sa, tante volte uno stando su un divano pensa tante cose e conoscendo molto bene Enzo da vent’anni, a seguito poi ho conosciuto Jeremy e attraverso Enzo, anche Claudio, ho detto: ragazzi, voi siete tre tenori, avete delle bellissime voci e fate sempre singoli eventi…” ci dice il loro manager Giorgio Gamberale “…perché non vi mettete insieme? Perché tutti e tre sono davvero bravissimi e insieme spaccano il mondo. Un motto dice, l’unione fa la forza. Presentai quindi a loro la mia idea e il progetto. Il nome che ho creato…” termina Giorgio Gamberale “…è IDEA che ha preso spunto proprio dall’idea che mi è venuta. Adesso serve solo un po’ di forza, buona volontà e un po’ di fortuna… da lassù! Grazie per la vostra attenzione. Il servizio televisivo redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production é visibile sui siti ufficiali di televideoitalia.net/intervistelive e corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Incontro con don Angelo Ragosta della Mci di Mühlacker

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. A pochi mesi dell’insediamento nella Missione Cattolica Italiana di Mühlacker, Vaihingen/Enz, incontriamo don Angelo Ragosta che si racconta ai nostri microfoni. Con lui approfondiamo alcuni suoi pensieri, temi e progetti destinati alla sua nuova comunità affidata, partendo però da una premessa “per giusta correttezza” e quindi da una sua breve autopresentazione, per correggere umilmente alcune piccole inesattezze che ha letto di recente, in riguardo al motivo della sua venuta qui. Le diamo il benvenuto don Angelo nei nostri studi televisivi e altrettanto nella sua nuova comunità di Mühlacker Vaihingen/Enz. A Lei la parola. Sì, grazie. Mi chiamo don Angelo Ragosta e ho quarantadue anni, a fine marzo ne compirò quarantatré. Sono diocesano di Napoli e sto in Germania da oltre cinque anni. Perché sono giunto qui? Perché, tramite mia sorella che abita in Augsburg, ho conosciuto le realtà delle missioni all’estero, per gli italiani che non conoscevo. Mi è nato quindi nel cuore questa volontà, questo desiderio di portare quello che è l’esperienza delle nostre comunità in Italia qui in Germania, per gli emigrati, come accompagnamento spirituale, come incontro con il Signore, appunto. Come cammino di fede, affinché, nonostante lontani da casa, lontani dalle proprie tradizioni e che sappiamo che qui la vita è diversa, possono comunque trovare un momento di accoglienza e di casa anche nel vivere la loro fede quotidiana, attraverso le varie celebrazioni e soprattutto l’Eucarestia domenicale. Dicevo quindi, sono qui dal primo di settembre 2017. Sono stato nella comunità di Wuppertal a Mettmann per cinque anni. Adesso, dal primo novembre 2022, ho preso il posto del caro padre Antonino Grassia che dopo quarantatré anni, è andato anche lui in pensione, al riposo…, ma è ancora lì, quindi, concelebriamo insieme e si cammina ancora fianco a fianco. Poiché ha conosciuto la comunità di Mühlacker, le chiedo come l’ha accolta e come si è rivolta a Lei? Fondamentalmente come tutte le comunità qui, diciamo, di lingua italiana. Specialmente quelle composte, per la maggior parte, da persone del sud. Perché qui, ci sono pure molti siciliani. Sono stato accolto con molto calore, con molto affetto. È la comunità che pur più piccola rispettosa quella in cui prima ero, è molto vivace. Ha molta volontà di camminare e di mettere… come dire, in cantiere tante cose, per crescere la fede e per camminare insieme, appunto, verso Dio. Mi permetta padre, lei è giovanissimo, quindi porta anche una ventata di gioventù qui a Mühlacker. Ha dei progetti particolari in merito? C’è un gruppo di giovani con cui noi vogliamo iniziare un percorso. A breve iniziamo con la celebrazione Eucaristica il giovedì e dopo Adorazione Eucaristica con Cantis Rinnovamento. Un po’ per portare le persone a pregare in maniere un poco più, come dire, no migliore, diversa! Per cercare un po’ di coinvolgere, iniziamo quindi con questa esperienza e poi man mano vediamo pure le necessità. Perché vogliamo sempre rapportarci con le comunità tedesche e quindi a vedere gli spazi che possiamo prendere e tutte le attività poi da poter metter in cantiere. Già però, in questi primi mesi che sono tre adesso per la comunità, sta rispondendo e sono contenti di continuare a camminare. Non iniziare, perché hanno camminato con padre Antonino Grassia, quindi io non vengo a distruggere o fare meglio quello che è fatto. Si continua a farlo e si cerca di andare, ecco, insieme uno accanto all’altro verso il Signore. A dicembre è venuto a mancare una figura fondamentale per la Chiesa, Benedetto XVI, vuole esprimersi in merito? A me piace guardare oltre e più che parlare di perdita, mi permetta di cambiare la parola, dire guadagno. Perché, se prima avevamo sì un Papa emerito, un grande teologo e un grande uomo di fede prima di tutto qui in terra, andato in cielo, adesso direttamente può intercedere presso Dio per la Chiesa. É certamente, come l’ha servita qui in terra, continuerà a servirla e a intercedere per tutti nel cielo. Poi, sì è vero, ci rammarica averlo “perso” però, in realtà, dovremmo essere felici. Dovremmo imparare a cantare “Gloria” ai nostri funerali perché se la nostra fede cedile che tutto lo facciamo, lo viviamo in funzione di quell’incontro, ecco, quell’incontro non può essere un funerale, dovrebbe essere una festa e quindi, questo, dev’essere anche per noi motivo di crescita nella fede. Perché, quando si avvicini quel giorno non sia un giorno triste ma un giorno di gioia, perché quel Dio che abbiamo creduto, quel Dio che abbiamo sperato, quel Dio che abbiamo pregato e quel Dio che spesso e quasi ogni giorno tocchiamo con mano quanto ci ama, andiamo a incontrarlo faccia a faccia. Essendosi insediato da poco in questa comunità, c’è la vocazione anche da parte sua di girare casa per casa, come fanno altrettanti suoi confratelli? Sì, anche questa è un’idea, un proposito da poter fare. Ovviamente, essendo all’inizio, devo conoscere bene le persone perché tanti t’invitano e chiedono di passare a prendere un caffè, o anche per altro. Non vorrei però, come dire, diventare invadente ma aspetto che le persone mi aprono la porta e quindi poi lì, iniziare un rapporto bello profondo, di amicizia e di cammino nella fede. Che effetto le ha fatto ricevere un augurio di ben venuto da Don Gregorio Milone, delegato delle Mci in Germania e Scandinavia e editore del longevo Corriere d’Italia? Ma, fa sempre piacere ricevere auguri e congratulazioni da parte di un superiore che ci gestisce, qui in Germania. D’altro canto, dico sempre alla mia comunità, loro dicono che sono un dono, io dico aspettate, perché a Napoli possiamo fare anche i pacchi, quindi, prima di dire che sono un dono… aspettate. No, questo per stempiare un poco. No, a parte gli scherzi, fa piacere, d’altro canto però uno si rende conto anche di quale aspettative e di quali impegni è chiamato a sostenere… non dico per non deludere la comunità, o che ripone speranze in te ma per cercare di dare il meglio e che tutti possono sentirsi raggiunti e quindi, avere un cammino della vita più leggero, più facile. Tante volte diciamo di credere, però poi viviamo da orfani, no? Lasciamo che Dio cresca lì, per i fatti suoi, pensando che “Lui” sia totalmente disinteressato a noi, quando in realtà non è così. Però, se non sperimentiamo, non lo lasciamo poi entrare nelle nostre esistenze e nelle nostre vite quotidiane. Le comunità, in questo periodo, sono mobilitate ad aiutare la tragica situazione dell’Ucraina. Lei, ha previsto un qualcosa in proposito? Ancora non ci siamo mossi, però di certo con il parroco tedesco stiamo programmando qualcosa. Per il momento, visto che sono appena arrivato, sto cercando un attimo di conoscere bene le comunità e quindi le varie zone che appartengono alla Missione. C’è però il pensiero, di sostenere la situazione “Ucraina” come anche già faccio con altre situazioni, perché ho un amico in Guatemala, padre Angelo Esposito, anche lui di Napoli. Lui ha un’associazione, lì anche ha costruito, ha un ospedale, spesso lo aiuto. Come anche un altro amico che è prete in India. Abbiamo quindi le mani in pasta e cerchiamo un po’ di raggiungere tutte le situazioni, vicine e quelle lontane. Posso spulciare tra i suoi pensieri, se c’è, qualche programma o progetto per la sua nuova comunità di Mühlacker? I progetti sarebbero tanti. Ovviamente bisogna anche saperli incarnare, perché magari la teoria è facile. È facile progettare, però è ancora più facile progettare cose accampate per aria. Occorre quindi vedere, stare accanto alle persone, stare accanto alla comunità e man mano crescere insieme. Ripeto, partiamo con Adorazione Eucaristica ogni giovedì a Mühlacker, con la celebrazione della messa. Poi vediamo anche nelle altre zone come fa una celebrazione, settimanale e non solo la domenica, in modo che ci si possa incontrare piú spesso e poi vedere anche i vari percorsi che si possono fare di catechesi, o di incontro di preghiera, come anche di accompagnamento nella vita quotidiana. Don Angelo, ringraziando la sua venuta nei nostri studi televisivi e la sua disponibilità, le lascio la parola, per fare un saluto alla sua nuova comunità di Mühlacker Vaihingen/Enz. In primis un grazie per l’accoglienza che ho ricevuto e che non ho meritato. D’altronde, un po’ si finalizza quello che Gesù dice nel vangelo, dice: “cercate prima il Regno e la giustizia di Dio e tutte queste altre cose, vi saranno date in aggiunta” e essendo” anche da solo” sperimenta questa grazia di famiglie, di padri, di madri, di amicizie e cento volte tanto. Grazie quindi per questo. Spero che, con tutti i mie limiti e con la mia umanità perché, ripeto, non sono santo e nemmeno ancora proclamato santo, siamo tutti in cammino, però ecco, di portarvi davvero, di andare insieme verso il Signore. Escurgere quello sguardo di Dio che ogni giorno ci raggiunge. Sentirsi amati e questo qua è un po’ il fulcro della conversione, non è un Dio che ci comanda a bacchetta, non è un Dio che sta lì a vedere se sbagli oppure no. È un Dio che ci ama e in quanto amati, allora sì che possiamo corrispondere a questo amore. Vi ringrazio per lo spazio che mi avete dato, attraverso la vostra emittente TeleVideoItalia.net e il Corriere d'Italia per cui scrive, so quanto lavoro c’è ancora dietro ogni vostra intervista o servizio che realizzate. Buon proseguimento. Il servizio televisivo redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production e visibile sui siti ufficiali di televideoitalia.net e corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • I Pooh ospiti a Sanremo per ricordare D'Orazio

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Dateci solo un minuto per realizzare…Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Red Canzian e Riccardo Fogli, la storica band Pooh, colei che ha segnato la storia della musica italiana nel mondo, si riunisce e sono ospiti della prima serata della settantatreesima edizione del Festival della Canzone Italiana, targata Amadeus. Formatasi nel 1966, con oltre 100 milioni di dischi venduti, 50 album pubblicati, 63 tour, 344 inediti (tra canzoni e brani strumentali), ha detto addio alle scene nel 2016, accompagnato da un tour speciale rivolto a sancire i cinquanta anni di carriera ma ancora oggi, i Pooh, godono di un successo indiscusso. Il direttore artistico e conduttore per il quarto anno consecutivo, della kermesse più importante d’Italia, si dice emozionato e felice nell’annunciare che i “Pooh” hanno accettato il suo invito. Amadeus, ancora una volta, è l’artefice della reunion di una delle più colossali band che ha lasciato il segno nella vecchia e nuova generazione. Prima di loro è avvenuto con I Ricchi e Poveri e ancor prima con Al Bano e Romina. Ebbene sì, il famigerato gruppo “Pooh” ospiti il 7 febbraio, ricalcherà l’imponente palco del Teatro Ariston Roof di Sanremo, per ricordare uniti, il loro amico batterista scomparso nel novembre 2020, Stefano D'Orazio. “Suoneremo le nostre canzoni importanti ma per ricordare, soprattutto Stefano D'Orazio, un grande amico. La musica serve a ricordare e unisce…” dice Red Canzian. "Nel 1990 vincemmo con il brano Uomini soli, quel palco è veramente magico. Siamo ritornati tutti insieme, per la prima volta nel 2016, come ospiti. Abbiamo pensato che il Festival della Canzone Italiana è la manifestazione più adatta per rendere omaggio a Stefano D’Orazio. È saremo nuovamente insieme per fare un grande tributo, a quella che è stata la nostra storia…” dice Dodi Battaglia “…non c’è giorno in cui, uno di noi, non incontri qualcuno che c’invita a rimetterci insieme. Ricostituire i Pooh, dopo un pensiero dedicato al grande Stefano e a quel genio mite di Valerio, avrebbe il significato forte di una famiglia ritrovata. Non si tratta della prima volta che un amico, di nome Amedeus, ce lo ha chiesto. Attesissima dunque la celebre band italiana e la loro performance che, per certo, farà schizzare alle stelle i dati di ascolto. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • C'era una volta una bambina che desiderava tanto un papà e un fratellino

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. È uscito il nuovo appassionante e intrigante libro del pluripremiato Luigi Moscato: C'era una volta una bambina che desiderava tanto un papà e un fratellino! Questo libro molto scorrevole, tenerissimo e gentile allo stesso tempo, si annovera in molte categorie. Si potrebbe considerare un western, un giallo, dove non mancano misteri e azioni ma sempre dal profilo romantico. Ricco di sfumature e di emozionanti colpi di scena, che regala commozioni continue da mozzare il fiato, con un filo conduttore solido che amalgama tutti gli intrecci dell’affascinante storia. Il libro, arricchisce la raccolta di affascinanti e coinvolgenti storie del Poeta siculo Naif Luigi Moscato, scrittore romantico e soggettista cinematografico. La sua nuova opera, adatta a piccoli e grandi, in sintesi è un intreccio di amori, intrighi e non mancano momenti d'azione, di suspense e piacevoli sorprese. Il tutto contornato da colpi di scena e dove anche i fatti realmente accaduti, la fanno da padrona. Con una notevole semplificazione concettuale, modestia tecnica ed esecutiva, Luigi Moscato, nato nella terra di grandi nomi come Pirandello, Tomasi Di Lampedusa e Sciascia, da più di mezzo secolo racconta in forma poetica e magica la realtà sociale. Quella più umile e quotidiana e che in qualche modo ci circonda e ci rispecchia. Presente, con testi poetici in molte antologie, qualsiasi trama scritta dalle sue mani è ricca di sfaccettature e inevitabilmente prende subito forma poetica. Il suo prezioso tempo, dedicato umilmente alla scrittura e che lo impegna a presentare le sue opere anche oltre il confine, agli italiani emigrati intenti a tramandare nel mondo la propria italianità, origini e tradizioni, è stato premiato da meritati successi letterari e commerciali. Tra i tanti citiamo il premio "Anfora d'oro" all'Accademia del Marzocco di Firenze, il Premio Internazionale con “Medaglia doro” all'Accademia del Fiorino di Prato, "Targa d'argento" al Club terzo millennio di Roma", Fiaccola d'argento" a Valdarno di sotto per racconti sportivi per lettura scolastica. "C'era una volta una bambina che desiderava tanto un papà e un fratellino" é in commercio da oggi 16 dicembre 2022 e regalare sotto le feste anche un buon genuino libro, non ci arricchisce solo culturalmente ma fa bene anche alla mente, al cuore e per certo rende questo Natale più magico del solito. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Addio al Papa emerito Joseph Aloisius Ratzinger

