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- Francesca Alotta Avanti a pugni chiusi
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Esce domani 1 dicembre 2023 in digitale e in rotazione radiofonica “Avanti a pugni chiusi” Il nuovo singolo dell’artista Francesca Alotta, accompagnato da uno struggente videoclip con le partecipazioni di Ivan Cottini, ballerino simbolo della battaglia per la vita e la storia della piccola grande Sofia. Avanti a pugni chiusi, anticipa l’uscita dell’album “Diversa” prevista per la Primavera del 2024. “Dopo la mia battaglia col cancro, nel periodo del covid…” confida Francesca Alotta “…dovetti decidere se affrontare la mia malattia con coraggio, o lasciarmi abbattere. Decisi di combattere e trovai nella scrittura e composizione la mia terapia dell’anima. Ho scritto melodia e testi di sei dei tredici brani che comporranno il nuovo album che verrà, tra cui Avanti a pugni chiusi.” Il brano edito da Clodio Music è un inno alla vita, in cui il coraggio e la determinazione, sono gli antidoti necessari contro qualsiasi male sia fisico o dell’anima. Ogni difficoltà allora viene affrontata a viso scoperto, avanti a pugni chiusi, come del resto accade a uno dei protagonisti del videoclip, che Francesca ha voluto che partecipasse fortemente: il suo caro amico Ivan Cottini. Ballerino, modello, performer, noto al grande pubblico, da anni “come un guerriero”, sottolinea Francesca Alotta, combatte la sua battaglia contro la sclerosi multipla. Nel videoclip partecipa anche Sofia, conosciuta come @Lasmagnifica sui social; anche lei piccola grande combattente, sempre gioiosa, nonostante lotti contro la SMA. Il singolo, come quasi tutto l’album, è arrangiato da Max Marcolini, già arrangiatore e co-produttore di Zucchero Fornaciari, Alexia, Irene Fornaciari e altri celebri della musica. Nell’album anche il grande chitarrista di sempre, Paolo Rainaldi, che ha ispirato le melodie scritte dall’artista Francesca Alotta, con i suoi meravigliosi accordi. Il videoclip è girato nella città di Urbino, dove vive Ivan Cottini. La cittadina ogni Settembre è protagonista di un evento mondiale dedicato agli aquiloni, emblema di gioia, libertà, allegria, connubio perfetto per il messaggio positivo espresso nel video. Bianca Maria Berardi ha curato le coreografie e Mirco Prete la logistica. Notevole l’impegno dell’amministrazione comunale tutta, tramite l’assessore Elisabetta Foschi, come del resto le collaborazioni fondamentali delle Contrade di Urbino degli aquiloni, con a capo la presidentessa Isotta Pretelli e la Scuola di danza Chorus, il comando di Polizia locale e alla Questura. Preziosa la disponibilità del Palazzo Ducale, in particolare dell’architetto Stefano Bracchetti. Lo stilista Giampaolo Zuccarello ha creato gli abiti del video. Daniela Leuci: stilying e truccatrice. Valentina di Cinehair Stars: hair stylist. Sceneggiatura video: Francesca Alotta ed Enrico Cornalea. Regia: Enrico Cornalea per Albatros Film. Francesca Alotta è figlia d'arte, il padre era il noto cantante Filippo Alotta. Inizia la sua attività di cantante come corista in dischi di vari cantanti italiani, tra cui Volano le pagine di Mietta nel 1991 e come componente de Le Compilations, gruppo musicale femminile presente a Domenica In nelle edizioni tra il 1988 e il 1990. Nel 1991 vince il Cantagiro con Chiamata urgente. L'anno seguente vince il 42º Festival di Sanremo nella sezione "Novità" con Non amarmi in coppia con Aleandro Baldi. Amata e stimata in Italia, reduce dal Festival di Sanremo con Non amarmi, parte un tour all’estero toccando anche alcune delle principali cittá tedesche attraverso la SDA Sanremo Eventi. Il resto è storia. Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Come ti sei permesso di Marco Sciarretta
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Come ti sei permesso è il brano di Marco Sciarretta sul femminicidio. Esce oggi su tutte le piattaforme digitali "Come ti sei permesso" l’ultimo singolo e il video di Marco Sciarretta, etichetta e produzione Tra Nisida ed Atlantide. Il cantautore milanese conferma la sua attitudine a fare della propria musica, non solo un mestiere ma anche l’impegno responsabile di chi può grazie a una canzone, veicolare un messaggio, una riflessione. Come ti sei permesso è un brano tagliente e al tempo stesso delicato che ci costringe a pensare, a non distogliere lo sguardo e l’anima. “Stavo leggendo, come d’abitudine i giornali, le notizie dell’Italia. Era il mese di giugno e l’articolo affrontando il tema del femminicidio, riportava l’elenco infinito delle vittime di quei primi sei mesi dell’anno: una ogni tre giorni. Come succede spesso, la canzone è venuta da sola, accompagnata da un dolore sordo, un’indignazione profonda. Non mi ha lasciato scampo costringendomi a scrivere, a fare i conti con queste notizie di cronaca, terribili. Purtroppo, sono notizie talmente frequenti da non suscitare più la dovuta attenzione, ma spesso solo due righe in fondo ad un giornale. Eppure, accadono tra le mura domestiche, dove ognuno dovrebbe potersi sentire al sicuro, con chi dichiara il suo Amore ma invece ruba la vita e il futuro”. Una rosa ogni tre giorni. Due scarpe rosse in fondo alle scale. Quattro lacrime e sangue intorno al cuore. Forse due righe in fondo in fondo ad un giornale. Un testo fatto di parole semplici, che arrivano dritte al cuore con cui il cantautore chiede a se stesso e a noi tutti, un’assunzione di responsabilità, perché ognuno di noi può e deve, nel suo piccolo, saper ascoltare anche le parole non dette, leggere negli occhi impauriti di una donna, la richiesta silenziosa di aiuto. Tante, troppe donne trovano tra le mura di casa, nel proprio nido, la morte per mano di chi promette Amore. Una produzione e un arrangiamento curato come sempre, si accompagna ad un’interpretazione soppesata, quasi teatrale, che si apre e diventa più leggera e dolce quando il pensiero si rivolge alla vittima. Ad accompagnare il brano è un video che ne sottolinea le parole, con la delicatezza dovuta ad un argomento così difficile e pesante, lasciandoci liberi di coglierne i sottesi significati. Le incantevoli voci di Simona Piscitello e sua figlia Isabel, si uniscono a quella di Marco, accorate ed emozionanti. Come ti sei permesso è una dedica sentita alle vittime di quei primi sei mesi, che vengono ricordate una ad una, chiamate per nome perché non siano archiviate solo come numeri o ritagli di giornale: perché sono sorrisi, progetti, sguardi, sogni rubati. Non hai capito l’importanza di un sorriso. Quanto è bello impegnarsi per amore. Quanto è importante una persona accanto. Quanto valore aveva la mia vita. Come ti sei permesso... Giulia, Pierpaola, Yirelis, Anica, Jessica, Danjela, Rosanna, Antonella, Wilma, Barbara, Stefania, Anila, Rosa Sara, Brunetta, Carla, Alessandra, Zenepe, Agnese, Francesca, Pinuccia, Maria, Rubina, Petronilla, Rossella, Iulia, Iolanda, Rosalba, Caterina, Giuseppina, Maria Luisa, Sigrid, Chiara, Rosina, Cesina, Melina, Santa, Antonia, Margherita, Yana, Giuseppina, Teresa, Oriana, Martina, Giulia, Teresa. Come ti sei permesso anticipa il nuovo attesissimo album del cantautore che arriverà nella primavera del prossimo anno: un nuovo importante tassello del suo percorso artistico, della rotta tracciata Tra Nisida e Atlantide, con la sua musica che senza fretta, in equilibrio tra parole e note, trova spazio e respiro con le sue fedeli chitarre. Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Arrestato a Lipsia Filippo Turetta
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. CRONACA - È stato arrestato poche ore fa in Germania a Weissenfels, vicino a Lipsia, Filippo Turetta per la morte di Giulia Cecchettin. È lì che la Polizia tedesca l’ha fermato, a bordo della sua Punto nera. Su di lui pesa l'accusa di omicidio volontario premeditato, per la morte dell'ex fidanzata Giulia Cecchettin. Filippo aveva con sé un coltello, aveva pensato a tutto. Compresi i sacchi di plastica per nascondere il corpo dell'ex fidanzata dove nessuno doveva trovarlo. Lucido ha fatto benzina e si è dato alla fuga. Fatale gli è stato peró il sostare a luci spente nel nostro territorio in Germania e sulla corsia di emergenza. Per il codice della strada tedesca, questa è una violazione, portando così gli agenti della polizia stradale tedesca a individuare, riconoscere e fermare il ragazzo. Al momento dell’arresto, Filippo Turetta non ha opposto resistenza. Per gli agenti, oltre che presumibilmente senza benzina, sembrava stanco e senza speranza. Le tracce disseminate da Filippo Turetta, incrociate con le prove raccolte dagli investigatori, hanno spinto ieri, il procuratore di Venezia Bruno Cherchi, a emettere un mandato d'arresto europeo e a lanciare un appello al giovane ventiduenne "Filippo consegnati". Ora spetterà al giudice tedesco, a decidere tempi e modi per l'estradizione. Grazie al fiuto di un cane della protezione civile, in queste ore si fa sempre più chiaro il quadro di questo efferato femminicidio, sul corpo della ragazza ritrovato in un burrone vicino al lago di Barcis, in provincia di Pordenone. L'esame del medico legale conferma la presenza di numerose coltellate, profonde e inferte con violenza. La giovane Giulia Cecchettin, era già morta nel parcheggio della zona industriale di Fossò, dove le telecamere di una fabbrica immortaleranno l'aggressione, non a mani nude. Alla notizia appresa, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, da Taormina dove è in corso il meeting di Forza Italia, è intervenuta dicendo "grazie alla collaborazione tra le nostre forze dell'ordine e quelle tedesche è stato arrestato questo giovane e credo che entro quarantotto ore sarà in Italia per essere processato. Non basta il processo però, non bastano le leggi…” ha posto l’accento Tajani “…serve veramente cominciare a educare i nostri giovani, fin da quando sono piccolissimi, a rispettare le donne, le loro sorelle, mamme, compagne di scuola. Così si cambia…" poi, chiedendo alla platea che lo ascoltava di restare in piedi, ha aggiunto "…ho deciso di dedicare a Giulia una serie di borse di studio agli studenti stranieri che vengono a studiare in Italia e sognano quello che sognava Giulia". La ministra dell'Università, Annamaria Bernini intervenendo al meeting ha aggiunto "Giulia avrà la sua laurea in Ingegneria, è già dottore. Ho impressa l'immagine di Giulia attaccata all'albero con i suoi pupazzetti. Non è che Giulia riceverà una laurea, Giulia riceverà la sua laurea in ingegneria, perché le mancava solo la discussione della tesi. E' già dottore, manca solo la formalità. Le hanno tolto tutto il resto, la vita e il diritto di amare". L’iter canonico può prevedere però anche alcune settimane, per l’esecuzione del mandato di arresto europeo e la consegna dell’indagato all'Italia. La Germania, entro sessanta giorni dall’arresto, ha l’obbligo di adottare l’esecuzione finale sul trasferimento in Italia e che diventano dieci se Turetta acconsente spontaneamente alla consegna. Delle autorità tedesche sarà notificato il mandato di arresto al ventiduenne e dovrà poi presentarsi davanti a un giudice per la procedura di validazione dell’iter. Per le norme previste dal Mae, Mandato di arresto europeo, Filippo Turetta ha diritto a un interprete, a un legale e al patrocinio gratuito. Esaurito il percorso giudiziario e amministrativo in Germania, il giovane sarà affidato allo Scip, il Servizio per la cooperazione internazionale di polizia, presso la Direzione centrale della Polizia criminale. In questi giorni e ore si susseguono ipotesi e certezze della svolta di questo caso. Assodato che la giustizia farà il suo corso, resta un epilogo triste per un’altrettanta triste storia che comunque, oltre alla piaga del femminicidio, trova l’ennesima disperazione di due famiglie che piangono da un lato e dall’altro, i propri figli. Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Sold out a Fellbach, Stoccarda, per Enzo Salvi e Franco Neri
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Si è tenuto sabato 24 novembre a Fellbach, lo spettacolo con due comici cabarettisti e attori: Mariano D’Angelo in coppia con Enzo Salvi, protagonista del tormentone “Mammamia comme sto” e Franco Neri, un altrettanto tormentone "Franco, oh Franco!". A unire gli indiscussi personaggi della comicità del mondo del cinema, tv e teatro italiano, è stato Danilo Amato di Heiningen. Il Corriere d’Italia ha incontrato il cast. Chiediamo a Enzo Salvi e a Mariano D'Angelo impressioni ed emozioni, pregi e difetti della consolidata coppia comica. Mammamia comme sto a Stoccarda! Stiamo benissimo! Tutto preciso, caruccio e pettinato e con una grande accoglienza di pubblico e dove ho incontrato un caro amico come Franco Neri. Un saluto a tutti i nostri amici che ci stanno guardando e seguendo dalla Germania e da tutto il mondo attraverso voi, ci dice Enzo Salvi. Siamo felicissimi di essere qui assieme al mio fraterno amico e compagno di viaggio da trent’anni, Mariano D'angelo, i precursori del cabaret “Mamma mia che impressione”. Oggi é più una rimpatriata. Rivedere i propri connazionali è un'emozione, termina Enzo Salvi. Oltre l'emozione c'è anche la concentrazione per fare bene il nostro lavoro e divertire la gente, aggiunge Mariano D'angelo. Nonostante la Germania è un Paese ospitale, sappiamo quanto sia delicato e difficile emigrare e stare con il cuore in Italia, quindi abbiamo un compito particolare, farli sorridere. Pregi e difetti tra Salvi e me, penso che sia la stessa cosa, la generosità è un pregio quando viene rispettata e accolta bene dalle persone verso il quale sei generoso ma diventa un difetto se le stesse non sono pronte ad accettarla. Quando e com’è nata la passione di regalare risate al prossimo? É una missione riuscire a far ridere e regalare un momento di evasione in questo periodo di grande difficoltà e di crisi che stiamo vivendo. Io vendo “risate” e il pubblico è il mio migliore “cliente”. Sul palco, il nostro impegno è regalare sempre delle novità, ispirandoci chiaramente a personaggi che rappresentano il quotidiano, tipo “Er cipolla” e tanti altri che abbiamo fatto. Questo ci regala grandi emozioni e ci gratifica, sapendo che la gente torna a casa felice. Se dico Massimo Boldi e Christian De Sica, cosa le viene in mente? Mi ritorna in mente… quindici film di Natale! I primi cinque girati con la coppia Boldi De Sica sono stati una ventata di novità, in una coppia collaudata da tempi remoti, pone l'accento Enzo Salvi. Poi con Massimo Boldi abbiamo proseguito e tra questi quindici che ho fatto, c’è il film “Natale sul Nilo” che ha incassato quasi ventotto milioni di euro. Enzo Salvi, da dove o com’è nato questo progetto “Mammamia comme sto”? No, non è un progetto. È un personaggio che chiaramente noi comici siamo abituati a osservare nel quotidiano. Era un tossico che girava per la stazione di Ostia, dove abito. Aspettavo mia moglie e questo ragazzo un po’ tra le nuvole si avvicina e mi chiede degli spiccioli per il treno. Io con il mio spirito filantropico gli do cento lire al che, la cosa ripetutasi per cinque volte, gli chiesi: ma scusa quanto costa sto biglietto del treno? Questo mi guarda e mi fa: ma quale biglietto, io è il treno che mi voglio compra! È da lì che creai questo personaggio molto demenziale come un fumetto, anche perché io non parlo mai di droga ma gioco molto sul personaggio che è un perdente nato. Attore comico, cabarettista, cinema, tv e scritto anche libri. Ha altri sogni nel cassetto? Guarda, quest'anno uscirà in prima serata su Italia1 il mio primo film di Natale "Din Don" e che ho girato questa estate con un cast strepitoso. É un motivo di grande soddisfazione, perché inizio a fare un grande percorso e un cammino da solo. Poi uscirà uno spettacolo scritto assieme a Mariano D'Angelo per andare in tournée e ancora, grandi sorprese. Abbiamo anche un film insieme e una trasmissione per Italia1. Vi ringrazio per la vostra attenzione mediatica e per la calorosa accoglienza avuta a Fellbach. Vi saluto dicendovi...Mamma mia comme stai! Vi voglio bene. Sono in compagnia di un grande amico, Franco Neri. A lei chiedo da dove è nata la risata? Anzitutto saluto tutti quelli che ci stanno guardando in questo momento. La risata nasce nell'osservare quello che ti capita tutti i giorni. La risata l’abbiamo dentro. É difficile tirarla fuori ma con un po’ di genio guardi le cose in un modo semplice e nel mezzo c'è la risata. La vera risata nasce dal dramma ad esempio: se scivola una persona che ha cento anni ti viene da ridere; mentre se capita a un bambino di cinque anni esclami "poverino si è fatto male. Ci sono tanti modi di ridere e tanti tipi di risata, quella ad esempio di pancia, quella intellettuale, la satirica etc. Cerco di far ridere le persone raccontando cose che sanno già, senza farle scervellare, guardando le cose che ti girano attorno e cogliendo delle sensazioni bellissime. Consideri quindi il suo spettacolo, una realtà di vita? Sì, il mio spettacolo lo considero uno spaccato di vita. Certo molte cose sono amplificate, altrimenti non scatterebbe la risata. Però in tutto quello che racconto c’è un passato, il vissuto delle persone, fai rivedere dei momenti familiari dove genitori, fratelli, amici e parenti magari dopo trent’anni che non ti vedi anziché dirti “che piacere rivederti” ti dicono “mizzica, sei vivo!”. Ecco, questo è il mio modo di far ridere e raccontare. In questo mondo artistico, quali sono stati i suoi idoli? Intanto il lavoro di un comico lo considero fortunato. È come vincere una lotteria. I miei idoli sono due grandi maestri. Uno è Lino Banfi perché, il giorno che feci diciotto anni lavorai con lui, è un grande amico e lo saluto. Un altro che mi fa proprio ridere, perché geniale nelle sue cose, è Gigi Proietti. Parlando degli attori contemporanei, senza andare tanto indietro ti dico: Stan Laurel e Oliver Hardy, Buster Keaton e tanti altri che hanno segnato la comicità nel mondo come Totò. Lui era avanti di cento anni, tanto è vero che oggi ridi ancora rivedendo i suoi film proprio perché, cosa che ha fatto anche Alberto Sordi, ha raccontato quello che noi abbiamo nell’animo ed è molto facile arrivare al cuore delle persone. “Franco… oh Franco” com’è nato? Hai sogni nel cassetto e progetti in vista? É nato da mia madre. Io da piccolo ero discolo e la facevo disperare. Si affacciava al balcone chiamandomi per fare i compiti, perché era tardi, etc. . Poi in una puntata di Maurizio Costanzo i miei genitori nel raccontare il “Franco” che ero, il pubblico istintivamente rispose “…oh Franco” e da lì è nato senza volerlo il tormentone e il mio personaggio. Molti restano ingabbiato del proprio personaggio, io però ne sono contento altrimenti oggi, non sarei qui a fare questa intervista. I sogni nel cassetto sono tanti, dovrei prima togliere tutti i miei abiti. Non è facile, perché questo è un mondo spietato, talvolta lavori tanto in un progetto e poi si perdono nel nulla. Ho partecipato da poco a un progetto cinematografico e sto scrivendo inoltre uno spettacolo nuovo. Aderisco anche a kemence tipo oggi, dove ho incontrato un caro amico come Enzo Salvi. A tutti i calabresi che sono all’estero e non, come a quelli che si trasferiranno perché “tra poco se ne andranno tutti dall’Italia” termino dicendo: “Franco… oh Franco, vieni che ti aspettiamo oltre la frontiera” che poi neanche quelle esistono più. Continuate a seguirmi cari connazionali e a seguire anche questa trasmissione televisiva e stampa di TeleVideoItalia e Corriere d’Italia che si occupano anche di artisti dando la possibilità, a noi che regaliamo sorrisi dall’Italia, di arrivare ed essere visti anche da voi che siete all’estero e che diversamente sarebbe stato difficile arrivare. Giacché ci siamo, vi saluto augurandovi un Buon Natale. Per me che ho organizzato da anni spettacoli musicali ben riusciti, essere riuscito anche in questo spettacolo teatrale e con personaggi non indifferenti della comicità italiana, è a dir poco gratificante. Il merito lo devo grazie al pubblico che mia creduto e alla consolidata collaborazione con il mio staff, i miei sponsor, ci dice l’organizzatore Danilo Amato, il primo ad avere portato in Germania i famosi attori comici. Ringrazio la fiducia data dagli artisti Enzo Salvi, Mariano D’Angelo, Franco Neri per aver volato fino da noi in Germania, contribuendo a regalare sorrisi ai nostri connazionali emigrati. Ti ringrazio per la presenza con la tua emittente TeleVideoItalia Angela e attraverso te anche quella del Corriere d’Italia, per l'attenzione e la voce che date a noi italiani emigrati, come ringrazio il vostro servizio televisivo girato in collaborazione con la SDA FotoVideo Production e mandato in onda al sito ufficiale di televideoitalia.net e su corriereditalia.de. Naturalmente ho grandi progetti di spettacoli e eventi in programma e per questo motivo saluto tutti voi con un arrivederci e alla prossima serata! Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi mobili televisivi di TeleVideoItalia.de in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia, Corriere d'Italia AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.de - Tutti diritti riservati.
- il Golden Globe 2021 va a Laura Pausini
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. È la stessa cantante romagnola Laura Pausini a postare sui social l’incontenibile emozione, per il premio come migliore canzone originale per “Io Sì” dal film “La vita davanti a sé” di Edoardo Ponti. Il brano é nato dalla collaborazione tra Nicolò Agliardi, Laura Pausini e Diane Warren. Per la cantante Laura Pausini è stata la prima candidatura e già ha riscosso la sua prima vittoria. L’annuncio è stato dato nel corso della cerimonia di premiazione della Hollywood Foreign Press e la gioia incontenibile sui social della cantante, ha collezionato l’ennesima grande successo e portato onore sia all'Italia, sia al mondo intero che la ama per la sua voce, generositá, semplicità e umiltà. Non ci posso credere, dice Laura Pausini. Sophia Loren, è stato un onore regalare la mia voce al tuo personaggio, per trasmettere un messaggio così importante, di accoglienza e condivisione. Non ho mai sognato di vincere un Golden Globe. È veramente un privilegio essere la prima donna ad avere vinto con un brano tutto in italiano! A te “meravigliosa Sophia Loren” va tutta la mia riconoscenza e stima. Poter ricevere un tale riconoscimento per la nostra canzone, è una sensazione incredibile. Grazie di cuore anche a Diane Warren, è un onore incredibile e quello che rende ancora più speciale questo premio è che, è stata la nostra prima collaborazione. Grazie all'incredibile team Edoardo Ponti, Niccolò Agliardi e Bonnie Greenberg, a Palomar production, a Netflix e alla Hollywood Foreign Press Association. Questo premio lo dedico sia a quella ragazzina che proprio in questi giorni, ventotto anni fa, vinceva Sanremo e che mai si sarebbe aspettata di arrivare così lontano; sia a tutti quelli che desiderano e meritano di essere visti e protetti, in particolar modo alle maestranze del mondo dello spettacolo che sono sempre nei miei pensieri; sia all'Italia, alla mia famiglia, a tutti coloro che hanno scelto me e la mia musica e mi hanno reso quello che sono oggi, alla mia bellissima figlia che da oggi vorrei ricordare la gioia nei miei occhi, sperando che cresca e continui sempre a credere nei suoi sogni. Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Che Coppia Noi Tre fa tutto esaurito in Germania
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Si è concluso con un epocale successo, sabato 14 maggio a Esslingen, l’esilarante show Che Coppia Noi Tre portato in scena da maestri della risata come Biagio Izzo (attore comico, cabarettista, commediografo e conduttore televisivo), Stefano De Martino (ballerino, modello e conduttore televisivo), Francesco Paolantoni (attore comico e commediografo) e con la partecipazione straordinaria di Mario Porfito attore e regista. Il magistrale spettacolo che sta avendo consensi positivi in tutti i teatri italiani, è approdato anche in Germania ottenendo l’inevita esaurito, oltre a un bagno di folla, ceravamo anche noi di TeleVideoItalia.net. Ben accolti e inevitabilmente travolti dalla loro comicità, incomincia un’inedita intervista ai quattro protagonisti, partendo da Francesco Paolantoni. “Io sono qui per la prima volta…” ci dice Francesco Paolantoni, “…sono davvero lusingato, nonostante le gambe a pezzi, ma sono riuscito ad arrivare fin qui e sono veramente orgoglioso, grazie per essermi invitato!”. “Essermi?...” interviene prontamente Biagio Izzo con un’irrefrenabile gag “…no va bene, va bene Francesco, no siamo contenti. Io vabbè, torno e comunque come tu sai Angela, io vengo spesso da queste parti e sono contento di avere portato anche loro. Questo spettacolo è molto divertente e devo dire la verità…” prosegue Biagio Izzo “…ci divertiamo anche noi, come si dice una frase fatta, il nostro divertimento è il divertimento del pubblico”. Stefano De Martino, oggi io ti rubo la scena da presentatore, tu che cosa mi dici? Siete in tre, anzi no, siete in quattro, mamma mia, ma mi avete fatto venire una confusione… “Mah…” divertito interviene Mario Porfito “…parliamo di coppia?... Sono in tre, parlano di coppia e siamo in quattro. Spiazziamo il pubblico...” Facciamo capire allora lo spettacolo? Sì, certamente, allora, lo spettacolo è una grande festa. Un rientro dopo il periodo difficile dalla pandemia. Tre amici che si ritrovano dopo i successi televisivi …” ci spiega divertito nel spiazzarci Mario Porfito “…e… un imbucato che sono io e che li supporta nel momento in cui hanno bisogno di cambiarsi e quindi, lì, c’è da occupare il palco per qualche minuto.” Tu Mario quindi, sei il gancio a quanto pare, bene. Stefano De Martino, tornando a te, qual è il tuo ruolo in questa combriccola? Sì, Mario è il mastice. Lui è il mastice che ci tiene uniti, anche se in realtà, c’è sempre un imbucato ma durante il corso dello spettacolo poi capirete chi è. Forse si capisce o forse no, avvolte è Biagio, avvolte sono io, avvolte Francesco e insomma, c’è sempre un terzo incomodo. L’ultima domanda prima di lasciarvi ai saluti e al vostro meraviglioso pubblico di questa sera, Biagio com’è nata questa idea di comporre un trio e con l’aggiunta di un quarto? Questo è stato possibile lavorando appunto insieme, in televisione, proprio in camerino ci siamo guardati e abbiamo detto: ma perché no? Perché non tentiamo di continuare a divertirci. Di fatti, lo spirito di questo spettacolo, è un divertimento e quindi ha visto tutti d’accordo. È così che siamo partiti e abbiamo realizzato il tutto. Poi devi sapere Angela, il titolo di questo spettacolo ce lo ha dato un Fan. Sì, davvero, perché in televisione eravamo diventati un trio e attraverso messaggi ci scrissero “voi tre siete una bella coppia” e quindi, proprio da lì, è nata Che Coppia Noi Tre. L'inefrenabile coppia a quattro riparte a stuzzicarsi l’uno con l’altro e a fare battute, poi Francesco Paolantoni tenta di riprendere la parola ai nostri microfoni, per fare dei saluti: facciamo un saluto e un omaggio a tutti voi che ci state seguendo e inseguendo e…” ma bloccandosi di colpo, dietro le risate e battute divertenti fatte dagli incorreggibili compagni, esclama”… ma io non ho capito bene a chi l’amma a fa sto saluto…” inarrestabili sono le risate “…al nostro pubblico…” gli rispondo “…ah, pensavo che fosse rivolto a qualcuno in particolare…“… a me, a me Paoloantoni…” gli dico aggregandomi allo scompiglio generale creato dai suoi compagni “…glie lo vuoi fare personale, a lei personale…” infierisce divertito Biagio Izzo fino a quando Francesco Paolantoni si riprende la scena e termina dicendo di vero cuore ”…grazie, grazie e ancora grazie al nostro pubblico che ci segue e che in realtà noi seguiamo a loro volta. Grazie…” poi unanime arriva a tutti i telespettatori, al pubblico in sala e ai nostri connazionali italiani in Germania che ci seguono attraverso la nostra emittente TeleVideoItalia.net un “bacio” da questa meravigliosa squadra di artisti. È una squadra formidabile la loro di lunga data e consolidata poi con i programmi televisivi “Stasera tutto è possibile” e “Made in Sud “. La trama teatrale, attraverso la loro gag iniziale, porta il pubblico a sciogliere l’ingarbugliata matassa di vicende e dubbi raccontati dai tre “amici” e a chiedersi chi di loro potrebbe essere fatto fuori dall’altro, come chi è il terzo incomodo. A lor dire… uno dei tre è troppo! Stefano De Martino prova ad esempio a fare ordine nello show, tentando di arginare invano gli esuberanti compagni di viaggio, Biagio Izzo propone di mantenersi su un repertorio leggero, umoristico e molto pop, ma Francesco Paolantoni, che viene dalla recitazione colta del teatro, tenta di riportare gli altri due verso un repertorio che spazia dalle favole a Shakespeare mettendoci del suo, mentre il povero Mario Porfito nelle vesti di scenografo attrezzista, subissato da tutti e tre, cerca invano un conforto. “Che Coppia Noi Tre” è un monologo affascinante, tanto quanto intrecciato e scombussolato e che rimbalza come una palla pazza, stravolgendo la storia e le favole dei bambini. Ad esempio c’è Adamo che discute con Dio, il principe azzurro in difficoltà con la Bella Addormentata, una canzone di Peppino Di Capri che non si riesce a completare, Romeo e Giulietta in versione dubbiosa e con un finale stravolgente, poi ancora riflessioni sull’amicizia e sulla bellezza di lavorare insieme e che valorizza per certo un finale di senso compiuto, dove la leggerezza e il divertimento prendono il sopravvento. Due ore di grande spettacolo e tanta lealtà, dove la storia e le favole sono raccontate attraverso la semplicità, l’ironia. Storie strampalate che per certo non sono come siamo abituati a studiarle nei libri di scuola o le vere favole ascoltate in braccio ai nonni, ma pur sempre piacevoli e divertenti. È stato davvero emozionante vedere così tanta gente ridere, dopo il lungo trascorso causa Covid-19, ma la cosa più bella è stata comunque come i mitici quattro hanno coinvolto, travolto e reso partecipe con le loro gag il pubblico. Che Coppia Noi Tre, è uno spettacolo di sano e puro umorismo. È un connubio perfetto per ritornare a riempire i teatri, tornare a vivere e a credere soprattutto che sia arrivata l’ora di riprenderci pian piano ognuno i nostri spazi. Certo, i momenti difficili, i problemi e il dolore che hanno subito milioni di persone sono cicatrici lancinanti che no si rimargineranno mai, ma almeno quelle due ore di sana spensieratezza e di puro spettacolo, hanno contribuito a far rientrare a casa sorridendo i presenti. TeleVideoItalia Angela Saieva ringrazia l’umilissima disponibilità e fiducia avuta dagli artisti Biagio Izzo, Stefano De Martino, Francesco Paolantoni, Mario Porfito intervenuti ai nostri microfoni. Nel fare i migliori auguri di pronta guarigione all'artista Francesco Paolantoni, ricordiamo che la nostra presenza sará nuovamente il 30 settembre a Böblingen e il 2 ottobre 2022 a Offenbach per lo spettacolo musicale “Pupo 40 Anni... Su di noi” e a forte richiesta, per il successo ottenuto con “Che Coppia noi Tre”, si sta già valutando l’ipotesi di prolungare in Germania il tour teatrale. Infondo è risaputo che la “risata” è un toccasana per tutti… provate per crederci! Il servizio televisivo redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production e visibile sui siti ufficiali di televideoitalia.net/intervistelive e corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Pupo a Böblingen inarrestabile successo
