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  • A Pforzheim in ventiquattro ricevono il sigillo dello Spirito Santo da Mons. Michael Gerber

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. La presenza del ministro della Confermazione, il Vescovo, è senz’altro occasione e dono del Signore per una vera e propria rivitalizzazione di un tessuto ecclesiale che ai fedeli da una forte e incisiva testimonianza di fede nelle comunità religiose, così come nella propria appartenenza alla Chiese e alla fede apostolica e cattolica. Ed è questo ciò che si è realizzato anche sabato 3 giugno 2017 presso la chiesa St. Antoniuskirche di Pforzheim. Ventiquattro i giovani cresimandi hanno ricevuto il sigillo dello Spirito Santo, la Cresima, dalle mani del Vescovo ausiliare di Freiburg Sua Eccellenza Mons. Michael Gerber con i concelebranti p. Wieslaw Baniak e p. Rocky Maria Arokiadoss della Missione Cattolica Italiana di Pforzheim: Accardo Gioacchino accompagnato dal padrino Accardo Angelo, Alfieri Gessica con il padrino Palmerino Graziano, Angiolello Alessia con la madrina Bonacci Squadrito Carola, Angiolello Francesco con il padrino Crea Alessandro, Bonaffini Sebastiano con il padrino Oliva Massimo, Caffarelli Dario con la madrina Di Naro Federica, Capanna Giovanni con il padrino Troisi Francesco, Curcio Jeanette Maria con la madrina Muscara Laura, D’Alessandro Antonio con il padrino Bonvissuto Calogero, De Vito Francesca con il padrino Chodzinski Steckelberg Dana, Elia Stefano Antonio con il padrino Santaniello Francesco, Esposito Enrico con il padrino Sarto Domenico, Garripoli Marina con la madrina Garripoli Jessica, Innocente Valentina con la madrina Leuci Stefania, La Pietra Giuseppe con il padrino Misuraca Enrico, La Pietra Nicola con il padrino Misuraca Alessandro, Mancuso Alessia con la madrina Salaris Claudia, Mastromatteo Francesco con la madrina Mastromatteo Incoronata, Miccichè Anna Maria con la madrina Agozzino Cettina, Pontonio Maria con la madrina Coletta Teresa, Puma Elisa con il padrino Basile Franco, Serravalle Vanessa con la madrina Rizzo Federica,Tarantino Raffaele con la madrina Di Naro Tiziana,Vigilante Alessandro con la madrina Paulina Strozek. Il maggior numero di cresimandi che hanno seguito il corso presso la Missione Cattolica Italiana di Pforzheim è giunto alla Confermazione attraverso un adeguato accompagnamento catechetico e preparazione con la preghiera guidata con dedizione dai sacerdoti guanelliani p. Wieslaw Baniak, p. Rocky e la catechista Michela Raspa Carrara, per offrirsi con maggiore disponibilità all'azione dello Spirito Santo. Nemmeno l’improvvisa e spaventosa pioggia imbattuta durante la celebrazione della Santa Messa ha scalfito la gremita folla, la forte emozione dei candidati e la parola di Mons. Michael Gerber che al fatto ha dato invece una giusta spiegazione: vedete, questo è segno del Signore che invita a entrare anche chi è rimasto fuori dalla chiesa. Questa è la casa di Dio e questa è la vostra casa. Impeccabile è stata anche la coordinazione dell’intero gruppo di cresimandi brillantemente eseguita sin dalle prove generali, tenutasi durante la settimana dal chitarrista della missione Nino Carrara e la sua consorte Michela Raspa, e seguita fino alla fine della celebrazione della Santa Messa. Sono contento di essere ritornato per la seconda volta qui a Pforzheim per incontrare la comunità italiana e i miei fratelli guanelliani p. Wieslaw e p. Rocky della Missione Cattolica Italiana di Pforzheim. Anche la vostra presenza mi è lieta e benedico sia il vostro lavoro mediatico fatto con professionalità e massima discrezione sia l’attenzione dedicata alla comunità nel divulgare questo evento ecclesiastico. Anche questo è un modo di segnare indelebile la parola di Dio scesa oggi sui fedeli e i cresimandi, ha detto ai nostri microfoni Sua Eccellenza il Vescovo Mons. Michael Gerber. Soddisfatti anche i presuli guanelliani p. Wieslaw e p. Rocky della missione di Pforzheim che gratificati dall’illustre presenza Mons. Michael Gerber nella liturgica manifestazione, sembrano essersi inseriti molto bene anche nella comunità italiana del posto. Pur essendo polacco io, appartengo alla provincia romana, a San Giuseppe della congregazione servi della carità e quindi automaticamente appartengo alla parte italiana. Ho iniziato la mia formazione, probandato e noviziato gli anni e studi di teologia con specializzazione, lavorando i primi nove anni di sacerdozio nelle nostre parrocchie di Roma e provincia, stando in contatto con gli italiani. Sono quindi, per modo di dire, un italiano adottivo, confessa p. Wieslaw Baniak. Dopo le ordinazioni sacerdotali insieme a un mio con fraterno siamo andati in Polonia per aprire la prima comunità guanelliana destinata a Cracovia, l’amatissima Città Reale del nostro Santo Padre Papa Francesco Karol Wojtyla, aprendo una casa per bambini orfani e famiglie disgregate dando così un forte segno della nostra spiritualità per come voleva la stessa curia. Certo che passare da un lavoro prestato ai disabili a Roma a dare un servizio concreto per i bambini e i disagiati in Polonia e poi a una realtà parrocchiale qui a Pforzheim legata più alla liturgia, è certo un’esperienza che mi mancava per completare il quadro o per meglio dire dare un tocco in più pastorale. Le nostre attività caritative maggiormente sono in Sicilia e in particolar modo noi guanelliani gestiamo proprio il santuario di San Calogero a Naro. Pforzheim, come ben sapete, conta un numero non indifferente di naresi e quindi a maggior ragione, tralasciando che siamo in Germania, con loro mi trovo in qualche modo a casa. L’incontro con l’italiano per me non è stato proprio un cambiamento. In questi tre anni e mezzo a Pforzheim abbiamo portato avanti con p. Rocky la cultura e la tradizione italiana. Del resto tutto si svolge in italiano dalle liturgie, alle messe domenicali, agli eventi come battesimi, comunioni, cresime e matrimoni, i pellegrinaggi a Lourdes, a Medjugorje e a Fatima. Siamo stati anche in Polonia a Cracovia in occasione della giornata mondiale della Gioventù, per fare anche l’incontro con il Santo Padre, conlude p. Wieslaw Baniak. Eseguiamo le manifestazioni popolari come il Don Guanella, San Calogero molto sentita questa dai naresi. Incontriamo chi è solo, gli ammalati e i bisognosi, diamo gli ultimi saluti ai connazionali emigrati partiti con la speranza di ritornare a rivedere da vivi la propria terra e che invece non ce l’anno fatta. Vivo pertanto questa mia nuova esperienza a Pforzheim con grande serenità. Sono contento perché sento che non sono qui per caso ma per volere e progetto di nostro Signore, Dio Padre. Vengo dall’India, un Paese di diverse religioni e culture in particolare quella ariana e quella dravidiana, ma la sua ricchezza è la spiritualità, l’ospitalità e la tranquillità che c’è nelle famiglie, afferma p. Rocky. Ecco, io porto tutto questo bagaglio con me, per cercare di aiutare anche gli altri. Ho un’esperienza di dieci anni di studi in Italia e altrettanti di servizio sacerdotali nelle Filippine e in India. Conosco bene l’italiano e quando mi è stato proposto di fare servizio per gli emigrati italiani qui a Pforzheim, l’ho sentito più come una sua chiamata divina. Ho accettato questa nuova avventura con gioia e devo dire che mi sono sentito accolto molto bene. Ci sono certo anche delle sfide e difficoltà da affrontare ma non ci scoraggiamo perché il volere e l’amore di Dio ci guida verso la perfezione. Senza l’amore e la crescita non esiste la perfezione e noi ce la mettiamo tutta per rimanere sempre in sintonia, per volere di Dio e dei nostri superiori. Siamo molto impegnati nelle nostre attività guanelliane e pastorali verso i migranti con ricchi progetti che naturalmente non mancheremo nel tenere informati anche voi. Cerchiamo di aiutare chiunque è in difficoltà e ci chiede una mano spirituale, un lavoro, una casa, delle medicine. Molti sono anche giovani e noi, nei limiti concessi lo facciamo, invitandoli però anche alla responsabilità della vita. San Luigi don Guanella nostro fondatore delle congregazioni “Servi della Carità” e “Figlie di Santa Maria della Provvidenza” diceva sempre come battuta che le difficoltà sono un seme di una strada giusta e buona, ci pone l’accento p. Wieslaw Baniak, la strada senza difficoltà è quella che porta alla rovina. Analizzando questi nostri anni d’insediamento nella comunità italiana di Pforzheim possiamo senz’altro dire che abbiamo visto di anno in anno un numero crescendo nella nostra comunità e quindi sia i nostri messaggi, le nostre opere e le difficoltà superate ci hanno rafforzato. Che i due presuli p. Wieslaw e p. Rocky sono stati accolti bene dai nostri connazionali non c’è alcun dubbio, conoscendo l’ospitalità, l’affetto e il buon senso civico che gran parte dell’italiano emigrato fortunatamente conserva. In missione, oltre alla parte liturgica che non manca mai, i due presuli si dedicano anche alla parte ricreativa collettiva e non mancano in certi casi anche gli scambi di ricette culinarie in missione con tanto di sedute a tavola. Sfide affrontate a suon di “pentole” da una parte con p. Rocky in veste cuoco che fa gustare prelibati piatti con spezie piccanti come madre natura indiana insegna, dall’altra gli italiani rispondono con spaghetti al sugo di pomodoro, basilico e parmigiano, il tutto digerito tra un caffè e una grande preghiera. La cosa ci diverte e p. Rocky prontamente risponde, essendo missionari la nostra attività comprende anche il farci tutto da soli, dal cucinare, al lavare i piatti, i panni e stirarli per l’occorrenza. In cucina ci alterniamo con p. Wieslaw, quando uno cucina l’altro lava i piatti ma di certo è lui il più bravo a cucinare in quanto, escludendo quella indiana che mi appartiene, conosce bene quella europea. L’armonia regna sovrana ma è ora di lasciarli in pace e nel ringraziarli per averci ospitato e dedicato il loro prezioso tempo p. Rocky desidera terminare l’intervista con una grande parola, FAMIGLIA... Il Santo Padre Papa Francesco ha scritto “Amoris Laetitia” esortazione apostolica post sinodale sull’amore della famiglia. Adesso la famiglia è in crisi. Va aiutata. Noi in qualche modo siamo partiti per aiutare queste famiglie in difficoltà. Portiamo loro ascolto e diamo consigli attingendo dalla parola di Dio, nostro Padre. Noi organizziamo lection divina, scegliamo i temi importanti per aiutarli. Portiamo la liturgia e i sacramenti della confessione per chiedere il perdono di Dio e per purificare il cuore. In questo modo, si comprende maggiormente l’importanza della Santa Messa. Per questo invitiamo tutti a venire la domenica in chiesa, perché è qui che si trova riparo. Il nostro compito è stare vicino alle famiglie in difficoltà, in crisi, ai separati poiché siamo sicuri che i loro giovani con l’aiuto e la parola di Dio saranno in un buon cammino. Stiamo inoltre vicino agli anziani, ai disabili e agli ammalati portando anche a loro conforto e la Santa comunione, nutrendoli del corpo di Cristo. Abbiamo un gruppo di lavoro, dove invitiamo le coppie nella nostra missione a testimoniare la vita famiglia ai giovani e a pregare. Organizziamo dei ritiri spirituali che coinvolgono non solo i cresimandi ma anche i genitori stessi, per vedere e capire l’importanza di questo ritiro. È anche di questo che la società ha bisogno, di recuperare la dimensione spirituale. Con l’amore e le nostre possibilità, attraverso anche voi della stampa che ci prestate attenzione, noi vogliamo trasmettere le nostre disponibilità verso tutti i bisognosi così per come vuole il nostro cuore e il fondatore Don Guanella ma senza farvi mancare l’attività pastorale. Lui diceva “Dio è Padre provvidente” ecco, noi abbiamo l’amore paterno quello di Dio e l’amore materno quello di Maria, e confidiamo in loro. Vi auguriamo a tutti, pace e bene, e grazie per l’ascolto. Per l'occasione é stato realizzato un Reportage dedicato all'operato in questi ca. quattro anni dei sacerdoti guanelliani, p. Wieslaw Baniak e p. Rocky Maria Arokiadoss, insediati presso la Missione Cattolica Italiana di Pforzheim. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • S.E. Monsignor Peter Birkhofer di Freiburg celebra le Cresime a Pforzheim

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. La Missione Cattolica Italiana di Pforzheim ha celebrato sabato 8 Giugno le Cresime, con la presenza di Sua Eccellenza Mons. Peter Birkhofer, nominato lo scorso anno Vescovo Ausiliare dell’arcidiocesi di Freiburg in Breisgau dal Santo Padre Papa Francesco. È stato un pomeriggio di festa per l’intera comunità italiana del posto che si è trovata a festeggiare nella vigilia di Pentecoste, anno C, sia la venuta di S.E. il Vescovo Mons. Peter Birkhofer, sia i cresimandi Amella Valeria, Azzellini Luca, Caramia Vita Maria, Guardavaccaro Fabio, Guardavaccaro Gianluca, Gallo Lucia, Giambra Raimondo, Guglielmino Vivien, Marino Maria Carmela, Taibi Adriana, Vedda Emanuele, Fabbrica Giuseppe, Stapane Manuel Dario. A ospitare la Celebrazione del Sacramento della Confermazione con i suoi numerosi fedeli, è stata la chiesa St. Antoniuskirche. È una chiesa in grado di ospitare la comunità italiana del posto che ha superato notevolmente la soglia dei novemila residenti, diversamente dalla storica ma piccolissima Barfüßerkirche, diventata ormai davvero insostenibile e sotto tanti punti di vista. La Santa messa, presieduta da Sua Eccellenza Mons. Peter Birkhofer, è stata portata a termine insieme ai concelebranti padri guanelliani, don Arcangelo Biondo e don Rocky Maria Arokiados Antonyraj, della Missione Cattolica Italiana di Pforzheim. Durante l’omelia chiaro è stato il messaggio di Mons. Peter Birkhofer, a tutti i fedeli presenti. Parole di esortazione e di amore sono state rivolte in particolare ai Cresimandi, ai Padrini, alle Madrine degli stessi e alle loro famiglie, ponendo l’accento sull’importanza della Cresima. Nel ricevere il sigillo dello Spirito Santo, in sintesi riformuliamo il concetto di Monsignore, si diventa testimoni di Gesù nel mondo. Questo è un sacramento che ricongiunge la persona a Dio. Come Gesù ha detto ai suoi Apostoli nel Vangelo di Giovanni: “Lo Spirito Santo c’è donato affinché possiamo testimoniare che Cristo è morto e risorto per costruire con Lui, una comunità di amore”. Tutti loro pertanto hanno il compito di aiutare, sostenere e guidare il cresimando nell’educazione alla vita cristiana. Non sono mancati momenti di commozione e particolari riflessioni. Mons. Peter Birkhofer è entrato subito in perfetta sintonia e sinergia con la comunità, con i cresimandi e i due presuli guanelliani del posto, padre Arcangelo e padre Rocky. Con il suo modo semplice e umile si è fatto amare sin da subito, proprio come solo un buon padre sa fare. Prima del suo rientro a Freiburg, presso la missione è stato allestito anche un rinfresco in suo onore. Si è soffermato più volte a sorridere, scherzare e a parlare con tutti, senza farsi negare, nemmeno ai nostri microfoni. È stato bello stare oggi insieme a questa comunità italiana e ai suoi cresimandi. Mi porto con certezza un piacevole ricordo di questa giornata, come altrettanto la grande accoglienza e assistenza avuta dai miei fratelli, Padre Arcangelo Biondo e Padre Rocky Maria Arokiados, nella loro Missione Cattolica Italiana di Pforzheim, ci dice Mons. Peter Birkhofer. Mi sono trovato davvero bene con tutti loro. Farò tesoro di quanto raccolto anche da questa comunità e darò attenzione a certe problematiche postemi all’attenzione anche da voi, come il caso di avere una Chiesa più grande e ospitale non a caso la St. Antoniuskirche. Di certo manca un numero adeguato di sacerdoti e, chissà che non possa essere proprio don Rocky a presiederla. Vaglierò la situazione. Vi rendo merito per come rispettosi avete anche voi seguito l’intera celebrazione e per come contribuite, attraverso il vostro impeccabile lavoro mediatico, sia a diffondere la parola di nostro Signore Gesù Cristo presa dalla bocca dei nostri confratelli, sia a farci captare tali messaggi costruttivi e indirizzati a un miglioramento e riavvicinamento alla chiesa e alla fede cristiana. Premesso che è la prima volta che accogliamo Mons. Peter Birkhofer nella nostra Missione a Pforzheim el’emozione e la gioia immensa hanno preso un po’ il sopravvento ma del resto è pur vero che, non capita tutti i giorni ricevere un Vescovo nella nostra casa. In questo giorno di festa, di fede e di preghiera ritengo che anche questo, è un dono in più che il nostro Signor Dio Padre ci ha voluto fare. Ai nostri ragazzi ripetiamo il concetto che, con il sacramento della Cresima, i battezzati sono maggiormente vincolati alla Chiesa e arricchiti da una speciale forza dello Spirito Santo. In questo modo sono invitati a diffondere e a difendere con la parola e con l’opera la fede, come veri testimoni di Cristo, ci dice Padre Arcangelo. Non vorrei essere retorico cara Angela ma come detto il mese scorso, in occasione della celebrazione delle Prime Comunioni, mi auspico che anche i nostri cresimandi continuino a seguire questo percorso di fede iniziato attraverso la nostra missione. È bello vederli, se non dico sempre, almeno ogni domenica alla Santa Messa. Approfitto ancora una volta dei vostri microfoni per ricordare alla nostra comunità italiana pforzheimese che nella nostra Missione ci sono e sono nate altrettanti grandi iniziative, da quelle culturali, ricreative e canore, al culto e preghiera, al servizio pastorale per gli ammalati e gli anziani, consolazione per le famiglie colpite da lutto fatte attraverso la visita, il raduno preghiera, la confessione sacramentale, la comunione eucaristica, l’unzione dei malati e l’intercessione con il rosario mariano. Non per ultimo è nato anche il Rinnovamento dello Spirito Santo, diretto da Annibale Carrara. La nostra Missione di Pforzheim è aperta a tutti. Un grazie particolare da parte mia, da padre Rocky e della nostra Missione Cattolica Italiana di Pforzheim va a Sua Eccellenza Monsignor Peter Birkhofer, per avere amministrato il sacramento ai nostri giovani e per avere accettato il nostro invito, termina don Arcangelo Biondo. Ringrazio Annibale e Michela Carrara che insieme a don Rocky e me, hanno preparato, guidato e accompagnato per diversi mesi con assiduità i cresimandi, con le Sacre Scritture, con la preghiera, fino a mantenere un certo equilibrio in chiesa per ricevere il Santo Sigillo. Grazie anche al coro diretto dallo stesso Annibale Carrara; la nostra comunità per i doni e le offerte ricevuti durante la Santa Messa; voi di TeleVdeoItalia.de, SDA FotoVideo Production e Corriere d’Italia che con la vostra presenza e i vostri servizi video, tv e stampa, da anni state vicino ai nostri connazionali italiani e divulgate le nostre parole e i nostri sentimenti; l’ encomiabile lavoro della segretaria della missione Tina Marsella, come quello del veterano sacrestano Antonio Trovato che cura con amore e dedizione l’altare e la chiesa. Che Dio vi benedica tutti, Alleluia. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Il gruppo longevo I Teppisti dei Sogni approda a Esslingen. Piccolo Fiore dove vai, non ha deluso le

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Sta riempendo tutte le sale la tournée in Europa e nel mondo dei Teppisti dei Sogni. Il longevo gruppo composto dal cantautore Salvo Romano, storica voce originale che ha regalato i più grandi successi degli ultimi cinquant’anni alla Band, è approdato finalmente anche in suolo tedesco. A Esslingen, accompagnato dai rinomati musicisti: il bassista Gil Lana, il chitarrista Tony Gambino e il batterista Beppe Maurici, il Corriere d’Italia li incontra per abbracciare e parlare di questi cinquant’anni di storia. Permettimi anzitutto di ringraziarti per questo nostro incontro Angela e per avere mantenuto la tua promessa che ci eravamo fatti anni fá, graditi miei ospiti te e tuo marito Dino in un nostro tour ad Agrigento, e cioé quella di tornare a trovarci con la tua tua emittente TeleVideoItalia Angela, qualora avremmo toccato i palchi della Germania. È vero, tra le opere più belle e conosciute del repertorio musicale dei Teppisti dei Sogni, spicca per eccellenza l’emblema o per meglio dire il "cavallo di battaglia" che ci porta in giro per il mondo “Piccolo fiore dove vai”. Ha venduto milioni di dischi in tutto il mondo e tutt'ora è presente nella top ten delle canzoni italiane più ballate nel mondo, anche se la nostra popolarità non è fatta solo di questa meravigliosa canzone ma di altrettanti grandi e importanti successi che hanno segnato la nostra storia, commenta il cantautore Salvo Romano, come ad esempio “Sai” che è la mia prima composizione, Salverò il mio Amore, La foglia, Incontro, Bimba dagli occhi verdi, Tu Amore mio, Amore Amore, Tutto solo e Rivoglio te, Il Canto degli Uccelli, Anima, Io e Te, Non mi ami più, L’emigrante e tante altre ancora che non basterebbe una vita elencarle tutte. Come sicuramente sai Angela, sono tutte canzoni che hanno e continuano ancora oggi a fare innamorare e ballare intere generazioni. Da non dimenticare “Nassiriya”, un bellissimo brano scritto in memoria dei soldati italiani morti il 12 novembre del 2003. Ho scritto anche per Mia Martini e in particolare anche "La terra mia" dedicato a Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, i due straordinari siciliani che hanno dedicato la loro vita alla lotta contro la mafia e che proprio in questi giorni l'Italia li sta ricordando. Noi portiamo in giro tutta la nostra musica dagli anni settanta al 2017, a garanzia dei nostri cinquant’anni di storia vissuta. Arrivati appena pochi minuti fa dalla Francia, dove è partito il nostro tour europeo e preceduto da quello internazionale, ci siamo catapultati direttamente in sala come promesso, per incontrare te Angela con la tua emittente TeleVideoItalia, la SINE e il Corriere d'Italia per cui scrivi e ringraziarvi di persona per la vostra attenzione, ci dice il bassista Gil Lana. Questa sera continueremo il nostro compito e cioè quello di regalare più emozioni possibili al nostro amato pubblico, anche se in realtà sono loro a regalarci ogni volta con la loro ricca presenza grandi emozioni. Noi non facciamo altro che raccontare i nostri cinquant’anni e mostrare i meritati premi che ci hanno conferito in tutti questi anni di gloriosa carriera grazie a tutti loro che ci seguono da più parti del mondo, che vengono ai nostri concerti, che comprano la nostra collection di brani, che tramandano le nostre canzoni ai loro figli. Come avrai avuto modo di notare, il nostro pubblico è vasto e ricco di generazione. Ieri sera, come ha detto anche Salvo Romano, hanno fatto l'en plein dei nostri cd. In tour la storica band siciliana negli anni ha toccato innumerevoli città, capitali e volato oltre oceano. Ha scorrazzato tra gli stati del Massachusetts, New York, New Jersey, Boston, Montreal. Ha calcato i palcoscenici di Detroit, Toronto, Chicago, Niagara e toccato una sfilza di città europee come Francia, Belgio, Svizzera, Austria e Germania. In occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia la famosa band dei Teppisti dei Sogni, con l’inconfondibile Salvo Romano, ha celebrato inoltre il tricolore italiano negli Stati Uniti. Protagonisti ormai indiscussi sono apprezzati e amati nel panorama internazionale, tanto è vero che sono numerosi i fan club nati sia in Italia sia in Europa, come numerosi sono i premi conferiti alla storica band. A Toronto, dalla Federazione Siciliana del Michigan, in occasione proprio di un loro concerto è stato riconosciuto anche il premio come gruppo italiano maggiormente ascoltato e presente nelle comunità italiane all'estero. Mentre a Sanremo è stato conferito l’importante premio alla carriera. È stato un evento musicale spettacolare e indimenticabile per chi è riuscito ad accaparrarsi il biglietto. Il repertorio ricco di successi dei Teppisti dei Sogni non ha deluso le aspettative dei fan’s accorsi per riuscire almeno a vedere e ascoltare se non proprio toccare per mano lo storico gruppo strappandogli una foto e, perché no, anche un autografo direttamente dalle mani del loro mito, Salvo Romano. In queste straordinarie tappe il cantautore siciliano sta continuando a raccontare la sua storia e ripercorrendo la sua folgorante carriera artistica dei Teppisti dei Sogni e a noi non resta altro che ringraziarli per avere accettato il nostro incontro e ascoltare finalmente dal vivo i loro successi. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • La seconda edizione del Festival Canta Italia di Stoccarda se lo aggiudica Valentina Bacca

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Con grande spirito di unione e di estrema trasparenza il 27 maggio 2017 a Stoccarda si è conclusa la seconda edizione del Festival Canta Italia. La kermesse, ideata lo scorso anno dal produttore M. Francesco Maggio per ARCES Kultur di Stoccarda, si è svolta presso la Bürgerhaus di Möhringen ed è stato un crescendo e susseguirsi di emozioni per i concorrenti e per il pubblico, molto attento alla performance. Tutti bravi i cantanti in gara. È stato veramente arduo per i giudici assegnare i primi tre posti. Dopo una lunga discussione ha vinto Valentina Bacca, ventinove anni da Ludwigsburg, con l'interpretazione di “Caruso” e accompagnata dal suo pianista, ha commentato a caldo la sua vincita: sinceramente non me lo aspettavo. Sono venuta qua senza nessuna aspettativa, volevo solo divertirmi. Fare ascoltare la mia voce ed emozionare con un brano che a me emoziona da tanti anni. Mi ha colpito la vincita ma maggiormente tutta l’organizzazione, dall’ARCES, a Francesco Maggio, ad Antonella Di Ganci e comunque le persone che hanno lavorato sodo per noi e sono state sempre disponibili per noi. Ci siamo sentiti coccolati e questa è stata una cosa speciale. Siamo stati vicino l’uno con l’altro e credo senza invidia e negatività. Il prossimo anno lascio il posto agli altri ragazzi. C’è tanto talento in giro e va ascoltato. Non ho mai vinto niente e quindi ben venga. Dedico questa mia vincita alla mia famiglia, ai miei amici, a chi mi sta a fianco e a chi amo. Al secondo posto con medaglia d’argento si è qualificato Vittorio Esposito “Reale” dalla Toscana con un suo brano inedito “Scopri una stella” mentre al terzo posto si è qualificato Marco Serra con l'interpretazione strabiliante di “Adagio”. Tre voci indiscutibili che sono state in grado di emergere in mezzo a tante altre, colpire la giuria e il pubblico che non ha esitato ad applaudire e incitare tutti i concorrenti in gara. A Valentina Bacca è andato dunque cinquecento euro e il trofeo ideato e realizzato da Luca Annamaria Palma, l’artista che con le sue opere esposte per l’occasione ha reso la scenografia del Festival della canzone italiana a Stoccarda unica in tutte le sue forme, ritardando la sua partenza per il Salento (Italia) dove sta aprendo una mostra delle sue grandi opere. Altri premi sono stati conferiti a Stefano Iraci come migliore inedito con il brano "Ninna nanna da lontano" dedicato alla sua bambina e a Luca De Benedetto il più votato sul Web. Grande lo spirito di unione e di estrema trasparenza che si è respirato durante tutta la durata della manifestazione in cui i veri protagonisti sono stati i concorrenti. Sotto i riflettori sono stati dodici i finalisti partecipanti alla seconda edizione del concorso canoro: Marco Serra, Aldo Montemitro, Francesco Muní, Stefano Iraci in arte S.I.F., Valentina Bacca, Antonio e Francesca Toma in arte Duo Toma, Vittorio Esposito in arte Vittorio Reale, Bruno Esposito in arte Bruno Biondi, Alberto Lanza in arte Jesza, Antonino Ferrara in arte Tony Pakon, Sara Speranza, Luca De Benedetto. Sinceri e concisi sono stati i membri della giuria composta dal Patrono del Festival Canta Italia rinomato direttore artistico della rassegna di musica da camera Italien Musiziert a Stoccarda M. Francesco Maggio, dalla direttrice artistica del Festival Canta Italia e vincitrice della scorsa edizione del Festival Antonella Di Ganci che nell’intermezzo non ha esitato a deliziarci delle sue doti canore con l’inedito “Un Amore a Metà” scritto da suo padre, dalla lettrice di italiano all’Università di Stoccarda dottoressa Rossana Lucchesi, dal direttore artistico del Dipartimento Europa Manager SDA Sanremo Eventi nonché ideatore e Patrono dell´Accademia della Canzone Italiana in Germania e del Festival della Canzone Italiana in Germania, Dino Saieva. Il Canta Italia l’abbiamo voluto fortemente affidare quest’anno ad Antonella Di Ganci, vincitrice della prima edizione, perché ha una grande carica. È riuscita in qualche modo a stravolgere questo Festival in maniera molto positiva, rispetto alla prima edizione. Festival che vorrebbe promuovere in qualche modo il testo e la lingua italiana. Quello che mi ha colpito di più in questa seconda edizione è stato sia l’avere avuto più iscritti, due arrivati dalla Toscana, sia tanti inediti. Ciò è positivo, ci dice soddisfatto il Patrono del Festival Canta Italia M. Francesco Maggio. I miei impegni organizzativi mi portano spesso ad assentarmi, già da stasera ad esempio partirà l’Italian Jazz Night, un tour che ci porterà in giro per la Baviera con "Giorgio Ferrera Ensemble" che presenterà insieme alla splendida voce di “Monica Proietti Tuzia” una bellissima rarità in territorio tedesco quale diversi brani e canzoni italiane in versione Jazz. Questo Festival è ai suoi primi passi e bisogna seguirlo e farlo crescere, a maggior ragione sono sicuro che la terza edizione con Antonella Di Ganci sarà un continuo crescendo soprattutto per i giovani italiani che vivono sul territorio tedesco. È vero, subito dopo la mia vincita mi è stata offerta l’opportunità di organizzare la seconda edizione di questo Festival ed io l’ho accolta con piacere anche perché, come dico sempre dove c’è musica mi ci tuffo a capofitto, commenta entusiasta Antonella Di Ganci. È stato un piacere rivivere i momenti che ho vissuto lo scorso anno, anche se ammetto che è stato un po’ strano per me passare dall’essere giudicati al giudicare oggi gli altri. In veste di organizzatrice dell’evento è stato bello in entrambi i lati perché tra i ragazzi, molto socievoli, è nato talaltro oltre ad un grande rapporto di amicizia e complicità una famiglia. Consapevole di cadere nella retorica malinconia mi limito inoltre a dire che ho lasciato la Sicilia e la mia Palermo con il suo mare, il sole e il cibo favoloso per trasferirmi qua in Germania a fare la mamma a tempo pieno e la cantante di professione. A prescindere di quanto si è scomodi stare nelle vesti di una giuria, ha commentato lo stesso direttore del dipartimento artist europa managing SDA Sanremo Eventi, ho accettato di buon grado il loro invito perché ho una grande stima sia dell’Artista Antonella Di Ganci, che la ritengo una grande interprete della musica italiana da una parte e incomparabile o per meglio dire "innato spirito d’iniziativa" dall’altra, sia del M. Francesco Maggio che tra tanti pregi è un indiscusso compositore salentino. Ho visto il suo animo puro e gentile e di come mi ha esposto l’estate scorsa il suo progetto Canta Italia. Della Di Ganci mi ha colpito soprattutto la passione di come si è dedicata a questa edizione e ai ragazzi. Ritengo principalmente che la genuinità, l’umiltà e la fermezza di come si è esposta nell’invitarmi, come presentare e dirigere questa manifestazione vada apprezzata su tutti i punti di vista, sia organizzativa sia esecutiva. Pregi che soprattutto in questi ultimi anni si fa davvero sempre più fatica a trovare in un comune mortale. Pertanto a mio avviso ha meritato rispetto, ammirazione e grande attenzione. In questa manifestazione ho scoperto inoltre molti elementi e grandi voci interessanti che meritano di entrare a fare parte della mia scuderia di nuovi talenti, che sto selezionando in Europa. L’edizione è stata condotta da Annamaria Maisto che è stata una grande rivelazione, e da Antonio Straface concorrente nella prima edizione del Festival Canta Italia e che quest’anno ha voluto invece provare l’ebrezza del presentatore. Questo Festival è giovane e molto fragile e ha ancora molte cose da imparare e correggere ma a nostro avviso, se rimarrà nelle sue mani, negli anni sicuramente porterà degli ottimi frutti e grandi soddisfazioni al Patron Francesco Maggio. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • RICORDI. L’esordio letterario della scrittrice naif corleonese Lucia Nikolov a Pforzheim

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. È stata l´Associazione Italo-Tedesca Deutsch-Italienische Gesellschaft di Pforzheim, in cooperazione con l´Istituto Italiano di Cultura di Stoccarda a ospitare a Pforzheim Lucia Nikolov per la presentazione del suo libro “Ricordi di una corleonese tedesca degli anni ‘60” ottenendo pieno consenso di pubblico sia italiano sia tedesco. RICORDI è il primo libro dell’autrice corleonese Lucia Nikolov Paternostro. Il libro è una raccolta di storia familiare che esplora i diversi lati del suo animo umano. Al suo primo esordio nel libro l’autrice porta sulla scena i suoi momenti di figlia, famiglia e donna di fronte alla realtà di un passato vissuto prima a Corleone in Sicilia e dal suo quattordicesimo anno di età in poi in un paese straniero a Pforzheim in Germania, affondando la penna non a caso nei “ricordi” che si annidano anche nei contesti apparentemente più intimi e sicuri. Attraverso il racconto, la scrittrice naif Lucia Nikolov parla con i suoi lettori con grande maturità. Legge alcuni passaggi mentre la sua voce più volte si spezza dalla commozione. Scendono attimi di silenzio in sala. Sembrano infiniti. Giusto il tempo di vedere una lacrima rigare il sul suo viso e scoprire che il pubblico è già immerso nei suoi ricordi più vivi e cari. La sua voce falciata da un nodo in gola a fatica ritorna a leggere, o per meglio dire a rivivere quei momenti fino a quando la voce giovane di sua nipote Maren, traduce la lettura in lingua tedesca. RICORDI è un libro genuino, ricco di percorsi e con molteplici sfaccettature che medita sul tempo, sull’amore, sull’amicizia, sulla responsabilità, sulla felicità, sulla nostalgia e sull’amarezza delle cose vissute e lasciate nel passato, trovate e apprezzate nel presente nel cammino della sua vita. La scrittrice Naif sembra destinata a un successo. Il suo primo libro in lingua madre italiana di fatti è stato già stampato anche in tedesco. Un lavoro enorme ricostruito minuziosamente ma premiato dal gradimento dei lettori accorsi alla presentazione e che in fila hanno acquistato subito il libro e beneficiato di un suo autografo con dedica. Ringrazio vivamente la presenza con la sua emittente Angela TeleVideoItalia come attraverso lei quella del Corriere d'Italia e naturalmente quella del pubblico che oggi è intervenuto alla presentazione di questo mio libro e condiviso la mia grande gioia, commenta emozionata Lucia Nikolov ai nostri microfoni. Questa non vuole essere un’opera letteraria ma soltanto un racconto storico sociale di tanti italiani che, nell’immediato dopoguerra, sono stati costretti al lasciare la propria terra per trasferirsi in luoghi e paesi lontani per motivi di lavoro. Non è stato facile per me mostrare le mie esperienze personali e familiari ma la voglia di far saper al mondo che, grazie alla Germania ho avuto una vita migliore, ha preso il sopravvento. La Germania è la terra che ha accolto me e la mia famiglia. Ci ha dato la possibilità di studiare e lavorare. Ci ha fatto diventare le persone che siamo oggi, con un carico ricco di esperienze ed emozioni. Devo molto alla Germania e per questo io la amo ma senza dimenticare la mia terra nativa, dove sono legata ai tanti e indimenticabili ricordi. Ricordi nitidi e sereni quasi come un sogno fatto in una sera di estate. Questo libro è il mio viaggio nel tempo, voluto e rivissuto attraverso le foto bianche e nero e ai sapori dei cibi che ti riportano ormai a un passato lontano ma bello. Oggi che sono nonna, nel raccontare la mia vita alle mie nipotine, vivo con nostalgia tali fatti e vicende diventati l’argomento del mio libro del quale porta appunto il nome, RICORDI. Saluto tutti miei cari sparsi sia Italia sia nel mondo, termina la scrittrice naif Lucia Nikolov. Ringrazio tutti quelli che hanno creduto, sostenuto e collaborato alla realizzazione di questo progetto. Dal comitato dell’associazione italotedesca Deutsch-Italienische Gesellschaft di Pforzheim che mi ha onorato e fatto tanto felice presentando il mio libro, alla mia insegnante Ingrid Staiger e mia cugina Lucia Gemma per essersi occupati della traduzione in bilingue del libro, mio cugino Dino Paternostro per avere riletto il mio manoscritto, mia sorella che come una manager mi sta guidando, suggerendo e vivendo con me questi grandi momenti. É stato un lavoro di grande ricerca e ricostruzione ed è grazie a tutti loro se oggi sono qui a raccontarvi la mia vita. Sono stati tutti davvero cari con me. Il mio libro vuole essere un messaggio per tutti quelli che verranno in Germania e un augurio di avere fortuna come me, sia nel lavoro sia nell’ambientarsi in terra straniera. È con immenso piacere avere avuto il privilegio di ospitare Lucia Nicolov nella nostra associazione Deutsch-Italienische Gesellschaft di Pforzheim. Siamo noi a ringraziarla per averci portato un’impressione e un’idea della sua vita vissuta, prima a Corleone (Italia) poi qui in Germania. Mi rendo conto delle difficoltà che incontra un italiano nell’integrarsi in terra straniera, ma mi auspico che possano riuscirci come ha fatto Lucia Nicolov, ha commentato l'Avvocato Dott.ssa Susanne Braendle e Presidente dell'Associazione Italo-Tedesca di Pforzheim. Si fa presto a dire “anch’io posso scrivere un libro”. C´è di fatto che Lucia Nicolov non l’ha detto, l’ha fatto. Questo fa la differenza, commenta la vice presidente della Deutsch-Italienische Gesellschaft di Pforzheim Vittoria Eisen Minucciani. È un libro semplice ma fatto con il cuore e l’ho trovato geniale. È la vita vera che rispecchia tanti italiani e in effetti, leggendo il suo libro, anch’io sono ritornata indietro con il tempo. Quasi tutti gli italiani dovrebbero scrivere un tale libro affinché gli altri possano leggere e conoscere le difficoltà affrontate. Dalla mancanza della famiglia, il lavoro, alla nostalgia. Nel cinquantotto ad esempio ho conosciuto e sposato in Italia mio marito e nel sessantuno mi sono trasferita a Pforzheim. Mezzo secolo è passato! Non è stato per lavoro ma ugualmente ho provato e trovato simili se non proprio le stesse emozioni e difficoltà che ha incontrato Lucia Nikolov. In Germania in quei tempi mancava di tutto, dalle cose primarie fino all’informazione. Noi eravamo in otto, quattro fratelli più i nonni e non c’era davvero niente. Oggi invece la Germania, grazie anche al nostro connazionale italiano, ha imparato la dolce vita. C’è stato uno scambio reciproco di cultura in positivo. Abbiamo inoltre più informazione, biblioteche, giornali e quotidiani in lingua italiana e i nostri connazionali possono colmare il vuoto, almeno da questo lato. Nella nostra associazione Lucia Nicolov non ha portato soltanto una ventata di gioventù con i suoi ricordi ma ci ha fatto anche riflettere su diversi temi importanti, a incominciare dai giovani. Giovani che porterebbero innovazioni ma che per l’appunto mancano nella nostra associazione Italo-Tedesca. Anche con la loro presenza, il loro supporto, le loro idee sia nell’ambito sportivo sia in quello culturale, si potrebbe offrire molto di più. Ben vengano dunque i giovani nel nostro centro Deutsch-Italienische Gesellschaft di Pforzheim. Grazie infinitamente anche al Corriere d’Italia, io sono una vostra lettrice abbonata e alla sua emittente Angela TeleVideoItalia per avere dato un tocco in più a quest’appuntamento letterario. Breve Storia: Lucia Nikolov in Paternostro è nata a Corleone, in Sicilia, nel mille e novecento cinquantuno e vive dall’età di quattordici anni in Germania, a Pforzheim. Perfettamente integrata nella società tedesca, non dimentica la Sicilia e la sua Corleone. RICORDI di una corleonese tedesca degli anni ’60, è un libro tutto da scoprire e ricco di foto che ritraggono l’autrice del libro assieme ai suoi ricordi più cari. É disponibile presso la Deutsch-Italienische Gesellschaft di Pforzheim. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Rancore porta Eden al Festival

