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  • Michele Zarrillo fa sold out a Waiblingen

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Si è tenuto sabato 4 giugno il primo entusiasmante concerto in Germania della Star Michele Zarrillo. Dopo due anni di restrizioni e rinvii di date a causa della pandemia da Covid-19, la Bürgerzentrum di Waiblingen ha registrato sold out, ricreando quell’atmosfera magica di cui tanto si sentiva la mancanza. Gli artefici del colossale concerto tenuto dal cantautore romano è da attribuirsi alla giovane organizzazione di Danilo Amato, Amato & Tasselli Eventi. Dopo un gradevole ristoro, il cast si appresta a fare il soundcheck e noi a completare il nostro servizio. Il celebre maestro, nonostante concentratissimo, si dedica a noi con grande simpatia e invidiabile umiltà. Un pianoforte attira la nostra attenzione e subito ci appartiamo con Michele Zarrillo. Pur avendolo già incontrato al Festival di Sanremo tra la calca dei nostri colleghi, resta comunque un’emozione incontenibile averlo finalmente tutto per noi e lui ci mette subito a nostro agio. Si complimenta con noi, scherza, racconta piccoli aneddoti, poi con Una rosa blu parte a ruota libera la nostra chiacchierata. Questo è un anno importante Angela, Una rosa blu compie quarant’anni e questa è la prova che, nonostante tutto vivano di luce propria, siamo qui a festeggiare i suoi quarant’anni di questa canzone. I tour inizialmente si chiamava “Vivere e nascere Tour” perché era legato al disco “Vivere e Rinascere” adesso ha cambiato nome strada facendo, chiamandosi “Blu Tour” proprio in riferimento alla Rosa blu. Particolarmente maestro Zarrillo, la prima cosa che ha fatto quando ha messo piede in suolo tedesco per la comunità italiana, quale è stata? Mah, insomma, è un po’ di anni che non venivo. Sono venuto qui a Stoccarda nel lieto fine anni ottanta e i primi anni novanta e mi auguro di ritornare presto, ecco. È una nazione che mi segue molto, a prescindere degli italiani in Germania, sono seguito molto anche dai tedeschi e quindi mi piacerebbe venire ad assaggiare proprio questo rapporto che c’è tra me e la Germania, tra la mia musica e la Germania. Quindi a maggior ragione mi auguro di ritornare presto e fare un tour, o dei mini tour, dove potere vedere appunto tanta gente e poter restaurare un rapporto ancora più profondo con tutti loro. Nella sua lunga carriera Michele Zarrillo a chi vorrebbe dire “grazie” e a chi invece scaglierebbe una “pietra”? Il maestro ci sorride, poi obbiettivamente con grande modestia, risponde: no vabbè, “grazie” lo dico a me stesso e le “pietre” le tiro a me stesso, per lo stesso senso, per carità! No, ringrazio tutti quelli che mi hanno aiutato e mi aiutano in questo bellissimo percorso e che ormai dura da tanti anni. Dico grazie ai miei collaboratori, ai musicisti, agli amici, a tutti quelli che mi danno forza, mi danno energia per poter comunicare quello che io sento e chiaramente, mi tiro le pietre, perché c’era quella canzone… ti ricordi anche te Angela… che fa “ se sei bello ti tirano le pietre, se sei brutto ti tirano le pietre, ecc., fino a completare … qualunque cosa fai, tu sempre pietre in faccia prenderai” ecco, nel senso che poi la vita le pietre le prendiamo un po’ tutti, no! Io però, me le auto tiro da solo. Me le tiro da solo insomma perché, perché sono un pigrone e diciamo che tutto quello che sono riuscito ad ottenere, è perché il pubblico ha voluto che io continuassi. Ha voluto come dire, non abbandonassi mai il campo come si suol dire, quindi devo a loro tutto questo. Devo al pubblico e poco a me stesso perché, con la pigrizia, ogni tanto mi sono assentato e per colpa mia, non per colpa di altre persone. Maestro, prima di lasciarla al suo pubblico le chiedo se a Sanremo ci sarà, l’altra, di fare un grande saluto alla nostra comunità italiana in Germania che la segue. Ma certo, un saluto a tutti da Michele Zarrillo. Io non so se sarò a Sanremo, perché ancora non ho il brano, quindi tu sai che senza canzone non ti puoi presentare. Sanremo ha questa prerogativa, però faccio un saluto a tutti voi. Spero di rivedervi presto e…chissà… Sanremo si, Sanremo no…, chi può dirlo! Vediamo come vanno le cose, vediamo soprattutto se mi esce qualcosa di buono in questo periodo, oppure per l’anno prossimo. Vediamo, come viene, senza farsi un programma preciso. Il suo “chissà” intona per noi più come uno spiraglio promettente, quindi azzardo “…comunque noi a Sanremo ci saremo e la porteremo con noi maestro…” Michele Zarrillo sorride e prontamente ci risponde”…ma… mi porterete nel cuore! Se non dovessi essere lì, mi porterete nel cuore! Tanto io a Sanremo anche se non ci sto, ci sto comunque, perché ne ho fatto già tredici di Festival di Sanremo, per cui! Ciao a tutti, grazie per essere venuti anche qui, é stato un piacere rincontrare te Angela e tuo marito, un bacio e buone cose. Il cantautore romano non si è fatto attendere molto nemmeno dal suo pubblico e il boato accoglie lui e le sue canzoni. Più di due ore di spettacolo puro, ricco di emozioni ed effetti di luce mozzafiato. Le sue canzoni sono poesie che si posano leggere e lasciano impronti indelebili. Michele Zarrillo ha regalato ai presenti un viaggio sonoro attraverso la sua grande carriera. Tra assoli di chitarra acustica ed elettronica, passaggi di batteria a mani nude, le sue dita che accarezzano i tasti di un pianoforte e canzoni tuffate nel passato che viaggiano indissolubili nel presente, hanno portato in delirio i suoi fan. Il pubblico lo acclama, canta le sue canzoni e lui, s’inchina a loro con grande eleganza, affetto e immensa gratitudine. Giusto il tempo di ringraziare gli organizzatori e il suo pubblico per avergli dato fiducia, per avere avuto così tanta pazienza durante il periodo della pandemia, per aver creduto in lui di incontrarlo mentre altri davano per scontato che non sarebbe arrivato, per poi continuare il suo colossale spettacolo senza fare più interruzioni e chiudendo il suo programma replicando la canzone che festeggia i suoi quarant’anni, Una rosa blu. L’organizzazione Danilo Amato, Amato & Tasselli Eventi ai nostri microfoni interviene dicendoci: innanzitutto ringraziamo voi di TeleVideoItalia Angela e attraverso te anche il Corriere d’Italia per cui scrivi, che siete qui con noi questa sera a darci attenzione e stare con il grande Maestro in questo concerto. Siamo partiti così, con i fratelli Tasselli. Ci siamo cercati e forse anche trovati. Michele Zarrillo è stato comunque un artista dove, con le sue canzoni siamo cresciuti. Una rosa blu, ad esempio, è la mitica per tutti noi. Sanremo lo seguono tutti e da quando l’ha fatta, uniti una sera a cena abbiamo sposato l’idea di unire e far’ partita alla grande quest’organizzazione. È stato davvero difficile e molto impegnativo, lo ammettiamo, però ci ha portato alle soddisfazioni, ci dice fiero Danilo Amato. La reazione del pubblico quando ha sentito che arrivava Michele Zarrillo è stata positiva. In tanti erano contenti di vedere per la prima volta il maestro in Germania e siamo contenti anche noi che, dopo due anni dovuta al Covid-19, ce l’abbiamo fatta. Questa sera è una grande festa per tutti noi che siamo qui in sala, ci dice visibilmente emozionato Matteo Tasselli. Avere questo grande pubblico in sala è una bellissima emozione, perché non siamo abituati a tutto questo. Lavoriamo più dietro le quinte in organizzazione e vederli arrivare in così grande numero per il maestro Michele Zarrillo, è davvero fantastico, aggiunge Nicola Tasselli. Ringraziamo tutti gli sponsor che hanno creduto in noi e contribuito alla realizzazione di questo concerto e non per ultimo il pubblico che ha creduto in noi e ci ha permesso, con la loro presenza, di fare sold out, termina Roberto Tasselli. Entusiasta della loro compatta organizzazione, non mi esimo nel chiedere cosa bolle in pentola, sgamati gli organizzatori sorridono poi Danilo Amato orgoglioso risponde: sì Angela, sì! Siamo già in movimento per mantenere anche lo stesso livello e forse mettiamo anche qualcosa in più. Il concerto è stato aperto dagli artisti Trio L’Incanto, un trio di tenori per eccellenza, formato dal cantante Massimo Leone pop tenore leggero, Emanuele Bezzi Baritono lirico, da Fabio Pezzetta Baritenore e cantante Musical. La loro performance, degna di seguire le orme di artisti che hanno segnato la storia della musica italiana nel mondo, inevitabilmente ha sorpreso e portato il pubblico in un nuovo mondo musicale. Un connubio perfetto, dove il canto lirico si mescola con eleganza con il pop e con audacia al rock. Per novero, l’intervista integrale redatta e dedicata interamente al Trio L’Incanto, é riportata a seguito in questo articolo. Considerando comunque che è la loro prima data in suolo tedesco e già hanno raggiunto un così grande consenso dal pubblico, è inevitabile che queste meravigliose e “incantevoli” voci, siano destinate ad avere un seguito sui palchi di tutta Europa. I loro management e produzione Alex Voltolini & Silvia De Ieso fanno sapere che stanno già pianificando il programma. Questo concerto è stato un successo incredibile e resterà impressa nella memoria dei partecipanti fan di Michele Zarrillo, peccato per chi non ha creduto a questa “data del 4 giugno” a questo "concerto con Michele Zarrillo" a questa "organizzazione Danilo Amato, Amato & Tasselli Eventi"" che ha messo anima e cuore per portare ai nostri connazionali ancora un Colossal che ha fatto per davvero la storia della musica italiana nel mondo. Questi sí, che non sanno per davvero cosa si sono persi! Meditate gente...meditate! Il servizio televisivo redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production e visibile sui siti ufficiali di televideoitalia.net e corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Giornata Internazionale di Commemorazione delle vittime di violenza per religione e credo

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. In occasione della Giornata Internazionale di Commemorazione delle vittime degli atti di violenza su base religiosa o di credo, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale comunica che: l’Italia ribadisce con forza il proprio instancabile e costante impegno sul piano internazionale per promuovere la libertà in tale campo e condanna severamente ogni forma di violenza e discriminazione motivata dall’appartenenza o dalla non appartenenza religiosa. Assistiamo con crescente preoccupazione all’aumento in diverse aree del mondo dei casi di intolleranza, discriminazione, estremismo e violenza contro individui e comunità motivate dall’appartenenza o dalla non appartenenza a una religione o a un credo. Di fronte a questa violenza cieca, che nasce dall’ignoranza, dal fanatismo e dalla negazione della diversità, è fondamentale ribadire che solo attraverso il pieno rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali di ogni individuo – inclusa la libertà di professare la propria religione, cambiare la propria religione e anche di non professare alcun credo – possono essere costruite società veramente pacifiche, resilienti e inclusive, che sappiano promuovere l’integrazione, la tolleranza e il mutuo rispetto. A testimonianza dell’impegno dell’Italia sul tema, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha recentemente istituito la figura dell’Inviato Speciale per la tutela della libertà religiosa e per il dialogo interreligioso, al fine di rafforzare ulteriormente e valorizzare sul piano internazionale le tante iniziative del nostro Paese a favore della libertà di religione o credo, anche attraverso la promozione del dialogo e della collaborazione tra persone e comunità di fede o credo diversi. Da sempre sensibile al tema della protezione dei diritti delle minoranze etniche e religiose, l’Italia, attraverso la sua azione di Cooperazione allo Sviluppo, è impegnata in numerose aree del mondo per contribuire al miglioramento delle condizioni socioeconomiche delle persone appartenenti a comunità che vivono in contesti segnati da insicurezza e instabilità, al fine di favorirne i processi di integrazione, in particolare con iniziative in favore di popolazioni appartenenti a minoranze cristiane oggetto di persecuzioni nelle aree di crisi. Nell’anno in cui si celebra il 30mo anniversario della Dichiarazione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone appartenenti a minoranze nazionali, etniche, religiose o linguistiche, è importante sottolineare la rilevanza di questo tema, reso ancora più urgente dai conflitti armati e dalle crisi umanitarie, che hanno finito per esacerbare la già precaria condizione delle persone appartenenti a minoranze di religione o credo. Oggi più che mai, è fondamentale rafforzare l’impegno della Comunità internazionale e richiamare la responsabilità degli Stati nella tutela e nella promozione dei diritti umani e delle libertà fondamentali, compresi quelli delle persone appartenenti alle minoranze religiose, affinché le religioni possano essere veicoli di pace, dialogo e incontro tra gli individui e i popoli e non un pretesto per l’intolleranza, la discriminazione e la violenza. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • è morto Bruno Arena dei Fichi d’India

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Lo storico volto del duo comico dei Fichi d’India “Bruno Arena” si è spento oggi. A causa di un ictus che gli ha causato un’emorragia cerebrale e compromesso le sue capacità motorie, nonostante la riabilitazione, la malattia l’ha costretto a stare in sedie a rotelle e dal 2013 lontano dai riflettori. Max Cavallari, amico nella vita e partner che componeva i Fichi d’India fondato nel 1988 (e dove il duo comico si é reso popolare anche per gli sketch comici andati in onda sul piccolo schermo a Zelig), anche dopo l’incidente non ha mai smesso di essere al fianco di Bruno Arena. Il duo comico "Fichi d’India" nel corso degli anni è approdato anche sul grande schermo. Protagonisti di innumerevoli spettacoli teatrali, lo sono stati anche nel loro primo film da protagonisti nella divertentissima commedia diretta da Franco Amurri “Amici ahrarara”, ricordiamo inoltre altrettani successi di botteghino tra i tanti anche "Natale in India" e "Matrimonio alle Bahamas", "Natale sul Nilo", "Pinocchio di Roberto Benigni". Docente di educazione fisica, eseguite in diverse scuole della provincia di Varese, Bruno Arena a soli ventisei anni, intraprese la passione per la comicità. Colma é stata la sua carriera con il cinema, la radio, la tv e il teatro. La sua vista, parzialmente compromessa per un incidente automobilistico avuto nel 1984, riprende grazie a un incontro con l’amico Max Cavallari e nell’ottantotto decolla il loro successo in Fichi d’India. A sole poche ore dalla notizia data sui social dal figlio Gianluca Arena, in rete è partito già un sentimento di cordoglio generale, sia da parte dei fan sia da volti noti del mondo dello spettacolo. A ricordarlo anche i componenti dell'intramontabile storica band dei Pooh, postando una foto e un prezioso ricodo. Altrettanto fa il cantautore e conduttore televisivo Paolo Belli che lo ricorda, postando una foto che lo ritrae abbracciato sorridente insieme al cabarettista e attore Bruno Arena. Appena poche settimane fa, uno scatto lo ritraeva anche insieme al suo amico fedele e compagnio di viaggio Max Cavallari. Bruno Arena aveva sessantacinque anni e il lutto che ancora una volta colpisce oggi il mondo della comicità italiana, lascia un vuoto incolmabile. Gianluca, che ha intrapreso la carriera comica del padre, scrive sui social: "Non ero pronto, ma tanto non lo sarei mai statoi, buon viaggio papà… lasci un vuoto immenso”. La Redazione si unisce al cordoglio della famiglia Arena. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Cinque anni con VOI di Marco Pagano, con centinaia di fan e miti della musica italiana!

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Ha festeggiato così Marco Pagano i suoi cinque anni di carriera in Germania. Ad attenderlo un bagno di folla e artisti che hanno aderito al suo invito da: Andrea Zeta, Tony Colombo, Frankie Capone, Gabriele Sugar, Mario Forte, Marika Cecere, a Paola Pezone, Ludo Brusco Mrhyde Bis, Rudy Brasiello e Mr. Hyde, Tony Gerardi, dj Deerock. È con loro che il giovane promoter, martedì 2 ottobre nella discoteca Imperial di Mainz, ha condiviso le sue emozioni e spento le cinque candeline. L’evento è stato condotto da Rosaria Esposito e dallo stesso Marco Pagano. Fin da subito è stato una degli organizzatori più amati, stimati e seguiti in Germania, raggiungendo così un importantissimo traguardo e facendo del suo stesso nome MP (Marco Pagano) Concerti Italiani, un marchio d’eccellenza. Un giovane che fin dall’inizio si è messo in gioco con la sua faccia e il suo stesso nome, trasformando tutti i suoi eventi in un palese successo. Con la sua umiltà e caparbietà, ha creato una rete familiare, dove sia gli artisti, sia i fans lo considerano uno di loro. Il Corriere d’Italia ha incontrato lui e i suoi ospiti e, tra emozioni, colpi di scena e grandi risate, sono riaffiorate le fasi indimenticabili del suo percorso organizzativo, intrapreso con miti come: Nino D’Angelo, Anna Tatangelo, Gigi Finizio, Rosario Miraggio, Gianni Celeste, Emiliana Cantone, Daniele Cardaci, Chiara Settembre etc., non tralasciando i presenti al suo evento del 2 ottobre. Marco Pagano, la prima domanda sorge spontanea, quando e com’è nata questa passione? Premesso che la musica è nel mio DNA, il mio primo evento è nato attraverso una grande amicizia coltivata con Rosario Miraggio. Amo entrare nel bene e nella felicità dei fan che si fanno più di trecento chilometri per il suo artista. Questo è bellissimo ed è stato l’input per continuare ad organizzare tali eventi. Ciò mi ha portato a fare grandi passi e a legare anche con Gigi Finizio, realizzando un unico evento con entrambi, da li è stato un crescendo. Lavorare con imponenti artisti non è una cosa ordinaria, specie per un giovane come te. Come sei riuscito a conquistare la loro attenzione e fiducia, esempio con Nino D’Angelo? Angela, hai detto una bella frase “giovane” e aggiungo “coraggioso”. Amando la musica, ho tanti cantanti in testa. Mi sveglio sempre con l’idea di organizzare un concerto con loro. Ho impiegato due anni per organizzare un duplice concerto con il “Re di Napoli” Nino D’Angelo, a Mainz e a Stoccarda. Era il mio sogno. Fin da bambino portavo il “caschetto”, seguivo i suoi film e cantavo tutte le sue canzoni. Questo è stato possibile realizzarlo grazie anche al suo manager che tutt’oggi ci scriviamo e ci stimiamo. Da quale Regione provieni e a chi devi questo tuo grande passione di organizzatore? Sono origine di Torre Annunziata da parte di Papà e Catania per conto di Mamma. Amo la Sicilia ma in particolar modo Napoli ma, senza nulla togliere alla Sicilia, mi sento più napoletano. È indescrivibile e unnico l’amore che provo per Napoli e per la sua musica. In quanto alla passione e a chi lo devo tocchi anche qui un tasto per me fondamentale, campassi cent’anni, ma lo devo al mio inseparabile staff che si presta sempre ad aiutarmi senza ma e senza se, come: Antonio Pagano, Angelo Marseglia, Davide Deiana, Dj Skizzo, Raffaele e Mick Fl (Michele Floridia), Rosa Nocciolino, dj Deerock. Se io riesco in tutto questo, è grazie a loro. Lo devo anche ai grandi miti che mi hanno dato fiducia in questi cinque anni e soprattutto lo devo al pubblico che mi segue. Sono gratificato perché fedelmente continua a regalarmi grandi emozioni e soddisfazioni venendo ai miei eventi. Lo dirò sempre… noi organizzatori senza di loro non saremmo mai nessuno! Sono riconoscente anche a tutti quelli che mi hanno sostenuto e continuano a farlo finanziariamente come sponsor. Ringrazio anche Pippoo Cuore per la tecnica e il suo impegno come fonico e Deerock Daniele che, professionalmente, ha guidato l’intrattenimento musicale. Non voglio sembrare retorico, ha terminato Marco Pagano, ma mi onora la presenza nei miei spettacoli con la tua emittente TelevideoItalia Angela, come attraverso te, anche quella del Corriere d’Italia. Grazie di cuore per l’attenzione che mi dedicate e per l'imminente lavoro di montaggio che realizzi in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, come l'impegno che mettete nel divulgare a livello mediatico questi eventi collettivi. È stato bello spegnere le mie "cinque candeline" con tutti voi. Ringrazio sempre di vero cuore. Nel backstage abbiamo incontrato anche i suoi artisti che, con generosità, hanno espresso un pensiero: “Noi portiamo la napoletanità, un patrimonio dell’umanità…, ci dice Mario Forte, “…cantare fuori dall’Italia è un’emozione unica sentire il calore del pubblico in Germania. Stiamo lavorando su un disco nuovo in uscita a febbraio con undici inediti. Marco Pagano è un grande professionista, gli voglio bene, sono lusingato di fare parte ai suoi cinque anni di attività e glie ne auguro altri mille. “Ritrovarmi per la seconda volta in Germania e con un pubblico accogliente è un onore e una grande emozione…, ci dice l’emblema della bellezza italiana Marika Cecere, “…in suo onore presento due miei inediti, uno è italiano e amorevole, l’altro napolegno doc dal titolo Femmina. É un inno al rispetto non solo della donna o di chi interiormente si sente di esserlo ma di tutte le persone e della loro integrità. Fiera di lavorare per Marco Pagano, faccio tanti in bocca al lupo per la sua carriera”. “Grazie a Marika o avuto l’opportunità di conoscere per la prima volta i miei connazionali residenti in Germania e festeggiare questo straordinario anniversario, è un onore…” ci confida l’altrettanta straordinaria voce canora Paola Pezone, “…a dicembre esce il mio primo album che raccogli i miei inediti, è bello condividerli in questo evento grazie a Marco Pagano e a lui faccio i miei in bocca al lupo alla sua carriera. “Nel nostro piccolo stiamo portando la musica partenopea che ci rappresenta e avendo avuto il privilegio di duettare con grandi miti nella nostra Città, stiamo sperimentando adesso la nostra musica in giro per l’Italia e nel mondo…, pongono l’accento, i Mr. Hyde, “…il tour in precedenza fatto in Germania ci ha lasciato dei bellissimi ricordi. Il pubblico è caloroso e affettuoso. È proprio vero che la musica viaggia e unisce le popolazioni a migliaia di chilometri di distanza. Marco è un grande e un meticoloso organizzatore, è il numero uno! Non tutti sanno che grazie a lui, in uno dei suoi furgoni vip, è nata una collaborazione e un pezzo fortissimo con Emiliana Cantone, precedentemente fatta con Maria Nazionale, pertanto oltre agli auguri ti diciamo grazie per il successo da mille e una notte che è arrivato". L’evento si è prolungato fino alle luci dell’alba e il resto del cast, in Hotel, non si è sottratto dai nostri microfoni: “è stata una bellissima serata piena di emozioni e sono contento di fare parte della famiglia MP di Marco Pagano, è un grande fratello…,” ci dice Andrea Zeta, “…è riuscito a riunirci con altrettanti nostri colleghi cantanti per i suoi cinque anni d’attività. Fa tanto per i nostri connazionali italiani in Germania e questo gli fa onore. Marco merita tanto, c’è una reciproca fiducia, ed è anche per questo che ho deciso di lavorare in esclusiva con lui in Germania. Sto preparando un nuovo lavoro discografico previsto in uscita a gennaio 2019, non vedo l’ora di presentarvelo. “È emozionante abbracciare i nostri connazionali, specie fuori dall’Italia…, ci dice il cantautore rapper Gabriele Zuccaro, in arte Sugar, “…la mia carriera musicale è iniziata con il singolo Paradiso Inferno utilizzato come soundtrack nella serie Amore Criminale prodotta dalla Rai, per poi continuare con il brano Fenice. Sto lavorando, tra una tournée e l'altra, a un nuovo progetto musicale che sarà presentato entro l'anno e sono grato a Marco Pagano sia per l’invito, sia per avermi dato l’opportunità di farmi conoscere in Germania. “Marco è un grande personaggio e ho potuto costatare che gli vogliono tanto bene in questo Paese e non solo per avere creato molteplici eventi ma anche tanti artisti...” aggiunge Frankie Capone, autore musicale, sempre in giro per il mondo e noto per avere lavorato con artisti come: Mario Biondi, Gigi Finizio, Andrea Zeta, etc., “…l’impatto con il pubblico è stato fantastico. Ascoltano la musica in modo passionale. Faccio i migliori auguri a Marco Pagano e al suo grandioso pubblico che mi ha accettato. ”Ho un legame affettivo con la Germania da ventisette anni ed essendo ospite in questo evento mi riempie d’orgoglio…” dichiara Tony Colombo, “…come amico voglio un gran bene a Marco Pagano e lo ringrazio per l’invito. Sto vivendo un periodo molto bello, fortunato e famoso della mia vita e mi rendo conto che tutto questo successo è grazie a tutti voi. Salutiamo il resto del cast non presente nella foto che, per esigenze artistiche, hanno preso il volo alle prime luci dell'alba per ritornare in Italia. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • "U scugnizzo" a Mannheim. Il Grande della musica napoletana, Nino D’Angelo con Gioia Nova

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Il Grande della musica napoletana, Nino D’Angelo, non delude le aspettative. Con Gioia Nova Tour è il suo nuovo album, festeggia i suoi 50 anni e i 36 di carriera. Incontriamo il mito. L'eterno scugnizzo ha stupito ancora con oltre due ore di concerto e un vasto repertorio di successi di cui alcuni classici napoletani. Un ritorno attesissimo quello del mitico Nino D'Angelo, in concerto con un repertorio che affronta temi come la religione, l’emigrazione, la povertà, con sonorità partenopee e ritmi world music. Il mito ha festeggiato i suoi 50 anni e 36 di carriera con un nuovo tour teatrale Gioia Nova Tour partito in primavera dall'Italia. Il suo nuovo album é un disco cantato interamente in napoletano; il primo realizzato “da nonno” ispirato dalla nascita della sua prima nipote. Una riflessione, una forte presa di coscienza sui nostri tempi. Avere 50 anni ai giorni d’oggi in una città che affonda, dove spari, guai e speranza sono all’ordine del giorno. Lo spettacolo ha due facce, il presente e il passato. Dove l'Artista ripercorre la sua lunga carriera dai classici come:Nu jeans e ‘na maglietta, Maledetto treno, Chiara, alle più recenti come Marì, Senza giacca e cravatta, A storia 'nisciuno e altre che hanno segnato il cambiamento artistico del cantante e la riproposizioni di alcuni classici della canzone napoletana. Lo incontriamo e lui, nonostante concentratissimo, ci accoglie calorosamente e ci dedica uno spazio del suo prezioso tempo. Di tutte le cose che incidono alla realizzazione di un disco qual'é la più importante? la cosa importante per me oggi é diventata il suono, fondamentale per essere moderni. Una cosa che ad esempio mi lascia sempre un po' allibito é il fatto che quando consegni un disco alle radio ti chiedono se rispecchia o meno il target. Questa cosa mi fa morire. Credo che sia impossibile giudicare una musica per il target, c'é la musica buona e quella cattiva, quella che piace e quella no. La musica é musica. C'é a una forte contaminazione etnica della musica napoletana, da cosa é dovuta secondo lei? Evidentemente la world music piace. E' stato Peter Gabriel l'artista che più di tutti ha sperimentato queste contaminazioni così belle e forti. Poi questo modo di fare musica ci ha affascinato un po' tutti e così abbiamo cercato nel nostro genere di arrivare a fare quello che fa Lui. La sua vita artistica é piena di impegni. É pure attore, é una professione serio? Quando faccio le cose io cerco sempre di farle con serietà, per imparare. Non sono un grande attore ma mi piace arricchire quello che sono. Però resto soprattutto un cantautore. Legato alla tradizione, come vive il rapporto con Internet? Mi piace, navigo, mi diverto e poi ho un fans club che gestisco proprio dal sito. Sono tantissimi, però rispondo alla maggior parte. All’attualità che cosa chiederebbe per Napoli? La speranza per Napoli è una ricchezza enorme ma mi piacerebbe che i napoletani non si svegliassero solo con la speranza, perché specialmente negli ultimi tempi ne è uscita un’immagine che non corrisponde alla realtà. Perché si deve esagerare su ogni aspetto? Quando si fa un’intervista a un napoletano sbagliato, se ne deve un’altra a un napoletano giusto, invece fa più successo il male del bene. Dovremmo farci un esame di coscienza. Dai media c’è una forte responsabilità? Sì, hanno una grande responsabilità. Non bisogna mostrare solo il male ma anche il bene di Napoli che vince sempre. Lasciamo perdere il problema "immondizia" che è mal gestita, questo non è colpa dei napoletani, anzi sono grandissime vittime. Saluto tutti gli italiani in Germania e grazie anche a te e alla tua emittente TeleVideoItalia Angela che sei venuta a trovarmi. Ci rivedremo presto. Ciao, un abbraccio con tutto il cuore a tutti dal vostro Nino. Sul palco Nino D’Angelo si presenta in abito bianco, quasi a mostrare tutta la sua purezza e semplicitá. Canta, comunica con i presenti. Toccante il messaggio che lancia soprattutto ai tedeschi, quello di venire in Campania. Nino ha grinta da vendere e sembra ancora il giovanotto dal mitico caschetto biondo. Il coinvolgimento del pubblico è stato più intenso quando ha cantato un suo grande successo, Un jeans e una maglietta, mentre sullo sfondo in megaschermo venivano proiettate alcune immagini del film. Altro momento coinvolgente è stato il canto dell'Inno del Napoli calcio. Tra una melodia e l'altra poi ad uno ad uno presenta tutti i componenti del gruppo. Ma a Mannheim se il grande della musica napoletana non ha deluso le aspettative del caloroso pubblico, ha deludere ci hanno pensato gli organizzatori locali. Le non poche polemiche suscitate a incominciare dalla biglietteria per poi finire agli organizzatori stessi della serata, hanno ritardando di un'ora l'inizio del spettacolo e sono susseguite fin dopo lo spettacolo. Anteprima l'intervista fatta al'Artista, avevamo strappato due parole anche a Immacolata Leo, 20 anni, parrucchiera. Determinata simpaticamente afferma che con "Nino D'Angelo, ci andrá pure a cena. Seguo tutta la sua musica e i suoi film. Popcorn é patatine é quello che mi ha emozionato di piú. Ho seguito il mutamento musicale ma quello di prima mi piace di piú. É straordinario trovare sempre piú siciliani in questi concerti, come mai chiediamo ad Angelo Bellavia. Sicuramente é la musica che ci accomuna, risponde. Le sue canzoni e i suoi film hanno fatto parte della mia infanzia, dei miei amori, del mio matrimonio. Giuseppina Ferrari di Pforzheim, casalinga, non si perde neppure un'intervista del mitico Nino D'Angelo, racconta, ma l''emozione é troppo forte e viene difficile esprimere quanto musicalmente mi trasmette. Nino D’Angelo non ci ha mai deluso. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • per Gigi Proietti Roma é con il lutto al braccio ma anche il mondo lo piange

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Si sono svolti oggi i funerali del grande mattatore romano Gigi Proietti, scomparso nel giorno del suo ottantesimo compleanno. Le esequie sono arrivate nella Chiesa degli Artisti e solo rose rosse sulla bara. É stato accolto da un interminabile lungo applauso nel Teatro Elisabettiano e che d’ora in poi porterà il suo nome, per averlo creato e guidato con onore per diciassette anni nel cuore di Villa Borghese. La solenne cerimonia, in presenza della moglie Sagitta e le figlie Carlotta e Susanna, è stata trasmessa in diretta Rai e si è aperta alla presenza di un picchetto dei Carabinieri e agenti della Polizia in alta uniforme, dove hanno deposto una corona di fiori, in segno di simpatia dell'Arma dei Carabinieri, per il personaggio da lui magistralmente interpretato del “Maresciallo Rocca”. All'esterno del teatro Brancaccio di cui è stato direttore artistico dal 2001 al 2007, è stato possibile seguire i funerali da un maxi schermo. Chiusi gli ingressi e spazi interdetti ai cittadini e alla circolazione, la piazza del Valadier, la via del Corso, il piazzale Flaminio e parte di Villa Borghese, per evitare assembramenti. Un commosso saluto è arrivato da parte di tante maestranze, cittadini, amici e attori nati e cresciuti nel suo Laboratorio, colleghi ma anche da tutto il popolo romano e dal mondo che l’ha amato nelle sue mille sfaccettature di personaggi che hanno saputo farci riconoscere in ognuno di noi. Lacrime e commozione da parte di tutti i presenti e familiari. Sui social altrettante le migliaia di parole di cordoglio scritte da alte cariche dello stato e personaggi della musica e non solo, da Sergio Mattarella, Giuseppe Conte, Matteo Salvini a Laura Pausini, Tiromancino, Iva Zanicchi, Cesare Cremonini, Veronica Pivetti, Alberto Angela che lo definisce quest’ultimo "Un intellettuale del popolo". Tra gli interventi affiorano commossi quelli di Flavio Insinna, Enrico Brignano, Edoardo Leo, Paola Cortellesi. Tra i banchi altrettanti amici, Paolo Bonolis, Fiorello, Ugo Pagliai e Paola Gassman, Marco Travaglio, l'ad della Rai Fabrizio Salini, Rodolfo Laganà. In diretta streaming arriva anche il saluto da Virginia Raggi, sindaca della Città, costretta in autoisolamento perché positiva al Covid 19. Nel suo discorso sottolinea: è fondamentale avere ricordi tangibili di chi è stata una grande persona. Gigi ha dato tanto ai romani e oggi Roma inizia a restituire tutto l'amore che ha avuto. Non appena la pandemia finirà, organizzeremo quello che ora abbiamo dovuto rimandare. Per noi è una persona speciale che non vogliamo dimenticare. Lui sarà sempre nel nostro cuore. Tra i presenti anche Massimo Wertmuller, Paola Tiziana Cruciani, Marisa Laurito, Walter Veltroni. L'omaggio è partito dal Campidoglio, ai piedi della statua di Marco Aurelio. Il feretro di Gigi Proietti ha lasciato poi Piazza del Popolo per l’ultimo percorso, il Cimitero di Prima Porta, dove il corpo dell'attore sarà cremato. Gigi Proietti, prima di andarsene però ci lascia la sua ultima traccia d’attore nel film “Io sono Babbo Natale” di Edoardo Falcone, dove interpreta i panni di un’incredibile romanissimo e dimesso Babbo Natale. Il film sarebbe dovuto uscire questo dicembre ma ancora nulla si sa ufficialmente dai distributori del film se intendono slittare il suo ennesimo capolavoro al 2021. Roma ha proclamato il lutto cittadino per tributargli tutto il suo affetto, ma anche l'italiano oltre frontiera lo piange. Ebbene sì, il “Gastone o Edmund Kean” l'eterno “Cavaliere nero” uno dei più grandi interpreti del cinema, della tv e del teatro italiano se ne va proprio il giorno del suo ottantesimo compleanno, quasi come a farci l’ultima sua “mandrakata“ ma raccoglie ancora adesso applausi perché come disse “LUI” stesso, in occasione dell'ultimo saluto fatto ad Alberto Sordi, “tutta la città sbrilluccica de lacrime e ricordi”. Ecco maestro Gigi, é stato anche per noi di TeleVideoItalia Angela Saieva un grande onore e un privilegio conoscerti di persona, in occasione della scorsa edizione di "La sai l’ultima?" lasciandoci l'ennesimo costruttivo sorriso. Tu non sei solo un grande uomo e un grande attore, dove hai saputo interpretare i tuoi mille ruoli con umanità, passione e la giusta dose d’ironia. No Maestro, tu sei molto di più per tutti noi, sei e rimarrai per sempre… GIGI PROIETTI Chapeau! Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Fiorello lo showman è il vero mattatore del 70esimo Festival di Sanremo