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Lo avevamo salutato nello strabiliante successo del 2020 con la promessa che sarebbe ritornato ad abbracciare i nostri connazionali in Germania e la Star Pupo ha mantenuto la sua promessa. Tre sono state le tappe in suolo tedesco il 30 settembre a Böblingen, l’ 1 di ottobre a Leverkuse e il 2 a Offenbach. Lo incontriamo durante le prove al Kongresshalle di Böblingen e con le sue mani vellutate che sembrano piume, accarezza i tasti del suo pianoforte e dietro le note di “Come Sei Bella” cantandomi delle strofe mi dice compiaciuto: “eccoci qua, ci si vede ancora, Angela...”. È così che tra emozioni, riflessioni e grandi ricordi, parte la nostra nuova e piacevole chiacchierata. Pupo, onorata sempre della tua ospitalità, ma cosa gli fai a questa gente emigrata all’estero? Ma guarda, io da quasi cinquant’anni non faccio altro che portare in giro con grande onestà, con grande lealtà, queste emozioni semplici e che credo che le mie canzoni abbiano distribuito in tutti questi anni, a chi le ha volute recepire. Lo faccio con grande gioia, con la convinzione e con la serietà anche di chi sa che, in qualche modo, di rappresentare una parte d’Italia in questo momento. Quando sono all’estero quindi, mi sento ancora più responsabile delle emozioni che porto in giro. Le porti abbastanza bene e da una cinquantina d’anni. Ferma restando lí, ho seguito una tua riflessione che hai fatta in questi giorni, ma tu sei entrato davvero in pensione, o mi sbaglio? E beh sì, perché chiaramente, uno che c’ha quasi cinquant’anni di carriera, per forza ti trovi là, he! Ho incominciato molto giovane e ho appena compiuto sessantasette anni ma io non mi sento assolutamente un pensionato, anche perché…” divertito, mi dice Enzo, “…Pupo pensionato, è una contraddizione in termini, è un ossimoro…, o sei “pupo” o sei “pensionato” però è vero, per l’Italia e per la legge italiana, se io avessi un lavoro istituzionale e o lavorassi nella pubblica amministrazione, dovrei andare in pensione a sessantasette anni. Faccio un lavoro autonomo però, quindi percepirò lo stesso una pensione dai prossimi mesi, quella dei lavoratori dello spettacolo, quella dell’IMPS e che è quella che la prendono tutti all’età giusta; ma continuerò con gioia a lavorare, a sognare e a fare progetti sempre per il futuro. È constatato che non si va mai in pensione a livello artistico, o comunque, per chi ama per davvero il proprio lavoro e lo fa come te a livello professionale, ma parlando di “Su di noi” com’è nata questa canzone e che per altro sta portando alta la bandiera all’estero? “Sì, è nata così, ti faccio vedere e ascoltare Angela…” e in questo modo Pupo riporta le sue mani sui tasti del pianoforte e in un attimo ricrea, attorno a noi, quell’atmosfera magica e unica che ogni giornalista o fan sogna, almeno una volta nella vita, di ottenere attraverso le proprie interviste o fatidico incontro con il suo idolo. La mia emozione è doppia in questo caso e per questo incontenibile. M’immergo nel fascino del suo dolce suono e del suo racconto “…queste note Angela…, io ero con una ragazza all’epoca che…, di cui mi ero innamorato e lei è Donatella Milani, una cantante italiana come sai, insieme scrivemmo: su di noi, ci avresti scommesso, su di noi, mi vendi un sorriso...” Pupo, in sottofondo, intona la strofa della canzone con dolcezza, quasi a non voler disturbare quel grande sensazione di calore e benessere avvolto attorno al nostro discorso “…a un pianoforte a casa sua, raccontando la nostra storia d’amore…” poi riprende ad accarezzare la strofa “…su di noi gli amici dicevano no, vedrai, è tutto sbagliato, su di noi nemmeno una nuvola, su di noi…”. É così che è nata, come un racconto, sempre di una storia fra me e lei, in musica, un pianoforte, una casa e un testo che poi piano piano, nel tempo, io l’ho aggiustato e raffinato Cantautore, autore, conduttore televisivo, come mai non ti è stato fatto ancora del “cinema”? Beh io con il cinema ho avuto qualche liaison brevissimo. Ho fatto delle ospitate in alcuni film e con alcuni amici, con Paolo Ruffini. Adesso ne uscirà uno che ho fatto assieme a Max Giusti per la Rai, dove ho fatto una piccola parte e che credo uscirà alla fine di quest’anno. Poi ho fatto qualcos’altro in un film dal titolo “All’alba perderò” dove facevo il conduttore televisivo. Poche cose però, mai cose importanti ed evidentemente “il cinema” non ha mai pensato a me e io non mi sono mai dato così da fare per arrivarci, perché sono davvero stra impegnato con il mio lavoro, con la televisione, con la musica e con i concerti dal vivo. Tu ci insegni che la musica è molto importante e che bisogna studiarla. Tutti “sotto la doccia” sappiamo cantare bene e ci autodefiniamo cantanti ma portare avanti nei secoli la musica, come hai fatto tu e tanti altri miti, è tutta un’altra cosa. Hai un consiglio per i giovani, per come intraprendere questa strada e come non incappare in Fake? Guarda Angela, oggi più che mai c’è bisogno veramente di essere strutturati. Di avere una cultura non solo musicale ma anche di vita perché, questo tipo di mestiere, ti espone oggi ad attacchi quotidiani continui sui social. Bisogna avere grande carattere. Il giovane deve avere una grande determinazione e carattere per affrontare ciò che “in questi tempi difficili” t’impongono e a livello proprio di sopportazione. Quindi, io credo che: se prima bisognava essere “determinati e convinti” per arrivare a dei risultati e avere anche del talento, oggi “il talento, convinzione, determinazione e carattere” bisogna veramente raddoppiarla, triplicarla. Averne in quantità quasi impossibile, perché i tempi sono molto duri, quindi non mollate mai e le solite cose: quando tutti si fermano, è il momento forse di ripartire. Enzo, adesso forse tu lo potrai dire: a chi scagliare una pietra e a chi dire grazie? Bah guarda, come vai avanti con gli anni, hai sempre meno voglia di scagliare pietre, perché, ti rendi conto che nessuno è perfetto. Io non lo sono stato, che ho avuto le mie mancanze quindi non ho dei particolari rancori. Non ho sassolini nelle scarpe da togliermi, non ho nessuno da indicare come, diciamo “ricevitore” del mio sasso. No, no, non ce la faccio proprio. Ringraziare tanta gente: ho invece da ringraziare tantissima gente, dalla mia famiglia, a quelle persone che mi hanno dato una mano nei momenti difficili. Ho tanta gente da ringraziare e come c’è tanta gente che deve dire “grazie” a me. Anch’io ti dico grazie con cuore e sono onorata ogni volta che ci ospiti. L’umiltà è quello che ti contraddistingue e ti porta avanti, da grande artista che sei. Giacché ti aspetta una lunga e bellissima tournée, vuoi fare un saluto? Diciamo che, io, sono felice di poter girare il mondo con le mie canzoni e adesso, il 2022, volgerà a termine. Chiuderemo questo tour grandioso a fine ottobre a Praga e passerò prima anche per New York e Russia ma nel 2023 è già in ripartenza “Su di noi…la nostra storia” un grande tour teatrale che porteremo in giro per il mondo e questa volta comincerò proprio dall’Italia. Dalle prime dieci Città italiane più importanti e le date, già tutte programmate e in prevendita, le troverete nei miei social. Vi aspetto per serate teatrali e imperdibili per davvero. Ringrazio come sempre anche te Angela e tuo marito Dino, come la tua emittente TeleVideoItalia.net e il Corriere d’Italia per cui scrivi, ricevo e custodisco gelosamente anche i vostri servizi, ed è sempre un piacere rincontrarvi e sapere con quanto amore, serietà e passione trasmettete i nostri messaggi agli italiani emigrati all’estero. Grazie per il vostro prezioso contributo mediatico. Tra le strofe di “Firenze Santa Maria Novella” termina la nostra conversazione e rispettosi cediamo il posto, all’incontenibile pubblico. Il tour che ha riscosso l’ennesimo e inevitabile successo, in chiusura dello spettacolo, ha permesso di salire sul palco e cantare e ballare per alcuni minuti anche a un centinaio di fan presenti, facendo provare a tutti loro l'ebbrezza di stargli accanto. Durante lo spettacolo, è sceso anche a cantare tra il pubblico rispettoso e ha raccontato aneddoti di vita vissuta senza peli nella lingua e messo a nudo anche i suoi errori e i suoi insuccessi. Ha fatto sognare, ridere, emozionare, riflettere e rispecchiare su quanto ha detto. Ha presentato e ringraziato uno ad uno i suoi musicisti, la violinsta a dir poco "sublime", i tecnici e tutto l'entourage organizzativo, ha presentato e danzato con sua figlia sul palco. Ha lanciato messaggi importanti e fondamentali, tra le tante ad esempio quella sulla grande piaga della malattia del gioco e del fumo; su come amare e rispettare i propri cari nel giusto equilibrio, come il prossimo e di qualunque orientamento esso sia; come far sentire la propria presenza ai più bisognosi d’affetto, ai diversamente abili che si sentono meno fortunati, mentre invece, da quando il poliedrico cantautore toscano Pupo ha incominciato a occuparsi di loro e a pensare diversamente, ha sentito che avevano entrambi un bisogno reciproco di supporto e per questo li ringrazia, per il totale scambio di esperienze avute nel suo percorso e per aver capito che "non ci sono persone meno fortunate" ma solo persone “che hanno bisogno di aiuto e viceversa”. Si è lasciato infine abbracciare dai presenti, toccare e regalato selfie durante e anche dopo la fine dello spettacolo, senza pregiudizi e restrizioni. Ha reso come sempre unica la sua presenza, come unico prima del cantante è l’uomo che c’è in Lui. Ancora una volta Pupo ci ha regalato l’ennesimo saggio e lezione di vita sul suo imponente palco. Sarà forse questo, uno degli ingredienti che completa la formula dei suoi indelebili successi… Chapeau Maestro! Il servizio televisivo redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production e visibile sui siti ufficiali di televideoitalia.net e corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Rosario Miraggio sui palchi in Germania
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Grazie all’organizzazione Marco Pagano i fan hanno potuto riabbracciare il loro mito Rosario Miraggio, attraverso due concerti speciali tenuti in Germania il 28 aprile a Darmstadt e il 29 aprile a Stoccarda. Il celebre cantante neomelodico Rosario Miraggio, che è entrato nella scena musicale a soli otto anni grazie a papà Franco Miraggio, ha debuttato con il suo primo album “Amore in 3 parole” nel 2004 aprendogli le porte della scena musicale napoletana. Nel 2006 con “Io canto te” realizza un tributo al padre scomparso con un album contenente nove dei brani originalmente interpretati dal padre, gesto che raggiunge grande successo e consenso del pubblico. Da lì è solo un crescendo di successi, per il cantante partenopeo Rosario Miraggio, tanto da avvalersi nel suo 3° album “Mille pezzi di cuore” anche della collaborazione di Kekko D’Alessio, Sergio Donati ed Enzo Barrocci. Il duetto al Palamaggio e all’Arena Flegrea con Gigi D’Alessio lo consacra nel mondo musicale. Lo incontriamo durante le prove e con grande generositá e umiltá incomincia la nostra chiacchierata. Rosario Miraggio, grazie a Marco Pagano la ritroviamo sui palchi tedeschi ma questa volta da protagonista e insieme a un’icona della musica italiana, Anna Tatangelo! Sicuramente è una bella sensazione ed esperienza cantare con artisti di fama nazionali, quale Anna Tatangelo. Affiancare questi personaggi è un onore che arricchisce senza dubbio il tuo bagaglio culturale e musicale. Riallacciando il tuo discorso su Marco Pagano devi sapere inoltre che, questo è il quinto anno che facciamo eventi musicali insieme. Esattamente il 29 maggio, festeggeremo l’anniversario di “matrimonio” artistico tra me e lui. Marco Pagano è una grande persona che ha sempre creduto in me. Aldilà degli importanti eventi che mi ha organizzato, resta principalmente la grande stima che ho nei suoi confronti e che mi porta con piacere a collaborare con lui. Facendo un passo in dietro, papà è stato il suo principale maestro di musica e di vita. Ci descrive quest’emozione e chi è davvero Rosario Miraggio? Nasco grazie a mio padre che involontariamente mi ha trasmesso questa passione. Lui che cantava da lunghissimi anni a Napoli è riuscito a spronarmi per caso, facendomi straordinariamente legare alla musica senza alcun intento e il tutto è stato molto bello. Fare così tanta esperienza con mio padre, attraverso la musica e la vita reale, è stata per me una cosa speciale e indescrivibile anche perché ero nato con la sua stessa idea di fare musica. Mi ritengo una persona affabile e umile. Sono del parere che, prima dell’artista viene l’uomo. Ho sempre cercato di rispettare questa regola e i valori che mio padre caratterialmente mi ha insegnato e di cui vado fiero. Ritengo che quello che faccio non è un lavoro ma principalmente una passione e come tale la rispetto. Il pubblico la acclama ovunque va, cosa ne pensa del nostro connazionale italiano in Germania? Pongo l’accento su loro. Io sono con il connazionale. Quando vengo in Germania, come anche in Svizzera o in Belgio, trovo un pubblico caloroso e affettuoso e mi auguro di cuore di avere altrettante occasioni di rivederlo e starci insieme. Colgo l'occasione di ringraziare sia la presenza con la vostra emittente TeleVideoItalia Angela e attraverso voi anche quella del Corriere d'Italia per cui scrivi e per il lavoro che fate nel divulgare la nostra venuta in Germania. Un bacio a tutti voi, da Rosario Miraggio. Sono onorato e orgoglioso di essere stato il primo organizzatore a presentare in Germania la meravigliosa e bellissima Anna Tatangelo con lo straordinario Rosario Miraggio. Ringrazio la tua presenza con la tua emittente TeleVideoItalia Angela e attraverso te anche quella del Corriere d'Italia per cui scrivi e che, in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, state realizzando e mandano in onda questo duplice evento, ci dice emozionato l'organizzatore Marco Pagano. Sono stati due concerti indimenticabili grazie anche alla mia inseparabile squadra, agli sponsor e al pubblico che mi ha creduto. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Primo Maggio a Stoccarda, con Rosario Miraggio e band in tour. Ospite speciale, il rapper Ivan Grana
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Ci eravamo incontrati lo scorso anno, dove condivideva i palchi tedeschi con un’icona della musica e bellezza italiana, Anna Tantangelo. Oggi rincontriamo il popolare artista napoletano, Rosario Miraggio, in tour con la sua band, il batterista Davide Esposito, il tastierista Luca Esposito, il bassista Alessandro Anzalone e il chitarrista Pippo Seno. Inevitabilmente il suo nuovo tour ha registrato l’ennesimo Sold out, quasi anche nelle quattro tappe estere, partite il 27 aprile da Liege (Belgio) e proseguite in Germania a Köln il 28, a Mainz il 30 aprile, concludendo il Primo Maggio nei pressi di Stoccarda, a Waiblingen. Il Corriere d’Italia ha incontrato l’organizzazione MPV Concerti di Marco Pagano e i suoi artisti. Mi ritengo soddisfatto della grande accoglienza avuta in tutte le tappe, nessuna esclusa. Premetto che artisticamente in Belgio manco da sei anni e l’emozione di toccare nuovamente questi palchi e riabbracciare i miei connazionali è stata davvero forte. Lo definisco pertanto più un ritrovo. Non da meno comunque è quella avuta in Germania anzi, apertamente e lo dico di vero cuore che i miei connazionali in Germania, incluso il promoter e il suo staff per me sono davvero una “FAMIGLIA”, ci dice Rosario Miraggio. Pensare che molte persone erano presenti in tutte le altre tre tappe fatte in Belgio e Germania e oggi, l’ho ritrovate per la quarta volta sotto questo palco, è una grande dimostrazione di affetto. Ecco, i numeri sono importanti anche per chi va a vedere lo stesso film più volte, ma altrettanto i fatti vanno apprezzati e amati per quello che sono! Marco Pagano è un promoter con il quale ho legato e lavorato bene in questi anni, sia professionalmente sia umanamente e inoltre ha uno staff validissimo alle spalle non indifferente, pertanto, chapeau. Sono stati quattro giorni intensi questi, ricchi di emozioni e buona musica e un po’ dispiace che questo tour sia terminato. Naturalmente stiamo lavorando su futuri progetti. Il Festival di Sanremo cara Angela, come giustamente mi chiedi, è una vetrina molto importante e la ritengo una tappa fondamentale per chi, come me, ama davvero questo mondo artistico e il pubblico per se, per questo ci sto provando e spero di poterlo toccare al più presto. Grazie alla tua emittente TeleVideoItalia Angela e al Corriere d'Italia per cui scrivi, per l’attenzione mediatica che mi avete riservato. É sempre un vero piacere incontrarvi. Premetto che sono cinque anni che lavoriamo artisticamente insieme con Rosario Miraggio e non posso essere che soddisfatto del suo programma. Ivan Granatino l’ho conosciuto per caso in un evento in Sicilia e mi è scattata subito la scintilla di portarlo su in Germania, ci dice Marco Pagano. In tutte le tappe ho riscontrato una grande atmosfera e calorosa accoglienza di pubblico che ci segue ovunque organizzo e per questo lo ringrazio, come altrettanto il mio fedele staff. L'ho sempre detto che, senza di loro, io non sono nulla. Non per ultimi ringrazio il mio partner Enzo Venturino che mi ha creduto e sostenuto in tutta la tournée, tutti i miei sponsor, come altrettanto la vostra incomparabile presenza tv e stampa. Il tour è stato accompagnato dal cantautore Ivan Granatino, ospite dell’evento. Tra le sue celebri canzoni non è mancata nel suo repertorio “Viene appriesso a me”, un tormentone che ha fatto da sfondo per tutto l’intero suo spettacolo. Uno stile quello del giovane rapper, che passa con disinvoltura dall’hip hop, all’r&b, dalla musica dance al rock. Collabora con i maggiori rappresentanti dell’hip hop italiano come Clementino, Club Dogo, Luchè dei Cosang etc. e produttori come Franco Ricciardi e D-Ross. Con un'interminabile serie di brani musicali, il cantautore rapper Granatino conta grandi esperienze anche sul set cinematografico, due in particolare dove recita da protagonista sia nelle pellicole dei Manetti Bros “Song e Napule”, film vincitore e dove tra i premi spicca anche il David di Donatello per il miglior musicista, sia su “Ammore e Malavita” uscite nelle sale cinematografiche nel 2017 e dove ne conquista ben quattro di David di Donatello, ma la popolaritá non ha scalfito minimamente ancora oggi il suo modo di fare ed essere: semplice, disponibile e umile con tutti. L’esperienza televisiva RAI nel 2014 a “Due di The Voice of Italy”, mi ha dato effettivamente la possibilità di farmi conoscere e apprezzare sia dalla giuria, sia dal grande pubblico. Ero conteso da miti come Raffaella Carrà, Noemi e altrettanti nomi di spicco ma ho scelto infine di far parte del team di J-Ax, perché è un mondo dove mi rispecchio maggiormente, ci dice Ivan Granatino. La mia, più che carriera, la definisco un “progetto musicale” perché è fatto di personalità oltre che di musica. Non è la prima volta che tocco i palchi tedeschi ma ammetto che l’emozione è sempre come la prima volta. Mi sono trovato benissimo con Marco Pagano e il suo staff. È una persona che conto fermamente di continuare a lavorarci anche in futuro. Ti ringrazio per essere venuta anche tu con la tua emittente TeleVideoItalia Angela, come con il Corriere d'Italia per cui scrivi. Grazie davvero per essere qui questa sera con noi, a celebrare questo grande evento, che mi permette di incontrare e abbracciare molti miei connazionali. Ad aprire l’evento è toccato a Chiara D’Amico, che si sta facendo spazio nella scena musicale grazie anche alla fiducia posta dall’organizzatore Marco Pagano. La giovanissima new entry della musica partenopea, esibitasi anche in lingua tedesca, ha avuto modo inoltre di conquistare la fiducia dell’artista Rosario Miraggio, che gli regala l'occasione di duettare una canzone con lui. Grande emozione si è percepita tra il pubblico, specie nel riascoltare un brano cantato tempo fa in coppia con un altrettanto grande artista come Andrea Zeta. Non è mancato in proposito un pensiero esteso pubblicamente dal suo Promoter Marco Pagano al cantante siculo (momentaneamente fuori dalla scena musicale perché rimasta vittima, almeno per ora questa è l’ipotesi più accreditata da migliaia di fan, di un errore giudiziario). Interminabili applausi d’incoraggiamento e di buon augurio sono giunti dunque in diretta via social e facebook al loro mito Andre Zeta, con l’auspicio che ritorni a toccare al più presto i suoi meritati palchi e riabbracciare il suo meritato pubblico. È stato un Primo Maggio a mio avviso fatto all’insegna e nel rispetto della buona musica e della cultura. Ancora una volta, questo umilissimo giovane Marco Pagano, è riuscito a unire diverse generazioni con altrettanti stili e tipologia di musica facendo non solo divertire ma portando avanti la parte migliore del nostro connazionale italiano emigrato all'estero. Un’organizzazione artistica la sua che, dove passa, è destinata a lasciare un segno indelebile nella storia degli spettacoli megagalattici. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Nino D’Angelo e Il Poeta che non sa parlare
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. É passato poco meno di un anno quando il Maestro Nino D’Angelo con Gigi D’Alessio ha toccato i palchi tedeschi, grazie alla rinomata organizzazione MPV Eventi di Marco Pagano, mandando in delirio i loro fan. Oggi, il cantante napoletano Nino D’Angelo, torna sui palchi di tutto il mondo, con il suo ennesimo capolavoro “Il Poeta che non sa parlare” che lo impegna in un puro spettacolo musicale, ricco di genuinità e tanta verità. Storia preceduta dal libro da lui scritto e dal titolo appunto “Il Poeta che non sa parlare”. Anche attraverso la musica Nino D’Angelo, continua a raccontare se stesso, la sua vita, la sua carriera, quello che è stato e quello che è diventato. La sua vita è l’emblema del cambiamento. Ha realizzato il sogno di fare il cantante da un mondo sempre più fragile, sempre più globale e meno attento alle esigenze dei più deboli. Lo storico “caschetto biondo” dalla periferia napoletana di dove è nato si evolve, producendo musica e canzoni che hanno un sapore poetico. Rivoluziona la sua musica, i suoi dischi, fa cinema e arriva perfino a comporre il cinema di qualità. In questo spettacolo musicale, come nel suo libro, spazia tra i migliori successi, raccoglie in sintesi alcuni frammenti della sua vita, i suoi stati d’animo, tracciando con sentimento ed emozione la sua storia personale e artistica. Con ironia, leggerezza e tanta commozione, racconta un ritratto di un mondo che ti porta a conoscere quello che è ormai un simbolo della canzone napoletana, i pensieri più veri e i suoi trascorsi. Un mondo dove ha vissuto e cresciuto, fatto di piccole cose, di amicizie sincere, di famiglie numerose che si aiutano, di scherzi e scazzottate, di povertà, miseria e dolore. Nel cuore di più generazioni troviamo canzoni come ” Popcorn e Patatine” pezzo che ha accompagnato l’omonimo film e racconta la bellezza di un amore spensierato, “A’ Discoteca“ inno nelle discoteche italiane negli anni ’80, “Jamaica” con il suo ritmo coinvolgente, “Maledetto Treno” un brano toccante dal testo commovente e tante altre hit, senza dimenticare “Napoli” di recente diventato ufficialmente l’inno della squadra azzurra. Nino D’Angelo è uno degli artisti più amati dal pubblico e dalla critica per antonomasia. La sua carriera è iniziata nel 1976, ed è segnata dalla sua versatilità musicista, cantante, attore, regista, sceneggiatore, conduttore di programmi televisivi, tra questi citiamo Striscia la notizia a Canale5, il Dopo Festival a Rai Uno. Conta più di venticinque milioni di dischi venduti. Ha ricevuto innumerevoli premi, tra tanti un David di Donatello, un Nastro d’Argento e un Globo d’oro per le musiche del film musical “Tano da morire”, un Ciak d’Oro, premi Flaiano e Fellini, tanti dischi di Platino e di Diamante. Conta sei partecipazioni al Festival di Sanremo, la sua prima partecipazione al Festival fu con la canzone “Vai” e il resto è storia. Da ragazzo della curva B “l’artista col caschetto” diventato l’emblema di tutti i ragazzi dei quartieri popolari del sud, conquista l’intero Stadio. Amato in tutto il mondo e principalmente dalla sua Napoli, il Maestro Nino D’Angelo è uno dei più conosciuti rappresentanti della cultura partenopea per eccellenza. Il quartiere napoletano dove è nato, l’ha omaggiato inoltre con un murales tributo dell’artista Jorit a San Pietro a Patierno, per essere sempre stato vicino al popolo. “Ai tempi della scuola la maestra mi disse: tu sei un poeta che non sa parlare, arrivi al cuore anche quando ti esprimi male…” spiega Nino D’Angelo nelle sue interviste “…. questa frase mi è rimasta impressa da allora ed è ora di condividerla con il mio pubblico”. Innumerevoli volte in questi anni, con la nostra emittente TeleVideoItalia Angela Saieva e non solo, abbiamo avuto il novero di incontrarlo e di avere avuto la sua generosa attenzione alle nostre telecamere. Abbiamo seguito rispettosi la scia dei suoi grandi successi meritati, anche perché, prima di un cantante, è una persona umile. Si sorprende e fa sorprendere, si commuove e fa commuovere, fa stupire e si stupisce. É un pozzo infinito di saggezza, di umiltà, di grandi valori umani ma soprattutto di gratitudine e di riconoscenza in quello che fai. Il gran finale di questo rappresentativo tour europeo “Il Poeta che non sa parlare” è atteso a Bari il prossimo 18 dicembre, poi il Maestro Nino D’Angelo sarà, con un unica data evento, allo stadio Diego Armando Maradona di Napoli il 29 giugno 2024, per celebrare gli oltre quaranta anni di carriera dal titolo “I miei meravigliosi anni ’80…e non solo!” “Da diversi anni ho notato che durante i miei concerti il pubblico balla e si scatena, quando canto i brani degli anni ’80…” spiega il Maestro D’Angelo a chi glie lo chiede “…questa esperienza mi ha ispirato a organizzare un concerto speciale per il pubblico di casa mia, dove metterò in scena una serata interamente incentrata sulla parte della mia discografia, legata a quel periodo. Per me è anche un modo per fare una dedica “all’artista col caschetto”. Il vero eroe del mio successo è lui. É la base di tutto quello che ho fatto fino ad ora. Lui è stato colui che negli anni si è preso gli schiaffi ed io ora, mi godo le carezze!”. A proposito di celebrazioni, ricordiamo un altro imperdibile appuntamento che si terrà sabato 9 di dicembre a Mainz, dedicato questo, alla carriera professionale dell'Icona per eccellenza Marco Pagano. “10 ANNI CON VOI” è il titolo del megalattico esilarante spettacolo e programma musicale organizzato appunto dalla MP10 Events di Marco Pagano, con la partecipazione di Rosario Miraggio, Biagio Izzo, Mavi Gagliardi, Gianluca Capozzi e tanti altri special guest che, in questi ultimi dieci anni di lodata serietà organizzativa, ha segnato il suo talentuoso percorso artistico, conquistando la fiducia del suo pubblico, migliaia di fan e quello di tutte le Star che ha portato in Germania fino allo scorso anno, Nino D’Angelo incluso, anche perché... ahimè..., sono davvero pochi quelli che sanno cosé davvero il rispetto collaborativo! Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- da Sud a Nord i Negramaro lo dedicano a Pino Daniele
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. “da Sud a Nord" sono i due imperdibili eventi live che terranno impegnati i Negramaro nel 2024 negli stadi. Due sono le tappe annunciate dalla storica band salentina, quella allo Stadio Diego Armando Maradona di Napoli il 15 giugno 2024, data che rappresenta un momento significativo per la band poiché, per la prima volta, calcherà il palco di questo emblematico stadio; l’altra, allo Stadio San Siro di Milano il 22 giugno 2024. Nel rendere omaggio al mito Pino Daniele, con un flashmob fatto per le strade partenopee, i Negramaro hanno voluto annunciare il duplice evento suonando alcune delle sue celeberrime canzoni. Il tutto é avvenuto sotto la casa d'infanzia del cantautore partenopeo, sotto gli occhi dei passanti e numerosi fan accorsi attraverso il tam tam. L’evento musicale è anche un evento benefico, poiché hanno scelto di sostenere il progetto promosso dalla Fondazione Pino Daniele Ets, quello per il “contrasto della povertà educativa e del disagio scolastico dei ragazzi di Napoli”. Il frontman Giuliano Sangiorgi, fondatore dei Negramaro, racconta aneddoti e ricorda con emozione l'amicizia che lo lega al cantautore partenopeo Pino Daniele.“Pino ci manca e glie lo canteremo con tutto il nostro cuore e la nostra voce”. È la prima volta che si esibiscono nello stadio Maradona di Napoli e la band afferma che “corrisponde al sogno più grande della loro vita”. Doppia è l’emozione anche per quanto riguarda il ritorno allo Stadio San Siro di Milano il 22 giugno 2024. Di fatti, nel 2008, è stata la prima band italiana a esibircisi. Dopo due decenni di successi musicali con l’inevitabile sold out, registrato attraverso il loro tour estivo N20, la band italiana composta dai musicisti Giuliano, Lele, Andro, Ermanno, Danilo e Pupillo, torna a far parlare di se e a entusiasmare i loro fan con due nuovi e imperdibili colossali appuntamenti. A sei anni di distanza dal loro ultimo tour negli stadi italiani, questo è un nuovo inizio della celeberrima band che ha celebrato la loro storia anche attraverso un docufilm-evento dal titolo “Negramaro Back Home” (Ora so restare) tenuta lo scorso 12 agosto all’Aeroporto Fortunato Cesari di Galatina (LECCE), presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma e in programma nelle sale cinematografiche dei migliori cinema d’Italia da domani 6, 7 e 8 novembre. La loro carriera è costellata da Dischi di Diamante e Dischi Multiplatino. Esordiscono a livello discografico nel 2003 con l’album omonimo “negramaro” e nel 2004 con “000577” la band si afferma, il resto è storia. Lieti di avere avuto il novero di incontrarli e di averci dato attenzione anche attraverso le nostre telecamere TeleVideoItalia.net, non ci resta che seguire il proseguo dei loro colossali programmi musicali, di meritato successo. Chapeau! Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Enrico Capuano Milano è Sud
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. esce su tutte le piattaforme "Milano è Sud" il nuovo singolo del cantautore Enrico Capuano, scritto a quattro mani con Dunia Molina che è anche la voce femminile del brano, che è stato registrato con le chitarre Massimiliano Rosati, la batteria di Daniele Iacono e il basso Roberto Lo Monaco. Il cantautore, capostipite del folk rock italiano, una vita di palco in palco, ha portato la sua musica in tutto il mondo e con Milano è Sud ci invita a ballare con un sorriso, ricordando a sé stesso e a tutti noi, di non dimenticare quanto sia bello il mondo, soprattutto se si impara, ogni tanto, a cambiare punto di vista. “Avevo voglia di fare qualcosa di diverso, di assecondare un ritmo che mi ronzava nella testa. Eravamo in Olanda e dovevamo andare a Milano; ragionando su questo viaggio, ci siamo resi conto che rispetto ad Amsterdam, era a sud. Così Trieste, così Sanremo, Bologna, Firenze. Da questa riflessione, in modo giocoso, ho realizzato come la terra sia rotonda e ci permetta di cambiare prospettiva ogni volta, facendoci superare paradossi e preconcetti. Volutamente ironica l’ho scritta di getto con Dunia Molina, voce storica della Tammuriata rock, divertendomi. L’ho lasciata così, senza aggiustamenti, per non toglierle quel guizzo che la rende diversa da tutte le altre, con un vero Groove, che ci porta a Sud, in ogni sud del mondo”. Milano è Sud è accompagnata da un video che accende la fantasia portandoci dentro ad un allegro cartone animato: il protagonista parte da solo per quello che si prospetta come un lungo viaggio. All’inizio ha poco e forse scarseggia anche la benzina, ma a mano a mano, si arricchisce grazie all’incontro con strani personaggi e il suo percorso si colora di emozioni nuove ed inaspettate. “Il viaggio, è la mia vita: sono i concerti, le trasferte, nuovi luoghi e persone da incontrare, in un continuo scambio che stimola la mia creatività, costringendomi a crescere. L’unico modo, forse per capire come ogni luogo del mondo, possa a seconda da che parte lo si guardi, essere a Sud. Solitamente sono più folk rock ma questa canzone è intrisa di un soul quasi caraibico che mi ha stregato”. Attraverso i continenti che si prendono per mano, Capuano ci regala una bella riflessione, un messaggio forte, importante, condiviso con ironia e leggerezza perché Enrico, sa bene cosa significhi, guardare con occhi nuovi il mondo e la vita. Oggi il cantautore è vivo grazie al cuore di una giovane donna che batte dentro di lui e ci piace pensare che lo abbia reso migliore, regalandogli la possibilità di guardare alle cose con nuove sfumature ricevute in Dono. Imparare a superare confini e limiti, assaporando la bellezza del viaggio, con occhi e anima spalancati, alla scoperta dell’altrui, è forse il più bel regalo che potremmo farci… magari ballando sul mondo? Sì, ma con Milano è Sud! Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Luca Tartaglia L’amore non fa rumore
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. É giá disponibile, su tutte le piattaforme digitali, il nuovo singolo di Luca Tartaglia, L’amore non fa rumore, distribuito da Enterprise 8. Il brano segna il ritorno dell’artista di Colliano, con il suo secondo inedito dopo Proprio adesso. Il brano, scritto e musicato dallo stesso Luca Tartaglia, è un’intensa ballad d’amore che racconta con forza e trasporto questo grande sentimento: l’amore visto come un qualcosa di intenso, personale e riservato. In un mondo alla continua ricerca del consenso e della visibilità, questo brano è un invito a vivere certi momenti in modo intimo, personale, senza urlare e senza fare rumore. “Questo è un brano autobiografico, dove tuttavia in tanti ci si possono ritrovare..." dice Luca Tartaglia "...Qui racconto di un amore puro, personale e quasi sussurrato, racconto una giostra di pensieri di un’esperienza unica come l’amore. Il brano è una fotografia di un momento, una diapositiva di un istante. Un amore vissuto, una storia che vive di ricordi, di attimi, di fatti accaduti ma anche di quello che mi sarebbe piaciuto fosse capitato. L’amore non è mai come vogliamo e tante volte lo dobbiamo anche idealizzare. Così rappresento anche un’altra sfaccettatura dell’amore”. Il videoclip, scritto e diretto da Tayl M, montato e post prodotto da Vincenzo De Angelis, vede anche la presenza dello stesso Luca Tartaglia, insieme a Massimo Lombardo e Marisa Vuocolo. Girato tra Paestum, Colliano e Battipaglia, il video vede alternarsi, in un susseguirsi di immagini, come in un prolungamento del brano stesso, il viaggio di un bambino in bicicletta, lo stesso cantautore e la figura di una ragazza che, passo dopo passo, segue il brano attraverso il testo. L’estate se n’è andata e insieme a te, oltre alla tua splendida armonia, mi è rimasto il caldo sole d’autunno, di queste notti che non rivivrei, con le foglie che io non raccoglierei, mi ricordo bene l’alba e il mattino “L’amore è il fil rouge delle mie canzoni e sarà il legame principale di tutto questo progetto. L’amore è il sentimento che mi ha accompagnato tanto nel corso della mia vita, tra alti e bassi. È stato il collante delle mie emozioni più vere e pure. Quello che vado a raccontare è un amore importante, forte e che ha preso i giorni più belli”. Un grande ritorno per il cantautore campano che, con L’amore non fa rumore, racconta in modo autentico e appassionato l’amore. Regalandoci e regalandosi una nuova immagine di sé stesso. Il cantautore della porta accanto che attraverso le sue canzoni punta ancora una volta ad entrare nel cuore delle persone. Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Nino D’Angelo e Gigi D’Alessio a Sindelfingen successo con Figli di un Re Minore