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Dopo una lunga battaglia con la malattia, questa mattina, alle ore 9:34 e all'età di novantacinque anni è deceduto, nel monastero Mater Ecclesiae in Vaticano, Papa emerito Joseph Aloisius Ratzinger. La malattia, dieci anni fa, aveva costretto Papa Benedetto XVI a rinunciare al suo ruolo, dopo un pontificato durato otto anni, lasciando il posto al gesuita argentino Papa Francesco Jorge Mario Bergoglio. Le sue condizioni di salute, aggravatesi specie in questi ultimi giorni, destavano già preoccupazioni, tant'é che lo stesso Papa Francesco proprio lo scorso mercoledí 28 dicembre, al termine dell'udienza generale, l’aveva annunciato invitando tutti i fedeli di pregare per Papa Benedetto XVI, dicendo loro pubblicamente: “ricordarlo, è molto ammalato, chiedendo al Signore che lo consoli che lo sostenga in questa testimonianza di amore alla Chiesa, fino alla fine”. Oggi, di fatto, la Chiesa è in lutto. La notizie del decesso ha addolorato ma nello stesso tempo rinnovato l'interesse dei cattolici di tutto il mondo, per i dettagli della vita e del pontificato del Papa emerito #BenedettoXVI. È stato il primo Pontefice a ritirarsi in epoca contemporanea. Nel febbraio del 2013 infatti, Papa emerito Ratzinger aveva terminato il suo pontificato spiegando all'epoca in una intervista che: "si era reso conto di non essere più capace, fisicamente, psicologicamente e spiritualmente, di assolvere ai doveri del suo ufficio". La sua è stata una lunga e brillante carriera, negli studi religiosi e nella Chiesa. Nato in Germania a Marktl am Inn, una piccola cittadina bavarese, era poco più che un bambino quando entrò in seminario, diventando sacerdote nel 1951, portandosi a seguito a farsi una fama di teologo quasi più grande di quella di vescovo e poi di cardinale. Parla dieci lingue ed é conosciuto come il Papa della Fede e della Ragione amava definirsi un lavoratore umile nella vigna del Signore e aveva una profonda conoscenza delle Sacre Scritture e dei Padri della Chiesa. Con le sue dimissioni, ha aperto la strada a #PapaFrancesco per una modernità della chiesa. In un periodo in cui, comunque, stavano emergendo con prepotenza i casi di abusi e pedofilia nelle chiese europee, Benedetto XVI fu anche il primo Papa a riconoscere ufficialmente e a tentare di contrastare il problema della pedofilia nella Chiesa cattolica, come altrettanto a incontrarsi con alcune vittime di pedofilia, durante i viaggi apostolici. L’11 febbraio del 2013, Papa Ratzinger, comunicò la sua intenzione di dimettersi e da allora, assistito da padre Georg Gänswein e da quattro membri dell’associazione laicale cattolica Memores Domini, il Pontefice è stato definito “papa emerito” e si è limitato a una vita estremamente riservata e raccolta, scegliendo come sua residenza il monastero Mater Ecclesiae. Autore di oltre 160 libri, il 12 gennaio 2023 esce un nuovo libro di #BenedettoXVI “Nient'altro che la verità. La mia vita al fianco di Benedetto XVI” di S.E. Monsignore Georg Gänswein. Nella descrizione del libro, in sintesi si legge: “… oggi, dopo la scomparsa del Papa emerito, per l'attuale prefetto della Casa pontificia è giunto il momento di raccontare la propria verità riguardo le bieche calunnie e le oscure manovre che hanno cercato invano di gettare ombre sul magistero e sulle azioni del Pontefice tedesco, e di far conoscere così, finalmente, il vero volto di uno dei più grandi protagonisti degli ultimi decenni, troppo spesso ingiustamente denigrato dai critici come "Panzerkardinal" o "Rottweiler di Dio". Un racconto autentico e schietto in cui, coadiuvato dalla esperta penna del vaticanista Saverio Gaeta, monsignor Gänswein propone l'autorevole ricostruzione di un particolarissimo periodo per la Chiesa cattolica, affrontando anche gli interrogativi su enigmatiche vicende, quali i dossier di Vatileaks e i misteri del caso Orlandi, lo scandalo della pedofilia e i rapporti fra il Papa emerito e il successore Francesco. Ne scaturisce l'intensa testimonianza della grandezza di un uomo, cardinale, Papa che ha fatto la storia del nostro tempo e che emerge qui come un faro di competenza teologica, chiarezza dottrinale e saggezza profetica”. Il direttore della Sala stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, ha riferito anche che da lunedì 2 gennaio 2023, il suo corpo sarà nella basilica di San Pietro in Vaticano per il saluto dei fedeli, mentre giovedì 5 gennaio in piazza San Pietro, alle 9.30, Papa Francesco celebrerà i funerali di Benedetto XVI, dopodiché il feretro del Sommo Pontefice Emerito sarà portato nella Basilica di San Pietro e quindi nelle Grotte Vaticane per la tumulazione. Anche la nostra Redazione TeleVideoItalia Angela Saieva si unisce in preghiera e rispettosi a Papa emerito Benedetto XVI rivolgiamo un ultimo nostro pensiero, RIP. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Renzo D’Ambra e Antonietta Canazio due italiani rappresentanti il nostro Bel Paese

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. In quest’ultimo periodo, stiamo assistendo al ritorno della normalità, bellissimi spettacoli musicali, teatrali e incontri collettivi fatti all’insegna dell’italianità. Grandissima è la partecipazione del pubblico italo- tedesco. Continua il nostro viaggio, tra i connazionali italiani. In occasione di un evento collettivo, incontriamo altri due italiani trapiantati in terra Svevia da una vita e che della loro passione e l’amore per la propria terra d’origine, ne hanno fatto una vera virtù. Parliamo di Renzo D’Ambra e Antonietta Canazio di Stoccarda, una delle città più importanti della Germania e non solo per l'arte ma anche per l'industria automobilistica, high-tech, banche, assicurazioni, viticoltura, università e istituti di ricerca, nonché capitale dello stato di Baden-Württemberg, dove risiedono la bellezza di centosessanta mila nostri connazionali italiani, sempre in continuo aumento. Come tutti del resto, vivono la loro quotidianità tra lavoro, casa, famiglia ma entrambi condividono la stessa passione, quella di tenere unita la collettività del posto nei momenti di svago. Sono artefici di molteplici eventi artistici culturali e teatrali come, tanto per citarne alcuni, da Chiara D’Amico, prodotto da Davide Bonavita, agli “Arteteca Monica & Enzo", i due amati personaggi di Made in Sud e portati in scena di recente a Filderstat dalla A&R Italy Event, al cantautore e compositore napoletano Mauro Nardi, con la partecipazione straordinaria in qualitá di ospite, il dipartimento europa managing SDA Sanremo Eventi. A tal proposito, approfondiamo la conoscenza con i due organizzatori Renzo D’Ambra e Antonietta Canazio Renzo D'Ambra, quali sono le tue origini e da quanto e perché ti trovi in Germania? Sono nato nei pressi di Caserta. Il mio nome vero è “Lorenzo” ma grazie a un maestro del posto che mi sentiva canticchiare per le vie della città, mi attribuì “Renzo”. E un nome d’arte e che sembra avermi portato fortuna, nel campo musicale. Da giovane mi sono fatto le ossa tra le classiche serate e balere di provincia. Emigrato in Germania, con non poche difficoltà, mi sono fatto strada e sono riuscito ad integrarmi e ad essere tutto ciò che sono oggi, anche discografico. Nel mio piccolo ho fondato la A&R Italy Event che altro non è, l’acronimo del nostro nome, Renzo e Antonietta, la mia socia. Sei un cantautore melodico e inseguire i propri sogni è già un’impresa ardua ma spesso pensi a realizzi quella degli altri. Cosa vi spinge a dedicare il vostro tempo libero alla comunità? Vedo che non ti sfugge niente Angela. Ci conosciamo da anni ormai e non nascondo che apprezzo molto le tue peculiaritá giornalistiche Angela, come altrettanto le grandi attenzioni che dedichi in generale alle collettivitá italiane emigrata in Germania e alle loro evoluzioni. È vero, canto, ma amo anch’io aiutare i giovani, perché mi rispecchio in loro e credo in loro. Ho di fatti anche una discografia, dove i giovani possono avvicinarsi al fascino della musica e del canto. Mi complimento con la mia socia Antonietta Canazio, una grande donna, manager di elevato carattere teatrale, molto creativa e idealista. É un grandissimo supporto. Vivi ormai da anni in Germania ma tendi sempre nel tramandare la tua italianità, come del resto lo fanno in tanti, ti è sempre riuscito? È fondamentale portare avanti il Made in Italy, in un modo corretto. Tendo a precisare che noi giochiamo su un punto molto delicato, riguardo a esso. Abbiamo un modo di creare e inventare gli eventi per avvicinare il nostro connazionale, cerchiamo di non farlo sentire solo e nello stesso tempo, non fargli dimenticare le proprie origini. Altri ben vengano, l’importante che si fa in un modo pulito. Fare ogni giorno una cosa diversa dal proprio vero mestiere, non funziona. Sia ben chiaro il concetto quindi a chi un domani si “sveglia” e vuole organizzare un qualcosa a nome e per conto della collettività. La vostra presenza ai nostri spettacoli come sempre ci onora. Ringrazio la tua emittente TeleVideoItalia.net e attraverso te Angela, anche il Corriere d’Italia per cui scrivi, lo leggiamo ben volentieri. Antonietta, tu sei originaria di Nola ma da anni risiedi a Filderstat, nei pressi di Stoccarda. Cosa vi accomuna e come ti ha coinvolto il tuo socio? Premetto che con Renzo D’Ambra ci conosciamo da una vita e quando mi propose di essere parte di quest’organizzazione, accettai ben volentieri. Con piccoli passi e tanti sacrifici, siamo arrivati a tutto quello che ci circonda oggi e non mi sembra poco. Concordo con Renzo, noi italiani all’estero siamo gli ambasciatori in giro per il mondo che portano la cultura e il Made in Italy e in questo caso, noi, lo portiamo attraverso la canzone, i concerti, gli spettacoli teatrali e tutto quello che gira attorno all’organizzazione. Facciamo in modo che esso sia veramente rispettato e seguito in modo giusto. Siamo piccoli organizzatori rispetto ad altri grandi, diciamo una piccola azienda familiare. Facciamo tutto noi, abbiamo il nostro staff, ma siamo pur sempre efficaci nell’organizzare con rispetto. Il nuovo anno è già ricco di programmi e sempre nel rispetto della nostra comunità e siamo lieti di farvelo presente. Grazie per essere stati con noi. Il servizio televisivo redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo é visibile sui siti ufficiali di televideoitalia.net e corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Nek torna live per festeggiare trenta anni di carriera

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Pseudonimo di Filippo Neviani, Nek compie proprio oggi, 6 gennaio festa dell’epifania, cinquantuno anni di età. Il cantante e polistrumentista, circondato dall’affetto e dal calore dei suoi fan, continua a emozionare e coinvolgere il pubblico con un’energia autentica. Non a caso lo scorso dicembre ha festeggiato al Teatro degli Arcimboldi di Milano con “5030 Il concerto” oltre i suoi cinquant’anni, anche i suoi trent'anni di carriera artistica. Con una doppia celebrazione, ha fatto rivivere dal vivo tutti i suoi grandi successi, che dal suo esordio al Festival di Castrocaro nel 1992 non si è più fermato, da “Laura non c'è”, “Se io non avessi te”, a “Lascia che io sia” e tanti altri intramontabili successi, dove ha visto la partecipazione anche di amici e colleghi come Jovanotti in Fatti avanti amore feat, Dimmi cos’è feat con Francesco Renga e Cuori in tempesta feat con Giuliano Sangiorgi. Con oltre dieci milioni di dischi venduti in tutto il mondo e diciotto album in studio, Nek ha pubblicato un album celebrativo "5030" con otto dei suoi grandi successi riarrangiati in chiave anni '80 e un nuovo singolo "La teoria del Caos". “ I concerti, al di la dei dischi celebrativi, sono sempre un bel momento per celebrare qualcosa. Per le persone, le canzoni, sono diventate punto di riferimento…” spiega il cantante emiliano Nek “…in concerto stai celebrando la tua vita attraverso le canzoni. Volevo, attraverso pochi pezzi riarrangiati, i più significativi per riassumere trenta anni di percorso. Diversamente, sarebbe stato un lavoro gigantesco, mettere trent'anni di singoli all'interno di un album. Dopo trent'anni sono qui, è stato un viaggio bellissimo. Chi fa questo mestiere, cerca sempre nuovi stimoli e vive di adrenalina ed emozioni". Nek, è una delle più apprezzate voci del panorama musicale italiano, a livello internazionale. Negli ultimi anni è stato impegnato nella conduzione di programmi televisivi, tra questi citiamo quello in prima serata su Rai Due “Dalla Strada Al Palco”, dedicato al mondo dei buskers, e a tal proposito il cantante afferma: “mi piace mettermi in gioco e mi piace il linguaggio alternativo alla musica, certo la televisione non sostituirà mai la musica ma resta uno spazio che mi si prospetta davanti. Mi piace essere poliedrico e ogni tanto mi sposterò verso la telecamera. Mi stimola parecchio”. Il tour 2023 conta giá le sue prime date, rispettivamente il 14, il 16 e il 21 gennaio, che dire dunque... buon compleanno Nek! Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Gossip il nuovo singolo dei Maneskin con Tom Morello