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Fiorello incanta l'Ariston con la sua simpatia, scherzando con Amadeus e affiancandolo con grande rispetto. Con emozioni, battute e gag, lo showman si prende la scena ovunque si trova, che sia nelle serate del Festival, che sia in sala stampa. Qui appunto, irrompe senza una "scaletta". Siamo tutti immersi a fare domande ai vertici Rai, al conduttore e direttore artistico per eccellenza della 70esima edizione del Festival di Sanremo Amadeus, ai suoi ospiti, agli artisti in gara, ma la voglia di vedere sbucare all’improvviso Fiorello resta ogni giorno e sempre al primo posto per tutti noi giornalisti. Sempre più determinato ad aiutare il suo amico Amadeus, come lui stesso lo scandisce sul suo pass, fa di tutto per smorzare le tante e puntuali polemiche che incombono retoriche, ogni anno, sul festival. Fiorello ha messo in campo un vero e proprio one-man-show, facendo chiaro a tutti comunque che: altro non è che, il conduttore ombra del Festival. In giorni diversi soddisfa la nostra sete di averlo in conferenza, e non pecca nel regalare a tutti noi immersi nella scrittura e a stilare servizi, una buona dose di sorrisi e spensieratezza. La 70esima edizione del Festival di Sanremo, detto e scritto da un numero non indifferente che sguazzano nell'ipocrisia, sembrava destinato a fallire. Si presenta quindi alla prima serata della più temuta, tanto invidiata e discussa kermesse sanremese con una tonaca, indossata forse non a caso in versione Don Matteo. Entra in sala, mandando in delirio il pubblico che lo acclama. Parte cosí, il suo primo e divertente monologo: Scambiatevi un segno di pace. Basta, avete condizionato anche mia madre con tutte ste polemiche, a telefono mi ha detto in siciliano: oh, stai attento a quello che dici, sennó ti finisce come Amadeus!. Comunque, se questa veste mi fa arrivare al 40 di share, giuro che domani mi presento vestito da Maria De Filippi!. Fiorello é libero di dire, andare dove vuole e fare ciò che più desidera, afferma pubblicamente e senza tanti giri di parole lo stesso Amadeus. Fiore non demorde, sempre attento all’evolvere delle serate, sia in sala stampa sia al festival racconta, si racconta e snocciola, trattenendo le risate, aneddoti su se stesso, sull’amico Amadeus, sugli artisti in gara, sui fiori di Sanremo, sulla politica e su chi continua a remare contro il festival. Con signorilità, simpatia e grande umiltà tiene testa a tutti, anche a noi quando c’incontra sia al party di benvenuto dato dalla Rai, per noi giornalisti, dandoci attenzione e parola; sia in sala stampa, rinnovando i saluti ai nostri connazionali italiani in Germania. Nelle serate del festival si tramuta ad esempio nel quinto dello storico gruppo Ricchi e Poveri, cantando insieme a loro. Mostrando anteprima la racchetta del campione numero uno del tennis, finisce per fare qualche palleggio con lui, Novak Djokovicil, grande amico dello showman Fiore. Si traveste da Maria De Filippi per mantenere fede alla sua promessa fatta, nel caso avrebbero ottenuto il boom di ascolti nella prima serata. Improvvisa con grande stile e professionalità, sull’accaduto in diretta Bugo / Morgan, placando gli animi di tutti. Difende con destrezza, sotto un sorriso, gli attacchi mediatici e poco galanti fatti ad Amadeus e al suo Festival. Fiorello ha permesso ad Amadeus di fare bene sin dalla prima puntata, sbancando anche lo share. In barba ai più scettici la Rai ha registrato ascolti record di 11,4 milioni per la finale, lo share più alto dal 2002! Standing ovation quindi per Fiorello e naturalmente anche per il padrone di casa del Festival, amico vero, Amadeus. È proprio il caso di dirlo “sono i FATTI che contano e non le PAROLE”! Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Il cantante Marco Sentieri a Casa Sanremo parla del cyberbullismo

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Si è tenuta al Palafiori di Casa Sanremo la conferenza stampa riguardo la campagna contro il bullismo e il cyberbullismo. Incontriamo il cantante Marco Sentieri, che ha portato al Festival “Billy Blu” un brano che tratta appunto il delicato tema del cyberbullismo e dove svela come lo stesso sia stato vittima. “In questa fase di comunicazione, quasi esclusivamente tecnologica, la musica specie quella digitale resta uno dei pochi veicoli capaci di trasmettere messaggi, in modo immediato ed emozionale e in alcuni casi rappresenta uno strumento pedagogico e sociale insostituibile…” ha commentato il cantante Marco Sentieri ai nostri microfoni, “…come sta avvenendo ad esempio con il mio progetto Billy Blu contro il bullismo e il cyberbullismo. Pensa che anche nelle scuole è divenuto un vero mezzo d’insegnamento. Come più volte detto, io a mio figlio vorrei insegnare la condivisione e il rispetto per il prossimo. Possono sembrare due cose banali ma in realtà, il rispetto è anche non deridere, discriminare, offendere o denigrare il prossimo, proprio come non ci si riesce a farlo con il proprio compagno di classe, che divide con te la merendina e le giornate. Ringrazio la tua emittente TeleVideoItalia.net Angela e sempre attraverso te, la presenza anche del Corriere d’Italia per cui scrivi, per l’impegno preso nel trasportare anche oltre frontiera il nostro delicato messaggio. Angela, è stato un piacere conoscere te e tuo marito Dino. Noi naturalmente continueremo a vederci senza dubbio durante il Festival e quindi anche in sala stampa, ma ammetto che mi piacerebbe abbracciare da vicino anche i nostri connazionali italiani in Germania e trasportare anche lì da voi la mia musica. L’imponente iniziativa di prevenzione dei rischi e pericoli della rete, ha fatto tappa su tutto il territorio nazionale, toccando perfino la meravigliosa Città ligure Sanremo durante la settimana del 70esimo Festival della Canzone Italiana di Sanremo. Tra gli illustri ospiti, presente il musicologo e giornalista critico Dario Salvatori, il direttore del dipartimento europa managing SDA Sanremo Eventi Dino Saieva, il giornalista Filippo Lucci, le testate italiane tv e stampa estera TeleVideoItalia.de e il Corriere d’Italia, il direttore Marketing di Unieuro Marco Titi, il vicequestore della Polizia Postale Roberto Surlinelli, il comico influencer Roberto Lipari (a molti noto nel ruolo d’inviato di Striscia la Notizia), il consigliere comunale di Sanremo Giuseppe Faraldi. A pianificare la campagna omnicanale, a copertura di tutti i più importanti mezzi, radio, tv, stampa e digital nazionali, partire dal 5 febbraio ( settimana che coincide appunto con la Giornata Nazionale contro il Bullismo e Cyberbullismo) é sta Unieuro. In occasione, la Polizia di Stato ha parcheggiato un Pullman nella storica Piazza Colombo, realizzato in collaborazione con i ministeri dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca, con una visibilissima scritta “Una vita da social”. L’inarrestabile corsa d’informazione ha permesso, attraverso quest’imponente mezzo, di trovare un’aula didattica multimediale allestita all'interno con postazioni internet aperta a tutti. Ha regalato in questo modo l’opportunità d’incontri adatti a tutte le età, usando un linguaggio chiaro e diretto a tutti in materia di sensibilizzazione e prevenzione. L’incontro ha avuto per eccellenza la presenza dell’autore del libro Luca Pagliari, che ha presentato per l’appunto il libro“#Cuoriconnessi - Storie di Vite online e di Cyberbullismo” distribuito gratuitamente da Unieuro sul territorio nazionale. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Tributo a Vincenzo Mollica storico giornalista della Rai

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Uno delle figure più note del giornalismo televisivo italiano come Vincenzo Mollica, va in pensione. Con una pazienza altrui e il sorriso bonario oggi da tutti noi in sala stampa e a seguire, seduto in prima fila alla 70esima edizione del Festival di Sanremo, riceve il meritato tributo e una standing ovation con un interminabile applauso. Non sono mancati i saluti e gli auguri affettuosissimi fatti attraverso i videomessaggi da Roberto Benigni, Stefania Sandrelli, Vasco Rossi e mandati in onda durante il Festival. Emozionante anche quando i due grandi mattatori della popolare kermesse, il conduttore e direttore artistico Amadeus e l’incomparabile showman Fiorello, sono scesi dal palco e abbracciato il commosso Vincenzo Mollica, storico giornalista e autore della rubrica “Doreciakgulp”. Seguito e amato dagli italiani e anche da noi, da venticinque anni non è mai mancato al tradizionale appuntamento e dal suo storico balconcino in collegamento con il Tg1 dal Teatro Ariston di Sanremo, l’inviato a Sanremo, ha intervistato con simpatia e naturalezza tutti i protagonisti del Festival e ogni sua celebrità, fino ai suoi conduttori, nonostante la sua malattia lo facesse da padrone. Da lui si può ben dire sono passati tutti, ma proprio tutti, da Alberto Sordi, Adriano Celentano, Federico Fellini, Lucio Dalla, Raffaella Carrà, Luciano Pavarotti, Roberto Benigni e tante altre Star. Neppure la fuga dell’attore Jack Nicholson nel 1997, che gli negò l’intervista dileguandosi tra i corridoi di un Hotel, fermò il suo grande entusiasmo di fare puro giornalismo. Non ho mai voluto fare il critico. Sono sempre stato interessato agli artisti come persone, all’umanità che portano con sé, ha spiegato Vincenzo Mollica. Nella mia vita ho capito che i veri grandi artisti sono sempre semplici. Non hanno bisogno di sovrastrutture, d’impalcature su cui reggersi, perché quello che hanno dentro arriva in maniera diretta. Quello è fare arte. Vincenzo Mollica, malato di Parkinson ormai da qualche tempo, aveva ridotto le sue apparizioni in pubblico in questi ultimi tempi ma di recente, nel programma Viva RaiPlay condotto dal mitico Fiorello, ha prestato la voce a un divertente pupazzetto modello “Muppet”. Il giornalista e presidente dei Beatlesiani D'Italia Associati, Rolando Giambelli, ha consegnato in sala stampa una targa dei "Beatlesiani" con la tessera d'oro del Beatles Fun Club, un premio di ringraziamento, per avere contribuito a sostenere anche in Italia la cultura dei Beatles. Anche noi, oggi, ci riteniamo privilegiati nell’averlo conosciuto e apprezzato in tutti questi anni. Ogni volta incontrarlo, parlargli e stringergli la mano è stato per noi quasi una questione di principio, un maestro, una fonte dove attingere sapienza e conoscenza di un giusto e razionato giornalismo, dove è lecito dire tutto ma usando la giusta dose di ironia e senza offendere nessuno e soprattutto, usando il buon senso che contraddistingue un vero giornalista e le sue interviste. Storico rimarrà pertanto anche il suo genuino commento, fatto a tutti noi in sala stampa e dove tutti dovremmo forse in qualche modo, anche lì meditare: …con quel po’ di vista che mi è rimasta, cioè un c****, vi dico che mi tolgo dai c****ni. Ho due compagni di viaggio, mister glaucoma e mister Parkinson. Non ho proclami da fare. Fare il cronista è stato mio mestiere, il Tg1 la mia casa. Ringrazio voi che mi avete accolto. Una delle regole principali della mia vita me l'ha insegnata Fellini: "Vincenzo... non sbagliare mai il tempo di un addio o di un vaffan**lo, se lo sbagli di un secondo ti si può ritorcere contro... Aveva ragione!" Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de I servizi televisivi e stampa, redatti dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva sono in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE. SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Un saluto al Maestro Ennio Morricone, una carriera da Oscar. Il cordoglio dal mondo intero

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Per le conseguenze di una caduta, dove si era rotto il femore, ci lascia Ennio Morricone, il premio Oscar, autore delle colonne sonore più belle del cinema italiano e mondiale da C'era una volta in America, Per un pugno di dollari, a Nuovo cinema Paradiso, Mission, Malena. Grazie al sodalizio artistico con Sergio Leone, padre dei film Spaghetti Western, concretò la sua fama. L’annuncio della scomparsa del Maestro Ennio Morricone e dei funerali che si terranno in forma privata "nel rispetto del sentimento di umiltà che ha sempre ispirato gli atti della sua esistenza” arriva attraverso il legale e amico della famiglia, Giorgio Assumma. Morricone, si legge nella nota, si è spento all'alba del 6 luglio in Roma con il conforto della fede. Il Maestro ha conservato sino all'ultimo piena lucidità e grande dignità, ha aggiunto il legale. Ha dedicato un commosso ricordo al suo pubblico, per l’affettuoso sostegno, dove ha sempre tratto la forza della propria creatività. Ha ringraziato i figli e i nipoti, per l'amore e le cure che gli hanno donato. Ha salutato l'amata moglie Maria, che l’ha accompagnato con dedizione in ogni istante della sua vita e professione, e che gli è stata accanto fino all'estremo respiro. È stata una carriera straordinaria ricca di Oscar la sua, tanto da riceverne anche uno come “Onorario alla carriera" per i suoi contributi magnifici all'arte della musica da film. Ha vinto premi inestimabili tra i tanti ricordiamo il Leone d'Oro alla carriera, dieci David di Donatello, tre Grammy Awards, undici Nastri d'argento, quattro Golden Globes, due European Film Awards, sei BAFTA e un Polar Music Prize. Numerosi hanno ricordato il maestro Morricone sui social, dal più semplice cittadino popolo sovrano, a quelli del mondo dello spettacolo, della musica, dello sport e della politica, tra i tanti citiamo il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il Premier Giuseppe Conte, Il Premier spagnolo Sanchez, Virginia Raggi, il Ministro per le politiche giovanili e lo sport, Vincenzo Spadafora, Aurelio De Laurentiis, a Beppe Sala, Nicola Zingaretti, il leader della Lega Matteo Salvini, le icona della musica Rita Pavone, Laura Pausini, Vasco Rossi, e ancora Malagò, Cesare Cremonini; del cinema Riccardo Muti, Carlo verdoni e tanti altri ancora interminabili nomi che hanno fatto la storia della politica, della musica, del cinema e del calcio mondiale. Fiumi di parole di sentito cordoglio raccogliamo tra le interminabili righe di ognuno di essi, in sintesi: “con il Maestro se ne va un pezzo di cinema mondiale, un grande musicista e compositore del nostro tempo…”, “con i suoi capolavori ha reso l'Italia orgogliosa nel mondo…”, “ha ispirato e dato voce alla nostra cultura, al talento, alla creatività di intere generazioni…”, “un genio italiano che con la sua arte ha fatto la storia della musica e del cinema e reso grande il nostro Paese nel mondo…”, "la scomparsa di Ennio Morricone ci priva di un artista insigne e geniale…", “un genio assoluto, con la sua scomparsa se ne va una parte di noi…". La sua musica è storia d'Italia, termino quindi con una frase dello stesso e inimitabile Maestro Morricone per ricordare, sei mai ce ne fosse bisogno, la sua originalità, il suo talento e la sua passione: "'Essere originali diventa sempre più difficile”. Grazie Maestro Morricone" anche da parte della nostra Redazione di TeleVideoItalia Angela Saieva perché “LEI” caro Maestro, vivrà in eterno nei nostri cuori. Un sentito cordoglio va alla Famiglia Morricone. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Stefano D’Orazio ci lascia ma Si può essere amici per sempre

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Ancora un grande lutto nel mondo della musica ci scuote. Lo storico batterista gentiluomo, uno dei motori dei Pooh, Stefano D’Orazio, questa sera ci ha lasciato. E' morto a settantadue anni, l’ennesima vittima del coronavirus. Ricoverato da una settimana in una struttura sanitaria di Roma, sembrava dare cenni di miglioramento, poi l’inevitabile. Il dolore incontenibile fa parlare così anche Dodi Battaglia: è devastante immaginarlo morire in solitudine e m’indigna chi nega o minimizza il Covid. Il legame di questi cinquanta anni, le cose che abbiamo fatto insieme, ci ha uniti forse anche più di un vincolo fraterno di sangue. Sui social ufficiali dei Pooh e firmato dai suoi compagni di viaggio Red Canzian, Dodi Battaglia e Riccardo Fogli, si legge: abbiamo perso un fratello, un compagno di vita, il testimone di tanti momenti importanti, ma soprattutto una persona perbene, onesta prima di tutto con se stessa. Preghiamo per lui. Nel settembre del 2009, dopo trentotto anni, aveva deciso di mollare tutto e dedicarsi alla sua attività d’imprenditore musicale e autore di musical come: Mamma Mia, W Zorro, Pinocchio, Cercasi Cenerentola, Aladin. Nel corso della carriera il gruppo Pooh, ha venduto più di 100 milioni di dischi, record per un complesso italiano. Ancora in prima linea nella lotta al Coronavirus, l’ultimo singolo “Rinascerò Rinascerai” scritto durante il lockdown con Roby Facchinetti, ha destinato i proventi ricavati dalla vendita sulle piattaforme musicali all’Ospedale papa Giovanni XXIII di Bergamo. Stefano D’Orazio segna una carriera nel mondo della musica e non solo come batterista, ma anche come paroliere e cantante, pensare pertanto che l’ultimo successo, dell’autore di tanti brani, flautista e romano doc, sia stato proprio il brano sul “COVID e sulle migliaia di vittime della pandemia a Bergamo” sembra davvero una crudele coincidenza. Avendo avuto il novero di avere incontrato e conosciuto in questi anni sia il grande generoso e umile Stefano D’Orazio, sia tutto il gruppo Pooh, che non si sono mai fatti negare alle nostre telecamere TeleVideoItalia.net, la nostra Redazione si unisce al cordoglio della famiglia D'Orazio e dell’intramontabile storico gruppo per eccellenza nel mondo, I Pooh. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Il Cammino di Santiago De Compostela ti aspetta

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Anno Santo a Santiago, San Giacomo ti aspetta. Con zaino in spalla il Cammino di Santiago De Compostela è per certo, sia per i veterani sia per chi è alla loro prima avventura, un’esperienza unica nel suo genere. Esistono infiniti motivi che spingono una persona a raggiungere quest’obiettivo, da quello religioso e spirituale, a quello culturale o sportivo e così via. Il miscuglio di emozione e sentimenti, quando mettono piede per la prima volta nella Cattedrale di Santiago in Piazza dell’Obradoiro, è per tutti quelli che ci sono andati per la prima volta o per quelli che ci ritornano, un momento indescrivibile. L’edificio in stile romanico per quanto riguarda la cristianità, oltre a Gerusalemme e Roma, è uno dei luoghi più rappresentativi di tutta la penisola iberica. É invasa ogni anno da migliaia di pellegrini, che la raggiungono percorrendo i diversi Cammini. Non c’è ancora una risposta chiara alla motivazione del “perché fare il Cammino di Santiago e la decisione che giustifichi l’intraprendere un faticoso viaggio a piedi, di diverse centinaia di chilometri, assentarsi da casa per circa un mese e dormire in camerate con decine di sconosciuti e quant’altro”. Eppure se pur inspiegabile, restano molteplice le ragioni più accreditate, tra le tante quella della ricerca di se stessi e di tempo per riflettere, un’irrefrenabile voglia di avventura, la voglia o forse la necessità di cambiamento. A molti, ha prodotto risultati positivi e regalato un’esperienza di condivisione e altruismo che può aiutare a mettere le cose in prospettiva, a capire quanto poco tempo solitamente si dedica a conoscere e ascoltare se stessi e gli altri. L’epidemia di coronavirus in questi ultimi due anni, ha fatto registrare un forte calo verso la meta in questi luoghi religiosi, invasa da milioni di pellegrini e che partono da tutta Europa e non solo. Grazie alla richiesta unanime fatta dalla Galizia e sostenuta attraverso l’Arcivescovado di Santiago dall’arcivescovo S.E. Mons. Julián Barrio, dalla Xunta e dal Consiglio comunale, il Vaticano e il Santo Padre Papa Francesco ha accolto in pieno il loro appello, quello di facilitare la presenza a Santiago di pellegrini e visitatori una volta superata la pandemia e per consentire loro di vivere il giubileo compostellano. Il decreto firmato a Roma dal Cardinale S.E. Mauro Piacenzza lo scorso dicembre, ha consentito la proroga dell’anno giubilare 2021 e di far rimanere aperta la Porta Santa fino al 31 dicembre 2022. C’è da aggiungere che le autorità ecclesiastiche di Compostela e della Xunta de Galicia, attendono inoltre una conferma ufficiale da parte del Vaticano, affinché Papa Francesco visita Santiago de Compostela. Il Santo Padre effettivamente non ha escluso l’idea di fare questa visita e pertanto non ha respinto l’invito ufficiale fatto dall’arcivescovo S.E. Mons. Julián Barro, di visitare Compostela durante quest’Anno Santo. Tuttavia il Pontefice ha posto l’accento che, nel caso, sarà comunque una breve visita per commemorare l’anno giubilare poiché insiste sulla sua priorità di visitare i “piccoli paesi”. Se si decidesse, comunque “sarebbe il finale perfetto per il più grande festival della Galizia e della Spagna” fanno sapere le stesse autorità ecclesiastiche e civili di Santiago de Compostela e della Galizia. Attraverso la segretaria Tina Marsella della Missione Cattolica Italiana di Pforzheim, guidata dal presule guanelliano don Arcangelo Biondo, ci arriva l’invito di dilagare questo prezioso comunicato dando l'opportunitá a tutti fedeli desiderosi e volenterosi di percorrere e farsi trasportare della magia spirituale del Cammino di Santiago De Compostela, di mettersi in contatto presso www.guanellianisantiago.it L’invito è soprattutto rivolto ai giovani da 18 a 35 anni, con partenza dal 23/31 luglio 2022. È senza dubbio un’esperienza bellissima da percorrere con amici oppure da solo, con tante persone che s’incontrano lungo il percorso. Il cammino è guidato da padre Fabio, insieme con i padri e le suore guanelliane. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Durga McBroom dei Pink Floyd e Ricky Portera ospiti in Germania

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. In occasione della sua venuta in Germania, abbiamo incontrato la leggendaria Star corista dei Pink Floyd Durga McBroom, cantane attrice americana e protagonista in loro diversi tour. La mirabile voce ha cantato con tutti i mostri sacri della musica mondiale. Ha collaborato inoltre con famose tribute band argentine dei Pink Floyd a Buenos Aires e fondato a Londra anche i Blue Pearl. La Regina, ospiti d’eccezione, ha incantato e fatto rivibrare la sua straordinaria voce assieme ad un altrettanto kolossal del pop rock, Ricky Portera, storico chitarrista collaboratore di Lucio Dalla e di altrettanti straordinari autori italiani come Ron, Eugenio Finardi, Loredana Bertè, Marco Masini, Gianni Morandi, Nek, Samuele Bersani, Massimo Bozzi, Robert & Cara. Ha partecipato a sei Festival di Sanremo, tra questi citiamo quella a fianco di Paola Turci con Volo, Anna Tatangelo con Essere una donna. È fondatore con Gaetano Curreri degli Stadio. Da solista ha partecipato all'album Piano Car, del compositore minimalista Stefano Ianne, insieme a Trilok Gurtu e a Nick Beggs dei Kajagoogoo. Ad accompagnare il leone sacro Ricky Portera e la Star Durga McBroom è stato il cantante Antony Rice, noto più negli ambienti Rock e coperto da milioni di fan. Presente anche il tastierista Luca Zabbini Frontman dei Barock Project che ha contribuito a emozionare la platea. Il Corriere d’Italia ha incontrato lo staff artistico e i due miti della musicale internazionale, Durga McBroom e Ricky Portera, che senza indugio e con grande generosità hanno accettato il nostro incontro, mettendo non solo da parte la loro internazionale popolarità ma facendosi anche delle divertenti autoironie. Durga McBroom, a chi deve questa riuscita musicale? Quali progetti ha per il futuro? Che feeling c’è verso i nostri connazionali? Premetto che amo molto l’Italia e sto imparando anche l’Italiano. Mi piace molto la sua lingua e per questo ho deciso di vivere a Roma. I Pink Floyd sono un concetto universale, copre più generazioni e fare parte di un marchio di una band così grande per me è stato un onore e continuerà a esserlo, ci dice la Star Durga McBroom attraverso l'interprete e manager Claudio Cutrone. Ero in uno studio discografico a New York a registrare con mia sorella Lorelei e in quel momento era appena iniziato il tour di “A Momentary Lapse of Reason Tour” dei Pink Floyd ma avevano solo due cantanti. David Gilmour aveva in mente di metterci un po’ più di “colore” per la sezione del coro e grazie a dei veri amici, abbiamo preso un aereo per Atlanta e realizzato un videoclip. Il resto è storia. Dall’inizio ho studiato arte figurativa etc. perché volevo fare l’attrice ma la difficoltà di avere delle parti in America, per noi donne di colore, erano molto limitate. Ho scoperto però che, tutto quello che mi remava contro nella carriera d’attrice, giocava a mio favore nella carriera musicale e da cantante, come la tradizionale postura alta e robusta di un’artista di quel posto. Ho diversi grandi progetti e sto lavorando già in non meno di tre album in uscita il prossimo anno e certamente voi siete assolutamente in cima alla lista dei miei ospiti! Grazie per l'attenzione dedicata con la tua emittente TeleVideoItalia.net e al Corriere d'Italia. Maestro Ricky Portera, come e quanto è importante trasmettere le proprie emozioni musicali. Insegnare è nel suo DNA? Un consiglio a chi è ambizioso di riuscita. Penso che la dote migliore per un artista sia principalmente l’umiltà, non avere arroganza e attese che vanno di là delle proprie possibilità. Nella musica ci vogliono due tipi di educazione, quella del musicista e quella del pubblico. Il musicista, non deve suonare per se stesso ma dare e trasmettere in bene quello che sa fare, regalando la propria musica e le emozioni; mentre il pubblico va educato da parte dei media, ad ascoltare la musica, ci dice l’artista Ricky Portera. Poiché sei informatissima e sai che ho lavorato artisticamente anche in Germania, ritengo che tra il pubblico italiano e quello tedesco, ci sia una differenza. L’italiano, più per un fatto d’immaginario collettivo, ascolta con gli occhi e si lascia coinvolgere da quello che l’artista rappresenta ma non da quello che è, chiaramente non in eccesso; mentre il pubblico tedesco è molto più attento, preparato e chiude gli occhi, questo mi gratifica. Non mi piace insegnare. La musica è un linguaggio che non impari attraverso un libro, è una questione di quel momento, una lezione di vita. Io non suono mai uguale e tutto dipende dal mio stato d’animo, se sono arrabbiato, contento o incrocio dei begli occhi in platea. Sai, i musicisti hanno un grande difetto, sono un po’ come le donne, le loro serate non sono mai uguali, aspetta la fine dei primi pezzi per capire se sarà una bella serata. Consiglio agli ambiziosi: prima di suonare bisogna imparare a guardarsi dentro, a conoscersi e poi proporsi. C’è quello che strambella e ti dice perenne “guarda come sono bravo” e lo mandi a scambiare, l’altro indiscreto e con un linguaggio semplice t’incanta e ti affascina. La musica deve essere comunicazione, termina Ricky Portera. La differenza tra l’acrobata da circo e a chi va alle Olimpiadi tecnicamente sembra uguale ma uno ti vuole stupire con un qualcosa che non hai mai visto, l’altro farti osservare e dimostrare a se stesso quanto ci ha messo e fin dov’è arrivato per gli altri. Nella musica è lo stesso. Grazie per la vostra presenza, é stato un piacere stare con voi, ritengo che siete voi il vero veicolo di educazione e per far sì che le mie parole non me le dica davanti ad uno specchio. All'evento anche Mario Gaggiano, il giovane vincitore che ha conquistato milioni di fan e la giuria di “Tu si che Vales” vestendo in un modo strabiliante i panni vocali del mitico Renato Zero; Marco Bonifacio con la sua band, noti anche loro nell’ambiente musicale per il tributo a Eros Ramazzotti. Sono entrambi fantastici e desiderosi di farsi conoscere ma adesso con le loro vesti. Non da meno sono Salvo e Veronica, una coppia ricca d’entusiasmo, adrenalina pura e vocalmente perfetti nello spaziare su e giù con le note. Denis Saputo, timido e riservato ma ricco di talento. L’artista Enzo Ferrini che con i suoi inediti in tedesco, rappresenta il meglio del Made in Italy. Uno straordinario gruppo di artisti insomma, che si sono e che hanno saputo a loro volta fare emozionare il pubblico e in procinto di presentare un loro singolo. L'organizzazione locale ha ringraziato tutto lo staff artistico, gli sponsor, la presenza del Corriere d’Italia e i media Partner TeleVideoItalia.net e SDA FotoVideo Production che per l’occasione hanno realizzato un servizio televisivo visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi mobili televisivi di TeleVideoItalia.de in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia AISE, - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Terence Hill, il campione d’incassi, presenta il suo nuovo capolavoro "Il mio nome è Somebody”

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Il 27 agosto il cinema all'aperto del castello Gottesaue di Karlsruhe ha beneficiato della straordinaria presenza di Mario Girotti, più conosciuto come ”Terence Hill, dove ha presentato di persona la prima del suo nuovo film "Il mio nome è Somebody”. La sceneggiatura l’ha scritta in collaborazione con Luisa Tonon e l’ha diretto e interpretato con Andy Luotto, Giovanni Malafronte, Guia Jelo, Matt Patresi, Lorenzo Gasperini e Veronica Bitto. Le riprese sono state girate ad Almería, una comunità autonoma dell'Andalusia, ed è il primo lavoro cinematografico che recita con la propria voce senza essere doppiato. Il film, prodotto da suo figlio Jess Hill e da Vivi Film, segna il ritorno dell’attore Terence Hill dietro e davanti alla macchina da presa a distanza di anni. Amato dal pubblico di tutte le età e generazioni, l’icona del grande schermo Terence Hill nel suo tour in Germania si è presentato anche al pubblico di Karlsruhe. Il Corriere d’Italia l’ha incontrato e con un’indescrivibile umiltà e grande generosità ci ha accolto calorosamente e onorato della sua presenza alle nostre telecamere TeleVideoItalia.net Vuole parlarci del suo nuovo capolavoro e a chi l’ha dedicato veramente? Si, è dedicato a Bud Spencer e poi se lo vogliamo dire, ho scoperto tutto sommato che il film è un po’ la sua storia, quella da ragazzo. Ho avuto l’onore di intervistare il suo grande compagno del cinema Carlo Pedersoli, o meglio dire Bud Spencer. Quale feeling c’è stato tra di voi nei set? Con Bud Spencer è stato quello da fratelli, divertente e avventuroso. I nostri sono stati film ricchi di esperienza, rispetto reciproco e per la natura, girati con armonia e in luoghi straordinari come Columbia, Sud America, Brasile etc.. Ogni volta era un’avventura ma lui diceva: è come tornare a scuola! Siamo due compagni e fanno o ci provano a fare qualcosa di bello. Come ha conosciuto Carlo Pedersoli “Bud Spencer “ e com’è stato lavorare con lui? Guardi, le accenno questo: “in quei tempi nuotavo nella stessa piscina e squadra Lazio di Carlo Pedersoli. Essendo lui un campione italiano dei cento metri stile libero, era per tutti noi un idolo e non mi permettevo di avvicinarlo. Ci siamo conosciuti realmente più avanti, sul set, poiché l’attore si era rotto il piede ed io l’ho sostituito. C’è stata solo una stretta di mano perché si doveva girare in fretta le scene, ma da lì è stato un crescendo. La nostra è stata una comicità “gestuale” comprensibile a tutti. Questo ha contribuito al successo di tutti i nostri film. Ho ricordi bellissimi di lui e non ci ho mai litigato. Lui ha inventato il caratteristico pugno a martello e dove il pubblico aspettava quel fatidico momento, mentre io quella della velocità con la pistola”. Il resto lo racconterò adesso sul parco, perché è un racconto molto divertente e bello e che per lo meno servono cinque minuti. Ricorda com’è incominciata la sua carriera cinematografica? Ho iniziato nel fare ruoli romantici e d’avventura. Per spogliarmi poi da questo personaggio sono partito in Germania. Tre anni dopo, ritornai in Italia con la mia nuova veste messa in pratica nei film Western che erano la mia passione e partii proprio da: Dio perdona…io no, di Giuseppe Colizzi, e Trinità. Fu una sorpresa anche per me quando il mio regista Barboni mi comunicò con entusiasmo di avere scoperto che il pubblico si divertiva seguendo i miei atteggiamenti nei film, mentre io credevo di fare solo delle cose sottili e con un po’ d’ironia. Da “Dio perdona…io no” si è consolidata comunque la famosa coppia “Bud Spencer & Terence Hill” grazie proprio alla scelta del pubblico che ci amava e si divertiva quando ci vedeva insieme. Spesso nei suoi film lo abbiamo visto mangiare mele, fa parte del copione o che cosa? No, niente di tutto questo. Le mangio spesso perché ne vado matto. Sono state una mia idea inserirle sul set. Ne ho sempre una di scorta, anche perché sono molto salutari! Ringrazio di cuore la presenza con la sua emittente TeleVideoItalia Angela e attraverso lei, anche quella del Corriere d’Italia qui a Karlsruhe, l’ho davvero apprezzata come la grande accoglienza che mi è stata riservata in questo tour in Germania da tutti voi. Adesso ritorno in Italia a continuare il mio lavoro. Ciao Karlsruhe, ciao italiani, vi porto nel cuore! Il settantanovenne attore, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico italiano Terence Hill, nome d'arte dedicato alla madre Hildegard Thieme originaria di Dresda, esordisce nel mondo del cinema per caso grazie al regista Dino Risi che lo nota e lo scrittura per una parte nel film “Vacanze con il gangster”. Nel 1957 è Luciano in "Lazzarella" di Carlo Ludovico Bragaglia che lo fa conoscere al pubblico. La sua internazionale popolarità lo deve ai suoi ruoli nei film interpretati a fianco del suo inseparabile amico scomparso nel 2016 Carlo Pedersoli, in arte Bud Spencer. Insieme hanno rivoluzionato il genere western e lasciato un’impronta decisiva nel cinema italiano, anche per la grande passione per i fagioli e le divertenti scazzottate. Con Carlo Pedersoli hanno battuto record d'incassi con commedie come Spaghetti western, Lo chiamavano Trinità, consacrando la famigerata coppia a livello internazionale. Seguirono numerosi film di successo come: Io sto con gli ippopotami, Altrimenti ci arrabbiamo, Dio perdona...io no, etc., dove la comicità la mette in barba alla violenza spiazzando i cattivi e costringendoli sempre alla resa. Numerosi sono i riconoscimenti assegnati alla straordinaria coppia, tra questi il David di Donatello alla carriera. Interprete anche di fotoromanzi, Mario Girotti vede riaffermata la sua popolarità con la serie televisiva Don Matteo su RaiUno. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con gli studi della SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Anna Tatangelo e Rosario Miraggio due i concerti tenuti in Germania