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Sono atterrate in suolo tedesco le due Star della musica partenopea per antonomasia, Nino D’Angelo e Gigi D’Alessio. Dopo due anni di rinvii causa pandemia, grazie all’impeccabile lavoro svolto dalla MPV Concerti Italiani di Enzo Venturino e Marco Pagano, il progetto “Figli di un Re Minore”, ha finalmente assaporato all’estero il meritato successo. Quattro le strepitoso date firmate, per il ritorno alla grande di uno degli spettacoli leader della buona musica partenopea dal vivo. Noi li incontriamo al Glaspalast di Sindelfingen e tra riflessioni, emozioni e sano umorismo, parte a ruota libera la nostra chiacchierata. Siamo con due colossal della musica partenopea e permettimi di dirlo, il Re di Napoli Nino D’Angelo e non da meno Gigi D’Alessio. Maestro, a voi la parola Eh vabbò, troppo buona! Lo spettacolo si chiama proprio Figli di due Re, perché io e lui, non saremo mai dei Re. I “Re” li facciamo fare agli altri. Noi siamo nati tra le persone umili, sia io, sia Gigi D’Alessio e quindi, sta tutto a posto. Gigi D’Alessio, Figli di un Re Minore effettivamente è partito nel 2019 per arrivare solo oggi all’estero ma di là di tutto, il progetto da dove, come e soprattutto perché è nato? Guarda Angela, Nino ed io ci conosciamo, credo, almeno da trentacinque anni. Ci vediamo spesso a casa mia o a casa sua e davanti a un bicchiere di vino è nato questo progetto. Purtroppo la pandemia ci ha bloccato, non è stata colpa nostra. Come vedi però, non appena hanno riaperto, siamo stati i primi a venire. Ci dispiace che il pubblico ha aspettato tanto tempo e con i biglietti già comprati ma purtroppo è dipesa soltanto per cause di forza maggiore e non da noi. Di là di tutto però, noi facciamo questo perché ci piace, perché ci divertiamo, stiamo bene insieme e soprattutto perché siamo quella parte di artisti “napoletani” che hanno sempre voluto portare la musica napoletana e italiana nel mondo. Nino D’Angelo, ho costatato che c’è in sala anche un pubblico tedesco, qual è la vera clausola vincente e come riuscite a far entrare la musica napoletana, nel cuore di così tanta gente? Noi siamo figli della più bella espressione musicale, che ci sta nel mondo. Per noi la canzone napoletana…, la “canzone napoletana” è più forte di me e Gigi perché noi, quando facciamo la canzone ci dicono che è bello, quando li andiamo a confrontare con i classici napoletani ci “miettemmu a ridere”. Noi siamo…, noi abbiamo la fortuna, quella di essere napoletani e di essere dei cantanti napoletani, perché: è da un po’ di tempo che questa parola non si usa più! Noi vogliamo che questa “parola” non muoia mai perché “senza i cantanti napoletani” chi a canta quella canzone napoletana? Dico bene Maestro? “Si sono appropriati tanti…” amareggiato ci conferma Gigi D’Alessio “…anche i più grandi tenori portano, vanno a fare successo nel mondo con la canzone napoletana; noi siamo figli di quella canzone e quindi diciamo “ci spetta” tra virgolette “per diritto” perché la canzone napoletana è come se fossero “i nostri genitori” e noi siamo i “figli” che cerchiamo di difenderla degnamente”. “Ecco…”, sdrammatizza ironicamente Nino D’Angelo “…siamo due “poveri Re” per questo, perché la canzone napoletana è “Regina” in tutto il mondo e “nuje siemmo dei poveri Re!” Maestri, se dico una parola: Mario Merola, chi mi risponde? “Eh…, mi fai…, rischia…” ma mentre Nino D’Angelo cerca una definizione tra le innumerevoli doti dell’Icona Mario Merola, Gigi D’Alessio interviene ”…vedi Angela, è come stai tu in mezzo a noi! Tu potresti essere Mario Merola…”, la grande metafora fatto dai due Maestri inevitabilmente mi onora e mi toccano profondamente, è un apprezzamento che molti artisti mi fanno ma fa sempre un certo effetto e così cerco di nascondere invano la mia emozione, ma entrambi i Maestri mi sgamano. Lì per lì Gigi D’Alessio continua il filo del suo discorso “…perché Mario Merola ha creduto tanto in Nino D’Angelo, prima in Lui e poi dopo è passato a me…” poi unanime è la loro conclusione “…siamo passati nelle sue mani e quindi, Mario Merola, quando ci vede insieme, ci vede cantare la sera, si diverte…,” poi Gigi D’Alessio chiaramente si ferma e mi dice “…vedo che ti stai commuovendo…” mentre Nino D’Angelo sottolinea “…ma veramente con Mario Merola eravamo amici, eravamo una sola cosa e poi ha avuto la fortuna su due ragazzi che lui ha conosciuto e che vengono dalla stessa storia, dalla stessa Napoli. É come se “Lui” avesse indovinato. In un certo qual modo per noi è stata una fortuna…” ,“…ed è stata anche una grande responsabilità e non dobbiamo far fare brutta figura a Lui” prontamente aggiunge Gigi D’Alessio. Grati per averci dato sempre attenzione alla nostra emittente TeleVideoItalia.net sia qui, sia al Festival di Sanremo, vi chiedo un saluto ai nostri telespettatori, ai lettori del Corriere d’Italia e non per ultimo ai nostri connazionali. Vedi Angela…” premette Nino D’Angelo ”…per noi non esistono le televisioni grandi o piccole, come non esiste il colore della pelle e quant’altro. Noi siamo per la cosa giusta. Per noi la giustizia è la prima cosa. Una televisione piccola per noi è valsa come una televisione grande. Noi veniamo dalla radio e dalla televisione libera e sia per me, sia per Gigi D’Alessio, non fa nessuna distinzione…” Gigi D’Alessio concorda e aggiunge “ci abbiamo creduto, eravamo tutti piccoli, poi nella vita si cresce e quindi uno ha iniziato e continueremo a rispettare, perché tutti i piccoli possono diventare grandi, anzi…” “…guarda amme, solo qua, nella mia statura si è fermato…” con sana ironia fa Nino D’Angelo, poi menzionano ma con non poca difficoltà i nomi delle Città tedesche designate e Nino D’Angelo ha già pronta una nuova battuta “...sai Angela, non parliamo bene il tedesco… e forse manco l’italiano…” “ma abbiamo imparato a dire: ich liebe dich… ” fiero ci dice Gigi D’Alessio, poi terminano così la nostra armoniosa chiacchierata “…facciamo un saluto a tutti i vostri telespettatori di TeleVideoItalia.net e al Corriere d’Italia per cui scrivi...” ci dice Nino D’Angelo “…sappiamo che ci amano e che ci vogliono bene e sia io, sia il mio amico Gigi D’Alessio, contraccambiamo”. “Ringraziamo voi che siete la parte bella dell’Italia…” termina Gigi D’Alessio “…che mantenete l’Italia all’estero e quindi siamo onorati e vi mandiamo un abbraccio grande ma soprattutto, vi auguriamo una buona vita”. C’è un incomparabile feeling tra le due Star. Tre sono state le ore di puro spettacolo e dove hanno sfoggiato la bellezza di “sessanta canzoni” in ogni singola serata, scelti tra gli innumerevoli successi inclusi quelli degli anni ‘80 e ’90. Pura adrenalina e indescrivibili emozioni sono state portate a segno, insieme alla loro spettacolare band di musicisti, in tutte e quattro le colossali date estere: il 14 settembre a Zurigo (Svizzera), il 16 a Sindelfingen (Germania) il 17 a Liegi (Belgio) e il 18 nuovamente in Germania, a Düsseldorf. In questi anni le due Star, hanno saputo raccontare e portare la loro Napoli in giro per il mondo. Hanno saputo emozionare e si sono emozionati nel vedere quanto amore incondizionato gli riserva il loro pubblico, anche fuori dall’Italia. Questo è quello che hanno regalato e senza esclusioni di colpi, Nino D’Angelo e Gigi D’Alessio in Figli di un Re Minore. Con grande umiltà abbracciano i nostri connazionali, s’inchinano e s’inginocchiano a loro senza pregiudizi e in entrambi scopriamo il lato umano specie quando, con le lacrime agli occhi, abbracciano sotto il palco i loro fan e i diversamente abili. Scherzano con loro, dirigono il coro dei loro fan che intonano a squarciagola le loro canzoni, lanciano grandi messaggi come quello dei “cellulari” che spesso vengono usati incondizionatamente male, dimenticando la parte più importante della loro funzione, quella: di dedicare più tempo nel chiamare e tranquillizzare i propri genitori. Il mega schermo proietta le loro immagini, i loro ricordi e non per ultimo i grandi che hanno fatto la storia della musica napoletana nel mondo “Mario Merola” e che ora, spetta a entrambi, continuare questo grande percorso. Ricchi di materiale ed entusiasmo, dedichiamo alcuni minuti ai selfie con i nostri fan della nostra testata TeleVideoItalia.net visibile anche sui Social e su Facenook, ma non prima di ringraziare chi ha “davvero” organizzato e diretto i fili delle quattro colossali date, in barba alle scellerate minacce che hanno ricevuto. In barba a chi si è intrufolato nei corridoi riservati per farsi un “selfie perfetto” con le Star per poi pubblicarle sui loro social per un loro tornaconto, appropriandosi indebitamente di meriti che non gli appartengono. In barba ai sudori, le fatiche e alle notti in bianco passate dai “VERI” organizzatori e i loro “SPONSOR” per realizzare ancora una volta uno spettacolo degno per i nostri connazionali e destinato a rimanere nella storia. Un grazie che in pochi, anzi no, in pochissimi hanno saputo dire alla “MPV Concerti Italiani di Enzo Venturino e Marco Pagano”. Emozionatissimo e senza parole, per l’incredibile e inevitabile successo, Marco Pagano, nonostante lo stress e l’incidente avuto nel spezzarsi un braccio, è stato presente, ha tenuto fede a tutte le sue promesse e si è detto pienamente soddisfatto dei risultati ottenuti. Ha ringraziato tutti coloro che hanno creduto in lui e in questo mega progetto "Figli di un Re minore", l’intero staff di supporto, la nostra presenza. Ora vuole dedicarsi un po’ alla sua famiglia. Rispettosi per quanto ha fatto, ancora una volta per i nostri italiani emigrati, in questi suoi dieci anni di lodata carriera non ci resta che dirgli... Chapeau! Il servizio televisivo redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production e visibile sui siti ufficiali di televideoitalia.net e corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Toto Cutugno ci ha lasciato un lutto mondiale
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Dopo una lunga malattia aggravatasi negli ultimi mesi, l’icona della musica italiana Toto Cutugno, emblema dell’italiano e dell’italianità nel mondo, si è spento poche ore fa. Da diversi anni, aveva abbandonando la scena pubblica, un cancro alla prostata, che era riuscito a prendere in tempo grazie al suo amico Albano Carrisi, lo aveva portato a riflettere e a lanciare grandi messaggi alle comunità: "dieci anni fa mi sentivo una roccia. M rivolgo agli uomini…” diceva in diverse interviste “…fate prevenzione, caxxo. Mi alzavo tre quattro volte di notte, per andare a fare la pipì. Mi sentivo di spaccare tutto il mondo e invece… Mi sono confidato con Albano e mi ha consigliato un medico che si è accorto, alla prima visita, che non avevo una prostata ma un melone. Albano Carrisi mi ha salvato la vita". Da poco compiuto ottant’anni il celebre cantautore, con oltre cento milioni di copie vendute dei suoi dischi, ha scritto anche per altrettante Star italiane e internazionali, come Ornella Vanoni, Gigliola Cinquetti, Dalida, Adriano Celentano, Domenico Modugno, Michel Sardou, Claude Francois, Mireille Mathieu, Johnny Hallyday, Hervé Vilard. La carriera segnata da successi sin dagli anni settanta, prima con i Toto & i Rockers, poi Toto e i Tati, poi con gli Albatros e infine da solista, è solo un evitabile crescendo. Insieme a altrettanti Star quale Al Bano, I Ricchi e Poveri, Adriano Celentano e Pupo, Toto Cutugno è stato uno dei più celebri cantanti italiani a Mosca. “L’italiano” è diventato una sorta d’inno nazionale, soprattutto per gli italiani emigrati sparsi per il mondo. Amato e apprezzato da tutti, Toto Cutugno si presentava al suo pubblico e a noi giornalisti semplicemente non da cantante ma da persona semplice, umana, sensibile, premurosa, accogliente com’era. Dal 1989 ad ora, grazie anche al dipartimento europa managing SDA Sanremo Eventi, abbiamo avuto il novero di incontrarlo, seguire molteplice delle tappe dei tour fatti in più parti della Germania e ogni volta che lo incontravamo, era più una rimpatriata, ti metteva a tuo agio senza pregiudizi e senza condizioni alcuna, come l’ultimo fatidico incontro al megaconcerto de "I Giganti Italiani" a Stoccarda avvenuto l’11 gennaio del 2020, poi uscito in silenzio di scena. Di un animo buono e gentile e quando gli chiedevi: “Maestro, cosa serve ai giovani di oggi, desiderosi di intraprendere una carriera come la sua, o di qualsiasi altro genere, tipo e o stile essa sia?... Lui ti rispondeva: l’umiltà!”. Il Maestro Toto Cutugno conta un record di trenta partecipazioni al Festival di Sanremo, tra interprete e compositore. Ha consacrato una vittoria con il brano “Solo noi” e negli anni sei secondi posti, da "Serenata", "Figli", "Emozioni", "Le mamme", "Gli amori" e "Come noi nessuno al mondo". All'Eurovision Song Contest porta inoltre l’Italia sul podio con “Insieme”. La sua popolarità mondiale lo porta a visitare i Paesi Baltici è accolto come “The Italian Legend” la leggenda italiana. É stato inoltre un conduttore televisivo e ha firmato, tra le tante, anche la conduzione di una fortunata edizione di Domenica In. L’Italia e tutto il mondo ancora una volta piange una grande stella che ha segnato la storia della musica italiano nel mondo, caratterizzato e contraddistinto l’italiano emigrato oltre oceano. Tra gli infiniti cordogli che stanno già sovraccaricato i web e social in queste ore, dalla gente più comune, dai fan, dai colleghi, personaggi noti del mondo della politica e della televisione, inevitabilmente arrivano anche dalle più alte cariche dello stato Italiano e non solo, dalla premier Giorgia Meloni premier albanese Edi Rama. Da domani un’altra stella brillerà sui nostri cieli ed io “caro MAESTRO” mi piace ricordarti per come ci siamo lasciati quel fatidico 11 gennaio 2020 e continuerò a seguire la tua scia luminosa. Dalla nostra Redazione TeleVideoItalia Angela Saieva arriva un sentito cordoglio alla famiglia Cutugno. GRAZIE Toto Cutugno per la tua incondizionata umiltà, R.i.p. La camera ardente sarà allestita nel Palazzo Marino. I funerali del celebre cantautore saranno celebrati giovedì 24 agosto a Milano alle ore 11:00 nella Basilica dei Santi Nereo e Achilleo in viale Argonne. Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Low di Charles Onyeabor feat Emeka Onyeabor
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Esce dal 7 luglio in radio e nei principali digital store LOW, il nuovo singolo del cantautore nigeriano Charles Onyeabor feat. Emeka Onyeabor. LOW, è una canzone che parla di una donna incredibilmente attraente e carismatica come Kim Kardashian, dell'energia che illumina ogni stanza in cui entra. In questa storia, tutti sono infatuati di questa donna e la gente vedendola si esalta come a un concerto di Michael Jackson…”dice Charles “…facendo esplodere la pista da ballo a ogni sua mossa. Il testo la descrive anche mentre beve un mix di succo e Hennessy”. Continua il percorso discografico dell’artista afrobeat, che nel corso degli anni è stato all'altezza delle aspettative derivanti dall'essere figlio del grande musicista William Onyeabor. Questa volta ad accompagnare Charles c’è anche Emeka Onyeabor, il terzo figlio di William, a dimostrazione che “la musica fa parte di questa famiglia”. "Non vorrei avere un genere specifico, voglio solo suonare la mia musica così come la sento…” ha dichiarato Charles dopo essersi esibito all'Audi Dome di Monaco, in Germania, dando spettacolo con alcuni dei più grandi musicisti afrobeat al mondo, come Psquare, Otile Brown, May7ven, Dj Abrantee e altri. Charles Onyeabor è un cantante, cantautore e interprete eccezionale nigeriano. Nato e cresciuto nella parte orientale della Nigeria, nello stato di Enugu per la precisione, si è trasferito in Italia nel 2003 dove ha ulteriormente affinato le sue abilità nell'arte del fare musica. E’ il primo figlio del leggendario musicista nigeriano William Onyeabor, morto nel gennaio 2017. Da bambino, Charles è cresciuto ascoltando le canzoni di suo padre fin dalla tenera età. Ha studiato ingegneria civile presso la prestigiosa Enugu State University Of Science And Technology, ma contemporaneamente e segretamente anche musica, infatti la sua decisione fu di trasferirsi in America da adolescente per inseguire questo sogno, trovandosi alla fine in Europa. Giunto in Italia, si è innamorato della cultura italiana, del cibo, dei vestiti e delle automobili che lo hanno convinto a rimanere e alla fine ad avviare un'attività di concessionaria di auto. Charles Onyeabor ha partecipato al concorso "Una voce per San Marino" in Italia nel 2021. Ha pubblicato diversi singoli e attualmente sta lavorando al suo album di debutto che uscirà nei prossimi mesi. L’artista ha due figli ed è felicemente fidanzato con la madre del suo secondo figlio. Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Spettacolare Legno Rettore
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. È su tutte le piattaforme digitali e in radio “SPETTACOLARE” con l’inedita collaborazione Legno Rettore, scritta da Legno con la collaborazione di Albi dello Stato Sociale, produzione artistica Davide Gobello, Diego Calvetti e Fabio Zini, edizioni Warner Chappell Italia, PAV edizioni, Matilde Dischi, Starpoint International per l’etichetta Apollo Records, distribuzione Ada Music. Il video clip SPETTACOLARE è prodotto da Gradiva Film in associazione con Fonvra per la regia di Marco Cantone. Irrompe in questa ennesima estate di tormentoni, un brano dirompente, forte e capace di scuotere gli animi, anche quelli più pigri, restii a farsi domande. Un pezzo che racconta il nostro oggi dove tutto è mostrato, ostentato e reso SPETTACOLARE. Tv, giornali, social come un caterpillar senza ragione e intelletto, spettacolarizzano qualunque notizia, drammatica o buona: il dolore, come le gioie vengono asservite al bisogno di farne una cosa grandiosa che possa stupire, calpestando sentimenti e buon senso. Con SPETTACOLARE i Legno confermano la loro attitudine a far sì che le canzoni siano con testo e musica, le uniche e sole protagoniste della scena e in quel nascondere il viso, si mettono a nudo in un contatto sincero col pubblico: “Spettacolare è un pezzo di spaccatura, volevamo far arrivare dei concetti diversi rispetto al nostro solito comunicare, stiamo vivendo un periodo difficile, sentiamo spesso parlare di guerra, bombe e crisi politica, veniamo da due anni di pandemia, era inevitabile che questa situazione ci portasse a scrivere un pezzo più sociale. Questo brano è stato scritto insieme ad Albi dello stato Sociale e la direzione è sempre stata quella di un pezzo forte e d’impatto. Successivamente – concludono i Legno- ci siamo accorti che mancava una componente fondamentale per far arrivare certi concetti, volevamo di più. Mancava la cosiddetta “ciliegina sulla torta” senza la quale, sarebbe probabilmente rimasta chiusa nel cassetto. Rettore era la persona giusta, la chiave di volta del pezzo. Quando si parla di un’artista così forte può sembrare difficile, ma lei se l’è sentito suo da subito e lo ha “indossato” in modo Spettacolare!” L’idea, la scintilla, è partita da Diego Calvetti che dichiara: “Legno e Rettore insieme sono una bomba e il video è all’altezza della loro alchimia. Nasce da un incastro di volontà. Un brano dei Legno che aveva bisogno di qualcosa in più, una scrittura moderna la loro con la necessità di trovare una forza. Rettore è stata da subito la mia idea fissa, perché è forte non convenzionale da sempre, un’artista che ha precorso ogni tempo, stando avanti a tutti. La canzone di facile ascolto, ma con un testo così duro, nell’idea un po' fumettistica di Legno – Rettore, trova nella sua dirompenza, il perfetto equilibrio”. Rettore artista che non ha bisogno di presentazioni, milioni di dischi venduti e la capacità di incantare e dialogare con intere generazioni, grazie alla cura e al lavoro di Pasquale Mammaro, continua a stupire mettendosi in gioco con collaborazioni quali Ditonellapiaga, Tancredi ed ora Legno: “Mi ha cercata Diego Calvetti, che stimo molto e non ha dovuto convincermi! Sono rimasta da subito colpita da questo brano rockettaro, tosto e con questi due toscanacci simpatici, ci siamo capiti subito e poi Veneto e Toscana hanno parecchie cose in comune, dal vino alle parolacce! Una collaborazione, spettacolare, tutta da sentire da godere e un testo su cui riflettere. Mi piace lavorare con giovani artisti, perché le idee le ispirazioni nascono da collaborazioni come queste, dal continuo scambio. Non c’è un lavoro più divertente del mio e sono stata felice di mettermi in gioco. Stile Rettore puro”. Il videoclip è uno strappo, un racconto di una Italia talvolta ignorata che il regista Marco Cantone descrive così: “Ho capito da subito che fosse una hit esplosiva e che il video non potesse essere da meno. Alle immagini che vengono proiettate sui Legno e Rettore, SPETTACOLARE viene tradotto in scenari diversi, che hanno come comune denominatore l’Amore, per le cose ma anche per il proprio cane. In apertura il bambino che va da solo al cinema è amore allo stato puro, la ragazza muscolosa con il ragazzo magrolino, le due ragazze molto diverse che giocano insieme, sono spettacolari. La diversità è spettacolare”. Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Corde vocali il nuovo singolo di Carmen Pierri
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. CORDE VOCALI. Lottare per la propria passione, senza mai arrendersi. Corde vocali è il nuovo singolo dell’ultima vincitrice di The Voice of Italy Carmen Pierri, un brano, disponibile dal 21 luglio nei principali store digitali, che porta la firma anche di Riccardo Romano e Lorenzo Gioacchin. “Non è possibile far comprendere a chi non ha il fuoco dentro e la fame negli occhi, cosa significhi riuscire a farcela…” dice Carmen “…molti poi, oltre a non comprenderlo, provano a smontarti i sogni trattandoti come un’illusa…, Tu ci proverai una volta in più della fine e mostrerai fiera le crepe del tuo vaso che hai celebrato, riempiendole d’oro. Spiegare la propria passione con ardore consuma le corde vocali ma non importa, anzi, lotterai con ogni centimetro del tuo corpo, ogni grammo della tua mente e dalla riva del fiume vedrai passare e annaspare coloro che attendevano il tuo fallimento, ma tu li salverai e li farai ricredere, perché chi si arrende non ti somiglia per niente". Ha duettato con artisti quali Arisa, Gigi D’Alessio, Maurizio Vandelli. Musicale-Mix & Mastering sono a cura di Matteo Tateo (Management & Artistic Director) e Riccardo Romano. Carmen Pierri, nasce a Salerno il 25 Febbraio 2003. All’età di sei anni partecipa a piccoli concorsi musicali, dove si fa notare per le sue capacità vocali fuori dall’ordinario. A dodici anni comincia a studiare canto e pianoforte. Le sue passioni musicali la avvicinano alla musica soul e pop di Alicia Keys, Stevie Wonder, Giorgia ma il suo mito indiscusso è Amy Winehouse. Nel 2019 ha vinto “The voice of Italy” con l’inedito “Verso il mare”. A Luglio 2020 esce l’album di debutto “25”. È stata ospite ai “Seat Music Awards” all’Arena di Verona, al Festival di Castrocaro e altri eventi Rai. Inoltre ha collaborato con l’artista inglese Juliette Ashby, migliore amica di Amy Winehouse. Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Ultimo saluto a Toto Cutugno da tutto il mondo
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Si sono svolti i funerali del mastodontico cantautore italiano, che da più di cinquant’anni ha fatto della sua musica, testi e canzoni scritte per se e anche per altrettante Star italiane e internazionali, l’inno degli italiani e dell’italianità nel mondo. Non a caso, dall’arrivo e anche all’uscita del feretro dalla chiesa della Basilica dei Santi Nereo e Achilleo, dove si sono svolti i funerali, la folla (circa un migliaio) ha intonato l’Italiano tra commozione, lacrime e lunghissimi applausi. Dal giorno dell’annuncio della sua scomparsa e ancora adesso i social e web sono invasi di condoglianze, pensieri, commenti e ricordi dalla gente più comune e simpatizzante, ai fan di tutto il mondo, alle più alte cariche dello stato italiano e straniero, ai politici, agli artisti, ai colleghi, agli amici più stretti, del cantautore Toto Cutugno. Chi non è potuto essere presente al funerale per ovvi motivi, ha fatto sentire ugualmente la sua presenza, attraverso corone di fiori o intonando nei loro spettacoli: L’Italiano. Doverosa è stata anche la nostra presenza, con massima discrezione, per dare un ultimo saluto al Maestro Toto Cutugno che ci ha legati (per circa tre decenni) al cantautore, sia a livello mediatico, donando novero alla nostra emittente TeleVideoItalia.net e alla Tetata del Corriere d'Italia per cui scrivo, sia attraverso le tappe organizzate dal dipartimento europa managing SDA Sanremo Eventi in suolo tedesco. "É stato una persona gentilissima, premurosa e attenta..." commenta il direttore della SDA Sanremo Eventi Dino Saieva "...non ci ha mai fatto pesare la sua popolaritá". Tra aneddoti che ci accompagnano durante il viaggio e uno strano raggio di sole caldo che si posa nel retro del nostro sedile nonostante l'acquazzone, rientriamo in Germania ma non prima di avere raccolto anche, tra la calca della folla e colleghi giornalisti, alcuni dei preziosi commenti fatti a riguardo del nostro Mito. “Lo conoscevo da una vita e riconosco la sua arte come interprete ma soprattutto come autore, ha scritto canzoni meravigliose, una delle quali appunto l’Italiano…” visibilmente commosso commenta a noi giornalisti Gianni Morandi “…gli devo tanto rispetto e tanta amicizia a Toto; qualcuno diceva fosse un cantautore troppo popolare, io dico di no, dico che è stato un grande cantautore, ma anche un grande interprete”. Pur essendoci buona parte della musica italiana, cantanti e produttori musicali, il suo manager Danilo Mancuso al funerale del cantautore Toto Cutugno, Pupo altrettanto commosso con rammarico fa osservare “se io sono qua, è perché è veramente una persona speciale, gli ho voluto molto bene, lo stimavo come artista…" assaltato dalle domande e alcune più disparate, Pupo con garbo riporta all’attenzione i giornalisti su una cosa fondamentale e dei valori veri dei grandi cantautori ”…sentite la folla cosa canta? Musiche, melodie immortali, non so se fra cinquant’anni si canteranno ancora le canzoni dei ragazzi di oggi, io spero di si, spero…” poi storce un po’ il naso e si toglie un sassolino dalla scarpa “sono dispiaciuto un po’, è un parterre decisamente ridotto, sono mancati un po’ di colleghi, ci siamo solo noi due …” La prima serata l’abbiamo fatta in un “night” … commenta Roberto Cutugno, fratello del cantautore scomparso “…secondo me al mondo tra la musica non ci sarà piú musica, non perché era mio fratello ma fare trecento, quattrocento brani e farli tutti con amore, con sentimento, con il cuore è difficile trovare un autore che faccia tutti quei brani in quel modo lí”. “… Toto era una persona umile, buono, educato, un grande artista; era anche un vero grande signore che è difficile a trovarsi…” è il commento di Ivana Spagna anche lei visibilmente provata. “Era un uomo di fede, ha lasciato un bel segno nel mondo…” ricorda durante l’omelia don Gianluigi Panzeri, parroco della Basilica e che nel 1971 proprio nella stessa chiesa, aveva sposato la moglie Carla “…ci accoglieva in casa sua come un semplice credente, chiedeva sempre la benedizione e recitava il santo Rosario…, era un uomo di fede, era sempre in giro per il mondo, aveva tanti impegni, fa bene sapere che questo dolore sia condiviso da tante persone; ieri mi è stato detto che a scrivergli per le condoglianze sono state persone dagli Stati Uniti, dalla Russia, dall'Ucraina, tutto questo ci conferma che Toto ha lasciato un bel segno nel mondo, con le sue composizioni, un segno della bontà con le sue scelte, non sempre comprese da tutti." Bei tempi Maestro! È vero, l’icona della musica italiana Toto Cutugno, emblema dell’italiano e dell’italianità nel mondo, adesso se n’è andato in punta di piedi ma anche se…ahimè, ancora una volta "quel qualcuno" si ricorda di attribuire grandi oneri e meriti solo dopo che “un’internazionalmente mito italiano” non c’è più, il mondo intero continuerà a ricordarlo e ad amarlo sempre e comunque per quello ché è sempre stato: un ITALIANO VERO. Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- la Messa Internazionale a Karlsruhe
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Si è tenuta domenica 8 ottobre, assieme alle comunità tedesca, croata, vietnamita e polacca la Messa internazionale nella chiesa St. Stefan di Karlsruhe. Suggestivo è stato vedere la grande folla di fedeli unita in chiesa a pregare, se pur in lingua diversa, un unico Dio, nostro Signore. Abbiamo raccolto le impressioni del missionario don Waldemar Massel, della Missione Cattolica Italiana San Giuseppe di Karlsruhe, presente assieme alla sua generosa comunità pastorale guidato dalla presidentessa Francesca Bonfante e il capo gruppo Annamaria Canfailla. Devo dire che le mie impressioni, dopo la Messa internazionale celebrata, sono molto positive. Dall’1 di febbraio 2020 sono alla guida della MCI San Giuseppe di Karlsruhe ma purtroppo, a causa della pandemia partecipo per la prima volta a questo evento. Ho sentito parlare ma non l’ho mai vissuta…” ci dice don Waldemar “…vedere la grande chiesa di St. Stefan riempita al massimo, fa impressione, specialmente quando ordinariamente, almeno nelle nostre liturgie di lingua italiana vediamo prenderne parte poca gente. Certo, questo è stato possibile perché eravamo diverse Missioni: polacca, croata, vietnamita, italiana e ovviamente i fedeli della parrocchia tedesca. Diverse lingue, diverse culture ma la stessa fede che accumuna. Il canto “E ora che pia” eseguito alla fine della celebrazione in diverse lingue, ci ha fatto sentire ancora di più una famiglia, fratelli e sorelle in Cristo. É stata un’emozione unica. È stata inoltre una bellissima esperienza di Chiesa, di "Chiesa sinodale", come ha detto il decano Hubert Streckert nella predica. La Messa internazionale fa vedere anche che la Chiesa cattolica in Germania, ormai è composta dai fedeli di diverse lingue e nazionalità…” ci spiega il presule “In alcuni posti si parla pure che nelle parrocchie territoriali sono anche 50% o di più fedeli di altra lingua madre. Credo che questi eventi ci aiutino molto nel conoscerci e nel superare luoghi comuni o pregiudizi e a ripensare la pastorale in Germania. Italiani, polacchi, croati ecc. non sono più stranieri ma fanno parte integrante di questo paese, specialmente coloro della seconda o terza generazione. Per questo motivo si dovrebbe parlare di inclusione e non più di inculturazione. Una bella occasione per fare questo ha dato momento conviviale dopo la Messa davanti la chiesa, dove ogni Missione ha servito alcune pietanze tipiche della propria nazione. Non era solo mangiare ma come ho visto anche parlare tra la gente proveniente da diverse lingue. Ovviamente la lingua di comunicazione era il tedesco. Grazie a tutti voi italiani che avete partecipato e in modo speciale a coloro che hanno preparato pietanze italiane, che sono piaciute a tutti. Non è rimasto niente. Un po' di curiosità, tra alcuni della Missione polacca o croata, ha suscitato la mia persona. Perché ci si può chiedere. Perché alcuni non capivano il perché “un prete di nazionalità polacca” è parroco della Missione italiana in Germania…” termina don Waldemar Massel “… Non sono un caso particolare ma purtroppo, come abbiamo appreso molto bene durante il Convegno Nazionale di Palermo svoltosi dal 3 al 6 ottobre, su cinquantadue preti che guidano ottantatré missioni italiane in Germania, solo undici sono di nazionalità italiana. Penso che ci sarebbero ancora tante altre cose da conoscere sulle realtà di altre nazioni, altre missioni, su come gli emigranti vivono il loro distacco dalla terra di origine. Sarebbe bello se ci fossero più occasioni per stare insieme, conoscerci e crescere come unico popolo di Dio, dove “non c'è più giudeo né greco; non c'è più schiavo né libero; non c'è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù. (Galati 3,28). Il convegno nazionale delle Missioni Cattoliche Italiane in Germania, tenuto a Palermo dal 3 al 6 di ottobre, ha avuto come tema “Lontano da casa, essere a casa. Ovunque tu vada la Chiesa è con te” ed è stato promosso in collaborazione con la Fondazione Migrantes e la Conferenza Episcopale Siciliana.Tra gli innumerevoli interventi, non è mancato quello di don Gregorio Milone, delegato nazionale delle Comunità cattoliche italiane in Germania e Scandinavia ed editore del Corriere d'Italia, che nell’aprire i lavori, ha posto l’accento su una parola fondamentale ma per certi ancora incompresa: Accoglienza! É questa la parola chiave. Dobbiamo liberarci da ogni indifferenza e aprire la mentalità alla prassi dell’accoglienza, per la costruzione di società inclusive, fraterne, tolleranti e giuste..." ha detto il delegato nazionale don Gregorio Milone "...La pluralità di sempre più modelli culturali in Italia come in Germania, non solo non deve spaventarci, ma semmai rappresenta essa stessa ricchezza a cui poter attingere per migliorare addirittura noi stessi”. Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- picchetto donore interforze per Silvio Berlusconi
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Con oneri e noveri, in più di quindicimila persone, hanno dato l’ultimo saluto al presidente, ex premier e leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi. I funerali sono stati trasmessi in diretta nazionale e a reti unificate. Striscioni, bandiere di Forza Italia, del Milan e in prima fila anche un tricolore, poi ancora cartelli e scritte con “Ciao Silvio” hanno fatto da sfondo. In piazza si sono levati anche applausi alternati a cori "c'è solo un presidente" "Presidente, presidente" intonati sin dall’arrivo del feretro in piazza al Duomo di Milano, la folla non si è fatta mancare nulla, intonando persino l'Inno di Mameli. Si commuove perfino Elena Guarnieri al coro “chi non salta comunista è”. Tra i tanti, colpisce una scritta in particolare in mano a un bimbo, dove si legge: "Mi consenta, grazie". Nel fondo della piazza sono state anche issate a mezz'asta tre bandiere di Italia, Unione europea e Milano. Ad attendere il feretro di Silvio Berlusconi “un picchetto d'onore interforze” come prevede il cerimoniale per le esequie di Stato, che gli rende omaggio sul sagrato del Duomo, sotto uno straordinario cielo azzurro, “mentre a Roma diluvia” ha fatto notare Barbara Palombelli. 5000 sono i palloncini azzurri che si sono levati in cielo da Cologno Monzese, un omaggio dei dipendenti delle aziende di Berlusconi al loro capo, mentre Cesara Buonamici in studio con Barbara Palombelli, che ha impreziosito la diretta di Canale 5, dice “si è così concluso l’ultimo viaggio terreno di Silvio Berlusconi”. Impeccabile l’omelia dell’arcivescovo metropolita di Milano, S.E.R. Mons. Mario Enrico Delpini, come imponenti sono stati i controlli di sicurezza. Al termine della funzione religiosa è stato intonato il silenzio militare. Un sentito, caloroso e commosso applauso archeggia nell’aria, lo stesso che lo ha accompagnato prima per le vie, all’arivo in piazza del Duomo, durante e dopo la funzione religiosa. Sono stati effettuati percorsi di sicurezza che si sono resi efficaci all’occasione, per soccorrere persone svenute per il forte caldo, come sono state attivate misure anti-terrorismo, tiratori scelti e la zona è stata bonificata con cani anti-esplosivo, rimossi i cestiti Amsa e il tutto messo in campo per l’arrivo delle più alte cariche istituzionali, trentadue esponenti del governo, oltre a capi di Stato e di governo stranieri, tra questi l’ungherese Viktor Orban, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni. Tanti i vip del piccolo schermo, del cinema, del calcio arrivati in Duomo. Davanti al portone centrale del Duomo di Milano, si evidenziano le corone di fiori della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dell’ambasciatore del Kuwait Nasser Alqahtani, del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, della Corte Costituzionale e dell’ambasciata d’Israele, del Gruppo Senato di Forza Italia, di Fratelli d’Italia, della senatrice Licia Ronzulli, della Regione Abruzzo, del partito Socialista italiano. “Berlusconi esce di scena da protagonista. Molti in queste ore ne hanno raccontato l'avventura umana, imprenditoriale e politica. C'è chi lo ha combattuto politicamente con lealtà e chi invece ha usato mezzi impropri per provare a sconfiggerlo. Anche questo è un dato sul quale riflettere, per l'oggi e il domani, perché alla fine di questa storia i suoi avversari hanno perso…” pone l’accento la premier Giorgia Meloni “…il suo ingresso nell'arena della politica, ha accelerato i processi di trasformazione che erano già in corso a destra e a sinistra. Berlusconi ebbe il tempismo e colse il momento. Quella che doveva essere una lunga stagione di governi di estrazione socialista, senza reali alternative nel campo moderato, si è trasformata nell'era dell'alternanza al governo tra centrodestra e centrosinistra, dando all'Italia una dimensione occidentale e contemporanea, rafforzando così l'intera Nazione a livello internazionale. Berlusconi è un protagonista. I suoi avversari hanno perso.” Grande compostezza nonostante i cinque figli del Cavaliere Silvio Berlusconi: Marina, Pier Silvio, Barbara, Eleonora e Luigi, lo zio Paolo, la compagna Marta Fascina sono distrutti dal dolore, devastati per l’immensa perdita. I figli, avevano pubblicato sui giornali il loro personale ricordo del padre: “Dolcissimo papà grazie per la vita, grazie per l’amore, vivrai sempre dentro di noi“. La salma di Silvio Berlusconi sarà cremata oggi nel Tempio Crematorio Valenziano Panta Rei, in provincia di Alessandria. Poi le sue ceneri torneranno ad Arcore, dove riposeranno nel mausoleo fatto costruire dallo stesso presidente, la cappella di famiglia dove sono conservate le ceneri anche dei genitori e della sorella di Berlusconi. I funerali di Stato in Duomo a Milano, sono stati trasmessi in diretta tv su Mediaset Extra, RaiNews 24, Canale5, Rai1, Rete4, La7, 20, Iris, Italia1, Canale27, La5, Cine34, Focus, Italia2, Sky Tg 24, Tgcom24, Top Crime.Il record di ascolti ha visto in testa la rete ammiraglia di Mediaset, Canale 5, con il 21,9% di share pari a 2.352.000 telespettatori; il 18,3% laRai1 con 2.086.000 telespettatori. Nella storia della televisione italiana, non si era mai verificata una copertura simile. Quindicimila inoltre in piazza del Duomo a dare l'ultimo saluto al Cavaliere. Toccante se pur improvvisato il discorso dell’amministratore delegato di Mfe-Mediaset Pier Silvio Berlusconi, secondogenito dell'ex premier, che subito dopo i funerali ha scelto di andare e salutare anche i dipendenti e collaboratori di Mediaset, che a sorpresa lo hanno aspettato nello Studio 20 di Cologno Monzese, in presenza anche di Gerry Scotti che avvicinato dopo le esequie ha dichiarato: “Berlusconi è l’uomo che mi ha cambiato la vita“. L’applauso a Pier Silvio Berlusconi dei dipendenti è inarrestabile, resta di sasso davanti a tanto affetto. “Sono stati dei funerali che hanno avuto dell'incredibile…, ho ricevuto l’abbraccio del popolo e mi sono reso conto ancora una volta della grandezza del nostro fondatore…” dice visivamente commosso Pier Silvio Berlusconi “…ma io non ero completo, io non mi sentivo a posto, adesso ho avuto il vostro abbraccio e mi sento a posto..., lui rimarrà sempre, sempre, sempre, nei nostri cuori. Continueremo a fare il nostro lavoro…., grazie, grazie vi amo tutti…, noi siamo e saremo sempre una prova di libertà!". Anche i direttori della nostra emittente TeleVideoItalia.net Angela Saieva, deve molto al Presidente Silvio Berlusconi, sempre riconoscenti, custodiscono gelosamente l'operato compiuto. Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Is It Love il nuovo singolo di Loreen