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Ebbene sì, c’è anche il trentenne rapper romano Rancore, Tarek Iurcich, alla settantesima edizione del Festival di Sanremo. La scorsa edizione il rap ermetico e poetico aveva conquistato ben tre premi della critica, il Premio “Sergio Bardotti” come miglior testo, quello della Critica “Mia Martini” e il Premio della Stampa “Lucio Dalla”. Dopo la partecipazione affianco a Daniele Silvestri, come co-autore del brano “Argentovivo”, quest’anno si ripresenta in gara ma da solo con il suo nuovo singolo appunto Eden. Ieri, nella serata delle cover, abbiamo avuto modo di apprezzare la fusione fra la tradizione e l’innovazione con Rancore e Dardust, alias Dario Faini nonché autore di grandi successi musicali tra tanti citiamo “Soldi” di Mahmood e che vinse al Festival 2019. Dato quindi tra i favoriti alla vittoria, a priori potrebbe segnare un evento importante e di conseguenza vincere il Festival. L’indomani delle cover, lo incontriamo dopo la rituale conferenza e con umiltà si racconta. Ci parli di questo brano, della sua complessità, di come e da dov’è nata? “Eden” è un pezzo nato da un’esigenza comunque di dire, mandare un messaggio e comunque forte. Di aprire delle domande e delle discussioni. “Luce” è, diciamo, un mio tentativo di mostrare comunque come avvolte con i nuovi linguaggi e con il rap si può reinventare la musica, che ormai è la base di quello che è il rapper e la cultura hip hop e che nasce proprio per reinventare la musica. Non s’inventa niente quindi ma si reinventa tutto e non c’era un’occasione migliore della serata delle cover per dare, diciamo… un assaggio anche un po’ di quest’attitudine e di quest’aspetto della cultura, che fa parte della musica che faccio. Sono molto contento di averla portata sul palco insieme a Dardust, con il quale ho prodotto e comunque abbiamo fatto anche Eden e insieme a La Rappresentante di Lista, perché è un progetto veramente speciale e unico nel suo immaginario, nel suo linguaggio e nella sua musica. La cosa che volevo comunicare anche con questo pezzo, è che sono andato a rendere una nota che facesse parte della mia generazione. Non sono andato a ispirarmi a un “cantautorato” più classico, cosa che all’inizio avevo pensato di fare ma essendo una cosa che ho visto fare molto ultimamente, quello di mischiare il rap con cantautorato e magari di qualche anno prima, l’ho fatto per creare contrasti, insomma è anche un po’ una bella cosa vedere come due linguaggi si possono mettere vicino. È una cosa che ho visto fare parecchio e che ho fatto anch’io. Invece ho deciso poi di spostarmi su un qualcosa che io invece conoscevo. Mi ricordo ad esempio quando nel 2001 Elisa vinse il premio con quel pezzo e ricordo bene lo spessore di quel pezzo che a tratti e onirico e a tratti ermetico. Sono due aspetti della scrittura che mi piacciono di più e che ho scelto di reinterpretare. Cos’è esattamente Eden e perché presentarla in questa edizione del Festival di Sanremo? Eden è un po’ un codice. Ha una sua complessità ed è un rap particolare, per il più importante Festival musicale in Italia come Sanremo. L’ho sognato e di seguito ho visto rotolare una mela che si è staccata dal suo albero e ripercorre la storia dell’uomo fino ai nostri giorni. Per comprendere a pieno il significato di questo brano, non dev’essere però ascoltato una volta ma più volte. Non per ultimo ti chiedo, parlando della Germania, visto che sei giovanissimo e ovviamente stai portando avanti la buona musica dal lato giovani, se hai intenzione di arrivare anche tu all’estero e comunque toccare i nostri palchi tedeschi. Sarebbe bello Angela se fosse più esportato e comunque più divulgato anche fuori. Mi piacerebbe sicuramente. È un grande sogno in un certo senso che il mio rap oltre alle mie parole, nonostante ho dato importanza a tutte le parole, trovasse spazio anche fuori dall’Italia. Però chissà, magari un giorno. Sono sicuramente contento tutte le volte che succede un piccolo concerto o una piccola partecipazione all’estero. Ogni volta mi rende molto felice, anche perché è sempre un passo in più verso quello che dico. È stato un piacere conoscerti Angela e attraverso la tua emittente TeleVideoItalia.net saluto tutti i connazionali in Germania, con l’augurio di vederci presto anche sui vostri palchi. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con gli studi della SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Presentato #Cuoriconnessi Storie di Vite online e Cyberbullismo, un libro di Luca Pagliari

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. In occasione della Giornata Nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo si è tenuta al Palafiori di Casa Sanremo, la conferenza stampa riguardo la presentazione del libro “#Cuoriconnessi - Storie di Vite online e di Cyberbullismo” distribuito gratuitamente da Unieuro sul territorio nazionale. L’incontro ha avuto la presenza dell’autore del libro Luca Pagliari, il musicologo Dario Salvatori, il giornalista Filippo Lucci, le testate italiane tv e stampa estera come TeleVideoItalia.net e il Corriere d’Italia, il direttore Marketing di Unieuro Marco Titi, il vicequestore della Polizia Postale Roberto Surlinelli, il consigliere comunale di Sanremo Giuseppe Faraldi. Presente anche il cantante Marco Sentieri, che ha portato al Festival “Billy Blu” un brano che tratta appunto il delicato tema del cyberbullismo e dove svela come lo stesso sia stato vittima. Impeccabile l’intervento anche del comico influencer Roberto Lipari, a molti noto nel ruolo d’inviato di Striscia la Notizia. L’evento strategico ha puntato sul binomio musicale e sui giovani. Doveroso ricordare pertanto che, la campagna di sensibilizzazione e informazione sul tema del bullismo e cyberbullismo e realizzata dalla Polizia di Stato in collaborazione con Unieuro, ha già incontrato in quattro anni oltre trentamila studenti. L’imponente iniziativa di prevenzione dei rischi e pericoli della rete, ha fatto tappa su tutto il territorio nazionale, toccando persino la Città dei fiori durante la settimana del Festival. L’inarrestabile corsa d’informazione ha fatto sì che la Polizia di Stato, parcheggiasse anche un Pullman in Piazza Colombo realizzato in collaborazione con i ministeri dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca, con una visibilissima scritta “Una vita da social”. Il mezzo, con un’aula didattica multimediale allestita all'interno e postazioni internet aperta a tutti, ha permesso incontri adatti a tutte le età e usato un linguaggio chiaro e diretto a tutti in materia di sensibilizzazione e prevenzione. Ben riuscita anche la campagna dei media che ha visto coinvolti tutti i mezzi primari, dalle radio Rai con spot programmati e che hanno raggiunto picchi di ascolto attorno ai sedici milioni di contatti, alle televisioni che con la programmazione su reti Rai nello “Speciale Sanremo” ha registrato un pubblico di cinquanta milioni di telespettatori. Non da meno sono state sia l’attiva presenza sui social con più di 2.4 milioni di impression, sia le testate coinvolte e che hanno registrato un qualcosa come ventisette milioni di lettori. “In questa fase di comunicazione quasi esclusivamente tecnologica la musica, specie quella digitale, resta uno dei pochi veicoli capaci di trasmettere messaggi in modo immediato ed emozionale e in alcuni casi rappresenta uno strumento pedagogico e sociale insostituibile…” ha commentato il cantante Marco Sentieri ai nostri microfoni, “…come sta avvenendo ad esempio con il mio progetto 'Billy Blu' contro il bullismo e il cyberbullismo, che nelle scuole è divenuto un vero mezzo di insegnamento. Come più volte detto, io a mio figlio vorrei insegnare la condivisione e il rispetto per il prossimo. Possono sembrare due cose banali ma in realtà, il rispetto è anche non deridere, discriminare, offendere o denigrare il prossimo, proprio come non ci si riesce a farlo con il proprio compagno di classe, che divide con te la merendina e le giornate. Ringrazio tutti quelli che hanno permesso di parlarne anche in questa settimana del Festival, dove la canzone riempie i titoli, ci dice Roberto Lipari. Ringrazio Unieuro, questo buon libro #Cuoriconnessi, voi di TeleVideoItalia.net che state trasportando oltre frontiera il nostro delicato messaggio. Ritengo che in qualche modo il cyberbullismo sia anche legato al mondo di Sanremo, perché è uno di quei programmi che si guarda con il cellulare in mano e tu se lì a commentare e a fare battute. Talvolta, l’utilizzo del cellulare è la chiave di tutto. È un’arma meravigliosa, che può davvero cambiare o salvarti la vita, ma poiché “arma” bisogna anche saperla utilizzare. É difficile arginare il complesso bullismo poiché, non avendo avuto mai una “patente” di come utilizzare un cellulare questo bisogna crearcelo noi, come il nostro senso critico, per essere in grado di gestirlo al meglio. Tu sai che ne parliamo tanto ovunque, anche a Striscia, perché “parlandone” a mio avviso si risolvono i problemi. Io vengo da una terra dove, quando si stava zitti si creava un danno enorme, a maggior ragione parliamone sempre e comunque!. Questo libro è un po’ il frutto di quattro anni di lavoro itinerante, girando l’Italia e incontrando studenti a ogni latitudine, ci dice Luca Pagliari. Platee ci hanno riempito il cuore seguendoci con attenzione e in silenzio, giacché nessuno fa la famosa predica o dice “quindi...”. Cerchiamo di portare storie, sospendendo il giudizio. Il libro racconta dieci storie che riguardano il mondo della tecnologia, avvolte in positivo e avvolte in negativo. C’è quella di Alessia che ha vissuto un dramma, perché tracciata in maniera banale di portare sfortuna; quella di Isa che dal Malawi, un paese dimenticato da Dio ma per fortuna non dalla rete, forse riuscirà a coronare il suo sogno diventando una stilista, attraverso la tecnologia e al social. Insomma, l’obiettivo è di raccontare senza filtri, moralismi e pietismi, storie che possano indurre a riflessioni. La tecnologia ovviamente riguarda tutti, prosegue l’autore Luca Pagliari. Quello che possiamo fare anzitutto è dare il buon esempio come adulti, anche perché gli adulti parlano bene, ma molto spesso poi interpretano molto male ciò che dicono. Ti dicono di stare attenti a usare il telefonino, mentre loro magari stanno lì a guardarlo e a chattare. Per fortuna i ragazzi fanno quello che noi siamo e non quello che diciamo, quindi noi dovremmo fornire l’esempio. Partendo dal presupposto delle colpe di noi adulti, possiamo semplicemente fare in modo che essi, riacquistino un rapporto equilibrato tra la tecnologia e la vita reale. Sentire un profumo mentre sei in campagna, invece di stare concentrato sul tuo device, è forse banale a dirsi e può sembrare lontano il concetto, invece è molto importante riuscire ad avere questo equilibrio. Tutto ci richiama al nostro rapporto con la natura e la realtà. Se questa la sostituiamo e ci affidiamo troppo alla “stampella” della tecnologia, perché di questa si tratta, rischia di metterci in seria difficoltà. Introdurre tale tema come materia scolastica è una bella domanda Angela e sono d’accordo con te. Assolutamente lo smartphone, il tablet e la tecnologia deve diventare materia di studio, perché non basta possederlo se non si conoscono poi le regole e il peso delle parole. La scuola è terribilmente indietro, termina Luca Pagliari. Ci dovrebbe essere un docente che ogni settimana fa mettere sul banco i tablet e fa studiare le fake news; come comprendere il peso delle parole, analizzando il caso x di una persona che è stata vissata; o come si costruisce una notizia perché, mentre noi lo facciamo per mestiere, chiunque imposta la qualsiasi. Ecco perché bisogna conoscere il funzionamento, che non è solo etico ma tecnico, altrimenti continuiamo a vivere perenni in un medioevo tecnologico. “Video, foto e quant’altro caricati in rete crea seri problemi e talvolta con seguiti drammatici nella vita dei giovani, perché non solo si diffondono in maniera incontrollata, ma restano sul web per sempre…,” ci dice il vicequestore della Polizia Postale Roberto Surlinelli. L'obiettivo è aiutare chiunque a muoversi più sicuri nell'era digitale, indipendentemente dall’età adolescente o adulta, promuovendone un uso corretto, disciplinato e consapevole in questo modo ci si può affacciare in rete in un modo più sicuro, anche quando si tratta di musica, giacché due su tre ascoltano soprattutto via internet e su smartphone brani inediti. Ringrazio la sua presenza Angela, di avere accettato il nostro invito e contribuito a dare voce in capitolo a questo fondamentale tema attraverso la sua emittente TeleVideoItalia.net, come quella del Corriere d’Italia per cui scrive e per l’impegno che mettete nel divulgare tale messaggio oltre frontiera, perché questo problema purtroppo non conosce confini. Cari lettori, apprezzare e rispettare le cose belle della vita e i figli che si hanno è un dato di fatto, ma crescerli non basta. Cerchiamo quindi di stargli più vicino, ascoltarli, captare ed esternare di più quei fragili segnali negativi e, se mai ce ne fossero, parlarne e affrontarli insieme. Usiamo il nostro buon senso adulto, affinché nessuno in un modo o nell’altro, possa più cadere in queste forme di bullismo e cyberbullismo che miete fin troppe vittime tra i giovani e non solo. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con gli studi della SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Piero Pelù in gara per la prima volta nella sua carriera al Festival di Sanremo con Gigante

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Sapere che Piero Pelù, fa parte per la prima volta nella sua "divina carriera" della rosa dei Big in gara, è già sinonimo di adrenalina pura e che il Festival da qualche anno a questa parte sta finalmente prendendo una bellissima piega; ma sapere che anche a “l’ex leader dei Litfiba” sta a cuore sia l’ambiente e l’ecosistema, sia la battaglia contro la violenza delle donne e ragazzi che hanno avuto delle infanzie negate, certo fa un bell’effetto. Incontriamo il Rockstar toscano Piero Pelù che non si nega ai nostri microfoni anzi, ci regala umilmente grande attenzione, saggi e particolari saluti! Piero Pelú, a lei chiedo della sua bella canzone, cosa ne pensa del festival e come mai “colonne della musica internazionale come lei” si rimettono in gioco in un contesto del genere e non per ultimo un particolare pensiero ad un suo fan, mio figlio Charlie. L’atmosfera che c’è nel backstage mi piace e il cast è variegato, mi fa piacere esserci, ci dice Piero Pelù. No Angela, io sono sempre in gioco, non è che smetto mai di esserlo. La canzone Gigante parla proprio di questo, avere sempre la voglia di rinascere, mettendosi in discussione e cercando di ricostruirsi. Non avere paura di cavalcare i fantasmi, mostri e draghi che abbiamo dentro ogni giorno e quindi superare ogni difficoltá. Perché ora, lasciando perdere che noi siamo dei privilegiati qua dentro, peró Giganti parla proprio anche di tutti i ragazzi che hanno avuto delle infanzie negate. Parlo dei figli dei mafiosi, parlo di quelli che hanno dovuto abbandonare la scuola da bambini, parlo dei ragazzi profughi, parlo del milioni di bambini uccisi nei campi di sterminio. Giganti è dedicato anche sia a mio nipote Rocco di tre anni, sia ai ragazzi del carcere minorile di Nisida, dove ho trascorso una settimana con loro, a Forcella, nel centro dedicato ad Annalisa Durante, la ragazzina di appena quattordici anni uccisa per strada, vittima innocente di camorra. Il brano è scritto in un linguaggio abbastanza basico, ed è con Erri De Luca che ho scritto il verso “il tuo non è un pianto, è il tuo primo canto”. Con piacere attraverso la tua emittente TeleVideoItalia Angela mando un saluto affettuoso a tuo figlio: “Charlie… sei un Rock!” Molto attento anche al tema ambientale, apriamo una parentesi fuori dal Festival, dove in spiaggia la Rockstar Piero Pelù lo scopriamo non a cantare ma a pulirla realmente, dando a tutti una seconda lezione di vita. Vanno cambiate le nostre abitudini, ci dice. Tutti insieme dobbiamo prendere coscienza, altrimenti sarà la fine. Questa è per me la tappa zero di un giro che voglio chiamare “Clean beach tour”. Se tutti usiamo meno la plastica, viviamo meglio. Le buste di stoffa per fare la spesa, ad esempio, sono le più indicate. Siamo centinaia di persone a pulire questa spiaggia e questa è una cosa fantastica. Abbiamo ripulito solo qualche chilometro di spiaggia ma ne rimangono quasi ottomila in tutta Italia. È necessario mantenere anche le spiagge pulite per noi ma principalmente anche per l’ecosistema. È proprio il caso di dirlo che: Una lezione di vita la riceviamo anche da un “Gigante” come Piero Pelù. Il 21 febbraio darà stampa il suo nuovo album "Pugili fragili" un modo in più, forse, per ricordare che ha festeggiato al Festival di Sanremo i suoi longevi quarant’anni d'inimitabile carriera. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • a Tecla va il Premio Jannacci di NuovoImaie

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. La NuovoImaie ha conferito il Premio Jannacci 2020 a Tecla Insolia, in gara al Festival tra i giovani con il brano "8 marzo", un inno alle donne. Un testo ben scritto su un’amara realtà che racconta perfettamente il ruolo della donna inserita troppo spesso in difficili situazioni sociali. Una canzone che lancia apertamente e senza tanti giri di parole un grido di aiuto, attenzione e di speranza, interpretato con toni lievi, gentili ed eleganti da una vocalista di grande talento come Tecla. Il prestigioso riconoscimento ideato e promosso dal NuovoImaie, intitolato al compianto cantautore Enzo Jannacci e assegnato negli ultimi anni agli artisti Maldestro, Mahmood e Mirkoeilcane, è stato consegnato oggi alla sedicenne toscana Tecla direttamente dalle mani dell’artista e componente della storica band dei Phoo, Dodi Battaglia, portavoce dell'Istituto NuovoIMAIE, assieme al direttore generale Maila Sansaini e Andrea Micciché presidente dell'istituto mutualistico per la tutela degli artisti interpreti. Vedi Angela, é un tema di grande attualità questa canzone e che questo premio sia andato proprio a una donna, non può farmi altro che un immenso piacere, ci dice ai nostri microfoni lo stesso Dodi Battaglia. A mio avviso dovrebbe essere sempre assegnato a chi arriva al Festival, per cantare una cosa scomoda. Il nostro istituto ha deciso specie su questo tema, di dedicare molte energie. Questo premio è una grande responsabilità, questo l’ho detto a Tecla e anche l’anno scorso e proprio su questo palco. Noi abbiamo istituito questo premio e posto la fiducia già a un grande, peraltro adesso ancora di più e a livello internazionale, quale Mahmood. Adesso, questa fiducia è stata posta a lei e pertanto, da Tecla, ci si aspetta altrettanti brillanti risultati. È un premio bellissimo e inaspettato, visibilmente emozionata ci dice la giovanissima Tecla. Sono davvero onorata e felice soprattutto di essere stata la prima donna, a ricevere un meraviglioso premio come questo. Ringrazio davvero tutti per questa scelta. Grazie per la tua attenzione Angela. Sicuramente verrò anche su da voi in Germania per questo, attraverso la tua emittente, saluto calorosamente tutti gli italiani emigrati con l'augurio di incontrarli presto. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con gli studi della SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • La NuovoImaie torna a conferire il prestigioso Premio Jannacci

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Anche in questa edizione del Festival di Sanremo la NuovoImaie si ripresenta e consegna il suo Premio Jannacci. Questa volta è andato alla giovane Tecla Insolia, con il brano "8 marzo", un inno alle donne. L’ambito premio è stato consegnato direttamente dalle mani del portavoce dell'Istituto NuovoIMAIE Dodi Battaglia, artista e membro della storica band dei Phoo, assieme al direttore generale Maila Sansaini e Andrea Miccichè quale presidente dell'Istituto Mutualistico per la tutela degli Artisti Interpreti. Incontriamo Dodi Battaglia durante la premiazione e con grande generosità s’intrattiene alle nostre telecamere. Vedi Angela, la canzone di Tecla Insolia è un tema di grande attualità e che questo premio sia andato proprio a una donna quest’anno, non può farmi altro che un immenso piacere. A mio avviso dovrebbe essere sempre assegnato a chi arriva al Festival, per cantare una cosa scomoda, ci dice Dodi Battaglia. Il nostro Istituto Mutualistico per la tutela degli Artisti Interpreti Esecutori ha deciso, specie su questo tema, di dedicare molte energie. Premiare un giovane significa guardare avanti, avere fiducia, non aver paura delle nuove tendenze ma vivere la musica come arricchimento, creatività e sogno. Questo premio è una grande responsabilità. L’ho detto proprio su questo palco a Tecla, dove ha portato un testo ben scritto su un’amara realtà. È una canzone che lancia apertamente e senza tanti giri di parole un grido di aiuto, attenzione e di speranza. Racconta perfettamente il ruolo della donna inserita troppo spesso in difficili situazioni sociali. Noi Angela, ormai, ci s’incontra al Festival da tanti anni e quindi non ti è difficile ricordare che negli ultimi anni il Premio Jannacci lo abbiamo consegnato anche agli artisti Mahmood, Mirkoeilcane e ancora prima all’artista Maldestro. Noi abbiamo istituito questo Premio Jannacci e posto la fiducia già a un grande e che peraltro adesso lo è ancora di più e a livello internazionale, quale Mahmood. Ora in questa edizione, tale fiducia, è stata posta a Tecla e che ci si aspetta altrettanti brillanti risultati. È stato un piacere rincontrarti Angela. Sicuramente verrò anche su da voi in Germania e per questo, attraverso la tua emittente TeleVideoItalia Angela, saluto tutti gli italiani emigrati con l'augurio di incontrarli presto. Il Premio Enzo Jannacci è stato istituito insieme alla famiglia del grande cantautore Enzo Jannacci e non a caso, assieme al figlio Paolo Jannaci, viene consegnato ogni anno a uno delle giovani proposte in gara durante la settimana del Festival di Sanremo. L’organismo si occupa, tra le tante cose, anche della tutela dei diritti connessi dovuti allo sfruttamento di opere audiovisive e musicali che vengono trasmesse via radio, tv, web ed esercizi pubblici. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Finalmente io, la cantante fiorentina Irene Grandi è al Festival di Sanremo

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Come si suol dire, Irene Grandi è un artista a tutto tondo, bella, versatile, frizzante, fluida e indipendente. Nel corso della sua carriera, è passata da un genere musicale all'altro con grazia e grande maestria. Non a caso dunque, interpreta ancora una canzone giusta per lei e che porta la firma di due colossal, come il rocker Vasco Rossi e Gaetano Curreri. Incontriamo la celebre cantante toscana, che si trova a calcare il palco dell’Ariston per la sesta volta. È carica e gasatissima al massimo. Ci presta subito attenzione senza farsi negare. Irene Grandi, assodato che Vasco è un mito per tutti noi, pongo l’accento su te e sulla partecipazione al festival con questo meraviglioso brano. La tua voce è molto bella e quindi mi chiedevo, a conferma, se è giusto dire che questa canzone ti sia stata fatta proprio da un “sarto” e quindi su misura? Ciao Angela, sì, è una canzone fatta su misura, proprio come dici te. C’è voluto del tempo, infatti, prima che fosse “confezionata”. Comunque, il contatto con l’autore è avvenuto già tempo fa e parlo l’anno scorso. La sensibilità di questo grande autore ha voluto appunto che non si volesse, diciamo, accontentare come del resto lui non si accontenta mai su se stesso. È molto, molto inflessivo e pensante. Quindi ha aspettato il momento giusto e l’ispirazione giusta, su una canzone che poteva descrivermi essenzialmente proprio per quella identità. Perché credo di piacere a Vasco proprio per come sono veramente e allora voleva una canzone che mi raccontasse come sono, veramente. I punti cardini di questo brano sono due, l’amare la libertà e la musica. È una bella carica per il Festival, mi piace. Tra le tournée sicuramente in programma, c’è per caso una data in servo per averti anche su da noi in Germania e non per ultimo, in proposito, manderesti un saluto ai nostri connazionali italiani in Germania? Un saluto a tutti "ragazzi"! Seguitemi! Sono con voi, e voi… siete con me? Vi abbraccio tutti e certamente, quando m’invitate arrivo subito. Grazie Angela, a presto! Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Sabrina Salerno è una delle dieci donne del Sanremo di Amadeus

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Torna al Festival un mito inossidabile, lei, la cantante, soubrette, l’Icona non solo degli anni ottanta ma anche dei giovani di oggi, Sabrina Salerno. A volerla al suo fianco sul palco dell'Ariston da conduttrice, è stato il padrone di casa del Festival Amadeus. Autentica donna amata anche all’estero ha fatto un ingresso trionfale, nonostante il piccolo intoppo del tacco impigliatosi nello scendere la storica scala del Teatro Ariston, causandole un fastidioso crampo al piede e dove Amadeus prontamente e con grande signorilitá la aiutata a uscirne fuori. Ritornata anche il sabato, Sabrina Salerno, ha fatto ballare tutti con Boys, Boys Boys, uno dei brani di successo cantato nel novantuno in coppia con un’altra splendida donna, Jo Squillo. Fascino, sensualità e simpatia non ha scalfito la sua età e il modo di essere e farsi valere. La Regina Sabrina Salerno umilmente ci incontra e ci concede attenzione nelle nostre telecamere. Sabrina Salerno, per una bellezza italiana come te, toccare con “piedi” il Festival di Sanremo o meglio il “venti venti” com’è. Il “ventiventi” Angela ti dico che è molto emozionante. Sono felice, sono serena. Spero di mantenere questo entusiasmo. Magari o meglio sicuramente prima di salire sul palco mi prenderá una grande emozione, però, io sono felice, trasparirà e si vedrà. Io non sono un robot che sale sul palco ed è perfetta. Sono imperfetta, sono e sarò anche piena di difetti e quindi troverete sicuramente una Salerno emozionatissima ma che farà di tutto per... non so. Sono felice. W l’imperfezione dunque? Si, Angela, W l’imperfezione ma perché, la bellezza, è fatta anche di imperfezioni. Nella bellezza, la perfezione non esiste. La perfezione non è di questo mondo, ragazzi! Chi asserisce che solo la bellezza ti porta al successo, beh… allora veramente non ha capito un bel nulla nella vita. Perché voi donne che lavorate lo sapete, la bellezza ti aiuta, ti può aiutare ma può essere molto ma molto penalizzante. La bellezza, come ti dicevo prima, se non gestita con intelligenza beh…, questa allora è una questione a parte. Poi il mondo è fatto d’intelligenti e no, quindi voglio dire che non è che ci sia molto da scegliere. La bellezza come detto dunque, va gestita. Non conosco nessuna su tale senso, cioè, significa altrimenti che tutte le belle del mondo sarebbero tutte famose, o quant’altro? No! Ci vuole costanza, ci vuole fatica, ci vuole coraggio, ci vuole forza, ci vuole determinazione e perché no, ci vuole anche fortuna. Essere al momento giusto nel posto giusto. É che avvolte, io penso, che sia anche il destino che ti fa avere questo. Io ad esempio, nonostante sognassi davvero di andare sul palcoscenico e avevo questi sogni di gloria, non credevo ed ero molto scettica. È stato quindi il destino, infine, che mi ha dato questo. Non sona andata io a cercarmelo, a dire il vero. Quando è arrivato il mio successo, io sono stata fortemente penalizzata perché comunque mi hanno sempre massacrata, a diciassette, diciotto a vent’anni, a venticinque. Mi dicevano tanto morirà, morirà, intanto io adesso ho già cinquant’anni e io sono sempre qua...TIÉ! Ho detto spesso no a molte proposte in Italia, come a diversi show, ma perché non credevo che fossero quelle giuste per me. Avevo una scelta all’estero. In Francia, da dieci anni, ho trovato produzioni giuste. Pensate che un mio spettacolo ha già venduto quattro milioni di biglietti e non appena finisce Sanremo mi aspettano già quaranta date. Amadeus ha scelto donne che coprivano tutti i settori e che sapevano fare bene il proprio lavoro, al di là della propria bellezza, dal giornalismo al mondo della canzone. Amadeus é rispettoso con tutti. Voleva soltanto essere gentile ma quando si parla di Sanremo, credo che ci sia anche una certa voglia di fraintendere. Io sono fiera dei miei cinquantuno anni, pertanto voglio divertirmi ed essere serena. Cara Angela, grazie, è stato un piacere incontrarti e attraverso la tua emittente TeleVideoItalia.net faccio naturalmente un grande saluto e mando un bacio a tutti gli amici italiani che vivono in Germania, da Sabrina Salerno e da Sanremo. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con gli studi della SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Ricchi e Poveri ReUnion a Sanremo

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Standing ovation per i Ricchi e Poveri che dopo un’attesa durata quarant’anni, lo storico quartetto formato da Angela Brambati, Franco Gatti, Marina Occhiena e Angelo Sotgiu si è riunito ed è risalito sul palco dell’Ariston in veste di super ospiti, per festeggiare i cinquant’anni della hit portata al successo con Nicola Di Bari. Ebbene si, il gruppo è ritornato insieme a far cantare e sognare il mondo intero e "l'assalto" di noi media, per accaparrarci le domande per immortalare l'atteso storico evento, era inevitabile. Il direttore artistico e conduttore del Festival Amadeus ancora una volta, dopo il miracolo avvenuto con la mitica coppia Al Bano e Romina, è riuscito nel nuovo intento di rimettere insieme un’altrettanta amatissima band come i Ricchi e Poveri. Solo tre settimane prima avevamo incontrato sui nostri palchi tedeschi le due colonne portanti, Angela Brambati e Angelo Sotgiu, dove in quest’ultimo decennio avevano continuato indelebili a mantenere alto e vivo il nome dei Ricchi e Poveri e la loro inconfondibile musica, da “La prima cosa bella”, “Mamma Maria” a “Sarà perché ti amo”, “Che sarà” e tanti altri innumerevoli successi che hanno fatto la storia della musica italiana nel mondo. Ci facciamo spazio tra le migliaia di domande poste dai nostri colleghi e il gruppo storico, con grande umiltà, ci riabbraccia e ci dedica nuovamente attenzione. Buon pomeriggio Angelo e Angela, noi ci siamo già incontrati tre settimane fa su da noi in Germania alla Porsche-Arena di Stoccarda, regalandomi un’indelebile intervista. Oggi chiedo pertanto di commentare agli altri due membri, Marina Occhiena e Franco Gatti, l’emozione che si prova nell’essere “rinati” e ritornati in quattro. Si, è vero Angela, noi ci siamo visti nel concerto a Stoccarda, ed è stata una serata meravigliosa…”ci dice prontamente Angelo con simpatia “…c’era tantissima gente, ed è stata una serata entusiasmante; te ti sei ricordata e sei venuta anche qua a salutarci; noi siamo felici che siamo ritornati tutti e quattro insieme e che oggi, in questo giorno per noi cosí speciale, ci sei anche tu Angela. Gazie di cuore e un saluto a tutti gli italiani emigrati”. Ciao Angela, é bello rvederti. Noi siamo nati in quattro ed è giusto festeggiare in quattro i cinquant’anni della Prima cosa bella…” aggiunge Angela Brambati“… grazie anche a Mogol e a Nicola Di Bari che ci hanno fatto fare la prima…mortadella…che mi piace tanto, ma tanto tanto…” interviene Franco “…la Prima cosa Bella…” corregge Angela Brambati “…siamo partiti in quattro ed era giusto arrivare qui a Sanremo in quattro, del resto siamo degli inguaribili romantici, termina Franco.” Nell’encomiabile quartetto traspare davvero quella serenità e complicità di una volta e tutto ció é bellissimo anche per tutti noi. Sembra come se il tempo abbia cancellato di colpo quelle fastidiose ombre. Oggi tornano a divertirsi e a scherzare tutti insieme, come soliti erano fare sui palchi di tutto il mondo, e Marina Occhiena approfitta nel salutarmi e a rispondermi “…è una gioia per noi risalire in quattro; veramente io sento sprigionare da loro e da me calore ed energia che mi auguro arrivi anche a tutta la platea e a tutte le persone che sono venute a sentirci; noi ci crediamo…” termina Marina Occhiena “…e a quanto vedo anche tu Angela giacché sei qui, quindi, grazie da tutti noi per esserci stata anche tu Angela…” dopodiché, l’affiatatissimo gruppo Ricchi e Poveri, ci salutano intonando a cappella il Se M'innamoro con le loro quattro inconfondibile storiche voci e lasciano la sala stampa, ma non prima di passare tra la calca dei numerosi e incontenibili saluti e abbracci fatti da tutti noi media. Per l’occasione il "quartetto" ha presentato i progetti futuri e sotto la direzione musicale del maestro Lucio Fabbri annunciano anche che, il 27 marzo, attraverso le ventuno tracce pescate dagli anni ’60 ai ’90 e con un meraviglioso effetto di ensemble, uscirà la nuova versione in un doppio album chiamato “Ricchi e Poveri ReuniON” e per la prima volta cantato a quattro voci. Per festeggiare la carriera dei Ricchi e Poveri inoltre, martedì 23 febbraio su Rai Uno andrà in onda la serata evento, prodotta da Ballandi in collaborazione con DM Produzioni in “Che sarà sarà” e condotta da Carlo Conti nonché direttore artistico. Non è mancata al Festival la gag con l’altrettanto Fiorello, che per quell’attimo si è trasformato nel “quinto” dei Ricchi e Poveri, desiderio che il mitico showman aveva espresso anche su twitter. Sul palco dell’Ariston, eccezionalmente i Ricchi e Poveri al completo, sono stati nuovamente protagonisti indiscussi della scena musicale, mandando in delirio l’intera sala stampa, la platea del Teatro Ariston Roof e ottenuto il boom di ascolti. Che dire, rincontrare al Festival di Sanremo la leggendaria band “Ricci e Poveri” e nuovamente al completo, è stato anche per noi di TeleVideoItalia Angela Saieva un doppio orgoglio e una grande lezione di vita. Un segno tangibile che ti porta a credere che tutto si possa risanare, basta crederci ma soprattutto volerlo anche perché infondo, come dice lo stesso Franco dei Ricchi e Poveri: “anche se la vita ogni tanto ti dà un inciampo, la prima cosa bella oggi è solo una…l'amicizia”! Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con gli studi della SDA FotoVideo, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Elisabetta Ferracini l'affascinante celebrità italiana ai nostri microfoni

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Tutti presi dalla prima serata del Festival, frenetici torniamo tutti ai nostri posti per la consueta conferenza stampa con i vertici Rai, per gli aggiornamenti, dibattiti e gli incontri con il gruppo di Vip in gara. Siamo quasi pronti per dare inizio a una nuova e sicuramente altrettanto importante giornata ma prima di ogni altra cosa, il buon caffè al bar dell’Ariston è la meta fissa di tutti noi. Immersi nel scambiarci idee, battute e opinioni tra colleghi incontriamo giá mattiniera una celebrità, la conduttrice televisiva italiana Elisabetta Ferracini, figlia della mitica attrice e conduttrice televisiva Mara Venier, nonché nota al grande pubblico per essere stata un volto della tv dei ragazzi. Istintivamente ci avviciniamo con le nostre telecamere e dopo qualche scatto la coinvolgiamo nei nostri discorsi e lei con grande simpatia e umiltà accetta, partendo subito con una buona dose di sano umorismo. Ciao a tutti, io sono Elisabetta Ferracini, però attenzione Angela… io non parlo tedesco! So dire soltanto due parole: Auf Wiedersehen e Wie heißt du, se non ricordo male o un qualcosa del genere come... Wie alt bist du, che dovrebbe essere "quanti anni hai" giusto, o mi sbaglio Angela? “Ok…”, le rispondiamo condividendo il suo umorismo, per poi chiederle “…giacché è mattina presto è meglio partire col dire, magari a chi ci sta seguendo televisivamente dalla Germania, "Buongiorno cari telespettatore” naturalmente nella nostra lingua tedesca. Elisabetta Ferracini simpaticamente e divertita si assicura come dovrebbe pronunciare la frase e ripete fiduciosa alla lettera il nostro suggerimento: "Guten Morgen Liebe Zuschauer da Elisabetta Ferracini" ma poi dubbiosa prontamente ci dice: Angela… non è che mi fai dire parolacce eh! “Nooo, assolutamente no Elisabetta!” la rassicuriamo subito e da lì in poi, si parte a ruota libera e ci confida con orgoglio: questa sera c’è la mia amica e sorella del cuore Sabrina Salerno e che voi sicuramente conoscete bene, poiché anche si da voi in Germania è famosissima, ci dice sprintosa Elisabetta Ferracini accennandoci e ballando con spensieratezza frasi di "Boys" una delle canzoni famose della cantante pop italiana, Sabrina Salerno. Difatti vedi Angela, le sto portando la sua borsa. Guarda quant'é bella e di ottima marca! Elisabetta, essendo la figlia della grande Signora della domenica Mara Venier, amata dagli italiani che vivono sia in Italia sia all’estero inclusa la sottoscritta, spontanea sorge la domanda: ma la nostra “zia Mara” da “mamma” com’è? È una mamma, una vera mamma! È una donna comunque come la vedete voi da casa. É una donna molto spontanea e che se ha qualcosa da dire, te lo dice. È insomma una mamma come tutte le atre, anche se con quella differenza che lei va in televisione, però a casa è una mamma. Capisco, molto diretta quindi. Va bene ma ferma restando nel tema, tu invece Elisabetta come mamma, come sei? Come mamma io? Anch’io lo sono come mamma. Io ho un figlio di diciassette anni e sono una mamma ma sono però anche una mamma non tanto amica e quindi sono severa, quando lo devo essere, perché è comunque anche questo il ruolo di una mamma. Sono apprensiva, vizio mio figlio essendo figlio unico e mi manca già da morire. Ah, soffoco già solo al pensiero che mi manca. Vedi, sono partita e già mi sento male, solo all’idea che sto lontano per cinque giorni. Comunque, entriamo nel vero argomento Elisabetta, il Festival. Abbiamo assistito alla prima serata. Mi soffermo però su Amadeus e il tema della donna. Sono d’accordissimo. Adesso non so nello specifico se la tua domanda Angela, si riferisce ad una cosa che è avvenuta ieri sera…” si esattamente, le rispondo, “…ah ecco, per cui non avendolo visto, capisci che non posso risponderti nello specifico ma penso però che Amadeus, con tutte le polemiche che ci sono state, è stata strumentalizzata una parola che probabilmente non era stata detta, poteva essere infelice la frase, però invece è stata proprio tutt’altro. Lui voleva invece dire però tutto il contrario, perché comunque lui è un signore, è una persona per bene, è una persona che porta la donna in palmo di mano. Addirittura parlare di “sessismo”… cioè, hanno crocefisso una persona sul nulla. É impensabile, perché è un uomo così generoso che addirittura da spazio alle donne. Cioè, questo è il Festival delle donne, perché le conduttrici insieme a lui sono tantissime. Anzi c’è da dire il contrario, mai nessuno ha dato così spazio a delle donne, mentre lui ha portato dieci donne sul palco e diverse una dall’altra. Tutte donne comunque professioniste e che hanno un vissuto, un carattere, una storia, per cui a mio avviso è il contrario di quello che è successo. Per questo non scendo più di tanto nei particolari, all’infuori di dire che ieri sera è stata una puntata fantastica. Altrettanto fantastico è stato il monologo della signora Rula Jebreal e che so che ha avuto una standing ovation, ha commosso tutti e io extra commossa perché ho la lacrima facile. No, io sostengo e sono molto contenta oggi di essere qui con te Angela e con tante altre donne che sto incontrando e che comunque è il nostro momento, ecco. Non siamo un passo indietro, anzi! Grazie Angela sei simpatica, mi ha fatto piacere incontrarvi e faccio un saluto attraverso la tua emittente TeleVideoItalia a tutti i connazionali in Germania e nella vostra lingua, o almeno ci provo… aiutami peró Angela, mi raccomando: "da Elisabetta Ferracini… Ich liebe dich! Auf Wiedersehen!". Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con gli studi della SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Rita Pavone a Sanremo con Niente