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. L’affascinante artista di Sora Anna Tatangelo ha fatto il suo ritorno musicale con grande stile, attraverso due concerti speciali tenuti in anteprima in Germania il 28 aprile a Darmstadt e il 29 a Stoccarda assieme a Rosario Miraggio, il celebre cantante neomelodico che è entrato nella scena musicale a soli otto anni grazie a papà Franco Miraggio. Rosario Miraggio, ha debuttato con il suo primo album “Amore in 3 parole” nel 2004 aprendogli le porte della scena musicale napoletana. Nel 2006 con “Io canto te” realizza un tributo al padre scomparso con un album contenente nove dei brani originalmente interpretati dal padre, gesto che raggiunge grande successo e consenso del pubblico. Da lì è solo un crescendo di successi per il cantante partenopeo Rosario Miraggio, tanto da avvalersi nel suo 3° album “Mille pezzi di cuore” anche della collaborazione di Kekko D’Alessio, Sergio Donati ed Enzo Barrocci. Il duetto al Palamaggio e all’Arena Flegrea con Gigi D’Alessio lo consacra nel mondo musicale. Il ritorno live sui palchi della cantante Anna Tatangelo ha mandato inevitabilmente in delirio i fans, arrivati per lei anche da Londra. Negli ultimi tempi, in effetti, l’attesissima celebre artista era maggiormente impegnata con gli schermi televisivi e cinematografici. L'abbiamo vista brillantemente nei panni da conduttrice in programmi televisivi di spicco, tra questi "I migliori anni" dove affiancando Carlo Conti, nelle puntate ha omaggiato un'icona della musica internazionale interpretando un medley di canzoni; mentre da attrice, non solo il suo singolo "Natale Italiano" è stata la colonna sonora del film “Un Natale al Sud” (pellicola diretta da Federico Marsicano) ma l'ha vista anche protagonista con Massimo Boldi. Tornata in televisione, quest’anno “sforna” un inedito trionfo con Celebrity Masterchef Italia, lo show di cucina di Sky riservato alle celebrità. Adesso, finalmente, l’icona della musica italiana è atterrata in Germania mettendo a segno due concerti in anteprima al Tour estivo 2018, live che la vedrà in Italia da protagonista. Scontato, sembra anche un ritorno in radio con un nuovo singolo che andrà ad anticipare il prossimo disco d’inediti. Il Corriere d’Italia incontra a Stoccarda le due celebrità che pur essendo molto concentrate alle due tappe tedesche, trovano non solo lo spazio per scherzare e sorriderci ma con grande generosità e umiltà non ci trascurano, anzi, onorano la loro presenza alle nostre telecamere. Ringraziandola infinitamente della sua disponibilità ai nostri microfoni, le chiediamo l'impatto che ha avuto con il nostro connazionale in questi due giorni. Grazie mille! Grazie innanzitutto per l’invito e per l’affetto che ho ricevuto da questo straordinario pubblico. Sono felice di avere condiviso le mie canzoni con delle persone meravigliose. Un pubblico che ci segue, anche se siamo distanti. Che poi in realtà così lontani non siamo, perché la musica come vedi alla fine unisce. É bello quando una cosa che senti tua, alla fine diventa anche degli altri. La musica ci aiuta nella condivisione ed è bello quando una storia mia è portata, si fa per dire, come "colonna sonora" nella vita degli altri. É un onore per me quindi essere qui. Oltre il confine, ritengo questo una doppia soddisfazione. Quando succede in Italia, è già una soddisfazione ma quando questo accade all'estero, è sempre doppia! In tema di colonna sonora, lei è protagonista sia nella scena musicale sia in quella cinematografica, come “Un Natale al Sud”. Ci parla dell'esperienza e di com’è lavorare con Massimo Boldi? Una straordinaria follia! Con "cipollino" una piacevolissima follia! All'inizio, quando mi ha chiamato, gli ho detto: dai stai scherzando? Invece mi sono resa conto che non scherzava per niente. Devo dire che è stato uno dei miei fan e non solo per quanto riguarda la parte musicale, dove ha voluto che facessi anche la colonna sonora con il mio singolo "Natale Italiano" al film “Un Natale al Sud” ma mi ha voluto anche nelle vesti di attrice. Per me è stata una esperienza molto divertente con lui. Tra canzoni e cinema saprebbe scegliere? Ma... tra canzone e cinema... a mio avviso, entrambi vanno di pari passo. Anche perché, le più belle immagini che appartengono alla cinematografia, sono comunque accompagnate sotto sempre da grandi musiche. A proposito di grandi musiche, sta uscendo "Chiedere scusa" il suo ultimo lavoro discografico che già ha il sapore del successo. Vuole presentarcelo? "Chiedere scusa" esce il 4 maggio! Non vedo l'ora che esce, anche perché, nonusciamo da due anni e quindi, per me, è un progetto importante in un momento importante della mia vita e di grandi cambiamenti. Sono felice di avere riportato tutto quello che ho imparato nel corso degli anni, in questo nuovo progetto musicale. Per me è davvero un momento importante. Trent’anni posso quindi considerarli come un "disco di maturità". É lecito chiederle come si è trovata con l'organizzatore Marco Pagano e di salutare i nostri connazionali italiani in Germania? Ah, benissimo! Marco è davvero una persona squisita, carinissimo e pieno di risorse. É una persona che mi ha fatto sentire davvero a casa. Mando un bacio a tutti i connazionali e vi ringrazio per tutto l'affetto costante che mi date, anche quello che ricevo attraverso i social, perché... ogni tanto vado a sbirciare anche lì! Grazie anche a lei Angela e alla sua emittente TeleVideoItalia per l'attenzione dedicata, mi ha fatto piacere incontrarvi e attraverso lei anche il Corriere d'Italia per cui scrive. Rosario Miraggio, grazie a Marco Pagano la ritroviamo sui palchi tedeschi ma questa volta da protagonista e insieme a un’icona della musica italiana! Sicuramente è una bella sensazione ed esperienza cantare con artisti di fama nazionali, quale Anna Tatangelo. Affiancare questi personaggi è un onore che arricchisce senza dubbio il tuo bagaglio culturale e musicale. Riallacciando il tuo discorso su Marco Pagano devi sapere inoltre che, questo è il quinto anno che facciamo eventi musicali insieme. Esattamente il 29 maggio, festeggeremo l’anniversario di “matrimonio” artistico tra me e lui. Marco Pagano è una grande persona che ha sempre creduto in me. Aldilà degli importanti eventi che mi ha organizzato, resta principalmente la grande stima che ho nei suoi confronti e che mi porta con piacere a collaborare con lui. Facendo un passo in dietro, papà è stato il suo principale maestro di musica e di vita. Ci descrive quest’emozione e chi è davvero Rosario Miraggio? Nasco grazie a mio padre che involontariamente mi ha trasmesso questa passione. Lui che cantava da lunghissimi anni a Napoli è riuscito a spronarmi per caso, facendomi straordinariamente legare alla musica senza alcun intento e il tutto è stato molto bello. Fare così tanta esperienza con mio padre, attraverso la musica e la vita reale, è stata per me una cosa speciale e indescrivibile anche perché ero nato con la sua stessa idea di fare musica. Mi ritengo una persona affabile e umile. Sono del parere che, prima dell’artista viene l’uomo. Ho sempre cercato di rispettare questa regola e i valori che mio padre caratterialmente mi ha insegnato e di cui vado fiero. Ritengo che quello che faccio non è un lavoro ma principalmente una passione e come tale la rispetto. Il pubblico la acclama ovunque va, cosa ne pensa del nostro connazionale italiano in Germania? Pongo l’accento su loro. Io sono con il connazionale. Quando vengo in Germania, come anche in Svizzera o in Belgio, trovo un pubblico caloroso e affettuoso e mi auguro di cuore di avere altrettante occasioni di rivederlo e starci insieme. Colgo l'occasione di ringraziare anche la presenza televisiva con la sua emittente TeleVideoItalia Angela e attraverso lei quella del Corriere d'Italia e per il lavoro che fate nel divulgare la nostra venuta in Germania. Un bacio a tutti voi, da Rosario Miraggio. Sono onorato e orgoglioso di essere stato il primo organizzatore a presentare in Germania la meravigliosa e bellissima Anna Tatangelo con lo straordinario Rosario Miraggio. Grazie al Corriere d'Italia e alla presenza televisiva con la tua emittente TeleVideoItalia Angela e che in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, state realizzando e mandando in onda l’evento, ci dice emozionato l'organizzatore Marco Pagano affiancato dalla sua inseparabile squadra: il fratello Antonio Pagano, Angelo Marseglia, Davide Deiana e Dj Skizzo Raffaele. Sono stati due concerti indimenticabili grazie anche agli sponsor e al pubblico che mi ha creduto. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Anna Tatangelo in anteprima live in Germania

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. L’affascinante artista di Sora, Anna Tatangelo, ha fatto il suo ritorno musicale con grande stile attraverso due concerti speciali tenuti in anteprima in Germania, il 28 aprile a Darmstadt e il 29 a Stoccarda e organizzati in esclusiva da Marco Pagano. Il ritorno live sui palchi della cantante Anna Tatangelo, ha mandato inevitabilmente in delirio i fans. Negli ultimi tempi, infatti, l’attesissima celebre artista si era maggiormente impegnata con gli schermi televisivi e cinematografici. Nota nei panni anche da conduttrice televisiva, attrice e scrittrice della sua autobiografia, era tornata in televisione “sfornando” un inedito trionfo con Celebrity Masterchef Italia, lo show di cucina di Sky riservato alle celebrità, ma con l’intesa chiara che si sarebbe ripresa la sua musica. Detto fatto! L’icona della musica italiana è atterrata in Germania mettendo a segno due concerti che le hanno fatto da anteprima al Tour estivo 2018, live che la vedrà in Italia da protagonista. Scontato, sembra anche un ritorno in radio con un nuovo singolo che andrà ad anticipare il prossimo disco d’inediti. Incontrata a Stoccarda la celebrità, pur essendo veramente concentrata, dopo un piccolo break non solo trova lo spazio per scherzare e sorriderci ma con grande generosità e umiltà non ci trascura anzi, ci onora della sua presenza alle nostre telecamere. Ringraziandola infinitamente della sua disponibilità ai nostri microfoni, le chiediamo l'impatto che ha avuto con il nostro connazionale in questi due giorni. Grazie mille! Grazie innanzitutto per l’invito e per l’affetto che ho ricevuto da questo straordinario pubblico. Sono felice di avere condiviso le mie canzoni con delle persone meravigliose. Un pubblico che ci segue, anche se siamo distanti. Che poi in realtà così lontani non siamo, perché la musica come vedi alla fine unisce. É bello quando una cosa che senti tua, alla fine diventa anche degli altri. La musica ci aiuta nella condivisione ed è bello quando una storia mia è portata, si fa per dire, come "colonna sonora" nella vita degli altri. É un onore per me quindi essere qui. Oltre il confine, ritengo questo una doppia soddisfazione. Quando succede in Italia, è già una soddisfazione ma quando questo accade all'estero, è sempre doppia! In tema di colonna sonora, lei è protagonista sia nella scena musicale sia in quella cinematografica, come “Un Natale al Sud”. Ci parla dell'esperienza e di com’è lavorare con Massimo Boldi? Una straordinaria follia! Con "cipollino" una piacevolissima follia! All'inizio, quando mi ha chiamato, gli ho detto: dai stai scherzando? Invece mi sono resa conto che non scherzava per niente. Devo dire che è stato uno dei miei fan e non solo per quanto riguarda la parte musicale, dove ha voluto che facessi anche la colonna sonora con il mio singolo "Natale Italiano" al film “Un Natale al Sud” ma mi ha voluto anche nelle vesti di attrice. Per me è stata una esperienza molto divertente con lui. Tra canzoni e cinema saprebbe scegliere? Ma... tra canzone e cinema... a mio avviso, entrambi vanno di pari passo. Anche perché, le più belle immagini che appartengono alla cinematografia, sono comunque accompagnate sotto sempre da grandi musiche. A proposito di grandi musiche, sta uscendo "Chiedere scusa" il suo ultimo lavoro discografico che già ha il sapore del successo. Vuole presentarcelo? "Chiedere scusa" esce il 4 maggio! Non vedo l'ora che esce, anche perché, non usciamo da due anni e quindi, per me, è un progetto importante in un momento importante della mia vita e di grandi cambiamenti. Sono felice di avere riportato tutto quello che ho imparato nel corso degli anni, in questo nuovo progetto musicale. Per me è davvero un momento importante. Trent’anni posso quindi considerarli come un "disco di maturità". É lecito chiederle come si è trovata con l'organizzatore Marco Pagano e di salutare i nostri connazionali italiani in Germania? Ah, benissimo! Marco è davvero una persona squisita, carinissimo e pieno di risorse. É una persona che mi ha fatto sentire davvero a casa. Mando un bacio a tutti i connazionali e vi ringrazio per tutto l'affetto costante che mi date, anche quello che ricevo attraverso i social, perché... ogni tanto vado a sbirciare anche lì! Grazie anche a lei e alla sua emittente TeleVideoItalia Angela per l'attenzione dedicata. Aggiungo che la sua voce serena e quasi sussurata nelle domande che mi pone é rilassante, mi da l'impressione di essere la "Marzullo" in versione tedesca. Mi ha fatto davvero piacere incontrarvi e attraverso lei anche il Corriere d'Italia per cui scrive. Sono onorato e orgoglioso di essere stato il primo organizzatore a presentare in Germania la meravigliosa e bellissima Anna Tatangelo e il mitico Rosario Miraggio. Che dire, ringrazio la presenza della tua emittente TeleVideoItalia Angela e attraverso te anche quella del Corriere d'Italia per cui scrivi e che in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, state realizzando e mandano in onda l’evento, ci dice emozionato l'organizzatore Marco Pagano. Sono stati due concerti indimenticabili grazie anche al mio fedele staff, agli sponsor e al pubblico che mi ha creduto. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con gli studi della SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Andrea Zeta con Danzami nei sogni apre la tournée Germania. Tamm è la prima città tedesca che accogl

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Si incontrano sempre più spesso giovani artisti etnei che cantano in napoletano, emergendo dignitosamente da questo mondo difficile ma altrettanto magico della musica e della canzone. Il Corriere d’Italia ha incontrato lo straordinario e umilissimo artista italo siculo, Andrea Zeta, il cantante catanese che, con “Danzami nei sogni Germania tournée” ha aperto il suo spettacolo in territorio tedesco partendo da Tamm, poi Darmstadt e Solingen. Affianco a lui la straordinaria partecipazione di due bellissime speciali ospiti dalla tipica bellezza mediterranea: Teresa Langella, cantante partenopea che sta scalando con successo le scene nel mondo della musica, della bellezza e del cinema. Tanto per dare un assaggio "Io senza di te" un singolo e "Bravi a farci male" l’inedito in coppia con il cantante Mic, impreziosiscono lo scorso anno la sua carriera musicale. Sul set è protagonista inoltre in RAI con diverse scene in un cameo nella fiction "Sotto copertura". Non da meno è l’affascinante Marika Cecere che canta in diverse lingue ed è seguita da una produzione italiana Tunnel per Made in Sud, quindi Rai. In Germania, entrambe le artiste, ringraziano ai nostri microfoni la calorosa accoglienza dedicata da parte dell’organizzazione di Marco Pagano ponendo l’accento di gratitudine nei suoi confronti per avergli regalato una grandissima emozione nel toccare i palchi tedeschi e abbracciare così forte i loro connazionali. Una serie di concerti fortemente voluto da Marco Pagano, il giovane promoter protagonista indiscusso in questi ultimi anni nel panorama organizzativo musicale e che si sta facendo spazio in Germania presentando in prima persona numerosi artisti. Ma partiamo subito dall’intervista fatta a ruota libera, Andrea Zeta, da buon siciliano, come sei arrivato ad affacciarti alla musica partenopea e a scrivere brani affermati? Mi sono posto spesso la domanda di come, io catanese, possa essere arrivato a scrivere napoletano. Confesso che il percorso artistico da “Andrea Zeta” è nato a Napoli perché mi affascinava la musica partenopea. Il mio ottimo maestro è stato per l'appunto Checco D'Alessio, di cui gli sono infinitamente grato. Grazie a lui e al fatto che ho avuto la percezione di seguire attentamente questi noti maestri, quando lavoravano in studio, la fascia di conoscenza tra artisti e autori altrettanto importanti si è allargata a macchia d’olio. Ritornato nella mia città, a Catania, inizialmente mi trovai dubbioso nel scrivermi delle canzoni, ma avendo appreso molto da questi grandi e notato che la gente iniziava a vedermi con un occhio di riguardo, sfruttai il tutto e lo misi in pratica. Iniziai così a scrivere brani importanti e grazie anche al maestro Diego Finocchiaro che cura gli arrangiamenti, le canzoni hanno riscosso inaspettatamente più di quattro milioni di visualizzazioni. Numeri non indifferenti che mi hanno gratificato e permesso di riempire teatri, a incominciare dalla mia città Catania fino a girare l’Italia come Calabria, Milano, Torino etc., e di toccare la soglia di duemila persone in numerosi palasport, stadi come quello di Brindisi e tanti altri. A breve sarò anche Roma. Sapresti descrivere chi è Andrea Zeta, il rapporto che ha con i suoi fans e i suoi amici, com’è arrivato a tanto e a gestire la sua popolarità? Andrea Zeta è un artista oggi affermato grazie ai suoi fans. È un ragazzo così per come lo vedi. Artista su un palco ma quando scende resta una persona come tutti gli altri. Non mi so spiegare il successo, lo ritengo più un fenomeno che esploso dal nulla poiché, pur non avendo mai fatto radio o pubblicità, sono arrivato al cuore di tutti. Non posso dire che è stata la fortuna, perché non mi ha aiutato nessuno a diventare quello che sono, eccetto persone di fiducia come Marco Pagano e altrettanti organizzatori in Italia che hanno creduto alle mie capacità artistiche e ai fans che fedelmente mi seguono. Diversamente dal grande amore che ho verso il mio pubblico e che ogni giorno straordinariamente cresce a dismisura, nella mia vita privata ho invece amici contati sulle dita delle mie mani e uno di questi è riservato a Marco Pagano. Grazie anche a Marco Pagano ho scritto molte canzoni, come l’ultima che è uscita da poco “Io non potessi vivere”. Il tuo messaggio è chiaro, ti sei auto costruito ma quanto c’è di tuo e vero nelle canzoni, quali sogni hai nel cassetto e chi ringrazi oltre a tutto? Le canzoni hanno molto di vita vissuta e molte suggerite da Marco Pagano, tra le straordinarie notti insonni. Non ho sogni nel cassetto in particolare, magari quello ad esempio di arrivare al Festival di Sanremo, ma è difficile, pertanto non ci penso. Mi prendo la vita come viene e me la vivo per ora così. Ringrazio Marco Pagano per avermi fatto conoscere in Germania un meraviglioso connazionale che vive qui per lavoro e non per scelta di vita e perché, sempre attraverso lui e il suo spirito d’iniziativa, molti altri giovani esordienti come me stanno avendo la mia stessa opportunità con grande successo. Marco Pagano, cosa ti ha spinto a presentare un tour di Andrea Zeta? Premetto che i concerti che abbiamo organizzato in Germania vedeva sempre la presenza di Andrea Zeta in compagnia di altrettanti artisti come Gianni Celeste, Rosario Miraggio, Checco D’Alessio, Teresa Langella e tutti sono stati fantastici ma senza togliere merito a nessuno, coltivavo da qualche tempo ormai il desiderio particolare di presentarlo al nostro pubblico in Germania con un tour tutto suo. Sono soddisfatto di questa mia ennesima decisione che ha portato la piena riuscita del tour ma soprattutto grato ad Andrea Zeta per non essere venuto a meno alla mia proposta e alle attese dei suoi fans. Come hai conosciuto Andrea Zeta ma soprattutto cosa ti ha legato alla sua musica tanto da dedicargli questo tour in Germania? Ci siamo conosciuti a Napoli trattando dei concerti con Rosario Miraggio e Checco D’Alessio. Andrea Zeta era lì per preparare il brano Lacrime di Stelle ed è partito quasi istintivamente un feeling artistico tra noi due. Il suo modo gentile e umile mi ha conquistato e ha fatto sì, di ritenerlo in breve tempo più di un amico uno di famiglia, un fratello. A oggi non è cambiato questo rapporto, anzi si è solidato. Quello che ci distingue dagli altri è che, mentre con gli altri ci sono solo rapporti di lavoro, con lui ci si sente notte e giorno, non si va quasi mai a letto. Non a caso il mio slogan tatuato anche nel mio braccio “Crazy but real“ (pazzi ma reali) si riferisce proprio al nostro modo di essere e di fare senza mai montarci la testa. Ci scambiamo risate, pensieri più disparati e costruiamo canzoni che alla fine pubblica e mi dedica, annunciando al pubblico che le ha costruite assieme a me. Questo mi onora, anche se devo ammettere che è lui il perno che riesce a trasmettere e a entrare nel cuore della gente con questi testi. Questa prima tappa inoltre è per me una data importante, ci tenevo perché proprio una di queste nostre canzoni festeggia oggi live il suo primo compleanno. Cara Angela, non voglio sembrarti retorico ma permettetemi di ringraziare di vero cuore tutti gli artisti che non si tirano mai indietro a ogni mia chiamata; il supporto del mio inseparabile staff Michele Floridia che cura la parte grafica e pubblicitaria, il fratello Antonio Pagano, Angelo Marseglia che cura la parte tecnica dei palchi e tanto altro ancora, Davide Deiana e infine Dj Skizzo Raffaele che, a differenza di altri, non conosce la parola “gelosia” e mette il suo lavoro e la sua sapienza a mia disposizione senza intenti ogni volta che ho bisogno; la vostra presenza nei nostri spettacoli e l’attenzione che mi dedicate ogni volta sia con il Corriere d’Italia per cui scrvi, sia con la tua emittente TeleVideoItalia Angela e che in collaborazione con gli studi di SDA FotoVideo Production, ralizzate e trasmettete televisivamente questi spettacoli; gli sponsor che mi permettono di realizzare le mie tournée e di spostarmi e sostare senza difficoltà da una città all’altra con successo, ma soprattutto ringrazio il caloroso pubblico che ci segue numeroso e fedele a ogni concerto che gli presentiamo, perché: io non sono niente senza di loro! Grazie a tutti. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Al Bano e Romina a Stoccarda mandano in delirio i loro fan. Sei le tappe tedesche

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. La coppia più amata e acclamata in tutto il mondo s’inchina ancora una volta anche al loro amato pubblico in Germania. Stoccarda è rientrata nelle fortunatissime sei tappe toccate dalla celebre coppia Al Bano e Romina come Hamburg, Berlino, Rostock, Wetzlar e Saarbrücken. Il cantautore di Cellino San Marco Al Bano Carrisi, esce dalla scena musicale dettata dalle sue condizioni di salute e lo fa attraverso l’ultimo tour estero partito a febbraio di quest’anno dall’Australia, toccando Melbourne, Sydney e Perthtoccando. Lasciando adesso la Germania, seguiranno altri concerti fino ad arrivare al 31 dicembre 2018. Una carriera, quella di Al Bano Carrisi, fatta d’inestimabili successi raccolti sia in Italia, sia all’estero ma soprattutto in Russia. Un uomo come lui che, se non ci fosse stato avremmo dovuto inventarcelo, ha deciso con grande saggezza e immensa amarezza di appendere al chiodo la sua vita musicale. Dopo una vita ricca di successi, sfaccettature e innumerevoli canzoni che hanno scalfito il cuore di migliaia di fan da tutto il mondo, pare chiudersi dunque così, un capitolo straordinario di storia vissuta generosamente dedicata più agli altri che a se stesso. Vuole essere un addio con grande stile il suo, per chiudere una carriera iniziata nel 1965 e che vanta ben cinquantacinque album ma non prima di avere realizzato l’ultimo album intitolato “Magic Riunion Live” e che racchiude appunto i brani migliori dell’ultima tournée fatta dalla storica coppia, Al Bano & Romina Power. Il Corriere d’Italia li incontra Maestro Al Bano lei ha deciso di appendere la sua carriera musicale al chiodo. Ha una spiegazione a quest’amara notizia? Purtroppo è una notizia giusta da dare. Io non ho mai bleffato in vita mia ed è giusto non farlo perché i bluff, quando escono fuori, fanno un brutto effetto. Ho deciso di chiudere la mia carriera alla fine del 2018 semplicemente perché, avendo avuto una serie di attacchi che il mio corpo mi ha presentato, non ultimo l'ischemia, ho capito e ne ho preso conoscenza. Era onesto e doveroso da parte mia avvisare. Finirò dunque tutto quello che avevo in ballo, augurandomi di arrivarci, poi chiuderò… con tristezza. Ovviamente se mi arriverà una serie di situazioni interiori che mi faranno capire che potrò riiniziare, non so quando, allora non vedo l’ora perché il canto è la mia vita, è la mia energia, è il mio tappeto volante. Lei è l’esempio, sia culturale sia musicale, per i giovani. Dalla campagna è riuscito ad ottenere grande popolarità nel mondo. Che cosa può dirci in merito? Posso dire che da sempre l’essere umano è stato un emigrante, perché dove tu stai c’è sempre qualcosa che non funziona come dovrebbe e quindi cerchi delle postazioni, dei domani migliori e per costruire un mondo migliori emigri. Ecco, io faccio parte di quella massa di emigranti. Mi sono trasferito a Milano, anche con il successo che doveva ancora espatriare. Perché soprattutto negli anni settanta, in Italia, cerano delle cose che ancora non erano digeribili. Sono riusciti a rovinare e non so per quale magnifica idea, la bellezza di un miracolo economico che stava per arrivare. Distrutto. Vedevo quell’Italia di cui facevo parte, inginocchiata, avvilita, bombardata da ambo le parti. Era insopportabile vedere questo, quindi me ne andai ancora una volta in Paesi come la Spagna, l’Australia, America, Canada dove vedevo che lì c’era un mondo migliore, che si lavorava per raggiungere una società benestante e che vedevi i frutti del tuo lavoro. Diversamente, lavorare senza vedere i frutti del tuo lavoro, sono situazioni che ti portano a moti rivoluzionari. Poi dipende anche dalla strumentalizzazione politica che ne fanno della nuova generazione. Questo menomale è un periodo che è passato, anche se ogni tanto si riaffaccia e bisogna stare attenti. Mi piacerebbe un’Italia che la gente rispecchiasse esattamente la bellezza del luogo d’Italia che… è di una straordinaria bellezza! Ecco, basterebbe che uomini copiassero e s’ispirassero a quel posto per capire quanto è bello vivere con e a contatto della sua bellezza, perché l’Italia lo era, lo è stata e lo sarà. Maestro Al Bano, molti giovani che seguono le sue orme, non si rendono conto di quanti sacrifici ci sono dietro questa vita. Si sente di dargli un consiglio? Secondo me, dare consigli ai giovani e fiato sprecato, perché come si dice in puglia “ sono nati tutti imparati”. Sanno già tutto dai primi passi, vuoi perché la televisione insegna, vuoi perché il cinema insegna, vuoi… vuoi…. e vuoi che devo dire? L’unica frase che posso dire è che: senza sacrifici non si va da nessuna parte! Ogni cosa che vuoi raggiungere, che sia lo sport, la musica, lo studio etc., in tutti questi elementi se vuoi ottenere un risultato tu ti devi applicare sudando le famose “SETTE CAMICE”. Attraverso la vostra gradita presenza con le vostre telecamere TeleVideoItalia Angela e il Corriere d'Italia per cui scrivi, faccio tanti auguroni a tutti i connazionali dal profondo del mio cuore e che non si fermino solo al periodo di Pasqua o Natale, ma AUGURISSIMI quotidiani. Mettetecela tutta e che l’Italia, o meglio gli italiani che stanno fuori, diano l’esempio di storia e di bellezza. Non senza dire siamo i migliori ma facendo capire che non siamo i peggiori! Felicità a tutti. Romina Power, il ritiro dalla scena musicale di Al Bano Carrisi sembra decisiva, questo significa che rischiamo di non ascoltare più neanche la sua bellissima voce? Ma, io non ho intenzioni di smettere è Al Bano che vuole smettere di cantare. E poi non è detto che sia proprio l’ultimo tour. Lui ha detto che canta fino al 31 dicembre di quest’anno. Di tour quindi nell’arco di quest’anno ce ne saranno ancora. Lei è la storica voce femminile di gran parte di queste canzoni di successo mondiale, le è stato difficile cantare con una voce così imponente come quella di Al Bano Carrisi? No, non è stato per niente difficile cantarle. Canto con lui da più di quarant’anni. Mi viene naturale. Anche quando ho smesso per tanti anni, i testi di queste canzoni non li ho mai dimenticati. Pensa che da giovane avrei preferito studiare per diventare regista. Sa descrivermi l’emozione e l’orgoglio che prova quando incontra l’italiano all’estero e nel mondo? Ha un grandissimo calore, perché l’italiano anche se vive all’estero per tanti anni non dimentica mai la sua italianità, il suo modo di essere espansivo, gioioso e caloroso. Questo è bellissimo. Per quanto riguarda l’orgoglio, è sempre un orgoglio essere porta bandiere dell’Italia e nel mondo. Perché quando uno parla dell’Italia, gli s’illuminano gli occhi e non solo negli Stati Uniti. In tanti sognano di venire in Italia, almeno una volta nella vita. Io mi sento fortunata poterci andare quando voglio. Saluto calorosamente tutti i connazionali, anche perché anch’io sono un connazionale come voi essendo sia americana sia italiana, o meglio dire mi sento più italiana che americana. Vi voglio molto bene. Mi sento molto vicino a voi e vi mando un grande bacio virtuoso. Ciao. Chiamarlo solo "concerto" è un vero peccato rispetto al caloroso spettacolo fatto dalla celebre coppia Al Bano e Romina che, in diverse lingue hanno cantato, comunicato e scherzato direttamente con il pubblico. Tra l’esplosione di coriandoli e infiniti omaggi floreali donati dai fan, Stoccarda ha salutato infine la straordinaria coppia che, attraverso la loro musica e le loro canzoni, nessun altro avrebbe saputo raccontare meglio al mondo intero le passioni, l’amore, i sacrifici, la speranza, la felicità, le difficoltà e le angosce che la vita riserva a ognuno di noi. Il Corriere d’Italia e la Redazione TeleVideoItalia Angela Saieva ringraziano la calorosa accoglienza, l’attenzione e l’ospitalità avuta dall’organizzazione dell’evento di Stoccarda ma soprattutto la grande e umilissima disponibilità e piena fiducia avuta nei nostri confronti dagli artisti Al Bano & Romina Power nel rilasciarci questa indelebile intervista. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Elena Manuele vince SanremoYoung il nuovo teen talent RAI condotto da Antonella Clerici

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Il Festival di Sanremo non ha fatto in tempo a chiudere i riflettori sui vincitori Ermal Meta e Fabrizio Moro che l’ha riacceso con una strabiliante kermesse canora SanremoYoung, il nuovo talent show RAI creato e condotto dalla stessa Antonella Clerici. La finale, tenutasi il 16 marzo 2018 dopo quattro puntate trasmesse in prima serata su Raiuno, ha visto la partecipazione di dodici talenti d’età compresa tra i quattordici e i diciassette anni: Matteo Marcus Bok, Sharon Caroccia, Leonardo De Andreis, Zaira Angela Di Grazia, Ouiam El Mrieh, Luna Farina, Alessandro Franceschini, Elena Manuele, Bianca Moccia, Pieri, Raffaele Renda, Rocco Scarano, proclamando il “16 marzo” vincitrice della prima edizione di SanremoYoung Elena Manuele con il 60.95% del televoto. Di San Gregorio, Catania, Elena Manuele ha solo quindici anni e frequenta il secondo anno del liceo linguistico nella Città sicula. L'assegnazione della celebre Palma portata personalmente sul palco dell’Ariston dal Sindaco di Sanremo Alberto Biancheri, è stata consegnata alla vincitrice dallo storico pilastro della tv nazionale, Pippo Baudo. Sarà “lei” di fatto quella che potrà esibirsi all'Arena di Verona il prossimo 14 agosto 2018 in occasione dello spettacolo "Jesus Christ Superstar". Abbiamo seguito la prima serata della kermesse e, non solo siamo rimasti soddisfatti per come Antonella Clerici ha condotto il suo nuovo programma, ma anche per avere dato l’opportunità a due dei nostri connazionali residenti in Germania di partecipare a questa edizione: Matteo Markus Bok di quattordici anni, nato da mamma italiana e papà tedesco e Luna Farina di sedici anni di Moers, Düsseldorf. Avevamo riscontrato un’attenzione nei confronti dei nostri connazionali in Germania già dalle scorse edizioni, dal mattatore Carlo Conti ai conduttori del Festival di Sanremo 2018 Claudio Baglioni, Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino, la maggior parte dei big in gara e dei suoi ospiti, come anche al Dopofestival, a Domenica In, dove la nostra redazione TeleVideoItalia.de insieme alla SDA Sanremo Eventi e il Corriere d’Italia è stata presente e ottimamente assistita per tutto il tempo della nostra permanenza, lo stesso alla prima di Sanremo Young, dove la conduttrice Antonella Clerici è riuscita a farci altrettanto emozionare. Per il voto dall’estero, in tema canzoni, c’è ancora da lavorare. É più complesso ma è una bella idea da prendere in seria considerazione, ci ha risposto lo stesso direttore di Raiuno Angelo Teodoli, senza dubbio lavoreremo su questo progetto che lei ci ha presentato, affinché possa essere al più presto fattibile aprire un canale di voto anche per gli italiani all’estero già dai prossimi anni. Gesti per “qualcuno” forse ancora insignificanti o troppo moralisti ma che invece, per chi è costretto ancora oggi ad abbandonare studi, affetti, sapori e odori della propria terra con la ferma illusione di ritornare in patria… “da vivi”, anche quel tiepido saluto, telefonata, presenza o partecipazione a un programma diventa un’orgogliosa vincita morale che ti fa sperare, almeno in quel momento, di non essere caduto davvero nell'abisso del dimenticatoio per la sola colpa di essere emigrato per lavoro. Per i dodici giovani cantanti selezionati dalla commissione artistica composta dal direttore artistico Gianmarco Mazzi, dal maestro Diego Basso e da Antonella Clerici, e che si sono esibiti tutti nella prima serata in forma live, è scattato il meccanismo di voto a eliminazione, due per sera, attraverso la giuria di Sanremoyoung Orchestra composta da musicisti tra i diciotto e i venticinque anni selezionati e diretti dal maestro Diego Basso, la sala stampa, il pubblico da casa tramite il televoto, l’Accademy composta da: Mara Maionchi, Rocco Hunt, Iva Zanicchi, Marco Masini, Cristina D’Avena, Angelo Baiguini, Mietta, Elisabetta Canalis, Ricchi e Poveri e Baby K.. e infine lo “showdown” nella prima serata dato in mano a Paolo Bonolis, nella seconda a Simona Ventura, nella terza a Carlo Conti, nella quarta a Pippo Baudo. Non sono mancati nelle quattro serate grandi ospiti da Richard Gere, Europe, Ted Neeley, l’icona della storia della televisione italiana Pippo Baudo, Simon Le Bon, Gino Paoli, Toto Cutugno, Michele Bravi, Giusy Ferreri, The Kolors, Arisa, Massimo Ranieri, Roby Facchinetti e Riccardo Fogli. Molto emozionati tutti e dodici giovani in gara ma di grande talento e comunicazione, come la voce di Zaira Angela di Grazia, quattordici anni di Catania, che è stata una delle prime straordinarie voci che ci ha colpito particolarmente. È genuina e ha grinta da vendere. SanremoYoung come prima edizione ha ottenuto grande consenso di pubblico e un inevitabile successo. Ha tenuto testa registrato un ascolto medio di oltre 4.5 milioni di spettatori toccando l’onda del 20.4% di share la prima serata, conquistando così il prime time televisivo e ha chiuso la finale con 20.4% di share. Sui social #SanremoYoung inoltre si è piazzato al primo posto nella classifica dei trending topic italiani di Twitter per tutta la serata. Mentre per la finale di venerdí 16 marzo ha collezionato un ascolto netto di circa 4.3 milioni di spettatori sbancando la soglia del 19.80% di share. Beh, che dire? Niente male per la grande signora della tv italiana! Non ci resta, dunque, attendere la seconda stagione di Sanremo Young anche perché… nel cassetto dei sogni di Antonella Clerici, c’è il forte desiderio di arrivare a realizzare ben dieci puntate, dando l’opportunità ai giovani in gara di esibirsi anche sulle note di un brano inedito scritto apposta per loro. Comunque, indipendentemente dal numero delle nuove puntate che riuscirà a realizzare, noi saremo ugualmente presenti per raccontarvi le nuove e incredibili emozioni anche della seconda edizione del SanremoYoung! Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Mauro Nardi in concerto a Donzdorf. Il cantautore partenopeo abbraccia gli italiani in Germania