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Oggi, Loreen, artista pluripremiata a livello internazionale, presenta l'attesissimo nuovo singolo "Is It Love", prodotto dal produttore discografico e cantautore svedese Rami Yacoub (Ariana Grande, Lady Gaga, Madonna) presso gli MXM Studios della Universal. La Pluripremiata Loreen torna con il nuovo singolo "IS IT LOVE" schizzando alle stelle. Artista femminile di spicco della diaspora, le radici berbere marocchine di Loreen sono incorporate nel suo nuovo sound pop che spazia tra le culture, ora più che mai. In una recente intervista di copertina, Vogue Arabia ha dichiarato che il suo "momento sotto i riflettori sta diventando sempre più luminoso". Le influenze nomadi stanno diventando sempre più comuni nella musica pop occidentale, ma con il dominio di piattaforme musicali come TikTok ed Eurovision, una nuova generazione di artisti al di fuori del mondo pop occidentale sta rendendo la musica accessibile a tutti, unendo le persone e raggiungendo il pubblico di là delle frontiere alle loro condizioni. Loreen è alla guida di questo movimento con il nuovo singolo "Is It Love". "Is It Love" è nata da una ricerca di chiarezza, è una canzone che descrive e contempla un amore così profondo ma allo stesso tempo pieno di confusione…” dice Loreen “… Si tratta di capire che per creare una comprensione più profonda di se stessi è necessario accettare la dualità della vita, che la distorsione e la chiarezza vanno di pari passo e sono ugualmente importanti. E per sperimentare la profondità del vero amore, sia verso se stessi che verso gli altri, bisogna accettare e sperimentare la profondità del dolore". La voce potente di Loreen è al centro della scena. I versi introspettivi risplendono su una produzione cinematografica, mentre lo slancio si gonfia in un coro impetuoso, simile a quello di Sia, punteggiato da fuochi d'artificio vocali "spiritual pop". L'artista si apre come mai prima d'ora e si chiede "Is It Love" in questo nuovo inno coinvolgente e appassionante. "Is It Love" parla della dualità dell'amore. Non c'è luce senza oscurità, non c'è chiarezza senza distorsione e non c'è amore senza dolore. Il brano è scritto da MTHR ("Can't Tame Her" - Zara Larsson, "Better Days" - Neiked) insieme a Dag Lundberg ("Where Are You Now" - Lost Frequencies) e Maia Wright (Armin Van Buuren, Gryffin NOTD). La produzione vocale è affidata ad Albin Nedler (Harry Styles, Sam Smith, Selena Gomez) e al mix engineer Josh Gudwin (Bad Bunny, J Balvin, Justin Bieber). Con tredici milioni di ascoltatori mensili su Spotify e descritta da Rolling Stone US come una "superstar del dance-pop", "Is It Love" segue a ruota il suo secondo colossale singolo vincitore dell'Eurovision, "Tattoo". Il brano è stato al primo posto nella classifica dell'airplay radiofonico francese per cinque settimane consecutive, al primo posto in diciannove Paesi e raggiunto il quinto posto nella classifica globale di Spotify, il quindicesimo nella classifica di Billboard e il secondo nella UK Official Singles Chart. "Tattoo", che è rimasta nella classifica ufficiale dei singoli del Regno Unito per nove settimane, dopo la storica vittoria a cui anche noi abbiamo assistito e il novero di votare, l'ha consacrata come la "prima donna" e solo la "seconda persona in assoluto" a vincere due volte l'Eurovision Song Contest. NME descrive "Tattoo" come "una canzone drammatica, con una voce che colpisce nel segno e una messa in scena dall'inventiva abbagliante"; Gay Times: "ipnotico e cinematografico"; Vice: "un fragoroso pop scandinavo"; Billboard "una bombastica ballata elettro-pop" e Neil McCormick, critico di musica pop del Daily Telegraph, la definisce "un'assoluta bomba". La canzone ha ottenuto più di mezzo miliardo di streaming su tutte le piattaforme e Loreen è stata poi pubblicata su Rolling Stone UK, Marie Claire UK e The Guardian G2, che ha descritto "Tattoo" come un "pezzo ben eseguito di ballata pop, con tracce di Katy Perry per attirare l'attenzione prima che prenda il sopravvento con il suo brio distintivo". È stata inoltre insignita dell'ambito Pride Icon Award agli Attitude Pride Awards 2023 e si è esibita al Mighty Hoopla e alla finale di Germany's Next Top Model. Loreen si appresta a intraprendere un tour tutto esaurito nel Regno Unito e in Europa quest'inverno, che prenderà il via a Dublino il 7 novembre con spettacoli a Glasgow l'8 novembre e all'Electric Brixton di Londra il 10 novembre, per poi fare altre quindici tappe in tutta Europa prima di concludersi il 5 dicembre a Parigi, in Francia. Con le immagini di scena progettate da Tobias Rylander, il cui lavoro precedente include il disegno luci per il Renaissance World Tour di Beyonce e la performance di "Tattoo", vincitrice dell'Eurovision, lo spettacolo promette di essere un'esperienza completamente immersiva, che imita l'etica personale di Loreen di dare priorità alle connessioni con i fan, la natura, la spiritualità e la musica. L'enorme successo di Loreen con Euphoria è ancora oggi considerato una delle performance più memorabili nella storia dell'Eurovision Song Contest, in cui ha contribuito da sola a cambiare la percezione dell'Eurovision. All'inizio di quest'anno, Loreen ha nuovamente incantato i telespettatori di tutto il mondo, questa volta con la sua straordinaria performance di "Tattoo" entrando nella storia come la prima donna e solo la seconda persona in assoluto, a vincere due volte l'Eurovision Song Contest. Oltre che per la sua abilità artistica, Loreen è conosciuta e apprezzata in tutto il mondo per il suo approccio caloroso e concreto, con messaggi di amore e inclusione che traspaiono da tutto ciò che fa. Per lei, fidarsi della propria intuizione è più importante che seguire ciò che è stato fatto prima, il che la porta a percorrere un sentiero creativo meno battuto, dando vita a un'arte infusa di spiritualità e della sua eredità nomade. La sfera sonora di Loreen vi porterà in viaggio, il pop ispirato alle sue radici berbere con tocchi di influenze dance che rendono il suo sound un'esperienza davvero unica. Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- don Waldemar Massel festeggia trenta anni di sacerdozio
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. La comunità italiana di Karlsruhe, domenica 24 settembre, si è riunita in festa per i trent’anni di sacerdozio di don Waldemar Massel, parroco della Missione Cattolica Italiana San Giuseppe di Karlsruhe. Il festoso evento che ha visto una chiesa gremita e bandita a festa, è iniziato con una celebrazione eucaristica nella chiesa Unserer Lieben Frau di Karlsruhe, presieduta dallo stesso don Waldemar, durante la quale ha tenuto l'omelia S.E. Reverendissima Mons. Enrico Dal Covolo che, dopo due mandati come Rettore Magnifico della Pul (il secondo voluto da Papa Francesco), è assessore del Pontificio comitato di scienze storiche. Hanno concelebrato la Santa Messa: Il salesiano don Stanislao Rafalko, amministratore parrocchiale ad Alfonsine, diocesi di Faenza e caro amico di don Waldemar; don Wiesław Soja, parroco della Missione polacca; il salesiano don Stjepan della missione croata, che ha peraltro studiato assieme al presule a Roma; don Marian Rybak, emerito sacerdote polacco, che per tanti anni ha lavorato nelle parrocchie tedesche della loro diocesi e don Ralf Dirckhofer, parroco di Rastatt. All’evento religioso dei tren'anni, presenti anche alcuni cari familiari di don Waldemar, come la zia e sua madrina di battesimo Helena Mett, le cugine con i rispettivi mariti che abitano in Germania e la cugina Joanna, che abita a Parigi. Lo stesso don Waldemar ha ricordato ai fedeli e ai suoi parrocchiani il cammino dei suoi trent’anni di ordinazione sacerdotale, al servizio di Gesù. Visivamente emozionato, il presule ha fatto gli onori di casa, dando il benvenuto a diversi rappresentanti della Comunità polacca di Rastatt e di Karlsruhe e ai cari parrocchiani della Missione Cattolica Italiana San Giuseppe di Karlsruhe. Pensiero e parole di gratitudine il festeggiato le ha riservate anche a chi purtroppo, per impegni pastorali presi in precedenza, non è potuto essere presente ai festeggiamenti dei suoi trent’anni di sacerdozio, come don Hubert Streckert, decano di Karlsruhe; don Gregorio Milone, delegato nazionale delle Missioni cattoliche italiane in Germania e Scandinavia e editore del Corriere d’Italia. Inoltre, ha aperto inoltre una parentesi e rivolto un pensiero di augurio anche alla Comunità Cattolica Italiana di Calw, pure loro in festa lo stesso giorno per celebrare assieme a S.E. Rev.ma Mons. Calogero Peri, la nostra emittente TeleVideoItalia.net e le autorità religiose e civili di Mirabella Imbaccari, la Madonna Maria SS.ma delle Grazie, patrona di Mirabella Inbaccari e dei mirabellesi residenti a Calw e circondario. Dalla realtà a un tuffo nei ricordi, il passo è breve. Padre Waldemar Massel si commuove, ripercorrendo con noi il sentiero dei suoi ricordi con grande lucidità, come se fosse ieri. Traccia alcuni dei più belli, non negando quelli incerti e bui, fino alla luce che riaccende e rianima sempre più la sua fede, ogni qualvolta che pensa di essersi smarrito. Per la quinta volta, ho il piacere di descrivere i diversi eventi religiosi che compie il presule, assieme alla sua comunità pastorale della Missione Cattolica Italiana San Giuseppe di Karlsruhe e trovo superfluo fargli altre domande e quindi, con ammirazione, rispettosa preferisco ascoltarlo e navigare assieme a lui, esplorando il suo mondo religioso vissuto. “Premetto che è sempre un piacere rincontrare te Angela, come tuo marito Dino e ogni volta che ci incontriamo e se non vado errato, per quattro diversi eventi, ho avuto modo di raccontarti sempre un qualcosa in più e arricchire il tuo bagaglio d’informazione, sul mio percorso pastorale…” ci dice entusiasta don Waldemar Massel “…festeggio oggi, con la mia comunità, i miei trent’anni di sacerdozio, perché l’11 settembre è purtroppo una data che per tanti si collega alle “Torri gemelle” del 2001, mentre io sono stato ordinato sacerdote l’11 di settembre del 1993, nella mia parrocchia. In questa data ricorrente comunque, ci siamo riuniti con un piccolo gruppo di miei connazionali della Missione polacca e abbiamo celebrato la Sanata Messa di ringraziamento, nella Bernharduskirche di Rastatt. Poi sono partito a visitare mia madre, che per motivi di salute non è potuta essere presente qua a Karlsruhe e così il 12, tra familiare e qualche amico, abbiamo celebrato la Santa Messa nella Cappella dei Salesiani che gestiscono la Parrocchia Sacra Famiglia di Pila in Polonia, per poi terminare con una piccola festa e cena. Ritornai in quella chiesa e seduto in fondo nei banchi, in quel momento mi sono detto tra me e me, penso che a oggi sono stato l’unico ad essere stato ordinato sacerdote in questa chiesa. Tu pensa i casi della vita Angela, in questa chiesa sono stato battezzato, ho ricevuto la prima comunione, la cresima, sono stato ordinato sacerdote. In questa chiesa, c’è stata anche la messa funebre dio mio padre e mio nonno che sono morti nello stesso giorno, mentre io studiavo ancora in Italia e così, questa chiesa, per me è una chiesa veramente molto importante perché, tutte le cose più importanti della mia vita sono passate attraverso lì…” poi, ironicamente padre Waldemar aggiunge “…non so dove sarà la mia messa funebre, può darsi anche in questa chiesa ma questo lo vedranno gli altri, altrimenti avrei completato tutto il mio percorso in un'unica chiesa! No..., ok; fino adesso le cose più importanti, dal punto di vista possiamo dire di fede, sono passate per quella chiesa. Ecco come ho passato il mio 11 e 12 settembre e oggi siamo arrivati a fare la festa di ringraziamento al Signore, per questo dono di sacerdozio e ringraziare anch’io per la fedeltà che ho avuto, che mi da la forza di portare avanti questa chiamata; perché “la chiamata” è una vocazione e viene dall’altro, in quanto è il Signore che mi ha scelto, non ho scelto io di essere chiamato. Quando ero ancora ragazzo, sentivo forse già un po’ dentro di diventare un sacerdote perché, Lui, Dio, si è servito dei buoni preti che erano nella mia parrocchia. Io, forse, non avevo ancora tanto l’idea di essere un sacerdote ma già la mia testa voleva essere come loro. Poi mi sono detto no, troppe rinunce. Essendo giovane, pensi effettivamente di avere la famiglia, la moglie, la casa e quant’altro. Avevo anche un altro esempio di un insegnante di educazione tecnica e andavo poi in diverse Olimpiadi. Anche lui mi ha affascinato, così mi sono detto, divento insegnante. Poi, dopo aver letto anche il libro su Don Bosco, essendo salesiani nella mia parrocchia, le mie incertezze si fortificarono sull’andare o non andare. Al liceo ricordo che, durante la festa di Natale, il mio catechista mi disse: Waldemar, ti auguro che un giorno tu mi sostituisca qua, ed io erroneamente dentro di me gli dicevo: si si, aspetta! Invece ritornavo sempre col pensiero che Dio mi chiamava ma io forse, questa chiamata non volevo vedere perché mi dicevo che avevo i miei progetti. Questi combattimenti dentro di me però, erano e diventavano sempre più intensi; decisi così di parlarne col mio parroco, dove mi consigliò di fare una novena, di prendersi la parola di Dio, vedere la parola di Dio cosa mi dice ed io, il primo giorno, presi la bicicletta, la parola di Dio dietro nel mio bagagliaio e salii su una collinetta. Apro e lì esce che devo farmi prete, ed io sempre erroneamente mi dicevo, speriamo che domani esce qualcos’altro. Questo tira e molla mi portò alla fatidica goccia che traboccò dal vaso. Ogni sera andavo a messa e una sera entrò un mio amico, anche lui un ministrante, dicendomi “io vado in noviziato” e cosí captai questo messaggio di andarci anch’io e decisi di proseguire assieme a miei diversi compagni. Alcuni miei amici poi certo, hanno lasciato l’idea di proseguire in questa vocazioni, tanti si sono ritrovati in un'altra vita, un altro è diventato infine un insegnante d’italiano in Polonia, altri purtroppo si sono pentiti delle scelte che hanno fatto ma io ho seguito la mia volontà, ed é così che nel 1993 sono diventato sacerdote. In questi trent’anni, come ho avuto modo di raccontare anche a te Angela, ho vissuto in diverse parti. Ho continuato gli studi di Pedagogia sociale a Roma, poi i superiori mi hanno richiamato in Polonia che dopo un cambiamento di sistema politico, anche i salesiani hanno ricevuto le scuole e una casa di recupero per i ragazzi di strada. Sono stato designato in un oratorio vicino Danzica e in tutto sono rimasto sette anni. Rientrato in Italia, sono stato incardinato nella diocesi di Civita Castellana. Come forse ti ho già detto, mi definisco anche un po’ zingarello; mi piace girare e non riesco a stare troppo nello stesso posto e quindi, avendo anche la famiglia qui in Germania, mi girava in testa il volerci venire e così, tra decisioni e incertezze di studiare ad una certa età anche il tedesco, l’hanno dopo ho saputo che c’era un posto da occupare e mi venne accettata la richiesta fatta. Il resto è storia. Per questo grande viaggio spirituale, come tu mi chiedi Angela, mi sento di ringraziare prima di tutto Dio. Lui, che mi ha portato per i suoi sentieri che erano belli ma anche altri bui, che dovevo irrobustirmi. Doveva anche "Lui" provare forse la mia fedeltá, o meglio… la purezza dell’intenzione, io la chiamerei così. É un po’ una metafora: come oro e argento si prova e si ripulisce nel fuoco, così l’uomo nel dolore e nelle prove si perfeziona. Ecco “Lui” mi ha fatto passare queste prove per ripulirmi e penso che ancora mi sta ripulendo in questi trent’anni e di diventare in quest’arco d’anni sempre più quello che dice l’apostolo: "Lui deve sempre crescere, ed io diminuire". Come ho scritto nell’immaginetta che ho lasciato anche a te, con su scritto: “Tutto posso in colui che mi da la forza” (Fil4,13), ed io non faccio niente da me. Quando io penso di fare di testa mia, faccio soltanto disastri ma quando mi metto nelle mani di Dio e realizzo i suoi progetti, allora sì che si realizza davvero qualcosa. Lei mi chiedeva come nasce la vocazione e le difficoltà di abbracciare questa vocazione: sai che in proposito è nato di recente, nella Missione polacca, anche un programma: Reverendo ho una domanda da fare, dove l'autore chiede ai sacerdoti, suoi ospiti “che cos’è una vocazione, come nasce e com’è vissuta una vocazione”. Ecco Angela, la vocazione è…, sei chiamato, prima di tutto questo, perché se non sei chiamato, non lo fai. È come la leva, quando ti chiamano a fare il servizio militare. Poi c’è…, se corrispondi a questa chiamata. Oggi dobbiamo fare, affinché questa chiamata arrivi alle orecchie dei giovani, perché oggi si fa di tutto per ostacolarli, nel vedere e nel sentire. È come quando vediamo una bellezza e non vogliamo che qualcun altro la veda; come altrettanto una bruttezza, come ad esempio ho letto di recente che nel Summit del G20 tenuto India, hanno messo grandi Banner per non farli vedere la povertá. Ecco, così è anche qua. Oggi, tanti non hanno ne sentito, ne incontrato, ne visto Gesù Cristo. Così, come possono sceglierlo? Se non conosco e non so che esiste una bibita o una pietanza, come posso aver desiderio di berla o mangiarla? Ecco, purtroppo accade questo, che oggi in tanti non vedono Cristo. Devono vedere noi, che lo abbiamo veramente incontrato. C’è una canzone in proposito che fa: “Cristo non ha mani, ha soltanto le nostre mani…, Cristo non ha piedi, ha soltanto i nostri piedi…” l’unica Bibbia che la gente legge ancora è, la nostra vita quotidiana. Penso che questa è dunque la risposta. Dobbiamo essere testimoni di Cristo e i giovani, sono “bravissimi psicologi” e subito ci vedono se noi facciamo gli “attori” o “viviamo davvero”…, loro vedono oltre le maschere! Per quanto riguarda progetti futuri che chiede, le dico che un progetto che é forse nato spontaneamente e penso a maggio, dal viaggio di pellegrinaggio a Lourdes, che riusciamo a fare un “gemellaggio” con la Missione Cattolica Italiana di Pforzheim e fare alcune manifestazioni insieme, incontrarci e aiutarci a vicenda; fare il Pellegrinaggio a Fatima dal 6 al 9 di dicembre e passare così anche la Festa dell’Immacolata proprio lì a Fatima; fare anche qualche conferenza da ambo le missioni e perché no, unirci con le due comunità e festeggiare anche il 6 di gennaio 2024, iniziando da una celebrazione eucaristica, per finire a mangiare tutti insieme davanti ad una grande tombolata; poi vediamo cos’altro ci riserva il futuro e vedo che don Arcangelo Biondo è molto entusiasta, di questa serie di iniziative. Sono felice, in questo giorno di festa collettiva, perché per i miei trent’anni di sacerdozio, ho avuto il rinnovo di tanto affetto e vicinanza da parte della comunità pastorale, dai miei familiari, dai mie amici e pastori. Ci sono liete novità anche nel gruppo del Consiglio pastorale guidato dalla presidentessa Francesca Bonfante. Da poco infatti, nella riunione del consiglio pastorale, abbiamo formato il gruppo chiamato Diaconia- Santa Marta, nominando capo gruppo Annamaria Canfailla. Ho avuto modo di appurare, in diverse occasioni più materiali, (dove ci sono ad esempio queste feste collettive da organizzare, come nel fare e dare alcuni aiuti per gli altri, per le persone bisognose e anche per quello che abbiamo fatto di recente per l’Ucraina) che Annamaria Canfailla è abbastanza brava in questo e non fa pesare tutto su una persona. Ed ecco che ho sia la parte spirituale, sia materiale. Ovviamente, ho dato mano libera di costruirsi un gruppetto senza un limite, affinché non sono sole ad adoperarsi ma hanno l’appoggio di altrettante persone collaboratrici, nella riuscita a meglio di quello che viene fatto per la collettività a livello religioso, sia Giubilare. Vi ringrazio tanto tanto per questa grande accoglienza avuto in questi tre anni, per tutto questo tempo che camminiamo insieme e per la possibilità di continuare a conoscerci. Spero che questo nostro cammino sia sempre più fruttuoso e che veramente tutti quanti possiamo sempre crescere in santità e aiutare anche tutti i nostri connazionali, affinché possono anche loro ritrovare in Cristo la vera gioia, la luce in questi tempi che sembrano molto molto bui e spaventosi ma con Cristo, si vince. Ringrazio tutti, nessuno escluso, anche per avere reso possibile questa bellissima giornata di festa, per i miei trent’anni di sacerdozio che il Signore mi ha regalato; la vostra preziosa presenza con la tua emittente TeleVideoItalia.net Angela e quella del Corriere d’Italia per cui scrivi e per come ogni volta documentate fedelmente assieme a tuo marito Dino Saieva, l’operato delle Comunità italiane in Germania; S.E. Rev.ma Mons. Enrico Dal Covolo, salesiano, che ha accettato di tenere l’omelia e di stare insieme alla mia Comunità che il Signore mi ha dato adesso da guidare. Devi sapere inoltre Angela che, durante il seminario Mons. Enrico Dal Covolo è stato un mio catechista e da prete il mio padre spirituale. Tra le sue tante mansioni e titoli, ha praticato anche esercizi spirituali a Papa Benedetto XVI. Grazie a tutti. “Grazie di cuore e sono venuto ben volentieri per questa occasione. Sono Vescovo da tredici anni, Vescovo titolare di Eraclea e al momento Assessore nel Pontificio comitato di scienze storiche, così collaboro con il Santo Padre, Papa Francesco…”ci dice S.E. Rev.ma Mons. Enrico Dal Covolo “…prima sono stato Rettore della Pontificia dell’Università Lateranense, la così detta Università del Papa e prima ancora, ho avuto l’occasione di essere formatore dei diaconi salesiani (perché io sono salesiano) nell’Unitá Pontificia salesiana …” ci dice S.E. Rev.ma Mons. Enrico Dal Covolo, “… ed è proprio lì che ho incontrato Waldemar e come diacono, l’ho per un anno accompagnato proprio fino al sacerdozio, dal diaconato al sacerdozio. La nostra amicizia e la nostra consuetudine non si è interrotta mai. Per parecchi anni, sono riuscito ancora a proseguire nella direzione spirituale, nei suoi confronti e adesso… siamo un po’ più lontani, ed è un po’ più difficile. Tuttavia, il legame spirituale rimane intatto. E. Rev.ma Mons. Dal Covolo, cosa si porterà di questa grande esperienza vissuta oggi? “Porto con me un senso di chiesa aperta, una chiesa aperta impegnata nella vigna del Signore, nel lavoro e nel lavoro pastorale. Con persone differenti, provenienti da diverse nazioni, qui soprattutto, naturalmente provenienti dall’Italia, dalla Polonia, dalla stessa Germania ma ho incontrato persino una persona che veniva dalla Cina! Insomma, una comunità molto composita che mi ricorda la “cattolicità, l’universalità della chiesa” e l’impegno, lo si è visto nella celebrazione liturgica. L’impegno di tutti, per essere vicini al Signore e utili al Santo Popolo di Dio“. E. Rev.ma Mons. Enrico Dal Covolo, ringraziandola di cuore per aver accettato di dedicare il suo prezioso tempo a noi e alla nostra emittente, come alla comunità del posto, le chiedo pertanto un ultimo saggio, rivolto alla Missione Cattolica Italiana San Giuseppe di Karlsruhe “La mia ultima parola è quella di “camminare sulla strada del Signore”. Proprio come ho detto prima, c’è un’antica ballata irlandese che dice così: "se ogni uomo gettasse un fiore sul cammino del suo prossimo, le strade del mondo sarebbero piene di gioia!" Ecco, in questo momento in cui anche l’Europa è travagliata da una guerra pericolosa, pericolosissima, noi ripetiamo questa parole: "se ogni uomo e ogni donna gettasse un fiore sul cammino del suo prossimo, le strade del mondo sarebbero piene di gioia e di pace!" E. Rev.ma Mons. Enrico Dal Covolo, a nome della comunità italiana e non solo quella in Germania ma di tutto il mondo che ama il cattolicesimo, il pensiero più grande forse va… a come potersi aprire maggiormente alla fede? “la mia risposta è sempre chiarissima e dipende proprio dalla mia vocazione di salesiano, sacerdote, Vescovo e cioè: non bisogna stancarci di educare e di educare sempre ed educare ancora, anche se sembra che i giovani non corrispondono molto in questo momento. Tuttavia, non stanchiamoci di educare “e…” educare non anzitutto con le parole ma anzitutto con l’esempio della vita. Questo è ciò che trascina. Giá lo dicevano i latini: “Verba volant” che significa "le parole volano “exempla trahunt" ”gli esempi trascinano". Ecco, i Santi sono i più grandi evangelizzatori che esistono, perché sono i più grandi testimoni. Non a caso ho citato Santa Maria Faustina Kowalska nell’omelia, l’apostola della misericordia di Dio. Non stanchiamoci di educare la fede, non stanchiamoci di essere testimoni della fede. Ringrazio lei e la sua emittente TeleVideoItalia.net Angela e il Corriere d’Italia per cui scrivi, so che scrive con passione e si spende a dare voce alle comunità. È stato un vero piacere conoscerla di persona, Dio benedica il vostro ponderoso lavoro, di sana comunicazione. Durante l’omelia, S.E. Rev.ma Mons. Enrico Dal Covolo, ha rivolto un saluto particolare al missionario don Waldemar Massel e ai suoi parrocchiani, ricordando con gioia quella vocazione maturata negli anni e invitando tutti a continuare a insistere nella preghiera, affinché questo esempio sia seguito da tanti altri giovani, verso una vita che nel servizio trova la sua piena realizzazione. In occasione dei trent’anni di sacerdozio, don Waldemar ha generosamente regalato ai presenti la cartolina immagine con su scritto un suo pensiero: “Riconoscente a Dio per il dono del sacerdozio, mi affido alle vostre preghiere e vi benedico. Per il bene che ho fatto, sia lode al Signore. Per il male, chiedo scusa.” In questa occasione, sono stati inoltre distribuiti anche una confettata in sacchettini datati e con il nome del festeggiato. Al termine della funzione, don Waldemar Massel e i suoi illustri ospiti si sono uniti al caloroso abbraccio dei presenti e all’accogliente rinfresco preparato con cura, all’esterno della chiesa, dalle sapienti mani delle gioiose e affabili signore della MCI San Giuseppe, guidate con tanta passione dalla presidentessa del Consiglio pastorale Francesca Bonfante e la capo gruppo Annamaria Canfailla. Toccante anche il momento di convivialità avvenuto davanti alla chiesa, specie quando S.E. Rev.ma Mons. Enrico Dal Covolo si è unito senza indugio alla folla, ha fatto selfie, ha tagliato assieme a don Waldemar con grande entusiasmo la torta, brindato con tutti ma soprattutto si è inchinato e abbracciato bambini, ammalati e portatori di Handicap. Grati per l’invito redatto e per averci reso ancora partecipi, rinnoviamo i migliori auguri al Reverendo padre don Waldemar Massel, per i suoi trent’anni di sacerdozio ma soprattutto, per l’inestimabile valore, amore e dedizione con cui continua a servire, con grande impegno e umiltà la sua comunità, ovunque è designato. Il servizio televisivo redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production e visibile sui siti ufficiali di televideoitalia.net/intervistelive e corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Un’altra Mania di Niveo
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Dopo il Premio Lunezia Generazione Z NIVEO reduce da un’estate di appuntamenti live, torna con un brano uptempo, “Un’altra Mania” in attesa di una nuova uscita! Venerdì 29 settembre fuori su tutte le piattaforme digitali “Un’altra mania”. Il brano è una versione completamente nuova di “Mania”, singolo inserito nella tracklist del primo EP di Niveo,” Scarabocchi”, uscito il 30 giugno. “Mania” nasce da una sfida lanciata da Dardust ad Amici: comporre un brano su un suo beat. Pur non avendo vinto, Niveo ammette di esser riuscito nella missione: STUPIRE. Proprio per questo motivo ha scelto di tenere l’anima di quel pezzo e inserirlo nel suo disco. La produzione di questa nuova versione Formica Dischi/ADA Music Italy, dal sound fresh e drum&bass, è stata affidata a Steve Tarta il quale ha aggiunto un tocco di follia andando a rielaborare i suoni del brano aggiungendo dei synth super moderni. "Penso che, in fondo, tutti noi abbiamo “Manie” a tenerci compagnia. Con questa nuova versione vorrei ricordarci, me compreso, di seguire fino in fondo le proprie passioni sorridendo delle nostre piccole manie. Non facendole però diventare ossessioni, mai..." dice Niveo a proposito di “Un’altra Mania”. “Un’altra mania”, accompagnato da un video ufficiale diretto da Marco Mannini per Wet Creative in uscita su Youtube la prossima settimana, chiude quindi l’adolescenza musicale di Niveo (che compirà vent’anni l’8 novembre prossimo) passata dall’esordio come artista di strada ad Amici all’Ep “Scarabocchi” fino ad un nuovo viaggio in vista dell’uscita di un imminente singolo inedito". Marco Fasano in arte Niveo è un cantautore classe ’03 nato e cresciuto in provincia di Pistoia. Viene attratto dalla musica fin da piccolo. Se ne accorgono i suoi genitori quando lo ritrovano a fischiettare e cantare a memoria tutte le canzoni che ascolta. Il primo vero approccio con il mondo della musica arriva a 15 anni quando diventa il cantante di una band nata nella sua scuola. Come per tanti ragazzi della sua generazione il lockdown è per lui un momento surreale ma Niveo, positivo ma anche malinconico per indole, non si perde d’animo e utilizza il tempo a disposizione scrivendo articoli in inglese come lavoro part-time. È così che riesce ad acquistare la sua prima chitarra che impara a suonare da autodidatta. Con questa inizia a comporre per la prima volta delle canzoni e, dopo qualche tempo, viene notato dall’etichetta toscana Formica Dischi che decide di affiancarlo nel suo percorso di crescita musicale. I primi live per le strade di Lucca lo fanno conoscere e apprezzare dalle persone al punto che, qualche mese dopo riesce a comprarsi con i soldi guadagnati una nuova chitarra e un telefono. Le persone lo apprezzano così tanto che, qualche mese dopo, arriva il suo primo vero concerto. Il debutto discografico avviene nella prima metà del 2022 con Occhi e Solo sotto al sole. A settembre dello stesso anno entra nella scuola di Amici di Maria De Filippi dove riscuote un buon successo con il singolo Scarabocchi, canzone che ad oggi conta quasi due milioni di stream sul solo Spotify. Dentro il talent show di Canale 5 Niveo pubblica altri due singoli: Sui sedili della Metro e Passo dopo passo. Non mi va, fuori a inizio giugno, è il brano che ha anticipato il suo primo EP, Scarabocchi, fuori dal 30 giugno per Formica Dischi/Orangle Records con distribuzione ADA Music Italy, per il digitale, e Halidon, per il formato fisico. Nell'estate 2023 Niveo parte con un tour che lo porta a suonare nelle piazze e nei locali italiani con tappe anche al RDS Summer Festival. II 10 agosto dello stesso anno riceve un ambito riconoscimento nazionale: il Premio Lunezia Generazione Z per il valor musical-letterario del brano "Nuvole". Niveo, dal 2023, fa parte della Nazionale Cantanti Italiana. Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Di notte di Mariano Apicella dedicato a Silvio Berlusconi
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Il 29 settembre, in occasione del giorno di nascita di Silvio Berlusconi, l’artista esce con il suo nuovo album "Di Notte". Un omaggio all’amico di sempre. Un album romantico fra inediti e grandi classici della canzone napoletana e italiana. “La nostra è stata un’amicizia e una intesa artistica…” dice Mariano Apicella “…di grande spessore e voglio omaggiare Silvio Berlusconi con questo mio nuovo progetto discografico che lui stesso ha visto germogliare. Quando nel 2001 ci siamo conosciuti all’hotel Vesuvio di Napoli..." prosegue Apicella "...il Presidente era seduto a uno dei tavoli del ristorante ed io cantavo nella sala con la chitarra a tracolla. Ho ricevuto i suoi complimenti; da allora nacque un sodalizio che solo la morte è riuscito a spezzare, ma le canzoni vanno oltre.” Da oggi, 29 settembre, è in rotazione radiofonica il brano Di notte, che dà il titolo all’album, disponibile in tutti i negozi digitali e le piattaforme streaming. Il brano, come del resto l’intero album, si permea su quella classicità che ha fatto grande la canzone napoletana e il melodramma. Mariano Apicella con la classe che lo contraddistingue racconta, come un menestrello, la grandezza dell’amore e degli innamoramenti, fra luci e ombre: proprio “di notte” l’amore compie le suggestioni più autentiche e magnetiche. L’album contiene, fra gli altri, pure il brano Meglio ‘na canzone, scritto con Silvio Berlusconi, riarrangiato e reinterpretato per questo lavoro. Il brano è accompagnato dal videoclip. Di Mariano Apicella ricordiamo gli album: “Meglio ‘na canzone” del 2003 e “L’ultimo amore” del 2006 i cui testi sono scritti da Silvio Berlusconi e Loriana Lana. Nel 2008 si esibisce al Salone Margherita di Roma nello spettacolo de Il bagaglino "Partiti... di testa" nel quale interpreta alcune delle più famose canzoni napoletane. Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Giovanni Ferro sindaco di Mirabella visita Calw per la Madonna delle Grazie