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Esce il 13 gennaio 2023 il nuovo singolo dei Maneskin, Gossip, in collaborazione con il leggendario chitarrista Tom Morello. “Non lo ringrazieremo mai abbastanza per essersi unito a noi, per questo pezzo, è un onore per tutta la band…” dice Damiano, frontman dei Maneskin “…Tom Morello, attraverso la sua enorme esperienza, senza pensarci troppo ci ha permesso di prendere spunto per lavorare alle tracce”. “Suonare con lui è un sogno che si realizza, ha portato un po’ di Rage nei Måneskin” dice Ethan. “Tom Morello è uno dei più grandi musicisti da cui abbia mai imparato e da cui abbia mai imparato. In quest’anno incredibile e una grande conquista e per me un dono enorme…” aggiunge Thomas. “La canzone nasce da un riff che Thomas ha scritto tempo fa e che abbiamo tenuto nel cassetto per molto tempo, su cui abbiamo continuato a lavorare…” racconta Victoria “…poi il grande Tom Morello si è unito a noi e ha portato quel tocco in più alla classica irriverenza dei Måneskin”. Gossip anticipa il nuovo album “Rush” prodotto da Fabrizio Ferraguzzo e Max Martin e che esce il 20 di gennaio, dove arriva a distanza di circa due anni da “Teatro d'ira”. Registrato in Italia, Tokyo e a Los Angeles, includerà con il suo sound californiano i singoli già pubblicati “Supermodel” e il suo groove rock contagioso “Mammamia” e “The Loneliest”. La band, inoltre, ha pubblicato anche la tracklist del nuovo album composto da diciassette brani. In continuo aggiornamento intanto é il tour 2023 dei Måneskin e mentre in Italia vengono di giá raddoppiate le date di Roma e Milano, in Germania fioccano giá le prime date 2023, il 6 marzo a Berlino e il 10 a Colonia! Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Gianni Salamone La mia verticalità

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. L’esigenza di raccontarsi con sincerità e autoironia... “La mia verticalità” è il singolo che anticipa e dà il titolo all'album del cantautore/attore fiorentino Gianni Salamone, il brano che più ne riassume l'intera opera e forse, anche il più autobiografico. Il tutto arricchito da pianoforte, archi, chitarre e sax solista. “La mia verticalità” è inoltre uno dei due brani più pop di tutto il disco, progetto che è un vero Concept-Album di dodici tracce, il secondo da solista di Gianni Salamone in uscita nel 2023. Un'ora e un minuto di contaminazioni musicali e testi che rimandano ad atmosfere senza tempo al di là di mode e generi. 12 brani dove spesso le parole si fanno da parte per dare ampio spazio alla musica. L’album del noto artista toscano tocca sonorità diverse, contaminazioni musicali e alcuni brani con più di una melodia al loro interno. Un disco pop, rock, folk e cantautoriale, con insert elettronici e talvolta sintetizzatori. Melodie e testi il filo conduttore. "La mia verticalità parte da molto lontano, nasce da un'esigenza forte e più potente di qualsiasi costrizione..." dice Gianni "...un'esigenza creativa presente in tutti i brani dell'album. Il bisogno quasi fisico di raccontare e raccontarsi senza strizzare l'occhio a mode effimere e passeggere, senza voler ad ogni costo scrivere per scrivere. Così ho cominciato, accompagnato da chi insieme a me ha preso porte in faccia e felicità indescrivibili. C'è stato un periodo, lungo un mese o poco meno, durante il quale scrivevo una canzone al giorno. Fatta. Finita. Strofe, ponti e ritornelli. Musica e parole. Lo racconto anche in un brano dell'album, bisogna stare in connessione con questa forma di energia, questo fiume creativo nel quale tutti possono andare a pescare. E il primo che arriva, se ha fortuna, prende questa o quella melodia. Tutto qui. A tutti i musicisti ai quali ho chiesto di collaborare con me ho detto: “queste sono le canzoni, facciamo qualcosa di bello, qualcosa che resti per sempre! Voi non siete dei semplici esecutori, ma parte integrante di qualcosa di grande che andremo a fare. Non credo di essere autoreferenziale, sono solo orgoglioso e col cuore gonfio di felicità per aver creato qualcosa che per me è unico, con la speranza di condividere questa gioia con più persone possibili. 2020 In rotazione su Amazon Prime Video il film “Oltre la linea gialla” girato nel 2015. Gianni Salamone, attore protagonista e autore ed interprete della colonna sonora omonima uscita nel 2017 edita da Smilax Publishing. Il film viene proiettato nel 2018 al Parlamento Europeo dove ottiene una menzione speciale e selezionato nei festival di cinema indipendente di tutto il mondo, vincendone anche alcuni di molto importanti: “Miglior Commedia Internazionale” al Garden State Film Festival di Atlantic City e all'Eurasia International Monthly Film Festival a Mosca. 2019 Videoclip del singolo “L'Amore è uno Shock! (ai tempi di Shrek)” colonna sonora del film “L'Amore ai tempi di Shrek” selezionato ai “David di Donatello” Nella pellicola anche il brano Aliante. 2018 Presente con tre brani nella compilation “Ballando Compilation Vol.3” edito da Smilax Publishing: Perdiendome, Lei e Voglio solo un moijto. In contemporanea esce il videoclip del singolo “Voglio Solo un Mojito”. 2009 su invito del giornalista-biografo-conduttore radiofonico Massimo Cotto, partecipa con una sua opera, “Evoluzione e Rinascita” a: “In My Secret Life” (voci su tela dal mondo della musica) Mostra itinerante con la partecipazione di Artisti italiani e internazionali. 2008 Nasce Il Progetto "Cani Abbandonati" In collaborazione con il Gruppo Editoriale SPREA esce il singolo "Bastardo" Intervistato in anteprima nazionale da Massimo Cotto su Radio Capital nella trasmissione “I Capitalisti”, il brano entra in rotazione sui network nazionali e ospite nelle tappe di Pescara e Nettuno del mini tour di Radio Italia. 2003 il singolo "Dondola" Produzione artistica ed esecuzione, Marzio Benelli con la collaborazione dei Luciferme e in rotazione sui principali network nazionali. 2000 il suo primo singolo "La Felicità" Produzione Artistica Marzio Benelli, Prodotto da Giancarlo Meo per Universo e distribuito da Universal ed entra in classifica sui Principali network Nazionali. Frontman de “L'Impresa Eccezionale LucioDallaTributeBand”. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Gianfranco Butinar e Arte d'identità

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Gianfranco Butinar, attore, imitatore, scrittore, figlioccio artistico del Maestro Franco Califano, porta a Teatro il suo successo teatrale "Arte d'identità", il viaggio nel mondo di chi ha fatto dell'imitazione un'arte, il 6 dicembre al Teatro Brancaccio di Roma. Oltre due ore di imperdibili aneddoti e improbabili duetti, con i cavalli di battaglia delle voci di Butinar dello sport, della musica e dello spettacolo, alternati senza cadute di tono né spazi vuoti, e accompagnati da musicisti planetari di livello internazionale. Lo spettacolo è una produzione di MP Management. “Mille voci, un solo artista”: così la stampa definisce Gianfranco Butinar e il suo talento incredibile. Attore, scrittore e imitatore in grado di ‘trasformarsi’ in alcuni dei personaggi più amati del mondo dello sport, dello spettacolo e della musica. Figlioccio Artistico del Maestro Franco Califano fa l'esordio nel 1991 con la prima serata a percentuale in un locale appena diciottenne, nel 1992 esordio televisivo a Goal di Notte. Prosegue poi la sua carriera televisiva nel 1995 a Beato tra le donne con Paolo Bonolis, nel 1996 a Sotto a Chi tocca e nel 1997 a Tai Tanic. Nel 1997 fa il suo esordio a teatro con lo spettacolo Note di Primavera. In quello stesso anno esce il suo primo libro: La solitudine fatta animale e poi nel 2001 il secondo: Io e il resto. La Redazione TeleVideoItalia Angela Saieva ringrazia l’invito pervenuto, lieti di aderire a questo spettacolo, sicuramente unico in tutte le sue forme. Nel 2002 comincia la collaborazione con la Gialappa's Band in Mai dire. Nel 2007 il terzo libro: Presente e Imperfetto. Nel 2010 inizia a collaborare in radio e in televisione con Piero Chiambretti. Nel 2013 esce il suo quarto libro: Arte d'identità (da qui il titolo del suo live). Nel 2014 è protagonista nel film Non escludo il ritorno, che rappresenta la terza vita del Maestro Franco Califano, interpretando proprio il suo padre artistico. Sempre nel 2015 si aggiudica il Golden Disc Revelation per il suo lavoro Il Progresso sei tu, sempre in omaggio a Franco Califano. Nel 2015 il film viene presentato a Cannes al Festival Internazionale del Cinema. Nel 2020 - 2021 partecipa a Tiki Taka con Piero Chiambretti. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Sanremo Giovani i dodici contendenti del Sanremo 2023

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Per un totale di 1263 brani tra Rai e Area Sanremo, il risultato è stato raggiunto, ecco i dodici giovani artisti: Colla Zio, Asfalto Milano, Fiat 131, Pupille Rende, Noor, Tua Amelie, Urbino, Romeo & Drill, Giorno di scuola, Roma. Questi sono i nomi scelti per la finale di Sanremo Giovani il 16 dicembre, in diretta in prima serata su Rai Uno dal Casinò di Sanremo e in live streaming su RaiPlay. Quattro sono gli artisti provenienti da Area Sanremo. Nell’attesa serata, saranno decretati i tre fortunati artisti che entreranno di diritto al Festival di febbraio nella categoria Big, una formula già adottata da Amadeus negli anni scorsi e che si conferma con successo anche per la nuova edizione 2023, targata Amadeus. È stato lo stesso conduttore e direttore artistico, poco ore fa, a comunicare i giovani artisti. La selezione è avvenuta, attraverso un’audizione davanti alla Commissione musicale Rai composta dalla vicedirettrice Prime time Federica Lentini, dal maestro Leonardo De Amicis e dall’autore Massimo Martelli e lo stesso Amadeus, direttore artistico e conduttore per il quarto anno consecutivo del Festival di Sanremo, come altrettanto quella di valutazione di Area Sanremo composta da Lavinia Iannarilli e dagli autori Paolo Biamonte, Sergio Rubino e lo stesso direttore artistico Amadeus. Tanti sono i brani autobiografici, su esperienze dolorose e vissute con coraggio, all'amore. “Sono davvero soddisfatto…” ha detto Amadeus “…e voglio ringraziare i tre membri della Commissione di valutazione per il lavoro svolto nell’ascolto dei tanti brani iscritti alla selezione di Area Sanremo. Con rigore e passione abbiamo portato a termine il mandato affidatoci dal Comune di Sanremo. Ora la grande sfida in vista di Sanremo 2023, spetta ai quattro artisti selezionati”. Tutto pronto dunque per la Finale di Sanremo Giovani del 16 dicembre, in diretta su Rai Uno, mentre bisogna aspettare domenica 4 dicembre per conoscere la rosa dei Big in gara e dove, sempre attraverso Amdeus, li ufficializzerà durante il Tg1 delle 13:30. Samo pronti a raccontarvi la nuova avventura, mettetevi dunque comodi e riscaldate i motori perché Sanremo… parte come sempre in pole position! Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Pforzheim celebra la Santa Cresima nel giorno di Pentecoste con Mons. Michael Gerber

    Si è tenuta Sabato 14 Maggio presso la Barfüßerkirche di Pforzheim la celebrazione eucaristica della Santa Cresima. Il grande evento è stato presieduto dal Vescovo ausiliare di Friburgo Sua Ecc. Mons. Dr. Michael Gerber. Indescrivibile è stato l'emozione tra i fedeli del posto, i cresimandi e lo stesso p. Maria Arokiadoss Antonyraj, comunemente conosciuto p. Rocky della Missione Cattolica Italiana di Pforzheim. Efficaci le parole di Mons. Dr. Michael Gerber quando nella sua omelia ha ricordato a tutti i cresimandi che lo Spirito Santo viene sempre in aiuto nella nostra vita, tuttavia, non basta riceverlo. Ogni giorno dobbiamo richiederlo, desiderarlo ardentemente nel nostro cuore e avere sete di questo dono immenso che nostro Signore fa a tutti. Dobbiamo riconoscere che senza lo Spirito Santo non possiamo far nulla e in questo momento prezioso, dove lo Spirito ha effuso i suoi doni in abbondanza, ricordatevi che anche “oggi” è la vostra Pentecoste. Mons. Michael Gerber ha posto l’accento e li ha esortati a vivere lo spirito della Pentecoste lasciandosi guidare dallo stesso che è paracleto, è difensore, è l’avvocato che non perde mai. Ha preso spunto infine dalla seconda lettura per dire che ci sono due frutti: quelli che vengono dalla carne e che conducono all’infelicità, quello che viene dallo Spirito che li conduce, se si lasciano guidare, alla realizzazione della felicità vera. A ricevere il sacramento della confermazione direttamente dalle mani del Vescovo Mons. Dr. Michael Gerber affiancato da p. Rocky sono stati diciotto creimandi: Azzellini Massimiliano, Capanna Luca, Carrara Antonio, Carrara Gabriel, Catania Adriana, Curto Maria Giovanna, Curto Vincenzo, Domicoli Luigi, Domicoli Simone, Esposito Carmine, Mastromatteo Angela, Mastromatteo Incoronata, Mongitore Marco Vincenzo, Nigriello Diego, Perrone Leonardo, Pitarrese Agata, Pitarrese Francesco, Ruccia Tiziana Maddalena. Il momento più importante ed emozionante è stato naturalmente l’unzione con il Santo crisma in cui i cresimandi sono diventati i futuri testimoni della fede in cui credono. In una chiesa particolarmente piena e raccolta, la partecipazione straordinariamente composta dei fedeli, i canti eseguiti minuziosamente dal gruppo della Missione Cattolica Italiana di Pforzheim e i movimenti ecclesiali tra questi il Rinnovamento nello Spirito, ha reso l’evento unico in tutte le sue forme. É stato un incontro tra il popolo di Dio e nostro Signore Gesù Cristo. L’omaggio floreale offerto in segno di gratitudine dai cresimandi a Mons. Dr. Michael Gerber e a p. Rocky accompagnato da un affettuoso applauso ha chiuso la liturgica manifestazione. Dopo la Santa messa Sua Ecc. Mons. Dr. Michael Gerber ha ringraziato la nostra presenza, la discrezione con cui le nostre telecamere si sono mosse durante l’omelia e l’interesse che abbiamo in generale verso le comunità italiana emigrata nel divulgare tali eventi spirituali. Un grazie particolare lo faccio a p. Rocky, ha aggiunto Mons. Dr. Michael Gerber. Avere dei sacerdoti anche guanelliani nella comunità è molto importante e sono felice di avere fratelli e confratelli con cui viverci spiritualmente. A distanza di duemila anni il giorno della Pentecoste oggi è sempre un grande evento e una realtà per questi giovani. Mi auguro che nel loro cuore questa benedizione gli dia la forza di essere testimoni del vangelo e di stabilire relazioni profonde. Siamo in comunione con Cristo, anche se noi non vediamo lui. A tutti fedeli, a quelli che sono stati presenti all’omelia e a chi seguirà e leggerà questa mia intervista, va il mio più grande augurio di potere fare un’esperienza con Dio. Perché Dio è con noi. É con voi. É con tutti, anche nei momenti particolari e più difficili. Particolarmente emozionato p. Rocky ha ringraziato Mons. Dr. Michael Gerber per avere accolto il loro invito. La sua presenza nella nostra comunità e l’avere conferito il sacramento ai nostri giovani ci ha onorato davvero tanto. Riceverlo inoltre proprio dalle mani di un vescovo così giovane non può altro che fare nascere in loro l’ispirazione di continuare a testimoniare con coraggio e fermezza la parola di nostro Signore, Gesú Cristo, così come anno fatto anche i suoi discepoli. Sono stati mesi intensi di preparazione ma il risultato raggiunto lo dobbiamo soprattutto alla complicità avuta dai membri della Missione Cattolica Italiana di Pforzheim, ha detto p. Rocky. Ad incominciare dalla segretaria della nostra missione Tina Marsella attenta nelle pratiche burocratiche e non solo. Le coriste Tiziana ed Enza Di Naro, Messina Enza, Amella Francesca. L’organista Vincenzo Amella che ha guidato i canti. Il chitarrista Nino Carrara che ha curato anche la parte organizzativa e la designazione dei posti dei fedeli in chiesa. Antonio Trovato che cura minuziosamente da 26 anni la preparazione del nostro altare e non solo. La catechista Michela Carrara che con la preparazione fatta ai cresimandi, ha permesso non solo di conoscersi ma anche di pregare insieme per crescere in un’amicizia e in una fede, pregustando così i frutti dello Spirito nella gioia, nella pace e nell’amicizia rafforzando l’unione di questo piccolo gruppo di discepoli. Un saluto caloroso va al nostro predecessore padre emerito Don Santi Mangiarratti, che ogni tanto ci viene pure a trovate, perché noi stiamo solo continuando a edificare e a migliorare le basi che lui ha creato e che ci ha lasciato con grande umiltà come solo un fratello sa fare. Grazie di vero cuore a tutti a nome anche di p. Wieslaw Baniak che, anche se in questo giorno particolarmente importante si è dovuto assentare per dare un sostegno a un’altra comunità bisognosa, spiritualmente lo abbiamo avuto ugualmente accanto. Del resto, ha terminato p. Rocky, siamo qui per questa e unica ragione: andare ovunque ci sia bisogno della nostra presenza, della nostra parola, del nostro conforto e del nostro amore spirituale. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con gli studi della SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Gli 85 anni di un uomo straordinario, Carlo Pedersoli, per tutti Bud Spencer