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Sono in compagnia del cantautore partenopeo Mauro Nardi. L’atteso evento musicale, tenutosi a Donzdorf nei pressi di Göppingen, è stato organizzato dalla Pizzeria "Napule é" in collaborazione con la D'ambra Record in Stoccarda di Renzo D'Ambra. Anteprima del concerto si sono esibiti gli artisti: Michele Lino D'amico, Gino Ferrante, Gabriele Campailla e Anna Maria Ferrara, regalando al pubblico più di tre ore di buona musica e spettacolo. Dopodiché l’ingresso del cantante Mauro Nardi ha portato inevitabilmente in delirio i suoi fan venuti da più parti della Germania per incontrarlo, ascoltarlo e strappargli una foto ricordo. In chiusura Mauro Nardi ha sfoggiato un’inedita performance, regalando i suoi preziosi minuti duettando con i quattro neo artisti che gli hanno aperto il concerto. Un gesto apprezzato, a dimostrazione che ancora oggi esistono cantanti affermati con grande umiltà, generosità e spirito di altruismo verso giovani ambiziosi di successo e desiderosi di cantare su un palco con mostri sacri della musica come Mauro Nardi, senza sentirsi dire “no”. Pur concentrato e con ancora indosso il fuso orario di Miami, Mauro Nardi non ha esitato incontrarci. Maestro, lei è un mito per i connazionali partenopei, ma chi è, in effetti, Mauro Nardi? È uno che nasce tra il 1975 e ’76 da un’orchestra RAI diretta dal Maestro Gianni Desideri. Io prendevo centomila lire… “al mese” e sapevo quando partivo ma mai quando tornavo e dove mi svegliavo. Ho fatto però delle esperienze bellissime. Noi giovani neomelodici di allora come Nino D'Angelo, Gigi Finizio, Carmelo Zappulla, Franco Moreno, Mauro Caputo, Franco Moreno, abbiamo fatto la vera gavetta nell’epoca dei grandi Merola, Trevi, Abbate, Bruni. Ci dicevano allora che noi si aveva la “materia”, difatti oggi il pubblico ci adora e continuano a sostenerci. Per questo, facciamo di tutto per accontentarli e dargli il meglio della musica napoletana. La sua carriera artistica vanta collaborazioni non indifferenti, chi l’ha segnata di più? Un Album che ho fatto nel ’90 con Tullio De Piscopo e James Senese, ho avuto una grande collaborazione. Io ho sempre cercato di prendere e di avere il meglio anche perché avevo una discografia, una radio e quant’altro. Era un’epoca, un periodo e dei tempi dove si vendevano i cd e i dischi, quindi quello che loro investivano su di noi, li faceva guadagnare. La sua musica l’ha portata a compiere molteplici tournée, vuole parlarcene? Io ho fatto tournée e crociere. Ad esempio, nell’ottantasei ho realizzato spettacoli con Toto Cutugno, con i Pooh, con Gigi D’Alessio etc., e sempre dieci, dodici spettacoli alla volta. Senza contare poi quelli fatti anche da solo fino ad oggi. Adesso, dal 9 al 21 aprile, sono nuovamente in USA per un mio nuovo tour. Pensa di avere realizzato tutti i suoi sogni nel cassetto, o no? Guardi, io sono il decimo degli undici figli e già a tredici anni facevo il meccanico d’auto per contribuire in casa, anche perché campare undici figli per un genitore, è una tragedia, quindi se da un giorno all’altro mi ritrovo a cantare… lo ritengo una fortuna. Io sono contento di quello che ho, proprio perché non mi aspettavo tutto questo. Aprendo questo cassetto pertanto, l’unica cosa che mi viene da chiedere a nostro Signore Gesù Cristo, è il continuare a farmi stare bene e in salute sia a me sia tutti i mie fan sparsi per il mondo, che mi seguono e che invecchiano con me e le mie canzoni. Questo mondo comporta anche delle rinunce. Se potesse tornare indietro, cosa rifarebbe per certo e non più? Io rifarei tutto quello che ho fatto, anzi, mi batterei per una cosa sola che non mi è stato possibile fare all’ora per mano della crisi, inizierei subito ad andare… A SCUOLA! Perché quella che mi è mancata è davvero questa. Mi consolo con il fatto che almeno ho una laurea di vita, avendo girato il mondo, e che mi ha permesso di acquisire le competenze adatte a questa mia posizione ma è una misera consolazione, perché la scuola… È SCUOLA. La scuola è cultura e un insieme di tante altre cose che, ti danno l’opportunità di formarti come uomo e come persona. Essendo un autodidatta posso dire con totale soddisfazione che, almeno da questo lato, non devo ringraziare nessuno perché non ho avuto niente da nessuno. Mi sento di ringraziare solo mia madre che mi ha messo al mondo e tutte le persone che continuano ancora oggi a seguirmi. Pensi che la terza età ancora oggi balla con le mie canzoni. La contraddico, lei è l’emblema anche della nuova generazione, prova è l’opportunità che ha dato oggi a questi quattro giovani di confrontarsi con la sua imponente voce. È vero, le do ragione. Oggi anche la nuova generazione segue Mauro Nardi in quanto, i loro genitori lo facevano già. Questo è grazie anche alla tecnologia che li ha portati a documentarsi e indirizzarli verso le mie canzoni per scoprire cosa ha fatto emozionare i loro cari. Ammetto che molte mie prime canzoni, grazie ai giovani, sono nuovamente attuali più di ieri. Mi emoziono quando un giovane mi chiede ad esempio “Vocca è russetto a fragola“ una canzone che ha ben “trentadue anni”. Confido pertanto nella nuova generazione affinché porti avanti questo nostro genere neomelodico, anche perché “la canzoncina commerciale” si fa, ma passa in fretta, mentre serve quella che rimane nella storia come in quella di Mauro Nardi. Vuole dare un consiglio a giovani che, schierati dalla parte della canzone partenopea, intraprendono la sua stessa strada? Naturalmente. Cantare sempre neomelodico, al di là dal brano moderno o meno. Ben venga nomi internazionali come Gigi D’Alessio o Nino D’Angelo che hanno incominciato con il neomelodico e oggi, cantano in italiano. È giusto seguire l’evoluzione della musica e i suoi ritmi. Anch’io mi sono adattato e già dal 1990, tanto è vero che uno dei miei Album ne porta il titolo. Anche nei miei più recenti trovi generi “latino americano”. La foto del manifesto che hai in mano, ad esempio, è tratta dal mio ultimo Album uscito prima che partissi per gli Stati Uniti ed è stata scattata per un film copia fatto su Napoli in un famosissimo negozio che ha sessant’anni, per un’etichetta. L’Album raccoglie appunto la black music, una miscela di canzoni e musica afroamericana ma con la mia tipica voce partenopea. Mi considero un melodico moderno ma resto con l’idea di cantare sempre con il mio stile inconfondibile. É importante per chi desidera seguire le nostre orme, tramandare integro le origini della nostra melodia partenopea. Vuole salutare il suo pubblico? Certamente! Approfitto per salutare e abbracciare tutto il pubblico nel mondo che segue sia la canzone napoletana sia me "Mauro Nardi" inoltre, ringrazio di cuore anche la tua emittente TeleVideoItalia Angela e attraverso te, quella del Corriere d’Italia per la grande attenzione riservatami questa sera. É stato davvero un piacere incontrarti, sei gentile e professionalmente sai fare bene il tuo lavoro. Un bacio a tutti voi e…Buona vita! Inevitabile è stata scoprire l’incontenibile emozione sui volti dei quattro giovani neomelodici Michele Lino D'amico, Gino Ferrante, Gabriele Campailla e Anna Maria Ferrara nati artisticamente dalla D'ambra Record in Stoccarda di Renzo D'Ambra e che si stanno facendo strada nel mondo della musica partenopea. Unanime portano con sé ognuno grandi storie, entusiasmo, adrenalina, passione ma soprattutto tanta voglia di emergere in questo magico se pure difficile mondo della musica. Tra gli ospiti illustri abbiamo incontrato il dipartimento europa managing SDA Sanremo Eventi che, se pure estraneo all’evento, si è complimentato con l'organizzatore Renzo D’Ambra per la conduzione e direzione artistica e per come ha portato a termine l’evento; la Cavaliera Anna Mastrogiacomo responsabile della MAIE Europa che in proposito ha posto l’accento su l’importanza dell’italiano all’estero e quanto ci tiene. Da premettere che è da venticinque anni che, attraverso le associazioni e missioni cattoliche, mi occupa con dedizione ai nostri connazionali, alle loro problematiche e non solo. Dal 2014 inoltre sono la coordinatrice europea del Movimento Associativi Italiani All’estero, ci dice la Cavaliera Anna Mastrogiacomo. Il nostro impegno è di valorizzare l’italiano all’estero e sostenere tutto quello che riguarda il Made in Italy, questa è la motivazione della mia presenza anche oggi. Mi occupo e gestisco un Patronato. La difficoltà che incontra il nostro connazionale in cerca di lavoro principalmente è la lingua e poi tutto il resto, quindi cerchiamo di aiutarli e in tal caso indirizzarli nei vari enti appropriati ai loro temi o disagi. La voglia di aiutarli mi ha spinto inoltre a candidarmi quest’anno, e anche se non dovessi riuscirci, continuerò a farlo, con l’auspicio di riuscire ad avere maggiore voce in palamento a sostenimento dei miei connazionali. Sono nato nei pressi di Caserta, racconta ai nostri microfoni il cantautore, direttore artistico e presentatore dell’evento Renzo D’Ambra. Il mio nome vero è “Lorenzo” ma grazie a un maestro del posto che mi sentiva canticchiare per le vie della città mi attribuì “Renzo”, nome d’arte che sembra avermi portato fortuna nel campo musicale. Da giovane mi sono fatto le ossa tra le classiche serate e balere di provincia. Emigrato in Germania, con non poche difficoltà mi sono fatto strada e sono riuscito ad integrarmi e ad essere tutto ciò che sono oggi, anche discografo. Ringrazio i miei illustri ospiti, il cantante Mauro Nardi, lo staff artistico e quello tecnico, tutti gli sponsor. Lo stesso modo ringrazio attraverso te Angela sia la presenza del Corriere d’Italia, sia quella della tua emittente TeleVideoItalia Angela e che in collaborazione con la SDA FotoVideo Production avete realizzato per l’occasione anche un Reportage televisivo, ma soprattutto permettetemi di ringrazia il pubblico, per la fiducia e il sostegno che ci ha accordato. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Ermal Meta e Fabrizio Moro vincono il Festival di Sanremo 2018. Sbanca la squadra di Baglioni

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Il passo è sembrato eterno dalla rabbia alle polemiche per il rischio di squalifica per plagio, al netto trionfo alla 68esima edizione del Festival di Sanremo per Ermal Meta e Fabrizio Moro con "Non mi avete fatto niente". Al secondo posto si classifica Lo Stato Sociale con “Una vita in vacanza”, al terzo posto Annalisa con “Il mondo prima di te”. Il Premio della critica Mia Martini è andato a Ron; il Premio dalla sala stampa Lucio Dalla a Lo Stato Sociale; mentre la giuria degli esperti assegna a Mirkoeilcane il Premio Bardotti per miglior testo. Il Premio Bigazzi è stato assegnato a Max Gazzè per la migliore composizione musicale; a Ermal Meta e Fabrizio Moro è andato il Premio TIMmusic per brano più ascoltato; a Ornella Vanoni è stato assegnato il premio Sergio Endrigo per la migliore interpretazione al Festival di Sanremo con il brano “Imparare ad amarsi” scritta con Bungaro e Pacifico, istituito quest’anno dalla Rai e a votare siamo stati noi giornalisti accreditati nelle due sale stampa. Ornella Vanoni ha ringraziato tutti colleghi, il festival e Baglioni divertendosi a ironizzare anche sulla sua età: pensavate che non ce la facessi? E invece no, io sto benissimo in voce, in corpo, nella mente e nel cuore! La vecchietta sa cantare ancora! E' stata anche la serata del premio rilasciato alla grande Milva e ritirato dalla figlia che ha portato un messaggio in suo onore. Nelle Nuove Proposte si aggiudica il podio Ultimo con “Il ballo delle incertezze”. Al secondo posto torna protagonista Mirkoeilcane con “Stiamo tutti bene”, al terzo posto si classifica Mudimbi con “Il mago”, mentre a Alice Caioli è andato il Premio della Sala Stampa Lucio Dalla per “Specchi rotti”. Diversamente dagli scorsi anni, questa edizione è stata per noi davvero difficile votare dalla sala stampa le venti canzoni in gara, tutte belle, ricche di storia, arte vera e grandi significati, anche se dobbiamo ammettere che era scontata comunque la vincita già da quando avevamo seguito le prove generali all’Ariston. Lusinghiera è stata l’accoglienza di benvenuto riservata in anteprima a noi giornalisti da parte di Mamma Rai con un “Presse Party” deliziandoci di prelibatezze, ottima musica ma soprattutto della presenza dei tre campioni assoluti del Festival della Canzone Italiana di Sanremo: il conduttore e direttore artistico Claudio Baglioni che, in ogni serata, si è spogliato delle proprie vesti mettendosi in gioco in ruoli più disparati, comici, ironici, divertenti e mandando in delirio il pubblico dell’Ariston e tutti noi della sala stampa come l’interpretazione insieme a Nek, Max Pezzali e Francesco Renga con “Strada facendo”. Non da meno è stato l’attore Piefrancesco Favino con i suoi monologhi, in particolar modo quella quando, con le lacrime agli occhi, regala brivido con la recita di un brano da: La notte poco prima della foresta di Bernard Marie Koltès, storia di estraneità. A completare l’inestimabile collezione però è “LEI”, la simpaticissima, gasatissima, elegantissima, affascinante e grande padronanza del palco Michelle Hunziker. Molto umile anche ai nostri microfoni, non solo ci presta attenzione tra la calca dei nostri colleghi in sala stampa ma saluta in particolar modo in tedesco tutta la Germania. Ai nostri inviti di salutare i nostri connazionali italiani in Germania attraverso le nostre interviste hanno aderito in molti, da Mario Biondi, Antonella Clerici presente in sala stampa in occasione della presentazione del suo programma Sanremo Young, a Roby Facchinetti, Red Canzian e tanti altri. Lo stesso modo hanno salutato calorosamente la nostra presenza dalla Germania anche quando siamo stati al dopo festival e a Domenica In. Il Sindaco di Sanremo Dott. Alberto Biancheri ha espresso inoltre, sempre ai nostri microfoni, grande soddisfazione sulla conduzione del colossale trio, come anche la stretta sicurezza della Città sanremese presieduta dalle forze dell’ordine. Particolarmente siamo grati anche al team della Rai e all’impeccabile assistenza avuta nei nostri riguardi in sala stampa durante tutti gli otto giorni della nostra permanenza, molto professionali, simpatici e disponibili. Tra le domande che abbiamo posto in conferenza e dove abbiamo strappato una loro promessa, due vogliamo anticiparvele: la prima fatta ad Angelo Teodoli direttore di RaiUno nel suggerire di rendere partecipi dai prossimi anni anche i nostri connazionali in Germania attraverso il voto; la seconda fatta ad Antonella Clerici, quella di dare l’opportunità di partecipare anche dall’estero al suo programma musicale. Il resto delle nostre interviste potete seguirle sullo special televisivo “7giorni a Sanremo” redatto attraverso la nostra emittente TeleVideoItalia direttamente dal Festival di Sanremo, in collaborazione con la SDA FotoVideo Production e la presenza ufficiale anche della SDA Sanremo Eventi, Corriere d’Italia e la SINE. È stato un festival ricco di vere e grandi emozioni, colpi di scena, ospiti d’eccezione e di pieno equilibrio. Picco di ascolti in tutte le serate ma il vero boom si è registrato alla finale, oltre dodici milioni, 58,3% di share. Claudio Baglioni con grande umiltà da merito a Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino per come hanno condotto con una leggerezza e una capacità d’improvvisazione sorprendente. Aveva promesso che sarebbe stato il festival della canzone tutto all’italiana… detto fatto! Niente star hollywoodiane, pochi artisti internazionali come Sting, Shaggy e James Taylor, mentre trionfa il tricolore brillantemente coperto da Fiorello "vero mattatore" che di mattina fa irruzione nella nostra sala stampa, cogliendoci tutti di sorpresa, per poi rompere il ghiaccio alla prima serata del Festival come solo lui sa fare. Laura Pausini che, dopo una brutta laringite acuta ha placato gli animi di tutti, certi giornalisti inclusi, raccogliendo prima la standing ovation in sala per il duetto fatto con Claudio Baglioni con Avrai, poi, l’applauso fuori dall’Ariston dove ha cantato “Come se non fosse stato mai amore” coinvolgendo, di fatto, il pubblico. Poi ancora Pippo Baudo, icona del Festival di Sanremo e che quest'anno ha celebrato i cinquant'anni dalla sua prima conduzione al Festival, Gianni Morandi, Tommaso Paradiso dei The Giornalisti, Gianna Nannini, Piero Pelù, Federica Sciarelli, Negramaro, Biagio Antonacci, il Volo, Nek, Giorgia, Max Pezzali, Francesco Renga, Gino Paoli e Danilo Rea, Virginia Raffaele e tanti altri nomi del mondo del cinema come Nino Frassica, Rocco Papaleo etc., dello spettacolo e dello sport. Infondo non ci voleva poi tanto fare risedere gli italiani al Festival della Canzone Italiana di Sanremo! Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con a SDA FotoVideo, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • I Decibel tornano a Sanremo con Lettera dal Duca

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. È stato senza dubbio un gradito ritorno al festival di Sanremo, quello del gruppo Decibel. Dopo due vittorie al Festival, il leader della band Enrico Ruggeri si ripresenta al Festival di Sanremo con il suo primo gruppo storico, i Decibel. La storica band formata appunto da Silvio Capeccia, Fulvio Muzio ed Enrico Ruggeri inizialmente si è mossa negli ambienti punk e new wave ottenendo i primi successi, poi, Ruggeri scelse la strada da solista e ritorna ben nove volte in gara. Oggi, a distanza di trentotto anni, il gruppo Decibel guidato dallo stesso cantautore Ruggeri si riunisce e segnano la loro terza apparizione a Sanremo con “Lettera dal Duca” un tributo al grande artista scomparso, David Bowie. Incontriamo dopo le prove, l’artista poliedrico, cantautore, musicista, scrittore e conduttore televisivo Enrico Ruggeri, arrivato al Festival a fianco della leggenda James Midge Ure, la storica voce degli Ultravox. Tanto per intenderci, colui che ha scalato le classifiche britanniche con Do They Know It’s Christmas, è stato dal '78 all'80 chitarrista dei Visage, autore di “Breathe” hit del 1996 e tanto altro ancora. Intanto Angela saluto tutta la Germania. Sai, ci siamo stati in Germania esattamente a Berlino, per girare un video. Abbiamo incontrato tanti italiani e sappiamo che fanno una vita sacrificata. Sono delle persone stupende, per cui li abbracciamo tutti con il cuore. Per quanto riguarda il Festival, confesso che l’emozione nelle prove generali è stata superiore a quella di salire sul palco. É la prima volta che Midge Ure sale sul palco dell’Ariston e ammetto che, ho trovato più difficile spiegare a lui il funzionamento della kermesse e le votazioni. Avevamo bisogno di una leggenda che salisse con noi su questo palco e James Midge Ure si è sentito onorato di essere stato scelto. Questo brano è un tributo a David Bowie che se n'è andato, lasciandoci un'immensa eredità. La nostra è una canzone sulla vita oltre la vita, sulla spiritualità, sul distacco. Per la tenacia con cui portiamo avanti la battaglia per il recupero della musica vera, senza computer né strumenti virtuali, meriteremmo di vincere. Sanremo comunque vale tre mesi di promozione mediatica. Dal 16 febbraio è disponibile inoltre l’album L’anticristo e Lettera dal Duca fa parte di esso. Grazie a tutti, è stato un piacere incontrarvi e chiacchierare anche un po’ con te Angela. Attraverso la tua emittente TeleVideoItalia Angela, saluto tutti gli italiani che vivono in Germania, verró sicuramente presto anche da voi. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con gli studi della SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Francesco Facchinetti a Sanremo

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Anche se oggi siamo abituati a vederlo più nelle vesti di conduttore di programmi musicali, imprenditore di successo, talent scout, fondatore e socio di diverse imprese come Goonies, BitSugar e NewCo Management, Francesco Facchinetti è rimasto comunque per tutti il mitico Dj Francesco, il cantante di un volto diventato noto per il suo tormentone, La canzone del capitano. Lo incontriamo durante le prove generali che assistiamo al Teatro Ariston Roof di Sanremo e con lui, scambiamo quattro parole. Sono molto felice di essere qui. Quest’anno mi trovi qua per diversi motivi, Angela, perché ho prodotto un sacco di musicisti che saliranno su questo palco e di tanti altri sono il manager. Per questo motivo, oggi, sono in vesti differenti l’una dall’altra. È bello vedere questo spettacolo e soprattutto il backstage, come sicuramente lo è anche per voi ogni anno che venite. È bello vedere come stare sul palco. In questi anni ho imparato sia a stare sul palco a cantare, sia a stare dietro il palco e portare qualcuno che canta sul quel palco. Che dire, sono felice e contento. Il mondo intero guarda il Festival. Essendo stato uno dei giudici di Sarà Sanremo, per la sezione Nuove Proposte di Sanremo 2018, da imprenditore ti senti di dare un consiglio ai nostri giovani italiani in Germania, ambiziosi di riuscita? Il fatto è che bisogna avere tanta buona volontà e mettercela tutta. Non guardare come un ostacolo, il fatto di essere italiani ma all’estero, ma diversamente più un’opportunità, poiché il mercato tedesco è più grande di quello italiano. É bene pesare di cantare due, tre, o magari anche quattro versioni, come faceva ad esempio Eros Ramazzotti. Lui cantava in italiano, in francese, in spagnolo, in portoghese e così via. Laura Pausini ha provato a cantare, ad esempio, anche in inglese. Io conosco tanti italiani che abitano all’estero e che hanno fatto un grandissimo successo in Italia e nel Mondo. Tra questi mi viene da dire Pablo Meneguzzi, figlio d’italiani emigrati in Svizzera, a Lugano. Diventò famoso in Sud America. Vinse il Festival di Viña del Mar in Cile e, di fatto, poi diventò famoso in Italia. Non da meno dalla Germania ci sono tanti tedeschi che hanno fatto un vero e serio successo in tutto il mondo. Voi che state in Germania dunque, sicuramente avete un bacino di utenza che è più grande di quello italiano. Ciao a tutti da Francesco Facchinetti, saluto tutti gli italiani che stanno in Germania, all’estero e comunque in tutta Europa. Mi diverto, quando viaggio un po’ per il mondo. È bello incontrarvi e raccontarvi un po’ della nostra Italia, mentre voi mi raccontate dei vostri Paesi, che appunto vado a perlustrare. Continuate quindi a portate la nostra Bandiera italiana, la nostra cultura, i nostri modi di fare, la nostra cucina e la nostra lingua Madre in giro per il mondo. Grazie anche a te Angela e alla tua emittente TeleVideoItalia per avermi dato quest'occasione di salutare i nostri connazionali italiani, il tuo lavoro é encomiabile. Vengo a trovarvi presto. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con gli studi della SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • il Festival targato Claudio Baglioni

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Proclamato il vincitore della 68esima edizione del Festival di Sanremo “Ermal Meta e Fabrizio Moro” tra le non poche polemiche sul presunto caso di plagio, sollevate da alcuni colleghi durante le serate della kermesse, l’ora di tirare le somme è arrivata. È stata comunque ancora una volta un’altra nuova e bella kermesse, ricca di alti e bassi durante le serate. Tra le tante cose è accaduto anche il fatto che, il cantautore romano Claudio Baglioni, ha messo tutti d’accordo coinvolgendo tutti noi in sala stampa, la platea e sicuramente milioni di telespettatori sintonizzati da casa, a cantare a squarciagola i brani storici "Mille giorni di te e di me" e "Questo piccolo grande amore". Abbiamo incontrato i tre volti storici di questa edizione del Festival di Sanremo, il padrone di casa del Festival Claudio Baglioni, la bellissima conduttrice televisiva, attrice e cantante originaria della Svizzera italiana Michelle Hunziker, l’attore e doppiatore Pierfrancesco Favino. Se pur visibilmente stanchi, con grande generosità e simpatia, ci hanno dedicato umilmente grande attenzione per tutto il periodo del Festival. Germania!!! Che bello, anche voi qui al Festival, ci dice Michelle Hunziker. È bello sapere che c’è anche lei, in rappresentanza stampa italiana estera, a raccontare agli italiani in Germania le fasi di questa kermesse. Per la complessità di una macchina come il Festival, rendo merito a Claudio Baglioni, che è riuscito a creare questa grande sintonia e complicità nel fare le cose e una forte energia tra noi, voi giornalisti, il pubblico, gli ospiti, la commissione, i tecnici e gli autori. Ciao cari italiani in Germania “ein großer und liebevoller Gruß an alle Italiener in Deutschland aus Sanremo“. Senza dubbio è stata una bellissima esperienza, aggiunge l’attore Pierfrancesco Favino e dove ha emozionato tutti, soprattutto con il monologo sull'emarginazione. Devo dire che mi sono, trovato bene, mi sono anche divertito e sono felice di avere fatto parte di questa straordinaria squadra, termina l'attore. Saluto tutti gli italiani in Germania e a tutti quelli che ci seguono da lì, è stato un piacere conoscerti Angela. Buona musica a tutti. Il successo del Festival è stato rilevato dagli ascolti. Con sufficiente energia e con tutti i ritmi che anche voi giornalisti avete vissuto con noi, siamo arrivati all’atto finale di questo Festival. È stato insomma una bella cavalcata e ci riteniamo sicuramente entusiasti e soddisfatti di come sono andate le cose, conferma Claudio Baglioni, specie nell’avere conseguito serate complesse, dove c’erano vent’otto canzoni da ascoltare, come i molteplici cambi di palco avvenuti e dove la situazione logistica si è complicata notevolmente, per dare spazio a molti gruppi, specie nella serata delle performance. Ecco, essere riusciti a non aver fatto combaciare ad esempio la quarta e la quinta serata, senza soluzioni di continuità, è stato eccezionale. Ci fa davvero molto piacere sapere attraverso lei, che anche gli italiani in Germania seguono il Festival. É un onore e un privilegio sapere che Sanremo sia anche motivo di riunione, per i nostri connazionali italiani emigrati all’estero. Sanremo ha questa incredibile internazionalità e una sorta di marchio così forte da unire tutti e da ogni parte del mondo. Grazie davvero mille pertanto, agli italiani che ci seguono da lì. Grazie per i suoi interventi e la presenza costante al Festival con la sua emittente e le testate per cui scrive. È grazie anche attraverso la sua presenza qui al Festival Angela, che i nostri connazionali italiani all’estero li sentiamo più vicini e molto presenti, in un contesto festivaliero come questo, dove le canzoni uniscono e coinvolgono musicalmente e culturalmente tutti. Saluto e abbraccio molto tutti gli italiani in Germania e tutti quelli sparsi per il mondo. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • i Negramaro superospiti al Festival

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Attraverso un lungo e fortunato percorso, i Negramaro tornano al Festival ma da superospiti. L’incredula eliminazione del formidabile gruppo salentino Pop rock, avvenuta in gara tra le Nuove Proposte nel 2005 aveva destato abbastanza scalpore, pur avendo vinto il “Premio della sala stampa, radio e tv”. A tredici anni di distanza, i Negramaro si riprendono la meritata scena e sfoggiano davanti a milioni d’italiani la loro bravura. All’insegna del nuovo album “Amore che torni” (Sugar) già disco di platino, assieme al padrone di casa e direttore artistico Claudio Baglioni, hanno reinterpretato la celeberrima canzone “Poster”. Subito dopo, il celebre gruppo, ha presentato il nuovo singolo del loro album“ La prima volta”. Pur concentrati nelle prove generali, li abbiamo incontrati e loro con grande umiltà ci hanno dedicato minuti preziosi del loro tempo e commentato così la loro presenza da superospiti, alla sessantottesima edizione del Festival della Canzone Italiana. La musica, a prescindere dal vestito che ha, deve semplicemente far battere il cuore e a noi batte già abbastanza forte. Claudio Baglioni poi, è un grande. È straordinario, un mito, ci dice il leader della band Giuliano Sangiorgi. In un primo momento lo abbiamo visto fare il serio e in quei momenti ci siamo preoccupati un po’, ci siamo detti: oddio, sta facendo il serio. Poi fortunatamente, minuti dopo, lo abbiamo visto gattonare e sgattaiolare con Francesco Favino, giocare e scherzare con Michelle Hunziker e con la musica, cantare con gli ospiti, fare delle simpatiche e divertenti gag con Fiorello e tanto altro ancora. Devo dire che la musica in questa edizione, dove è arrivato Claudio Baglioni, è stata davvero al centro della nostra storia musicale. Duettare con lui, é stato inoltre un'emozione. Altrettanti straordinari e fantastici sono stati anche i due co-conduttori, Francesco Favino e la splendida Michelle Hunziker. È un Festival stupendo. Non ci sono parole per descrivere la nostra emozione, nel ritornare a distanza di tredici anni al Festival e peraltro non da ospiti ma da “superospiti”. Noi ci rendiamo conto che, le band in Italia, hanno un cammino più difficile. C’è chi a "sei messi" va nel dimenticatoio. Stiamo per questo cercando di stare al passo con i tempi e di scrivere grandi canzoni. Aldilà dei Pooh, Subsonica e qualcun altro ancora, termina Giuliano Sangiorgi, la band in Italia non ha avuto purtroppo una grande storia. Siamo veramente pochi, quelli che resistono alle intemperie contemporanee. Devo dire con grandissimo orgoglio che, stiamo facendo sei stadi e numerosi altri concerti. Questa sera desideriamo divertirci e far divertire il pubblico e comunque chi ci ascolta anche da casa. Riusciremo senza dubbio a trasmettere un qualcosa di positivo e coinvolgente, grazie anche a Claudio Baglioni che ci ha chiamati. Detto questo, cara Angela, sei simpaticissima. Ci ha fatto piacere incontrarvi. Vi abbracciamo e attraverso la tua emittente TeleVideoItalia Angela, abbracciamo anche tutti gli amici della Germania, gli italiani all’estero e comunque abbracciamo tutti gli italiani sparsi per il mondo. So che gli italiani in Germania sono ben accolti. Mi auguro pertanto che siate accolti sempre nei migliori dei modi, come speriamo di essere anche noi capaci di accogliervi quando ci venite a trovare. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con gli studi della SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Massimo Morini e il suo record di presenze al Festival di Sanremo

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Incontriamo il musicista leader dei Buio Pesto, il Mo Massimo Morini, impegnato in questa edizione in qualità di tecnico di sala per alcuni big e dirigente d’orchestra per due delle giovani artiste provenienti dal concorso Sanremo Giovani. Massimo Morini conta ventotto edizioni consecutive, più sette della categoria Sanremo Giovani, per un totale di 172 artisti diretti e 236 canzoni, battendo di fatto ogni record di presenze consecutive al Festival di Sanremo. Ha ottenuto sette vittorie, dieci secondi posti, sei terzi posti e non per ultimo otto premi della critica. Ha vinto otto dischi d'oro, ottenuto ventitré presenze nella classifica italiana di vendite e da artista, tra singoli e album, ha partecipato alla realizzazione di oltre 220 dischi da autore o arrangiatore, vendendo in totale oltre 2.400 000 copie in Italia e all'estero. Ha ricoperto molti ruoli nel mondo dello spettacolo, musicista e direttore d’orchestra al Festival di Sanremo, attore, sceneggiatore, cantante e regista anche nel mondo cinematografico. Parto subito col dirti “Chapeau” Massimo Morini sia per la tua poliedrica conduzione artistica, musicale e cinematografica sia per il tuo record di presenze al Festival di Sanremo. Ebbene si Angela quest’anno, come anche tu ben mi ricordi, è la mia ventottesima edizione al Festival. Mi vedi presente con la direzione d’orchestra per entrambe le due giovani proposte e nella direzione tecnica in sala Ariston faccio l’audio per cinque big belli tosti e che conosci anche tu bene da vicino come Elio e le Storie Tese, il duo Enzo Avitabile e Peppe Servillo, Mario Biondi, la ligure Annalisa e i Decibel, la storica formazione capitanata da Enrico Ruggeri. Come vedi al solito mi sono procurato, come sempre, un bel gran da fare! Belle canzoni sia dei big sia dei giovani e anche belle ragazze! Quest'anno é dificile dare un voto e un giudizio. Dimmi un po’, visto che te le scegli apposta belle, ce le presenti? Allora Angela, diciamo subito che il premio delle artiste più belle dell’anno a Sanremo l’ho vinto io, Alice Caioli e Giulia Casieri. No, mi hanno musicalmente scelto loro in verità. Nei giovani ho dato tanto e per le diverse scalate di primi e secondi posti vinti al Festival, predico che mi hanno chiamato più come un portafortuna. Alice è un’artista che arriva da Messina, con il brano scritto anche da lei “Specchi Rotti “, la Casieri anche lei coautrice del brano “Come stai” arriva da Monza. Ti è noto che ho diretto centinaia di big come Masini, Povia, Servillo ecc., ma ritengo che nei giovani sia specializzato perché, è forte riuscire a prendere il disco e fare und interessante orchestrale per il Festival di Sanremo. Per tale ragione, ringrazio entrambe le artiste, per avermi scelto e mi auspico di ottenere anche per loro un buon risultato. Con Elio e le Storie Tese tocco un tasto molto dolente e che imprimerà nella storia della musica italiana. Credi a quanto da loro stesso annunciato oggi in conferenza, del loro irremovibile divorzio artistico? L’Italia è tristamente nota per il gossip. Conta quasi più un matrimonio divorzio che l’Oscar per cui, adesso, si parla tanto di questa separazione che esiste. Purtroppo è vera e finirà alla fine dell’anno. Non continueranno a rimandarla, io li conosco bene, ci ho lavorato insieme da quasi trent’anni. Elio e le Storie Tese musicalmente sono degli amabili casinari e quando arrivano loro la musica, in graduatoria con loro, fa sempre un passo più alto. Io l’ho sempre detto che ogni volta che arrivano e dove ci sono loro, c’è sempre qualcosa da imparare. Anche questa volta mi hanno messo a dura prova, però credo e spero di avere fatto bene il mio dovere e andrò avanti. Ti senti di dare un consiglio e un saluto ai nostri connazionali in Germania e ai giovani in Europa, ambiziosi di riuscita? Ma certamente Angela. Faccio un caloroso saluto a tutti i connazionali italiani in Germania. Porto un buon ricordo, sono stato su da voi attraverso la SDA Sanremo Eventi e avuto il piacere di aderire nel vostro organismo de l'Accademia della Canzone Italiana in Germania creato appositamente per giovani talenti. Anche in questa occasione, ho avuto modo di seguire il vostro stage e di conoscere i vostri giovani talenti, ambiziosi di riuscita. Come sapete l’Italia è il Paese più portato a livello europeo di musica e canzoni. Il mercato della musica si è inclinato come anche le discografie, non si distinguono quasi più i valori perché la musica è gratuita. Non si vendono più dischi, non ci sono più quelle solide congetture che ci distinguevano, oggi fanno le pizze… lo stesso è accaduto nella musica. Per cui ragazzi preparatevi davvero, perché la manifestazione più importante della musica italiana e che esiste in Europa e dove poter fare un passo importante, che vi permetterà di lasciare negli anni un’impronta nella storia della musica italiana, è il Festival di Sanremo. Se voi avete il prodotto giusto, non dovete temere. Un grazie alla tua emittente TeleVideoItalia Angela che trasmette in maniera costante e mantiene viva anche su in Germania l’emozione di questa kermesse. È sempre un piacere incontrarvi in quest’ambiente sanremese e in questi grandi contesti, pertanto é superfluo ricordarvi la grande stima che ho per voi due, Dino e Angela, e su quello che professionalmente fate con e per la musica. Buon rientro in Germania. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con gli studi della SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Leonardo Monteiro è al Festival con Bianca

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Figlio di due ballerini brasiliani, Leonardo Monteiro è tra le Nuove Proposte della sessantottesima edizione del Festival di Sanremo. Noto già nella Danza, studiata alla Scala di Milano, nel 2005 partecipa al programma di Maria De Filippi “Amici” nella categoria Danza. Attraverso Area Sanremo lo ritroviamo quest’anno al Festival in veste di cantante. Il brano in gara porta il testo di Marco Ciappelli, mentre la musica è stata scritta da Vladi Tosetto, l’autore del brano Come saprei di Giorgia. Incontriamo durante le prove, il giovane artista poliedrico e lui, con grande gentilezza e simpatia, si presta subito alle nostre telecamere. Bianca racconta sì la fine di una storia d’amore, causata da un tradimento, ma che al suo interno lancia ugualmente un messaggio di speranza e cioè la rinnovata fiducia nell’amore, per chi ha voglia di credere ancora all’amore. Spesso una relazione conferma che se un amore è vero dovrebbe durare sempre, ci dice fiducioso Leonardo Monteiro, comunque io sono uno al quale piace prendere mille sfaccettature. Una relazione ti segna un qualcosa che prima tu non avevi, proprio come un bagaglio di esperienza e quindi accresce la tua coscienza. È una cosa che puoi raccontare, quindi, dopo sei più attento. Ammetto che questo Festival di Sanremo mi emoziona tanto. Ringrazio principalmente mia madre che è stata la mia grande musa ispiratrice. Mi ha trasmesso la passione per lo spettacolo e per la musica, i miei modelli sono stati anche miti come Ray Charles, tanto per citarne uno. Aldilà della danza, la passione per la musica è stato il mio vero amore, a cominciare da Mozart. Di lui amo l’ironia e ascoltandolo, entro in un’altra dimensione. Penso che quello che tocchi l'emotività delle persone, dipende principalmente da tutto quello che fai con il cuore. Adoro Alessandra Amoroso e mi auguro che anche lei possa provare presto questa bellissima esperienza. Non smetterò mai di ringraziare chi ha creduto subito in me e ha scritto questa canzone che porto al Festival, Vladi Tosetto. Dopo l’esperienza avuta a New York, per seguire corsi di perfezionamento in danza contemporanea, classica e neoclassica, ho deciso di ritornare in Italia perché mi mancava tanto. É così che ho ripreso a studiare canto moderno, il pianoforte che talaltro lo studiavo già dall’età di sette anni. Sono entrato anche in un coro gospel. Adesso, attraverso Area Sanremo, mi ritrovo al Festival. Sanremo per me è un grande sogno ma che non lo guardo come un traguardo, piú come un inizio, un trampolino di lancio. Ho voglia di imbarcarmi in questa nuova grande avventura e poiché sono un eterno sognatore, vorrei poter sognare ancora di più in grande. Grazie di cuore anche a te Angela per la tua attenzione. È stato un piacere incontrarti. Un abbraccio a tutti quelli che ci stanno seguendo anche attraverso la tua emittente TeleVideoItalia Angela. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con gli studi della SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Rivederti di Mario Biondi al Festival di Sanremo, incontriamo l'icona della musica