© by TeleVideoItalia.de Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. È un dato di fatto che le comunità italiane in generale, ovunque si trovino, sono destinate a lasciare un segno indelebile e una continuità per le generazioni future, impegnate a tramandare le proprie tradizioni e il loro credo. Cultura, devozione e tradizioni da anni è puntualmente rinnovata dalle Missioni Cattoliche Italiane in Germania e in quest’occasione siamo ospiti a Calw, città rappresentata dal sindaco in carica Florian Kling e dove risiedono oltre seimila e cinquecento mirabellesi tra la città e circondario, numero iscritto all’AIRE. Ieri, domenica 24 settembre , presso la chiesa St.Josef di Calw , non a caso si è festeggiata la Madonna Maria SS. delle Grazie , Patrona della Comunità Cattolica Italiana di Calw e di Mirabella Imbaccari, Catania, una forte devozione legata dal 1610. Parliamo di altre due città “italo-tedesche” che negli anni hanno siglato un gemellaggio, complice, il forte flusso migratorio iniziato dagli anni sessanta e noi, non decliniamo il generoso invito d’incontrali. “ Quello che ogni anno mi porto, è tanta emozione e nel lasciare annualmente la cittadina di Calw, la comunità cattolica di Calw ci portiamo dietro e prendiamo sempre quell’impegno di fare qualcosa di più l’anno prossimo…” ci dice Giovanni Ferro, sindaco della città di Mirabella Imbaccari “…quest’anno l’abbiamo fatto realizzando un gruppo di pellegrini che sono arrivati proprio da Mirabella Imbaccari. Il prossimo anno e ogni anno il nostro impegno deve essere sempre presente e non stancherò mai d’invocarlo anche ai miei concittadini che vivono in terra tedesca, perché questa tradizione qui in Germania è qualcosa di veramente eccezionale..." prosegue il primo cittadino di Mirabella Imbaccari "...questo gemellaggio che è nato fra la nostra chiesa Maria Santissima delle Grazie e la chiesa di St.Josef di Calw, è qualcosa veramente che supera la normalità. Soprattutto perché, questa festa celebrata dopo un mese esatto (perché noi, nel mese di agosto, la celebriamo proprio nel Comune di Mirabella Imbaccari) torniamo qua a Calw, dove la nostra Madonna Maria SS.ma delle Grazie, la nostra protettrice, esce fuori per benedire i suoi concittadini che magari non hanno avuto la possibilità, nel mese di agosto, di tornare per le ferie..." entusiasta Giovanni Ferro giunge al termine "...noi siamo qua, come istituzione, dobbiamo mantenere il nostro impegno. L’impegno che dobbiamo mantenere noi, affianco della comunità cattolica, è quella di trasmettere queste grandi tradizioni alle nuove generazioni perché, solo se riusciamo a trasmettere queste tradizioni e sentite devozioni alle nuove generazioni, sicuramente le nostre radici saranno sempre più forti. Quel filo che lega la comunità che vive in Germania, con quella che vive a Mirabella Imbaccari, sarà un filo più forte e robusto che ci legherà sempre e questo non può che far bene a tutti i mirabellesi residenti a Calw, nel mondo e perché no, a tutti gli italiani che vivono in Germania. Grazie. La celebrazione eucaristica pontificale e tradizionale processione a Calw, è stata presieduta da S.E. Rev.ma Mons. Calogero Peri , Vescovo della diocesi di Caltagirone, da un decennio è presente al religioso evento e che ci ha rilasciato una preziosa intervista, in merito alla sua venuta a Calw e ai suoi mirabellesi . Assieme al primo cittadino di Mirabella Imbaccari Giovanni Ferrro , don Marek Kluk nuovo parroco della comunità italiana di Calw, don Paolo Politi , parroco mirabellese della comunità di San Cono, don Giorgio che per lungo tempo ha guidato la comunità italiana del posto, don Marco Casella , parroco della comunità gemellata di Mirabella Imbaccari e che coglie l’occasione di dare un pensiero di gratitudine ai mirabellesi di Calw “ un saluto che esprimiamo con il cuore, perché celebrata la festa di Maria SS. delle Grazie, è un’occasione per non soltanto e semplicemente ritrovarsi per stare assieme …” ci dice don Marco Casella “… ma è all’insegna del cammino di fede che portiamo avanti Maria. Ecco quindi, attraverso questa festa, possa giungere a ciascuno la benedizione di nostro Signore, per mezzo di Maria SS.ma delle Grazie ”. Tra le autorità civili presenti anche il Console generale d’Italia in Stoccarda Dott. Massimiliano Lagi , Aldo Bozzella , presidente del consiglio pastorale della comunità italiana di Calw , il membro del consiglio diocesano Veronika Rais-Wehrstein , il canonico Holger Winterholer e il presidente del consiglio pastorale evangelico Christoph Perrot , cui hanno riservato una breve sosta durante la processione, nel piazzale della chiesa evangelica. L’uscita trionfale e processione della perfetta copia della Sacra Effige di Maria SS.ma delle Grazie di Mirabella Imbaccari e Sacro Cuore , ha visto una folla riunita al solenne evento e processione. Suggestivo è il credo di fede collettivo che da decenni, i mirabellesi, esternano oltre i confini dell’Italia per la loro patrona SS.ma Maria delle Grazie. Per le strade della città di Calw echeggia nell’aria ancora il “Viva Maria” che commuove, accompagnata in grande stile, dalla banda musicale comunale di “ CalwCity and Youth Band ” fondata nel 1665 e che coinvolge per antonomasia chiunque. “Sono veramente emozionato. Sono arrivato in Germania appena dieci mesi fa e quindi, tutto per me è nuovo.…” ci dice don Marek Kluk nuovo parroco della comunità italiana di Calw “…quello che sin dall’inizio mi ha colpito e che ho trovato qui, è questa spiritualità. La maggioranza dei membri, proviene da Mirabella Imbaccari e qui si sentono come una famiglia, si conoscono tutti. Pensi che, quando incontro un italiano per strada, non chiedo più di dove proviene, perché so già che è un mirabellese. È la prima volta che partecipo e che stiamo organizzando insieme questa festa della Madonna Maria SS. delle Grazie e mi ha colpito il legame che c’è tra Mirabella Imbaccari e i mirabellesi di Calw. Peraltro c’è la presenza di S.E. Rev.ma Mons. Peri che dal 2011 viene qui, a celebrare la Santa Messa, come altrettanto sono arrivate le autorità civili e religiose e i pellegrini di Mirabella Imbaccari. Nonostante la distanza, c’è questo legame forte tra loro, che li porta ad affrontare ogni volta tutti questi chilometri, proprio per stare insieme e questo è straordinario. Quello che per me è importante dunque, è tenere sempre vivo e fortificare questo legame tra le parrocchie gemellate. Cercherò sempre di tenere conto di non perdere la vicinanza e questo legame che è bello ed è importante, soprattutto perché è la Madonna Maria SS. delle Grazie che unisce questa gente. A nome della comunità italiana di Calw ringrazio S.E. Rev.ma Mons. Peri , tutte le autorità civili e religiose di Mirabella Imbaccari e quelle nostre locali, tutti quelli che hanno reso possibile questa festa, la sua emittente TeleVideoItalia.net Angela e il Corriere d’Italia per cui scrive, per avere accettato il nostro invito, per il servizio tv stampa che avete realizzato e il tempo che ci avete dedicato in questi giorni. Grazie.” La nostra emittente TeleVideoItalia.net ringrazia la Missione Cattolica Italianai di Calw per averci redatto l’invito, su suggerimento di Orazio Cagno , altrettanto ringraziamo l’ingegnere Dott. Nicolò Bozzella , vice presidente del consiglio pastorale della comunità italiana di Calw, un giovane che oltre a spendersi generosamente e con dedizione per la comunità del posto, ha fornito un grande supporto d'informazione alla nostra Testata tv stampa , come in veste di traduttore, un prezioso contributo d’intesa a entrambe le autorità civili e religiose, sia quelle italiane ospite, sia quelle tedesche della città di Calw. Segui le nostre interviste video anche su: televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production , Channel-TV TeleVideoItalia.de , Corriere d'Italia , AISE , SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Marco Mengoni rinnova con Sony Music Italia
© by TeleVideoItalia.de Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Sony Music Italia annuncia oggi, 21 settembre 2023, il rinnovo del contratto con Marco Mengoni, artista punta di diamante della major discografica che ha raggiunto quest’anno dei traguardi unici: 13 anni di carriera, 77 dischi di platino, 2.2 miliardi di streaming, 8 album in studio e 10 tour live. “Talento, dedizione, creatività e innovazione: tutto questo è Marco Mengoni, un artista con caratteristiche che rappresentano perfettamente anche il DNA di Sony Music…” commenta il Presidente e CEO Sony Music Entertainment Andrea Rosi “…dall’inizio della sua carriera nel 2009 abbiamo percorso insieme un viaggio colmo di successi e soddisfazioni, i numeri parlano chiaro; ma non è solo questione di numeri, siamo veramente orgogliosi che Marco e il suo team ci abbiano ancora scelto come partner per il futuro, la strada è ancora lunga e sarà piena di musica meravigliosa”. Marco Mengoni, cantautore protagonista della scena musicale italiana, è reduce dalla pubblicazione di Materia (Prisma), l'ultimo album della trilogia cinque volte platino MATERIA, e dalla vittoria della 73esima edizione del Festival di Sanremo con “Due vite”, 4 platini e oltre ottantacinque milioni di visualizzazioni per il video, con cui ha incantato nuovamente tutta Europa, dopo la sua prima volta nel 2013, all’Eurovision, conquistando il 4° posto e il premio per la miglior composizione. Il 2023 gli ha portato anche la vittoria del Nastro D'Argento per la miglior canzone originale con "Caro amore lontanissimo" , inedito di Sergio Endrigo. Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Bella Senorita di The Fuzzy Dice e Pamela Petrarolo
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Storia di un inedito incontro. Da oggi, venerdì 15 settembre, è disponibile su tutte le piattaforme digitali il nuovo singolo dei The Fuzzy Dice & Pamela Petrarolo, Bella Señorita prodotto da Andrea Fresu per Keep Hold s.r.l.e Starpoint Corporation Srl e scritto da Emiliano Palmieri e Anna Muscionico. Dopo un lungo tour estivo con un calendario ricco di concerti, eventi e musica, il complesso abruzzese è pronto a far ballare ancora, reinterpretando le sonorità vintage che tanto amano, senza tuttavia rinunciare alla loro anima Rock ‘n’ Roll. La band è composta da Teddy Di Ubaldo (voce), Lorenzo Fantini (piano), Matteo Fantini (contrabbasso), Filippo Del Piccolo (chitarra) ed Elvis Di Natale (batteria). Bella Señorita è un brano travolgente, fresco e ritmato, che nasce dall’inedito incontro delle sonorità vintage dei The Fuzzy Dice e il pop più moderno anni ’90 di Pamela Petrarolo, per quello che si preannuncia come un vero tormentone fuori stagione, risultato di una commistione ricca di sfumature e di ricerca, con l’unione di sonorità e generi differenti. Possono incrociarsi e coesistere due mondi distanti tra loro? Non sempre è facile e generalmente diremmo di no, ma in questo caso ci troviamo di fronte ad un fortunato incontro in musica dove la band abruzzese, pioniera della musica anni ’50 e ’60, si unisce ad uno dei volti storici di Non è la Rai: Pamela Petrarolo che dichiara: “Bella Señorita è frutto di una collaborazione sicuramente non scontata, ma devo ammettere che mi hanno convinta in fretta con il loro entusiasmo ed un brano che mi è piaciuto subito; i Fuzzy Dice sono un gruppo molto energico e talentuoso e per me è stato un vero piacere; il brano molto orecchiabile e frizzante, è capace di coinvolgere trasversalmente il pubblico e credo che possa far ballare generazioni diverse". Il brano, una ballad dal ritornello accattivante e ritmato, racconta di un amore fugace, una storia radicata nel passato e ricordata con affetto, sentimento, passione e nostalgia. Un amore mai dimenticato che riemerge con forza tra sonorità classiche, ricordi, immagini, diapositive e attimi condivisi. “Il brano rievoca le sonorità vintage anni ‘50 alle quali siamo legati, ma con un tocco di modernità in un mix tra nostalgia e innovazione. “Il testo…” raccontano i The Fuzzy Dice “…è la storia di un fugace incontro nel quale due persone, innamorate, capiscono quanto possa essere pericoloso il loro sentimento. Nel ritornello viene fuori il lato bello del rapporto e il ricordo nostalgico dei momenti passati insieme che non potranno essere dimenticati. È stato un incontro fortuito e fortunoso quello con Pamela, che non conoscevamo personalmente, ma quando ci siamo incontrati, c’è stata un’immediata alchimia reciproca. Prima di accettare, forse un po' titubante, ha voluto ascoltare il brano, ma poi ha sposato con entusiasmo il progetto. È vero, facciamo parte di generi artistici diversi, ma abbiamo unito il Rock ‘n’ Roll al suo mondo più moderno, creando così un qualcosa di nuovo”. Insieme al brano, è disponibile anche il video, mentre come protagonisti troviamo i The Fuzzy Dice, la stessa Pamela Petrarolo, Alice Pea, i ballerini dello Swing Bullets e come Special Guest Marco Zingaretti. La location scelta è quella del Bolla Mare del Roseto degli Abruzzi. Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Minturno Musica Estate diciassettesima edizione
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Insieme sotto le stelle con Minturno Musica Estate. Giovedì 31 agosto alle ore 21.00 in Piazza Portanova a Minturno, torna la diciassettesima edizione di Minturno Musica Estate 2023, inserito nella programmazione dei festeggiamenti in onore di Maria SS. Delle Grazie, patrona principale della Città di Minturno. L’evento è patrocinato dall’Associazione Fonografici Italiani (A.F.I.), dal Comune di Minturno, dalla XVII Comunità Montana Lazio, dalla Proloco di Minturno e da RTG Telegolfo. Radio Italia anni 60 sarà la Radio Partner che seguirà in diretta l’intera serata con curiosità da dietro le quinte. Gold TV – Lazio TV seguirà l’evento con le telecamere del “Festival Italia in musica” in compagnia di Paola Delli Colli. La Direzione artistica di Minturno Musica Estate 2023 è curata dal Manager Pasquale Mammaro che presenterà la serata insieme a Sergio Cerruti, Presidente di A.F.I, con la partecipazione di Ilenia de Sena, giornalista sportiva diTelelombardia e conduttrice di Business TV 24. Pasquale Mammaro, manager lungimirante che negli ultimi Festival di Sanremo ha accompagnato al successo artisti come Il Volo, Diodato, Tananai, Orietta Berti, Rettore e i Cugini di Campagna, da vero padrone di casa dichiara: “Anche quest’anno ho scelto per Minturno Musica Estate 2023 grandi nomi del mondo della musica, della TV e dello spettacolo, con la possibilità come sempre, di sorprendere con qualche sorpresa dell’ultima ora. Siamo ripartiti l’anno scorso con entusiasmo e il successo tributato all’evento da pubblico e stampa ci ha incoraggiati a fare ancora meglio. Siamo innamorati della musica e convinti della sua forza che supera qualunque distanza. Il mio impegno è - e sarà sempre - affinché possa arrivare a tutti e ciascuno. Questo appuntamento, legato ai festeggiamenti in onore di Maria SS. Delle Grazie, patrona della città di Minturno, mi è particolarmente caro e sono davvero felice di farne parte”. Tra i grandi artisti ospiti saliranno sul palco del Minturno Musica Estate 2023, i Jalisse reduci dall’isola dei Famosi, Enzo Avitabile, Carlo Marrale e Silvia Mezzanotte, Antonio Maggio, Maninni, Francesco Boccia, Il Giardino dei Semplici, Valerio Liboni dei Nuovi Angeli, Ryan Paris, Luigi Fontana con il ricordo di Jimmy Fontana, Marco Rettani e ancora Marc, i The Fuzzy Dice feat Pamela Petrarolo e Grandine. La serata sarà rallegrata dalla comicità di Lino Barbieri. Il Premio speciale Minturno 2023 sarà consegnato a Carlo Marrale; il Premio A.F.I. alla carriera 2023 sarà consegnato ai Jalisse; una menzione speciale A.F.I.ai Cugini di Campagna per i primi 50anni di Anima Mia. La musica sarà come sempre la vera protagonista della serata con l’Orchestra diretta magistralmente dal M° Michele Pecora che suonerà dal vivo, per una serata davvero speciale. Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- don Gregorio Milone nuovo delegato delle MCI in Germania e Scandinavia
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Lo scorso 14 dicembre si era chiusa la consultazione, tra il personale assunto nella pastorale delle nostre Comunità, per individuare le possibili candidature alle cariche di Delegato Nazionale e del rispettivo Vice Delegato. Ebbene, la Conferenza Episcopale Tedesca ha nominato Don Gregorio Milone della Diocesi di Limburg, quale nuovo Delegato delle Missioni Cattoliche Italiane in Germania e Scandinavia, quindi anche della Redazione del Corriere d'Italia e dell’Ufficio Udep, la rinomata testata che ha compiuto proprio quest’anno settant’anni di devoto servizio stampa per la comunità italiana in Germania. Il Reverendo Padre Don Gregorio Milone sostituisce così il Reverendo Padre Tobia Bassanelli che le ha guidate per dieci anni. Don Gregorio Milone, dopo il servizio pastorale a Esslingen / Wernau si è congedato il 29 settembre dalla sua Comunità e ha lasciato anche la carica di Coordinatore della Zona Sud, per essere ufficialmente introdotto dalla Diocesi il 13 ottobre a Limburg. Il risultato dello spoglio delle schede spedito al Reverendo Don Giovanni De Robertis, Direttore Generale della Migrantes, che si é consultato a sua volta con S.E.R. Mons. Gian Carlo Perego presidente della Cemi A.E. e che ha mandato la proposta di nominativi della Migrantes al Nationaldirektor dr. Lukas Schreiber, ha visto nei primi tre posti il Delegato Don Gregorio Milone con ventisette voti, Don Giuseppe Cagnazzo con ventiquattro e il Reverendo Don Pierluigi Vignola con venti, mentre come vice-delegato p. Gelsomino Antonio con ventuno voti, don Marek dieci e don Gregorio Milone con nove. Congratulazioni sono arrivate da parte di S.E.R. Mons. Georg Bätzing, presidente della Conferenza Episcopale Tedesca, al delegato uscente Reverendo Padre Tobia Bassanelli che gli scrive: dopo dieci anni di lavoro come Delegato per i cattolici di lingua italiana in Germania, le esprimo il mio sincero e cordiale grazie per il suo generoso impegno. La ringrazio per la sua testimonianza di sacerdote a pieno servizio nella pastorale migratoria, aggiungendo che, una sua preoccupazione centrale è stata sempre di render chiaro che le Comunità di lingua italiana sono un’arte integrale delle varie diocesi. Nell’ambito delle sue possibilità ha sempre cercato di affrontare i temi e i progetti della Conferenza Episcopale Tedesca e di coinvolgere i cattolici italiani in una costruttiva partecipazione. Vanno inoltre gli auguri della Fondazione Migrantes al nuovo delegato delle Missioni Cattoliche Italiane in Germania e Scandinavia, Reverendo Don Gregorio Milone, come ringrazia l'uscente Reverendo Padre Tobia Bassanelli per il servizio prestato a fianco dei nostri connazionali. Amato, stimato e seguito dalla comunità e non solo, ricco di entusiasmo pastorale Don Gregorio Milone si è distinto non solo per la sua generosa umiltá verso gli altri e gli ultimi ma anche per le innumerevoli idee, iniziative e progetti comunitari e sociali portati a segno per i nostri connazionali italiani in Germania. Tra le tante citiamo l’idea di aiutare i disoccupati a trovare lavoro in Germania. Un Progetto rivolto a giovani e adulti fortemente motivati, denominato “Pozzuoli-Esslingen” tra reciprocità e lavoro, incontro e accoglienza tra Chiese sorelle. L’idea è nata da don Giuseppe Cipolletta, responsabile dell’area Mondialità della Caritas Diocesana di Pozzuoli e dallo stesso Reverendo Don Gregorio Milone, sacerdote in servizio per le Missioni Cattoliche di Lingua Italiana nel mondo. Giunga pertanto al Delegato uscente Padre Tobia Bassanelli, un affettuoso abbraccio e ancora un grazie particolare per tutto quello che ha fatto nei suoi anni di mandato pastorale a favore delle cominitá italiane e in particolar modo per l’attenzione data alla nostra emittente TeleVideoItalia.net, attraverso il Reverendo Padre Don Massel Waldemar di Karlsruhe, in occasione della nostra venuta per documentare l’Intitolazione della sua MCI a San Giuseppe e un augurio di continuità perché, come detto nella recente intervista a lui redatta” la vocazione non va mai in pensione”. Altrettanto, siamo lieti di avere incontrato, nel nostro cammino mediatico, pure il Reverendo Padre Don Gregorio Milone, in occasione della Passione Vivente con il Cristo “da lui stesso interpretato” e portata in scena anni fa anche Pforzheim, con il suo gruppo teatrale pastorale, per forte volere del presule salesiano emerito della MCI di Pforzheim Don Santi Mangiarratti. Per la nomina al nuovo Delegato nazionale delle Missioni Cattoliche Italiane in Germania e Scandinavia dunque, gradisca Reverendo Padre Don Gregorio Milone anche l'espressione dei nostri sentimenti deferenti, a Lei i nostri più sinceri auguri per il suo nuovo compito. Con rispetto e devozione in Cristo, la Redazione TeleVideoItalia Angela Saieva. Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Festa dell'Antica Pizza Cilentana e il Premio Nazionale Giungano Cilentum
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. E’ in corso, fino all’11 agosto 2023 la Festa dell’Antica Pizza Cilentana a Giungano (Sa). La diciassettesima edizione, dopo l’enorme successo dell’anno passato, vedrà la seconda attesissima edizione del Premio Giungano, nato per celebrare un territorio unico con il patrocinio della Regione Campania, del Comune di Giungano, L’Unione dei Comuni Paestum - Alto Cilento e del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. La seconda edizione del Premio Giungano quest’anno ha deciso di stupire grazie all’incredibile lavoro del suo direttore artistico, Michele Pecora coadiuvato dall’istrionica Melissa Di Matteo portando sul palco, in un vero viaggio nella musica popolare e contemporanea, artisti del calibro della Nuova Compagnia di Canto Popolare e il ritorno in Italia di Mario Reyes dei grandissimi Gipsy Kings. Grande soddisfazione per Michele Pecora che nel presentare l’edizione 2023, dichiara: “Siamo partiti l’anno scorso con questa nuova avventura che, al di là delle più rosee aspettative, ha riscosso un notevole successo e gradimento da parte del pubblico e della stampa nazionale, regalandoci la voglia di superarci ancora. Quest’anno ci saranno ospiti internazionali che celebreranno la Musica e le sue meravigliose contaminazioni, per serate che saranno la cornice perfetta alla Festa dell’antica Pizza Cilentana ormai famosa su tutto il territorio nazionale”. Una vera parata di stelle per la seconda edizione del Premio Giungano a partire da Mario Reyes che, con i Gipsy Kings, famosi in tutto il mondo, ha fatto ballare intere generazioni. Un’amicizia speciale lo lega a Michele Pecora: “Sono sette, otto anni che non torno in Italia, un paese che amo molto con la sua “dolce vita”, molto simile alla nostra gipsy. Sono un grande fan della musica italiana che mi incanta da sempre e ho una grande ammirazione per gli artisti che la rappresentano. Ho avuto tante belle esperienze: sul palco di Sanremo con Little Tony è stato bellissimo suonare il suo rock’n’roll, in studio, non posso dimenticare il lavoro con il grande Paolo Conte che per prima cosa, mi disse “Mario, devi sentirti libero, improvvisa, lascia che la tua chitarra si esprima liberamente come con la tua musica gipsy” e poi la grande emozione per la collaborazione con Andrea Bocelli, uno dei più grandi artisti del mondo con cui ho inciso Sin Tu Amor e condiviso bellissimi live in New York. Sono davvero felice che mio fratello Michele mi abbia invitato a questo prestigioso Premio, l’occasione giusta per portare di nuovo in questo meraviglioso paese, un po' della mia musica gipsy!” A rendere assolutamente indimenticabile la diciassettesima Festa dell’Antica Pizza Cilentana, ha aperto la kermesse, Antonio Amato Ensemble la voce della Notte della Taranta seguiranno poi Ciccio Merolla, i Tarantolati di Tricarico, Le Ninfe della Tammorra e la cilentana Piera Lombardi. Antonio Amato dichiara: “è stato molto bello portare la nostra musica popolare a Giungano, con il repertorio di pizziche del Salento, le ballate e tutto il nostro canto popolare salentino. Con tutta la formazione al completo, lo spettacolo è stato condiviso da tantissimo pubblico che ha ballato con noi”. Ciccio Merolla, altro volto noto della musica popolare aggiunge: “Con la nostra musica vogliamo contagiare il pubblico con la nostra “malatìa”, la nostra passione, accendendo la notte di Giungano”. Una grande festa tra cibo e tradizione, immersi nella natura e nella musica che lascerà senza fiato le migliaia di visitatori che ogni anno invadono il Borgo di Giungano. “Arriviamo a Giungano portando la nostra storia che è quasi unica nella World Music. Abbiamo creduto da sempre nelle contaminazioni, perché sono proprio queste a regalare un valore aggiunto. Il nostro è un “cous cous” che dà vita ad una “musica nuova”. Siamo felici di portare al Premio…” conclude Franco Ferri per i Tarantolati di Tricarico ”…le canzoni del nostro territorio rivisitate da noi. Abbiamo attinto alla tradizione, ai racconti delle persone andando porta a porta per poterla testimoniare. Canti lavorativi, di carnevale, visti e rivisti a modo nostro; quello che portiamo è un live nuovo, una vera carta d’identità che si è coniata in quarantotto anni di carriera”. A chiudere la Kermesse sarà la NCCP, Nuova Compagnia di Canto Popolare, che dal 1970 diffonde in tutto il mondo gli autentici valori della tradizione del popolo campano: “Possono nascere solo belle cose quando si unisce la tradizione, l’arte compresa quella culinaria, perché è davvero molto importante farne memoria e tramandarle. Veniamo a Giungano, con tutto il nostro amore per la musica nell’intento di lasciare un bel ricordo, non solo della serata, ma in generale, perché non vogliamo siano dimenticate le nostre tradizioni. Siamo felici…” conclude Franca Vetere per la NCCP “…che eventi come questo prendano campo e non ci siano solo pretesti per fare sagre, solo cibo, ma un desiderio di cultura e la voglia di fare cose molto più importanti”. La passione del direttore artistico Michele Pecora è testimoniata oltre che dall’impegno profuso per la sua terra, anche dalla sua musica, che trova casa nelle sue radici. Un amore profondo e ricambiato da tutta la cittadinanza, l’amministrazione e il Sindaco Giuseppe Orlotti che hanno deciso di conferire all’artista la cittadinanza onoraria nel giorno inaugurale della Festa. Ogni anno si rinnova la celebrazione di questa terra meravigliosa, del suo grano e le sue tradizioni con la Festa dell’Antica Pizza Cilentana organizzata da Pietro Manganelli e Giuseppe Coppola dell’Associazione Cilentum Pizza. L’evento si è ritagliato uno spazio di prim’ordine tra gli eventi estivi della Campania con sei giorni intensi e profumati, per il palato, l’olfatto, gli occhi e il cuore: a Giungano, dove tutto fiorisce, si rinnova la tradizione con l’enogastronomia cilentana e la buona musica. Una grande festa della tradizione cilentana che richiama, ogni sera, migliaia di persone che inondano il centro storico e che ospiterà ancora personaggi straordinari della nostra Italia; eccellenze della cultura italiana in ogni sua espressione dalla musica al giornalismo all’enogastronomia, per un viaggio che affonda le sue radici nel passato ma che guarda con fiducia e forza al futuro. Giochi della memoria, laboratori di balli tradizionali e percussioni, rievocazioni storiche all’insegna della condivisione di un intero paese che generosamente accoglie i visitatori. Una pizza che nasce dall’abbraccio, dall’unione della semola di grano duro con la farina di grano tenero, per un impasto unico nel suo genere con il quale si faceva il pane. Si ricorda come il sabato, che era un giorno di festa, scaldati i forni, si impastava l’antica pizza sia per verificare la temperatura del forno che per il piacere di riunire le famiglie nel giorno del riposo. Il nome Giungano deriva dal latino Juncus, simbolo dell’Unione, jungere, cioè, legare, (il giunco è una pianta usata per fare ceste e legacci n.d.r.) guardando all’innovazione, ma creando legami importanti di contaminazione per la conservazione e l’evoluzione della memoria storica. Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Renzo Arbore e l'Orchestra Italiana a Stoccarda. L’ambasciatore nel mondo della musica partenopea
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Lo showman, vincitore di tantissimi premi, riconoscimenti, onorificenze e conosciuto per i suoi concerti in tutto il mondo dall’Italia a Rio de Janeiro, Sidney, Tokyo, Parigi, New York, Londra, Mosca, Buenos Aires, Caracas, Shanghai, Toronto, San Paolo, Montreal, Melbourne, Pechino, etc., con lo storico gruppo è approdato in suolo tedesco abbracciando finalmente i nostri connazionali e non solo. Fin dal primo pomeriggio abbiamo assistito il Backstage dell’incomparabile Orchestra Italiana dopodiché, il maestro Renzo Arbore, con grande umiltà ci ha dedicato il suo prezioso tempo. Maestro Arbore, lei ha girato ininterrottamente con la sua Orchestra Italiana da un'estremità all'altra del mondo impiegando ventisei anni ad arrivare in Germania. Non è un po’ tanto? È vero, mi rammarico ma non è colpa né degli artisti né degli impresari. Il mondo è grande e le mie tappe sono infinite ma è stato sempre vivo il pensiero di arrivare anche dai nostri amici in Germania e devo dire che, oltre ad avercela fatta, sono molto felice di avere inaugurato oggi il mio tour proprio qui da Stoccarda. Adesso ripartiremo per l’Italia per completare tante altre tappe, dopo essere stati a Padova, a Genova etc. Poi sarà la volta del Canada per un altro lungo giro e così via. In questo suo nuovo tour, cosa porterà ancora in giro per il mondo? Porteremo la musica napoletana ma non solo perché, accanto ad essa, abbiamo arrangiato secondo la lezione di Renato Carosone e in maniera internazionale (affinché possa piacere anche ai giovani e quindi parliamo di musica caraibica, ritmi cubani, esotici e tanto altro ancora) anche un po’ di Swing, Jazz, musica Jamaica e tanto altro ancora. Poi ci sono delle canzoni scritte con Claudio Mattone e che ho fatto diventare famose. Canzoni delle mie trasmissioni televisive come Ma la notte no, il Materasso, Vengo dopo il TG, La vita è tutto un quiz, e via dicendo. Ho ripreso pure il Clarinetto, perché questa rilanciò in Italia la canzone nuovista e che era ferma dai tempi di Renato Carosone. Si è distinto in innumerevoli occasioni e fondando l’Orchestra Italiana, con lo scopo di diffondere nel mondo la canzone napoletana classica, le è stato attribuito il Premio America per avere raggiunto un importante risultato a favore dell'amicizia transatlantica. Ci racconta un aneddoto? Ovunque sono andato ho girato il mondo con un vasto programma di canzoni napoletane e devo dire che le comunità sono sempre state generose sin dal primo concerto. Noi abbiamo incominciato prendendo il toro per le corna e quindi con Radio City Music Hall di New York. Cerano tutti da Ben Gazzara, Antony Queen e tanti altri. È da lì che è decollata l’Orchestra italiana, anche se gli Indigeni sia a New York allora sia poi quando siamo andati in Russia e in Cina dove non ci sono le comunità, queste canzoni sono state ugualmente amate grazie anche al lavoro che hanno fatto i tenori, i soprani da Enrico Caruso a Luciano Pavarotti che hanno portato da sempre in giro le canzoni napoletane, anche se i nostri stessi artisti napoletani le consideravano un po’ turistiche. Sicuramente non avevano capito che erano assolutamente dei capolavori e che avevano dei versi di poesie straordinarie, canzoni senza tempo, eterne e delle musiche e melodie che sono pari soltanto al melodramma delle opere di grandi compositori italiani. Lei ha scoperto e lanciato personaggi non indifferenti come Roberto Benigni, Gegé Telesforo, Giorgio Bracardi, Mario Marenco, Marisa Laurito, Nino Frassica, Milly Carlucci, Daniele Luttazzi e valorizzato altri come Michele Mirabella, Luciano De Crescenzo e la Microband, Maria Grazia Cucinotta, Nina Soldano, Luana Ravegnini e Ilaria D'Amico, Francesco Paolantoni, Feliciana Iaccio, Pietra Montecorvino e tanti altri ancora. Ma a lei, chi l’ha scoperta? Per la verità ho fatto un po’ da me. Ho partecipato a un concorso in radio e l’ho vinto. Poi un funzionario della televisione che si chiamava Ducci mi vide esibirmi in radio e mi propose di portargli un’idea televisiva. Così, tanto per provare a vedere cosa sapevo fare in televisione. Così inventai e gli portai il mio primo Talk Show nella storia della televisione italiana. Non c’era ancora Maurizio Costanzo. Si chiamava “Speciale per voi”. I ragazzi parlavano liberamente con i loro idoli ad esempio da Modugno a Lucio Battisti, da Nada che debuttava con me a Patty Pravo e da lì partirono i miei grandi successi. Lei ha imposto stile e idee innovative fin dalle sue prime trasmissioni degli anni sessanta a oggi. Sembrava uscito dagli schermi televisivi invece lo troviamo ad avere anche una sua televisione. Vuole parlarcene? Questa domanda mi fa davvero piacere. Per quelli che pensavano che non facessi più televisione dico che, ultimamente, ho fatto anche un programma dedicato a quelli dello Swing e che è andato in onda su Rai due rilanciando proprio lo Swing italiano. Musica giovane e che ricorda anche la mia gioventù. Inoltre ho un canale televisivo - renzoarborechannel.tv - dove mi ci dedicherò sempre di più. Naturalmente è un canale gratuito che trasmette ventiquattr’ore su ventiquattro e dove troverete tante mie performance, miei programmi e scelte di personaggi che ho fatto e che non si possono dimenticare come Valter Chiari, Aldo Fabrizi, Alberto Sordi e tanti altri. Insomma, ci sono cose importanti soprattutto per i giovani che navigano in rete e che credo giusto che conoscano quelli che hanno inventato alcuni generi italiani, sia in fatto di canzoni come Domenico Modugno che nel fatto di umorismo come Valter Chiari. Oltre a questo ha altri progetti in vista? Naturalmente. Proprio adesso in Italia, con il Corriere della Sera, sono usciti quindici DVD di tutte le mie opere televisive. In tutto ne usciranno ventiquattro. È un’antologia completa di tutte le cose che ho fatto nell’arco di tutti questi miei anni fatti sia in televisione sia anche in radio. Da cantautore, musicista, clarinettista, showman, attore, sceneggiatore, passa con grazia dalla conduzione di storiche trasmissioni radiofoniche presentate con Gianni Boncompagni a quelle televisive. Da regista ha diretto inoltre una colonna sonora con musiche sue e di Claudio Mattone. Ha scritto il soggetto di una storia Disney Zio Paperone e i concerti predatori. Ha sposato diverse iniziative ed è testimonial della Lega Filo d'Oro, l'Associazione che si occupa di persone sordocieche. Come spiega il suo legame a quest’ultima? Questa è una mia seconda famiglia. La Lega del Filo d’Oro di Osimo, Ancona nelle Marche, (come anche all’Esmo in Lombardia, a Terminimerese in Sicilia, a Modena in Emilia Romagna, a Barletta e Morfetta in Puglia etc. non dimenticando anche le organizzazioni che aiutano i bambini di Napoli, Roma etc.) è un’iniziativa formidabile e molto seria che da molti anni si preoccupano dei bambini e degli adulti sordociechi. Con la solidarietà della gente come anche attraverso la mia che ne sono il Testimonial, si riesce ad aiutare non solo gli stessi sordociechi ma anche le famiglie coinvolte. Il compito è di dare loro l’opportunità, attraverso chi gli sta accanto, di vivere la loro vita attraverso la traduzione dell’olfatto e il tatto che gli trasmette chi gli sta accanto. Perché è chiaro che hanno bisogno sempre di qualcuno accanto. I contributi raccolti hanno quindi una buona destinazione. È nato a Foggia, figlio di un dentista e di una casalinga. Si è laureato in giurisprudenza a Napoli. Come spiega l’inverso di tutto quello che lei è ora? È vero. Io ho studiato giurisprudenza ma con la passione dentro della musica. Mi ero comunque appassionato tanto che ho fatto per sei mesi anche l’avvocato a Napoli. Ho capito subito però che era meglio continuare a fare musica. Mio padre invece voleva che facessi il medico. Gli studi di medicina però, per me, erano complicati perché pur avendoci provato svariate volte svenivo sempre e quindi mi sono detto: prendiamoci sta laurea in Giurisprudenza che doveva servire per lavorare un giorno, anche perché con la musica non si guadagnava tanto. Ammetto però che mi sono serviti questi studi e che ancora oggi sono appassionato ai casi importanti che riguardano la magistratura. Forse più che un avvocato penale o civile avrei fatto il magistrato. Ritengo che sia un lavoro nobile giudicare i nostri simili e anche, per carità, aiutarli se è il caso. In conclusione Maestro Arbore, vuole dare un messaggio ai nostri connazionali italiani in Germania? Certo che i ragazzi sono abituati ad ascoltare tanta musica scritta per loro però, come sta succedendo anche in Italia, invito questi giovani a scoprire anche la musica del passato. Quella importante naturalmente. Quella che rimane e quindi non quella di una stagione che passa e se ne va con un addio, arrivederci e grazie. Ma la musica che diventa classica, pensate ad esempio “Volare” (Nel blu dipinto di blu) o “Ciao ciao bambina” di Domenico Modugno, Il mio canto libero di Lucio Battisti e via dicendo. Insomma è bello riscoprire le radici per andare sempre più avanti, godendo una musica straordinaria. Ricordatevi che la canzone italiana nel novecento è stata la più produttiva in assoluto. Grazie per essermi venuto a trovare oggi con tuo marito Dino e attraverso la tua emittente TeleVideoItalia Angela e il Corriere d'Italia per cui scrivi, desidero salutare tutti i connazionali emigrati e sparsi per il mondo. Renzo Arbore e l’Orchestra Italiana composta dai quindici impeccabili solisti musicisti a incominciare dalle straordinarie voci di Barbara Buonaiuto, Gianni Conte e quella ironica di Mariano Caiano, i virtuosismi vocali e ritmici di Giovanni Imparato, le percussioni di Peppe Sannino, la batteria di Roberto Ciscognetti, il basso di Massimo Cecchetti, le chitarre di Michele Montefusco, Paolo Termini e Nicola Cantatore, la direzione orchestrale e il pianoforte di Massimo Volpe e gli storici mandolini di Nunzio Reina e Salvatore Esposito, hanno dato vita a Stoccarda ad un travolgente concerto durato ben tre ore. Il Maestro, che ha girato ininterrottamente con la sua Orchestra Italiana da un'estremità all'altra del mondo con innumerevoli concerti acclamati in un clima da record, ha regalato al pubblico una performance artistica musicale e vocale unica nel suo genere. Con un gioco maestrale ha coniugato il nuovo e l'antico suono di Napoli attraverso assoli strumentali, voci e cori da capogiro, sprigionando melodie della musica napoletana che hanno rievocato albe e tramonti, feste al sole e serenate notturne, gioie e pene d'amore, passando magicamente dal Cabaret alla musica melodica, dal Jazz allo Swing alla musica caraibica. Renzo Arbore non si è risparmiato. La sua performance è andata ben oltre all’immaginabile. Le battute umoristiche sapientemente unite a un medley di grandi successi e immagini storiche mozzafiato, da Alberto Sordi a Totó a Luna rossa alle suggestive immagini della nostra Italia proiettate in un mega schermo, hanno travolto il pubblico portandolo in delirio. Si è alzato, ha ballato, ha cantato in coro a squarciagola e si è perfino commosso nel sentire rievocare ricordi di vita vissuta nella propria terra e che è stata costretta a lasciarla per colpa di un tozzo di pane in più e una vita dignitosa da fare però da emigrato. Cose che non ritorneranno più e che lasciano sicuramente il segno e un vuoto incolmabile. È stato davvero uno scenario emozionante, ricco di colpi di scena per il quale il pubblico di Stoccarda non dimenticherà così facilmente e che ha premiato comunque lo spirito assolutamente travolgente e contagioso dell'inimitabile artista Renzo Arbore e l’Orchestra Italiana. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- a Neliah Antonella Di Ganci, va il prestigioso premio del Festival Canta Italia 2016