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. L’icona della musica ritorna più grintosa che mai al teatro Ariston con “Niente Resilienza 74” dopo quarant’otto anni di assenza dal Festival di Sanremo. Vera star della musica pop, attrice e showgirl italiana, è una cantante tutto tondo. Il brano, scritto dal figlio, musicalmente è notevolmente pieno di energia anche se non proprio rock. Grazie al talento artistico della cantante piemontese, star riconosciuta e affermata in Italia e nel mondo per la sua inarrestabile catena solida di successi musicali e cinematografici, i suoi album sono stati incisi in sette lingue diverse. A lei riservata sia al Teatro Ariston, sia da noi in sala stampa un’ovazione. Con grande emozione e infinito rispetto la incontriamo e lei, con grande umiltà, non si nega ai nostri microfoni. Rita Pavone, lei un colosso della musica internazionale e soprattutto nulla togliere all’Italia ovviamente, il grande successo l’ha fatto a partire su da noi in Germania e propagato a seguito nel mondo. Inoltre, i nostri italiani la amano, mi preme pertanto chiederle se si sentirebbe di mettere ancora la sua potente “mano” sulla spalla di un giovane? “Oh, Dankischen! Ich kannte Ihr Deutschland, als ich noch sehr jung war“. Si è vero, io sono stata nei primi posti delle classifiche, per diciassette settimane. Nel ’63 ho inciso il mio primo disco e anni dopo, nel ’70 Nina Hagen ha fatto una Cover e ogni volta che la presenta, dice: questa è una canzone di Rita Pavone, ed io la porto sempre nel cuore. Per quanto riguarda i giovani, ma sì, volentieri. Io nasco dalla Festa degli Sconosciuti, che è stata credo la madre di tutti i Talent. Si facevano a Piazza di Ariccia, nei Castelli Romani. Era una cosa molto familiare ma sono venuti fuori dei nomi come Claudio Baglioni, Enrico Montesano, Marcella Bella, Malv Primitiv e modestamente non tralasciando il primo anno la sottoscritta, Rita Pavone. Devo dire a maggior ragione che mi fa davvero molto piacere potere ascoltare delle nuove voci e anche… perché no, far da madrina. Io non ho nessun problema. Se la voce mi piace e chi canta, mi diverte, non ho mai avuto problemi. Trovarla in gara oggi, dopo avere segnato un capitolo di storia della canzone italiana nel mondo, fa davvero un certo effetto. Le sue canzoni hanno accompagnato intere generazioni e con altruismo ha lanciato grandi stelle. Perché rimettersi in gioco? Mettersi in gioco è una bella cosa del resto, appunto, lei sa in Germania del mio successo. Mi fa piacere pertanto che lei, cara Angela, sappia queste cose, perché sono cose che non sono note in Italia. Adesso è un mondo globale e forse arriva qualcosa di più, ma prima non arrivava nulla. Mi sono messa in gioco perché, a mio avviso, ci sono cose che devo e posso anche vocalmente ancora dire. Trovo ingiustificato relegarmi soltanto a un passato glorioso. Sono felice che questo brano sia stato apprezzato e amato. Aldilà dei mie fierissimi settantaquattro anni che porto, volevo lasciare solo una mia impronta su questo Festival e ci sono riuscita, tutto qua. Mi ritengo moderna, seguo la musica contemporanea e volevo dimostrare che non vivo di ricordi. Il Ballo del Mattone, La Pappa al Pomodoro e tanti altri brani mi hanno dato e fatto guadagnare tanto, ma mi fa piacere essere ricordata per chi sono oggi, una donna che è alta sì un 1.52 cm ma che sui palchi si sente un gigante. Dieci anni fa avevo lasciato la canzone, ho vissuto cinque anni senza di essa, ma poi ho ricominciato a fare quello che mi da tanta gioia. L’energia credo che sia un dono divino e non voglio privarmene, ho ancora tante cose da dire e quindi, vi romperò ancora le scatole! Ha ancora sogni nel suo cassetto? Resilienza è un abito che mi è stato fatto su misura, con un testo che mi rappresenta come sono oggi. É qualcosa nella vita di tutti noi, ed è il titolo più opportuno, pensando che nel terzo Festival di Sanremo mi avevano dato per spacciata. Ho collaborato con numerosi artisti, dai Pink Floyd a Beach Boys. Ho girato tutto il mondo. A marzo ho festeggiato cinquantadue anni di matrimonio. Tre anni fa ho ritirato anche il Premio alla Carriera, ma ammetto che la standing ovation che mi avete riservato voi in sala stampa, come anche al Festival, mi ha emozionato davvero tanto. No, non ho altri sogni, è già un sogno stare qui con voi. Mi auspico solo che questa canzone possa inciderla anche in tedesco. Mi piacerebbe molto. Grazie per le sue domande, mi ha fatto piacere incontrala e mi auguro di abbracciare presto anche i nostri connazionali, attraverso i vostri palchi in Germania. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Il confronto di Marco Masini al Festival di Sanremo

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. La kermesse musicale giunta alla settantesima edizione, ha visto salire sul palco dell’Ariston anche il cantautore toscano Marco Masini. L’artista, dalla carriera intensa e peculiare, torna in gara per la nona volta al Festival. Celebra così i suoi trent’anni di carriera artistica. Lo incontriamo e lui oltre ad accoglierci con grande generosità, prima di fargli delle domande, ci mette a nostro agio cercando simpaticamente di darci sorprendentemente il benvenuto in lingua tedesca: „ hallo, ich bin Marco Masini. Ich bin sehr glücklich, Sie zu treffen und bin froh, hier beim Sanremo Festival zu sein“. Divertito ma incerto di quello che cerca di dirci, rimedia subito in lingua madre: Ciao Angela, sono molto contento di vedervi e di essere qui a Sanremo. Un saluto a tutti gli italiani in Germania! Ciao Marco Masini, il tuo è un grande ritorno al Festival di Sanremo, per te che peli nella lingua non ne hai e non ne hai mai avuto fortunatamente, stando sempre nel giusto. Per il grande successo che hai, permettimi di chiederti di parlare della competizione che ti aspetta su questo palco, della tua canzone in gara. Non per ultimo, poiché stai programmando anche un tuo tour, ti chiedo se ci puoi ufficializzare anche la tua venuta sui nostri palchi in Germania, specie per la gioia dei nostri connazionali. Grazie di cuore. Si in Germania io verrò. Verrò, perché abbiamo programmato un tour e a breve posso tranquillamente dire europeo. Tocchiamo già il Belgio e la Svizzera. Stiamo già chiudendo anche con la Francia e stiamo organizzando la Germania, quindi sono contento di questo. Al Festival, ho sempre cercato di raccontare me stesso. Peli sulla lingua, non credo ce li abbia più nessuno oggi nella musica. Io magari ho incominciato a non averli nel ’93 e questo forse mi ha caratterizzato e mi ha fatto arrivare ad avere fatta questa domanda. Io credo che oggi nella musica ci sia una libertà di espressione totale, che le censure siano poche e quindi si va alla ricerca di un linguaggio personale. Senza assolutamente limiti e questo poi fa si che, vengano fuori delle polemiche piuttosto che no. Ma questo è una cosa che appartiene ai tempi, perché la canzone è figlia del tempo. “Il confronto “ è una canzone che racconta la storia di tanti uomini, credo. Si parte sempre da un’autobiografia, per arrivare poi a cercare dell’identificazione negli altri e anche la soddisfazione più bella di un cantautore. Per il resto, credo che poi competere con giovani che rappresentano il futuro, spero che rappresentino il futuro, sia positivo. Sono convinto che, la musica italiana, possa davvero ancora avere strada lunghissima da fare e obiettivi importanti da raggiungere. Come spero che ci sia anche la possibilità per questi giovani, di costruirsi tanti anni di carriera. Magari e sicuramente diversa e con un percorso altrettanto diverso, da quello che abbiamo fatto noi. Il futuro, ovviamente regala sicuramente strade e percorsi nuovi, basta saperli fare bene e credere sempre nel lavoro che si fa e anche voi lo sapete bene! Grazie a te Angela e alla tua emittente. A presto. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Antonino Messina in arte "Anto" vince la 4^ edizione del Festival Canta Italia a Stoccarda

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Si è tenuta sabato 13 aprile la quarta edizione del Festival Canta Italia a Stoccarda, un appuntamento canoro ideato e diretto dal produttore e compositore musicale Mo. Francesco Maggio. Il Festival si distingue ogni anno sia per la valorizzazione della lingua italiana, attraverso la canzone, sia per come si propone alla comunità italiana in Germania e per come allarga i suoi confini. Dopo un’accurata selezione, i riflettori si sono accesi per i dieci candidati finalisti: Aldo Montemitro con il brano “Il mare calmo della sera”; Manuel Cangemi con il brano “Parla più piano”; Valentina Rubino con il brano “Ti sento”; Antonella Castro in arte Nelly C con il brano ”Ipocrisia”; Roberto Scaffia in arte Zuccherino con il brano “Così celeste”; Victoria Linardi con il brano “Gli uomini non cambiano”; Antonino Messina in arte "Anto" con l’inedito “Mojito”; Elena Sciancalepore con il brano “Se cinema paradiso”; Antonio Straface con l’inedito “Il vero amore”; Sandra Dell’Anna con l’inedito “Le cose che non perderai”. È Antonino Messina a conquistare il podio del Festival Canta Italia 2019 e una borsa di studio di Euro 500,00. Il secondo posto se l’aggiudica Antonio Straface, ottenendo anche l’ambito Premio della Critica “Vocal Italia Talent”, un riconoscimento istituito dalla redazione tv stampa dell'emittente TeleVideoItalia di Angela Saieva e dato per l’interpretazione e il testo della canzone, linguaggio e presenza scenica. Il terzo posto va ad Antonella Castro. La kermesse è stata condotta dal cantante Marco Augusto Kunz. Questa edizione è stata organizzata dai rappresentati: Immacolata Bertat per Arces e.V di Stoccarda e da Stafano De Monte per la FCI e.V., mentre la scenografia luci porta la firma dell’artista Francesco Ferrentino, che con le sue maestrali luminare ha regalato un vero spettacolo. La giuria è stata presieduta dal Mo. Francesco Maggio, Patrono del Festival Canta Italia e direttore artistico di Italien Musiziert, la rinomata rassegna di musica da camera a Stoccarda. Nota è la sua collaborazione sia con l’Orchestra Sinfonica di Sanremo che esegue i suoi concerti nella Città sanremese, sia con Rai Radio 3 e Rai 5, dove gli è stato dedicato un documentario sulla sua musica. Creatore della Pizzica Rock Sinfonica, ballata al concerto di Bologna da diecimila persone, ritira inoltre il premio “Teatro Donizzetti” conferitogli su un concerto scritto per l’Orchestra Sinfonica Italiana, insieme all’icona Ornella Vanoni. In giuria è stata rinnovata la presenza del cantautore, produttore, e promotore musicale Dino Saieva, direttore della SDA Sanremo Eventi e fondatore dell'Accademia della Canzone Italiana in Germania, organismo noto dal ‘90 a oggi per avere creato e favorito numerosi festival canori e fatto aprire le porte all’estero ad altrettanti rinomati concorsi, tra questi l’Accademia della Canzone di Sanremo, il Festival di Castrocaro etc. Conta presenze radiotelevisive fino a quella attuale su RAI Uno, al Festival di Sanremo e in giuria e in trasmissioni correlate al Festival. Prima presenza al Canta Italia invece sia per Francesco Parente, esperto di musica pop, violoncellista e direttore musicale di Officina Musicale 52, una scuola di musica classica e pop che collabora con le principali istituzioni concertistiche italiane e artisti di fama; sia per Leonardo Ciraci, fisarmonicista e produttore, noto anche lui per avere collaborato musicalmente con artisti affermati. Rinnovata la presenza anche della giornalista Angela Saieva, direttrice e unica proprietaria dell'emittente tv stampa TeleVideoItalia presente al sito ufficiale televideoitalia.net, la testata tv stampa nota come TeleVideoItalia.de e SINE (Stampa Italiana Nazionale Estera). Scrittrice di romanzi giallo rosa, è conduttrice di spettacoli e coordinatrice estera di concorsi mediatici di spicco. Conta presenze in trasmissioni radiotelevisive, fino a quella attuale su Rai Uno, al Festival di Sanremo e in giuria e in trasmissioni correlate al Festival. Istituito per il primo anno dal Mo. Maggio anche la giuria popolare rappresentata da Immacolata Bertat e Stafano De Monte. Presidente di giuria al Canta Italia a Stoccarda non poteva essere meglio rappresentata se non da un’eccellenza italiana come Grazia Di Michele, nota cantautrice, insegnate italiana di canto e adesso anche musica terapeuta. Conta innumerevoli presenze a Festival importanti, di cui quattro al Festival di Sanremo. Non passa inosservata la sua collaborazione affianco a miti come Massimo Ranieri, Enzo Avitabile, Gino Paoli, Claudio Baglioni. Nella sua lunga carriera ritira anche il premio Mia Martini. Ha registrato innumerevoli dischi e fatto altrettante tournée. A giugno escono sia un suo libro (un bellissimo romanzo), sia un disco. Ha un amore smisurato per gli amici a quattro zampe, a casa conta cinquanta cani più ventisette gatti. Impegnata nel Teatro, è reduce da una sua rassegna iniziati da marzo e creata al Teatro Golden di Roma dove ha invitato, cantautori e cantautrici, a fare degli spettacoli incominciando da Morgan, Mimmo Cavallo, Carlo Marrale, Syria, Bungaro, Mariella Nava, Alberto Fortis, Rossana Casale e la stessa Grazia Di Michele. Non è semplice dire di me, dopo trent’anni e non solo di musica ma anche d’insegnamento. Ho lavorato per tanti anni in un Talent Show come Amici. Un ambiente che cerca talenti emergenti nella danza e ancor prima nella recitazione e nel canto, quindi ho continuato a insegnare canto nei conservatori e nelle scuole, ci dice Grazia Di Michele. Andando in giro per l’Italia a fare attività didattica, mi è capitato di incontrare e conoscere tante persone e tra queste anche Francesco Parente. Tramite lui ho conosciuto Francesco Maggio e il suo Festival Canta Italia, dove me l’ha proposto, sapendo che lavoro nelle giurie e nei concorsi. Vado fiera di tutto quello che ho fatto nella mia carriera. Amo questo lavoro e vivo di questo, anche se t’inchioda. Viaggiare e non vedere niente è una cosa che mi distrugge, perché io amo entrare molto in contatto con gente, Paesi e religioni che non sono mie e situazioni che sono lontano da me. Questo “tocca e fuga” mi capita spesso, come oggi, mi trovo a Stoccarda al Canta Italia e domani riparto. A chi intraprende questa strada, aggiunge Grazia Di Michele, dico che è un mondo molto bello ma hai ragione tu Angela, è difficile farcela, molto difficile. Io l’ho visto ad Amici, dove partecipavano “ventiquattromila ragazzi” e alla fine ne passava uno. Era un imbuto ma questo è un po’ dappertutto. Però, se si lavora bene su se stessi, inteso anche con lo studio, il sacrificio, l’impegno, metterci insomma la testa sempre e comunque penso che, anche se non ce la fai e non diventi una star, fai però un percorso di crescita ugualmente molto importante. La musica è una cosa molto formativa e bella. Prima di essere maturi per riuscire a farcela, termina Grazia Di Michele, bisogna lavorare tanto e non pensare che sia tutto così facile e scontato anche perché, se tua hai l’occasione della vita e ti capita di poter partecipare a una grande kermesse sanremese, non è detto che tu possa avere un seguito. Intanto dico di essere bravi, originali, particolari, distinguersi e non imitare nessuno e senza dubbio continuare nell’attività formativa. Saluto tutti i connazionali, in particolare i giovani in Germania, augurandovi con tutto il cuore di riuscire ad avere tutto quello che desiderate nella vita. Ricordate però che, per farlo, ci vuole un pizzico di fortuna ma anche tanta pazienza e perseveranza. È stata un’edizione piena di emozioni, ci dice il Patrono di Canta Italia Mo. Francesco Maggio. Il Festival ogni anno si arricchisce di nuove idee e interessanti talenti provenienti non solo dalla Germania ma anche dall’Italia e il 2020 sará ancora piú ricco. Una vincita quest’anno all’insegna del Rap Pop, segno che questa kermesse è costruttiva, amata e seguita da più generazioni. Ringrazio la preziosissima presenza di Grazia Di Michele e l’intera squadra dei giurati, Francesco Ferrentino per avere creato e dato un tocco magico al Festival con le sue Luminare, gli sponsor e gli organizzatori di questa quarta edizione. Non per ultimo ringrazio la presenza con la tua emittente TeleVideoItalia Angela, come attraverso te anche quella del Corriere d’Italia per cui scrivi e quella della SDA FotoVideo Production che, con i vostri servizi tv stampa, fornite un prezioso aiuto alla collettivitá. Il Festival Canta Italia, ogni anno così genuino e ricco di sfaccettature musicali e canore, è fatto all’insegna di chi crede a se stesso e vuole confrontarsi e affacciarsi seriamente in questo meraviglioso mondo artistico, affrontando docenti e studi. In un’era dove i social e specie facebook, sono ricchi di fake news che invadono gran parte dei sentimenti di un sognatore ambizioso di riuscita, non sarebbe male fermarsi a riflettere e dare più attenzione a ció che é concreto e non alle facili „polveri di stelle“, destinate spesso a svanire allo stesso modo. Il Reportage televisivo redatto da TeleVideoItalia.de in collaborazione con la SDA FotoVideo sono visibili al sito ufficiale di televideoitalia.net e corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • l'Apulia Piano Brass Ensemble ospite a Stoccarda, per il Concerto del Nuovo Anno

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. É proprio il caso di dire che la nostra cultura non ha confini e che i nostri rappresentanti in suolo tedesco non finiscono mai di sorprenderci. Si è tenuto con tutto esaurito venerdì 18 gennaio, presso l’ala grande del Municipio di Stoccarda, il tradizionale “Concerto per il Nuovo Anno”. A fare assaporare i Suoni del Sud è stata l'Apulia Piano Brass Ensemble nata dalla collaborazione tra, l’Associazione di Alta Cultura Musicale W. A. Mozart di Tricase (Le) e il Conservatorio U. Giordano di Foggia, con l’intento di fornire ai giovani musicisti diplomandi e diplomati delle occasioni di crescita artistica e di apprendimento basato sul learning by doing. Il concerto, che ha suscitato grande emozione, è stato organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura di Stoccarda con l’Associazione Freunde des Italienischen Kulturinstituts Stuttgart e.V. in collaborazione con l’ARCES e.V. di Stoccarda e il Conservatorio U. Giordano di Foggia. L’Ensemble, che ha come punti di riferimento artistico e didattico il M° Antonio Falcone e il M° Giuseppe De Marco del Conservatorio U. Giordano di Foggia ed il M° Giovanni Calabrese Presidente nonché direttore artistico dell’Associazione Mozart di Tricase, è partita per conto d’importanti istituzioni concertistiche e che ha visto una serie di concerti estivi seguiti da una tournée invernale in Puglia, dal Gargano al Salento, toccando per la prima volta anche il suolo tedesco. Il nobile repertorio che ha spaziato in un modo sublime tra le arie d’opera alle colonne sonore e che hanno fatto la storia della musica da film, passando per i brani della tradizione partenopea e pugliese, è stato magistralmente diretto dal M° Giuseppe De Marco. Apprezzatissima anche la sua classe di musicisti composta ai tromboni dai Maestri Giuseppe De Marco, Fedele Di Mucci, Antonio Di Biccari e Paolo Accogli. Alle trombe da Valerio Vantaggio, Antinea Irmici e Daniele Nocella. Alla tuba da Salvatore Continenza e al pianoforte da Giovanni Calabrese. Il tradizionale Concerto del nuovo anno è stato aperto dalla dott.ssa Cristina Rizzotti M. A. dell’Istituto Italiano di Cultura di Stoccarda e dall’illustre vice Console di Stoccarda dott.ssa Elena Sollazzo dove, con l’occasione, ha portato i saluti del Console Generale d’Italia di Stoccarda dott. Massimo Darchini, assente per impegni istituzionali. Il Corriere d’Italia ha incontrato l’intero cast. Porto innanzitutto il Buon Anno alla comunità italiana da parte anche del nostro Console Generale dott. Massimo Darchini. Per l’Istituto Italiano di Cultura di Stoccarda questo è diventato ormai, dal 2016, un appuntamento tradizionale nell’augurare il nuovo anno con un concerto non indifferente. Ritengo che la musica sia un messaggio importante per il nostro Paese, in proposito ha detto la dott.ssa Elena Sollazzo hai nostri microfoni. Considerando la grande tradizione musicale dell’Italia, questo è un modo di comunicazione importantissima. Tendo a ricordare che l’Istituto Italiano di Cultura è un organismo presente al Ministero degli Esteri e che in collaborazione con Ambasciate e Consolati ha come ruolo fondamentale la promozione della lingua e della cultura italiana. È stato pertanto un piacere essere presente a questo evento e ringrazio anche voi per l’attenzione mediatica che ci date in svariate occasioni. “Suoni del Sud” è il titolo che abbiamo voluto dare a questa serata del consueto concerto del nuovo anno, ci dice il Mo Francesco Maggio di Italien Musiziert di Stoccarda e che attraverso a una ricca rassegna musicale da anni si muove nell’ambito della promozione della lingua e della cultura italiana in Germania. Abbiamo voluto regalare ai presenti un programma affascinante da Giuseppe Verdi, Astor Piazzolla (talaltro un altro italiano nel mondo come noi), Nicola Piovani con La vita è bella, Ennio Morricone con Nuovo cinema Paradiso, fino ad arrivare con le canzoni napoletane storiche nel mondo da Torna a Surriento di Ernesto De Curtis, Core ‘ngrato di Salvatore Cardillo, all’intramontabile Nel blu dipinto di blu nota come “Volare” di Domenico Modugno, pugliese doc. Insomma brani evento di grande interesse. Ringrazio come sempre il fedele intervento, attraverso lei, del Corriere d’Italia e la sua emittente Angela TeleVideoItalia che ci date l’opportunità di essere presenti all’interno delle vostre programmazioni stampa, come quelle televisive attraverso il supporto della SDA FotoVideo Production. La dott. Cuffaro è stata finora la nostra direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura e a fine gennaio subentrerà il Console Generale dott. Massimo Darchini come nostro reggente ad interim e noi da collaboratori dell’Istituto porteremo avanti, assieme al Console, la programmazione culturale. La dott.ssa Cuffaro è stata per noi una grande direttrice, ci dice la dott.ssa Cristina Rizzotti, ed è su questo spirito che porteremo avanti la sua passione, l’entusiasmo e la grande voglia di trasmettere la cultura italiana all’estero e nel nostro Baden-Württemberg. Il nostro programma chiaramente è rivolto a un pubblico che non conosce ancora l’intera varietà della nostra cultura. Uno dei nostri compiti istituzionali pertanto è quello di essere un ponte solido per la nostra comunità italiana, molto presente nel nostro Baden-Württemberg, offrendo loro opportunità di conoscenza. A maggior ragione siamo presenti in zona e collaboriamo con numerose Associazioni italiane che ci propongono bellissimi progetti come, il Concerto del Nuovo Anno. Manteniamo i contatti anche con centri d’Italia, le Deutsch-Italienische Gesellschaft e le Università, come quella di Heidelberg. Grazie di cuore per il vostro intervento. Felicissimi di essere stati invitati come assemblee dall’Istituto Italiano di Cultura di Stoccarda e dallo stesso ideatore di questo concerto, il Mo Francesco Maggio, che vuole culturalmente la musica italiana rappresentativa non solo in Italia ma anche all’estero. Il contatto con il pubblico è sempre emozionante, pur avendo alle spalle tanti concerti. Siamo orgogliosi di presentare anche a Stoccarda il nostro repertorio che termina in onore della nostra amata Puglia con Domenico Modugno e il suo inno nazionale Volare, ci dice il M° Giovanni Calabrese. La nostra Associazione che sorge nel bellissimo Salento a Tricase, si occupa prevalentemente di divulgazione e dell’alta cultura musicale. Tutto ciò lo facciamo in diversi modi, dall’organizzare concerti, all’allacciare collegamenti con l’estero come in questo caso. Facciamo inoltre nuove produzioni, essendo strettamente legati al M° Maggio dallo scorso ottobre. Di fatti, abbiamo avuto la prima rappresentazione mondiale di un’opera dove egli stesso a scritto la musica a quattro mani, con la poesia di Davide Rondoni. Una bellissima opera intitolata “Ai tremendamente vivi” una cantata per don Tonino Bello figlio del Salento e terra di Puglia. Fu sacerdote a Tricase, Vescovo di Molfetta, un servo di Dio dove presto ci si auspica che sia alzato agli onori dell’altare, termina il M° Giovanni Calabrese. Mi auspico inoltre che i progetti con il M° Francesco Maggio si realizzino ben presto affinché, sia in Italia sia all’estero, possiamo portare a diretta conoscenza quest’opera bellissima anche per voce recitante e assemblee strumentale. Allo stesso modo mi auspico di presentare il lavoro fatto per commissione al M° Maggio, di un concerto per pianoforte e orchestra. Premetto che dirigere questi ragazzi è stato un piacere, per realizzare un progetto ambizioso che il Conservatorio di Foggia ha sposato, ci dice il M° Antonio Falcone. È un importante messaggio musicale quello che ha lanciato e che ha l’intento di divulgare attraverso questi giovani la musica sia leggera sia impegnativa che spazia da Giuseppe Verdi etc. Maggiore è il piacere di essere stati ospiti a Stoccarda, stare in contatto con i miei connazionali e avere contribuito a rendere attimi indimenticabili. Porterò con me l’entusiasmo di questo pubblico meraviglioso, come la vostra calorosa accoglienza a livello mediatico. Vi saluto pertanto solo con un arrivederci a presto. Grazie alla fattiva collaborazione delle associazioni italotedesche e consolari, tanti eventi, appuntamenti e iniziative messi in campo durante l’anno raccolgono grandi consensi dal pubblico, rendendo più intensi ed espressivi tali incontri. È stato uno spettacolo, quello in cui abbiamo assistito con la nostra troupe televisiva, ricco di una tra le tante e infinite bellezze artistiche fatte di grandi musiche e opere italiane che tutto il mondo ci invidia e che raccoglie un patrimonio inestimabile, contribuendo in questo modo a dare risalto ai nostri connazionali italiani emigrati e a rafforzare le loro tradizioni e origini fuori dalla propria terra. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Un sogno lungo una vita, è l’inedito di Victoria Linardi, firmato Maggio/Golino

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. È in uscita proprio adesso il primo singolo dal titolo “un sogno lungo una vita” interpretata da Victoria Linardi e composto dal Mo Francesco Maggio, in collaborazione con la poetessa e professoressa universitaria Barbara Golini. A notare e ad apprezzare la voce di Victoria è proprio il Mo Francesco Maggio direttore di ARCES e.V. di Stoccarda, impegnato nel settore della cultura, dello sport e del sociale, nonché Patrono e direttore artistico del Canta Italia a Stoccarda, un Festival canoro giunto quest’anno alla sua quarta edizione. È un progetto ideato e che ho composto partendo da un soggetto sociale come quella dell’emigrazione e che nasce dall’idea di comporre un qualcosa di positivo che restasse come emblema per gli italiani emigrati sparsi nel mondo, ci spiega lo stesso Francesco Maggio. Non si desiderava scrivere una canzone da hit parade, creandone un prodotto commerciale e dove la perfezione sarebbe dovuta essere impeccabile. Tutt’altro. Volevamo creare un qualcosa che arrivasse immediatamente all’orecchio di tutti, attraverso una voce comune e semplice di una non cantante ma che ama profondamente cantare. Da lì è nata la scelta di affidare questa canzone a una casalinga madre di famiglia, quindi a Victoria e alla sua grandissima passione per la musica. Sona tante l’emozione per questo singolo realizzato, anche perché si tratta della mia vita vera, di una storia vissuta. Indescrivibile è stata anche l’emozione di entrare in uno studio di registrazione e ascoltare per la prima volta questo brano al completo. Quello che ascoltate sono solo due dei miei versi, perché tutta sarebbe stata davvero lunga. Ritengo comunque di avere fatto già un grande passo avanti, perché già non è facile aprirsi al pubblico e raccontare la propria vita attraverso un brano moltiplica la difficoltà di espressione. Io l’ho vissuta dentro le quattro mura domestiche, con mia madre succube di un uomo violento. Ho visto tanta violenza nella mia giovane età che mi sembra più corretto dire che, dal mio paese sono scappata e non partita per lavoro. Sono stata privata di un’infanzia, dove ogni bambino a quell’età ha diritto invece di viverla serenamente, ci dice Victoria Linardi. Ho portato i segni psicologici per lunghi anni. Ho combattuto persino con la depressione ma il tempo e la vita mi è stata accanto e mi ha restituito, dopo essermi trasferita in Germania, quello che avevo perso in precedenza. Grazie anche a una grande donna, che è stata anche il mio bastone d’appoggio nei momenti più difficili e bui, come altrettanto i miei figli che m’incoraggiano ancora adesso ad andare avanti, sono tornata a sorridere e a credere in me e a quello che faccio. Ringrazio il Mo Maggio per avermi creduto e alla professoressa Barbara Golini che ha ascoltato il mio racconto, l’ha trascritto, corretto in lingua italiana e trasformata in poesia. Altri progetti in corso sono, quello di essermi iscritta a un programma canoro non indifferente e di completare, sempre attraverso la professoressa Barbara Golini, un libro sulla mia storia vissuta e pubblicarlo. Victoria, nome d’arte, è una madre di sei figli, d’origine calabrese ed emigrata in Germania, nei pressi di Stoccarda all’età di quindici anni. È un’operatrice domestica ma con una sua grande ambizione, la musica. Insegue i suoi sogni, come del resto fanno un po’ tutti, ma senza grandi pretese. La sua è solo una passione da dedicare a se stessa e perché no, anche al prossimo, a chi la ascolta e la apprezza per la sua semplicità e genuinità. La strada l’ha portata a esibirsi nell’ambito di numerose balere, manifestazioni e concorsi canori dilettantistici creati da privati fino a centri e associazioni artistiche culturali sparsi nel Baden-Württemberg, ma avendola conosciuta in prima persona nelle kermesse di Canta Italia posso dire anch’io che: al di là del suo primo inedito, l’umiltà di questa donna è quella che la contraddistingue principalmente. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • la 70esima edizione del Festival Sanremo 2020 targato Amadeus

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Entusiasta si dice in conferenza stampa il conduttore e direttore artistico della settant’esima edizione del Festival della Canzone Italianala, Amadeus. Uno dei personaggi e conduttori radiofonici e televisivi più amati dal pubblico ha voluto così affianco a se, in questo speciale anniversario del Festival di Sanremo con "Mamma Rai", tante donne sul palco più importante della canzone italiana, l’Ariston. Il “padrone di casa” molto sereno, disponibile e coinciso ha presentato così martedì 14 gennaio in conferenza stampa, la sua squadra, i suoi pensieri e decisioni presi con giusto equilibrio e criterio. Sul palco ha voluto undici donne che si alterneranno nel corso delle cinque serate ma ciascuna con una propria identità perché, lo stesso Amedeus dice: sono capaci aldi là della loro notorietà, di portare un racconto personale come Sabrina Salerno, la giornalista italo-israeliana Rula Jebreal con il suo delicato monologo sulla violenza sulle donne, Antonella Clerici, Diletta Leotta, Georgina Rodriguez, le giornaliste Emma D'Aquino e Laura Chimenti di Tg1e la conduttrice albanese Alketa Vejsiu. C’è anche Francesca Maria Novello, mentre Miss Keta e i Gemelli di Guidonia saranno accanto a Nicola Savino all'Altro Festival, su Rai Play. Confermata anche la presenza della splendida Monica Bellucci presente, si prevede, nella seconda serata. La prima donna della finale che il conduttore Amedeus desidera fortemente che scenda le scale dell’Ariston è lei, la grande meravigliosa “signora della domenica” Mara Venier, che ha accettato il suo invito di scendere l’imponente scala dell’Ariston l’8 febbraio e che lo affiancherà nella conduzione della serata finale. Le presenze maschili comunque non sono da meno e che affiancheranno tutte e cinque le serate “il Padrone di Casa Amedeus” come Tiziano Ferro e il: mattatore showman, imitatore, attore, comico, cantante e chi ne ha più ne metta… “Fiorello”, liberissimo quest’ultimo di fare quello che vuole, quando salire, quanto stare e che cosa fare. Tra gli ospiti, li citiamo in ordine sparso, Massimo Ranieri, Mika, Roberto Benigni, Diego Abatantuono, Christian De Sica, Rocco Papaleo, Salmo, Pierfrancesco Favino, Kim Rossi Stuart, Emma Marrone, Luis Capaldi, Dua Lipa, Johnny Dorelli, Massimo Ghini e Paolo Rossi. Attesi: Zucchero, Ultimo e Al Bano e Romina. In conclusione, Amedeus si dice tranquillo: mi godo il mio sogno che si è realizzato! Le serate porteranno momenti di musica, divertimento, spunti di riflessione sui temi sociali, svago e leggerezza. Io faccio tv per le famiglie, non per chi è di destra, centro o sinistra. A mio avviso devono parlare i risultati. I Big in gara che ascolteremo e che NOI li seguiremo da vicino sono: Achille Lauro, Alberto Urso, Anastasio, Diodato, Elettra Lamborghini, Elodie, Enrico Nigiotti, Francesco Gabbani, Giordana Angi, I Pinguini Tattici Nucleari, Rita Pavone, Tosca, Irene Grandi, Junior Cally, Le Vibrazioni, Levante, Marco Masini, Michele Zarrillo, Morgan con Bugo, Paolo Jannacci, Piero Pelù, Riki, Rancore, Raphael Gualazzi. Il Red Carpet sarà trasmesso su Rai1 nella serata inaugurale del Festival, il 4 febbraio. Le prospettive e i desideri della dottoressa Teresa De Santis, dette nella scorsa edizione in proposito che: il 70’esimo Festival sarebbe stato corale e a forte matrice aziendale, si sono esaudite. Il conto alla rovescia dunque è partito anche per noi di TeleVideoItalia di Angela Saieva, Corriere d’Italia, SDA Sanremo Eventi e la SINE (Stampa Italiana Nazionale Estera) che in cooperazione esclusiva con la SDA FotoVideo Production, svilupperemo per tutti voi, cari connazionali italiani in Germania e all’estero, i nostri servizi tv e stampa, il tradizionale Reportage Televisivo “7 Giorni a Sanremo” (come nell'edizioni precedenti) e tutte le dirette giornaliere mandate in onda attraverso il nostro Sitio Ufficiale Web: www.televideoitalia.net, come sui nostri Social, su Facebook alla Pagina Ufficiale TeleVideoItalia.de e su TeleVideo Italia, su You Tube alla Pagina Ufficiale TeleVideoItalia.de, su Twitter alla Pagina Ufficiale TeleVideoItalia Angela Saieva e su Pinterest alla pagina TeleVideoItalia Angela Saieva. DIFFIDATE dunque dagli OMONOMI perché “TeleVideoItalia” www.televideoitalia.net è UNA SOLA con SEDE unicamente a PFORZHEIM ed è da “37 ANNI” al servizio degli italiani emigrati in Germania. Sintonizzatevi e seguiteci numerosi anche perché, "Sanremo é Sanremo". Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Toto Cutugno e il megaconcerto "I Giganti Italiani" a Stoccarda

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. In occasione del megaconcerto tenutosi l’11 gennaio alla Porsche Arena di Stoccarda con i "I Giganti Italiani" incontriamo l’icona della musica italiana nel mondo Toto Cutugno. Pur se un po’ affaticato, con grande umiltà, anche Toto Cutugno ha voluto riceverci. Il cantautore conta un record di trenta partecipazioni al Festival di Sanremo, tra interprete e compositore. Ha consacrato una vittoria con il brano “Solo noi” e negli anni sei secondi posti, da "Serenata", "Figli", "Emozioni", "Le mamme", "Gli amori" e "Come noi nessuno al mondo". All'Eurovision Song Contest porta inoltre l’Italia sul podio con “Insieme”. La sua popolarità mondiale lo porta a visitare i Paesi Baltici è accolto come “The Italian Legend” la leggenda italiana. Ha venduto cento milioni di dischi e, nei decenni, ha conquistato anch’egli l'appellativo di "Ambasciatore della musica italiana nel mondo". È bellissimo cara Angela essere qui a Stoccarda. Non vedo l’ora di salire sul palco, perché mi emoziono e spero di dare emozioni al pubblico che è in sala, ci dice Toto Cutugno. Come sai, ho iniziato come compositore. Ho avuto la fortuna di scrivere la mia prima canzone a Joe Dassin. Grazie a lui, incominciò la mia carriera da compositore. Ho scritto per una sfilza di artisti, da Dalida, Michel Sardou, Johnny Hallyday, a Mireille Mathieu etc. Poi mi sono messo a cantare vincendo il Sanremo dell’80. Ho scritto per altrettanti amici come Mina, Ornella Vanoni, Celentano, Ricchi e Poveri, Albano, Fiordaliso etc. Ho continuato a girare il mondo con le mie canzoni, grazie anche al successo de “L’Italiano”. Ferma restando al Sanremo Festival della quale a settimane noi saremo giú, spontaneo è il mio rammarico di non trovarlo in questa edizione ma lui, con grazia risponde: vedi cara Angela, Sanremo è nel mio cuore, ma non ci vado più, perché ormai non c’è più quell’emozione e quella paura. Sanremo comunque lo guardo tutti gli anni. Ascolto le canzoni ma non le giudico, perché non è giusto farlo. Mi piacciono o no. Ritengo il Festival, una manifestazione importantissima sia per l’Italia sia per il mondo. Eppure anche l'Eurofestival, che è un festival internazionale se pur poco seguito in Italia, è una kermesse importante e dove ho avuto la fortuna di vincerlo con “Insieme”, un brano che parla appunto dell’Europa. Termino chiedendo al Maestro Cutugno un consiglio fondamentale da dare ai giovani, desiderosi di emergere, ma che spesso attraverso i social, cadono in tranelli per colpa di chi, come dopo lavoro arrotonda uscendo dalla fabbrica e si “autoproclama” organizzatore, manager e promoter dalla notte al giorno, o studio di registrazioni improvvisato tra le mura di casa, perché in possesso di un programma tecnologico di musica e altro di tale genere, ma senza una vera e propria qualifica su tale materia. L’umiltà, ci risponde Toto Cutugno con fermezza, l’umiltà. Essere umile. Non essere presuntuosi. Lavorare bene e seriamente. Avere rispetto anche degli altri. Tanto, se c’è del talento prima o poi esce fuori! Ti ringrazio per essere venuta a trovarmi ancora una volta e ancora buon lavoro a te e a tuo marito con la tua emittente TeleVideoItalia, come altrettanto ringrazio la presenza, sempre attraverso te, del Corriere d'Italia. É stato bello rivedervi. Il buon anno che auguro a tutti con cuore è un accenno de “L’italiano…un italiano vero!”. Ciao, auf wiedersehen! In quattro ore di adrenalina pura "I Giganti Italiani" Toto Cutugno, I Ricchi e Poveri, Gino Castelli hanno presentato brani appartenenti anche alla memoria collettiva, trascinando i fan in un viaggio musicale, tra i ricordi ed emozioni. Il concerto è stato dedicato al pubblico, come giusto che sia. Quelle di Toto Cutugno inoltre, non sono state semplici canzoni, ma vellutate poesie arricchite di pensieri, espressioni e parole di saggezza. Ha scherzato e portato il pubblico anche a riflessioni. Gesti sensibili e mirati dritti al cuore, cose che solo i “Giganti Italiani” sanno fare come: umilmente cantare a cappella “l’Italiano” attraverso le nostre telecamere. Stappare uno Champagne e brindare sul palco con una mamma scelta a caso, per poi dedicare la celebre canzone “Le Mamme”. La libertà di far salire sul palco una coppia in delirio. Farsi sorprendere da una donna che con garbo bacia la fonte delle sue melodie, le labbra. L’umiltà di dare il suo microfono ad un giovane talentuoso e regalargli l’ebrezza di cantare su quell’imponente parco e pubblico e ascoltarlo intensamente. Rivelare di avere vinto la battaglia contro un male, il tumore. Ringraziare per questo il buon “Dio” ma rimproverarsi e scusarsi lo stesso con i fan perché dice: “non è corretto che un cantante stia seduto davanti al suo pubblico per l’intero concerto ma del resto…, termina riflessivo, …un patto per rimanere su questa terra dovevo pur farlo, o no?”. Ringrazia con fermezza la Cancelliera tedesca Angela Merkel per quello che fa per i nostri connazionali italiani emigrati in Germania e la invita con tenacia a uno dei suoi concerti, per dedicarle una sua canzone scritta apposta per lei. Saluta infine il pubblico che lo acclama, li accontenta ancora un po’, poi presenta la sua squadra, si avvicina a bordo del parco e si lascia al suo pubblico in delirio. Che dire, incontrare oggi due star insieme, Toto Cutugno e I Ricchi e Poveri, che a distanza di anni sanno ancora sorprendere ed emozionare ma allo stesso modo si emozionano, lascia davvero senza fiato. I riflettori si spengono ma… cari connazionali ricordatevi che: io ho scritto solo un rigo su queste due “enciclopedie” di quelli che hanno fatto la storia della musica italiana nel mondo! Comunque, seguiteci perché... fra tre settimane con "I Ricchi e Poveri" ci rincontreremo al Festival di Sanremo, con in servo grandi sorprese! Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Gino Castelli apre a Stoccarda il megaconcerto dei "I Giganti Italiani"