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Sono passati due anni da quando il popolarissimo attore Carlo Pedersoli, in arte Bud Spencer, in occasione della sua visita a Pforzheim per promuovere un suo libro, mi diede l’onore di poterlo intervistare in esclusiva per la nostra emittente TeleVideoItalia e per il Corriere d’Italia per cui scrivo. L’emozione di rincontrarlo, in occasione del suo ottantacinquesimo compleanno, resta incontenibile. Vi ripropongo la sua storia e il fatidico incontro con i due miti divisi a metà tra lo sport e il grande set, Carlo Pedersoli e Bud Spencer. Carlo Pedersoli é nato a Napoli il 31 Ottobre del 1929. Ama suonare la chitarra, é tifoso laziale, ama Napoli, è molto superstizioso tanto quanto tenace. Si trasferisce a Roma e contemporaneamente iscritto all'Università di Roma, alla facoltà di Giurisprudenza, intraprende la disciplina olimpionica nelle categorie giovanili di pallanuoto e di nuoto. Partecipa anche a diversi Giochi del Mediterraneo ed Europei, dove si distingue come ranista diventandone nel 1945 campione italiano. Nel 1952 ad Helsinki, gareggia alle Olimpiadi per i colori italiani. Nel 1953, nel ruolo di centroboa nella Nazionale Italiana di Pallanuoto contribuisce alla vittoria dell'Italia contro la Spagna. Nel 1956 vince il Campionato di pallanuoto con la S.S. Lazio, segnando due reti nell'incontro decisivo contro il Camogli. 1958 a Melbourne per i nostri colori italiani é il primo italiano a scendere sotto il minuto nei 100 metri stile libero e ad infrangere la barriera del minuto netto. In proposito Carlo Pedersoli dice: “È stupendo quello che si prova nel partecipare alle Olimpiadi, Angela. Esse rappresentano per me quello che milioni di persone non potranno mai fare e questo è un dispiacere enorme.." mi dice. "Io per andarci ho rinunciato a tre lauree, la Chimica, la Giurisprudenza e la Sociologia. E' un privilegio per pochissime persone, ed io ne sono davvero fiero. Ai miei tempi, essere pallanuotista, era un piacere. L’ho iniziato coltivato e portato con me nella vita. Il mio ricordo più bello risale a quando a Shanghai, la Nazionale divenne campione del Mondo ed il Presidente della FIN, pur non essendo stato io campione ma solo un azzurro della Nazionale, mi regalò ad honorem un quadro con le “medagline” d'oro di quella vittoria. Proprio come se avessi partecipato. Questo gesto mi ha commosso veramente molto”. Nello stesso anno 1958 Carlo Pedersoli lascia però l'Italia e si trasferisce in Venezuela. Lavora a un progetto della Panamericana, la strada che attualmente collega Panama a Buenos Aires. “Non nascondo quanto ho davvero pianto per mia Madre Patria” mi sottolinea. Bud Spencer é divenuto invece celebre attore italiano grazie ai suoi film girati in coppia con Mario Girotti, in arte Terence Hill. "Dio perdona, io no" è il primo film girato dalla coppia quale li proclama in seguito le due Star a livello internazionale più amate dal pubblico e che li ha resi infinitamente celebri in questo genere di produzioni. “Sai, il soprannome Bud Spencer…" mi rivela Carlo Pedersoli "…l’ho scelto in onore di “Spencer Tracy” un mio idolo e per una birra preferita”Budweiser”. Distinguo inoltre due tipi di successo: il primo quello che ho avuto nel cinema che è mio e non me lo leva nessuno, piú quello che ho avuto nello sport e che mi ha insegnato i valori della vita. Il secondo è quello che il pubblico ha deciso di darmi e che mi ha permesso di fare 120 film". Pur essendo cinematograficamente impegnato, Carlo Pedersoli porta avanti ugualmente alcune passioni, ad esempio la musica. Scrive non solo per Nico Fidenco e per Ornella Vanoni ma scrive diverse colonne sonore e alcune canzoni per "Lo chiamavano Bulldozer" dove una viene da lui stesso interpretata durante il film. Nel 1975 abbraccia un’altra sua grande passione, il volo. Consegue la licenza di pilota di elicottero per l'Italia, la Svizzera e gli Stati Uniti e prende inoltre il brevetto per i jet. Anteprima il brevetto però, il primo volo effettuato da Carlo Pedersoli fu sul set di “Più forte ragazzi!” e lo racconta così: “Dopo aver visto in diverse scene lo stuntman-pilota effettuare le manovre, su mia iniziativa, lasciai tutti di stucco spiccando il volo con l'aereo manovrando i comandi da solo e senza aiuti. Ricordo il terrore del produttore in quei momenti. L'atterraggio "a quaglia" quello insomma effettuato a "balzi" sulla pista fino a fermarsi. Fortunosamente riuscì.” Nel 1979 Carlo Pedersoli riceve il premio Jupiter come star più popolare in Germania. Nel 1981 è tra i soci fondatori della compagnia aerea Mistral Air. Da attore drammatico, nel 2003, si impegna con il film "Cantando dietro i paraventi" di Ermanno Olmi. Nel 2005 il Comune di Civitavecchia gli attribuisce il Caimano d'Oro "per la sua carriera di nuotatore e per essere rimasto sempre vicino a questo sport, anche quando è diventato un attore affermato e conosciuto in tutto il mondo. Nel gennaio del 2007 la Federazione Italiana Nuoto, concede a Carlo Pedersoli i brevetti di Allenatore di nuoto e pallanuoto e viene iscritto all'Associazione Nazionale Tecnici di nuoto. Nel 2010 riceve il David di Donatello alla carriera. Da poco ha terminato di girare un film dal titolo "Uccidere è il mio mestiere", una produzione tedesca, dove interpreta il maestro di un assassino completamente cieco. Dunque ricapitolando maestro, attore Bud Spencer e sportivo Carlo Pedersoli. Quali meriti vanno attribuiti? “C'è grande differenza tra la parola sport e cinema, cara Angela. Io ho creato solo per caso il personaggio che tutti amano. L'attore prima di farlo ha studiato, ha fatto delle accademie, si é sacrificato per imparare il dialogo e le note dell'attore. Io non l'ho fatto. Bud Spencer è un prodotto del pubblico. Tutti, nella vita, vorrebbero essere lui. Dare un pugno in faccia a chi ti costringe sottometterti. Allora ecco Bud Spencer che arriva e risolve senza volgarità i problemi creati dai cattivi..." non ti sto annoiando vero Angela, dubbioso mi chiede il maestro Pedersoli, ed io prontamente gli rispondo: no maestro, assolutamente, starei ad ascoltarla all'infinito e non solo per il novero che mi sta regalando con la sua attenzione. "...io e Terence Hill, l’uomo nonché il personaggio che ha condiviso con me il successo, rappresentiamo una copia del cinema muto e gestuale di Buster Keaton e Charlot, Stan Laurel e Oliver Hardy. Loro attraverso la comicità tuttora fanno ridere e riflettere il mondo intero, senza parlare. Lo sport è un'altra cosa, perché anche l'uomo più antipatico e odioso ma che è un campione, è e sarà sempre lì e bisogna rispettarlo per quello! Carlo Pedersoli legge quello che ha fatto di puro da sportivo e sa che è proprietà sua”. Ferma restando sull’argomento sport, Carlo Pedersoli in proposito la pensa cosí: “Il denaro purtroppo è dovunque. I giocatori stranieri, in pallanuoto come anche nel calcio e comunque, la fanno padrone. Quando io divenni campione italiano del nuoto a rana, parlo del 1943, avevo appena 16 anni. I soci della società “Galleggiante sul Tevere” pur essendo "junior" mi regalarono l'accappatoio facendo una colletta. Quello era sport! Noi andammo alle Olimpiadi del '52, fino in Finlandia, in treno, viaggiando nelle carrozze di legno, di notte, perché non c'erano i soldi per pagare gli alberghi. Quello è sport! Non quello di oggi. Se potessi, cancellerei tutto ciò che ha determinato la nuova essenza dello sport che oramai… è diventato solo spettacolo. Per ultimo ma non perché ultimo, concludo dicendo che: forse non tutti sanno che Carlo Pedersoli firma i suoi autografi tradizionalmente solo con “Bud” e che il “Bud Spencer “ per intero è solo per un numero ristretto di libri da collezione. Nel salutarci, mi aveva promesso che avrebbe autografato a mio figlio un suo libro, visto che a me aveva regalato e la definisco piú "una perla rara della sua saggezza" oltre a un'indelebile intervista. Ho potuto costatare, tra gli innumerevoli pregi che ha, che oltre ad essere straordinariamente umile, é anche un uomo di parola. Grazie Carlo Pedersoli da parte mia per la sua umile attenzione e per il novero autografo “Bud Spencer“ che oggi ci hai regalato e ancora tanti auguri di Buon Compleanno sia da parte mia e della mia Redazione TeleVideoItalia Angela Saieva, sia dal Corriere d’Italia. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • al Festival di Castrocaro vince Ethan Lara. La diretta su Rai Uno e Raio Rai due

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. La giornata di lutto nazionale non ferma la prima serata del concorso di canzoni e la Finalissima del 59esimo Festival di Castrocaro Voci nuove volti nuovi Sabato 27 Agosto è andata in diretta in prima serata su Rai Uno e su Rai Radio due, dove ha visto in azione la rosa dei dodici finalisti: Vittoria Tampucci, Anastasia Pacilio, Tomas Tai, Christian Riccetti, Luce Gamboni, Anna Guerra, Francesca Notarfrancesco, Lucia Golemi, Andrea Tortolano, Nicole Stella, Rosa Chiodo e il vincitore Ethan Lara di diciotto anni, originario di Firenze. L’esibizione dal vivo con cover e brani inediti è stata accompagnata dall’orchestra diretta dal Maestro Stefano Palatresi mentre la conduzione quest’anno è stata affidata all’inedita coppia formata dall’attore e presentatore televisivo Flavio Montrucchio e da Samanta Togni, insegnante di danza e volto storico del grande successo televisivo Ballando con le stelle. Le dodici promesse della musica italiana sono state valutate da una Giuria formata da Mara Maionchi, discografa di grande esperienza e che non ha perso occasioni nel dire la sua in diverse occasioni, Claudio Lippi e Valerio Scanu. Nella serata inevitabile è stato incontrato anche il dipartimento europa managing SDA Sanremo Eventi, la rinomata casa artistica italiana con sede a Pforzheim, in Germania. Un’organizzazione nota soprattutto nell’essere riuscita nel corso di questi ultimi trent’anni a fare aprire le porte ai nostri connazionali residenti all’estero ambiziosi di riuscita, coordinando in esclusiva selezioni di numerosi concorsi canori, cinematografici e di bellezza di chiara fama, come nel 2014 anche quella del Festival di Castrocaro. Sono dure battaglie d’intesa con le organizzazioni madri del concorso ma che alla fine ti portano a ottenere meritevoli risultati, commenta lo stesso direttore artistico della SDA Sanremo Eventi. Questo mondo artistico in generale mi appassiona o per meglio dire fa parte sicuramente del mio DNA. Forse è questa la vera ragione perché ho scelto di costruire le mie basi in Germania. Organizzare e coordinare determinate selezioni che porta a un reale scambio di cultura e origini sono gratificanti. Non potevo non essere pertanto presente anche a questa kermesse. Oltre ad un emozionante scenario ho visto grande partecipazione e complicità tra i finalisti e zero competizione. Tutti, più o meno, elementi meritevoli. Quello che mi ha colpito di più in questa serata comunque non sono state tanto le canzoni in gara ma la grande umanità, sensibilità e solidarietà rivolta ai terremotati. A mio avviso sono loro i veri vincitori, se pur solo morali, in questa edizione. Durante la serata è stata presentata l'ultima registrazione di Nilla Pizzi, scomparsa pochi anni fa, "Non sono sogni" realizzata in duetto virtuale con Kelly Joice e che è giá nelle radio dal 29 Agosto. Il premio per il brano più radiofonico è andato a Rosa Chiodo mentre per il vincitore Ethan Lara la kermesse si è trasformata in un trampolino di grandi opportunità messe a disposizione dagli organizzatori, dall’entrata di diritto nei primi sessanta concorrenti che parteciperanno alle selezioni per l'area “Nuove Proposte” del festival di Sanremo 2017 fino ad aprire già dai prossimi mesi i concerti degli Stadio ospiti d'onore al Festival di Castrocaro e vincitori dell’ultimo Festival di Sanremo con il successo "Un giorno mi dirai". Una Band che vanta una lunga carriera di successi e di collaborazioni tra i tanti con Lucio Dalla, Irene Grandi, Noemi, Laura Pausini, Patti Pravo e che rinsalda il forte e storico legame fra i due Festival canori più importanti e longevi d’Italia. La nostra Redazione TeleVideoItalia Angela Saieva e anche quella della del Corriere d’Italia è vicino al dolore di tutti i terremotati e a tutti quelli che soffrono in generale e si associa naturalmente al messaggio lanciato dalla protezione civile: il 45500. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Un giorno mi dirai… vincono gli Stadio! A sorpresa la 66esima edizione del festival di Sanremo