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Si è conclusa presso il Bürgerhaus Möhringen CANTA ITALIA 2016, la kermesse canora dedicata alla prima edizione del Festival della Canzone Italiana a Stoccarda. Per: espressione, padronanza della voce, parte tecnica, presenza scenica e capacità interpretativa, ha proclamato vincitrice a pieno merito Antonella Di Ganci in arte “Neliah” con il brano -Come saprei- di Giorgia. In otto sono stati a contendersi il primo posto. Durante il backstage abbiamo avuto l’opportunità di incontrare i candidati che hanno avuto il novero di entrare alla finale del notevole Festival scoprendo un po’ di più i loro sani principi e qualche loro ambizione. Dora De Giacomo, ventinove anni, arriva da Basilea (Svizzera). Nella vita fa l’architetto ma la sua passione del canto le ha dato l’opportunità nell’ambito della musica di partecipare a svariati festival di spicco. A breve sarà impegnata con un Musical “La luna di Arcano“ assieme a Massimo di Cataldo. Roberto Scaffia (omonimo a un altro candidato in gara) è laureato in pedagogia e arriva in Germania per suo dovere spirituale personale. Si occupa di bambini e d’infanzia ma nello stesso tempo si dedica alla musica puerizia e della stessa si serve anche per vivere. Fa parte di una compagnia teatrale in Italia ed è venuto in Germania per un breve periodo. Fare ascoltare questo brano è molto importante per lui. L’augurio è che possa piacere a chi ha davanti ma soprattutto che possa arrivare a una persona da poco scomparsa. Antonio Straface, ha venticinque anni, viene da Heilbronn (Baden-Württemberg). Sta uscendo proprio in questi giorni il suo primo album inedito “J’m” ed è felicissimo di partecipare al Festival Canta Italia a Stoccarda. Partecipare è il suo obiettivo per far notare le proprie doti artistiche. Marcelo Paletta viene da Ludwigsburg (Baden-Württemberg). È nato in Argentina. È un cantante amante di tango e appassionato della musica italiana. Felice di partecipare a questo festival auspica che possa essere per tutti una bellissima esperienza. Roberto Scaffia ha cinquant’otto anni. Da un po’ si cimenta nella musica ma la sua vera passione è imitare Zucchero cantando le sue cover. Ha partecipato a un noto festival in Italia che gli ha segnato la vita e questa sera tenterà di conquistare l’importante premio interpretando uno dei suoi pezzi da battaglia. Fabio Schwarz Guglielmino, arriva dai club di Amburgo e Francoforte e oggi si trova a Stoccarda, felicissimo di partecipare a Canta Italia. Gli piace tantissimo il rock'n roll all’italiana desidera fare semplicemente una buona impressione e quindi augura a tutti un buon ascolto. Victoria Linardi è mamma di sei figli. Canta Italia le sta dando l’opportunità di aprire finalmente questo sogno chiuso nel cassetto ormai da lungo tempo e lei ne sta approfittando senza fare tante storie. Ama cantare e qualsiasi rumore è musica per le sue orecchie. Antonella Di Ganci viene da Bagheria, provincia di Palermo. Da appena due anni e mezzo vive a Stoccarda. Fa la mamma a tempo pieno ma nello stesso modo il suo lavoro è essere una cantante. Ascolta in sostanza musica venti ore su venti quattro. Nella vita ha partecipato a svariati rinomati concorsi. Quello che si augura che in quest’occasione sia apprezzata la sua performance. L’evento è stato moderatore dal cantautore Marco Augusto Kunz, autore del celebre singolo “La tua anima“. Fatte le presentazioni e proposto alcuni suoi pezzi, si è entrato nel vivo del concorso. Il Festival intento a promuove la lingua italiana attraverso la canzone, è stato ideato dal produttore Maestro Francesco Maggio per ARCES KULTUR di Stoccarda e realizzato in collaborazione con le ACLI Baden Württemberg e l'emittente TeleVideoItalia Angela Saieva. Il compito di decretare il vincitore di Canta Italia 2016 è toccato ad una giuria d´eccellenza, composta dalla poetessa e docente di Italiano di scuola professionale e universitaria Barbara Golini, dal presidente delle ACLI Baden Württemberg Pino Tabbì, dal direttore del dipartimento europa manager SDA Sanremo Eventi Dino Saieva nonché patrono dell'organismo l´Accademia della Canzone Italiana in Germania, dalla straordinaria e incantevole pianista diplomata al Conservatorio S. Cecilia di Roma Elisa Viscarelli che in occasione ha deliziato il pubblico con alcuni brani. La premiazione invece è stata fatta direttamente da una delle mani più storiche per eccellenza quale il fondatore ARCES e.V. (Associazione Recreativa Culture d'Europa e Sport) Domenico De Palma. Unanime è stato il voto della giuria e pienamente approvata dal pubblico esploso in un clamoroso applauso nel sentire pronunciare il nome di “Neliah” Antonella Di Ganci, per molti definita l’eccellenza italo-sicula in Germania. È la ragazza della porta accanto, lanciata sin da bambina dal padre musicista a calcare i palchi di tutta la Sicilia. Tanto forte tanto fragile non ha saputo contenere la sua emozione ed è scoppiata in lacrime. A forte richiesta ha fatto riascoltare parte del brano e con grande umiltà, dote che la contraddistingue su tutto quello che lei fa, ha cantato abbracciata a tutti i suoi compagni in gara. È stato un piacere e un’emozione oltre ad un bel momento, racconta ai nostri microfoni Neliah. Essere riuscita a fare emozionare tutti è stato il mio vero grande obiettivo. Mi si era presentata l’occasione di entrare in finale a un altro concorso che avevo fatto e mi sono trovata a decidere in quale dei due andare. Ho scelto la via più breve, quella del cuore. Il destino mi ha premiato, anche perché in questa serata ho conosciuto davvero delle bellissime persone di alto livello e con grandi qualità canore. Si è creato un bel legame tra di noi senza alcuna rivalità e concorrenza, tranne il divertirci e passare una bella serata insieme e questo mi ha fatto davvero molto piacere. Auspico di continuare a fare ascoltare e apprezzare la mia voce, le mie doti e che magari qualcuno si accorga di me e mi apra una porta. Io sono qui! Ringrazio tutta l’associazione ARCES KULTUR di Stoccarda per avermi dato quest’opportunità ma soprattutto mio figlio di appena un anno. La peculiarità del rinomato Festival della Canzone Italiana a Stoccarda si contraddistingue per l’attenzione rivolta non più al brano in gara, ma alla pronuncia della nostra madre lingua, spiega lo stesso Maestro Francesco Maggio. Si tratta di un evento che sensibilizza tutta la comunità italiana presente a Stuttgart e nel Baden-Württemberg ad aver a che fare con la propria lingua d´origine, l’italiano. Una lingua spesso poca parlata dai nostri connazionali poiché una volta arrivati hanno dovuto necessariamente rapportarsi con il tedesco o continuare a parlare con il proprio dialetto d´origine. Abbiamo avuto più di quaranta iscritti e non è stato facile scegliere gli otto candidati per la finale di Canta Italia. Tengo a precisare che questo concorso non cerca solo la qualità nell’artista ma anche la predisposizione a lavorare assieme per sviluppare attraverso la canzone italiana questa lingua e pertanto promuoverla. La mia è stata inizialmente una scommessa. L’esito ottenuto in questa prima edizione o meglio dire “collaudo” è perfettamente riuscito quindi le basi ci sono tutte, perlopiù vincenti. La scelta di una conduzione tedesca è stata fatta per il semplice motivo che siamo in Germania e non potevamo non favorire anche la loro presenza. Il tedesco stima la nostra lingua, la nostra origine, la nostra cultura, la nostra tradizione culinaria, canora e tanto altro ancora. Anche questo favorisce l’integrazione. Progetti per il prossimo anno sono davvero tanti a partire proprio dalla nuova edizione di Canta Italia 2017 (bando di concorso disponibile su Arces Kultur Stuttgart a partire da Luglio) a Italien Musiziert che sta continuando a presentare nell’arco di questo anno un vasto programma italiano e non solo, presso la Haus der Musik im Fruchtkasten di Stoccarda. Ringrazio il conduttore e i giurati che hanno accettato di aderire in questa edizione, tutto il cast di Canta Italia che ha lavorato minuziosamente dietro le quinte, il caloroso pubblico avuto in sala, Annamaria Maisto che ha creduto sin dall´inizio a questo progetto e donato sicurezza a tutto lo staff e agli artisti in gara, a Giovanni Baruzzi per i suoi preziosi scatti fotografici. Non per ultimo ringrazio la presenza con la vostra emittente TeleVideoItalia Angela e attraverso lei anche quella del Corriere d'Italia per cui scrive, per l’impegno con cui date sempre vita e priorità alle notizie sui nostri connazionali emigrati. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su televideoitalia.net/intervistelive e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- L’ACLI di Calw alla Stadtfest da oltre 10 anni attiva. Ospite il duo popolare Dino & Angela
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. L’ACLI di Calw alla Stadtfest da oltre 10 anni attiva nella Cittá tedesca, sono l’esempio di umana fratellanza. Ospite alla manifestazione il duo popolare Dino e Angela. Presenti alte cariche locali e il Presidente delle ACLI del Baden-Württemberg, Giuseppe Tabbi. É stato l’ennesimo successo. Non c’é tradizione che non si rispetti, a maggior ragione quando si tratta di un emigrato integrato in terra straniera. Cosí é stato per il circolo ACLI di Calw capitanato dal loro presidente Salvatore Aranzulla e da oltre 10 anni attiva nella Cittá tedesca, sono l’esempio di umana fratellanza. Ospite alla manifestazione il duo popolare Dino e Angela”. Presenti alte cariche locali e il Presidente delle ACLI del Baden-Württemberg, Giuseppe Tabbi. É stato l’ennesimo successo. Sempre presente per il proprio connazionale, non si é lasciato sfuggire nemmeno l’evento piú importante dell’anno, la Stadtfest (la festa della città), per riunire la comunitá del posto. Uno dei tanti fondamentali momenti che sono occasione per le istituzioni e le associazioni cittadine, sottolinea Aranzulla, per presentarsi e per partecipare attivamente al programma. È un momento di appartenenza alla città in cui si vive. L’ ACLI che da decenni è attiva nel campo del sociale e della solidarietà, é sinonimo di simpatia, ospitalitá, cordialitá e dedezione sul proprio caritatevole oberato. Un’importante presenza, la loro, radicata nel territorio locale e molto apprezzata dalle autorità cittadine ed eclesiastiche, per la serietà dei suoi dirigenti e per le innumerevoli iniziative che mettono in atto e che inducono la comunitá italiana del posto ad incontrarsi. I soci del circolo, hanno approntato uno Stand gastronomico tipico del sud Italia quale pizza, arancini, salsiccia, vino e naturalmente il nostro amato espresso. In una città, dove la componente italiana proveniente in massima parte da Mirabella Imbaccheri, questi prodotti sono diventati ormai parte integrante della societá. Alla Stadtfest, il circolo ACLI di Calw, ha voluto aggiungere un ulteriore tocco d’italianità ospitando il duo popolare “Dino e Angela” che ha regalato un’originale performance all’insegna del “Made in Italy”. Salvatore Aranzulla ha ringraziato sentitamente il dipartimento europa managing SDA Sanremo Eventi di Pforzheim, per avere accettato la loro richiesta. Strappare “Dino e Angela” dalla tourneé che li sta vedendo impegnati in molte Cittá europee, non é stato facile, ha confessato. Sapevamo peró che il “duo” é molto sensibile e disponibile, soprattutto quando si tratta dei nostri connazionali. Essere riusciti ad avere avuto il privilegio di ospitarli in questa importante circostanza, ha concluso il presidente, significa tanto per tutti noi emigrati. Ci ha riempito d’orgoglio e non solo, in una giornata piovosa il loro intervento artistico, neanche a dirlo, ci ha riportato il sole e tanto pubblico tedesco. Ringrazio la presenza con la tua emittente TeleVideoItalia Angela e attraverso te anche quella del Corriere d'Italia per cui scrivi e per avere reso storico questo nostro evento collettivo. L’italico duo é stato accolto dall’amministrazione del posto rappresentata da prestigiose alte cariche e dal Presidente delle ACLI del Baden-Württemberg, Giuseppe Tabbi che in proposito ci ha detto: "questi incontri sono un esempio di unione tra comunità diverse, quella italiana e quella tedesca appunto". Abbiamo portato a buon fine molti progetti in questi anni e tanti altri ancora sono in atto, come anche quello inserito nel mercatino di Natale di quest’anno. Sono soddisfatto di come Salvatore Aranzulla stá tirando le redini nel suo circolo. La venuta degli artisti in questione, é stata poi la ciliegina sulla torta che mi ha spinto ad essere presente in prima persona, a questa manifestazione. Dopotutto, chi si lascia scappare l’occasione di cantare a sguarciagola la propria italianitá? In questa associazione abbiamo trovato un grande spirito di collaborazione, fratellanza e uguaglianza, ha dichiarato il cantautore Dino salutando la comunitá che li ha accolti. Per noi “nomadi” (si fa per dire) che portiamo in giro per il mondo la musica italiana dei nostri miti e le nostre tradizioni, é sempre bello trovare simili e calorose accoglienze. La collaborazione, ha definito infine Angela, é un'espressione di vera integrazione che manifesta come si può vivere uniti anche fuori dalla propria terra. Questo circolo di Calw ha dimostrato senza alcun dubbio di avere tutte le caratteristiche per farlo. Grazie per avere accettato il nostro invito, la presenza con la tua emittente TeleVideoItalia Angela e quella del Corriere d'Italia per cui scrivi ha completato i nostri sforzi solidari verso i nostri connazionali. Ricchi di idee e tante risorse, una volta al mese l’ACLI di Calw riunisce i suoi soci, presso la sala della parrocchia San Josef, per partecipare ad un programma che prevede: sia momenti d’incontro conviviali, sia momenti d’informazione e di dibattito su temi come ad esempio d’attualità politica, del mondo del lavoro come mobbing, lavoratori interinali, pensioni, ecc. e della famiglia come ad esempio rapporti genitori figli, importanza dell’apprendistato e della scuola, trasmissione della fede, e quant’altro. Inoltre, nel corso dell’azione diocesana “Woche der sozialen Gerechtigkeit” in collaborazione con la Caritas della Cittá, hanno offerto ultimamente a tutti coloro che vivono in situazioni d’indigenza consistenti pacchi, con dentro del cibo di prima necessità. Vedi quei volti impauriti, smarriti, diffidenti, ci confida Salvatore Aranzulla. Con il nostro modo di avvicinarli, cambiano aspetto. Infine tendono la mano e si lasciano aiutare con quel tenero sorriso di gratitudine. Facciamo del tutto, credimi, per metterli a loro agio e fargli capire che il nostro gesto non é umiliante ma bensí caritatevole. La crisi c’é e c’é sempre stata. Non é una novitá, ne una vergogna e se ci sono dentro, non é per certo colpa loro ma delle istituzioni politiche che potrebbero fare di piú e parlare di meno. Resta comunque un dato di fatto che é un gesto bellissimo offrire agli altri quello che si puó. Contiamo di ripetere questa iniziativa che ti fa sentire certo meglio e piú umano. Sempre attiva e attenta alle esigenze del nostro connazionale, soprattutto a quello piú disagiato sotto tanti punti di vista, il circolo ACLI di Calw si evidenzia spesso per il loro umile oberato. Non resta che dire che: la loro presenza alla Stadtfest, ha confermato ancora una volta l’ennesimo successo italico. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con a SDA FotoVideo, é visibile su televideoitalia.net/intervistelive e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Festeggiato a Pforzheim San Calogero di Naro, a duemila e trecento chilometri di distanza
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Ogni anno a Naro, il 18 Giugno, la festa caratterizzata dalla processione di fine raccolto fa sí che la statua del Santo Nero viene portata in processione dalla chiesa di San Calogero a Naro alla chiesa della Madrice con una straula (carro) tirato dai fedeli, per mezzo di due corde lunghe ciascuna cento metri. A duemila e trecento chilometri di distanza dalla terra sicula, le cose non cambiano. Si é tenuta Sabato 20 Giugno a Pforzheim la festa di San Calogero di Naro, la manifestazione religiosa piú sentita dei naresi. La Cittá, che ospita il maggior numero di naresi emigrati, ha beneficiato del tradizionale evento. Fin dal primo pomeriggio chi ha fatto un voto si é recato in “viàggiu” (pellegrinaggio) portando delle ceste colme di pane nella Barfüßerkirche dove, una copia della statua di San Calogero di Naro in forma piú piccola rispetto a quella originale, é custodita da piú di quarant’anni. La statua del Santo é stata cosí venerata, portata in processione e festeggiata anche se il tutto in forma molto ristretta. La messa solenne davanti al Santo é stata celebrata dai parroci della Missione Cattolica Italiana p. Wieslaw Baniak e p. Rocky (Maria Arokiadoss Antonyraj). Dopo la messa la folla si é portata in strada per la tradizionale processione della vara portata in spalla dai devoti. Tutta la processione è stata scandita dalle urla dei fedeli al grido di "Viva Diu e San Calò". É stato facile trovare anche persone che hanno fatto tutta la processione a piedi scalzi. Infine la venerata statua é stata fatta rientrare in chiesa, dando inizio alla benedizione e distribuzione del pane. É indescrivibile vedere cosí tanti credenti che per devozione si affollano a prendere quel tozzo di pane, strappato a piccoli pezzi. É una festa dettata dalla tradizione. Il pane lavorato in varia maniera rappresenta spesso le diverse membra del corpo miracolato come: u vrazzu (il braccio) u pedi (il piede) a testa (la testa) u cori (il cuore) a manu (la mano) a gamma (la gamba) e perfino u picciliddu (il bambino). Ad altri viene semplicemente data la forma di rosa o di piccoli pani rotondi segnati da una croce detta “rrosellini e panuzzi”. Vengono posti sotto l’altare avvolti da tovaglie ricamate, in attesa che vengono benedetti e spartiti da chi ha fatto il voto alle persone presenti e portati a casa agli ammalati. Compiaciuti si dicono i due parroci della Missione Cattolica Italiana di Pforzheim. La Chiesa era colma come non mai. Vedere cosí tanti fedeli riuniti in questo giorno ci commuove, osserva p. Wieslaw Baniak, del resto l’ho sempre detto che questo é un pezzo di patria in Germania. Li comprendo e condivido la loro fede. É il loro Santo protettore e in parte é la loro festa e cosí facendo si sentono a casa. Straordinario é stato quando abbiamo fatto la benedizione e visto l’impegno di come avveniva la distribuzione di questo pane. Al quanto curioso é stato anche il fatto che, al momento di uscire la vara in strada la pioggia é cessata di colpo. Quasi come se il Santo si sia rivolto a nostro Signore chiedendo di chiudere per un po il suo “rubinetto”. Conclusa la parte celebrativa in ca. 300 si sono riversati nella Nagoldhalle a Dillweißenstein, dove canti e balli hanno aperto i festeggiamenti. In sala, la parte musicale é stata diretta da un duo musicale capitanato da Guido Gioffre. Impeccabile é stata la loro performance che ha trattenuto senza problemi i festeggiamenti fino alle prime luci dell’alba. Non é mancata la tradizionale benedizione fatta dai parroci p. Wieslaw Baniak e p. Rocky e mangiata di “maccarruna” con le mani che ricorda i diversi paesi della Sicilia quando, nel lontano passato, il lungo itinerario processionale ne attraversava ben due di paesi. Era una processione senza musica, un pellegrinaggio penitenziale che si arrestava solo per le soste di benedizione e di spartizione del pane. I portatori, arrivati alla Casazza (il punto più alto del paese) venivano rifocillati con una madia di pasta fresca con il sugo di pomodoro e foglie di basilico detti appunto: i maccarruna ccu sucu (i maccheroni col sugo). La storia racconta che, la proclamazione di San Calogero a Patrono di Naro risale al 1.626, anno in cui il santo ottenne la grazia da Dio per porre fine al flagello della peste che colpí tutta l’isola facendo una strage. Nel 1693 un terremoto in tre giorni distrusse più di sessanta paesi mietendo sessantamila vittime. Naro ne fu preservata e la popolazione riconobbe la palese protezione del suo Patrono. La festa di San Calogero di Naro cade a Naro a data fissa, il 18 Giugno, giorno in cui si dice sia morto sul monte Kronio. É una festa ciclica e dura esattamente due mesi, quanti ne occorrono a compiere i lavori agricoli nei campi: mietitura, trebbiatura ed ammasso delle paglie per il foraggio invernale degli animali. San Calogero monaco eremita, venerato come santo dalla chiesa cattolica e da quella ortodossa, é patrono anche di moltissimi altri paesi della Sicilia come Porto Empedocle, Sciacca, Frazzanó, San Salvatore di Fitalia, Cesaró, Favara, Bivona, Petralia Sottana, Campofranco, Canicattí, Realmonte, Aliminusa, Santo Stefano Quisquina, etc. ma la storia vuole che, da quando Papa Clemente VII nel 1598 approvò le celebrazioni della festa di san Calogero in tutta la Sicilia, la festa principale e che ha assunto nel tempo grande rilevanza religiosa e culturale é quella del San Calogero di Agrigento, dove si aggiunge il fatto che nella medesima zona dove sorge la Chiesa Santuario di San Calogero, abbia soggiornato nel V secolo il veneratissimo Santo. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo, é visibile su televideoitalia.net/intervistelive e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Esslingen festeggia il 50antesimo anniversario del C.T.I.M. Bruno Zoratto, parla l'On. Mario Caruso
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Si è tenuto venerdì 23 novembre, presso la Katholische Kirchegemeinde St. Paul di Esslingen, i festeggiamenti dei cinquant’anni del Comitato Tricolore per gli Italiani nel mondo. L’evento, organizzato in occasione della ricorrenza della fondazione della C.T.I.M e del suo fondatore Ministro Mirko Tremaglia, l’artefice che portò alla vittoria diverse proposte di legge a favore degli italiani emigrati, ha visto l’intervento del Delegato On. Mario Caruso organizzatore dell’evento, la vice Console in Stoccarda dott.ssa Elena Sollazzo, il Cav. Salvatore Virga, il segretario generale Nino Romanzo dell’Associazione Comunità Siciliani nel Mondo. L’evento si è aperto con l’inno nazionale del nostro Paese, l’orgoglio italiano per eccellenza. Dopodiché il Delegato della Ctim, On. Mario Caruso, ha introdotto un discorso di ringraziamento e di ben venuto ai suoi stretti invitati. Al centro dei festeggiamenti si sono alternati il Cav. Salvatore Virga, il dott. Nino Romanzo, la dott.ssa Elena Sollazzo e dove ha portato i saluti del Console Generale d’Italia di Stoccarda dott. Massimo Darchini, assente all’importante ricorrenza per impegni istituzionali a Berlino. Non è mancata la ricca parte delle discussioni e dove sono riaffiorati temi prioritari e problematiche riguardanti i nostri connazionali italiani, appartenenti alla circoscrizione consolare di Stoccarda. In primo piano è stata anche la loro integrazione, il lavoro, la situazione scolastica dei bambini italiani, il bilinguismo, i servizi consolari e l’assistenza. Il Corriere d’Italia ha incontrato i principali membri dell’associazione. L’Associazione Comunità Siciliani nel Mondo l’abbiamo costruita nel 2004, con lo scopo di andare a trovare tutti i nostri emigrati sparsi per il mondo. L’attenzione si è concentrata soprattutto in Europa, Canada e Sud America dove, come sapete, vivono una situazione molto disagiata. Noi ci siamo maggiormente attivati per loro, anche per fargli arrivare dei fondi attraverso delle Police assicurative, come medicinali e altro di tale prioritaria necessità, ci dice ai nostri microfoni il dott. Nino Romanzo ex Sindaco di Monforte San Giorgio, Messina. In un convegno fatto a Londra e proprio in occasione di far presentare i nostri prodotti Made in Italy, attraverso i nostri commercianti connazionali, abbiamo conosciuto l’On. Mario Caruso e da lì è nata un’empatia e un sano rapporto di comunicazione, intervenendo così per altre cose anche in Germania. Oggi mi trovo suo ospite in quest’importante occasione e mi fa piacere. Da considerare che i nostri emigrati già negli anni sessanta settanta, soprattutto i meridionali, sono stati la fonte principale dello sviluppo dell’economia. Non dimentichiamo che è grazie al loro sacrificio che tanti giovani hanno potuto studiare anche da medici, avvocati e ingegneri, termina il dott. Nino Romanzo. Attraverso la vostra emittente colgo l’occasione di ringraziarvi per l’attenzione dedicata a me e a questa importante manifestazione, come salutare anche i nostri connazionali italiani in Germania ma con un arrivederci, per un altro appuntamento fieristico importante lo Slow Food Messe che si terrà a Stoccarda dal 25 al 28 di Aprile 2019, per presentare come sempre i nostri prodotti Made in Italy. Visto la mia esperienza sull’associazionismo nel Baden-Württemberg ed essendo stato per lungo tempo anche Presidente di un Comitato Regionale dei genitori e di tante altre associazioni create da noi, abbiamo cercato di aiutare quanto più bambini e giovani italiani nel sistema scolastico e strutturale tedesco. Con la premessa che sono una persona neutrale su questo, ci dice il Cav. Salvatore Virga, le associazioni a mio avviso dovrebbero comunque operare in loco, nella struttura tedesca e nel suo tessuto giacché l’associazionismo è ben visto da loro. In questo modo, cercando di avere contatti diretti e portando la nostra cultura e il nostro punto di vista avanti, si otterrebbe di più che fare scontri politici. Momenti di commozione hanno coinvolto gli ospiti presenti, in particolar modo quando è stato proiettato un video dove ritraeva alcuni dei tanti momenti di vita vissuta e carriera di Mirko Tremaglia, sia da Ministro ma soprattutto da grande uomo, schierato per mezzo secolo a fianco degli italiani emigrati nel mondo. I filmati storici, dove spesso compare anche a fianco dell’On. Mario Caruso, hanno percorso la strada che ha fatto e che ha permesso con la fondazione dell’associazione apartitica avvenuta nel 1968, di legare il nostro Paese con i Paesi ospitanti e ramificati in tutta Europa come anche in Sud America, Stati Uniti, Canada, Africa orientale. È giusto rilevare anche che il compianto Bruno Zoratto con Mirko Tremaglia legò la sua vita e il suo impegno politico al Ctim. Anche il contributo di Bruno Zoratto, fondatore talaltro a Stoccarda della nota rivista Oltreconfine, ha lasciato una traccia indelebile alle attività e all’elaborazione strategica del CGIE. Tra le innumerevoli iniziative del Ctim è storia anche quella dei treni tricolori, che nel millenovecento settanta ha permesso ai nostri connazionali italiani di votare in Italia favorendogli il rientro. Con il fondare quest’associazione, che oggi compie cinquant’anni della sua esistenza, il Ministro Mirko Tremaglia ha voluto ripercorrere sicuramente vie non semplici. Il suo primo obiettivo era dare dignità agli italiani, farli partecipi nell’espressione di voto, in quello che è la vita politica del Paese, creando e facendoci riconoscere per legge il diritto di voto all’estero. Per quarant’anni ha perseguito questo sogno ed io, grazie all’opportunità che il Ministro Tremaglia mi ha dato nel fare parte di questa sua associazione per quarantatré anni, con orgoglio posso dire che è riuscito nel suo intento, ci dice l’On. Mario Caruso. La sua missione, inoltre, era quella di far considerare i nostri connazionali residenti all’estero cittadini uguali a quelli che vivono in Italia. Da lì nasce anche l’A.I.R.E. (Anagrafe Italiani residenti all’estero) e che dal 1988, sempre grazie a lui, ne usufruiamo e ci permette di essere a pieno titolo cittadini italiani. Anche il Passaporto è opera sua. Oggi, si è discusso e ripercorso anche delle cose vissute attraverso una persona che, intervenendo nel dibattito, ha esternato questo senso di disagio riscontrato e non solo nell’aspetto consolare ma anche nei comuni italiani. È una realtà che ancora oggi purtroppo persiste. Si fa ancora fatica, ad esempio, ad avere il nulla osta per vedersi rilasciare una carta d’identità e ciò comporta tempi lunghi e irritazione da parte del connazionale. A oggi abbiamo fatto molto, ad esempio i comuni sono strutturati con sistemi informatici, all’avanguardia, c’è la comunicazione tecnica e post elettronica. Ci sono tutte le condizione, per rendere questo servizio efficiente su molti punti di vista, come altrettante situazioni che vanno migliorate. Giustissimo ma è anche vero che non possiamo attribuire la colpa sempre a uno. Gli errori, come in un matrimonio, si fanno a pari metà, tu le proponi ma se l’altro ti volta le spalle…. In futura mi auspico che ci sia più volontà di credere che, noi che viviamo all’estero, possiamo giocare una partita importante sia per il Paese ospitante e quindi la Germania sia dall’altra e parlo dell’Italia, perché noi siamo la realtà. Come sai Angela, mi sto adoperando in difesa dei nostri connazionali italiani residenti in Germania, tra le tante cose cito ad esempio l’IMU (Imposta Municipale Unica) che per te che vivi in Germania ti è riconosciuta, in Italia, come una seconda casa e che a mio avviso è una grande ingiustizia. Lo stesso per la tassazione sulla nettezza urbana, acqua, luce etc., pagarla per tutti e dodici i mesi quando invece scendi giù in ferie solo per quelle poche settimane, lo trovo altrettanto sbagliato. Insomma, è giusto pagarla e contribuire con le istituzioni italiane, ma per gli italiani residenti all’estero dovrebbe essere solo per quel periodo che è in Italia. Si fa fatica talvolta a farsi capire ma come ho detto prima, gli affari si fanno in due, comunque non demordo. Ringrazio tutti i miei ospiti e le istituzioni locali anche quelli venuti apposta dall’Italia e che hanno aderito al mio invito a questo importante evento, come la presenza televisiva e stampa con la tua emittente TeleVideoItalia Angela e attraverso te anche quella del Corriere d’Italia che, essendo un vostro seguace telespettatore e lettore, vi definisco più “la voce del nostro connazionale italiano in Germania”. Trasportate sane notizie e questo vi fa merito. I festeggiamenti si sono alternati con l’esibizione dell’artista Michele Ferracane, che ha deliziato i presenti con un programma, neanche a dirlo, di canzoni d’Opera italiane e sono terminati con una cena party allestita nel salone d'ingresso non a caso con gusti e sapori Made in Italy. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Umberto Tozzi piú solidarietà in streaming