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Si è tenuto l’11 gennaio alla Porsche Arena di Stoccarda dei "I Giganti Italiani" e per l’occasione, incontriamo Gino Castelli, l’artista che ha aperto il megaconcerto dei colossi che hanno fatto la storia della musica italiana nel mondo, Toto Cutugno e I Ricchi e Poveri. Gino Castelli, anche con te ci si conosce artisticamente da più di quindici anni. Tu con il tuo stile di musica inconfondibile e noi con il nostro stile Rock Pop abbiamo condiviso spesso gli stessi palchi e pubblico. Inutile ricordarti che sei un’artista formato a 360° e che hai saputo azzeccare tempi e miscelare la musica classica con la musica elettronica, cose che in pochi sanno davvero fare. Andiamo quindi a ruota libera e raccontami come si sta tra “I Giganti”. Si è vero Angela, sono felice di rivedervi e riabbracciare te e tuo marito Dino. Forse non tutti sanno che, quello che mi lega specie con i Ricchi e Poveri, non è solo la musica ma anche il fatto che loro sono i miei testimoni di nozze. Non potevo non essere presente al grande evento. Essendo un musicista nato, ho cantato meno e dedicato più alla produzione. Ho fatto due progetti in particolare interessanti, sia dal punto di vista musicale sia spettacolare, quindi unendo la musica classica a quella elettronica prendendo e sconvolgendo ad esempio “Le quattro stagioni di Vivaldi” ma avendo come collaboratore musicisti eccezionali come il secondo violino della Vienna Filarmonica, anche di Salisburgo, solisti eccezionali e quindi è nato uno spettacolo grandioso. A Lindau abbiamo tenuto con successo la Prima. È uno spettacolo a tutti gli effetti teatrale e a maggior ragione mi auspico di poterlo presentare a breve in altrettante Città e Regioni. Ti dirò che ho scoperto, durante i miei due intensi anni di studio, che Vivaldi nei suoi tempi era moderno. Sei molto gentile e dolce nel chiedermi: a quando un Festival di Sanremo. Lì mi sono inserito alcuni anni e ho fatto anche un Castrocaro ma, ritenendomi più un musicista a tutto tondo, mi sono impegnato più allo spettacolo e a quanto pare il tempo mi ha dato ragione e grandi soddisfazioni. Il secondo spettacolo, molto bello anche questo, si chiama “Ti amo” e ho rivoluzionato e miscelato anche lì brani della musica italiana e quella tedesca. Inizialmente non ero visto di buon occhio ma si sono riveduti ed è uscito uno spettacolo straordinario, accompagnato da ballerini di spicco peraltro italiani. Quindi come puoi capire cara Angela, l’Italia non la lascio mai. Grazie per la tua attenzione e attraverso la tua emittente TeleVideoItalia Angela e il Corriere d'Italia per cui scrivi, mando un bacio e un grande saluto a tutti i miei fan. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • A Stoccarda Toto Cutugno e I Ricchi e Poveri

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Ebbene sì, ancora due star si uniscono per la gioia dei loro fan. In più di tremila sono accorsi sabato 11 gennaio alla Porsche Arena di Stoccarda. Toto Cutugno e i Ricchi e Poveri, i protagonisti assoluti di successi resi famosi in tutto il mondo, sono tornati in Germania a emozionare. Difficile riassumere la loro carriera nemmeno in un’enciclopedia, quindi mi limito nel dirvi che sono autori di grandi successi sia in Italia e all'estero, nell'est Europa e in Russia. Il Corriere d’Italia ha incontrato le due Icona della musica leggera italiana nel mondo e l’ospite che ha aperto il loro storico evento, Gino Castelli. Partiamo subito con la longeva e storica coppia I Ricchi e Poveri che, con più di cinquantadue anni di carriera artistica passati sui palchi di tutto il mondo, con classe ci mettono a nostro agio. Contano ben dodici presenze al Festival di Sanremo di cui uno vinto con “Se m’innamoro”. Sono tra gli artisti italiani più amati in assoluto. Contano più di venti milioni di dischi venduti nel mondo, ritirato innumerevoli premi e consolidato negli anni l'appellativo di "ambasciatori della musica italiana nel mondo". Con Toto Cutugno, siamo due amici che hanno preso quest’avventura di venire qua a Stoccarda a divertirci e a divertire la gente, ci dice Angelo mentre Angela scherzando sottolinea: perché dici due... siamo "TRE" amici, ci sono anch'io!". Entrando nel vivo dell’intervista, cito la loro lunga lista di grandi successi, premi, riconoscimenti e la dozzina di presenze al Festival di Sanremo e, visto che a settimane siamo presenti anche noi a questa “vetrina sanremese”, chiedo della loro vittoria con “Se m’innamoro” e com’è nata. “Questo è una domanda che dovresti fare più al pubblico che ci ha votato e cosa li ha spinti a farlo…” ci dice Angela. “Beh, se ci fossimo votati noi, avremmo vinto sempre…”, interviene scherzando Angelo “…ma ci accontentiamo di avere vinto con “Se m’innamoro”. Sei gentile comunque a tenere in mente le classifiche dei nostri successi, io non me le ricordo tutti. Abbiamo però, il secondo posto con “ La prima cosa bella”, c’è anche “Che sarà” e “Sarà perché ti amo”. Nel chiedergli come sono nati I Ricchi e Poveri e la formula del loro successo, Angela obbiettivamente ci risponde: non lo so davvero. É stato inaspettato ma ci speravamo tanto. Eravamo quattro ragazzi che ci piaceva cantare e suonare. Buttati sempre sulle spiagge e giocando sono nate delle belle canzoni. Ci siamo innamorati di questo, incominciato a crederci e definire i ruoli. A Milano ci hanno ascoltato ma, mentre a Fabrizio De André non siamo piaciuti, Franco Califano credette in noi e ci portò al Festival di Sanremo con la “Cosa prima bella”. Da lì è stato un continuo crescendo. Ci incuriosisce sapere come nasce una canzone e se si aspettavano, tra le tante, di ricevere anche il titolo di "ambasciatori della musica italiana nel mondo". Una canzone nasce da un momento di passione, di pensiero, nell’esprimere i propri desideri e sogni, ci risponde Angelo. Talvolta anche per caso come “M’innamoro di te” nata ad esempio in Germania, alla fine di un concerto. Riuniti con tutti i musicisti e i fan, ognuno raccontava la propria storia. Tutti si erano innamorati di un loro sogno o un desiderio, aggiunge Angela, ritrovandosi a dire la stessa parola “m’innamoro di te”. Mentre, per il titolo di “Ambasciatori” non ce lo aspettavamo, però è sempre stato un desiderio perché: chi ha una passione, cerca sempre un finale per arrivare al successo e noi, ringraziamo la gente che ce l’ha dato. In realtà la tua è una domanda giusta, pone l’accento Angela, questo successo così grande specie all’estero, se pur desiderosi, ci ha colto di sorpresa. Un grande saluto a tutti, in particolare agli italiani emigrati. Grazie di cuore anche a te e alla tua emittente televisiva TeleVideoItalia cara Angela, come al Corriere d’Italia per essere stati ancora una volta con noi a condividere questa nuova grande emozione. É stato davvero un grande piacere rincontrarvi sui nostri palchi. Pur se un po’ affaticato, con grande umiltà, anche Toto Cutugno ha voluto riceverci. Il cantautore conta un record di trenta partecipazioni al Festival di Sanremo, tra interprete e compositore. Ha consacrato una vittoria con il brano “Solo noi” e negli anni sei secondi posti, da "Serenata", "Figli", "Emozioni", "Le mamme", "Gli amori" e "Come noi nessuno al mondo". All'Eurovision Song Contest porta inoltre l’Italia sul podio con “Insieme”. La sua popolarità mondiale lo porta a visitare i Paesi Baltici è accolto come “The Italian Legend” la leggenda italiana. Ha venduto cento milioni di dischi e, nei decenni, ha conquistato anch’egli l'appellativo di "Ambasciatore della musica italiana nel mondo". È bellissimo cara Angela essere qui a Stoccarda. Non vedo l’ora di salire sul palco, perché mi emoziono e spero di dare emozioni al pubblico che è in sala, ci dice Toto Cutugno. Come sai, ho iniziato come compositore. Ho avuto la fortuna di scrivere la mia prima canzone a Joe Dassin. Grazie a lui, incominciò la mia carriera da compositore. Ho scritto per una sfilza di artisti, da Dalida, Michel Sardou, Johnny Hallyday, a Mireille Mathieu etc. Poi mi sono messo a cantare vincendo il Sanremo dell’80. Ho scritto per altrettanti amici come Mina, Ornella Vanoni, Celentano, Ricchi e Poveri, Albano, Fiordaliso etc. Ho continuato a girare il mondo con le mie canzoni, grazie anche al successo de “L’Italiano”. Ferma restando al Sanremo Festival della quale a settimane noi saremo giú, spontaneo è il mio rammarico di non trovarlo in questa edizione ma lui, con grazia risponde: vedi cara Angela, Sanremo è nel mio cuore, ma non ci vado più, perché ormai non c’è più quell’emozione e quella paura. Sanremo comunque lo guardo tutti gli anni. Ascolto le canzoni ma non le giudico, perché non è giusto farlo. Mi piacciono o no. Ritengo il Festival, una manifestazione importantissima sia per l’Italia sia per il mondo. Eppure anche l'Eurofestival, che è un festival internazionale se pur poco seguito in Italia, è una kermesse importante e dove ho avuto la fortuna di vincerlo con “Insieme”, un brano che parla appunto dell’Europa. Termino chiedendo al Maestro Cutugno un consiglio fondamentale da dare ai giovani desiderosi di emergere ma che spesso, attraverso i social cadono in tranelli per colpa di chi, come dopo lavoro arrotonda, si “autoproclama” organizzatore, manager e promoter dalla notte al giorno, o studio di registrazioni improvvisato tra le mura di casa perché in possesso di un programma tecnologico di musica e altro di tale genere, con il solo scopo di “arrotondare dopo il lavoro in fabbrica”. L’umiltà, ci risponde Toto Cutugno con fermezza, l’umiltà. Essere umile. Non essere presuntuosi. Lavorare bene e seriamente. Avere rispetto anche degli altri. Tanto, se c’è del talento prima o poi esce fuori! Ti ringrazio per essere venuta a trovarmi ancora una volta e ancora buon lavoro a te e a tuo marito, è stato bello rivedervi. Il buon anno che auguro a tutti con cuore è un accenno de “L’italiano…un italiano vero!”. Ciao, auf wiedersehen! Gino Castelli, anche con te ci si conosce artisticamente da più di quindici anni. Tu con il tuo stile di musica inconfondibile e noi con il nostro stile Rock Pop abbiamo condiviso spesso gli stessi palchi e pubblico. Inutile ricordarti che sei un’artista formato a 360° e che hai saputo azzeccare tempi e miscelare la musica classica con la musica elettronica, cose che in pochi sanno davvero fare. Andiamo quindi a ruota libera e raccontami come si sta tra “I Giganti”. Si è vero Angela, sono felice di rivedervi e riabbracciarvi. Forse non tutti sanno che, quello che mi lega specie con i Ricchi e Poveri, non è solo la musica ma anche il fatto che loro sono i miei testimoni di nozze. Non potevo non essere presente al grande evento. Essendo un musicista nato, ho cantato meno e dedicato più alla produzione. Ho fatto due progetti in particolare interessanti, sia dal punto di vista musicale sia spettacolare, quindi unendo la musica classica a quella elettronica prendendo e sconvolgendo ad esempio “Le quattro stagioni di Vivaldi” ma avendo come collaboratore musicisti eccezionali come il secondo violino della Vienna Filarmonica, anche di Salisburgo, solisti eccezionali e quindi è nato uno spettacolo grandioso. A Lindau abbiamo tenuto con successo la Prima. È uno spettacolo a tutti gli effetti teatrale e a maggior ragione mi auspico di poterlo presentare a breve in altrettante Città e Regioni. Ti dirò che ho scoperto, durante i miei due intensi anni di studio, che Vivaldi nei suoi tempi era moderno. Sei molto gentile e dolce nel chiedermi: a quando un Festival di Sanremo. Lì mi sono inserito alcuni anni e ho fatto anche un Castrocaro ma, ritenendomi più un musicista a tutto tondo, mi sono impegnato più allo spettacolo e a quanto pare il tempo mi ha dato ragione e grandi soddisfazioni. Il secondo spettacolo, molto bello anche questo, si chiama “Ti amo” e ho rivoluzionato e miscelato anche lì brani della musica italiana e quella tedesca. Inizialmente non ero visto di buon occhio ma si sono riveduti ed è uscito uno spettacolo straordinario, accompagnato da ballerini di spicco peraltro italiani. Quindi come puoi capire, l’Italia non la lascio mai. Un bacio e un saluto a tutti. In quattro ore di adrenalina pura "I Giganti Italiani" hanno presentato brani appartenenti anche alla memoria collettiva, trascinando i fan in un viaggio musicale, tra i ricordi ed emozioni. Il concerto è stato dedicato al pubblico, come giusto che sia. Quelle di Toto Cutugno inoltre, non sono state semplici canzoni, ma vellutate poesie arricchite di pensieri, espressioni e parole di saggezza. Ha scherzato e portato il pubblico anche a riflessioni. Gesti sensibili e mirati dritti al cuore, cose che solo i “Giganti Italiani” sanno fare come: umilmente cantare a cappella “l’Italiano” attraverso le nostre telecamere. Stappare uno Champagne e brindare sul palco con una mamma scelta a caso, per poi dedicare la celebre canzone “Le Mamme”. La libertà di far salire sul palco una coppia in delirio. Farsi sorprendere da una donna che con garbo bacia la fonte delle sue melodie, le labbra. L’umiltà di dare il suo microfono ad un giovane talentuoso e regalargli l’ebrezza di cantare su quell’imponente parco e pubblico e ascoltarlo intensamente. Rivelare di avere vinto la battaglia contro un male, il tumore. Ringraziare per questo il buon “Dio” ma rimproverarsi e scusarsi lo stesso con i fan perché dice: “non è corretto che un cantante stia seduto davanti al suo pubblico per l’intero concerto ma del resto…, termina riflessivo, …un patto per rimanere su questa terra dovevo pur farlo, o no?”. Ringrazia con fermezza la Cancelliera tedesca Angela Merkel per quello che fa per i nostri connazionali italiani emigrati in Germania e la invita con tenacia a uno dei suoi concerti, per dedicarle una sua canzone scritta apposta per lei. Saluta infine il pubblico che lo acclama, li accontenta ancora un po’, poi presenta la sua squadra, si avvicina a bordo del parco e si lascia al suo pubblico in delirio. Che dire, due star, che a distanza di anni sanno ancora sorprendere ed emozionare ma allo stesso modo si emozionano. I riflettori si spengono ma… cari connazionali ricordatevi che: io ho scritto solo un rigo su queste due “enciclopedie” di quelli che hanno fatto la storia della musica italiana nel mondo! Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • I Senza Nome debuttano a Pforzheim

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. É risaputo che il teatro richiede passione, sia per chi lo fa, sia per chi lo ascolta. Ma non per forza si deve essere attori professionisti, specie quando il racconto è storia quotidiana. Questo è lo spettacolo che il gruppo teatrale “I Senza Nome” della Missione Cattolica Italiana di Pforzheim il 14 dicembre ha portato in scena: Cchiú scuru di mezzanotti nun po fari “Peggio di come va, non può andare ”. Una divertente tanto quanto riflessiva commedia siciliana, divisa in tre atti. È stata presentata nella Gemeindesaal della Sankt Antoniuskirche della Città. Il gruppo teatrale, grazie anche alla generosa ospitalità di don Arcangelo Biondo, ha messo in scena in modo ironico e leggero il quotidiano. Il Corriere d’Italia ha incontrato il veterano nel mondo teatrale Rosario Ietro e responsabile coordinatore del Gruppo teatrale “I Senza Nome”, il regista dello spettacolo Lillo Parla e don Arcangelo Biondo della comunità italiana del posto. Il gruppo nasce con l’intenzione di proporre spettacoli teatrali. In chiave ironica e comica portiamo sul palco un’importante tema, il grave problema della disoccupazione, che opprime la quotidianità delle famiglie siciliane. Senza il sostegno dello Stato e senza prospettiva di vita, ci dice Rosario Ietro, molti giovani diventano vittime del proprio inconscio. Sono costretti a intraprendere strade sbagliate e a volte tragiche. Non siamo degli attori professionisti. Siamo un gruppo di persone che, per passione e per divertimento, diamo nel nostro piccolo un contributo nel diffondere la lingua e la cultura italiana in Germania. Il nome della compagnia è nato per caso ma sembra portarci bene. Premetto che questo spettacolo è una replica. La prima è andata in scena a giugno e, raggiunto consenso di pubblico, a grande richiesta è stato ripresentato. A breve saremo anche a Mühlacker. Il teatro è sempre stato la mia passione. Pensa che trentacinque anni fa, abbiamo organizzato a Pforzheim la prima Passione di Cristo. M’interesso a molte iniziative culturali e sociali, per i nostri italiani emigrati. Con i predecessori assistenti sociali, ho contribuito inoltre nell’integrazione del nostro connazionale a Pforzheim e circondario, specie in quella scolastica dei nostri figli. Così facendo, hanno avuto l’opportunità di imparare a pieno la lingua tedesca, evitando di finire in scuole secondarie. È un tema che mi è stato sempre a cuore tant’è che, da un anno a questa parte l’abbiamo ripreso in Missione, grazie all’appoggio di don Arcangelo Biondo. Abbiamo già un buon numero d’iscritti, in continuo crescendo, termina Rosario Ietro, segno che c’è tanta voglia d’integrarsi. Mi auspico comunque che sopraggiungano aiuti concreti anche dall’alto, impegnato effettivamente in aiuto del nostro connazionale emigrato. Tanti sono i progetti come aprire ad esempio uno sportello d’assistenza sul posto, sia per i nostri connazionali già residenti in territorio tedesco, sia per quelli in arrivo. Il fenomeno dei “Cervelli in fuga” è presente anche in Germania. Il tema dei giovani che emigrano con delle speranze, è ritornato attuale. Non espatriano più con la famosa “valigia di cartone” ma peggio, con un “Diploma o una Laurea” nel cassetto e quindi, sempre in cerca di un futuro migliore. Ringrazio di cuore la vostra presenza, principalmente per l’entusiasmo che voi trasmettete e perché, attraverso le vostre interviste e i servizi televisivi che mandate in onda, i nostri messaggi non restano inascoltati. Da circa un anno stiamo portando avanti con successo questa commedia. La trama è un pensiero rivolta alla nostra Sicilia, anch’essa afflitta di problemi e principalmente capitanata dalla disoccupazione e dalla difficoltà di trovare un lavoro, ci spiega Lillo Parla. L’intreccio di situazioni costruiti e presentati appunto in tre atti, ci porta a far ridere il nostro pubblico ma nello stesso tempo a farlo riflettere sul senso della famiglia e come affronta determinate difficoltà. Stiamo portando in scena la realtà di quello che noi, già quarant’anni fa, abbiamo vissuto e che ancora oggi non tende a cambiare. Prova è, i molti giovani che emigrano in Germania e comunque all’estero, perché in Italia non trovano un futuro. Tieni presente che, anch’io sono un diplomato, messo in fuga ventiquattro anni fa per la stessa ragione di scelta. Integrarsi inizialmente è difficile, sfido chiunque a dire il contrario, ma poi trovi quello che cercavi. Il pianto e la nostalgia non ti abbandonano mai, ma intanto ti crei una famiglia, una sistemazione, i tuoi figli vanno a scuola e infine ti rendi conto che la “costretta scelta fatta di emigrare” ti ha portato a generare una vita e un posto migliore per la tua famiglia. Permettimi di ringraziare i miei amici che fanno parte di questa compagnia teatrale, termina Lillo Parla, grandi sostenitori e che insieme condividiamo la stessa passione; il nostro parroco don Arcangelo Biondo che ci mette a disposizione la Missione, per provare le scene; voi di TeleVideoItalia.de, il Corriere d’Italia e la SDA FotoVideo Production che avete aderito al nostro invito e dato l’opportunità di divulgare i nostri sentimenti e ideali, realizzando per l’occasione un reportage televisivo sulla nostra commedia. Anzitutto ringrazio i nostri parrocchiani e i nostri laici, soprattutto il nostro carissimo Rosario Ietro. Lui davvero mi sta dando una grande mano e non solo per il teatro, ma anche per integrare i nostri italiani nella lingua tedesca, ci dice il padre guanelliano don Arcangelo Biondo. Con piacere vedo che i nostri laici si muovono con successo. Il Concilio Vaticano II, non a caso li invita a muoversi e a darsi da fare. Li chiama “Giganti addormentati” e quindi, svegliandosi, molti problemi delle nostre comunità missionarie si possono risolvere. Sono contento perché, anche attraverso il teatro si diffonde la cultura italiana e si aggregano le famiglie, dandoci maggiore modo di evangelizzare. La nostra chiesa non è bilanciata solo sulla preghiera o sull’eucarestia, ma si nutre di altrettanti momenti aggregativi. É salutare trovarsi insieme anche per farsi una sana risata, questa è pur sempre aggregazione. Tieni presente che a Pasqua, per la domenica delle Palme, è in progetto inoltre la Passione di Cristo e quindi, continuiamo a evangelizzare. Certo, sarebbe bello portare fuori dalle nostre sacrestie e chiese questi preziosi e riflessivi momenti. Ben venga dunque concreti aiuti. È importante evangelizzare anche all’esterno. “I Senza Nome” hanno saputo unire molte famiglie. Giacché siamo nel periodo natalizio colgo l’occasione, attraverso sempre la vostra gradita presenza, di fare un augurio a tutti. Vi ricordo comunque che “il Natale” per noi cristiani non è solo memoria del presepe dove il nostro Dio si è incarnato, o fare regali, ma farsi trovare anche con le “mani nel sacco” intenti a donare qualcosa ai più bisognosi, ai poveri, agli ultimi. Buon Natale e sereno Anno Nuovo. La compagnia teatrale “I Senza Nome” è composto da: Rosario Ietro nei panni di “Gianni” il capo famiglia. Tiziana Di Naro, nei panni di “Maddalena” la moglie. Massimo D'Antoni, nei panni di “Michele” il fratello. Gaspare Caffarelli, nei panni di “Don Tanino” il padrone di casa. Lillo Parla, nei panni del “Dottore”. Giuseppe Potestia, nei panni di “Rosolino” il creditore. Croce Bracco, nei panni della “Mamma di Maddalena”. Vincenza Di Naro nei panni di “Grazia” l’addetta ai casting. Giuseppe Palumbo nei panni del “Prete”. La sceneggiatura è di Franco Scarfo', la tecnica e audio di Vincenzo Amella. Il reportage televisivo redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production è visibile al sito televideoitalia.net e corriereditalia.de Questa compagnia, se pur racchiuso nel loro piccolo mondo teatrale, ha avuto il coraggio di esprimersi apertamente e lanciare un messaggio molto forte là dove, spesso, l’indifferenza regna sovrana. Diffondere la verità mettendoci la faccia non è facile, ancora meno quando con coraggio si affrontano certi temi reali e che in qualche modo, chi più o di meno, si rispecchia.Comunicare con i propri simili con parole espressamente più semplici, se non proprio elementari, per essere raggiungibili a tutti; come far valere i propri principi, rispettando quelli degli altri; esporre le proprie idee, nel rispetto di chi ci ascolta; fare critiche purché costruttive; ascoltare, ed essere ascoltati; essere accolti per le proprie capacità e competenze, senza indurre nessuno a lasciare la propria Terra, o a fare degli errori che segnano per sempre la vita; aiutare e dare una sistemazione prima ai figli della propria Patria, per poi tendere giustamente anche la mano agli altri... è un diritto sacrosanto di tutti. Benvenga allora se, anche il grido di aiuto lanciato dalle comunitá italiane emigrate, ogni tanto trovano loco. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Il Maestro Andrea Cammilleri ci lascia e l'Italia piange la sua morte

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Dopo essere stato colpito da un infarto, lo scrittore siciliano Andrea Cammilleri chiude inaspettatamente il suo capitolo e ci lascia. Era uno dei più importanti esponenti della cultura siciliana e non solo del novecento. Dai romanzi al teatro fino alle prese di posizione sulla politica, l’Italia piange uno dei suoi più grandi autori contemporanei. I messaggi di cordoglio dal mondo dello spettacolo, della politica, della Polizia di Stato e da gente comune invadono i social network. La sua cecità non gli ha mai impedito di continuare a scrivere, del resto, è nato per raccontare storie e l’ha fatto fino all’ultimo. Con lui se ne va sia un pezzo di storia, sia chi ha dato voce al sud e al suo popolo. Scrittore, regista, autore teatrale e televisivo, sceneggiatore e saggista, autore della fortunata serie di romanzi sul commissario di Vigata Salvo Montalbano, il personaggio che ha accompagnato i suoi ultimi venticinque anni di vita, si inchina al suo pubblico ed esce di scena. Lascia a tutti un senso incolmabile di vuoto. Luca Zingaretti, scrive sulla sua pagina "addio maestro e amico, la terra ti sia lieve! Tuo Luca". A chi gli chiedeva perché non andava ancora in pensione, un po’ per l’età e un po’ per la sua cecità, il Maestro rispondeva: “non si può smettere di fare ciò per cui si è nati”. Il suo piú grande desiderio… “Se potessi, vorrei finire la mia carriera seduto in una piazza a raccontare storie e alla fine del mio cunto, passare tra il pubblico con la coppola in mano”. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Concerto solidale a Waiblingen per Samuele

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Si è tenuta sabato 16 novembre a Waiblingen un concerto di benefica a favore di Samuele. L’evento solidale, costituito dai genitori del piccolo, ha coinvolto con diverse tappe non solo il generoso cuore e la sensibilità della collettività italiana residente in Germania ma anche quella in Italia, in particolare quelli della Calabria e di Cosenza. Incontriamo i genitori del piccolo Samuele. Ci siamo fatti raccontare, nei limiti concessi, questa loro delicata situazione, come la stanno affrontando ma soprattutto su quali aiuti e mezzi stanno per ora contando. Samuele compie adesso tre anni, ed è nato sano. A due mesi dalla sua nascita, andai dal pediatra per il regolare vaccino. Premetto che, quando glie lo portai, gli feci notare subito che già da tre giorni persisteva la febbre e suggerii di rimandare. Mi rispose di non preoccuparmi. Da lì incominciò invece il nostro calvario, ci racconta trattenendo le lacrime mamma Laura. Appena tre giorni dopo la somministrazione del farmaco, Samuele entrò in coma e nonostante il trasporto d’urgenza in clinica, è rimasto in coma per altre tre settimane. I medici ci diedero poche speranze. Puoi immaginare il nostro stato d’animo, c’è crollato il mondo addosso. La diagnosi rilevò la disabilità, per danno cerebrale ipossico. Abbiamo iniziato le terapie in Germania, dove continua ad andarci settimanalmente ma nel fare delle ricerche, abbiamo saputo di questa terapia praticata in Slovacchia. È un centro di riabilitazione internazionale, specializzato nella cura di pazienti affetti da deficit neurologici. Credimi Angela, abbiamo fatto di tutto per andarci e non ne siamo pentiti perché, in loro, abbiamo trovato uno spiraglio positivo su Samuele. Pensa, ha fatto progressi in quattordici giorni. Per parlare però, dovrà fare anche la terapia del delfino. Sono cure costosissime, termina Laura Vocale, per questo non finiremo mai di ringraziare Marco Pagano, Mick Floridia e Lina Corbo che principalmente ci hanno sostenuto e permesso di andare la prima volta in Slovacchia e affrontare tali spese. Peraltro, Marco e il suo staff, stanno continuando ad aiutarci devolvendo, parte degli incassi dei concerti organizzati, per le cure di Samuele. Altrettanto ha fatto il suo artista Andrea Zeta, con parte del suo cachet, come in Italia, per esattezza in Calabria e a Cosenza, la mamma dell’artista Chiara D’Amico, attraverso l’agenzia artistica della cantante, ha organizzato serate di beneficenza in suo onore. Confesso che non mi aspettavo tanta generosità e francamente, te ne rendi davvero conto solo quando lo vivi in prima persona. Per questo, tutto quello che vedo, mi emoziona tantissimo. Non è facile tutt’oggi parlare di questa situazione, ci dice con voce spezzata dalle lacrime Marcello e fratello minore di Antonio Vocale. Non è il mio mestiere organizzare spettacoli ma la vita ci ha piegato e messo in ginocchio, difronte a questa situazione. La semplice ragione perché sono presente a questi eventi è perché amo la famiglia e difronte a tali situazioni, se posso essere d’aiuto, lo faccio con tutto il cuore e non mi tiro mai indietro. Cara Angela, il destino crudele ci ha tolto già in tenera età, quanto a noi più prezioso e ancora una volta continua a metterci alla prova, termina Marcello. Nonostante tutto, siamo riusciti a crescere però con una buona cultura, sani principi, valori umani, unione e fratellanza. Pertanto siamo convinti che, esso, continuerà possibilmente a piegarci ma non riuscirà mai a spezzarci finché restiamo uniti. La gente ci conosce, ci segue e sa che sono fatti reali. Il mio appello principale che mi permetto di fare attraverso le vostre telecamere e a quanti ci sta vedendo e ascoltando è di dirvi: aiutate tutti i bambini che hanno bisogno, ci dice singhiozzando papà Antonio Vocale. Continuate come state facendo anche con il nostro piccolo Samuele. Sappiate inoltre che chiunque si trovi nelle nostre stesse condizioni, specie con bambini disabili, anche noi vi tenderemo una mano. Parlando da padre e non da organizzatore e imprenditore, so perfettamente che è molto complicato chiedere aiuto ma fatevi coraggio. Sappiate che c’è gente piena d’amore che si mette a disposizione. Ringrazio di cuore la tua emittente TeleVideoItalia Angela il Corriere d’Italia per cui scrivi e la SDA FotoVideo Production per esserci stati vicini, averci dato grande attenzione, voce e immagine, comprendendo il nostro dolore portato avanti con garbo e massimo rispetto. Non per ultimi ringrazio anche tutti gli sponsor e gli artisti che hanno aderito ai nostri appelli solidali, che ci hanno dato fiducia in questi anni e che continueranno a farlo in futuro se vorranno, come a tutte le emittenti che accoglieranno il vostro servizio televisivo. L’evento, che ha registrato Sold Out cinque settimane in anticipo, ha visto la presenza di cantanti non indifferenti come Ciro Amodio, concerto principalmente a lui mirato e che in proposito ha dichiarato tutto il suo amore solidale verso Samuele e la loro famiglia. "Essere uniti artisticamente anche dal lato umano ti fa crescere, ci ha detto, specie in tali circostanze. Se la mia voce possa essere un mezzo di aiuto anche in queste tipologie di eventi drammatici, allora ben venga sempre la mia presenza. Se pur nel mio piccolo, contribuiró all'infinito per giuste cause solidali". Unanime é la grande solidarietá anche di Lina Valerio, Denny Farra e la stessa Chiara D’Amico, atterrata per Samuele all’aeroporto di Stoccarda poche ore prima del debutto a Waiblingen. La cantante, pur essendo impegnata artisticamente in piú date tra la Germania e l'Italia, oltre ad un grande appuntamento mediatico che la vedrá debuttare nel 2020, ai nostri microfoni ha fatto sapere che: in particolare modo ha promesso a "Samuele" di essere presente ovunque ce ne sará bisogno. La conduzione è stata di Antonio Straface, che a sua volta ha fatto ascoltare delle cover e un suo inedito. La serata, ricca di musica e colpi di scena, ha dato spazio anche ad alcuni giovani talentuosi fuori programma e divertito il pubblico, ma sempre nel rispetto della tranquillità del piccolo “Samuele” presente in sala. È stato uno spettacolo coinvolgente, che ha aggiunto un piccolo ma importante tassello al difficile compito portato avanti con cura, forza, amore e immenso coraggio dai genitori Laura e Tony Vocale. È giuso ricordare che a oggi, centinaia di famiglie si ritrovano a fare i conti con se stessi, con tali problematiche che gli ruotano attorno e come se non bastasse, anche la santa burocrazia ci mette del suo. Ancora una volta, i nostri connazionali italiani, e non solo quelli di Waiblingen, hanno dimostrato vicinanza, rispetto e grande presenza difronte all’ennesima famiglia inerme. Portare un sorriso o porgere semplicemente una mano a chi ne ha più bisogno, non solo sotto le festività natalizie, è ormai assodato. È però difronte a un grande ostacolo come questo che, di norma, anche le istituzioni competenti dovrebbero in primis intervenire e riconoscere tali gravi patologie nel loro nucleo sanitario. Dovrebbero fornire una valutazione multidisciplinare, in riguardo alle problematiche pediatriche trasversali e legate a tale gravità o a eventuali errori umani, qualora effettivamente fossero riscontrate, così come fare in modo da costruire sia un programma ai bisogni specifici del singolo paziente, sia riconoscere e sostenerne le cure se non proprio anche le spese dei cittadini regolari, residenti sul loro territorio. Uno studio legale sta curando il caso della famiglia Laura e Tony Vocale, affinché parte, se non tutto questo, sia riconosciuto. L’auspicio pertanto è quello che: si trovi ben presto una soluzione, per aiutare tutti quelli che giornalmente lottano e affrontano tale handicap. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Andrea Zeta in Deutschland Tour 2019 l ennesimo successo del cantante siculo

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Poker d'assi per il cantante siciliano neomelodico Andrea Zeta, che a distanza di due anni dalla sua ultima venuta in Germania, ha mandato in delirio anche i suoi fan a Darmstadt, Stoccarda, Nürnberg e Monaco. Ebbene sì, quattro sono state le Città tedesche a beneficiare della presenza dell’artista che da anni, non sola porta alta nel mondo la musica e la canzone partenopea ma sta riempendo in Italia piazze e palazzetti dello sport, toccando perfino tre mila persone al PalaFlorio di Bari, il palazzetto dello sport più grande della Puglia. Su Facebook ha superato la bellezza di 177mila seguaci, toccato la soglia di 2000.000 follower e oltre 300.000 su Instagram. Il Corriere d’Italia ha incontrato a Waiblingen, il promoter della MPV Eventi Marco Pagano e il suo celebre artista Andrea Zeta con la sua band, unica tappa fatta al completo con i suoi musicisti. È bello, anche se può sembrare strano organizzare e avere pienoni stando nella propria terra, dove mi conoscono e posso muovermi al meglio ma il tutto diventa però straordinario quando ciò ti accade all’estero e riesci a riempire un teatro in una terra che non è la tua. Ecco, questo non è da tutti ed è piacevolmente fuori dal normale. In questo concerto mi sono reso conto della forza che oggi ho nella musica, rivela Andrea Zeta ai nostri microfoni. Io sono nato artisticamente nel 2016 con il mio primo disco. Il mio obiettivo è di cercare ogni anno nuove emozioni, essendo autore di molti brani. Mi rendo conto da buon siciliano che riuscire a riempire teatri sia in Italia sia all’estero, presentando un mio repertorio partenopeo, è forse surreale ma vuol dire che il pubblico vede qualcosa in me che in altri non c’è. So che ti è noto quello che mi è accaduto di recente, a livello giudiziario, ma ti dico sotto quest’aspetto che sono sereno con me stesso e ne parlo perché, chi mi conosce, sa chi sono come persona e nella vita. Io non sono nessuno per giudicare, tanto meno dare un giudizio giuridico, per questo faccio prima ad affidarmi alla loro lealtà e realtà. Spero che questo si chiarisca al più presto. Nell’ambiente in cui sono nato, ammetto che non è facile crescere e vivere, come incappare a incomprensioni, è quasi all’ordine del giorno. Tutti gli esseri umani di questo mondo litigano e sbagliano, anche i giovani. Magari bisogna stare più attenti a dire una mezza parola, perché, in certi ambienti, può essere fraintesa. So per certo di essere estraneo a tali accuse e che non ho commesso reato quindi, quando finirà tutto, lo prenderò magari come un insegnamento costruttivo. Io canto nella vita, non ho fatto altro. Il bene e il grande sostegno che ho ricevuto da migliaia di fan, dove ero convinto di averlo perso per questa vicenda, hanno fortificato l’idea che il mio mondo è quello artistico e nient’altro. Per quanto riguarda il mio lato umano non deve sorprenderti Angela, esso fa parte di me. Fuori da un palco, sono un ragazzo semplice e se posso aiutare qualcuno, regalare un sorriso o fargli visita in ospedale mi pronto senza speculare. Samuele ad esempio, è un bambino con gravi patologie. Ascolta sempre la mia musica e, i video che pubblicano i suoi genitori alla mia attenzione, lo confermano. La mia musica lo aiuta a sorridere e gli porta un po’ di gioia mi dicono e questo è una soddisfazione impagabile. Ringrazio il mio promoter esclusivo Marco Pagano perché è lui che realmente ha puntato tutto su me quando io in Germania non ero “Andrea Zeta”. Mi ha creduto, sostenuto e non mi ha abbandonato nella difficoltà. Ci siamo conosciuti a Napoli, durante la registrazione del mio primo cd. Da allora devo molto a lui. È stato un amico e un fratello prima di tutto. Quello che ha fatto per me, non lo dimenticherò mai. Grazie a tutti i miei fan che non mi hanno abbandonato, a chi crede in me e continua a farlo, a chi sostiene i miei concerti e soprattutto grazie a te Angela e alla tua emittente TeleVideoItalia e al Corriere d’Italia per l’attenzione, è stato un piacere rincontrarvi. Ho sempre sognato di realizzare un concerto di Andrea Zeta con la sua band in un teatro e oggi abbiamo realizzato questo grandissimo sogno. Dico abbiamo perché, non vorrei sembrarti retorico cara Angela ascoltando le mie stesse parole ogni volta che tu e tuo marito Dino accettate il mio invito, ma tutto questo non lo avrei mai potuto ottenere. Realizzare un tour di quattro tappe non è facile. É super impegnativo. Senza il supporto del mio partner artistico Enzo Venturino, la mia famiglia, il nostro Staff che ci ha seguito in tutte e quattro le tappe così stretto e disponibile, a Marseglia Angelo, Daniela e Morena, Antonio e Laura Vocale, Rosa Nocciolino e Pippo Cuore, a Mick Floridia che mi ha sostenuto in tutta la tournée ventiquattro su ventiquattro, agli sponsor, a chi ha presentato questa serata e agli organizzatori e presentatori del resto delle mie tre tappe. Non per ultimi ringrazio la tua emittente Angela TeleVideoItalia e attraverso te anche il Corriere d’Italia per cui scrivi e che rappresentate per eccellenza la voce del nostro connazionale emigrato, entrando nelle loro case attraverso i vostri servizi televisivi e stampa. Pertanto grazie di cuore a questa grande squadra che mi sostiene, ci dice Marco Pagano. Se chiamo “fratello” Andrea Zeta, è perché è uno degli artisti che sa davvero cosa significa fratellanza. Mi è piaciuta la sua voce e soprattutto la sua persona, umile e amichevole, sin dall'inizio. Ho sempre creduto in lui e non mi vergogno a dire che ho sofferto davvero tanto per quello che gli è successo di recente. Ho sempre creduto nella sua bontà e comunque, sia nel bene sia nel male, resterò sempre al suo fianco. Non togliendo merito a tutti gli altri miei concerti e tournée organizzati in questi anni con grande soddisfazione, ma questa con Andrea per me è stata la più importante ed espressiva. Il tour è stato aperto da Chiara D’Amico dove ha duettato con l'occasione anche con l’artista Andrea Zeta presentato insieme il brano „Me manche già“ e ancora Gabriele Sugar e Ciro Amodio. Principalmente ringrazio Marco Pagano che attraverso Mick Floridia ha creduto in me e mi ha permesso di aprire i concerti del mitico Andrea Zeta. Salire su questi palchi è comunque un’emozione indescrivibile e a maggior ragione ringrazio Andrea Zeta che mi ha permesso di duettare con lui. Il mio mondo artistico è in salita ma sono decisa. Sto lavorando su un grande progetto e il mio genere musicale, a differenza di quello che non vedono in tanti, è la musica partenopea ci dice ai nostri microfoni Chiara D’Amico. Pur essendo di origine siciliana ma nativa e vissuta in Germania, sono cresciuta con le canzoni di grandi come Nino D’Angelo, Gigi D’Alessio, Mario Merola e tanti altri, pertanto ritengo obbiettivamente che questo sia il mio mondo artistico. Grazie a tutti per la fiducia e anche a tuo marito Dino e a te Angela che con la tua emittetnte TeleVideoItalia ci hai dato attenzione Sicuramente questa esperienza è un ottimo bagaglio, ci dice Ciro Amodio. I brani che mi stanno affidando parlano di amore e noto con piacere che in tanti, specie giovani e donne mature, seguono le mie performance. Grato alla MPV di Marco Pagano per avermi dato quest’opportunità, spero di ritornare presto a fare parte di questo eccellente cast e di realizzare anche dei miei progetti. Grazie. Seguire i tour di mio fratello ed esibirmi nei suoi palchi con i miei pezzi e il mio stile, oltre che bello è per certo una grande esperienza artistica, termina Gabriele Sugar. È un grande maestro di vita e seguirlo nella musica e nel nostro mondo privato non ho che da imparare.È stato un tour all’insegna della buona musica e solidarietà. Doveroso pertanto ricordare che su queste tappe l’artista Andrea Zeta ha devoluto in beneficenza parte del suo cachet per fare compiere un percorso terapeutico in Cecoslovacchia al piccolo “Samuele”, presente al concerto con i genitori. Lo stesso ha fatto la MPV Marco Pagano dove una parte degli incassi della tournée è stata devoluta per lo stesso motivo. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • vince il primo Torneo Triangolare di Calcio il Club Milan Franco Baresi Pforzheim