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Che era un Festival ben diverso dagli scorsi anni si era giá capito, da quando Carlo Conti ha preso in mano le redini del Festival, sia da conduttore come anche da direttore artistico per il secondo anno consecutivo della kermesse musicale sanremese. È dunque grazie a lui se da un paio di anni la cittá dei fiori, per eccellenza, rientra nella tradizione musicale e meno in quella politica anche perché, quest’ultima, è stata una satira dosata per tutti anche su Renzi e fatta da Giorgio Panariello e Leonardo Pieraccioni, gli amici di sempre di Carlo Conti e che a sorpresa sono arrivati all’Ariston. Del panorama comico nazionale sono venuti anche i comici Enrico Brignano, Nino Frassica, Aldo, Giovanni e Giacomo quest’ultimi hanno accettato l’invito al Festival (dopo anni di rifiutarlo) perché gli è sembrato un bel modo per celebrare i 25 anni di carriera e con l’occasione hanno devoluto l’intero cachet a tre associazioni: La grande casa onlus (cooperativa sociale) l’associazione Porto Franco (centro di aiuto allo studio) e l’Ammf (Associazione Modenese per le Malattie del Fegato). Immutata é rimasta a regnare la malattia cronica su tutto e per tutti di “madre critica” mass media e non solo ma almeno in questi due ultimi anni a questa parte la critica è ritornata alle sue vere origini e quindi ci si è concentrati nuovamente “o meglio di piú” sulla musica, sul bello o il brutto di un’interpretazione e sul modo magari piú o meno ecocentrico di fare, di dire o di vestire un cantante in gara. Ferma restando sulla gara, i venti cantanti scesi in gara con le loro rispettive canzoni sono stati: Deborah Iurato e Giovanni Caccamo con la canzone Via da qui, Noemi con La borsa di una donna, Alessio Bernabei con Noi siamo infinito, Enrico Ruggeri con Il primo amore non si scorda mai, Arisa con Guardando il cielo, Rocco Hunt con Wake Up, Dear Jack con Mezzo respiro, Stadio con Un giorno mi dirai, Lorenzo Fragola con Infinite volte, Annalisa con Il Diluvio Universale, Irene Fornaciari con Blu, Neffa con Sogni e nostalgia, Zero Assoluto con Di me e di te, Dolcenera con Ora o mai più, Clementino con Quando sono lontano, Patty Pravo con Cieli immensi, Valerio Scanu con Finalmente piove, Morgan insieme ai Bluvertigo con Semplicemente, Francesca Michielin con Nessun grado di separazione, Elio e Le Storie Tese con Vincere l’odio. In barba alla fatidica frase “squadra che vince non si cambia” Carlo Conti cambia sí squadra presentandosi in questa nuova edizione con Madalina Ghenea, Virginia Raffaele (nella parte di se stessa, dopo essere stata Sabrina Ferilli, Carla Fracci, Donatella Versace e Belen) e Gabriel Garko ( scampato miracolosamente ad un incendio ma non dalle gaffe, dalla tanta emozioni e dai fan in delirio ) ma la formula è rimasta vincente anzi, a sbancato di gran lunga gli ascolti. Si sono alternati in queste serate ospiti come Giuseppe Fiorello, Cristina D'Avena che ha cantato le sigle cult, ai Super ospiti protagonisti di medley di grande successo come Laura Pausini reduce dalla pubblicazione del nuovo album “Simili”, Eros Ramazzotti che ha festeggiato i 30 anni dalla sua vittoria all'Ariston con “Adesso tu” e Elisa. Non sono mancati i Pooh al completo con Riccardo Fogli, Hozier cantante irlandese che ha conquistato il pubblico italiano con la hit Take me to Church, Ellie Goulding, l'artista francese Maître Gims che sta spopolando con il brano “Est-ce que tu m'aimes” a Renato Zero che nel Festival dell'Arcobaleno dei nastrini pro unioni civili rappresenta l'antesignano, colui che ha avuto il coraggio di sfidare il pregiudizio in un'Italia ben diversa da oggi, e in questo clima rovente del dibattito sulle unioni civili la grande attesa per l’arrivo di sir Elton John sul palco dell’Ariston è stata esaudita (anche se con mezzora di ritardo) e che ha cantato il suo nuovo singolo dal titolo Blue Wonderful, e ancora il ballerino Roberto Bolle e la star internazionale del cinema Nicole Kidman. Il dopofestival è stato condotto da Nicola Savino e la Gialappa’s Band e mentre il Cardinal Ravasi Twitta Rocco Hunt, nella sessantaseiesima edizione del Festival di Sanremo gli Stadio a sorpresa tagliano il traguardo e celebrano il loro successo ( influenzato magari un tantino dalla serata delle cover con l’omaggiare fatto al grande amico di sempre Lucio Dalla) ribaltando cosí tutte le previsioni, anche quella che ha visto in queste ultime edizioni vincere piú protagonisti dei talent show che altri. E mentre ai complimenti per Carlo Conti si uniscono: a) gli 11 milioni 223 mila i telespettatori pari al 52.52% di share che hanno seguito la finale del Festival di Sanremo; b) Il premier Matteo Renzi che scrive sulla sua Enews - non gli faccio un favore ma posso dire che Carlo Conti è stato come sempre impeccabile nel gestire Sanremo, é stato bello veder vincere gli Stadio, il talento impressionante di Virginia Raffaele e quel gigante di Ezio Bosso che ha commosso tanti italiani, dire grazie alla Rai e al servizio pubblico; c) il direttore di Rai1 Giancarlo Leone che ha sottolineato - ho creduto e voluto fortemente Conti come conduttore e direttore artistico mi sono assunto totalmente la responsabilità e oggi sono felice che questa scelta sia stata premiata da pubblico e critica, a dimostrazione del valore artistico e professionale e della necessità di costruire un progetto a lungo termine sul festival, a Carlo Conti non resta altro che pronunciarsi: visto che è andata bene… non c'è due senza tre. Grazie a Tutti. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • “Ritratti” e il nuovo album di Toto Cutugno

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. In occasione del concerto tenutosi a Stoccarda, abbiamo incontrato Toto Cutugno, il perno del nostro tricolore. A differenza del vociferare della non disponibilitá dell'artista, lo stesso non si é fato negare al nostro arrivo anzi, se pur concentratissimo, prima del suo debutto ci ha dedicato umanamente ampio spazio Lei è la nostra bandiera italiana all’estero, uno dei cantautori italiani più famosi tra la Russia, il Canada e il Belgio. Che differenza c’è tra i suoi fan di questi paesi e quelli italiani? Devo dire che ho un pubblico che mi ama moltissimo anche in Italia, ma quando vado a trovare gli italiani all’estero mi fanno venire la pelle d’oca per tutte le emozioni che mi fanno provare. Molte emozioni si provano anche con altri popoli ma sono sensazioni leggermente diverse, sempre belle però. Quindici volte al Festival di Sanremo. Che emozione si prova a calcare il palco dell’Ariston? Un’emozione inspiegabile, unica. É talmente forte che sembra sempre la prima volta. Che emozione si prova a essere un protagonista della storia della musica italiana? No, la storia deve aspettare ancora un po’. Vedi, ti dico che ho inciso più di trecento brani ma fortunatamente non mi sento ancora nella storia. Ho ancora molte cose da dire e da fare. Qual è lo stato di salute della musica italiana? Vedo in giro tantissimi talenti e pochissimi autori. L’altra sera guardavo “Amici” ed ero strabiliato dalle capacità di molti di questi ragazzi, da Emma alla Amoroso. Tra i nuovi mi piaceva molto Gerardo, originale, particolare. L’avrei cercato per produrlo personalmente, se non l’avesse già per le mani l’ottima Mara Maionchi, credo. I ragazzi comunque oggi fanno molta più fatica di noi. Per noi era più facile: oggi se sbagli il primo singolo, poi vai nel dimenticatoio. Magari ti ripesca qualcun altro più in là, ma non è detto». C’é un ricordo indelebile nella sua vita artistica? Io sono sempre stato un po’ spericolato e la mia casa discografica, mi ha sempre vietato tutto, per evitare rischi. A Zagabria in quei giorni c’era il Festival delle mongolfiere e io di nascosto ne presi una. Il pilota, un po’ pazzo, iniziò a scendere e salire, tra monti, vallate e quant’altro. Alla fine atterrammo malauguratamente in un fiume. Ci salvammo, ma avevo l’acqua che arrivava al petto. Dovetti chiamare, sempre di nascosto, il mio agente con i soccorsi che arrivarono a ripescarmi. Le hanno mai proposto di fare il giurato in un talent-show? No, ma mi piacerebbe molto essere nella rosa di “X-Factor” qui in Italia. In compenso me l’hanno proposto per l’edizione ucraina e non è detto che non accetti. Il discorso è ancora aperto. Lei ha scritto per Celentano,Vanoni, Califano, Ricchi e Poveri, Peppino Di Capri, Drupi e molti altri. Per chi scriverebbe ancora? Sarei felicissimo di poter scrivere un brano per Mina, la più grande interprete italiana di tutti i tempi Essendo stato anche un presentatore tv. Le piacerebbe tornare a condurre un suo programma? Moltissimo. Spero che ciò avvenga. Ma dovrebbe trattarsi di un programma che mi piaccia, perché la tv tanto per fare non mi interessa Ha qualche nuovo progetto in atto? Sì, sto lavorando a un nuovo Cd che uscirà tra marzo e aprile. Cara Angela, ringrazio te e tuo marito Dino per essere stati presenti e colgo l'occasione attraverso la tua emittente TeleVideoItalia Angela, di salutare e abbracciare tutti gli italiani in Germania e nel mondo. Il tuo lavoro Angela, ti rende merito. É stato davvero un piacere conoscervi. Conto di rivedervi presto. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Pforzheim celebra la Santa Cresima. L’arcivescovo Monsignor Stephan Buger di Freiburg omaggia la sua

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Quest'anno, in occasione della Santa Cresima, la missione cattolica italiana di Pforzheim ha beneficiato della presenza di Padre Ottmar Thomas Kuhn della comunitá tedesca di Ersingen, delegato personalmente dall’arcivescovo Monsignor Stephan Buger di Freiburg a coprire la sua illustre presenza. Alla liturgia hanno partecipato numerosi e tra la gioia e riflessione spirituale unanime é stata anche la risposta della comunitá presente. La santa messa é stata celebrata presso la Barfüßerkirche della cittá da Padre Ottmar Thomas Kuhn, in compagnia dei parroci p. Wieslaw Baniak e p. Rocky (Maria Arokiadoss Antonyraj) della Missione Cattolica Italiana di Pforzheim. Tanta é stata l'emozione tra i fedeli del posto, tra gli stessi cresimanti che in molti non hanno retto l’emozione scoppiando a piangere ma in particolare modo quella dei nuovi parroci che da un anno fanno parte integrante della comunitá italiana del posto. Con grande spirito di gioia I due parroci ci rivelano che la presenza di Padre Ottmar Thomas Kuhn é un grande dono. Averlo avuto nostro ospite nella liturgica manifestazione in questo importante giorno é stato gratificante. Ringraziamo di vero cuore l’arcivescovo Monsignor Stephan Buger di Freiburg per averci ascoltato. É la nostra prima Cresima che celebriamo in questa comunitá e avere visto cosí tanta partecipazione di fedeli ci ha commosso. Sono stati mesi di intense preparazioni tra i giovani e la riuscita di tutto questo lo dobbiamo anche alla forte collaborazione ricevuta dalla catechista della nostra missione Massimina Cireddu e la segretaria della missione Tina Marsella che hanno saputo portare a termine con amore e fermezza il loro dovere. Oberato di impegni delego fortemente Padre Ottmar Thomas Kuhn che saprá rappresentare senza ombra di dubbio la mia figura, in questa liturgica manifestazione, ci dice l’arcivescovo Monsignor Stephan Buger di Freiburg. Porgo un caloroso augurio a tutti i cresimandi che in questo giorno particolare aprono il loro cuore a nostro Signore Gesú Cristo, come anche saluto tutti i fedeli presenti. Nell'omelia, Padre Ottmar Thomas Kuhn ha sottolineato l'importanza della Cresima soffermandosi molto con i giovani e in lingua italiana. Durante la celebrazione 29 giovani hanno ricevuto il sacramento, Cassaro Sara, Di Rosa Chiara, Di Rosa Gioacchino, Gallo Luca, Salerno Alessia Paola, Salerno Rosaria Evelyn, Tarantino Giorgia, Troisi Giulia, Vainella Miriam, Dattoli Paola, Berlen Antonio, Chianta Kimberly Linda, Chianta Calogera, Iodice Rosaria, Schipani Angela, Schipani Giusy, Vasco Chiara Maria, La Gaetana Roberta, Narcisi Valeria, Narcisi Laura, Arena Andrea, Montesano Salvatore, Lamberta Eleonora, Alfano Cristian, Giorgi Domenico, Ziccardi Antonio, e Maria Schipani che ha fatto la prima comunione. I cresimanti, cinque dei quali giunti anche da Karlsruhe, hanno seguito il percorso di catechesi con molta dedizione e unanime é stato anche la loro opinione: é indimenticabili questo giorno e rafforza senza alcun dubbio le nostre origini e tradizioni del nostro credo. La santa messa si é conclusa a sorpresa con un omaggio floreale offerto in segno di graditudine dai cresimandi ai parroci p. Wieslaw Baniak, p. Rocky e p. Ottmar Thomas Kuhn. Il servizio televisivo, sará redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • "L'uomo che venne dal sud" di Luigi Moscato