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Ebbene sì, c’è anche lui, l’icona della musica, compositore e arrangiatore Mario Biondi, tra la rosa dei venti Big in gara al Festival di Sanremo, quest’anno capitanata da Claudio Baglioni, Michelle Hunziker e Pierfrancesco. Il brano Rivederti, é stato diretto dall’idolo dei big per eccellenza, il mitico Maestro Beppe Vessichio. Incontriamo Mario Biondi durante le prove generali all’Ariston, cui assistiamo con immenso piacere ogni anno e lui, se pur concentratissimo, al termine ci incontra volentieri e senza indugio. Sereno, ci dedica attenzione e ci regala minuti preziosi del suo tempo. Maestro Mario Biondi, premesso che è un’emozione incontrarla di persona e seguire la sua bella musica, le va di fare un saluto ai nostri connazionali in Germania, di parlare della sua presenza in gara al Festival e di come sta vivendo questi giorni? Tschuss… a no, Ciao! Un abbraccio a tutti voi, ci dice il cantante siciliano Mario Biondi. Sono felice di essere qui. Io spero di condividere una buona dose di sentimento in tutto quello che metto nella mia musica e tutto quello che metto quando sono sul palco. Quindi è la cosa che mi piace condividere con tutti quelli che mi seguono e cha hanno voglia di seguirmi. Sto vivendo tutto questo ribollire di cultura, di arte, di musica, d’incontri interessanti. Sessantottesimo mi piace. C’è l’otto che è un numero che mi piace e che ricorre spesso nella mia vita. Specie inizialmente, nei primi anni della mia carriera, erano molto dedicati all’estero. Sono stati molto movimentati. Ringrazio tutti i direttori artistici che quasi ogni anno mi hanno invitato. Quest’anno c’è stato una specie di congiunzione astrale. La canzone era rappresentarmi in maniera giusta. Abbiamo grandi artisti e maestri in questo periodo che toccano i nostri palchi in Germania, da Ramazzotti, a Bocelli, Zucchero, Laura Pausini, Nek e tanti altri ancora. Lei in particolare, possiamo dire che la rivedremo da noi? Ma, grazie a Dio Angela, in Germania vengo molto spesso, ed è sempre un piacere frequentare la Germania. Ci ritornerò comunque e sicuramente. L’anno scorso abbiamo girato diversi paesi in Germania, quindi sicuramente mi rivedrà, in mezzo a tutti voi. É stato davvero un piacere rivederti. Grazie Angela per il serio contributo mediatico che svolgi con la tua emittente TeleVideoItalia oltre confini. La sua straordinaria voce, molto simile agli artisti jazz come Lou Rawls e Barry White, nella sua carriera gli ha permesso di affiancare in molte occasioni musicisti internazionali come Ray Charles, aprire collaborazioni con Disney per il remake del film “Gli Aristogatti” dando un grande contributo alla realizzazione delle colonne sonore “Tutti i gatti voglion fare jazz” e “Romeo er mejo del Colosseo”. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • la 68ª edizione del Festival di Sanremo si chiama Claudio Baglioni, Michel Hunziker e Pierfrancesco

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva - Dopo il triplice successo segnato dalle scorse edizioni dal celebre conduttore televisivo Carlo Conti di cui l’ultima edizione condotta con la regina degli ascolti di Canale 5 Maria De Filippi, ecco che arriva quest’anno, un altrettanto inedito trio: Claudio Baglioni affiancato da due co-conduttori d’eccezione, l’affascinante showgirl svizzera Michel Hunziker e il famosissimo attore italiano Pierfrancesco Favino. In questa edizione sembra scontato che non ci saranno vallette, niente star Hollywoodiane e pochi artisti internazionali tra questi Sting, Shaggy e James Tayler. Il cerchio di ospiti si stringe più al nostro tricolore da Laura Pausini, Fiorello, Negramaro, Gianni Morandi, Biagio Antonacci, Gino Paoli, Nek, Francesco Renga, Max Pezzali, Giorgia e tanti altri nomi del mondo del cinema, dello spettacolo e dello sport ancora da svelare. Gasatissima e molto emozionata, Michel Hunziker si rivela serena per la sua presenza al Festival a fianco del mitico Claudio Baglioni, dopo il Sanremo nel 2007 accanto a Pippo Baudo. Claudio Baglioni ha dato tanto alla musica italiana. È il numero uno! Non vedo l’ora di incominciare. Il direttore di RaiUno Angelo Teodoli punta in un 40% di share per com’è preparata questa nuova edizione e fa sapere che per par condicio elettorale non ci sarà posto sul palco dell'Ariston per politici e candidati ad eccezione il sindaco della cittadina rivierasca o quelle figure istituzionali legate alla convenzione Rai-Comune di Sanremo. È stato lo stesso popolare cantante romano Claudio Baglioni nonché direttore artistico della 68ª edizione del Festival di Sanremo ad annunciare in conferenza stampa tenutasi al Casinò di Sanremo la famigerata squadra. La kermesse canora che partirà da martedì 6 febbraio e terminerà sabato 10 con la proclamazione del vincitore, vedrà alternarsi sul palco del Teatro Ariston i venti big: Roby Facchinetti e Riccardo Fogli – Il segreto del tempo; Nina Zilli – Senza appartenere; The Kolors – Frida; Diodato e Roy Paci – Adesso; Mario Biondi – Rivederti; Luca Barbarossa – ‘Passame er sale’; Lo Stato Sociale con Una vita in vacanza; Annalisa con ‘Il mondo prima di te’; Giovanni Caccamo – Eterno; Enzo Avitabile con Beppe Servillo – Il coraggio di ogni giorno; Ornella Vanoni con Bungaro e Pacifico – Imparare ad amarsi; Renzo Rubino – Custodire; Noemi – Non smettere mai di cercarmi; Ermal Meta e Fabrizio Moro – Non mi avete fatto niente; Le vibrazioni – Così sbagliato; Ron – Almeno pensami; Max Gazzè – La leggenda di Cristalda e Pizzomunno; Decibel – Lettera dal Duca; Red Canzian – Ognuno ha il suo racconto; Elio e le storie tese – Arrivedorci; Mudimbi – Il mago. Mentre le otto nuove proposte: Eva con Cosa ti salverà, Mirkoeilcane con Stiamo tutti bene, Lorenzo Baglioni con Il congiuntivo, Giulia Casieri con Come stai e Ultimo con Il ballo delle incertezze. A loro si aggiungono i due vincitori di Area Sanremo Leonardo Monteiro e Alice Cairoli. Anche quest’anno TeleVideoItalia.net e SDA Sanremo Eventi vestiranno i panni di giuria nella Sala Stampa dell’Ariston Roof e inoltre, in cooperazione con gli studi di SDA FotoVideo Production e la partecipazione del Corriere d’Italia, seguiranno la kermesse di tutte e cinque le serate, dedicando uno speciale evento televisivo dal titolo “ 7 giorni a Sanremo”, condotte dal duo popolare italiano Dino & Angela. Un reportage televisivo girato in occasione della 68esima edizione della kermesse canora unica al mondo. Se non volete perdervi niente di questa nuova edizione mandata in onda direttamente dalla Sala Stampa dell’Ariston Roof di Sanremo… e non solo, allora seguiteci e conoscerete tutti i dettagli delle cinque serate. Dalle conferenze stampa, ai retroscena, al backstage e momenti esclusivi di là dello spettacolo sul palco, agli incontri con i big della musica, gli ospiti, le critiche, il dopo festival, fino ai VINCITORI della nuova edizione del Festival 2018, perché…“Sanremo è Sanremo!” Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Si è spento Gero Lombardo, procuratore ufficiale della Congregazione dei Servi della Caritá

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa - Angela Saieva. Si è spento d’improvviso, venerdì 12 gennaio a Tiefenbronn Gero Lombardo, procuratore del movimento laicale guanelliano ed ex allievo. Prontamente la comunità italiana di Pforzheim e circondario si è stretta al dolore dei familiari. Mentre, oltre al cordoglio, un accorato “GRAZIE” è arrivato anche da p. Luigi De Giambattista in nome della congregazione e dell’intera famiglia guanelliana, per tutto quello che il compianto Gero Lombardo è riuscito a fare nel suo mezzo secolo, o più, di vita vissuta in Germania. I padri guanelliani, don Arcangelo Biondo e don. Rocky Maria Arokiadoss Antonyraj della Missione Cattolica Italiana di Pforzheim, sono ancora sotto shock per l’inaspettata scomparsa. Profondamente provati per la perdita comunque di un caro fratello, si sono chiusi in preghiera. Una preghiera di suffragio che è stata detta per la sua anima che vuole offrire consolazione e serenità anche alla sua famiglia che come noi e gli innumerevoli amici lo piange e sente la sua mancanza, si legge in una nota di p. Luigi De Giambattista. Gero Lombardo ha sempre considerato il “Don Guanella” la sua famiglia allargata, sentendosi sempre figlio grato e devoto. Della sua missione ne ha fatta una passione. Si è speso in questi anni soprattutto a mettere in rete le nostre missioni di carità con la chiesa tedesca, sempre attenta e generosa nel rispondere agli appelli dei poveri. Come procuratore ufficiale della nostra congregazione in Germania, ha facilitato instancabilmente il flusso di aiuti e di solidarietà a beneficio di tante nostre comunità in Asia, Africa e America Latina. Un fiume di provvidenza che sta adesso arrivando grazie alla sua mediazione, perfino sulle sponde lontane delle Isole Solomon’s della Melanesia in Oceania. In questo momento i pensieri sono tanti e si accavallano. Nel mio viaggio di ritorno ho avuto modo di riflettere su ciò che realmente è stato mio padre in tutti questi anni, sia per me da figlio, sia per la comunità italiana emigrata in Germania. Una persona attiva, amante della vita, altruista, spesso di ottimo umore, ricco di buone intenzioni e propositi, ci dice il figlio maggiore Luca Lombardo che se pure molto provato con grande umiltà ci ha ricevuto. Pensi che, dopo la guerra, a soli quattordici anni e che oserei definirlo “il pastorello della provincia della Sicilia” senza una scuola e da solo si è trasferito a Roma nell’Istituto Don Guanella. Lì ha potuto studiare, farsi una sua posizione e raggiungere grandi risultati e traguardi a livello affettivo, lavorativo e linguistico, tanto da riuscire ad arrivare a parlare sette lingue per adattarsi alla Regione ospitante. Ha preso così una buona piega laddove molti connazionali, se pur emigrati per lavoro, non hanno riflettuto l’importanza primaria che aveva imparare la lingua per integrarsi in terra sveva. Da una parte, come padre, mi manca il fatto di non averlo avuto spesso accanto nella mia infanzia, proprio perché essendo diventato anche un manager di una nota industria tedesca girava il mondo, Sud America, Iran, Irak, stando tal volta lontano da casa anche tre mesi; dall’altra, come uomo, mi consola il pensiero che in Germania è stato un punto cardine per l’italiano emigrato. Senza mai risparmiarsi e tirarsi indietro per il prossimo si reinventava pur di aiutare e venire in contro come poteva alle esigenze, ai disagi, alle difficoltà e alle priorità del nostro connazionale di Pforzheim e circondario. Si è impegnato molto nel sociale e nelle traduzioni tant'è che due anni dopo si è diplomato su questa materia. Mi chiedevo lusingato come poteva essere riuscito da italiano e da analfabeta ad avere raggiunto così tanti buoni rapporti con tutti questi Paesi Arabi e Latinoamericani e lui mi rispondeva con semplicità: che era la sua italianità a facilitargli i rapporti. Vi ringrazio per il pensiero che state dedicando a mio padre e per avermi dato l’opportunità e il piacere di parlare ancora di lui. Gero Lombardo, trapiantato in Germania dalla giovane età ma sempre con il cuore rivolto alla sua terra sicula, alla passione dell’Etna e al suo San Calogero di Naro, si è contraddistinto in terra sveva per il suo lavoro caritatevole e umanitario. Promotore e sostenitore di diversi progetti, è attraverso lui che nel 1992 nasce a Tiefenbronn la Procura Missionaria. Si consolida il tutto nel marzo 2009 con delega del superiore della Provincia Divina Provvidenza opera Don Guanella, con l’approvazione del Vescovo ausiliare dell’arcidiocesi di Friburgo in Brisgovia mons. Rainer Klug, come con quella dell'Associazione Procure Missionarie dei 120 ordini religiosi operanti in Germania. Il suo scopo principale in tutti questi anni è stato quello di raccogliere fondi per sostenere i progetti presentati dalle varie province guanelliane, in relazione con le missioni in Africa e Asia. Una realtà che ha coinvolto, di fatto, circa duecento ex allievi delle case guanelliane italiane di Naro in Sicilia, come quelle di Ceglie in Puglia, assieme ad una ventina di cooperatori tedeschi. Inizialmente sono stati raccolti fondi per piccoli e grandi progetti in Messico, Cile e poi in Hounduras, dove sono stati rinnovati locali di una casa per ragazzi di strada. L’organizzazione sin dai primi anni si è dedicata principalmente alla logistica e all’attivazione di un sito internet operando con tutte le agenzie di solidarietà cattoliche e luterane. Risultati che hanno portato in breve tempo a ricevere dalla cassa Medici e dentisti una donazione di quarantamila euro, destinata alla casa per disabili di Quezon City di Manila. Di seguito fu inserito nel programma anche un seminario in Inghilterra per la presentazione del carisma guanelliano e per un graduale sviluppo in Germania. Grazie al forte legame con i vecchi compagni di seminario guanelliano, Gero Lombardo è stato una fonte decisiva e dove, attraverso la Provvidenza, è stato possibile avvicinare e introdurre la congregazione dei Servi della Carità in terra tedesca. Sin da giovane emigrato incisivo è stata anche la sua preziosa collaborazione data alla Missione Cattolica Italiana di Pforzheim, come la sua presenza negli uffici pubblici da semplice mediatore, traduttore o di assistente sociale per la collettività italiana e che in tanti ancora adesso lo ricordano e lo ringraziano. La Missione Cattolica Italiana di Pforzheim ha ringraziato la presenza di chi rispettosi ha voluto dare l’ultimo saluto ai funerali del compianto fratello Gero Lombardo, tenutisi il 25 gennaio alle ore 14:00 a Mühlhausen. Da parte di tutta la redazione stampa del Corriere d’Italia, come quella televisiva di TeleVideoItalia.de va, unanime, il cordoglio sia alla sua famiglia e ai suoi figli, sia alla congregazione guanelliana dei servi della Carità e desidera ricordarlo in una delle sue molteplici presenze che hanno segnato il suo lungo cammino caritatevole. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Buon 2018 da parte dei padri guanelliani don Arcangelo Biondo e padre Rocky della Missione Cattolica

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa - Angela Saieva. Siamo entrati nel nuovo anno e il nostro pensiero ci ha condotto nel vedere come la comunità italiana del posto è riuscita ad abituarsi alla figura paterna del padre guanelliano don Arcangelo Biondo, il nuovo parroco insediato da circa sette mesi nella Missione Cattolica Italiana di Pforzheim in sostituzione a p.Wieslaw Baniak e che sta continuando in loco la sua corsa pastorale assieme all’ormai si fa per dire “veterano” padre Rocky Maria Arokiadoss Antonyraj, presente quest’ultimo da ben cinque anni in questa comunità italiana. La folta folla di fedeli che si riversa sia in chiesa sia presso la missione in ogni occasione, conferma senza dubbio la grande accoglienza riservata da parte della comunità del posto ai due “Servi della Carità” che con grande umiltà, serenità e fratellanza si presentano a loro. Nell’omelia tenutasi nel periodo natalizio presso la Barfüßerkirche i padri guanelliani don Arcangelo Biondo e don Rocky hanno reso partecipe gli italiani con un raduno, adorazione e con spirito di fratellanza hanno omaggiato inoltre i presenti con un concerto offerto generosamente dal cantante italiano pop tenore Enzo D' Eugenio, proseguendo con una tombolata in famiglia. Tra scambi di auguri i due presuli hanno infine ringraziano calorosamente tutti quelli che li hanno e che continuano a sostenerli in questo cammino pastorale, contribuendo, di fatto, ad arricchire e aderire a ogni loro invito e iniziativa. Nemmeno il forte gelo e la neve di queste ultime settimane sono riusciti a fermare i due padri armati di fede, speranza e tanta carità nel venire incontro, aiutare e stare vicino al prossimo e ai meno fortunati. Cogliamo l’occasione di ringraziare ancora una volta da una parte: la venuta dalla Spagna di padre Fabio Pallotta per avere aderito al nostro invito del primo Avvento, avuto proprio settimane fa nella nostra missione di Pforzheim, e per averci dato nuovi input caritatevoli; dall’altra tutta la nostra comunità che generosamente è stata presente nei nostri programmi di fine anno. Lo stesso in quanti della Missione Cattolica Italiana di Pforzheim e dintorni sceglieranno di trascorrere e condividere ancora una volta con noi queste grandi esperienze e avvenimenti previsti durante tutto il periodo del nuovo anno. Dalla festa di Santa Claus protettore dei bambini che si terrà proprio il 6 di gennaio nella nostra missione a Pforzheim e dove tutti sono invitati. Seguirà in avanti la festa di carnevale, la Via Crucis, la domenica delle Palme, il Triduo Pasquale con l’Adorazione del Sepolcro, la Santa Pasqua, le comunioni, le cresime. E ancora la Festa di San Calogero, la Festa Internazionale delle Missioni, la Lichtprozession in onore della Madonna di Fatima, la Festa di San Luigi Guanella, come quella della Madre della Divina Provvidenza. Non mancheranno di certo i pellegrinaggi a Cracovia, a Fatima, a Lourdes, a Medjugorje, a Zwiefalten al Santuario Mariano. Senza però dimenticare le due importanti date del Cammino di Santiago, il 7 - 15 luglio e il 18 - 26 agosto 2018, rivolte ai nostri giovani da diciotto ai trentacinque anni e che saranno seguite in prima persona da padre Fabio Pallotta. Auspico che la ricca stesura di programmi, avvenimenti, progetti, feste, come anche le diverse meditazioni e preghiere che saranno recitate in diverse occasioni presso la nostra missione e non solo, continuino a essere occasioni d’incontri, di gioia e importanti riflessioni. In chiesa è stata distribuita anche una nostra lettera aperta che invita a incontrare Gesù nella confessione, a creare fraternità con una tombola in famiglia e lanciare il primo concorso di un presepe, proprio per tenere viva la tradizione italiana di San Francesco e dove la storia racconta che, quando tornava dalla terra santa, aveva la passione di fare un presepe vivente. La stessa cosa che desideriamo fortemente che si realizzi d’ora in avanti anche qui da noi nella nostra missione, attraverso la nostra comunità di Pforzheim. Mi rendo conto che i ritmi della quotidianità in Germania sono ben diversi e lontani dalla nostra Italia e aimè… ho notato anche dal nostro Dio, ma la vostra presenza mi fa ben sperare e a maggior ragione mi spinge a incoraggiarvi sempre più a ricompattarci almeno il sabato e la domenica. Abbiamo numerosi progetti e programmi in atto davvero imperdibili. Preghiamo pertanto tutti voi di prendere atto, farne tesoro di tutto questo e insieme renderli possibili. Per noi appartenenti alla congregazione dei Servi della Carità e prendendo sempre spunto di quanto il nostro Santo fondatore don Luigi Guanella ci ha insegnato, è il nostro principale obiettivo confidare in noi e nella comunità che ci circonda incoraggiando ad aprire sempre più le porte del nostro cuore nella solidarietà verso i più deboli, i poveri e i più bisognosi. Come invito tutti a fare un gesto caritativo anche per le Isole Salomone che è l’Avvento di fraternità e dove le quattro raccolte che faremo presso la Barfüßerkirche di Pforzheim sono destinati proprio alla comunità guanelliana delle Isole Salomone che sono ancora allo stato primitivo. Con gioia comunico anche che la Caritas di Pforzheim collabora a questo progetto e che i nostri italiani di Pforzheim stanno dando un forte esempio e per questo li ringraziamo fermamente. Altrettanto ringraziamo sia la vostra presenza stampa per l’attenzione che dedicate ogni volta ai nostri connazionali emigrati e per l’impegno che dedicate nel divulgare a tutti loro la nostra parola; sia quella di TeleVideoItalia.de che in collaborazione con gli studi di SDA FotoVideo Production realizzano ogni volta per l’occasione dei servizi televisivi. Con l’auspicio di trovare in questo nuovo anno maggiore presenza, solidarietà e spiritualità nella nostra comunità e di triplicare anche la presenza di giovani… TANTI e TANTI GIOVANI nella nostra missione poiché abbiamo grandi progetti anche per tutti loro pronti per essere messi in pratica, il mio confratello padre Rocky ed io padre Arcangelo Biondo auguriamo a tutti voi, nessuno escluso, un buon anno ricco di gioia, di serenità e di speranza. Alleluia! Il servizio televisivo é redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production e visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Per il Cammino di Santiago Padre Fabio Pallotta incontra la comunità Cattolica Italiana di Pforzheim

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa - Angela Saieva. In occasione degli incontri di ritorno per i pellegrini sul Cammino di Santiago, il padre superiore della missione dei Guanelliani e cappellano degli italiani nella Cattedrale di Santiago Fabio Pallotta ha giunto alle sue tappe anche quella di Pforzheim. La presenza fortemente voluta dai padri guanelliani della Missione Cattolica Italiana della Città tedesca, don Arcangelo Biondo e padre Rocky, ha portato esito positivo. È un piacere ospitare padre Fabio Pallotta nella nostra missione a Pforzheim. A lui va un grazie per la sua fraterna presenza, per avere accettato il nostro invito, per averci lasciato degli input e fatto aprire nuove forme di povertà. Noi abbiamo seguito il nostro cuore e le parole di don Luigi Gian Battista, ci dice padre Arcangelo Biondo, che ci raccomandava nella sua recente visita di aprire ponti. La venuta di padre Fabio Pallotta in Germania s’intreccia con il primo Avvento, il primo dell’anno inteso come capodanno dei cristiani, e il forte desiderio di propagandare il Cammino di Santiago anche nella nostra comunità a Pforzheim. L'accoglienza già da stamani in chiesa è stata calorosamente sentita, adesso quello che mi auspico è di avere e stimolare tanti giovani italiani della nostra comunità a fare questa bellissima esperienza spirituale sul Cammino di Santiago. Io ho bei ricordi di padre Fabio Pallotta quando ero a Roma studiavo teologia, aggiunge ai nostri microfoni padre Rocky Maria Arokiadoss Antonyraj. Ricordo che andavo nella sua parrocchia e lo vedevo accerchiato da quattro cinquecento giovani e ammiravo orgogliosamente il suo carisma, la sua spiritualità e il suo modo di farsi seguire e ascoltare. Sicuramente anche lei avrà notato che è un bravo comunicatore e che in breve tempo riesce a dire tante cose. Oggi in chiesa ad esempio gioivo nel vedere con quanta attenzione e ammirazione i nostri fedeli seguivano padre Fabio, quando ha presieduto la santa messa. Con il suo modo simpatico e genuino nel dire le cose è stato in grado di entrare nell’animo dei presenti e a scoprire tante cose e questo contatto è da considerarsi un’occasione di vita, d’informazione e di sapienza. Ha un animo buono, gentile e caritatevole con tutti. Chiunque lo incontra non ha difficoltà di fare amicizia e di beneficiare della sua caritatevole bontà. Ricordo ancora le sue parole quando lo incontrai per la prima volta: tieni, mi disse, queste sono le chiavi e quello che è mio è anche tuo. Padre Fabio Pallotta è un grande dono per tutti, anche per noi sparsi in ventitré o ventisei paesi di tutto il mondo. Certo, ognuno di noi svolge un compito ben preciso, chi nella liturgia chi nei pellegrinaggi e quant’altro ma ritengo che padre Fabio Pallotta sia competente nell’eseguire e approfondire lo studio del nostro fondatore Don Guanella. Lavoro nella Missione Italiana dei Guanelliani sul Cammino di Santiago e devo dire che tutto ciò si basa proprio su questo, ci spiega padre Fabio Pallotta. Sarebbe giusto comunque partire da sette anni fa quando, nelle due ultime tappe del cammino che arriva alla Santiago de Compostela sull’antica via dei pellegrini, è stata aperta dall’opera di Don Guanella una Missione Guanelliana. A noi sono stati affidati appunto le due ultime tappe finali, l’itinerario tradizionale francese che parte dall’abbazia di Cluny e l’ultima tappa del cammino Francese, l’ARCA, quella erroneamente chiamata Pedrouzo. Abbiamo in cura e accogliamo spiritualmente i pellegrini provenienti da tutto il mondo e parliamo di una popolazione dai quattro ai cinquecentomila l’anno che passa per questo sentiero francese. Padre Fabio, dove nostro Signore predicava il Vangelo, oggi ci sono luoghi di culto. Cosa l’ha spinta a percorrere questo primitivo cammino spirituale e cosa le manca per avere fatto questa scelta di vita? In realtà, l’opera di Don Guanella, si è aperta a questa forma nuova di annunciare il Vangelo nel 2010. Io ero allora parroco in Puglia e terminavo il mio decennale servizio pastorale ad Albero bello, la Città dei trulli. Tra le diverse proposte che mi fecero di dove essere trasferito, proposi io ai miei superiori di metterci a Santiago de Compostela, giacché il mondo oggi va proprio lì. Farci trovare dove i fedeli passano, è un modo semplice per annunciare il nostro Vangelo. La differenza a mio avviso sta nel non dipendere dai parrocchiani che vengono in Messa ma farsi trovare là dove passano numerosi. Il progetto è partito come un esperimento o per meglio dire una scommessa e mi trovo invece lì da ben sette anni, mi creda dunque se dico che nulla è più definitivo delle cose provvisorie da noi. Sono partito allora con un anziano padre italiano della zona di Monza, dalla Brianza. Oggi siamo in quattro, due dall’india, anche per coprire diverse e vaste aree linguistiche, poiché ognuno ha il piacere e l’opportunità di ascoltare e confessarsi nella propria lingua madre e fare le proprie meditazioni. Ammetto che in Spagna mi trovo benissimo se non fosse solo per mamma che è in Italia. Non nascondo che mi piacerebbe tanto, se fosse possibile, tornare in Italia e dedicarmi proprio allo studio del nostro fondatore, alla sua diffusione e conoscenza. Di questo ho parlato anche con i miei superiori. Vado spesso in Africa, in India e in America a parlare del nostro fondatore don Guanella, anche perché non abbiamo nessuno che lo fa o, forse perché nessuno può competere con me, scherzando ci dice. No, in realtà credo di fare bene la mia missione e a maggior ragione potrei dedicarmici in pieno. Padre Fabio, quale importante missione e ruolo veste ed ha la vostra grande famiglia guanelliana a Santiago de Compostela? Amministriamo i sacramenti, ascolti, dialogo, confessioni, conferenze, dando un senso e un itinerario specifico anche ai nostri italiani di quello che si sta facendo. Animiamo inoltre il vero e proprio cammino a Santiago, un’esperienza che molti oggi fanno in un modo snaturato, agonistico, magari paesaggistico o semplicemente esistenziali e non percepiscono realmente il vero significato di tale pellegrinaggio. La nostra missione consiste nel ridare la possibilità alle persone di fargli vivere l’esperienza che anticamente i pellegrini con le loro norme e le loro caratteristiche facevano. Abitualmente guidiamo due tre pellegrinaggi l’anno riservati ai giovani di una fascia che varia dai diciotto ai trentacinque anni. Sono un centocinquanta suddivisi in gruppi di circa cinquanta ognuno. Quale tipo di popolo s’incammina in questo luogo sacro ma soprattutto, cosa cerca? Un popolo vastissimo. Dal semplice fedele, al bigotto tradizionale al giovane ragazzo di parrocchia. Dalle famiglie che si sfasciano, che hanno perso un figlio, che ha avuto un incidente stradale o un matrimonio fallito, a quelle che hanno sofferto di malattie improvvise o abbandoni. Vengono terroristi, persone che hanno commesso dei reati gravi e non sono stati ne trovati ne puniti e quindi vengono con un senso di colpa e una voglia di rinascita. Circa tre anni fa è passato anche uno degli autori della strage nella stazione di Bologna. Sul Cammino di Santiago trovi un popolo che arriva da tutta Europa e con o non un piccolo o grande problema. Tutto questo si è generato credo per una specie di moda partita dagli anni novanta, soprattutto da Assisi, quando dei francescani del posto facevano e animavano le famose giornate per i giovani. Indipendentemente dal fatto che fossero irrequieti, depressi o coperti di un lutto, disoccupati o disavventurati, consigliavano loro comunque di andare a fare il Cammino di Santiago. Oggi arriva un popolo di gente che cerca chissà che ma a Santiago non c’è la soluzione dei loro problemi anzi, metaforicamente parlando, chi viene lì con cinque se ne ritorna a casa con otto e con le gambe che gli fanno male e con qualche soldo in meno. In realtà chi va a Santiago de Compostela e ha fatto il cammino nella verità, ha conosciuto solo e realmente un po’ se stesso, che non è poco. Per questo invito chiunque ad abbracciare questa esperienza. A Santiago de Compostela che tipo di pellegrino arriva e chi trova ad attenderli in questo cammino? A mio avviso, il popolo che arriva sul Cammino di Santiago è un certo tipo di popolo che in gran parte è abbastanza lontano dalla pratica religiosa. In realtà è un po’ come diceva lei inizialmente, il nostro è un annuncio di strada e il pellegrino quando arriva non trova nulla di strutturato ma solo una chiesa e un prete seduto pronto ad ascoltarlo e a fargli aprire il suo cuore, sempre se lo vogliono. La cosa più sorprendente è l’incontro con le situazioni umane di questa gente che si apre con noi per la prima volta e raccontano le loro fragilità senza tanti timori, anche perché nel loro abituale di vita di norma non si rivelano e non raccontano così facilmente di se nemmeno al loro parroco. Magari non lo vede dalla sua prima comunione. Questo avviene un po’ per l’imbarazzo e un po’ per lo scrupolo di essere conosciuto, criticato o malvisto dato che si trova nella sua stessa località. Per questo è importante che chi arrivi lì, trovi un’esperienza di chiesa, gente che prega, che l’aiuta a pregare e a ritrovare in qualche modo la vita sacramentale. É in grado di raccontarci delle emozioni e dove incontra maggiormente i nostri connazionali? Si, l’impatto più forte è trovare da una parte il grande regalo che ti fa la gente che si scopre e che ti raccontano storie che tu non immaginavi mai ti dicessero e quindi entri nel loro animo; dall’altra avere una grande responsabilità e non tradire la loro sensibilità, perché per un credente che si trova davanti ad un prete che non conosce e mette a nudo la propria identità vuol dire davvero tanto. Stando alle emozioni che lei mi chiede inoltre è lo scoprire come si spezzano, come piangono, come si emozionano in questo Cammino di Santiago. È un percorso che ti regala esperienze forti non solo di livello fisico ma anche umano e riflessivo poiché in questa quotidianità frenetica che ci circonda, non si trova nemmeno più il tempo per fermarsi un po’ a riflettere tanto meno a piangere. Eppure ne vedo tanti che in questo percorso piangono. È giusto porre comunque l’accento anche sul fatto che mentre sul cammino francese che è il più centrale intercettiamo una percentuale alta ma parziale di pellegrini italiani, nella cattedrale della Città di Santiago dove si uniscono tutti gli otto nove cammini e dove sono situate le varie cappelle, c’è anche quella per gli italiani. É lì che li incontriamo proprio tutti i nostri connazionali e li accogliamo con la catechesi, con la santa messa e con una guida ben precisa. Per terminare questo nostro straordinario incontro padre Fabio Pallotta, tra tutti suoi impegni com’è riuscito a scrivere anche dei libri? All’interno di Don Guanella uno dei problemi che si è posto dopo la sua morte, è stato un po’ l’aspetto dello studio del fondatore. Nascono così degli esperti della sua vita biografica, dei suoi scritti, della sua spiritualità. Nella nostra congregazione guanelliana, diversi sono stati i sacerdoti esperti che si sono cimentati in questo campo e due in particolare intenti a completare questo quadro essenziale rimasto incompleto, poiché prematuramente scomparsi. Di fatti oggi ci sono molti campi scoperti delle indagini fatte su Don Guanella. Ad esempio, non è mai stato studiato a fondo l’epistolario di Don Guanella che sono un quattromila lettere e ce ne sono ancora un migliaio in giro negli archivi, alcuni forse anche in Germania e che bisogna recuperare. L’epistolario per la conoscenza di una persona è una fonte viva, perché raccogli le sue battute, delle domande, delle esclamazioni, dei suoi rimproveri e quant’altro che nei libri di spiritualità non trovi. Insomma, l’epistolario è interessantissimo. É come avere Don Guanella a telefono, più naturale. Io ero ancora seminarista quando ho intrapreso questi studi storici e spirituali di Don Guanella, quindi parlo di trent’anni fa. Conoscere la sua idea di mondo, di uomo, di società, di progresso e di chiesa che aveva, spiritualmente mi affascina. Noi annunciamo il Vangelo sull’originale scia della sua epoca, dove lui ha dato una risposta interessandosi di mondi che in termini moderni oggi sono bene assistiti e in certe culture anche privilegiati. Parlo della disabilità, dell’anzianità, degli abbandonati, a quelli cui nessuno da una risposta, etc. e quindi mi sembra giusto adattarsi al mondo che cambia. A mio avviso dunque dobbiamo andare avanti, chiederci e aiutare chi oggi sono realmente scoperti e senza tutela solo in questo modo possiamo seguire le sue orme. Desidero ringraziare la vostra presenza e la grande attenzione che mi avete dedicato e, giacché siete in grado di arrivare a tutti i nostri connazionali italiani residenti in Germania e oltre, permettetemi di terminare questo nostro incontro nel chiedervi di divulgare un nostro invito rivolto a tutta la popolazione italiana. Ogni anno facciamo il Cammino di Santiago e nelle locandine che stiamo diffondendo attraverso le parrocchie, come nella Missione Cattolica Italiana di Pforzheim, ci sono due importanti date rivolte ai nostri giovani da diciotto ai trentacinque anni e che seguirò in prima persona il 7 -15 luglio e il 18 - 26 ad agosto 2018. Attendo una grande partecipazione perché ritengo che sia per tutti un’esperienza unica e da non mancare. Altre informazioni si possono trovare direttamente anche al sito www.guanellianidisantiago.it e www.donguanellaxte.com. Grazie infinitamente anche a te Angela e alla tua emittente TeleVideoItalia e al Corriere d'Italia per cui scrivi e che in cooperazione con gli studi di SDA FotoVideo Production state realizzando per l’occasione anche un servizio televisivo, rendendo sicuramente questo nostro breve incontro più interessante e con immagini suggestive. Il servizio televisivo, sará redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Intervista a Nino D'Angelo in Concerto 6.0 Visibilmente emozionato, il Re della musica partenope

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. L’inconfondibile voce partenopea che dagli anni ottanta ha saputo raccontare e portare la sua Napoli in giro per il mondo, ha completato le due importanti tappe in suolo tedesco. Il cantautore napoletano Nino D’Angelo ha presentato racchiuso nel suo show evento “Concerto 6.0” un triplo cd contenente anche il dvd dello spettacolo live aperto a giugno di quest’anno nella sua Napoli in occasione del suo sessantesimo compleanno. Con l’inimitabile voce ha continuato a emozionare i suoi fan anche domenica15 ottobre a Ludwigsburg. il Corriere d’Italia ha incontrato il loro mito. Partiamo subito dal Concerto 6.0. Un triplo cd contenente anche il dvd del suo live al San Paolo di Napoli dove ha festeggiato i suoi sessant’anni, di cui quaranta sui palchi di tutta Europa e oltre. É la fine di un percorso di esami, per modo dire. Esami che non finiscono mai. Cantare poi nello stadio così importante della mia amata Città per me, che ne sono anche un grande tifoso e ciò fatto pure un film, è stato davvero il mio più grande esame. È stato un cammino abbastanza lungo il mio e che mi auguro non finisca mai. Lei ha vinto diversi premi, il David di Donatello come miglior musicista e un Nastro d’argento per la migliore musica per il film “Tano da morire”. Ha vinto il Premio Settimana Internazionale della Critica. Il Premio Leone del Futuro. Il Premio Venezia Opera Prima "Luigi De Laurentiis”. Insomma sia nella musica sia nel cinema ha raccolto grandi successi. Com’è arrivato a una miscela così importante? Sono dei meccanismi che nella canzone napoletana sono sempre esistite. Una volta esistevano le sceneggiate. Quando una canzone importante faceva successo, si realizzava la sceneggiata in teatro. Mentre all’epoca mia si facevano dei film. Che poi questa storia parte da molto più lontano. Prima di me ci sono stati i “musicarelli” di Little Tony, Gianni Morandi. Io ho semplicemente seguito le loro orme. Il mondo la ama e la generazione la segue. Quale suggerimento può dare per riferimento alle nuove generazioni d’interpreti? Io penso che uno debba credere in ciò che fa e soprattutto non mollare mai davanti a niente. Se c’è la passione e talento si arriva in qualsiasi parte, viceversa diventa difficile rendere concreto quello che si fa. Senza dubbio lei è un credente. Se crede anche a una rinascita, in tale caso, cosa non farebbe o rifarebbe per certo? Rifarei tutto quello che ho fatto, anche gli errori. Perché dagli errori ho imparato tante cose. Io devo dire che ho fatto una vita bellissima, mi sento un privilegiato e mai potrei cambiare in una mia seconda vita con un qualcosa che non conosco. Maestro, com’è riuscito a portare e far capire al modo la musica partenopea ma soprattutto a farla apprezzare e amare così? La musica non si capisce, la musica “è”. È un po’ come l’amore. È corretto dire: l’amore si sente, e non “l’amore non si sa”. La musica che fa la parola è il suono mediterraneo che abbiamo in noi. É attraverso questo suono che puoi arrivare dappertutto e farti capire in tutto il mondo, anche in un dialetto che per certi è incomprendibile. Che cosa si porterà di questo tour in Germania, inteso del suo connazionale? Premetto che in Germania non è la prima volta che vengo. In Germania ci sta l’Italia. L’Italia del sud. L’Italia che mi ama, mi emoziona, che porta la sua fatica e che mi segue ed è presente anche nei concerti che faccio, ed io mi sento in qualche modo un loro rappresentante. Pertanto bacio e abbraccio tutti gli italiani che vivono in Germania e dico loro viva l’Italia! Grazie Angela per essere venuta a trovarmi nuovamente con la tua emittente TeleVideoItalia anzi, attraverso te e il Corriere d'Italia per cui scrivi, colgo l'occasione di ringraziare pure tutti quanti gli italiani in Germania. Ciao, vi amo! Seppure visibilmente stanco dal concerto tenuto la sera prima e con le ore di viaggio sulle spalle, l’artista Nino D’Angelo appena arrivato non ha esitato a incontrarci e a dedicarci il suo prezioso tempo. Con lo stesso amore ed entusiasmo non si è fatto attendere molto anche dal suo pubblico che lo acclamava, regalando ben due ore di puro spettacolo. Emozionante è stata la scenografia digitale proiettata durante tutto il concerto. Sono state immagini che hanno percorso la sua storica vita, la sua bella Napoli, i suoi stracolmi concerti, fino ad arrivare alla dedica e all’umile inchino fatto da Nino D’Angelo alla proiezione sul mega schermo del mitico Pino Daniele. La chiusura del Concerto è stata davvero inaspettata per tutti, anche per lo stesso Nino D’Angelo che alla fine del suo concerto si è visto arrivare sul palco una gigantesca torta per i suoi sessant’anni, accompagnata da “Tanti auguri” cantata dal suo pubblico. Spiazzato e commosso ha ringraziato e allargando le sue braccia ha abbracciato metaforicamente tutti i presenti, stringendo fortemente chi gli ha fatto trovare in entrambe le serate questo grande e meraviglioso pubblico, Marco Pagano. La nostra grande storia artistica con Nino D’Angelo è incominciata nel duemila e quindici qui in Germania, ci dice emozionato Marco Pagano, l’organizzatore del duplice evento. Il mio sogno è stato sempre di realizzare un concerto in un’Arena e grazie a Nino D’Angelo tutto questo è stato possibile farlo in occasione proprio dei suoi sessant’anni. Se da una parte ringrazio il Re di Napoli Nino D’Angelo che mi ha sempre regalato grandi soddisfazioni e pure vero che ringrazio dall’altra principalmente la mia famiglia e a seguito il mio staff che mi ha supportato ventiquattro ore su ventiquattro, come mio fratello Antonio Pagano, Mike Floridia, Davide Deana e Angelo Marsiglia che mi hanno dato la forza di realizzare e concretare queste mie idee. Giuseppe Fascina inoltre, mi ha sostenuto e appoggiato non solo con la prevendita sul suo ticket service italiano ma anche moralmente e come amico. Più che uno staff è una grande famiglia. Senza di loro non sarei mai arrivato a tanto. La mia emozione davanti al pubblico di ieri e davanti a duemila persone avute oggi è indescrivibile e per questo il mio più grande e caloroso ringraziamento va indiscutibilmente a tutti loro che hanno aderito ai miei concerti, anche perché credo fermamente che: se l’artista senza la sua band non è nessuno, è altrettanto vero che noi organizzatori senza il nostro pubblico non siamo nessuno. Ringrazio di cuore anche tuo marito Dino e te Angela che con la tua emittente TeleVideoItalia mi avete prestato attenzione. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • A Pforzheim la comunità italiana accoglie il nuovo parroco, padre Arcangelo Biondo