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Si è disputata domenica 29 settembre la prima edizione del “Torneo Triangolare di Calcio” organizzato dal Club Milan Franco Baresi di Pforzheim e guidata dal suo presidente in carica Massimiliano Migliore. In campo sono scesi anche le squadre ufficiali del Club Inter guidato dal presidente Antonino Bonanno e il Club Juventus guidato dal presidente Rosario Linoria.In campo hanno giocato in primis i bambini, poi i Senior e per ultimo le tre squadre ufficiali dei Club nominati. Premetto che questa giornata non è stata a scopo di lucro ma semplicemente un ritrovo e un benvenuto a tutti quelli che ci seguono. In tanti desiderano fare parte e seguire i nostri programmi sportivi e culturali organizzati sul posto e nelle trasferte, ha detto il presidente Massimiliano Migliore, questo ci lusinga. Strabiliante è stata la partecipazione alla nostra iniziativa, segno che abbiamo fatto centro. Stiamo già lavorando per organizzarci nel 2020, anche perché vorremmo potere ospitare in modo migliore squadre, istituzioni, mass media, persone e artisti che hanno creduto in noi e al nostro progetto ma che il “santo” denaro, non ci ha permesso di fare a pieno. L’obiettivo è far diventare questo giorno un punto di ritrovo per tutte le squadra, indipendentemente da chi si tifa. L’avere organizzato fuori di casa questo nostro evento e non a Pforzheim, c’è dispiaciuto un po’. L’intento è stato quello di unire quanti più connazionali del posto e circondario, passare una domenica all’aperto con la propria famiglia, stare insieme a divertirci unendo il sano sport, la buona musica e la nostra cucina italiana. Questo almeno lo abbiamo ottenuto. Gran parte delle spese le abbiamo affrontate noi del gruppo e non nego che qualcosa c’è sfuggito di mano. Molti ci incoraggiano a fare tali eventi ma non è facile affrontarli da soli. Approfitto per questo della vostra presenza per sensibilizzare le nostre istituzioni italiane consolari di Stoccarda e quelle di Pforzheim a tenderci una mano, affinché tali progetti non restino incompiuti poiché uniscono i nostri connazionali. Un grazie va a tutto il nostro staff operativo che si è prodigato a costi “zero” per la riuscita della manifestazione. Ai presidenti delle squadre intervenute Club Inter e Club Juventus. Alla SDA Sanremo Eventi e alla preziosa disponibilità dei suoi artisti. Al Corriere d’Italia e a TeleVideoItalia Angela Saieva per il loro lavoro, la sensibilità e l’inestimabile altruismo e generosità che ha in generale nei confronti dei nostri connazionali. Alla SDA FotoVideo Production che per l’occasione ha elaborato il Reportage televisivo dell’evento. L’idea non è nata per caso ma per la forte voglia di fortificare le nostre origini, ovunque noi siamo. Indipendentemente dal fatto che, gran parte di noi emigrati si è integrata in terra sveva, non cambia il forte legame che si ha verso quella d’origine, ci dice l’addetto stampa Salvatore Moscato. Ringraziamo di vero cuore tutti voi che avete aderito al nostro invito. La vostra presenza mediatica inoltre è una testimonianza in più di come il connazionale italiano emigrato porta con orgoglio la sua italianità nel cuore, ovunque esso sia. Vi aspettiamo numerosi anche il prossimo anno. La parte artistica diretta dalla SDA Sanremo Eventi, ha presentato artisti non indifferenti anche dal lato dell’umiltà e che da anni tengono alto il nostro tricolore all’estero, come la cantante di origine palermitana Antonella Di Ganci, in arte Neliah The Voice. Presente in molteplici eventi canori di primordine e direttore artistico di rinomati Festival, le è valso anche la qualifica tempo fa alla semifinale del Festival di Castrocaro. Grazie anche al suo Soft Skills, con le sue attitudini vocali e performance, spazia con disinvoltura tra brani che hanno fatto la storia della musica italiana nel mondo. Le sue cover sono in vetta alle classifiche di ascolto. Sempre pronta a nuove sfide e a ospitare nel suo studio di registrazione a Stoccarda, giovani che intraprendono la sua stessa strada, sta lavorando a un grande progetto ma da buona scaramantica artista, lascia per ora un giusto riservo. Di un’imponente e interessante voce, riconducibile a miti come Mario Biondi, Eros Ramazzotti, Alex Baroni etc. è il sardo Marco Serra, anch’egli popolare in più Paesi e qualifica tempo fa alla semifinale dell’Accademia della canzone di Sanremo. Giunto al suo secondo album dal titolo “Emozioni” ha già ricevuto grandi consensi di pubblico e raggiunto il picco di share. É una miscela esplosiva di buon senso e giusto equilibrio nei parametri artistici musicali di eccellente qualità e vederlo duettare live sui palchi anche con Neliah The Voice è una pura adrenalina. Non da meno è Davide Romano di origine campana. Il suo genere non solo melodico, rispolvera con grande stile gli anni 60’ e 70’ della musica italiana. Apprezzato e richiesto dal pubblico specie quello tedesco, entra in sintonia ovunque si trova. É un ottimo intrattenitore e ha già in cantiere un suo singolo. A completare il quadro artistico ci hanno pensato due Dj per eccellenza, noti nelle grandi animazioni in discoteche e Notti Italiane nel Baden-Württemberg: il campano Mc Nando anche lui in vetta nelle classifiche social con il suo terzo cd “Onda“ e il siculo Tino Dj Canto che con il suo stile musicale, copre anche la fascia dei tedeschi. Presenta in gran parte un repertorio caratteristico e organizza serate “Italo Folkloristico Pop” dove riscuote grande consenso di pubblico. Gli autorevoli membri del Club Milan Massimiliano Migliore e Salvatore Moscato hanno consegnato, per la prima edizione del Torneo Triangolare di Calcio, targhe ricordo e maestose coppe ai rispettivi presidenti: Rosario Linoria del Club Juventus di Niefern, quale terza classificata; ad Antonino Bonanno del Club Inter di Pforzheim, seconda classificata; mentre al Club Milan Franco Baresi Pforzheim è andato il primo posto. A tutti i giocatori, incluso i bambini scesi in campo e che hanno aperto il torneo, è stata consegnata inoltre una medaglia ricordo. Premiate con coppe anche le categorie Senior, dove ha vinto la squadra “amatoriale” Juventus, mentre al secondo posto si è classifica il Club Milan Pforzheim, squadra rappresentata da Ciro De Nittis. Una targa ricordo è stata consegnata, direttamente dalle mani del Presidente Club Milan Massimiliano Migliore e del suo addetto stampa Salvatore Moscato, anche alla nostra attenzione e dove si legge testualmente “ a TeleVideoItalia di Angela Saieva per la Sensibilità e preziosa collaborazione”. Ringrazio l’organizzazione per l’invito a partecipare a questa bellissima manifestazione e per essere stato capace di organizzare interamente questa giornata, ha commentato Rosario Linoria. Non c’è stato agonismo e questo è importante, altrimenti si rischia di uscire dal fair play e non è bello. Mi auspico anch’io, come dice il presidente Massimiliano Migliore, che il prossimo anno questa manifestazione si allarghi e conti più aiuti solidi. Grazie a tutti. Ci siamo divertiti sportivamente e Massimiliano, con tutta la sua squadra tecnica e operativa, è stato in grado di unire gioco, musica e famiglie, aggiunge Antonino Bonanno, pertanto glie do merito e naturalmente saremo presenti anche nella prossima edizione 2020. La pioggia ha rallentato l’evento ma non certo la loro volontà di riuscita, fatta all’insegna dell’unione e sportività. Ringraziamo noi pertanto l’organizzazione, per l’invito redatto e l’ospitalità. Condividere con loro questa giornata è stata di certo un’esperienza senza eguali, anche perché: solo chi emigra può capire i loro sentimenti. I nodi in gola a dismisura per ogni giorno che passa in terra straniera. I retorici “perché” che li assillano per essere stati costretti ad allontanarsi dalla propria terra d’origine, in cerca di un mondo migliore da dare ai loro figli, quando lo stato italiano avrebbe dovuto dargli una certezza di vita. La nostalgia e l’angoscia che puntualmente invadono i loro pensieri, quando vedono spuntare il sole da una terra che non è la loro. I ricordi dei loro cari e di quello che hanno dovuto lasciare. La “stramaledetta convinzione” di quelli giunti ormai a una certa età e che quando scendono, fotografano con la mente ogni angolo del loro Paese, perché convinti che è l’ultima volta che lo rivedrà. Eppure sappiate che “questo italiano” malinconico risale ma indelebile continua a tramandare le proprie origini nel mondo, a parlare della sua Bella Italia e a sventolare e a difendere instancabilmente la propria bandiera oltre confini. Ecco, questo è l’emigrante! Ed è forse anche per questo che merita un po’ più di attenzione, rispetto e magari… maggiore ascolto. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • P. Maria Arokiadoss Antonyraj, un Servo della Carità entra nell’Unità Pastorale tedesca di Pforzheim

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. É dunque P. Maria Arokiadoss Antonyraj, noto alla comunità italiana di Pforzheim come don Rocky, che dal primo di settembre è operativo nell’Unità Pastorale tedesca di Pforzheim e quindi alle dipendenze del decano Bernhard Ihle. Ad annunciare con una nota la notizia del cambiamento, è stato lo stimato coordinatore delle Missioni Cattoliche Italiane in Germania e Scandinavia, p. Tobia Bassanelli. La comunità italiana del posto effettivamente ne era informata da ca. sei mesi ma, se da una parte gioiva del grande passo, dall’altra si è rattristata nel non averlo più nella loro Missione e perplessa si è posta molte domande in merito. Il Corriere d’Italia ha incontrato il presule guanelliano uscente P. Maria Arokiadoss Antonyraj assieme all’attuale timoniero confratello della Missione Cattolica Italiana di Pforzheim, padre Arcangelo Biondo. Con loro abbiamo fatto il punto della situazione, raccogliendo dei saggi, le emozioni e i compiti che prevalgono e allargano gli orizzonti del nuovo cammino pastorale di P. Maria Arokiadoss Antonyraj, con la chiesa tedesca. Sono contento di avere servito i nostri italiani di Pforzheim e dintorni e a maggior ragione li tranquillizzo. Io non sto andando via. Mi hanno accolto e amato ed io, li ho serviti con altrettanto amore cura e dedizione, ci dice P. Maria Arokiadoss Antonyraj. Reciproco è l’affetto per tutti loro e resto qui dunque, come comunità religiosa, assieme a P. Arcangelo Biondo e al nuovo confratello, p. Desmomd Uce che sta per arrivare. Il mio nuovo incarico adesso è quello di servire la Chiesa tedesca, perché ha bisogno del nostro aiuto. Ciò non toglie che sarò comunque presente, in questa comunità italiana di Pforzheim. Non li lascerò soli anzi, ci sarò sempre per loro e qualora ci sarà bisogno tra le comunità italiane e quelle tedesche io, farò da ponte. Si parla d’integrazione. L’identità dell’italiano sarà rispettata. Nota è ad esempio il disagio che la comunità italiana di Pforzheim vive da anni, quando si unisce in preghiera, aggiunge con consapevolezza il presule. Ecco, questo è un tema che, grazie anche al tuo diretto appello fatto in un’intervista a S.E. Monsignor Peter Birkhofer di Freiburg, in occasione della sua recente venuta a Pforzheim, mi spinge come porta voce a chiedere aiuto nel ricevere una Chiesa più grande e pronta ad accoglierli. Tutto ciò si sta concretando e gli italiani saranno contenti. Vivere nella felicità e nella gioia è quello che del resto il Signore vuole. Nel mio nuovo cammino porterò dietro prima di tutto la loro gioia, l’amicizia e la collaborazione condivisa in questi cinque anni di mio mandato pastorale a Pforzheim. Attraverso i nostri appelli, il loro aiuto ai più bisognosi, l’ospitalità e la generosità hanno saputo alleviare le sofferenze e creare una nuova grande famiglia. Non ci hanno lasciato soli. Mi sono sentito accolto e coinvolto in questa grande famiglia, con lo stesso amore ricevuto e portato dalla nostra famiglia guanelliana nella Missione di Pforzheim. Consapevole del fatto che l’italiano, pur essendo disponibile e ha una grande voglia di collaborare ai nostri appelli e programmi, è vincolato spesso dal lavoro e dalla vita frenetica che fa in Germania, ma mi preme giusto ricordare che: se diamo la possibilità di mettere al primo posto nostro Signore, piano piano tutto il resto diventa più facile affrontarlo. Se non abbiamo il tempo di venire a una messa, fate almeno una preghiera la mattina e sera e già ti unisci a noi. Sappiate che senza Dio, non possiamo fare nulla. Prendendo me come esempio dico: gratuitamente avete ricevuto e gratuitamente date. Dio mi ha dato questo dono di sacerdozio, per cui è un suo merito se io servo i più bisognosi senza distinzione. Ho già tre compiti che il Signore attraverso la chiesa tedesca mi ha dato. Mi ha aperto la porta di tre ammalati, di cui uno in particolare è portatore di handicap. Ecco, io lì mi sento a casa e faccio entrare la mia missione guanelliana. Di certo questo nuovo cammino mi porterà via molto tempo ma come ho detto di recente, anche in una mia celebrazione a Bretten, prometto che almeno un giorno al mese celebrerò anche per gli italiani la Santa Messa, termina P. Maria Arokiadoss Antonyraj. Di comune accordo con i nostri superiori della congregazione clericale dell’Opera Don Guanella, ho accettato con gioia e serenità la nuova esperienza spirituale, pur avendo i miei limiti. Sono pronto a imparare. Del resto, sta di fatto che noi siamo i Servi della Carità e andiamo ovunque ci sia bisogno del nostro aiuto. Adesso i miei impegni sono triplicati, essendo il delegato delle parrocchie St. Franziscus, Herz Jesu, Liebfrauen, St. Antonius, St. Bernhard, St. Elisabeth di Pforzheim, come di altre ancora del circondario. Niente di strano che, qualora necessiti un aiuto per celebrare la Santa Messa in tedesco, P. Arcangelo Biondo interverrà e viceversa. Grazie al decano P. Bernhard Ihl che generosamente mi ha già stilato un programma delle mie funzioni pastorali, riguardo al primo anno di mandato nella chiesa tedesca, come anche il gruppo dei sacerdoti tedeschi disponibili a darmi una mano, sono pronto ad affrontare questa nuova grande avventura pastorale. Sia lodato Gesù Cristo. Principalmente è una ricchezza per il nostro confratello P. Maria Arokiadoss Antonyraj e poi un prestigio per la nostra Famiglia San Luigi Guanella, per essere stato disponibile a creare questo ponte con noi e la Chiesa cattolica tedesca di Pforzheim e circondario. La Comunità Guanelliana si arricchisce comunque di un nuovo confratello, p. Desmomd Uce, che da luglio ha iniziato a studiare il tedesco a Freiburg, per un anno, per poi trasferirsi definitivamente nella nostra comunità italiana a Pforzheim, rassicura ai nostri microfoni P. Arcangelo Biondo. Non mettendo in discussione l’operato dei confratelli salesiani di Karlsruhe, il nostro obiettivo è vivere anzitutto una vita religiosa sul posto, essendo l’unica famiglia guanelliana a Pforzheim. È bello per noi quello che sta avvenendo perché, P. Maria Arokiadoss Antonyraj rappresenta l’Asia, io rappresento l’Europa e il nuovo confratello p. Desmomd Uce rappresenta l’Africa. Qui nasce un’unione. Il carisma San Luigi Guanella è dare attenzione agli ultimi, ai disabili, agli anziani, ai bisognosi di affetto e soprattutto qui in Germania la piaga della solitudine. Pensa, abbiamo appreso nel maggio di quest’anno che solo in Germania si sono contati diecimila suicidi. C’è tanto vuoto di Dio e dei valori. Ecco che entra il nostro compito, evangelizzare con i segni della carità. Per noi P. Maria Arokiadoss Antonyraj, essendo entrato a fare parte del decanato di Pforzheim, sarà adesso come faceva San Lorenzo: una mappa dei poveri, per poi unirci e trovare il modo migliore di come aiutarli, fargli arrivare un po’ di calore, carità e umanità. Ecco, termina P. Arcangelo Biondo, questa è la fusione di tre sacerdoti che vivono insieme e annunciano il carisma guanelliano a Pforzheim e dintorni pur avendo dei compiti e lavori diversi. La nostra attenzione è di non perdere la stella polare, quindi fare arrivare la carità di Cristo affinché si sciolgano tutte le solitudini e quello che la circondano. La nostra chiesa, come l’immagine di Sua Santità Papa Francesco, è un ospedale da campo dove tutti possono venire e trovare accoglienza, attingere e dissetarsi dell’amore cristiano. Detto questo, vorrei augurare a voi di TeleVideoItalia.de e Corriere d’Italia un buon lavoro. Da anni ci accompagnate in queste evoluzioni con amore, fedeltà, tanta dedizione e rispettosi della verità. Fate davvero un giornalismo dove, costruite tanta cultura, informazione e aggregazione per il grande popolo italiano residente in Germania. Il Signore benedica il vostro lavoro e grazie a tutti per l’attenzione prestata. Il servizio televisivo realizzato in collaborazione con la SDA FotoVideo Production è visibile su televideoitalia.net e corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Sanremo Musical debutta al Casinò di Sanremo con la nuova edizione

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Si é tenuto sabato 22 giugno, presso il Roof del Casinò di Sanremo, la nuova edizione di Sanremo Musical in versione concerto. Uno straordinario show, formato sulla storia di uno dei festival più famosi al mondo come il Festival di Sanremo, dove si ripercorre i più grandi successi della musica italiana e le canzoni che hanno segnato la loro partecipazione dal 1951 ad oggi. É stato un viaggio ricco di note e di pezzi memorabili, rivisitati brillantemente in due ore di spettacolo e di pura adrenalina. La serata, ai nostri occhi, é stata un susseguirsi di bellissimi brani che hanno saputo creare alla perfezione degli autentici mesh-up. In tanti, nell’impossibilitá di citare tutti i cantanti che hanno lasciato un indelebilericordo all’imponente Festival, sono stati ricordati da suggestive immagini proiettate sullo schermo. Alcune musiche del repertorio del Festival, sono state completamente riarrangiate e realizzate con sonorità moderne ma sempre nel rispetto delle canzoni. Hanno saputo inoltre raccontare, a pieno merito, artisti che hanno rappresentato momenti storici come Lucio Dalla, Luigi Tenco e Mia Martini. Sanremo Musical non è solo un omaggio alle più belle canzoni che hanno partecipato al Festival ma anche un ripercorrere delle evoluzioni del costume italiano, che hanno segnato la storia delle sue canzoni negli ultimi sessantanove anni. La scenografia é stata animata con immagini che hanno raccontato con grazia il passare dei tempi della storia del Festival di Sanremo. Trasformata ed esaltata con l’alta tecnologia anche il passaggio degli ambienti del Casinò di Sanremo al Teatro Ariston di Sanremo, per raccontare minuziosamente come è cambiata l’Italia ad oggi. Otto sono stati i talentuosi ragazzi aspiranti cantanti e attori convocati e provenienti da varie parti d’Italia. Sono loro i protagonisti che hanno sostenuto in anteprima un provino, al teatro Ariston di Sanremo, per poi entrare a far parte del cast di questo Musical partorito sul Festival della canzone italiana e per raccontarne a meglio la sua storia. Malgrado abbiano storie ed estrazioni sociali diverse, questi otto giovani sono accomunati da un grande amore per la kermesse, sul passato del festival e dal forte desiderio di diventare comunque dei veri protagonisti dello spettacolo. Sanremo Musical é un progetto nato dalla collaborazione tra il Casinò Spa e Sanremo Musical Srl, la cui edizione 2019 rappresenta un’evoluzione dell’edizione 2018. Ha una valenza artistica, culturale e commerciale sia per il territorio nazionale, sia per l’estero. Sanremo Musical è un prodotto che mancava, é stata la prima osservazione del consigliere Olmo Romeo fatta proprio ai promotori di questo spettacolo, quando glie lo avevano proposto. Si parla sempre del Festival, ha detto, ma soprattuuto le nuove generazioni non conoscono davvero la sua storia. Pertanto, abbiamo accettato con entusiasmo il loro progetto, trascinati anche dall’entusiasmo dei talentuosi ragazzi che saltano, ballano e cantano con un’incomparabile energia. Il fatto di promuovere attraverso la stampa internazionale tali attivitá storiche ma che portano agli eventi attuali, ha comunque una finalitá sia didattica sia promozionale. Questo é anche a dimostrazione del fatto che, i veicoli della cultura e la conoscenza del nostro territorio, devono andare oltre i confini classici che siamo abituati a percorrere. I risultati parlano da se, sono eccellenti. Allo spettacolare show, presente anche il direttore del dipartimento europa managing SDA Sanremo Eventi, da anni attento e impegnato a tali evoluzioni e contesti da trasportare all'estero. La nostra redazione ringrazia la grande ospitalitá avuta alla manifestazione e nella bellissima Liguria. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Pforzheim e la Prima Comunione, un dono prezioso per far entrare Gesù nel cuore dei bambini

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Maggio è il mese in cui si celebra il sacramento della prima Comunione e non a caso domenica 19 anche a Pforzheim, presso la Barfüßerkirche, ha avuto luogo la santa celebrazione. Far entrare Gesù nel cuore dei bambini è un dono fondamentale per la vita e per il suo cristianesimo. È un appuntamento che richiede un sacramento e che è un segno sensibile ed efficace della nostra fede, ovunque ci troviamo. La santa messa, celebrata dai parroci guanelliani don Arcangelo Biondo e don Rocky Maria Arokiadoss Antonyraj della Missione Cattolica Italiana di Pforzheim, ha visto gioiosi: Stefano Sapienza, Samuel Sapienza, Daniele Graci, Giuseppe Francesco Pirrera e Maria Stella Iodice ricevere la loro prima ostia consacrata. Durante l’omelia, Padre Arcangelo Biondo, si è soffermato a parlare con loro. Le semplici domande poste dal presule, hanno evidenziato un’accurata preparazione compiuta, con grande amore e dedizione, dalla catechista Massimina Cireddu e Paola Giacobbi. Un grande segno di come, anche nella semplicità dei più piccoli, risieda le verità della Fede in Cristo Salvatore che ci vuole tutti più buoni. Impeccabile la preparazione curata minuziosamente nei minimi dettagli dalla segretaria della missione Tina Marsella, come l’altare della chiesa curato con discrezione da ben ventisette anni dal sacrestano Antonio Trovato. Un veterano della comunità italiana a Pforzheim. Oggi è un giorno di festa particolare per tutti voi bambini, genitori e invitati alla cerimonia e che si consumerà senza dubbio in casa o in un locale, tra il mangiare e l’allegria, buona musica e tanti regali e questo ci fa piacere, ma non dimenticate che la catechesi non è fatta solo di questo giorno ma ha un seguito spirituale per la vita, ha ricordato a tutti Padre Arcangelo. Questa è solo la prima tappa importante del cristianesimo e che ha accompagnato i vostri figli a fare conoscenza oggi con Gesù nell’Eucarestia, sotto forma di pane e vino. Attraverso l’apprendimento delle prime preghiere, dal scoprire il valore dei Dieci Comandamenti e dei Sette Sacramenti, al raggiungimento del momento che vivono il loro confronto con il Sacramento della Riconciliazione, i vostri figli hanno incominciato a scoprire chi è Gesù per loro e come tutto questo può orientare la loro vita. Adesso spetta a voi genitori proseguire costantemente su questa strada spirituale, termina il presule. È necessario pertanto che i vostri figli continuino a partecipare alla Santa Messa domenicale e nei giorni di festa, educandoli e dandogli l’opportunità di rivolgersi sempre all’ascolto della Parola, alla Confessione, all’Eucarestia e anche quando sono in casa non lasciamoli soli a pregare ma fatelo insieme. Incoraggio inoltre i genitori e gli stessi bambini e bambine a visitare il nostro centro e aderire agli incontri, in questo modo non lasceranno solo il nostro chierichetto Angelo Curto fedelmente presente al servizio delle sacre funzioni. Questo è un giorno di festa e noi gioiamo con loro ma non nascondiamo che il nostro pensiero è rivolto sempre agli anziani, alle famiglie disagiate, ai disabili, agli ammalati. Come ben sai cara Angela, siamo impegnati quotidianamente in un cammino di fede, nel servizio liturgico, catechistico e caritativo, ci dice padre Arcangelo Biondo. Cerchiamo quindi di mantenere l’aspetto religioso molto curato. La nostra missione è ricca d’iniziative e da poco nella nostra struttura è nato anche la parte ricreativa e festiva, il coro dei bambini della missione, il gruppo " Betzaida " un intrattenimento per anziani e persone sole, dove ogni secondo mercoledì del mese dalle ore 17:00 alle ore 18:00 si uniscono. E ancora, il Rinnovamento dello Spirito Santo diretto da Annibale Carrara. A maggior ragione mi permetto, attraverso la sua emittente TeleVideoItalia Angela, di fare alcune riflessioni e degli appelli mirati. Mi risulta ad esempio che, Pforzheim, è conosciuta come la Città che ospita il maggior numero di famiglie italiane ma sembra che siamo senza una Bandiera. Intendo che, non abbiamo il senso di appartenenza. Necessita una chiesa spaziosa, magari con dei servizi igienici in grado di sostenere diverse tipologie di esigenza comunitaria. La San Antonius Kirche ad esempio potrebbe soddisfare il bisogno spirituale ecclesiastico del nostro italiano. Ci auguriamo pertanto di essere ascoltati e che ben presto ci sia data l’opportunità di avere una Chiesa tutta nostra, più grande, luminosa e comunque in grado di ospitare tutti i nostri italiani del posto, come poter mettere anche tutti i nostri Santi, dal San Calogero a San Giuseppe etc.. Ricordo alla nostra comunità che le porte della nostra missione sono sempre aperte per tutti, genitori e figli, anziani e bisognosi. Abbiamo una struttura con una valida capienza, capace di sostenere e ospitare incontri ricreativi e comunicativi, una cappella dove ogni sera don Rocky celebra la santa messa, Rosario Mariano ed altro ancora. Rinnovo gli appelli alla sensibilità della comunità, perché ogni loro aiuto raccolto è un bene prezioso da dare ai più bisognosi, mentre ricordo che è sempre attivo il servizio pastorale per ammalati, anziani e consolazione per le famiglie colpite da lutto, attraverso la visita, la preghiera, la confessione sacramentale, la comunione eucaristica, l’unzione dei malati e l’intercessione con il rosario mariano. Gli appuntamenti si possono avere prendendo accordi presso la nostra missione. Vi informiamo inoltre un’altra importante data ricorrente, quella di sabato 23 giugno, dove presso la Barfüßerkirche di Pforzheim si celebrerà la Festa di San Calogero di Naro. Termino ringraziando il bene che ci dimostra la comunità italiana del posto e del circondario e comunque dove padre Rocky ed io prestiamo servizio spirituale e pastorale, come altrettanto ringraziamo la vostra attenzione e il vostro prezioso contributo nel divulgare la nostra parola e le opere caritatevoli fatte anche attraverso la comunità italiana di Pforzheim. Che Dio vi benedica tutti. Alleluia! Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Gli auguri all’arcivescovo di Agrigento, cardinale Francesco Montenegro che compie settantatré anni

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. L’arcivescovo, cardinale Francesco Montenegro, visibilmente emozionato, ha spento mercoledì 22 maggio le sue settantatré candeline. Centinaia sono le famiglie e le comunità italiane ed ecclesiastiche che gli stanno facendo gli auguri e noi non potevamo non aggregarci. Amato e stimato da tutti, la sua singolare abitudine è stata non solo quella di girare in vespa e senza scorta per le strade agrigentine, ma anche quella di guardare in faccia la realtà e sotto tanti punti di vista. Il suo linguaggio semplice e diretto, è stato uno stile che l’ha contraddistinto negli anni e reso sempre vicino alla sua gente. Unito all’esperienza, maturata alla guida del più grande organismo caritativo nazionale, sin dall’inizio del suo percorso spirituale ha impostato la sua azione sulle idee, forza di comunione, missione e formazione, con un accento particolare sulle situazioni di marginalità e di povertà. Non si è mai risparmiato o tirato indietro, nemmeno nelle parti e parole più difficili, come quando contro la mafia, mise da subito il dito su una piaga che miete vittime tuttora. Ma non è questo solo quello che, con determinazione e fede, il cardinale combatte con armi caritatevoli. La speciale attenzione al fenomeno migratorio l’ha portato a parlare di migranti e accoglienza, ponendo l’accento su quanto prezioso è il loro contributo e rilevando che “seicentoquarantamila” pensioni d’italiani sono già pagate dai contributi versati dagli immigrati, senza poi parlare di tante fabbriche che si reggono sul loro lavoro. Altrettanto si disse preoccupato per lo “sgradevole spettacolo” tutt’altro che pacato dato dal Parlamento, durante la discussione sulla legge dello ius soli. Ha sempre sostenuto che non si può restare indifferenti o reputare il rimpatrio, la soluzione al problema dell'immigrazione. Il cardinale Montenegro, come pastore, sin da subito si è prodigato a promuovere una cultura dell’incontro e della condivisione puntando a favorire l’accoglienza e l’ospitalità, non a caso nel 2013 gli è valsa proprio la nomina a presidente della commissione episcopale per le migrazioni e presidente della fondazione Migrantes, ricevendo inoltre lo stesso anno a Lampedusa, il Santo Padre Papa Francesco, nel suo primo viaggio del Pontificato. Il cardinale Francesco Montenegro è un uomo umile, semplice e comunicativo. Dal cuore generoso e di un animo gentile e caritatevole che non ha eguali. Anche noi abbiamo avuto il privilegio di incontrarlo in piú occasioni e non si è fatto negare ai nostri microfoni. Grazie anche al padre emerito Don Santi Mangiarratti, ci ha anche reso omaggio della sua illustre presenza sia nella nostra redazione televisiva TeleVideoItalia.de sia nel nostro centro SDA FotoVideo Production a Pforzheim. Dalla redazione di TeleVideoItalia di Angela Saieva e dal Corriere d’Italia vanno ancora i migliori auguri di buon compleanno. In breve: Francesco Montenegro è nato a Messina il 22 maggio. Nell’agosto del 1969 fu ordinato sacerdote. Ha esercitato per due anni il ministero in Unrra, un villaggio che si trova alla periferia di un rione che prende il nome dall’amministrazione delle Nazioni Unite, per l’assistenza e la riabilitazione delle zone danneggiate dalla guerra. Divenne segretario dell’Arcivescovo Francesco Fasola nel settantuno, proseguendo fino al 1978 con il nuovo arcivescovo messinese Ignazio Cannavò. Fu parroco di San Clemente fino all’ottantasette, poi fu nominato direttore della Caritas diocesana, divenendo anche delegato della Caritas regionale e rappresentante della Caritas nazionale. A livello diocesano ha insegnato religione, è stato assistente del Csi, Centro sportivo italiano, ha diretto l’Apostolato della preghiera svolgendo anche gli incarichi di mansionario del capitolo dell’archimandrita, di rettore della chiesa santuario di Santa Rita e di padre spirituale del seminario minore. Membro del consiglio presbiterale, dal 1997 al 2000 è stato pro-vicario generale dell’arcidiocesi di Messina, Lipari, Santa Lucia del Mela e dal 1998 anche canonico del capitolo protometropolitano della cattedrale. Nel marzo del 2000 Papa Giovanni Paolo II l’ha eletto alla Chiesa titolare di Aurusuliana, nominandolo vescovo ausiliare di Messina. In seguito, nel duomo cittadino, ha ricevuto l’ordinazione episcopale dall’arcivescovo Giovanni Marra, coconsacranti l'arcivescovo Ignazio Cannavò e il vescovo Francesco Sgalambro. Ha scelto come motto “Caritas sine modo”. È stato per un quinquennio presidente della Caritas nazionale dal 2003 al 2008 e lo è nuovamente dal 2015. Fermi restando al 2008, Papa Benedetto XVI l’ha promosso Arcivescovo metropolita di Agrigento. A poco più di due mesi di distanza dalla nomina, ha dato inizio nello stadio Esseneto, al servizio episcopale sulla cattedra che fu di san Libertino e San Gerlando. Nel 2013 è nominato presidente della commissione episcopale per le migrazioni e presidente della fondazione Migrantes. Nel 2015 per nomina pontificia, ha partecipato alla XIV Assemblea Generale Ordinaria sul tema: La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo. Eletto lo stesso anno presidente della Commissione episcopale per il servizio della carità e la salute della Conferenza episcopale italiana e, giacché tale, presidente di Caritas Italiana e della Consulta ecclesiale degli organismi socio-assistenziali, si è dimesso da questi incarichi a dicembre del 2018. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • lo show di Uccio De Santis e il Cabaret dei Mudú sbanca a Stoccarda con un esplosivo e divertente mi