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Dopo l'Italia Luigi Moscato sceglie la Germania come seconda tappa per parlare del suo libro e lo fa attraverso la comunità italiana di Pforzheim. L'autore siciliano, trapiantato da sempre in Toscana, specifica che il fine di tutte le sue opere è la non violenza, il prevalere del rispetto per la vita, per le cose, per persone e, infine, la salvaguardia della moralità. Le sue storie riferiscono dei mille mestieri e delle mille abitudini dell'autore stesso. Non sono, però, i libri di Moscato, libri di un moralista, o uno che fa la paternale. “Un buon libro -egli spiega- deve divertire, commuovere e far riflettere nello stesso tempo. Un buon libro non deve lasciare l'amaro in bocca ma la delizia nel cuore, affinché si possa ricordare che le cose positive della vita sono davvero tante”. Luigi Moscato ha le idee chiare anche nella scelta dei personaggi, tra i quali figurano grandi dello schermo come Lino Banfi, Carlo Verdone, Gigi Proietti, Massimo Dapporto, Luigi Pieraccioni, mentre tra le donne affiorano Sabrina Ferilli, Susanna Musetto, Giuliana De Sio e Stefania Sandrelli. Una vita quella del poeta (nato nella terra di grandi nomi come Sciascia, Pirandello, Tomasi Di Lampedusa) segnata da tanti sacrifici e talvolta anche da umiliazioni, ma premiata da meritati successi letterari e commerciali, come "Uno strano caso per la dottoressa Giò", (da cui il noto sceneggiato televisivo giallorosa, giunto alla 3° serie girato negli USA), o "Vacanze in camping", "Quella valle del Paradiso" che ottiene il Premio speciale al concorso letterario di Viareggio per lettura scolastica, e ancora "Babbo Natale mi regali un papà?", "Il signore del castello", "Un attento Angelo cu-stode" e tanti altri racchiusi nella Collana "Sinfony". Il motivo che spinge l'autore a presentare le sue opere, anche agli italiani all'estero, fa sapere, è l'ammirazione per chi lotta giornalmente per far rispettare la propria italianità e per far conoscere le proprie origini e tradizioni nel mondo. "…Inoltre, sapete che sono un fanatico divoratore della carta stampata -aggiunge- e il “Corriere d'Italia” mi attrae in particolar modo, perché è un giusto mezzo di comunicazione, schietto, umano, chiaro e talvolta sottile come una lama tagliente. Sa dirti tanto con discrezione, senza offendere nessuno. Per questo mi compiaccio ogni qual volta lo trovo, o quando lo ricevo. Ti fa sentire vicino al tuo connazionale, una sensazione unica che in pochi ormai riescono a trasmettere". Ringrazio non per ultimo l'attenzione avuta dalla sua emittente TeleVideoItalia Angela e quella del Corriere d'Italia per cui scrive, per avermi dato l'opportunitá di fare arrivare a tutti i connazionali italiani in Germania il mio saluto poetico. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Per la prima volta 7 nostri connazionali dalla Germania in gara per il Festival di Castrocaro

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Manca poco e giá fervono i preparativi per l’appuntamento conclusivo della 57esima edizione del Festival di Castrocaro “Voci nuove volti nuovi”. Manifestazione che ogni anno si svolge nell’omonima cittadina dell’Emilia Romagna, per dare spazio alle nuove voci italiane. Kermesse che ha lanciato nel corso degli anni artisti di livello internazionale come Eros Ramazzotti, Zucchero, Luca Barbarossa, Silvia Salemi e di recente anche Andrea Manchiero del Team Noemi, detto Kiero. La finale andrá in onda Sabato 30 Agosto in prima serata su Rai UNO, con i nuovi volti della musica italiana che si alterneranno sul palco. Giovani talenti che sono stati scelti attraverso una rosa di circa 700 partecipanti tramite un tour itinerante di selezioni che, grazie alla collaborazione stretta tra la società Nove Eventi Srl e la rinomata casa artistica accademica del dipartimento europa managing SDA Sanremo Eventi di Pforzheim diretta dal cantautore Dino Saieva, quest’anno è riuscita a sbarcare in Germania e a prelevare dai quarti di finale: Neliah (Di Ganci Antonietta) da Stoccarda, Antonio Casesa da Stoccarda, Anna Maria Patti da Colonia, Gino Fragapane da Heilbronn, Angela Caci da Ulm, Nanci (Angela Fretto) da Francoforte, il gruppo Ondalunga da Karlsruhe formato da Francesca aloni, Pippo Aloni, Giuseppe Averna e Gianluca Berti. "Questo è stato ancora un’altro grandissimo traguardo per noi e per i nostri connazionali residenti in Germania" afferma il direttore Dino Saieva della SDA Sanremo Eventi. Uno storico evento che é stato reso possibile grazie alla fiducia posta dalla Societá Nove Eventi affidataria del Festival di Castrocaro, dall’Accademia della Canzone Italiana in Germania quale ha patrocinato l’evento in Germania, dal Corriere d’Italia sempre presente per i nostri connazionali, tutti i nostri Agenti Zona che hanno raccolto con grande impegno e spirito d’iniziativa un’impressionante numero di giovani aspiranti artisti in cosí poco tempo, a dimostrazione che l’italiano ovunque si trova tramanda le sue origini. Il merito della nostra riuscita è dunque di tutti loro che ci hanno creduto e stanno continuando a sostenerci con gli altri due concorsi in atto: Una voce per Sanremo e Un volto per il cinema italiano Ragazze Cinema OK, selezioni canore da una parte e cinematografiche dall’altra che completeranno in Germania il 20 Settembre 2014". La SDA Sanremo Eventi di Pforzheim, nota dirigente artistica di importanti rassegne come L‘Accademia della Canzone di Sanremo, L’Oscar della Musica, Miss Italia nel Mondo, il Festival di Mimí, l’Oscar della bellezza italiana nel mondo, etc. offre dal 1990 la sua competenza nell’ambito artistico culturale su tutto il territorio nazionale ed europeo. Questo organismo, tanto amato quanto invidiato e discusso, ha la peculiarità di portare a diretto contato con società e artisti centinaia di nostri connazionali desiderosi di emergere nel mondo artistico e cinematografico. L’edizione del Festival di Castrocaro, per la seconda volta consecutiva affidata all’artista Pupo, porterá novità. Riguarderá la possibilità per il vincitore di accedere al palco del Teatro Ariston in occasione della 65esima edizione del Festival di Sanremo 2015 condotta da Carlo Conti. Se la cosa fosse confermata, si tratterebbe di una grande possibilità per gli artisti emergenti che parteciperanno al Festival di Castrocaro quale avranno la possibilità di raggiungere una vetrina importante come quella “sanremese”. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Una Voce per Sanremo in Tour. Seguono in Europa le selezioni canori alla ricerca di giovani talenti.

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. continuano le selezioni di Una Voce per Sanremo in Tour, il concorso canoro nazionale che permette di accedere alle selezioni del Festival della Canzone Italiana, guidato in esclusiva in Europa (esclusa Italia) dal dipartimento europa managing SDA Sanremo Eventi di Pforzheim. Un’altra estate all’insegna della musica e delle competenze canore che sta influenzando molte Regioni estere. Kermesse dedicata agli appassionati di canto ed amanti della canzone che potranno, in questa occasione, mostrare ancora una volta le proprie capacità e magari ricevere il giusto riconoscimento per le qualità manifestate. Questi casting sono un’occasione unica e reale per chi sogna di crescere e vedersi affermato nel mondo della musica e di avere l’opportunità di salire su un palco come quello dell’Ariston, fanno sapere gli addetti ai lavori. Vale davvero la pena provarci. Il tour estero partito a Gennaio di questo anno, ha in atto ancora diverse date tra i mesi di Giugno e Luglio ma gía tre dei nostro connazionali in Germania sono finiti nella rosa dei 120 semifinalisti che si sfideranno il 5 Ottobre 2015 presso il Centro Teatro Ariston - Cinema Roof a Sanremo, in presenza del direttore artistico Giancarlo Golzi nonché componente storico dei Matia Bazar. Il concorso è aperto a tutti coloro che hanno l’età compresa tra i 12 ed i 40 anni. I concorrenti dovranno esibire con la propria voce un brano edito di chiara fama nazionale, in lingua italiana o dialetto italiano e accompagnati solo da una base musicale incisa su CD audio. L’iscrizione per quanto rigurda l’Europa, esclusa Italia, avviene solo ed esclusivamente tramite il sito ufficiale della SDA Sanremo Eventi. Telefonicamente, si puó ricevere chiarimenti in merito alla partecipazione ai casting in atto. Sono escluse ulteriori altre forme di iscrizioni. Ai primi 10 classificati saranno attribuiti i seguenti premi: 1° classificato ricerca di una canzone inedita da presentare alle selezioni discografiche del 65’esimo Festival della Canzone di Sanremo, piú il bonus di 3 step gratuiti per partecipare alla manifestazione “Incontro con l’autore” finalizzata alla ricerca della canzone inedita e inoltre é previsto anche la registrazione gratuita di un master di 10 brani cover e stampa di un CD con l’etichetta discografica e con la formula del conto vendita. Con la stessa modalitá estesa va ai primi 5 classificati l’iscrizione alle selezioni discografiche del 65° Festival di Sanremo. Dal 2° al 5° classificato andrá la registrazione gratuita di un master di 5 brani cover e il bonus di 2 step gratuiti. Dal 1° al 5° classificato realizzazione di un videoclip e targhe ricordo. Dal 6° al 10° classificato bonus di 1 step gratuito. Inoltre, per i primi 10 classificati ci sarà la produzione della compilation “Una voce per Sanremo edizione 2015”. Il tour in Europa é diretto dal dipartimento europa managing SDA Sanremo Eventi e patrocinato dal suo organismo l’Accademia della canzone italiana in Germania. Tra i mass media il Corriere d’Italia seguirá le kermesse fino a San Remo. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Gianni Morandi festeggia cinquanta anni di carriera

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Il 7 e 8 ottobre celebrerà a Verona il mezzo secolo di musica. Insomma, un bel traguardo. Abbiamo fatto una lunga chiacchierata con l'eterno ragazzo, che sembra avere preso la decisione di ritornare a incidere due concerti che sono esplicitamente ispirati da quelli di Adriano Celentano. I costi dei biglietti sono previsti da 20 a 90 euro per le prime file. Leonardo De Amicis dirigerà un’orchestra di 100 giovani musicisti. Di piú non rivelano. Aver fatto a lungo il personaggio televisivo, pensa che abbia tolto qualcosa al peso che le viene attribuito nella canzone italiana? Non so, io credo che fare televisione, come fare tutto quanto, mi abbia arricchito professionalmente e personalmente. Ho sempre vissuto ogni cosa come un’occasione per imparare. Joan Baez all’epoca cantava il tuo pezzo. Ti sei mai sentito snobbato? No Angela, io cerco di essere onesto con la mia carriera. E so che dal ’62 al ’71 quello che ha funzionato è stato il personaggio, più che il cantante Morandi. Anche se le canzoni avevano un grande successo. In compenso se finivo sui giornali era per cose che non riguardavano la musica: la famiglia, la moglie, i bambini. Ero un ragazzo guidato per mano da Morricone, Migliacci, Zambrini, Bacalov: mi dicevano ‘Canta questa canzone’ ed io cantavo. Gli anni ’70 per me sono stati complicati. Certe scelte oggi sembrano un po’ goffe, come “Lo prendi papà” che però infine vendette parecchio. Nel ’71 il Cantagiro era una roba già fuori tempo massimo, sapeva di boom economico, no? Decisamente. In alcune zone d’Italia funzionava ancora bene, portava i cantanti al pubblico. Nella fase della rimonta, é stato “quell’uno su mille che ce la fa”? Credo che dal 1981 sia cambiato anche il giornalismo, iniziarono a valutarmi come un cantante pop magari un po’ vintage, ma ancora in grado di raggiungere il pubblico. Avevo fatto anche sette anni di conservatorio e un po’ mi è servito, ho imparato a usare meglio la voce, a porgere meglio il testo. Poi, io stesso ero passato da testi scritti molto rapidamente, subordinati alla musica, alla consapevolezza che le parole di una canzone sono importantissime. Se il testo è sbagliato, il pubblico non fa sua la canzone. Mi viene da dire che da quel momento in poi sono stato addirittura sopravvalutato. Sono stato fortunato. Che impressione ha avuto della musica italiana che c’è in giro? Sai, siamo stati criticatissimi. È molto difficile fare scelte, accontentare tutti. Non mi sembra affatto che la musica italiana sia spenta. Insieme a quella inglese e brasiliana abbiamo sempre avuto una nostra originalità. Noi siamo la patria del melodramma, abbiamo sempre avuto in mente la canzone. Sta prendendo molte influenze esterne, a partire dall’hip hop. Oggi tutto si mischia. Ma la musica italiana ha una sua forza. Ci sono belle cose in giro, Negramaro, Bersani, Cremonini, Tiziano Ferro, Jovanotti. Mentre annunciava i concerti all’Arena ha detto una cosa: torno a fare il mio mestiere... Sì, sono sette anni che non incido un album di inediti. Ho presentato due edizioni di Sanremo, girato un film, fatto teatro, parecchia tv. Cantautori e autori, come li trova? Ma i cantautori sono autori anche loro. E per me hanno scritto Cocciante, De Gregori, Dalla, Battiato che ha composto "Che cosa resterá di me". Io sono nato in Emilia figlio di un pensiero rosso e partigiano…’. Quelle parole le ha messe specificamente per me. Io non sono un autore. Ma giovani autori credo cche ce ne siano: magari se ne parla poco perché oggi tutti cercano di cantare i propri pezzi. Ho cantato l’80% degli autori italiani. Migliacci, Zambrini, Mogol, Morricone, Bacalov, gente che ha vinto premi Oscar. In tutto, più o meno sono seicento canzoni. Gianni Morandi dal 1963 al 1975? Ah, il primo: Andavo a cento all’ora, Fatti mandare dalla mamma, Go kart twist, scritta da Ennio Morricone. C’è da dire che io non l’ho mai concepito come album. Anche se è vero che era la raccolta di quello che io ero in quel periodo: all’epoca si facevano i 45 giri, poi quando ce n’erano abbastanza, li si metteva tutti assieme. Un giorno Ettore Zeppegno mi portóalla RCA e mi disse a sorpresa, questo è il 33 giri!’. In copertina c’era una foto che io avevo fatto su un caterpillar che stava realizzando il Raccordo Anulare a Roma e quella fu la copertina. Quella foto, a ripensarci, è il segno di un’epoca anche lei”. É stato bello conoscerti, sei gentile e non invadente, doti importanti per chi fa il tuo stesso mestiere. Saluto attraverso la tua emittente TeleVideoItalia Angela tutti i miei fan. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Tour Evento. Dino & Angela festeggiano trent’anni sui palchi di mezza Europa