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Domenica 17 settembre, una gremita folla di fedeli ha accolto presso la Barfüßerkirche e subito dopo presso la Missione Cattolica Italiana di Pforzheim il nuovo pastore guanelliano don Arcangelo Biondo. Tra le autorità ecclesiastiche del posto presente anche il decano Ihle Bernhard e p. Mette Johannes, mentre un calorosissimo saluto è arrivato all’uscente p. Wieslaw Baniak e di ben venuto al nuovo guanelliano p. Arcangelo Biondo da parte del delegato delle Missioni Cattoliche Italiane in Germania p. Tobia Bassanelli. Presente all’insediamento il consigliere generale p. Luigi Di Giambattista giunto direttamente da Roma per l’occasione. La chiesa letteralmente presa d’assedio da una folla festosa, ha salutato con commozione il sacerdote uscente e dato con un caloroso applauso il benvenuto al nuovo parroco in carica che proseguirà il cammino insieme a p. Rocky Maria Arokiadoss Antonyraj. L’inaspettato insediamento che ha sorpreso in parte la comunità italiana del posto, è dovuto semplicemente al fatto che necessitano missionari in Polonia ed essendo p. Wieslaw Baniak uno dei principali esperti e conosciuto nel territorio, la sua presenza e il suo intervento lì nella sua terra d’origine a Scavina, alla periferia di Cracovia, è necessaria se non proprio indispensabile per la continuità pastorale in quest’altra comunità rimasta spiritualmente scoperta e indifesa, ha spiegato ai nostri microfoni p. Luigi Di Giambattista. Tendo a ricordare a tutti i fedeli che è parte della nostra vita e della nostra scelta di servire il Signore e la chiesa come religiosi e come missionari sia per scelta di vita sia per vocazione e di andare là dove la nostra comunità, intesa congregazione di don Guanella, ci manda. Essendo presenti in ventitré nazioni e anche qui a Pforzheim, è un avvicendamento ordinario per noi e che qualche volta accelera un ricambio. La parola stessa che richiama l’essere pellegrini e no una chiesa in uscita, è quello che ci qualifica specialmente in questo tempo di Papa Francesco. Una chiesa che deve sentire questa passione della missione ovunque c’è bisogno di vangelo, per testimoniare l’amore di Dio. Cambiano dunque sì i pastori ma la continuità di un buon servizio pastorale anche nella comunità italiana a Pforzheim è garantita. Lascio con grande serenità e nelle buone mani dei miei confratelli p. Rocky e p. Arcangelo Biondo questa comunità italiana di Pforzheim, per dare volentieri una mano là dove necessita il mio aiuto, conferma p. Wieslaw. Come ho avuto modo di dirti durante il mio percorso pastorale a Pforzheim, siamo pellegrini del mondo fin dalla nostra formazione al sacerdozio. Conosciuti più come “servi della carità” noi guanelliani siamo preparati ad avere lo sguardo e il cuore aperto verso le varie culture, generazioni e zone che ci assegnano. Non c’è distinzione nell’aiutare il prossimo che sia anziano, giovane, bisognoso. A tale proposito tengo a ricordare che proprio a febbraio di quest’anno sulla Rai Uno è stato mandato in onda “Ho amici in Paradiso” una Fiction televisiva che ha riportato un grande successo e che ha visto proprio coinvolti da protagonisti i nostri ragazzi diversamente abili, chiamati da Don Guanella “buoni figli” e che invito tutta la popolazione a seguirlo. Sono partito dalla Polonia con una valigia e con quella ritorno nella mia terra d’origine, con serenità e ricco di esperienza. Porto senza dubbio nel mio cuore tutto il calore di questa gente che mi ha voluto e accolto bene, sia quanto coltivato assieme a loro e a p. Rocky in questi anni di mio mandato a Pforzheim. Abbraccio tutti dunque dicendo loro che questo non è un addio ma semplicemente un arrivederci. Un indaffarato e previdente padre Rocky aiutato dalla segretaria della missione Tina Marsella, ha curato nei minimi particolari l’evento preparando una conviviale senza precedenti, per accogliere sia la delegazione arrivata per l’occasione sia la comunità italiana del posto che ormai vive con loro come in una grande famiglia, per festeggiare insieme l’arrivo del nuovo parroco p. Arcangelo Biondo e augurare un buon rientro in Polonia all’uscente p. Wieslaw Baniak. Vedere questo passaggio è stato anche per noi della stampa un po’ come rivivere quei delicati momenti vissuti ca. quattro anni fa, quando padre Don Santi Mangiarratti da emerito lasciò dopo ben ventisette anni di sacerdozio a Pforzheim il suo posto ai sacerdoti guanelliani p. Wieslaw e p. Rocky. Inevitabile è stato anche notare il grande affetto delle persone verso i due presuli. Un attaccamento che va di là del sentimento umano e che indica il riconoscimento profondo dell’importanza del sacerdozio. Segno che il loro contributo guanelliano nella missione è stato altrettanto fondamentale e indiscutibilmente fortificato. Dal lato umano non nascondo la mia tristezza nel salutare il mio confratello p. Wieslaw Baniak, partner spirituale e compagno di viaggio caritatevole verso tutti, come altrettanto gioisco nel proseguire questo cammino con p. Arcangelo Biondo, timidamente ha aggiunto p. Rocky. Siamo una grande famiglia. Ci sentiamo accolti e amati da tutti per l’attenzione che offriamo soprattutto ai più deboli. La nostra identità guanelliana va sempre ad allargarsi con gli anni e anche se ci sono dei cambiamenti, la nostra famiglia avrà sempre una sua continuità. Noi siamo solo degli strumenti e cerchiamo di creare in meglio un’unica famiglia ovunque siamo e ovunque andiamo. Padre Arcangelo, non ha nascosto la sua trepidazione per la nuova responsabilitá di parroco a Pforzheim ringraziando vivamente anche p. Tobias Bassanelli per l’augurio inviato. Sono nato sessantuno anni fa a Terrasini in provincia di Palermo. La mia ultima diaconia è stata nella bella Città di Messina, dove mi sono prodigato in due belle parrocchie e dove di recente è nato anche un bell’oratorio titolato al nostro fondatore San Luigi Guanella, rispondendo a un bisogno del territorio. Tanto premesso, oggi inizia la mia nuova missione nella comunità italiana di Pforzheim all’insegna della dottrina Don Guanella, ha detto ai nostri microfoni il nuovo presule. Ho trovato qui delle basi solide lasciate dall’emerito confratello padre don Santi Mangiarratti e rafforzate da p. Rocky e p. Wieslaw e quindi più che cambiare qualcosa sono propenso a incoraggiare ancora di più quanto è stato fatto dai miei predecessori. Sono appena arrivato e mi sono già rimboccato le maniche. Oltre a tenere vivo il cammino dei sacramenti e della fede anche noi guanelliani abbiamo comunque il nostro sogno, quello di essere più attenti verso i poveri e i bisognosi. Dopo avere socializzato con il mio tom tom per evitare multe, scherzando termina p. Arcangelo, non mi resta altro che continuare il cammino iniziato, contando sempre sulla preziosa collaborazione di tutti, anche la vostra. Desidero visitare e conoscere tutta la mia comunità del posto e creare una grande rete di comunicazione e collaborazione pastorale affinché nessuno, incominciando dai più deboli, si senta escluso, solo o abbandonato. Con l’aiuto di Dio cercherò inoltre di dare il meglio di me, per la missione, per la comunità italiana del posto e non solo, per tutta la nostra unità pastorale guanelliana. In particolare, mi apro alla comunità parrocchiale di Pforzheim e dintorni con grande umanità, disponibilità e volontà di vivere la fede. Di aiutare il prossimo, soprattutto i bisognosi, dagli ammalati, ai carcerati, ai disabili fino ad arrivare ai giovani che mi auspico, dora in avanti, di vederne tanti. Grazie per l'attenzione datami con la sua emittente Angela TeleVideoItalia e attraverso lei con il Corriere d'Italia ma adesso, come si dice nel mio linguaggio siculo “pigliammu a zappa e lu zappuni e accuminciammu a zappá”. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con a SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • la Missione Cattolica Italiana di Pforzheim ospita la sua collettività e i membri del COM.IT.ES.

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Domenica 25 Giugno 2017 presso la Missione Cattolica Italiana di Pforrzheim, si è tenuta un’importante riunione ospitata in grande stile dai presuli guanelliani p.Wieslaw Baniak e p. Rocky (p. Maria Arokiadoss Antonyraj) e presieduta dal dott. Tommaso Conte presidente del COM.IT.ES. di Stoccarda e da un suo membro per Pforzheim Michele Bottazzo, da Tony Mazzaro responsabile dello IAL-CISL Germania, dal Console Generale d’Italia in Stoccarda Dott. Massimo Darchini in carica da appena tre mesi e che in qualità di ospite ha colto l’occasione per presentarsi alla comunità italiana di Pforzheim. La riunione doveva essere un’opportunità da parte dei membri di presentare i propri progetti e innovazioni soprattutto attraverso il mercato tecnologico, mentre da parte dei presenti di avere definitive risposte alle innumerevoli difficoltà che ancora oggi è costretta anche attraverso la “santa” burocrazia, a farci i conti. In parte così è stato, anche se in tanti sono rimasti con l’amaro in bocca per non avere avuto tale opportunità di parlare che gli si era presentata. Diversi temi dell’incontro erano certo di primaria importanza come servizi consolari e intervento scolastico e altrettanti temi di ordinaria amministrazione ma, a giudizio di certi, pare essersi prolungati nel dare risposta a casi singoli non dando spazio alle concrete risposte che la collettività si aspettava invece di ricevere. Non sono mancati momenti di accesi dibattiti e diverbi tra le parti ma sempre e naturalmente tutto si è svolto in modo abbastanza contenuto e con toni pacati. Alla riunione hanno partecipato dalle semplici famiglie, a docenti di scuole, a esponenti di spicco delle collettività come la v.P. della Deutsch Italienische Gesellschaft di Pforzheim Vittoria Eisen Minucciani; il membro della dell’ufficio immigrazione della Città Ignazio Minotta; il presidente del Centro Culturale Italiano di Pforzheim; il direttore del dipartimento artistico europa managing SDA Sanremo Eventi; il titolare del Ristorante Bellini, uno dei rinomati gestori gastronomici italiani a Pforzheim Enzo D’Eugenio. Gradita per la comunità del posto è stata persino la presenza di una personalità illustre del mondo parlamentare politico come l’onorevole Mario Caruso in partenza nuovamente per Roma e che ai nostri microfoni ha commentato così la sua presenza da cittadino pforzheimese: Non è stato uno sforzo venire oggi a questa riunione anzi, per me che da anni vivo in Germania a Pforzheim, non esserci sarebbe stato più fare un torto alla mia gente e alla mia appartenenza di pensiero. La nostra gente ha bisogno sempre di un certo tipo d’informazione che sia più un messaggio di farli sentire davvero in primo piano e non parlo solo degli italiani che vivono all’estero ma in generale, perché è quello che manca. Devo dirle che mi farebbe piacere poter condividere anche nel futuro queste iniziative e perché no, magari essere coinvolto fin dal primo momento e non arrivare a tempi quasi scaduti. Vent’anni di politica mi ha dato un forte segnale e dove io mi sono nutrito. Non c’è più bisogno per essere parlamentari confrontarti con il territorio e gli elettori. Sarebbe opportuno ritornare alla centrale di una politica dove, là dove si fanno le cose importanti, avere un qualcuno che ti rappresenta nelle opportuni sedi. Tutto questo è possibile solo se io conosco il mal di pancia e le gioie delle persone del posto. Io svolgo il mio lavoro con molta passione quello che ho fatto per tanti anni in Germania adesso lo faccio in Italia ma senza minimamente trascurare sia la Germania, dove ho le mie radici, sia in Europa. Con fierezza le dico che mi muovo e continuerò a girare come una trottola per il mio connazionale. Ciò mi da stimolo e sinergia alla mia persona. È la mia linfa quotidiana, conclude l'onorevole parlamentare Mario Caruso, e venire qua oggi mi ha caricato senza dubbio per le altre quattro settimane e aperto alcuni aspetti che andrò sicuramente a difendere per questo gruppo e me ne farò carico mettendo a conoscenza anche il primo cittadino della circoscrizione quindi un rappresentante dello stato, il Console Dott. Massimo Darchini, che è la persona che in qualche modo nel bene e nel male deve salvaguardare la nostra comunità. Per fare ciò bisogna anche essere però costruttivo verso di lui, verso le istituzioni e verso quanti effettivamente rappresentano la comunità italiana. Per venticinque anni sono stato membro del consiglio generale degli italiani all’estero. È dal novantuno che sono nel COM.IT.ES. di Stoccarda e oggi ne sono il coordinatore e quindi mi sento di dire che un minimo di esperienza l’ho accumulata in tutti questi anni. In una riunione e assemblea ordinaria fatta specie fuori, dove non sai chi viene e cosa è chiesto, è chiaro che cerchi di dare dei tempi ordinati un po’ a tutti, altrimenti il concetto non va in porto, si è espresso ai nostri microfoni dott. Tommaso Conte. L’idea è di andare fuori, farci conoscere, di far sapere ai nostri connazionali che si può fare di più e che, se arriva l’informazione giusta, si può rendere la vita più facile nei rapporti con l’autorità consolare. Le dirò di più, noi stiamo facendo tutto uno studio sui servizi consolari in Germania e pensiamo addirittura ad ottobre, in occasione della riunione in ambasciata, di presentare un libro sui servizi consolari proprio per avere più o meno una uniformità per tutta la Germania e che mette in primo piano il nostro connazionale ma non tanto chi lo deve dare il servizio ma chi lo deve ricevere attraverso le esigenze. Tenendo a maggior ragione presente che la collettività italiana diventa sempre più anziana e che non tutti hanno dimestichezza con i servizi telematici. L’augurio, aggiunge il presidente Tommaso Conte è di riuscire o perlomeno dare degli input ben definiti riuscendo, com’è già successo in questi ultimi quattro anni con il servizio scolastico, a migliorare tali servizi consolari verso la nostra collettività italiana. Vesto due ruoli molto importanti per la nostra collettività italiana, da un lato quello di essere consigliere della CGE Consiglio Generale degli Italiani all’estero e come espressione del comitato di coordinamento di riassunzione dei genitori del Baden-Württemberg, dall’altro essere il responsabile dell’Istituto IAL-CISL che gestisce oltre trecento corsi nella circoscrizione culturale di Stoccarda, ci spiega Tony Mazzaro. Quello che ho ascoltato oggi, più che essere delle problematiche sono prospettive e visioni che devono essere messi in campo. Tutto, per cercare d i dare uno stimolo motivato ai bambini che crescono oggi sempre più con tante lingue e culture, diversamente dai bambini degli anni settanta ottanta e che oggi sono genitori che hanno contratto un matrimonio con altre persone di nazionalità diversa e che quindi in casa parlano già altre lingue. Il nostro intervento s’intensifica nell’aprire due direzioni, quella di cercare di rendere “l’italiano” una lingua d’incontro di cultura europea e quindi aperta a tutti, partendo dall’asilo alla scuola primaria; secondo di non dimenticare che i genitori italiani hanno il ruolo non solo di mantenere un radicamento verso la propria cultura e la lingua italiana ma, per non rischiare di renderli demotivati, devono in qualche modo sostenerli anche nella progressione dell’apprendimento. Siamo attivi nella Città di Stoccarda e nelle province di competenza degli uffici di scuola del Consolato Generale d’Italia di Stoccarda. Mentre in termini ristretti il mandato è stato dato allo IAL per cui, intervenendo fino al lago di Costanza, è chiaro che noi abbiamo una grande responsabilità soprattutto per i bambini delle periferie che, come ho sempre sostenuto, hanno gli stessi diritti di chi vive nelle grandi Città. Rappresentando il mio connazionale a Pforzheim mi sono sentito in dovere oggi di fare sentire attraverso la mia voce delle reali problematiche che la mia gente a Pforzheim ha. Mi scuso magari se forse la mia alzata involontaria di voce e uscita un po’ fuori tono, ci dice Ignazio Minotta, ma di certo se mi sono lasciato andare non è più tanto per l’emotività del mio carattere italo-siciliano ma maggiormente per le tante persone che ascolto ormai da tanti anni e che non trovano mai una giusta risposta. Pertanto questa mia voce forte è stata l’insieme di un urlo della mia collettività. Sarebbe l’ora di trovare una definitiva soluzione alle loro problematiche intese non solo nei servizi consolari, per i nostri bambini nelle scuole, per la terza età, per i passaporti e per l’informazione giovanile. Mi sto battendo fermamente in questi anni per i servizi riguardanti in generale alla comunità italiana del posto ma soprattutto alle persone di mezza e terza età, della quale gravitano sugli stessi molte burocrazie. Ben vengano dunque in fretta anche possibili accordi con le istituzioni di competenza di collaborare con i vari enti e missionari locali di Pforzheim pur di alleviare tali e imbarazzanti situazioni che si prolungano ormai da troppo tempo. Mi auguro e come spero di avere capito oggi, si aprono davvero degli spiragli per risolvere tutte queste situazioni diventate pesanti per tutti. Premesso che sono da appena tre mesi in carica al Consolato Generale d'Italia a Stoccarda, mi sento di dire che più che essere attaccato, oggi ho trovato invece una comunità semplicemente desiderosa di essere guidata, aiutata, sostenuta e capita, ci dice Console Generale d’Italia in Stoccarda Dott. Massimo Darchini. I connazionali hanno posto legittimamente una serie di quesiti talaltro alcuni molto concreti e nel limite possibile è stata data loro non solo una risposta ma anche un’opportunità, invitandoli a visionare i nostri siti istituzionali del Consolato Generale. C’è effettivamente un potenziale Handicap per determinate pratiche da sviluppare per la terza età ma in genere cerchiamo sempre di andare incontro anche a queste difficoltà. Invito pertanto chi può, come di solito faccio, a segnalarci tali casi specifici intesi come disabili e anziani. Se si tratta di un servizio consolare di cui hanno bisogno, cerchiamo senza dubbio di venirgli incontro e dare loro una mano. La mia presenza, se pur da ospite, è stata in realtà un’occasione per presentarmi di persona ai miei connazionali, farmi conoscere, ascoltare la mia gente, i loro progetti, le loro idee, le loro difficoltà, le loro problematiche. Insomma, fargli capire che ci sono e che possono contare su di me. Del resto, sempre nei limiti a me concessi, dare l’opportunità a chiunque, cercare di venire incontro alle esigenze e difficoltà dei nostri connazionali, migliorare se non proprio al massimo risolvere determinate situazioni etc., è la mia priorità. Il messaggio che desidero fare arrivare a tutti i nostri connazionali, termina il dott. Massimo Darchini, è di contattarci, per tutti i servizi che ritengono una necessità, attraverso le modalità tecnologiche messe a disposizione come internet o anche attraverso le Missioni Cattoliche Italiane del posto, le Associazioni, il Com.It.Es. e i parlamentari eletti all’estero. Cerchiamo, laddove è possibile, di migliorare e rendere più efficaci i nostri servizi e per la nostra collettività italiana in Germania. Ringrazio per questo anche la presenza con la sua emittente TeleVideoItalia Angela e attraverso lei anche quella del Corriere d'Italia perché la ritengo importante, con voi il nostro messaggio sicuramente arriverà più forte e concreto ai nostri connazionali in generale. Giunti al termine del nostro reportage, prima di gradire il rinfresco gentilmente offertoci dai sacerdoti guanelliani p. Wieslaw Baniak e p. Rocky della Missione Cattolica Italiana di Pforrzheim, gli stessi presuli terminano il nostro intervento dicendo: Questo incontro tenutosi nella nostra missione tra gli esponenti consolari e del COM.IT.ES. e la nostra collettività italiana del posto, pensiamo che sia stata molto importanti per chi ci vive e che spesso si confrontano con la quotidianità. La vista del Console Dott. Massimo Darchini inoltre è anche un altro grande aspetto familiare della nostra Italia che dimostra che anche lei si preoccupa davvero dei propri figli italiani emigrati. Questa è l’ennesima opportunità di creare e cercare di mantenere solida una famiglia così come noi missionari guanelliani lo facciamo dal lato umanitario, spirituale e cattolico essendo rappresentanti della chiesa, loro lo fanno dal lato comunitario, sociale, educativo e informativo essendo rappresentanti degli italiani all’estero, commenta p. Wieslaw Baniak. Siamo contenti non solo per essere riusciti a ospitare entrambi le classi sociali e partecipare a questo confronto diretto tra, chi deve dare un servizio e chi riceverlo. Noi siamo stati in qualche modo degli intermediari o per meglio dire un’ancora dove la comunità italiana si è potuta finalmente incontrare con gli esponenti di varie sedi ed esprimersi in meglio sulle loro esigenze e difficoltà, ci dice p. Rocky. Termino dicendo che noi tutti abbiamo dei diritti e dei doveri e dobbiamo capirci bene senza mettere a disagio il prossimo. Ben venga quindi anche il nostro aiuto nella missione nel limite concesso, se ciò può risolvere o al massimo venire in contro a delle esigenze e problemi dei nostri connazionali italiani emigrati. Abbiamo seguito con attenzione il confronto che c’è stato oggi, pone l'accento p. Rocky, e siamo pronti ad esempio anche noi a ospitare nella nostra missione dei corsi d’italiano, come anche accogliere se ci sono delle novità e progetti per i giovani come per gli anziani, se ci mettono all’attenzione. Noi siamo pronti a collaborare, sempre e comunque. Mi permetto di farvi osservare una cosa, il nostro compito primario come sacerdoti guanelliani è ospitalità, gentilezza, modo di esprimersi. È cosi che nel maggiore dei casi si ottieni molte più cose. Suggerisco pertanto a tutti gli italiani che aderiscono a tali incontri senza dubbio istruttivi di ambo leparti, di avere e fare un maggiore dialogo per capirci meglio. Auguriamo ogni bene e che il nostro messaggio arrivi e che nasca e magari si concretizzi un qualcosa anche da noi ministri guanelliani qui in Germania e nella nostra missione a Pforzheim. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • A Pforzheim in ventiquattro ricevono il sigillo dello Spirito Santo da Mons. Michael Gerber

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. La presenza del ministro della Confermazione, il Vescovo, è senz’altro occasione e dono del Signore per una vera e propria rivitalizzazione di un tessuto ecclesiale che ai fedeli da una forte e incisiva testimonianza di fede nelle comunità religiose, così come nella propria appartenenza alla Chiese e alla fede apostolica e cattolica. Ed è questo ciò che si è realizzato anche sabato 3 giugno 2017 presso la chiesa St. Antoniuskirche di Pforzheim. Ventiquattro i giovani cresimandi hanno ricevuto il sigillo dello Spirito Santo, la Cresima, dalle mani del Vescovo ausiliare di Freiburg Sua Eccellenza Mons. Michael Gerber con i concelebranti p. Wieslaw Baniak e p. Rocky Maria Arokiadoss della Missione Cattolica Italiana di Pforzheim: Accardo Gioacchino accompagnato dal padrino Accardo Angelo, Alfieri Gessica con il padrino Palmerino Graziano, Angiolello Alessia con la madrina Bonacci Squadrito Carola, Angiolello Francesco con il padrino Crea Alessandro, Bonaffini Sebastiano con il padrino Oliva Massimo, Caffarelli Dario con la madrina Di Naro Federica, Capanna Giovanni con il padrino Troisi Francesco, Curcio Jeanette Maria con la madrina Muscara Laura, D’Alessandro Antonio con il padrino Bonvissuto Calogero, De Vito Francesca con il padrino Chodzinski Steckelberg Dana, Elia Stefano Antonio con il padrino Santaniello Francesco, Esposito Enrico con il padrino Sarto Domenico, Garripoli Marina con la madrina Garripoli Jessica, Innocente Valentina con la madrina Leuci Stefania, La Pietra Giuseppe con il padrino Misuraca Enrico, La Pietra Nicola con il padrino Misuraca Alessandro, Mancuso Alessia con la madrina Salaris Claudia, Mastromatteo Francesco con la madrina Mastromatteo Incoronata, Miccichè Anna Maria con la madrina Agozzino Cettina, Pontonio Maria con la madrina Coletta Teresa, Puma Elisa con il padrino Basile Franco, Serravalle Vanessa con la madrina Rizzo Federica,Tarantino Raffaele con la madrina Di Naro Tiziana,Vigilante Alessandro con la madrina Paulina Strozek. Il maggior numero di cresimandi che hanno seguito il corso presso la Missione Cattolica Italiana di Pforzheim è giunto alla Confermazione attraverso un adeguato accompagnamento catechetico e preparazione con la preghiera guidata con dedizione dai sacerdoti guanelliani p. Wieslaw Baniak, p. Rocky e la catechista Michela Raspa Carrara, per offrirsi con maggiore disponibilità all'azione dello Spirito Santo. Nemmeno l’improvvisa e spaventosa pioggia imbattuta durante la celebrazione della Santa Messa ha scalfito la gremita folla, la forte emozione dei candidati e la parola di Mons. Michael Gerber che al fatto ha dato invece una giusta spiegazione: vedete, questo è segno del Signore che invita a entrare anche chi è rimasto fuori dalla chiesa. Questa è la casa di Dio e questa è la vostra casa. Impeccabile è stata anche la coordinazione dell’intero gruppo di cresimandi brillantemente eseguita sin dalle prove generali, tenutasi durante la settimana dal chitarrista della missione Nino Carrara e la sua consorte Michela Raspa, e seguita fino alla fine della celebrazione della Santa Messa. Sono contento di essere ritornato per la seconda volta qui a Pforzheim per incontrare la comunità italiana e i miei fratelli guanelliani p. Wieslaw e p. Rocky della Missione Cattolica Italiana di Pforzheim. Anche la vostra presenza mi è lieta e benedico sia il vostro lavoro mediatico fatto con professionalità e massima discrezione sia l’attenzione dedicata alla comunità nel divulgare questo evento ecclesiastico. Anche questo è un modo di segnare indelebile la parola di Dio scesa oggi sui fedeli e i cresimandi, ha detto ai nostri microfoni Sua Eccellenza il Vescovo Mons. Michael Gerber. Soddisfatti anche i presuli guanelliani p. Wieslaw e p. Rocky della missione di Pforzheim che gratificati dall’illustre presenza Mons. Michael Gerber nella liturgica manifestazione, sembrano essersi inseriti molto bene anche nella comunità italiana del posto. Pur essendo polacco io, appartengo alla provincia romana, a San Giuseppe della congregazione servi della carità e quindi automaticamente appartengo alla parte italiana. Ho iniziato la mia formazione, probandato e noviziato gli anni e studi di teologia con specializzazione, lavorando i primi nove anni di sacerdozio nelle nostre parrocchie di Roma e provincia, stando in contatto con gli italiani. Sono quindi, per modo di dire, un italiano adottivo, confessa p. Wieslaw Baniak. Dopo le ordinazioni sacerdotali insieme a un mio con fraterno siamo andati in Polonia per aprire la prima comunità guanelliana destinata a Cracovia, l’amatissima Città Reale del nostro Santo Padre Papa Francesco Karol Wojtyla, aprendo una casa per bambini orfani e famiglie disgregate dando così un forte segno della nostra spiritualità per come voleva la stessa curia. Certo che passare da un lavoro prestato ai disabili a Roma a dare un servizio concreto per i bambini e i disagiati in Polonia e poi a una realtà parrocchiale qui a Pforzheim legata più alla liturgia, è certo un’esperienza che mi mancava per completare il quadro o per meglio dire dare un tocco in più pastorale. Le nostre attività caritative maggiormente sono in Sicilia e in particolar modo noi guanelliani gestiamo proprio il santuario di San Calogero a Naro. Pforzheim, come ben sapete, conta un numero non indifferente di naresi e quindi a maggior ragione, tralasciando che siamo in Germania, con loro mi trovo in qualche modo a casa. L’incontro con l’italiano per me non è stato proprio un cambiamento. In questi tre anni e mezzo a Pforzheim abbiamo portato avanti con p. Rocky la cultura e la tradizione italiana. Del resto tutto si svolge in italiano dalle liturgie, alle messe domenicali, agli eventi come battesimi, comunioni, cresime e matrimoni, i pellegrinaggi a Lourdes, a Medjugorje e a Fatima. Siamo stati anche in Polonia a Cracovia in occasione della giornata mondiale della Gioventù, per fare anche l’incontro con il Santo Padre, conlude p. Wieslaw Baniak. Eseguiamo le manifestazioni popolari come il Don Guanella, San Calogero molto sentita questa dai naresi. Incontriamo chi è solo, gli ammalati e i bisognosi, diamo gli ultimi saluti ai connazionali emigrati partiti con la speranza di ritornare a rivedere da vivi la propria terra e che invece non ce l’anno fatta. Vivo pertanto questa mia nuova esperienza a Pforzheim con grande serenità. Sono contento perché sento che non sono qui per caso ma per volere e progetto di nostro Signore, Dio Padre. Vengo dall’India, un Paese di diverse religioni e culture in particolare quella ariana e quella dravidiana, ma la sua ricchezza è la spiritualità, l’ospitalità e la tranquillità che c’è nelle famiglie, afferma p. Rocky. Ecco, io porto tutto questo bagaglio con me, per cercare di aiutare anche gli altri. Ho un’esperienza di dieci anni di studi in Italia e altrettanti di servizio sacerdotali nelle Filippine e in India. Conosco bene l’italiano e quando mi è stato proposto di fare servizio per gli emigrati italiani qui a Pforzheim, l’ho sentito più come una sua chiamata divina. Ho accettato questa nuova avventura con gioia e devo dire che mi sono sentito accolto molto bene. Ci sono certo anche delle sfide e difficoltà da affrontare ma non ci scoraggiamo perché il volere e l’amore di Dio ci guida verso la perfezione. Senza l’amore e la crescita non esiste la perfezione e noi ce la mettiamo tutta per rimanere sempre in sintonia, per volere di Dio e dei nostri superiori. Siamo molto impegnati nelle nostre attività guanelliane e pastorali verso i migranti con ricchi progetti che naturalmente non mancheremo nel tenere informati anche voi. Cerchiamo di aiutare chiunque è in difficoltà e ci chiede una mano spirituale, un lavoro, una casa, delle medicine. Molti sono anche giovani e noi, nei limiti concessi lo facciamo, invitandoli però anche alla responsabilità della vita. San Luigi don Guanella nostro fondatore delle congregazioni “Servi della Carità” e “Figlie di Santa Maria della Provvidenza” diceva sempre come battuta che le difficoltà sono un seme di una strada giusta e buona, ci pone l’accento p. Wieslaw Baniak, la strada senza difficoltà è quella che porta alla rovina. Analizzando questi nostri anni d’insediamento nella comunità italiana di Pforzheim possiamo senz’altro dire che abbiamo visto di anno in anno un numero crescendo nella nostra comunità e quindi sia i nostri messaggi, le nostre opere e le difficoltà superate ci hanno rafforzato. Che i due presuli p. Wieslaw e p. Rocky sono stati accolti bene dai nostri connazionali non c’è alcun dubbio, conoscendo l’ospitalità, l’affetto e il buon senso civico che gran parte dell’italiano emigrato fortunatamente conserva. In missione, oltre alla parte liturgica che non manca mai, i due presuli si dedicano anche alla parte ricreativa collettiva e non mancano in certi casi anche gli scambi di ricette culinarie in missione con tanto di sedute a tavola. Sfide affrontate a suon di “pentole” da una parte con p. Rocky in veste cuoco che fa gustare prelibati piatti con spezie piccanti come madre natura indiana insegna, dall’altra gli italiani rispondono con spaghetti al sugo di pomodoro, basilico e parmigiano, il tutto digerito tra un caffè e una grande preghiera. La cosa ci diverte e p. Rocky prontamente risponde, essendo missionari la nostra attività comprende anche il farci tutto da soli, dal cucinare, al lavare i piatti, i panni e stirarli per l’occorrenza. In cucina ci alterniamo con p. Wieslaw, quando uno cucina l’altro lava i piatti ma di certo è lui il più bravo a cucinare in quanto, escludendo quella indiana che mi appartiene, conosce bene quella europea. L’armonia regna sovrana ma è ora di lasciarli in pace e nel ringraziarli per averci ospitato e dedicato il loro prezioso tempo p. Rocky desidera terminare l’intervista con una grande parola, FAMIGLIA... Il Santo Padre Papa Francesco ha scritto “Amoris Laetitia” esortazione apostolica post sinodale sull’amore della famiglia. Adesso la famiglia è in crisi. Va aiutata. Noi in qualche modo siamo partiti per aiutare queste famiglie in difficoltà. Portiamo loro ascolto e diamo consigli attingendo dalla parola di Dio, nostro Padre. Noi organizziamo lection divina, scegliamo i temi importanti per aiutarli. Portiamo la liturgia e i sacramenti della confessione per chiedere il perdono di Dio e per purificare il cuore. In questo modo, si comprende maggiormente l’importanza della Santa Messa. Per questo invitiamo tutti a venire la domenica in chiesa, perché è qui che si trova riparo. Il nostro compito è stare vicino alle famiglie in difficoltà, in crisi, ai separati poiché siamo sicuri che i loro giovani con l’aiuto e la parola di Dio saranno in un buon cammino. Stiamo inoltre vicino agli anziani, ai disabili e agli ammalati portando anche a loro conforto e la Santa comunione, nutrendoli del corpo di Cristo. Abbiamo un gruppo di lavoro, dove invitiamo le coppie nella nostra missione a testimoniare la vita famiglia ai giovani e a pregare. Organizziamo dei ritiri spirituali che coinvolgono non solo i cresimandi ma anche i genitori stessi, per vedere e capire l’importanza di questo ritiro. È anche di questo che la società ha bisogno, di recuperare la dimensione spirituale. Con l’amore e le nostre possibilità, attraverso anche voi della stampa che ci prestate attenzione, noi vogliamo trasmettere le nostre disponibilità verso tutti i bisognosi così per come vuole il nostro cuore e il fondatore Don Guanella ma senza farvi mancare l’attività pastorale. Lui diceva “Dio è Padre provvidente” ecco, noi abbiamo l’amore paterno quello di Dio e l’amore materno quello di Maria, e confidiamo in loro. Vi auguriamo a tutti, pace e bene, e grazie per l’ascolto. Per l'occasione é stato realizzato un Reportage dedicato all'operato in questi ca. quattro anni dei sacerdoti guanelliani, p. Wieslaw Baniak e p. Rocky Maria Arokiadoss, insediati presso la Missione Cattolica Italiana di Pforzheim. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • S.E. Monsignor Peter Birkhofer di Freiburg celebra le Cresime a Pforzheim