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Attraverso gag irresistibili, barzellette, racconti di vita vissuta e sketch Uccio De Santis ha coinvolto e incantato anche il nostro connazionale italiano in Germania. In due ore di puro spettacolo l’attore pugliese, accompagnato dai volti storici Umberto Sardella e la splendida Antonella Genga, ha toccato per la prima volta il suolo tedesco presentando “Uccio De Santis e il Cabaret dei Mudú” attraverso l'organizzatore in Germania Giuseppe Fascina. Tra com’è nata la sua prima battuta, agli esordi, al suo grande amore per il teatro e il cabaret, il comico cabarettista e i Mudú si raccontano ai nostri microfoni. In occasione della tournée teatrale, con la prima tappa partita da Leinfelden-Echterdingen, il Corriere d’Italia ha incontrato il goliardico trio e tra battute e tante risate siamo riusciti a comporre una divertentissima intervista. É la prima volta che arriviamo in Germania. Ho avuto modo di gustare l’arte culinaria e i suoi piatti, rigorosamente italiani e abbracciare calorosamente il nostro connazionale italiano in Germania. Ho passeggiato per le vie di Stoccarda e fatto acquisti, quindi posso dire che ho già girato anche il mio cachet! Del resto come dice il mio amico Franco De Santi (dove c’è una collaborazione artistica in Svizzera da quattro anni) e come hai ricordato giustamente adesso anche tu Angela, anche in Germania l’economia deve girare! Ok, bando agli scherzi. La mia carriera da barzellettiere è nata casualmente, mentre la voglia di fare spettacolo da quando sono nato, ci dice Uccio De Santis. Vedi la parrocchia, lo spettacolino in casa o negli scout alternando lo studio, quindi ti butti. Poi la prima agenzia che forniva animazione turistica, quella che a mio avviso serve tanto e che ti da una preparazione quasi vitale per chi vive sul palco. Poi arrivano le occasioni, dove c’è l’opportunità di mettersi in mostra. Tra le tante mi capitò nel ’97 quella di “La sai l’ultima” e pur non vedendomi un barzellettiere, superai i provini. Incredulo ritirai l’ambito premio Gino Bramieri, proprio nell’anno della sua scomparsa. Reduce da quella trasmissione, introdussi inevitabilmente nei miei spettacoli anche le barzellette ma il tutto alternato con il Cabaret e i vari gruppi. Il gruppo dei Mudú nasce con la tv, con le barzellette sceneggiate e ovunque siamo tutto questo dal vivo diventa un vero e puro cabaret, termina Uccio De Santis. Nei miei monologhi è tutto vero. L’ho scritto assieme a mio fratello, ricordando quello che succedeva in casa, con nostra madre. Certo che la verità è fatta in chiave ironica. La gente si diverte, perché si riconosce in tutto quello che noi diciamo, dal comportamento in casa all’educazione che ci insegnava nostra madre, dai periodi di Natale alle tavolate, etc. La barzelletta fa ridere a mio avviso, perché si avvicina tanto alla realtà. Odio la comicità forzata, dove l’uomo deve travestirsi da donna e via dicendo, la volgarità o la troppa politica. C’è stata una pausa nelle nostre riprese televisive di tre quattro anni perché, tieni presente, che è da diciannove anni che andiamo in onda per realizzare queste produzioni (calcola che ne abbiamo fatto otto per due sedici) e nel frattempo ci siamo divertiti a creare degli spettacoli diversi, teatrali e comunque abbiamo continuato quello che ci piaceva fare e ha funzionato. Niente crisi. Qualcuno è andato via dalla squadra e tanti sono arrivati, questo ti fa crescere ma per uno che va via, tre ne arrivano. Io ho una mia teoria e fino a quando il pubblico si diverte, io la uso. Grazie a te Angela e alla tua emittente TelevideoItalia, come il Corriere d'Italia per cui scrivi, il nostro connazionale italiano in Germania ha potuto salutarci. Ci conosciamo da lungo tempo. Già agli esordi da artista, oltre alla sua lunga carriera d’animatore, inequivocabile era la sua stoffa. Posso dire che artisticamente siamo cresciuti insieme. Mi trovo davvero bene con entrambi, sono strepitosi. Tenendo presente quanto è difficile per molti gruppi di successo sia musicali sia artistici e teatrali rimanere legati, mi gratifica che il nostro gruppo persista insieme da ben diciannove anni, che sta bene e che continua a divertirsi, pone l’accento l’artista Antonella Genga, e poi… sfatiamo il fatto per tutti quelli che mi chiedono se sono la moglie di Uccio o di Umberto… NO! Per piacere non fatemi sposare con due soggetti come questi! Ecco vedi, secondo te, le barzellette come nascono? Marito e moglie che fanno liti? Macché! Ad avere accanto due persone come loro! Ecco bando agli scherzi, termina Antonella Genga, siamo noi stessi. La fotografia della realtà. C’è davvero molta realtà nelle nostre barzellette e attualità. C’è quello che accade nella vita di tutti i giorni e con loro “due” che sono dei barzellettieri ambulanti, tutto diventa più facile. Del mio mondo artistico non lascerei nulla perché in realtà, tutto il vissuto e il tempo caricato sulle nostre spalle, bene o male mi è stato e sarà sempre utile. Ogni giorno è un arricchimento, perché si conoscono nuove persone. Mi auspico di continuare sempre su questo campo e di incontrare tanti nostri connazionali, ad esempio vi aspettiamo numerosi anche il 2 novembre a Zurigo! Grazie di cuore anche a te Angela che attraverso la tua emittente TelevideoItalia e il Corriere d'Italia per cui scrivi, ci hai dato l'opportunitá di abbracciare i nostri connazionali in Germania. Baci da Antonella Genga Alla tua domanda Angela: come sono andato a finire insieme a... "questi due” ti rispondo che: francamente me lo sto ancora chiedendo! Nel lontano duemila… ho sbagliato strada e ho incontrato Uccio! Con Antonella ci conoscevamo dieci anni prima, perché abbiamo messo su un quartetto vocale, ci dice Umberto Sardella. Siamo due maschiacci, interviene Antonella. Si è vero, ammette Umberto, tant'è che, una delle nostre frasi ricorrenti che ci diciamo è che: se Antonella ed io ci mettiamo nudi su un letto… piuttosto ridiamo e basta! Siamo due amici, ansi no, sembriamo sorella e fratello… no meglio due fratelli mo’ che ci ripenso! Ritornando seri, tu pensa che a quei tempi ero un barzellettiere e quindi l’opposto di Uccio. Soltanto che un giorno mi presero sotto e mi fecero raccontare tante di quelle barzellette che smisi di raccontarle. Ripresi a raccontarle, quando rincontrando Uccio, mi propose di fare nel suo programma le barzellette sceneggiate. In un modo o nell’altro lo spettacolo lo costruiamo insieme. Ognuno di noi ha il suo giusto tempo, per questo il nostro spettacolo è molto equilibrato. Abbiamo una maniera di fonderci che uno va a complimentare l’altro e ci divertiamo. Ritengo importante una cosa: l’artista che va a timbrare il cartellino si vede, mentre noi in ogni singolo spettacolo ci divertiamo. Grazie Angela che con la tua emittente TelevideoItalia e con il Corriere d’Italia per cui scrivi, sei venuta a trovarci e a segnare un capitolo di storia della nostra prima venuta in Germania. Principalmente saluto tutti i nostri connazionali italiani in Germania. Io vivo la grande emigrazione, perché faccio parte della seconda generazione di emigrati. Mio padre si è trasferito a Zurigo negli anni sessanta e abbiamo avuto sempre un forte legame con l’Italia. Da vent’anni sono il presidente di Artecult, un’associazione Italo pugliese a Zurigo, dove è iniziato uno scambio interculturale tra l’Italia e la Svizzera, ci dice Franco Di Santo Manager del tour teatrale di Uccio De Santi e dei Mudú in Svizzera e Germania. Abbiamo mille e duecento tesserati e, tenendo conto che a fatica si parla l’italiano, ci siamo dati da fare affinché i nostri figli non perdessero il legame con la nostra terra. Nel duemila abbiamo stipulato un Patto ufficiale tra il nostro Paese Santeramo in Colle (BA) e Bülach, Canton Zurigo, dove già in quell’epoca contava più di duemila connazionali emigrati. Ho coltivato inoltre anche le mie ambizioni artistiche tra feste e spettacoli, fino ad accettare la proposta di Uccio De Santis di dirigere anche il suo tour teatrale in Svizzera e in Germania. Credo in qualsiasi cosa che si fa con il cuore e la passione, concetto condiviso anche dal nostro comitato. Ringrazio l’accoglienza riservataci da voi di TelevideoItalia Angela e, attraverso te, anche quella del Corriere d’Italia. É stato un viaggio nei ricordi ma anche uno spettacolo che ha saputo raccontare con eleganza, genuinità, raffinatezza e talvolta senza tanti giri di parole la realtà di un passato, presente e futuro. È stato uno show ricco di sfumature, divertenti siparietti e dove ognuno si è potuto identificare, ridere e interagire. Non sono mancati i cavalli di battaglia che li hanno resi celebri. Straordinario è stato l’approccio diretto con il pubblico, preso di mira dallo straordinario cabarettista, rendendoli partecipi per tutto lo spettacolo. Il suo mondo è un palcoscenico condiviso con i presenti e dove si è mischiato e intrufolato tra le file degli spettatori, interpellandoli, confondendoli con aggrazianti gag. Ne ha avuto per tutti, senza risparmiare nessuno con le sue battute. Uno spettacolo più unico che raro e dove lo abbiamo visto girovagare per tutta la platea con grande disinvoltura. Tutti siamo rimasti incagliati nella sua rete di comicità e di grandi battute ma soprattutto, dalla sua immensa umiltà di presentarsi a tutti noi. Infondo, in un clima cha diventa ogni giorno sempre più frenetico e ostile, due ore di sane risate sono un tocca sana per tutti! Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • È Mahmood a vincere il 69° Festival di Sanremo, seguito da Ultimo e Il Volo

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Ebbene si, podio con il brano Soldi per il giovane ventisettenne Mahmood nato a Milano da madre italiana e padre egiziano. Al secondo posto si è piazzato Ultimo con I tuoi particolari, mentre al terzo posto si classifica Il Volo con Musica che resta, il trio composto da: Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble tornati a Sanremo nel decimo anniversario della loro nascita artistica e a quattro anni dalla vittoria con Grande amore. A Simone Cristicchi con il brano Abbi cura di me è andato il premio Sergio Endrigo per l'interpretazione e premio Giancarlo Bigazzi per la miglior composizione musicale. A Daniele Silvestri è andato il premio Sergio Bardotti e il premio della critica Mia Martini. Al Festival puntualmente non sono mancate le retoriche polemiche ingiustificate o meno che siano, ma basta che se ne parli perché tradizionalmente sembra faccia parte di una cornice sbiadita e logorata dal tempo all’inimitabile kermesse che, a mio avviso, meriterebbe diversamente più rispetto. Grandi emozioni invece per la versione a due voci di “Vedrai Vedrai” con Elisa e Claudio Baglioni, rendendo omaggio a Luigi Tenco e meritando una standing ovation. Un pensiero è stato rivolto anche al Quartetto Cetra, a Erminio Macario con Camminando sotto la pioggia. Ricchissima anche la scaletta degli ospiti nel corso delle cinque serate, dall’attesissimo Eros Ramazzotti che entrando stravolge l'Ariston festeggiando così i suoi trentacinque anni di carriera, iniziati proprio a Sanremo e che saluta tutti con l’intervento della star portoricana Luis Fonsi. Non da meno è stata l’attesa di altrettanti grandi nomi da Andrea Bocelli e il figlio Matteo Bocelli, Marco Mengoni, Luciano Ligabue, Riccardo Cocciante, a Giorgia, Tom Walker, Fiorella Mannoia, Alessandra Amoroso e Antonello Venditti. All'Eurovision Song Contest dunque l'Italia dovrebbe essere rappresentata da Mahmood, con la stessa canzone che lo ha reso vincitore a questa edizione del Festival della Canzone Italiana, Soldi. Un tormentone che sin da quando abbiamo assistito le prime prove generali, dentro lo storico Teatro Ariston Roof di Sanremo, lo avevamo pronosticato tra i tormentoni dell’anno. Resta l'augurio di non ritrovare i nostri campioni a confrontarsi nuovamente con un'altra delusione, come quella vissuta dall'appunto Il Volo. Vale ricordare che, dopo la loro partecipazione all'Eurovision, il trio deluso da certe analoghi comportamenti riscontrati, si é dato per certo che un bis Eurovisivo non ci sarebbe stato. Dissero "Noi siamo da Record". Nelle cinque serate sono intervenuti non solo ospiti musicali ma anche Serena Rossi, Michelle Hunziker, Pierfrancesco Favino e ancora Claudio Santamaria, Fabio Rovazzi, Michele Riondino, Laura Chiatti e Pippo Baudo che ha ritirato inoltre il premio Assomusica (Associazione Italiana degli Organizzatori e Produttori di Spettacoli di Musica dal Vivo). Un riconoscimento dato in nome di uno dei più grandi produttori e promoter di spettacoli dal vivo, scomparso appena un anno fa, David Zard. Premio consegnato dal figlio Clemente Zard e dal Presidente di Assomusica, Vincenzo Spera. Grande orgoglio anche per noi di TeleVideoItalia.net e il Corriere d’Italia presente come ogni anno alla kermesse in quanto, durante le nostre interviste e i nostri interventi in Rai, numerosi artisti e non solo hanno colto l’occasione, attraverso i nostri microfoni, di salutare e dedicare pensieri coincisi anche per i nostri connazionali residenti in Germania. Parliamo del trio Il Volo che si è rivolto in particolar modo ai naresi, che popolano in gran numero Pforzheim, ricordandoli con affetto. Lo stesso ha fatto Pippo Baudo ai suoi siciliani partiti da Militello, Catania, ed emigrati non solo a Pforzheim ma in tante altre Città tedesche. Saluti anche dal conduttore Claudio Baglioni che in più serate ha posto l’accento sull’importanza e il sentimento compreso di un emigrato, raccontando aneddoti della sua carriera e come egli ha fatto successo musicale sia Germania sia all’estero. Claudio Bisio si diverte e ci regala due faccine della sua risata ci dice: un mio sorriso alla tedesca e una all’italiana. E ancora Patti Pravo, Dodi Battaglia e Arisa che non vedono l’ora di arrivare in Germania, abbracciare tutti gli italiani e deliziarli con la loro splendida voce. Tutti insomma hanno avuto parole di conforto, amore e di stima specie verso l’italiano emigrato perfino Nek e Andrea Bocelli che pongono l’accento sui milioni d’italiani emigrati in Germania e comunque all’estero. Tra le numerose domande poste da noi, doveroso ci è sembrato porre l’accento per il secondo anno consecutivo sul fatto che, giacché attraverso le scelte fatte da Claudio Baglioni oltre ai più giovani anche i nostri connazionali italiani emigrati sono ritornati a seguire il Festival della Canzone Italiana di Sanremo, di accelerare i tempi e aprire a maggior ragione anche il voto dall’estero, dando loro l’opportunità di sentirsi ancora più vicini al Paese di origine. Poiché è da ventinove anni che lo viviamo in prima persona e seguiamo questa grande imponente tanto quanto complessa macchina musicale, direttamente dentro il Teatro Ariston di Sanremo, mi permetto di aggiungere che: questo Festival è un prodotto di qualità e che si confronta con tutto e con tutti e tende a migliorare ogni anno. Questa kermesse, capitanata per il secondo anno dal Maestro Claudio Baglioni, è stata ancora una volta una miscela azzeccata e fatta all'insegna della musica, dell'armonia, della simpatia e della riflessione grazie anche a “Claudio Bisio e Virginia Raffaele” dove hanno rispolverato insieme cose, fatti, storie e ricordi che (specie noi di una certa età) avevamo malinconicamente conservato ma mai avuto il coraggio di buttare. È stato un Festival che ha rispecchiato gli sforzi, le emozioni, le attese e le speranze di tutte le persone che seguono e che lo ritengo davvero importante, come noi. La sostanza del Festival della Canzone Italiana di Sanremo è unica in tutto il mondo, ed è talmente importante che non deve essere toccata e nemmeno deve prevalere il chiacchiericcio. Diversamente va protetta e difesa con tutti i suoi pregi e difetti. Non è stato un Festival politico e, sempre a mio avviso, si è basato da una parte sulle canzoni rap, pop, indie pop, reggae, indie rock, dando spazio ai giovani come ai miti che hanno fatto la storia della musica italiana nel mondo; mentre dall’altra parte sull’intrattenimento e dove ha vinto la leggerezza e l'ironia. Ha sbancato insomma la speranza di tanti artisti di diversa generazione pronti a esprimersi anche in un linguaggio, magari per certi nostri colleghi incomprensibili ma che hanno comunque per certo avuto il coraggio di affrontare noi mass media, il pubblico in sala e quello da casa. Ha vinto la musica e le sue parole. Claudio Baglioni in questi due anni del suo mandato festivaliero ha riportato all’ascolto anche il pubblico più giovane come il più impensabile e pertanto mi sento di ripresentare il mio concetto espresso in diverse reti: Squadra che vince non si cambia. Ringrazio di cuore tutti i colleghi avuto affianco e il grande rapporto collaborativo e morale avuto in questi nostri undici giorni di mandato al Festival di Sanremo. Non per ultimo ringrazio il supporto della squadra RAI, il Comune e la Città di Sanremo, la SDA Sanremo Eventi, la squadra interna TIM e le forze dell’ordine che puntualmente ogni anno ci ospita, ci assiste e ci tutela durante tutto il periodo del Festival perché: Sanremo è Sanremo!… Fatti, no parole. Il Reportage televisivo “7 Giorni a Sanremo” redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • ai nostri microfoni IL VOLO, terzo posto al 60novesimo Festival di Sanremo

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. In occasione della sessantanovesima edizione del Festival di Sanremo, non potevamo non incontrare tra i big in gara anche il famigerato trio IL VOLO. A loro spontaneo viene da chiedere: Sapervi vincitori del Festival di Sanremo 2015 con Grande Amore, che ha scalato subito le vette del successo e fatto il giro del mondo, ritornati da ospiti al Festival 2018, e rivedervi in questa edizione 2019 nuovamente in gara, fa comunque un certo effetto, o mi sbaglio? Io penso che un artista non debba aver paura mai di mettersi in gioco, ci dice ai nostri microfoni Ignazio Boschetto, sia da ospite sia da candidato in gara. La gara peraltro, non deve essere altro che una condivisione di musica del proprio progetto. Questo è lo spirito con cui siamo venuti noi, al Festival di Sanremo. Siamo venuti a Sanremo soprattutto perché, festeggiamo i nostri dieci anni di carriera, come ben tu sai, termina Ignazio Boschetto. È nato tutto da qua, come hai detto anche tu Angela, proprio dieci anni fa, sul palco dell’Ariston e non potevamo non ritornare anche quest’anno. Sona davvero emozionato di fare un saluto personalmente ai nostri connazionali italiani in Germania, specie come mi hai chiesto tu, ai “naresi che risiedono a Pforzheim” e che ci stanno seguendo anche qui al Festival, ci dice Piero Barone, anche lui un narese. So benissimo che metà dei naresi sono partiti a Pforzheim e so per certo quanto possa mancare il proprio paese, la propria Naro, quindi vi voglio bene e mi raccomando, continuate sempre a seguirci. Ringrazio la tua emittente TeleVideoItalia.de e attraverso te anche il Corriere d’Italia, per l’occasione che ci avete dato di salutare l’intera comunità italiana emigrata in Germania e di saperli vicini. Proclamato, con non poche polemiche, il primo posto Mahmood, secondo Ultimo e terzo Il Volo, subito dopo l’arrivo dei tre vincitori in sala stampa divampano le polemiche sia sul “primo e secondo posto” per un presunto scambio di voti, sia per dei fatti accaduti tra il cantante Ultimo e alcuni nostri colleghi della sala stampa, piuttosto contrariati da certi comportamenti tenuti dell’artista nei loro confronti, durante le giornate del festival. Un primo commento a caldo arriva da Il Volo primi a salire in cattedra. Siamo davvero felici perché, comunque, a parte gli scherzi noi siamo arrivati al Festival senza aspettative e penso che si sia capito in questi giorni. Siamo davvero felici che abbia vinto Mahmood, è un ragazzo giovane. Faini è un nostro amico e lo conosciamo anche bene, interviene anche Piero Barone, rincarando la dose e placando gli animi. Ci fa davvero piacere, continua Piero Barone del Il Volo, non stiamo scherzando. Riaffermiamo anzi il concetto che, non siamo venuti al festival con quella presunzione. Mi dispiace pertanto se è passato questo messaggio, ma assolutamente siamo davvero strafelici. Abbiamo avuto occasione di parlare sia con Ultimo, sia con Mahmood. Innanzitutto è un grande artista ma anche un bravo ragazzo e questo, a mio avviso, è quello che conta di più. Placati gli animi, si fa per dire, riusciamo a riprendere parola e riaccendere il loro buon umore distogliendoli, almeno per un breve asso di tempo, dalla natura della questione. A loro, per terminare e per poi passare anche la parola ai nostri colleghi visto che siamo in diretta Rai, chiediamo coincisi a Il Volo: un commento per il terzo posto ottenuto e un pensiero ai nostri connazionali "naresi" che anche per la loro presenza al festival, numerosi hanno seguito dalla Germania ed esattamente da Pforzheim, la kermesse. Oggi tantissimi ragazzi italiani sono costretti, purtroppo, ad andare fuori dal nostro Paese, ci risponde Piero Barone. Noi siamo ragazzi privilegiati e cerchiamo di farli sentire più vicini possibili alla nostra terra. Ovviamente il nostro terzo posto e tutto quello che facciamo lo dedichiamo a tutti, ma soprattutto ai nostri coetanei specie quelli emigrati. Grazie per averci seguito e grazie anche a te Angela, é stato davvero un piacere incontrarvi e ricordarli pubblicamente. Torneremo comunque a riabbracciarvi presto in Germania con i nostri concerti. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Mi Sento Bene, Arisa al Festival é la preferita ma la febbre la tradisce

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Raggiunge l’apice del successo nel corso della sua carriera, aggiudicandosi in due diversi anni la vittoria al Festival di Sanremo, nel 2009 con Sincerità e nel 2014 con il brano Controvento. Co-conduttrice della sessantacinquesima edizione del Festival di Sanremo, la straordinaria cantante e attrice lucana Arisa, l'acronimo nome d’arte dei nomi di tutti i membri del suo nucleo familiare, ritorna al Festival con Mi sento bene. Bravura e performance vocali sono sinonimi di perfezione, per un mostro sacro della musica italiana come lei. É tra le favorite alla vittoria, ma la febbre a trentanove tradisce la sua sublime voce. Eppure, consapevole di vedersi sfumare la buona probabilità di vittoria, da grande professionista affronta comunque la finale a testa alta. In gara, sul palco dell’Ariston, non è certo passata inosservata la sua esibizione e formidabile ripresa nell’attimo di smarrimento del testo. Nonostante tutto al Dopo Festival, dove eravamo anche noi lì presenti, si scatena musicalmente in una performance live in coppia con il conduttore Rocco Papaleo. D’animo puro, gentile, generosa e umile Arisa, pur visibilmente stanca e con la sua voce che non è più quella delle prime serate del Festival, non si tira indietro nemmeno quando la incontriamo. Anzi, ci presta grande attenzione, scherza e si complimenta con noi, rispondere alle nostre curiosità e ci fa pure delle promesse. In tema di tournée in giro per l’Italia, mi sorge spontaneo chiederti principalmente se nei tuoi programmi artistici c’è una mezza idea di venire anche su da noi, in Germania. Che ne pensi? Ma certamente, subito! In Germania Angela ci vengo subito e te lo giuro sin da adesso, apprezzo pertanto molto il tuo invito ufficiale. Grazie mille di cuore. Talaltro, devi sapere che mia sorella abita proprio a Berlino! Musicalmente parlando Arisa, in te c’è stato un notevole cambiamento in questi anni e in positivo, sia nel tuo Look esteriore, sia e soprattutto a mio avviso in quello interiore. In quale veste pertanto ti sentivi meglio e perché hai cambiato decisamente in bene. Perché le canzoni che cantiamo influenzano molto il nostro stato d’animo. Le canzoni che ascoltiamo in generale ad esempio e quindi io ho deciso di farmi influenzare dalla gioia, di essere sempre gioiosa, positiva e propositiva nei miei confronti, come nei confronti degli altri. Questa è la fase che preferisco, la gioia. Spero che duri per sempre. Grazie mille per la tua domanda Angela e osservazione. Saluto tutti i connazionali italiani in Germania. È stato bello incontrarti, sei simpatica e di buon cuore. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con gli studi della SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Claudio Baglioni con più musica e meno polemiche

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Il cast della 69ª edizione del Festival di Sanremo, capitanato da Claudio Baglioni e i suoi co-conduttori Virginia Raffaele e Claudio Bisio, ha risposto in gran parte in modo esaudiente a tutti noi giornalisti presenti in sala stampa. A nostro avviso, le canzoni sono in parte rappresentative, rispecchiano i gusti musicali attuali, il cast sta suscitando notevolmente la curiosità del pubblico in sala e anche quello da casa quindi, a dir poco, le scelte del direttore artistico Claudio Baglioni sono state davvero azzeccate. Non sono mancate le critiche, specie quella per il Premio alla Carriera a Pino Daniele arrivato in ritardo. Nell’insieme in presenza anche dei vertici della Rai, la direttrice di RaiUno Teresa De Santis e il vicedirettore Claudio Fasulo, si è parlato un po’ di tutto, dall’ordine di esibizione degli artisti in gara, ai suoi ospiti, all’audience, dei giovani, ai ritardi di scaletta. Tra le tante domande fatte dai nostri colleghi, con contesti talvolta positivi e talvolta anche meno e che hanno alterato più o meno gli umori degli addetti ai lavori, le nostre hanno trovano comunque loco sul direttore artistico Claudio Baglioni, che ci regala umilmente la sua attenzione e un buona dose di umorismo. Maestro Baglioni, siamo nuovamente noi, Angela Saieva di TeleVideoItalia… Eccomi, dové la Germania? Prontamente ci risponde lui, Claudio Baglioni. Siamo qui maestro… gli rispondiamo. Sarò maestro ma ci vedo poco, scherzando esclama Claudio Baglioni, poi ci inquadra tra i colleghi e risponde, ahhh… eccoti! Ma guarda l’Europa quant’è lontana! É grazie però anche a Mamma Rai che ci ospita, al Comune di Sanremo, al Festival e a Lei, se in particolari periodi musicali, siamo così vicini! Gli rispondiamo, sintonizzati con il suo umorismo. Poi, rotto il ghiaccio, partiamo con le nostre domande. Parto subito con la curiosità di come un celebritá musicale come Lei è riuscito, attraverso due grandi storici attori comici come Claudio Bisio e una tra le bellezze italiane rappresentate da Virginia Raffaele, a calarsi nei panni della comicità. Ehhh beh..., nella domanda Angela c’è anche la risposta! Io sono involontariamente comico però mi presto, anche perché sono una specie di materasso sul quale sia Virginia Raffaele sia Claudio Bisio, possono saltare sopra a piedi pari e quindi in nome dello spettacolo si fa questo e altro. Cerchiamo insomma anche di alleggerire tutto quello che, appunto, ruota intorno al Festival. Tutto quello che è extra festivaliero, extra canzonettistico. Forse non sa che grazie anche a Lei, molti italiani in questi ultimi anni si stanno affacciando sempre più numerosi al Festival. Merito anche alla combinazione tra musica giovane e i grandi ricordi, che hanno fatto la storia della musica italiana a livello internazionale. Mi fa molto piacere che l’idea di questa italianità, possa essere anche di questa Italia di oggi, che canta e che pensa in un certo modo, che possa essere veicolata fuori insomma e non dare solamente un’immagine un po’ retro, un po’ oleografica e non solo attuale. Grazie quindi a tutte le persone e a tutti i tramiti. Come dicevo prima, ringrazio veramente tutti, specialmente i critici insomma, chi guarda alla sostanza di questo festival che per noi è la cosa più importante. Essere seguiti anche da voi che siete in Germania e comunque all’estero, è una cosa che ci fa davvero molto piacere. Il fatto che un Festival molto all’italiana, molto italiano, sia anche motivo di riunione per i nostri connazionali, è un privilegio e un onore insomma saperlo. Sanremo lo sappiamo, ha un’incredibile internazionalità. È una sorta di marchio così forte. L’ho raccontato in diverse occasioni, quando io mi trovai nel 69’, 70’ a fare e ad avere un successo che qui in Italia non avevo in alcuni Paesi dell’Europa dell’est, il mio gruppo di ragazzi di Cinecittà venne chiamato addirittura “Sanremo six” perché era così rilevante già il nome, il brand. Questo, quindi, ci fa assolutamente piacere. Grazie davvero mille, agli italiani che ci seguono da lì. Grazie per le sue domande e comunque aggiungo che, è grazie anche attraverso la sua presenza qui al Festival con la sua emittente e le testate per cui lei scrive, se l’Europa la sentiamo più vicina. Saluto e abbraccio fortemente tutti i connazionali italiani in Germania e tutti quelli sparsi per il mondo. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con gli studi della SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Standing ovation per Andrea e Matteo Bocelli al Festival di Sanremo

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. A distanza di venticinque anni dalla vittoria tra i giovani, con lo straordinario brano "Il mare calmo della sera", è l’attesissimo tenore toscano Andrea Bocelli, il primo super ospite della sessantanovesima edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo. Con lo stesso brano che gli ricorda, l’inizio della sua carriera proprio sul palco dell’Ariston, duetta con il padrone di casa del Festival Claudio Baglioni. Inevitabile arriva la standing ovation del pubblico dell’Ariston e della sala stampa. Al Festival un momento davvero toccante anche nell’esibizione con il figlio Matteo con “Fall on me” l’ultimo singolo estratto dall’album “Sì”. Incontriamo il Maestro Andrea Bocelli e grati per essersi ricordato di noi, quando ci ha ricevuto in occasione del suo tour che ha fatto tappa a Stoccarda, parte la nostra domanda: Maestro Andrea Bocelli, grazie intanto per avermi dato parola. É bello ricevere un si, ed é proprio dal “Si” di questo suo meraviglioso Album che desidero che lei ci parli! “Si” è un titolo secondo me molto azzeccato, perché si vive in un mondo pieno di no, ci dice. Ogni no che viene detto, se non è ben giustificato, lascia sempre una ferita, no! Siccome mi sono sempre sforzato di essere estremamente positivo nella vita, l’idea di chiamare questo Album “Si” come è la risposta che vorremmo ciascuno di noi quando chiediamo un bacio, un abbraccio, un perdono o non so, una qualunque altra cosa. Mi è sembrato un titolo molto poetico ed è anche estremamente attuale. Detto ciò, Maestro, come è riuscito a trasportarla a suo figlio? Guardi, questo duetto è nato diciamo in ragione di una bella canzone. È arrivata questa canzone, da un gruppo di ragazzi americani. Io l’ho sentita e ho capito subito che era una canzone molto più vicina al suo mondo che al mio, perciò ho dovuto io calarmi nel suo mondo più che lui. L’ho fatto volentieri però, perché questa è una canzone veramente ispirata, onesta, autentica, con degli spazi e trovate armoniche molto ma molto interessanti. Onorati per essersi ricordato di noi, termino chiedendole sia se è nei suoi piani riaverla ancora una volta su da noi, nei nostri palchi in Germania, sia di fare un saluto ai nostri connazionali italiani lì residenti? Si, si certo che mi ricordo di voi, ed è stato bello perché ho rincontrato il mio pubblico, anche quello tedesco e che è stato molto affettuoso con me, come sempre del resto. Senza dubbio tornerò presto. Grazie per la sua domanda Angela, è stato un piacere rincontrarla e naturalmente mando un abbraccio a tutti loro. Buon festival! Nel seguire ogni anno sia il festiva, sia le prove generali di tutti i Big in gara ci fa sempre un certo e meraviglioso effetto, anche perché ogni anno il festival é sempre unico in tutte le sue forme. Resta comunque di fatto che, ascoltare papà Andrea Bocelli insieme al figlio Matteo, è davvero un grande momento di musica dal vivo, come in rete. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • VOLA VIA by Winx Club

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. #uniteinunbattitodiali VOLA VIA by Winx Club è una campagna di sensibilizzazione per portare consapevolezza sul tema della violenza in ogni sua forma e aiutare le donne a spiccare il volo! Il mese di novembre è per antonomasia ormai il mese dedicato alla lotta contro la violenza sulle donne vedrà protagonista l’iniziativa “VOLA VIA by Winx Club” firmata Rainbow, progetto che nasce dalla collaborazione tra la content company fondata da Iginio Straffi, fiore all’occhiello del “Made in Italy”, CBRE, leader al mondo nella consulenza immobiliare e Fondazione Libellula, insieme con l’obiettivo di promuovere una campagna di sensibilizzazione sul tema della violenza in ogni sua forma. Testimonial ufficiali del progetto saranno le fate più amate di sempre, le iconiche Winx. Ambasciatrici di valori come l’amicizia, il sostegno reciproco e il girl empowerment, le protagoniste della saga creata da Iginio Straffi sono l’esempio perfetto di donne che hanno spiccato il volo seguendo i propri sogni, superando le proprie difficoltà insieme, lottando quotidianamente per il bene. Con questa straordinaria campagna le Winx diffonderanno messaggi di incoraggiamento, invitando le donne a vincere le proprie paure per tornare a splendere e realizzarsi, uscendo da situazioni difficili grazie alla rete del sostegno, superando gli stereotipi che minano i rapporti tra i generi e mettendo in campo le proprie risorse, ognuna con la sua storia personale, così come fanno le magiche fatine, sempre unite per un mondo migliore. Anche quest’anno il programma prevederà numerose iniziative, che saranno ospitate all’interno dei centri commerciali gestiti da CBRE in tutta Italia: da installazioni magiche a corner dedicati al bodypainting o ai tattoo tematizzati. Sarà possibile scattarsi una foto con le ali Winx, condividerla e ricevere un gadget Winx Vola Via o altre rewards scelte da ciascun Centro Commerciale. A guidare il progetto sarà ancora una volta la scelta di un linguaggio immediato, non convenzionale e immediatamente comprensibile al target principale di questa iniziativa, la GenZ, ovvero il pubblico delle e dei giovanissimi. Oltre alle attività digital, tra cui un set di stickers a tema scaricabili su Instagram, saranno realizzati due flash mob che coinvolgeranno centinaia di partecipanti nella riproduzione della scritta Vola Via visibile dall’alto. I centri commerciali coinvolti doneranno il loro contributo a “Fai volare una libellula”, il progetto con cui Fondazione Libellula supporta economicamente le donne che hanno subito violenza sostenendo le spese che devono affrontare nella quotidianità: affitto, utenze e beni di prima necessità per i/le figli/e, spese per il benessere psicologico o di sostegno alla formazione. Fondazione Libellula è la fondazione di Zeta Service nata con lo scopo di agire su un piano culturale per prevenire e contrastare la violenza sulle donne e la discriminazione di genere. Attraverso il Network Libellula, che oggi conta oltre settanta aziende, tra cui Barilla, Furla, Montenegro, Randstad, Zurich, agisce nelle aziende con attività dedicate a collaboratori e collaboratrici su stereotipi, molestie, empowerment e linguaggio inclusivo. Realizza inoltre progetti di cura per supportare economicamente le donne che escono da situazioni di violenza, promuovere il loro reinserimento lavorativo, aiutare il personale degli ospedali a riconoscere i segni della violenza domestica. In 18 anni di avventure, le fatine nate dal genio visionario di Iginio Straffi sono cresciute insieme ai loro fan, che continuano a seguire le eroine della loro infanzia anche sulle piattaforme social. Le Winx sono oggi un fenomeno globale evergreen, capace di affrontare temi sempre attuali e interpretare i sogni e i bisogni del pubblico, abbracciando valori quali la diversità e l’inclusività e superando ogni confine culturale. Amicizia, coraggio, impegno, generosità e positività: questo è il mix esplosivo ed essenziale di cui le magiche eroine create da Rainbow sono ambasciatrici fin da quando Winx Club entrò nelle case italiane per la prima volta, il 28 gennaio 2004. Da allora, le Winx hanno saputo reinventarsi e stare al passo con i tempi, se non perfino anticiparli: dai primi disegni a mano realizzati da Iginio Straffi fino all’animazione in 3D con effetti speciali di elevatissima qualità realizzati negli studi Rainbow CGI, Bloom, Stella, Flora, Aisha, Musa e Tecna sono oggi anche delle fate in carne e ossa grazie alla serie live action originale Netflix “Fate: The Winx Saga” prodotta in collaborazione con Rainbow. Anche noi siamo contro ogni tipo di violenza...e tu? Sostieni la campagna di sensibilizzazione sul tema della violenza in ogni sua forma! Hashtag esclusivo dell’iniziativa: #uniteinunbattitodiali Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • I Negrita al Festival con I Ragazzi Stanno Bene

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Per la rock band è la seconda partecipazione sul palco dell’Ariston. In gara al sessantanovesimo Festival di Sanremo, con il brano I Ragazzi Stanno Bene, ritornano dopo sedici anni dalla loro apparizione al Festival. Propongono un tema reale e che ha fatto discutere. Attivi e seguitissimi anche sui social, esprimono al meglio un aspetto legato al cambiamento e alla consapevolezza maturata attraverso anni di esperienza. Incontriamo i membri storici della band originaria di Arezzo, il frontman Paolo Bruni detto Pau, il chitarra solista Enrico Salvi in arte Drigo, Cesare MacPetricich alla chitarra ritmica. Con loro nasce da subito una simpatica complicità d’intesa, contornato da un grande e genuino umorismo e con grande umiltá, ci regalano grande attenzione. Buon pomeriggio intanto e bene arrivati a Sanremo. La vostra musica è giovane e siete peraltro giovanissimi… Ohhh, grazie. Già ti amo, ci interrompe simpaticamente Pau. Grazie di cuore ma sono già sposata, gli rispondo. Anch’io, ribatte sorridente Pau. Rotto il ghiaccio, ripartiamo a ruota libera con le nostre domande. In tema ai nostri giovani connazionali italiani all’estero e ambiziosi di riuscita, voi siete l’esempio giovanile, pertanto chiedo sotto tale aspetto, come fare e mantenere un giusto equilibrio di gruppo e una buona musica nel tempo. Uhhh, uhhh..., esclama il frontman Pau, mentre Enrico Salvi lo interrompe prontamente. È interessante la domanda che tu ci fai, perché ci dai la possibilità di spiegare perché in realtà avvolte litighiamo. Questo è perché ci aiutiamo e in qualche modo a correggere il tiro. Siamo tutti e tre critici e quindi dobbiamo poi essere tutti d’accordo, affinché una canzone passi, termina Enrico Salvi. Comunque stavamo scherzando, molto spesso non sono litigate di eco ma è proprio il desiderio comune, di raggiungere un obiettivo. Angela, non so se ti ha risposto, perché mi ruba sempre la scena, ci chiede Pau divertendosi a stuzzicare simpaticamente Salvi. Ti ha risposto esaustivo? No, rispondiamo stando al simpatico gioco, non mi avete parlato ancora della pirateria musicale e del vostro brano in gara al Festival. Uhhh… la pirateria! Bella domanda. Per pirateria intendi tante cose, non é vero? Ehhh, la pirateria è un argomento che ci accompagna da quando siamo nati. Diciamo che la prima pirateria è nata contemporaneamente a enrita e quindi abbiamo vissuto tutta la nostra carriera accompagnati da affitta cd, dischi tarocchi venduti nei marciapiedi, masterizzatori e tanto altro. Abbiamo diciamo un bel trascorso, termina Pau, per quanto riguarda tutto questo. Come risolvere la pirateria? Con le troupe reali spagnole! Oggi giorno devo dire con la musica che è seguita, ormai é praticamente gratuita in rete, ci dice Cesare MacPetricich. La pirateria in realtà è un po’ scomparsa, perché prima o poi, per non sorbire la pubblicità, ti fai un abbonamento gratuito. Per quanto riguarda il brano in gara, per chi vede le cose come noi, potere urlare “NON MI VA” per almeno quattro sere di fila e davanti a milioni d’italiani, è un fatto liberatorio. È il top, confessa Pau. Il titolo del brano è un rifiuto, la non accettazione a una società contemporanea che ci regala e impone ogni giorno certe storture. Abbraccio tutti gli italiani in Germania, termina Pau. È stato un piacere risponderle Angela e aggiungo anche che… Lei non è una Pirata… ma una Corsara! Nella raccolta dell’omonimo “I Ragazzi Stanno Bene 1994-2019” oltre ai trentatré brani, troviamo anche altri tre inediti, appunto i “I Ragazzi stanno bene”, “Andalusia” e “Adesso basta”. La loro prima raccolta fu pubblicata nel 2003. L’album, con un Best of, esce proprio adesso e celebra a Sanremo i venticinque anni di storia e d’interminabili successi e sold out, di uno dei gruppi più amati e protagonisti assoluti della scena musicale italiana rock, I Negrita. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con gli studi della SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • i settant'anni del Corriere d'Italia

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Il primo Giornale italiano in Germania, Corriere d’Italia, spegne le sue settanta candeline. Da sempre vicino agli italiani in Germania, sin dal termine del secondo conflitto mondiale, è stata presente toccando da vicino i temi dei suoi principali trentamila italiani che decisero di restare in Germania. L’accordo bilaterale italo-tedesco firmato per il reclutamento e il collocamento della manodopera italiana nella Repubblica federale tedesca, ha portato in Germania sempre più italiani, facendola diventare cosí una delle comunità straniere più numerose sul suolo tedesco e sempre in continuo crescendo. Ha parlato allora e continuato a farlo oggi del lavoro, della scuola, della politica, dei rapporti con l’amministrazione pubblica e la Chiesa. La Testata è nata come supplemento de “L’operaio cattolico” nel 1951 con il nome “La Squilla” su iniziativa di quattro missionari italiani operanti tra Francoforte, Berlino, Monaco e Colonia, prendendo il nome di Corriere d’Italia nel 1963. “Portare la voce di Dio della Chiesa, tra i connazionali che vivono piuttosto isolati e senza contattati” è stato il concetto e l’obiettivo portato brillantemente avanti, attraverso il suo primo editoriale Don Aldo Casadei, che fu cappellano per alcuni mesi a San Rocco e a Calisese una piccola località del cesenate, ma che in rappresentanza della Santa Sede gli incarichi più importanti li ha svolti con gli emigrati italiani all'estero. Per lui, la Testata, era un mezzo di comunicazione per tutto ciò che poteva interessare i nostri lavoratori, i nostri commercianti e in genere le famiglie italiane che spesso, distanti dalle sedi consolari, solo di rado o inesattamente vengono a cognizione di ciò che potrebbe essere loro utile. S.E. Mons. Don Silvano Ridolfi e Don Aldo Casadei hanno segnato l’inizio di un’era di un’ informazione, punto di riferimento essenziale per i nostri connazionali emigrati. Chi ha continuato dopo di loro, non ha fatto altro che portare avanti con dignità, serietà e grande professionalità i loro ideali, i loro principi e i loro valori, tanto da farla entrare e affermare nel capitolo di storia. Il Corriere d’Italia con un linguaggio semplice, rispettoso, accessibile e comprensibile a tutti si rivolge sia alla vecchia generazione di migranti, sia alla nuova mobilità, dove tutt’oggi ha una primaria necessità di informarsi attraverso la propria lingua madre, l’italiano, partendo dalla scuola al pagamento, dai servizi consolari alle nuove leggi in vigore in Germania, alle tasse in Italia. Nel toccare da vicino la comunità italiana e fotografare la situazione sociale degli italiani, che negli ultimi anni si sono trasferiti in Germania, il “Corriere d’Italia” si è rivolto all’autorevole studio RIM Rapporto Italiani nel Mondo, della Fondazione Migrantes. I festeggiamenti dei settant’anni del Corriere d’Italia, sono stati aperti dal direttore generale don Giovanni De Robertis della Fondazione Migrantes, seguita da una relazione fatta dalla dr.ssa Delfina Licata curatrice del RIM. L’evento ha visto anche l’intervento della prof.ssa Edith Pichler, che da anni segue la realtà migratoria italiana in terra tedesca nel Rapporto Italiani nel Mondo, la giornalista e scrittrice Licia Linardi attuale direttrice del Corriere d’Italia. Non sono mancati i saluti di padre Tobia Bassanelli, delegato nazionale delle Missioni Cattoliche Italiane in Germania e Scandinavia e editore della rinomata Testata. I lavori sono stati minuziosamente moderati dalla giornalista Paola Colombo, responsabile dell’ufficio UDEP della Delegazione. Sempre generosamente e umanamente presente in prima linea al fa bisogno di informare Il nostro connazionale, é stato segnalato come "miglior giornale italiano all'estero" da una giuria di specialisti riunita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ricevendo il premio Saint Vincent per il giornalismo, nella sezione Giornalismo internazionale della carta stampata. Da una tiratura iniziale di milleduecento copie mensili, il Corriere d’Italia adesso non solo ha un sito internet costantemente aggiornato, un canale YouTube Corriere d'Italia e, per soddisfare le esigenze primarie di informazione dei nostri connazionali, è anche sui social, ma ha una tiratura cartacea mensile di "venticinquemila copie" con distribuzione capillare e che continua a mantenere fede alla sua missione informativa diretta e di collegamento tra gli oltre ottocentomila italiani residenti in Germania, dando loro anche "voce" e dulcis in fundo, con un minimo di 20,- l’anno, mensilmente il Corriere d’Italia si può ricevere comodamente a casa. Chapeau, da parte della nostra Redazione TeleVideoItalia Angela Saieva, va dunque all'inimitabile e più diffusa Testata in lingua italiana in Germania quale Corriere d'Italia per i suoi settant’anni. Il Trailer televisivo, redatto in collaborazione con gli studi della SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • la RÓLIN a Pforzheim porta a segno il suo evento con Tony Colombo