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Intervista di Alfeo Quaranta - Il duo italiano per eccellenza Dino & Angela festeggiano trent’anni sui palchi di mezza Europa. Un tour evento, partito da una delle importanti cittá tedesche, Monaco. Così il duo italiano ha festeggiato trent’anni di carriera artistica. Due connazionali partiti solo con la speranza di migliore fortuna. Il Corriere d’Italia li ha incontrati. Sicuramente per gesto di graditudine, hanno volutamente ricalcare e ringraziare quel famigerato palco di Monaco che li vide protagonisti dal vivo nel 1983 in occasione di Una Notte Italiana, davanti a cinquemila persone, con grandi della musica italiana quali: Toto Cutugno, Ricchi e Poveri, Edoardo Bennato, Riccardo Fogli, Vittorio Casagrande. Presentati da Teddy Lakis (noto promotore manager di tournée fatte con celebritá internazionali e curatore e accompagnatore della Star Michael Jackson nei tour) affiancato da due cooconduttrici quale Rosalinda Celentano (figlia del mitico molleggiato Adriano Celentano) e Maria Sole Tognazzi (figlia all'incomparabile regista attore scrittore scomparso, Ugo Tognazzi) per Dino & Angela, fu un continuo crescendo. Teddy Lakis fu il primo promoter che ha creduto in loro. É grazie a lui difatti, nel 1992 furono scritturati da Mama Concert Production, per il tour Europeo denominato Una Notte Italiana, partito dal Circo Krone di Monaco e fino al 2001 portano a termine nove tournée disputate tra l'Europa e gli USA. Il “duo” ha presentato al pubblico uno speciale cofanetto. La prima raccolta di tutti gli inediti che uniscono canzoni indimenticabili come “Ti odio ma ti amo” il primo brano presentato alla finale per il Festival di Castrocaro 1989 e che dominó a sorpresa undici mesi di Hit Parade radiofonica italiana. Poi ancora, Mamma,Vino e spaghetti, Africa, Liebe Angela, Aria d´estate, Live, Musica, Cuore selvaggio, Zingari, Una storia inutile, Sogno, Ali d’Angelo e altri. Non é mancato lo spazio nel ricordare maestri che hanno fatto la storia della musica italiana nel mondo. Intramontabili canzoni come Volare, l’Italiano, Mamma maria, Balla Balla, Il gatto e la volpe, Caruso. Per poi concludere la loro maestrale esibizione con Notti magiche, chiave dei loro eventi. Lo spettacolo é stata aggrazziante, sonoro, emozionante, divertente. Tra un brano e l’altro, hanno fatto riflettere, affiancando canzoni al passaggio della loro vita da emigrato. Una forma al quanto originale di presentare certe canzoni. Il pubblico applaude, si diverte e canta con loro quello che in qualche modo gli appartiene e che, come dice una celebre canzone “Emigrante”: sulu cu nun’ciá statu mai, unnu pó capiri. Con ca. due ore di spettacolo, hanno raccontando la loro storia: quella di due connazionali, partiti senza avere in mano niente, solo una chitarra acustica e la speranza di migliore fortuna. Uniti da un lato dalla forza di un matrimonio e dall’altra dalla passione per la musica, si sono fatti strada in compagnia della buona e anche della cattiva sorte. Si, perché molti raccontano solo della buona e mai della cattiva, ci dicono. Quando intrapprendi questa strada, sei solo un’ipocrita se non lo ammetti. Un cammino artistico duro e talvolta insidioso il loro. Amato, invidiato e talvolta odiato, ci confermano, ma altrettanto straordinario e che il tempo non solo gli ha dato ragione ma li ha pure consacrati, da interpreti, quale il duo italiana più seguito all’estero. La loro tenacia e i loro duettare in forma tutta originale, hanno di fatti conquistato la simpatia e l’attenzione soprattutto del pubblico tedesco. Il duo italiano Dino & Angela portano con se una serie di riconoscimenti, date da alte cariche italiane ed straniere. Si sono distinti in numerose eventi, associazioni culturali, ambientali e sociali. Ed ancora li ha visti protagonisti su reti nazionali italiane e tedesche, sia nell’ambito artistico che quello organizzativo. Sono i fondatori di diversi organismi, tra questi la SDA Sanremo Eventi e l'organismo l’Accademia della Canzone Italiana in Germania, noto per essere dotato di un pool di professionisti nel mondo della musica, spettacolo, del cinema e della critica. Orientati sui giovani talenti, il popolare duo coordina in esclusiva in Europa diverse selezioni di prestigiosi Festival mediatici. Ora che siete realizzati mel mondo artistico, chi vi sentite di ringraziare? Inizialmente ci eravamo promessi che: se un giorno fossimo riusciti nel nostro intento, avremmo ringraziato solo la nostra testardagine per quando: per tutte le volte che tentavano di farci cadere, noi ci saremmo sempre rialzati. In veritá, oggi, lo dobbiamo davvero a tanti un grazie. Principalmente a nostro figlio Charlie Matteo che ci ha permesso di fare tre ruoli: i genitori, i cantanti, gli organizatori e coordinatori di eventi. Poi il nostro produttore, di una primaria casa disografica in Svizzera. Il pubblico, con la quale facciamo sempre i conti. Il Corriere d’Italia perché, con le sue informazioni e con il dare voce all’italiano, tiene uniti i nostri connazionali emigrati. Infine ma non per ultimo chi ci ha creduto e dato avvero duna mano a farci conoscere quando non eravamo davvero nessuno, Damiano Azzellini, Giovanni e Lina Magno, il Cavaliere Isodoro Ambrosino (ormai scomparso) e Maurizio Indorato. Vi hanno mai fischiato sui palchi o avuto contrasti nelle vostre kermesse? Musicalmente sui palchi mai. Contraddetti nel campo accademico, il piú delle volte. Il parere contrario del pubblico è perfettamente normale. Disappunti tra genitori per i propri figli che nelle selezioni non passano. Vedi i talent show. I loro programmi sono creati apposta con le divergenze, per fare odience. Sono spettacoli divertenti ma che spesso ti spiazzano dalla realtá di affrontare uno studio. Qualcuno ne trae riscontri positivi per uno due anni, poi non li senti piú. É una falsa illusione di riuscita. Grandi artisti sono nati da una gavetta. É importante, se non fondamentale, per cercare di capire cosa sei veramente. Oggi piú che i genitori sono i figli che sono convinti, solo stringendo un po il naso, che sanno cantare meglio di Ramazzotti. Poi fuori da quella canzone, buio totale. Non c’é creativitá nemmeno nei propri testi. Alcuni sono allo stato brado. Pensano che basta mettersi lì, in una specie di trance, a scrivere una canzone sulle note di una tastiera o computer di ultima generazione. In realtà è una questione di cultura, di coerenza, di stile, di personalità. Sapere ascoltare tutto quello che c’è intorno. Le canzoni di una volta sono intramontabili, mentre in quella di ultima generazione: oggi c’é quella, domani l’altra. Le Accademie artistiche in generale ti spingono a studiare e a cercare un percorso che é sensaltro piú duro ma é piú sicuro nel farti scoprire quanto vali. In questi trent’anni, siete cambiati o é cambiato qualcosa? E i vostri progetti sono sempre vincenti? L’etá senza dubbio. Il temperamento, la paura prima di salire su un palco e l’adrenalina invece no. Quella c’é e speriamo che ci sia sempre. Anche perché, quella volta che non sentirai piú una o piú di queste cose, allora sei davvero finito. Non esistono progetti vincenti ma infiniti. La difficoltá sta nel selezionarli, se vuoi renderli vincenti al momento giusto. Quanto conta nella vostra vita il fatto di essere anche docenti nei vostri organismi accademici? Non c'è conflitto di interessi? No, affatto. Per noi è una grande esperienza salire in cattedra all'Accademia, perché lavorare con gli artisti e con i giovani, ci arricchisce moltissimo. Non c'è proprio conflitto di interessi. É un dato di fatto che molti nostri giovani connazionali hanno conosciuto, tramite le nostre selezioni, diversi Festival primari. Come anche la Cittá dei fiori e la sua vetrina sanremese. Tutto questo, non puó fare altro che arricchirci di orgoglio verso chi, desidera intrapprendere seriamente questa grande avventura. Nella crescita artistica ci sono stati dei personaggi importanti? Qualche emozione? tutti i personaggi che abbiamo e continuiamo ad incontrare sono l’imput della nostra carriera. Abbiamo creato apposta una vetrina fotografica sul nostro sito web. Molti sono andati persi. Con alcuni abbiamo anche duettato. Un connubio emozionante all’inizio della nostra carriera, é stato quello di duettare con Francesca Alotta “Non Amarmi”. Canzone che in quell’anno vinse al Festival di San Remo con Aleandro Baldi. Subito dopo, Francesca Alotta, prese parte ad un tour che toccó anche la Germania e visto che Aleandro Baldi era impegnato altrove, scelse di duettarla con me. La provammo solo alcune volte in camerino, prima del debutto. Conoscevo la canzone in forma originale ma cantarla con mia moglie e cantarla con una grande artista e differente. Mi guidó con gli occhi. Fu un grande onore duettare con lei e sensaltro una istruttiva esperienza. Compositore, autore, cantante tu, cantante e giornalista tua moglie. Suona bene essere chiamati “maestri”?. E’ semplicemente un modo di dire romano, molto diffuso nel panorama artistico. Noi non abbiamo questo titolo e pertanto non ci appartiene. Abbiamo diversi titoli veri e con alto grado di onore che invece potremmo utilizzare ma ce li teniamo per noi. Devi valere per quello che fai e non per quello che hai. Secondo voi, qual’é lo strumento piú bello che possa esistere? La voce. Anche se ho studiato chitarra classica, ho sempre pensato peró ad essa come ad un mezzo per accompagnarmi, per scrivere le mie canzoni. Non ho mai avuto la velleità di fare il chitarrista a tutti i costi e il fatto di stare piú dietro ad una tastiera lo dimostra. Peró chiaramente la chitarra é la mia compagna di viaggio. Ammetto di avere un profondo desiderio di suonare la batteria. Mia moglie usa la sua voce come uno strumento, con una stupefacente estensione, in grado di volare su tonalità impensate. Interpretate sempre brani degli anni sessanta/settanta. Non vi piace la musica moderna? Non é vero, anzi, la seguiamo. Rispettiamo ogni forma di musica. Pensiamo solo in tutta franchezza che la musica abbia dimenticato le proprie radici, le proprie tradizioni. Il nostro mondo ha sostituito la musica come fatto storico. Accompagnava ogni momento della vita di una persona. La musica di oggi, con quella dei nostri tempi, é in qualche modo diversa. Noi avevamo la musica per nascere, per innamorarsi, per sposarsi, per morire. In quella di oggi, con tutto il rispetto, ha solo un rumore senza differenza. Nei concerti notiamo un riscontro positivo dalla parte del pubblico. Quando tocchi ad esempio dei brani di Modugno, di Morandi, dei Nomadi, di Celentano e tanti altri. Sono loro a darci ragione. Quali sono i vostri prossimi impegni? Stiamo completando questo bel po' di promozione. Poi, ci concentreremo nuovamente alle kermesse per la prossima edizione del concorso canoro nazionale televesivo, Disco Estate Compilation. Lí daremo spazio nuovamente ai nuovi talenti. Quindi cari connazionali, seguiteci numerosi. Grazie di cuore Alfeo Quaranta e grazie al Corriere d'Italia, vi stimiamo. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • La festa della Mamma. A Pforzheim festeggiata la Mamma più giovane, la più anziana e quella con la “

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Quando si dice che l’italiano sulla fantasia non lo batte nessuno!. E non solo su questo l’italiano è grande, come disse anche il mitico artista Toto Cutugno in un’intervista rilasciata tempo fa al nostro Corriere d’Italia, -… l’italiano è una fonte di idee inesauribile. Trasmette calore e allegria. È la macchina di invenzioni. È caotico, non è perfetto e preciso come il tedesco è vero ma è ricco di fantasia, genuinità e spensieratezza. L’Italiano vive!. Per questo non deve mai perdere l’italianità che ha dentro di se -. Diventare Madre è uno dei doni più importanti che la donna può ricevere da Dio. Crescere, accudire i propri figli e talvolta anche quelli degli altri, così come dare il giusto equilibrio della vita è un compito che solo grazie all’amore e l’unione di una famiglia può riuscire bene. Fare la Mamma è impegnativo, divertente, fantastico, travolgente, talvolta anche duro, faticoso, amaro. In questa occasione la comunità italiana di Pforzheim ha voluto ricordare il valore, i principi e l’importanza di una “madre” ed essere madre dedicando a lei appunto un’intera serata. I festeggiamenti sono incominciati verso le 19,30 tra balli e canti guidati dall’organista della missione. Ad allietare la serata ci ha pensato il gruppo giovani con i loro balli caratteristici e con ricchi premi e grande divertimento esausti ma soddisfatti si è arrivati alle 2,00 del mattino. Tutte le Mamme sono state omaggiate all’entrata da un piccolo pensiero, mentre durante la serata è stata premiata anche la Mamma più giovane, Amella Lidia di Pforzheim e Marsella Elena di Straubenhardt a parimerito, la Mamma più anziana Falci Croce, e la Mamma con la nidiata più numerosa presente in sala è stata Renzino Maria, ben 7 figli. Ma la premiazione “morale” è andata senz’altro a tutti quelli che anno collaborato alla realizzazione della Festa della Mamma, guidata dal Padre Salesiano Don Santi Mangiaratti della Missione Cattolica Italiana di Pforzheim insieme al prezioso aiuto di Tina Massella, la segreteria della Missione che si definisce un po’ tutto fare, Artico Giovanni, Gallo Katia, Curto Gioacchino e Melina impegnate in cucina e Gallo Angelo e Marsella Giuseppe al servizio bancone e alla cassa. Straordinaria anche la partecipazione del pubblico presente. Qualcuno nell’occasione si lascia scappare: - … era da tanto che non mi divertivo così –, altri puntualizzano - …menomale che c’è Don Santi… -, mentre un marito divertito, scherzoso esclama, - … questa sera è stata dedicata alla Mamma… gli ho perfino regalato un bel mazzo di rose. Vediamo quando arriva quella del Papà che ci fanno loro! -. Tutto tace, alla fine della serata. Stiamo per andarcene anche noi quando, tra un rumorio di piatti e bicchieri, un’arzilla scopa che scorrazza per lungo e l’argo ci sorpassa intonando a squarciagola i resti di una canzone… no, scusate... ho visto male, era guidata da una delle “Mamme” rimaste a rigovernare le ultime cose. Mamma…mia però che grinta! Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • La Cresima, un passo importante: Pforzheim ha beneficia della presenza di S.E. mons. Mario Toso