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. La Missione Cattolica Italiana di Pforzheim ha celebrato sabato 8 Giugno le Cresime, con la presenza di Sua Eccellenza Mons. Peter Birkhofer, nominato lo scorso anno Vescovo Ausiliare dell’arcidiocesi di Freiburg in Breisgau dal Santo Padre Papa Francesco. È stato un pomeriggio di festa per l’intera comunità italiana del posto che si è trovata a festeggiare nella vigilia di Pentecoste, anno C, sia la venuta di S.E. il Vescovo Mons. Peter Birkhofer, sia i cresimandi Amella Valeria, Azzellini Luca, Caramia Vita Maria, Guardavaccaro Fabio, Guardavaccaro Gianluca, Gallo Lucia, Giambra Raimondo, Guglielmino Vivien, Marino Maria Carmela, Taibi Adriana, Vedda Emanuele, Fabbrica Giuseppe, Stapane Manuel Dario. A ospitare la Celebrazione del Sacramento della Confermazione con i suoi numerosi fedeli, è stata la chiesa St. Antoniuskirche. È una chiesa in grado di ospitare la comunità italiana del posto che ha superato notevolmente la soglia dei novemila residenti, diversamente dalla storica ma piccolissima Barfüßerkirche, diventata ormai davvero insostenibile e sotto tanti punti di vista. La Santa messa, presieduta da Sua Eccellenza Mons. Peter Birkhofer, è stata portata a termine insieme ai concelebranti padri guanelliani, don Arcangelo Biondo e don Rocky Maria Arokiados Antonyraj, della Missione Cattolica Italiana di Pforzheim. Durante l’omelia chiaro è stato il messaggio di Mons. Peter Birkhofer, a tutti i fedeli presenti. Parole di esortazione e di amore sono state rivolte in particolare ai Cresimandi, ai Padrini, alle Madrine degli stessi e alle loro famiglie, ponendo l’accento sull’importanza della Cresima. Nel ricevere il sigillo dello Spirito Santo, in sintesi riformuliamo il concetto di Monsignore, si diventa testimoni di Gesù nel mondo. Questo è un sacramento che ricongiunge la persona a Dio. Come Gesù ha detto ai suoi Apostoli nel Vangelo di Giovanni: “Lo Spirito Santo c’è donato affinché possiamo testimoniare che Cristo è morto e risorto per costruire con Lui, una comunità di amore”. Tutti loro pertanto hanno il compito di aiutare, sostenere e guidare il cresimando nell’educazione alla vita cristiana. Non sono mancati momenti di commozione e particolari riflessioni. Mons. Peter Birkhofer è entrato subito in perfetta sintonia e sinergia con la comunità, con i cresimandi e i due presuli guanelliani del posto, padre Arcangelo e padre Rocky. Con il suo modo semplice e umile si è fatto amare sin da subito, proprio come solo un buon padre sa fare. Prima del suo rientro a Freiburg, presso la missione è stato allestito anche un rinfresco in suo onore. Si è soffermato più volte a sorridere, scherzare e a parlare con tutti, senza farsi negare, nemmeno ai nostri microfoni. È stato bello stare oggi insieme a questa comunità italiana e ai suoi cresimandi. Mi porto con certezza un piacevole ricordo di questa giornata, come altrettanto la grande accoglienza e assistenza avuta dai miei fratelli, Padre Arcangelo Biondo e Padre Rocky Maria Arokiados, nella loro Missione Cattolica Italiana di Pforzheim, ci dice Mons. Peter Birkhofer. Mi sono trovato davvero bene con tutti loro. Farò tesoro di quanto raccolto anche da questa comunità e darò attenzione a certe problematiche postemi all’attenzione anche da voi, come il caso di avere una Chiesa più grande e ospitale non a caso la St. Antoniuskirche. Di certo manca un numero adeguato di sacerdoti e, chissà che non possa essere proprio don Rocky a presiederla. Vaglierò la situazione. Vi rendo merito per come rispettosi avete anche voi seguito l’intera celebrazione e per come contribuite, attraverso il vostro impeccabile lavoro mediatico, sia a diffondere la parola di nostro Signore Gesù Cristo presa dalla bocca dei nostri confratelli, sia a farci captare tali messaggi costruttivi e indirizzati a un miglioramento e riavvicinamento alla chiesa e alla fede cristiana. Premesso che è la prima volta che accogliamo Mons. Peter Birkhofer nella nostra Missione a Pforzheim el’emozione e la gioia immensa hanno preso un po’ il sopravvento ma del resto è pur vero che, non capita tutti i giorni ricevere un Vescovo nella nostra casa. In questo giorno di festa, di fede e di preghiera ritengo che anche questo, è un dono in più che il nostro Signor Dio Padre ci ha voluto fare. Ai nostri ragazzi ripetiamo il concetto che, con il sacramento della Cresima, i battezzati sono maggiormente vincolati alla Chiesa e arricchiti da una speciale forza dello Spirito Santo. In questo modo sono invitati a diffondere e a difendere con la parola e con l’opera la fede, come veri testimoni di Cristo, ci dice Padre Arcangelo. Non vorrei essere retorico cara Angela ma come detto il mese scorso, in occasione della celebrazione delle Prime Comunioni, mi auspico che anche i nostri cresimandi continuino a seguire questo percorso di fede iniziato attraverso la nostra missione. È bello vederli, se non dico sempre, almeno ogni domenica alla Santa Messa. Approfitto ancora una volta dei vostri microfoni per ricordare alla nostra comunità italiana pforzheimese che nella nostra Missione ci sono e sono nate altrettanti grandi iniziative, da quelle culturali, ricreative e canore, al culto e preghiera, al servizio pastorale per gli ammalati e gli anziani, consolazione per le famiglie colpite da lutto fatte attraverso la visita, il raduno preghiera, la confessione sacramentale, la comunione eucaristica, l’unzione dei malati e l’intercessione con il rosario mariano. Non per ultimo è nato anche il Rinnovamento dello Spirito Santo, diretto da Annibale Carrara. La nostra Missione di Pforzheim è aperta a tutti. Un grazie particolare da parte mia, da padre Rocky e della nostra Missione Cattolica Italiana di Pforzheim va a Sua Eccellenza Monsignor Peter Birkhofer, per avere amministrato il sacramento ai nostri giovani e per avere accettato il nostro invito, termina don Arcangelo Biondo. Ringrazio Annibale e Michela Carrara che insieme a don Rocky e me, hanno preparato, guidato e accompagnato per diversi mesi con assiduità i cresimandi, con le Sacre Scritture, con la preghiera, fino a mantenere un certo equilibrio in chiesa per ricevere il Santo Sigillo. Grazie anche al coro diretto dallo stesso Annibale Carrara; la nostra comunità per i doni e le offerte ricevuti durante la Santa Messa; voi di TeleVdeoItalia.de, SDA FotoVideo Production e Corriere d’Italia che con la vostra presenza e i vostri servizi video, tv e stampa, da anni state vicino ai nostri connazionali italiani e divulgate le nostre parole e i nostri sentimenti; l’ encomiabile lavoro della segretaria della missione Tina Marsella, come quello del veterano sacrestano Antonio Trovato che cura con amore e dedizione l’altare e la chiesa. Che Dio vi benedica tutti, Alleluia. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Il gruppo longevo I Teppisti dei Sogni approda a Esslingen. Piccolo Fiore dove vai, non ha deluso le

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Sta riempendo tutte le sale la tournée in Europa e nel mondo dei Teppisti dei Sogni. Il longevo gruppo composto dal cantautore Salvo Romano, storica voce originale che ha regalato i più grandi successi degli ultimi cinquant’anni alla Band, è approdato finalmente anche in suolo tedesco. A Esslingen, accompagnato dai rinomati musicisti: il bassista Gil Lana, il chitarrista Tony Gambino e il batterista Beppe Maurici, il Corriere d’Italia li incontra per abbracciare e parlare di questi cinquant’anni di storia. Permettimi anzitutto di ringraziarti per questo nostro incontro Angela e per avere mantenuto la tua promessa che ci eravamo fatti anni fá, graditi miei ospiti te e tuo marito Dino in un nostro tour ad Agrigento, e cioé quella di tornare a trovarci con la tua tua emittente TeleVideoItalia Angela, qualora avremmo toccato i palchi della Germania. È vero, tra le opere più belle e conosciute del repertorio musicale dei Teppisti dei Sogni, spicca per eccellenza l’emblema o per meglio dire il "cavallo di battaglia" che ci porta in giro per il mondo “Piccolo fiore dove vai”. Ha venduto milioni di dischi in tutto il mondo e tutt'ora è presente nella top ten delle canzoni italiane più ballate nel mondo, anche se la nostra popolarità non è fatta solo di questa meravigliosa canzone ma di altrettanti grandi e importanti successi che hanno segnato la nostra storia, commenta il cantautore Salvo Romano, come ad esempio “Sai” che è la mia prima composizione, Salverò il mio Amore, La foglia, Incontro, Bimba dagli occhi verdi, Tu Amore mio, Amore Amore, Tutto solo e Rivoglio te, Il Canto degli Uccelli, Anima, Io e Te, Non mi ami più, L’emigrante e tante altre ancora che non basterebbe una vita elencarle tutte. Come sicuramente sai Angela, sono tutte canzoni che hanno e continuano ancora oggi a fare innamorare e ballare intere generazioni. Da non dimenticare “Nassiriya”, un bellissimo brano scritto in memoria dei soldati italiani morti il 12 novembre del 2003. Ho scritto anche per Mia Martini e in particolare anche "La terra mia" dedicato a Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, i due straordinari siciliani che hanno dedicato la loro vita alla lotta contro la mafia e che proprio in questi giorni l'Italia li sta ricordando. Noi portiamo in giro tutta la nostra musica dagli anni settanta al 2017, a garanzia dei nostri cinquant’anni di storia vissuta. Arrivati appena pochi minuti fa dalla Francia, dove è partito il nostro tour europeo e preceduto da quello internazionale, ci siamo catapultati direttamente in sala come promesso, per incontrare te Angela con la tua emittente TeleVideoItalia, la SINE e il Corriere d'Italia per cui scrivi e ringraziarvi di persona per la vostra attenzione, ci dice il bassista Gil Lana. Questa sera continueremo il nostro compito e cioè quello di regalare più emozioni possibili al nostro amato pubblico, anche se in realtà sono loro a regalarci ogni volta con la loro ricca presenza grandi emozioni. Noi non facciamo altro che raccontare i nostri cinquant’anni e mostrare i meritati premi che ci hanno conferito in tutti questi anni di gloriosa carriera grazie a tutti loro che ci seguono da più parti del mondo, che vengono ai nostri concerti, che comprano la nostra collection di brani, che tramandano le nostre canzoni ai loro figli. Come avrai avuto modo di notare, il nostro pubblico è vasto e ricco di generazione. Ieri sera, come ha detto anche Salvo Romano, hanno fatto l'en plein dei nostri cd. In tour la storica band siciliana negli anni ha toccato innumerevoli città, capitali e volato oltre oceano. Ha scorrazzato tra gli stati del Massachusetts, New York, New Jersey, Boston, Montreal. Ha calcato i palcoscenici di Detroit, Toronto, Chicago, Niagara e toccato una sfilza di città europee come Francia, Belgio, Svizzera, Austria e Germania. In occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia la famosa band dei Teppisti dei Sogni, con l’inconfondibile Salvo Romano, ha celebrato inoltre il tricolore italiano negli Stati Uniti. Protagonisti ormai indiscussi sono apprezzati e amati nel panorama internazionale, tanto è vero che sono numerosi i fan club nati sia in Italia sia in Europa, come numerosi sono i premi conferiti alla storica band. A Toronto, dalla Federazione Siciliana del Michigan, in occasione proprio di un loro concerto è stato riconosciuto anche il premio come gruppo italiano maggiormente ascoltato e presente nelle comunità italiane all'estero. Mentre a Sanremo è stato conferito l’importante premio alla carriera. È stato un evento musicale spettacolare e indimenticabile per chi è riuscito ad accaparrarsi il biglietto. Il repertorio ricco di successi dei Teppisti dei Sogni non ha deluso le aspettative dei fan’s accorsi per riuscire almeno a vedere e ascoltare se non proprio toccare per mano lo storico gruppo strappandogli una foto e, perché no, anche un autografo direttamente dalle mani del loro mito, Salvo Romano. In queste straordinarie tappe il cantautore siciliano sta continuando a raccontare la sua storia e ripercorrendo la sua folgorante carriera artistica dei Teppisti dei Sogni e a noi non resta altro che ringraziarli per avere accettato il nostro incontro e ascoltare finalmente dal vivo i loro successi. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • La seconda edizione del Festival Canta Italia di Stoccarda se lo aggiudica Valentina Bacca

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Con grande spirito di unione e di estrema trasparenza il 27 maggio 2017 a Stoccarda si è conclusa la seconda edizione del Festival Canta Italia. La kermesse, ideata lo scorso anno dal produttore M. Francesco Maggio per ARCES Kultur di Stoccarda, si è svolta presso la Bürgerhaus di Möhringen ed è stato un crescendo e susseguirsi di emozioni per i concorrenti e per il pubblico, molto attento alla performance. Tutti bravi i cantanti in gara. È stato veramente arduo per i giudici assegnare i primi tre posti. Dopo una lunga discussione ha vinto Valentina Bacca, ventinove anni da Ludwigsburg, con l'interpretazione di “Caruso” e accompagnata dal suo pianista, ha commentato a caldo la sua vincita: sinceramente non me lo aspettavo. Sono venuta qua senza nessuna aspettativa, volevo solo divertirmi. Fare ascoltare la mia voce ed emozionare con un brano che a me emoziona da tanti anni. Mi ha colpito la vincita ma maggiormente tutta l’organizzazione, dall’ARCES, a Francesco Maggio, ad Antonella Di Ganci e comunque le persone che hanno lavorato sodo per noi e sono state sempre disponibili per noi. Ci siamo sentiti coccolati e questa è stata una cosa speciale. Siamo stati vicino l’uno con l’altro e credo senza invidia e negatività. Il prossimo anno lascio il posto agli altri ragazzi. C’è tanto talento in giro e va ascoltato. Non ho mai vinto niente e quindi ben venga. Dedico questa mia vincita alla mia famiglia, ai miei amici, a chi mi sta a fianco e a chi amo. Al secondo posto con medaglia d’argento si è qualificato Vittorio Esposito “Reale” dalla Toscana con un suo brano inedito “Scopri una stella” mentre al terzo posto si è qualificato Marco Serra con l'interpretazione strabiliante di “Adagio”. Tre voci indiscutibili che sono state in grado di emergere in mezzo a tante altre, colpire la giuria e il pubblico che non ha esitato ad applaudire e incitare tutti i concorrenti in gara. A Valentina Bacca è andato dunque cinquecento euro e il trofeo ideato e realizzato da Luca Annamaria Palma, l’artista che con le sue opere esposte per l’occasione ha reso la scenografia del Festival della canzone italiana a Stoccarda unica in tutte le sue forme, ritardando la sua partenza per il Salento (Italia) dove sta aprendo una mostra delle sue grandi opere. Altri premi sono stati conferiti a Stefano Iraci come migliore inedito con il brano "Ninna nanna da lontano" dedicato alla sua bambina e a Luca De Benedetto il più votato sul Web. Grande lo spirito di unione e di estrema trasparenza che si è respirato durante tutta la durata della manifestazione in cui i veri protagonisti sono stati i concorrenti. Sotto i riflettori sono stati dodici i finalisti partecipanti alla seconda edizione del concorso canoro: Marco Serra, Aldo Montemitro, Francesco Muní, Stefano Iraci in arte S.I.F., Valentina Bacca, Antonio e Francesca Toma in arte Duo Toma, Vittorio Esposito in arte Vittorio Reale, Bruno Esposito in arte Bruno Biondi, Alberto Lanza in arte Jesza, Antonino Ferrara in arte Tony Pakon, Sara Speranza, Luca De Benedetto. Sinceri e concisi sono stati i membri della giuria composta dal Patrono del Festival Canta Italia rinomato direttore artistico della rassegna di musica da camera Italien Musiziert a Stoccarda M. Francesco Maggio, dalla direttrice artistica del Festival Canta Italia e vincitrice della scorsa edizione del Festival Antonella Di Ganci che nell’intermezzo non ha esitato a deliziarci delle sue doti canore con l’inedito “Un Amore a Metà” scritto da suo padre, dalla lettrice di italiano all’Università di Stoccarda dottoressa Rossana Lucchesi, dal direttore artistico del Dipartimento Europa Manager SDA Sanremo Eventi nonché ideatore e Patrono dell´Accademia della Canzone Italiana in Germania e del Festival della Canzone Italiana in Germania, Dino Saieva. Il Canta Italia l’abbiamo voluto fortemente affidare quest’anno ad Antonella Di Ganci, vincitrice della prima edizione, perché ha una grande carica. È riuscita in qualche modo a stravolgere questo Festival in maniera molto positiva, rispetto alla prima edizione. Festival che vorrebbe promuovere in qualche modo il testo e la lingua italiana. Quello che mi ha colpito di più in questa seconda edizione è stato sia l’avere avuto più iscritti, due arrivati dalla Toscana, sia tanti inediti. Ciò è positivo, ci dice soddisfatto il Patrono del Festival Canta Italia M. Francesco Maggio. I miei impegni organizzativi mi portano spesso ad assentarmi, già da stasera ad esempio partirà l’Italian Jazz Night, un tour che ci porterà in giro per la Baviera con "Giorgio Ferrera Ensemble" che presenterà insieme alla splendida voce di “Monica Proietti Tuzia” una bellissima rarità in territorio tedesco quale diversi brani e canzoni italiane in versione Jazz. Questo Festival è ai suoi primi passi e bisogna seguirlo e farlo crescere, a maggior ragione sono sicuro che la terza edizione con Antonella Di Ganci sarà un continuo crescendo soprattutto per i giovani italiani che vivono sul territorio tedesco. È vero, subito dopo la mia vincita mi è stata offerta l’opportunità di organizzare la seconda edizione di questo Festival ed io l’ho accolta con piacere anche perché, come dico sempre dove c’è musica mi ci tuffo a capofitto, commenta entusiasta Antonella Di Ganci. È stato un piacere rivivere i momenti che ho vissuto lo scorso anno, anche se ammetto che è stato un po’ strano per me passare dall’essere giudicati al giudicare oggi gli altri. In veste di organizzatrice dell’evento è stato bello in entrambi i lati perché tra i ragazzi, molto socievoli, è nato talaltro oltre ad un grande rapporto di amicizia e complicità una famiglia. Consapevole di cadere nella retorica malinconia mi limito inoltre a dire che ho lasciato la Sicilia e la mia Palermo con il suo mare, il sole e il cibo favoloso per trasferirmi qua in Germania a fare la mamma a tempo pieno e la cantante di professione. A prescindere di quanto si è scomodi stare nelle vesti di una giuria, ha commentato lo stesso direttore del dipartimento artist europa managing SDA Sanremo Eventi, ho accettato di buon grado il loro invito perché ho una grande stima sia dell’Artista Antonella Di Ganci, che la ritengo una grande interprete della musica italiana da una parte e incomparabile o per meglio dire "innato spirito d’iniziativa" dall’altra, sia del M. Francesco Maggio che tra tanti pregi è un indiscusso compositore salentino. Ho visto il suo animo puro e gentile e di come mi ha esposto l’estate scorsa il suo progetto Canta Italia. Della Di Ganci mi ha colpito soprattutto la passione di come si è dedicata a questa edizione e ai ragazzi. Ritengo principalmente che la genuinità, l’umiltà e la fermezza di come si è esposta nell’invitarmi, come presentare e dirigere questa manifestazione vada apprezzata su tutti i punti di vista, sia organizzativa sia esecutiva. Pregi che soprattutto in questi ultimi anni si fa davvero sempre più fatica a trovare in un comune mortale. Pertanto a mio avviso ha meritato rispetto, ammirazione e grande attenzione. In questa manifestazione ho scoperto inoltre molti elementi e grandi voci interessanti che meritano di entrare a fare parte della mia scuderia di nuovi talenti, che sto selezionando in Europa. L’edizione è stata condotta da Annamaria Maisto che è stata una grande rivelazione, e da Antonio Straface concorrente nella prima edizione del Festival Canta Italia e che quest’anno ha voluto invece provare l’ebrezza del presentatore. Questo Festival è giovane e molto fragile e ha ancora molte cose da imparare e correggere ma a nostro avviso, se rimarrà nelle sue mani, negli anni sicuramente porterà degli ottimi frutti e grandi soddisfazioni al Patron Francesco Maggio. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • RICORDI. L’esordio letterario della scrittrice naif corleonese Lucia Nikolov a Pforzheim

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. È stata l´Associazione Italo-Tedesca Deutsch-Italienische Gesellschaft di Pforzheim, in cooperazione con l´Istituto Italiano di Cultura di Stoccarda a ospitare a Pforzheim Lucia Nikolov per la presentazione del suo libro “Ricordi di una corleonese tedesca degli anni ‘60” ottenendo pieno consenso di pubblico sia italiano sia tedesco. RICORDI è il primo libro dell’autrice corleonese Lucia Nikolov Paternostro. Il libro è una raccolta di storia familiare che esplora i diversi lati del suo animo umano. Al suo primo esordio nel libro l’autrice porta sulla scena i suoi momenti di figlia, famiglia e donna di fronte alla realtà di un passato vissuto prima a Corleone in Sicilia e dal suo quattordicesimo anno di età in poi in un paese straniero a Pforzheim in Germania, affondando la penna non a caso nei “ricordi” che si annidano anche nei contesti apparentemente più intimi e sicuri. Attraverso il racconto, la scrittrice naif Lucia Nikolov parla con i suoi lettori con grande maturità. Legge alcuni passaggi mentre la sua voce più volte si spezza dalla commozione. Scendono attimi di silenzio in sala. Sembrano infiniti. Giusto il tempo di vedere una lacrima rigare il sul suo viso e scoprire che il pubblico è già immerso nei suoi ricordi più vivi e cari. La sua voce falciata da un nodo in gola a fatica ritorna a leggere, o per meglio dire a rivivere quei momenti fino a quando la voce giovane di sua nipote Maren, traduce la lettura in lingua tedesca. RICORDI è un libro genuino, ricco di percorsi e con molteplici sfaccettature che medita sul tempo, sull’amore, sull’amicizia, sulla responsabilità, sulla felicità, sulla nostalgia e sull’amarezza delle cose vissute e lasciate nel passato, trovate e apprezzate nel presente nel cammino della sua vita. La scrittrice Naif sembra destinata a un successo. Il suo primo libro in lingua madre italiana di fatti è stato già stampato anche in tedesco. Un lavoro enorme ricostruito minuziosamente ma premiato dal gradimento dei lettori accorsi alla presentazione e che in fila hanno acquistato subito il libro e beneficiato di un suo autografo con dedica. Ringrazio vivamente la presenza con la sua emittente Angela TeleVideoItalia come attraverso lei quella del Corriere d'Italia e naturalmente quella del pubblico che oggi è intervenuto alla presentazione di questo mio libro e condiviso la mia grande gioia, commenta emozionata Lucia Nikolov ai nostri microfoni. Questa non vuole essere un’opera letteraria ma soltanto un racconto storico sociale di tanti italiani che, nell’immediato dopoguerra, sono stati costretti al lasciare la propria terra per trasferirsi in luoghi e paesi lontani per motivi di lavoro. Non è stato facile per me mostrare le mie esperienze personali e familiari ma la voglia di far saper al mondo che, grazie alla Germania ho avuto una vita migliore, ha preso il sopravvento. La Germania è la terra che ha accolto me e la mia famiglia. Ci ha dato la possibilità di studiare e lavorare. Ci ha fatto diventare le persone che siamo oggi, con un carico ricco di esperienze ed emozioni. Devo molto alla Germania e per questo io la amo ma senza dimenticare la mia terra nativa, dove sono legata ai tanti e indimenticabili ricordi. Ricordi nitidi e sereni quasi come un sogno fatto in una sera di estate. Questo libro è il mio viaggio nel tempo, voluto e rivissuto attraverso le foto bianche e nero e ai sapori dei cibi che ti riportano ormai a un passato lontano ma bello. Oggi che sono nonna, nel raccontare la mia vita alle mie nipotine, vivo con nostalgia tali fatti e vicende diventati l’argomento del mio libro del quale porta appunto il nome, RICORDI. Saluto tutti miei cari sparsi sia Italia sia nel mondo, termina la scrittrice naif Lucia Nikolov. Ringrazio tutti quelli che hanno creduto, sostenuto e collaborato alla realizzazione di questo progetto. Dal comitato dell’associazione italotedesca Deutsch-Italienische Gesellschaft di Pforzheim che mi ha onorato e fatto tanto felice presentando il mio libro, alla mia insegnante Ingrid Staiger e mia cugina Lucia Gemma per essersi occupati della traduzione in bilingue del libro, mio cugino Dino Paternostro per avere riletto il mio manoscritto, mia sorella che come una manager mi sta guidando, suggerendo e vivendo con me questi grandi momenti. É stato un lavoro di grande ricerca e ricostruzione ed è grazie a tutti loro se oggi sono qui a raccontarvi la mia vita. Sono stati tutti davvero cari con me. Il mio libro vuole essere un messaggio per tutti quelli che verranno in Germania e un augurio di avere fortuna come me, sia nel lavoro sia nell’ambientarsi in terra straniera. È con immenso piacere avere avuto il privilegio di ospitare Lucia Nicolov nella nostra associazione Deutsch-Italienische Gesellschaft di Pforzheim. Siamo noi a ringraziarla per averci portato un’impressione e un’idea della sua vita vissuta, prima a Corleone (Italia) poi qui in Germania. Mi rendo conto delle difficoltà che incontra un italiano nell’integrarsi in terra straniera, ma mi auspico che possano riuscirci come ha fatto Lucia Nicolov, ha commentato l'Avvocato Dott.ssa Susanne Braendle e Presidente dell'Associazione Italo-Tedesca di Pforzheim. Si fa presto a dire “anch’io posso scrivere un libro”. C´è di fatto che Lucia Nicolov non l’ha detto, l’ha fatto. Questo fa la differenza, commenta la vice presidente della Deutsch-Italienische Gesellschaft di Pforzheim Vittoria Eisen Minucciani. È un libro semplice ma fatto con il cuore e l’ho trovato geniale. È la vita vera che rispecchia tanti italiani e in effetti, leggendo il suo libro, anch’io sono ritornata indietro con il tempo. Quasi tutti gli italiani dovrebbero scrivere un tale libro affinché gli altri possano leggere e conoscere le difficoltà affrontate. Dalla mancanza della famiglia, il lavoro, alla nostalgia. Nel cinquantotto ad esempio ho conosciuto e sposato in Italia mio marito e nel sessantuno mi sono trasferita a Pforzheim. Mezzo secolo è passato! Non è stato per lavoro ma ugualmente ho provato e trovato simili se non proprio le stesse emozioni e difficoltà che ha incontrato Lucia Nikolov. In Germania in quei tempi mancava di tutto, dalle cose primarie fino all’informazione. Noi eravamo in otto, quattro fratelli più i nonni e non c’era davvero niente. Oggi invece la Germania, grazie anche al nostro connazionale italiano, ha imparato la dolce vita. C’è stato uno scambio reciproco di cultura in positivo. Abbiamo inoltre più informazione, biblioteche, giornali e quotidiani in lingua italiana e i nostri connazionali possono colmare il vuoto, almeno da questo lato. Nella nostra associazione Lucia Nicolov non ha portato soltanto una ventata di gioventù con i suoi ricordi ma ci ha fatto anche riflettere su diversi temi importanti, a incominciare dai giovani. Giovani che porterebbero innovazioni ma che per l’appunto mancano nella nostra associazione Italo-Tedesca. Anche con la loro presenza, il loro supporto, le loro idee sia nell’ambito sportivo sia in quello culturale, si potrebbe offrire molto di più. Ben vengano dunque i giovani nel nostro centro Deutsch-Italienische Gesellschaft di Pforzheim. Grazie infinitamente anche al Corriere d’Italia, io sono una vostra lettrice abbonata e alla sua emittente Angela TeleVideoItalia per avere dato un tocco in più a quest’appuntamento letterario. Breve Storia: Lucia Nikolov in Paternostro è nata a Corleone, in Sicilia, nel mille e novecento cinquantuno e vive dall’età di quattordici anni in Germania, a Pforzheim. Perfettamente integrata nella società tedesca, non dimentica la Sicilia e la sua Corleone. RICORDI di una corleonese tedesca degli anni ’60, è un libro tutto da scoprire e ricco di foto che ritraggono l’autrice del libro assieme ai suoi ricordi più cari. É disponibile presso la Deutsch-Italienische Gesellschaft di Pforzheim. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Rancore porta Eden al Festival

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Ebbene sì, c’è anche il trentenne rapper romano Rancore, Tarek Iurcich, alla settantesima edizione del Festival di Sanremo. La scorsa edizione il rap ermetico e poetico aveva conquistato ben tre premi della critica, il Premio “Sergio Bardotti” come miglior testo, quello della Critica “Mia Martini” e il Premio della Stampa “Lucio Dalla”. Dopo la partecipazione affianco a Daniele Silvestri, come co-autore del brano “Argentovivo”, quest’anno si ripresenta in gara ma da solo con il suo nuovo singolo appunto Eden. Ieri, nella serata delle cover, abbiamo avuto modo di apprezzare la fusione fra la tradizione e l’innovazione con Rancore e Dardust, alias Dario Faini nonché autore di grandi successi musicali tra tanti citiamo “Soldi” di Mahmood e che vinse al Festival 2019. Dato quindi tra i favoriti alla vittoria, a priori potrebbe segnare un evento importante e di conseguenza vincere il Festival. L’indomani delle cover, lo incontriamo dopo la rituale conferenza e con umiltà si racconta. Ci parli di questo brano, della sua complessità, di come e da dov’è nata? “Eden” è un pezzo nato da un’esigenza comunque di dire, mandare un messaggio e comunque forte. Di aprire delle domande e delle discussioni. “Luce” è, diciamo, un mio tentativo di mostrare comunque come avvolte con i nuovi linguaggi e con il rap si può reinventare la musica, che ormai è la base di quello che è il rapper e la cultura hip hop e che nasce proprio per reinventare la musica. Non s’inventa niente quindi ma si reinventa tutto e non c’era un’occasione migliore della serata delle cover per dare, diciamo… un assaggio anche un po’ di quest’attitudine e di quest’aspetto della cultura, che fa parte della musica che faccio. Sono molto contento di averla portata sul palco insieme a Dardust, con il quale ho prodotto e comunque abbiamo fatto anche Eden e insieme a La Rappresentante di Lista, perché è un progetto veramente speciale e unico nel suo immaginario, nel suo linguaggio e nella sua musica. La cosa che volevo comunicare anche con questo pezzo, è che sono andato a rendere una nota che facesse parte della mia generazione. Non sono andato a ispirarmi a un “cantautorato” più classico, cosa che all’inizio avevo pensato di fare ma essendo una cosa che ho visto fare molto ultimamente, quello di mischiare il rap con cantautorato e magari di qualche anno prima, l’ho fatto per creare contrasti, insomma è anche un po’ una bella cosa vedere come due linguaggi si possono mettere vicino. È una cosa che ho visto fare parecchio e che ho fatto anch’io. Invece ho deciso poi di spostarmi su un qualcosa che io invece conoscevo. Mi ricordo ad esempio quando nel 2001 Elisa vinse il premio con quel pezzo e ricordo bene lo spessore di quel pezzo che a tratti e onirico e a tratti ermetico. Sono due aspetti della scrittura che mi piacciono di più e che ho scelto di reinterpretare. Cos’è esattamente Eden e perché presentarla in questa edizione del Festival di Sanremo? Eden è un po’ un codice. Ha una sua complessità ed è un rap particolare, per il più importante Festival musicale in Italia come Sanremo. L’ho sognato e di seguito ho visto rotolare una mela che si è staccata dal suo albero e ripercorre la storia dell’uomo fino ai nostri giorni. Per comprendere a pieno il significato di questo brano, non dev’essere però ascoltato una volta ma più volte. Non per ultimo ti chiedo, parlando della Germania, visto che sei giovanissimo e ovviamente stai portando avanti la buona musica dal lato giovani, se hai intenzione di arrivare anche tu all’estero e comunque toccare i nostri palchi tedeschi. Sarebbe bello Angela se fosse più esportato e comunque più divulgato anche fuori. Mi piacerebbe sicuramente. È un grande sogno in un certo senso che il mio rap oltre alle mie parole, nonostante ho dato importanza a tutte le parole, trovasse spazio anche fuori dall’Italia. Però chissà, magari un giorno. Sono sicuramente contento tutte le volte che succede un piccolo concerto o una piccola partecipazione all’estero. Ogni volta mi rende molto felice, anche perché è sempre un passo in più verso quello che dico. È stato un piacere conoscerti Angela e attraverso la tua emittente TeleVideoItalia.net saluto tutti i connazionali in Germania, con l’augurio di vederci presto anche sui vostri palchi. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con gli studi della SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Presentato #Cuoriconnessi Storie di Vite online e Cyberbullismo, un libro di Luca Pagliari