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. É andata questa volta a segno e senza intoppi la serata del 16 ottobre a Pforzheim. L’evento, organizzato dal gruppo RÓLIN RMG Event’s nella sala Centro Congressi della Città, è stata prontamente rifatta in sostituzione a quella annullata due settimane fa, per motivi precauzionali per una presunta bomba. Abbiamo rincontrato un pubblico stupendo, composto, caloroso e accogliente alle nostre telecamere. Interagito con loro, abbiamo raccolto le loro opinioni e commenti. Unanime è stata la loro risposta: felicissimi di ritornare; entusiasta dell’intero spettacolo presentato; plauso all’organizzazione che ha rispettato sia la parola data e difeso la loro immagine in barba a chi ha tentato di screditarli, sia tutelato il loro fedele pubblico con efferati controlli. Incontrato così il famigerato gruppo di giovani organizzatori, composto da Rosario Linoria, Mehmet Suemertas e Giuseppe Sirone, li abbiamo trovati sì concentratissimi ma piuttosto sollevati, per avere portato a termine con successo la serata. Euforici ed emozionati, attraverso le nostre telecamere hanno commentato così la riuscita del loro spettacolo. Hai detto con esattezza quasi tutto tu, Angela, è stata una serata indimenticabile e stupenda. Molto emozionante, ci dice Rosario Linoria. É stato bello vedere in un palco non indifferente, altrettanti cantanti. Saluto tutti gli italiani. Ringrazio il pubblico soprattutto per la pazienza e per il sostegno avuto, Grazie anche a voi di TeleVideoItalia.net che con professionalità ci siete sempre e, attraverso te, anche la presenza del Corriere d’Italia. Con l’augurio che questa pandemia mondiale passi in fretta, i nostri prossimi appuntamenti sono quelli con Carmelo Zappulla e il tour con Nino D’Angelo assieme a Gigi D’Alessio. Vi aspettiamo quindi numerosi. D’accordo con i miei soci Rosario e Mehmet, abbiamo deciso di non parlarne più di quanto ci è successo, aggiunge Giuseppe Sirone. Quello che conta adesso è che abbiamo avuto tantissimo sostegno, principalmente dalle nostre mogli che ci hanno aiutato davvero in tutto. I numerosi fans che sono ritornati, gli amici, i familiari ma soprattutto gli sponsor che hanno continuato a credere in noi. È stata davvero una bella serata e abbiamo avuto una grande soddisfazione. Credo che questa sia stata la migliore risposta che potevamo dare. Quanto è successo, è stato emozionante. Certo, queste due ultime settimane sono state pesanti, anche mentalmente. Il pubblico oggi è stato straordinariamente fantastico, termina Mehmet Suemertas. Ringrazio tutti quelli che hanno creduto in noi e che ci hanno aiutato. Questo renderà di certo più forti il nostro gruppo RÓLIN RMG Event’s. Con il recupero della serata organizzata qui a Pforzheim dal gruppo RÓLIN RMG Event’s, abbiamo chiuso alla grande la tournée di Tony Colombo in Germania. Senza togliere la bravura e il successo ottenuto nelle altre due tappe, Wiesbaden e Colonia, sono fiero maggiormente per come la RÓLIN a Pforzheim è riuscita professionalmente a gestire e a sbancare il tutto in sole due settimane dall’accaduto, ci dice Marco Pagano della MPV Concerti Italiani di Enzo Venturino. Pur emozionato e felicissimo per com’è andata e di avere avuto grandi organizzazioni al mio fianco in questa tournée, il mio forte pensiero e vicinanza però va all’artista De Martino e al suo grande lutto in famiglia, termina provato Marco Pagano. Permettimi di ricordare ai nostri connazionali che ci rivedremo il prossimo anno con il tour di due colossal della musica internazionale come Nino D’Angelo assieme a Gigi D’Alessio. Ringrazio come sempre la disponibilità di tuo marito Dino, di te Angela e la tua emittente TeleVideoItalia, per il vostro lavoro professionale che svolgete in ogni serata che noi organizziamo, come attraverso te anche quella del Corriere d’Italia. Rafforzate le misure di sicurezza all’ingresso della sala, il fedele pubblico è ritornato a sorridere, a divertirsi e ad applaudire soprattutto la tempestività con la quale l’organizzazione è riuscita a ristabilire la nuova data in così poche settimane. L’evento ha visto la presenza dell’artista affermato Tony Fazio e il suo allievo Dj Francesco Fazio noto come Twenty B, che hanno riscaldato il pubblico in sala, in attesa che i loro idolo Tony Colombo facesse il suo ingresso. Permettimi anzitutto di ringraziare la RÓLIN che ci ha permesso di stare sul palco di Tony Colombo e lo stesso artista che mi ha dato fiducia nel dirigerlo tecnicamente. Per noi è un grande onore e piacere lavorare insieme, ci dice Francesco Fazio. Ho portato con me un altrettanto valido compagno d’arte, Dj Twenty B, di cui sono anche il manager. Certo che non faccio brutte figure, insieme abbiamo grandi progetti. L’intento è di mixare inoltre varie canzoni, ribaltando in bene un po’ quella che è la musica italiana da discoteca, giacché il nostro mondo si affaccia notevolmente anche lì. L’auspicio è che possano essere apprezzate, ballate e comunque lasciare un segno in Europa. Come vedi Angela, termina Tony Fazio, il mio mondo non è solo cantare. Mi presto a dirigere la tecnica di artisti come in questo caso la tournée di Tony Colombo e Antonio Gerardi. Attraverso le mie esperienze maturate negli anni e indiscusse conoscenze nel mondo affermato della musica, cerco inoltre di dare spazio anche ai giovani talenti. Ti sono grato per l’attenzione che ci hai dedicato Angela attraverso la tua emittente TeleVideoItalia e attraverso il Corriere d’Italia per cui scrivi. Grazie di cuore a tutti. Lo spettacolo è stato aperto da Antonio Gerardi, che per l’occasione ha presentato dei suoi nuovi brani e un giovane artista emergente e ricco di talento, il rapper italiano Caresi. Con lui ha inciso il brano “Credimi se vuoi”. Collaborare, aprendo le tournée di certi artisti come Tony Colombo, è sempre una cosa positiva. Ti arricchisce sia a livello artistico, sia umano. Come progetti discografici, sto lavorando in questo periodo su un album. Abbiamo anche dei progetti televisivi che riguarda il mio rientro non solo nella tv italiana ma anche in quella tedesca, ma per adesso non posso sbilanciarmi più di tanto. È stato bello ed emozionante aprire la tournée di Tony Colombo e pertanto lo ringrazio. Altrettanto ringrazio sia gli organizzatori che hanno portato a termine le tre tappe in Germania, sia l’attenzione che mi hai dedicato tu con la tua emittente TeleVideoItalia Angela. La serata si accende comunque quando Tony Colombo fa ingresso sull’imponente palco con la sua dolce metà, Tina Rispoli. Lo spettacolo giunge a termine tra canzoni e frasi d’affetto rivolto al suo pubblico, ma naturalmente non prima di avere deliziato i suoi fans con la prorompente bellezza partenopea di Tina Rispoli e fatto ascoltare la sua sublime voce, attraverso la loro canzone “TiAeMmeo” che altro non è che ”TI AMO”. Non sono mancate parole di gratitudine da parte del cantante, verso la giovane organizzazione RÓLIN RMG Event’s che ha completato con successo la tappa di Pforzheim. Durante il concerto, ha chiesto al suo pubblico anche un doveroso minuto di silenzio, in segno di rispetto a quanto accaduto due giorni prima in autostrada all’artista De Martino nonché suo amico, e per il tragico lutto che lo ha colpito. La serata giunge a termine e Tony Colombo, prima di dedicarsi al rito delle foto con tutti i suoi fans, ha ringraziato tutte gli organizzatori che hanno reso possibile e indimenticabile le tre tappe in Germania. Ancora una giovane organizzazione si sta facendo spazio, in modo professionale. Hanno sicuramente ancora molto da imparare, scrutare e perfezionare le loro doti e capacità, specie quelle intuitive. Avendo seguito l’evolvere positivo delle tappe targate RÓLIN RMG Event’s, non c'è da stupirsi se nel loro territorio d’ora in poi, porteranno anche artisti che hanno fatto davvero la storia della musica italiana nel mondo. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Zitti e buoni, i Maneskin vincono il Festival di Sanremo 2021

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. A grande sorpresa vincono il Festival di Sanremo 2021 la rock band i Maneskin con il brano Zitti e Buoni. Al secondo posto Francesca Michielin e Fedez con Chiamami per nome, al terzo posto Ermal Meta con Un milione di cose da dirti. È stato un Festival per tutti noi molto anomalo. Non potevamo fare nulla e alla fine nemmeno prendere una semplice acqua o un caffè, causa Covid-19. Quindi le dirette sono state i nostri unici appigli per parlare con gli artisti segregati come tutti noi, ognuno nelle proprie camere di albergo. Nelle conferenze stampa, date in diretta Rai Play per tutta la settimana del Festival e spesso alleggerite con le entrate di Fiore e le sue divertenti gags, puntualmente ci fanno il resoconto della situazione, come altrettanto in quest’ultima conferenza fatta in conclusione dell’edizione 2021 dal direttore artistico e conduttore Amadeus, che commenta così a tutti noi il 71esimo Festival: “è chiaro che per un conduttore “Sanremo” è l’apice della carriera ma non vedo l’ora di tornare alla mia normalità, ai miei quiz e ai miei giochi. Se un giorno la Rai vorrà ancora affidarci il Festival, magari prima dei settanta anni, sarà una gioia ma il terzo di seguito non ci sarà!” Amadeus risponde con garbo ancora una volta, alla scarica di domande dei nostri colleghi e, a mio avviso molte delle quali retoriche, alcune inopportune e poco intelligenti e sempre a mio parere, altre davvero senza una logica e quindi irrilevanti, specie in un brillante lavoro di squadra e conduzione impeccabile svolto sia dalla Rai, che ha sopportato e supportato anche noi giornalisti invitati e collegati in diretta, sia dai due mattatori “Ama e Fiore” in un’edizione epocale massacrata dalla pandemia. Se tralasciamo per un attimo che in molti, anzi in troppi ormai, aldilà delle proprie competenze professionali, l’abitudine di criticare “la qualsiasi e la qualunque” l’hanno tramutato in una sorta di mestiere e per principio si rifiutano di apprezzare gli sforzi fatti di chi, ha cercato di regalare e di distogliere per alcune ore tutta l’umanità coinvolta e stretta in una morsa di problemi, crisi e dolori, allora siamo davvero tutti messi male! Protagonista assoluto, amato e stimato da tutti, sono state le innumerevoli esibizioni, battute e performance camaleontiche di Fiorello e i suoi monologhi divertenti che in ogni puntata, sono stati ricchi sì di tanto buon umorismo ma anche di un senso logico e grandi riflessioni. Meritatissimo dunque il "Premio Città di Sanremo" assegnato a sorpresa da Amadeus, allo showman Rosario Fiorello, rimasto visibilmente spiazzato ed emozionato dalla sorpresa a lui riservata. "Uno dei ruoli che ha il direttore artistico, dice orgoglioso Amadeus, è quello di assegnare un premio prestigiosissimo e io assegno il Premio Città di Sanremo alla persona che ha illuminato questo Festival e che ha permesso a me e a tutti noi di portarlo a casa… Fiorello!". Il premio é stato ufficalmente consegnato dal sindaco di Sanremo Alberto Biancheri e dall'assessore al Turismo Giuseppe Faraldi della città dei fiori e con una strameritata standing ovation dall'Orchestra di Sanremo. Si è vero, è stato un Festival anomalo ma allo stesso tempo rivoluzionario. Bisogna comunque dare plauso ad Amadeus che ci “HA MESSO LA FACCIA” e dato spazio a tanti temi importanti: dagli ospiti ai super ospiti alle Icona e che non nomino perché, se me ne dimentico uno, finisco alla gogna anch'io; ai giovani che nei lunghi anni passati erano sempre messi in disparte e considerati ultimi anche nelle uscite di esibizione; alla miscela di musica di qualsiasi genere anche se, per qualcuno magari giustamente incompresa, perché non appartenente al loro mondo e modo di fare; ai cari ricordi di chi musicalmente ci ha lasciato ma ha segnato un capitolo indelebile nella nostra esistenza, dimenticandosi involontariamente di citare qualche nome altrettanto importante, ma é facile parlare quando si é seduti comodi in una paltrona a guardare chi "sotto i riflettori" é intento a portare alcune ore di serenitá. Vogliamo parlare dei molteplici temi sociali toccati, o della spolverata di storia dei settant’anni di canzoni che hanno formato il Festival della Canzone Italiana e che in pochi nemmeno lí, hanno detto "GRAZIE AMA"? È proprio il caso di ridire inoltre “Fatti, no parole” anche quando il giorno prima, sempre in diretta Rai, tra le mie domande ho chiesto ad "Amadeus" se c’era un’opportunità di tenere presente e magari d’incentivare durante le serate del Festival, anche i nostri italiani in Germania e comunque all’estero di seguire la kermesse. "L’indomani stesso, lo fa!" Durante il Festival saluta "e per nome e cognome" tanti dei nostri ignari connazionali. Solo il gesto di averli salutati durante la diretta Rai e dal palco del Teatro Ariston, è stato una forma di grande rispetto e di apprezzamento verso chi conosce il valore anche di un semplice "ciao" ma detto con tutto il cuore. In quanti hanno detto "Grazie Ama"? Poco importa quindi che noi tutti abbiamo votato e chi ha vinto, o avrebbe dovuto vincere. Sanremo è una vetrina che comunque da importanza e valore a ogni singolo artista presente in gara e senza nulla togliere all'altro, come è assodato anche che alla fine, sono le radio e gli ascoltatori che faranno e decideranno chi avrà il novero di segnare e far sì che rimangono indelebile nella storia del Festival della Canzone Italiana. Ibra ha detto davvero una cosa giusta “Il Festival non è mio, non è della Rai, non è di Amadeus ma…È DI TUTTI”. Anche lí, ho sentito pochi, pochissimi "GRAZIE"!. L’intesa tra Amadeus e Fiorello, la loro amicizia, il fatidico abbraccio fuori dai riflettori... questo è il vero “scoop” che nessuno è stato in grado di immortalare, se non lo stesso "Amadeus" che lo ha pubblica sul suo profilo social! Questo è il solo e vero motivo che l’encomiabile showman siciliano Fiorello aveva accettato di partecipare anche quest’anno. Mi piace pertanto chiudere questo mio servizio con una riflessione rivolta a tutti quelli che si sono tanto dato da fare, a criticare questi due inimitabili mattatori "AMA e FIORE" specie chi “sui social” in questo tempo di pandemia, si sono autoproclamati discografi, manager, cantanti, critici e improvvisato dirette spacciando chicchessia per quello che "sognano di essere e fare" ma che non hanno insegnamenti ed esperienze nemmeno di vita vissuta sui palchi, tanto meno musicali e di intrattenitori, dove la logica e i sani principi prevalgono... sicuramente siete VOI che fate tutt’altro che questo loro nobile mestiere! Tutte le puntate del Festival e le conferenze stampa tenutesi in diretta e per tutta la settimana del Festival, potete sempre rivederle su RaiPlay mentre il Reportage televisivo " 7 Giorni a Sanremo" redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • con centodieci su centodieci Alessia D’Oria si Laurea nonostante il lockdown

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Ancora un grande orgoglio tocca i nostri giovani connazionali italiani in Germania. Nemmeno il lockdown ferma la giovane e caparbia laureante. Assistito al suo esame dato in diretta Streaming da Tamm, in Germania mercoledì 28 ottobre, avviciniamo la Dott.ssa Alessia D’Oria, neo laureata in Scienze Politiche delle Relazioni Internazionali, subito dopo la sua proclamazione ufficiale con “centodieci su centodieci”. La tesi è stata presentata in Geografia applicata e ha avuto come titolo: Possibilità, speranze e concrete opportunità di sviluppo per l’Africa; mentre l’oggetto in questione è stato: Esperienza di volontariato ambientale e sociale in Namibia, presso l’ente non governativa e fondazione “Naankuse Wildlife Foundation” in prima linea, per la difesa degli animali in via di estinzione e per i diritti sociali spettanti alla tribù dei San. Esaudiente, decisa, diretta e coincisa Alessia D’Oria ha fatto valere senza un minimo di smarrimento la sua tesi, i suoi principi e i suoi ideali, sia davanti al presidente della commissione di laurea e la Relatrice Proff. Pagano sintonizzati in diretta da Roma, sia davanti al suo silenzioso e ristretto pubblico di cari che ha voluto attorno a se, nel grande momento. Dopodiché, un’esplosione di gioia e congratulazioni è arrivata da parte di tutti i presenti, completando la meritata festa. Dottoressa D’Oria, pur residente in Germania, cosa l’ha spinta a continuare gli studi in Italia e a conseguire una laurea per distanza. Nonostante fossi venuta a vivere qui in Germania all’età di diciannove anni, ho scelto di continuare i miei percorsi di studi in Italia, perché ho sempre trovato l’Università italiana un qualcosa di grande merito. Questa è una nota in più a favore dell’Italia. Di fatti, anche se i problemi la affliggono, oggi come oggi è risaputo che il nostro sistema universitario è uno tra i migliori al mondo, ci dice ai nostri microfoni la Dott.ssa Alessia D’Oria. Sostanzialmente, è stata una scelta strategica di questo tipo. Cercare di esprimermi sempre con la mia dialettica e quindi con la mia lingua madre, era un qualcosa che mi premeva. Motivo per il quale ho scelto di frequentare l’Università che non richiedesse l’obbligo di frequenza, ma che mi permettesse di studiare anche dalla Germania. Non rinunciando quindi ad affermarmi qui, in questa nuova nazione, ma allo stesso tempo di prepararmi dalla nazione da cui effettivamente provengo e che è appunto quella italiana. In piena lockdown ha eseguito per online una tesi non indifferente, consapevole che le avrebbe segnato in poco meno di mezzora il destino di anni di studi, come si è trovata nell’affrontare tutto questo? All’inizio abbastanza male, non solo per quelli che possono essere gli eventuali problemi tecnici, ma perché penso che gli esami in forma orali siano più trasparenti e diretti, mentre questi in via telematica mi hanno dato parecchi problemi. Penso di essere stata comunque l’unica ad avere peggiorato la mia media in occasione degli esami via casa, difatti, ho sempre preferito gli esami all’Università. Ho avuto l’occasione di poter svolgere il mio ultimo esame a Roma, quando c’è stata quella breve parentesi in cui sembrava che l’Italia fosse ripartita. Poi, da una settimana, siamo in condizioni più particolari e quindi mi sono dovuta adattare a questa nuova esigenza. Alla fine però, è andata bene comunque. Mancava un po’ quella tensione tipica di una tesi, però, va bene pure così. Incontrare connazionali con espressione linguistica di alto livello, non è facile. Tendenzialmente prevale più la lingua tedesca, come lo spiega. Il merito che riesco a esprimermi così bene con la mia lingua madre, lo devo alle scuole che ho frequentato in Italia. Effettivamente parlo meglio l’italiano che il tedesco. Da piccola lo parlavo, ma subito l’ho dimenticato, avendo frequentato tutte le scuole in Italia. Da cinque anni a questa parte sono ritornata in Germania ma probabilmente, giacché sono circondata da italiani, scrivo, leggo, continuo a parlare la mia lingua e per lo più frequentando l’Università, il tutto mi ha permesso di sviluppare e perfezionare una certa dialettica. Sono inoltre autrice di una trilogia di romanzi dal genere narrativo sentimentale, pubblicato dalla Butterfly Edizioni. É chiaro che in questo modo si acquisisca magari una comunicazione diversa, rispetto a chi utilizza l’italiano più colloquiale, in ambienti e in circostanze più informali. Un grazie particolare va sicuramente a mia madre, al mio fidanzato e comunque a tutta la mia famiglia. “Dio” qualcosa mi ha tolto, però mi ha dato anche tanto. Sono contenta di avere oggi qui tutte e quattro i miei nonni, ne mancano due purtroppo, come i miei zii che anche qui ne manca qualcuno. È sempre un po’la maledizione di noi italiani all’estero, non poter condividere questi momenti con tutta la famiglia. Ringrazio me stessa che sono stata abbastanza tenace, nonostante tutte le complicazioni avute tra l’andare avanti e in dietro, il lavoro e non lavoro, ma alla fine è andato tutto come speravo. Sono felicissima e onorata di avere avuto la vostra presenza con la tua emittente TeleVideoItalia Angela, come attraverso te anche quella del Corriere d’Italia per cui scrivi. Vi ringrazio infinitamente per avere accettato il mio invito, specie con così breve preavviso. Visibilmente emozionata, scambiamo due chiacchiere anche con mamma Carmela. È inspiegabile la gioia e l’emozione che provo per mia figlia Alessia, perché è riuscita a pieno nel suo traguardo. Sai Angela, ci teneva tanto, soprattutto con “centodieci”. Non ci sono parole per descrivere questa immensa gioia, per lei significava davvero tanto laurearsi con il massimo dei voti. C’è l’ha messa tutta e anche per me va bene così. Sono strafelice. Sono in Germania da una vita. Sono cresciuta nel ristorante dei miei e, tra alti e bassi, l’ho portato avanti con dedizione e tanto amore. Tu mi chiedi come sto vivendo il lockdown, questa si che è una bella domanda. Con tanti sacrifici. Come del resto, penso, che lo stiamo facendo un po’ tutti. Credo che quello che sta facendo lo Stato però, non è mai abbastanza. Capisco che per loro è una cosa nuova e che ce la stanno mettendo tutta, per cui penso che serva la coerenza e l’unione di tutti per superare questa pandemia. Se non ci riserviamo e riguardiamo anche noi attentamente, sono altrettanto convinta che da solo il Governo non ce la possa fare. Come vedi, stiamo cercando di superare con tanti sacrifici questo seconda chiusura, dovuto all'emergenza sanitaria da Covid-19. Temo che non sia un segnale positivo di futuro, specie per chi ha una piccola o grande impresa. Ci sono dei casi davvero difficili e drammatici per cui, con l’amaro in bocca, mi viene da dire che: a livello lavorativo, là dove qualcuno perde il pane, lo Stato non è del tutto presente. Se pur scettica, mi auguro almeno che tutto questo finisca presto. Oggi la soddisfazione più grande comunque, è quella di vedere mia figlia Alessia felice e festeggiare la sua Laurea, anche se penso che non sarà l’ultima per lei. Sono convinta che si scriverà al prossimo Master e che continuerà a fare parlare di se e delle sue esperienze, che continuerà a fare in giro per il mondo. Grazie di cuore, per essere stati anche voi oggi qui con noi, ci tenevo davvero tanto avervi. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con gli studi della SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Tony Colombo fa sold out in Germania ma un falso allarme compromette la data di Pforzheim

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Tre sono state le tappe che hanno registrato il sold out in Germania, ma solo due sono state a malincuore portate a termine dall’artista partenopeo Tony Colombo. Con successo si è chiusa anche quella del 4 ottobre a Wiesbaden, portata a termine dalla MPV Concerti di Marco Pagano e Enzo Venturino. Attesissimo anche lì il loro idolo “Tony Colombo” che ha fatto ingresso in sala accompagnato come sempre, da una coinvolgente bellezza partenopea, Tina Rispoli. Il suo è stato un repertorio ricco di canzoni, emozioni, amori, frasi e riflessioni. Ha parlato e scherzato con il suo pubblico. Poi, nel bel mezzo della serata, l’artista ha presentato anche la sua dolce metà Tina Rispoli e insieme hanno lanciato la loro prima canzone “TiAeMmeo” che altro non è che ”TI AMO”. Il pubblico li acclama, canta con loro, si diverte ma nonostante tutto, Tony Colombo riserva un pensiero speciale e di grande affetto e vicinanza anche all’organizzazione RÓLIN RMG Event’s, ospiti alla serata finale. Non è rimasto indifferente a quanto accaduto la sera prima a Pforzheim a questa giovane organizzazione e al loro pubblico giá in sala, nonché fans del popolare artista, venuti da più parti della Germania, Svizzera e Italia per vederlo e ascoltare dal vivo la sua musica. Ebbene sì, è successo anche questo. È stato un duro colpo per la RÓLIN RMG Event’s che, dopo mesi intensi di preparativi, organizzazione e misure nel rispetto delle norme anti Covid-19, sabato 3 ottobre a Pforzheim ha dovuto fare inaspettatamente i conti con dei balordi che hanno fatto una chiamata anonima alla polizia, per un presunto allarme bomba. Evacuato in via precauzionale il pubblico nel Centro Congressi, dove era previsto il concerto, gli artificieri sono potuti entrare all’interno del teatro costatando infine che era solo un falso allarme. Tuttavia le forze dell’ordine sono state costrette ugualmente, in via precauzionale, a fare annullare il concerto e per tale, la data di Pforzheim, è stata rimandata. È stato anche lo stesso cantante Tony Colombo, fatto rimanere in sicurezza in Albergo, a informare prontamente i suoi fans dell’accaduto in corso, attraverso i sui social network. Presenti anche noi con le nostre telecamere allo spiacevole accaduto, non abbiamo potuto fare altro che seguire rispettosi l’evolvere dell’intera vicenda e provato a dare un sostegno anche alle centinaia di persone riversate in strada e ignare di quanto stava accadendo. Lodevole la prontezza e la calma apparente tenuta dall’organizzazione RÓLIN RMG Event’s, che sistematicamente sono riusciti a fare uscire il loro pubblico dalla sala, senza destare sospetti e fare allarmismo e a metterli al sicuro fuori dalla struttura. Dopodiché, è toccato agli stessi organizzatori: Rosario Linoria, Mehmet Suemertas e Giuseppe Sirone, a comunicare la notizia del rinvio definitivo del concerto e a rassicurare tutti i presenti. Un pacato confronto tra gli organizzatori e i fans riversi in strada da ore, ha portato lo stesso pubblico a comprendere la necessità di rimandare il concerto. “Non mi piace mentire. Nella mia vita privata ne ho fatto tanti di errori e ho pagato le conseguenze, ma per quanto riguarda la mia vita professionale e parlo anche a nome del mio gruppo RÓLIN RMG Event’s, credetemi, ci metto l’anima…” ha detto molto provato Rosario Linoria. “Purtroppo questa è una persona recidiva e che cova solo invidia. Anche in passato ha usato dei modi poco ortodossi per non farci lavorare, ma non ci lasceremo intimidire…” termina Rosario Linoria, “…non glie la daremo mai vinta anzi, ritorneremo più forti di prima! Non è facile spiegarvi il nostro attuale stato d’animo. Non siamo superiori alle forze dell’ordine ma rispettosi, abbiamo dovuto accettare per la vostra incolumità, la loro decisione di non eseguire il concerto. Garantiamo comunque di pianificare una nuova data e di rifare a breve questo concerto a Pforzheim. Tutti sarete contattati”. “Tony Colombo si è affidato a me per la realizzazione in Germania di questa tournée, che ha registrato il sold out in tutte e tre le tappe…” ha aggiunto il Promoter della MPV Concerti Italiani Marco Pagano, presente al loro fianco, “…liberissimo di appoggiarmi e agire al meglio in Germania, ho scelto ad occhi chiusi la RÓLIN RMG Event’s per Pforzheim, perché è un gruppo serio e composto da grandi professionisti, qualità rare oggi giorno da trovare. Purtroppo è l’invidia. Molti vogliono fare ma non sanno fare. Io, cinque minuti fa, qui ho visto una bella scena quando Angela con la sua emittente TelevideoItalia.net vi ha riunito tutti e voi avete reagito al suo invito calorosamente, nonostante il forte disagio che state passando. Questo è il vero italiano in Germania che conosco e che porta alto il nostro Made in Italy! È da tre mesi che stiamo lavorando e non solo per noi, ma anche per voi, per alleggerire questo periodo difficile della pandemia che ha andicappato aziende, lavoratori, professionisti di ogni settore, anche quello artistico e musicale, e riportarvi un po’ di sorriso. Grazie di cuore per la vostra comprensione, ci mettiamo subito a lavoro per ripristinare la nuova data. Encomiabile la condotta e la risposta unanime del pubblico che, compreso la delicata situazione, ha applaudito e incoraggiato a sua volta la RÓLIN RMG Event’s facendogli sentire tutto il loro calore e garantendo, aldilà di come é andata questa serata, la presenza nei loro prossimi eventi. Amareggiato il cantante Tony Colombo, nella serata finale a Wiesbaden, conforta nuovamente la sfortunata organizzazione RÓLIN RMG Event’s e li incoraggia a non arrendersi. Lo stesso chiede con fermezza al loro fedele pubblico sia di non abbandonare questa grande squadra di professionisti, sia di appoggiarli sempre anche in futuro. Ribadisce che a breve ritornerà e completerà quello che è rimasto spiacevolmente in sospeso a Pforzheim. Parole infine di gratitudine verso gli organizzatori delle tre rispettive tappe, che comunque hanno registrato in tutte e tre le date il “sold out”. Come altrettanto si congratula per il buon lavoro portato a termine con serietà e massima professionalità da tutto il loro staff. Nel tour, anteprima il concerto di Tony Colombo, hanno animato musicalmente la serata gli artisti Tony Fazio con Francesco Fazio e a seguire Antonio Gerardi. A Wiesbaden inoltre, si è esibito a sorpresa anche Christian Del Fiore, ancora un altro giovane emergente scoperto dal promoter Marco Pagano, vigile nel fiutare e presentarci ancora una volta qualità e professionalità sui suoi palchi. Auguriamo che le indagini assicureranno ben presto alla giustizia gli autori dell’ignobile gesto, che ha penalizzato la riuscita dello spettacolo a Pforzheim. Tengo a precisare che esistono giornalisti che fanno davvero “ BENE” e “SERIAMENTE” il proprio lavoro e che soprattutto hanno creato le proprie basi nel rispetto dei propri simili. Non siamo tutti uguali. Pertanto è giustissimo che chi sbaglia paga per avere fatto un male ma è sbagliato condannare tutti, specie quando quel “male che ti è stato fatto” non ci appartiene. Non si può fare "di tutta l'erba un fascio!”. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Dopo il lockdown la star Andrea Zeta torna sui palchi tedeschi

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela. Saieva. Nonostante il surplus di lavoro legato alle norme anti-contagio, sembra diventato quasi leggendario che organizzatori e artisti in questo difficile periodo, tengono fede a degli spettacoli. Eppure, è successo. Rispettosi verso il loro fedele pubblico che li ha aspettati durante i mesi della chiusura, dovuto all'emergenza sanitaria da Covid-19, sono stati due i concerti portati con successo a segno dagli organizzatori. Quattro ore di musica, emozione e adrenalina pura ha travolto i fans in delirio. Star, manco a dirlo, il cantante Andrea Zeta. É così che sul palco de ll’11 settembre nella Mash Event di Stuttgart, con la mediazione e la collaborazione avuta da Irma Schönberger, e il 12 di settembre nella Pinta Beach di Raunheim è salito uno tra i cantanti più talentuosi e amati dai nostri connazionali, Andrea Zeta. I due eventi sono stati minuziosamente organizzati in sicurezza da due organizzazioni del posto, per la prima volta uniti per il duplice ed epocale concerto: la MPV Concerti Italiani di Marco Pagano e Enzo Venturino (l’organizzazione che ha visto in questi anni, avvicendarsi sui palchi tedeschi artisti di primaria importanza come Nino D’Angelo, Anna Tatangelo, Rosario Miraggio ecc.), e la RÓLIN RMG Events di Rosario Linoria, Mehmet Suemertas e Giuseppe Sirone. Per il cantante siculo Andrea Zeta, sono state due serate ricche di emozioni, anche se avrebbe voluto abbracciare e avere un pó piú vicino i suoi fans. Cantare, quando sarà possibile stare di nuovo vicini e senza distanziamento sociale, sarà sicuramente tutt’altra cosa, è quello che durante la sua performance ha espresso pubblicamente il cantante. I suoi concerti sono stati imput di lancio di nuovi brani, un ritrovare di grandi successi ma soprattutto dei suoi fans, anche se a debita distanza. É ormai da cinque anni che ci incontriamo con voi, ci dice ai nostri microfoni Andrea Zeta. In quest’ambito, gran parte delle domande esistenziali me le hai già fatte Angela, ma è sempre un piacere rincontrare te e la tua emittente TeleVideoItalia come, attraverso te, anche il Corriere d’Italia. Premetto che è stata una grande soddisfazione fare un evento, come altrettanto raggiungere il sold out in un momento così difficile e specie in un ambiente che ha adottato posti ristretti causa covid-19. Domani il concerto si terrà in un ambiente altrettanto bello e all’aperto ma sempre in sicurezza. Mi fa piacere che hai notato rispetto e compostezza nei miei concerti, soprattutto da parte del mio pubblico. Ho una fascia di pubblico con gente perbene, educata e rispettosa, come altrettanto lo sono le persone che lavorano con dedizione dietro i miei concerti, come l’organizzazione di Marco Pagano e quella di Rosario Linoria e i suoi ragazzi. Sono entrambi validi organizzatori, professionisti e che sanno tenere tutto sotto controllo. Vedi Angela, basta fidarsi degli organizzatori giusti per ottenere un buon risultato. Considera anche il fatto che sono stati gli unici organizzatori che, rispettando tutte le norme, sono riusciti a portare un cantante in Germania, laddove altri si sono astenuti nel farlo, o gli è andata male e me ne dispiaccio. Ciò vuol dire che sono sulla strada giusta e con gli organizzatori giusti. A Marco Pagano soprattutto gli sarò fedele per sempre perché, di là del lavoro, c’è una grande amicizia. Io vivo così, con la gente onesta e non la cambierò mai! Se Sanremo è nei miei sogni? Questa è una bella domanda Angela. Come ti ho sempre detto, sono un ragazzo che mi sono fatto da solo, come del resto tutto quello che ho costruito. Certo, non sarebbe male entrare a Sanremo, ma ritengo che quello sia un sistema un po’ più complicato. Magari danno delle possibilità a ragazzi che non hanno fatto una gavetta e si ritrovano catapultati là dentro, ma che alla fine non fanno niente lo stesso. Chi lo sa. Se avessi la possibilità di entrarci comunque, sicuramente farei più di quello che oggi sono. Attraverso la tua emittente Angela TeleVideoItalia mando un bacio grande a tutti i connazionali italiani in Germania e ai miei fans, sappiate che io sarò sempre qui per voi, disponibile per tutta la vita. Ci vediamo presto. Incontriamo anche la grande artista dalla coinvolgente bellezza partenopea, Marika Cecere. Vocalmente affermata, ha un rapporto solido con la musica partenopea e la sua cultura, tanto da farne un suo sigillo di fabbrica. Anzitutto sono felicissima di trovarmi nuovamente insieme a tutti voi, con te Angela e la tua emittente TeleVideoItalia ma soprattutto di questa ripresa e rinascita sul campo musicale, che in questo lockdown ne ha risentito parecchio, ci dice Marika. Noi abbiamo cercato sempre di metterci in contatto con i nostri fans, con chi ci segue musicalmente, parlando attraverso la piattaforma social. Certo che il calore dal vivo delle persone, è tutt’altro. Li abbiamo incontrati oggi, nonostante abbiamo rispettato tutte le norme igienico - sanitario imposte dal Covid-19. Devo dire che il pubblico si è comportato esemplare, senza accanimento per avere una foto o un autografo da noi. Ammetto che è stato un po’ troppo restrittivo il distanziamento imposto tra noi e i fans, specie per noi abituati ad abbracciarli tutti, ma doveroso. Progetti futuri, come giustamente mi chiedi, ti accenno che sicuramente ci sarà una grande collaborazione con Andrea Zeta. Di questo sono particolarmente contenta perché, tra i tanti artisti, è stato uno tra i primi che ha sempre creduto in me e che mi ha dato il pregio di aprire i suoi concerti qui in Germania. Saluto cantando tutti i miei connazionali italiani in Germania, un bacio a tutti voi che ci seguite. Oggi ho presentato nell’insieme del mio programma anche due nuovi brani, uno peraltro dal titolo “Sei diversa” realizzato in collaborazione con l’artista Low John, ci dice Gabriele Sugar. Adesso mi sto preparando con un EP e contiamo di farlo uscire quanto prima, poiché c’è un grande lavoro dietro. Un bacio a tutti e un grazie particolare sia a te Angela e alla tua emittente TeleVideoItalia e al Corriere d’Italia per essere stati con noi. È sempre un piacere rivederti. A riscaldare l’attesa degli artisti sul palco è toccato a Enzo Palumbo, cantando alcuni brani in sintonia all’evento, dopodiché, con la sua dolce metà Jessica Sammarco, ha ospitato l’intero staff artistico nel loro Ristorante Pizzeria, Made in Napoli. È stata una bellissima serata e organizzata altrettanto bene dallo staff, ci dice visibilmente emozionato Enzo Palumbo, ringrazio tutti e anche voi per l’attenzione mediatica che mi avete dedicato. Spero che anche la nostra cucina sia stata di vostro gradimento. Premesso che parlo a nome di Enzo Venturino della MPV Concerti, ti dico che con la RÓLIN RMG Event non è la prima volta che lavoriamo insieme. A me piace allacciare una collaborazione soprattutto quando si lavora sinceri, trasparenti e comunque senza litigi e incomprensioni. Questo rapporto con loro, lo abbiamo costruito gradualmente e consolidato negli anni, ci dice il promoter Marco Pagano. Oggi comunque desidero parlare poco ma ringraziare tanto tutti i presenti che ci hanno dato carica e fiducia, la fondamentale squadra di Rosario Linoria con Mehmet Suemertas e Giuseppe Sirone. Noi rispondiamo in silenzio, poiché nella vita contano i fatti! Naturalmente, come te ben sai, non ci fermiamo qui. Anzi, ci stiamo riscaldando e preparando il prossimo triplice evento, Tony Colombo. Chi come voi è stato presente, ha visto come abbiamo lavorato nel rispetto delle norme anti Covid-19, quindi vi aspettiamo. La nostra più che collaborazione, la definirei una grande amicizia tra organizzatori, termina Rosario Linoria. Consapevoli che stiamo passando tutti un momento difficile, ritengo a mio avviso che, se lavoriamo e collaboriamo tutti insieme ci sono ottime probabilità di ripartire alla grande. Come ha detto anche Marco Pagano, abbiamo lasciato un forte segno oggi. Dopo il lungo lockdown, sembrano esserci quindi segnali di ripresa positivi da parte del mondo musicale. Plauso dunque va alle due organizzazioni che, con dedizione, hanno lavorato dietro le quinte e reso possibile tutto questo in massima sicurezza. Nella speranza che possa essere davvero un buon viatico per la ripresa della musica dal vivo e a dimostrazione che, rispettando le norme di sicurezza sanitarie per il Covid-19, si può fare e arrivare laddove altri non li hanno creduti, “Chapeau” va dunque sia alla MPV Concerti Italiani e la RÓLIN RMG Events, sia al pubblico che ha saputo mantenere un dignitoso controllo, sia al Ristorante Pizzeria, Made in Napoli di Enzo Palumbo che ci ha accolto davvero bene, con la sua musica e le sue prelibatezze culinarie fino alle prime luci dell’alba. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • COVID-19 è una brutta bestia. Parole, appelli e impressioni dei nostri connazionali