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Liturgia e sacramento. In occasione della Cresima la missione cattolica italiana di Pforzheim beneficia della presenza del Vescovo, Monsignor Toso Mario venuto da Roma. Grande partecipazione ed emozione tra la comunitá italiana e quella pastorale. Quest'anno, in occasione della Santa Cresima, la missione cattolica italiana di Pforzheim ha beneficiato della presenza del Vescovo mons. Mario Toso, attuale segretario della giustizia e pace del Vaticano. La santa messa é stata celebrata presso la Barfüßerkirche della cittá da Sua Eccellenza mons. Mario Toso, in compagnia di Don Santi Mangiaratti della MCI di Pforzheim e da Padre Franco Paracchini, quest’ultimo pittore nonché autore dei dipinti raffigurati nei calendari distribuiti nei centri delle missioni in Europa e paesi scandinavi. Tanta é stata l'emozione tra i fedeli del posto e gli stessi cresimanti ma in particolare modo quella del padre selesiano Don Santi Mangiaratti. Commosso e orgoglioso ci rivela che lo stesso monsignor Mario Toso é stato suo confratello selesiano, in Italia. Averlo avuto ora suo ospite nei tre giorni presso la sua missione a Pforzheim é stato come una ricompensa mandata da nostro Signore Gesú, a nome di tutti i confratelli sparsi per il mondo. Nell'omelia, mons. Mario Toso, ha sottolineato l'importanza della Cresima soffermandosi molto con i giovani e con i fedeli accorsi per la sua presenza. Durante la celebrazione, 20 giovani hanno ricevuto il sacramento. I cresimanti che provenivano anche da Karlsruhe, hanno seguito il percorso di catechesi con molta dedizione. Alla liturgia hanno partecipato un numero non indifferente di persone. Tra la gioia e riflessione spirituale unanime é stata anche la risposta della comunitá presente. Lodevole la presenza di un Vescovo in questa circostanza ma al di lá di tutto, questi sono momenti indimenticabili che rafforzano senza alcun dubbio le nostre origini e tradizioni soprattutto per noi che siamo lontani dalla nostra terra. Forse non tutti sanno che, il rito della Confermazione o Cresima è un Sacramento della Chiesa cattolica che in occidente si separa dal Battesimo solo dal V secolo come una "seconda fase" del cammino dell'iniziazione cristiana che lo inserisce pienamente nella Chiesa, tramite l'incontro sacramentale col vescovo. Per molti oggi questo termine connota il fatto che gli stessi confermano i loro voti e promesse battesimali fatti anteprima dai genitori, padrini e madrine al momento del loro battesimo. Storicamente peró il suo significato é più complesso. Infatti, le parole confirmation o confirmare, cominciarono ad essere usate nell'unzione post-battesimale o imposizione delle mani, quando il vescovo, appunto, ratificava o confermava ciò che era iniziato con il battesimo. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • incontro con Padre Wieslawe Baniak della Missione Cattolica Italiana di Pforzheim

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Ad un anno dall’insediamento avvenuto nella Missione Cattolica Italiana di Pforzheim dei sacerdoti guanelliani padre Wieslaw Baniak e padre Maria Arokiadoss Antonyraj detto Padre Rocky, li rincontriamo e insieme scambiamo quattro chiacchiere. Padre Wieslawe, ringrazio la sua disponibilità. Ad un anno dal benvenuto che le abbiamo dato, oggi le chiedo un riscontro e gli aspetti di questa sua comunitá. Intanto grazie anche a te e alla tua emittente TeleVideoItalia Angela e al Corriere d'Italia per cui scrivi, per l'opportunitá di questo incontro. Avendo lavorato nella Casa Famiglia e con bambini di famiglie disgregate o nelle periferie, come dice Papa Francesco, penso che io sia cascato in una realtà completamente ben diversa. Oggi ad esempio mi trovo al centro della Germania e in mezzo alla popolazione italiana. Posso dire che è stato un anno ricco di esperienza e testimonianze e di esserci inseriti bene assieme a loro. Abbiamo proseguito con i percorsi ordinari di queste missioni italiane aperte (almeno ufficialmente) cinquantacinque anni fa dalle autorità della diocesi di Freiburg e portate avanti bene dal nostro predecessore. Ci sono stati dei problemi che avete incontrato e affrontato in questo arco di tempo? Dove c’è l’uomo ci sono sempre dei problemi. Nella comunità, incontro difficoltà nei vecchi come anche nei nuovi arrivati. Ci chiedono aiuti di ogni tipo, per questioni ad esempio di lingua, di lavoro, un sostegno temporaneo e quant’altro. Cerchiamo di aiutarli come si puó, di indirizzarli o coinvolgere direttamente la nostra comunità per dare solidarietà o un contributo anche minimo, soprattutto a chi arriva a bussare alla nostra porta cercando una speranza e una vita migliore. Qual’è l’ostacolo che voi avete incontrato nell’integrarvi in questa comunità? L’ostacolo che ho incontrato io personalmente è stato forse quello iniziale. Dopo ventitre anni di guida pastorale di un italiano quale Don Santi Mangiarratti che era di stesse tradizioni e mentalità, ora entrano due che non sono né italiani né siciliani ma arrivano uno dalla Polonia l’altro dall’India. Perlopiù con un’altra cultura e che non parlano perfettamente l’italiano, beh…! Più che un ostacolo è stata la paura di come saremmo stati accolti dalla comunità sud italiana. Invece, l’avere fatto forse questo primo grande passo ci ha portato a sentirci di essere stati accolti bene. Siamo alle porte delle comunioni e cresime. Nella catechesi, ha notato la presenza di nuovi bambini, cresimandi o comunque maggiori famiglie? Io non vorrei fare una specie di campanilismo o auto incensazione, come si dice in certi casi nei nostri ambienti ecclesiali. Ma l’anno scorso non avevamo nessuno per la catechesi e per la preparazione alla cresima. Mentre quest’anno sono già circa venti giovani cresimandi che si preparano per Maggio e altrettanti per la comunione. Ho notato partecipazione e non perché noi siamo piú bravi. Gli incontri che facciamo con la comunità sono frequenti e forse li stimola. C’è sempre un pretesto per incontrarci alla missione, ad esempio per la festa della mamma, la castagnata, il primo Maggio, la festa di Don Guanella, Festa della Divina Provvidenza, come anche i ritiri spirituali. Delle domeniche facciamo un’agape fraterna, ognuno porta del suo, si mangia, si canta, si prega tutti insieme. Radunarci è certamente un fatto positivo. Un arricchimento che coinvolge le famiglie a stare più unite. Ritengo che anche questo é importante. Ti fa stare bene e ti fa sentire a casa. Proprio come negli oratori in Italia. Per quanto riguarda la collaborazione interna nella vostra parrocchia, riuscite ad essere in comunione? È una comunità dinamica e ci sta dando una mano. Sono aperti alle nostre iniziative e noi siamo molto disponibili cercando di coltivare tutte le belle tradizioni. Dalla celebrazione dei Santi come il San Calogero molto sentita dai naresi, ai pellegrinaggi a Lourdes, a Medjugorje e a Fatima. Rispetto all’anno precedente ho notato una presenza maggiore anche nella settimana santa. Nelle celebrazioni come il giovedì santo, la lavanda dei piedi, il venerdì santo, l’adorazione della croce, la veglia pasquale per poi arrivare fino alla Domenica. C’è molta comunicazione e grande partecipazione. Quali potenzialità pensate che ci possano essere per formare i cristiani, di fronte alle sfide di un mondo contemporaneo? La cosa importante secondo me è di investire sulla catechesi ma non solo dei bambini, dei giovani adolescenti ma anche degli adulti, come ad esempio le conferenze, la Lectio Divina. Bisogna approfondire la catechesi e che sia soprattutto rivolta a tutte le fasce di etá. Perché io sono convinto che, se non si conosce bene la propria fede é difficile difenderla. Bisogna scoprire i valori, i tesori del vangelo. Scoprire quello che la nostra fede ha da offrire ad una società che è spesso ferita e che si fa tante domande ma non trova delle risposte. Gesú nel suo Vangelo ha dato tantissime risposte. Il problema di noi uomini è di cercarle. Ma per trovarle bisogna metterci a leggere, a studiare. Solo così troveremo le nostre risposte. Ci sono varie espressioni di vitalità e manifestazione che lasciano ben sperare ad un futuro prospero per le comunità? Proprio il 15 di Maggio abbiamo fatto un’elezione del nuovo consiglio pastorale per l’arrivo di giovani, come anche in tutte le altre chiese appartenenti alla diocesi di Freiburg. Puntiamo sui giovani perché sono loro il nostro futuro e la nostra società. Cerchiamo di dare più vivacità a certe iniziative, soprattutto in occasione della giornata mondiale della Gioventù che si terrá il prossimo anno in Polonia a Cracovia. Con l’aiuto delle altre missioni stiamo tentando di creare anche un gruppo di giovani per una forte rappresentazione degli italiani dalla Germania e in quella giornata fare l’incontro con il Santo Padre. Un ricordo particolare che il vostro predecessore Don Santi Mangiarratti ha lasciato vivo in voi e nella comunità italiana di Pforzheim? È difficile dirlo in due o tre parole. Ventitre anni del suo servizio pastorale in questa comunità non ha eguali ad un anno del nostro. Ha passato una vita con questi italiani. È una figura scolpita in bene nei cuori di questa gente. Le richieste frequenti sono come sta e quando torna. Don Santi ha lasciato qui un patrimonio di storia vissuta, fede e di generazione. Ha avuto modo di arrivare a sposare giovani che ha battezzato. Si trova attualmente a Medjugorje come da lui stesso fortemente desiderato ma ogni tanto ci viene a trovare. Viene a trovare i suoi confraterni e anche la sua gente. Loro sono più in grado di risponderle sicuramente meglio di chiunque altro. Vuole dare un messaggio alla sua comunità italiana di Pforzheim? Con la grande forza che abbiamo non dobbiamo mai scoraggiarci. Insieme possiamo fare ancora tante cose. Possiamo migliorale. Possiamo metterci a testimoniare la nostra fede, la nostra gioia, la nostra familiarità. Tutti i valori che abbiamo da trasmettere in bene bisogna condividerli con gli altri. Non dobbiamo vergognarci ma vantarci della storia della nostra fede affinché sempre, il Vangelo di Cristo, sia la nostra divisa. Perché noi siamo cristiani. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • La MCI di Pforzheim augura alla comunitá buon 2016

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Apriamo il nuovo anno incontrando i sacerdoti guanelliani della comunità italiana di Pforzheim p.Wieslaw Baniak e p. Rocky (p. Maria Arokiadoss Antonyraj) guidati dall’esortazione di Papa Bergoglio che, nell’indire l’anno Santo della Misericordia, ci invita ad accogliere, festeggiare e diventare oasi di Misericordia. La nostra opera guanelliana é quella di raggiungere il maggior numero possibile di italiani per salvaguardarne la fede e per amministrare i sacramenti ma senza tralasciare ogni altra attività religiosa, culturale e ricreativa, ci spiega p.Wieslaw Baniak. La famiglia resta un caposaldo della identità italiana nel mondo e questo include la generosità, la capacità di adattamento alle più svariate situazioni e l’accettazione di una nuova situazione non sempre facile da gestire. Sentiamo cuotidianamente la necessità di rispondere in maniera adeguata alle esigenze della nostra comunitá emigrata, attraverso incontri, giornate di studio, visita alle famiglie, agli anziani, ai malati in ospedale e a casa. Poter accompagnare una persona nella sua ultima fase della vita ci ha reso inoltre ancora molto più sensibile e specialmente più grati verso gli stessi e i piú bisognosi. Nel corso dell’anno passato nella nostra comunitá si é celebrato un gran numero di battesimi, preparato coppie di fidanzati al matrimonio cristiano in parte celebrati in zona. Assieme alle catechiste della nostra missione e che ringraziamo particolarmente abbiamo preparato una ventina di giovani al sacramento della cresima. Si é celebrata la giornata dell’ammalato con unzioni degli infermi, celebrati funerali e diverse benedizione di salme tumulate in Italia. Si é cercato di essere presenti nel dare aiuto e sostegno per chi ha difficoltà sociale ed economiche. Proprio stamani abbiamo salutato il nostro consigliere generale, p. Luigi Di Giambattista, rimasto con noi in questi giorni di festa e consegnato una cospicua offerta raccolta tra la nostra comunitá italiana del posto in donazione ad un centro ospedaliero in Tanzania, Africa, che ospita disabili e ca. 800 bambini meno fortunati di noi. Un progetto che noi tutti ci auguriamo possa ottenere pieni risultati. Non sono mancate comunque le feste ricreative presso la nostra missione, come anche quelle religiose, il raduno di giovani e gli innumerevoli viaggi di pellegrinaggio. Ammettiamo che il nostro non é stato certo un cambiamento facile nel modo di inserirci, di pensare, di agire e interagire in questa comunitá italiana di Pforzheim da quando l’emerito p. Don Santi Mangiarratti ci ha lasciato generosamente il suo posto. Abbiamo avuto il piacere di ospitarlo appena quattro/cinque settimane fa. Lo abbiamo visto sereno e molto piú carico di quando si é ritirato a Međugorje. Ci sentiamo spesso ed é bello. Sicuramente a noi occorre molto tempo ancora per essere amati e capiti come il nostro precedessore ma se si cammina insieme e ci si avvicina nel dialogo, tutto diventa più facile. P. Rocky ed io ci riteniamo soddisfatti per quanto assieme alla comunitá italiana di Pforzheim é stato fatto lo scorso anno. Pensiamo pertanto che abbiamo chiuso il 2015 positivamente e uspico che la nostra comunitá continui a seguirci numerosa e ad essere sempre piú presente e attiva sia nel cammino spirituale che in quello solidale. Ringrazio la vostra emittente TeleVideoItalia Angela e atraverso voi anche il Corriere d'Italia che prestate la vostra attenzione, al fabbisogno della comunitá italiana in generale sparsa nel modo. Buon anno a tutti. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

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