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. In occasione della Giornata Nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo si è tenuta al Palafiori di Casa Sanremo, la conferenza stampa riguardo la presentazione del libro “#Cuoriconnessi - Storie di Vite online e di Cyberbullismo” distribuito gratuitamente da Unieuro sul territorio nazionale. L’incontro ha avuto la presenza dell’autore del libro Luca Pagliari, il musicologo Dario Salvatori, il giornalista Filippo Lucci, le testate italiane tv e stampa estera come TeleVideoItalia.net e il Corriere d’Italia, il direttore Marketing di Unieuro Marco Titi, il vicequestore della Polizia Postale Roberto Surlinelli, il consigliere comunale di Sanremo Giuseppe Faraldi. Presente anche il cantante Marco Sentieri, che ha portato al Festival “Billy Blu” un brano che tratta appunto il delicato tema del cyberbullismo e dove svela come lo stesso sia stato vittima. Impeccabile l’intervento anche del comico influencer Roberto Lipari, a molti noto nel ruolo d’inviato di Striscia la Notizia. L’evento strategico ha puntato sul binomio musicale e sui giovani. Doveroso ricordare pertanto che, la campagna di sensibilizzazione e informazione sul tema del bullismo e cyberbullismo e realizzata dalla Polizia di Stato in collaborazione con Unieuro, ha già incontrato in quattro anni oltre trentamila studenti. L’imponente iniziativa di prevenzione dei rischi e pericoli della rete, ha fatto tappa su tutto il territorio nazionale, toccando persino la Città dei fiori durante la settimana del Festival. L’inarrestabile corsa d’informazione ha fatto sì che la Polizia di Stato, parcheggiasse anche un Pullman in Piazza Colombo realizzato in collaborazione con i ministeri dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca, con una visibilissima scritta “Una vita da social”. Il mezzo, con un’aula didattica multimediale allestita all'interno e postazioni internet aperta a tutti, ha permesso incontri adatti a tutte le età e usato un linguaggio chiaro e diretto a tutti in materia di sensibilizzazione e prevenzione. Ben riuscita anche la campagna dei media che ha visto coinvolti tutti i mezzi primari, dalle radio Rai con spot programmati e che hanno raggiunto picchi di ascolto attorno ai sedici milioni di contatti, alle televisioni che con la programmazione su reti Rai nello “Speciale Sanremo” ha registrato un pubblico di cinquanta milioni di telespettatori. Non da meno sono state sia l’attiva presenza sui social con più di 2.4 milioni di impression, sia le testate coinvolte e che hanno registrato un qualcosa come ventisette milioni di lettori. “In questa fase di comunicazione quasi esclusivamente tecnologica la musica, specie quella digitale, resta uno dei pochi veicoli capaci di trasmettere messaggi in modo immediato ed emozionale e in alcuni casi rappresenta uno strumento pedagogico e sociale insostituibile…” ha commentato il cantante Marco Sentieri ai nostri microfoni, “…come sta avvenendo ad esempio con il mio progetto 'Billy Blu' contro il bullismo e il cyberbullismo, che nelle scuole è divenuto un vero mezzo di insegnamento. Come più volte detto, io a mio figlio vorrei insegnare la condivisione e il rispetto per il prossimo. Possono sembrare due cose banali ma in realtà, il rispetto è anche non deridere, discriminare, offendere o denigrare il prossimo, proprio come non ci si riesce a farlo con il proprio compagno di classe, che divide con te la merendina e le giornate. Ringrazio tutti quelli che hanno permesso di parlarne anche in questa settimana del Festival, dove la canzone riempie i titoli, ci dice Roberto Lipari. Ringrazio Unieuro, questo buon libro #Cuoriconnessi, voi di TeleVideoItalia.net che state trasportando oltre frontiera il nostro delicato messaggio. Ritengo che in qualche modo il cyberbullismo sia anche legato al mondo di Sanremo, perché è uno di quei programmi che si guarda con il cellulare in mano e tu se lì a commentare e a fare battute. Talvolta, l’utilizzo del cellulare è la chiave di tutto. È un’arma meravigliosa, che può davvero cambiare o salvarti la vita, ma poiché “arma” bisogna anche saperla utilizzare. É difficile arginare il complesso bullismo poiché, non avendo avuto mai una “patente” di come utilizzare un cellulare questo bisogna crearcelo noi, come il nostro senso critico, per essere in grado di gestirlo al meglio. Tu sai che ne parliamo tanto ovunque, anche a Striscia, perché “parlandone” a mio avviso si risolvono i problemi. Io vengo da una terra dove, quando si stava zitti si creava un danno enorme, a maggior ragione parliamone sempre e comunque!. Questo libro è un po’ il frutto di quattro anni di lavoro itinerante, girando l’Italia e incontrando studenti a ogni latitudine, ci dice Luca Pagliari. Platee ci hanno riempito il cuore seguendoci con attenzione e in silenzio, giacché nessuno fa la famosa predica o dice “quindi...”. Cerchiamo di portare storie, sospendendo il giudizio. Il libro racconta dieci storie che riguardano il mondo della tecnologia, avvolte in positivo e avvolte in negativo. C’è quella di Alessia che ha vissuto un dramma, perché tracciata in maniera banale di portare sfortuna; quella di Isa che dal Malawi, un paese dimenticato da Dio ma per fortuna non dalla rete, forse riuscirà a coronare il suo sogno diventando una stilista, attraverso la tecnologia e al social. Insomma, l’obiettivo è di raccontare senza filtri, moralismi e pietismi, storie che possano indurre a riflessioni. La tecnologia ovviamente riguarda tutti, prosegue l’autore Luca Pagliari. Quello che possiamo fare anzitutto è dare il buon esempio come adulti, anche perché gli adulti parlano bene, ma molto spesso poi interpretano molto male ciò che dicono. Ti dicono di stare attenti a usare il telefonino, mentre loro magari stanno lì a guardarlo e a chattare. Per fortuna i ragazzi fanno quello che noi siamo e non quello che diciamo, quindi noi dovremmo fornire l’esempio. Partendo dal presupposto delle colpe di noi adulti, possiamo semplicemente fare in modo che essi, riacquistino un rapporto equilibrato tra la tecnologia e la vita reale. Sentire un profumo mentre sei in campagna, invece di stare concentrato sul tuo device, è forse banale a dirsi e può sembrare lontano il concetto, invece è molto importante riuscire ad avere questo equilibrio. Tutto ci richiama al nostro rapporto con la natura e la realtà. Se questa la sostituiamo e ci affidiamo troppo alla “stampella” della tecnologia, perché di questa si tratta, rischia di metterci in seria difficoltà. Introdurre tale tema come materia scolastica è una bella domanda Angela e sono d’accordo con te. Assolutamente lo smartphone, il tablet e la tecnologia deve diventare materia di studio, perché non basta possederlo se non si conoscono poi le regole e il peso delle parole. La scuola è terribilmente indietro, termina Luca Pagliari. Ci dovrebbe essere un docente che ogni settimana fa mettere sul banco i tablet e fa studiare le fake news; come comprendere il peso delle parole, analizzando il caso x di una persona che è stata vissata; o come si costruisce una notizia perché, mentre noi lo facciamo per mestiere, chiunque imposta la qualsiasi. Ecco perché bisogna conoscere il funzionamento, che non è solo etico ma tecnico, altrimenti continuiamo a vivere perenni in un medioevo tecnologico. “Video, foto e quant’altro caricati in rete crea seri problemi e talvolta con seguiti drammatici nella vita dei giovani, perché non solo si diffondono in maniera incontrollata, ma restano sul web per sempre…,” ci dice il vicequestore della Polizia Postale Roberto Surlinelli. L'obiettivo è aiutare chiunque a muoversi più sicuri nell'era digitale, indipendentemente dall’età adolescente o adulta, promuovendone un uso corretto, disciplinato e consapevole in questo modo ci si può affacciare in rete in un modo più sicuro, anche quando si tratta di musica, giacché due su tre ascoltano soprattutto via internet e su smartphone brani inediti. Ringrazio la sua presenza Angela, di avere accettato il nostro invito e contribuito a dare voce in capitolo a questo fondamentale tema attraverso la sua emittente TeleVideoItalia.net, come quella del Corriere d’Italia per cui scrive e per l’impegno che mettete nel divulgare tale messaggio oltre frontiera, perché questo problema purtroppo non conosce confini. Cari lettori, apprezzare e rispettare le cose belle della vita e i figli che si hanno è un dato di fatto, ma crescerli non basta. Cerchiamo quindi di stargli più vicino, ascoltarli, captare ed esternare di più quei fragili segnali negativi e, se mai ce ne fossero, parlarne e affrontarli insieme. Usiamo il nostro buon senso adulto, affinché nessuno in un modo o nell’altro, possa più cadere in queste forme di bullismo e cyberbullismo che miete fin troppe vittime tra i giovani e non solo. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con gli studi della SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Piero Pelù in gara per la prima volta nella sua carriera al Festival di Sanremo con Gigante

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Sapere che Piero Pelù, fa parte per la prima volta nella sua "divina carriera" della rosa dei Big in gara, è già sinonimo di adrenalina pura e che il Festival da qualche anno a questa parte sta finalmente prendendo una bellissima piega; ma sapere che anche a “l’ex leader dei Litfiba” sta a cuore sia l’ambiente e l’ecosistema, sia la battaglia contro la violenza delle donne e ragazzi che hanno avuto delle infanzie negate, certo fa un bell’effetto. Incontriamo il Rockstar toscano Piero Pelù che non si nega ai nostri microfoni anzi, ci regala umilmente grande attenzione, saggi e particolari saluti! Piero Pelú, a lei chiedo della sua bella canzone, cosa ne pensa del festival e come mai “colonne della musica internazionale come lei” si rimettono in gioco in un contesto del genere e non per ultimo un particolare pensiero ad un suo fan, mio figlio Charlie. L’atmosfera che c’è nel backstage mi piace e il cast è variegato, mi fa piacere esserci, ci dice Piero Pelù. No Angela, io sono sempre in gioco, non è che smetto mai di esserlo. La canzone Gigante parla proprio di questo, avere sempre la voglia di rinascere, mettendosi in discussione e cercando di ricostruirsi. Non avere paura di cavalcare i fantasmi, mostri e draghi che abbiamo dentro ogni giorno e quindi superare ogni difficoltá. Perché ora, lasciando perdere che noi siamo dei privilegiati qua dentro, peró Giganti parla proprio anche di tutti i ragazzi che hanno avuto delle infanzie negate. Parlo dei figli dei mafiosi, parlo di quelli che hanno dovuto abbandonare la scuola da bambini, parlo dei ragazzi profughi, parlo del milioni di bambini uccisi nei campi di sterminio. Giganti è dedicato anche sia a mio nipote Rocco di tre anni, sia ai ragazzi del carcere minorile di Nisida, dove ho trascorso una settimana con loro, a Forcella, nel centro dedicato ad Annalisa Durante, la ragazzina di appena quattordici anni uccisa per strada, vittima innocente di camorra. Il brano è scritto in un linguaggio abbastanza basico, ed è con Erri De Luca che ho scritto il verso “il tuo non è un pianto, è il tuo primo canto”. Con piacere attraverso la tua emittente TeleVideoItalia Angela mando un saluto affettuoso a tuo figlio: “Charlie… sei un Rock!” Molto attento anche al tema ambientale, apriamo una parentesi fuori dal Festival, dove in spiaggia la Rockstar Piero Pelù lo scopriamo non a cantare ma a pulirla realmente, dando a tutti una seconda lezione di vita. Vanno cambiate le nostre abitudini, ci dice. Tutti insieme dobbiamo prendere coscienza, altrimenti sarà la fine. Questa è per me la tappa zero di un giro che voglio chiamare “Clean beach tour”. Se tutti usiamo meno la plastica, viviamo meglio. Le buste di stoffa per fare la spesa, ad esempio, sono le più indicate. Siamo centinaia di persone a pulire questa spiaggia e questa è una cosa fantastica. Abbiamo ripulito solo qualche chilometro di spiaggia ma ne rimangono quasi ottomila in tutta Italia. È necessario mantenere anche le spiagge pulite per noi ma principalmente anche per l’ecosistema. È proprio il caso di dirlo che: Una lezione di vita la riceviamo anche da un “Gigante” come Piero Pelù. Il 21 febbraio darà stampa il suo nuovo album "Pugili fragili" un modo in più, forse, per ricordare che ha festeggiato al Festival di Sanremo i suoi longevi quarant’anni d'inimitabile carriera. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • a Tecla va il Premio Jannacci di NuovoImaie

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. La NuovoImaie ha conferito il Premio Jannacci 2020 a Tecla Insolia, in gara al Festival tra i giovani con il brano "8 marzo", un inno alle donne. Un testo ben scritto su un’amara realtà che racconta perfettamente il ruolo della donna inserita troppo spesso in difficili situazioni sociali. Una canzone che lancia apertamente e senza tanti giri di parole un grido di aiuto, attenzione e di speranza, interpretato con toni lievi, gentili ed eleganti da una vocalista di grande talento come Tecla. Il prestigioso riconoscimento ideato e promosso dal NuovoImaie, intitolato al compianto cantautore Enzo Jannacci e assegnato negli ultimi anni agli artisti Maldestro, Mahmood e Mirkoeilcane, è stato consegnato oggi alla sedicenne toscana Tecla direttamente dalle mani dell’artista e componente della storica band dei Phoo, Dodi Battaglia, portavoce dell'Istituto NuovoIMAIE, assieme al direttore generale Maila Sansaini e Andrea Micciché presidente dell'istituto mutualistico per la tutela degli artisti interpreti. Vedi Angela, é un tema di grande attualità questa canzone e che questo premio sia andato proprio a una donna, non può farmi altro che un immenso piacere, ci dice ai nostri microfoni lo stesso Dodi Battaglia. A mio avviso dovrebbe essere sempre assegnato a chi arriva al Festival, per cantare una cosa scomoda. Il nostro istituto ha deciso specie su questo tema, di dedicare molte energie. Questo premio è una grande responsabilità, questo l’ho detto a Tecla e anche l’anno scorso e proprio su questo palco. Noi abbiamo istituito questo premio e posto la fiducia già a un grande, peraltro adesso ancora di più e a livello internazionale, quale Mahmood. Adesso, questa fiducia è stata posta a lei e pertanto, da Tecla, ci si aspetta altrettanti brillanti risultati. È un premio bellissimo e inaspettato, visibilmente emozionata ci dice la giovanissima Tecla. Sono davvero onorata e felice soprattutto di essere stata la prima donna, a ricevere un meraviglioso premio come questo. Ringrazio davvero tutti per questa scelta. Grazie per la tua attenzione Angela. Sicuramente verrò anche su da voi in Germania per questo, attraverso la tua emittente, saluto calorosamente tutti gli italiani emigrati con l'augurio di incontrarli presto. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con gli studi della SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • La NuovoImaie torna a conferire il prestigioso Premio Jannacci

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Anche in questa edizione del Festival di Sanremo la NuovoImaie si ripresenta e consegna il suo Premio Jannacci. Questa volta è andato alla giovane Tecla Insolia, con il brano "8 marzo", un inno alle donne. L’ambito premio è stato consegnato direttamente dalle mani del portavoce dell'Istituto NuovoIMAIE Dodi Battaglia, artista e membro della storica band dei Phoo, assieme al direttore generale Maila Sansaini e Andrea Miccichè quale presidente dell'Istituto Mutualistico per la tutela degli Artisti Interpreti. Incontriamo Dodi Battaglia durante la premiazione e con grande generosità s’intrattiene alle nostre telecamere. Vedi Angela, la canzone di Tecla Insolia è un tema di grande attualità e che questo premio sia andato proprio a una donna quest’anno, non può farmi altro che un immenso piacere. A mio avviso dovrebbe essere sempre assegnato a chi arriva al Festival, per cantare una cosa scomoda, ci dice Dodi Battaglia. Il nostro Istituto Mutualistico per la tutela degli Artisti Interpreti Esecutori ha deciso, specie su questo tema, di dedicare molte energie. Premiare un giovane significa guardare avanti, avere fiducia, non aver paura delle nuove tendenze ma vivere la musica come arricchimento, creatività e sogno. Questo premio è una grande responsabilità. L’ho detto proprio su questo palco a Tecla, dove ha portato un testo ben scritto su un’amara realtà. È una canzone che lancia apertamente e senza tanti giri di parole un grido di aiuto, attenzione e di speranza. Racconta perfettamente il ruolo della donna inserita troppo spesso in difficili situazioni sociali. Noi Angela, ormai, ci s’incontra al Festival da tanti anni e quindi non ti è difficile ricordare che negli ultimi anni il Premio Jannacci lo abbiamo consegnato anche agli artisti Mahmood, Mirkoeilcane e ancora prima all’artista Maldestro. Noi abbiamo istituito questo Premio Jannacci e posto la fiducia già a un grande e che peraltro adesso lo è ancora di più e a livello internazionale, quale Mahmood. Ora in questa edizione, tale fiducia, è stata posta a Tecla e che ci si aspetta altrettanti brillanti risultati. È stato un piacere rincontrarti Angela. Sicuramente verrò anche su da voi in Germania e per questo, attraverso la tua emittente TeleVideoItalia Angela, saluto tutti gli italiani emigrati con l'augurio di incontrarli presto. Il Premio Enzo Jannacci è stato istituito insieme alla famiglia del grande cantautore Enzo Jannacci e non a caso, assieme al figlio Paolo Jannaci, viene consegnato ogni anno a uno delle giovani proposte in gara durante la settimana del Festival di Sanremo. L’organismo si occupa, tra le tante cose, anche della tutela dei diritti connessi dovuti allo sfruttamento di opere audiovisive e musicali che vengono trasmesse via radio, tv, web ed esercizi pubblici. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Finalmente io, la cantante fiorentina Irene Grandi è al Festival di Sanremo

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Come si suol dire, Irene Grandi è un artista a tutto tondo, bella, versatile, frizzante, fluida e indipendente. Nel corso della sua carriera, è passata da un genere musicale all'altro con grazia e grande maestria. Non a caso dunque, interpreta ancora una canzone giusta per lei e che porta la firma di due colossal, come il rocker Vasco Rossi e Gaetano Curreri. Incontriamo la celebre cantante toscana, che si trova a calcare il palco dell’Ariston per la sesta volta. È carica e gasatissima al massimo. Ci presta subito attenzione senza farsi negare. Irene Grandi, assodato che Vasco è un mito per tutti noi, pongo l’accento su te e sulla partecipazione al festival con questo meraviglioso brano. La tua voce è molto bella e quindi mi chiedevo, a conferma, se è giusto dire che questa canzone ti sia stata fatta proprio da un “sarto” e quindi su misura? Ciao Angela, sì, è una canzone fatta su misura, proprio come dici te. C’è voluto del tempo, infatti, prima che fosse “confezionata”. Comunque, il contatto con l’autore è avvenuto già tempo fa e parlo l’anno scorso. La sensibilità di questo grande autore ha voluto appunto che non si volesse, diciamo, accontentare come del resto lui non si accontenta mai su se stesso. È molto, molto inflessivo e pensante. Quindi ha aspettato il momento giusto e l’ispirazione giusta, su una canzone che poteva descrivermi essenzialmente proprio per quella identità. Perché credo di piacere a Vasco proprio per come sono veramente e allora voleva una canzone che mi raccontasse come sono, veramente. I punti cardini di questo brano sono due, l’amare la libertà e la musica. È una bella carica per il Festival, mi piace. Tra le tournée sicuramente in programma, c’è per caso una data in servo per averti anche su da noi in Germania e non per ultimo, in proposito, manderesti un saluto ai nostri connazionali italiani in Germania? Un saluto a tutti "ragazzi"! Seguitemi! Sono con voi, e voi… siete con me? Vi abbraccio tutti e certamente, quando m’invitate arrivo subito. Grazie Angela, a presto! Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Sabrina Salerno è una delle dieci donne del Sanremo di Amadeus

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Torna al Festival un mito inossidabile, lei, la cantante, soubrette, l’Icona non solo degli anni ottanta ma anche dei giovani di oggi, Sabrina Salerno. A volerla al suo fianco sul palco dell'Ariston da conduttrice, è stato il padrone di casa del Festival Amadeus. Autentica donna amata anche all’estero ha fatto un ingresso trionfale, nonostante il piccolo intoppo del tacco impigliatosi nello scendere la storica scala del Teatro Ariston, causandole un fastidioso crampo al piede e dove Amadeus prontamente e con grande signorilitá la aiutata a uscirne fuori. Ritornata anche il sabato, Sabrina Salerno, ha fatto ballare tutti con Boys, Boys Boys, uno dei brani di successo cantato nel novantuno in coppia con un’altra splendida donna, Jo Squillo. Fascino, sensualità e simpatia non ha scalfito la sua età e il modo di essere e farsi valere. La Regina Sabrina Salerno umilmente ci incontra e ci concede attenzione nelle nostre telecamere. Sabrina Salerno, per una bellezza italiana come te, toccare con “piedi” il Festival di Sanremo o meglio il “venti venti” com’è. Il “ventiventi” Angela ti dico che è molto emozionante. Sono felice, sono serena. Spero di mantenere questo entusiasmo. Magari o meglio sicuramente prima di salire sul palco mi prenderá una grande emozione, però, io sono felice, trasparirà e si vedrà. Io non sono un robot che sale sul palco ed è perfetta. Sono imperfetta, sono e sarò anche piena di difetti e quindi troverete sicuramente una Salerno emozionatissima ma che farà di tutto per... non so. Sono felice. W l’imperfezione dunque? Si, Angela, W l’imperfezione ma perché, la bellezza, è fatta anche di imperfezioni. Nella bellezza, la perfezione non esiste. La perfezione non è di questo mondo, ragazzi! Chi asserisce che solo la bellezza ti porta al successo, beh… allora veramente non ha capito un bel nulla nella vita. Perché voi donne che lavorate lo sapete, la bellezza ti aiuta, ti può aiutare ma può essere molto ma molto penalizzante. La bellezza, come ti dicevo prima, se non gestita con intelligenza beh…, questa allora è una questione a parte. Poi il mondo è fatto d’intelligenti e no, quindi voglio dire che non è che ci sia molto da scegliere. La bellezza come detto dunque, va gestita. Non conosco nessuna su tale senso, cioè, significa altrimenti che tutte le belle del mondo sarebbero tutte famose, o quant’altro? No! Ci vuole costanza, ci vuole fatica, ci vuole coraggio, ci vuole forza, ci vuole determinazione e perché no, ci vuole anche fortuna. Essere al momento giusto nel posto giusto. É che avvolte, io penso, che sia anche il destino che ti fa avere questo. Io ad esempio, nonostante sognassi davvero di andare sul palcoscenico e avevo questi sogni di gloria, non credevo ed ero molto scettica. È stato quindi il destino, infine, che mi ha dato questo. Non sona andata io a cercarmelo, a dire il vero. Quando è arrivato il mio successo, io sono stata fortemente penalizzata perché comunque mi hanno sempre massacrata, a diciassette, diciotto a vent’anni, a venticinque. Mi dicevano tanto morirà, morirà, intanto io adesso ho già cinquant’anni e io sono sempre qua...TIÉ! Ho detto spesso no a molte proposte in Italia, come a diversi show, ma perché non credevo che fossero quelle giuste per me. Avevo una scelta all’estero. In Francia, da dieci anni, ho trovato produzioni giuste. Pensate che un mio spettacolo ha già venduto quattro milioni di biglietti e non appena finisce Sanremo mi aspettano già quaranta date. Amadeus ha scelto donne che coprivano tutti i settori e che sapevano fare bene il proprio lavoro, al di là della propria bellezza, dal giornalismo al mondo della canzone. Amadeus é rispettoso con tutti. Voleva soltanto essere gentile ma quando si parla di Sanremo, credo che ci sia anche una certa voglia di fraintendere. Io sono fiera dei miei cinquantuno anni, pertanto voglio divertirmi ed essere serena. Cara Angela, grazie, è stato un piacere incontrarti e attraverso la tua emittente TeleVideoItalia.net faccio naturalmente un grande saluto e mando un bacio a tutti gli amici italiani che vivono in Germania, da Sabrina Salerno e da Sanremo. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con gli studi della SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Ricchi e Poveri ReUnion a Sanremo

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Standing ovation per i Ricchi e Poveri che dopo un’attesa durata quarant’anni, lo storico quartetto formato da Angela Brambati, Franco Gatti, Marina Occhiena e Angelo Sotgiu si è riunito ed è risalito sul palco dell’Ariston in veste di super ospiti, per festeggiare i cinquant’anni della hit portata al successo con Nicola Di Bari. Ebbene si, il gruppo è ritornato insieme a far cantare e sognare il mondo intero e "l'assalto" di noi media, per accaparrarci le domande per immortalare l'atteso storico evento, era inevitabile. Il direttore artistico e conduttore del Festival Amadeus ancora una volta, dopo il miracolo avvenuto con la mitica coppia Al Bano e Romina, è riuscito nel nuovo intento di rimettere insieme un’altrettanta amatissima band come i Ricchi e Poveri. Solo tre settimane prima avevamo incontrato sui nostri palchi tedeschi le due colonne portanti, Angela Brambati e Angelo Sotgiu, dove in quest’ultimo decennio avevano continuato indelebili a mantenere alto e vivo il nome dei Ricchi e Poveri e la loro inconfondibile musica, da “La prima cosa bella”, “Mamma Maria” a “Sarà perché ti amo”, “Che sarà” e tanti altri innumerevoli successi che hanno fatto la storia della musica italiana nel mondo. Ci facciamo spazio tra le migliaia di domande poste dai nostri colleghi e il gruppo storico, con grande umiltà, ci riabbraccia e ci dedica nuovamente attenzione. Buon pomeriggio Angelo e Angela, noi ci siamo già incontrati tre settimane fa su da noi in Germania alla Porsche-Arena di Stoccarda, regalandomi un’indelebile intervista. Oggi chiedo pertanto di commentare agli altri due membri, Marina Occhiena e Franco Gatti, l’emozione che si prova nell’essere “rinati” e ritornati in quattro. Si, è vero Angela, noi ci siamo visti nel concerto a Stoccarda, ed è stata una serata meravigliosa…”ci dice prontamente Angelo con simpatia “…c’era tantissima gente, ed è stata una serata entusiasmante; te ti sei ricordata e sei venuta anche qua a salutarci; noi siamo felici che siamo ritornati tutti e quattro insieme e che oggi, in questo giorno per noi cosí speciale, ci sei anche tu Angela. Gazie di cuore e un saluto a tutti gli italiani emigrati”. Ciao Angela, é bello rvederti. Noi siamo nati in quattro ed è giusto festeggiare in quattro i cinquant’anni della Prima cosa bella…” aggiunge Angela Brambati“… grazie anche a Mogol e a Nicola Di Bari che ci hanno fatto fare la prima…mortadella…che mi piace tanto, ma tanto tanto…” interviene Franco “…la Prima cosa Bella…” corregge Angela Brambati “…siamo partiti in quattro ed era giusto arrivare qui a Sanremo in quattro, del resto siamo degli inguaribili romantici, termina Franco.” Nell’encomiabile quartetto traspare davvero quella serenità e complicità di una volta e tutto ció é bellissimo anche per tutti noi. Sembra come se il tempo abbia cancellato di colpo quelle fastidiose ombre. Oggi tornano a divertirsi e a scherzare tutti insieme, come soliti erano fare sui palchi di tutto il mondo, e Marina Occhiena approfitta nel salutarmi e a rispondermi “…è una gioia per noi risalire in quattro; veramente io sento sprigionare da loro e da me calore ed energia che mi auguro arrivi anche a tutta la platea e a tutte le persone che sono venute a sentirci; noi ci crediamo…” termina Marina Occhiena “…e a quanto vedo anche tu Angela giacché sei qui, quindi, grazie da tutti noi per esserci stata anche tu Angela…” dopodiché, l’affiatatissimo gruppo Ricchi e Poveri, ci salutano intonando a cappella il Se M'innamoro con le loro quattro inconfondibile storiche voci e lasciano la sala stampa, ma non prima di passare tra la calca dei numerosi e incontenibili saluti e abbracci fatti da tutti noi media. Per l’occasione il "quartetto" ha presentato i progetti futuri e sotto la direzione musicale del maestro Lucio Fabbri annunciano anche che, il 27 marzo, attraverso le ventuno tracce pescate dagli anni ’60 ai ’90 e con un meraviglioso effetto di ensemble, uscirà la nuova versione in un doppio album chiamato “Ricchi e Poveri ReuniON” e per la prima volta cantato a quattro voci. Per festeggiare la carriera dei Ricchi e Poveri inoltre, martedì 23 febbraio su Rai Uno andrà in onda la serata evento, prodotta da Ballandi in collaborazione con DM Produzioni in “Che sarà sarà” e condotta da Carlo Conti nonché direttore artistico. Non è mancata al Festival la gag con l’altrettanto Fiorello, che per quell’attimo si è trasformato nel “quinto” dei Ricchi e Poveri, desiderio che il mitico showman aveva espresso anche su twitter. Sul palco dell’Ariston, eccezionalmente i Ricchi e Poveri al completo, sono stati nuovamente protagonisti indiscussi della scena musicale, mandando in delirio l’intera sala stampa, la platea del Teatro Ariston Roof e ottenuto il boom di ascolti. Che dire, rincontrare al Festival di Sanremo la leggendaria band “Ricci e Poveri” e nuovamente al completo, è stato anche per noi di TeleVideoItalia Angela Saieva un doppio orgoglio e una grande lezione di vita. Un segno tangibile che ti porta a credere che tutto si possa risanare, basta crederci ma soprattutto volerlo anche perché infondo, come dice lo stesso Franco dei Ricchi e Poveri: “anche se la vita ogni tanto ti dà un inciampo, la prima cosa bella oggi è solo una…l'amicizia”! Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con gli studi della SDA FotoVideo, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Elisabetta Ferracini l'affascinante celebrità italiana ai nostri microfoni

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Tutti presi dalla prima serata del Festival, frenetici torniamo tutti ai nostri posti per la consueta conferenza stampa con i vertici Rai, per gli aggiornamenti, dibattiti e gli incontri con il gruppo di Vip in gara. Siamo quasi pronti per dare inizio a una nuova e sicuramente altrettanto importante giornata ma prima di ogni altra cosa, il buon caffè al bar dell’Ariston è la meta fissa di tutti noi. Immersi nel scambiarci idee, battute e opinioni tra colleghi incontriamo giá mattiniera una celebrità, la conduttrice televisiva italiana Elisabetta Ferracini, figlia della mitica attrice e conduttrice televisiva Mara Venier, nonché nota al grande pubblico per essere stata un volto della tv dei ragazzi. Istintivamente ci avviciniamo con le nostre telecamere e dopo qualche scatto la coinvolgiamo nei nostri discorsi e lei con grande simpatia e umiltà accetta, partendo subito con una buona dose di sano umorismo. Ciao a tutti, io sono Elisabetta Ferracini, però attenzione Angela… io non parlo tedesco! So dire soltanto due parole: Auf Wiedersehen e Wie heißt du, se non ricordo male o un qualcosa del genere come... Wie alt bist du, che dovrebbe essere "quanti anni hai" giusto, o mi sbaglio Angela? “Ok…”, le rispondiamo condividendo il suo umorismo, per poi chiederle “…giacché è mattina presto è meglio partire col dire, magari a chi ci sta seguendo televisivamente dalla Germania, "Buongiorno cari telespettatore” naturalmente nella nostra lingua tedesca. Elisabetta Ferracini simpaticamente e divertita si assicura come dovrebbe pronunciare la frase e ripete fiduciosa alla lettera il nostro suggerimento: "Guten Morgen Liebe Zuschauer da Elisabetta Ferracini" ma poi dubbiosa prontamente ci dice: Angela… non è che mi fai dire parolacce eh! “Nooo, assolutamente no Elisabetta!” la rassicuriamo subito e da lì in poi, si parte a ruota libera e ci confida con orgoglio: questa sera c’è la mia amica e sorella del cuore Sabrina Salerno e che voi sicuramente conoscete bene, poiché anche si da voi in Germania è famosissima, ci dice sprintosa Elisabetta Ferracini accennandoci e ballando con spensieratezza frasi di "Boys" una delle canzoni famose della cantante pop italiana, Sabrina Salerno. Difatti vedi Angela, le sto portando la sua borsa. Guarda quant'é bella e di ottima marca! Elisabetta, essendo la figlia della grande Signora della domenica Mara Venier, amata dagli italiani che vivono sia in Italia sia all’estero inclusa la sottoscritta, spontanea sorge la domanda: ma la nostra “zia Mara” da “mamma” com’è? È una mamma, una vera mamma! È una donna comunque come la vedete voi da casa. É una donna molto spontanea e che se ha qualcosa da dire, te lo dice. È insomma una mamma come tutte le atre, anche se con quella differenza che lei va in televisione, però a casa è una mamma. Capisco, molto diretta quindi. Va bene ma ferma restando nel tema, tu invece Elisabetta come mamma, come sei? Come mamma io? Anch’io lo sono come mamma. Io ho un figlio di diciassette anni e sono una mamma ma sono però anche una mamma non tanto amica e quindi sono severa, quando lo devo essere, perché è comunque anche questo il ruolo di una mamma. Sono apprensiva, vizio mio figlio essendo figlio unico e mi manca già da morire. Ah, soffoco già solo al pensiero che mi manca. Vedi, sono partita e già mi sento male, solo all’idea che sto lontano per cinque giorni. Comunque, entriamo nel vero argomento Elisabetta, il Festival. Abbiamo assistito alla prima serata. Mi soffermo però su Amadeus e il tema della donna. Sono d’accordissimo. Adesso non so nello specifico se la tua domanda Angela, si riferisce ad una cosa che è avvenuta ieri sera…” si esattamente, le rispondo, “…ah ecco, per cui non avendolo visto, capisci che non posso risponderti nello specifico ma penso però che Amadeus, con tutte le polemiche che ci sono state, è stata strumentalizzata una parola che probabilmente non era stata detta, poteva essere infelice la frase, però invece è stata proprio tutt’altro. Lui voleva invece dire però tutto il contrario, perché comunque lui è un signore, è una persona per bene, è una persona che porta la donna in palmo di mano. Addirittura parlare di “sessismo”… cioè, hanno crocefisso una persona sul nulla. É impensabile, perché è un uomo così generoso che addirittura da spazio alle donne. Cioè, questo è il Festival delle donne, perché le conduttrici insieme a lui sono tantissime. Anzi c’è da dire il contrario, mai nessuno ha dato così spazio a delle donne, mentre lui ha portato dieci donne sul palco e diverse una dall’altra. Tutte donne comunque professioniste e che hanno un vissuto, un carattere, una storia, per cui a mio avviso è il contrario di quello che è successo. Per questo non scendo più di tanto nei particolari, all’infuori di dire che ieri sera è stata una puntata fantastica. Altrettanto fantastico è stato il monologo della signora Rula Jebreal e che so che ha avuto una standing ovation, ha commosso tutti e io extra commossa perché ho la lacrima facile. No, io sostengo e sono molto contenta oggi di essere qui con te Angela e con tante altre donne che sto incontrando e che comunque è il nostro momento, ecco. Non siamo un passo indietro, anzi! Grazie Angela sei simpatica, mi ha fatto piacere incontrarvi e faccio un saluto attraverso la tua emittente TeleVideoItalia a tutti i connazionali in Germania e nella vostra lingua, o almeno ci provo… aiutami peró Angela, mi raccomando: "da Elisabetta Ferracini… Ich liebe dich! Auf Wiedersehen!". Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con gli studi della SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Rita Pavone a Sanremo con Niente

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. L’icona della musica ritorna più grintosa che mai al teatro Ariston con “Niente Resilienza 74” dopo quarant’otto anni di assenza dal Festival di Sanremo. Vera star della musica pop, attrice e showgirl italiana, è una cantante tutto tondo. Il brano, scritto dal figlio, musicalmente è notevolmente pieno di energia anche se non proprio rock. Grazie al talento artistico della cantante piemontese, star riconosciuta e affermata in Italia e nel mondo per la sua inarrestabile catena solida di successi musicali e cinematografici, i suoi album sono stati incisi in sette lingue diverse. A lei riservata sia al Teatro Ariston, sia da noi in sala stampa un’ovazione. Con grande emozione e infinito rispetto la incontriamo e lei, con grande umiltà, non si nega ai nostri microfoni. Rita Pavone, lei un colosso della musica internazionale e soprattutto nulla togliere all’Italia ovviamente, il grande successo l’ha fatto a partire su da noi in Germania e propagato a seguito nel mondo. Inoltre, i nostri italiani la amano, mi preme pertanto chiederle se si sentirebbe di mettere ancora la sua potente “mano” sulla spalla di un giovane? “Oh, Dankischen! Ich kannte Ihr Deutschland, als ich noch sehr jung war“. Si è vero, io sono stata nei primi posti delle classifiche, per diciassette settimane. Nel ’63 ho inciso il mio primo disco e anni dopo, nel ’70 Nina Hagen ha fatto una Cover e ogni volta che la presenta, dice: questa è una canzone di Rita Pavone, ed io la porto sempre nel cuore. Per quanto riguarda i giovani, ma sì, volentieri. Io nasco dalla Festa degli Sconosciuti, che è stata credo la madre di tutti i Talent. Si facevano a Piazza di Ariccia, nei Castelli Romani. Era una cosa molto familiare ma sono venuti fuori dei nomi come Claudio Baglioni, Enrico Montesano, Marcella Bella, Malv Primitiv e modestamente non tralasciando il primo anno la sottoscritta, Rita Pavone. Devo dire a maggior ragione che mi fa davvero molto piacere potere ascoltare delle nuove voci e anche… perché no, far da madrina. Io non ho nessun problema. Se la voce mi piace e chi canta, mi diverte, non ho mai avuto problemi. Trovarla in gara oggi, dopo avere segnato un capitolo di storia della canzone italiana nel mondo, fa davvero un certo effetto. Le sue canzoni hanno accompagnato intere generazioni e con altruismo ha lanciato grandi stelle. Perché rimettersi in gioco? Mettersi in gioco è una bella cosa del resto, appunto, lei sa in Germania del mio successo. Mi fa piacere pertanto che lei, cara Angela, sappia queste cose, perché sono cose che non sono note in Italia. Adesso è un mondo globale e forse arriva qualcosa di più, ma prima non arrivava nulla. Mi sono messa in gioco perché, a mio avviso, ci sono cose che devo e posso anche vocalmente ancora dire. Trovo ingiustificato relegarmi soltanto a un passato glorioso. Sono felice che questo brano sia stato apprezzato e amato. Aldilà dei mie fierissimi settantaquattro anni che porto, volevo lasciare solo una mia impronta su questo Festival e ci sono riuscita, tutto qua. Mi ritengo moderna, seguo la musica contemporanea e volevo dimostrare che non vivo di ricordi. Il Ballo del Mattone, La Pappa al Pomodoro e tanti altri brani mi hanno dato e fatto guadagnare tanto, ma mi fa piacere essere ricordata per chi sono oggi, una donna che è alta sì un 1.52 cm ma che sui palchi si sente un gigante. Dieci anni fa avevo lasciato la canzone, ho vissuto cinque anni senza di essa, ma poi ho ricominciato a fare quello che mi da tanta gioia. L’energia credo che sia un dono divino e non voglio privarmene, ho ancora tante cose da dire e quindi, vi romperò ancora le scatole! Ha ancora sogni nel suo cassetto? Resilienza è un abito che mi è stato fatto su misura, con un testo che mi rappresenta come sono oggi. É qualcosa nella vita di tutti noi, ed è il titolo più opportuno, pensando che nel terzo Festival di Sanremo mi avevano dato per spacciata. Ho collaborato con numerosi artisti, dai Pink Floyd a Beach Boys. Ho girato tutto il mondo. A marzo ho festeggiato cinquantadue anni di matrimonio. Tre anni fa ho ritirato anche il Premio alla Carriera, ma ammetto che la standing ovation che mi avete riservato voi in sala stampa, come anche al Festival, mi ha emozionato davvero tanto. No, non ho altri sogni, è già un sogno stare qui con voi. Mi auspico solo che questa canzone possa inciderla anche in tedesco. Mi piacerebbe molto. Grazie per le sue domande, mi ha fatto piacere incontrala e mi auguro di abbracciare presto anche i nostri connazionali, attraverso i vostri palchi in Germania. 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