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Avere un ospite non accetto come il Covid-19, vivere con il pensiero di morire o non rivedere più i propri cari, è davvero atroce. Tante sono le storie e gli appelli, lo scetticismo sui vaccini e il ritorno alla normalità, l’ansia e la disperazione di chi non ce la fa. Dal lockdown anche i nostri connazionali, piccole e medie attività, imprenditori, operatori di spettacolo si sono fermati per gravi difficoltà economiche. La speranza di vedere la luce in fondo al tunnel, sembra lontana. Diamo parola alla collettività, all'istituzione consolare e pastorale del Baden-Württemberg e dall'Italia. In una vita sostanzialmente in corsa, è una battuta di arresto dolorosa, uno tsunami. La mia attività esecutiva è ferma e mi sono adeguata a quella che è la didattica a distanza. Il nostro mondo viaggia sulla comunicazione e visto che è rimasta affidata totalmente al virtuale, mi auguro che si basi almeno sulla veridicità, ci dice il Mo. Rossella Spinosa compositrice e docente al Conservatorio di Como ma spesso in Germania per eventi concertistici. Il pensiero va a tutti i bambini, il trovare i propri giochi chiusi, l’impossibilità di abbracciare amici nella dinamica più naturale e sociale; va alla collettività “mondo” perché nessuno è rimasto in erte, di fronte a questo; va ai settori in sofferenza e a noi artisti in qualche modo dimenticati. Siamo la parte della società così essenziale così superflua ma che condiziona il mondo e la maniera di sentirlo, vederlo e comprenderlo. É inimmaginabile vivere senza la presenza della cultura. Il nostro modo di relazionare ora, è orientato al distanziamento e alla lontananza. Forse ci sta insegnando a comprendere e valorizzare meglio la vicinanza. Ci sono state tante fallacità a oggi e mi auspico, oltre alla carriera e alla ripresa di un circuito economico, il ritorno alla serenità, ai valori, al rispetto della collettività e al bene comune spesso dimenticato e che se riscoperto, diventa un valore aggiunto della nostra società. C’è tanta voglia di ripartire e di riassaporare il senso del bello e della creatività. Ho diversi progetti futuri, alcuni al femminile cui tengo molto, legati strettamente al mondo del teatro. Credo fortemente inoltre a due progetti in particolare e anche se diversi tra loro, guardano al mondo esterno in una maniera davvero profonda. Ringrazio sia il Corriere d’Italia, sia la tua emittente TeleVideoItalia Angela. Io vi ho conosciuto in diverse occasioni a Stoccarda, alla prima esecuzione della mia Opera da Camera dedicata sostanzialmente alla cultura italiana e basata su una novella di Pirandello, come con la Bellagio Festival Orchestra alla prima del Gran Galà di Rossini e avere avuto la vostra presenza è stata un’esperienza gratificante, sia per vedere un riconoscimento della cultura italiana in un Paese che “per noi musicisti” rappresenta un pilastro di riferimento, quale la Germania, che conosco e apprezzo enormemente; sia per il fatto che i nostri contatti sono rimasti vividi. La pandemia ha fermato il mondo e colpito purtroppo anche la nostra di famiglia, ci dice Luigi e Stefania Giarrizzo in arte Luis & Stefy. Ci manca molto il calore del nostro pubblico. Siamo un duo musicale e il nostro lato artistico spazia dagli intrattenimenti agli eventi privati, alle balere e sacre paesane. In quest’ultimo periodo ci siamo catapultati anche nelle vesti di presentatori di spettacoli, un mondo che mi affascina a priori, pone l’accento Luigi. Amiamo la musica, per noi è vita. Questa pandemia è stata un duro colpo per tutti e ci dispiace vedere tanta sofferenza, aggiunge Stefy. Non abbiamo ricevuto aiuti dall’Istituzione tedesca, quindi, l’augurio è di uscircene tutti da questa difficile situazione, di ritornare presto e più forti di prima alla normalità, come di ripartire con le nostre serate e i nostri progetti. Sicuramente, dopo questa brutta esperienza che ha segnato tutti, apprezzeremo ancora di più lo stare con il nostro pubblico. Ringraziamo la tua emittente TeleVideoItalia Angela e attraverso te anche il Corriere d’Italia, per l’opportunità che ci avete dato in questo incontro per dire la nostra su questa brutta storia e di come ha inciso sl nostro lato artistico. Sono in Germania da ca quarant’anni e la mia vita è in questa Boutique sartoria, ci dice Lina Catalano. La mia, é un'attivitá tramandata da generazioni. Vivo la situazione con ansia e perplessità. Stiamo rispettando tutte le norme ma solo le farmacie e i generi di prima necessità sono aperti. Perché non possiamo esserlo anche noi? Stare chiusi non è solo sinonimo di perdere guadagni ma anche clienti, la loro fiducia e la loro amicizia, conquistata negli anni con cura e grande passione. Come vedi Angela, io non vendo solo abiti per tutte le generazioni ma ho una sartoria dove rammendo a mano libera e do assistenza a chi ha bisogno di accorciare o aggiustare anche un proprio abbigliamento non necessariamente comprato nella mia Boutique. Non riaprendo finisce il commercio, ed è una mancanza anche verso noi piccoli imprenditori. Grazie Angela per avermi dato l’opportunità di dire anche la mia nella tua emittente TeleVideoItalia e attraverso te, ringrazio anche il Corriere d’Italia per cui scrivi. Vivo solo di musica e ho subíto notevoli danni ci dice il cantante Marco Serra. Essendo un professionista, gli aiuti mi sono stati riconosciuti dall’Istituzione tedesca ma ovvio che non è paragonabbile a quanto perdo. Penso alle persone in decenza, agli anziani, agli ospedali ma anche a noi artisti e musicisti costretti a cancellare tante date, per la restrizione sociale. Il mio modo di rimanere in contatto ora è attraverso i social. Ho molti progetti in cantiere e ci sto lavorando nel mio studio. Nonostante la pandemia ha fermato tutti e tutti, io continuo ad allenarmi musicalmente e professionalmente, anche perché nel nostro mestiere si ha bisogno di allenare di continuo la propria voce che si differenzia da quelli che, dalla seconda o terza canzone, perdono fiato. Mi si sono aperte strade nel mondo televisivo e collaborazioni. Ringrazio te Angela, la tua emittente TeleVideoItalia e tuo marito Dino. Sapete bene che ho molta stima di voi e per quello che professionalmente fate, sia nel mondo mediatico sia artistico. Ho avuto modo di incontrarvi di persona e questo mi lusinga. Mi auspico al ritorno alla normalità, perché manca il contatto con il pubblico e con i live ma per adesso continuate a seguirmi sui social. È dall’ottantanove che nel nostro mondo d’impresari, artistico, televisivo e manageriale, ci si conosce più o meno tutti, ci dice la SDA Sanremo Eventi casa leader nel mercato artistico in Europa. Quando qualcuno dunque si presenta, percepisci nell’immediatezza se vale la pena aprire un sano e durativo rapporto di collaborazione. Gli aiuti sono arrivati e li abbiamo avuti ma i danni sono irreversibili. Se da un lato la rete è diventata una fonte fondamentale di supporto, comunicazione e continuità agli affari, dall’altra sono aumentati i rischi di cadere a fake. Premesso che non ne faccio di tutta un’erba un fascio ma rimango basito nello scoprire paradossi da parte di certuni che, fuori dalla loro competenza e da ogni logica, propongono tutto e tutti senza una reale qualifica. C’è chi promette facili carriere, in barba agli studi e chi sforna in poche settimane canzoncine, attraverso demo trovate sulla sua tastiera. Chi fa passare per buona l’inesistente dote canora, o quella dei propri figli per avere un Like e chi si autodefinisce cantante, col vanto di essere conosciuto ogni dove. Chi arricchisce a dismisura la pagina con qualunquisti definendoli “cantanti” e sotto la loro organizzazione e… dulcis in fundo, c’è chi da un giorno all’altro s’improvvisa istruttore di canto, a discapito di adolescenti in cerca di visibilità. È vero, la pandemia ha portato anche crisi, ben venga allora la creatività e la tecnologia ma prima di dare affidabilità a chicchessia, specie sui social, è bene almeno controllare la veridicità di chi si propone dietro uno schermo, perché magari nella vita reale fa tutt’altro mestiere. Le vittime che il Covid miete non mi ha lasciato indifferente, anzi, mi ha fatto riflettere quanto in realtà siamo fragili difronte a questo nemico. Fiducioso mi auguro pertanto che torni presto la normalità, affinché ognuno ritorni a ricoprire il proprio reale ruolo. In questi ultimi tempi ho avuto modo di conoscere e praticare giovani organizzazioni che, anche se sbagliano un qualcosa, hanno talento nel fare e gestire con serietà i loro spettacoli e concerti, come altrettanto gli artisti che avete appena interpellato. Indiscutibilmente sono l’esempio positivo e più naturale di chi, con dignità, porta a casa il pane. Questi sono il nostro futuro e meritano rispetto e sostegno, perché non offendono l’arte della musica e nemmeno i nostri lavori e valori trentennali basati su fatti, no parole. Da ventidue anni della musica ne ho fatto un lavoro professionale, ci dice Antonella Di Ganci in arte Neliah The Voice. Quello che è successo da un anno a questa parte, è un capitolo della nostra storia che ci lascerà un segno indelebile, sia per il numero elevato di vittime in continuo crescere, sia per il nuovo modo di approcciarci agli altri, per cui ringrazio la tua emittente TeleVideoItalia Angela e il Corriere d'Italia per l'opportunitá data di esprimere anche un mio concetto. Siamo diventati più scontrosi, freddi. Ci manca il contatto e il calore che la famiglia e le persone ci danno. Penso alle famiglie che sono in questo periodo da soli e a chi ha perso i propri cari, in questa dura battaglia col Covid. Francamente non ho ritenuto necessario richiedere aiuti istituzionali ma mi ha fatto piacere e so per certo che la Germania ha aiutato gestori e attività in difficoltà senza distinzioni, dimostrando di essere avanti rispetto agli altri. Diversamente, ho sentito purtroppo, con l’Italia che quei pochi che sono riusciti ad averlo hanno percepito una cifra così irrisoria, considerata nulla alla portata del problema. La musica accompagna qualsiasi momento della nostra vita, ci segna ci aiuta specie nei momenti difficili, per cui la speranza sicuramente comune a tutti quelli che “come me” navigano professionalmente nel nostro mondo artistico, è quella sia di ritornare presto ad abbracciarci e a sorridere, anche se a molti non gli riuscirà più così semplice fare; sia di fare e far rientrare la musica nelle case di tutti. Mi sono adattata nel mio studio e rimasta in contatto con il mio pubblico con le mie dirette ma è chiaro che sono i live in piazza, nelle strade, nei teatri e comunque tutto il casino “musicalmente parlando” quello che ci manca realmente. Nei mie progetti futuri c’è un cambiamento radicale sotto diversi punti di vista e la realizzazione di un Album con inediti, per associarlo al mio personaggio ed essere riconosciuta non solo per la mia voce. Continuate comunque a seguirmi sui social. Saluto tutte le persone che mi seguono e la mia aspirazione piú grande, mio marito e i mie figli. Ciao Dino e Angela e buona musica a tutti. É una tragedia e tempesta inaspettata che ci ha colpito a livello fisico, mentale, relazionale e spirituale, ci dice Padre Arcangelo Biondo della Missione Cattolica Italiana di Pforzheim. Siamo impotenti e smarriti. Grazie a Dio, alcuni obiettivi sono stati raggiunti come il vaccino. Siamo esortati quindi a non spegnere quella fiammella e riaccendere la speranza di un mondo migliore. Celebro la Santa Messa qui nella missione, nel rispetto delle norme, con solo sei fedeli alla volta su prenotazione e ho aggiunto una terza, la domenica alle 10:30 con la stessa regola. C'è l'adorazione eucaristica tutti i giovedì, l'apostolato della "telefonata" agli anziani, ammalati e ricordo di portare la spesa ai bisognosi. Il pensiero è alle famiglie che hanno avuto un lutto, come nel mio caso, agli anziani, ai malati terminali, ai depressi, ai dimenticati e a chi ha perso il lavoro, perché hanno bisogno di una voce umana. La fede cristiana porta a contributi come la solidarietà, la carità e il pregare, affinché questo flagello umanitario cessi. Purtroppo non abbiamo avuto nessun aiuto istituzionale ma è noto che nel primo lockdown in Italia c'è stata tanta promessa di contributi. Stanno arrivando, sappiamo che l'Italia marcia con lentezza. Mentre dal primo lockdown, la Germania subito si è attivata. Non vedo l'ora di risentire la vicinanza e gli abbracci. Vi benedico. Ci siamo trovati impreparati a difenderci da questo mostruoso nemico invisibile, ad arrenderci difronte a tante situazioni e a sperare in Dio, ci dice dalla Toscana il pluripremiato Scrittore Poeta Naif Luigi Moscato. Leggendo i quotidiani e i notiziari apprendo, a loro avviso, che potevamo avere almeno diecimila morti in meno specie in Lombardia. Questo mi porta a pensare istintivamente che, forse, i nostri garantisti si trovassero da tutt’altra parte, anziché fare meglio il lavoro per cui sono tenuti a fare e a prevedere un piano cautelativo che, sempre secondo le fonti mediatiche, è rimasto al 2006. Mi preme il futuro incerto della ristorazione in generale, dell’economia che ci aspetta al varco, il vedere stringere sempre più la cinghia e l’essere strozzati dalle banche, lo strazio di chi inerme si è visto portare via il proprio defunto senza un degno saluto. L’auspicio è che questi vaccini, siano diffusi al più presto all’intera generazione umana e che siano davvero efficaci, affinché si possa preservare la vita preziosa di tutti, nessuno escluso. Il fatto di aiuti intona, per molti, più come una parola “magica”. Non per essere drastici, ma se di aiuti si può parlare, quei pochi che sono riusciti fino ad oggi ad averlo, non coprono nemmeno le spese minime del fa bisogno familiare. Sono convinto che chi di dovere si fosse impegnato a rispolverare il piano pandemico fermo al 2006, forse, non ci saremmo ritrovati oggi a combattere impotenti su questo fronte. Mi auguro che tutto questo rimanga presto solo un bruttissimo ricordo. Faccio un saluto fraterno e sincero a tutti i nostri connazionali italiani in Germania, al Corriere d’Italia e alla tua emittente TeleVideoItalia Angela, che la ritengo una porta bandiera italiana nel mondo. É una catastrofe per tutti, specie per chi vive in strada, agli infermieri e ospedali che sprezzanti del pericolo lottano per farci stare bene, ci dice Tony Fazio. La pandemia ci ha tolto tutto quello che avevamo costruito. Il mio settore spazia dal fare musica e serate in prima persona, a produrre e dare spazio ai miei allievi. Ho percepito anch’io gli aiuti ma non copre tutto quello che perdo stando fermo. La pandemia mi ha reso più creativo sui social, facendo dei Broadcast e concerti virtuali per non allontanarci dai nostri fans. Dispiace vedere che non c'è ancora una soluzione ma sto lavorando su dei progetti da mettere in atto, non appena tutto questo finirà. Ringrazio te Angela e la tua emittente TeleVideoItalia che siete attivi in prima linea e ci date spazio anche a noi di dire la nostra, il Corriere d’Italia e comunque tutti quelli che seguono la mia musica. Anche il Console Generale d’Italia a Stoccarda Dott. Massimiliano Lagi, ha espresso parole di sostegno, conforto e vicinanza alla sua collettività italiana del Baden-Württemberg. Oberato di lavoro, appunto per l'insediamento avvenuto a gennaio di quest'anno in sostituzione all'illustre ex Console Dott. Massimo Darchini, ascolteremo il suo gradito intervento nella Puntata "Fatti Sentire" servizio televisivo redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production e visibile sui siti ufficiali di www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Pagine colorate d’amore e i casi della vita, un libro di Luigi Moscato

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. É uscito il libro “Pagine colorate d’amore e i casi della vita” la raccolta di bellissime, affascinanti e coinvolgenti storie del Poeta Naif Luigi Moscato, scrittore romantico e soggettista cinematografico. La sua nuova opera in sintesi è un intreccio di amori, sorprese e intrighi. Il tutto contornato da colpi di scena e dove anche il destino gioca un importante ruolo della vita reale. Con una notevole semplificazione concettuale, modestia tecnica ed esecutiva, Luigi Moscato, nato nella terra di grandi nomi come Sciascia, Pirandello, Tomasi Di Lampedusa, da più di mezzo secolo racconta in forma poetica e magica la realtà sociale. Quella più umile e quotidiana e che in qualche modo ci circonda e rispecchia. Ricca di sfaccettature, qualsiasi trama scritta dalle sue mani, inevitabilmente prende subito forma poetica. Raggiunto nella sua dimora in toscana, il poeta italo-siculo ci dedica umilmente il suo prezioso tempo. Luigi Moscato, come nasce questa sua nuova composizione? Dall’interesse per il prossimo. Quando si arriva alla mia età, si guarda la vita in modo amorevole, si ama in un modo più maturo, si desidera il bene degli altri. Su FB ad esempio mi scrissero: darei volentieri qualche anno della mia vita, pur di avere un abbraccio da mio padre che abita in cielo. Risposi che, i nostri cari, lo fanno di notte nei nostri sogni. In un'altra occasione, un’altra con lo stesso desiderio commentò: sarà vero? Fu così che nacque la prima parte del libro “Un Angelo per Natale”. Come le sue opere letterarie, tra il reale e l’immaginario, riescono ad attraversare epoche e luoghi infiniti con tanta semplicità? Ringrazio Dio che mi ha fatto nascere povero. Tra le cattive, ho incontrato tante persone buone che mi sono rimaste nel cuore. Da loro ho appreso molto. Ho girato mezzo mondo facendo mille mestieri e ho acquisito tanta esperienza di vita vissuta tanto che, in una mia opera, sono stato considerato da esperti come “un vissuto pari a 280 anni”. Nei suoi racconti, lascia sempre l’impronta indelebile di memorie e ricordi di un intero vissuto esistenziale, o c'è dell'altro? Da orfano ho dovuto confrontarmi con la dura legge della vita. I miei scritti non sono mai fini a se stessi, se mai consigli, premonizioni, avvertimenti e magari stare attenti nel fidarsi. “Pagine colorate d’amore e i casi della vita” arricchirà la sua Collana Sinfony, dove si evidenziano sceneggiati e fiction televisive non indifferenti. Anche questa sua nuova opera è un messaggio mirato a produttori, attori e registi? Lo ritengo meritevole poiché, quello che leggi, è realmente accaduta con una banalità da non credersi. Ovviamente condita e colorata da quel tocco magico che è l’amore. Qual’è a suo avviso il segreto di una buona lettura e perché leggere proprio il suo libro? Diversamente, perché non leggerlo? Tutti i miei libri sono scritti con tanto amore, tanto da prenderne il sapore della lettura. È ideale per le persone che cercano serenità, cose buone che lasciano amore, speranza, gioie per gli altri, il vero volto sereno della vita e dove s’intuisce che il bene ripaga sempre e il male mai. Quando è nato realmente l’amore per le cose semplici e umanistiche come: il comporre delle storie, dei versi o delle poesie? Forse non dovrei dirtelo, o forse non mi crederà nessuno ma io per natura sono un sognatore, un narratore. Sono un autodidatta. Da bambino, vedevo un mondo colorato, bello e con tanto amore dentro. Ho sempre amato le persone che si vogliono bene. Quando c’era la raccolta delle mandorle la sera, uomini e donne, si sedevano attorno ad un grande tavolo a separare le bucce dalle mandorle. Si lavorava oltre la mezzanotte e per non addormentarsi, cera un raccontatore che li teneva svegli. Ecco, io ero uno di questi. Raccontavo delle cose inventate lì per lì, divenute poi opere che compongono la mia Collana, testi scolastici e tanto altro. In breve, lo sento come un dono di Dio! La vita da una parte, parlando di guerre e lavoro, le ha tolto l’infanzia e con essa l’istruzione scolastica. Dall’altra, da uomo maturo, le ha restituito le sue ambizioni e gli studi. Si sente realizzato o ha ancora qualche altro sogno nel cassetto? Cara Angela dovrei ritenermi molto soddisfatto, ma tutta via spero che il buon Dio mi dia ancora del tempo, per dire tutto quello che mi urge ancora dentro. Il 2020 ha portato scompiglio, morte e distruzione in Europa e nel mondo. Come ha vissuto questa fase del Covid-19 e il lockdown ma soprattutto, qual’è il suo pensiero verso i più deboli e per chi non ce l'ha fatta. Forse potrei dire di averla vissuta in prima persona sulla mia pelle, nel senso, a cinque anni ho preso la malaria e allora non avevamo penicillina, cortisone e altro e si moriva come ora. Mi ricordo che ero cadaverico, dato per morto, ma il buon Dio forse aveva in serbo bene altro per me e quindi questa fase l’ho subita per la seconda volta. Provo molto dispiacere per tutti quelli che, purtroppo, non ce l'hanno fatta. Saluto di cuore tutti i connazionali in Germania. Auguro loro che scoprano sempre di più, fino a capire quanto è bella la vita, operosa e che il loro fine non sia solo sopravvivere ma sentirsi ricchi dentro una famiglia, affettuosa e con tanto amore. Per fortuna hanno un giornale che li segue e sai bene che sto parlando del pregiatissimo Corriere d’Italia, una vera ricchezza per i connazionali. Un giornale serio, maturo, pacato e intelligente. Leggere è importante, perché la cultura vuol dire sapere, capire i veri valori della vita e sentirsi sempre più maturi. Non per ultimo cara Angela faccio un grande augurio anche al tuo pregiatissimo portale televisivo TelevideoItalia.de, che lo definisco “il porta bandiera italiana”. Ti lascio con un affettuoso triplo abbraccio, ma permettimi di portarti sempre nel mio cuore. A leggere questo ultimo capolavoro, ci si accorge della sua inimitabile ispirazione poetica, del suo slancio artistico, della sua aggraziante pronuncia naif. Più che per i suoi versi Luigi Moscato è passato alla storia per la sua eccentricità, la sua genuinità, l’esuberanza, la passione, l’amore, la gentilezza, la grazia e per la fantasia di come scrive. Niente male per un bambino che a soli nove anni, si è trovato costretto a rinunciare alla sua infanzia e all’istruzione scolastica per crudeltà della guerra e a portare il pane a casa, con uno stipendio annuo fatto di trenta chili di farina e cinque litri d’olio. Il tempo però è stato riconoscente, gli ha restituito da grande parte dei suoi sogni e ambizioni, conseguendo anche diversi diplomi. Presente, con testi poetici in molte antologie, di fatto adesso Luigi Moscato è un pluripremiato. Tra i tanti citiamo il Premio Internazionale con “Medaglia doro” all'Accademia del Fiorino di Prato, premio "Anfora d'oro" all'Accademia del Marzocco di Firenze, "Fiaccola d'argento" a Valdarno di sotto per racconti sportivi per lettura scolastica, "Targa d'argento" al Club terzo millennio di Roma. “Pagine colorate d’amore e i casi della vita” è un altro gioiello di successi letterari e commerciali in aggiunta alla preziosa Collana Sinfony, formata da più di trenta volumi d’inestimabile valore cinematografico. Tra i tanti ricordiamo “Babbo Natale mi regali un papà?", "Uno strano caso per la dottoressa Giò" (le tre serie del noto sceneggiato televisivo giallo-rosa, di cui due girati negli USA), "Il signore del castello", “L’uomo che venne dal Sud”, "Quella valle del Paradiso" che ottiene il Premio speciale al concorso letterario di Viareggio, per lettura scolastica. La poesia è creazione ed espressione della natura viva. Di questi tempi, la tecnologia ha preso il sopravvento su tutto e su tutti. Se c’è ancora chi, con una penna, va a fondo nei temi e nei sentimenti di ciascuno di noi e ti fa sognare attraverso una poesia, storie vere o immaginarie che siano, non c’è da meravigliarsi ma di prestare attenzione. Fermarsi un istante e prendere in mano un libro dunque, non è solo una forma di rispetto per chi scrive, ma anche un proprio bisogno di arricchimento culturale. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • a Storie di Vite online e Cyberbullismo parla l’influencer Roberto Lipari

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Sempre piú in rete si diffondono in maniera incontrollata video, immagini e messaggi caricati a dismisura e che, nella vita specie degli adolescenti e dei giovani, possono causare risvolti drammatici. In occasione della Giornata Nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo, incontriamo appunto anche il comico influencer Roberto Lipari, volto noto a molti anche nel ruolo d’inviato di Striscia la Notizia. Ringrazio tutti quelli che hanno permesso di parlarne anche in questa settimana del Festival, dove la canzone riempie i titoli, ci dice ai nostri microfoni Roberto Lipari. Ringrazio Unieuro, questo buon libro #Cuoriconnessi, la tua emittente TeleVideoItalia.net Angela e, sempre attraverso te il Corriere d’Italia per cui scrivi e che state trasportando oltre frontiera il nostro delicato messaggio. Ritengo che in qualche modo il cyberbullismo sia anche legato al mondo di Sanremo, perché è uno di quei programmi che si guarda con il cellulare in mano e tu se lì a commentare e a fare battute. Talvolta, l’utilizzo del cellulare è la chiave di tutto. È un’arma meravigliosa, che può davvero cambiare o salvarti la vita, ma poiché “arma” bisogna anche saperla utilizzare. É difficile arginare il complesso bullismo poiché, non avendo avuto mai una “patente” di come utilizzare un cellulare questo bisogna crearcelo noi, come il nostro senso critico, per essere in grado di gestirlo al meglio. Tu sai Angela che ne parliamo tanto e ovunque, anche a Striscia, perché “parlandone” a mio avviso si risolvono i problemi. Io vengo da una terra dove, quando si stava zitti si creava un danno enorme, a maggior ragione parliamone sempre e comunque! Grazie per l’attenzione, è stato un piacere incontrarvi e attraverso la tua emittente TeleVideoItalia.net Angela, colgo l'occasione di salutare tutti i connazionali in Germania. L’impeccabile intervento di Roberto Lipari, sul delicato tema bullismo e il cyberbullismo, ha visto in sala anche la presenza di un generoso pubblico di giovani. Racconti, battute autoironiche e aneddoti hanno fatto sorridere, divertire ma anche seriamente riflettere tutti i presenti su cio che si va in contro. Presenti all’incontro anche il direttore Marketing di Unieuro Marco Titi, il vicequestore della Polizia Postale Roberto Surlinelli, lo scrittore Luca Pagliari autore del libro “#Cuoriconnessi - Storie di Vite online e di Cyberbullismo” distribuito gratuitamente da Unieuro, su tutto il territorio nazionale; e ancora il musicologo, giornalista critico Dario Salvatori, il giornalista Filippo Lucci, il direttore e ideatore del dipartimento europa managing SDA Sanremo Eventi Dino Saieva, il consigliere comunale di Sanremo Giuseppe Faraldi. Tra le numerose testate nazionali presente anche quelle della stampa e tv italiana estera, come la nostra emittente TeleVideoItalia.net e il Corriere d’Italia. Presente anche il cantante Marco Sentieri, che ha portato al Festival “Billy Blu” un brano che tratta appunto il delicato tema del cyberbullismo. L’imponente iniziativa di prevenzione dei rischi e pericoli della rete, ha fatto tappa su tutto il territorio nazionale, incluso quello di Sanremo, coinvolgendo il pubblico presente nella settimana del maestoso Festival. L’evento strategico ha puntato sul binomio musicale e sui giovani. La campagna di sensibilizzazione e informazione sul tema del bullismo e cyberbullismo realizzata dalla Polizia di Stato in collaborazione con Unieuro, ha già incontrato in quattro anni oltre trentamila studenti. Con una visibilissima scritta “Una vita da social” la Polizia di Stato ha parcheggiato, per tutta la durata del festival sanremese, anche un Pullman in Piazza Colombo, con un’aula didattica multimediale allestita all'interno con postazioni internet aperta a tutti. Con un modo semplice e autentico ha usato un linguaggio chiaro e diretto a tutti in materia di sensibilizzazione e prevenzione d’incontri, adatti a tutte le età. Il tutto è stato realizzato in collaborazione con i ministeri dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca. Ben impostata e diretta anche la campagna dei media, che ha visto coinvolti tutti i mezzi primari, dalle radio Rai con spot programmati, alle televisioni che con la programmazione su reti Rai nello “Speciale Sanremo” ha registrato un pubblico di cinquanta milioni di telespettatori. Non da meno l’attiva presenza sui social con più di 2.4 milioni di impression, come le altrettante testate coinvolte che hanno registrato più di ventisette milioni di lettori. La conferenza stampa riguardo la campagna contro il bullismo e il cyberbullismo, si è tenuta all’Ivan Graziani Theatre di Casa Sanremo al Palafiori. Il libro nasce dall’esperienza di #Cuoriconnessi, campagna di sensibilizzazione ed informazione sul tema del cyberbullismo, é gratuito, ed è disponibile nei negozi Unieuro dal 7 febbraio e in formato digitale sul sito cuoriconnessi.it. Sempre in forma gratuita, sarà inviato a 7.500 scuole italiane. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

  • Pupo con 40 anni su di Noi fa sold out pure in Germania

    © by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Il poliedrico artista toscano Pupo registra sold out anche nelle tappe organizzate in Germania dalla Dema Agency, inclusa quella del 1 marzo a Esslingen Am Neckar, nei pressi di Stoccarda e dove il duo della zona Luis & Stefy anteprima l'inizio dello spettacolo hanno intrattenuto per alcuni minuti il pubblico. Celebre cantautore, autore, paroliere, compositore e conduttore televisivo, le sue canzoni sono state tradotte in tedesco, francese, inglese e spagnolo. Ha scritto innumerevoli canzoni di successo anche per amici e colleghi, tra le tante "Sarà perché ti amo" cantata dai Ricchi e Poveri. Immutato non è solo il successo e la popolarità in tutto il mondo del cantante Pupo, ma anche la sua generosa e affettuosa accoglienza a noi riservata. Grazie Angela, è un onore e un piacere ritrovare te e tuo marito, ed essere qui a distanza di anni di esperienze vissute insieme a voi due. Il fatto che, ancora oggi, siamo qui e ognuno con il proprio mestiere è davvero incoraggiante sia per noi, sia per chi lavora in questo mondo che è così volubile e passeggero. Detto questo, dici bene, ho scritto anche per I Ricchi e Poveri. Sai, ci siamo sentiti e mi sono complimentato con loro, finalmente tutti e quattro riuniti su quel palco a festeggiare i cinquant’anni de “La prima cosa bella”. É una canzone scritta nel ’70 da Nicola Di Bari. Lo adoro, perché le sue canzoni sono state le prime che ho imparato a suonare con la chitarra, da ” La prima cosa bella”, “Il cuore è uno zingaro” a “I giorni dell’Arcobaleno” e tante altre meravigliose canzoni. Giacché torni anche tu dal Festival di Sanremo, sai per certo che I Ricchi e Poveri hanno festeggiato anche i quasi quarant’anni di “Sarà perché ti amo” la canzone che poi li ha rilanciati e che ho scritto per loro, insieme a Dario Farina. Tornando al motivo per cui oggi sono qui, ti do ragione Angela, questi sono due importanti avvenimenti che segnano la mia vita: la prima, è la data di oggi “1 marzo” che assume per me un altro significato. Vent’anni fa oggi, ricorre la scomparsa di mio padre Fiorello. È stato un momento difficile della mia vita, un dolore che non si rimargina. Avevo un rapporto con lui speciale e oggi a Esslingen desidero ricordarlo, pur certo che sarà dura. Queste sono ricorrenze che si combinano e assumono un grande significato rendendo, spero, più emozionante e coinvolgente lo spettacolo. La seconda, sono i “40’anni” da quel lontano 1980, dove cantai per la prima volta “ Su di noi” a Sanremo e questo mio tour mondiale che porta il titolo appunto “40’anni Su di noi” sta celebrando questa mia canzone. É partito l’11 gennaio dalla Svizzera, toccando Bienna e Zurigo. È passato già dal Canada e USA. Ora sono in Germania. Ad aprile sarò in Australia e Russia, poi torno in Belgio e Lussemburgo e Venerdì 6 novembre 2020 nuovamente in Germania a Offenbach Am Main. La mia canzone del futuro qual è… anche quest’altra tua domanda è bella. Io sono molto legato soprattutto alle canzoni del mio passato, quelle degli anni settanta, ottanta. Certo, più avanti feci delle produzioni in case discografiche note anche a te. Lì registrammo “Tu vincerai”, “La notte”, “Non è un addio” cantata con Robin Beck, bellissima anche questa. Eppure, nessuna canzone del mio recente periodo ha potuto superare i miei grandi successi. Ti dico quindi che: ancora la canzone del futuro deve arrivare, o che comunque segue le gesta e la strada dei grandi successi del mio passato. Di certo in servo ho un paio di canzoni che vorrei lanciare e magari a Sanremo, ma lo farò quando percepirò la buona possibilità di riuscita. La mia ambizione è quella anche di poter salire un giorno su quel palco dell'Ariston, da conduttore e direttore artistico del Festival, quindi la tua domanda mi calza bene. Sarebbe un obiettivo professionale importante. Premetto che quest’anno Amadeus l’ha fatto molto bene, inoltre con il suo amico Fiorello lo spettacolo televisivo era garantito. Ha scelto inoltre delle canzoni straordinarie, direi di livello superiore agli ultimi Festival. Credo di sicuro che lo rifarà e glie lo auguro. Certo che nel momento in cui ci sarà uno spazio nuovamente per un cantante, come già è successo con Morandi, Baglioni, Renis, allora io in quel caso sono disponibile. Ritengo importante il tema che mi poni, in riguardo ai giovani aspiranti artisti ambiziosi di riuscita e come difendersi dalle false proposte e organizzazioni improvvisate, per cui ti rispondo che: oggi le difficoltà sono tante e per “assurdo” è facile farsi ascoltare e conoscere attraverso i social, ma è molto difficile farsi riconoscere e rimanere nel tempo. Purtroppo i giovani hanno una confidenza con “l’usa e getta” terribile e che non garantisce loro niente. Sarebbe più giusto abituarsi a una condizione di precarietà che per noi era meno pressante e alienante. Certo che, tra alti e bassi e in una era che non cerano social e visualizzazioni, per noi era più difficile arrivare al successo, ma è altrettanto vero che quando lo avevi ottenuto difficilmente la gente si dimenticava di te. Prova è Morandi, Ranieri, Cutugno, Al Bano, io e tanti altri che siamo in giro ancora oggi a cantare in tutto il mondo. Questo vuol dire che, i nostri sacrifici sono stati ripagati, la gente non si è dimenticata di te a distanza di anni. Cerano dischi in vinile che toccavi con le mani e rimanevano in casa, proprio come questo giornale che mi hai dato in mano, il Corriere d’Italia. Ecco vedi, a me piace toccare e tenere in mano il giornale diversamente che leggerlo su internet, anche se magari la notizia ti arriva più veloce, ma non ha quel fascino di sfogliare e toccare la carta che lascia il segno indelebile nel tempo. Termino ringraziando gli italiani che popolano l’Europa e tutto il mondo intero perché, se io sono arrivato alla soglia dei cinquant’anni di carriera e a quarant’anni del mio più grande successo “Su di noi” lo devo proprio e moltissimo a tutti loro. Le mie prime serate le ho fatte qui in Germania, nel nord dell’Europa, nel nord dell’America, Canada, USA, Australia e dagli italiani che li popolano ho trovato sempre un grandissimo calore. Grazie davvero anche a te Angela e alla tua emittente TeleVideoItalia e al Corriere d’Italia per cui scrivi, ve lo dico con il cuore in mano, con la genuinità e l’onestà intellettuale che comunque non mi è mai mancata. Attraverso i suoi intramontabili successi ed emozionanti immagini proiettate su un mega schermo, Pupo, ha presentato le sue storie, la sua verità, i suoi errori, le cadute e le risalite, i suoi amori e le sue vittorie, i veri amici e quelli che: per un motivo o l’altro gli hanno voltato le spalle. Un riassunto insomma di vita, emozioni ed esperienze vissute, ricche di sfaccettature e raccontate come mai nessuno ha saputo fare meglio. Un’affascinante carrellata di successi ci ha portato a riascoltare “Lidia a Mosca” con la sua travolgente storia d’amore, ”Tu vincerai” dedicata non a caso ai più deboli, prendendo come emblema un diversamente abile. Continua con lo spettacolo a dare forti messaggi positivi al suo pubblico in delirio, come “L’azzardo di Eva” spiegando ad esempio com’è riuscito lui stesso a vincere la sua battaglia personale contro il gioco d’azzardo, invitando le vittime cadute in questo subdolo male patologico di smettere e di dedicarsi una volta per tutti all’amore, agli affetti più cari e alla famiglia, unica vera soluzione per uscirne definitivamente. “Potete vincerlo...” grida Pupo con fermezza al pubblico, “…io ce l’ho fatta e voi non siete da meno”. Con “Burattino telecomandato” evidenzia le sue esperienze, le bugie dette negli anni e qualcuna negando fino all’evidenza. Sfida però chi non le ha mai dette, o si è trovato a confrontarsi con esse. Il pubblico in queste due ore lo ascolta, annuisce, canta le sue canzoni, balla, si diverte, si accoccola, si emoziona. Non mancano i colpi di scena, come scendere improvvisamente dal palco e cantare tra la folla rispettosa, se pur incontenibile, lasciandosi abbracciare. Il travolgente show man, presenta orgoglioso “Italia amore mio” secondo posto a Sanremo del 2010, ma non nega la reazione avuta per il penultimo posto a Sanremo dell’ottantatré con il brano “Cieli azzurri“, “…comunque adesso ci scherzo su, l’ho metabolizzato è vero a distanza di lunghissimi anni ma ci sono riuscito…” ironizza Pupo “…anche se lì per lì mi giravano davvero tanto, ed essendo piccino, potete immaginare il polverone che si è alzato quando mi toccavano a terra”. Il pubblico, apprezza la sincerità, lo applaude e acclama i suoi successi da “Gelato al cioccolato”, “Su di Noi” a "Un grande amore" e ancora “Firenze Santa Maria Novella” dove traspare tutto l’amore per la sua Toscana. Tra una canzone e l’altra e commenti sensati, presenta la stazione di Ponticino di Arezzo, la sua città natale. Le orme di famiglia, i suoi amori incondizionati, i suoi figli e nipoti, suo papà Fiorello e sua madre Irene dove per l’occasione, in diretta, gli fa ascoltare il brano scritto e dedicato appunto a papà Fiorello: Sei caduto anche tu, ed io babbo non ti ho dimenticato. Lo spettacolo termina e le luci si spengono ma nonostante tutto, dopo una breve pausa, riesce e tra foto e autografi si concede ancora per un po’ ai fan. Il suo, più che un concerto, è stato un aperto dialogo relazionato con il pubblico e le sue canzoni. Uno spettacolo inedito ricco di musica, sorrisi e riflessioni che non ha risparmiato nessuno, proprio come un abito cucito su misura per tutti, perché: i suoi racconti sono storie realmente vissute e forse anche per questo, con semplicità e armonia ci si rispecchia in qualche modo, arriva nel cuore di tutti e la si tramanda da generazione in generazione, senza perdere mai però quel filo d’intesa tra le canzoni e la pura realtà di vita vissuta. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.

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