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. A causa delle restrizioni per la pandemia, il settore produttivo dello spettacolo e cultura scesa in piazza per protestare il fermo da 419 giorni della loro attività, sta ottenendo egregi risultati. Sul tavolo delle trattative interministeriali resta primaria la discussione dei sostegni economici per le imprese della filiera, basato sul fatturato annuo dello spettacolo ed eventi, come i fondi equi per la riforma e ripartenza dei settori in questione e fortemente penalizzati da ogni parte del mondo a causa del Covid-19. In questi ultimi mesi in diverse piazze è scesa a sostegno anche una rappresentanza dell’U.N.I.T.A. (Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo) e “La Musica che Gira”. Tra i tecnici, musicisti e organizzatori, presenti alla manifestazione anche molti artisti della musica italiana che hanno voluto far sentire la propria voce al Governo, tra i tanti citiamo Max Gazzé, Alessandra Amoroso, Fiorella Mannoia, Daniele Silvestri, Emma Marrone, Renato Zero e tanti altri. “La musica ha guarito sempre i cuori di tutti, ha detto lo stesso Renato Zero tra gli applausi dei pacifici manifestanti, non abbiamo paura di salire su quel palco!” Importanti e determinati appelli fatti al Governo sono stati fatti anche attraverso numerosi registi, attori e tanti altri che nei loro programmi hanno mostrato come emblema, l’inseparabile “baule” amico e complice dei loro successi. Non si sono tirati in dietro nel dire la propria davvero in tanti, organizzazioni di spettacoli, agenzie artistiche ecc., tra i tanti anche la SDA Sanremo Eventi, la casa artistica italiana più comunemente conosciuta come Italo Hit Pormotion - Artist Europa Managing, impegnata nel territorio italotedesco nella distribuzione di concerti eventi e tournée, come alla presentazione e valorizzazione di giovani talenti emergenti. La situazione è a dir poco drammatica, ci dice il leader dell’organizzazione artistica, siamo fermi da ca un anno ormai e non vediamo ancora una luce in fondo al tunnel. In tanti chiediamo un sostegno costante per tutti gli operatori e distributori dello spettacolo che operiamo sia in Italia sia all’estero. Serve una riforma strutturale di questo settore. Ci serve aiuto e subito. Serve tornare a essere attivi e operativi sul campo al 100% e riaprire tutto in fretta, frontiere incluse, naturalmente sempre nel rispetto della norma. Nel rispetto precauzionale delle regole anticovid è stato organizzato anche un Flash mob nelle piazze. Sono scesi a protestare con una maschera nera in segno d’invisibilità e dando non a caso voce anche ai propri “bauli” fedeli compagni di viaggio di trasporto, sempre i primi ad arrivare nel luogo di un debutto di un artista e pronti a ripartire senza sosta per una nuova tappa, a ogni scesa di sipario. Interpellati diversi rappresentanti, in merito a quanto il mondo inerme sta vivendo, in tanti ci hanno dato attenzione ed espresso le loro più che giuste ragioni. Non per ultimo, dallo Sporting di Montecarlo siamo stati raggiunti anche dal cantautore Umberto Tozzi. Ci ha fatto presente che, anche lui per la prima volta nella sua carriera, ha tenuto in diretta streaming uno speciale concerto benefico completamente acustico. Per colpa di questa pandemia da più di un anno i miei musicisti, tecnici e staff sono rimasti senza un lavoro, ci spiega lo stesso Umberto Tozzi. Si sono visti rimandare anche un tour mondiale, pertanto sono corso in loro aiuto. Mi seguono fedelmente da vent’anni e molti hanno famiglia e figli, termina il cantautore, pertanto sono felicissimo di fare questo concerto e mi auspico chiaramente che questa sia un’opportunità di aiutare concretamente tutti i loro. Anche artisti come Marco Masini e tanti altri ci fanno sapere che stanno seguendo la stessa linea di sostegno solidare a favore dei loro musicisti, tecnici e addetti ai lavori, con l’auspicio che torni tutto presto alla normalità. Queste solidali iniziative sono senza dubbio degli eventi speciali e con uno show totalmente in forma acustica. Ognuno di loro, sarà pronto a garantire doppie emozioni ai propri fan. I biglietti di questi storici eventi acustici si possono acquistare e vedere solo digitando il sito ufficiale dell’artista, mentre l’intero ricavato dell’evento come espressamente voluto dagli stessi artisti, sarà devoluto a favore dei loro musicisti, tecnici e staff. In questi lunghi anni, oltre al Festival di Sanremo, ho avuto il privilegio di incontrare e intervistare molti di questi mostri sacri che hanno fatto davvero la storia della musica italiana nel mondo e assistere ai loro concerti, specie quelli dati sui nostri palchi in Germania. Li ho sempre conosciuti dal lato artistico, dove comunque la loro generosità e la loro a umiltà nei miei confronti è stata sempre encomiabile, soprattutto nel darmi attenzione anche là dove sono stanchi dopo ore di debutto, stressati o concentrati ma effettivamente e specie in questo momento così delicato e fragile, ho evidenziato ancora un altro grande pregio in loro, l’umana solidarietà verso il prossimo. Il reportage televisivo realizzato in collaborazione con la SDA FotoVideo Production è visibile al sito ufficiale di televideoitalia.net/intervistelive e corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- la MCI di Pforzheim dell'opera San Luigi Guanella, compie cinque anni. Pronto il piano di lavoro
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Con l’arrivo del nuovo anno non poteva mancare all'invito redatto dai due presuli guanelliani Padre Arcangelo e Padre Rocky (Maria Arokiadoss Antonyraj) della Missione Cattolica Italiana di Pforzheim. Insieme abbiamo sfogliato i nuovi programmi 2019 partendo subito dal loro stimatissimo ospite Don Umberto Brugnoni, il novello Superiore Generale dell'Opera Don Guanella arrivato da Roma, nonché decimo successore di San Luigi Guanella prescelto con maggiore fiducia e stima dai confratelli di tutto il mondo. Non è facile introdursi dentro a una realtà come questa. É ormai storia che la congregazione, è stata interpellata nell'offrire una collaborazione spirituale e di accompagnamento per gli italiani in gran parte naresi e residenti a Pforzheim, poiché pastoralmente gestiamo il Santuario di San Calogero a Naro. Stimolati dall'insistenza positiva e profetica del nostro compianto Gero Lombardo e accolta dall'allora Superiore Generale e dal suo consiglio, la nostra presenza guanelliana è stata resa concreta, ci dice Don Umberto Brugnoni. Ora il mio compito è di fare visita alle comunità. É la seconda volta che visito quella di Pforzheim e ho avuto modo di costatare che negli interventi fatti da p. Arcangelo e p. Rocky c'è ricchezza di proposta spirituale, animazione e sensibilità al valore che è Gesù Cristo per la vita dell'uomo. In due celebrazioni eucaristiche, ho avuto modo di incontrare sia la comunità italiana del posto, sia di vedere le prospettive future che hanno i miei confratelli e dico che in entrambi i casi c'è piena soddisfazione e approvazione della presenza della nostra opera guanelliana a Pforzheim. Rientro a Roma dunque convinto che la scelta fatta cinque anni fa è stata azzeccata e non come tanti altri contesti geografici del modo che sta perdendo lo spessore di una vita spirituale, autentica, coraggiosa e dinamica. Il lavoro, l'impegno, la ricchezza e la possibilità di migliorare lo stato della propria vita molto spesso prendono il sopravvento, su quello che è la nostra relazione con il Divino. Padre Arcangelo e p. Rocky invece partono da una dimensione centrale dell'uomo, dove la sua ricchezza sta con la relazione con Dio e nel suo essere figlio. É stato celebrato lo scorso maggio il ventesimo capitolo generale che è un po’ la massima autorità di una congregazione e che per tema portava il Carisma (che riguarda il dono ricevuto ma non da tenere ma donare e trasmettere ai bisognosi, che è quello che ci caratterizza); L’Intercultura (l'essere riuscito a mettere insieme un confratello dall'Italia, uno dall'India e ipoteticamente uno che arriva dall'Africa e vederli come testimoniano la fede, il vangelo e come servono con fratellanza, sintonia e sinergia i poveri e gli ammalati, nonostante le differenze culturali); La Profezia (quello di dire al mondo di volersi bene, indipendentemente dal fatto di essere diversi di cultura o nazionalità). Ecco, termina il Superiore Generale Don Umberto Brugnoni, i miei due confratelli a Pforzheim stanno realizzando davvero queste tre parole e vedo che in questa comunità si respira tali valori. Grazie per la vostra attenzione e terrò caro il ricordo anche del vostro intervento e contributo mediatico nel divulgare la nostra opera guanelliana. Cinque anni sono passati velocemente e ogni anno che realizzo lo considero un dono di Dio. Vengo dall'India ma sono stato formato dieci anni in Italia e quando mi hanno assegnato in questa comunità italiana a Pforzheim, ho riscontrato la stessa gioia, finezza, particolarità, ospitalità e fraternità ricevuta attraverso l'insegnamento. Ammortizzo quindi la nostalgia del mio Paese nativo, perché quello che ho trovato mi da il senso di una vera famiglia anche qui. Questo per noi padri guanelliani è fondamentale per valorizzare a pieno la vita spirituale, ci dice p. Rocky. In silenzio, con i nostri confratelli, ogni mattina preghiamo e facciamo meditazione. Da lì attingiamo la forza per andare avanti. La vita fraterna non è solo preghiera ma intervenire anche l'uno con l'altro confratello, quando necessita un aiuto. É così che insieme ampliamo anche il servizio pastorale rivolto ai bisognosi. Non mancano le difficoltà e le tristezze che si accumulano attraverso l'empatia degli altri, ma il Signore è misericordioso e ci da l'opportunità di realizzare a meglio le nostre opere caritatevoli. Con p. Arcangelo abbiamo fatto molte cose belle in questi anni. Adesso siamo riusciti anche a riformulare la nostra missione in sintesi attraverso un opuscolo scritto in italiano e tedesco. É distribuito a tutti i fedeli affinché tutti sappiano cosa facciamo. Tutto questo è stato possibile realizzarlo grazie anche a una richiesta fatta assieme ad altri missionari, presentata e approvata dal vescovo di Freiburg, rimanendo naturalmente in comunione sia con la diocesi sia con il decanato. Premetto che proprio il 15 di gennaio la nostra presenza nella Missione Cattolica Italiana di Pforzheim, intesa come gestione opera San Luigi Guanella, compie cinque anni grazie all’incarico affidatoci dall’Arcidiocesi di Freiburg. È da quindici mesi che sono qui e non nascondo le mie difficoltà avute nell’inserirmi in terra sveva. Un corso di lingua tedesca fatto attraverso Padre Ottmar Thomas Kuhn della comunità tedesca e che ringrazio vivamente, ci sta dando l’opportunità di integrare le nostre comunità italiane con quelle tedesche, ci dice p. Arcangelo Biondo. Il mio desiderio era conoscere la mia comunità del posto, creare una grande sinergia, una rete comunicativa e collaborativa restando in sintonia con loro e questo è fatto. ll nostro compito è dilatare la tenda della carità, perché il nostro specifico carisma è di comunicare un Dio misericordioso, un Dio Padre e attento ai più fragili. In questi mesi ho dipinto un quadro dei tipi e forme di povertà che apparentemente non si vedono come la solitudine, la depressione, le malattie etc. La Germania è una grande terra generosa e si lavora tanto ma per mantenere questi ritmi frenetici e turni di lavoro che in tanti arrivano a farne tre, molte famiglie sono indebolite e non riescono ad accudire la vita del proprio focolare. Oggi però, grazie all’aiuto del nostro buon Dio e al grande rapporto restaurato con i nostri fedeli del posto, molte cose hanno preso la giusta piega. Presentiamo così alla nostra comunità di Pforzheim un piano informativo affinché i nostri incontri si fortificano. Da domenica 10 di febbraio alle ore 18:00, nella nostra missione si terranno due corsi di guida pastorale per i fidanzati. Sabato 2 marzo ore 18:00, presso il centro italiano, il Mago Arcano (che sarebbe un mio hobby personale) terrà gratis uno spettacolo “Gospel Magic” dedicato ai bambini. Domenica 3 marzo in missione c'è la Festa di Carnevale. Domenica 19 maggio, presso la Barfüßerkirche di Pforzheim, si celebrerà la Prima Comunione e sabato 8 giugno la Santa Cresima. Giovedì 30 maggio e domenica 2 giugno ci sarà il pellegrinaggio a Lourdes con la guida spirituale di p. Rocky. Sabato 22 giugno si terrà la festa di San Calogero di Naro guidata dal nuovo predicatore narese Don Lillo Di Rosa, parroco della Santa Maria della Provvidenza a Scampia, Napoli. Non mancano iniziative e progetti come: “Un esperimento nel cuore” il potenziamento della Pastorale per gli ammalati e anziani, con l’aiuto di tre ministri straordinari della comunione e ancora, daremo maggiore attenzione alle vedove. Prolunghiamo l’offerta di Natale per il Cav di Agrigento Opera Don Guanella con lo slogan: salvare un Bambino dal rischio di aborto. Pensate in proposito che, ad Agrigento nella nostra famiglia guanelliana, una trentina di volontari da sedici anni si sono rimboccate le maniche affrontando questo drammatico tema sociale dell’aborto e salvato mille bambini. Pertanto grazie alla vostra generosità potremmo contribuire tutti a salvarne ancora altri. Nasce finalmente il “ Coro Ragazzi Missionari di Pforzheim” guidato dall’organista della missione Amella Vincenzo che, assieme alla stimatissima segretaria Tina Marsella, hanno varcato la soglia dei venticinque anni di fedele lavoro nella missione di Pforzheim e pertanto rinnoviamo le congratuliamo ad entrambi. Per la gioia dei giovani, arriva anche un tavolo da ping pong. Continua inoltre ogni primo del mese la Formazione del laicato, mirato ad adulti davvero maturi, con la Lectio Biblica guidata da p. Rocky laureato in Sacra Scrittura. Ringraziamo la tua emittente TeleVideoItalia Angela e attraverso te il Corriere d’Italia per avere accettato il nostro invito e per il preziosissimo aiuto che date alle comunità italiane in generale, con i vostri servizi televisivi e stampa, termina p. Arcangelo. Mentre voi, cari fedeli, sappiate che noi missionari siamo sempre disponibili ai vostri bisogni e che la carità non ha orario. Il nostro sogno nel cuore è aprire una casa guanelliana che si mette al servizio delle nuove povertà in terra tedesca. Sui passi e sull’esempio di San Luigi Guanella in Germania serviamo e promuoviamo i poveri senza distinzione di stirpe, nazionalità o di religione e con maggior urgenza serviamo quelli più vulnerabili nella loro dignità di uomini e figli di Dio, in particolare bambini, ragazzi, anziani e gli insufficienti mentali che chiamiamo “Buoni figli”. Fondamentale per la vita spirituale e non solo vi informiamo che: da lunedì a venerdì alle ore 19:00 nella nostra missione si celebra sempre la Santa Messa, come tutti i giovedì c’è l’Adorazione per chiedere a Dio il dono delle vocazioni. Questo è il terzo anno consecutivo che il “Germoglio di Dio” il gruppo di laici RNS (Rinnovamento dello Spirito Santo) cerca futuri catechisti, per rinnovare una speranza per la missione, chiedere al Signore il dono delle vocazioni speciali, guida al sacerdozio, da missionari e vita religiosa ma soprattutto laicali, perché preziosi sono nel portare avanti l’annuncio del Vangelo. Ne abbiamo tanto bisogno, quindi avvicinatevi. Siamo inoltre autorizzati e pertanto disponibili nell’esercizio di cappellani nell’ospedale Siloah di Pforzheim, anche per i fratelli e sorelle tedesche, per unzioni dei malati e accompagnamento spirituale. A tutti va la nostra benedizione fraterna e sacerdotale, assicurandovi le nostre preghiere e vi lasciamo con una riflessione: la vera meraviglia non è “l’uomo” che sia andato sulla luna ma è “Dio” che sia sceso sulla terra! Buon Anno e Alleluia. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su www.televideoitalia.net e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Lucio Dalla, la privacy senza maschere. Padre Bernardo Boschi nell’omelia ai funerali del cantante
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Dalla, la pryvacy senza maschere. Padre Bernardo Boschi che domenica ha pronunciato l’omelia ai funerali del cantante torna sulle polemiche, per la presenza sull’altare della basilica di San Petronio di Marco Alemanno, compagno del cantante. La replica dell’Arcigay di Bologna. Lucio Dalla se ne é andato stroncato da un infarto. Se ne è andato alla sua maniera, in un silenzio imprevedibile, rumoroso come nei suoi celebri scat di Intervista con l’avvocato. Se ne è andato tre giorni prima di festeggiare 69 anni e di ricevere dagli addetti ai lavori, dai suoi fan che amava, dai tanti amici e colleghi che aveva visto crescere e che aveva cresciuto, lanciato verso l’olimpo musicale, dagli Stadio a Ron passando per l’ultimo Pierdavide Carone con cui si é esibito a Sanremo 2012. Il grande Lucio e le sue mille versioni, eclettico sempre diverso. In cinquant’anni di carriera ha reinventato e mischiato jazz, pop, tribal, lirica sempre a suo piacimento, diventando un manifesto nel mondo con la sua Caruso. Ma raccontando le storie degli ultimi di Piazza Grande, dei folli e degli erotomani soli e abbandonati di Disperato Erotico Stomp, degli innamorati ed illusi con Cara, Canzone e Telefonami tra vent’anni. Negli anni Sessanta e Settanta cantava il progresso con sguardo lucido, anticipando tempi, modi, luoghi e sensazioni, legando ad un solo unico e grande filo comune la possibile soluzione di una vita fatta di incertezze, fatta di noia e di paura di vivere: l’amore. Lucio Dalla ha avuto un grande successo non solo per il suo carattere istrionico, per la sua follia ma perchè aveva quella capacità sensazionale e, allo stesso modo, semplice che hanno solo grandi: lui era universale. Come un grande classico di Shakespeare, Lucio Dalla sapeva parlare dei particolari, in maniera grandissima ed universale. Qualsiasi cosa lui cantasse o scrivesse acquistava immediatamente la dimensione del “tempo zero”, vi basterà ascoltare pezzi come 1983, come L’anno che verrà, come Il motore del 2000 oppure tutto lo storico album Anidride Solforosa (datato 1975) per capire di cosa si sta parlando. Di quale artista, oggi in questo mese pazzo quanto lui, da domani dovremmo fare a meno. Eppure incalzano le polemiche. Così Dalla in un’intervista del 1979. Il suo padre spirituale: "Le polemiche su di lui, una vendetta gay" La Chiesa condanna il peccato, non il peccatore, quando questi fa un certo cammino». Padre Bernardo Boschi, il confessore di Lucio Dalla che domenica ha pronunciato l’omelia ai funerali del cantante, torna sulle polemiche per la presenza sull’altare della basilica di San Petronio di Marco Alemanno, compagno del cantante. Dalla era «una persona di grande fede e non ha mai voluto conclamare la propria omosessualità», dice Boschi, secondo cui le polemiche sono una «vendetta dei gay che volevano fare del cantante una bandiera». E che Dalla non avesse alcune intenzione di dichiararsi gay lo conferma anche un’intervista del 1979 alla rivista «Lambda», periodico del movimento di liberazione omosessuale che uscì dal 1977 al 1981 e che ieri ha ripreso a girare in Rete. Incalzato da Pietro Savarino, nel 1979 Lucio Dalla si rifiuta di dirsi gay e di fare dell’identità sessuale una questione pubblica: «Non mi interessa parlartene, dice, perché dovremmo stare sulla questione per giorni interi. E poi credo che non ve ne sarebbe bisogno, nel caso fosse vero. Io sostengo che ognuno deve comportarsi correttamente secondo la sua organizzazione mentale, la sua organizzazione sociale, ma fare dichiarazioni di voto mi sembra ridicolo. Non appartengo a nessuna sfera sessuale». Dalla rivendica con orgoglio la sua «non appartenenza» a qualsiasi area, politica, di pensiero, sentimentale: «Sono un uomo isolato, ecco perché mi rifiuto di collocarmi nel Pci, col quale non ho alcuna “area culturale” in comune. Sono un uomo abbastanza appartato anche a livello di sentimenti. Sono solo perché lo voglio essere, organizzo il mio mondo forse malinconicamente ma con coraggio, mi sento molto vicino al mondo del lavoro. Il fatto stesso di comunicare alla gente, a tanta gente, è un’esemplificazione di tante tensioni, tensioni emotive e a volte anche tensioni sessuali». Infine, il cantautore chiarisce una volta per tutte: «Non mi sento omosessuale, ma veramente, spero che lo capisca. Non mi sento omosessuale. Mi sento pronto e disponibile a tutte le situazioni di amore, di affetto, di amicizia, di sentimenti, di tenerezza. Ecco, sono un uomo disponibile, ma la mia cultura non è una cultura omosessuale, il mio modo di organizzare il lavoro non è omosessuale, ho amici quasi tutti eterosessuali; ho anche amici omosessuali che rispetto e ai quali voglio molto bene. Sono un uomo molto confuso, in tutto, ma credo che gli uomini abbiano il diritto a essere confusi, perché sono sgradevoli quelli che si ritengono conclusi. E poi sono vecchio, ho 36 anni, ma non vecchissimo. Spero di cambiare. Magari se ci vediamo fra tre anni, ti faccio tutte le dichiarazioni che vuoi». Di anni ne sono passati più di trenta, ma Dalla quello che ora si definisce «coming out» non l’ha mai compiuto. Anche per questo ieri padre Boschi ha aggiunto: «Ho avuto una sensazione molto sgradevole, di mancanza di civiltà nel leggere le polemiche sui giornali.Quelli che criticano sono sciacalli, iene. Sputano sentenze su cose più grandi di loro. Questi soloni che imperversano, dicendo che la Chiesa è ipocrita non sanno niente della Chiesa». Per il domenicano, le polemiche sono «micidiali sul piano umano». Anche «Gesù andava dalle prostitute perché si convertissero. Io sono andato tante volte a casa di Lucio, c’era anche Marco Alemanno, e non ho mai visto nulla». Sbaglia anche, secondo il religioso, chi ha malinteso la mano tesa verso il giovane: «Era un ragazzo che soffriva. Si dà quello che si ha, e dobbiamo dare il bene. Ma se dentro le persone c’è la malizia, la si vede ovunque». Mentre per Monsignor Giovanni Silvagni, vicario generale dell’Arcidiocesi di Bologna «si è voluto inventare un problema che non esiste, cavalcando l’onda mediatica per interessi che mi paiono un po’ estranei alla vicenda e ai sentimenti delle persone coinvolte». «Lucio Dalla non è mai stato una nostra bandiera né lo sarà»: replica l’Arcigay di Bologna. «Non abbiamo mai chiesto a Dalla di partecipare a un nostro “Pride” né ad altre iniziative perché sapevamo della sua scelta di riservatezza, anche se non nascondeva la sua omosessualità, e l’abbiamo sempre rispettata». Perciò «nessuna vendetta da parte dei gay. Anzi, nel movimento molti ci hanno rimproverato di non essere intervenuti. Messa alle strette, la Chiesa pensa di difendersi aggredendo noi. È la solita ipocrisia». E «sono molto rattristato dalle parole di padre Boschi che trovo sinceramente ammantate di livore ideologico» aggiunge il presidente nazionale di Arcigay, Paolo Patanè. «Nessuno ha mai mancato in vita nei confronti di un artista sublime come Lucio Dalla e nessuno ha mai inteso mancare in morte. A me personalmente ora preme solo il rispetto, l’affetto e il sostegno al compagno di Lucio Dalla e spero che una bella storia d’amore che la sorte ha colpito, possa generare libertà per la moltitudine di gay e lesbiche senza notorietà né diritti». Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su televideoitalia.net/intervistelive e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- ciak di La scomparsa di Patò. Da Camilleri a Naro e Pforzheim
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Esordio sul grande schermo per un adattamento tratto dallo scrittore siciliano Andrea Camilleri: al via il ciak di La scomparsa di Patò. Pippo Morello sindaco del Paese di Naro, in provincia di Agrigento, e Patrizia Salerno, assessore comunale al Turismo e Spettacolo hanno accompagnato il regista Rocco Mortelliti, lo scenografo Biagio Fersini e gli sceneggiatori Maurizio Nichetti e Andrea Camilleri in una visita dei luoghi del set. Ma non solo la provincia agrigentina è in festa. Anche la comunità narese, trasferitasi a Pforzheim, lo è: nel cast, infatti, ci sono due nostri connazionali, Daniele Rotondo e Franco Tesé. Il libro La scomparsa di Patò, scritto da Andrea Camilleri, sta per diventare dunque un film e il nostro Corriere d’Italia non poteva mancare a questo grande evento. Le riprese sono incominciate in Sicilia tra Naro, Agrigento: nella Valle dei Templi e la Scala dei turchi a Porto Empedocle. Il film, che ha avuto sostegno finanziario dal Ministero dei Beni culturali, è stato sceneggiato da Rocco Mortelliti, Maurizio Nichetti e dallo stesso Camilleri, mentre la casa produttrice è la stessa della serie televisiva di Montalbano, Palomar. Il romanzo è impiantato sulla corrispondenza epistolare, tra gli organi di polizia del Comune di Vigata ed i rispettivi superiori del capoluogo Montelusa. Si aggiungono articoli di cronaca dei quotidiani di Montelusa e Palermo oltre che alcune lettere di alte personalità politiche e burocratiche, in un intreccio gradevole e intrigante che si snoda sull’evento della scomparsa di un impiegato di banca, per l’appunto Patò, che porta all’epilogo di falsare la realtà dei fatti accaduti per compiacere i potenti locali. Tra gli interpreti non mancano grandi nomi come quello del mitico Nino Frassica (l’attuale maresciallo dei carabinieri della fiction Rai, Don Matteo) e Neri Marcoré (nel ruolo di Patò), a cui si aggiungono Maurizio Casagrande, Alessandra Mortelliti, Giliberto Idonea, Flavio Bucci, Simona Marchini, Danilo Formaggia e con la partecipazione di Roberto Herlitzka. Il paese di Naro è stato prescelto quale location poiché conserva intatti molti ambienti di fine Ottocento, sia a livello di interni di palazzo e chiese, sia nella struttura urbana. L’evento ha suscitato grande scalpore anche tra la comunità narese residente a Pforzheim: i coniugi Melchiorra e Vincenzo Rotondo, orgogliosi raccontano dei loro nipoti fraterni, Daniele Rotondo e Franco Tesé che residenti appunto a Naro fanno parte della troupe del film. “Ci siamo fatti inviare subito la storia di Patò”, racconta Vincenzo. “Siamo amanti della cultura in generale e sapere che lo scrittore Camilleri abbia scelto proprio il nostro Paese di origine per girare il film ci lusinga molto”. Dello stesso avviso anche il sindaco di Naro, Giuseppe Morello: “Siamo felici di ospitare il set di questo film nel nostro Paese, che è ricco di storia e tradizioni. Naro potrà così vivere quest’occasione nella prospettiva di un rilancio culturale e di una promozione e valorizzazione dei propri luoghi storici, nonché del patrimonio artistico e architettonico”. La piena disponibilità data dalla nostra amministrazione comunale alla troupe, nel dirigere e realizzare il film, darà senz’altro pieno risalto alla scenografia naturale del nostro Paese. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su televideoitalia.net/intervistelive e www.corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Paki Canzi e i Beat Generation anni '60, il leader del gruppo I Nuovi Angeli, porta una ventata
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Al Teatro San Babila di Milano in prima assoluta ha presentato lo spettacolo Beat Generation Anni ‘60. Il leader del gruppo I Nuovi Angeli, Paki Canzi lo ha presentato insieme a Duilio Martina, comico e imitatore, Renato Converso, comico. Ed ancora Jessica Resteghini attrice di prosa, Gianpieretti e Donatello, big della canzone degli anni ‘60/’70, decennio “Beat”, caratterizzato dalla contestazione giovanile e da mutamenti del gusto tali da influenzare ogni settore. Tutti riuniti dall’abile regia di Davide Saccà. Lo abbiamo incontrato durante le prove e Paki Canzi si fa loro portavoce Da dove deriva Canzi? è antico cognome di una famiglia che i Visconti resero nobile e gli Sforza riconfermarono, io sono la pecora nera Uno spettacolo bello e divertente. Pensate di portarlo in tournée? Sensaltro. Ci sarà una tournée contemperata con gli impegni di ciascuno. Ci divertiamo molto e anche sul palco siamo noi stessi. Il pubblico si diverte, perché coglie la nostra spontaneità oltre a vivere o rivivere emozioni. Come è nata l’idea di realizzare questo spettacolo e da chi? Davide Saccà che ho conosciuto da poco è un ‘fan’ da sempre. A quattordici anni sulla costa romagnola ha scavalcato un muro per assistere a uno spettacolo e ora è lui che ci ha messi insieme A distanza di circa quarant’anni, come giudica quel periodo storico? Irripetibile perché basato su professionalità, senso del dovere e sprezzo della fatica per conseguire lo scopo, dalla conquista di una donna al suonare bene. Oggi invece c’è molta strafottenza accompagnata da invidia. Si preferisce invidiare chi lavora piuttosto che sacrificarsi. Quali pregi e difetti ha avuto la beat generation? Il pregio principale è stato la spontaneità. Più che di difetti si può parlare di strumentalizzazioni dovute all’invidia, che è il vero cancro del mondo, del successo senza considerare i sacrifici e la fatica necessari per qualsiasi risultato. Per fortuna non sono affetto da invidia, il che mi permette di sorridere sempre alla vita, di per sé così fugace, nei momenti belli e brutti. Cosa pensa dell’attuale clima culturale? Detesto gli sgrammaticati e i reality come Amici. La fabbrica del nulla, X Factor, ce la fa uno su mille, e le trasmissioni in cui la gente pretende di diventare personaggio o litigando o dicendo scempiaggini o insultando. Sgarbi è antesignano del modello, ma ha dalla sua l’essere intelligente diversamente dai tanti che sono ignoranti. Grazie per l'attenzione che mi hai dedicato con la tua emittente TeleVideoItalia Angela. É stato bello rincontrarvi. Saluto tutti gli italiani emigrati e sparsi nel mondo. Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Benigni... tutto Dante - canto quinto dell’Inferno - in tour mondiale.
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. - canto quinto dell’Inferno - in tour mondiale. Spettacolo in cui l’attore e regista Roberto Beningni interpreta la Divina Commedia, accompagnato da uno sguardo satirico sull’attualità. Una performance nei più prestigiosi teatri internazionali prima di dedicarsi di nuovo al cinema. Sguardo vivace e un saluto caloroso. L’acclamato regista attore premio Oscar Roberto Benigni, ci tiene a conoscere chi gli sta davanti, fissarne il nome e scoprirne qualche dettaglio. È così che ci accoglie quando andiamo ad incontrarlo. Un solo accenno al suo spettacolo ed è subito un fiume in piena di parole tanto semplici che riescono ad incantarci. “Il tour è nato per portare gli spettacoli agli italiani all’estero, dice,vengo per loro. C’è dell’allegria in fondo ai loro occhi. Un desiderio vispo, affatto languido che gli fa dire - io tornerò - proprio come nelle canzonette”. La sinergia con il pubblico durante gli spettacoli è un abbraccio amorosissimo, in lingua “benignana”. Un senso di bellezza che pervade i teatri quasi l’alchimia sprigionasse una sensualità erotica, come é accaduto a Parigi, Bruxelles, Grecia, Svizzera e non solo con i nostri connazionali. Lo spettacolo poi si espande, perché quel che Dante dice è talmente universale che nella mente di ognuno risuona qualcosa di immenso e per di più mostra la grandezza del nostro Paese. Poi il pensiero torna di nuovo all’Italia di oggi. “Ora è proprio tutta coperta ma queste ceneri nascondono un fuoco possente”. Chiediamo allora se Tutto Dante é un’operazione di divulgazione letteraria? No, assolutamente, risponde. Gli studenti hanno i professori. “Tutto Dante” è uno show nel vero senso della parola. Perché Dante è spettacolare e perché spero di fare spettacolo io. Non è nemmeno un fatto politico, seguita, il messaggio è racchiuso nell’abbraccio che rivolgo principalmente agli italiani che vivono all’estero. Come vede la situazione italiana attuale, specie con riferimento alle nuove generazioni? Conosco bene la situazione dei giovani in Italia, perché io vengo da là.” Poi la serietà dell’argomento cede subito il passo all’irrefrenabile ironia. “Io non fuggo perché non sono un cervello, giusto per quelllo”. Buffo, per un candidato al premio Nobel. Se non fosse per quella risata tanto aperta e sincera che quasi vien voglia di crederci. Pensa se ci fosse stata questa fuga dei cervelli nel Rinascimento e avessero lasciato andare all’estero persone come Michelangelo, Leonardo, Galileo, Dante. Il solo pensiero fa impressione. Cosa sarebbe accaduto? Tutte le arti e tutti i poteri moderni sono imitazioni delle arti e dei poteri italiani, del nostro Rinascimento. Qualsiasi impero è un’imitazione del nostro, almeno in Occidente. Che lo si voglia dire o meno, è così.” Poi Benigni si ricorda che tutto sommato siamo nella terra di Shakespeare. “Non per essere nazionalista, dice, voglio troppo bene all’Italia per esserlo ma quella voglia, quel desiderio di dire beh, son contento di esser nato lì ce l’ho tanto forte”. Roberto Benigni non riuscirebbe mai a risultare melenso o scontato. Quando parla dell’Italia arde di passione e si commuove come un bambino. Il tutto mentre pronuncia un’unica frase. Non gli servono telecamere né riflettori per essere ciò che è. Indossa il solito pullover a V con cui lo si vede sempre in foto e una sciarpa come unico vezzo d’artista. Tutto Dante è uno show dove i versi di Dante si mescolano all’attualità in maniera del tutto inedita. In un viaggio sorprendente fra satira e poesia. Alta letteratura e politica sbeffeggiata alla maniera di Benigni. Il tutto proposto con la leggerezza di chi è capace di far ammutolire e ridere intere platee, quasi a creare un sortilegio. Benigni promette agli spettatori, divertimento e riflessione insieme. Perché è come Dante e la Divina Commedia. C’ è l’Inferno e il Paradiso. Un momento per divertirsi e uno per commuoversi. Se non ci si diverte, non ci si può commuovere. In fondo questa è la sua lezione. Sbarcato nell’affascinante teatro di Londra, il Royal Drury Lane di proprietà del celebre compositore Andrew Lloyd Webber, lo show fa rotta verso l’America. Il tour si è rivelato un successo senza precedenti che ha superato ogni aspettativa per uno show di poesia unita a satira che ha riempito gli stadi della penisola e fatto il tutto esaurito nelle principali tappe europee. Benigni porta in scena il -V Canto dell’Inferno-, il canto più amato della Commedia, quello della lussuria che celebra l’amore di Paolo e Francesca. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, é visibile su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Gatto Panceri vent’anni di carriera.
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. É uno dei cantautori napoletani contemporanei più apprezzati, nel panorama musicale italiano. Le sue canzoni sono autentiche poesie. Il nuovo lavoro dal titolo “Più che posso live” é un cofanetto cd più dvd che contiene una selezione dei momenti e dei brani più belli e significativi del concerto che il cantautore ha tenuto alle Acciaierie Sonore di Bagnoli. Un album live, registrato davanti a diecimila spettatori. Un concerto evento di grande successo per Gigi Finizio che ha superato, come numero di spettatori, quelli fatti da George Michael la settimana prima nella stessa arena. All’interno del cofanetto, anche il nuovo singolo “Basterebbe”. Lo abbiamo incontrato e Gigi Finizio, fin da subito, si é mostrato a noi molto disponibile e accogliente. A distanza di tempo, quanto devi a quel “Gatto” in funzione artistica? Il mio vero nome è Luigi Giovanni Maria Panceri. In quel periodo i cantanti avevano dei nomi strani e cognomi normali: Vasco Rossi, piuttosto che Zucchero Fornaciari ecc., quindi ho detto perché no un Gatto Panceri?. Sei in grado di scegliere tra la tua “prole artistica” il “figlio” che meglio “ti veste”? Le canzoni le vesto io, perché i miei dischi sono firmati, testi, musica e anche arrangiamenti. Quindi, in qualche modo, mi rispecchiano. Non sono uno che s’affida tantissimo agli altri. Sono abbastanza egocentrico. Vanti plurime e prestigiose collaborazioni con Giorgia, Morandi, Bocelli, Leali, Mina, Fogli, Baglioni, Meneguzzi ecc. Il tuo prossimo obbiettivo? Sai, a me piacerebbe molto lavorare con Elisa, ma lei scrive giá le sue canzoni. Mi piacerebbe lavorare anche con Tiziano Ferro e Giusy Ferreri. Ai trovato intesa con Patrick Djinas, Mogol, Gianni Bini e tanti altri, c’è a chi devi un grazie particolare e a chi invece avresti gradito maggiore sintonia? Nooo Angela! Assolutamente! Queste persone le ho scelte tutte nel periodo esatto. Patrick é davantia tutti, perché mi ha scoperto. Iervolino m’ha fatto vincere due dischi d’oro. Boursier con “Passaporto” anche. Bini m’ha aiutato a fare un disco coraggioso, tra il “Rock” e l’elettronica, Danilo Ballo mi sta dando la soddisfazione diavere “S.O.S.” in classifica. Quando i lavori vanno bene, sono tutti vincenti. A distanza di qualche anno, come stiamo a viabilità sonora o c’è dell’altro? Siamo messi sempre più male. In televisione c’è la tendenza a dare spazio, soprattutto agli interpreti e non ad andare a scovare le persone che si scrivono le canzoni. Per cui stiamo avendo tutta una serie di nomi, anche interessanti dal punto di vista vocale ma che non sappiamo cosa fargli cantare. Se noi continuiamo a fare X-Factor ed Amici, in cui si dà esclusivamente importanza alle voci e dove sentiamo dei ragazzi cantare quasi esclusivamente delle canzoni famose, io credo che continueremo a buttare ed a dare popolarità a gente che poi però, non sa che cosa cantare. Compositore, autore, interprete, insegnante di musica al C.E.T. e di seguito presso l’“Hope Music School”. Cosa ti soddisfa e ti sorprende o meno, di queste esperienze? Mi sorprende come a volte, razionalizzando, si riesce a dare, ad insegnare, come si scrive una canzone. Perché è vero che c’è una parte istintiva Angela, ma cen’è pure un’altra di ragionamento che va assolutamente fatta, perché alcuni sono allo stato brado. Pensano che basta mettersi lì, in una specie di trance, a scrivere una canzone. In realtà invece è una questione di cultura, di coerenza, di stile da trovare. Di personalità, nonché un problema di saper ascoltare tutto quello che c’è intorno. Essendo anche tu e tuo marito Dino del mestiere, non trovi anche voi due che sia cosí? Ti sei cimentato pure a livello letterario, con un libro. Di quale proposta si tratta e quali finalità si propone? Il libro uscirà a novembre, si intitola “Vita da Gatto” ed è firmato col mio vero nome: Panceri Filippo Luigi Giovanni Maria. Racconta di questi diciott’anni di carriera ed oltre. É un po’ tutta la mia esistenza, una vita straordinariamente strana, dalla parte pubblica, quella privata ed anche la parte intima. La kermesse sanremese, la ritieni ancora passaggio fondamentale per un artista? No, non fa più testo. E’ una cosa che guardano in pochi, distrattamente. Il Festival bisogna che sia la fucina ed il palcoscenico dei talenti, mentre troppo spesso vedi gente improvvisata, non si capisce bene. Anche voi due siete spesso in giuria e sapete quindi di cosa parlo. Credo che la kermesse abbia perso veramente tanto. L’amore è una cosa meravigliosa é un’utopia, oppure l’amore va oltre? L’amore è una cosa che muove la vita. Se tu non fai un lavoro con amore, un arredamento di casa tua con amore, se non hai qualcuno da pensare, un progetto, qualcuno che ti telefona, un messaggio che arriva, sei finito. Io credo che l’amore sia la necessità di stare bene con se stessi e con gli altri. L’amore è una roba molto complessa, una molla ed è una parola molto vasta. Nel 2000 ti sei esibito davanti al Santo Padre e due milioni di giovani, l'anno dopo hai cantato in Piazza San Pietro per la “Giornata mondiale della Famiglia”. Quali vibrazioni? Sono stati due giorni importanti. Però direi molto più intensa è stata la Giornata Mondiale della Famiglia perché, mentre alla grande kermesse di Tor Vergata c’erano vari artisti, alla Giornata Mondiale della Famiglia in Piazza San Pietro, ero da solo. Vari riconoscimenti, Premio Lunezia città di Aulla, Premio Torretta,“Sanremo”, “Festivalbar”, “Festival Show”, dischi d’oro, collaborazioni illustri, colonne sonore, componi ed interpreti con stile pezzi memorabili. A cosa punti ancora? Mah, anzitutto, a non cambiar lavoro, a scrivere una nuova “Vivo per lei”, un pezzo che giri il mondo indi, a fare un disco ancora più bello, interessante, non smettendo mai di aver la voglia di fare. Io non sono uno che vuole fare centomila cose. Grazie per essere venuti a trovarmi, é stato un piacere incontrare te Angela, l'intera tua famiglia e la tua emittente TeleVideoItalia Angela, faccio a tale motivo un saluto e un abbraccio a tutti gli italiani emigrati in Germania e comunque in Europa e nel Mondo. Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Gigi D’Alessio 12 milioni di copie di dischi vendute, 1 disco di diamante, oltre 100 dischi di plati
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Passo dopo passo, concerto dopo concerto, è riuscito ad imporsi sul mercato nazionale ed estero, con più di dodici milioni di copie di dischi venduti. Un disco di diamante. Oltre cento dischi di platino vinti. Oltre un anno di presenza nella top ten dei più venduti. Numerosi i premi ricevuti. Il suo ultimo album “Chiaro” è il più venduto dopo Sanremo, riuscendo a posizionarsi nella top 5. Un successo clamoroso che gli ha permesso onestamente di riscattare i sogni chiusi da tempo nel suo cassetto. Incontriamo la celebritá partenopea Gigi D’Alessio che con umiltá ci accoglie dietro le quinte e ci mette subito a nostro agio. Napoli è un microcosmo? Novantanove volte su 100 finisci scugnizzo. Vengo dai quartieri popolari, cresciuto dalla nonna. Quando entravo in casa, battevo forte i piedi per far scappare i topi. E niente doccia. Scendevi per strada e ti fottevano la cartella. Poi la bicicletta. Poi il motorino. Alla quarta diventavi scugnizzo. Alla delinquenza ho preferito la musica, dieci anni di conservatorio. Coi matrimoni quando ha chiuso? Nel 1996. Dal ‘92 al ’96 facevo fino a 13 matrimoni al giorno, poi, finalmente, la svolta con un concerto a Napoli. Attaccavo i manifesti di notte, camuffato. A Caianiello non mi conosceva già più nessuno ma in città impazzivano. Affittai lo stadio e feci 40mila paganti. Lì è cambiato tutto. E nel 2000 mi sono trasferito a Roma. Senza più manager: ti fottono. Se deve, a chi deve la sua carriera da solista? Ad un povero posteggiatore. Mi chiamò per la comunione della figlia. Aveva 2 milioni e 500mila lire in pezzi da mille. Tutti i suoi risparmi. Mi vergognai e cantai gratis. Ha picchiato dei fotografi ultimamente. Tutti hanno ascoltato la versione di tutti ma la sua, quella vera, qualé? Erano appostati fuori, stavo da poco con Anna “Tatangelo”. Mi avvicino. Uno dei due, detto Er Millelire, si rivolge all’altro, detto Foggia: ‘Anvedi ‘sto napoletano der cazzo’. Non ci ho visto più e l’ho colpito. Gli si è aperta la fronte, sangue ovunque. Colpa dell’anello col rosario: vede, questo qua. Lei è un neomelodico? Il neomelodico non esiste. E’ una parola usata da un giornalista che amava Nino D’Angelo. Il melodico era lui, i neomelodici tutti gli altri. Dire che sono il principe dei neomelodici è come dire che sono il primo degli stronzi. Scrive solo canzoni d’amore? Non so fare altro. La parola più forte che ho usato è “carcere”. Sono un cantautore napoletano, mi esprimo in due lingue, l’italiano è quasi una lingua straniera. Nella sua sala c’è veramente il pianoforte di Carosone? E’ del 1974. Per Renato ero l’unico che poteva suonarlo. Ricordo sua moglie ai funerali: ‘Gigi, la favola è finita’. Mogol rivede in me le capacità di Battisti. Dalla era un amico. Fossati parla benissimo di me. All’estero duetto con Liza Minnelli. E’ vera la storia su Umberto Bindi? Si. Lessi che gli avevano pignorato tutto, anche il pianoforte. Ne fui colpito, così gliene mandai uno. Mi ringraziò, commosso. Quattro giorni dopo morì. Cosa cantò per il Presidente Clinton? Malafemmina. ‘Mister President, this is Bad Woman’. Era il periodo di quella lì, ci stava bene. Di quella canzone nata in un’ora, che ha salvato sul desktop col nome “Il Fatto” che ne farà? Ci lavorerò, è buona. Poi ve la regalo e i proventi li diamo in beneficenza”. Ringrazio te e la tua emittente TeleVideoItalia Angela perché, in questo modo, ho avuto l'opportunitá di salutare anche tutti gli italiani in Germania. É stato un piacere conoscerti. Sono stato accolto bene, con affetto e tanto calore. Riorneró senza dubbio. Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Francesca Alotta, la cantante di “Non amarmi” fa tappa a Pforzheim
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Incontriamo allo Stadt Halle di Pforzheim Francesca Alotta, la cantante di “Non amarmi”. Una canzone cantata in tutto il mondo. Tra l’altro l’hanno cantata addirittura in due differenti versioni, nel disco di J. Lo “Onthe six” e sul palco di Pforzheim la ripropone live con Dino Saieva, voce maschile del popolare duo italiano Dino & Angela. Mi piace sempre misurarmi con forme d’arte diverse, afferma la cantante. É stato un onore e motivo d’orgoglio per me ed Aleandro Baldi. Ora sto riprendendo a suonare il pianoforte. Col nuovo album parte con una tournèe internazionale. Diventa una cantante famosa con “Non amarmi” cantata in coppia con Aleandro Baldi, si aggiudicano il podio al Festival di Sanremo. Il brano ricantato da Jennifer Lopez e MarcAnthony lusinga le aspettative di Francesca Alotta. É stato un onore e motivo d’orgoglio per me ed Aleandro Baldi che Jennifer Lopez e Marc Anthony abbiano decantato così tanto la nostra canzone, addirittura definendola una delle più belle canzoni in duetto degli ultimi vent’anni. Tra l’altro l’hanno cantata addirittura in due differenti versioni, nel disco di J. Lo “Onthe six”. Ed è una cosa ancora più eccezionale che sia divenuta una canzone famosa in tutto il mondo, dalla Russia all’America. Questo è sicuramente un altro grande motivo di orgoglio. Tre anni ospite a Domenica In. Si è trovata bene nell’ambiente televisivo? Le piacerebbe condurre un programma tutto suo? Mi piace molto fare televisione, anche se non mi piace affatto che spesso la musica venga utilizzata a piacimento degli autori televisivi che non ti danno più di un minuto e mezzo per canzone. Quindi, come anche tu sai Angela, ti costringono a stravolgere brani bellissimi, tagliando testi e musiche in maniera impropria. In nome dell’audience non ti fanno cantare quasi mai brani nuovi. La recitazione è una forma artistica nella quale si riconosce e che le appartiene? Sicuramente sono più a mio agio nel ruolo di cantante. Recitare implica doversi calare inun personaggio. Significa provare empaticamente quello che lui prova, ed èquello che si fa interpretando una canzone a mio avviso. Cerchi di sentire intimamente e profondamente quello che la storia di quel testo dice. Non trovo dunque che si discosti molto una cosa dall’altra. In entrambi i casi tiri fuori da dentro tutte le emozioni e le sensazioni più profonde interpretando. Si vedrebbe di più nellevesti di cantante, conduttrice o attrice? Come dicevo prima Angela, sono sicuramente più a mio agio nelle vesti di cantante ma mi piace sempre misurarmi con forme d’arte diverse. Ora sto riprendendo a suonare il pianoforte, dopo che avevo abbandonato gli studi al quinto anno di conservatorio. Ha duettato con Loredana Bertè, con Fiordaliso, ecc.. Con chi duetterebbe ancora? Ci sono diversi artisti con cui mi piacerebbe duettare, per esempio Michele Zarrillo, mi piace tantissimo e spero che un giorno o l’altro possa accadere. Che genere di musica ascolta e quali punti di riferimento ha avuto? In particolare amo la musica nera, soul, blues e quella inglese. Del resto, ascolto moltissimi generi totalmente diversi l’uno dall’altra, dalla musica classica aquella rock. Come punti di riferimento sono andata da Aretha Franklin a OletaAdams, a Mia Martini. C’è un nuovo album in uscita? Sto preparando un nuovo disco prodotto da Marco Falagiani autore anchedi brani come “Non amarmi”,” Gli uomini non cambiano” di Mia Martini edautore per altri grandi artisti da Marco Masini, Umberto Tozzi a Gianni Morandi, la Oxa. Inoltre sto preparando una tournèe internazionale con un grande chitarrista jazz Antonio Forcione, famoso soprattutto all’estero dove sistanno sperimentando nuove cose solo chitarra e voce. Ti ringrazio Angela che, attraverso la tua emittente TeleVideoItalia, mi hai dato l'opportunitá di salutare tutti i connazionali italiani in Germania. Sono stata bene e un particolare grazie anche al cantautore nonché tuo marito Dino, per avermi accompagnato con il brano “Non amarmi” prestandosi con la sua straordinaria voce. Un po di storia: Francesca Alotta, nata a Palermo nel 1968, è una cantante italiana. Nel 1991 ha vinto il Cantagiro con Chiamata urgente. Ha vinto il Festival di Sanremo nella categoria Nuove Proposte con Non amarmi in coppia con Aleandro Baldi. Nel 1993 partecipa di nuovo al Festival con Un anno di noi. Nel '97 esce il suo album Buonanotte alla luna completamente formato da canzoni dedicate alla luna appunto. Tra queste, e la luna bussò, storica canzone di Loredana Bertè, con la quale duetta in questa rivisitazione. Nel 2004 partecipa al reality show Music Farm condotto da Amadeus, ed esce perdendo la sfida contro Marco Armani. Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- I Ricchi e Poveri a Stoccarda: Revival o semplice nostalgia?
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Revival o semplice nostalgia? Ne parliamo con un trio ionac della canzone italiana, I Ricchi e Poveri che non hanno di certo bisogno di presentazione. Franco Gatti, Angela Brambati ed Angelo Sotgiu hanno dato vita ad una delle formazioni più popolari della canzone italiana, mietendo successi in Italia e all'estero per più di 35 anni. In occasione di un'esibizione live a Stoccarda, tappa obbligatoria per chi vuole gustare "il revival". Li abbiamo incontrati per scambiare quattro chiacchiere. Quale è il segreto del vostro successo? Franco:"Sicuramente la voglia e l'entusiasmo di fare questo mestiere. Naturalmente, non dobbiamo dimenticare i nostri collaboratori che abbiamo incontrato lungo il nostro percorso, che ci hanno permesso di arrivare fin qui". Oggi il pubblico vuole ritornare indietro, c'è voglia di revival, forse il tempo presente è troppo pieno di incertezze? Angelo: "Io credo che le incertezze ci siano sempre state e ci saranno sempre. Diciamo pure che forse è la forza delle canzoni che porta il pubblico a sentire l'esigenza di ritornare indietro. Le nostre canzoni sono diventate popolari perché hanno sempre captato gli umori e gli entusiasmi del pubblico". Quanto vi è servito il festival di Sanremo per amplificare la vostra popolarità? Angela: "Sicuramente è stato importante nel nostro percorso anche se non posso dire se saremmo arrivati fin qui se non ci fosse stato. Nel senso, chi lo può dire. Diciamo pure che, quando siamo saliti la prima volta sul palco dell'Ariston, c'era un solo modo di fare televisione e la gente rimaneva incollata davanti al piccolo schermo. Adesso ci sono mille altre distrazioni, e quindi anche per i Ricchi e Poveri sarebbe stato più difficile venir fuori dalla mischia". Che rapporto avete con le nuove tecnologie? Quando avete iniziato vi sareste mai aspettati una rivoluzione come quella di Internet? Angelo: "Certamente, no. Ci piace molto tutto questo anche se il progresso ci spaventa in un certo senso. Chi lo ha messo in piedi era cosciente del fascino di tutto ciò ma anche del rischio di perdere un contatto più vero con il mondo che ci circonda.Osservando i miei figli, mi rendo conto sempre di più che le giovani generazioni hanno perso il contatto con il supporto musicale, quello che per noi era il disco. E forse la perdita di questo contatto sarà un disastro per la musica". Se vi chiedo un sondaggio per realizzare una classifica ideale? Angela: al primo posto vedrebbe "Sara perché ti amo" afferma "...Ci ha portato molta fortuna e va rispettata. In una preferenza personale sceglierei Come Vorrei"; Angelo: "Sarà perchè ti amo" la canzone più votata nel sondaggio; Franco: "...dipende dalle situazioni. Sarà perchè ti amo ci ha portato al successo internazionale. Il mio gusto mi suggerisce Che Sarà. Anche se il business è...". Il passare del tempo non fa perdere identità ma evidenzia ancora una volta la qualità della musica "Made in italy". Grazie Angela, é stato bello incontrare te tuo marito Dino e, attraverso la tua emittente TeleVideoItalia Angela e il Corriere d'Italia per cui scrivi, salutiamo e abbracciamo naturalmente tutti i nostri fan del mondo.Il servizio televisivo redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo e visibile sui siti ufficiali di televideoitalia.net/intervistelive e corriereditalia.de Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Edoardo Bennato sui palchi tedeshi
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Anche se non é stato veramente tutto rose e fiori, il mito guarda con orgoglio il suo passato. Lo incontriamo subito dopo il suo spettacolare, debutto tenutasi al Residenzschloss Blühendes Barock Ludwigsburg, insieme ad altrri quattro artisti italiani che hanno rappresentato per la parte italiana perfettamente il nostro tricolore, come Toto Cutugno, il duo Dino & Angela, Pupo, Gino Castelli. Comé fare musica? Fare musica non è come progettare poltrone o automobili, dove il nome o il rapporto qualità-prezzo basta a se stesso. In molti campi sono solo i numeriche sanciscono le tue capacità. Nel mio mestiere non è mai stato così Qualcuno sostiene il contrario? Quando uscì il primo album “Non farti cadere le braccia” avevo già anni di gavetta alle spalle. Il direttore della Ricordi di allora, nonostante le canzoni fossero ben realizzate, mi chiamò per dirmi che ce l’avevano messa tutta, ma la mia voce secondo alcuni era sgraziata e per questo i miei pezzi non passavano. Era come non esistere, nessuno avrebbe comprato un mio disco se non funzionavo in radio o in televisione. Come se ne é uscito da questo impatto negativo? Presi il mio tamburello a pedale e mi piazzai di fronte al bar Vanni di Roma, vicino alla sede della Rai. Così venni notato dal direttore di “Ciao 2001”, settimanale di musica molto importante in quel periodo. Iniziai a suonare nei festival con Franco Battiato e molti altri cantautori della mia generazione. Fu allora che mi guadagnai la patente, quella che fino a quel momento mi era stata negata dall’industria discografica e dal mondo dorato dello spettacolo. Come é arrivato alla popolaritá e nelle classifiche? Da cantante di avanguardia ho raggiunto la popolarità con brani di un certo contenuto ma comunque rivolti a tutti. Per questo ho conquistato le classifiche. A quel punto però ho dovuto affrontare la diffidenza, non solo di chi all’inizio aveva creduto in me ma anche quella dei discografici che cominciavano a guardare con sospetto il mio percorso alternativo, in continua crescita. Così sono rimasto da solo, con la mia rabbia e la mia disperazione. Lei è stato il primo artista italiano a essersi esibito a San Siro. Che emozioni ha provato nel battezzare un luogo così importante per la musica? È stato un momento fondamentale della mia carriera, non per i 75 mila paganti diquel concerto ma perché in quei giorni avevo riempito gli stati di Massa Carrara, Genova, Torino e Napoli. Il tutto nel giro di sole due settimane. Un risultato cui avevo iniziato a lavorare quando, dopo il primo disco, mi dissero che non c’era più niente da fare. In che modo va difesa l’identità regionale nella musica leggera italiana? La nostra identità regionale è un tesoro apprezzato all’estero alla stregua della nostra identità nazionale. Bono degli U2, peresempio, quando ha iniziato a collaborare con Pavarotti ha scoperto la canzone napoletana e i suoi grandi interpreti. In realtà, il nostro pop si è evolutocon l’influenza della musica in arrivo dagli Stati Uniti. Penso a Mina,Celentano, Morandi, Little Tony e anche a Peppino Di Capri, un artista che considero d’avanguardia. Un precursore della musica dei Beatles. Sanremo è stato spesso veicolo d’esportazione? Già, dal Festival hanno preso il volo carriere importanti come quelle di Eros e Vasco, Però, sotto certi aspetti Sanremo è sempre stata una barzelletta. Per esempio, il regolamento prevede che si presentino solo pezzi inediti. In realtà, molti casi nel passato dimostrano che quella norma non è stata rispettata. In questomomento qul’è il problema sociale che le sta più a cuore? Mi preoccupano le donne. Con tutto ilrispetto che nutro per il mondo maschile, sono loro che con il loro impegno portano avanti la baracca, in ogni campo. Tuttavia, imitano troppo gli uomininei comportamenti peggiori. Parlano, fumano e amano come loro. Chiedo alle donne di credere nella loro femminilità e di difenderla a ogni costo. Due aggettivi per descrivere Napoli? Bella, perché nonostante tutto Napoli resta la città più bella del mondo. É condannata, in quanto non sembra in grado di sfuggire al suo destino negativo. In fondo, però, ho ancora la speranza che la situazione possa cambiare. E, come canto nel ritornello di “La mia città”, non cambierà mai niente se ci credo solo io. Grazie a te e alla tua emittente Angela TeleVideoItalia Angela, é stato un piacere incontrarvi. Saluto tutti gli italiani in Germania e tutti quelli che amano la mia musica. Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE, SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- San Biagio Platani - Remchingen, venticinque anni di gemellaggio
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. San Biagio Platani - Remchingen, 25 anni di gemellaggio. Venticinque anni di fratellanza tra due popoli sanciti da un gemellaggio ormai passato alla storia e in tale occasione non potevano certo mancare i giusti festeggiamenti tra le due comunità, quella sambiagese e quella di Remchingen in Germania. Stipulato nel lontano 1986, il gemellaggio è diventato ormai un punto fermo per le due cittadine, momento di scambi culturali, sociali e commerciali non sempre però colti al massimo delle potenzialità. Se è vero infatti che il gemellaggio è stato un propulsore importante per la crescita e lo scambio culturale reciproco, non altrettanto può dirsi per l’aspetto economico, incoraggiato da rari e timidi incontri commerciali, che non hanno dato la giusta spinta per la creazione di un vero canale di scambio tra i prodotti tipici. Ma tornando ai festeggiamenti per l’anniversario, una delegazione di sambiagesi é partita nel fine settimana, direzione Germania, per l’evento che svoltosi dal primo all’undici luglio. Un calendario fitto di eventi che ha visto anche tra la delegazione italiana, un gruppo di musicisti dell’orchestra del Teatro Massimo di Palermo. Tra il comune di San Biagio Platani e la cittadina tedesca di Remchingen perdura dunque un gemellaggio da oltre 25 anni . E’ stato voluto dai nostri emigrati che hanno sensibilizzato la due amministrazioni. L’atto costitutivo è stato firmato nel 1986 dal borgomastro Wolfgang Oechsle e dall’allora sindaco Gaspare La Rosa. Il tutto si é concluso in un’atmosfera armonioso con un Galá, dato in onore delle due Cittá gemellate, con la presenza del rinomato duo italiano Dino & Angela. grazie alla disponibilitá avuta dal dipartimento europa managing della SDA Sanremo Eventi. Si voleva dare un segno di riconoscimento tangibile ad un’amicizia maturata negli anni nel rispetto dei nostri concittadini che si sono affrancati dal bisogno con il loro lavoro in un clima di generosa accoglienza da parte delle autorità comunali tedesche rivelatesi particolarmente attente ai loro problemi. I rapporti tra le due comunità si sono intensificati con annuali scambi di visite sempre improntate a grande cordialità e reciproca stima. Gli amici tedeschi hanno addirittura dedicato una piazza al nostro comune. Il borgomastro Wolfgang Oechsle è rimasto in carica per 36 anni, sino all’anno scorso, ed ha conosciuto tutti i sindaci che si sono avvicendati dal 1986. Proviamo a citarli tutti: Gaspare La Rosa, Piero Calderone, Stefano Amella, Piero Spoto, Biagio Conte, Salvatore Grado, Santino Sabella, Carmelo Alba e Filippo Bartolomeo, cui vanno aggiunti, intercalati, due commissari regionali. La settimana scorsa è giunta una folta delegazione da Remchingen guidata dal nuovo giovane borgomastro Luca Wilhelm Prayon. Presente, come sempre, il suo predecessore. E’ stata accolta alle porte del paese da tanta gente e dalla banda musicale che ha eseguito gli inni nazionali dei due Paesi. Il sindaco Bartolomeo ha rivolto un cordiale saluto e un sentito ringraziando per il trattamento riservato ai nostri emigrati. Gli ospiti hanno portato al seguito il loro complesso bandistico, diretto dal maestro Roland Eberle, che si è esibito durante le processioni del venerdì santo, del giorno di Pasqua, e nel corso di un concerto tenuto, assieme alla banda musicale di San Biagio, diretta dal maestro Gino Longo, presso il cine-teatro Bellini, ieri sera lunedì di pasquetta. Un intrattenimento molto gradevole in una sala gremitissima di gente che non ha lesinato applausi a scena aperta ai componenti dei due complessi che si sono alternati sul palco con un ricco repertorio. Per l’occasione, è stato consegnato dal sindaco Bartolomeo un attestato di encomio conferito con propria determina del 5 aprile, al prof. Gaspare La Rosa “per avere contribuito a rafforzare i rapporti tra le due comunità attivando tutte le procedure attinenti alla proposta di gemellaggio avanzata dal borgomastro Wolfgang Oechsle, sino alla firma congiunta della sua istituzione”. Analogo encomio, conferito con precedente determina, il sindaco ha rilasciato, a Stefano Amella “per essersi adoperato con ardore ed impegno per la buona riuscita dell’intesa con la cittadina tedesca, con l’augurio che, in qualità di presidente dell’associazione “Pro gemellaggio”, continui ad adoperarsi con lo stesso entusiasmo per incrementare lo spirito di amicizia e di collaborazione”. Il prof. La Rosa, in un suo intervento, ha tracciato le tappe dell’iter burocratico per raggiungere l’obiettivo. Mentre il sindaco Bartolomeo ha avuto parole di stima e di apprezzamento per tutti gli ospiti. Anche se col gemellaggio non sono state raggiunte tutte le ambiziose finalità di interscambio economico (non certo per demerito dei nostri interlocutori tedeschi), resta il fatto che i rapporti instaurati con Remchingen hanno sicuramente contribuito a dissipare le incomprensioni e i pregiudizi che spesso ci accompagnano lungo il nostro cammino al di fuori della nostra Isola. Un traguardo da non sottovalutare. Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Ventennale gemellaggio tra Vicenza e Pforzheim il sindaco italosiculo Variati incontra Gert Hager
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Ventennale del gemellaggio tra Vicenza e Pforzheim sabato 17 settembre il sindaco Variati ha incontrato Gert Hager, sindaco della città tedesca e una delegazione da Pforzheim. Vent’anni fa, il 28 aprile 1991, in una sala Bernarda gremita di amministratori e di cittadini di Vicenza e di Pforzheim, il sindaco di Vicenza Achille Variati e il sindaco della città tedesca di Pforzheim Joackim Becker sottoscrivevano il primo gemellaggio nella storia di Vicenza, considerato da entrambe le città un punto di partenza verso duraturi e proficui interscambi in campo economico, culturale e sociale. A seguito il sindaco della città tedesca Joackim Becker, concluse per eccellenza l’incontro con un Gala dato in onore delle due Cittá unite. Intrattenimento che, grazie alla disponibilitá del dipartimento europa managing della SDA Sanremo Eventi, fú onorevolmente allietato e non a caso dalla presenza degli artisti Dino & Angela, il rinomato duo italiano che in un’altra occasione, si evidenzió televisivamente con l’esordio ottenuto all’Europa Festival, nel rappresentare l’Italia in una originale performance. Sabato 17 settembre lo stesso Variati, insieme al consigliere delegato ai gemellaggi Federico Formisano, ha celebrato il ventennale del gemellaggio incontrando a palazzo Trissino, in sala Stucchi con il sindaco di Pforzheim Gert Hager e una delegazione di trentacinque cittadini della città tedesca in viaggio a Vicenza fino al 20 settembre. Poi, il consigliere Formisano ha accompagnato il gruppo ai giardini Salvi, dove il 28 aprile di vent’anni fa è stato piantato un tiglio donato da Pforzheim a Vicenza. La formula contenuta nell’accordo sottoscritto vent’anni fa prevedeva l’impegno a mantenere vivi i legami tra le due municipalità; a favorire in ogni campo gli scambi tra i concittadini per sviluppare, con una migliore comprensione reciproca, il sentimento della fraternità; a congiungere gli sforzi verso il compimento dell’unità europea nella giustizia e nella pace, valori di riferimento fondamentali; a coordinare azioni comuni volte alla diffusione della cultura della solidarietà, con l’impegno per l’aiuto a comunità sottosviluppate, oppresse e perseguitate. La città di Pforzheim, prima che con Vicenza, aveva già siglato due gemellaggi. Il primo con la città basca di Guernika, a cui è legata da una storia comune: entrambe sono state rase al suolo durante la seconda guerra mondiale. Il secondo con la città francese di Saint Maur des Fosses per affinità di tipo sportivo. L’iter che ha portato Vicenza e Pforzheim al gemellaggio è stato lungo ed è iniziato già negli anni ottanta con contatti e scambi in ambito imprenditoriale, in particolare tra aziende del settore orafo ed in ambito associativo, grazie anche ai contatti con l’associazione di cultura italo-tedesca che aveva ed ha tutt’ora una propria sede a Vicenza. Tuttavia, è nel settembre 1989 che il consiglio comunale di Vicenza approva ufficialmente il gemellaggio motivando la scelta con l’individuazione di un comune che abbia caratteristiche socio-economiche e demografiche affini a quelle di Vicenza. In particolare, l’affinità maggiore con Pforzheim fu riscontrata nella vocazione della città (definita “la città dell’oro” come Vicenza) per la lavorazione dell’oro, degli orologi e dei gioielli che, fin dal 1767, ha dato fama e prestigio a livello internazionale. Gli obiettivi del gemellaggio non si fermavano solo a rapporti di collaborazione a livello imprenditoriale, ma la volontà fu quella di dare un grande impulso anche agli scambi tra studenti e scuole, per contribuire a far crescere e rinsaldare nei giovani un forte sentimento europeo, perché i giovani di Vicenza e di Pforzheim si sentano prima europei che italiani o tedeschi e perché possano coltivare sentimenti di pace e di tolleranza attraverso la reciproca conoscenza e lo studio delle proprie culture. Inoltre, il gemellaggio si proponeva anche un’incentivazione degli scambi tra cittadini, tra associazioni in ambito culturale, sportivo, ricreativo e sociale. Principi questi, ribaditi anche nelle linee di indirizzo approvate dal consiglio comunale di Vicenza nel febbraio 2010 in materia di gemellaggi, patti di amicizia, patti di fratellanza e scambi nazionali ed internazionali. In questi vent’anni, pur con alcune fasi alterne, l’attività è stata sempre intensa a livello scolastico con migliaia di giovani studenti che sono ospitati annualmente nelle famiglie di Vicenza e di Pforzheim durante le attività di scambio tra le scuole superiori delle due città e che continuano tutt’ora grazie anche al grande impegno ed alla passione di tanti insegnanti che hanno creduto e continuano a credere nell’esperienza del gemellaggio come ottima occasione di scambio linguistico ma anche come opportunità formativa personale per i giovani. Anche in ambito sportivo nel corso degli anni sono state organizzate significative attività tra associazioni, sia in ambito calcistico che cicloturistico, con interessanti escursioni di sportivi vicentini lungo il sistema di piste ciclabili della Foresta Nera, facendo apprezzare, oltre al valore ricreativo anche la valenza ambientale della regione. Consolidati e sempre entusiastici sono anche gli scambi tra le associazioni alpinistiche delle due città che coinvolgono costantemente anche altre città gemellate, tra cui Gernika, gemellata con Pforzheim e Annecy gemellata con Vicenza, in iniziative comuni ed escursioni. Sempre attivi e produttivi sono stati gli scambi a livello amministrativo tra le due municipalità ed importante per Vicenza è stata anche l’opportunità di apprendimento sul piano tecnologico, avvenuta a Pforzheim, anche in occasione della visita di un parco tecnologico molto avanzato realizzato in una zona industriale dismessa della città. Per quando riguarda l’ambito imprenditoriale, in particolare quello orafo, primo impulso e stimolo alla realizzazione del gemellaggio, in questi vent’anni ha attraversato fasi difficili e risentito pesantemente della difficile situazione economica sia a livello nazionale che internazionale. Tale congiuntura ha avuto come conseguenza, prima a Pforzheim e poi a Vicenza, la ristrutturazione e la conseguente contrazione della consistenza numerica delle aziende attive nel settore. Ciò ha comportato anche una progressiva riduzione delle presenze delle aziende di Pforzheim alle diverse edizioni delle annuali fiere dell’oro vicentine, che la città di Vicenza in collaborazione con la Fiera sta cercando di favorire ed incentivare. L’ambito in cui le due città hanno deciso negli ultimi anni di impegnarsi sempre più è quello della partecipazione a programmi e bandi europei, attraverso la costruzione di una rete di collaborazioni e partenariati con le rispettive città gemellate o legate da patti di amicizia e cooperazione, che consentano l’accesso ai fondi europei per progetti in ambito ambientale, delle nuove tecnologie, culturale e sociale. Segui tutte le nostre interviste video anche su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.
- Rosalinda Celentano sui palchi tedeshi
© by TeleVideoItalia.de - Rotocalco italiano in Europa - Portale TV Stampa di Angela Saieva. Incontriamo una personalità davvero unica e rara. L’abbiamo incontrata a Pforzheim, ospite nella Notte Italiana organizzata dal dipartimento europa managing SDA Sanremo Eventi, dell’Accademia della Canzone Italiana in Germania. Artista poliedrica, Rosalinda Celentano si interessa di pittura e scultura. Ma anche nel cinema ha dimostrato di essere capace di provarsi in ruoli completamente diversi. C’è qualcuno a cui è particolarmente affezionata? Confesso che la “Passione di Cristo” è stata un’esperienza così estrema che ha segnato una forte impronta nella mia anima. Sono un’autrice atipica, che ama l’arte come l’amore e l’amore come arte. Nei miei quadri ho invertito la bocca con gli occhi e viceversa e non ho un’idea ordinata del cinema nella mia testa. Il ruolo donatomi da Gibson rimane forse il più importante per la durezza e per tutta una serie di eventi che ne hanno fatto da sfondo. Con il suo Satana della “Passione di Cristo” di Mel Gibson, ha dato dimostrazione di come oggi sia ancora possibile comunicare e trasmettere emozioni mediante lo sguardo. Che tipo di lavoro è stato fatto per raggiungere quell’intensità? Confesso che il ruolo di Satana non era presente nella sceneggiatura originale ma Gibson, dopo aver visto una mia foto ha voluto riscriverla per inserire il mio personaggio. A quel punto ho accettato, dichiarando di voler lavorare gratis. L’ho fatto per cinque splendidi mesi e confesso che al momento del provino in aramaico, non avevo ancora capito di che genere di esperienza sarebbe stata. Mi è stato chiesto di tagliare le sopracciglia e forse questo ha incrementato l’intensità dello sguardo. Sono felice per i complimenti che continuo a ricevere, ma il merito è soprattutto di un genio come Mel Gibson, grande attore, formidabile regista. Perché l’addio al cinema? Mi sento un'attrice atipica. Io non ho la testa da attrice. É un complimento che mi ha fatto Mel Gibson. Non amo molto chi fa questo mestiere. Gli attori sono troppo egocentrici, pensano solo allo specchio ma dovrebbero averne più d'uno, dentro e fuori. Tutti ti dicono quanto sei brava ma poi ti propongono solo lavori di basso profilo. Cosa pensa di una Famiglia se artisti? Quando si è artisti, sarebbe meglio non avere bambini, perché loro hanno bisogno di attenzioni e di amore. Di una presenza che non può essere sostituita dalle tate. La famiglia forte che hanno costituito mia madre e mio padre ad esempio, è costituita da loro due e basta. É una cosa bellissima ma crea dei vuoti a un figlio. Quando manca l’amore materno e paterno accade un disastro. Spesso si cerca la distruzione. É vero che vuole lasciare l'Italia? Voglio andare in Spagna o a New York per studiare. Per fortuna ho la pittura, i miei quadri neo-impressionisti. Sto preparando un’altra mostra, dopo la prima personale a Brera, se ricordo bene ha dei suoi esordi al cinema, da “Yuppi Du” a “Treno di Panna”? Della primissima volta ricordo solo un aneddoto. Ogni volta che il regista gridava “azione”, io puntualmente gridavo “stop”. Mio padre allora cercava di farmi capire che ogni volta che dicevo “stop” i soldini scalavano, ma all’epoca mi divertivo così, e forse già li si intravedeva un lato del mio carattere. Per il resto, delle mie prime volte sul set ricordo davvero poco. Si parla della difficoltà di fare cinema in Italia. Cosa ne pensa? Credo che in questo momento in Italia stia avvenendo un vero genocidio culturale. E’ totalmente il desiderio culturale di andare oltre il semplice sguardo perché la novità fa paura. Penso seriamente che o prima o dopo andrò via, perché qui non riesco a trovarmi bene. No ho il computer per scelta e il primo cellulare l’ho comprato solo tre anni fa, ma forse in questo sono un po’ troppo “estremista” io. Ma se è vero che oggi, accendendo una tv, una ragazzina si ritrovi incinta, visti i messaggi che continuano a passare, a quel punto scusate, ma io scappo! Un saluto a tutti gli italiani in Germania e grazie soprattutto a te e la tua emittente TeleVideoItalia Angela, per avere evidenziato la nostra venuta, sei simpatica e mi ha fatto piacere conoscerti. Sai fare bene il tuo mestiere. Conto di rincontrarci in altrettante occasioni. Il servizio televisivo, redatto in collaborazione con la SDA FotoVideo, é visibile su televideoitalia.net/intervistelive Servizio televisivo e stampa, redatto dagli studi televisivi di TeleVideoItalia Angela Saieva in collaborazione con la SDA FotoVideo Production, Channel-TV TeleVideoItalia.de, Corriere d'Italia, AISE SINE - © by TeleVideoItalia.net - Tutti diritti riservati.


















































